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rende avvio, nell’anno scolastico 2009/2010, il laboratorio di Giornalismo coordinato e tenuto dal preside prof. Luigi Longo, giornalista pubblicista iscritto all’albo della regione Puglia. L’iniziativa, fortemente voluta dal direttore Luigi Schioppo e benevolmente accolta dagli alunni della Multicenter School di Pozzuoli, vede i nostri ragazzi protagonisti dell’oggi della storia. Ognuno di loro, settimanalmente, si cala nei panni del reporter e dialogando con gli avvenimenti che accadono scrive dei pezzi che saranno pubblicati sul sito della scuola nella sezione “Laboratorio di giornalismo” al seguente link: http://www.multicenterschool.it/ Labgiornalismo/tabid/1078/language/it-IT/Default.aspx . Il laboratorio è strutturato nel seguente modo: settimanalmente ci si incontra per tre ore in orario extrascolastico e sono presentati contenuti teorici di carattere giornalistico. Le lezioni del laboratorio di Giornalismo sono tenute dal prof. Longo alle quali gli allievi partecipano attivamente. Il feedback è più che positivo in quanto la scrittura giornalistica risulta essere molto intrigante per ogni singolo partecipante. Dopo la lezione teorica vengono assegnati ad ogni alunno dei pezzi da scrivere nella settimana che vengono raccolti e, successivamente, pubblicati sul sito della scuola. «Un’esperienza formativa che rafforza lo spirito di squadra - sostiene Luigi Schioppo - e che fa sentire gli alunni parte integrante del progetto scolastico al fine di rendere ciascun studente protagonista del suo tempo». Al direttore Schioppo fa eco Longo il quale ha come obiettivo precipuo la crescita degli alunni innanzitutto sotto il profilo socio-legale per poter far maturare sempre più e in maniera decisiva gli alunni secondo i principi di legalità e i dettami costituzionali e, in secondo luogo, è un esercizio idoneo alla preparazione degli esami di maturità. In definitiva un’esperienza positiva e che, se i lettori avranno la bontà di legger-ci, sapranno apprezzare per toccare con mano ciò che i nostri giovani sono capaci di realizzare smentendo il luogo comune che oggi i giovani fanno parte di una “gioventù bruciata”. I ragazzi del laboratorio di Giornalismo della Multicenter, nel loro piccolo, saranno quella nota fuori dal rigo, quel bagliore nella notte del nostro tempo, quella testimonianza vivente che la speranza di un futuro migliore e di una società giusta e leale si può ancora e in maniera definitiva realizzare. Cari ragazzi, buon lavoro e insieme leggiamo il presente per un domani migliore! Buon lavoro. La Multicenter School

Laboratorio di Giornalismo Anno Scolastico 2009/2010

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Multicenter Academy

ulticenter Academy è un nuovo modo di concepire la formazione scolastica e lavorativa nella complessità del vivere quotidiano. I giovani disposti a mettersi in discussione sono condotti per mano sull’uscio del mondo lavorativo formandoli a livello culturale e professionale. Attraverso la Multicenter Academy riusciamo ad arginare il fenomeno della dispersione scolastica grazie all’offerta di nuovi itinerari scolastici e lavorativi. È sicuramente questa la soluzione più idonea ed efficace per prevenire e superare la cesura tra formazione scolastica e mondo del lavoro che sempre più contraddistingue le nuove generazioni e per garantire loro continuità nel percorso che va dalla scuola al lavoro. Multicenter Academy fornisce una formazione ai giovani che li completa sia sul piano culturale che lavorativo attraverso un’area dedicata al settore artigianato in cui eccellono i corsi di estetista, parrucchiere, estetista specializzata, carrozziere, piazzaiolo, gommista, meccanico motorista, elettricista impiantista, termoidraulico, elettrauto, idraulico forestale sotto la saggia ed esperta guida di docenti altamente qualificati. Il mondo del lavoro, dopo l’esperienza Multicenter Academy non sarà più un miraggio, ma una solida realtà. Multicenter Academy, dove scuola e lavoro si intrecciano e i giovani diventano adulti.


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La giustizia italiana. Il caso Corona

a ricattato con le fotografie compromettenti diversi vip e Fabrizio Corona è stato condannato a tre anni e otto mesi anni di reclusione nel processo milanese. La pena si riferisce agli episodi di tentata estorsione al motociclista Marco Melandri e al calciatore Adriano. La Corte ha valutato diversamente dalla richiesta del pm Frank Di Maio che aveva chiesto sette anni e due mesi. Il collaboratore di Corona, Marco Bonato, è stato condannato a 2 anni e 4 mesi. Il processo milanese nasce dall’inchiesta del pm di Potenza, Henry John Woodcock. Gli atti per competenza territoriale vennero poi trasferiti alla procura di Milano e al pm Di Maio. Secondo il collegio di tre giudici, presieduto da Lorella Trovato, Corona è responsabile di estorsione nei confronti di Francesco Coco, che fu fotografato all’interno della discoteca Hollywood con una donna che sarebbe potuta apparire un trans. Sempre nei confronti di Coco, Corona è stato riconosciuto responsabile di tentata estorsione per una foto in cui il calciatore veniva ritratto a torso nudo all’interno di un altro locale; condannato anche per l’episodio nei confronti di Marco Melandri in cui lo sportivo era in compagnia di una pornostar, e per quello che aveva come protagonista il calciatore Adriano ritratto durante una festa in casa con del “sale” sul tavolo che poteva sembrare cocaina. I giudici del tribunale di Milano hanno assolto Corona dal capo d’imputazione che riguardava il presunto ricatto ai responsabili della Fiat per la vicenda di Lapo Elkann. Corona, nel caso Elkann, era accusato di aver tentato di estorcere 200mila euro ai vertici della Fiat per non divulgare un’intervista con il transessuale che aveva passato la notte con Lapo che si concluse con un’overdose nel 2005. Assolto anche per il tentativo di estorsione ad Alberto Gilardino e all’imprenditore Gianluca Vacchi. L’unica persona veramente colpevole e che non ne ha minimamente risentito di tutta questa vicenda è stato “Lele Mora”, che ha manipolato psicologicamente con il suo potere finanziario Corona che si è lasciato coinvolgere. “Mi vergogno di essere italiano”. È questo il primo commento di Corona alla fine del processo sulla sentenza. Continuando poi: “Perché non condannano quelli del caso Marrazzo?”. Aggiunge Corona, poi in conclusione : “Ci sarà l’appello, ci sarà il carcere, ma a me non me ne frega un cazzo. Viviamo in un paese di merda. Non me ne frega un cazzo che mi abbiano assolto per una parte delle accuse. Per me la faccenda era: assolto o condananto. Mi hanno condannato e questa è la prova che quello che c’è scritto nelle aule, che la legge è uguale per tutti, è una presa per il culo, perché in questo paese se ti metti contro i magistrati te la fanno pagare anche se non hai fatto un cazzo. Perché non vengono processate anche le altre agenzie, quelle che fanno esattamente quelo che ho fatto io? Mi vergogno di essere italiano”. Purtroppo in Italia la legge spesso non è uguale per tutti perché non a tutti viene data la giusta punizione, come per alcuni politici che si nascondono dietro la propria carica per non essere giudicati. Davide Marciano

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Donne e politica: il problema delle quote “rosa”

i sente ad ogni occasione e dalla bocca di molti uomini politici che dovrebbero essere molte di più le donne impegnate nella “cosa pubblica”. Ma dietro dichiarazioni molto aperte si nascondono ancora oggi misoginia, pregiudizio e anche una buona dose di timore. Nell’anno Europeo delle pari opportunità è ancora più triste doversi ritrovare a discutere di quote “rosa”, riserva al femminile nelle liste di candidati alle elezioni: 30%… Se volessimo veramente una reale parità allora diremmo che le donne hanno diritto al 50% dei posti disponibili, e con eguali possibilità di venire elette. Ma ci si rende conto della loro necessaria esistenza come di una via di accesso garantito. Le donne sono perfettamente a loro agio in ruoli amministrativi e non sorprende constatare che il presidente della provincia italiano più amato d’Italia sia in realtà una presidentessa, Sonia Masini di Reggio Emilia. E il fatto che molte di noi si trovino a barcamenarsi tra lavoro, famiglia e quindi spesso anche figli e nello stesso tempo si impegnino in prima fila nelle istituzioni e nei partiti politici deve essere considerato un valore aggiunto. Il coinvolgimento delle donne in politica, in ambito locale e nazionale, può contribuire allo sviluppo di legislazione più attenta alla condizione di donne, bambini e famiglie. In paesi molto diversi quali Argentina, Francia, Russia e Ruanda, le donne in parlamento hanno promosso e contribuito ad approvare legislazioni in materia di infanzia. In Ruanda, per esempio, le donne parlamentari hanno contribuito con successo all’aumento di spesa per sanità e istruzione e al varo di provvedimenti a favore dei bambini con disabilità. L’influenza delle donne nei parlamenti incoraggia mutamenti nell’agenda delle priorità dei loro colleghi maschi. Le ricerche effettuate suggeriscono che i legislatori maschi sono oggi più consapevoli dell’importanza delle tematiche riguardanti le donne e la famiglia. A partire dalla violenza, lo sfruttamento, la privazione della libertà, le molestie, ma anche il ruolo sociale e pubblico e l’assistenza, oltre alla necessità di emergere anche in quei paesi che le vedono relegate e prive della minima autonomia economica. Pensiamo a persone come Yunus e al microcredito aperto alle donne in principio in Bangladesh. Ha dato a molte di loro la possibilità di aprire una attività propria e affermare in tal modo un ruolo e una libertà finanziaria senza precedenti. In ogni caso, nonostante i progressi, le donne restano ampiamente escluse dalla politica. Al luglio 2006, le donne costituivano – a livello mondiale – meno del 17% di tutti i parlamentari, in un rapporto di circa 1 a 6. Con gli attuali tassi di progresso, la parità di genere nei parlamenti nazionali non potrà essere pienamente raggiunta prima del 2068. Le donne continuano a subire discriminazioni per quanto riguarda le elezioni: oltre il 50% degli interpellati in un campione di paesi di Asia orientale e Pacifico, Asia meridionale e Africa sub-sahariana è convinto che gli uomini siano più adatti delle donne a svolgere un ruolo di leader politico. Le donne svolgono un ruolo chiave in modo particolare per quanto riguarda l’infanzia, in alcuni casi contribuendo a migliorare la distribuzione delle risorse comunitarie destinate a donne e bambini. In India, i villaggi del Bengala occidentale guidati da donne presentano un investimento doppio per l’acqua potabile, un numero superiore di visite da parte di operatori sanitari e una diminuzione del 13% nella disparità di genere relativa alla frequenza scolastica. Ciò nonostante, a livello mondiale le donne costituiscono poco più del 9% dei sindaci e circa il 21% dei consiglieri locali. Qui si ripropone la necessità di posti riservati alla missione femminile di rappresentanza amministrativa. Le quote possono fare una differenza enorme e immediata per la promozione della rappresentanza femminile: 17 dei 20 paesi con la più alta percentuale di donne nella vita politica nazionale adottano inevitabilmente un qualche sistema di quote. Il Ruanda, per esempio, è salito dal 24° posto del 1995 al 1° posto del 2003 per la presenza di donne in parlamento, proprio grazie all’utilizzo delle quote. Statistiche simili valgono anche per paesi molto diversi come Afghanistan, Argentina, Burundi, Costa Rica, Iraq, Mozambico e Sud Africa. Mentre i dati a disposizione dimostrano che, nel complesso, le donne parlamentari sono più inclini degli uomini ad attuare cambiamenti a favore dei bambini, delle donne e delle famiglie, naturalmente non tutte le parlamentari donne daranno un contributo positivo “di genere”. Ogni legislatore o leader politico donna può infatti distinguersi per personalità e posizione ideologica. Le donne portano differenti modelli di socializzazione ed esperienze di vita diverse per sostenere le proprie decisioni, allo stesso modo le donne hanno maggiori probabilità di entrare in politica provenendo da background diversi, spesso attraverso l’impegno nel sociale o in organizzazioni non governative. Sono molte infatti le donne che entrano in politica dopo essersi distinte nell’associazionismo e nel volontariato. Ma molte provengono anche dal mondo delle professioni oppure hanno dietro di sé genitori che già portavano avanti questo tipo di coinvolgimento nella società. Possiamo quindi renderci conto di come nonostante il sentimento possa portarci a considerare le quote una “scappatoia” per tenere le donne confinate, nella società attuale esse rappresentino un essenziale mezzo di affermazione e partecipazione femminile così preziosa e stimolante per tutti. Flavia Giacobbe

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I Giovani e le tradizioni

partire da fine Novembre camminare per i vicoli di Napoli, respirare il tradizionale odore delle caldarroste in Via San Gregorio Armeno, infonde a chiunque, cattolici e non, lo spirito del Natale. I Pastori, l’aria calda e accogliente di quel vicoletto hanno una magia tale in grado di riportarti indietro nel tempo, quando il presepe non era una semplice rappresentazione ma quando era una vera e propria realtà: qualcosa di quotidiano come la vita dei contadini nell’anno zero, unito allo storico evento della nascita di Gesù. Grazie agli artigiani napoletani, grazie ad un lavoro tramandato di generazione in generazione e grazie al rispetto delle proprie tradizioni, Napoli fa un viaggio nel passato, abbattendo lo spirito consumistico e rendendo l’aria di dicembre ricca di ogni sapore religioso, culturale e, perché no, anche comico; si, perché tra i vari pastori di carattere storico, è possibile scorgere l’indole umoristica dei napoletani, sempre alla ricerca di nuovi spunti nonostante il loro legame con le tradizioni: Michael Jackson, Andreotti, Berlusconi, sono solo pochi dei personaggi che potremmo avere nel presepe quest’anno. San Gregorio Armeno quindi diventa un punto di incontro tra passato e presente dove tradizioni e attualità diventano un tutt’uno, accompagnati da uno sfondo magico e incantevole. Eppure parlare di tradizioni diventa sempre più difficile. Il tempo che in quel vicolo di Napoli sembra essersi fermato, scorre invece frenetico in un mondo che ormai lascia sempre meno spazio al ‘vecchio’. Le nuove generazioni sono molto più proiettate al futuro, alle novità, alle

scoperte. Le grosse produzioni industriali mettono sempre più in crisi i produttori artigianali e il concetto di globalizzazione trasforma il rispetto delle tradizioni in qualcosa di antico e oltrepassato. Vecchio, antico, oltrepassato sono questi i termini per definire il modo in cui i giovani italiani interpretano gli usi e i costumi del proprio paese. E chi può dargli torto? Infondo la società è cambiata, i valori sono cambiati. La vita delle nuove generazioni è tutta rivolta al domani, ad un domani più libero dalle restrizioni sociali, culturali, e religiose. Un domani situato in un paese unico, magari con una lingua unica punto di unione di tutte le diverse etnie che compongono questo mondo. Insomma perché restare impiantati nel passato? Perché non aprirsi all’idea di un paese unico senza barriere culturali e sociali? Perché forse lasciarsi andare ad un’idea del genere sarebbe praticamente un’utopia. Ogni paese ha bisogno di avere una sua identità, ogni razza è giusto che abbia una lingua propria. Così come sia giusto che abbia la sua cultura. Forse proprio perché è la diversità quella che mantiene viva i veri valori: solidarietà, rispetto, tolleranza e forse è proprio la diversità, con le sue tradizioni, con i suoi usi e costumi, a creare un dialogo e uno scambio di popolo in popolo, da persona a persona. Cosa rappresentano allora le tradizioni? Limitazione tra un popolo e l’altro, oppure unione? Una cosa è certa: le nostre tradizioni non sono solo un ponte tra passato e presente, ma rappresentano qualcosa di duraturo, qualcosa che resterà legato alla nostra memoria magari accanto ad un ricordo festivo, proprio come quello del Natale. Decorare l’albero, preparare il presepe

creano momenti di condivisione, momenti di spiritualità e letizia accompagnati da un’atmosfera calda e familiare, da sapori dolci e inconfondibili di torrone, pastiera e tante altre squisitezze che si riservano quasi esclusivamente per il Natale. Ma più di tutto, ciò che rende speciale questa festa, soprattutto agli occhi dei bambini sono proprio i regali. L’idea di babbo natale li accompagnerà per tutta l’infanzia riempiendo di magia quelle giornate passate in famiglia, quando mamma e papà non andavano a lavoro e potevano trascorrere tutto il tempo con loro. Quando aspettavano fino a tardi per scorgere una slitta fra le stelle, o quando dall’alto del palco aspettavano di vedere seduti in platea i loro genitori nella tradizionale recita di fine anno. Eppure chi sente davvero lo spirito del natale sono proprio loro, i bambini, gli unici capaci di credere ancora nella magia; in fondo se davvero Gesù nacque quella notte un filo di magia doveva pur esserci no? E poco importa se qualcuno chiama questa magia amore, l’importante e che ci si creda. Perché è proprio l’amore che fa il Natale, o per lo meno è questo lo spirito con cui si deve affrontare una festa così sacra. Perché in fondo le tradizioni servono per onorare qualcosa in cui si crede, non di certo per arricchire le società industriali e gli speculatori. Le tradizioni cambiano di paese in paese, ma lo spirito delle feste resterà sempre lo stesso. Ed è quello il vero linguaggio universale che rende il mondo un paese. Federica Daniele


Omaggio alla poetessa dalla lucida follia

Se la morte fosse un vivere quieto,un bel lasciarsi andare,io mi sarei già uccisa. Ma poiché la morte è muraglia, dolore, ostinazione violenta, io magicamente resisto”. Queste sono le parole di una poesia della Merini che si è spenta il 1° Novembre all’età di 78 anni. Le sue poesie hanno segnato la cultura italiana del ‘900. Nata in una famiglia modesta di Milano il 21 marzo del 1931, era quarta di sei figli. Fu rifiutata al Liceo Manzoni per non aver superato la prova d’italiano alle scuole professionali. Esordisce come autrice a soli quindici anni, sotto la guida di Giacinto Spagnoletti. Nel 1947 iniziò a fare i conti con “le ombre della sua mente”. Dopo diversi anni di lontananza dai riflettori, debutta nuovamente nel ’79 con la raccolta “La Terra Santa”. Nell’inverno del ‘89, la Merini, frequentò il caffè-libreria “Chimera”, situato poco lontano dalla sua abitazione sui Navigli, e deliziava i suoi amici del caffè con la lettura dei suoi scritti. Durante la sua vita fu ricoverata per 15 anni in diversi manicomi italiani e subì circa 37 elettroshock. Nonostante ciò conobbe il piacere di due matrimoni e la nascita di quattro figlie. Le sue poesie sono sempre state dettate da una profonda sofferenza interiore e dal silenzio. Durante gli anni assunsero sempre più la forma di un aforisma. Inizia nel febbraio del 2004 il calvario della Merini, che fu ricoverata all’Ospedale San Paolo di Milano a causa di un tumore osseo. Fece una delle sue ultime apparizioni al Chiambretti Night, di cui era assidua frequentatrice. Il 5 Maggio 2009 vi partecipò per discutere della legge 180 promossa dallo psichiatra Franco Basaglia che impose la chiusura dei manicomi. Nonostante egli stessa sperimentò tale “avventura” sulla propria pelle, in quella occasione tenne a sottolineare: “devono esserci delle strutture di accoglienza per i malati di disturbi psichici poiché per loro non c’è nessuna assistenza”. Sempre stata, non solo nei sui scritti, ma anche nella vita, ironica, semplice e diretta. Appare accompagnata dalla sua inseparabile sigaretta. La Merini vanta grandi riconoscimenti come: il Premio Librex-Guggenheim “Eugenio Montale” per la Poesia (93), il “Premio Viareggio” (96) e il “Premio Procida-Elsa Morante” (97). All’indomani della sua morte è stata allestita la camera ardente. Quest’ultima è rimasta aperta il 2 e il 3 del mese nella sala Alessi di Palazzo Marino. I funerali di stato sono stati celebrati nel pomeriggio del 4 Novembre nel Duomo di Milano. La salma è stata poi tumulata al Famedio del cimitero Monumentale, che da oggi ospita un’altra delle celebrità legata a Milano. Abbiamo deciso di concludere questo articolo citando una sua frase: “la vita ti dà un senso se noi la lasciamo parlare”. A tale proposito, quindi, si può dire che la Merini ha finemente ascoltato durante tutta la sua vita, lasciando a noi ciò che non siamo in grado di cogliere, o per meglio dire, che sorvoliamo. Valentina Carannante

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Il Lodo Alfano

l Lodo Alfano,riprende ciò che un paio di anni fa,l’allora ministro Schifani,promosse ma,fu bocciato perché giudicato incostituzionale. Il Lodo Alfano prende nome dal suo proponente,Angelino Alfano,ministro del governo Berlusconi IV. Questo Lodo è una legge che prevede la sospensione dei processi delle quattro più alte cariche dello Stato(ovvero dei presidenti della Repubblica,del Senato,della Camera e del Consiglio)fino alla fine dei loro rispettivi mandati. Questa proposta fu licenziata nel 2008 dal Consiglio dei Ministri. In occasione del giudizio,previsto per l’ottobre scorso,l’avvocatura generale dello Stato ha depositato 21 pagine in cui difende la “ratio” del Lodo Alfano sostenendo anche che questo sarebbe un “danno minore” per il sistema giuridico. Molti avvocati si schierano a sostegno di questa tesi dicendo che essa non costituisce un immunità ma una garanzia necessaria a salvare il diritto di difesa di un cittadino che si trova impegnato a rivestire un’alta carica dello Stato e contemporaneamente ad essere un imputato in tribunale. In oltre,questa legge,non è un’anomalia europea in quanto,in quasi tutti i paesi d’Europa esiste uno strumento simile. Intanto il 7 ottobre scorso il Lodo viene giudicato illegittimo e incostituzionale da 15 giudici della Corte Costituzionale e di conseguenza bocciato per violazione di alcuni articoli della Costituzione. La decisione è stata presa a maggioranza per nove giudici contro sei. Per quanto riguarda invece gli schieramenti politici,c’è stato un po’ di astio per il responso negativo dato che,il centrodesta l’ha preso come un affronto al Premier e alla democrazia italiana e il presidente Berlusconi definisce la Corte Costituzionale “di sinistra” mentre,la Sinistra è stata favorevole alla bocciatura del Lodo e inorridita per le considerazioni del presidente del Consiglio. Il presidente della repubblica infine si è schierato dalla parte della costituzione accettando senza “batter ciglio”. A questo punto,se questo Lodo è stato bocciato la Corte Costituzionale doveva avere i suoi buoni motivi partendo anche dal fatto che la legge nel nostro paese prevede che i diritti e i doveri siano uguali per tutti quindi non si capisce il motivo per cui solamente quattro persone anche se rivestono importanti cariche non debbano essere processate. Il nostro paese però si può definire diviso in quanto c’è chi concorda con la bocciatura e chi invece no e questo lo si può notare nei vari programmi che la televisione ci propone con i vari leader politici e i vari interventi di persone comuni ma oltre a questo lo si può evincere anche su internet nei vari commenti lasciati da persone che ne capiscono o meno su questo Lodo ma traendo le somme,a questo punto,quanti hanno capito veramente a cosa serve questo Lodo Alfano?Si oserebbe affermare che la maggior parte non l’ha capito e forse è questo il vero problema. Si giudica,si parla e riparla ma bisognerebbe anche notare come procede nei vari paesi che hanno adottato questo tipo di sistema. Jolanda Minopoli

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Libertà di religione. Obiettivo ancora non raggiunto da tutti

Ai giovani d’oggi, che cosa direbbe Cicerone?

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icerone, nel Somnium Scipionis (parte del De republica), delineò l’uomo politico ideale. Questo princeps o moderator rei publicae doveva essere un cittadino garante dell’ordine e naturalmente disinteressato. Circa 2063 anni dopo, l’art. 95 della Costituzione italiana, declama: “Il Presidente del Consiglio dirige la politica generale del governo e ne è responsabile. Mantiene l’unità d’indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l’attività dei ministri”. Parte dell’idea di Cicerone è stata rispettata. Ma l’aspetto disinteressato? Secondo la rivista americana Forbes, nel 2009 Silvio Berlusconi è il 2° uomo più ricco d’Italia e il 70º più ricco del mondo. Ancora a favore di questa tesi, il settimanale britannico The Economist, afferma che, Berlusconi, nella sua doppia veste di proprietario di Mediaset e Presidente del Consiglio, deteneva il controllo di circa il 90% del panorama televisivo italiano. Questa percentuale include sia le stazioni da lui direttamente controllate, sia quelle su cui il suo controllo può essere esercitato in maniera indiretta attraverso la nomina. A questo proposito si può dire che i detti non sbagliano mai. Il celebre"Nessuno fa niente per niente" trova la sua validità. Le aspettative di Cicerone, quindi, non possono trovare del tutto riscontro in una società odierna. Oltre al piacere delle cose, si dà soprattutto conto a ciò che, di contro, ti fornisce quella determinata cosa. Dopotutto, è nella natura dell’uomo cercare sempre “il di più”. Esiste un rimedio a ciò? Forse si dovrebbe sperare in un buonismo interiore che pervade tutta l’umanità. Sorge spontanea un’altra domanda: quando accadrà? Semplicemente mai! Se in 2000 anni di storia abbiamo ottenuto grandi cose deteriorando i sentimenti puri; quanto ci vorrà ancora per far rientrare tutto in uno schema di perfetto equilibrio? Valentina Carannante

No ai funghi! In Olanda una nuova realtà

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el paese dove tutto era concesso, ovvero quello più progressista come l’Olanda, oggi si vive una realtà nuova: viene negata la vendita dei funghi allucinogeni. Tale decisione è scaturita non solo dal crescente malumore di Stati vicini, ma anche dal vasto numero di giovani intossicati da “funghi magici”. Infatti il Ministero della salute Olandese ha annunciato una recente scoperta: “l’uso dei funghi magici ha effetti allucinogeni “- in oltre aggiunge - che l’uso di queste sostanze possa portare a comportamenti imprevedibili e dunque rischiosi”.A nulla è servito il ricorso alla corte di appello dell’Aja, che ha confermato la decisione del governo. Certamente i giovani più trasgressivi e i proprietari dei locali non hanno accolto a braccia aperte tale provvedimento, ma la vita di un uomo non ha prezzo!La vita è realtà non allucinazione!Non è solo in Olanda ma anche in Svizzera in seguito ad un Referendum, è stata confermata la legge sulla droga, con la quale si impedisce la vendita di quelle che sono definite “droghe leggere”. Dunque l’Europa chiude le porte alla vendita legalizzata di sostanze stupefacenti, come i funghi, ed apre una nuova era. Luca Carnevale

a libertà di religione, per l’uomo, non è mai stato un vero e proprio problema individuale. Infatti ogni singolo individuo è libero e capace di aderire a qualsiasi religione preferisca. Le complicazioni, purtroppo, nascono quando in una maggioranza che professa una religione vi è una minoranza all’interno che ne professa un’altra. Si capisce subito che la minoranza spesso viene discriminata o è costretta ad adeguarsi alla religione locale. L’inconveniente che spesso sorge è l’unione tra due persone di religioni diverse, i cui genitori non sono d’accordo sul loro rapporto perché sono tradizionalisti. Questo problema potrebbe anche non esistere visto che tutte le religioni adorano un Dio che è sempre lo stesso. In Italia invece si è cercato di far approvare una legge che avrebbe vietato l’affissione di crocifissi nelle aule delle scuole, poiché nelle scuole italiane sono molti i ragazzi stranieri professanti religioni diverse. Ma questa legge non è stata approvata secondo la maggioranza dei politici non era d’accordo dicendo che “essendo l’Italia un paese cristiano, fosse giusto tenere il crocifisso nelle aule e non adeguarsi alle altre religioni”. Si spera che questa libertà di religione venga raggiunta da tutti e anche concepita. Davide Marciano


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Scuole: maggior rischio di contagio

'influenza stagionale colpisce duro. Sono 250.000 i casi influenza H1N1 accertati in Italia, con una incidenza media 3,8 ogni mille abitanti e anche nella nostra città il virus si sta diffondendo a macchia d'olio. Secondo i pediatri, il virus si sta propagando nelle scuole (in particolare nelle scuole medie cittadine), costringendo a letto un terzo degli alunni. Il ministero della salute ha provveduto a divulgare misure igieniche e comportamentali quali: lavare regolarmente le mani con acqua e sapone, soprattutto dopo aver tossito, starnutito e soffiato il naso; coprire la bocca ed il naso quando si tossisce e si starnutisce, possibilmente con un fazzoletto di carta, da gettare immediatamente nella spazzatura dopo l'uso; pulire le superfici e gli oggetti che vengono a contatto con le mani (banchi, sedie, lavagne, dispositivi elettronici); non consumare cibi o bevande già assaggiate da altri o da confezioni non integre; non mangiare utilizzando le posate di altri; non portare alla bocca penne, gomme, matite ed altro materiale di uso sco-lastico e/o comune; areare le aule e gli am-bienti regolarmente durante l'intervallo e dopo la fine di tutte le attività scolastiche quotidiane. Nel caso in cui studenti e personale scolastico manifestano febbre o sindrome simil - influenzale (come febbre, tosse, mal di gola, dolori articolari e muscolari, brividi, debolezza, malessere generale e, a volte vomito e/o diarrea) devono rimanere a casa e contattare il medico o il pediatra se i sintomi si aggravano. La riammissione alla normale vita scolastica e comunitaria è consigliabile a distanza di 48 ore dalla scomparsa della feb-bre a meno che il medico non decida diversa-mente. E' quindi importante che ci sia un flusso di informazioni continuo tra pazienti, me-dici, ASL e scuola. Al ritorno a scuola è bene comunque attenersi alle misure igieniche in-dicate precedentemente nell’articolo. E’ con-sigliato rinviare o annullare gite o manifesta-zioni che comportino un maggiore assembra-mento di persone. Antonio Giordano

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egli ultimi anni il consumo di sostanze stupefacenti tra i giovani è molto frequente nonché diffuso. E i ragazzi, già durante l’età adolescenziale, fanno abuso di queste sostanze che con il tempo comportano proprio la dipendenza. Addirittura si sta diffondendo tra i ragazzi dai sedici anni in su l’uso di droghe sintetiche quali la cocaina e la ketamina e tante altre droghe vendute nelle discoteche. Capire il motivo per il quale questi ragazzi fanno ciò è difficile: alcuni affermano di farne uso per puro

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Cori anti-Balotelli

n ennesimo “Scherzo” per quel giocatore tanto poco amato o vero e proprio “Razzismo”? In qualunque stadio si vada è normale incitare la propria squadra. È un obbligo incitarla nel momento del bisogno ed esultare nel momento della vittoria. Normale è anche quando si è presi dalla rabbia perché si vede la propria squadra soccombere ad un’altra. In ogni caso è un diritto soffrire quando arriva la sconfitta e gioire quando arriva la vittoria, senza perdere mai di vista qual è il vero dovere del tifoso. Da un paio di settimane alcuni individui non possono essere considerati “tifosi”. Inconcepibile il loro comportamento durante la gara di campionato disputata dalla Juventus contro l’Udinese, allo stadio Olimpico di Torino. Durante questa partita alcuni tifosi juventini hanno urlato ripetutamente: “Se saltelli muore Balotelli”. In seguito la società di Cobolli è stata punita con una multa di ventimila euro poiché tali urli sono stati considerati razzisti. Nonostante tale provvedimento i cori hanno avuto luogo anche durante la partita di Champions League disputatasi a Borde-

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La gioventù di oggi è bruciata?

aux. La tifoseria Juventina invece di incitare la propria squadra, in ovvie difficoltà, ha sostenuto un’evidente ostilità contro l’interista, di colore, Mario Balotelli. Quello che sconvolge è l’ignoranza di coloro che hanno preso parte a quei cori ma anche le affermazioni di giocatori e persone stimate. Il ct della nazionale Marcello Lippi ha dichiarato di non ritenere quei cori razzisti. Anche il difensore juventino Fabio Cannavaro ha affermato: “Sono anni che vado negli stadi e mi sento dire di tutto, mi pare che quelli in questione non fossero razzisti”. A tali dichiarazioni si può rispondere dicendo che farebbero bene ad essere più accorti a quel vergognoso urlo che sempre più frequente rimbalza dentro e fuori gli stadi come rielaborazione del “manifesto della razza”. I tifosi juventini, quelli più affezionati, quelli che seguono la squadra anche in trasferta, anche a Bordeaux, hanno esploso la loro furia ripetendo l’assurdo “Se saltelli muore Balotelli”, solo che, questa volta, hanno aggiunto un coro ancora più forte e squallido “Un negro non può essere un italiano”. Come possono determinate parole essere giustificate o addirittura non essere considerate forme di razzismo?

divertimento e si giustificano in questa maniera, altri che ormai sono schiavi della dipendenza e non possono farne a meno o ne risentirebbero fisicamente e psicologicamente. Nel secolo in cui viviamo le cose sono molto cambiate rispetto a molti anni fa, soprattutto il modo di pensare dei ragazzi e le loro azioni, naturalmente però anche le eccezioni. Affermare che oggi la gioventù è bruciata sembrerebbe una grande accusa, perché non tutte le droghe rendono schiavi ed estraniano dal mondo, però la droga è pur sempre qualcosa da evitare se si vuol vivere senza problemi e non far parte di quel mondo è la cosa migliore. Davide Marciano L’Italia dei Valori, dopo questo accaduto, presenterà una proposta di legge contro l’odioso fenomeno dei cori razzisti negli stadi. Il caso Balotelli, aggiungono Massimo Donati, capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera, e Antonio Cabrini, responsabile sport dell’Italia dei Valori, è solo la punta dell’iceberg di un fenomeno sempre più esteso, alimentato da una brutta ondata di razzismo e xenofobia che sta contaminando l’Italia, tradizionalmente aperta e tollerante. La politica - continuano gli esponenti dell'Italia dei Valori - deve assumersi le proprie responsabilità per contrastare a tutti i livelli una deriva culturale pericolosa e violenta. Per questo la nostra proposta prevede l'inasprimento delle pene per chi istiga al razzismo ed alla violenza negli stadi, impedendo l'accesso alle manifestazioni sportive a chi si sia macchiato di reati a sfondo razzista. Sarebbe ora di uscire dal guscio d’ignoranza. Guardare al futuro con occhi diversi. Quel futuro che i giovani come Balotelli potrebbero rendere migliore senza essere travolti da quel velo di ignoranza che è ancora presente nelle vecchie generazioni. Michela Mariconda

“Non giochiamo a fare Dio!”

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Le derive sportive

l calcio e in generale lo sport sta diventando sempre più importante nella vita dell’uomo. Lo sport può dare gioie o delusioni, ma grazie ad esso molte persone possono svagarsi e staccarsi dalla vita monotona. Tra tutti gli sport quello più seguito è senza dubbio il calcio. Assistere a una partita di calcio, rappresenta uno dei più diffusi e popolari modi di impiegare il tempo libero. Purtroppo quella che dovrebbe essere una festa si trasforma spesso, specialmente da noi in Italia, in un’occasione di violenza. In fondo basta una provocazione, un gesto di sfida in un ambiente carico di tensione a trasformare una sana competizione in aggressioni, scontri, risse, accoltellamenti, ferimenti, lanci di oggetti, di petardi, di pietre. Ultimamente durante la partita della Juventus si sono aggiunti i cori razzisti contro un giocatore dell’Inter. Penso che le cause del fenomeno della violenza negli stadi sia l’enorme disagio diffuso tra masse di giovani che vanno allo stadio solo per trovarsi in un ambiente in cui dare sfogo alla loro inadeguatezza e reagire al disagio con la violenza gratuita dopo la provocazione. Sarebbe opportuno intervenire nel nostro paese con la messa a punto di provvedimenti normativi adeguati che dovrebbero scoraggiare tali disastrose iniziative. Tutto ciò al fine di salvaguardare, oltre la sicurezza dei cittadini durante momenti di aggregazione, anche il valore dello sport, che è insito nell’identità culturale di una nazione democratica e civile come la nostra. Enrico Forcillo

a clonazione è una vera e propria riproduzione di organismi: che sia una pianta, un animale o addirittura un uomo. Il termine ha riscontrato molto scalpore durante gli anni Novanta, quando due scienziati, Neal First ed Ian Wilmut, provarono a clonare una pecora. L’esperimento ebbe, inizialmente, esito positivo, difatti fu battezzata con il nome “DOLLY”, ma, in un secondo momento, si riscontrò una scarsa aspettativa di vita. Morì dopo poco. Purtroppo con questo processo vi sono molte probabilità di malformazioni o disabilità, come l’Autismo e la Dislessia; per di più, dal momento in cui questo processo lo si attua mediante “cellule adulte”, considerate quindi già vecchie, le possibilità di un risultato ottimale scarseggiano. Risultando quindi difficile clonare un essere vivente, si ritiene probabile che si generino alcuni embrioni danneggiati geneticamente, che non sarebbero rilevanti al microscopio ottico. Per questo motivo, si è ritenuto fondamentale impostare una ricerca in merito; tale ricerca non aveva come obiettivo quello di riprodurre persone o bambini, bensì ottenere cellule staminali, affinché fosse possibile un aiuto nella cura delle malattie. Queste cellule staminale non sono altro che cellule presenti in qualsiasi organismo; difatti, possono riprodursi in maniera pressoché illimitata, dando vita contemporaneamente ad altre cellule staminali e a cellule “precursori” di una progenie cellulare destinata a differenziarsi e a dar vita a tessuti e organi, come i muscoli, il cuore, il fegato, le ossa ecc. Certamente, questo processo è utile nel campo medico ma, se applicato all’essere umano, quale riproduzione di un clone umano, allora entrano in gioco fattori etici che snaturano il fine. Da ciò possiamo quindi dire sì alla scienza, ma con rispetto della natura. Non giochiamo a fare Dio, così come ebbe a dire l’allora presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton !!!!!! Marica Venturelli

Cosa ci aspetta sotto l’Albero?

’usanza di fare doni per Natale ha origini lontanis-sime. Il capostipite è stato un certo San Nicola di Mira, di cui si racconta fosse solito fare regali ai po-veri. Oggi si è un po’ perso l’aspetto disinteressato di una volta; bensì si dà retta solo a ciò che si vuole. Il regalo è un vero e proprio atto di amore verso gli altri. Perciò, ogni anno, si verifica una corsa matta per il regalo perfetto. Per evitare spiacevoli errori, bisogna valutare attentamente, non solo l’occasione, ma anche il rapporto che si ha con la persona al qua-le è destinato. Diverse possono essere le soluzioni. Poco gettonati sono i regali fai da te. La vita odierna è molto frenetica e le giornate ricche di impegni. Si evita di impegnarsi ulteriormente nel tempo libero. Gli “evergreen” degli ultimi anni, sono senza dub-bio, i regali hi tech. Essi riescono, ormai, a soddisfa-re qualsiasi fascia di età e qualsiasi esigenza. Un an-tico detto recita: “Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi”. E’ il caso di ricredersi! In particolar modo negli ultimi anni, sono molte le persone che per Na-tale si regalano un bel viaggio. Alcuni preferiscono mete soleggiate come Sharm El Sheik (Egitto), Du-bai (Emirati Uniti Arabi), Miami Beach (Florida), Rio De Janeiro (Brasile), etc. Altri, mete europee. Fra queste vi è una maggiore inclinazione per le ca-pitali italiane. Secondo l’ ISTAT, il periodo compre-so fra Natale e l’Epifania (precisamente dal 23 di-cembre 2008 al 6 gennaio 2009), negli alberghi ita-liani si è verificato, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un aumento del 2,4% negli arrivi e dello 0,9% nelle giornate di presenza. Come sempre ci sono anche gli amanti della montagna che non rinunciano mai ad una bella settimana sulla ne-ve. In questi periodi di crisi risultano essere più at-traenti e competitive le compagnie low cost che hanno tariffe più convenienti di quelle delle compa-gnie di linea. Per chi non ha la ben che minima idea è bene optare per il classico: sciarpa e cappello. Badate bene però! Per evitare brutte figure, è consi-gliabile che siano di una nota griff. Un consiglio: e-vitare i ricicli. Se non è piaciuto a noi perché do-vrebbe piacere a noi? In bocca al lupo! Valentina Carannante


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La violenza negli stadi

a violenza negli stadi oggi giorno ha preso il sopravvento sulle forze dell’ordine. Basti pensare ai vari incidenti accaduti negli stadi negli ultimi anni ;come ad esempio la devastazione del treno nella stazione di Roma da parte dei tifosi napoletani, oppure il tentativo di far sospendere una partita da parte dei tifosi atalantini che distrussero quasi del tutto la barriera in plexiglass. Tutto ciò poteva essere evitato con un maggiore controllo da parte delle forze dell’ordine, non solo all’esterno dello stadio, ma soprattutto all’interno. Altro episodio ancor più grave accadde qualche anno fa a Catania, dove il risultato della violenza dei tifosi fu la morte dell’ispettore di polizia F. Raciti. Per un certo periodo la Federcalcio dispose lo stop di tutti i campionati calcistici e in seguito vietato le trasferte alle tifoserie. Purtroppo questi provvedimenti non hanno ancora placato del tutto questi scontri, poiché quelli elencati in precedenza sono accaduti dopo gli scontri di Catania. In Gran Bretagna ci fu un caso analogo nel calcio inglese e lì fu vietato ad entrambe le tifoserie, sia di casa che di trasferta, di recarsi allo stadio per tre anni. Grazie a questo provvedimento ora negli stadi inglesi non si vedono più scontri e le forze dell’ordine si trovano solo all’esterno degli stadi, mentre gli interni sono controllati solo dagli Stewart. In Italia si è ancora molto lontani da questa utopia, poiché per le tifoserie non sono stati ancora presi provvedimenti simili e ci vorrà sempre la costante presenza delle forze dell’ordine. Luca Carnevale

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Morire in carcere

l caso di Stefano Cucchi ha scosso l’opinione pubblica e scatenato un’ondata di indignazione nel paese. Il ragazzo viene arrestato perché trovato in possesso di 20 grammi di hashish la sera del 15 Ottobre scorso. Dopo aver passato una notte in una cella di sicurezza , viene portato in tribunale la mattina del 16 in uno stato tale da indurre il giudice a disporre una visita dal medico del tribunale. In quella notte, o forse in quella mattina, il giovane trentunenne subisce, a quanto oggi si apprende, un pestaggio che gli

procura «lesioni ecchimotiche in regione palpebrale inferiore bilateralmente», come certificato dal medico del tribunale. Viene quindi ricoverato nel reparto riservato ai detenuti dell’Ospedale Sandro Pertini. I suoi familiari, una volta informati dell’accaduto, si recheranno nei giorni seguenti invano all’ospedale chiedendo di vedere il giovane. Non solo questo non verrà mai concesso loro, ma sia il personale carcerario sia i medici si rifiuteranno per tutti i giorni seguenti di fornire informazioni sullo stato di salute di Stefano. La mattina del 22 Ottobre Stefano Cucchi muore. I familiari riescono a vederlo solo all’obitorio dopo

Spunta la testimonianza di un detenuto che avrebbe assistito al pestaggio nei sotterranei del tribunale romano e la magistratura emette sei avvisi di garanzia nei confronti di 3 guardie carcerarie e di 3 medici dell’Ospedale Pertini. Nel frattempo la domanda che tutti si fanno è : come può essere che un giovane affidato per sette giorni alle istituzioni (carabinieri, carcere, tribunale, ospedale) possa morire così, nell’indifferenza di chi doveva tutelare la sua incolumità e senza che i suoi familiari venissero messi al corrente di nulla. Alessandro Corrado

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Al “Cip-Ciop” hanno maltrattato dei bambini!

veramente impensabile che una situazione come quella che ha avuto luogo a Pistoia, sia realmente accaduta. Due maestre d’asilo trattavano i bambini come fossero pupazzi. Quando veniva dato loro, forzatamente, il cibo, assumevano atteggiamenti strazianti, come il tirare i capelli, picchiarli sulle manine, pizzicotti ed addirittura torcere le braccia, provocando anche una lussatura alla spalla di un bimbo. Quando il bimbo non ingoiava il boccone, la maestra gli alzava la testa stringendo la mandibola e costringendo, quindi, ad ingoiare contro la sua volontà. Le immagini registrate dalle telecamere, richieste dai genitori meravigliati e stupiti dai loro bambini, hanno mostrato un momento in cui, una delle maestre, aveva alzato una mano per picchiare il bimbo, quando improvvisamente entra una collega e la maestra assume un atteggiamento divertito, come stesse imitando un burattino. Questi maltrattamenti sui bambini avevano conseguenze alquanto negative, difatti i bambini, quando erano a casa, erano spaventati, tristi e le femminucce si comportavano similmente con le loro bambole, trattandole male e addirittura chiudendole negli armadi. Quando le mamme accompagnavano i bambini a scuola, questi ultimi, spaventati, piangevano e non volevano entrare. I genitori, preoccupati per il loro modo di fare, cercavano di capire ed indagare su cosa potesse portare i bambini ad agire diversamente dal loro essere. Si capì, successivamente, che la colpa era delle maestre dell’asilo e fu quindi fatto vedere a tutti i genitori, dal Questore capo e dal Sindaco di Pistoia, il video che mostrava gli atteggiamenti di queste maestre e la paura che suscitavano ai bambini. È proprio questo che incute incertezza nelle mamme, nel momento in cui queste affidano i propri figli, ancora molto piccoli, ad istituti scolastici privati. Molti genitori sperano quindi in un 2010 migliore anche sotto questo aspetto: insegnanti capaci di svolgere il proprio lavoro idoneamente, senza alcuna preferenza e con professionalità. Marica Venturelli

L’eutanasia

'eutanasia, ovvero morte dolce, è un argomento che divide l’Italia in favorevoli e contrari. In poche parole si tratta di decidere se persone gravemente ammalate, per le quali non c’è alcuna speranza di guarigione decidere (loro stessi, i loro parenti o addirittura i medici) la soppressione fisica, per evitare ulteriori dolori, mediante la somministrazione di opportuni farmaci o punture letali. A chi è capitata la triste esperienza di assistere all’agonia di una persona in fin di vita, magari in coma e tenuta in vita solo grazie a macchinari, in preda a sofferenze difficili anche da immaginare, certamente è venuta in mente una soluzione drastica, che potesse porre fine a quei dolori. Ma, cosa pensare di quei casi, che pure si sono verificati, di guarigioni non spiegabili tramite la scienza, di persone giudicate inguaribili dai dottori? Sappiamo che in Belgio e nei Paesi Bassi sono state proposte, anche a livello poi di parlamento europeo, leggi che autorizzano l’eutanasia, pur conservando il divieto a livello di diritto, ma non di fatto. Il principio della libertà di scelta è senz’altro basilare nel nostro diritto, ma è lecito consentire ad un uomo la propria autosoppressione, pur di alleviargli il dolore? Che significato ha il dolore? Forse sta qui il problema. È giusto e lecito che i dottori sappiano come alleviare il dolore ai pazienti, ed è questo senz’altro uno degli scopi principali della medicina, ma è giusto considerare l’eutanasia come un mezzo per eliminare il dolore? Non è che per caso la società di oggi ci ha abituato ad evitare il dolore, piuttosto che ad affrontarlo, come invece forse accadeva in altre culture o in altri periodi? Comunque, non si ritiene neanche giusto imporre per legge l’insistenza ad oltranza di una terapia (accanimento terapeutico) o costringere qualcuno a sopportare senza fine dolori inutili. Ma alla fin fine,non è giusto che il paziente (o il medico) effettui trattamenti diretti a menomare l'integrità psichica e fisica ed ad abbreviare la vita o provocare la morte, mentre invece è comprensibile, e quindi lecita, la cosiddetta eutanasia volontaria passiva, cioè la sospensione o astensione di un trattamento di sostegno alla vita, quando questo trattamento non può far altro che rimandare una morte lenta e dolorosa. Jolanda Minopoli

l’autopsia. Quello che vedono è agghiacciante. Il corpo del ragazzo appare devastato da maltrattamenti evidenti. I genitori, che avevano visto la sera del fermo il ragazzo accompagnato dai carabinieri a casa in condizioni normali e senza nessun ecchimosi, chiedono giustamente di sapere cosa è accaduto in quei sette giorni nei quali nessuno si è degnato di riferire loro cosa stesse accadendo a Stefano. Le foto del corpo martoriato del giovane fanno il giro su Internet e vengono poi pubblicate dai principali quotidiani nazionali. A quel punto il caso diventa di dominio pubblico e scatta l’inchiesta della magistratura.

Obama e Ufo. Bufala o esperimento mediatico?

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na lunga, lunghissima attesa ha caratterizzato il 27 novembre. Infine, un sottile velo di delusione. E’ questo il riassunto di una giornata che molti hanno osato definire “storica”. Obama, il Presidente degli Stati Uniti, non ha svelato alcun segreto riguardante gli Ufo o vita ET. Possiamo quindi parlare di una bufala? No, non è così. Si tratta di qualcosa di molto più originale e innovativo. Si tratta di una notizia fatta circolare ad arte dai partecipanti di un esperimento collettivo (Web bot). Web bot è un programma specializzato che fruga la rete. Questo programma parte dalle parole più cercate in Internet, le ricerca nella loro collocazione originale e analizza una piccola stringa di testo prima e dopo queste parole, alla ricerca di correlazioni e di “fisse” collettive, più o meno inconsce. Poi, sulla base dei risultati ottenuti, vengono realizzati degli articoli su notizie future, che, rispondendo all’inconscio collettivo dovrebbero avere immediato successo ed essere diffuse rapidamente come vere. Questi “Web-Bots” hanno già previsto l’11 settembre, il crollo delle borse e lo Tsunami asiatico. Ma hanno anche sbagliato numerose previsioni. Ritornando ad Obama, ci si aspetta una sua presa di posizione visto che è l’unico leader americano a non aver mai affrontato questo delicato tema. Da Eisenhower a James Earl Carter Jr., da Reagan a Bill Clinton, fino ad arrivare a George Bush, tutti si sono dovuti confrontare con questo tema. Addirittura per il 43° Presidente degli Stati Uniti, Geoge Bush, la questione extraterrestre è “un ipotesi assolutamente realistica” e, addirittura, “ci sarebbero prove attendibili dell’esistenza di vita aliena”. E se lo afferma lui, perché non crederci? Vincenzo Rusciano

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27 Novembre: Obama svelerà il mistero Ufo?

iamo alla vigilia di un clamoroso annuncio da parte di Obama? Sembrerebbe di sì. Almeno giudicando ciò che emerge dall’ultimo convegno di Esopolitica, che si è tenuto a Barcellona a luglio. Secondo fonti ben informate il Presidente degli USA incontrerà la delegazione di 6 razze Extraterrestri (non ostili nei nostri confronti). Ci si aspetta, qualora le voci di corridoio fossero reali, una diretta TV planetaria con navicelle Extraterrestri che atterrerebbero in uno degli stadi della Florida. Gli alieni, inoltre, farebbero parte della Federazione Stellare “STAR Nations”. Sarebbe il culmine di un susseguirsi di voci diffuse da millenni. Le voci riguardo contatti si sono intensificate dopo il 1954 quando una delegazione guidata dal Presidente USA avrebbe incontrato ambasciatori alieni nel campo d’aviazione, poi diventato l’attuale Base Edwards. C’è chi sostiene anche che, la presunta conferenza sia solo un modo per “preparare” il mondo riguardo una nuova realtà: quella extraterrestre (ET). Sembra sia una precisa politica di informazione e di sensibilizzazione per prepararsi al grande contatto (atteso comunque entro il 2013).In Rete la notizia circola da mesi (in USA molto più che in Italia) e, lentamente, anche tv e giornali stanno cominciando a trattare questo data in maniera approfondita. Il 2009 è effettivamente l’anno degli UFO (Unidentified Flying Object). Undici mesi trascorsi tra avvistamenti condite da foto e video incredibili, ma anche il lento rilascio di informazioni di grandi paesi come la Gran Bretagna fanno rendere più che mai palpabile la presenza aliena. Anche il Vaticano si è espresso in queste settimane riguardo l’argomento: dopo mesi di studio ha affermato che la Fede in Cristo non è incompatibile con UFO ed ET. Secondo molti esiste un possibile legame tra le apparizioni UFO e le manifestazioni angeliche descritte nei testi sacri. Anche la recente scoperta di una massiccia presenza di acqua sulla Luna sembra essere la riprova della possibilità di vita ET (anche intelligente). Che dite? Aspettiamo il 27 novembre? Vincenzo Rusciano


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Messaggio del Papa per la giornata mondiale della pace 1 gennaio 2010

l creato è un dono di Dio a tutti, il cui uso comporta una comune responsabilità verso l’umanità intera”. Questo è quanto scrive il Papa nel messaggio per la giornata mondiale della pace svolta il 1 gennaio 2010 sul tema: “Se vuoi coltivare la pace,custodisci il creato”. In pratica ha spiegato che questa crisi deriva anche da un fattore culturale e morale dove l’uomo rischia di distruggere tutto e anche se stesso;lancia inoltre un messaggio dove dice che Dio ha destinato i beni della terra sia per i Paesi ricchi che per quelli poveri. Nel messaggio fa riscontrare che la colpa di questa profonda crisi mondiale non è dovuta solo ai paesi più industrializzati ma anche i paesi poveri e quelli in via di sviluppo hanno le loro colpe. Il Papa sostiene che tutti debbano comportarsi in modo migliore, essere più solidali ed uscire dalla logica del consumismo. Continua dicendo che Dio ha affidato all’uomo “il ruolo di custode e amministratore responsabile del creato, ruolo di cui non deve certo abusare, ma da cui non può nemmeno abdicare”. Infine conclude dicendo che: “Illuminati dalla divina Rivelazione e seguendo la Tradizione della Chiesa, i cristiani offrono il proprio apporto. Essi considerano il cosmo e le sue meraviglie alla luce dell'opera creatrice del Padre e redentrice di Cristo, che, con la sua morte e risurrezione, ha riconciliato con Dio ‘sia le cose che stanno sulla terra, sia quelle che stanno nei cieli’. Il Cristo, crocifisso e risorto, ha fatto dono all'umanità del suo Spirito santificatore, che guida il cammino della storia, in attesa del giorno in cui, con il ritorno glorioso del Signore, verranno inaugurati ‘nuovi cieli e una terra nuova’,in cui abiteranno per sempre la giustizia e la pace”. Jolanda Minopoli

I segnali della speranza contro la camorra: don Peppino Diana

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Evoluzionismo e Creazionismo

bene premettere che il dibattito tra evoluzionisti e creazionisti non si è ancora concluso e che soprattutto al giorno d'oggi grazie alle maggiori conoscenze e scoperte scientifiche è più che aperto. È aperto soprattutto il dibattito tra affermazioni scientifiche e teorie. Da una parte c'è la dottrina dell'evoluzione, la quale sostiene che la vita sia apparsa gradualmente grazie a processi naturali durante lunghi periodi di tempo. D'altra parte troviamo la dottrina della creazione che afferma che la vita abbia avuto origine tramite atti creativi dello stesso creatore, mentre il creazionismo sostiene che è impossibile che gli esseri umani si siano evoluti a partire da esseri più semplici, nel corso di milioni di anni, attraverso passaggi scientificamente dimostrabili. È molto più logico pensare che tutto sia stato creato dal nulla, così per magia. Gli scienziati usano modelli per spiegare i fenomeni della natura, così potremmo riassumere i due principali punti di vista in un "Modello Evoluzionista" e in un "Modello Creazionista". Nel Modello Evoluzionista i processi naturali che possiamo osservare sono sufficienti per spiegare le origini dell'universo. Secondo questo modello tutti gli esseri viventi sono imparentati dalla comune discendenza e in seguito si sono trasformati. Invece nel "Modello Creazionista" il principale postulato dice che nel passato sono state create tramite la potenza del Creatore. Rimane da capire come mai i creazionisti ritengono che la confutazione dell'evoluzionismo equivalga di per sé ad una prova del creazionismo. Secondo me, si può rispondere come segue. Al momento attuale, quelle evoluzioniste rappresentano le teorie scientifiche più accreditate circa la storia del cosmo e delle specie viventi. Una volta tolto di mezzo l'evoluzionismo, la scienza non avrebbe, al momento, delle teorie alternative da mettere in campo. Rimarrebbe certamente, sullo stesso piano del racconto biblico, una enorme varietà di spiegazioni di tipo filosofico e religioso. In realtà, i creazionisti non vedono l'ora di potersi battere contro tutte queste dottrine, anziché contro la scienza contemporanea, perché ritengono che su tale terreno avrebbero la vittoria in tasca. Secoli di controversie teologiche hanno già fornito loro tutte le armi per sconfiggere le varie "eresie" e "false religioni". Il pensiero laico moderno è, dal loro punto di vista, l'ostacolo principale che si frappone tra il fondamentalismo cristiano e il campo di battaglia con le altre fedi. In effetti molti sono talmente fiduciosi in questa posizione da affermare che l'evoluzione sia un fatto scientifico. Ma quest'affermazione non è mai stata provata, né potrà mai esserlo. Federica Castaldo

on Peppino era una persona del tutto normale che ha vissuto la sua vita in modo del tutto normale. All’età di 36 anni era sacerdote in una parrocchia del suo paese da circa dieci anni e l’unica cosa per cui si metteva pienamente in luce era una particolare dote umana, una forma di esuberanza e di entusiasmo, ma anch’essa in limiti molto comuni. Viveva la sua quotidianità di parroco come qualunque altro parroco, ai giovani insegnava valori fondamentali dei quali era veramente convinto: l’Onestà, la Fiducia, la Lealtà, la Dirittura Morale. Tali valori li proponeva senza enfasi e senza retorica. Aveva organizzato gruppi di giovani che si dedicavano alle attività di volontariato ed insieme alla comunità “La Roccia” di Aversa, si portava avanti la realizzazione di un centro d’accoglienza per extracomunitari. Alla morte di Don Peppino Diana il vescovo di Caserta, Monsignor Nogaro, scrisse alcune righe: “Che grande morte, don Peppino! Grande come la vita del Padre. Avevi appena stilato con il manifesto della rinascita: “Per Amore Del Mio Popolo”, dove la tua voce, contro le organizzazioni criminali, era ferma e paterna, come quella di un profeta”. Goffredo Fofi, insieme ai suoi collaboratori, tra cui Nicola Alfiero, ha portato a termine l’idea di ricordare Don Peppino Diana dopo la sua atroce morte. È stato quindi sviluppato un libro, nel quale vi è l’unione di quei pochi testi rimasti di Don Diana alle più significative testimonianze pubbliche stimolate dal suo sacrificio; alle interviste con gente del posto ma soprattutto con i ragazzi della sua parrocchia; ad interventi che proponessero un’immagine dei luoghi, del contesto in cui era maturato l’omicidio; ed infine, ma in primo luogo, al ricordo e all’omaggio alla sua figura. “Per amore del mio popolo”- Don Peppino Diana, vittima della camorra. L’intento di questa “raccolta di interventi” non è solamente ricordare un prete coraggioso, bensì diffondere il suo esempio nella convinzione che solo la presenza nelle zone più infestate dalla malavita e dalla violenza, di educatori persuasi, sacerdoti, insegnanti, operatori motivati e coscienti, può modificare davvero la cultura di un luogo, aggredire le inerzie, sconfiggere le complicità, trasformare le coscienze. Monsignor Nogaro dopo la lettura di alcune bozze del testo, ha trascritto le sue impressioni: “È stata delineata, perfettamente, la figura di don Peppino nella forma più efficace e convincente; è uscito, quindi, nitidissimo il profilo del martire. La grandezza di Don Peppino è nella sua opera e, soprattutto, nel suo sacrificio. Don Peppino era al di fuori dei partiti e degli schieramenti politici. Come il Cristo della strada anche don Peppino scendeva dall’altare per farsi domestico di ogni uomo; era rimasto

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Il fenomeno vulcanico

os’è un vulcano? Nient’altro che un’apertura della crosta terrestre attraverso la quale fuoriescono gas, vapori e materiali fusi, nel corso di un’eruzione. Da questa si riconoscono le “rocce vulcaniche”. I vulcani possono essere subaerei sia sottomarini: questi ultimi solitamente tendono a formarsi nelle zone di rottura fra zolle in allontanamento. Quando vi sono forti emissioni di materiale lavico vi è una crescita del vulcano sottomarino, tanto da emergere dall’acqua e dando origine, quindi, ad un’isola vulcanica. La temperatura interna della Terra aumenta all’incirca di 3°C ogni 100 metri di profondità e tale andamento viene designato come “Gradiente Termico” che diminuisce mano a mano che ci si avvicina verso il centro della Terra, nella quale il nucleo raggiunge una temperatura di 4300°C. Il calore all’interno del nostro pianeta, deriva in parte dall’energia assimilata sin dagli inizi della sua formazione ed in parte dalla radioattività sprigionata dai diversi minerali presenti nella crosta terrestre. Il calore si distribuisce lentamente verso l’esterno, ma una gran parte

povero; esposto ed indifeso come tante persone in quel paese tormentato dalla camorra. Si esponeva in modo particolare, per i suoi giovani, perché questi non diventassero mai subalterni alle prepotenze. Nacque a Casal di Principe il popolo nuovo del coraggio, perché i suoi giovani sanno combattere a viso aperto le astuzie della criminalità organizzata, che intimoriva ed ancora oggi angustia il paese. Don Peppino è un martire, perché non si è mai risparmiato per il bene degli altri. Grazie, don Peppino, non ti dimenticheremo mai: sei il sacramento della nostra vittoria. Sei la primavera dell’amore che si diffonde stupenda, sulla nostra terra”. Sulla sua morte si possono tentare solo due ipotesi: una riguarda la situazione interna alle organizzazioni camorristiche, un’altra quella esterna, che pure ovviamente le riguarda. All’interno dell’organizzazione criminale potrebbero esservi assetti nuovi per cui qualcuno di un gruppo emergente ha voluto agire nei confronti di chi controlla il territorio. L’omicidio di don Peppino sarebbe quindi un segnale, eclatante e molto visibile, per qualcuno. L’altra ipotesi potrebbe essere che il lavoro, continuo e quotidiano, di don Peppino e quelle azioni semplici svolte nella normalità, avessero cominciato ad infastidire in quanto producevano buoni risultati. Non va dimenticato, inoltre, che Casal di Principe dopo essere stata amministrata per quarant’anni dalla Democrazia cristiana, ha avuto un sindaco progressista alle ultime elezioni ed all’interno della lista progressista tre consiglieri comunali provengono dalla parrocchia di don Peppe. Questo è uno dei risultati di un lungo e prolungato lavoro; si pensa fosse probabile che proprio questo lavoro abbia dato fastidio a qualcuno, togliendo quindi terreno alle attività della camorra. All’interno del mondo della camorra vi sono avvenimenti nuovi, come il cambiamento dell’assetto del potere, mutato rispetto al passato e con legami nuovi dei quali scarsa è la comprensione, in quanto si sono mostrati all’esterno solo limitatamente. Nella camorra c’è molta mobilità, vi sono “famiglie” che bruciano le tappe ed ascendono velocissimamente, per poi cadere altrettanto rapidamente. Questo è abituale nella zona, la lotta tra gruppi è sempre aperta e non sembra esserci una leadership tale da poter tenere in mano il potere saldamente, una volta conquistatolo. Nell’omicidio di don Peppe ha probabilmente influito qualche lotta interna di questo tipo, qualche gruppo nuovo che ha voluto dare un segnale. L’opposizione alla camorra che si fa nella zona, spesso, è soltanto un’opposizione per un ritorno, anche, elettorale. La vera opposizione è quella che si fa nel silenzio con un lavoro quotidiano, assiduo, ostinato e pressante, un lavoro di tutti i giorni. Questa è la strada, ed è questa la strada che don Peppe aveva intrapreso… e che anche noi dovremmo percorrere. Marica Venturelli

viene conservano per far si che i materiali rimangano allo stato fuso e generino il magma. Si sviluppa, così, in queste zone un’attività vulcanica ed i fenomeni che ne derivano sono designati “fenomeni vulcanici”. I fenomeni vulcanici, di modesta entità, sono dovuti alla liberazione dei gas disciolti nel magma. Il fenomeno legato essenzialmente ad una violenta liberazione di gas è detto “esplosivo”, capace quindi di frantumare grandi masse di materiale roccioso che, una volta liberato in aria, ricade poi sotto forma di prodotto piroclastico - rocce piroclastiche -. Quando invece vi è un’emissione di lava, si parla di fenomeno “effusivo”. Molteplici statistiche hanno messo in evidenza che sono molti i vulcani caratterizzati sia da fenomeni esplosivi, sia quelli effusivi mentre rari sono quelli che presentano fenomeni misti. In natura si hanno due modalità di fenomeni vulcanici: la principale che si esplica nel corso dell’eruzione presenta una vasta tipologia; la secondaria, legata ad emissioni di gas, di vapori ed acque termali, si divide ulteriormente in persistente, quando si ha un’emissione lenta e continua di lave o altri prodotti vulcanici; parossistica, quando l’eruzione avviene con una notevole violenza. L’intervallo di

tempo durante il quale si manifesta uno dei fenomeni è detto fase vulcanica. Nella vita di un vulcano possono susseguirsi diverse fasi vulcaniche. La “fase di esplosione” corrisponde all’asportazione del tappo vulcanico affinché si apra una via per i gas magmatici. La “fase o eruzione pliniana” corrisponde all’attività dopo un lunghissimo periodo di quiete, con l’esplosione del tappo e l’eruzione del materiale magmatico. La “fase di deiezione” ovvero l’effusione di lava fluida con dei lanci di materiale piroclastico. Nel momento che intercorre tra le due eruzioni, la lava può ristagnare alla superficie nello stato liquido; si parla allora di “fase di lago” di lava. La “fase di emanazione” corrisponde allo stadio senile del vulcano, con l’emanazione di alcuni gas e vapori: le fumarole. Le più particolari sono le “mofete” e le “solfatare”. Le ultime fasi comprendono oltre alle manifestazioni fumaroliche anche quelle idrotermali, ovvero i “geyser, sorgenti termali e soffioni boraciferi”. La vita dei vulcani non ha una fine ed è meraviglioso conoscere ciò che in realtà accade, al loro interno, e perché no se ce ne fosse la possibilità vedere come si susseguono le varie fasi. Marica Venturelli


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Da Castelvolturno a Rosarno

a Castelvolturno a Rosarno nel giro di un paio d’anni è sempre la stessa storia. Ndrangheta e Camorra la fanno da padrona in quelle zone. Poveri immigrati venuti in Italia in cerca di lavoro si sono trovati in un giro di guerriglie. Nel settembre del 2008 a Castelvolturno sei cittadini ghanesi rimangono vittime di un impressionante volume di fuoco esploso da sette armi diverse. All’indomani della strage, centinaia di extracomunitari, connazionali delle vittime uccise la notte, scatenarono una rivolta popolare a cui partecipò gran parte della comunità africana di Castelvolturno. Successivamente all’inaspettata guerriglia scatenata da parte degli immigrati africani e la strage compiuta dal clan dei Casalesi, si è deciso di riunire una commissione straordinaria al Viminale, presieduta dal ministro Maroni. Si è deciso di aumentare la sicurezza e di colpire duramente la criminalità organizzata. Per quanto riguarda Rosarno la storia si può dire che non è proprio diversa. Tanti immigrati, regolari ed irregolari, sono stati sfruttati da imprenditori e dalla ndrangheta per lavorare nelle diverse piantagioni del luogo. A scatenare il tutto pare sia stata un’aggressione da parte di un gruppo di calabresi ad un immi-

grato. Pur avendo le loro ragioni, gli immigrati non si sono comportati bene dato che hanno causato numerosi danni. Molti rosarnesi si sono dunque organizzati ed hanno intrapreso una caccia all’immigrato. Purtroppo, come spesso accade, immigrati e cittadini rosarnesi che non c’entravano niente, hanno dovuto subire le conseguenze. Alcuni immigrati sono stati prelevati e portati in centri d’accoglienza, altri hanno fatto richiesta d’asilo e altri ancora invece, saranno espulsi dall’Italia in quanto sono irregolari e non hanno il permesso per poter restare. Parole che fanno riflettere sono quelle del ministro Maroni in quanto ha affermato che in questi anni è stata tollerata l’immigrazione clandestina che ha alimentato la criminalità e ha generato situazioni di forte degrado. Si capisce chiaramente che il destino degli immigrati sarà molto difficile, non sono tutelati da niente e da nessuno in Italia; alla fin fine loro che colpa ne hanno se sono nati in paesi poveri e in Italia cercano una vita migliore, per 30 euro fanno di tutto, qualunque lavoro per loro va più che bene? Viene quindi spontaneo chiedersi perché certi politici o certi comuni cittadini italiani che professano il rimpatrio degli immigrati non si fanno un esame di coscienza per capire chi deve essere “cacciato”. Purtroppo questo non lo faranno mai e di conseguenza il razzismo in Italia avrà sempre un “posto d’onore”. Jolanda Minopoli


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La scuola di ieri e di oggi... La riforma Gelmini

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La Filosofia postmoderna

a filosofia postmoderna è un movimento eclettico ed elusivo caratterizzato dalla critica postmoderna e dall'analisi della filosofia occidentale. Friedrich Nietzsche (1844-1900) e Martin Heidegger (1889-1976) costituiscono due riferimenti costanti per molti sostenitori del postmoderno. Per altri, invece, fanno riferimento alla prospettiva kantiana e wittgensteiniana di una razionalità plurale e finita: è il caso di Jean-François Lyotard, uno degli esponenti più significativi del postmodernismo filosofico e, successivamente, Jacques Darrida e Giovanni Vattimo. Ai nomi di Nietzsche e di Heidegger è legata, nella filosofia contemporanea, la presa di coscienza di una profonda crisi nel pensiero occidentale: in Nietzsche con l’annuncio della “morte di Dio” ed il conseguente avvento del nichilismo; in Heidegger con l’idea di un costante declino della metafisica, presa in un inconsapevole “oblio dell’essere” che ha portato all’imporsi del mondo tecnicoscientifico nel quale viviamo. Lyotard (1925-1998), asserisce che la postmodernità designa lo stato della cultura dopo le trasformazioni subite dalle regole dei giochi della scienza, della letteratura e delle arti a partire dalla fine del XIX secolo, "semplificando al massimo, possiamo considerare postmoderna l'incredulità nei confronti delle metanarrazioni". La riflessione sulle caratteristiche fondamentali del mondo contemporaneo, sugli aspetti storici della realtà a noi più prossimi (talmente prossimi da essere vissuti in questo momento da ciascuno di noi) è stata inaugurata dal filosofo francese Jean Francois Lyotard (1925-1998), celebre nell'ambiente filosofico mondiale per aver esposto, in un suo studio (La condizione postmoderna, 1979) le linee guida dell'epoca attuale. L'epoca attuale, che Lyotard chiama postmoderna, è caratterizzata dal venire meno della pretesa propria dell'epoca moderna di fondare un unico senso del mondo partendo da principi metafisici, ideologici o religiosi e dalla conseguente apertura verso la precarietà di ogni senso. Da questo studio è nata tutta una nuova riflessione sulla contemporaneità che vedrà coinvolti molti intellettuali e studiosi, alla ricerca di quella definizione unitaria che all'epoca postmoderna sfugge per propria stessa natura. Da ricordare, oltre all'importante studio sul postmoderno, che Lyotard fu costantemente impegnato sul fronte politico e sociale. Esponente della sinistra minoritaria francese, figura tra i redattori della rivista "Socialisme e barbarie", fu in prima linea durante il periodo della contestazione nonché frequentatore degli ambienti dell'avanguardia artistica e culturale. Jacques Derrida (1930-

2004) nasce in Algeria da famiglia di origini ebraiche. Inizialmente influenzato da Sartre, se ne distacca subito e affronta il suo primo importante lavoro filosofico scrivendo un'introduzione a un opera di Husserl (Introduzione a "L'origine della geometria" di Husserl).Nel 1966, con la conferenza La struttura, il segno e il gioco nel discorso delle scienze umane, Derrida inaugura un nuovo atteggiamento filosofico che chiama "decostruzionismo", atteggiamento volto ad operare una decostruzione della tradizione filosofica occidentale in nome di una libera intepretazione dei significati prodotti dalle diverse costruzioni metafisiche. Oltre ad essere il principale ispiratore del College International de Philosophie di Parigi e direttore dell’ “Ecole des Hautes Etudes", insegnerà anche in diverse università statunitensi, e in nordamerica il decostruzionismo troverà terreno fertile soprattutto nel campo della critica letteraria. Derrida sarà dunque una figura il certo modo controversa all'interno della tradizione filosofica, quella stessa tradizione che il suo lavoro intende distruggere. Se nel corso della storia i diversi impianti filosofici sono caratterizzati dall'intenzione di edificare strutture di pensiero coerenti dato un certo presupposto razionale, il compito della filosofia in epoca postmomderna è quello di andare al di là di questa tendenza all'immutabile e alla verità definitiva. La filosofia è dunque viaggio mai concluso, ogni filosofia che si definisce in possesso della certezza rifiuta l'evidenza originaria della mutabilità. Gianni Vattimo, torinese, si laurea in filosofia nella città natale e ottiene la specializzazione a Heidelberg, dove insegna il suo maestro Gadamer (ma fu allievo anche di Pareyson). Nel 1964 comincia ad insegnare filosofia all'università di Torino, dove sarà anche preside della facoltà di Lettere. Da sempre unisce all'impegno filosofico l'attività politica, per cui inizia come dirigente degli studenti cattolici negli anni '50, per poi confluire nei radicali e poi nei partiti della sinistra italiana (è stato parlamentare europeo). Vattimo si batte per il rinnovamento della società in senso pluralista e libertario (e, si potrebbe dire, postmoderno) pur non disdegnando l'accoglienza di quei valori storici propri della cattolicità tradizionale (soprattutto il senso della pietas) sintentizzandoli in forza di un pensiero che giustamente si pone come debole, in contrapposizione alle distinzioni etiche intransigenti e dogmatiche. Direttore della Rivista estetica, Vattimo ha insegnato più volte negli Stati Uniti in veste di visiting professor ed è uno tra i più eminenti studiosi europei, nel solco della corrente filosofica che da Heidegger porta a Gadamer e al pensiero francese della differenza (passando per il recupero del pensiero di Nietzsche). Giacobbe Flavia

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Il futuro è nelle biomasse

a paura di un possibile ritorno al nucleare (invita) ci obbliga ad una riflessione sulle fonti energetiche alternative. Un aiuto ci viene dal gas emesso dalle biomasse. Occorre informare correttamente, distinguendo i biocarburanti di I° generazione che sono il bioetanolo ricavato dai cereali (mais) e il biodiesel ricavato da oli vegetali, da quelli di seconda generazione che sono le foglie, il legno, la paglia, utilizzando potature, scarti legnosi e forestali e colture su terreni abbondanti. Il biocarburante ottenuto può essere venduto a prezzi competitivi grazie ai bassi costi e al poco dispendio di energia richiesta per la produzione. I paesi come il Giappone, il Canada, la Spagna e la Germania che si sono avvantaggiati sugli investimenti, ci insegnano che dopo soli 2 o 3 anni è possibile produrre da 1 ettaro di set aside, senza irrigare e senza concimare, circa 10 tonnellate l’anno di biomassa secca, capaci di produrre 3 tonnellate di biodiesel l’anno di seconda generazione. Marco Zotti

a scuola si affianca ad organizzazioni educative. I compiti sono molti e si dividono in due funzioni: socializzazione, cioè l’insegnamento di valori, norme, conoscenze, linguaggi, nei quali i nuovi studenti diventano membri della società, e selezione, cioè far in modo che gli alunni con determinate capacità possano essere preparati ad un lavoro adeguato. La scuola è essenziale perché soddisfa le esigenze per la vita delle persone della nazione. Una volta nelle scuole c’era un unico insegnante e una sola aula. Gli scolari si riunivano attorno al camino per stare al caldo; il pavimento era in legno e scricchiolava. I bambini sedevano tre o quattro nello stesso banco e le maestre erano più severe rispetto a oggi. Al tempo dei nostri nonni si scriveva con il pennino che veniva intinto nell’inchiostro del calamaio. Meno di 50 anni fa l’Italia aveva un’arretratezza culturale; agli inizi del ‘900 metà della popolazione non sapeva leggere e scrivere. Nel 1921 il 31% era analfabeta. Nel 1962 la scuola diventa obbligatoria fino a 14 anni. L’organizzazione didattica è divisa in due cicli: il primo comprende la prima e seconda classe, il secondo le classi successive. I programmi comprendono queste materie: lingua italiana, straniera (dal secondo anno), matematica, scienze, storia-geografiastudi sociali, religione, educazione all’immagine, educazione al suono e alla musica, educazione motoria. L’orario didattico è di 27 ore, oppure 30 quando viene aggiunta la lingua straniera nelle classi a tempo pieno, l orario è di 40ore che dura 5 giorni. La legge 148 del 1990 ha capovolto l’intero ordinamento modificando la responsabilità dell’insegnamento delle materie con un insegnamento di gruppo. “Un gruppo di insegnanti” è formato da tre docenti e dagli insegnanti di religione e lingua straniera. Dai tre insegnanti il primo è responsabile delle materie letterarie, il secondo di quelle scientifiche e il terzo dello studio delle scienze umane. I tempi sono cambiati anche per quanto riguarda gli studenti. Uno studente di oggi… cellulare in dotazione, mai dimenticarlo a casa! Che umiliazione sarebbe.. Mp3 con infinite canzoni, altrimenti 4-5 ore come passano? Vestiti all’ultima moda. I ragazzi con jeans rotti, magliette messe così come vengono, capelli “sparatissimi”; le ragazze truccatissime e “piastratissime”, abiti succinti.. pronte per la sfilata mattutina. I compiti sia prof che ragazzi li mandano tramite msn, skype.. Gli studenti prima l’unica musica che ascoltavano era quella della campanella, per i compiti si usava il telefono, quando si tornava da scuola non c’era un blog.. niente cellulare, niente msn.. solo compiti.. altrimenti? Semplice, niente paghetta o uscita. Forse l’unica cosa che accomuna gli studenti di “ieri” con quelli di “oggi” sono gli scioperi.. si sciopera per tutto.. per i termosifoni rotti (un classico), per la riforma scolastica ecc.. Discussa molto è anche la riforma di Maria Stella Gelmini. Questa riforma non va giudicata nel peggiore dei modi perché oltre ad avere i contro, ha anche i pro. Il maestro unico: è la parte più contestata della riforma. Andiamo ad analizzare i vantaggi. Ad esempio un solo insegnante avrebbe una migliore conoscenza degli alunni e sarebbe in grado di concentrarsi su un minor numero di bambini. I bambini sono psicologicamente tutti diversi e una volta capiti si diventa più efficienti. Se il maestro è bravo non ci saranno svantaggi. Il problema è: se il maestro non è bravo? La “vita didattica” si potrebbe tramutare in un inferno e i bambini non impareranno nulla. C’è da dire un’altra cosa, il maestro può essere in grado di insegnare tutte le materie agli alunni? Alle elementari, è vero, non si fanno di certo i logaritmi ma si spera che le materie scientifiche come le tabelline, vengano insegnate come le regole dell’italiano. Avendo un maestro unico si avranno un sacco di tagli che sono necessari, ma da tre insegnanti non sarebbe il top passarne a 2, cosi si evitano tutti questi problemi? I tagli degli insegnanti: questa riforma è stata fatta perché il periodo non è uno dei migliori a livello economico. L’Italia ha un numero di docenti molto alto. I più colpiti saranno i precari. Speriamo che i più bravi, chi vale davvero, possa andare avanti. La meritocrazia: è giusto agire secondo meritocrazia. Lo stipendio deve essere adeguato a ciò che si dà e non al semplice scatto di anzianità. È giusto che si aumenti lo stipendio a chi è riuscito a trasmettere il proprio sapere alla classe. Giusto premiare chi merita. Il voto in condotta: il voto in condotta mi sembra giusto che faccia media con glia altri e se è inferiore al sei costi la bocciatura dell’allievo. In una società dove viene permesso tutto, l’educazione è parte fondamentale. È giusto che la scuola dia un segno di presenza, quindi ben venga il ridare più importanza al voto in condotta. Marika Feliciello


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La filosofia estetica da Schelling ai giorni nostri

’estetica quale riflessione sul bello e sul gusto nasce nel ‘700. È con Kant che il giudizio estetico acquista la dignità di oggetto di indagine filosofica. La bellezza, poiché non riguarda la costituzione degli oggetti ma il modo di percepirli, si fonda sulla soggettività. L’arte diventa così un luogo di collegamento tra mondo naturale e mondo spirituale. La riflessione estetica propria dell’idealismo evidenzia il legame tra arte e assoluto. Nel Sistema dell’idealismo trascendentale Schelling afferma: “L’organo universale della filosofia e la chiave di volta del suo intero edificio, è la filosofia dell’arte”. Il momento estetico è capace di cogliere la realtà stessa dell’assoluto e viene ad acquisire un significato universale che va oltre i limiti dell’estetica kantiana, ancorata al punto di vista del finito, differenziandosi da Schiller, secondo il quale l’arte è la forma originaria e suprema dell’uomo. Per Schelling solo l’arte è in grado di cogliere quell’unità profonda e originaria tra natura e spirito che costituisce l’assoluto, in quanto nella produzione artistica viene meno la differenza tra materia e forma, tra interno ed esterno, tra libertà e legalità. Nell’arte ha luogo quell’intuizione produttiva che la filosofia teoretica può solo riconoscere, non ripetere, ed essa realizza in un prodotto finito la conciliazione dei principi infiniti che nella natura appaiono separati e opposti. L’arte è un’attività intuitiva, che produce da sé il proprio prodotto, ed è prodotto, oggetto, realtà materiale, ma che ha in sé il principio ispiratore. Benché attento all’esperienza estetica e considerando l’arte momento nel quale si articola lo spirito assoluto, Hegel rifiuta la subordinazione dell’ambito teoretico all’estetico. L’arte ha il compito di rendere manifesta l’idea in forma sensibile per l’intuizione immediata ed è un momento della vita dello spirito attraverso un’espressione sensibile. Nei tempi moderni la natura non si lascia rappresentare come manifestazione immediata del divino e la bellezza non si mostra in modo evidente ma richiede una mediazione concettuale. L’arte moderna ha il dovere di esprimere l’emancipazione dello spirito della natura. Con l’inizio del ‘900 attraversa un momento di grande vitalità creativa. Il movimento più significativo è il futurismo. I futuristi dichiararono di voler rinnovare non solo l’arte, ma la stessa concezione del mondo, perché emerga la creatività che le macchine moderne sanno sprigionare.

Nuove forme d’arte caratterizzate dalla loro infinita riproducibilità vengono a porre insolite domande all’estetica del ‘900. La convinzione che l’esperienza della bellezza costituisca una dimensione fondamentale dell’esistenza trova un eco significativo nel pensiero teologico del ‘900. L’esigenza di rendere intellegibile la parola di Dio ha portato il teologo Balthasar a elaborare un’estetica teologica capace di mettere in luce la gratuità dell’amore divino. Convinto che Dio non ci si manifesta come maestro, come redentore ma si presenta a noi in sé, per mostrare la grandezza della sua vita trinitaria in quella gratuità che il vero amore ha in comune con la vera bellezza, Balthasar evidenzia come la bellezza sia una forma visibile che rimanda al mistero invisibile senza esaurirne la profondità infinita. Proprio la bellezza dell’amore divino dà senso all’esperienza umana. Ecco perché via estetica e via dell’amore sono la stessa cosa. La bellezza ci rivela lo splendore di Dio e ci manifesta il suo amore, in quanto esso come amore donato è la forma in cui si presenta il divino. Tra le riflessioni degli artisti contemporanei due sono legate alle considerazioni fin qui esposte: quelle di P.Klee e di J.Kosuth. Klee si oppone a ogni concezione estetica che veda nel reale una fonte di rivelazione, e afferma la necessità di ritornare all’origine e all’infinito da cui scaturiscono tutte le forme. Da ciò nasce una forma artistica né figurativa né realistica capace di annunciare una nuova epoca dello spirito. Nella riflessione di Klee è presente la convinzione che l’arte permette all’uomo di riappropriarsi della sua anima, riscattandolo dall’opacità di un mondo che sembra dimenticare il bello. Le riflessioni di Kosuth hanno segnato lo sviluppo di un’estetica basata sulla convinzione che l’idea è una macchina che produce arte. Kosuth rifiuta l’idea dell’arte come intrattenimento e afferma che è una forma di conoscenza che soddisfa i bisogni spirituali dell’uomo. Capovolgendo la convinzione di Hegel che l’arte debba essere superata dalla filosofia, Kosuth sostiene che nel XX secolo l’arte ha sostituito la filosofia perché non si è fermata al momento dell’ipotesi metafisica, ma si è rivelata in grado di cogliere la pluralità di significati del reale. Le affermazioni di Kosuth rendono esplicito che l’arte inizia dove termina la mera esistenza materiale: essa è un tutto che comprende insieme linguaggio, cultura e forma di presentazione. Michela Mariconda


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Amici

mici è un talent show di successo diretto e condotto da Maria de Filippi che è giunto ormai alla nona edizione. Lo scopo di questo programma è di trovare e aiutare alcuni giovani talenti a migliorare le loro capacità artistiche e a fornirgli la notorietà necessaria per poterli lanciare nel mondo dello spettacolo. Il programma è suddiviso in due parti: la prima consiste in una “scuola” dove ballerini e cantanti si confrontano con gli insegnanti della varie discipline che aiutano gli allievi a migliorarsi e apprendere stili diversi rendendoli artisti più versatili, ma soprattutto preparandoli anche attraverso spietate critiche ad affrontare il talvolta controverso mondo dello spettacolo. Dopo la fase della scuola i ragazzi entrano nella fase finale del programma il “serale” dove si esibiscono di fronte a un vasto pubblico proprio come artisti professionisti e dove di settimana in settimana viene eliminato uno dei talenti ritenuti più deboli finché non si arriva alla finale e viene decretato dal pubblico il vincitore del programma. “Amici” rappresenta un importantissimo trampolino di lancio per artisti emergenti, lo dimostra il fatto che alcuni dei vincitori delle edizioni passate hanno ottenuto un grande successo e numerosi ingaggi grazie al programma diventando artisti affermati nel panorama italiano. Ma “Amici” non è solo questo, è anche un vero e proprio reality che ci mostra il lato umano e la personalità dei vari concorrenti facendoceli conoscere e addirittura facendoci affezionare ad alcuni di loro permettendoci di osservarli nelle varie dinamiche della scuola alla prese con i compagni e professori nel corso delle varie sfide che questi ragazzi si trovano via via a dover affrontare. Amici piace così tanto perché partendo dall’osservare i ragazzi si arriva a capire ciò che sono, perché essendo ragazzi come noi ci rappresentano, rappresentano quella parte di noi che vuole uscire e infondo sa come fare, ci fanno capire e sognare che potremmo essere ciò che vorremo e che un giorno potremmo vivere la storia che avevamo da sempre sognato e che tutti ci avevano descritto come impossibile. Alessandra Licci

Dalla moda anni 50 ai giorni nostri: qual è la migliore?

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ncora non si sa quale dei passati decenni sia il più brillante e magnifico per quanto riguarda l’evoluzione della moda; però si può provare ad analizzare in grandi linee quale sia il più quotato. Gli anni ’50 erano anni particolari in cui la speranza, dopo la fame della guerra, era rappresentata anche dalla donna, elegante e sofisticata, curata in ogni minimo dettaglio. Dopo gli anni bui e tristi, è nata la voglia di ostentare e di sognare. La donna inizia ad utilizzare trucco abbastanza deciso e pesante: fard sugli zigomi, ombretti sgargianti, eyeliner nero molto calcato, rossetto rosso e sopracciglia depilate. Per quanto riguarda i vestiti si inizia a mettere in risalto il punto vita con corsetti imbottiti sui fianchi, la gonna è gonfia e voluminosa; i maschi invece prendendo spunto dai grandi attori di Hollywood indossano jeans, giubbotti da moto-

ciclista e brillantina nei capelli. Successivamente si passò hai mitici anni 60 che, per la moda, sono ancora oggi un riferimento: gli anni 60 segnati dalla minigonna che rispondeva al crescente bisogno delle adolescenti e delle giovani di esprimersi liberamente, fece scalpore: le gambe non erano mai state così in vista! La mini fu subito considerata indecente e molti erano sdegnati: per esempio, secondo la grande Coco Chanel, il ginocchio era la parte meno attraente della donna che, pertanto, sarebbe stato meglio tenere nascosta; dagli stivali alti fin sopra il ginocchio che erano lo specchio di una generazione pronta a ribellarsi a tutto ciò che la opprimeva. I capelli dei giovani uomini iniziavano a crescere con ciuffi ben stirati su di un occhio per imitare i famosissimi “Beatles” portatori di una nuova musica fresca e giovanile. Poi ci furono gli anni 70 che si possono definire come un vero e proprio movimento nato dalle idee innovative che si diffondono alla fine degli anni ‘60, la moda ne subisce l’influenza. Fiori, colori sgargianti, fiori gi-

ganti, disegni geometrici: un trionfo di colori e fantasie per dare vita a una nuova generazione. Nota per il suo legame storico-culturale, la moda degli anni 70 si lega, in modo imprescindibile, ai movimenti Hippy che producono la Flower Power e la Beat Generation: i fiori come simbolo di pace contro tutte le guerre segna un indelebile punto di svolta per il mondo intero. La moda non coinvolse solo l’abbigliamento ma anche la vita quotidiana: anche l’arredamento e le macchine furono letteralmente trasformate per dare vita a quella che sarà poi una delle mode più importanti e sfruttate degli ultimi trent’anni. La moda anni ‘80 invece non era una moda bella, diciamolo subito però, comunque sia, aveva il suo fascino. Per interrompere la monotonia di un nero che imperversa da tempo, si ricorre a pezzi dal colore quasi “elettrico”. Dopo aver indossato pantaloni a zampa imperversano pantaloni strettissimi a vita alta, corti alla caviglia e a volte chiusi addirittura da una zip; per quanto riguarda le maglie fanno capolino i quadri e i rombi

super colorati. In poche parole basti pensare allo stile che avevano gli attori del grande film di quel tempo: “Il tempo delle mele”. Andando avanti si è arrivati alla moda anni ‘90. Gli abiti quasi sempre neri per quanto riguarda le taglie sono o over-size o striminziti, orli cuciti male, cuciture e tagli in evidenza. Vengono ripresi stili anni ’60 e ’70 (minigonne, pantaloni a zampa d’elefante, abiti hippy, zeppe e vestiario punk), mentre si vanno manifestando una serie di altre tendenze, da quella cyberpunk alle mode ecologiche, agli stili etnici, al grunge, al recupero delle uniformi scolastiche e dei capi per lo sport. Infine arriviamo ai giorni nostri. Oggi la moda è completamente differente da quella di un tempo, ma non per questo meno bella o più volgare. Pearcing e tatuaggi sono per cosi dire i protagonisti. La cosa importante però per i giovani soprattutto è vestirsi “firmato”, il più delle volte infatti si sentono importanti solo perché indossano certe firme. I pantaloni sono stretti e a vita bassa (guai il contrario) e quindi è un cosiddetto

revival degli anni 70-80. Ma oltre a ciò ci sono diverse “categorie” di moda: emo ovvero ciuffoni con extension, gonne ampie, calze a strisce; varie fotocopie di barbie, collana di smarties, pantaloni attillatissimi, chili di trucco, capelli piastrati, maglietta attillatissima con sopra un gilet. Ognuno quindi opta quasi sempre (o forse meglio dire a volte) al proprio stile; anche se nella maggior parte dei casi vincono le barbie girl e i cosiddetti figli di papà firmati fino a sopra i capelli. Quale di queste mode quindi si potrebbe aggiudicare un fantomatico premio di moda migliore? Forse si potrebbe azzardare a dire che la vincitrice o meglio the winner is: gli anni 60 appunto perché hanno fatto scalpore, le donne hanno iniziato ad emanciparsi, a scoprire le proprie forme e le gambe e cosa c’è di più bello della naturalezza e del non aver paura di mostrarsi in tutti gli aspetti al mondo intero? Jolanda Minopoli


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Sei connesso?

Social Network sono il fenomeno del momento: se non hai un profilo sei tagliato fuori da un mondo di relazioni ottenuto dalla condivisione di foto, filmati, pensieri, emozioni, informazioni personali e molto altro ancora. Una grandissima opportunità per rimanere sempre in contatto con amici e conoscenti, ma anche un grande rischio per la privacy. I social network sono tutti quei siti che permettono di mantenersi in contatto con amici, compagni di scuola, colleghi di lavoro; insomma tutte quelle persone unite dagli stessi interessi. In internet sono connessi milioni di individui, provenienti da ogni parte del mondo, che cercano continuamente di comunicare sia con gente della vita reale sia con persone conosciute solamente online: questa grande voglia di conoscersi è all'origine del successo dei social network. Ai social network ci si partecipa registrandosi e compilando un profilo più o meno dettagliato. Una volta registrato, possiamo "socializzare" con i vari membri della community iniziando a: leggere i profili e i blog di altri utenti, aggiungere o eliminare amici, visionare video e foto personali, comunicare tramite Messaggi Privati o Live chat e soprattutto iscriversi a Gruppi di persone che condividono i tuoi stessi interessi o hobby. Prima dell'avvento dei social network, era difficile conoscere altre persone in rete che condividessero con te più di un interesse. Si usavano soprattutto le chat, i forum, le mail e i programmi di messaggistica istantanea, che non sempre vengono considerati strumenti sicuri. Senza profili, foto e video personali non c'era modo di conoscere più nel dettaglio una persona. I social network hanno cambiato tutto ciò. Un altro motivo per unirsi ad un social network risiede nella varia natura di ognuno di questi siti. Infatti ci sono vari tipi di social network, ognuno dei quali è focalizzato su particolari interessi dell'utente. I più conosciuti e usati dalle persone sono: Myspace, Badoo, Netlog e Facebook. MySpace è un sito, community, libero che ti mette a disposizione una pagina con un blog. Di quella pagina puoi fare quello che vuoi, personalizzarla in qualsiasi modo. Myspace è molto utilizzato anche dagli artisti, proprio per questo motivo, ci pubblicano le loro poesie o le loro canzoni, nel caso di myspace music. Puoi mettere foto, ho postare qualunque scritto, immagine o video, sia sulla pagina che nel blog. Badoo e Netlog rappresentano un luogo dove poter chattare, condividere foto e video, promuovere la tua vita e personalità. All’interno delle community potrai trovare gente interessante proveniente da vicino a te e dal resto del mondo, pronta a condividere le loro esperienze, i loro interessi e amicizia. Che tu voglia chattare, condividere foto e video, restare in contatto con i tuoi amici, raccontare agli altri la tua vita o semplicemente ottenere attenzione. Facebook è oggi il social network più usato al mondo, con 300 milioni di utenti in tutto il mondo. La sua diffusione in Italia è avvenuta gradualmente, fino al boom registrato alla fine delle vacanze estive del 2008. Nello stesso periodo gli utenti registrati a Facebook superarono quelli di Myspace, e da quel momento in poi il primato di Facebook tra i social network non è mai stato più messo in discussione. Facebook offre molte possibilità: cercare vecchi amici per nome e cognome, scambiare foto, lasciare commenti sulle bacheche dei profili altrui, partecipare a gruppi tematici, creare pagine su personaggi famosi o Inoltre, è possibile iscriversi con un profilo pro, quindi registrarsi come band, inserire una playlist, e gestire un gruppo di fans. Un’altra caratteristica interessante è quella di poter installare sul profilo delle applications, ovvero programmini interni a Facebook che permettono di fare giochi on-line, telefonare con Skype, trovare amici incontrati in viaggio, e tanto altro. Anche se la maggior parte dei social network sono gratis c’è un prezzo da pagare “la propria privacy”. Iscriversi è un attimo: mail, password, nome (vero o finto che sia), sesso (è obbligatorio). A scelta: il numero di cellulare, la data di nascita, le scuole frequentate, le preferenze musicali, politiche e religiose. Il numero di carta di credito. Poi si caricano le istantanee del matrimonio, delle vacanze, si “taggano” (nominano) gli amici sulle foto altrui, si commenta. Un piatto troppo ricco anche per truffatori, ladri di identità, pedofili alla ricerca di immagini da scaricare e teenager da adescare. Ma una volta entrati uscirne è difficile. In gergo si dice suicidarsi. Si compila un modulo spiegandone le ragioni. Le opzioni (ad esempio in facebook)vanno da “Facebook sta creando problemi alla mia vita sociale”, fino a “si tratta di uno stato temporaneo. Tornerò”. Il profilo resta ad memoriam, coperto di grigio come una tomba, e i dati, attenzione, rimangono nel sistema. In conclusione il social network è uno strumento meraviglioso perché ci permette di farci conoscere e comunicare con chi vogliamo in maniera diretta, efficace e a costo zero ma usiamolo con la testa. Antonio Pisacane

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Circo Lidia Togni: tradizione e…ghiaccio!

rande successo per il circo Lidia Togni a Napoli. Migliaia di persone hanno affollato il tendone allestito in Viale Giochi del Mediterraneo. Uno show coinvolgente con l’interessante novità delle 2 piste (una tradizionale e una col ghiaccio). Napoli come Mosca dunque: Lidia Togni, da sempre alla ricerca di novità, quest’anno ha deciso di unire la tradizione all’innovazione. Un circo tutto nuovo a partire dalla struttura: non più rotonda ma leggermente allungata. Inoltre ha presentato la più grande pista di ghiaccio mai vista nel nostro paese con più di 250 metri cubi di ghiaccio. Lidia Togni (insigne della famiglia Togni-Canestrelli) e il Circo di Mosca sul ghiaccio hanno dato vita ad uno show che ha coinvolto circa 80 persone tra ballerini, ballerine sul ghiaccio, campioni di pattinaggio e acrobati provenienti da ogni parte del mondo costituendo così un gruppo multietnico. 2 ore di intrattenimento dove il pubblico ha potuto apprezzare le coreografie ispirate al mondo delle fiabe, al futuro, al Polo Nord, alla Russia e all’eleganza. Ancora vivo il ricordo di Michael

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Jackson: una coreografia infatti ricorda il suo Thriller. I pinguini e le foche sono capitanati dal duo Peterson che ci hanno condotto nel fantastico mondo dei ghiacci. Presente anche la Cina con 2 troupe acrobatiche: la prima (composta da 6 persone) Xi Yu Min che hanno proposto vertiginosi salti ai cerchi in equilibrio e successivamente il classico numero ai pali cinesi con voli da una pertica all’altra da brividi. Sempre dalla Cina le Zhantihya Sisters straordinarie contorsioniste con candelabri cinesi e bicchieri di cristallo. Al Lidia Togni, ovviamente, non potevano mancare gli animali diretti dal bravissimo Vinicio Togni (grande amico degli animali) che ha diretto brillantemente un gruppo di cavalli Sanfratellani. Lo stesso Vinicio Togni (che ha raccolto una standing ovation) ha proposto un numero che vede un elefante indiano superare un tappeto composto da 6 meravigliose ballerine. Le risate sono state assicurate dai clown internazionali Bazan. Un doppio spettacolo di circo dunque coreografato da 2 grandi registi come il russo Costantin Yousseu e l’olandese John Carpentier. Uno show che testimonia, ancora una volta, il prestigio di Lidia Togni da 130 anni sinonimo di..Circo! Vincenzo Rusciano

La fiction: realtà o fantasia?

rmai ogni famiglia in tv non fa altro che seguire fiction dal tema romantico al tema giallo. La maggior parte delle persone viene attratta dalla fiction che va in onda ogni sera: “Un posto al sole” forse perché rilassante o forse perché interpretata da attori napoletani non famosi con la battuta pronta, persone molto semplici che però svolgono il loro lavoro con massimo impegno dietro i riflettori e non sempre è semplice come appare. Le fiction di solito sono intriganti e gli attori iniziali dopo molte puntate lasciano la scena dando spazio ad altri personaggi ed anche le vicende si intrecciano fra loro seguendo però sempre la stessa trama. Molte di esse, prendono spunto da fatti reali, ma poi qualche parte viene modificata facendo in modo che la realtà si unisca con la fantasia. La fiction però, vengono interpretate in vario modo da persona a persona ed è proprio per questo che il più delle volte viene trasmessa più di una serie, proprio per il loro successo a seconda delle percentuali degli spettatori. Per quanto riguarda: “Un posto al sole” viene seguita dal 80% delle persone ed è molto bella perché tratta di fatti che spesso potrebbero accadere nelle famiglie e sembra che la vita di ognuno di noi viene riprodotta in tv. Questo però è solo un piccolo spunto per poter dire che non sempre le fiction sono un beneficio perché spesso si prendono come modelli e come esempi gli attori e le vicende trasmesse che non sempre sono realtà. Possiamo quindi renderci conto che, le fiction pur essendo seguite da milioni e milioni di persone sono per la maggior parte delle volte pura fantasia. Flavia Giacobbe

U

Il Grande Fratello

no dei programmi più visti, più commentato e molto criticato è sicuramente il Gf 10. Un miscuglio di persone vivaci e irruenti e competitivi nell’apparire, amicizie e storie d’amore, confronti e discussioni, ma ciò che viene più commentato è la diversità tra i concorrenti sia psicologiche che fisiche che hanno fatto nascere molti dubbi agli spettatori italiani. Quelli più commentati sono: Gabriele, Mauro, Veronica, Massimo e Diletta. Gabriele è uno dei Gieffini che si è sottoposto a una trasformazione da donna a uomo, provocando all’interno della casa forte emozioni raccontando della sua vita e del suo cambiamento. Durante il suo percorso all’interno della casa ha dovuto affrontare diverse difficoltà,come l’approccio con gli uomini! Mauro è il personaggio “meno desiderato” all’interno della casa per i suoi modi di fare molto aggressivi e invadenti facendo nascere grosse scintille con alcuni concorrenti. Veronica l’ultima concorrente donna del Gf10 che,secondo il parere sia dei Gieffini sia del pubblico italiano, viene reputata la più falsa e provocatrice. Massimo è colui che ha assunto un comportamento violento nei confronti di Mauro per il semplice motivo del rispetto verso le donne ed è anche il concorrente che ha subito delle falsità da alcuni ragazzi all’interno della casa da lui reputati amici! Diletta è una delle ragazze che con l’entrata dell’ultimo concorrente, Mattia, ha illuso Tullio giocando fortemente con i suoi sentimenti. Ma all’interno della casa ci sono anche personaggi dalla pura comicità come George e Maicol o chiamati anche “ Il Principe ” e “ Ci Piaci ”. George è un ragazzo egocentrico,determinato e molto sicuro di sé assumendo un atteggiamento da “ leader ”. Maicol è un ragazzo generoso, sensibile, testardo e molto lunatico. Ama il suo stile eccentrico per essere in un certo senso al centro dell’attenzione. Poi c’è Alberto che è il “Recluso” della casa perché per le ragazze è un irraggiungibile oggetto di desiderio perché 5 anni fa scelse di intraprendere un cammino di fede e castità… insomma c’è un po’ di tutto!! Sicuramente il Gf non è un programma da definire “educativo” perché serve semplicemente per far nascere volti nuovi in Tv, anche se tra i Gieffini ci sono già persone note come appunto Mattia, ex concorrente di “ uomini e donne” e Sabrina, l’eliminata, ex concorrente di “Miss Italia”. Da questi piccoli particolari si può dedurre che il Gf è un vero e proprio SCOOP! Alessandra Bozza e Vittoria Tizzano

L’ingenuità del fanciullo: Chi ha incastrato Peter Pan?

Oggi giorno vengono trasmessi molti programmi televisivi, quello che ha riscontrato molta attenzione e divertimento è stato “Chi ha incastato peter pan”. I conduttori di questo programma televisivo sono Paolo Bonolis e Luca Laurenti, i protagonisti del programma sono i bambini, presentati in ogni puntata a gruppi di circa una decina di elementi; i bambini vengono sottoposti a domande su argomenti riguardanti il mondo degli adulti, oppure vengono interpellati per commentare fatti di cronaca o sportivi. Parti fondamentali del programma sono anche le candid camera, nelle quali i bambini sono “vittime” di innocui scherzi da parte di Bonolis, come per esempio il mantenere un gelato in mano senza leccarlo durante l’assenza del conduttore nella stanza. Altro punto cruciale della puntata sono le interviste agli ospiti vip, durante i quali i bambini domandano ai personaggi dello spettacolo le loro curiosità. Ascolti spettacolari hanno riconfermano, puntata dopo puntata, il grande successo della trasmissione, tanto da essere ulteriormente richiesta la proiezione. Ci sono, ancora oggi, a distanza di settimane dalla fine del programma, molti bambini ed anche adulti che vorrebbero vedere altre puntate di tale trasmissione, in quanto ritenuta interessante e contemporaneamente divertente, per tutta la famiglia. Alessia Iannone


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Gli azzurrini calano il poker

rova d’orgoglio per l’Italia U21 che riesce a riscattarsi dopo la pessima figura rimediata in Ungheria. Orfana di Balotelli, ma anche di Di Gennaro, Ranocchia, Poli e Paloschi la Nazionale sfodera una prestazione di cuore e orgoglio, ma anche di un gioco, finalmente, sviluppato sul collettivo e non sulle giocate individuali. Italia sin dall’inizio pericolosissima con Schelotto che divora una clamorosa palla goal mandando alto di testa su cross di De Silvestri.Azzurri padroni del gioco e del campo, rischiano nulla e riescono a trovare il vantaggio alla fine della prima fazione di gioco con Barillà imbeccato da De Silvestri (una vera e propria spina nel fianco per la difesa del Lussemburgo). L’Italia comincia il secondo tempo come aveva finito il primo...attaccando. L’Italia divora più di un occasione per portarsi sul raddoppio e chiudere il match. La prima: Soriano (entrato per sostituire l’ennesimo infortunato, Marrone) lancia in profondità Barillà che si trova solo contro il portiere ma il suo tiro viene fermato. Un minuto più tardi Borini, nuovamente a tu per tu col portiere Lussemburghese, non riesce a piazzare il pallone nell’angolino, tempestivo l’intervento di Heil.Il risultato rimane in bilico ma ci pensa Soriano che conclude al meglio un batti e ribatti in area di rigore.A questo punto la partita diventa in discesa e si assiste ad una sorta di allenamento a porte aperte. C’è dunque spazio per la doppietta di Barillà abile a sfruttare un uscita non perfetta di Heil di pugno, di pallonnetto insacca. Girandola di cambi, esce Okaka (autore di una grande prestazione) entra Marilungo. E’ proprio l’ultimo entrato a mettere la ciliegina sulla torta firmando il poker spizzando di testa su angolo dell’inesauribile Barillà. Termina il match, ma inizia il conto alla rovescia per Marzo 2010 dove l’Italia si troverà di fronte i pari età dell’Ungheria, in casa, in una partita che deciderà le sorti di questa qualificazione. Vincenzo Rusciano

Q

Batosta Italia

uasi esclusi dagli Europei del 2011 e di conseguenza dalle Olimpiadi del 2012. E’ questa la cruda realtà che si trova ad affrontare l’Italia calcistica. Con la bruciante (e meritata) sconfitta di Gyor, in Ungheria, solo un miracolo potrebbe rimettere in gioco i ragazzi allenati da Casiraghi.Sbagliato l’approccio alla partita, una costante per questa squadra. E così l’Ungheria al primo affondo passa in vantaggio con Nemeth (castigatore già dellU20 ai recenti Mondiali) su assist di Simon, tiro in diagonale che castiga l’incolpevole esordiente Mannone. L’Italia non riesce a reagire, continuando a subire il gioco dei magiari. Difesa inedita, centrocampo molle, attacco poco concreto. E’ questa in sintesi il quadro degli azzurrini. Troppo timido Schelotto sulla destra, mentre a sinistra Santon sembra essere l’unico capace di rendersi pericoloso. L’Italia si rende pericolosa solo al termine della prima frazione di gioco con 2 occasioni: La prima di Angella su assist di Santon che di tacco, da un metro, non riesce a segnare. La seconda capita sulla testa di Balotelli su angolo battuto ancora da Santon ma Gulacsi (portiere di proprietà del Liverpool) si supera. Nella ripresa l’Italia preme sull’acceleratore ma proprio il suo uomo più importante, colui che deve garantire il salto di qualità riesce a fallire una serie incredibile di occasioni da rete: mette alto un assist di Borini, colpisce il palo con la porta spalancata e si ingarbuglia tre minuti dopo ancora una volta davanti a Gulacsi. La legge del calcio, si sa, non è molto originale: goal sbagliato, goal subito. Puntuale a due minuti dal termine il raddoppio degli Ungheresi con Koman, che di destro insacca. Per Casiraghi è notte fonda, addirittura si vociferano i primi nomi dei successori, con Di Livio in pole per la successione. Gravina (capo delegazione per l’U21) rimanda ogni decisione al prossimo match contro il Lussemburgo in programma martedi, una partita che risulterà decisiva e quindi da vincere assolutamente ad ogni costo. Vincenzo Rusciano

S

Ogni maledetta domenica!

uccede ogni maledetta domenica, ogni maledetta volta che indossiamo una sciarpa, saliamo su un pullman, sventoliamo una bandiera, urliamo in coro, gioiamo per un gol… Succede sempre quel maledetto giorno… ce li troviamo di fronte con il dito puntato, con lo sguardo disgustato di chi si trova dinanzi a della feccia, con la frase di circostanza sempre pronta che ci ricorda che siamo dei disadattati, dei teppistelli, dei repressi…ogni maledetta domenica!! Ed allora non ci rimane che sedere dalla parte del torto consapevoli che la nostra ragione è sempre dalla parte opposta alla nostra. Lo sappiamo e comunque lo facciamo. Lo sanno i nostri genitori, lo sanno le nostre fidanzate, lo sanno i nostri amici, lo sanno i nostri capi… noi siamo il torto!! Se questo deve servire a farli sentire tranquilli, a non pensare a quali siano i male veri della nostra società, a non vedere il degrado sociale e ambientale che ci circonda; se questo serve a loro a pulire le loro coscienze…bene!...allora siamo lieti di essere noi la parte sbagliata. Ma che non ci chiedano spiegazioni…non ci chiedano perché lo facciamo, non ci chiedano perché rinunciamo ai sospirati riposi, alle domeniche in poltrona, alle lasagne fumanti, al “circo” televisivo. Non ce lo chiedano perché non avranno risposta! Non ci importa di dare alcuna spiegazione perché non c’è nulla da spiegare, nulla che possa essere inteso dalle loro menti ottuse..rimbambite..dall’indottrinamento televisivo,accademico & politico. Non potranno mai capire e noi non glielo spiegheremo. Quello che proviamo noi quel maledetto giorno non si legge in alcun giornale…non è trasmesso da nessun canale televisivo.. nessun reality sarà mai abbastanza vero per poterlo rappresentare, nessun cantante famoso troverà mai le parole per descriverlo, nessun poeta ha una rima per esaltarlo. Quello che proviamo è nostro e solo a noi appartiene. Noi siamo il torto…!!! Il nostro torto è essere amici e soprattutto compagni di avventura, il nostro torto è amare qualcosa che non ci contraccambia, il nostro torto è condividere, il nostro torto è creare, il nostro torto è opporci, il nostro torto è urlare , il nostro torto è fare qualcosa senza un fine, il nostro torto è provare a vivere… e questo per la nostra società è una vergogna…un disonore!! Beh.. ci avete lasciato solo quella parte libera e noi ce la siamo presa… ben venga il torto se la ragione sono loro! Lorenzo Sirabella

I

Catania-Napoli, pari ok

l Catania per la salvezza, il Napoli per l’Europa: troppo alta la posta in palio per poter ammirare una partita spettacolare. E così anche il pareggio con risultato ad occhiali di ieri viene accolto con soddisfazione da entrambe le squadre. Pareggio sostanzialmente giusto. In perfetta parità occasioni da reti e infortunati (Gargano per il Napoli, Bellusci per il Catania). Restano però impresse le due palle gol divorate da Morimoto e Lavezzi. La prima del giapponese in finale di primo tempo: lampo di Mascara che con un preciso pallone manda a tu per tu l’attaccante catanese con De Sanctis, ma con un tiro affrettato colpisce il ben posizionato portiere partenopeo. Ancora più ghiotta l’occasione capitata sui piedi del “Pocho” Lavezzi. Su assist di Quagliarella (suo unico lampo di una partita incolore) l’argentino si trova solo contro il suo compagno di Nazionale Andujar, ma si lascia ipnotizzare. Sono queste le uniche due emozioni di una partita equilibrata tra due squadre ben disposte in campo dai rispettivi allenatori. Catania imbottito di ricambi e priva di ben otto titolari fa dell’umiltà e dell’attenzione le proprie armi migliori, attentissima a non scoprirsi e a non allargare le maglie del pacchetto arretrato. Quando può affida a Llama sulla sinistra e Mascara sulla trequarti le chiavi del proprio gioco, creando qualche grattacapo alla difesa azzurra. Il Napoli, invece, vive dei ricordi delle ultime splendide prestazioni. Parte in sordina subendo le offensive etnee, ma poi prova a distendersi attraverso un fraseggio sterile. E’ in cabina di regia che gli azzurri trovano le maggiori difficoltà. Cigarini mostra ancora una volta scarsa personalità per prendere in mano le redini del gioco del Napoli. L’infortunio di Gargano di certo non facilita le cose (sostituito da Pazienza che non è proprio l’omologo dell’uruguaiano).Il Napoli prova soltanto nella ripresa a cambiare le cose con due cambi (peraltro sembrati tardivi):dentro Datolo per un insufficiente Cigarini e dentro Denis per Quagliarella. S’arrabbia l’attaccante di Castellammare al momento del cambio. “ma neanche una palla buona...” è la sua esclamazione (rigorosamente in dialetto). Per Mazzarri, quindi, notizie incoraggianti per quanto riguarda la difesa, meno liete quelle relative al centrocampo e l’attacco. Prezioso pareggio invece per il Catania che stringe i denti e non lascia spazio alle offensive partenopee e anzi, riesce anche a rendersi pericoloso, mettendo in mostra un attacco vivace e un Llama incontenibile. Vincenzo Rusciano

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Davis Cup 2009

a poco si è conclusa la coppa davis 2009. Questo torneo vede partecipare le migliori nazioni tennistiche del mondo. La finale si è svolta al meglio di cinque incontri: quattro singolari e un doppio, con un altro eventuale doppio di spareggio. Per il terzo anno consecutivo, quindi, a confermare le aspettative, a trionfare è stata la spagna di Albert Costa. In finale ad uscire sconfitto è stata la repubblica ceca che nonostante le ottime prestazioni dei suoi giocatori durante tutto il torneo non è riuscita a far fronte alla armada spagnola. A differenza dello scorso anno dove abbiamo assistito ad una finale emozionante quest’anno la Spagna ha dominato tutti gli incontri imponendosi per 5-0. La miglior prestazione dei giocatori cechi è stata quella di Radek Stephanek che si è dovuto arrendere solo per 8-6 al quinto set contro David Ferrer, il rammarico di Stephanek è di essere stato in vantaggio per due set. Per la Spagna invece un ottimo rientro sui campi di terra battuta del massimo esponente spagnolo Rafael Nadal il quale sembra aver superato i suoi problemi alle ginocchia che lo avevano tanto ostacolato fino ad ora. Lo spagnolo si è imposto in tutti e due i singolari non perdendo neanche un set. La spagna vittoriosa ha confermato il capitano Albert Costa anche per il prossimo anno. Marco Zotti

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Atp world tours

ondra ha ospitato per il primo anno l’Atp World Tour Finals, il torneo organizzato con una formula molto discussa che comprende due gironi da quattro giocatori con successive semifinali e finale. In gara si sono visti “mostri sacri”, i migliori otto della classifica mondiale: Federer, Nadal, Djokovic, Murray, Del Potro, Davydenko, Soderling, Verdasco. Nella finale il russo Nikolay Davydenko ha sconfitto l’argentino JuanMartin Del Potro per 6-4/6-3 in un’ora e ventiquattro minuti di gioco. E’ la prima volta che un tennista russo si aggiudica il master. Davydenco ha disputato per il secondo anno consecutivo la finale del master, ma l’anno scorso era stato sconfitto dal serbo Djokovic. Il russo ha eliminato in semifinale sua maestà nonché numero uno al mondo Roger Federer lanciato

verso la sua sesta finale. Alla vigilia del torneo il favorito era il finalista Juan Martin Del Potro vincitore negli US open, Del Potro è venuto meno nel momento più importante del torneo ed è apparso incapace di arginare le accelerazioni del russo. Durante tutto il torneo abbiamo assistito a match entusiasmanti come quello daMurray e Verbasco conclusosi dopo più di tre ore di gioco per 6-4/6-7(4)/7-6(3). Clamorosa l’eliminazione di Rafa Nadal apparso ancora smagrito e senza forma, per nulla competitivo durante il torneo a causa anche di un mal di schiena. Nel doppio gemelli statunitensi Bob e Mike Bryan hanno vinto ilMasters di doppio: in finale hanno sconfitto per 76(5) 63 la coppia formata dal bielorusso Max Mirnyi e dall’israelianoAndy Ram. Bryan&Bryan hanno così firmato il 56esimo successo in doppio della carriera, il settimo in questa stagione. Marco Zotti


Terminato il girone d’andata: l’Inter è campione d’inverno

È

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Atp Sydney - Atp Auckland

l cipriota Marcos Baghdatis si è appena imposto sul torneo australiano di preparazione agli Australian Open. Baghdatis ha battuto in finale il francese Richard. Gasquet talento dalle grandi potenzialità, che però non è mai riuscito ad sfruttarle a pieno. In semifinale Baghdatis batteva l’americano Mardy Fisch in una semifinale avvincente durata tre ore e terminata solo per 7-6 al terzo set. Nell’altra semifinale pasque batteva il connazionale Julien Bennetau in una semifinale apparentemente semplice per Gasquet che si è imposto con il risultato di 6-3/6-2. In finale Gasquet e Baghdatis si sono dati battaglia fino alla fine; però è stato il francese a mollare per primo nel tie-break del secondo set lasciando così il titolo al cipriota per 6-4/7-6, che con questo risultato si è posizionato alla n°56 del circuito. Tra le donne invece c’è stata l’affermazione della russa Elena Dementieva in finale contro la statunitense nonché numero 1 al mondo serena Williams. La russa ha mostrato un tennis brillante non lasciando scampo alle sue avversarie e in particolare alla Williams apparsa però un po’ sotto tono. In semifinale la Williams batteva la Rezai per 3-6/75/7-6 e la Demantieva Azarenka per 6-3/6-1 Ad Auckland lo statunitense Jon Isner ha conquistato il suo primo titolo atp. In finale ha battuto il frencese Clement, Isner ha fatto valere i suoi 206 cm sfruttando al massimo la sua arma migliore: il servizio. Lo statunitense si è imposto in finale per 6-3/5-7/7-6. Durante tutto il torneo Isner ha mostrato un tennis spumeggiante fatto di serve and volley e di improvvise discese a rete conquistando così il titolo. Tra le donne invece si è imposta la belga Vikmayer in finale contro la nostra beniamina Flavia Pennetta che ancora una volta a testimonianza del suo ottimo stato di forma ha dimostrato di poter giocare come le “grandi” e di meritare la posizione n°13 del circuito, in finale però si è dovuta arrendere alla belga per 6-3/6-2. La Vickmayer ha espresso un tennis solido da fondo campo e forzando ogni palla, la Pennetta invece non è riuscita a controbattere agli attacchi della belga,ed è apparsa troppo fallosa su alcune situazioni. La Vickmayer può così festeggiare il suo successo alla vigilia degli Australian Open. Marco Zotti

terminato col big-match dell’Olimpico di Torino questo girone d’andata come sempre ricco di sorprese e colpi di scena. Netta l’affermazione dei rossoneri che hanno prevalso per 3-0. È tempo, dunque, di bilanci. Spettacolo, polemiche, insulti, delusioni, sorprese…non è mancato proprio nulla. Cominciamo dalle conferme: vi troviamo senza dubbio l’Inter campione d’inverno per l’ennesima volta, capace di dimostrarsi un gruppo unito e compatto sempre guidati dallo Special One Josè Mourinho. Il Milan si conferma l’Anti-Inter, nonostante gli addii di Maldini, Kakà e Ancelotti. Il nuovo mister Leonardo (alla sua prima esperienza come allenatore) ha saputo dare un gioco spettacolare ed offensivo, divertendo costantemente gli spettatori. Ma non sono mancate le difficoltà, come testimonia il difficile avvio di campionato. La Roma nonostante il prematuro addio a Spalletti ha saputo rialzarsi con l’arrivo di Ranieri che ha dato un gioco pratico e cinico ai giallorossi. La Fiorentina continua il suo processo di crescita e soprattutto prosegue la sua avventura in Champions League. I rosanero del Palermo, dopo un avvio disastroso culminato con l’esonero di Zenga, hanno saputo rialzarsi con Delio Rossi che con la coppia offensiva Miccoli-Cavani sta facendo sognare i tifosi rosanero. Anche il Cagliari di Allegri si riconferma squadra gradevole da vedere e molto cinica in campo. Specialista nelle rimonte in zona Cesarini (Cagliari-Napoli 3-3 e CagliariRoma 2-2) si riconferma squadra non facile da affrontare soprattutto al Sant’Elia. Altre note positive: qui troviamo il Napoli di Aurelio De Laurentiis capace di inanellare ben 12 risultati utili consecutivi (serie ancora aperta). Scelta azzeccata quello del

cambio di allenatore, Mazzarri ha saputo dare la giusta scossa alla squadra mentre Donadoni si è dimostrato inadeguato per una piazza importante ed esigente come Napoli. Parma e Bari, le due neopromosse, hanno meravigliato. Con due squadre giovani e brillanti hanno stupito perfino i tifosi più ottimisti. Tra i giocatori emergenti delle due rose segnaliamo Dzemaili del Parma e la coppia difensiva d’oro del Bari, BonucciRanocchia. Arriviamo dunque alle note dolenti dove vi troviamo la Juventus di Ciro Ferrara. Arrivata a questo inizio di campionato con grandi ambizioni, forti della faraonica campagna acquisti (comprati Felipe Melo, Diego e Cannavaro), i bianconeri hanno dovuto affrontare prima l’eliminazione in Champions League, poi hanno dovuto far fronte alla durissima contestazione dei propri sostenitori verso squadra e dirigenza. La risposta del dg Blanc è stata data ingaggiando Bettega, dirigente competente passato indenne da Calciopoli. La Lazio rappresenta l’altra faccia di Roma, ovvero quella delusa. Messi in estate fuori rosa sia Ledesma sia Pandev (passato, nella sessione invernale all’Inter a parametro zero) non ha saputo continuare la serie di successi cominciata l’anno scorso con la vittoria della Coppa Italia e culminata quest’anno con la conquista della Supercoppa Italiana. L’Udinese nonostante una squadra giovane e dal sicuro valore ha deluso. Il patron Pozzo ha dunque cambiato allenatore passando da Marino a De Biasi. Concludiamo con l’Atalanta che addirittura ha affrontato ben 3 cambi di panchina evidenziando però una netta spaccatura all’interno dello spogliatoio. Il girone di ritorno cosa ci riserverà? Voi che ne pensate? Esprimete la vostra opinione sul muro o in chat! Vincenzo Rusciano


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300

l film "300" diretto da Zack Snyde, uscito nel 2007, narra della storia di 300 spartani che insieme al loro prode re Leonida riescono a resistere per alcuni giorni al passo delle Termopili alle migliaia di uomini comandati dal re persiano Serse che si apprestavano ad invadere tutta la Grecia. Tutto ha inizio con l'arrivo di un ambasciatore persiano alla corte di Sparta, allorquando questi chiede a re Leonida di offrirgli "terra" e " acqua" in segno di sottomissione del suo re Serse. Il re Leonida, offeso dalle parole dell'ambasciatore persiano, rifiuta la proposta di sottomissione e getta il messaggero e i suoi uomini in un pozzo, facendone così scaturire una nuova guerra contro i persiani. Il re prima di partire per la guerra si reca dagli oracoli cercando loro un consiglio e l’approvazione di ciò che stava per fare. Gli oracoli, corrotti dal re persiano, impongono al re spartano di rispettare le tradizioni e di non muovere guerra nel periodo delle Carneia. Re Leonida non si fa intimidire dalle parole degli oracoli e muove guerra contro i persiani, portandosi con se’ solo 300 uomini spartani tra i più valorosi di tutti. Li conduce al passo delle Termopili, dove il numero delle decine di migliaia di uomini di Serse, in quello spazio ristretto contava assai di meno. Qui il re incontra Efialte , uno spartano deforme salvato da morte certa in tenera età: la società di Sparta infatti, è molto rigida: solo i bambini sani possono vivere, quelli deformi sono gettati in un dirupo. Egli rivela al re l’esistenza di un passaggio dietro le colline dove i persiani avrebbero potuto aggirarli prendendoli di sorpresa. Efialte chiede a re Leonida di potersi unire a loro per combattere contro i persiani, ma la sua richiesta fu subito rifiutata dal re perché, a causa dei suoi problemi fisici, avrebbe compromesso la perfetta tenuta dello schieramento spartano. E cosi ha inizio la battaglia delle Termopili dove i soldati spartani riescono a contrastare la furia delle truppe persiane. Serse comprende che le sue truppe sono in grave difficoltà, cosi si reca egli stesso a proporre un patto a re Leonida al quale, in cambio della resa, offre il titolo di governatore della Grecia. Il re spartano deride l'offerta e la rifiuta sdegnosamente. Cosi Serse offeso a sua volta per le parole del re spartano manda le sue truppe migliori (GLI IMMORTALI) contro le truppe spartane, le quali grazie anche all'aiuto degli Arcadi, riescono a sconfiggere anche "gli immortali" rivendicando cosi il loro nome. Il re persiano cosi invia contemporaneamente le altre sue truppe: la cavalleria, un rinoceronte da guerra, elefanti, soldati muniti di cariche esplosive; ma niente riesce a sortire alcun effetto positivo. I spartani riescono ancora a resistere. Anche se in questo scorcio di battaglia viene ucciso il generale del re, il quale con tutta la rabbia si scontra con gli altri persiani trucidandoli ad uno a uno. Tutto sembrare andare oltre le più rosee aspettative per re Leonida il quale pensava che ci potesse essere qualcos’altro oltre la gloria, una speranza di vittoria che all'inizio non poteva neanche essere sussurata. Pultroppo il re spartano viene tradito da Efialte, il quale si reca nel campo dei persiani e in cambio di una posizione di prestigio all'interno dell'esercito di Serse rivela il percorso segreto per attraversare le Termopili. Nel frattempo a Sparta la regina cerca di convincere "le persone del consiglio" a mandare tutto l'esercito spartano in guerra, ma uno dei consiglieri (anche esso traditore) non vuole mandare nessun aiuto a Leonida. Il traditore finge di farsi corrompere dalla regina in cambio di favori sessuali ma in consiglio va contro io re sostenendo che Leonida portava solo anarchia e guerra. La regina, sentendosi tradita dal consigliere, lo uccide facendo cadere le monete con la faccia di Serse stampata sopra, una prova evidente del tradimento del consigliere. Sul campo di battaglia gli spartani vengono a sapere del tradimento di Efialte, cosi gli Arcadi si ritirano insieme a Delios uno dei migliori soldati spartani il quale viene mandato dal re Leonida a raccontare la loro storia e di come loro sono morti e di cercare di convincere tutti i greci liberi a combattere Serse per liberare il mondo dal misticismo e dalla tirannia persiana. E cosi i trecento spartani rimangono a contrastare Serse seguendo la legge di Sparta, che impone che ogni spartano non può ritirarsi mai fino alla morte. Gli spartani vengono circondati dalle truppe del re Serse, il quale ripropone un nuovo patto per il re Leonida, che rifiuta ancora scagliando una lancia contro Serse dimostrando che anche un "DIO" re può sanguinare. Al termine della battaglia il re Leonida e i suoi 300 prodi muoiono sotto le centinaia di frecce scagliate dalle truppe persiane. Delios torna a Sparta e racconta dei prodigi che riesce a compiere il re insieme ai suoi 300 spartani. E cosi tutta la Grecia muove guerra contro Serse e riuscendo tutti insieme uniti finalmente a sconfiggerlo. Federico Caldora

2012: giorno del giudizio, fine del mondo… Cosa accadrà? Varie ipotesi a confronto

Al termine della quinta era, tutto ciò che siamo e che conosciamo, verrà distrutto”. Questo è ciò che ci ha lasciato Pacal il Grande, un profeta Maya. Secondo il calendario Maya, il 21 Dicembre 2012, dovrebbe verificarsi un qualche evento storico significativo o una vera e propria catastrofe. Finisce così uno dei cicli chiamato b'ak'tun. Su di un'iscrizione vi è la data del 2012, in cui accadrebbe qualcosa che coinvolgerebbe una divinità Maya, Bolon Yokte, associata alla guerra e alla crea-zione. Tuttavia altre tavolette riportano date anche molto successive al 2012. Ciò fa pensa-re che i Maya non pensassero a questo giorno come all'ultimo. Quest’idea non trova suppor-ti né in geofisica, né in astronomia. Per gli sciamani, ci troviamo in una fase di transizione fra due cicli e il pianeta sta affrontando una serie di cambiamenti già in atto.“Le violente tempeste solari sposteranno i poli. Ciò sarà solo l’inizio di una catena di calamità”. Questa è una tesi dello scrittore-survivalista Patrick Geryl. Precisamente dal 2004, l’attività solare è cambiata. Le macchie solari si manifestano più frequentemente anche in periodi non previsti. In precedenza il riflesso di queste macchie solari raggiungeva la Terra dopo due giorni. Nel 2005 in soli 30 minuti. In quell’anno ci furono violenti uragani e maremoti. Secondo gli astrologi, il 22 Dicembre 2012 dovremmo

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Twilight

wilight è il titolo di un film di Catherine Hardwicke uscito da non molto nei nostri cinema (21 novembre 2008), girato negli USA con la sceneggiatura di Melissa Rosenberg . La storia inizia nella città di Phoenix dove vive Bella Swan (Kristen Stewart), una ragazza che praticamente vive da sola, trascurata dagli amici per il suo carattere introverso che la spinge anche ad assumere dei comportamenti poco ortodossi. La madre di Bella, dopo essersi separata dal padre Charlie (Billy Burke), convola a nozze con un altro uomo, un giocatore di baseball che, costretto a girare le città, di fatto non riesce mai a stare insieme alla madre di Bella. Così lei decide di seguirlo e per questa ragione decide di mandare la figlia a trascorrere un po’ di tempo con il padre nella città di Forks. Qui Bella si sente ancora più annoiata e sola, rimugina sul fatto che la propria vita sta andando a rotoli, finché non incontra Edward Cullen (Robert Pattinson), un misterioso ragazzo che non parla quasi con nessuno, come il resto della sua famiglia. Jacob Black (Taylor Lautner)un vecchio amico d'infanzia di Bella, membro della tribù indiana dei Quileute, racconterà in seguito a Bella la storia della famiglia Cullen e delle sue vere origini. Nel frattempo Bella scopre che Edward, come tutta la sua famiglia, è un vampiro. La famiglia di Edward è composta dal

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Il Corvo

l "corvo" è un film d'amore e di fantascienza, girato negli USA e diretto da Alex Proyas con la partecipazione dell’attore Brandon Lee, figlio del più noto e famoso attore Bruce Lee, campione di arti marziali. La storia è ambientata negli anni 2000 nella città di Detroit. Il film ha inizio con l'assassinio di Eric Draven (Brandon Lee) e della sua futura moglie Shelly Webster (Sofia Shinas) che erano in procinto di sposarsi. I due innamorati vengono uccisi nella notte tra il 30 e il 31 ottobre durante la Devil's Night (notte del diavolo) da quattro teppisti chiamati T-Bird, Skank, Funboy e Tin Tin che irrompono nel loro appartamento e li uccidono per ordine di Top Dollar. Nella storia raccontata dal film vengono

entrare nell’Era del-l'Acquario. Esso è uno dei dodici periodi che dividono la storia dell'umanità. Ogni era astrologica ha la durata approssimativa di 2160 anni. Ogni era riflette le caratteristiche della costellazione di cui fa parte manifestandole a livello sociale, economico, politico, culturale e comportamentale per la Terra. Le caratteristiche cominciano ad aver luogo circa 70 anni dopo della data ufficiale del suo inizio. Tra le caratteristiche principali dell'Acquario che si ritroverebbero nell'era attuale, ci sono: la solidarietà, la democrazia, la fratellanza, la ricer-ca di uno stile di vita nel rispetto dell'ambiente, l'umanitarismo, l'apertura di idee, e lo sviluppo di nuove tecnologie. L'apertura mentale e senza pregiudizi vede il fallimento di vecchi schemi sociali o religiosi e delle tendenze culturali costrittive per la libertà di scelta dell'individuo. Tipico dell'era dell'Acquario è anche la ricerca del nuovo. Sandra Noble, direttore esecutivo della Foundation for the Advancement of Mesoamerican Studies, a Crystal Ri-ver in Florida, afferma: «Rendere il 21 di-cembre 2012 come un Giorno del giudizio o un momento di cambiamento cosmico è una completa invenzione e una possibilità per molte persone di fare profitto». Effettivamente, negli ultimi anni, sono molti i modi di speculazione riguardante questo avvenimento. Basti pensare al programma “Mistero” condotto da Enrico Ruggeri, la vasta filmografia ed i numerosi libri. Tutto ciò è una trovata speculativa come lo fu la paura del 2000? Dov’è, dunque, la verità? Per sapere cosa ac-cadrà non ci resta che aspettare… Antonio Giordano

padre di nome Carlisle Cullen (Peter Facinelli) medico e chirurgo della città; egli é sposato con Esme Cullen (Elizabeth Reaser). I loro figli adottivi sono Emmet Callen(Kellan Lutz) il quale é il più forte della famiglia, egli ha una relazione con Rosalie Hale (Nikki Reed) sorella gemella di Jasper Hale (Jackson Rathbone) che ha una relazione con l'altra figlia addottiva Alice Cullen (Ashley Greene); quest’ultima ha l'abilità di prevedere il futuro. L'ultimo dei figli é proprio Edward Cullen. Malgrado questa rivelazione i due continuano a frequentarsi come se nulla fosse cambiato, finché un giorno durante una partita di BaseBall tra i Callen, giungono sul campo i vampiri nemici, James (Cam Gigandet), Laurent (Edi Gathegi) e Victoria (Rachelle Lefevre). James detto il "segugio" fiuta l'odore di Bella e intuisce che lei non è una di loro, e cosi si mette alla sua caccia per poterla uccidere. Edward innamorato follemente della giovane, chiede alla sua famiglia di poterla salvare,cosi decidono di portarla via da Forks, cercando di seminare il segugio con un tranello. Per salvare Bella bisogna anche uccidere James bruciandolo tra le fiamme. Il piano però non andò come previsto; James si accorse della trappola, trovò bella e con un astuto marchingegno riusci a farsi trovare da lei. Ma nel momento in cui James si trova nel procinto di ucciderla, mentre le chiede di implolare aiuto e di farsi vendicare dal suo "amato" , interviene Edward che più veloce degli altri della

famiglia riesce a fermare James e ad ucciderlo. Purtroppo però Bella é stata morsa dal vampiro e se entro poco tempo non le viene succhiato via il veleno, anche lei diventerà un vampiro come loro. Cosi il giovane Callen si è trovato davanti a una difficile dilemma, lasciare che Bella diventi anche lei una vampira ? per poter stare finalmente insieme o invece lasciare che rimanga umana senza trasformarsi in un vampiro? Edward sceglie di farle espellere il veleno e lasciarla umana. Il film però non si concluderà cosi; ora nei cinema viene proposto il film che è considerato un sequel successivo a Twilight chiamato "NEW MOON". Twilight ottenne il quattordicesimo posto nei maggiori incassi nel primo giorno di proiezione. Il film ha ottenuto un incasso internazionale di oltre 379 milioni di dollari, pari a circa 280 milioni di euro. Il film ha realizzato un record di vendita entrando nella top 5 dei titoli più venduti degli ultimi due anni. Alcuni degli artisti del fim ovvero :Taylor Lautner, Kristen Stewart e Robert Pattinson parteciperanno e vinceranno agli MTV Movie Awards nel 2009. La colonna sonora di Twilight racchiude diversi musicisti. Tra questi, il gruppo dei Paramore e l'ex leader dei Jane's Addiction, Perry Farrell, sono stati gli unici a scrivere le loro canzoni, esclusivamente per il film. Twilight sarà un film molto amato da un pubblico strettamente di sesso femminile e principalmente di giovane età. Federico Caldora

rievocate antiche credenze; in particolare il fatto che quando una persona muore,

di Shelly) allontanandola dalla prostituzione e dalla droga. Eric dopo aver sterminato tutta la banda di Top Dollar, fredda anche l'ultimo dei 4 balordi, riuscendo cosi a portare a conclusione la sua vendetta. Facendo ritorno alla sua tomba, dove intende ricongiungersi a Shally percepisce che Sarah, la sua giovanissima amica, é in pericolo. Cosi ritorna per salvare la piccola, scontrandosi con il boss il quale però aveva scoperto che la sua vera forza era nel corvo, il quale verrà ferito da uno dei suoi uomini. Eric cosi perde la sua inbattibilità e diviene mortale. don Lee. Questo film verrà ricordato non solo per la sua bellezza, ma anche per la tragedia della scomparsa di Brandon Lee sul set; l’attore morì il 31 Marzo 1993, ucciso da una pistola che doveva essere caricata a salve. Federico Caldora

la sua anima viene trasportata dal mondo dei viventi al mondo dei morti da un corvo; ma quando la morte, come quella di Eric Draven, é particolarmente triste e dolorosa, un corvo avrebbe riportato indietro l'anima, la quale avrebbe avuto la possibilità pertanto di vendicarsi. Cosi l'anno dopo la sua uccisione, Eric torna nel mondo dei vivi grazie all'aiuto del corvo che posandosi sulla sua tomba lo fa resuscitare. Dopo aver vagato per la città, trova il primo dei quattro aggressori Tin-Tin (Laurence Mason) e lo uccide. In seguito si reca da un titolare di un banco di pegni,dove venivano scambiate merce rubate con i soldi, per poter riprendersi l'anello di fidanzamento che aveva regalato a Shelly. Successivamente si reca in un locale dove uccide un altro dei 4 teppisti, Fun-Boy (Michael Massee) e libera Darla (madre


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Michael Bublè: il nuovo Sinatra?

Michael Jackson: la storia di una leggenda

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ichael Jackson, nasce a Gary il 29 Agosto 1958. La sua carriera incominciò a soli 5 anni poiché entrò a far parte del gruppo di famiglia “Jackson Five”, si parte con piccoli show locali per arrivare ad un contratto con l’etichetta discografica Motown e solo nel 1971 iniziò la propria attività da solista, registrando sempre con la stessa etichetta. Nel 1978 diventa attore del film “The Wiz” , del quale incide anche la colonna sonora. Durante quest’esperienza conosce Quincy Jones con il quale registra il primo album da solista il cui titolo è “Off the Wall”. Nel 1982, divenne l’artista pop con il maggior successo, grazie al secondo album pubblicato “Thriller” che ha venduto oltre 750 milioni di dischi. Non a caso Michael fu soprannominato il “Re del Pop”. Il suo modo di fare al quanto bizzarro e i suoi numerosi interventi chirurgici fanno accrescere i pettegolezzi e le leggende metropolitane che lo riguardano. Nel 1985 si fa promotore, insieme a Lionel Ritchie del progetto “We are the world” , un singolo il cui ricavato è destinato ai bambini africani. Nel 1987 esce l’attesissimo “Bad” che pur riscuotendo successo , non raggiunge le vette di “Thriller” , come del resto nessun album ce la farà. Nel 1991 esce un altro successo “Dangerous”. Negli Stati Uniti iniziano a farsi sempre più insistenti le presunte voci di molestie ai minori da parte di Michael, per metter fine a queste accuse, il 26 Maggio 1994 si sposa con Lisa Marie Presley, figlia di Elvis. Solo due anni dopo il divorzio. Michael si sposa allora con la sua infermiera che gli darà due figli. Dall’ Ottobre 2001 al Novembre 2003 , vengono pubblicate alcune canzoni in cui compaiono Marlon Brando e Carlos Santana. Michael rilasciò una compilation su CD e DVD dei suoi brani più famosi “Number Ones”. Sempre nel 2003, mentre Michael era a Las Vegas, la polizia sequestrò il Neverland Ranch e spedì al cantante un mandato d’arresto per abusi sessuali sui minori, ma alla fine fu assolto in appello da tutti i dieci capi d’accusa. Nel Febbraio del 2006 uscì VisionaryThe Video Singles, contenente 20 dei suoi brani più noti. Sempre in quest’anno Micael Jackson è stato ospite d’onore ai World Music Awards, a Londra, e lì ha ricevuto il Diamond Award (“Premio di Diamante”) : premio che onora gli artisti riusciti a vendere più di 100 milioni di copie con i propri album. Il 29 Agosto 2008 , il giorno del 50° compleanno di Michael , è uscito in molti paesi e anche in Italia una nuova raccolta dal titolo “King of Pop” : un’ antologia , dove però a differenza delle precedenti , questa volta sono stati i fans a decidere le tracce da inserire. In tutto il mondo la raccolta ha venduto circa 2 milioni di copie. Nel 2007 Michael è a Las Vegas e lavora con molte star internazionali al prossimo album “Off the Wall” , che riscuote molto successo ed in insieme a “Thriller” questi due album vengono inclusi nella Grammy Hall of Fame. Il 25 giugno 2009 Michael Jackson è deceduto nella sua casa a Los Angeles non sono serviti a nulla i tentativi di rianimazione durante il trasferimento nel centro medico dell’Università della California. Iaria Venza

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i chiama Michael Bublè è nato il 9 Settembre 1975 a Vancouver è canadese ma ha origini italiane venete e abruzzesi dal momento che la nonna Yolanda ha origini abruzzesi di Carrufo il nonno invece è veneto di Treviso. Lo definiscono il nuovo Sinatra, non solo per il suo talento ma anche perché canta quasi tutto il suo repertorio. I cantanti a cui Michael si ispira ed omaggia con la sua musica sono Frank Sinatra Mills Brothers ed Ella Fitzgerald. Ecco cosa dice M.Bublè in un’intervista: “Nel corso della mia crescita mio nonno è stato il mio miglior amico. E’ stato il primo a farmi conoscere un mondo musicale che la mia generazione sembra aver dimenticato. Sebbene io ami il rock e la musica moderna, la prima volta che mio nonno mi ha fatto ascoltare i Mills Brothers è successo qualcosa di magico. E’ stato come se il mio futuro si fosse materializzato in quell’istante: ho capito che volevo diventare un cantante e che quella sarebbe stata la musica che avrei fatto”. E sulla base di questa sue dichiarazioni possiamo dire che Michael è riuscito a realizzare il suo sogno, è diventato un cantante dal talento straordinario e assorbita dal nonno la passione per questo genere di musica, peraltro come dice egli stesso lontana dalla sua generazione, decide di cantarla ottenendo ottimi risultati. Ma è stato grazie all’ex primo ministro canadese Brian Mulroney, che ha presentato Michael a David Foster producer, musicista e label executive della Warner Bros Records, che ha conseguito il successo. Tra Michael e Fosters c’è stata subito intesa ed in poco tempo il giovane cantante firmò un contratto con un etichetta sempre di Fosters, per la pubblicazione del primo album omonimo di debutto “Michael Bublè” che ha venduto più di 3 milioni di copie in tutto il mondo. L’album omonimo si è aggiudicato diversi dischi di platino in varie parti del mondo e Michael ha ricevuto diversi premi . Nel 2004 Michael ha conquistato i cuori anche degli Italiani realizzando così il sogno suo e del nonno, ovvero quello di farsi conoscere anche in Italia; infatti, qui è stato apprezzato tantissimo , ottenendo un grande affetto da parte dei fans italiani. Ci sono tutti i requisiti e i presupposti perché questo ragazzo diventi un’icona delle musica del nuovo millennio, di strada né è stata fatta … e sicuramente ne farà ancora tanta. Ilaria Venza

Il Re del Pop

’ triste sentire che il “RE del Pop” ci ha lasciati, a soli 50 anni della sua vita, a causa di un terribile malore. La sua carriera iniziò a soli cinque anni, nel gruppo di famiglia, i “Jackson Five”, e pochi anni gli bastarono per poi esordire definitivamente nel 1971 da solista. Divenne, così, l’artista di maggior successo del pop. E’ stato inoltre, un cantautore, ballerino, coreografo, attore, produttore discografico e sceneggiatore. Amava i bambini, era desideroso nell’aiutare i ragazzini poveri ed i malati terminali; nella maggior parte dei suoi video, Jackson dava la possibilità a molti bambini di parteciparvi. Amava stara a contatto con loro. Fece perfino costruire, nella sua “Neverland”, un parco giochi ed uno zoo. Purtroppo, però, queste azioni furono viste con “altri occhi” tanto da ricorrere ad accuse di molestie sessuali sui bambini. Fu uno dei pochi ad interessarsi a tutto quello che lo circondava, il Mondo Intero; aveva a cuore la natura, gli animali, la pace, l‘universo, i bambini, l’uomo. Ha affrontato temi di tutti i generi, nelle sue canzoni, da quelli più sereni a quelli più cupi e tristi, tra cui la guerra, la morte ed i suoi effetti devastanti.In una delle sue famosissime canzoni, “EARTH SONG”, sviluppa questi temi in maniera estremamente ferrea, in quanto è irato per i comportamenti degli uomini verso la natura, verso se stessi e verso l’umanità intera. Incita, quindi, ad un pensiero per quei bimbi morti a causa di una guerra, per questa Terra che piange, e per tutte le lacrime che si versano nelle diverse situazioni. E’ amareggiato per questa fine che ci siamo procurati, una fine triste che ci ha portati verso un distacco sociale. Non scoraggia più la morte di una povera ed indifesa balena, alla quale stiamo devastando l’habitat; non scoraggiano più i bambini che non provano gioia, quelli che muoiono; non scoraggiano più i terreni ed i boschi bruciati; la morte, non scoraggia più, ce ne freghiamo. Nel ricordo e per i posteri, la sua più bella canzone. Messaggio importante affinché tutti possano riflettere sul suo contenuto, facendone tesoro e stile di vita. Marica Venturelli


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uesta è l’avventura di Marco Demontis, “lo skipper solitario” nato in Germania il 15/02/68 da genitori sardi. Fin dall’età giovanissima, dai tredici anni in poi ha iniziato a praticare vela perché nutriva una profonda passione per il mare. All’età di diciotto anni ha deciso di intraprendere il suo primo, e vero viaggio, che tuttora continua incessantemente, con una strumentazione semplice, ma efficace, composta da una bussola e priva di strumenti elettronici che lui ritiene inutili perché è un abilissimo astronomo ed anche un buon conoscitore delle correnti, dei venti e delle perturbazioni.Un anno fa è partito dall’Olanda settentrionale, precisamente dal porto di Purmerend il 01/06/08 con un’imbarcazione a vela di 7,25m nominata SATURN che raggiungeuna velocità massima con il motore da 5cavalli fuoribordo, di appena 4-5 nodi. Le motivazioni che l’hanno spinto a iniziare questa sua avventura nel girareil mondo sono : la mancanza di burocrazia, la libertà e la tranquillità. La sua paura principale, può essere strano, ma è il mare. “Una volta che sono per mare non mi ferma più nessuno, anche se spesso ho affrontato burrasche e tempeste rischiando più di una volta di perdere la vita. Nell’Atlantico quando stavo sulle cento miglia molte volte bloccavo tutta la barca e mi lasciavo trainare due o tre giorni senza fare niente”. La sen- sazione predominante, quando lo si conosce, èquella di trovarsi di fronte a un sereno piccolo uomo d’acciaio; in realtà lo si scopre poi, umano nelle dimenticanze, con bisogni e desideri molto terreni (gli piace il tè nero), con difficoltà economiche imperanti: nonostante ciò conosce ben otto lingue ed ha capacità meritorie per vivere a lungo sul mare. Falegname, cuoco, elettricista…Solo quando parla del mare e di come plana col suo “legno” sulle onde dell’oceano gli si illuminano gli occhi. Ha narrato dei mari in tempesta che ha incontrato lungo il suo percorso e della gente che lo ha accolto e a volte sfamato e aiutato; ma anche di chi a volte, con estrema cattiveria, anzi quasi con soddisfazione, gli ha tagliato le cime perché non aveva denaro a sufficienza per approdare, nonostante il mare in burrasca. Marco è un navigatore solitario estremo: ha le carte nautiche fotocopiate, un sacco a pelo, nienteluce, niente scandaglio, né vhs, dorme senza stufa o candele e in più di un occasione in inverno, col mare in tempesta, si è ritrovato senza approdo, ri- manendo così in mare anche con -6 di temperatura. Tra qualche giorno ripartirà il nostro piccolo eroe avendo come meta: Sicilia, Capo Verde,Africa, Arabia Saudita, Cina, Giappone, Australia, Nuova Zelanda per una durata complessiva di 6-7 anni con condizioni meteorologiche favorevoli. Con il sostegno di tutti i cittadini che gli hanno parlato fin ora, ha acquistato una tale forza da non sentirsi più solo nei suoi viaggi, e quindi terminare il sogno di girare il mondo, per poi ritornare fra le braccia della sua famiglia che attendono il suo rientro da vincitore. In definitiva, la nostra riflessione è stata univoca: l'Italia che tanto si proclama "paese dell'accoglienza, paese ospitale" è in grado di essere un tale Paese verso tutti e in ogni circostanza? Un interrogativo che lasciamo aperto e sul quale ognuno può rifletterci... magari sul nostro muro (www.multicenterschool.it alla sezione Community). Igor Tortorelli e Andrea Aresu

Multicenter School alla Mostra d’Oltremare

ei giorni 7-8-9 Novembre 2009, presso la Mostra D’Oltremare di Napoli, si è svolta la 13° edizione della fiera internazionale dell’estetica. Come tutti gli anni vi erano moltissimi stand ognuno dei quali rappresentava varie ditte, centri di estetica, centri benessere. La scorsa edizione, così come evidenziato da un operatore-espositore, ha indotto numerose aziende a presenziare anche in questa edizione. Ciò dovuto ad un crescente interesse per l’estetica personale, per le tecniche di trucco e per il benessere della persona. Ad esporre e rappresentare i propri prodotti, vi erano diverse aziende rinomate, tra cui SHE NAILS, CLARISSA, ALIDA, BELNATUR, INTERBEAUTY, CAPELLISSIMA. Questa edizione ha registrato un notevole afflusso di visitatori ed anche l’apertura agli espositori orientali. Tantissime giovani ragazze sono rimaste cosi affascinate nello scoprire “i trucchi del mestiere”, inducendole ad aprire la mente per un loro futuro lavorativo.Molte di esse hanno sperimentato, praticamente, una ricostruzione delle unghie, massaggi specifici, modi differenti di particolari make up e di pettinature stravaganti. Vi era inoltre uno stand di origine indiana, dove venivano innanzitutto spiegate, e mostrate, le tecniche di massaggi, attuati mediante applicazioni sulla cute di striscioline medicali plastificate. Tali applicazioni vengono utilizzate sia per alleviare dolori muscolari sia per rassodare particolari zone del corpo. In un’intervista, alla domanda: “perché la presenza alla mostra d’ oltremare di Napoli ?”, il gran numero di espositori intervistati ha espresso una risposta riconducibile alla seguente frase: Per far conoscere, in primo luogo il proprio Marchio e dopo i

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Lo Skipper solitario

Il mondo dell’estetista

’estetista: una professione che sembra essere sempre più richiesta e con ottime chance di successo. Così, per avere maggiori informazioni abbiamo intervistato Federica Volpe, docente al corso di estetica presso la Multicenter School e le abbiamo rivolto alcune domande. Di cosa ti occupi? Mi occupo di estetica, lavoro presso la Multicenter School ed insegno al primo e al secondo anno di estetica, sia di mattina, che di pomeriggio. Insegno pratica alle ragazze che si esercitano sul campo: la cera, pulizia del viso, massaggi, sopracciglia, facendo tutto ciò che è inerente al lavoro di estetista. Qual è il bacino di utenza verso il quale si è rivolti? È molto ampio come utenza, si parte da ragazze che hanno appena terminato la terza media, quindi dai 14 fino ad arrivare anche a 50 anni di età. Quali sono gli sbocchi occupazionali? Le ragazze che frequentano i primi due anni di estetica, possono lavorare presso un centro come dipendenti, quindi lì avranno varie mansioni a seconda del centro dove andranno a lavorare. Con il conseguimento del terzo anno, potranno aprire un’attività perché hanno l’attestato per poter aprire un centro. In cosa consistono le lezioni? Nelle lezioni che si tengono ogni mattina ed ogni pomeriggio, si fa pratica e si esercitano tra loro alternandosi. Sentiamo sempre della musica dalla tua aula: a cosa serve? Serve per rendere la lezione più dinamica, più piacevole, più divertente e anche più rilassante.

Ringraziamo la professoressa Federica Volpe per la sua disponibilità, la quale conclude questa intervista, dicendoci che il corso è atto e idoneo ad aprire molte strade nel campo lavorativo, ma non bisogna tener conto solo della pratica, ma anche nella conoscenza dei vari prodotti che si utilizzano nel campo dell’estetica, e quindi è necessario avere una esaustiva preparazione teorica che è sempre fornita dai docenti della Multicenter School. Andrea Aresu e Igor Tortorelli

prodotti rappresentati. L’interesse dell’espositore giunge al punto di esporre molto più il fattore positivo del cosmetico, ma anche quello negativo; certo puntando sempre verso quello positivo in quanto il “vero” loro interesse è VENDERE. Un esempio è testimoniato dall’espositore di lampade abbronzanti, il quale ha affermato: “Continuano ad uscire delle notizie sulle macchine abbronzanti che provocano tumori alla pelle....L’OMS (organizzazione mondiale per la sanità) ha catalogato come pericolosità al 1° livello le macchine abbronzanti che provocano tumore, ma in questa stessa categoria c’è anche il vino ed altre cose come acciughe e sale; per dire, negli eccessi tutto fa male però, è stato un puro allarmismo e, soprattutto, c’è stato da parte della stampa una non-informazione. La stampa, infatti poteva dare le stesse notizie ma in maniera più corretta e, questo ha accentuato la crisi che già era in atto, amplificandola”. Gli estetisti, invece, hanno dichiarato: “Le nostre mani sono il nostro bigliettino da visita”. E’ possibile capire, infatti, quando una donna tiene al proprio essere, o meno. La più famosa tecnica, per le unghie, denominata FRENCH MANICURE, permette di dipingerle con naturalezza, donando alle mani un aspetto sensuale e raffinato, ottenendo così un risultato di grande effetto ed estremamente femminile. Negli ultimi tempi questa tecnica è stata ottenuta anche mediante un procedimento non-naturale, ovvero con l’uso di Gel, uno smalto in grado di “ricoprire” l’originale unghia, rendendola perfetta. Le visitatrici hanno apprezzato le nuove tecniche e, moltissime teenagers, attratte da tanta bellezza hanno fantasticato al punto di vedere il proprio futuro quali operatrici del settore bellezza. Si può concludere, quindi, che una manifestazione di questo genere apre, talvolta, la strada ad un futuro migliore, sia sotto il profilo occupazionale, sia sotto il profilo di migliorare se stessi. Alessia Iannone e Marica Venturelli


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