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Year 7 n째 14, December 2007 _ B IA N N UA L Spedizione in A.P. - 70% - DCI - TV registrazione del Tribunale di Treviso n. 1141 del 26/09/2001

Free

Year 7 n째 14

The Snug Issue:

Number (N)ine_L'Eclaireur Tokyo The Down Jacket_Atelier N.Y. Avanti_Orta Anadolu_Yoko Ono: Sognare


Where is Mug? Mug non solo in abbonamento postale ma anche in distribuzione gratuita all’interno di questi negozi, concept store e all’interno delle aree “Buyer” e “Press” dei seguenti appuntamenti espositivi. Besides being sent to you by mail, Mug is also distribuited free of charge in these shops and in the “Buyer” and “Press” areas of the following tradeshows.

Spazio Lazzari (Treviso) Sugar (Arezzo) Penelope (Brescia) Papete (Riccione) Jana (Turin)

Biffi Boutique (Milan, Bergamo) 10, Corso Como (Milan) Sbaiz Spazio Moda (Lignano Sabbiadoro) Top Ten (Turin) Tad Concept Store (Rome) H Lorenzo (Los Angeles) The Library (London) Atelier New York (New York) L'Eclaireur Tokyo (Tokyo)

White (Milan) whiteshow.it Pitti Immagine Uomo (Florence) pittimmagine.com W Workshop Paris (Paris) W lo Spazio Milano (Milan) workshopsalons.com Prêt à Porter Paris (Paris) pretparis.com Editorial

01


THE INTERNATIONAL REFERENCE FOR FASHION PHOTOGRAPHY, ILLUSTRATION, DESIGN & PRODUCTION WWW.LEBOOK.COM

CONNECTIONS TOUR PARIS - MARCH 2008 / NEW YORK - JUNE 2008 / LONDON - OCTOBER 2008 THE CUSTOM MADE TRADESHOW FOR THE CREATIVE INDUSTRY LE BOOK NY 2008 BY

WELCOME TO OUR WORLD


La storia di Reda comincia nel 1865, anno in cui Carlo Reda rileva nel Biellese un vecchio mulino per convertirlo in un lanificio; dopo l’iniziale espansione sotto il figlio Giovanni, saranno Albino e Francesco Botto Poala ad acquisire, nel 1919, l'intero complesso. Pur mantenendo il forte legame con la tradizione e valorizzando sempre la specializzazione degli operai biellesi, l’azienda diventa negli anni un vero e proprio punto di riferimento per il mondo della moda. La creazione del prodotto viene seguita lungo tutto il percorso della filiera produttiva; la materia prima proviene dalla Nuova Zelanda, dove vengono allevate e curate pecore per la produzione delle lane Merinos più pregiate. L’attenzione alle nuove tecnologie e all'innovazione sono i segreti di un prodotto d’alta qualità e di lusso, ricercato ed elegante, accuratamente selezionato, dal vello iniziale fino al tessuto finito. Reda propone un tessuto di lana estremamente morbido ma anche elastico e resistente: ogni anno oltre 5000 nuove varianti vengono presentate alle case di moda. La presenza di Reda negli ultimi decenni ha visto il suo consolidamento, oltre i confini italiani, nell’intera Europa, negli Stati Uniti e in Russia, grazie soprattutto alle collaborazioni con le più importanti firme dell’alta moda maschile. Attualmente l’azienda rivolge la sua attenzione alla Cina, l’India e al Sud America, paesi dove poter esportare la grande qualità e l’eccellenza di una lavorazione artigianale inimitabile. Una passione fatta di eleganza, stile e professionalità.

"A great Passion for Wool."

W_ www.reda.it 03

"Una grande passione per la lana." The story of Reda started in 1865, when Carlo Reda took over an old mill in the surroundings of Biella and converted it into a wool mill. From the very start, Carlo’s son, Giovanni, succeeded in expanding production, and in 1919 the whole of the plants were taken over by Albino and Francesco Botto Poala. Although it has always been in line with the wool-weaving tradition and willing to enhance the skills of their workers, over the years the Firm has become an important benchmark in the world of fashion. After they import the high-quality Merinos wool from New Zealand, where it is obtained from select breeds of sheep, the creation of their items undergoes accurate control throughout its various stages. Innovation and new technology are the secrets of Reda high-quality luxury products, at once sophisticated and elegant; made from carefully selected wool, the fabric Reda propose is extremely soft but also elastic and resistant, and the items they submit to fashion firms show over 5000 variations each year. Over the past few decades Reda has crossed the Italian border and settled all over Europe, the United States and Russia thanks to their collaborations with the most important designers of men’s high fashion. At present the Firm is looking to China, India and South America as the areas into which they can export the quality and excellence of their inimitable handmade production. Reda’s passion for wool is synonymous with elegance, style and professionalism.

The editorial board decided that this issue of Mug should contain a wool fabric to illustrate the refinement and style of this noble and at once modern material. The fabric portrayed in the image on the cover page and the different one included only in 1.000 copies of Mug #14, are both drawn from the collections of Lanificio Reda. The great refinement of the material and the purity of the graphic design, obtained through slight movements of the weave, enable this fabric to perfectly highlight the genuine elegance and high standard of quality that characterise the Firm’s production.

Abbiamo scelto di inserire in questo numero di Mug un tessuto di lana che fosse espressione di raffinatezza e stile ma al tempo stesso sinonimo della grande attualità che caratterizza questa nobile fibra. Il tessuto ritratto nell’immagine di copertina e quello presente in esclusiva tra le pagine delle 1000 copie in tiratura limitata di Mug#14, appartengono entrambi alle collezioni del Lanificio Reda. L’estrema finezza della materia prima unita alla purezza del tratto grafico, ottenuta attraverso lievissimi movimenti dell’armatura, rendono questo tessuto perfetta rappresentazione del binomio di eleganza autentica e altissima qualità che caratterizza la produzione dell’azienda.


33

EGO

www.mugmagazine.com

Concepito e progettato da Mug Design, Ego è un moderno supporto per l’esposizione di capi di abbigliamento, sviluppato su pezzo unico. È realizzato in nylon, tramite la tecnica dell’Air-Moulding, in collaborazione con Dynamic, azienda leader nel settore dello stampaggio a compressione e iniezione di termoplastici e termoindurenti. L’appendino che sarà disponibile in due misure, uomo-donna, anche in nylon trasparente è attrezzibile di asta orizzontale con pinze in legno. Particolare attenzione è stata posta alla personalizzabilità di Ego, volutamente dotato di una superficie centrale di congiunzione tra i due bracci dove poter posizionare il proprio logo. Concepito e progettato da Mug Design, Ego è un moderno supporto per l’esposizione di capi di abbigliamento, sviluppato su pezzo unico. È realizzato in nylon, tramite la tecnica dell’Air-Moulding, in collaborazione con Dynamic, azienda leader nel settore dello stampaggio a compressione e iniezione di termoplastici e termoindurenti. L’appendino che sarà disponibile in due misure, uomo-donna, anche in nylon trasparente è attrezzibile di asta orizzontale con pinze in legno. Particolare attenzione è stata posta alla personalizzabilità di Ego, volutamente dotato di una superficie centrale di congiunzione tra i due bracci dove poter posizionare il proprio logo.

RUBY Eleganza, sicurezza e confort, queste le parole chiave di Ruby, il brand per chi ama il movimento e non vuole rinunciare allo stile e alla qualità. Disegnati da Jerôme Coste, i caschi Ruby si ispirano a Steve Mc Queen, alla fantascienza e alla tradizione francese di lusso. Il modello Pavillon, da un gusto retro e dal design moderno, è realizzato con fibre di carbonio, una tecnologia collaudata dall’industria aerospaziale che garantisce la massima protezione. Caschi leggerissimi - curati nel minimi dettagli, tecnologicamente avanzati e altamente confortevoli - che sono diventati un vero e proprio status symbol; disponibili presso: Colette, L’Eclaireur Paris, Galerie LaFayette, Glory Sales & Services a Los Angeles e Lazzari a Treviso.

Elegance, safety and comfort are the three key words that stand for Ruby, the brand for people who love dynamic life but do not want to renounce quality and style. Designed by Jerome Coste, Ruby helmets draw their inspiration from Steve McQueen, science fiction and the French luxury tradition. The model Pavilion, with its retro taste and modern design, guarantees top protection and is realised in carbon fibres following the technological canons of aerospace engineering. Ruby’s extra light helmets combine care for details, high technology and comfort, have become a real status symbol and are available at Colette, L’Eclaireur Paris, Galerie La Fayette, Glory Sales & Services – Los Angeles and Lazzari, Treviso.


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VLIEGER & VANDAM Storie di ordinaria criminalità si trasfomano in idee per creare una borsa al di fuori dal comune. Gli stilisti Vlieger & Vandam hanno lanciato nel 2002 sul mercato "Guardian Angel" con l'intento di trasmettere un senso di sicurezza alle persone. Una pistola o un coltello sono stampate in rilievo su borse di seconda mano realizzate in feltro, presto diventate un vero e proprio status symbol. "The Guardian Angel bag" è addirittura entrata nel collezione permanente del Museum of Modern Art di New York, dopo essere stata presentata nell'esibizione "Safe, Design Takes On Risk".

Storie di ordinaria criminalità si trasfomano in idee per creare una borsa al di fuori dal comune. Gli stilisti Vlieger & Vandam hanno lanciato nel 2002 sul mercato "Guardian Angel" con l'intento di trasmettere un senso di sicurezza alle persone. Una pistola o un coltello sono stampate in rilievo su borse di seconda mano realizzate in feltro, presto diventate un vero e proprio status symbol. "The Guardian Angel bag" è addirittura entrata nel collezione permanente del Museum of Modern Art di New York, dopo essere stata presentata nell'esibizione "Safe, Design Takes On Risk".


ROSA MOSA

FERRINO 33

Dalla memoria degli artigiani alla creatività contemporanea. La collezione di "scarpe che sognano" Rosa Mosa, firmata dai giovani stilisti Simone Sprinter e Yuji Mizobuchi, nasce dal connubio tra passato e presente, tra tradizione e fantasia, fashion e confort. Originale ed estrosa, la collezione racchiude l'arte delle maestrie austriache ma anche un tocco decisamente moderno; non manca l'influsso della cultura giapponese. Le scarpe Rosa Mosa sono realizzate con il cuoio d'alta qualità proveniente dalle Alpi, un tessuto ordito con la cura del lavoro manuale, gomma e sughero naturali.

Per chi non rinuncia mai alla moda, Ferrino rivoluziona il mondo dell'alpinismo con prodotti all'insegna del design. Il progetto, firmato da Anna Ferrino e Moreno Ferrari, mescola due culture diverse nella creazione di oggetti innovativi e anticonvenzionali. Attorno al cerchio, immagine simbolo del progetto, è stato studiato il prodotto. Gli articoli tradizionali di trekker e esploratori sono re-inventati attraverso il dialogo con uno stile urbano. Dalle capsule d'amore, una serie di moderne capanne, al nido, un sacco a pelo moderno, prodotti tecnici si trasformano in modelli di valore estetico.

Dalla memoria degli artigiani alla creatività contemporanea. La collezione di "scarpe che sognano" Rosa Mosa, firmata dai giovani stilisti Simone Sprinter e Yuji Mizobuchi, nasce dal connubio tra passato e presente, tra tradizione e fantasia, fashion e confort. Originale ed estrosa, la collezione racchiude l'arte delle maestrie austriache ma anche un tocco decisamente moderno; non manca l'influsso della cultura giapponese. Le scarpe Rosa Mosa sono realizzate con il cuoio d'alta qualità proveniente dalle Alpi, un tessuto ordito con la cura del lavoro manuale, gomma e sughero naturali.

Per chi non rinuncia mai alla moda, Ferrino rivoluziona il mondo dell'alpinismo con prodotti all'insegna del design. Il progetto, firmato da Anna Ferrino e Moreno Ferrari, mescola due culture diverse nella creazione di oggetti innovativi e anticonvenzionali. Attorno al cerchio, immagine simbolo del progetto, è stato studiato il prodotto. Gli articoli tradizionali di trekker e esploratori sono re-inventati attraverso il dialogo con uno stile urbano. Dalle capsule d'amore, una serie di moderne capanne, al nido, un sacco a pelo moderno, prodotti tecnici si trasformano in modelli di valore estetico.


YOROPIKO 32

In Giapponese “Yoropiko” signfica “insegnami ancora qualcosa, per favore!” (teach me more, please!) e non è un caso che chi questo “luxurious denim” se l’è inventato, qualcosa da insegnare ce l’abbia. Il progetto è nato infatti nel 2007 da un’idea di Martin Yatming, già designer di RMC Martin Ksohoh: uno che pensa che fare denim sia un’arte, l’arte di qualcosa che sta molto vicino alla pelle. Martin ha scelto di utilizzare materiali propri del kimono e colori naturali tali da consentiglirli di lavorare sul ricamo del back-pocket, senza nulla togliere a comodità e morbidezza del jeans. Il bottone è solo uno dei tratti distintivi di Yoropiko… ma di sicuro il più prezioso: il fatto che sia d’oro è standard ma quello che fa la differenza è la possibilità di acquistare un set aggiuntivo di 5 bottoni unici. Rubini, zaffiri e diamanti potrebbero brillare sulle finiture d’oro e d’argento di questi eleganti e caratteristici dettagli. In Giapponese “Yoropiko” signfica “insegnami ancora qualcosa, per favore!” (teach me more, please!) e non è un caso che chi questo “luxurious denim” se l’è inventato, qualcosa da insegnare ce l’abbia. Il progetto è nato infatti nel 2007 da un’idea di Martin Yatming, già designer di RMC Martin Ksohoh: uno che pensa che fare denim sia un’arte, l’arte di qualcosa che sta molto vicino alla pelle. Martin ha scelto di utilizzare materiali propri del kimono e colori naturali tali da consentiglirli di lavorare sul ricamo del back-pocket, senza nulla togliere a comodità e morbidezza del jeans. Il bottone è solo uno dei tratti distintivi di Yoropiko… ma di sicuro il più prezioso: il fatto che sia d’oro è standard ma quello che fa la differenza è la possibilità di acquistare un set aggiuntivo di 5 bottoni unici. Rubini, zaffiri e diamanti potrebbero brillare sulle finiture d’oro e d’argento di questi eleganti e caratteristici dettagli.


LAVANDERIA18 www.lavanderia18.it

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Ex-lavanderia della casa di famiglia ovvero lo spazio che dà il nome al progetto di Sandra Dal Pont di realizzare capi uomo/donna di alta qualità, interamente fatti a mano. L’intento è dichiaratamente ambizioso ma assolutamente sincero: proporre un prodotto alternativo, volutamente anti-seriale, dall’aspetto sartoriale, in edizione limitata. Lavanderia18 è stato selezionato e invitato alla scorsa 18-esima edizione di Area Paris, dove ha debuttato con una speciale collezione di 10 capi, rigorosamente handmade.

Ex-lavanderia della casa di famiglia ovvero lo spazio che dà il nome al progetto di Sandra Dal Pont di realizzare capi uomo/donna di alta qualità, interamente fatti a mano. L’intento è dichiaratamente ambizioso ma assolutamente sincero: proporre un prodotto alternativo, volutamente anti-seriale, dall’aspetto sartoriale, in edizione limitata. Lavanderia18 è stato selezionato e invitato alla scorsa 18-esima edizione di Area Paris, dove ha debuttato con una speciale collezione di 10 capi, rigorosamente handmade.

LA BOTTEGA È stata inaugurata lo scorso settembre la nuova Bottega di Guido Di Riccio in via Mortara a Milano. Lo spazio è all’interno di uno dei contesti più interessanti della città, a contatto con la creatività di fotografi e designers. La Bottega, oltre ad essere un negozio, è una vera e propria vetrina per addetti ai lavori, dove trovare curiosità, sfogliare riviste e libri innovativi, scoprire opere di artisti emergenti. Nello spazio di via Mortara, nato delle ceneri di un’officina meccanica, si ritrova la passione di Di Riccio per la moda non come mero prodotto industriale ma come oggetto da collezione.

È stata inaugurata lo scorso settembre la nuova Bottega di Guido Di Riccio in via Mortara a Milano. Lo spazio è all’interno di uno dei contesti più interessanti della città, a contatto con la creatività di fotografi e designers. La Bottega, oltre ad essere un negozio, è una vera e propria vetrina per addetti ai lavori, dove trovare curiosità, sfogliare riviste e libri innovativi, scoprire opere di artisti emergenti. Nello spazio di via Mortara, nato delle ceneri di un’officina meccanica, si ritrova la passione di Di Riccio per la moda non come mero prodotto industriale ma come oggetto da collezione.


Registered Director Mara Bisinella

Editorial Coordinator

Lazzari Sas via Paris Bordone, 14/16 31100 Treviso Italia p: +39 0422-598733 f: +39 0422-545456 www.lazzariweb.it

Mug People

MUG_Year 7_Number 14_December 2007 Registrazione Tribunale di Treviso n. 1141 del 26/09/2001

Mug Magazine via Paris Bordone, 14 31100 Treviso Italia p: +39 0422-598564 f:+39 0422-545456 www.mugmagazine.com info@mugmagazine.com

Alessandro D’Annibale

Graphic Coordinator Marco Altan

Graphic Layout

Marco Altan + Matteo Lorenzi

Show Case Photographer Lino Vecchiato - www.linovecchiato.it -

Text

Paolo Vitale + Laura Scarpa + Alessandro D'Annibale

Correspondent from Europe Orietta Pelizzari

Correspondent from Tokyo Reiko Hanafusa

Correspondent from London Cesare Tonon

Translations

Mario Crosato + Sheila Moynihan

Printing

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From the Editorial Office of Mug, thanks to everyone who collaborated and contribuited to this issue, #14!

Visit our new On-Line Shop at: www.lazzariweb.it/shop


01 Editorial Page 03 Reda 05 News 10 Colophon 11 Index 12 AG Jeans 13 Michael Stars 14 Robert Clergerie 17 Number (N)ine 20 Tintoria Crespi 22 L’Eclaireur Tokyo 26 A,Coba 28 Orta Anadolu 31 The Down Jacket 35 Showcase: Moncler

36 Showcase: The North Face 37 Showcase: Puffa 38 Showcase: Hox 40 Showcase: Special Edition Gallery 43 Avanti 46 Atelier New York 50 Yoko Ono: Sognare 52 TDC 2 54 Il Bisonte 55 U-NI-TY 56 Globe Gallery 58 Modula

60 Designworks 62 Victorinox Apparel 63 Wrangler Blue Bella Story 65 Reading 67 Browsing 68 Flashback

Index 11


Art_from Lisbon 32

TXT_ Luisa Santos

Fondata nel 2000, AG Adriano Goldschmied di proprietà del” Korean Godfather” del denim Yul Ku è la principale azienda per la produzione di premium jeans a struttura verticale integrata di Los Angeles. Fin dal suo esordio il brand è stato sinonimo di alta qualità, design e tecniche di lavaggio all’avanguardia. La strada che porta ad un prodotto di grande qualità comincia sempre da un design di altissimo livello, e negli anni AG è riuscito a sviluppare un gran numero di trattamenti speciali creando jeans con un fascino autentico mantenendo una silhouette moderna. Il momento di svolta di AG è stata la collezione Spring Summer 2008 che ha portato “l’evoluzione del denim” nella Vintage Modern Collection AG-ed. Essa va ben oltre la definizione di “American Denim”, puntando sullo sviluppo di nuove ed avanzate lavorazioni ed anche una gamma ampia ed eclettica di modelli lavorati a mano per riprodurre fedelmente dei veri jeans di annata tali da soddisfare anche i più raffinati intenditori. Vi chiederete cosa li rende tanto speciali? Beh, sta tutto nella cura dei dettagli: tutti i jeans sono invecchiati in modo tale da fargli assumere un look vissuto, da uno a trent’anni! Ciascun denim viene trattato e lavato a mano, tanto che non vi sono mai due paia di jeans che si somiglino. Non è quindi più necessario rovistare in ceste piene zeppe di jeans alla ricerca del paio perfettamente sbiadito e di quell’aria vissuta che richiami il secolo passato. Si può trovare tutto ciò che si cerca in un paio di jeans della AG Vintage Modern Collection! La AG-ed Vintage Modern Collection ha già tra le propie fan alcune star di Hollywood come Jessica Alba, Cristina Ricci, Eva Longoria, e Katherine Heigl (Grey’s Anatomy) tra gli altri. Ad oggi il brand ha aperto 16 negozi in alcune tra le principali città americane e sta pianificando l’apertura dei primi flagship in Europa, per la fine del 2008. Nel frattempo i jeans AG sono disponibili presso alcuni dei migliori negozi multibrand in Europa, Giappone, Asia e Medio Oriente.

Established in 2000, AG Adriano Goldschmied is the premier denim jeans manufacturer in Los Angeles. AG is the only vertically integrated jeans label, privately owned by Yul Ku, often tagged as the “Korean Godfather” of the denim business. Since its inception, AG has now become synonymous with great quality, design and state-of-the-art washes. The key to great product always begins with great design and AG has managed to develop many different washes and incorporated them into some of the best fits for both men and women. The ultimate goal for any label, however, is to create a pair of jeans with genuine vintage appeal while still maintaining a modern silhouette with authentic washes. For AG, a turning point came in their spring ‘08 collection with the “evolution of denim” in to the AG-ed** Vintage Modern Collection. The AG-ed Vintage Modern Collection blows the doors off the definition of “American Denim.” AG pushes the envelope with new and progressive washes in every inch of their jeans. The ranges are wide and eclectic and specially handcrafted to replicate a true vintage jeans, catering to all the discriminating denim connoisseurs of today and tomorrow. What makes them so special you ask? Well, it’s all in the detailing: all the jeans are aged to have that worn in look that range from 1 to 30 years! Each jean is hand treated and washed so that no two jeans look alike. So, no more sifting through bins full of other peoples jeans, looking for that one, perfectly worn-in and faded pair, circa the 1900s. You can get all you’ve been looking for in a pair of AG’s Vintage Modern collection!! The AG-ed Vintage Modern collection has seen some early success with some of Hollywood’s biggest stars wearing them such as Jessica Alba, Katherine Heigl (Grey’s Anatomy), Ashton Kutcher, Cristina Ricci and Eva Longoria. To date AG have opened 16 stores in some of the best cities of the USA, with plans underway to do the same in Europe in late 2008. In the meantime, AG Jeans can be found in some of the finest retail stores in Europe, Japan, Asia and the Middle East.


W_ www.asapltdspa.com www.michaelstars.com Txt_ Laura Scarpa

Dal 1986 il brand americano segna la storia della cultura casual, con capi dai colori unici e dal tessuto confortevole. Un marchio interamente dedicato alle donne che amano uno stile di vita informale, in grado di valorizzare il corpo femminile con classe e semplicità. L’ispirazione nasce dall’incontro di Michael Cohen – fondatore del brand – con un artista che vendeva T-shirt disegnate a mano in Manhattan Beach. L’idea si sviluppa con gli anni e cresce: dall’unisex - con maglie dai colori brillanti e richiami alla grafica francese - Michael passa alla creazione di linee solo femminili, da piccola impresa familiare l’azienda cresce e la vendita si espande dal Sud della California a tutti gli Stati Uniti. Michael Stars – un successo già scritto nel nome - si afferma come marchio di eccellenza nella produzione di maglieria di qualità. Nel 2001 viene proposta la linea “Maternitees” per le donne in dolce attesa, nel 2006 la collezione Cashmere e nell’estate del 2007 Michael Stars lancia sul mercato la collezione di vestiti Dresses. Ogni stagione il brand presenta più di duecento modelli in trenta colori diversi per accontentare ogni desiderio, soddisfare le esigenze di una donna moderna dall’animo casual. Non è un caso se Michael Stars è molto amato da dive di Hollywood del calibro di Jennifer Garner, Jessica Biel e Scarlett Johansson: la semplicità e lo stile sono un tocco irrinunciabile. I costumisti lo hanno scelto anhe per il palcoscenico televisivo: da Desperate Housewives” a “Grey’s Anatomy” fino a “Ugly Betty”, le attrici spesso indossano capi firmati Michael Stars. Dal Duemila sono stati aperti numerosi punti vendita negli Stati Uniti (Los Angeles, Santa Monica, Manhattan Beach, etc) e il brand presto sarà distribuito anche sul mercato italiano.

Pbl_ Michael Stars 13

The American brand has since 1986 been a trend-setter in the history of casual wear, with soft-feeling knits and a unique palette of colours. The brand is entirely devoted to women who are fond of an informal lifestyle, and has the power to enhance a woman’s body with class and simplicity. The idea was sparked off when Michael Cohen – the brand’s founder – met an artist selling hand-decorated T-shirts on Manhattan Beach. Over the years the original inspiration led to further developments: from unisex items – shirts in bright colours and with style details drawing on French graphics – Michael shifted to the creation of women’s lines, and, as a result, the small family-run firm grew in size and expanded from South California to the whole of the USA. Michael Stars – a name which can’t but be synonymous with success – became renowned as a brand of excellence in the production of high quality knitwear. After the 2001 line ‘Maternitees’ for expectant mothers and the 2006 ‘Cashmere’ collection, in 2007 Michael Stars launched his clothes collection ‘Dresses’. Each season the brand presents over two hundred models in thirty different colours to gratify the wishes and satisfy the needs of modern women attracted to casual fashion. If Hollywood stars like Jennifer Garner, Jessica Biel and Scarlet Johansson are so fond of Michael Stars, it is merely because they cannot renounce the brand’s touch of simplicity and style. Even TV costume designers frequently choose Michael Stars’ clothing for serials like Desperate Housewives, Grey’s Anatomy or Ugly Betty, in which actresses often wear the stylist’s creations. Since 2000 lots of retail shops have been opened in the USA (Los Angeles, Santa Monica, Manhattan Beach etc) and the brand will soon be distributed also on the Italian market.


Art_from Lisbon 32

TXT_ Luisa Santos

ROBERT CLERGERIE

La storia di Robert Clergerie è un sapiente intreccio di gusto, raffinatezza e intuito. Nel corso degli Anni ’60 Mons. Clergerie lavora a lungo per il marchio Xavier Danaud, in collaborazione con Roland Jourdan; nel 1978 decide di creare una sua linea di calzature, acquisendo la Societe Romanaise de la Chaussure (SRC), nota per la produzione di Unic e della prestigiosa linea maschile Joseph Fenestrier. Dopo soli tre anni inaugura il primo negozio in Saint-Germain-desPres e debutta la sua prima collezione donna: il successo è immediato e internazionale. Nel 1983 viene aperto anche il primo negozio esclusivo J. Fenestrier. In anticipo rispetto ai tempi, il periodo compreso tra gli Anni ’80 e i primissimi ‘90 è caratterizzato dalla crescita della società e il consolidamento del marchio: la sua distribuzione arriva presto a coprire gran parte della Francia e coinvolge svariati paesi Europei, gli Stati Uniti e l’Asia. Dal 1996 al 2001 Robert Clergerie riserva per sè il ruolo di consulente creativo, cedendo gran parte delle sue quote societarie a un gruppo di investitori finanziari, per poi procedere con la riacquisizione totale dell’azienda che sotto di lui tornerà a splendere nuovamente. Oggi la maison è impegnata su più fronti, tra collaborazioni, nuove collezioni e speciali iniziative. Per l’Estate 2008 Clergerie ha presentato una collezione innovativa articolata su tre differenti temi - Pop, Arty e City – ispirata al dinamismo visivo dell’architettura di Giò Ponti; contemporaneamente ha collaborato con il designer giapponese Naoki Takizawa (già in Issey Miyake) per la produzione delle calzature della sua prima collezione personale S/S ‘08. A celebrare lo stile e la purezza del design, tipici del marchio, arriva infine l’esposizione permanente di alcuni tra i modelli più significativi della produzione Robert Clergerie al Museo della Calzatura e della Tecnica Calzaturiera di Vigevano: un riconoscimento importante per queste scarpe perfette nella linea ed anticonformiste nello spirito.

The skilful merging of taste, refinement and intuition has seen Robert Clergerie throughout his development. During the 1960’s Mr. Clergerie worked for the brand Xavier Danaud in collaboration with Roland Jourdan. In 1978 he decided to create a line of footwear of his own, and took over Societé Romanaise de la Chaussure (SRC), renowned for the production of Unic and of the prestigious men’s line Joseph Fenestrier. Only three years later, he opened his first shop at Saint Germain des Pres and started his first women’s collection both of which immediately met with great international success. In 1983 he also set up the first exclusive shop J. Fenestrier. Throughout the 80’s and the early 90’s the Firm rapidly made its way to growth and to the consolidation of the brand by then distributed over most of France, in several European countries, the USA and Asia. From 1996 to 2001, after he sold off a considerable portion of his shares to a financial group,

Robert Clergerie held the position of creative consultant, yet, some time later he took over the whole of the firm back again and guided it back to its former splendour. Today the Maison’s activities include, among others, collaborations, new collections and special initiatives. For the Summer Season 2008 Clergerie has presented an innovative collection focussed on the themes Pop, Arty and City, wich draws on the visual dynamism of Giò Ponti’s architecture. Furthermore, Japanese designer Naoki Takizawa has collaborated with the Brand in the production of the footwear for their personal collection Spring-Summer 2008. Finally, the fact that Vigevano Museo della Calzatura e della Tecnica Calzaturiera recently included in its permanent displays some of Robert Clergerie’s most significant models is an acknowledgement of their perfect line and unconventional spirit that gives the brand’s style and pure design an even higher standing.


Finest fabrics made in Italy

Reda in Italy

NOESIS COMUNICAZIONE


Ph_ Number (N)ine

W_ www.numberniners.com

Designer_ Number (N)ine

TXT_ Reiko Hanafusa

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Designer_ Number (N)ine 18

Nato dallo scenario della street fashion di Tokyo, "Tokyo Brand" ha il merito di aver formato un certo numero di stilisti che si sono fatti strada autonomamente nel mondo della moda. Dopo essersi creati un loro marchio, essi hanno contribuito alla realizzazione della "Tokyo Collection", e successivamente, ciascuno con un approccio e uno stile peculiare, a quella della Paris Collection. Un punto che questi stilisti hanno in comune è che sono tutti grandi amanti della musica. Takahiro Miyashita, creatore del marchio Number (N)ine, può vantare un background unico. Dopo aver appreso l’arte della tessitura, ha acquisito grandi capacità di buyer lavorando per un negozio di grande livello. Nel 1996, all’età di 23 anni, ha fondato la KOOKS Co. Ltd. e aperto al tempo stesso il primo negozio Number (N)ine a

Omotesando. La storia del marchio è cominciata all’insegna del tema "Something to Match Tokyo", con la produzione di indumenti casual di eccellenza il cui successo è largamente dipeso dai materiali impiegati e dalla cura dei particolari. Nel 1999 il negozio è stato trasferito fuori dal quartiere della moda, in una zona difficile da trovare perché Miyashita voleva che soltanto una clientela molto motivata ne frequentasse i locali. Il marchio si è gradualmente affermato nel mondo della moda anche se all’epoca si faceva a stento interprete del gusto fashion street. La stagione Autunno-Inverno 00/01 è stata una delle migliori per la street fashion di Tokyo poiché ha visto il debutto della Tokyo Collection, presentata poi a Parigi nella stagione

Autunno/Inverno 04/05, incentrata sul tema "Reversal" e su capi di gusto rock. Si può dire che lo stile aggressivo della collezione caratterizzi anche quello del marchio Number (N)ine, con caratteristiche e coloriture rock e grunge che costituiscono un omaggio di Miyashita ai musicisti che ama. Tokyo, la musica e la moda sono gli elementi che hanno cambiato e formato lo stile peculiare di Miyashita. Egli ha chiamato Number (N)ine il suo marchio avendo in mente la canzone dei Beatles "Revolution 9", e con l’aiuto di amici, ha fondato il complesso rock e grunge "The High Streets" l’anno successivo alla presentazione parigina della collezione. Nelle ultime stagioni i modelli hanno calcato le

passerelle accompagnati proprio dalla musica dei "The High Streets", questa combinazione artistica ha contribuito al grande successo del marchio. "Birds", tema della collezione Primavera/Estate 2008, è il titolo di una canzone dall’album "After the Gold Rush" di Neil Young. Come l'artista ha fuso il rock classico e basic nel suo originale stile musicale, così Miyashita ha infuso lo stile classico nell’abbigliamento street, riuscendo ad esprimere un look nuovo sia nei capi basic che in quelli in stile vittoriano usando tessuti di maglia anziché tessuti comuni.


Designer_ Number (N)ine) 19

Born of Tokyo ‘Street Fashion’ scene, ‘Tokyo Brand’ must be credited with the formation of a number of designers who made their way in the world of fashion with self-reliance. In fact, they set up a brand of their own and after stepping up Tokyo Collection they made their debut in the French capital with a Paris Collection, to which each of them contributed an original, genuine approach to fashion and style. One point they have in common, among others, is that they are great music lovers. Takahiro Miyashita, the creator of Number (N)ine, can pride himself upon a unique background. After having an apprenticeship in weaving, he acquired considerable know-how as a buyer while working for a select shop. In 1996, at the age of 23, he established KOOKS Co. Ltd. and opened the first

Number (N)ine shop in Omotesando. The brand’s history started with the theme ‘Something to Match Tokyo’ and the production of excellent casual wear whose success was due to materials and details. In 1999 the shop moved to a hard-to-find location outside the fashion area because Miyashita wanted only highly motivated clients to visit his store. The brand gradually gained renown on the fashion scene although at the time it could be hardly said to interpret the ‘street fashion’ taste. Autumn-Winter 2000-01 was one of the best seasons for Tokyo ‘street fashion’, as it saw the debut of the Tokyo Collection (on the Paris catwalks in the 2004-5 A/W season) focused on the theme ‘Reversal’ and on rock taste items. The aggressive style of the collection can be said to characterise also that of Number (N)ine, with

grunge and rock-and-roll features that express Miyashita’s homage to the musicians he likes. ‘Tokyo’ and ‘Music’ blended with fashion are the elements that have changed Miyashita’s works and given them their unique style. A great music lover, he named his brand Number (N)ine after the Beatles’ song ‘Revolution 9’, and, with the collaboration of some friends, the year after his debut in Paris he set up the grunge rock band ‘ The High Streets’. In the last few seasons male models have appeared on catwalks to the accompaniment of The High Streets’ sounds, and the combination of music and fashion has contributed to the great success of the brand. ‘Birds’, the theme of 2008 S/S collection, is the title of a song in Neil Young’s album ‘After the Gold Rush’ from which Miyashita has drawn his inspiration.

Just as Neil Young has merged classic and basic rock in his original music style, Miyashita has distilled classic style into street wear. Furthermore, the stylist has succeeded in giving a new look both to basic items and partly classic Victorian-style ones through the use of knits


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W_ www.tintoriacrespi.it

PH_ Mug

TXT_ Alessandro D'Annibale

La nuova sfida dell’industria tessile europea risiede nella costante salvaguardia dell’altissima professionalità che la contraddistingue, fatta di qualità, efficienza e tempestività produttive. Ogni giorno aziende come la Tintoria G. Crespi devono individuare, sulla base delle richieste dei clienti, nuovi e originali effetti di finissaggio, in grado di rispondere alle crescenti esigenze di mercato e talvolta di anticiparle. Da quasi trent’anni a dirigere la produzione di questa storica industria, dedita alla nobilitazione del tessuto, è il Sig. Bruno Castro. La sua avventura all’interno della Tintoria è cominciata ancora quando alla guida della Crespi era la Sig.ra Lucia Crespi e prosegue con il nipote Michele Ferrario. La Signora Lucia, per oltre sessant’anni il faro dell’azienda, è stata una donna in grado di insegnare molte cose alle persone che hanno lavorato per lei: il rispetto dei clienti, grandi o piccoli essi siano (in termini produttivi) ad esempio e soprattutto l’importanza del lavoro di squadra, della sinergia lavorativa e del senso di appartenenza ad un gruppo. Valori che ancora oggi contraddistinguono l’attività di quest’azienda e lo spirito delle persone che come Bruno Castro l’hanno resa grande e stanno alla base degli ottimi risultati che industrie europee come la Crespi, sono in grado di raggiungere annualmente. Ogni giorno la Tintoria investe sulle persone che la compongono, sulla loro determinazione. L’esperienza e la creatività del Sig. Castro ha permesso infatti negli anni di introdurre sul mercato alcune inedite soluzioni di finissaggio per i tessuti da camiceria. Ha introdotto nella produzione aziendale, ad esempio, un finissaggio in grado di rendere antimicotico, cioè inodore, il tessuto in cotone per camicie, grazie alla semplice applicazione dell’allume di rocca e del suo effetto antibatterico sulla fibra. Ed è inoltre riuscito ad individuare un metodo innovativo per il conferimento dell’effetto “comfort” (conosciuto altrimenti come natural stretch) al tessuto per camicie. A partire proprio dal filo naturale di cotone, dopo averlo fatto rientrare e reso sinuoso attraverso il finissaggio, è stato in grado di fissare la fibra naturale in questo stato, attraverso l’uso di agenti chimici. Rendendo in questo modo il filato morbido ed elastico per sua natura, egli è riuscito ad ottenere un tessuto altamente confortevole, senza il bisogno di ricorrere alla lycra o quant’altro. Individuando così una nuova soluzione di finissaggio per un tessuto naturale come il cotone, proprio in un momento di grande attenzione del mercato verso l’utilizzo di tessuti organici e trattamenti naturali. L’azienda, in grado di trattare oltre venti milioni di metri lineari di tessuto l’anno, guarda ora al costante raggiungimento di nuovi effetti di nobilitazione, investendo continuamente sulla sperimentazione, nel tentativo di un’innovazione costante.

Tintoria G. Crespi

N_ Tintoria G. Crespi


chemical agents. The resulting soft and elastic yarn enabled him to obtain a highly soft-feeling fabric, without having to resort to lycra or other fibres. At a time when the market’s demand for naturally treated organic fabrics was steadily increasing, the new finishing technique that Mr. Castro applied to natural cotton fabrics was of crucial importance. With a potential that allows the treatment of over twenty million linear metres of fabric a year, the firm is constantly striving to devise ever new upgrading methods and invests on experiment and research that is bound to lead to endless innovation.

The new challenge that the European textile industry has to face consists in the endless updating of the high professional potential it devotes to the quality, efficiency and promptness of their production. After duly considering their clients’ demands, firms like Tintoria G. Crespi have every day to devise new and original finishing effects to meet or even anticipate the market’s ever changing requirements. Mr. Bruno Castro has for over thirty years been the production manager of this historic Firm, specialised in the upgrading of fabrics. He began his activity at the Tintoria when it was managed by Mrs. Lucia Crespi, and his collaboration now continues with Mrs. Crespi’s nephew Michele Ferrario. Mrs. Crespi, the Firm’s guide for over sixty years, was able to teach a lot to the people who worked for her: respect for clients, great and small, the importance of synergy in team work, and the sense of belonging to a group are but a few of her teachings. An industry on a European scale, that invests each day on the determined people that make up its staff, the Tintoria still relies on the above values and on the collaboration of people who, like Bruno Castro, have made an important contribution to its success and must be credited with the excellent results it obtains each year. Over the years, Mr. Castro’s experience and creativity has achieved revolutionary results in the finishing treatments of shirt fabrics. For example he devised an anti-fungal treatment that leads to odourless shirt cotton fabrics simply by exploiting the antibacterial potential of rock alum. He also succeeded in obtaining natural stretch shirt fabrics through an innovative technique. After the natural cotton yarn has shrunk and taken on a sinuous look through the finishing treatment, the new features it has acquired are made permanent through the use of

N_ Tintoria G. Crespi 57


Shop_ L’Eclaireur Tokyo 22

W_ www.leclaireur.com

TXT_ Paolo Vitale


Shop_ L’Eclaireur Tokyo 23


Shop_ L’Eclaireur Tokyo 24

Un mondo che si apre varcata la porta, una nota calda ed ipnotica. L’Eclaireur accende una nuova luce con il suo quinto negozio di Tokyo, ad Aoyama: 28 anni dopo l’inizio di un’avventura cominciata in una Parigi in fermento, aperta a nuove proposte. Martine e Armand Hadida hanno saputo dare fiducia a nomi che si sarebbero affermati come classici, nel proprio genere, conservando sempre come filo conduttore la ricerca della creatività e dell’innovazione. Il concept store di Tokyo, creato da Armand Hadida, rispetta appieno lo spirito e la tradizione di L’Eclaireur, dando vita ad un connubio tra arte e shopping, materia e immaginazione. La leggera presenza degli abiti selezionati contrasta volutamente con le ricche superfici, in un gioco di vuoti e pieni: l’impatto è simile a quello di una galleria d’arte moderna arricchita dal calore dei materiali e dei colori scelti. L’accoglienza è sottolineata dalla disposizione delle luci: le ombre dei vestiti scendono dall’alto e riscaldano le stoffe, invitano ad avvicinarsi, a toccare con mano, a rompere il muro tra persona ed oggetto.

In questo universo il lusso è qualcosa di particolare, da assaporare piano: è qualcosa che si ritrova nell’uso di immense imposte centenarie di gusto coloniale, giunte fin qui da Parigi, è qualcosa che respira nel giardino pensato per ricordare ciascuna delle stagioni dell’anno, è qualcosa che ti viene presentato, insieme al rito del caffè, come segno di calma e accoglienza. Armonia e ispirazione anche negli stilisti selezionati da Armand Hadida, tesori nascosti li definisce, per un guardaroba d’avanguardia dove nomi che prima erano in ombra ora possono risplendere, in onore alla tradizione di L’Eclaireur. Ad impreziosire il tutto alcuni capi realizzati in esclusiva per L’Eclaireur da Santacroce, Gianni Barbato, Christian Peau ed Isaac Sellam.


Shop_ L’Eclaireur Tokyo 25

A hearty welcome is also suggested by the lighting system that warms up the fabrics by projecting the shadows of the items from above; an invitation for viewers to draw close and touch, to let fall the barrier between them and the articles on display. In this world, luxury is something special to enjoy little by little; it is perceivable in the fitting of huge, hundred-year-old shutters in colonial style brought over from Paris; it is something that can be perceived in the garden, specially designed to recall the seasons of the year; it is something that involves visitors, like the rite of coffee, a token of welcome and relax. Harmony and inspiration can also be seen in the works of the stylists selected by Armand Hadida, ‘hidden treasures’ as he has termed them, for an innovative wardrobe in which formerly unknown labels have now become outstanding in accordance with L’Eclaireur’s tradition. A few models exclusively designed for L’Eclaireur by Santacroce, Gianni Barbato, Christian Peau and Isaac Sellam enhance the precious look of the store.

A world that wraps you up in its warm, hypnotic atmosphere as soon as you step in. Twenty-eight years after it started its adventure in Paris, at a time when the city was particularly dynamic and open to experiment, L’ECLAIREUR shines even brighter with its fifth shop at Aoyama, Tokyo. Martine and Armand Hadida were far-sighted enough to rely on labels that would become successful classic lines over the years, but have at the same time always stuck to research on creativity and innovation. The concept store that Armand Hadida has created in Tokyo follows L’Eclaireur’s spirit and tradition by merging art and shopping, materials and imagination. The delicate display of select clothing is deliberately contrasted with rich surfaces with an interplay of voids and solids, and the impact made by the contrast resembles that of a modern art gallery with its wealth of warm materials and carefully selected colours.


Pbl_ A,COBA 26

TXT_ Paolo Vitale

A,COBA

A,COBA è una linea di abbigliamento e accessori uomo-donna lanciata nel 2000 e presentata al pubblico internazionale all’interno delle più importanti manifestazioni del settore: da Pitti Immagine Uomo di Firenze al Tranoï Homme e Première Classe di Parigi. La penna da cui A,COBA nasce è quella del designer Akihiro Kobayashi, talento giapponese che ha cominciato la sua carriera lavorando presso maison del calibro di Comme des Garçons, Y’s e Issey Miyake International, ed ha creato il marchio Accessoires by A.D.M.J.: personale progetto per la creazione di una collezione esclusiva di accessori donna chiamata appunto “Accessorie de Mademoiselle”. La grande capacità di incrociare esperienze e gestire progetti differenti è l’atout che ha permesso a Kobayashi di crescere, arricchendo il proprio gusto e la propria creatività. L’alternare esperienze di collaborazioni con marchi e stilisti diversi, da Mastermind a Histeric Glamour e Mihara Yasuhiro, ha contribuito inoltre allo

sviluppo di un gusto spiccatamente autentico e di soluzioni originali nella realizzazione dei capi. Lo stile forte dei modelli A,COBA LT ha alla base la volontà del suo creatore di unire l’estetica e la tradizione giapponese a tecniche di lavorazione e design tipicamente europei: creare prodotti che colpiscano al cuore degli estimatori della bellezza pura e senza ornamenti. A,COBA is a line of men’s and women’s clothing and accessories launched in 2000 and presented to the international public in the most important fashion shows: from Pitti Immagine Uomo, Florence, to Tranci Homme and Première Classe, Paris. A,COBA was created by the talented Japanese stylist and designer Akihiro Kobayashi, who started his career with firms like Comme des Garçons, Y’s and Issey Miyake International, and gave life to the brand Accessoires by A.D.M.J., an original project for the creation of the exclusive collection of women’s accessories “Accessoires de Mademoiselle”. Kobayashi’s great capacity for drawing on different experiences and running different projects are the qualities that have enabled him to enhance his taste and creativity. His experiences and collaborations with different brands and stylists (from Mastermind to Histeric Glamour and Mihara Yasuhiro) have helped him develop originality in the style and tailoring techniques of his clothing. The effective style of the models A,COBA LT stems from its creator’s successful attempt to combine Japanese tradition and aesthetic with typically European design and tailoring techniques in products that have the power to win over lovers of pure beauty without frills.


W_ www.progetto.mi.it TXT_ Paolo Vitale

Pbl_ Progetto 27

Progetto is A,COBA’s ideal partner for the world-wide distribution of its unique products. Started in 2006, their collaboration aims to enhance the brand thanks to the Italian team’s professional ability in the promotion and marketing of trendy brands In the Milan-based showroom, located in Via Archimede, the idea of luxury is conveyed through an artistic interpretation of items and accessories which soar high above the trends of consumerism, and are a meeting-point for stylists who bring forward suggestive proposals and clients who look for them. Besides A,COBA, the brands selected by Progetto include Adorisidora, Alexa Wagner, Angelo Figus, Cash Copenhagen, Elesila Fiorentini+Baker, Hussein Chalayan, Materia Design, Sassetti–J.O.Y.

L’originalità di A,COBA ha trovato in Progetto il partner ideale per la sua distribuzione mondiale; la collaborazione, iniziata nel 2006, mira infatti alla valorizzazione del marchio grazie all’abilità del team italiano nella commercializzazione e promozione di brand di tendenza. Nello showroom milanese di Via Archimede l’idea di lusso si esprime attraverso capi ed accessori interpretati come prodotti artistici, sottratti alla sfera consumistica e restituiti come elementi di incontro fra chi cerca e chi offre suggestioni. Tra i marchi selezionati da Progetto, oltre ad A,Coba, troviamo Adorisidora, Alexa Wagner, Angelo Figus, Cash Copenhagen, Elesila, Fiorentini+Baker, Hussein Chalayan, Materia Design, Sassetti - J.O.Y.


Art_from Lisbon TXT_ Luisa Santos

ORTA ANADOLU

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Renowned as one of the major innovation leaders on denim and sportswear lines and considering the fast-track change in the current market and the buying patterns of consumers we had to make a strategic decision to concentrate our efforts on detecting and forecasting future trends and executing the right media to relay it to our customers who have rightfully become more demanding over the past 5 years. The forecasting does not come easy as we do not have the crystal ball and we have to think really in advance to be able to bring out the right product on time and in the mean time push the borders of innovation still. We work with a team of consultants and driven by the input and the inspiration we then consolidate our own research findings together with the information gathered to design the next seasons main concepts. This of course requires many meetings, global market trips, brainstorming and tons of imagination and dreams. We now aim to bring forward our heritage at the conceptual design stage and this will act as a supporting attitude to enhance and extend the idea to make a firm statement about our imagination. Denimarts is the project under which we try to inspire our customers who are the prime designer brands in jeanswear as well as the global jeans manufacturers. The market has evolved to a level where the manufacturers have to work with collections, have to follow and figure out trends in garment finishing. Denimarts targets to serve all involved parties and will evolve as the markets grow. The early stage was performed at the Bread and Butter show in Barcelona in July 2007 where Orta presented trends and this was an exclusive stage provided for a denim manufacturer. 1500 visitors enjoyed the favored lay out of the concept trends. We have decided strategically not to compete with price and remain loyal to our vision to be the preferred supplier to the leading global brands. This motto triggered us to seek even further for upgraded products with value added properties. We developed a

supreme bi-stretch fabric where we used the XLA fibre. Fitswell with XLA is an exciting new solution for denim because it will satisfy both sides of the fashion marketplace-the consumer and the designer clientele. The fabrics wash/finish durability from rinse to bleach is unparalleled. This performance extends to the wearer as well-the clothing has perfect shape retention and recovery and is easy to care for. Thus Fitswell took its well earned place at the Coterie show in September in NY. We wanted to visualise the properties of the fabric through art and Luca Babini shot Roberto Bolle of La Scala Theater dancing and interacting with the fabric. The sleek urban luxury combined with the physical benefits and shaped by Luca Babini gained a deserved publicity as well a vast exposure.Denimarts had more steps to take and then followed Istanbul... The 2009 concepts were to be shared with our customers and we had to fulfill a difficult task of once again expressing stories through art. This time we worked together with Cynthia Madansky from NY. She agreed to travel to Istanbul to shoot 6 different films for the concept feedbacks that we have provided her with. The experience was thrilling for both parties. The denim fabric has stationed itself securely as a wardrobe staple within both mens and womens closets because of its durability, easy comfort, effortless style and yet Denimarts was ready to take it to the next level and prove that it in fact is a form of art. The 6 movies were shown together at an off beat trendy location in T端nel which is becoming the SOHO of Istanbul and we had global coverage. We will be showing the films at the Bilgi University in January and they were most pleased to evaluate an artwork coming from a commercial source. We were pleased to give the viewers a dream - have their own input around the framework that we are building for them-present innovation with strongheld stories... The inspirational infrastructure has encouraged us to continue our plans to extend Denimarts globally.

Art_from Moscow TXT _ Alessandro D'Annibale

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w w w. s t ep hen. it DOLL by Flavio Lucchini


Ph_ Lino Vecchiato

The Down Jacket 31

“Tende da campeggio, Sacchi a pelo, Abiti Sportivi” recita una campagna pubblicitaria del 1952. Ed è proprio nel mondo dell’abbigliamento sportivo che un’indagine sull’origine e la storia del “piumino”


The Down Jacket_ History

Courtesy of Moncler, Puffa.

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“Tende da campeggio, Sacchi a pelo, Abiti Sportivi” recita una campagna pubblicitaria di Moncler del 1952. Ed è proprio nel mondo dell’abbigliamento sportivo che un’indagine sull’origine e la storia del “piumino” si deve addentrare.

É

opinione diffusa che tutto sia cominciato con Moncler ma non è a questa prestigiosa azienda che dobbiamo propriamente l’invenzione del capo. A Moncler si deve piuttosto riconoscere il contributo più significativo nell’evoluzione di questa giacca in piuma d’oca. Nella storia dell’Alpinismo vi è un uomo infatti, che oltre ad essere ricordato per la prima spedizione sull’Everest (1922) con speciali maschere ad ossigeno, è noto per aver scritto una delle più importanti pagine della storia dell’abbigliamento sportivo: George Ingle Finch. A questo chimico e alpinista di origina australiana si deve l’invenzione della prima giacca “riempita” (passateci l’espressione) di piume d’oca.

One of Moncler’s ads dating from 1952 reads: ‘Camping tents, sleeping bags, sportswear’. Sportswear, that’s the world we must explore in depth, to research on the origins and the history of the down jacket.

Ifirstt iscreated commonly believed that the down jacket was by Moncler, but the renowned French

firm, far from deserving our praise for the invention of the sports item, must instead be credited with the great contribution they made to its evolution. George Ingle Finch, an Australian chemical engineer and a climber, deserved recording in the history of Alpinism both because he took part in the first expedition to Mount Everest (1922) equipped with special oxygen masks, and because he had an important role in the history of sportswear, as the inventor of the first jacket padded with goose down.

Idurante l modello che Finch per primo utilizza (pag. 31) le sue escursioni è ben distante dalla

nostra idea di piumino, tanto che per la sua goffaggine, lo scalatore merita a lungo lo scherno dei colleghi. La capacità di movimento inizialmente deve essere sembrata ridotta a coloro che sceglievano di utilizzare queste giacche ma il vantaggio derivante dall’innata leggerezza dell’imbottitura e l’altissima capacità termica trasformano presto il piumino in un capo imprescindibile da tutte le attività alpinistiche. La sua produzione iniziale, nel periodo compreso tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, viene sviluppata principalmente in Canada.

F ar from embodying our ideal of down jacket, the model that Finch first wore on his expeditions ( see

photo) made him so clumsy that he was the target of his colleagues’ jeers. At first, climbers who chose to wear the garment must have felt it hindered their movements, but the advantages afforded by the natural lightness of the padding and its high warming potential soon turned the sports item into a must for all climbers, so much so that between the Wars it started to be manufactured in Canada.


The Down Jacket_ History 33

N

el 1954, a Monestier de Clermont, non lontano da Grenoble, René Ramillon decide di fornire i suoi dipendenti di pesanti giacche imbottite di piuma, per permettere loro di affrontare meglio il lavoro durante i rigidi mesi invernali. Questi ultimi, ricorderà la figlia Annie Charlon ripensando a quegli anni, impegnati sotto il marchio Moncler nella produzione di tende e sacchi a pelo, più che delle giacche sembrava indossassero delle “scatole”. Al suo ritorno dal Canada, il primo a richiedere questi giubbotti in piuma a Ramillon sarà Lyonel Terray; alpinista, celebre per la sua scalata dell’Himalaya, che provandoli e sollecitandone modifiche e migliorie nella confezione, si trasformerà presto in consulente tecnico e coordinatore di un’intera linea di giacche Moncler dedicate all’alpinismo. Nel ’54 la stessa spedizione italiana sul Karakorum sarà equipaggiata dall’azienda, che rifornirà, l’anno successivo, anche la spedizione francese sul Makalu.

IGrenoble, n 1954, at Monestier de Clermont, not far from René Ramillon decided to supply his

workers with heavy jackets padded with down to enable them to better carry out their tasks during the cold winter months. As Ramillon’s daughter Annie Charlon remembers, the workmen employed in the production of tents and sleeping bags for the brand Moncler looked as if they were wearing ‘boxes’ rather than jackets. Lyonel Terray, on his return from Canada, was the first to place an order with Ramillon for the supply of down jackets. Terray, who was an alpinist himself, famous for climbing the Himalaya, tried the jackets out, asked for tailoring changes and improvements, and soon became the technical consultant and production manager of the whole line of Moncler down jackets. Both the equipment for the Italian expedition to the Karakorum (1954) and the French expedition to the Makalu a year later were supplied by the French firm.

U

na storia cominciata migliaia di chilometri distante dai luoghi della moda che rapidamente ha saputo trasformare gli iniziali limiti formali del piumino nei suoi tratti distintivi più affascinanti: mantenimento della temperatura corporea, senso di protezione e leggerezza sono solo alcune delle peculiari caratteristiche che hanno permesso a questa giacca di diventare una delle più intramontabili icone dello sportswear. E mentre la pratica degli sport invernali conquista sempre più persone, svariate aziende, dedite alla produzione di abbigliamento e attrezzature sportive, introducono questo capo nelle loro collezioni. Nonostante il maggiore volume quello che è in grado di offrire non è solamente isolamento dalle basse temperature ma anche una grande praticità: qualsiasi giacca e cappotto fin lì impiegato per lo sport, più che agevolare aveva impedito i movimenti.

A lthough the down jacket was first invented in far off places, the world of fashion soon managed to turn the formal faults of the garment into distinctive, appealing features. Body warmth preservation, a feeling of protection and lightness are only some of the peculiar qualities that enabled this jacket to become a permanent icon in sportswear. Before the down jacket became widespread, any sports jacket or coat in use had proved a hindrance to body movements. At a time when the practice of winter sports involves more and more people, firms that manufacture sports equipment and wear enrich their collections with a garment that may be bulky in volume but is functional and ensures protection against very low temperatures.


T

hanks to the softness and lightness of the material it is padded with, and to its unparalleled flexibility, the down jacket has done away with the old belief that chunky clothing ensures protection against cold. Yet, it was not until the late ‘70s that the down jacket took on the ‘technical’ features that would characterise the ‘urban’ style in clothing. If countless firms contributed to the garment’s common use in daily life, by proposing slimmer fits that grant high protection against cold, some of Elle’s journalists had the idea to emphasise the widespread wish to wear the down jacket for city use with a well-known photographic service. At that point the street, which had already had the power to set different styles and social customs, reinvented the use of this mountain item, so much so that the down jacket, practically ignored by the media and the fashion magazines, became in the ’80 the focus of attention in the world of ‘paninari’*.

Filling Power

Il filling power è la capacità di immagazzinare aria. Maggiore è il suo valore e maggiore risulterà la capacità isolante. L’unità di misura del fill power è il cu.in. (cubic inches). Per misurarlo si comprime un’oncia di piuma d’oca in un cilindro con peso. Filling power is the capacity to contain air. An increased filling power is necessarily correlated to an increased insulating power. Filling power is measured in cubic inches by compressing an ounce of goose down in a cylinder.

G

li anni ’80 trascinano questa giacca, da sempre distante dall’attenzione di riviste di moda e mezzi televisivi, al centro di un fenomeno sociale senza eguali: i Paninari. E prima ancora che si cominciasse a parlare di Street Style, le piazze si riempiono di giovani portatori di un’estetica legata a marchi e modelli precisi (quelli che loro stessi avrebbero definito “troppo giusti"). Un movimento capace di un’inaspettata quanto insolita visibilità mediatica e al contempo di restare, nell’immaginario collettivo attuale, indissolubilmente legato ad alcuni capi d’abbigliamento come il piumino. Anche se già alla fine del 1988 questo movimento giovanile si spegne, sostituito da una serie di sottoculture che riflettono tutte la conclusione di un decennio vissuto all'insegna dell'ottimismo, il passo è stato fatto: le porte dello sportswear sono state abbattute e questa giacca è divenuta ormai un capo versatile, capace di stuzzicare la fantasia creativa degli stilisti ma anche di rientrare tra le eleganti proposte di numerose maison di moda.

At a time when Street Style was still unknown in fashion, squares were full of youths whose aesthetic beliefs were linked to precise models and brands which they used to define ‘the best ones’: Timberland, Moncler, Best Company, El Charro etc. Unexpectedly, the trend was brought to the forefront by the media and the collective imagination permanently linked it to such garments as the down jacket. By the time the movement died out at the end of the 1990’s, and was replaced by subcultures that expressed the fading of the decade’s optimistic view of life, sportswear had undergone a profound revolution, and the down jacket had become a versatile garment with the power to stir the creativeness of stylists, an item that features today among the elegant proposals of countless fashion firms. * Young people who frequented sandwich bars and wore fashionable clothing. Uno speciale ringraziamento al Centro Internazionale di Documentazione Moda - Modateca Deanna - www.modateca.it

G

razie alla morbidezza, alla leggerezza del suo materiale interno, la piuma e ad un’indiscutibile flessibilità, il piumino rompe un binomio fin lì imprescindibile: non è più necessario vestirsi “pesante” per sentirsi al riparo dal freddo. Prima di vedere uscire il piumino dalla sua dimensione “tecnica” per contaminare lo stile “urbano” dell’abbigliamento dovremo attendere la fine degli Anni ’70. A contribuire a quest’inedita diffusione saranno da un lato la volontà delle aziende di proporre un capo sportivo più sottile (comunque adatto alle basse temperature) e dunque più probabile per un utilizzo quotidiano e dall’altro l’intuizione delle giornaliste di Elle, per un noto servizio fotografico, di esaltare il desiderio comune di un uso “cittadino” del piumino. A quel punto è la strada, che già aveva segnato le differenze fra stili e costumi sociali delle persone, a reinventare l’utilizzo di questo capo “da montagna”.


The Down Jacket_ Moncler www.moncler.com

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Mche onestier è un capo di chiara ispirazione tecnica celebra lo spirito sportivo e pratico del marchio, senza tralasciare dettagli di stile e inconfondibile eleganza: le zip e le finiture bicolore, in contrasto, le chiusure antivento e l’inconfondibile logo presente sia sulla manica che su ciascuna delle tasche.

Mbrand’s onestier is a technical model that interprets the practical, sports inspiration but also its care for style details and elegance in the choice of zippers, the two-colour contrasting finish, the wind-proof fastenings and the unmistakable logo on the sleeve and pockets.

Monestier

W

ith its choice of volumes, the model Everest definitely embodies at best the features of Moncler items. In laqué nylon, this modern down jacket at once echoes the classical models and adjusts the fit by slimming and updating it. The slightly slanting front hand-warmers are provided with invisible zippers in-between the pockets’ fabric finish. Supplied with a pull-out hood, the collar has buttons that match with those in the front fastening, and its contrasting lining bears the traditional balloon-shaped label that offers washing instructions. Like all of Moncler’s down jackets, this model is padded with high quality ‘four flakes – Class I’ virgin duvet, in compliance with R.A.L international regulations.

Icapil modello Everest si conferma in assoluto uno dei più iconici del marchio Moncler, a partire proprio dalla scelta dei suoi volumi. Questo moderno piumino in nylon laqué è al tempo stesso diretta evocazione dei modelli classici e interprete di una rivisitazione della vestibilità, più asciutta e attuale. Le tasche scaldamani frontali, quasi verticali, sono dotate di zip a scomparsa sotto le finiture in tessuto. Il collo, dotato di cappuccio estraibile, è fornito degli stessi bottoni, tono su tono, che percorrono la chiusura frontale; l’interno a contrasto presenta la storica etichetta “a fumetto”, contenente le istruzioni di lavaggio del capo. Come tutti i piumini Moncler anche questo modello è imbottito di duvet di ottima qualità, al suo primo utilizzo, certificato “quattro fiocchi – classe I” secondo le norme internazionali R.A.L.

Nderiva ata nel 1952 a Monestier de Clermont, da cui Set up in 1952 at Monastier de Clermont, the city il proprio nome, Moncler comincia la sua from which it drew its name, Moncler began its

attività con la produzione di articoli per la montagna e il campeggio. Saranno le esigenze climatiche a far nascere, quasi da subito, l’antesignano del capo che conosciamo oggi, affinato negli Anni '50 e ‘60 per le esigenze degli alpinisti europei e poi ulteriormente sviluppato nel ‘72 per l'utilizzo da parte della nazionale Francese di sci. Calore e leggerezza restano i tratti distintivi di queste giacche che, mantenendo la massima qualità certificata del piumino (uno speciale duvet proveniente dal Sud della Bretagna e dal Perigord), sono sempre riuscite a rinnovare la loro allure, grazie alla morbida e raffinata eleganza formale che da anni le contraddistingue.

activity with the production of articles for mountain-climbing and camping. The severe climate conditions of the place soon called for the creation of the precursor of the present-day down jacket, an item which was updated in the 1950’s and 1960’s to meet the demands of European mountain-climbers, and further improved in 1972 for the French national ski team. Lightness and warmth are two distinctive features of a garment which combines the top certified quality of its special down from South Brittany and Perigord, and an ever renewed allure due to the soft, refined formal elegance that has made it outstanding.


The Down Jacket_ The North Face 36

www.thenorthface.com

L

a Gotham Ltd Jacket appartiene alla Lifestyle Collection ed è la soluzione ideale per chi ama il comfort e la praticità dei prodotti tecnici senza rinunciare allo stile; rappresenta una delle novità di questa stagione, in tiratura limitata, ed è realizzata in twill impermeabile traspirante. È imbottita in morbido piumino d’oca 550, il cappuccio staccabile si può indossare con o senza il bordo di pelliccia sintetica. La giacca è inoltre provvista di due tasche scaldamani, due tasche applicate sul petto e una interna per i dispositivi elettronici.

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he Gotham Ltd Jacket belongs to the Lifestyle Collection and is the ideal solution for those who love the comfort and convenience of technical products without renouncing style. One of this season’s limited-edition novelties, it is realised in water-proof breathable Twill padded with soft 550 goose down and has a detachable hood that can be worn with or without the synthetic fur rim. The jacket is also provided with two hand-warmers, besides the two pockets on the breast and the internal one for electronic devices.

Gotham Ltd Jacket

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The Northdifficile Face, la parete nord, il punto più The North Face, just as the hardest-to-climb side da scalare nelle montagne. of a mountain, is a name that sounds like a

Un nome che suona come una sfida: l’azienda nasce nel 1968 a San Francisco e si impone nel mercato per la qualità delle attrezzature per arrampicata e backpacking. The North Face lancia presto una linea di abbigliamento e prodotti per lo sci estremo e negli Anni ‘80 apre la prima sede in Europa. Dalla Mountain Jacket, la giacca prediletta dai professionisti d’alta montagna alle calzature per Trail Running e Trekking fino alla linea di intimo Baselayer System, ogni articolo è studiato per chi ama affrontare la vita come un’avventura in montagna ma anche in città. Never Stop Exploring.

challenge. The firm was established in San Francisco in 1966, and soon gained renown in the market for the quality of its climbing and backpacking equipment. The North Face soon launched a line of clothing and products for extreme skiing and opened its first European office in the 1980’s. From the Mountain Jacket, for which professional climbers have a strong liking, to Trail Running and Trekking footwear and the line of underwear Baselayer System, each of their items is specially designed for people who like to face life as if it were a mountain or a city adventure. Never Stop Exploring.

uesto modello Nuptse Jacket ha un peso complessivo di soli 655 gr. ed ha la particolarità di poter essere ripiegata nella sua tasca interna (pocketable); le spalle sono rinforzate con un doppio strato di taffetá. È dotata di due calde tasche scaldamani e di polsini regolabili, tramite velcro. La zip verticale presenta un dettaglio tecnico molto importante per un utilizzo del capo alle condizioni atmosferiche più estreme: è rinforzata con patta antivento interna su tutta la lunghezza e cuciture nei punti sottoposti a maggiore sollecitazione. L’imbottitura, rigorosamente in piuma d’oca, da 700 fill e il trattamento idrorepellente garantiscono il massimo isolamento dall’esterno.

P rovided with two comfortable hand-warmers and with cuffs adjustable by velcro straps, this pocketable Nuptse Jacket model has shoulders strengthened by a double layer of taffeta and weighs only 655 grams. The garment can be used even under the most adverse weather conditions thanks to an important technical detail concerning the vertical zip, which is strengthened by an internal wind flap from top to bottom, and by seams on the points that have to resist high strain. Its 700 fill goose down padding and waterrepellent treatment ensure great protection.


www.goacorporation.com

The Down Jacket_ Puffa www.puffa.com

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Icomfort l Two Tones incarna la perfetta combinazione di e versatilità, da sempre caratteristici del marchio; questo piumino infatti oltre ad essere dotato dell’inconfondibile manica raglan, inizialmente introdotta per aumentare la capacità di movimento della spalla (per l’uso sportivo del capo), evidenzia l’utilizzo del classico taffeta di nylon bicolore.

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Ventile

he lines Original and Alpine in Two Tones stick to the tradition of style and design of the brand’s earliest models; the Two Tones merges the comfort and versatility that the brand has always focused on. Besides being provided with unmistakable raglan sleeves, originally meant to allow the shoulders to move freely during sports activities, this down jacket is tailored in the classic two-colour nylon taffeta.

Iinvece l tessuto che caratterizza il modello Ventile è The model Ventile shares its name with the l’omonimo cotone naturale waterproof. waterproof natural cotton fabric it is made of.

Si racconta che il Ventile sia stato brevettato in campo militare, durante la Seconda Guerra Mondiale, per rispondere all’esigenza di Churchill di proteggere dalle basse temperature i convogli di viveri che transitavano sull’Artico. Grazie alle elevatissime prestazioni in fatto di isolamento termico e idrorepellenza, questo materiale ha permesso ad esploratori del calibro di Sir Ranulph Fiennes perfino di attraversare l’Antartico. Anche questa giacca vanta un’imbottitura in piuma d’oca di ben 650 fill, in grado di garantire grande confortevolezza e protezione dal freddo.

Legend has it that Ventile was patented by the army during the Second World War, to meet Churchill’s demand that food convoys sailing across the Arctic should be protected from the very low temperatures. The very high insulating power of this waterproof material enabled a great explorer like Sir Ranulph Fiennes to cross Antarctica. Ventile is provided with a 650-fill goose down padding that ensures comfort and protection against cold.

C olore e understatement per il piumino simbolo C olour and understatement characterise this dello spirito british negli sport sulla neve. Famoso down jacket, that symbolises the British spirit in

già negli Anni '70, dalle piste da sci alle strade delle capitali europee, il marchio inglese ha innovato il genere grazie alla manica a raglan e ai suoi caratteristici accostamenti cromatici a contrasto. Capo tecnico leggerissimo e punto di riferimento nell’iconografia classica del piumino, Puffa ha accompagnato per anni la squadra olimpica inglese, i momenti di relax dei Reali d’Inghilterra nonchè i rampolli dell’alta società sulle piste delle più mondane stazioni sciistiche. Le linee Original e Alpine in Two Tones conservano lo stile e il design dei primi modelli, come patrimonio del marchio, rinnovandosi attraverso gli anni nella ricerca di materiali di pregio e di una efficace palette di colori a contrasto.

snow sports. As far back as the 1970’s, the brand was already renowned for its raglan sleeves and its typically contrasting colour combinations on ski runs and in the streets of European capitals. A very light, highly technological garment and a style benchmark in the field of duvets, Puffa has for years been used by the English Olympic team, by the English Royal Family in their moments of relax, and by the scions of aristocratic families on the ski slopes of fashionable mountain resorts. Puffa has renewed itself over the years both by researching on high quality materials and by using a rich palette of contrasting colours.


The Down Jacket_ Hox 38

Linteramente a giacca in piuma d’oca (qui raffigurata) è stata concepita intorno all’idea di ridurre

www.hoxitalia.it

volumi e peso specifico del capo, senza però minimamente compromettere capacità termica e comfort. L’imbottitura in piuma di altissima qualità ed il tessuto esterno in micro poliestere sono in grado di conferire al piumino, che appartiene alla serie “Soft Touch” di Hox, un’eccezionale morbidezza al tatto. La chiusura del cappuccio, le sei tasche frontali, i polsini in tessuto elasticizzato e la scelta di materiali altamente performanti sono i tratti distintivi di un capo evoluto all’insegna della praticità.

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he down jacket in the picture was created by focusing on volume and weight reduction without impairing the garment’s warmth and comfort. The high-quality down padding and the outer micropolyester fabric give a special softness to this garment in Hox’s ‘Soft Touch’ line. The button-up hood, the six front pockets, the elastic wrist bands, and the highly performing materials are the distinctive features of a jacket that has changed to take on more practical features.

Raffa

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l modello Raffa è invece perfetta rappresentazione dell’evoluzione stilistica del piumino tradizionale proposta dal marchio; la leggera gessatura del tessuto esterno a memoria di forma, di provenienza giapponese, i polsini e il fondo realizzati in ciniglia e l’imbottitura del cappuccio, in pelliccia murmasky sul bordo e lapin all’interno, sono i dettagli inconfondibili di questo moderno bomber in piuma d’oca.

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he model Raffa, instead, perfectly illustrates how the brand has achieved significant stylistic changes in traditional down jackets; the hardly perceptible pinstripes in the made-in-Japan memory material it is made of, the chenille wrist and waist bands, the hood rimmed with murmansky fur and lined with lapin inside are the unmistakable details that characterise this modern goose down bomber jacket.

Itimen 1998 Andrea Caldaro was well ahead of his HAndrea ox è un progetto nato nel 1998 dalla volontà di when he gave life to the project Hox, an Caldaro di investire, in anticipo sui tempi, initiative which marked the beginning of a policy

sulla ricerca e il design nella produzione di piumini. Il capo viveva allora una delle sue fasi più statiche ed in contrasto con i volumi ampi di quel periodo, talvolta poco femminili, l’azienda decise di lavorare su giacche più sfiancate utilizzando materiali e costruzioni interne tecnicamente avanzate, allo scopo di rispondere ad un’esigenza femminile ben precisa: volumi asciutti e praticità d’uso, tessuti dotati di memoria e finiture preziose. Hox è il gene regolatore della morfogenesi, una sequenza di Dna responsabile dello sviluppo degli organismi ma soprattutto un nome che lega questo marchio indissolubilmente all’idea di continua evoluzione. In pochi anni l’azienda ha infatti ottenuto un importante riconoscimento, vantando già ben 750 clienti solo sul mercato italiano. Il recente sviluppo della parte logistica e il lancio di una nuova linea di ricerca a Pitti Immagine Uomo 2008 ci dicono inoltre che Hox è pronta per un altro passo in avanti.

of investment on research and design to boost his production of down jackets. At a time when the garment was going through a slack period, and its bulky look could be unbecoming to a woman’s body, the Firm decided to meet women’s demands by making tighter fitting jackets through technically advanced materials and tailoring techniques: fabrics reminiscent of tradition, to make slimmer and more practical garments with a precious finish. Hox is somehow the gene that governs the growth and change of new forms, a DNA sequence that triggers the development of new creations, a name that associates the brand with the idea of endless evolution. In the space of few years, not only has the Firm achieved great success with over 750 clients on the Italian market alone, but recent further developments in logistics and the launching of a new line of research at Pitti Immagine Uomo 2008 have proved that Hox is ready for another leap forward.


The Down Jacket_ Special Editions Gallery 40

Lanella The North Face Aconcagua Hoodie Jacket (qui The North Face Aconcagua Jacket (here in the versione mimetica) è una giacca distribuita camouflage version) is available exclusively on the esclusivamente sul mercato giapponese; essa è caratterizzata dall’impiego del particolarissimo nylon Super Baby Ripstop, con copertura DWR (Durable Water Repellent), e da un elevatissimo grado di leggerezza. Il capo non supera infatti i 300 gr di peso e, grazie alla morbidezza del tessuto esterno, è totalmente ripiegabile in una piccola tasca interna.

Japanese market. Made in Super Baby Ripstop nylon with a layer of DWR (Durable Water Repellent), this extra-light jacket is less than 300 grams in weight and, thanks to the softness of its fabric, can be folded up into a small inside pocket.

Questo piumino di Stone Island ha la particolarità This Stone Island down jacket is in natural white, di essere realizzato con un nylon resinato extra light, resin-bonded nylon through which the ultraleggero, color bianco naturale, in grado di lasciar leggermente intravedere l’imbottitura interna in vera piuma d’oca bianca. Le zip delle tasche e della chiusura frontale sono a contrasto così come la fodera interna di colore brillante. I particolari effetti di ombreggiature localizzate sono ottenuti bloccando, nella fase di assemblaggio del capo, il passaggio della piuma tra l’esterno e la fodera.

real goose down inside padding can hardly be seen. The pockets, the zips in the front fastening, and the bright-coloured inner lining come in contrasting colours. The special localised shading effects are obtained when the garment is assembled by preventing the down from overflowing in between the jacket proper and its lining.


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a collaborazione tra lo stilista giapponese Junya Watanabe e Moncler risale all’anno 2004; l’incontro tra l’esperienza del marchio e l’estrema ricerca su corpo e materia, da sempre caratteristica del designer, continua ad essere all’origine del successo riscosso da questi capi, a lungo fiore all’occhiello della produzione Moncler. La Down Jacket della collezione F/W 07-08 Junya Watanabe Comme des Garçons Man evidenzia un tessuto esterno di nylon dallo straordinario effetto opaco e conserva tutti gli elementi caratteristici dello storico modello Nepal.

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he Japanese stylist Junya Watanabe and Moncler started their collaboration in 2004, and the merging of the brand’s tradition with the designer’s thorough research, typically focused on the body and materials, must be credited with the continuing success of garments that have long been the show-pieces of Moncler production. The Down Jacket in the Junya Watanabe Comme des Garçons F/W 07-08 men’s collection is made of an opaque-looking nylon fabric, and still bears the distinctive traits of the historic model Nepal.

The Down Jacket_ Special Editions Gallery 41

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uesta giacca Y’s della stagione F/W 06-07 è il frutto della collaudata collaborazione tra Aspesi e lo stilista Yohji Yamamoto; all’esterno troviamo un soffice taffetà di nylon completamente idrorepellente mentre l’imbottitura interna è rigorosamente in piuma d’oca di altissima qualità. Il capo, completamente reversibile, è dotato di tasche elegantemente tagliate a filo da un lato e dall’altro tutte applicate e zippate.

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his Y’s jacket of the F/W 06-07 season is the result of Aspesi’s long collaboration with the stylist Yohji Yamamoto. A completely reversible garment, made of soft, water-repellent nylon taffeta, the jacket is padded with high-quality goose down, and has elegant welt pockets that become patch pockets with zippers when the jacket is reversed.


Pbl_ Avanti Inc. W _ www.avantijapan.co.jp

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AVANTI


Pbl_ Avanti Inc. 44

Txt_ Reiko Hanafusa

Avanti has been focusing on the production of organic cotton since 1990, long before the world became aware of the risk that chemicals used in agriculture could harm the environment and the health of humans. They are now regular importers into Japan of organically grown raw cotton, with which they produce for sale considerable amounts of yarn, fabrics and clothes. The main principles they stick to illustrate the philosophy underlying their production: to provide people with safety, comfort and a natural way of life through products to wear next the skin every day. Avanti hold the view that: ’Making natural things is not something ‘natural’ today’. In fact, it takes a good deal of hard work and many rigorous procedures in order to produce real certified organic cotton. Cotton plants obtained from non-genetically modified seed are to be grown on farmland where pesticides and weed-killers have not been sprayed for at least three years prior to harvest. Furthermore, healthy fertile soil can be obtained only through crop rotation, and the addition of compost. Once harvested, natural raw cotton is imported into Japan from Texas. After checking that the above procedures are correctly carried out,

Avanti has to care for the production of their completely organic cotton items. Raw cotton fibre is spun into yarn by skilled craftsmen through ‘Water Twist’, an ancient technique adopted by few select spinning factories. The yarns are then selected and delivered to textile industries all over Japan.At a limited number of factories where traditional techniques are still used, yarns are woven into different kinds of fabrics by skilled workers with old wooden weaving machines. Although such machines are slower and have to undergo more expensive maintenance than modern ones, the fabrics ‘Made in Japan’ they turn out are of higher quality and perfectly in line with Avanti’s policy aimed at obtaining perfection in production. As people attach more and more importance to natural products, in the near future they will become a very attractive item in the fashion industry.


W _ www.avantijapan.co.jp Txt_ Reiko Hanafusa

Avanti concentra la sua attività sulla produzione di cotone biologico dal 1990, prima che il mondo diventasse consapevole dei rischi per l’ambiente e la salute dell’uomo indotti dai prodotti chimici usati in agricoltura. L’azienda attualmente importa regolarmente in Giappone cotone greggio coltivato con criteri biologici, con il quale produce e vende considerevoli quantitativi di filati, tessuti e abiti. Uno slogan dell’azienda illustra la sua filosofia di produzione: fornire alla gente sicurezza, comfort e uno stile di vita naturale mediante prodotti da usare quotidianamente a contatto con la pelle. Avanti dichiara: “Produrre dei capi naturali non è affatto naturale oggigiorno”. Produrre cotone biologico con certificazione di autenticità implica una gran quantità di lavoro, e inoltre per ottenerlo occorre rispettare molte procedure rigorose. Le piante di cotone ottenute da semente non geneticamente modificata vanno coltivate su terreni sui quali non si siano usati pesticidi o diserbanti per almeno tre anni prima del raccolto. Inoltre, un terreno sano e fertile si può ottenere solo attraverso metodiche di rotazione e l’aggiunta di terriccio fertile. Il cotone greggio che se ne ottiene viene infine importato in Giappone

Pbl_ Avanti Inc. 45

dal Texas. Dopo aver controllato che tutte le procedure siano state correttamente svolte, Avanti deve curare la produzione dei suoi perfetti capi in cotone biologico. La fibra di cotone greggio viene filata da personale qualificato mediante “Water Twist”, una tecnica antica usata da poche filande selezionate. I filati ottenuti vengono successivamente scelti e inviati a industrie tessili in tutto il Giappone. Presso un numero limitato di aziende tessili, che usano ancora tecniche tradizionali, i filati vengono trasformati in diversi tipi di tessuto da operai specializzati che usano vecchie macchine tessili di legno. Benchè questi telai siano più lenti di quelli moderni e di più difficile manutenzione, le stoffe “Made in Japan” che producono sono di più elevata qualità, perfettamente in linea con la finalità di Avanti di ottenere una produzione praticamente perfetta. Poiché il pubblico dà sempre maggiore importanza ai prodotti naturali, essi sono destinati a diventare un grande polo di attrazione nell’industria della moda.


Shop_ Atelier NY 46

W_ www.ateliernewyork.com

PH_ Atelier NY

TXT_ Alessandro D'Annibale

Sorto nel 2002 nel cu ore di Manhattan, At elier New York ha sap guadagnarsi un’ecce uto in pochi anni llente reputazione ne Come ci spiega Karlo l panorama fashion int Steel, fondatore del ernazionale. negozio assieme a Co base di questo proge nstantin von Haeften tto vi è la spontanea , alla trasformazione di una grande passione perso per la moda in un’evolu nale ta e moderna realtà co L’interior design del mmerciale. negozio, in pieno stile Wiener Werkstatt, cu Saintangelo, ricrea un rato da Fernando raccolto ed elegante salotto della fine del trovano posto alcune Ventesimo secolo do tra le più ricercate co ve llezioni degli ultimi an ni oltre ad una selezi one vintage di libri dedic Carol Christian Poell, ati alla fotografia di mo Label Under Construc da. tion, MA+, Rick Owen sono solo alcuni dei ma s e Ann Demeulemeest rch i er di ab iti e acc essori uomo in vendita “Vendere ciò che mi piace” è quello che, presso Atelier. fin dagli esordi, Karlo mescolando uno stile Steel ha deciso di far da “fashion insider” e, elegante e sobrio al suo background di de attraendo una folta clie sig ne r, nte la di appassionati, adde Un’offerta rivolta al pu tti ai lavori e celebrità bblico maschile capace . pe non gender e agli acc rò, grazie alla sua conn essori, di avvicinare ne otazione a tratti l tempo anche l’inter esse di una piccola pa rte Al suo quinto annivers di clientela femminile. ario il negozio si appre sta a spostarsi in una dell’Hudson Square (a nuova sede, nell’area nord di Tribeca). Il nu permetterà ad Atelier ovo spazio, circa tre di ospitare eventi, pa volte più grande, rty e di espandere la sua esclusiva selezion e con l’inserimento di access ori dedicati alla donn a.


Shop_ Atelier NY 47

Ma n Est yea hatta ablish the rs m n, A ed i wo ana teli n 20 Ste rld o ged er Ne 02 in to fi w t Co el, nst wh ntern mak York he he of e an ou ation a re has art o tin n evo their von ded al fas puta in few f pro Hae l the hio tion u t f i co mm ashio on o ject i ften, Ate n. Ka in erc n in f the s th exp lier rlo e w la ial t i Sa fi o a r gr spo ins ith t sty inta he st rm. T mod eat p ntan that ng le, ern eo as e ore he XX recr lo in , rea inte and sion us r -ce ea f dis l i p m i or se u t a or p co lay s ntury es a re W d by desi ture vin llect om livi sm iene Fe gn o tag ion e o ng- art, r W rnan f r f s es s ele of th the m oom nug erkst do wh a cti on e pas ost e end tt of t fe sop re ar -ofbo h ok w ye istic e on s an abo ars, a ated dp u n ho t fas d a tog hio rap n hy.

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Art_Intro 49


Art_ Sognare - Yoko Ono 50

W_ www.lazzariweb.it

PH_ Michele Mibelli

TXT_ Carlo Sala

Yoko Ono è certamente una delle personalità più importanti della cultura contemporanea. Artista eclettica è stata tra gli aderenti del movimento Fluxus negli anni Sessanta e di quello straordinario fermento artistico e sociale che ha pervaso quelle generazioni. Ora la Ono è protagonista di una mostra personale (fino al 7 gennaio 2008) presso il Museo di Santa Caterina a Treviso intitolata sognare. La rassegna, promossa dal Comune di Treviso, dall’Associazione Culturale Lazzari e dell’Archivio Bonotto, propone un percorso articolato e ricco di spunti. Si possono cogliere gli aspetti che meglio caratterizzano la forza creativa dell’autrice americana. Un forte dialogo con il contesto museale che si nota in molti lavori come ad esempio nel Blue Room Event, realizzato da Yoko Ono durante il suo soggiorno a Treviso. Una serie di suggestive scritte apposte sui muri del chiostro del museo dal forte valore concettuale. Frasi che recano indicazioni impossibili sul piano fisico, ma che vanno costruite nella mente di ogni persona che si rapporta con esse. Molti i momenti di interazione, ad esempio la nuova versione del My mummy was very beautiful, in cui ogni visitatore è invitato ad apporre la foto della propria madre. Oppure lo storico lavoro Wish Tree, un’opera che per sensibilità e riflessione sembra essere a cavallo tra Occidente e Oriente. Le persone possono scrivere i loro desideri più profondi e appenderli nei rami degli alberi. A chiudere la mostra la suggestiva versione marmorea di Play It By Trust. Una grande scacchiera, imponente limpida e pura. Le caselle ed i pedoni del medesimo colore, il bianco. Il nero è scomparso, creando un sovvertimento delle regole del gioco per una partita virtualmente infinita. Questo è metafora di un rapporto che può essere di relazione e non necessariamente uno scontro. Una mostra ricca di valori e messaggi lanciati da un’artista dalla forte personalità. L’autrice pone molto spunti su cui riflettere, ci invita a confrontarci con i vari lavori, per non essere semplici visitatori, ma parte attiva di un grande processo creativo.

Yoko Ono is no doubt one of the most outstanding figures in contemporary culture. An eclectic artist, in the ‘60s she joined the movement Fluxus and shared the social and artistic engagement of those days’ generations. Yoko Ono is now the protagonist of ‘Sognare’, a personal exhibition at Treviso Santa Caterina Museum, open till January 7, 2008. Sponsored by Comune di Treviso, Lazzari Cultural Association and Archivio Bonotto, the exhibition offers a rich and varied selection of her works and underscores the features that illustrate at best the American artist’s creative power. A heartfelt attempt to start a dialogue with the Museum’s framework is the motif underlying works like ‘Blue Room Event’, which Yoko Ono created during her stay in Treviso. A set of extremely suggestive captions, hanging on the walls of the Museum’s cloister, convey highly conceptual values in sentences containing instructions that cannot be physically carried out, but are meant to be materialised in the mind of readers. With the new version of ‘My Mummy Was Very Beautiful’ the artist offers viewers an opportunity to interact with the work of art by asking them to leave a photo of their mother. The historically relevant ‘Wish Tree’ is a work in which the combination of sensibility and thought seems to bridge the Western and the Eastern World. In this case people are asked to write their deepest wishes on slips of paper and hang them on a tree’s branches. The exhibition ends with the suggestive marble version of ‘Play It by Trust’, in which a large, imposing, bright and pure chessboard has both marble squares and pawns in the same shade of white. Black has disappeared, and, as a consequence, the rules of the game appear subverted, the game itself, virtually endless, is the metaphor of an encounter leading to a meaningful relationship rather than to a conflicting one. The artist’s strong personality conveys a world of values and messages through an exhibition meant to give visitors clues for reflection, to invite them to establish a relationship with the works on display, and to actively take part in a great creative event rather than be merely spectators.


Art_ Sognare - Yoko Ono 51


Art_Textile Design Contest 2

W_ www.lazzariweb.it

PH_ Mug magazine

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amera di , presso la C embre 2007 nita la giuria ufficiale ic D 4 so or è riu Lo sc st di Treviso, si esign Conte Commercio edizione del Textile D enuti. a rv nd pe della seco elaborati valutare gli e Culturale Associazion allo scopo di ll’ da so os om ogettazione pr pr la so al or e nc Il co all’ideazione azione di giovani to ca di de i, ip Lazzar partec . o ha visto la i del mondo di un tessut diversi paes alla prova il da i nt ie en creativi prov possibilità di mettere ogettuali il la pr Coniugando rie capacità oi nto e le prop fornito ai su ha proprio tale 2 st te n Con di approccio Textile Desig a concreta occasione un partecipanti tessile, della moda e l de ra ie fil alla nere. mento in ge . Alberto dell’abbiglia le, presieduta dal Prof sì ia nezia era co fic Ve uf di La giuria Cà Foscari ità e rs or ve at ni in U rd ofili, Coo Prandi dell’ of. Romeo Pr , Dott.ssa composta: Pr Corso per Periti Tessili l di Laurea in de so or co C ifi l nt Scie Direttrice de ., Sig.ra Deanna a, is Fr a is I.U.A.V Maria Lu Moda dello a Deanna, Design della , titolare della Modatec Moda e e ni Ferretti Vero ionale Documentazion or di Max az at in rn rd te In oo o C tr n Cen shio Lusuardi, Fa Sig.ra Laura Mara. erenza rante la conf iazione e du Design Contest 2 em pr di de xtile In se iusura del Te e hanno stampa di ch licate le motivazioni ch dei suddetti e bb on pu zi alla sele verranno di iuria Ufficiale tra gli autori portato la G vincitori del concorso; anno rr ali progetti qu simi mesi, ve rta la ati, nei pros fe questi elabor ndidati ai quali sarà of lavorative di ca e individuati 2 olgere delle esperienz uzione di od pr di e ibilità di sv ili ss ss po gory le aziende te azione. raphics cate stage presso partner della manifest 1st prize G to en m ia abbigl

le Lazzari, zione Cultura dell’Associa ione del Textile Design ità tiv at le iz Tra olare i à alla terza ed che lavora gi no iniziative volte a stim no al ra ia nt cc fa rie Contest, tivi che si af giovani crea ll’industria i de a tr tà i al m re ga le ne voro e le vici Design. mondo del la ll’Abbigliamento e del inato dalla de oc a, tr od pa o della M ontest è stat C n omune di ig C l es D Il Textile Provincia e da a e dalla lla da , to ne Regione Ve AV di Venezi tre che ol Università IU oda Italiana Treviso, dall’ M lla de Ascom ionale mercio, dall’ om C Camera Naz di a er am C lla da promosso di Treviso. Camera di e Unindustria embre 2007, presso la uria ufficiale Dic gi 4 la so ta or ni sc riu Lo Treviso, si è ign Contest di o es ci D er ile m Com ione del Text iz ed a nd co della se al Il L d cr C p T p al d L Pr co S

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Art_Textile Design Contest

xtile on of the Te and e second editi in e th am of ex es to l of Judg ommerce 07, the Pane Treviso Chamber of C organised , 20 st ec te D on h C 4t e at On a s. Th test gathered in by the competitor invention and design of Design Con handed to the ld. ks d or te or w w vo e e th de th d of evaluate iation an countries design ultural Assoc om various by Lazzari C en to young creators fr to test their talent and iles, fashion xt ty op ili te as ib of w ss , ld ic po or br e w fa th e n th ve ch gi e oa appr s wer Competitor portunity to ce ‘Ca’ well as an op di from Veni abilities, as Alberto Pran Coordinator of . of Pr . by ng d es, chaire and clothi Scientific . meo Profili, or of I.U.A.V Panel of Judg The official rsity , included: Prof. Ro aria Luisa Frisa, Direct e th , ni ro ve r. M Ferretti Ve Foscari’ Uni Textile Technicians, D tation, rs. Deanna for n Design, M tre of Fashion Documen io sh Fa the School in e re en C eg l D na e io th at r Course fo rdinator. nna, Intern odateca Dea ax Mara’s Fashion Coo M owner of M , di ar su Lu ura and Mrs. La

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Pbl_ Il Bisonte 54

W_ www.ilbisonte.net Txt_ Paolo Vitale

Ph_ Il Bisonte

Durante la scorsa edizione di Pitti Immagine Uomo di Giugno 2007, in concomitanza con l’uscita di una delle pelliccole di maggiore successo dell’anno, il terzo episodio della saga “Pirati dei Caraibi”, Wanny di Filippo ha presentato un’apposita vetrina dedicata alla collezione “Pirata”. Non semplicemente una novità bensì una reinterpretazione delle linee “Pirata” e “Corsaro”, create più di vent’anni fa da Il Bisonte. Nata quasi per gioco, quest’ironica rielaborazione del tema ha ottenuto grandissimo successo in tutto il mondo, ponendo le basi per l’inserimento di questa doppia linea, Pirata e Corsaro, oggi arricchita e ampliata. A partire dai modelli originali in vacchetta conciata al vegetale, sono stati introdotti nuovi accessori argentati e in ottone e soluzioni più funzionali e moderne. Borse e complementi della prima edizione “pirata” erano in pelle di colore rosso o nero con bordi argentati a contrasto, oggi Il Bisonte gioca maggiormente sulla combinazione del tono su tono di rosso (per la linea Corsaro) e di nero (per la Pirata), conservando le borchie come elemento di rifinitura. La collezione che è composta da una sacca d’ispirazione marinara, due portafogli e due bracciali borchiati “Pirata” e “Corsaro”, è stata concepita nel pieno rispetto della tradizione de Il Bisonte: creare borse e accessori caratterizzati da una autentica pulizia formale, in grado di valorizzare nel tempo il pellame pregiato attraverso l’invecchiamento, vero valore aggiunto di questi prodotti. Contemporaneamente, dopo l’ampliamento del flagship fiorentino all’interno dello storico Palazzo Corsini, con l’aggiunta de “Il Bisonte Scuderie” (un tempo sede delle scuderie papali) anche i negozi giapponesi puntano sulla differenziazione dei punti vendita. Da poco sono state sviluppate due nuove boutique tematiche: Il Bisonte Libreria e Il Bisonte Trattoria, che pongono l’accento sull’emozione della tradizione. La prima è un negozio che richiama in tutto e per tutto, nell’interior design, una vecchia libreria, la seconda invece ci riporta all’ambientazione di una tipica trattoria fiorentina, in onore dell’origine del marchio.

During last edition of Pitti Immagine Uomo, held in June 2007, one of the year’s most successful films , the third part of the saga ‘Pirates of the Caribbean’, was being screened while Wanny di Filippo presented his display devoted to the collection ‘Pirate’. Far from being a novelty, the collection is a new interpretation of the lines ‘Pirate’ and ‘Corsair’ created by Il Bisonte over 20 years ago. Born in play, this ironic re-handling of the theme has achieved great success all over the world and has made it possible to launch the double line, ‘Pirate’ and ‘Corsair’, now widened and enriched. The original models in organically tanned leather have been enhanced both with new brass and silver-plated accessories, and with more updated and functional solutions. The first edition of ‘Pirate’ bags and accessories came in black or red leather with contrasting silver edges, whereas today Il Bisonte relies more on the match of different shades of red (in the line Corsair) and of black (in the line Pirate), but keeps using studs in the finish of items. The collection consists of a sailor bag, two wallets and two studded armbands ‘Pirate’ and ‘Corsair’ that have been designed following the traditional canons of Il Bisonte, that consist in creating neatly designed bags and accessories with the power of enhancing their high-quality leather through ageing. After the Florence-based flagship store has been widened at historical Palazzo Corsini by the addition of ‘Il Bisonte Scuderie’ (where the Pope’s stables used to be located), also the Japanese stores rely on diversified retail outlets. Two new thematic boutiques have just been set up: ‘Il Bisonte Libreria’ and ‘Il Bisonte Trattoria’, meant to revive and enhance traditional emotions. The former is a store whose interior design recalls an old bookshop, the latter, instead, is reminiscent of a typical ‘trattoria’ in Florence, in honour of the brand’s origin.


W_ www.u-ni-ty.com Txt _ Laura Scarpa

Una collezione senza tempo, per un Humphrey Bogart moderno. La linea U–NI–TY vintage è stata lanciata sul mercato alla fine del 2004 da un designer italo-francese, JP Gassa e ha riscosso subito un grande successo. La collezione nasce curiosando nei mercatini delle pulci di Parigi, New York, Tokyo e Amsterdam dove, tra le bancherelle, si riscopre la cultura europea, lo stile classico, i vestiti vintage. U-NI-TY vintage non si rifà a clichè, ma crea un nuovo style traendo ispirazione da modelli del passato, nell’arte e nella fotografia, nelle icone del cinema e della musica ma anche nel militar tailoring. Il taglio degli abiti è molto maschile, i tessuti sono lavorati seguendo le migliori tradizioni sartoriali, la qualità del prodotto è d’eccellenza. La ricerca di materiali e la precisione nelle rifiniture è una delle chiavi vincenti di U-NI-TY che valorizza il confort e la vestibilità. Questa nuova visione del lifestyle prende spunto dalla vita delle persone vere: tra serietà e umorismo nasce un prodotto per degli uomini eclettici che non amano il conformismo. La rivisitazione del classico con un tocco di provocazione veste un dandy moderno, da un’eleganza alla Bogart nell’indimenticabile Casablanca ridisegnata sull’uomo dei giorni nostri. Una collezione che richiama la vita bohemien dei jazz club degli anni Cinquanta e di Saint-Germain-Des-Près ma anche i gentlemen degli anni Trenta con il loro charme e la loro innata classe. Frammenti di passato ritrovano vita in una moderna interpretazione dello stile classico in cui la creatività è il vero lusso.

A timeless collection, for a modern Humphrey Bogart. Launched on the market late in 2004 by the Italo-French designer JP Gassa, U-NI-TY Vintage immediately achieved great success. The line draws its inspiration from Paris, New York and Amsterdam flea markets, where, browsing around the vintage clothing stalls, you can rediscover the spirit of European culture and catch a glimpse of classic styles. U-NI-TY Vintage is not based on clichés, but creates a new style by drawing on past models set by art and photography, film and music stars, as well as by military tailoring. Their clothing, markedly masculine in cut, and the fabrics they use follow the best tailoring tradition and achieve excellence. The choice of materials, the care for finish and details are only some of the features that enable U-NI-TY to enhance the comfort and fit of their clothing. As the brand was born, a new conception of lifestyle was brought into being that combines sobriety and humour in a new product devoted to eclectic, unconventional men. Classics are revisited and given a provocative touch to dress a modern dandy, whose elegance echoes the style of Humphrey Bogart but is redesigned on the man of today. The collection recalls the jazz clubs’ bohemian lifestyle of the ‘50s, but also the charm and inborn class of the gentlemen of the ‘30s. Fragments of our past are brought back to life in a modern interpretation of classical style in which luxury coincides with creativity.

Pbl_ U-NI-TY 55


Mattori Report_ Globe Gallery 56

W_ www.mattori.it

PH_ Globe Gallery

Concept_ Orietta Pelizzari e Matteo Bardi

Globe Gallery è nato il 2 giugno 2007 a San Pietroburgo per volere di Savelij Archinpenko, architetto e creatore del primo loft della città, FLOORS. È in questa sede che il progetto trova spazio: 150 mq di luce e architettura industriale al 5 ∞ piano di uno storico e centrale edificio. Pittura, installazioni, arte e video performance in un ambiente moderno, stimolante nei suoi cambi di atmosfere, dove le superfici diventano arredo, ambientazione totale. Colori neutri lasciano che l’attenzione cada sugli oggetti esposti, il bianco e la luce avvolgono tutto in una nuvola di gesso, come se lo spazio intero fosse un’unica grande installazione, una continuità

evidente. Fin dalla prima esposizione è stato chiaro che il principio guida delle scelte di Globe Gallery è ritenere che l’arte possa dar vita ad una realtà parallela eco del mondo reale, uno spazio che metta in risalto geografie artistiche inedite e sia un mondo dove la forza immaginativa dei giovani possa dar vita ad una nuova generazione di artisti. Divine Alliances, questo il nome della mostra, univa il lavoro dello scultore inglese Andrew Logan e la sensibilità artistica della russa Irena Kuksenaite. In un settore dove il contemporaneo è già fin troppo riconoscibile, per canoni e contenuti espressi, la ricerca di Globe Gallery viaggia su territori nuovi e sconnessi, difficili per chi non è disposto a guardare oltre i propri confini. Quest’anno lo spazio ha ospitato per la seconda volta l’artista mongolo BAZO e la sua arte contemporanea, ricca di misteriosa esoticità; quest’ultimo sta lavorando con il writer moscovita MOST per una mostra intitolata “NO FUTURE


Mattori Report_ Globe Gallery W_ www.globegallery.ru

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achievements of the Russian artist Irena Kuksenaite. In a world where the canons and contents of contemporary art trends are all too identifiable, Globe Gallery’s are now widening their research to new challenging fields, inaccessible to those who are unwilling to look ahead beyond their limitations. This year the space has displayed for the second time the rich exotic mystery of the latest works by the Mongolian artist BAZO, who is currently working with the Moscow-born writer MOST at an exhibition entitled “ NO FUTURE FOR …”, to outline new developments in future art.Globe Gallery was set up in St Petersburg on 2 June 2007 by architect Savelij Archinpenko, the creator of FLOORS, the city’s first loft and the space where the Gallery is located, a 150 square-metre piece of industrial architecture flooded with light, on the fifth floor of an old building in the city centre.

Globe Gallery was set up in St Petersburg on 2 June 2007 by architect Savelij Archinpenko, the creator of FLOORS, the city’s first loft and the space where the Gallery is located, a 150 square-metre piece of industrial architecture flooded with light, on the fifth floor of an old building in the city centre. Paintings, installations, art and video performances are set in a modern space, that takes on exciting changing atmospheres with surfaces that are at once fittings and setting. Neutral colours enable viewers to fix their eye on the items on display in a space where everything is enfolded in the whiteness and light of a chalk-coloured cloud, as if the overall layout had

the continuity of one huge installation. As the first exhibition clearly showed, the guiding principle of Globe Gallery’s choices is the belief that art can create a parallel world, an echo of the real one, a space where new art forms are brought to the forefront, and where a new generation of artists can arise from the imaginative power of young talents. Under the name Divine Alliances, the exhibition has displayed both the works by the English sculptor Andrew Logan and the artistic


Design_ Modula® 44

W_ www.dynamic-italia.it

PH_ Modula®

TXT_ Alessandro D'Annibale

Modula® è lo straordinario sistema di costruzione messo a punto da Dynamic, azienda italiana leader nello stampaggio a compressione e iniezione di termoplastici e termoindurenti, attraverso la realizzazione di pannelli modulari in S.M.C. (Sheet Moulding Compound*). Elementi piani, angolari e cantonali che ci permettono, in pochissimo tempo, di costruire delle strutture durature, resistenti agli agenti esterni e completamente riciclabili. Guardando oltre al comune utilizzo della plastica, si può comprendere la grande quanto rivoluzionaria intuizione che sta alla base di questo progetto, già insignito, nel 2004, della segnalazione del Compasso d’Oro A.D.I. Una tecnologia diffusa nello stampaggio industriale viene applicata al principio della modularità, dando luogo ad infinite possibilità costruttive: unità abitative, cisterne, piscine e tubazioni sono alcuni dei modelli proposti attraverso l’utilizzo degli elementi di base. Modula® is a special building method realised by Dynamic, a leading Italian firm in the field of pressure and injection moulding of thermosetting and thermoplastic materials through S.M.C (Sheet Moulding Compound) modular panels. Flat panels of various shapes, assembled with side angular joints and corner angles, enable the quick building of durable, weather resistant, totally recyclable structures. Leaving aside the problems arising from the ordinary use of plastics, we must acknowledge the importance of the revolutionary intuition underlying a project which received a citation from Compasso d’Oro A.D.I in 2004. A widespread technique in industrial moulding has been applied to the idea of modularity, and has led to countless building options: housing units, tanks, swimming pools and pipes are only a few of

Modula Cubby® costituisce una facile soluzione in caso di necessità di un’abitazione d’emergenza, in grado di garantire un altissimo isolamento termico e al tempo stesso un’elevatissima velocità di assemblaggio, comfort e grande personalizzabilità interna. Costruzioni di garage e coperture sono solo alcune tra le più evidenti possibilità applicative di Cubby.

In case of need, Modula Cubby® can easily supply an emergency housing unit that guarantees high heat insulation, comfort, a personalised interior, and can be assembled in no time. The building of garages and shelters are only two instances of Cubby’s rich potential.


Design_ Modula® 45

Modula Tube® rende possibile, attraverso l’impiego degli elementi modulari e senza l’utilizzo di cemento, la realizzazione di tubazioni per la canalizzazione di cavi e acque. Grazie alla sua straordinaria capacità autoportante Modula ci offre la possibilità di costruire facilmente strutture fuori da terra, in grado di ospitare, in vani appositamente alloggiati tra i pannelli, cavi elettrici e tubazioni alimentabili anche con sistemi di produzione energetica autosufficienti. Le superfici esterne lucide si prestano alla personalizzazione e alla decorazione degli elementi mentre la possibilità di stoccaggio dei pannelli in pochissimo spazio rendono Modula uno dei sistemi di costruzione più facilmente trasportabili, anche in luoghi altrimenti difficili da raggiungere. Modula significa semplicemente guardare oltre.

Modula Pool® rappresenta una nuova generazione di piscine interrate e esterne, caratterizzate dalla capacità di coniugare adattabilità e robustezza alla gradevolezza del design esterno. M o d u l a T a n k ® è invece il modello di cisterna industriale più versatile a livello mondiale; resistente a svariati generi di liquidi (anche i più aggressivi) e a temperature comprese tra i -100∞C e +180∞C Modula Tank® è in grado di contenere da un minimo di 3.000 a un massimo di 1.000.000 Modula Pool® stands for a new line of inground and aboveground swimming pools that combine flexibility and strength with beauty in design. Modula Tank® is the most versatile model of industrial tank the world over; it can hold several kinds of liquids, even the most aggressive ones, resist temperatures from –100∞C to +180∞C, and has a capacity of 3,000 to 1,000,000 litres.

Through the use of modular elements that don’t need any cement, Modula Tube® is employed to make pipes for the channelling of cables and water. Thanks to its great self-supporting power, Modula is used to easily build aboveground structures with hollow spaces in between the panels, devised to contain pipes and electric cables powered also through self-sufficient energy-generating systems. The polished outer surfaces of the panels can be personalised and decorated, and the fact that it takes very little room to stock them makes it easy to transport Modula even to hardly accessible places. Modula simply means to look ahead.


Report from London_ Design Works W_ www.abahouse.co.jp 60

PH_ Design Works

TXT_ Cesare Tonon

The shop originally stocked the DESIGNWORKS label, aimed at the customer who is looking to move on from "high street style" and aims to strike a balance between innovative design and tradition.

DESIGNWORKS was estabilished in London in 1995. Its concept is "New British Style", elegantly blending new Brit sensibilities and the items brashed up in tradition. Its items are wearable on both formal and informal occasions. Ever since its arrival the label has continued to grow in both size and stature and now boasts stores in every major city in Japan, as well as the addition of a womenswear collection.

DESIGNWORKS has also extended its designer offering and for S/S 08 will be a multi label store, selling collections from Emanuel Ungaro, Santacroce, Kohzo Denim, Veronique Branquinho, as well as exclusive collaborations with both new and estabilished designers. DESIGNWORKS is a perfect example of a concept store that works, with a carefully considered harmony between the interior, the staff and the products that appears effortless and inviting.

Their flagship London store based in the fashionable Soho area of London adds modernism to this traditional area of town. Its muted pinks, green, red and blue colour scheme, together with different tones of brown and the beautiful grey and blue tiled walls are the talking point of the striking interiors. Other features are the futuristic till point which also doubles up as a display for accessories and the windows with plexiglass cabinets and wooden stools.

orks Design W et ck Stre i w d a o r B 42-44 on Soho, Lond


Report from London_ Design Works

Il flagship store di Londra è situato nella zona elegante di Soho e contribuisce ad aggiungere un tocco di modernità a questo storico quartiere della città. Le tenui sfumature rosa, verde, rosso, azzurro e marrone, assieme ai rivestimenti dei muri fatti con belle piastrelle grigie e azzurre conferiscono espressività agli stupendi interni. Altre caratteristiche dell’arredo sono il futuristico punto cassa che raddoppia la sua funzione come display di accessori, e le vetrine con espositori in plexiglass e sgabelli di legno.

DESIGNWORKS ha aperto a Londra nel 1995 con una formula concettuale precisa riassumibile nella definizione "New British Style", che mescola elegantemente elementi nuovi di gusto British con curati capi tradizionali, e offre collezioni adatte per occasioni formali e informali. Dopo la sua comparsa sul mercato, il marchio ha lanciato una nuova linea donna e ha continuato crescere per dimensioni e importanza, tanto da vantare attualmente negozi in tutte le principali città giapponesi.

In origine il negozio offriva il marchio omonimo mirato a clienti alla ricerca di uno stile diverso dalle catene "High Street", e di un equilibrio fra design innovativo e tradizione. DESIGNWORKS sta ora estendendo l’offerta ad altri prodotti di design, tanto che nella stagione primavera/estate 2008 diventerà un negozio "multilabel" con marchi quali Emanuel Ungano, Santacroce, Kohzo Denim, Veronique Branquinho, oltre a collaborazioni esclusive con stilisti giovani o già affermati. DESIGNWORKS è un esempio ideale di concept store che funziona, poiché è stata studiata con cura l’armonia naturale e invitante tra il design degli interni, il personale e i prodotti proposti.

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Pbl_ Victorinox Apparel 62

W_ www.victorinoxapparel.it

Txt_ Paolo Vitale

Ph_ Victorinox Apparel

VICTORINOX APPAREL Ampliare gli orizzonti, mollare gli ormeggi. Victorinox è pronto per una nuova stagione, i cui motivi ispiratori sono il mare, la libertà, il volo e l’ambientazione ideale è la barca a vela, la vita nel vento del navigare. Lo spunto per le due linee della Primavera-Estate Uomo e Donna 2008 viene ancora una volta dall’oggetto cult di Victorinox, il mitico coltellino rosso e in particolare da due tipici movimen-

ti del multiuso svizzero: il GLIDE e lo SWING, rispettivamente “scivolare” e “oscillare”. In risposta alle specifiche esigenze della vita in barca e più in generale all’aria aperta, Victorinox propone nuovi esclusivi dettagli tecnici e tessuti altamente performanti. Capi leggeri, ripiegabili in tasche interne nascoste, resi ancora più interessanti da esclusivi particolari, quali ad esempio le pratiche fessure dove far

passare l’harness, per assicurarlo direttamente sotto la giacca (immagine di destra) o i sistemi di purificazione dell’aria (a sinistra). La linea GLIDE interpreta il sapore della vita in mare aperto, trasportandone i colori tipici nell’uso quotidiano e giocando su monocromi grigi e bianchi, arricchiti di blu e rossi metallici anodizzati. I tessuti, dalla mano morbida, e i materiali lussuosi ci introducono al mondo

del “tecnologico naturale”, dove organico e fibre inox si fondono perfettamente nella tradizionale multifunzionalità di Victorinox. I capi della linea SWING sono invece degli ibridi che trascendono i canoni formali dello sportswear, scommettendo su una nuova eleganza, fatta di silhouette slanciate e colori sobri, adatta ad ogni circostanza: dal khaki al nero e al verde oliva, dal formale al club e all’outdoor.

Cast the moorings off, Victorinox has further broadened its horizons and is ready for the new coming season which takes inspiration from freedom, flying, the sea, the ideal setting of life in a boat sailing in the wind. The clue for the two lines of the men’s and women’s Spring-Summer 2008 season is once more given by Victorinox’ cult object, the mythic red knife, and in particular by the two typical movements of the Swiss

multipurpose knife expressed at best by ‘Glide’ and ‘Swing’. To meet the precise demands of those who like sailing and living in the open air in general, Victorinox proposes new exclusive technical features and high performing materials. Light garments that can be folded up in secret inner pockets, whose appeal is enhanced by exclusive details, such as the practical slits through which the harness can be passed and

fastened straight under the jacket (right hand photo), or the air cleaning devices (left hand photo). The line GLIDE conveys the flavour of life out at sea, by bringing its typical colours in daily wear with an emphasis on grey and white monochrome items enhanced by anodized metallic blues and reds. The soft-feeling fabrics and the luxury materials lead us straight into the world of ‘natural-technological’ garments,

where organic and stainless fibres are perfectly merged in Victorinox’ traditional multifunctional articles. The line SWING, instead, is made up of hybrid garments which surpass the formal canons of sportswear and rely on a new idea of elegance arising from slender silhouettes and sober colours, suitable for any occasion, with styles that range from formal to club and outdoor, in khaki, black and olive green.


W_ www.wrangler.com

WRANGLER BLUE BELLA STORY:

Pbl_ Wrangler Blue Bella Story

Txt _ Laura Scarpa

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BRIGHT SUMMER NIGHTS Un’estatica esplosione di colori annuncia il secondo capitolo della collezione Wrangler Blue Bella Story: “Bright Summer Nights”. È questo il nome della Primavera-Estate 2008 - un omaggio agli Anni Novanta. Toni accesi, colori neon, musica, grafica e moda sono l’ispirazione della nuova collezione Wrangler. Le lunghe e fredde giornate invernali sono lontane, i giorni sono già lunghi. Un richiamo all’arrivo dell’estate, alla luce e alle tinte della stagione. Tessuti di alta qualità, come il cashmere e la seta, sono esaltati dalle illustrazioni dell’artista svedese Jesper Waldersten, talento visionario con all’attivo un’importante collaborazione, dal 1999 al 2005, con l’autorevole quotidiano svedese “Dagens Nyheter” e vincitore di ben 3 premi nel concorso Newspaper Design Awards. Realtà e sogno si fondono in immagini geometriche, astratte e caleidoscopiche, stampate con colori iridescenti, a formare galassie psichedeliche, costellazioni brucianti di stelle, lune e gocce di pioggia. La grande eredità e l’artigianalità di Wrangler si mescolano con creatività e passione, in un prodotto capace di valorizzare al meglio il corpo femminile; il denim è come sempre protagonista con nuovi modelli, tra cui il pantalone-palazzo “Mina” e la tuta “Anouk”, e colorazioni, resi unici dall’utilizzo di pregiati tessuti giapponesi e da un’attenzione quasi maniacale per i dettagli. Blue Bella Story è una collezione dalla forte personalità, nata la scorsa stagione dalla voglia di dare nuova vita al passato, anche attraverso la ripresa di modelli iconici e tradizionali: il primo capitolo della “storia” ha visto la collaborazione dell’artista Aya Takano, la nuova sfida ora è in mano a Jesper Waldersten.

A delightful explosion of hot colours announces the second part of the collection Wrangler Blue Bella Story, ‘Bright Summer Nights’, the title of the Spring-Summer Collection 2008, meant to pay homage to the 1990’s. The new Wrangler collection draws its inspiration from bright tones, neon colours, music, graphics and fashion. At the time of year when the short and cold winter days give way to longer ones, the collection is a prelude to the coming of summer with its bright light and hues. High-quality fabrics like cashmere and silk are enhanced by the illustrations of the Swedish artist Jesper Waldersten, a talented and visionary designer, who has been awarded three prizes at the competition Newspaper Design Awards, and whose background includes an important collaboration with the influential Swedish daily newspaper ‘Dagens Nyheter’(from 1999 to 2005). Reality and dream are merged in geometrically abstract, kaleidoscopic images, printed in iridescent colours to picture psychedelic galaxies, blazing star constellations, moons and rain drops. Wrangler’s great tradition and craftsmanship is merged with their creativity and passion in a line that has the power to enhance the feminine body. Denim is once more on the forefront with new models, among which the palazzo-pants ‘Mina’, and the dungarees ‘Anouk’ in colours that are made precious by the use of fine Japanese fabrics and the meticulous care for details. The collection Blue Bella Story has a strong personality and was born last season with the aim to revive the past by drawing on traditional iconic models. If Wrangler availed themselves of the collaboration of the artist Aya Takano in the first part of their ‘story’, it is now up to Jesper Waldersten to face the new challenge.


fall-winter 2008/9 fashion weeks online Milan - Paris - New York - London - Tokyo - Athens - Moscow & Women’s pre-collections


Browse 65

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stimulimag.com

"Stimul magaz ine"

Noise" l of Popular .net

Stimuli ha debuttato la scorsa estate. Fotografia, moda, grafica, bellezza, musica e design: un “compendio di creatività” che esprime in pagine patinate tutta la passione per l’estrosità nelle sue svariate sfaccettature. Molto spazio è dedicato ad interviste di giovani artisti, molto alle novità, e alle immagini non-conventional. Protagonista è la cultura contemporanea: un semestrale eccentrico, originale e dinamico, che vuole lanciare mode e idee, diventando palcoscenico di nuova generazione.

popularnoise

e" agazain g.com "Moloko+mom lokoplus-m Molokoplus represents the new frontier of the pdf-mag. From the internet site www.molokoplus-mag.com can be downloaded free both the magazine and a music mix to enjoy as you flick through the pages. A ‘spiked milk’ by up-andcoming creators dealing with photography, graphics, illustrations and music. Available in Russian and English, each issue of the magazine contains different articles with interviews introducing new artists, while the simple, hardly necessary make-up provides the frame for the images.

The Journal of Popular Noise non è una rivista qualunque: d’altra parte non può essere definita propriamente una rivista. Pubblicato in limited-edition (solo 300 copie), ogni numero approfondisce tre correnti musicali diverse attraverso la scrittura e l’ascolto. Tre vinili – uno per genere - sono racchiusi in una alquanto curiosa confezione-copertina che aperta diventa un giornale formato poster dove scoprire informazioni su dischi, musicisti e dati tecnici. Un prodotto da collezione per gli amanti della buona musica ma non solo…

"The Journa

Molokoplus è la nuova frontiera del pdf-mag. Nel sito internet www.molokoplus-mag.com oltre al magazine si può scaricare gratuitamente un mix da ascoltare sfogliando le pagine della rivista. Un latte “addizionato” di promettenti creativi che spaziano dalla fotografia e la grafica, all’illustrazione e la musica. Ogni numero pubblica differenti lavori accompagnati da interviste di presentazione degli artisti. L’impaginazione semplice, quasi superflua, lascia la scena alle immagini. Disponibile in russo e in inglese.

The Journal of Popular Noise cannot be said to be just an ordinary magazine. Published in limited edition (only 300 copies), each issue deals in depth with three different music trends both through written texts and recordings. Three records – one per trend – are packaged in an original fold-up sleeve, which unfolds into a poster-sized paper to enable readers to find information about records, musicians and technical data. Much more than just a product for collectors and lovers of good music!

Since it made its debut last summer, Stimuli has been dealing with topics like photography, fashion, graphics, beauty, music and design, and expressing in glossy-paper its passion for countless aspects of creativeness. With a view to bringing contemporary culture to the forefront, the magazine devotes a lot of space to interviews given by young artists and to unconventional images, and is an eccentric, original and dynamic biannual magazine that aims to launch trends and ideas to mirror a new generation.


Un viaggio virtuale nel mondo segreto dei quaderni degli schizzi. "Street Sketchbook" raccoglie pensieri e progetti, sogni e aspettative attraverso immagini che svelano la creazione di un'opera, raccontano il dietro le quinte. Illustrazioni e graffiti, design, pittura e animazione di sessanta artisti provenienti da ogni parte del mondo sono lo specchio della realtà contemporanea osservata con gli occhi della fantasia. I taccuini sono un vero e proprio laboratorio di idee, dove sono racchiuse storie di vita. Il libro è suddiviso in due sezioni: Inside è dedicato a bozzetti di quadri, stampe, fumetti, Outside ai graffiti.

Direttamente scaricabili da internet sul sito www.electrocomics.com, due storie umoristiche raccontate attraverso le immagini. Una grafica di alta qualità e richiami ad autori del passato rendono questi libri virtuali un esperimento davvero interessante e curioso. Deer girl di Knut Larsson è ispirato alle Metamorfosi di Ovidio: un cacciatore un giorno spara a un cervo, ma questo non si rivela essere né morto né propriamente un animale. Prendendo spunto dalla letteratura dei secoli scorsi, in primis dal poema del “Sole e Luna”, Ars Simia Naturae di Frédéric Coché è una storia illustrata “per adulti” che narra con un intento comico, l’eros tra uomini selvaggi e donne colte, la violenza e il sesso, con riferimenti ai rapporti tra scimmie. Le illustrazioni in bianco e nero richiamano un immaginario primordiale.

Read 67

A virtual journey into the secret world of sketchbooks. ‘Street Sketchbook’ is a collection of thoughts and projects, dreams and expectations containing images that illustrate the creation of a work and its unknown aspects. Illustrations and graffiti, designs, paintings and cartoons by sixty artists from various countries mirror contemporary reality seen through their imagination. The sketchbooks are a lab where new ideas are conceived and life stories are given shape. The book is divided into two sections: ‘Inside’, devoted to sketches for pictures, prints and comics, and ‘Outside’, devoted to graffiti.

www.electrocom

"Electrocomics

po (2007)

ed. L'ippocam

"Street Sket

ardso0n07") "Bob Riecdh . Damiani (2 The book is a pictorial illustration of different stages in the hard and frantic life of Bob Richardson, including his exploits in the world of fashion, his life in the streets and his return to photography. It contains also an unpublished autobiography that documents the artist’s struggle to success and through illness. In the ‘60s Richardson brought about a revolution in the world of fashion by interpreting the lack of inhibitions of the time with provocative photos in the glossy pages of Harper’s Bazaar, Nova and Vogue. Then the artist went through a rough patch and took to begging in the streets,

chbook"

ics.com

"

Dal mondo della moda alla strada al ritorno alla fotografia. Una vita difficile e intensa quella di Bob Richardson raccontata in questo libro attraverso scatti e un'autobiografia inedita che racconta una vita combattuta tra le luci della ribalta e la malattia. Negli anni '60 Richardson ha rivoluzionato il mondo della passerella interpretando con immagini provocanti la disinibizione dell'epoca sulle pagine di Harper's Bazaar, Nova e Vogue. Poi il periodo buio, l'accattonaggio, per ritornare negli ultimi anni di vita all'amore per una fotografia ben distante dagli inizi, dove la strada diventa il set.

Two comics can be downloaded from the internet site www.electrocomics.com. Their high quality graphics and reference to past authors make these virtual books an original and interesting experiment. Deer Girl by Knut Larsson draws its inspiration from Ovid’s Metamorphoses, and tells the story of a hunter who shoots a deer which neither dies nor turns out to be a real animal. Ars Simia Naturae by Frédéric Coché draws on the literature of past centuries, first of all from the poem of the ‘Sun and Moon’, and is a picture story ‘for adults’ whose aim is to comically illustrate sexual relationships between ape-like men and cultured women, between violence and sex, by openly hinting at monkeys’ sexual intercourse. The book contains black and white illustrations that recall an imaginative primordial world.


premiata-mug.indd 1

BOUTIQUE VIA SPIGA 1

www.premiata.it

MILANO

12-12-2007 11:31:50


Mug #14