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Year 10 n°18 DECEMBER 2009 BIANNUAL Spedizione in A.P. - 70% - DCI - TV registrazione del Tribunale di Treviso n. 1141 del 26/09/2001

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BALLERINA Tom Ford l’EcLAireur

Year 10 n°18


Mug Magazine issue 18, year X

Foto copertina/Cover photo: ringraziamo Michela Camatta e Rockie Offemaria, direttori della scuola di danza “Chòrea Art Studio” di Treviso e le loro ballerine: Giulia Borsato, Silvia Camuffo, Virginia Dotto, Michela Franco, Veronica Goldin, Cristina Marcello, Laura Sacchetto, Alice Scotti. choreaartstudio.com

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Once there came to the court of the Prince of Birkasha a dancer and her musicians. And she was admitted to the court. And she danced to the music of the flute, the lute, and the zither. | She danced the dance of flames and fire, and the dance of swords and spears; she danced the dance of stars and the dance of space, and then she danced the dance of flowers in the wind. | When she had finished, she approached the prince and bowed her body before him. The prince bade her to come nearer, and said unto her, “Beautiful woman, daughter of grace and delight, whence comes your art? And how is it that you command all the elements in your rhythms and your rhymes?”| And the dancer came near and bowed her body again and said, “Gracious majesty, I know not the answer to your questionings. Only this I know: The philosopher’s soul dwells within his head, the poet’s soul dwells within his heart, the singer’s soul dwells about his throat, but the soul of the dancer abides in all her body.” Testo/T ext: The Dancer, un estratto da “The Wanderer” di Khalil Gibran, 1932


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EVERGREEN MUG 18 Spotlight Colophon Browsing Reading Flashback: Desert Boot Credits

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Veja USAI

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SHOWCASE History Of The Ballerina Repetto Chanel Kartell

15 18 20 22

Progetto: Meg Sasaki Designer: Tom Ford John Smedley Report Japan: Kolor Shop: New L’Eclaireur Report U.K.: Bloggers

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ARTE Intro TDC 3 Silvia Pastore Momenti di E.A.

41 42 44 46

Napapijri Shop: Rick Owen Store Tokyo Parajumpers De Marchi Sport

49 50 52 54

Tretorn Levi’s XX Crust Montedomini Paraboot On line store Shudy

15 THE BALLERINA

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La ballerina è uno degli accessori femminili che si è prestato di più, nel corso degli anni, alle interpretazioni stilistiche originali e inaspettate. Sdoganata dal mondo della danza, diventa fenomeno di moda già alla fine degli anni ’40 ma è possibile trovare esempi di calzature ad essa molto simili fin dal Medioevo, quando era costume indossare scarpe dalla suola molto bassa.

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34 L’ECLAIREUR

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TOM FORD Definire la figura di Tom Ford come “poliedrica” è davvero semplicemente riduttivo. La moda, la cosmesi e il cinema sono solo i contorni già delineati del suo mondo, in costante evoluzione ed espansione.

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KOLOR Kolor ha dimostrato la sua forte originalità fin dalla sua prima collezione di 05SS, ed è oggi diventato uno dei ‘must’ sia nella moda di Tokyo che di quella parigina.

La boutique l’Eclaireur in Rue de Sevigne è il risultato dell’incontro di due spiriti geniali. Armand Hadida apre il primo negozio a Parigi nel 1980. Pioniere del connubio tra fashion e design, rompe le regole della distribuzione classica per dare una nuova direzione al retail: chi entra nei suoi negozi non è solo un cliente ma un protagonista attivo che prende parte alla sceneggiatura di un’esperienza di acquisto non come semplice comparsa, ma come attore, protagonista.


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—News:

SPOTLIGHT IN ONORE DI RICK GRIFFIN

Vans lancia il progetto Rick Griffin, in onore di uno dei massimi rappresentanti dell’arte Pischedelica. Giovane surfer californiano, Griffin subisce le influenze della strada, del surf e

del movimento hippie della San Francisco degli anni ‘60. Collabora a lungo con la celebre Surfer Magazine per poi dedicarsi all’elaborazione di poster rock che riproducevano immagini del surf e il celebre personaggio “Murphy”. Tra i suoi lavori più celebri quelli per la promozione dei concerti di Bill Graham e Chet Helms of The Family Dog a San Francisco, la copertina dell’album Aoxomoxoa dei Grateful Dead ed il poster con l’occhio volante di Jimi Hendrix. Da non dimenticare il logo dello storico Rolling Stone Magazine. Vans is launching the Rick Griffin project, in honour of one of the greatest representatives of Psychedelic art. A young Californian surfer, Griffin was influenced by street culture, surf, and the

San Francisco Hippie Movement of the 1960’s. After his long-standing collaboration with the famous Surfer Magazine, he devoted himself to the design of poster rocks that reproduced images of surfing and the famous character “Murphy”. His most outstanding works include those for the promotion of Bill Graham’s and Chet Helms of The Family Dog’s concerts in San Francisco, the sleeve of Aoxomoxoa album by Grateful Dead, and the poster picturing Jimi Hendrix’s flying eye, not to mention the logo of the epoch-making Rolling Stone Magazine. vans.com

VANMOOF BIKES Passione per le bici (nel solco della grande tradizione olandese), grande desiderio di cambiamento e un design semplice e funzionale. Ogni bicicletta Vanmoof è priva di cavi, è dotata di un telaio ultraleggero in alluminio in cui è incorporata una

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luce a led solar powered. Il modello n° 5 è addirittura fornito di catena antifurto integrata nel telaio. Per gennaio 2010 è previsto l’arrivo della N°6, concepita interamente per il pubblico femminile. A passion for bicycles ( following the great Dutch tradition), a great desire for change and a simple and functional design. Each Vanmoof bicycle has no cables, and is provided with an extra light aluminium frame with an in-built LED solar powered light. Model n° 5 is even provided with an anti-theft chain integrated in the frame. A N° 6 model, specially designed for ladies, will be available by January 2010. vanmoof.com

MOLESKINE DETOUR

Detour è un progetto di respiro internazionale intrapreso da Moleskine, oltre 3 anni fa, dedicato alla cultura e alla creatività. Esso coinvolge artisti, architetti, registi, graphic designers, Disegno di/Design by: Julia Lohmann

illustratori e writer di fama mondiale chiamandoli a lavorare e intervenire sul celebre taccuino attorno al tema del viaggio. L’intento non è solo celebrativo, ciascuno di questi notebooks ci permette di addentrarci nel percorso creativo di ciascuno di questi guest designer. Raffaella Guidobono cura i progetti espositivi legati all’iniziativa che ha già percorso le tappe di Londra, New York, Parigi, Berlino, Istanbul e lo scorso autunno ha raggiunto anche Tokyo. Detour is a wide-ranging project devoted to culture and creativity started by Moleskin over three years ago. The project involves artists, architects, film directors, graphic designers, illustrators and writers of world renown with voltare Disegno di/Design by: Karim Rashid


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contributions and works on the theme of travels in the famous notebook. Far from being merely celebratory, each of these notebooks enables us to know in depth the creative career of each guest designer. Raffaella Guidobono is the curator of the exhibition projects connected with the initiative, which has reached London, New York, Paris, Berlin, Istanbul and, last autumn, even Tokyo. moleskine.com

COHDA REVIVE LEGS

supporto. Un prodotto non solamente in grado di rimediare ad eventuali rotture e inventare nuovi complementi, a partire da un semplice ripiano o asse, ma anche in grado di evitare tutte le conseguenze ambientali derivanti dalla produzione di un intero nuovo mobile (produzione, trasporto, ecc.). New legs to bring your tables back to life. On the occasion of the London Design Festival, Cohda have launched their Re-vive Legs, legs that can be fitted to any kind of bearing. A product that can not only remedy possible breaks or invent new solutions, starting from a simple shelf or board, but can also avoid the repercussions on the environment from the production of a new piece of furniture (manufacture, transport, etc.). cohda.com

PALMER & SONS Nuove gambe per far rivivere i vostri tavoli. In occasione del London Design Festival, Cohda ha messo sul mercato le Re-vive Legs, gambe che possono essere applicate a qualsiasi tipo di

Il sapore è quello delle vecchie valigie, dei bauli in soffitta colmi di vecchi libri e della pelle lavorata a mano. Passione per l’artigianalità autentica e desiderio di creare accessori funzionali alle

esigenze dell’uomo che lavora, sono alla base del progetto Palmer & Sons. Borse, bracciali e briefcase in pelle, lavorati a mano, arricchiti con inserti in legno e borchiature in acciaio a migliorarne la funzionalità. Ciascun modello nasce interamente dalle sapienti mani di Nick Palmer e suo figlio Jack, a Vancouver. The taste is that of old suitcases, of trunks in lofts over-brimming with old books, and of handworked leather. A passion for true craftsmanship and a desire to create accessories that befit the demands of those who work are the elements underlying the Palmer & Sons project. Handmade leather bags, armbands and briefcases are enriched

with wooden inlays and steel studs to enhance their functionality. Each model is the product of the skilled hands of Nick Palmer and his son Jack, Vancouver. palmerandsons.ca

THE FIRST MULTITOUCH™ MOUSE Continua per Apple lo sviluppo della rivoluzionaria tecnologia MultiTouch™ che dopo il lancio sui primi iPhone®, iPod touch® e nei trackpad dei notebook , fa la sua comparsa anche sui dispositivi mouse. Scompaiono pulsanti, rotelle e sfere di scorrimento. Magic Mouse è infatti caratterizzato da una superficie liscia, interamente sensibile, in grado di

garantire un design compatto e linee eleganti. Può essere utilizzato sia con la mano destra che sinistra e grazie a pochi intuitivi gesti permette anche la consultazione di contenuti di grande dimensioni... oltre che innumerevoli vantaggi applicativi. After being launched on the first iPhonesR, iPods touch and on the trackpads of notebooks, Apple continues to develop the Multi-TouchTM revolutionary technology that is now applied also to mouse devices. Push-buttons, wheels and gliding spheres have disappeared. Magic Mouse, in fact, is characterised by a smooth, extremely sensitive surface that guarantees a compact design and elegant lines. It can be used both with the right and the left hand, and with few intuitive gestures enables users to access large size contents…besides providing countless application advantages. apple.com

OUTLIER TAILORED PERFORMANCE Realizzare un capo pratico, resistente nel tempo e versatile. Dal workwear pants, dichiaratamente concepito per


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l’utilizzo di tutti i giorni, ai cappellini in cotone cerato di ispirazione ciclistica. Un paio di pantaloni fatti per vestire e resistere alle sollecitazioni quotidiane, realizzati in canvas di Cordura™, altamente idrorepellenti, asciugabili in poco tempo e incredibilmente traspiranti. E un cappello da ciclista disponibile in 4 colori, in

time-resistant items of wear. From work wear pants, conceived for everyday wear, to waxed hats for cycling. Highly water-repellent trousers, made to fit and resist daily wear, realised in Cordura canvas, that get dry in no time and are incredibly breathable. And a cycling hat available in four colours, that can protect you from the wind and rain thanks to the waxed fabric it is made of. outlier.cc

LETTURA DIGITALE

grado di proteggerci dal vento e dalla pioggia, grazie al suo tessuto cerato. The creation of practical, versatile and

Il Kindle non è certo una novità ma il 2009 si chiude con l’arrivo sul mercato Europeo di questo dispositivo. Pensare che la carta stampata sia destinata a scomparire a vantaggio esclusivo dei supporti elettronici è una questione tutt’altro che scontata. Amazon da alcuni anni si batte per il lancio di questo dispositivo digitale nato per la lettura a video di e-book, newspaper e documenti. Non solo sottile, leggero e una grande capacità di memoria ma anche connettività wireless 3G, scelta delle dimensioni del carattere, accesso diretto a dizionari, bookmarks, inserimento di note, evidenziatori e una grande autonomia (una singola carica per molte settimane di lettura).

LOGORAMA

Kindle may not be a novelty, but, as the current year draws to a close, the device is available on the European market. The idea that printed paper is bound to disappear to the advantage of electronic media is not to be taken for granted. Amazon has for a few years striven to launch the digital device, born for the video reading of e-books, newspapers and documents. Thin and light, it has an enormous memory, 3G wireless connection, a choice of type sizes, direct access to dictionaries, bookmarks, insertion of notes, highlighting devices and a great autonomy (a single charge for many weeks of reading). amazon.com

Durante la scorsa edizione del Festival di Cannes, l’ultima fatica del collettivo francese H5, Logorama, si è aggiudicato il premio Kodak; il cortometraggio rappresenta l’estrema sintesi della riflessione sulla compenetrazione dei loghi nella nostra esistenza. I protagonisti sono proprio logotipi e marchi arci-noti messi in pericolo da una serie di disastri naturali e di catastrofi impreviste. Dopo Cannes e la presentazione nelle sale, Logorama si appresta ad essere proiettato presso location di livello internazionale. At the latest Cannes Festival, Logorama, the latest work by the

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French Collective H5, was awarded the Kodak prize; the short is a meaningful synthesis of the reflection on the pervasiveness of logos in our life. The pro-

tagonists are well-known logotypes and brands endangered by natural, unforeseen disasters. After being shown at Cannes and in cinemas, Logorama will be presented at world- renowned locations. logorama-themovie.com

LE MIE RUOTE FANNO LUCE Essere visibili in bicicletta anche di notte è una cosa necessaria e doverosa... ma c’è modo e modo. Una luce a Led da 32 colori potrebbe sempre far brillare le vostre ruote, proiettando lungo i raggi una serie di disegni scintillanti. La Monkey voltare


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Light di MonkeyLectric si monta su uno dei raggi delle vostre ruote, si alimenta a stilo e grazie a un sintetizza-

hundreds of light motifs through the ray’s movement. You won’t go unnoticed. monkeylectric.com

ADDIO PEARL... BLACKBERRY BOLD 9700

tore grafico interno è in grado di riprodurre centinaia di motivi luminosi attraverso il movimento del raggio. Non passerete inosservati. To make ourselves visible when riding a bicycle by night is a necessity and a duty….yet, it can be done in more ways than one. A 32-colour Led light could make your wheels shine, by projecting along its spokes a number of glittering designs. MonkeyLectric’s Monkey Light is fitted on one of your wheels’ spokes, it is battery-powered and, thanks to an in-built graphic synthesizer, it can give off

Dopo l’uscita di Storm 2, Rim lancia il primo dispositivo Blackberry interamente concepito nei laboratori di Ricerca e Sviluppo di Bochum in Germania, dove da oltre un anno si lavora a nuovi modelli di ispirazione europea. Il device, compatto, 3G, con processore di nuova generazione, Wi-Fi e Gps integrati, monta una fotocamera 3.2Mp e abbandona la mitica “pearl” (già dal modello 8520), abbinando alla tastiera utltrasensibile la trackpad touch-sensitive.

After Storm 2, Rim are launching the first Blackberry device entirely designed in the Bochum-based Research and Development laboratories, Germany, where new models of European inspiration have been made for over a year. The 3G compact device with a new generation processor, integrated Wi-Fi and Gps, has a 3.2 Mp camera and has left aside the mythic “pearl” ( since model 8520 was made), and combines an ultra-sensitive keyboard with the touch-sensitive trackpad. rim.com

ENGLISH TO THE CORE Da 130 anni Barker Black è sinonimo della raffinatezza inglese. Il marchio, fondato a Earls Barton nel 1880 da Arthur Barker, specializzato nella lavorazione Good Year, è conosciuto in tutto il mondo per le sue eleganti calzature artigianali. Sotto la guida dei fratelli Miller, il brand dalle “ossa incrociate” si prepara all’ingresso sul mercato mondiale degli accessori di lusso. Nato come marchio moderno e alternativo di calzature e accessori da uomo, Barker Black abbina dettagli costruttivi unici e lavorazioni tradizionali ad un gusto contemporaneo e sofisticato. L’ispirazione per la collezione viene dal 17th Lancers, storico reggimento delle guardie

reali inglesi il cui logo originale, adottato da Barker Black Ltd., era contraddistinto da un teschio su ossa incrociate e recitava “Death or Glory”. Barker Black has for a hundred and thirty years been synonymous with English refinement. Established at Earls Barton in 1880 by Arthur Barker, the brand is specialised in the Good Year manufacturing process, and is renowned all over the world for its lines of smart hand-made footwear. Under the guidance of the Miller brothers, the brand has now renewed its image and, under the

name “Barker Black”, is ready to make its way into the global market of luxury accessories. Born from the wish to propose modern and alternative men’s footwear and accessories, the brand combines unique manufacturing details and traditional treatments with an updated, sophisticated taste. The collection draws its inspiration from the 17th Lancers, the legendary regiment of English Royal Guards whose original logo, adopted by Barker Black Ltd., consisted of a skull and cross bones with the caption “Death or Glory”. barkerblack.com


Lazzari sas | Via Paris Bordone, 14/16 31100 Treviso – Italy | T +39 (0)422 598733 F +39 (0)422 545456 | www.lazzariweb.it Visit our new On-line Shop at: www.lazzariweb.it/shop

Mug Magazine issue 18, year X

MUG MAGAZINE Biannual magazine, issue n°18, year X, December 2009. Registrazione presso il Tribunale di Treviso n°1141 del 26 Settembre 2001. Via Paris Bordone, 14 31100 Treviso – Italy Tel.: +39 (0)422 598564 Fax: +39 (0)422 545456 info@mugmagazine.com mugmagazine.com Direttore registrato/ R egistered director Mara Bisinella Caporedattore/ M anaging editor Alessandro D’Annibale Impaginazione/ Graphic layout Matteo Lorenzi Marco Altan Fotografo showcase/ Showcase photographer Lino Vecchiato linovecchiato.it

Fotografo copertina/ Cover photographer Francesco Rachello francescorachello.com Illustrazioni/ Contributing illustrators Emanuela Bello flickr.com/photos/ emanuela_ bello Testi/T exts Alessandra Bortoletto Alessandro D’Annibale Corrispondenti/ Corrispondents Reiko Hanafusa (Tokyo) Cesare Tonon (London) Traduzioni/T ranslation Mario Crosato Sheila Moynihan Stampa/Printing Grafiche Antiga graficheantiga.it

postale e e-mail) o visita la sezione “subscribe” del nostro sito web. Riceverai una nostra e-mail che confermerà l’avvenuto abbonamento o ti indicherà il punto di distribuzione più vicino dove ritirare una copia gratuita del magazine. If you want to subscribe to Mug Magazine, send an e-mail to info@mugmagazine.com with your personal data (full name, adress and e-mail) or visit the section ‘subscribe’ on our website. You will be sent an e-mail confirming your subscription or providing information about the nearest distribution point where you can get a free copy of our magazine.

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Mug Magazine non so-

lo in abbonamento postale ma anche in distribuzione gratuita all’interno dei seguenti negozi,

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concept store e appuntamenti espositivi. Beside being sent to you by mail, Mug Magazine is also distribuited free of charge in these ahops and the following tradeshows.

Lazzari (Treviso), Sugar (Arezzo), Penelope (Brescia), Papete (Riccione), Jana (Torino), Biffi Boutique (Milano e Bergamo), 10 Corso Como (Milano), Sbaiz Spazio Moda (Lignano Sabbiadoro), Top Ten (Torino), Tad Concept Store (Roma), Tessabit (Como), H Lorenzo (Los Angeles), Mameg (Los Angeles), Atelier New York (New York), L’Eclaireur Tokyo (Tokyo), L’Eclaireur Paris (Parigi), Dover Street Market (London), Dover Street Market (Tokyo), Lift (Tokyo), 10 Corso Como Seoul (Seoul). Pitti Immagine Uomo (Firenze), Prêt à Porter Paris (Parigi), White (Milano).


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on è raro che questa domanda sia posta nell’ambito della filosofia, della religione, delle politiche sociali. Ma è sicuramente inusuale che un brand renda questa domanda il pleonastico input della propria mission. La risposta del brand francese Veja è affermativa: un altro mondo è possibile, basta cambiare le regole del commercio. Nel 2005 Veja inserisce le sue sneakers in una catena di solidarietà che va dal produttore al consumatore. Tutti i materiali sono scelti nel rispetto dell’ambiente e dei lavoratori: il cotone è organico, coltivato senza pesticidi in una piccola fazenda del Brasile; la gomma delle suole è quella naturale della foresta amazzonica, raccolta da una cooperativa di Seringueros che vede in essa una fonte di guadagno pulita e alternativa al finanziamento della deforestazione;

per il trattamento del cuoio Veja bandisce il cromo a favore di colorazioni vegetali. Ma il commercio etico che Veja introduce non va visto come atto di carità: è un’azione commerciale che dovrebbe diventare norma,

senza però prevaricare il criterio del gusto nella scelta del consumatore. Per questo, anche per l’autunno inverno 2009 Veja propone collezioni d’ispirazione, come la linea di sneakers alte SP,MA, già apprezzata la scorsa primavera e ora riproposta in nuovi colori. L’acronimo sta per Sao Paulo Mon Amour: SP,MA è chiaramente un inno alla capitale brasiliana e si ispira alle elettrizzanti creazioni artistiche della città.

Il concept di Veja e i materiali ecologici si estendono inoltre a Projet Numéro Deux, la prima linea di borse porta computer realizzate, come le sneakers, in cotone organico e pelle trattata con estratti naturali. Un accessorio che coniuga funzionalità e stile, ideale per chi è sempre in movimento.

H

ere’s a question that philosophers, theologians and politicians frequently pose; yet, it is more unusual for a brand to turn the question into the provocation underlying its mission. The answer of the French brand Veja is affirmative: another world is possible, provided that we change the rules. In 2005 Veja introduced their sneakers into a ‘sympathetic’ productive chain, from

the producer to the consumer. The choice of all materials is respectful of the environment and workers: the cotton is natural, grown without pesticides in a small Brazilian farm; the soles are in the natural rubber obtained from

IS ANoTHER WORLD POSSIBLE?

Testo/T ext Alessandra Bortoletto

the Amazonian forests by a co-operative of ‘Seringueros’ who consider it as a ‘clean’ source of income alternative to that of deforestation; furthermore, Veja has banned chrome in the treatment of leather, in favour of vegetal dyes. However, the ethical trade that Veja has introduced must not be considered as a charitable activity; indeed, it is a commercial activity that should become a rule while enabling customers to follow their tastes and choices. This is the reason why the Fall-Winter 2009 lines that Veja propose are inspiration collections, like the line of ankle-high sneakers SP,MA, which enjoyed great success last spring and is now available in new colours. The acronym stands for “Sao Paulo, Mon Amour”, apparently a hymn to the Brazilian capital inspired by the city’s exciting artistic creations. Veja’s concept and ecological materials involve also Projet Numéro Deux, the first line of computer bags realised, like the sneakers, in organic cotton and naturally dyed leather. The combination of functionality and style makes this accessory ideal for very dynamic people. veja.fr


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ella storia dell'abbigliamento moderno gli sconfinamenti, in termini creativi, dall'ambito militare a quello civile hanno segnato fenomeni di costume di grandissima diffusione. Questa direttrice creativa ha generalmente privilegiato l’iconicità dello stile militare, fatta di richiami ideali ad uno stilema di percezione comune. Il militare rappresenta un dna stilistico molto più complesso e articolato, la cui chiave interpretativa risiede nella primaria funzione sociotecnica di vestizione, ancora prima di un risultato uniformante e seriale. USAI (United Soldiers and Industries) è il progetto con il quale Uniform, azienda italiana leader per le forniture

della Marina Militare e di altri corpi delle forze armate, nazionali ed estere, ha deciso di ribadire l’originalità del dna militare. L'azienda che opera da quasi sessant'anni nel settore militare dopo un’importante ricerca nei suoi archivi storici ha scelto di affidarsi all'esperienza del designer Hamish Morrow (Fendi, Malo, ecc.) per la costruzione di un'identità stilistica inedita. L’obiettivo è quello di trasferire nei modelli della linea USAI un mix di

I coerenza, rigore stilistico e grande qualità dei materiali derivati da questo mondo, inventando un nuovo codice estetico, distintivo e di grande portabilità. Attraverso le sue dirette capacità produttive, il brand punta alla assoluta distinzione e riconoscibilità dei suoi capi. <<Lo stile militare non può essere solo la trasposizione della pop art nell’abbigliamento, basata su semplificazione del codice stilistico e serialità, il militare è Caravaggio, fatto di gioco invisibile del colore e del tratto, in una costruzione sartoriale molto raffinata, non è Andy Warhol>> afferma Arnaldo Usai, Amministratore Unico di Uniform.

n the history of modern clothing, the shifting of creations from the military to the civilian domain has led to widespread modes of behaviour. This creative trend has generally emphasised the iconic nature of the military style, with ideal references to a shared stylistic element. The military style itself is complex and articulate, and its interpretation coincides with the primary social and technical function of clothing that pre-exists a standard serial result. USAI (United Soldiers and Industries) is the project through which Uniform, a leading Italian supplier of the Italian Navy and other forces of the Italian and foreign armies, has decided to emphasise the originality of the military stylistic features. After nearly 60 years’ work in the field of military clothing, the firm has carefully searched its historical archives and decided

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LA FORZA DELL'AMBIZIONE E DEL CORAGGIO

Testo/T ext Alessandro D'Annibale

to entrust the designer Hamish Morrow (Fendi, Malo, etc. ) with the framing of a new stylistic identity. The firm’s aim is to give the models of the line USAI coherence, stylistic rigour and great quality (thanks to the materials derived from the military world), to create a new distinctive fit and aesthetic mode. Through its direct productive potential the

brand aims at manufacturing absolutely recognisable items that bear unmistakable marks of distinction. “The military style cannot simply be the transposition of pop art in clothing, based on the simplification of the stylistic code and seriality; the military style is Caravaggio, based on the invisible interplay of colour and trait, in an extremely refined sartorial product, it is not Andy Warhol”, maintains Arnaldo Usai, Uniform’s Chief Executive. nowar.it


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The place to live FASHION Autunno-Inverno 2010/11 Del Sabato 23 al Martedì 26 Gennaio 2010 Porte de Versailles - Paris - Padiglione 7 Del venerdì 5 al lunedì 8 Marzo 2010 Jardin des Tuileries – Terrasse des Feuillants 202 rue de Rivoli – Paris 1er Contact: MURIEL PIASER mpiaser@pretparis.com

création : Etoile Rouge

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www.pretparis.com


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Ballerina â&#x20AC;&#x201D;Showcase:

Foto/Photo: Francesco Rachello

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a ballerina è uno degli accessori femminili che si è prestato di più, nel corso degli anni, alle interpretazioni stilistiche originali e inaspettate. Sdoganata dal mondo della danza, diventa fenomeno di moda già alla fine degli anni ’40 ma è possibile trovare esempi di calzature ad essa

molto simili fin dal Medioevo, quando era costume indossare scarpe dalla suola molto bassa. Una moda stabile fino al 1533, quando la nobildonna Caterina De’ Medici, in occasione del suo matrimonio con il Duca d’Orleans, indossò per la prima volta delle calzature leggermente “rialzate”. Gradualmente le scarpe dotate di tacco cominciarono a prevalere su quelle a suola bassa, nuovamente in voga solo dopo la Rivoluzione Francese. In quegli anni il tacco (tipico dell’aristocrazia parigina) comincia ad essere considerato una volgare ostentazione di potere e viene sostituito da calzature

—la ballerina rappresenta una “diserzione del piede”, è leggerezza, comodità.— morbide, molto più simili a guanti che a scarpe. Ai tempi della Rivoluzione Industriale e durante il XIX° Secolo, le scarpe basse diventano una scelta di praticità e comodità per entrambi i sessi.

Tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento fanno la loro comparsa anche le prime scarpe “basse” destinate alla danza classica. Inizialmente impiegate dagli interpreti maschili

nei teatri napoletani, divengono presto prerogativa femminile. Abituate fino a quel momento ad indossare scarpe da ballo con tacco, le ballerine si orientano verso calzature meno sostenute, più morbide, che consentano di alzarsi agevolmente sulle punte. Con il perfezionarsi della tecnica di danza sulle punte e l’introduzione di passi sempre più complessi, le scarpe da ballo vengono progressivamente rinforzate e adattate alla morfologia del piede. Ma il passaggio della ballerina ad un uso quotidiano avviene solamente negli anni ‘40, grazie all’incontro con il

mondo del cinema. Icona dell’eleganza riformista, Audrey Hepburn consacra la ballerina ad uno dei miti più indissolubili della moda, indossando un paio di eleganti Gattinoni in vernice nera nel film Sabrina. È il 1954. Il rosso carminio della ballerina Cendrillon di Repetto, nel 1956, viene immortalato nell’indimenticabile tango del film “E Dio creò la donna” da una Brigitte Bardot ineguagliabile per sensuale nonchalance. Con passo lieve, il fenomeno esplode negli anni ‘60, nel pieno della rivoluzione giovanile: la ballerina rappresenta una “diserzione del piede”, è leggerezza,


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comodità, è destrutturazione dei canoni della bellezza femminile fino ad allora imposti. È la femminilità libera, completa, mai identica a se stessa, in perenne divenire.

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he ballerina is a feminine accessory that has lent itself to countless original and unexpected stylistic interpretations over the years. Borrowed from the ballet world, it became fashionable at the end of the Forties, although examples of very similar footwear can be traced to the Middle Ages, when very flat shoes were worn. The fashion lasted

until 1533 when Caterina de’ Medici, on the occasion of her marriage to the Duke of Orleans, first wore slightly higher-heeled shoes. Heeled shoes gradually started to supplant flat ones, which became fashionable again only after the French Revolution, when heeled shoes, typical of the Paris aristocracy, began to be considered a vulgar ostentation of power, and were replaced by soft footwear, more similar to gloves than to shoes. In the days of the Industrial Revolution and then throughout the Nineteenth Century, flat shoes became synonymous with practicality and comfort for both sexes. Between the end of the

—È la femminilità libera, completa, mai identica a se stessa, in perenne divenire.— Eighteenth century and the early Nineteenth the first point shoes also made their appearance. First worn by ballet dancers in Neapolitan theatres, they soon became a prerogative of female ballet dancers.

Used to wearing heeled dancing shoes, in those days, ballerinas began to choose lower and softer ones, such as would enable them to dance on points. As this dancing technique nearly achieved perfection

and more and more complex dance steps were introduced, ballet shoes were strengthened and suited to the shape of feet. Yet, the “ ballerina” shifted to daily use only in the Forties, when it made its appearance in the world of the movies. An icon of the changes in those days’ elegance, Audrey Hepburn turned the “ ballerina” into a long lasting fashion myth by wearing a pair of smart Gattinoni patent leather jetty-black shoes in the film Sabrina. It was 1954. The crimson of Repetto’s dancer Cendrillon in 1956, was given enduring fame in the unforgettable tango of the film “And God Created Woman” by Brigitte Bardot’s matchless

sensual nonchalance. After quietly evolving for a few years, the “ ballerina” suddenly came to the forefront in the Sixties, when young people’s revolution was underway; it represented a “ desertion of the foot”, and meant lightness, comfort and a deep change in the existing canons of feminine beauty. It was a free, full, everchanging and ever-evolving idea of femininity.

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È il 1947. Il danzatore e coreografo Roland Petit lavora moltissimo. I suoi piedi e il suo fisico sono sottomessi alla tortura delle interminabili prove di pirouette e entrechat. Nella piccola bottega di rue de la Paix, la madre Rose Repetto crea per lui una punta da ballo di eccezionale morbidezza, rubando il segreto alla fabbricazione dei guanti. Le punte con cucitura a rovescio risvoltata di Repetto diventeranno punto di riferimento per le etoile della danza internazionale. Dieci anni dopo, Madame Repetto inventa una calzatura leggera e gradevole come la punta da ballo per l’uso quotidiano. Brigitte Bardot ne indossa un modello in vernice rossa nel film “Et Dieu... crea la femme”. Repetto fa così il suo ingresso nel mondo della moda. La fabbrica Repetto si trova oggi a Saint Medard d’Excideuil, la produzione è rimasta orgogliosamente made in France, e il know-how è lo stesso di sessant’anni fa. Dallo stabilimento escono 2500 paia di ballerine al giorno, prodotte interamente a mano

—Il segreto del successo di Repetto sta in una personalità che non abdica di fronte al passato e che rivendica e resta fedele alle proprie radici.— A RITMO DI STORIA con un procedimento fatto di 150 impercettibili gesti. Intatto rimane il legame con il mondo del balletto, che realizza quasi la metà del giro d’affari della maison. Le punte di Repetto sono considerate il non plus ultra del balletto, da anni si studiano tecniche rivoluzionarie e sperimentali

con l’obiettivo di creare una scarpa più comoda e più silenziosa sulla scena. Le ballerine Repetto per la moda sono spesso realizzate in preziose edizioni limitate, con la collaborazione di grandi fashion designer internazionali, come Issey Miyake e Yoshij Yamamoto. E grazie al team

interno di stilisti, stagione dopo stagione questo classico senza tempo viene riletto e aggiornato al ritmo dei trend contemporanei. Il segreto del successo di Repetto sta in una personalità che non abdica di fronte al passato e che rivendica e resta fedele alle proprie radici. It was 1947. The ballet dancer and choreographer Roland Petit worked very hard, his feet and body submitted to the ordeal of endlessly rehearsing ‘pirouette’ and ‘entrechat’; in the meantime in a small workshop in Rue de la Paix, his mother, Rose Repetto, was trying hard to make exceptionally soft points for him, with a technique she had borrowed from the manufacture of gloves. The Repetto points, stitched and assembled inside out before being re-turned, would soon become a benchmark for international ballet stars. Ten years later, Madame Repetto created shoes for daily use as light and comfortable as her soft points. Brigitte Bardot wore a red patent leather model of them in the film “And God ….Created Woman”, and Repetto made her debut in the world of fashion.

Today Repetto firm is located at Saint Medard d’Excideuil, its production still characterised by the made-inFrance style, its know-how the same as sixty years ago. The firm manufactures 2500 pairs of ballerinas a day, which are completely hand made with a technique that involves 150 different treatments. Repetto’s still ongoing connection with the world of the ballet accounts for nearly 50 % of its turnover. Repetto’s points are considered the last word in the ballet world, and the firm has for years been researching and experimenting on revolutionary techniques to obtain more comfortable and soundless dancing shoes. Repetto fashion ballerinas often come in precious limited editions thanks to their collaboration with great fashion designers of international renown like Issey Miyake and Yoshij Yamamoto. The maison’s team of stylists must be credited with the re-interpretation and updating of this timeless classic season after season to the rhythm of contemporary trends. The secret of Repetto’s success lies in their will to keep in line with the past and be true to their origins. repetto.fr

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La semplicità è la chiave di volta per la vera eleganza. Parte da questa visione, esattamente cento anni fa, l’ascesa di una delle stiliste più rivoluzionarie di tutti i tempi, Cocó Chanel, e della maison che ancora oggi porta il suo nome. A Chanel va reso il merito di aver sostituito alla sontuosità tipica dell’abbigliamento femminile Belle Époque uno stile semplice, raffinato, so-

alle calzature sportive maschili dell’epoca, le two tones sono design puro, raffinatezza e comfort ineguagliabile. Prodotte nel cuore della Lombardia, simbolo di tradizione, autenticità e modernità nella produzione della calzatura di lusso, le two tones sono sottoposte agli standard di eccellenza del know how artigianale. Ogni scarpa richiede dai 50 ai 100 passaggi fatti

—Precisione e attenzione: Il segreto del mito Chanel.—

CENTO PASSI PER L’ELEGANZA brio, e di aver accompagnato la donna nel delicato passaggio da moglie e madre al nuovo ruolo di lavoratrice. Basta unire una semplice giacca ad una gonna e, tocco finale, abbinarvi un paio di scarpe bicolore: et voilà, il gioco è fatto! Secondo Cocò Chanel le scarpe sono l’ultimo tocco di eleganza: le two tones, nate più di cinquant’anni fa, sono un tocco di eleganza senza tempo. Ispirate

di precisione e attenzione al dettaglio: questo è il segreto del mito Chanel. Il processo produttivo parte dalla forma, che determina il volume della scarpa, il tipo di punta e il fitting. La forma viene avvolta nella carta su cui è successivamente applicato il disegno tecnico. Nasce così il cartamodello, lo schema che guiderà le fasi successive: il taglio dei pellami, l’applicazione del logo (l’emblematica doppia

C), la chiusura della punta e della tomaia, l’applicazione del tacco e della suola, la rifinitura. Una volta pronta, avvolta in un morbido panno e alloggiata nell’ inconfondibile scatola nera, la leggendaria ballerina è finalmente pronta per dar vita al sogno, oggi come cinquant’anni fa.

Simplicity is the key to true elegance. This is the concept that, exactly a century ago, was underlying the rise of an all-time revolutionary fashion designer, Coco Chanel and the firm that still bears her name. Chanel must be given credit for changing the typical lushness of Belle Epoque women’s clothing at the turn of the Twentieth Century with a simple, sober and refined style, and for accompanying woman through the crucial process of transition from wife and mother to the new role of worker. It is enough to couple a simple jacket with a gown and, as a final touch, a pair of two-tone shoes to match: and there you are! According to Coco Chanel shoes are the last touch of elegance, and the two-tone ones, born over fifty years ago, have a timeless style. Drawing their inspiration from the men’s sports footwear of those days, the two-tone shoes amount to pure design, refinement and unequalled comfort. Manufactured in the heart of Lombardy, renowned for its long standing tradition

of authenticity and modernity in the production of luxury footwear, the twotone shoes comply with all the standards of excellence and professional know how. Each shoe achieves perfection in detail through 50 to 100 precise and careful stages: and this is the secret of the Chanel myth. Production starts from the shoe-tree, which determines the volume, toe type and fitting of the shoe. The shoe-tree is then wrapped in paper, to which the technical design is applied to make up the paper model, a guide to the next stages of production: the cutting of leather, the application of the logo (the famous double C) toe and vamp, the fitting of the heel and sole, and the finishing. Once it is ready, the legendary ballerina is wrapped in a soft cloth, placed in the unmistakable black box, ready to give life to a dream today just as it did fifty years ago. chanel.com


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Chi dice Kartell dice Design con la D maiuscola, connubio perfetto tra creatività e tecnologia, glamour e funzionalità. Un cammino iniziato 60 anni fa da quella che oggi è considerata una vera e propria griffe del design. Plus di Kartell sono i prodotti: oggetti contemporanei e trasversali, di facile fruizione e dall’indubbio appeal estetico. La continua evoluzione nell’utilizzo dei materiali e la sperimentazione di nuove tecnologie, sono la chiave attraverso cui Kartell ottiene le migliori prestazioni funzionali e peculiarità estetiche inimitabili. È il 1999 quando Kartell presenta il primo oggetto d’arredo trasparente realizzato in policarbonato: la Marie, la sedia disegnata da Philippe Starck. Da allora il brand si lega a doppio filo al mondo della moda, dapprima prestando la poltroncina di Philippe Starck alle interpretazioni dei maggiori fashion designer internazionali, successivamente proponendo sofisticate

brand extension. Nasce così nel 2009 e si rinnova nel 2010 la collezione di ballerine in plastica “Glue Cinderella”, frutto dell’incontro tra il know-how di Kartell nel design dei materiali plastici e lo stile di .normaluisa. Raffinate ma easyto-wear, le Glue Cinderella sono ballerine dalla forma essenziale ma elegante, ideali per le Cenerentole di oggi che amano mixare mood classico e contemporaneità, ironia

e bon ton. Disponibili in una gamma che va dal trasparente totale, al monocolore opaco, al bicolore, le Glue Cinderella sono prodotte in materiale plastico riciclabile al 100%. Il sodalizio Kartell e Normaluisa si rafforza ulteriormente con

Lady, il sandalo in plastica spuntato con plateau, in tinte unite e bicolor. Il design di Glue Cinderella e di Lady si ispira al concetto di “easy chic”, che abbina a un’immagine ricercata, la facilità di un accessorio da indossare ogni giorno.

LADY CINDERELLA

—frutto dell’incontro tra il know-how di Kartell nel design dei materiali plastici e lo stile di .normaluisa.—

Kartell stands for excellence in design and a perfect combination of creativity and technology, glamour and functionality. The brand is outstanding for its updated versatile products, which are easy to use and have a strong aesthetic appeal. Their endless evolution in the use of materials and experiment in new technologies are the key to the brand’s achievements in functionality and inimitable aesthetic features. It was in 1999 that Kartell presented their first transparent item of furniture, ‘Marie’, a chair designed by Philippe Starck and realised in polycarbonate. Since then the brand has been permanently connected with the world of fashion, both by getting the best international fashion designers to give different interpretations of Philippe Starck’s chair, and by proposing sophisticated brand extensions. In 2009 the brand first proposed ‘Glue Cinderella’, a collection of plastic ballerinas, renewed in 2010, that merge Kartell’s know-how in the design of plastic materials

with .normaluisa.’s style. Refined but easy-to-wear, the ‘Glue Cinderella’ are ballerinas whose essential but elegant silhouette makes them ideal for the ‘Cinderellas’ of today, keen on combining classic moods and present-day trends, irony and elegance. Available in a palette that ranges from total transparent, to opaque single tone, or two tones, Glue Cinderella are manufactured in 100% recyclable plastic material. The collaboration between Kartell and Normaluisa was further strengthened by Lady, the single tone or two- tone square-toed plastic sandals with plateau. The design of Glue Cinderella and Lady draws its inspiration from the concept ‘easy chic’, which combines a sophisticated and an easy look in an accessory for daily wear. kartell.it

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ashion designer si diventa. Quasi sempre entrando dall’ingresso secondario. Quasi sempre dopo aver concretizzato la propria formazione nell’esperienza. C’è chi ci arriva attraverso percorsi alternativi, con una gavetta che spesso costringe a trovare il proprio baricentro tra creatività e tecnica. Meg Sasaki entra nel mondo della moda proprio così: dopo il diploma alla Kuwasawa Design School di Tokyo, sfrutta la sua conoscenza del mercato Giapponese, lavorando alle marketing strategies di importanti firme internazionali, affermandosi come merchandiser e consulente. Alla fine degli anni ‘90 Meg inizia a respirare il fashion design internazionale, spostandosi dal Giappone a New York, per approdare infine in Italia, a Firenze, dove collabora come designer per Martin Sitbon. Dal 2004 disegna la propria collezione di abbigliamento donna, una linea di ispirazione orientale che si fonde con il Made in Italy. Capi fluidi, raffinati e femminili, realizzati con tessuti selezionati tra cui dominano le sete e i cashmere più pregiati, lavorati sapientemente, con attenzione per quei dettagli che conferiscono alla linea un sapore couture. Il suo target è la donna contemporanea, consapevole di sé e del proprio gusto, che sceglie l’eleganza senza rinunciare al comfort. L’obiettivo della designer è trasferire gioia e benessere attraverso i suoi capi. Per questo la Sasaki segue, passo

dopo passo, lo sviluppo delle collezioni, da quando il progetto è in fase embrionale, fino alla sua distribuzione. Le collezioni di Meg Sasaki sono prodotte da +39Manifatture di Milano e distribuite da Progetto Milano.

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eople can actually enter the world of fashion design, but they nearly always get in through the back door and after being trained and educated by experience. Some become fashion designers following alternative ways and starting from the bottom to find a balance between creativity and technique. This is the way that Meg Sasaki entered the world of fashion: after graduating from Kuwasawa Design School, Tokyo, she exploited her knowledge of the Japanese market, worked out the marketing strategies of important international brands, and achieved success as a consultant and a merchandiser. In the late Nineties, Meg developed a flair for international design and moved first to New York and then to Florence, Italy, where she worked as a designer for Martin Sitbon. Since 2004 she has designed a women’s clothing collection of her own, an Orient-inspired line merged with the Made in Italy. Fluid, refined and feminine items manufactured with select fabrics, among which silk and cashmere, skilfully tailored with a care for detail that give the whole line a taste of couture. The stylist’s target is present day self-conscious woman who is mindful of her taste in clothing and chooses

—PROGETTO: “Progettare” significa proiettarsi in avanti, immaginare quello che s’intende fare, estrarre da sé un’idea e accompagnarla alla realizzazione. Progetto parte dalla vocazione di una nuova concezione di showroom, è una narrazione, uno spazio fisico duttile ed elegante che diventa anche spazio mentale, dove l’oggetto appare in armonia con l’ambiente che lo circonda. “To project ” means ‘ to forge forward’, to imagine what we are going to do, to draw an idea out of ourselves and see it to its accomplishment. Progetto start from a new conception of showroom, conceived as a narration, a versatile , smart physical space , which becomes also a mental space , where items are displayed in harmon y with the surrounding environment. progetto.mi.it

SAPORE D’ORIENTE

Testo/T ext Alessandra Bortoletto

elegance without renouncing comfort. The designer’s aim is to convey joy and wellbeing through her items. That is why Meg Sasaki follows the development of her collections step by step, from the embryo stage of the project up to distribution. Meg Sasaki’s collections are manufactured by Milan-based +39Manifatture, and distributed by Progetto Milano. megsasaki.com


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efinire la figura di Tom Ford come “poliedrica” è davvero semplicemente riduttivo. La moda, la cosmesi e il cinema sono solo i contorni già delineati del suo mondo, in costante evoluzione ed espansione. Dopo aver trascorso l’infanzia a Santa Fe, nel New Mexico, Ford, texano di origine, si trasferisce a New York agli inizi degli anni ’80. Lì si dedica agli studi d’arte e successivamente a quelli di architettura, entrando direttamente in contatto con la fervente scena artistica pop. Il 1990 è l’anno di svolta della sua carriera di designer, quando egli approda presso la maison Gucci. Nel 1992 è investito del ruolo di Direttore del Design e già nel 1994 diviene Creative Director del marchio, responsabile di tutte le linee, dall’abbigliamento ai profumi e persino dell’immagine istituzionale del Gruppo, delle campagne e degli stores. Nel 2000 è promosso Direttore Creativo

—La moda, la cosmesi e il cinema sono solo i contorni già delineati del suo mondo.— anche di Yves Saint Laurent Rive Gauche e YSL Beaute, lavorando al fianco dei creativi del marchio, per il risposizionamento e la nuova definizione dell’immagine. Nel 2002 assume addirittura la carica Vice Presidente del C.d.A. del Gucci Group per poi dimettersi da ogni incarico, nell’aprile 2004, a seguito dell’acquisizione da parte di Pinault Printemps Redoute. A un anno esatto dalla sua dipartita, Tom Ford, al fianco dell’ex-Presidente e A.D. di Gucci, Domenico De Sole, annuncia la creazione del brand

TOM FORD. In breve arriva la partnership col Gruppo Marcolin per la produzione e distribuzione di occhiali da sole e da vista del nuovo marchio e l’accordo con Estee Lauder, nel novembre 2005, per la creazione della TOM FORD BEAUTY. Nel febbraio 2006 Tom Ford annuncia l’accordo di licenza con l’Ermenegildo Zegna Group per la produzione e distribuzione di abbigliamento maschile di lusso prêt à porter e su misura, di calzature e accessori marchiati TOM FORD. Nel 2007 avviene invece il lancio dellla prima

fragranza maschile TOM FORD FOR MEN. Il debutto della prima collezione maschile di abiti e di accessori coincide l’inaugurazione della sua prima boutique monomarca, sulla prestigiosa Madison Avenue a Manhattan. Il primo monomarca europeo viene invece aperto a Milano nel 2008, nella centralissima via Verri mentre il marchio prepara già un’espansione del retail nelle principali città di Europa, Asia, SudAmerica e Medio-Oriente. L’obiettivo è quello di raggiungere, entro i prossimi dieci anni, una rete di 100 punti vendita TOM FORD e di selezionati partner multibrand di alta gamma. I riconoscimenti ricevuti dal designer negli ultimi quindici anni sono innumerevoli e la sua vicinanza al mondo del cinema, al jet-set hollywoodiano lo hanno spinto ad aprire una nuova via nella sua carriera artistica: quella di regista e produttore cinematografico. Dopo l’acquisizione dei diritti di “Un Uomo Solo” di

Isherwood, nel 2008 Ford comincia le riprese di “A SINGLE MAN”. Presentato alla 66° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il film ottiene una buona accoglienza e il protagonista, l’attore inglese Colin Firth, viene insignito della Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile. Al suo fianco la celebre Julianne Moore e Matthew Goode sono gli interpreti del lungometraggio che racconta la vicenda di un professore universitario inglese che perde il suo partner, a causa di un tragico incidente stradale. Non

solo una storia d’amore ma anche una riflessione sulla vita, sulla perdita di senso della propria esistenza e sul suo ritrovamento. Il racconto di un uomo che non immagina più un futuro e non vive più il presente ma che grazie ad una grande amicizia e all’attrazione verso un giovane studente riuscirà a riconciliarsi con la bellezza della vita. A SINGLE MAN è un tributo al coraggio di vivere fino in fondo, anche quando si sente la fine vicina, con la certezza di aver vissuto qualcosa che molte persone purtroppo non avranno mai.

—A SINGLE MAN è un tributo al coraggio di vivere fino in fondo, FINO ALLA FINE.—


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—DESIGNER:

ONLY A BEGINNING Testo/T ext Alessandro D’Annibale

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o define Tom Ford a versatile figure may indeed sound belittling. Fashion, cosmetics and the cinema are only a few of the achievements of a man whose world is constantly evolving and expanding. After spending his childhood in Santa Fe, New Mexico, Ford, a Texan by birth, in the early Eighties moved to New York where he devoted himself to the study of art and architecture and got in touch with the stimulating world of pop art. 1990, the year when he started working for Gucci, was a turning point in his career as a designer. In 1992 he became Design Director and in 1994 he was appointed Creative Director of the brand, in charge of all the lines from clothing to perfumes, as well as of the Group’s official image, advertising campaigns and stores. In 2000 he was appointed Creative Director also of Yves Saint Laurent Rive Gauche and YSL Beauté, and worked side by side with the brand’s creators for a

repositioning and re-handling of the brand’s image. In 2002 he was given the post of Vice President of Gucci Group’s Board of Directors, but in 2004 he resigned when the firm was taken over by Pinault Printemps Redoute. Exactly a year after resigning, Tom Ford, together with Domenico De Sole, Gucci’s former President and Chief Executive, announced the creation of the brand TOM FORD. That same year he went into partnership with Marcolin Group for the production and distribution of the new brand’s sun shades and eye glasses, and in November 2005 he made an agreement with Estee Lauder for the creation of Tom

Ford Beauty. In February 2006 the stylist announced an agreement with Ermenegildo Zegna Group for a production and distribution licence of luxury readyto-wear and custom made men’s clothing, footwear and accessories labelled TOM FORD. In 2007 the brand launched the first men’s fragrance “Tom Ford for Men”. The debut of his first men’s clothing and accessories collection coincided with the opening of his first single-brand store, in the prestigious frame of Madison Avenue, Manhattan. The first European single brand store was opened in Milan in 2008, in central Via Verri, and the brand is now planning to expand its retail to the main cities of Europe,

—A love story but also a reflection on life, on how its meaning can be lost and recovered.— Asia, South America and the Middle East. Within the next decade, the brand’s target is to set up a network of a hundred Tom Ford stores with select, top quality

multibrand partners. The countless awards that the designer has been given over the last fifteen years and his closeness to the world of the movies and the

Hollywood jet set have led him to the decision of starting a new artistic career as film producer and director. After acquiring the performing rights of Isherwood’s “A Single Man”, in 2008 Ford started filming the homonymous movie. Presented at Venice 66th International Film Festival, the film was given a good reception, and the protagonist, the British actor Colin Firth, was awarded the Volpi Cup as best male interpreter. Julianne Moore and Matthew Goode also starred in the film, the story of an English Professor who loses his partner in a tragic street accident. A love story but also a reflection on life, on how its meaning can be lost and recovered. The story of a man who can neither imagine his own future nor live in the present, but who, attracted to a young student he makes friends with, will be able to rediscover the beauty of life. ‘A Single Man’ is a tribute to a man who has the courage to live to the full, even when he feels the end approach, confident that he has lived something that many people will never experience. tomford.com


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www.s-maxmara.com

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STYLE IS FOREVER

Testo/T ext Alessandra Bortoletto

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na storia iniziata all’alba della Rivoluzione Industriale. Un successo conseguito in oltre due secoli di esperienza. Sintesi perfetta tra stile e funzionalità: John Smedley rappresenta oggi l’icona mondiale della maglieria di alta gamma. Indossare un capo John Smedley significa fregiarsi di un simbolo di qualità come il Jaybird, marchio registrato per la prima volta nel 1876 e oggi reintrodotto in una nuova veste. Un simbolo che è attestazione di eccellenza, impegno e ricerca. Un simbolo che è

preludio di un rinnovamento che fa perno sulla tradizione e sulla garanzia di una buona condotta produttiva. Per questo nasce Zque™, un programma volto ad assicurare l’affidabilità, la sostenibilità e l’eticità del processo produttivo, dagli allevamenti fino al prodotto finito. Con Zque™, John Smedley garantisce al consumatore la migliore lana Merino, controllata e accreditata da un’agenzia indipendente che opera al fianco della New Zealand Merino Company. L’autunno inverno 2010 porta un rinnovamento anche nel design delle collezioni. Fermi restando i colori brillanti e le lane Merino super soft, John Smedley introduce linee che strizzano l’occhio a consumatori attenti alla moda, come i capi sperimentali della Boutique collection o le forme e i drappeggi della collezioneJerseywear. L’unicità della tecnica produttiva si concretizza nei particolari motivi della collezione Intarsia Knitting e nella linea Whole garment

Knitting, totalmente senza cuciture e adattabile alle forme più attuali. Interprete di una produzione di alta qualità rigorosamente made in England, dal 1784 John Smedley è un’icona di stile che trascende il tempo.

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story that started at the dawn of the Industrial Revolution, a success achieved through over two centuries’ experience, a

perfect merging of style and functionality, John Smedley is today the world icon of high quality knitwear. To wear a John Smedley item means to bear a symbol of quality like the Jaybird, the brand first registered in 1876 and today proposed in a renewed version. A symbol which stands for excellence, commitment and research, the prelude to a renewal centred on tradition and based on quality in production. All this underlies the birth of Zque™, a program aimed at

ensuring the reliability, sustainability and ethicality of production, from sheep farming to finished products. With Zque™, John Smedley guarantees the best merino, checked and accredited by an independent agency that operates side by side with the New Zealand Merino Company. The Fall/Winter 2010 will bring about also a renewal in the design of collections. While still proposing bright colours and super soft Merino wool, John Smedley introduces lines that prove attractive to fashion enthusiasts, like the experimental items of the Boutique collection or the forms and drapery of the collection Jerseywear. The unique manufacturing technique appears in the special designs of the collection Intarsia Knitting, and in the line Whole Garment Knitting, which is totally seamless and adaptable to the most updated forms. An interpreter of a rigorously made-in-England high quality production, John Smedley has since 1784 been the icon of a time-transcending style. johnsmedley.com


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w w w. s t e p h e nve n e z i a .e u

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Since the first collection of 05SS, kolor has been showing its strong originality at every collection.

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olor has been showing its strong originality ever since its first collection of 05SS, and has now become one of the ‘must’ brands both in the Tokyo and the Paris fashion scenes. Each of the brand’s collections, however, does not have any seasonal theme, and its designer, Junichi Abe has succeeded in defining Kolor’s style season by season. The brand’s style is also reflected in their first flagship

store which opened in Tokyo in July this year, a quiet place, despite it is located in the basement of a rather old residential building in the heart of a fashion area. The interior is characterised by the great harmony created by a blue carpet, the brick walls and the use of metal and wood. The combination of different materials and a pervading feeling of comfort are two of the features that the store in general and its clothing in particular have in common, two elements that enable visitors to feel the brand’s direction in the store. The brand is neither edgy nor pretentious, in that Junichi Abe has been able to create clothing that delicately merges fashion and comfort, a combination which is the Japanese designer’s mark of distinction. What makes Kolor so special, if compared to other stores, is the designer’s exquisite taste in creations nowhere else to be found. kolor.jp


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—FROM TOKYO:

KOLOR Testo/T ext Reiko Hanafusa - Correspondent from Tokyo

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olor ha dimostrato la sua forte originalità fin dalla sua prima collezione di 05SS, ed è oggi diventato uno dei must sia nella moda giapponese che di quella parigina. Ciascuna delle collezioni del marchio, tuttavia, non ha alcun tema stagionale, e il suo stilista, Junichi Abe, è riuscito a definire lo stile di Kolor di stagione in stagione. Lo stile del marchio si esprime anche nel loro negozio flagship che ha aperto a Tokyo nel luglio

scorso, un luogo di grande tranquillità non ostante sia ubicato nel seminterrato di un edificio residenziale piuttosto vecchio nel cuore di un quartiere della moda. L’interno è caratterizzato dalla grande armonia creata da una moquette azzurra, le pareti di mattoni e l’uso di metallo e legno. La combinazione di materiali diversi e un diffuso senso di benessere sono i tratti che il negozio in generale e gli abiti in particolare hanno in comune, due elementi che consentono ai clienti di avvertire l’orientamento del marchio nel negozio. Il marchio non comunica né ansia né pretenziosità, in quanto Junichi Abe è riuscito a creare abiti che fondono con delicatezza moda e comodità, tratto distintivo dello stilista giapponese. Ciò che rende Kolor tanto speciale, specie se paragonato ad altri negozi, è il gusto squisito dello stilista in creazioni che non si possono trovare in nessun altro luogo.

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â&#x20AC;&#x201D;Un caos ordinato che si riflette in uno stile di vita.â&#x20AC;&#x201D;


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a boutique l’Eclaireur in Rue de Sevigne a Parigi, nono negozio del gruppo, è una forma di espressione, un’esperienza che dà vita all’universo onirico che abita ognuno di noi. Un’esperienza che tutti possono fare propria, intraprendendo un immaginaraio viaggio personale, plasmato attraverso le emozioni, la storia e i ricordi che ogni individuo trattiene. La boutique l’Eclaireur in Rue de Sevigne è il risultato dell’incontro di due spiriti geniali. Armand Hadida apre il primo negozio a Parigi nel 1980. Pioniere del connubio tra fashion e design, rompe le regole della distribuzione classica per dare una nuova direzione al retail: chi entra nei suoi negozi non è solo un cliente ma un protagonista attivo che prende parte alla sceneggiatura di un’esperienza di acquisto non come semplice comparsa, ma come attore, protagonista. Gli interni del nuovissimo L’Eclaireur sono stati realizzati da Arne Quinze,

il designer che meglio interpreta le metamorfosi del XX° secolo e le interconnessioni tra essere umano, materia e tecnologia. L’Eclaireur di rue de Sevigne è una sorta di labirinto dei sogni, che fa perno non solo sulle eclettiche collezioni esposte ma soprattutto sull’emotività dell’esperienza offerta dalla visita; un mondo fantastico, quasi uterino, rivestito di assi di legno e materiali di recupero. Incastonati alle pareti, 147 monitor mostrano gli occhi della moglie di Quinte che scrutano intimamente i visitatori. Ciò che ne deriva è una vera e propria installazione

— STORE:

interattiva in cui realtà ed illusione si intersecano continuamente, in un gioco di vuoti e pieni, di luci e ombre. Un caos ordinato, secondo la definizione dello stesso Hadida., che dà adito a un approccio alla moda sensuale, naturale, che si riflette in uno stile di vita. Nel negozio anche l’anteprima francese dell’attesissimo Microsoft Surface: un computer capace di riconoscere gli oggetti fisici e di farne attori principali di un contesto che sembra virtuale ma che in realtà, attraverso il tocco, rompe le tradizionali barriere tra l’essere umano e la tecnologia.

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40 Rue de Sévigné, Paris – france

NEL CUORE DEL MARAIS

Testo/T ext Alessandra Bortoletto Foto/Photo Dave Bruel

he Group’s ninth store, the boutique l’Eclaireur, Rue de Sevigne, Paris, is a mode of expression, an experience that frames our inner dreamlike universe, an experience that everybody can share by making an imaginary personal journey shaped by our own emotions, history and recollections. The boutique l’Eclaireur, Rue de Sevigne, is the outcome of the convergence of two gifted minds. Armand Hadida opened his first Paris store in 1980. A pioneer in merging fashion with design, he broke the rules of classic distribution to give retail a new direction: those who visit his stores are not simply clients but active protagonists taking part in the scene of a purchase experience as leading actors rather than as extras. The interiors of the latest l’Eclaireur have been realised by Arne Quinze, the designer who can interpret at best XX Century changes and the relationships between human beings, matter and technology.

Ritratto di/Portrait of : Martine e Armand Hadida

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L’Eclaireur, Rue de Sevigne, is a sort of dreamlike labyrinth centred not only on the eclectic collections on display but also on the emotions that their sight stirs up in our mind; a fantastic, womblike world lined with wooden boards and salvage. 147 monitors, fitted in the walls, show Quinze’s wife’s eyes staring at visitors. The outcome of all this is a really interactive installation in which reality and illusion merge in an endless interplay of lights and shadows, voids and solids. An ordered chaos, according to the definition of Hadida himself, which favours an approach to a sensual, natural fashion, in turn reflected in a lifestyle. The store also offers the French preview of the eagerly awaited Microsoft Surface: a computer that can recognise physical objects and make them the main actors of an apparently virtual context, in which touch breaks the traditional barriers between the human being and technology. leclaireur.com microsoft.com/surface


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â&#x20AC;&#x201D;un mondo fantastico quasi uterino.â&#x20AC;&#x201D;


Who’s who 2009 the fashion yearbook the one and only yearbook of its kind

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stores/buyers/cities/trade shows/business/models/looks

Coin Group

Stone Island/Carlo Rivetti

Woolrich/ Andrea Canè

Franklin & Marshall/ Giuseppe Albarelli

Blauer/Enzo Fusco

Top Ten Italian upper sportwear brands

faces/brands trends/stores/buyers cities/trade shows business/models looks

Armani Group for iPhone

Museum/Franco Natalucci

Napapijri/Andrea Cannelloni Moncler/ Remo Ruffini

ORDER NOW! COVER PRICE € 39,90 / US$ 54.00

sportswearnet.com/whoswho2009

Kai Kühne He’s based in NY but he shows in Berlin, where, unlike NY, no one mispronounces his name.

22.07

Amazon acqiures Zappos Because it can.

11.07

01.07

Ben to get new CEO After 12 years there, Miles Gray, current CEO of Ben Sherman Group Ltd, will retire from his position in January 2010 but will remain NonExecutive Chairman. His successor will be Pan Philippou, former Group CEO of WDT.

H&M changes CEO Karl-Johan Persson now heads this “chain gang.”

Giorgio Armani is 75 Who would have guessed that the lil’ bambino born in 1934 would be so darn rich and successful today?

Mercedes-Benz Fashion Week As if Berlin wasn’t already busy enough in early July, the Fashion Week change its dates to make it even busier. Icon Group’s Markus Höfels is happy for all the Berlin designers he supports.

Style icons of the year

Following fashion brands such as Donna Karan and Polo Ralph Lauren now the Armani Group announced the launch of a mobile platform for e-commerce. iPhone, Android and Blackberry users can shop the new Emporio Armani collections from their phones at emporioarmani.com. The new platform went live on November 25 and is available in all the countries that currently have access to the Emporio Armani online e-commerce store. The platform is powered by YOOX.

GeoSpirit/ Graziano Gianelli

158 / who’s who 2009 / the fashion yearbook by sportswear international / nov/dec

july/2009

Coin Group confirmed its negotiations for the acquisition of the Italian chainstore Upim from La Rinascente Group. The management of Coin Group explained that the agreement between the two companies would combine the Coin and Upim chains. Apparently the agreement might be reached in relatively quickly.

Mason’s/Nicola Martini

faces/brands/trends who’s who 2009 the fashion yearbook by sportswear international

Back to Berlin! The July issue is dedicated to all things Berlin – now that Bread & butter has made its way home.

Add/Maurizio Cittone

stores/buyers/cities/trade shows/business/models/looks

Iriedaily gets 15! And Kreuzberg still rules.

01.07

...Premium The old post train station is again the venue for Premium’s latest edition.

Scotch & Soda Launches womenswear; bad joke ensues about it coming in a pretty glass with a paper umbrella.

2009 had a lot of It girls, fashion victims and trendsetters. But for us two of them stood out significantly: Beth Ditto (l), singer of US rock band The Gossip, and NYC pop siren Lady Gaga. Both surprised their audiences with more than just daring looks. Keep on rocking, ladies!

Meltin’Pot back in the US If at first you do not succeed, try, try again....

01.07

B&B Berlin, Fashion Week and... An old airport is the venue for the show’s homecoming to Germany... and a former electric power station is the venue for the Boss Orange fashion show during Berlin Fashion Week where everyone is eager to see the collection by Eyan Allen (except for Adrien Brody’s shirt, which inexplicably refuses to attend the show).

07.07

Fashion meets politics A new exhibition at FIT looks at how politics influences fashion but curiously never once mentions the politics of front-row seating or kissing editor ass.

16.07

Outdoor, Friedrichshafen Out is in! Even in a recession, the outdoor sector and its fairs are booming.

Diesel Award Renzo hands over 50,000 Euro to a newcomer. Because he can.

Adidas goes Outdoor Because it isn’t already athletic enough. 110 / who’s who 2009 / the fashion yearbook by sportswear international / july

Who or what were the most important faces, the most talked-about events, the hottest stories, the best brands and the world’s most spectacular new stores? Who’s Who 2009, the new edition of our high quality fashion yearbooks, provides the answers with a flood of breathtaking pictures presenting the year 2009 with all its trends, key news stories and emotions, completed with numerous best-of rankings. This look back at the year will be supplemented by the announcement of the Sportswear International Fashion Award winners. This yearly prize is selected by an international retail jury to the best of the best in the categories fashion, denim, sport/street, sneakers, footwear and newcomer. A special member’s code allows Sportswear International readers to access the Who’s Who A-Z online address listing of fashion’s key players worldwide.

SPORTSWEAR

®

INTERNATIONAL

YEARBOOK


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heavyheels.blogspot.com — FROM THE WEB:

BLOGMANIA Testo/T ext Cesare Tonon - Correspondent from London

I

t was clear that a revolution in cyber-world was happening when at the latest D&G show, four high-profile bloggers took front row seats with the likes of Anna Wintour. They were Sartorialist’s Scott Schuman, Garance Doré of garancedore.fr, Tommy Ton of jakandjil.com and Bryan Boy of bryanboy. com.  The cool hunters have finally been rewarded.  Whilst all of the above are established names,

MUG has scouted some of the newest and freshest blogs around and tried to find out more about their creators.

E

ra chiaro che stava avvenendo una rivoluzione nel mondo cyber quando, all’ultima mostra D&G, quattro blogger di livello si sono seduti in posti di prima fila con gente del calibro di Anna Wintour. Erano Scott Schuman di Sartorialist, Garance Doré

di garancedore.fr, Tommy Ton di jakandjil.com A Bryan Boy di bryanboy.com. I cool hunters sono finalmente stati ricompensati. Mentre tutti quelli sopraelencati sono nomi di successo, MUG è andato alla ricerca di nuovi e più recenti blog per avere più informazioni sui loro creatori.

inn from HEAV Y HEELS is a 25 years old Norwegian student who is in love with the world of fashion.  She tells me “when I feel like I've got no thing to wear, I throw on some basics and let a great pair of heels become the focus of my outfit. “

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Fashion inspiration: Queen Michelle of the Kingdom of Style blog. Favourite brand: Alexander McQueen. New talented designer: Rad Hourani. Her blog in 3 words: More than shoes.

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inn di HEAVY HEELS è una studentessa norvegese di venticinque anni innamorata del mondo della moda. Mi dice: “quando ritengo di non aver niente da indossare, metto alcuni capi basici e faccio in modo che un gran paio di tacchi alti diventino l’elemento più rilevante del mio abbigliamento.” Ispirazione moda: Queen Michelle del Kingdom of Style blog. Marchio preferito: Alexander McQueen. Nuovo designer di spicco: Rad Hourani. Il suo blog consta di tre parole: Più che scarpe.


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pilloledimoda.blogspot.com

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osa from PILLOLE DI MODA started her blog in 2005 after discovering The Sartorialist and Fashion Addict Diary. She moved to London aged 18 and some of her work highlights include interviewing Franca Sozzani and dresssing Mariacarla. She now spends her time between her hometown in north-west Italy and Milan, working for various pubblications. Her all time icon: Viviana and Aurora, Anna Dello Russo's assistants. Favourite brand: worrying about sounding too obvious she confesses it's Prada. New designer to look out for: Mary Katrantzou. Her blog in 3 words: Obsessive, random, cheerful.

osa di PILLOLE DI MODA ha dato vita al suo blog nel 2005 dopo aver scoperto The Sartorialist e Fashion Addict Diary. Si è trasferita a Londra all’età di 18 anni e alcuni dei tratti salienti del suo lavoro comprendono l’intervista fatta a Franca Sozzani e l’aver vestito Mariacarla. Attualmente divide il suo tempo fra la sua città natale in Italia nord occidentale e Milano dove lavora per varie riviste. La sua icona di sempre: Viviana e Aurora, assistenti di Anna Dello Russo. Marchio preferito: Preoccupata di apparire troppo ovvia, confessa che è Prada. Nuovo stilista a cui prestare attenzione: Mary Katrantzou. Il suo blog consta di tre parole: Ossessivo, casuale, allegro.

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thecookie-jar.blogspot.com/ ara from THE COOKIE JAR is a mechanical engineering student living in the heart of the Italian Emilia-Romagna region, living life in conflict trying to amalgamate the arts and science on a daily basis. Fashion icon: Carla Sozzani. She can't pick only one favourite brand and she says: Rick Owens, Margiela, Alaia, Bernard Wilhelm and McQueen. She is pushing for Daniel Palillo as a great new designer. Her blog in 3 words: no, coherence, whatsoever.

S

— I cool

hunters sono finalmente stati ricompensati. —

S

ara di THE COOKIE JAR è una studentessa di ingegneria meccanica che abita nel cuore dell’Emilia-Romagna, e vive conflittualmente cercando di fondere nel quotidiano le arti e la scienza. Icona della moda: Carla Sozzani.

Non sa scegliere un solo marchio, e dice: Rick Owens, Margiela, Alaia, Bernard Wilhelm e McQueen. Insiste su Daniel Palillo come grande nuovo stilista. Il suo blog in tre parole: senza, alcuna, coerenza.


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gear” that conjures up images of energy and strength. trevisosculture.com

DAL FUTURISMO AL FUTURISMO

SIAMO TUTTI PROFETI

13 Novembre 2009 11 Gennaio 2010

Dal 13 Novembre scorso all’11 Gennaio 2010 nel cortile esterno delle Canoniche Nuove, presso lo Spazio Lazzari di Treviso, è andata in scena l’esposizione “Dal Futurismo al Futurismo” di Gaetano Brugnano. Lo scultore, il cui percorso artistico è stato tracciato nel solco dell’intreccio tra artigianato ed arte, ha esposto una selezione dei suoi lavori più recenti; negli anni Brugnano ha saputo imprimere nella pietra e nel marmo delle forme caratterizzate sempre più personali e riconoscibili. Linee, piani e volumi che si compongono in un “ingranaggio in movimento”, ad evocare immagini di energia e forza.

they convey primarily lays emphasis on the communicative gesture. No technical or matter limits can be set on the artistic representation of an idea. The author endlessly changes his expressive means, and by so doing he creates life-size pictures on a human scale, or luminous sculptures rich in charming architectural details. giankapennello.com

9 Aprile –30 Maggio 2010

Gaetano Brugnano’s exhibition “From Futurism to Futurism” was on show in the yard of Canoniche Nuove outside Lazzari Space, Treviso from November 13th 2009 to January 11th 2010. The sculptor, whose artistic development has merged art and craftsmanship, exhibited a selection of his latest works. Over the years, Brugnano has been able to give stone and marble ever more personal and recognisable forms. Lines, surfaces and volumes combine in a sort of “moving

Dal 9 Aprile al 30 Maggio 2010, presso lo Spazio Lazzari di Treviso, avrà luogo l’esposizione personale di Giancarlo Marcali “Siamo tutti profeti”. L’artista brianzolo è solito utilizzare la sua esperienza di vita e la sua sensibilità per realizzare lavori inconsueti, a cavallo tra pittura, scultura e home design, restando tuttavia fortemente legato al fascino della tradizione. La visione delle sue immagini, nonostante una grande capacità di muoversi anche su binari per così dire “accademici”, esalta la primarietà del gesto comunicativo. Non vi sono limiti tecnici o materici per la rappresentazione di un’idea. L’autore cambia continuamente mezzo espressivo creando

quadri a “misura d’uomo”, a grandezza reale, così come sculture luminose dalle affascinanti architetture. Giancarlo Marcali’s personal exhibition “ We Are All Prophets” will be held at Lazzari Space – Treviso from April 9th to May 30th 2010. Although he is acutely sensitive to the charm of tradition, the Brianza-born artist is accustomed to using his life experience and sensibility to realise unusual works that combine the features of painting, sculpture and home design. Despite his pictures are to some extent “academically” handled, the vision

MUG ART

Testo/T ext MUG Project

TERRA E FERRO 22 Gennaio – 28 Febbraio 2010

L’Associazione Culturale Lazzari, dal 22 Gennaio al 28 Febbraio 2010, ospita la mostra personale di Lucia Cecchi. La cauta riflessione artistica della pittrice toscana si trasmette alla sostanza cromatica della sua pittura astratta, conferendole vita e calore. Il gesto pittorico diviene intima scrittura poetica che scaturisce masse luminescenti da blocchi scuri, come corpi celesti incastonati in un vuoto immobile. Superfici materiche

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corrugate, interrote da segni di colore, trasmutano gli elementi: il ferro sotto la sapiente mano di Lucia Cecchi diventa vuoto cosmico, il plexiglass si coniuga con luminosità smaltate, la cartapesta diviene intonaco corroso e memoria di una vita perduta. From January 22nd to February 28th Lazzari

Cultural Association will house Lucia Cecchi’s personal exhibition. The Tuscan painter’s meticulous artistic research is reflected in the chromatic elements of her abstract painting, and gives her pictures life and warmth. Her pictorial gesture, which amounts to poetic writing, makes glowing blocks spring from dark masses, like celestial bodies set against a motionless void. Corrugated matter surfaces, interrupted by colour signs, transmute the elements: Lucia Cecchi’s skilful hand combines plexiglas with enamel light effects, turns iron into cosmic void, and papier-maché into worn out plaster, the recollection of a lost life. luciacecchi.com


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Textile design 3 contest : ViNCITORI L

o scorso 8 Settembre 2009, presso la Camera di Commercio di Treviso, si è riunita la giuria ufficiale della terza edizione del Textile Design Contest allo scopo di valutare gli elaborati pervenuti. La terza edizione del TDC ha proposto ai partecipanti la progettazione

e il disegno di un tessuto che fosse in grado di valorizzare ed esaltare le peculiarità del filato impiegato; non solamente dunque la proposta di un tessuto ma la sintesi di un intero percorso creativo, dalla scelta di un filato e della sua composizione fibrosa e strutturale alle soluzioni tecniche in grado di determinarne la valorizzazione, secondo il candidato.

La giuria ufficiale era così composta: Prof. Romeo Profili, Coordinatore Scientifico del Corso per Periti Tessili, Dott. ssa Maria Luisa Frisa, Direttrice del Corso di Laurea in Design della Moda dello I.U.A.V., Sig.ra Deanna Ferretti Veroni, titolare della Modateca Deanna, Centro Internazionale Documentazione Moda e Prof.ssa Elda Danese,

Docente di Tecnologia del Tessuto presso il Corso di Laurea in Design della Moda dello I.U.A.V. Dopo attenta valutazione degli elaborati da parte dei giurati

sono stati selezionati i seguenti progetti: Categoria “Ricerca”: Giulia Ciuoli Categoria “Grafica” Arianna Moroder

Ciascun candidato ha ricevuto un premio, al lordo di imposte, tasse e trattenute di legge, di 1.500,00€. Textile Design Contest è un’iniziativa

dell’Associazione Culturale Lazzari nata allo scopo di promuovere e favorire l’avvicinamento dei giovani creativi al mondo dell’industria Tessile per la moda e l’arredamento;

Giulia Ciuoli - Categoria “Grafica”


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O

la manifestazione, promossa dalla Facoltà di Design e Arti dell’Università Iuav di Venezia e dalla Camera di Commercio di Treviso, è stata patrocinata dalla Regione Veneto, dalla Provincia di Treviso, dal Comune di Treviso, da Banco Desio e da Unindustria Treviso.

n September 8th 2009, the official Jury of the 3rd edition of the Textile Design Contest met at Treviso Chamber of Commerce to evaluate the handed-in works. In this third edition of the TDC candidates were asked to plan and design a fabric that could enhance the features of the yarn employed; not only a proposal to make a fabric, then, but also a synthesis of a whole creative process, from the choice of a yarn, its structure and fibres, to the technical solutions each candidate believed could enhance it. The members of the Jury were: Prof. Romeo Profili, Scientific Coordinator of the School for Textile Technicians, Doctor Maria Luisa Frisa, Director of the Course for the Degree in Fashion Design, I.U.A.V. University, Mrs. Deanna Ferretti Veroni, the owner of Modateca Deanna, Fashion documentation International Centre, and Elda Danese, Professor of Fabric Technology at the

Course for the Degree in Fashion Design, I.U.A.V. University, Venice. After carefully examining the works the Jury chose the following projects: Category “Research”: Giulia Ciuoli

Category “Graphics”: Arianna Moroder Each candidate was awarded a prize of 1,500.00 Euros (before tax and other deductions). An initiative of Lazzari Cultural Association, the Textile Design

Contest was born with the aim of introducing young creators into the world of textiles for fashion and furniture. Promoted by the Faculty of Art and Design of I.U.A.V. University, Venice, and by Treviso Chamber of Commerce,

Arianna Moroder - Categoria “Ricerca”

the event was held under the patronage of Veneto Regional and Provincial Administrations, by Treviso Municipal Authority, Banco Desio and Treviso Unindustria. lazzariweb.it

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Intonare i sensi

preparare i colori a olio e a stenderli su pannelli di legno gessato. Ha lavorato per decenni con le tecniche dell’ acquarello, olio, serigrafia, tecnica mista e vetrate ed esposto i suoi lavori in Gran Bretagna, Italia e Francia. Ha vissuto a Londra per molti anni prima di trasferirsi ad Oxford con marito e figli.

Testo/T ext Estratto da un articolo di Helena Attlee, Gennaio 2009

L’esposizione di Silvia Pastore è andata in scena presso lo Spazio Lazzari di Treviso dal 12 Giugno al 31 Agosto 2009.

S

ilvia Pastore arriva a Londra, per la prima volta, nel 1973 con l’intenzione di rimanere soltanto per pochi mesi;

lì incomincia a frequentare corsi serali di pittura e disegno e presto le viene offerto un posto di studio alla “Central School of Art and Design” dove consegue nel 1980 un

Bachelor of Arts. Nel corso degli anni ha frequentato corsi avanzati su tecniche di stampa e metodi pittorici del Rinascimento, dove ha imparato a macinare da sola i pigmenti, a

Il suo lavoro si divide in tre diverse categorie. La Pastore produce nature morte, paesaggi e dipinti basati sull’immaginazione. “Talvolta sento che le persone si aspettino che io adotti esclusivamente uno stile. Ma secondo me ogni stile sostiene e completa gli altri, e per questa ragione preferisco coltivarli tutti.” Questa interdipendenza si rivela chiaramente quando Silvia parla delle sue nature morte che sono spesso organizzate in modo da mostrare un paesaggio sullo sfondo. “ Sono affascinata dall’idea di creare un intreccio di linee e forme sulla tela che fuse insieme creino un equilibrio tra la natura morta in primo piano e cio’ che

si intravede nello sfondo”. Attraverso questo avvolgersi di forme e questo incrociarsi di linee ella tenta di creare un legame fra due realta’ separate ma parallele, del primo piano e dello sfondo. È convinta che la pittura e il disegno le abbiano insegnato ad osservare più profondamente la realtà circostante e l’abbiano spronata a raffinare la sua capacità di vedere. A questo riguardo ella ha trovato l’insegnamento del Buddismo Zen particolarmente utile. Dallo Zen ha appreso l’importanza del rimanere consapevole e presente nella vita di ogni giorno. “Secondo me” ella dice, “la pittura richiede la stessa abilita’ di essere presente e consapevole”. In questo stato, l’alba nascente intravista dalla finestra “diventa la prima alba, la sola alba che io abbia mai visto, e il mio cuore si riempie di meraviglia e di gioia”. Ella cerca di trasferire questo senso di meraviglia nei suoi dipinti, restituendo al mondo il

senso d’incanto che è familiare ad ogni bambino. Silvia non ha dubbi sulla funzione che l’Arte debba avere; la pittura ha il potenziale di ”purificare l’animo dello spettatore, di sollevare il suo spirito e di dargli un senso di benessere”. Ella è anche convinta che, educando il senso della vista, attraverso il

disegno e la pittura, l’uomo possa vedere oltre i limiti accettati della realtà. In particolare intonando il senso della vista possiamo oltrapassare I limiti dello spettro della luce e scoprire nuovi colori.


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ilvia Pastore’s exhibition was on show at Lazzari Space, Treviso, from June 12th to August 31st 2009. The artist first visited London in 1973 with the intention of staying there just for few months. She started attending painting and drawing evening classes and soon had the opportunity to join the Central School of Art and Design, from which she got the degree of Bachelor of Arts in 1980. Over the years she has attended advanced courses on

Renaissance printing techniques and pictorial methods, and she has become skilled at grinding pigments, at preparing oil colours and spreading them over gessoed wooden panels. She has for decades practised the techniques of watercolour, oil painting, serigraphy and window glazing, and has exhibited her works in Great Britain, Italy and France. She lived in London for a number of years before moving to Oxford with her husband and children. Her works fall into three categories, as Mrs Pastore

creates still lives, landscapes and paintings based on the imagination. “I sometimes feel that people expect me to adopt one style only. Yet, in my opinion, each style supports and completes the others, and this is the reason why I’ve chosen to practise them all. ”The interdependence of her styles shows at best when Silvia speaks of her still lives, which are often organised so as to show a landscape in the background. “I am definitely intrigued by the idea of creating a network of lines and forms on the canvas whose fusion may

lead to a balance between the still life in the foreground and what can be glimpsed in the background.” In fact, through the interweaving of forms and crossing of lines, the painter tries to create a connection between two distinct yet parallel realities in the foreground and in the background. Silvia believes that painting and drawing have taught her to observe reality in depth, and spurred her to refine her capacity to see. As far as this aspect of her work is concerned, she found the teachings of Zen Buddhism

particularly useful, especially for their great emphasis on the importance of being perceptive and aware in everyday life. “I truly believe”, she says, “that painting requires the same ability to be perceptive and aware.” In this state, the breaking of dawn seen from the window “ becomes the first dawn, the only dawn I have ever seen, and my heart fills with wonder and joy. ”She tries to transfer this sense of wonder into her paintings, and to give the world the sense of enchantment which is familiar to

every child. Silvia has no doubt about the function that Art must have; painting has the power “to purify the mind of viewers, to relieve their spirit and give it a sense of wellbeing.” She is also of the opinion that, by educating the sense of sight through drawing and painting, man can see beyond the conventional limits of reality. In particular, by tuning our sense of sight we can surpass the limits of the light spectrum and discover new colours. silviapastore.com

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MOMENTI di emporio armani L

a mostra che porta fino in fondo il segno degli anni Armani, MOMENTI DI EMPORIO ARMANI, per la prima volta all’interno di uno store multibrand. Dal 13 Novembre 2009 al 10 Gennaio 2010 l’esposizione fotografica è stata infatti ospitata

all’interno della suggestiva cornice dello Spazio Lazzari di Treviso: una selezione di immagini dell’Emporio Armani Magazine e delle campagne pubblicitarie del marchio, realizzate sotto l’art direction di Rosanna Armani. Immagini della moda così com’è stata e com’è. Lampi di luce e flash

illuminano paesaggi urbani, naturali e figure immerse nella riconoscibilità del loro tempo. Modi di essere e di vestire, di connotare lo spazio e di rappresentare un’epoca, dagli esordi del brand fino ad oggi. Ma anche possibilità di cogliere la velocità del mutamento, degli anni che scorrono rapidamente e di fissare, nello

splendore di un attimo, ciascuno di quei momenti. Abiti che esaltano bellezze passate e presenti, gesti che ne sottolineano l’esigenza, tratti e fisionomie che da Oriente a Occidente compongono la nostra identità attuale. L’evoluzione della contemporaneità, nell’eloquenza degli ultimi vent’anni, attraverso l’intensità simbolica delle celebri campagne esprime di volta in volta estetiche giovanili diverse, lifestyle metropolitani, scenari e contesti in divenire che ispirano i comportamenti attuali. La libertà, un’eleganza sempre nuova, l’individualismo, una costante dinamicità e il cosmopolitismo tipici di Emporio Armani emergono naturalmente da quest’intenso susseguirsi di immagini. Un gusto giovane, sempre aggiornato viene ritratto anno per anno, momento dopo momento, lungo un’esposizione che non è solamente sintesi di un percorso creativo e comunicativo ma anche emblema di una moda intesa come internazionalità.


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omenti di Emporio Armani, the exhibition that fully illustrates the distinctive quality of the Armani years, is for the first time on display in a multibrand store. From November 13th 2009 to January 10th 2010 the photo exhibition is housed in the evocative frame of Lazzari Space, Treviso, a selection of pictures from Emporio Armani Magazine and from the brand’s advertising campaigns realised by the artistic director Rosanna Armani. Images of fashion as it was and as it is. Flashes of light brighten urban and natural landscapes and figures set against a recognisable time background. Ways of

being and of dressing, of characterising space and representing an epoch from the start of the brand up to the present day. The chance to catch the speed of change, of years

that fly by, and to fix each of those moments in the splendour of a shot. Bodies that change under the urge of new aesthetic ideals, that clothing enhances and gestures emphasise, traits and features that characterise our present identity from east to west. The evolution of contemporary life, in the eloquence of the last two decades, through the symbolic intensity of famous campaigns, expresses different youth aesthetics, metropolitan lifestyles, evolving scenes and contexts that inspire

present day behaviour. Freedom, an ever renewed elegance, individualism, the constant dynamic and cosmopolitan character typical of Emporio Armani are well illustrated by the pictures on show. A young, ever updated taste is portrayed year after year, ‘moment’ after ‘moment’, throughout an exhibition which is not only the synthesis of a creative and communicative path, but also the emblem of an international conception of fashion. emporioarmani.com


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www.girbaud.com

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NAPAPIJRI, PREMIUM SPORTSWEAR BRAND

Testo/T ext Alessandra Bortoletto

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aesaggi sconfinati, incontaminati, dal fascino selvaggio che aspettano solo di essere esplorati: questo è il mondo di NAPAPIJRI, il premium sportswear brand ispirato all’outdoor e al tempo libero. Un marchio che è sempre rimasto fedele ai suoi valori originali: narrando, stagione dopo stagione, scenari inediti, in cui la salvaguardia dell’ambiente, il desiderio di scoperta e l’impegno a favore delle organizzazioni scientifiche fanno da denominatore

comune, NAPAPIJRI trasmette al proprio consumatore un messaggio positivo e di impegno reale. La divulgazione scientifica in particolare è per NAPAPIJRI fondamentale per aumentare la conoscenza e sensibilizzare il consumatore alle tematiche ambientali. Tanti i progetti di valenza internazionale che l’azienda ha supportato: dalla scoperta della Cave di Naica in Messico, da parte del Team La Venta, al viaggio di Sebastian Copeland, successivamente raccontato nel libro “Antarctica – The Global Warning”, al viaggio e successivo

libro dell’organizzazione Le Cercle Polaire “The Call of the Poles”. L’ultimo volume pubblicato con il sostegno di NAPAPIJRI s’intitola “Commitment When the World Must Come Together as One”; una raccolta di fotografie, biografie e racconti di personaggi di epoche e nazionalità diverse, accomunati dall’impegno e da uno sguardo illuminato, che interpreta i problemi del futuro non come qualcosa di inevitabile ma come qualcosa che può essere sfatato con l’impegno quotidiano di ciascuno.

E

ndless, unpolluted, wild spaces waiting to be explored: this is the world of NAPAPIJRI, the premium sportswear brand specially made for leisure and outdoor activities. A brand that has always been true to its original values, and, season after season, tells about different topics, with an emphasis on the care for the environment, a wish to discover, a commitment to scientific organisations, NAPAPIJRI conveys a positive message of engagement to his clients. NAPAPIJRI is of the

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opinion that scientific culture, in particular, is a basic element to make consumers sensitive to environmental problems. The Firm has supported countless international projects: from the discovery of Caves of Naica, Mexico, by the team La Venta, to the journey of Sebastian Copeland, later narrated in the book “Antarctica – The Global Warning”, to the trip and book of the organisation Le Cercle Polaire “The Call of the Poles”. The latest volume published with the support of NAPAPIJRI is entitled “Commitment When the World Must Come Together as One”, a collection of photographs, biographies and tales by people of different epochs and nationalities, who share an enlightened commitment, and, far from believing that the world is doomed, think that problems can be solved only through day-to-day commitment. napapijri.com


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— FROM TOKYO:

RICK OWENS TOKYO

Testo/T ext Alessandro D'Annibale

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l 29 Agosto 2009 ha aperto a Tokyo il quarto store di Rick Owens. L’avant-garde designer californiano ha curato interamente il progetto del negozio,

dai decori e il design alla scelta delle finiture. Come una rocciosa caverna in cemento, in grado di riprodurre fedelmente le superfici Le Corbusieriane, già adottate per la collezione di mobili, lo store riprende lo

spirito primigenio delle creatività di Rick Owens. L'idea di sè, della propria moda, la sperimentazione di tecniche inedite e un ironia dissacrante si riversano, ancora una volta, nelle soluzioni stilistiche adottate in questo spazio

dalle atmosfere minimali. Nel solco della tradizione delle messe in scena Kabuki e dei Godzilla movie si delinea l'immagine demoniaca ricreata per lo store giapponese. L'utilizzo delle statue in cera autoritratto (inizialmente destinato

alla sua abitazione) risale già all'apertura dello store parigino, come ironico esercizio di vanità e mortalità. Le teste che popolano il negozio londinese riprendono invece il dramma di "Salomè" di Oscar Wilde. Presso lo store di Tokyo

sono in vendita le collezioni maschili e femminili, la Drk Shdw Denims, la Lilies Jersey, la linea di pelliccie Palais Royal Furs, gli accessori ed una selezione di libri, dvd e cd curata personalmente da Rick Owens.


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ick Owens’ fourth store opened in Tokyo on August 29th, 2009. The Californian avant-garde designer personally followed the store fitting project, from the decorations, to the design and the choice of finishing touches. As a rocky-like cement cave faithfully reproducing the Le Corbuserian surfaces already adopted for the furniture collection, the store recaptures the original spirit of Rick Owens’ creativity. The idea of himself, of his fashion, his experiment in new original techniques and a desecrating irony are once again poured into the stylistic solutions adopted in this space characterised by minimal nuances. The demonic image recreated for the Japanese store is reminiscent of the tradition of Kabuki and Godzilla movie stage effects. The use of self-portrait wax statues (first intended for the stylist’s home) dates back to the opening of the Paris store, as an ironic exercise in vanity and mortality. The heads in the London store, instead, hint at Salome, the play by Oscar

Wilde. For sale in the Tokyo store are the men’s and women’s collections, Drk Shdw Denims, Lilies Jersey, the line of fur coats Palais Royal Furs, accessories and a selection of books, dvds and cds personally chosen by Rick Owens.

6-5-55 Minami-Aoyama Minato-Ku, Tokyo rickowens.eu

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The Soul of Sportswear Testo/T ext Alessandro D'Annibale

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o Sportswear è qualcosa tutt’altro che facile da definire. I film americani degli anni ‘40 e ‘50 costituiscono il nostro primo contatto con questa maniera di vestire. Gli attori indossano giubbotti e pantaloni, come il mitico Baracuta o i jeans, che in pochi anni riscuoteranno enorme successo anche tra la gente comune. Capi dotati di una certa eleganza, nella loro essenzialità e di derivazione tecnico-sportiva,

vengono infatti introdotti nell’abbigliamento per il tempo libero. Massimo Rossetti è in assoluto una delle persone che più hanno contribuito alla diffusione di questa nuova maniera di vestire, pratica e funzionale. Un uomo che ha percorso l’America in lungo e in largo, spesso in sella ad una moto, alla ricerca di stimoli e originalità. Alla ricerca dell’autenticità caratteristica di fenomeni come Vans, Timberland, Barbour e Woolrich. Essere ammessi al suo

workshop è un vero privilegio. Poter entrare nel luogo dove viene conservato l’archivio dei capi raccolti nelle sue ricerche e dove la sua creatività prende forma, significa immergersi in tutto questo. Significa respirare a fondo lo spirito dello Sportswear. È proprio durante uno di suoi viaggi, circa dieci anni fa, che il designer si imbatte all’interno di un bar di Anchorage in un ragazzo del 210°, i Parajumpers: uomini addestrati a salvare la vita degli altri nelle

situazioni più pericolose e negli angoli più remoti del pianeta. La tasca presente sulla giacca del giovane (per contenere il casco) colpisce la sua attenzione e quando Ermanno Paulon qualche anno dopo, gli propone di collaborare con la sua azienda, il pensiero torna subito a quel dettaglio. L’asimmetria viene applicata a un capo simmetrico come il giubbotto e la riconoscibilità è immediata, grazie a quell’unica grande tasca con zip (quasi una cargo-pocket). Il look

Photo: Massimo Rossetti Work Shop

forte, deciso e in controtendenza con le proposte del momento caratterizzerà PARAJUMPERS, fin dal suo debutto nel 2006. In grado di coniugare il genio creativo di Massimo Rossetti con l’esperienza produttiva di Ape & Partners, il marchio guadagna rapidamente il favore del pubblico internazionale grazie ai suoi autentici masterpieces: capi ispirati all’abbigliamento di questi eroi e dal desiderio di creare qualcosa di unico da indossare.


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portswear is anything but easy to define. The American movies of the ‘Forties and ‘Fifties first introduced us to this kind of clothing, with actors wearing jackets and trousers, like the mythic Baracuta or jeans, which in few years would achieve great success also with the common people. Basic items with a technical and sporty inspiration, yet provided with a certain elegance, were introduced into leisure wardrobes. Massimo Rossetti is definitely

—creare qualcosa di unico da indossare.— one of the persons that most contributed to popularize this practical and functional way of dressing. A man who has ridden America far and wide looking for hints and originality, for the typical authenticity of brands like Vans, Timberland,

Barbour and Woolrich. To be admitted to his workshop is a real privilege. To enter the room that houses the archive of the items he has collected, and where he gives full play to his creativity means to fully immerse

in the spirit of Sportswear. About ten years ago, during one of his trips, in a bar at Anchorage the designer came across a young man from the 210th Parajumpers, men trained to save other people’s lives in the most dangerous situations and in the remotest corners of our planet. The pocket in the young man’s jacket ( specially made to keep the helmet) drew his attention, and when, a few years later, Ermanno Paulon asked him to collaborate with his firm, his mind immediately went back to that detail. Asymmetry is applied to a symmetric item like a jacket,

and makes it immediately recognisable thanks to the single large zip-up pocket, almost a cargo-pocket. Since its debut in 2006, PARAJUMPERS would be characterised by a firm, strong look that bucked the day’s trends. A combination of Massimo Rossetti’s creative power and Ape & Partners’ productive experience, the brand rapidly met the favour of international clients thanks to its true masterpieces: items that derive inspiration from the clothing of the Parajumpers and from a desire to create something unique to wear. parajumpers.it

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DE MARCHI

Testo/T ext Alessandro D'Annibale

Una storia tutta italiana

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a storia dell'abbigliamento da ciclismo affonda le sue radici in Veneto, a San Fior, nel primo dopo Guerra. Emilio De Marchi, riparatore di biciclette e grande appassionato di sport, nel novembre del 1945 insieme alla moglie Emma, decide di iniziare a produrre maglie per le squadre di ciclismo della zona. Solamente tre manifatture all’epoca confezionavano questi capi in Italia. Il crescente benessere economico unito al diffondersi dello sport contribuiscono al rapido successo del Maglificio Sportivo e in breve tempo le maglie “De Marchi” saranno indossate da leggendari campioni come Bottecchia, Magni, Coppi, Bartali e Bobet. Quando dopo vent’anni di grandi successi e soddisfazioni,

De Marchi decide di ritirarsi dall'attività, sono la figlia Elda e suo marito Ezio Coccia a rilevare l'azienda. Spalla a spalla col suocero, Coccia seleziona i pellami di daino più morbidi da applicare ai fondelli dei pantaloni e lavora all’evoluzione tecnica dei prodotti. Sotto la sua guida la produzione, ormai integrata verticalmente, prosegue con la stessa attitudine di un tempo: rispondere alle esigenze individuali del ciclista. Si racconta che lo stesso Moser, per la tappa di Milano del Giro del '68, abbia preteso a tutti i costi un paio di pantaloncini De Marchi, in ragione della loro confortevolezza. Mauro e Stefano, figli di Ezio e Elda, sono invece i fautori dell’indiscusso successo dell’azienda degli ultimi vent'anni, sia in termini tecnici che commerciali.

Ad eccezione dei fondelli anatomici in gel a forma di “mezzaluna”, soluzione esclusiva dei pantaloncini De Marchi, molte delle loro innovazioni tecnologiche sono state adottate a livello internazionale: i primi pantaloni senza cuciture, i fondelli elastici, l'introduzione della stampa in sublimazione (mutuata dal nuoto), delle bretelle o di tagli superanatomici. Altissime prestazioni, comfort e sobrietà del design hanno permesso al brand di essere apprezzato tanto dal ciclista amatoriale quanto dal professionista. Basti pensare che solo negli ultimi


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15 anni sono 38 i titoli mondiali vinti da atleti vestiti da De Marchi. A completare la produzione, in occasione del 60° Anniversario, l'omonima capsule collection: maglioni e polo ultraleggeri in lana merino, guanti e cappelli ispirati ai modelli storici dell'azienda, indossati dai mitici campioni del passato. Testimonianza di grande tradizione ma anche sinonimo di un gusto evoluto, altamente contemporaneo, ciascuno di questi capi è realizzato in Italia attraverso le lavorazioni caratteristiche dei capi di un tempo. Perchè chi produce vera qualità si distingue dai dettagli.

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he history of cycling clothing started in the Veneto city of San Fior as far back as the early 1920’s. In November 1945, Emilio De Marchi, a bicycle mechanic and a sports enthusiast, decided to start the production of shirts for the cycling teams of the area, at a time when only three firms manufactured such items in Italy. People’s increased wealth and love of sport led to the rapid success of ‘Maglificio Sportivo, and “De Marchi” shirts were soon worn by legendary champions like Bottecchia, Magni,

Coppi, Bartali and Bobet. When De Marchi decided to retire after twenty years’ great achievements and satisfaction, the firm was taken over by his daughter Elda and her husband Ezio Coccia. Together with his father-in-law Coccia started to select the softest deerskin to apply to the seat of bike shorts and worked hard to achieve technical perfection. Under his guidance, the firm’s integrated production keeps being targeted at answering cyclists’ individual demands. Legend has it that Moser himself, for the Milan stage of 1968 Tour of Italy, insisted to have a pair of De Marchi shorts on account of their great comfort. Ezio and Elda’s sons, Mauro and Stefano, must be credited with the firm’s great technical and commercial success over the last two decades. Excluding the crescent shaped gel anatomic seat, an exclusive solution of De Marchi bike shorts, many of their technical innovations have been adopted world wide: the first seamless bike shorts, the elastic seats, the introduction of sublimation printing (borrowed

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from swimming), of braces or super anatomic cuts. Excellent performances, comfort and a sober design have led both amateur and professional bikers to appreciate the brand. Significantly, in the last fifteen years athletes wearing De Marchi sports clothing have won 38 world competitions. On the Firm’s 60th anniversary the brand’s production is completed by the homonymous capsule collection: sweaters and extra light polo shirts in merino wool, gloves and hats that draw their inspiration from the Firm’s historical models, worn by the mythic champions of the past. Each of these items, manufactured in Italy through procedures that were used in the old days, points to the brand’s great tradition and bears the distinctive features of the brand’s updated, mature taste. Details are the mark of distinction of those who achieve quality in production. demarchi.com


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Lazzari Celebrates Tretorn’s Rich Rubber Heritage

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o Spazio Lazzari, durante lo scorso ottobre 2009, ha ospitato un'installazione celebrativa della grande tradizione manifatturiera della gomma di Tretorn. La storia del marchio scandinavo affonda infatti le sue radici nella lavorazione di questo materiale, in cui tuttora eccelle. Lungo le pareti dello storico edificio che ospita lo Store, l'esposizione ha ripercoso l'intera storia del marchio svedese. A partire proprio dal 1891, anno in cui Henry Dunker gettò le basi, a Helsingborg,

di quella che si è rivelata una delle maggiori imprese della tarda Rivoluzione Industriale. La sua devozione al lavoro, il rispetto e la tutela dei suoi lavoratori (basti pensare all'assistenza medica e pediatrica garantita ai dipendendi dell'azienda): la vicenda di Dunker è stata

Testo/T ext Alessandro D'Annibale

interamente raccontata all'interno della mostra. Dagli anni di avvio della produzione fino al decennio dei grandi successi di Tretorn, ai piedi dei più importanti giocatori

al mondo di tennis, la storia del brand è stata riproposta attraverso i suoi momenti salienti in un autentico gioco di framework. Per la primavera 2010 Tretorn prepara un'altra esposizione presso lo Spazio Lazzari, interamente dedicata alla tradizione tennistica del marchio. Un successo senza eguali in grado di aprire le porte del lifestyle ad un marchio ormai sinonimo del modern outodoor. Praticità, semplicità e grande versatilità.

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ast October Lazzari Space housed an installation to celebrate Tretorn’s great rubber manufacturing tradition. The history of the Scandinavian brand is rooted in the processing of rubber, an activity that still makes it outstanding. Along the walls of the store’s ancient building, the exhibition retraced the whole history of the Swedish brand, starting from 1891, the year when Henry

Dunker lay the foundations of a firm in Helsingborg that would prove one of the most important of the late Industrial Revolution. From his commitment to work, to the respect for and welfare of his workers (like medical and paediatric care for the firm’s staff), Dunker’s life was fully documented by the exhibition. From the days when production was started, up

to the decade of Tretorn’s great achievements, when their shoes were worn by leading tennis players world wide, the story of the brand was retraced step by step. In spring 2010 Tretorn will set up another exhibition at Lazzari Space entirely devoted to the brand’s tennis tradition. Unparalleled achievements that amount to lifestyle for a brand which is synonymous with the modern outdoor. Practicality, simplicity and great versatility. tretorn.com


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LEVI’S XX

Testo/T ext Alessandro D'Annibale

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o bbiamo la nascita della cultura americana ad onesti lavoratori, uomini che con dignità, passione e sacrifici hanno costruito un paese e il suo senso di appartenenza. Persone che nemmeno nei periodi più bui della storia umana hanno abbandonato i loro valori e le loro convinzioni. Al loro spirito autentico e al recupero di questa originalità si ispira Levi’s® Vintage Clothing, anima e cuore degli American Worker. Un ritorno alle origini di Levi Strauss & Co. che muove i suoi primi passi da serie di fedeli repliche dei modelli originali Levi’s, come la “Made in America”. Un omaggio all’abbigliamento di operai e artigiani degli anni ’40 e al rinnovato senso di libertà del ventennio compreso tra gli

anni ’50 ai ’70. Levi’s® Made & Crafted™ è un insieme di capi senza tempo, semplici e funzionali realizzati all’insegna del recupero di questa autenticità. Qualità e innovazione sono il comune denominatore dei pezzi della collezione che abbinano fibre naturali a materiali ultra-tattili. L’obiettivo è quella di rispondere alle esigenze di uno stile di vita contemporaneo, veloce, libero attraverso una selezione di modelli caratterizzati da una grande versatilità e l’inequivocabile approccio artigianale. Levi’s® Made & Crafted™ e Levi’s® Vintage Clothing fanno parte di Levi’s® XX, divisione aziendale la cui mission è la riaffermazione di Levi Strauss & Co. come massimo rappresentante dell’American Lifestyle. “XX” come “extra extra strong”, chiaro riferimento all’eccezionale qualità del denim utilizzato da Levi Strauss per la creazione del primo paio di jeans, nel 1873.

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merican culture is indebted to honest workers. Men who built a country with countless sacrifices, a sense of belonging, dignity and passion. People who stuck to their values and beliefs even in the most difficult periods in American history. Levi’s® Vintage Clothing draws inspiration from the spirit of authenticity of these men. A return to the origins of Levi Strauss & Co., starting from a series of faithful replicas of original “Made in America” Levi’s models. An homage to the clothing of the workers and craftsmen of the Forties, and to the renewed sense of freedom of the Fifties, Sixties and Seventies. Levi’s® Made & Crafted™ is a collection of functional, timeless items. Quality and innovation are the features of the items which combine natural fibres and ultra-tactile materials. The aim is to answer the demands of today’s free and fast lifestyle with a selection of extremely versatile and unmistakably handmade models. Levi’s® Vintage Clothing and Levi’s® Made & Crafted™ come under Levi’s® XX, a global division whose mission is to return Levi Strauss & Co. to their role as the leading brand representative of the American Lifestyle. “XX” stands for “extra extra strong”, a reference to the exceptional quality of the denim used by Levi Strauss to create the first pair of jeans in 1873.

+31 020 572 0200 levis.xxinfo@levi.com


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OLTRE L’ESPERIENZA OLTRE LA RICERCA OLTRE... Testo/T ext Alessandra Bortoletto

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ispirazione non ha fine, quando nasce dall’esperienza. La storia non è un monolitico termine di paragone, quando è punto di partenza

per rielaborazioni da metabolizzare e interpretare in chiave contemporanea. L’abitudine non esiste per Crust, perché la creatività non può essere canalizzata e le esplorazioni stilistiche non conoscono

confini spazio-temporali. La proposta per la SS10 è innovativa ma fedele al dna del brand. Una collezione pura che è colore e forma. Capi reversibili in tinte accese e brillanti che si celano dietro nylon trasparenti.

Giacche che nascono dalla fusione di tessuti diversi tra loro, che si amalgamano nel lavaggio, creando un effetto vissuto ed inedito. Clic Clac, Stuttgart, Dee Dee, Commodore 64, Johnny, Tommy, Ramones. Nomi che richiamano suggestioni più o meno esplicite. Linee ispirate dall’archivio storico Crust e dal mood vintage degli anni ’70 e ’80, con un occhio di riguardo alla ricerca e all’artigianalità, che trova nei materiali e nelle lavorazioni quello spunto in più che genera il mito. Come il nylon vetro. Come gli interni in mash traspirante. Come le tinture eseguite in parte a freddo, in parte a caldo. E l’inedita linea di polo, realizzate in cotone piquet con jersey insertato direttamente a telaio. Con la stagione FW10 Crust affida il design della collezione a Gionata Malagodi, che elabora

la profondità del brand sviluppando il concept Ski Vintage. Una nuova interpretazione fatta di giubbotti, blazer, cappotti e impermeabili reversibili con l’interno in piumino ski e di sperimentazioni inedite su tessuti e processi tintoriali, un mashup di storie ed emozioni. Perché abbastanza non è mai abbastanza, per chi nasce già oltre.

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nspiration has no limits when it springs from experience. History is not a dull term of comparison when it is the starting point to take in the re-handling of models and give them an updated interpretation. Habit does

not exist for Crust, because creativity cannot be standardised and stylistic explorations have no space or time limits. Their proposal for SS10 is innovative but true to the brand’s tradition, a pure collection whose essence is form and colour. Reversible items in vivid bright colours, behind transparent nylon fabrics. Jackets that are created by combining different fabrics, merged by washing to create new worn out effects. Clic Clac, Stuttgart, Dee Dee, Commodore 64, Johnny, Tommy, Ramones. Names that are more or less explicitly evocative, lines that draw inspiration from Crust’s historical archive and from

the vintage mood of the ‘70s and ‘80s, with an emphasis on research and craftsmanship; items that become a myth thanks to the quality of materials and the special treatments they undergo. Like glassnylon: like the interiors in breathable mash; like cold and hot dyeing, and the new line of polo shirts in piquet cotton with loom-made jersey insertions. For the Fall –Winter Season 2010 Crust has entrusted Gionata Malagodi with the collection design, and the stylist has elaborated the brand in depth by developing the Ski Vintage concept. New interpretations of jackets, blazers, coats and duvet-lined reversible raincoats; new experiments on fabrics and dyeing techniques, a mashup of stories and emotions. Enough is never enough for those who are ahead from the start. crust.it


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www.asapltdspa.com

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MONTEDOMINI

a favore degli anziani e le iniziative di Enti impegnati nella cura delle fasce più deboli della popolazione fiorentina. Montedomini è un evento promosso da Mug Magazine, in collaborazione con la Montedomini A.S.P.

Testo/T ext Alessandro D'Annibale

Uno sguardo privilegiato sulle eccellenze della moda

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al 12 al 13 Gennaio 2010 va in scena la prima edizione di “Montedomini”: un progetto che intende offrire ad operatori del settore come buyer, retailer e giornalisti specializzati una selezione esclusiva delle più evolute e autentiche realtà della moda contemporanea. La manifestazione che debutta in occasione della 77°

Edizione di Pitti Immagine Uomo, vede il coinvolgimento di cinque eccellenze creative, a livello internazionale, chiamate a presentare la loro produzione all’interno del suggestivo "Guardaroba Storico" e del "Giardino d'Inverno" di Montedomini. Tra i protagonisti di questa prima edizione troviamo: l’esclusivo denim brand giapponese 45rpm, Henry Cuir, marchio artigianale di borse

e accessori in pelle made in Italy, Flagged by Napapijri, capsule collection nata per riacquistare l'autenticità e la diversità del marchio e Il Bisonte, storico brand fiorentino di pelletteria artigianale ( in occasione del 40esimo anniversario). Montedomini ospita inoltre un’esposizione delle immagini del Workshop “L’Industria Abitata” del Prof. Marco Zanta, laboratorio di fotografia

della Facoltà di Arti Visive e dello Spettacolo dell’Università IUAV di Venezia. In occasione della prima edizione della manifestazione gli studenti sono stati invitati a “raccontare” quattro tra le principali realtà tessili del Distretto Pratese: Rifinizione Santo Stefano, Dinamo, Papaya e Lanificio Fratelli Balli - Rafanelli. L'evento ha anche la finalità di raccogliere fondi per la Fondazione Montedomini, istituita senza scopo di lucro per sostenere le attività assistenziali Photo by Giada Gazziola


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he first edition of “Montedomini” will be on show on January 12th and 13th, 2010, a project aimed at offering buyers, retailers and specialised journalists an exclusive selection of the latest, authentic fashion products. At its debut on the occasion of the 77th Edition of ‘Pitti Immagine Uomo’, the event will involve five outstanding creators of international renown, due to present their works in the evocative Historical

Wardrobe of Montedomini. The first edition will include, among others, the following protagonists: the exclusive Japanese denim brand 45rpm, Henry Cuir, a brand of handmade leather bags and accessories made in Italy, Flagged by Napapijri, a capsule collection born to recover the brand’s authenticity and diversity, Il Bisonte, a historic Florentine brand of handmade leather goods (on the occasion of its 40th anniversary). Furthermore, Montedomini will house an exhibition of images from Prof. Marco

Photo by Simone Santilli

—The privilege of surveying outstanding brands— Zanta’s workshop “L’industria abitata” (The Inhabited Industry), the photography laboratory of the Faculty of the Visual Arts and Entertainment – IUAV University, Venice. On the occasion of the event’s first

edition, students will be asked to ‘narrate’ four of the main textile industries in the Prato district: Rifinizione Santo Stefano, Dinamo, Papaya and Lanificio Fratelli Balli-Rafanelli. The event is also aimed at raising funds for Montedomini Foundation’s nonprofit charitable initiatives in favour of old people and of other Institutions committed to the care of the weakest sections of the Florentine population. “Montedomini” is an event promoted by Mug Magazine in collaboration with Montedomini A.S.P. montedomini.com

Photos by Elisa Franceschi

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QUALITÀ DI NATURA

Testo/T ext Alessandra Bortoletto

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e vere icone nascono quando tradizione e modernità non si contrappongono ma riescono ad incontrarsi, fondendo autenticità e ricerca. Questo è il punto di forza di Paraboot, che si concretizza nell’ eccellenza dei materiali e nella qualità di prodotti naturali al 100%. È nel 1919, durante un viaggio negli Stati Uniti, che Remy Richard

Pontvert ha un’idea: introdurre il caucciù nella produzione dei boot, un materiale sorprendente che accoppiato alle scarpe può renderle quasi indistruttibili. Al suo ritorno in Francia mette a punto uno scarpone maschile, il leggendario Michael, particolarmente robusto dotato di una suola in hevea, lattice estratto dall’albero di caucciù, fissata alla tomaia tramite una doppia cucitura, alla norvegese, su una banda di cuoio. Oggi come allora i modelli Paraboot sono realizzati interamente a mano, con un procedimento che richiede ben 150 passaggi e unisce la tecnica norvegese alla lavorazione goodyear, dando vita a calzature confortevoli, impermeabili, traspiranti e dalla suola ultraresistente; Paraboot è l’unica azienda del settore che sceglie di non esternalizzare la produzione delle suole,

dando prova di una qualità difficilmente eguagliabile. Il marchio produce un’ampia collezione di calzature uomo e donna con proposte classiche, casual, outdoor e più evolute, come il modello Avoriaz, che si ispira alle nuove tendenze coniugando tradizione e originalità: uno scarpone da trekking che senza rinunciare a qualità e comfort, viene affrancato e attualizzato per dar vita a un aggiornato prodotto di moda.

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rue icons are born when, far from being contrasting, tradition and modernity agree, merging authenticity and research. This is the strength of Paraboot, expressed by the excellence of materials and the quality of 100% natural products they employ. In 1919, during a trip to the United States, Remy Richard Pontvert had the idea of introducing natural rubber in the production of boots, an extraordinary material that can make footwear almost indestructible. When he got back to France, he designed a particularly strong men’s boot, the legendary Michael, and supplied it with a sole in hevea, the latex obtained from the rubber tree, fixed to the vamp the Norwegian way by double stitch on a leather band. Since then Paraboot models have been completely hand made, with a 150-stage procedure that combines the Norwegian and goodyear techniques to obtain comfortable, waterproof, breathable footwear of matchless quality with an extra resistant sole.

The brand manufactures a wide men’s and women’s collection of footwear with classic, casual, outdoor and more updated proposals, like the Avoriaz model, that draws its inspiration from new trends and combines tradition and originality: a trekking boot which keeps offering quality and comfort but is newly interpreted and updated to provide a truly modern fashion product. paraboot.com


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—BROWSING:

What to Browse NEXT? NEWWO RK MAGAZINE Giunto alla sua quarta edizione questo magazine di grande formato si rivolge agli addetti ai lavori alla ricerca di idee "fresche".

Curato e pubblicato due volte l'anno dallo Studio Network, ciascun uscita di Newwork spazia dal mondo dell'arte, del design e della moda a quello della cultura e della politica, attraverso le più significative figure di artisti e creativi del momento. Il team di contributors che lavora alla rivista è

accomunato dall'idea di giustapposizione delle diverse discipline di appartenenza mentre il magazine abbina il tradizionale formato newspaper ad un design d'impatto e al contempo sobrio. Ogni pagina del magazine è staccabile in maniera tale da poterla appendere alle pareti del proprio studio o del proprio ufficio come una singola opera d'arte.

and designers of the day. The team of contributors working for the magazine share the idea that the various disciplines they represent are to be juxtaposed, while the magazine combines the traditional newspaper format with an effective but sober design. Each page of the magazine is removable and can be hung as a single work of art on a wall of a studio or office. newworkmag.com

THE RIDE Journal

At its fourth issue, this king-size magazine is addressed to pundits in search of fresh ideas. Edited and published twice a year by Network Studio, each issue of Newwork ranges from art to design, fashion, culture and politics and avails itself of the most outstanding figures of artists

The Ride non è una rivista sulle biciclette, sulle gare di bici e le diverse discipline del cycling, The Ride è molto di più e soprattutto è qualcosa di diverso. Questo progetto editoriale scaturisce dal desiderio urgente di parlare di un mondo, quello delle bici e di una passione che scorre forte nelle vene. Un'intera cultura (altro che sottocultura) fatta di intraprendenza, artigianalità, creatività, arte, fatica,

tanto sudore, strada, asfalto, terra. Valori e idee messe nero su bianco, oltre i confini della semplice fanzine. The Ride "Journal".

FINZIONI MAGAZINE Cominciamo dagli occhi… o meglio dalla vista: copertina verde menta

The Ride is not a magazine about bicycles, races and the various disciplines of cycling. It is much more, and, above all, something different. This publishing project springs from the need to speak about the world of bicycles and of a heartfelt passion. The whole of a culture (anything but a subculture !) made of flair, craftsmanship, creativity, art, labour, a lot of sweat, rides, asphalt, earth. These are the values and ideas the magazine deals with, beyond the limits of a simple fanzine. The Ride “Journal”. theridejournal.com

e finalmente, dentro, solo b/n, tanto b/n e parole, parole. [Respiro di sollievo]. Finzioni è, come dice il sottotitolo, un progetto di lettura creativa. L’idea è quella di parlare di libri in libertà, attraverso le idee che li compongono, senza entrare in nessuno di essi ma circolandovi dentro. Considerare i libri come parte di un network

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in costante relazione, dove a parlare siano i discorsi intorno a essi. Leggere come atto creativo in perenne divenire. Essere lettri e non scrittori. Let’s start from the eyes…or rather from the sight: a mint green cover, and inside only b/w, so much b/w and a flood of words. (A sigh of relief). As the subtitle says, “Finzioni” is a project of creative reading. The perspective is to freely talk about books through the ideas they contain, to move inside books without getting into any of them. To consider books as the constantly related parts of a network, and have talks about them. Reading as an ever changing creative act. To be readers and not writers. finzionimagazine.it


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—E-SHOP:

DIFFERENT O WAYS... TO SHOP Testo/T ext Alessandro D'Annibale

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gni giorno aumentano le possibilità di acquistare in maniera diversa da quella tradizionale. Grazie al web e alla potenzialità della multimedialità, ogni minuto, cambia leggermente il nostro rapporto con l'oggetto da acquistare. In breve tempo non sapremo più accontentarci

di quello che il venditore ci fa ancora desiderare, ci consiglia e talvolta ci impone. Quello che però non cambierà mai è la necessità del desiderio, anche fugace, che sta alla base di ciascun acquisto.

ur chances to buy in new and different ways increase day by day. Thanks to the web and the potential of multimedia, our relationship with the objects we want to buy slightly changes each minute, and in a short while we will no longer be able to be content with what sellers lead us to desire, or advise us and sometimes compel us to buy. What will never change, though, is the need for desire which, albeit short-lived, underlies each purchase of ours.

HONEYEE

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n Giappone realtà aggiornate come quella del magazine/estore Honeyee costituiscono un riferimento costante, non solamente per il pubblico nipponico dello streetwear più evoluto. Sapere che alle spalle di questo progetto si celino il fondatore di Fragment Design, Hiroshi Fujiwara, Hirofumi Kiyonaga di SOPH e

Hiroki Nakamura di Visvim la dice lunga su quanto gli stessi creativi di questo abbigliamento credano nella potenzialità di questi mezzi. Un servizio per chi, come loro, è appassionato di questo genere. Una nuova maniera di comunicare questi prodotti, parlando in prima persona, usando lo stesso linguaggio di chi acquista questi prodotti e facendo respirare un intero lifestyle.

n Japan updated realities like Honeyee magazine/estore are unfailing benchmarks not only for the Japanese public of the latest street wear. The fact that the project is supported by the founder of Fragment Design, Hiroshi Fujiwara, Hirofumi Kiyonaga of SOPH and Hiroki Nakamura of Visvim clearly shows that the very creators of this kind of clothing deeply believe in the potential of these media. A service for those who, like them, are fond of this kind of clothing. A new way of speaking about these products, in the first person, using the same language as the people who buy them and enable us to taste the whole of a lifestyle. honeyee.com


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LUISAVIAROMA

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THECORNER

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iflettere su come boutique affermate, non solo a livello nazionale, come Luisa Via Roma abbiano scelto la strada della rete già dieci anni fa è significativo. Non solo per la loro capacità di precorrere i tempi, soprattutto in Italia, ma anche per la potenzialità offerta da questo strumento. Andrea Panconesi, titolare dello store fiorentino, oltre ad avere intuito questa grande opportunità, moltiplicando in maniera esponenziale le vendite, ha saputo affidarsi alla competenza, alla creatività e all'eccletismo di uno dei maestri della shopping experience, Felice Limosani. Raccontare storie, comunicare idee, lavorare attorno all'esperienza dell’acquisto, in tutte le direzioni.

N S

ignificantly, stores that have achieved success both in Italy and abroad like Luisa Via Roma chose the web ten years ago, and were ahead of their time in the use of this instrument. Andrea Panconesi, the owner of the Florentine store, besides guessing this great opportunity and increasing sales tremendously, relied on the competence,

creativity and versatility of a shopping experience master, Felice Limosani. To tell stories, to convey ideas, to work on shopping experience, at all levels. luisaviaroma.com

uasi due anni fa il Gruppo Yoox ha addirittura inaugurato The Corner, un vero e proprio department store online, dedicato alle nuove proposte di stilisti “cutting edge” e di marchi italiani di ricerca. Ogni brand e designer

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ha a disposizione un mini-shop appositamente creato (come nella tradizione dei corner interni a questi grandi punti vendita) dove lanciare le proprie collezioni. L'ennesima maniera di rendere accessibili capi altrimenti difficili da trovare, superando ogni limite, ogni distanza, senza mai smettere di far desiderare.

early two years ago Yoox Group inaugurated The Corner, a real online department store, devoted to the new proposals by cutting edge stylists and research Italian brands. Each brand and designer can use a purpose-built mini shop (following the tradition of the corners inside these great stores) where to launch their collections. The umpteenth way of making accessible items that would otherwise be hard to find, and of surpassing any limit and distance, without ever stopping kindling people’s desire. thecorner.com


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SHOE MUST GO ON

Testo/T ext Alessandra Bortoletto

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on solo un gioco di parole, ma un progetto creativo ispirato al mondo dell’arte e della contro cultura giovanile. Traendo ispirazione dal Ready Made e dalla Cracking Art, Shudy dà vita a un’inedita forma creativa e traduce un’icona della moda, la

car shoe, in un materiale sintetico e riciclabile. Da un lato il Ready Made, ovvero le opere d’arte realizzate con oggetti già esistenti modificati e reinterpretati, come l’orinatoio “Fontana” di Marcel Duchamp e la Monna Lisa con baffi e pizzetto di L.H.O.O.Q: oggetti culto resi famosi dall’istantaneità del gesto creativo,

attraverso cui l’oggetto d’uso quotidiano assurge ad opera d’arte. Dall’altro la plastica, il materiale privilegiato dal collettivo artistico Cracking Art Group per le sue riproduzioni di animali realizzate in plastica riciclata e collocate in luoghi di forte passaggio. Cracking è il processo che trasforma il petrolio, il materiale naturale più antico del pianeta, in plastica, ma è anche l’onomatopea della rottura creata dalla scelta di questo materiale: la spaccatura tra organico e artificiale. Shudy è quindi ludica interpretazione del mocassino classico, ironica e irriverente nel contesto della moda maschile, che oggi valica i confini di genere e diventa fenomeno di stile anche per la donna, in una caleidoscopica palette di colori. La semplicità del prodotto, che si riflette nel nome stesso – la crasi tra le parole shoe e ready: shudy- non esclude la cura dei particolari: i forellini per la traspirazione del piede e le perfette cuciture in plastica che rendono la calzatura Shudy un vero masterpiece.

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t is not only a play on words but a creative project that draws inspiration from the world of art and youth counterculture. Under the influence of

the Ready Made and Cracking Art, Shudy gives life to an original creative form, and presents a fashion icon, the car shoe, in a synthetic and recyclable material. On the one hand the Ready Made, that is the works of

art realised with already existing yet modified and reinterpreted objects like the urinal entitled “Fountain” by Marcel Duchamp, and Monna Lisa with a moustache and a goatee by L.H.O.O.Q.: cult objects that the

instantaneous creative gesture has made famous, a gesture through which objects of daily use enter the domain of art. On the other hand plastic, the material chosen by the artistic collective Cracking Art Group for their reproductions of animals in recycled plastic and placed in busy spots. Cracking is the process that turns oil, the most ancient natural material of the planet, into plastics, but is also an onomatopoeia that stands for the break brought about by the choice of this material: the break between the organic and the artificial. In the world of men’s fashion, therefore, Shudy is a playful, ironic and irreverent interpretation of the classic moccasin, but, far from being confined to men it has now become a fashionable women’s item in a rich palette of colours. The simplicity of the product, reflected in its very name ( the merging of shoe and ready into “shudy”) does not exclude the care for details: the holes that make the shoe breathable and the perfect plastic seams make Shudy a real masterpiece. shudy.it


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—READING:

What to Read NEXT? UNA GIORNATA MODERNA

Moda e stili nell'Italia fascista M ario Lupano e Alessandr a Vaccari Damiani Editore

Il concetto di "moda italiana" comincia a delinearsi quando, negli anni '20 e '30, si affermano nuovi stili di vita e politiche governative di

sviluppo industriale. Sono quelli gli anni in cui la donna gioca con un guardaroba maschile, definito "à la garçonne", gli anni delle prime sfilate di moda nazionale e in cui il Paese sperimenta su di

sè il primo made in Italy, di matrice autarchica. Gli autori ripercorrono queste pagine fondamentali della storia italiana, documentando le relazioni tra la moda e il modernismo, negli anni del Fascismo, il ruolo della moda nell'affermazione dell'estetica moderna, nel contesto dei processi di diffusione della cultura internazionale e di visioni indotte dal regime.

of international culture and of the regime’s ideology. damianieditore.com

The concept of ‘Italian fashion’ started to take shape when , in the Twenties and Thirties, new lifestyles and new governmental industrial policies gained ground. It was a time when women were attracted to masculine clothing, defined “ à la garçonne”, the time of the first national fashion catwalks, when the country experienced its earliest autarchic ‘made in Italy’. The authors go through these important stages in Italian history, and document the relationships between fashion and Modernism in the age of Fascism, the role of fashion in the growth of Twentieth century aesthetics, seen in the background

Line Hoven Coconino Press

l’intensità della narrazione mentre le vicende si susseguono, in questo suo primo imperdibile libro.

L’AMORE GUARDA DA UN’ALTRA PARTE Costumista del teatro stabile di Kassel, illustratrice e grafica freelance, Line Hoven è considerata una delle punte di diamante del nuovo fumetto tedesco. E non a caso. “L’amore guarda da un’altra parte” è il frutto di tre anni di duro lavoro, cartone rivestito da gesso e inchiostro pazientemente inciso. Il racconto della storia dell’autrice, a cominciare dai nonni paterni e da quelli materni, tedeschi gli uni, americani gli altri, si stempera con amore e delicatezza. La tecnica aumenta

coconinopress.com linehoven.de

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Rodney Mullen, Steve Caballero e molti altri…

MADE FOR SKATE J. Blumlein D. Schmid D. Vogel

A costume designer at Kassel repertory theatre, an illustrator and a freelance graphic designer, Line Hoven is justly considered one of the best authors of the new German comics. In carved gessoed cardboard with ink designs, “Love Looks Elsewhere” is the outcome of three years’ hard work. The tale of the author’s story gently and lovingly unfolds starting from her German paternal and American maternal grandparents. The author’s technique brings about an increase in narrative intensity. A book that must not be missed.

Il mondo dello skate e di quello che gli sta attorno è un business da 800 milioni di dollari l’anno e necessariamente, sia chi pratica questa disciplina che chi la apprezza, sono soliti indossare delle scarpe “da skate”. Negli ultimi anni l’influenza che queste calzature hanno esercitato sulla moda (e viceversa quelle subite) sono state innumerevoli. MADE FOR SKATE non racconta solo la storia dei masterpieces delle scarpe da skate ma anche gli aneddoti e le alterne vicende di questi marchi, mai raccontate prima da alcun libro o rivista. Frequentissimi i commenti degli skater più leggendari, inclusi Stacy Peralta, Tony Hawk,

The world of skating and all that it involves is an 800-million-dollar business a year, and both those who practise this sport and are fond of it usually wear skate shoes. In the last few years this footwear has influenced fashion ( and undergone influences) in countless ways. Not only does MADE FOR SKATE tell the story of outstanding skate shoes, but also the anecdotes and alternating fortunes of these brands that no book or magazine has ever told before. The book contains the comments of legendary skaters like Stacy Peralta, Tony Hawk, Rodney Mullen, Steve Caballero and many more... madeforskate.com


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— FLASHBACK:

The DEsert th Boot 6O Anniversary

Testo/T ext Alessandro D’Annibale

1950s 1960s 1970s 1980s 1990s 2000s

N

el 1949 Nathan Clark, al rientro dalla guerra, decise di mettere in produzione un modello identico agli scarponcini utilizzati dai boeri sudafricani, entrati nei ranghi di Montgomery. Anche gli ufficiali dell’Ottavo Reggimento erano soliti passeggiare per il Bazaar del Cairo con indosso i mitici desert boot: stivali in cuoio, internamente sfoderati, con la suola realizzata in para di gomma grezza. Presentate nel 1950 presso la

fiera calzaturiera di Chicago le Desert Boot riscuotono subito grande successo, divenendo sinonimo di versatilità, praticità e uno stile originale. Nel 2009 queste icone del British festeggiano il loro 60° Anniversario con una Special Edition che vanta ben sei differenti interpretazioni, una per ogni decennio di produzione: gli anni ‘50 in Harris Tweed scozzese, realizzato a mano, gli anni ‘60 in tessuto Liberty’s Paisley Bourton, gli anni ‘70 in suede porpora, con lunghe frange laterali (omaggio alla cultura hippy), gli anni ‘80 in washed denim, gli anni ‘90 in onore della Brit Pop culture, con tanto di bandiera Union Jack ricamata e infine l’edizione 2000, identica all’orginale proposta dallo stesso Clark, in suede beige con cucitura a vista rossa e para naturale.

I

n 1949, back from the War, Nathan Clark decided to manufacture a model identical to the boots worn by the South African Boers who had joined Montgomery’s army. Also

the officers of the Eighth Regiment were used to strolling about Cairo Bazaar wearing the mythic desert boots: unlined leather boots with Parà rubber soles. Presented at the Chicago footwear exhibition in 1950, the desert boots achieved great success and soon became synonymous with versatility, comfort and originality in style. In 2009 these British icons are celebrating their 60th anniversary with a special Edition that can pride itself on something like six different interpretations, one for each decade of production: the Fifties, with a handmade model in Scottish Harris Tweed, the Sixties in Liberty’s Paisley Bourton fabric, the Seventies in purple suede, with long side fringes (a homage to hippie culture), the Eighties in washed denim, the Nineties, in honour of Brit Pop Culture, bearing an embroidered Union Jack, and the 2000 edition, identical to the original model proposed by Clark himself, in beige suede, with red sight stitch and soles in natural Parà rubber. clarksoriginals.com

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GLIFONT

LINKS

Dieci anni di uomini GQ Italia ha compiuto 10 anni e per festeggiarli ha pubblicato un’edizione speciale. Niente di nuovo, fin qui, se non fosse che dieci art director, creativi e grafici di rilievo internazionale sono stati chiamati ad interpretare la copertina del magazine. Pagina bianca, logo e una sola frase “10 anni di uomini, storie, avventure e stile” sono stati il canovaccio di questi progetti. 10 copertine diverse che rivisitano l’identità grafica di GQ attraverso una personale interpretazione. Milton Glaser, Louise Fili, Alex Trochut, Neville Brody, Experimental Jetset, Leonardo Sonnoli per citare solo alcuni dei protagonisti di questa operazione celebrativa. Una proposta che poi è stata estesa anche ai lettori di GQ cui è stata offerta pubblicamente la possibilità di cimentarsi nella medesima sfida.

To celebrate its tenth year GQ Italia has published a special issue, which would have amounted to normal practice hadn’t ten art directors, creators and graphic designers of international renown been asked to interpret the magazine’s front

cover. The guidelines to these projects were a white page, the logo and a single sentence: “ten years of people, stories, adventures and style”. Ten different front covers that revisit GQ’s graphic identity through a personal interpretation. Milton

Copertina di/Cover by: Leonardo Sonnoli

Glaser, Louise Fili, Alex Trochut, Neville Brody, Experimental Jetset, Leonardo Sonnoli are only a few of the protagonists of this special issue. Readers of GQ have also been offered the chance to take on the same challenge. menstyle.it

L’Eclaireur leclaireur.com

Veja veja.fr

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USAI nowar.it

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Chanel chanel.com

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Repetto repetto.fr 

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Kartell kartell.it

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Meg Sasaki megsasaki.com

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Tom Ford tomford.com

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John Smedley johnsmedley.com

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Kolor kolor.jp

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Bloggers 38 pilloledimoda.blogspot.com heavyheels.blogspot.com thecookie-jar.blogspot.com Arte intro trevisosculture.com giankapennello.com luciacecchi.com

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TDC 3 lazzariweb.it

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Silvia Pastore silviapastore.com

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Momenti di E.A. emporioarmani.com

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Napapijri napapijri.com

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Rick Owens Tokyo rickowens.eu

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Parajumpers parajumpers.it

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De Marchi Sport demarchi.com

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Tretorn tretorn.com

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Levi’s XX +31 020 572 0200 levis.xxinfo@levi.com

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Crust crust.it

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Montedomini montedomini.com

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Paraboot paraboot.com

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On line store honeyee.com luisaviaroma.com thecorner.com

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Shudy shudy.it

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Clarks clarksoriginals.com

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