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Festa del SS. CROCIFISSO Rutigliano

COMITATO FESTA

COMUNE DI RUTIGLIANO

6 - 16 settembre 2010

REGIONE PUGLIA

PROVINCIA DI BARI


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SS. Crocifisso Comitato Organizzatore Anno 2010 Presidente Vice Presidente Segretario Tesoriere

Andrea Saffi Mimmo De Gregorio Donatella Lamparelli Giovanni Demarinis Franco Suglia Paolo Massaro

Don Felice Di Palma (Arciprete) Padre Lorenxo Invidia (Rettore Santuario) Roberto Romagno (Sindaco)

Consiglieri

Antonio Colamussi Vittorio Berardi Pierino Valenzano Gianni Capotorto Vito Valenzano Mimì Saffi Vito Pomelli Filippo Lamonaca

Vito Menelao Franco Antonetti Lamorgese Vito Poli Nunzio Porcelli Pasquina Saffi Mimmo Bruno Giovanni Vavalle Patrizia Meliota

Natalizia Magno Giovanna Franchini Cecilia Gassi Giovanni Dalbis Giovanni Pomelli Angela Dalbis Riccardo Di Bari

Si ringrazia: - L’Arch. Patrizia Meliota per il disegno 2010 per l’annullo filatelico - L’Amministrazione Comunale - L’Amministrazione Provinciale - Il Presidente del Consiglio Regionale della Puglia per il patrocinio concesso con atto n 69 del 17/07/2010 - Mimmo Mastronardi e Stefano Netti per la preziosa collaborazione fotografica - Tutti gli inserzionisti - La comunità Rutiglianese di Chicago (USA) e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della festa 3


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UNA FESTA DI AUTENTICI VALORI

LA FESTA DI TUTTA LA COMUNITA’

La Festa del SS. Crocifisso è indubbiamente l’appuntamento più atteso dalla nostra comunità, quello in cui, più di ogni altro pur importante che ha luogo durante l’anno, sia esso di natura religioso o civile, si riconosce. Una Festa in cui emergono valori importanti che fanno parte imprenscidibile della storia della nostra città: unità di intenti, solidarietà, amore per le proprie radici religiose e culturali. Valori che grazie all’impagabile lavoro profuso dal Comitato, egregiamente guidato da Andrea Saffi, e con il prezioso sostegno delle autorità ecclesiastiche locali, lodevolmente si rafforzano in occasione di questa Festa. Una Festa che è anche privilegiata occasione per sentirci spiritualmente vicini ai nostri tanti concittadini emigrati, costretti dalle varie vicende, spesso dolorose, della vita, a cercare fortuna in luoghi spesso assai distanti dai propri affetti: a loro va l’abbraccio affettuoso di tutta la nostra città che mi onoro di rappresentare, ben sapendo che il legame che ci unisce, pur a notevole distanza, si consolida costantatemente nella comune devozione per il SS. Crocifisso. A tutti i miei concittadini auguro di vivere questi giorni di festa all’insegna della serenità e in autentico spirito di amore solidale: avvertiamo tutti, soprattutto in questo periodo di crisi di valori, di recuperare il genuino senso di “fare comunità”; solo insieme si superano le difficoltà, piccole o grandi, del vivere quotidiano. Colgo infine l’occasione per salutare Don Felice, che per venti anni ha guidato con mano sicura ed estrema competenza la chiesa locale: a lui il grazie sincero e affettuoso di tutta la nostra comunità per il suo operato profuso generosamente per la crescita non solo spirituale, ma anche culturale sociale di Rutigliano.

Carissimi amici, per il quarto anno consecutivo ho l’onore di presiedere questo Comitato, e lo faccio con lo stesso entusiamo e il medesimo senso di servizio per la nostra comunità che mi spinsero nel 2006 ad accettare l’invito rivoltomi da don Felice. Al nostro carissimo Arciprete rivolgo un sincero ringraziamento per gli oltre venti anni di preziosissimo servizio pastorale offerto alla chiesa di Rutigliano: siamo certi che continuerà nella sua nuova comunità a “pascere le greggi del Signore” con immutato e proficuo impegno. Mi conforta il crescente sostegno che quotidianamente ricevo dai moltissimi devoti del SS. Crocifisso, sempre affettuosamente vicini al Comitato. Come ho sempre sostenuto sin dal primo giorno in cui ho assunto questo incarico, questa è la Festa di tutta la comunità rutiglianese e tutti devono sentirsi pienamente coinvolti nella sua perfetta realizzazione. Anche per questo abbiamo voluto iniziare quest’anno la “peregrinatio” del SS. Crocifisso per le strade di Rutigliano: Cristo che visita il suo popolo è un bellisssimo messaggio di amore e di unità fraterna, caratteristiche che devono continuare a contraddistinguere sempre la nostra comunità. Colgo l’occasione per ringraziare le autorità religiose, civili e militari per il sostegno che non fanno mai mancare alla organizzazione della festa, e tutti voi, devoti del SS. Crocifisso, sempre amorevolmente solerti nel fornire l’aiuto morale e materiale al nostro Comitato. Un pensiero doveroso lo rivolgo ai nostri cari emigrati, che seppur fisicamente lontani da noi, mai sono così vicini ai nostri cuori in questi giorni in cui insieme, pur da posti diversi del pianeta, rivolgiamo comuni preghiere al “nostro” SS. Crocifisso.

Roberto Romagno Sindaco di Rutigliano

Andrea Saffi Presidente Comitato SS. Crocifisso

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LA LEGGENDA DEL SS. CROCIFISSO DI RUTIGLIANO Custodito nel Santuario dei Frati Cappuccini in Rutigliano Opera lignea del XVII sec. attribuita a Vespasiano Genuino (1552-ca. 1637) “Il Santissimo Crocifisso che in questa Chiesa si venera, fu lavorato nella Città di Brindisi da un eccellente artefice per un certo Castellano di Spagna. Compiuto il lavoro, fuorché la testa, non perfezionata, né congiunta al corpo, pose egli tutto in una cassa per portarlo seco in Napoli, e poi spedirla alla volta di Barcellona, Patria del nominato Castellano. Partito dunque da Brindisi, il laudato artefice venne a passare per Rutigliano, dove giunto per la via estramurale si diresse con la vettura alla volta di Bari, ma gli animali, che lo portavano, giunti all’imboccatura della vecchia strada che tutt’ora mena al Convento di questi Padri Cappuccini, si fermarono, e non vi fu modo che vi fossero spinti innanzi. Allora l’artefice restò come fuori di sé del fatto che gli accadeva, e permettendo a quelle bestie di prendere la via che loro piacesse, vide che prestamente, volgendosi alla parte della vecchia strada nominata presero la volta del Convento. Ivi giunta la vettura, di bel buono gli animali si fermarono e per quante sferzate avessero ricevute non vi fu verso di far proseguire loro il cammino. Pensò allora l’artefice soffermarsi qui per la notte, essendo già sera. Chiese ricovero al Superiore del Convento e ottenne, depositando la cassa ben chiusa nella Chiesa dello stesso monastero. La mattina del giorno seguente, avendo esternato quei Frati il desiderio di vedere l’opera dell’artefice riferita, si portarono tutti in Chiesa. Nell’aprirsi la cassa videsi perfezionata in modo eccellentissimo la testa del Crocifisso, tanto che lo stesso artefice comprendendo di non essere stata opera sua, (e certi vogliono che si fosse pur trovata congiunta al busto, cosa che non aveva ancor fatto l’autore), videsi il medesimo artefice cadere per terra privo di sensi. I frati ammirando pur il meraviglioso lavoro, non si sapevano spiegare l’accaduto, fino a tanto che quegli si fu riavuto, ed ebbe loro raccontata la novità della cosa. Fu allora che egli stesso per tanti segni ricevuti volle donare quel Crocifisso al nostro Convento dei Cappuccini, non senza però tenere informato il Signor Castellano di Barcellona, il quale avendo inteso l’accaduto, anche egli devotamente scrisse che per suo dono fosse restato a Rutigliano la detta meravigliosa immagine.” (Tratto da: Lorenzo Cardassi, “Rutigliano in rapporto agli avvenimenti più notevoli della Provincia e del Regno”, Bari, 1877; rist. Putignano, 1967; pagg 248-249)

Comitato Festa SS. Crocifisso

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IL DONO DELLA SPIRITUALITÀ DELLA CROCE

NON ABBATTERE LA SPERANZA CHE È IN NOI

La festa del Crocifisso vede radunata la nostra comunità per celebrare l’esaltazione della Croce. La parola di Dio ci invita a gloriarci della morte di Cristo perchè in essa è contenuta la vittoria del Risorto sulla morte. Pertanto vivremo questa festa con grande fede convinti che abbiamo bisogno di essere attirati da Lui. Sono tante le ragioni che devono portarci a Lui, perchè è Lui la nostra forza, il nostro sostegno, la ragione fondamentale della nostra vita. Con San Paolo dobbiamo affermare anche noi questa verità: “per me vivere è Cristo”. Personalmente vivrò quest’ultima festa con voi perchè subito dopo inizierò il mio nuovo ministero di arciprete parroco presso la cattedrale di Conversano. A Gesù Crocifisso chiedo la serenità di vivere questo momento di passaggio ad un’altra parrocchia. Affido a Lui un vivo e profondo ringraziamento per avermi sostenuto in questo tempo meraviglioso in cui abbiamo camminato insieme nel nome del Signore. La spiritualità della croce presente nella comunità di Rutigliano la porterò con me come un dono prezioso che mi sosterrà nella nuova esperienza pastorale.

Saluto tutta la Comunità rutiglianese, i fedeli appartenenti alle diverse zone pastorali, i rappresentanti della vita pubblica della città, il Presidente e i membri del Comitato Festa SS. Crocifisso. La pace del Signore nostro Gesù Cristo, morto e risorto sia con tutti voi. Celebriamo con fede e devozione l’evento civile e religioso assai importante per l’intera cittadinanza, la Festa del Crocifisso. Stiamo attraversando un momento assai difficile del nostro Paese e della Comunità europea. Una crisi profonda avvolge i vari settori della vita pubblica. Siamo afflitti dal marasma della corruzione, dagli scandali del malaffare. Il confronto tra le varie istituzioni dello Stato e le forze politiche si fa sempre più duro e aspro, con atteggiamenti litigiosi e arroganti. E quel che è peggio, in questo clima avvelenato non si riesce ad esprimere un progetto politico comune, che rappresenti l’interesse di tutti gli italiani, soprattutto della classe più debole. La disoccupazione ha raggiunto livelli preoccupanti e non si vedono segnali di inversione di tendenza. Il dogma del libero mercato sembra diventato l’ortodossia del tempo presente, senza che si affaccino possibili forme alternative. La crisi economica infligge sofferenza e insicurezza, preoccupazioni serie nella gente, che non sa come arrivare alla fine del mese. E questa crisi pare non abbia insegnato niente a nessuno. Si predispongono senza equità piani di sacrifici dolorosi per i cittadini e non si spiega loro sufficientemente la portata e la durata di questa tempesta. La Chiesa è stata investita dallo scandalo della pedofilia, commessa da uomini deputati ad essere portatori di alti valori morali. Su questo fatto si poi è innescato il fenomeno della strumentalizzazione, con un fine preciso: l’attacco frontale ai cattolici e al Papa. Così gli animi dei fedeli sono rimasti fortemente turbati. La Chiesa ha risposto con forza e intelligenza, additando la strada della verità, della purificazione e della penitenza evangelica. In questo contesto noi siamo chiamati a celebrare la Festa del Crocifisso. Vogliamo chiedere al Signore: «Non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?» (Mt. 13,27). Siamo invitati a non abbattere la speranza che è in noi. A non perdere di vista il bene e i buoni, che pure sono tanti. La Festa del Crocifisso vuole invitarci a essere noi stessi buoni, a ridiventare buoni sempre più. La Chiesa rimane il luogo della speranza, perché nulla può oscurare o distruggere i frutti che scaturiscono dal Cristo morto e risorto. Ciò però non ci esime da un severo esame di coscienza: come io mi lascio cambiare, guarire e modellare da quell’amore che sgorga dalle ferite del Crocifisso? E sono disposto a sradicare quella parte di zizzania che cresce dentro di me? Auguro a tutti che, pur in tempo di afflizione e nella confusione presente, abbiate la gioia di conoscere l’amore di Dio manifestatosi nel Cristo Crocifisso.

Don Felice Di Palma Arciprete

fr. Lorenzo Floriano Invidia Rettore del Santuario

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UN CROCIFISSO DA “CONSERVARE E CUSTODIRE GELOSAMENTE” È la festa più attesa dal popolo di Rutigliano. Così accade ogni anno dal quel Venerdì Santo del 1876 quando migliaia di fedeli di tutta la Provincia di Bari confluirono a Rutigliano per assistere al “miracolo” del Crocifisso custodito dai Padri Cappuccini già da ben oltre due secoli. Tra i tanti testimoni oculari del “prodigio” c’era anche il canonico Lorenzo Cardassi, a cui si deve la cronaca dettagliata di quanto accadde quei giorni a Rutigliano. Nella sua celebre storia di Rutigliano scritta appena pochi mesi dopo gli eventi narrati e data alla stampa nel 1877, Cardassi racconta che il Crocifisso venne invocato per far cessare una lunga siccità che stava mettendo in ginocchio l’agricoltura, decimando il bestiame e provocando seri danni alla salute del popolo, costretto ad attingere all’acqua di mare pur di soddisfare la sete. Si decise così di organizzare una processione di penitenza con l’immagine del Crocifisso… “Tre giorni prima che fosse uscita in processione di penitenza la Sacra e Venerabile Immagine del Crocifisso, come per elettrico si divulgò la notizia nei Comini vicini i quali trovavansi quasi nella medesima condizione nostra. Anche in certi Comuni un banditore percorse le strade, annunziando che il giorno 21 Aprile, venerdì della settimana di Pasqua, doveva farsi in Rutigliano una procione di penitenza con la sacra Immagine, da essi pure conosciuta e venerata. Ed in quel giorno i forestieri vi accorsero a migliaia: l’affollamento fu grandissimo, anzi immenso e commovente. (…) Una folla immensa, non mai vista da noi (…). Da Castellana, Conversano, Mola, Noicattaro, Capurso, Triggiano, Carbonara, Montrone, Canneto, Casamassima, Turi, Sammichele e perfino da Corato giunsero qui popolani in grandissimo numero…”. La processione doveva concludersi nella collegiata, ma, … a contenere poi in Chiesa tanto popolo, non sarebbe stato certo capace nessun duomo della Provincia, …così il sindaco dell’epoca, Giovanni Colamussi, per motivi di ordine pubblico, impose che la messa…fosse celebrata all’aperto, nel largo di Porta Nuova, dove all’istante fu eretto un altare. Terminata la celebrazione, …fu deposto il SS. Crocifisso nel Coro della Real Chiesa con trenta a quaranta lampade ardenti di giorno e di notte, oltre i cerei. Il Parroco Curato Sig. Primicerio Chiaia predicò per otto giorni… e non ancora erano passati gli otto giorni, che a dì 26 Aprile, senz’alcun indizio di vicina pioggia, senz’alcun tuono, videsi prestamente il Cielo rannuvolato e darci una pioggia continua per più ore copiosissima, benefica oltre ogni dire. Come da morte a vita rinverdirono i campi e gli alberi, ed in tal modo fummo salvi non solo dalla siccità, ma eziandio dalla certa carestia, che si palesava dinanzi”. Con quel prodigio ebbe di fatto inizio la speciale devozione della città di Rutigliano verso quel Crocifisso, opera lignea assai pregevole che coglie, con straordinaria efficacia, il momento dell’atroce agonia patita in croce da Gesù di Nazareth. Un’opera di eccellente fattura, realizzata, come accertato dal Boraccesi, dallo scultore Vespasiano Genuino di Gallipoli, particolarmente attivo tra la fine del ‘500 e i primi decenni del ‘600 nei conventi francescani della Puglia. Un’opera di cui lo stesso Cardassi, che già allora nutriva dubbi sulla veridicità della leggenda che narra il suo avventuroso arrivo in Rutigliano e riportata in altra pagina su questo opuscolo (“…checché sia di vero poi nel racconto leggendario e tradizionale…”), non può fare a meno di sottolinearne la bellezza, spingendosi a raccomandare la cura della sua custodia ai suoi contemporanei e ai “posteri”: “Parmi inutile, tanto sono io certo, raccomandare ai presenti ed ai posteri di avere sempre cara e venerata questa singolare Immagine del SS. Crocifisso, che è un capolavoro dell’arte scultoria e come tale devesi saper conservare e custodire gelosamente…”. Gianni Capotorto 11


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RUTIGLIANO, TERRA DI SANTI O TERRA DI MISSIONE? Stavo andando dal Crocifisso a passi oranti. Avevo voglia di parlare con Dio faccia a faccia, e nel silenzio ritrovare mitezza, misericordia, pazienza, umiltà, fede, adorazione. Salendo sulla collina del Santuario ho incontrato uomini e donne schiacciati dal peso della croce. “Ero uscito di casa per saziarmi di sole. Trovai un uomo che si dibatteva nel dolore della crocifissione. Mi fermai e gli dissi: Permetti che ti aiuti? Lui rispose: Lasciami dove sono. Non scendo dalla croce fino a quando sopra vi spasimano i miei fratelli, fino a quando per staccarmi non si uniranno tutti gli uomini. Gli dissi: Che vuoi che io faccia? Mi rispose: Và per il mondo e dì a tutti coloro che incontrerai che c’è un uomo che aspetta inchiodato sulla croce”. (Mons. Fulton J. Sheen). Non ho proseguito più per l’erto colle in cima al quale risplende il glorioso Santuario. Superando la “vexata quaestio” se è lecito o no esporre il Crocifisso nelle aule scolastiche o nei tribunali o negli ospedali o nelle carceri, ho capito che la Croce non può essere ridotta a mero simbolo religioso. LA CROCE E’ UN SEGNO. Segno di martirio e di liberazione di ogni uomo. Segno che si intreccia in modo inestricabile tra dimensione divina e dimensione umana. LA CROCE E’ ESPRESSIONE DI AMORE. Amore che raccoglie le molteplici sofferenze degli uomini e delle donne di tutti i tempi a cui non riusciamo a dare un nome. “Venite benedetti del Padre mio: (cf. Vangelo Mt 25,31-46). -possedevo solo un paio di scarpe....mi avete aiutato. -la malattia torturava il mio corpo....mi avete capito. -ero disperato di fronte alla vita.....mi avete fatto sentire la vostra amicizia disinteressata. -ero disprezzato....mi avete rispettato anche se non avevo il biglietto da visita con su scritto “Dott.”, “Prof.”, “On.”. -ero solo con la mia solitudine.....e mi siete stati vicini”. La nostra festa allora, la nostra religiosità, la nostra fede non può essere legata al feticismo del “vedere”, del “toccare” la Croce o la base su cui poggia la statua o il manto della Madonna o di qualche altro Santo. La nostra festa non può essere ridotta a folklore, nè in nome di una certa solidarietà o di un autofinanziamento associativo possiamo sentirci talmente spompati da avere bisogno di riempire la nostra pancia molle. La festa è atto di Fede, è tempo di conversione. A volte la Grazia ci passa accanto senza che ce ne accorgiamo. La festa è Risurrezione. La stessa Processione diventa icona della nostra vita (non “turismo religioso”), perchè Lui - Gesù - è vicino a te, è dentro di te, è attorno a te. Ti senti impotente a migliorare te stesso e la società? Sei tentato ad incrociare le braccia? Ti senti smarrito a percorrere l’aspro sentiero della vita? Fà come Lui: allarga le braccia, libera dai rovi il sentiero di un altro. CREDI, PROVA, AMA anche se l’amore quello vero, è esigente. Ma, ti assicuro, vale la pena! Così Rutigliano continuerà a essere terra di santi e non diventerà terra di missione! Il Crocifisso abiti sempre nelle nostre famiglie e sarà festa piena per tutti. Don Nicola Delnero Chiesa del Carmine Santuario del Gesù Bambino di Praga

L’UMILIAZIONE E L’ESALTAZIONE DEL CROCIFISSO Si sta sottoponendo la presenza del Crocifisso nei luoghi pubblici civili al giudizio degli uomini; Gesù continua ad essere giudicato e .... condannato. A chi vorrebbe un Gesù potente Lui risponde col silenzio e con la sottomissione. Ma a chi fa paura il Crocifisso?. Noi troviamo in Lui tanta fiducia, tanto conforto ma anche un invito alla giustizia, al perdono, all’amore totale e unilaterale. Il Crocifisso è scuola di amore, di solidarietà, di compartecipazione, condivisione con tutti, senza distinzione di colore, lingua e di ... religione. Nella sua morte è la nostra vita. Grazie alla Chiesa che ce lo propone continuamente in tutto l’anno liturgico; grazie al Comitato SS. Crocifisso che con grande impegno e dispendio di energie ce lo esalta agli occhi nostri con una festa che non ha eguali nel passato. Il Comitato ha il merito di far conoscere al di là dei confini di Rutigliano il nostro amore per Gesù Crocifisso. E avvicinare e portare altri a contemplare l’esaltazione del Crocifisso, non è di poco conto. Pace e gioia a tutti Don Pierino Antonelli Parroco del Cuore Immacolato 13


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L’ABBRACCIO DEL CROCIFISSO L’abbraccio è testimonianza di amore, di fraternità e di condivisione. Etimologicamente ci dobbiamo rifare all’espressione latina “ad brachia” cioè vicino alle braccia, che sono ad indicare la stessa persona. Nelle sue diverse specificazioni abbiamo: l’abbraccio nuziale, l’abbraccio amicale, l’abbraccio accademico, ecc… Dal piano antropologico esistenziale si passa anche al piano liturgico in cui l’abbraccio riveste un carattere di fraternità nella fede e nella carità accompagnato dall’impegno per la pace. Non bisogna dimenticare anche che chi implora misericordia abbraccia i piedi della persona da cui aspetta la grazia ed in questo caso l’abbraccio è unito alla prostrazione a significare l’umiltà della richiesta. Anche Gesù ha abbracciato ed è stato abbracciato a sottolineare una familiarità di rapporti di amicizia e di gratitudine. Lo hanno abbracciato la sua mamma Maria di Nazareth e Giuseppe il giusto che il Padre del Cielo aveva scelto a svolgere il compito della sua educazione. La donna peccatrice nella casa di Simone il lebbroso a Betania gli ha abbracciato e baciato i piedi, dopo averli unti di nardo prezioso e così anche ha fatto Maria di Magdala una sera precedente gli eventi della passione. Purtroppo anche Giuda lo ha abbracciato e perfino baciato, ma il suo gesto era inquinato dal tradimento. Non possiamo dimenticare che Maria, la madre di Gesù, che aveva avuto la forza di “stare sotto la croce”, quando il corpo del crocifisso è stato da Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo schiodato dalla croce, lo ha accolto tra le sue braccia materna e il momento di dolore e di amore è stato riassunto iconograficamente nella “Pietà”, di cui rimangono memorabili le realizzazione di Michelangelo Buonarroti e di Giovanni Bellini. Sul piano strettamente spirituale non possiamo dimenticare “l’abbraccio” che Paolo ha dato al Cristo e Cristo crocifisso quando ne ha fatto il centro della sua esperienza di conversione e della sua missione di apostolo delle genti. “Non sono io che vivo ma è Cristo che vive in me”; “Io non so altro in mezzo a voi che Cristo e Cristo crocifisso”. Sulla sua scia spirituale si sono posti molti santi che noi qualifichiamo come “devoti della passione” e facciamo i nomi di S. Francesco d’Assisi, S. Giovanni della Croce, S. Paolo della Croce, S. Gemma Galgani, S. Teresa Benedetta della Croce, S. Pio da Pietrelcina, ecc. Sul piano iconografico abbiamo una prima rappresentazione nell’abbraccio che il Crocifisso rivolge a S. Pier Damiani (1007-1072), camaldolese, la cui spiritualità trascorre dalla contemplazione dell’umanità del Cristo all’impegno della riforma della Chiesa in sintonia con il papa S. Gregorio VII. L’abbraccio del Crocifisso a Francesco diventa un leit-motiv della iconografia francescana, riassunto e richiamato poi nello stemma dell’ordine dei frati minori che incrocia il braccio nudo del crocifisso al braccio del santo rivestito del saio. La contemplazione e l’abbraccio del crocifisso, quale espressione di compassione e di speranza per i dolori dell’umanità, dei quali il Cristo Crocifisso è icona ed ancora di salvezza, è un tema caro ad alcuni autori moderni, analizzati da P. Ferdinando Castelli S.J. nel saggio che conclude il terzo volume “Volti di Gesù nella letteratura moderna”. Egli individua tre filoni del confronto dell’uomo moderno con il crocifisso. Il primo atteggiamento è quello dell’accusa e della contestazione proprio dinanzi al dolore del mondo di cui il crocifisso diventa il simbolo e che si ritrova in autori come Ernst Wiechert, Wolfang Borchert, Peter Weiss. Il secondo è quello della speranza che si ritrova negli scritti di Paul Celan, Blaise Cendrars, Heinrich Bö, Jack Kerouac, Joann August Strindberg, Luigi Pirandello, Natalia Ginzburg. Il terzo è quello della rivelazione che trasfigura la sofferenza presente in autori di cui alcuni essi stessi personalmente segnati dalle stigmate del dolore e della sofferenza. I nomi presenti in questo gruppo sono quelli di: Cyriel Verschaeve, Reinhold Schneider, Nino Salvaneschi, Giani Stuparich, Gabriela Mistral, Raissa Maritain, Aleksandr Solzenicyn. Questi ultimi possiamo dire che “hanno abbracciato” il Crocifisso perché nel dolore più lancinante lo hanno scoperto loro fratello e hanno avvertito la sua mano come quella del cireneo che ha dato

Nella nostra sosta annuale dinanzi al Crocifisso rileggiamo e meditiamo i versi della poetessa cilena Gabriela Mistral (Elqui Vicuña 1889-Hempstead 1957), che nel 1945 ricevette il Premio Nobel per la letteratura. La sua poetica profondamente umana per l’esperienza della miseria del suo popolo e della sofferenza personale è illuminata dalla fede che giunge all’esperienza mistica. Nel suo “Canto del justo” Gabriela contempla il Crocifisso e confessa con struggente nostalgia tutto il suo amore e la sua fede in attesa di un mondo migliore, in cui non ci saranno più i crocifissi della vita! “Petto del mio Cristo, ben più insanguinato di tutti i tramonti: da quando ti ho visto il mio sangue è seccato! Mano del mio Cristo, che come altra palpebra ferita piange: da quando ti ho visto la mia non implora! Braccia del mio Cristo, braccia stese liberamente: da quando ti ho visto esiste il mio abbraccio! Costato del Cristo. altro labbro aperto a irrigare la vita: da quando ti ho visto ho squarciato le mie ferite! Sguardo del Cristo, per non vedere il suo corpo rivolto al cielo: da quando ti ho visto più non guardo la mia vita che avanza insanguinata! Corpo del mio Cristo, ti vedo pendente, pur crocifisso. Io canterò quando sarai schiodato! Quando sarà? Quando? Sono duemila anni che attendo ai tuoi piedi e attendo piangendo!” L’augurio per tutti noi è quello non solo di lasciarci abbracciare dal Crocifisso ma di avere il dono e la forza spirituale di abbracciarlo, portando noi la propria croce con amore e speranza e aiutando gli altri a sopportare la loro. Scriveva infatti il poeta Pietro Paolo Parzanese, nato ad Ariano Irpino nel 1809 e morto a Napoli il 1852, l’autore dei “Canti del povero”: “Quando nacqui mi disse una voce: Tu sei nato a portare la croce. Io, piangendo la croce abbracciai che dal cielo assegnata mi fu. E guardai, guardai: tutti portan la croce quaggiù.” Don Pasquale Pirulli Parroco di San Domen

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IL CROCIFISSO IN MEZZO A NOI, PER LE STRADE DEL NOSTRO QUOTIDIANO Giovedì 29 aprile 2010 è una data da ricordare perché grazie all’intuito devoto del Presidente del Comitato Festa SS. Crocifisso e della Comunità francescana, per la prima volta in assoluto, il SS.mo Crocifisso ha visitato la nostra Comunità. Voglio ancora lodare questa iniziativa che ci consente di alimentare l’amicizia con Gesù Crocifisso sempre, e lo porta tra le nostre case, nei nostri quartieri occupato nell’ascolto delle nostre istanze, vicino nel condividere gioie e angustie portando la salvezza nel suo amore crocifisso. Non stanchiamoci di evangelizzare le devozioni popolari riempiendole di senso, non stanchiamoci di rinnovare e rimotivare una prassi liturgica che ha bisogno di una relazione che vada oltre l’edificio di culto, non spaventiamoci di proporre un modo nuovo di vivere il culto al Crocifisso, mettiamo da parte le frasi antidiluviane del “si è fatto sempre così”; come Gesù, nessuno vuole abolire , ma dare compimento, dare significato. Se alcuni segni non parlano più o non hanno più la forza di un tempo… cambiamo linguaggio. La fede come la lingua è viva dunque soggetta a cambiamento per restare in vita. So che qualcuno la pensa diversamente, e dall’alto delle tradizioni legge la devozione come “propriet�� privata”, “divieto di accesso”. GRAZIE a chi ci fa accedere al culto devoto rendendolo autenticamente cittadino infrangendo le regole di un “senso unico” che ha il sapore della “strada senza uscita”. Solo chi non ha partecipato alla serata del 29 e la giornata del 30 si è impantanato in commenti senza senso. Personalmente ho seguito l’itinerario creativo di questa iniziativa e posso attestare che il Signore stesso ha fatto sue le povere idee di qualcuno e si è degnato di essere presente nel cuore dei fedeli presenti, tutti abbiamo percepito la sua presenza, e quello che sembrava un trasloco inopportuno è diventato il modo più bello di sperimentare lo stare di Gesù con noi. Lui, il Crocifisso Risorto come con i discepoli di Emmaus: ha camminato accanto a noi, ci ha spiegato le Scritture e lo abbiamo riconosciuto nello spezzare il pane. Il numero crescente di fedeli che ha partecipato all’evento, ci dice che… è il Signore Crocifisso che chiamava e continua a chiamare: venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi ed io vi ristorerò, è andata proprio così. Se è vero che Gesù ci ha liberati dal peccato e dalla morte, è pur vero che noi abbiamo liberato Gesù, tolto dal Calvario e reso pellegrino in mezzo a noi. Nelle ore di permanenza del Crocifisso in chiesa molti si sono fermati presso la croce di Gesù e come per l’Addolorata, si è realizzato l’incontro del Figlio con tante mamme in una preghiera accorata a deporre nel suo fianco squarciato le ferite della nostra umanità, nessuna preghiera è rimasta inascoltata. Nel momento in cui il Crocifisso ha continuato il suo cammino ha lasciato un vuoto, il vuoto che lascia una persona cara quando per tanti motivi è chiamata ad allontanarsi dalla nostra casa. E’ un invito a cercarlo sempre perché Lui ha promesso di essere sempre con noi, continua Signore a visitarci. Continuiamo ad essere collaboratori della sua gioia e della sua presenza in mezzo a noi. E sono certo che alla luce dell’esperienza fatta, nella festa di quest’anno il Crocifisso lo sentiremo più vicino a ciascuno di noi, come uno che ci appartiene, che ci è ancora più caro, insomma uno di famiglia. Al Comitato e ai Francescani dico col Vangelo: siamo servi senza pretese abbiamo fatto quanto dovevamo fare. Don Salvatore Montaruli Parroco dell’Addolorata

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DUE INDIMENTICABILI GIORNI CON IL “NOSTRO” CROCIFISSO

Quello che è accaduto il 29 e il 30 Aprile

2010, difficilmente potrà essere dimen-

ticato dalle migliaia di fedeli scesi per le strade della nostra città per accogliere il SS. Crocifisso, pellegrino per le vie di Rutigliano.

Due serate di intense emozioni: per la prima volta la sacra venerata effigie

visitava due rioni periferici della città

(piazza Salvo D’Acquisto e Largo Via del Gelso), portando a tutti il messag-

gio di amore e fratellanza che generosamente profonde quel volto trasfigurato dal dolore dei nostri peccati.

Una novità assoluta, fortemente voluta da Padre Lorenzo, sostenuta dal Comi-

tato Festa SS. Crocifisso e dalla Zona Pastorale cittadina; una iniziativa che

ha incontrato il favore dei devoti accorsi numerosi ad accogliere il Crocifisso

che andava a far visita alle loro case. D’ora in avanti, ogni anno, in prepa-

razione alla ricorrenza dell’Invenzione della Croce (3 Maggio), il SS. Crocifis-

so visiterà rioni diversi di Rutigliano: per rafforzare il senso di appartenenza di una comunità che si identifica nella devozione fervente per il “Nostro” SS. Crocifisso.

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“Il significato profondo del sacrificio di Cristo” Mi permetto, a nome dell’intera Istituzione Scolastica che mi onoro di presiedere, di rivolgere un sincero e vivo ringraziamento al rettore del Santuario, Padre Lorenzo Invidia, e al Comitato della Festa del SS.Crocifisso, egregiamente presieduto dal sig. Andrea Saffi, per la bella iniziativa della promozione del concorso didattico che ha coinvolto le scuole del 1° ciclo di Rutigliano, aperto a tutte le possibili manifestazioni dell’arte (disegno, pittura, scultura, testi letterari) dal titolo emblematico: “Il Crocifisso, segno del dolore umano, offerto per amore di Dio agli uomini”. Si è trattato di una splendida e riuscita iniziativa che ha visto le scuole rutiglianesi mobilitarsi con innumerevoli, creativi e originalissimi lavori. L’iniziativa ha dato la possibilità a tanti ragazzi di “sbizzarrirsi” sul tema, interpretando lo spirito del concorso in un modo profondo e significativo,forse ben oltre le aspettative. Le opere prodotte sono state numerose e tutte interessanti sia sul piano artistico che contenutistico. La tematica proposta ha dato la possibilità di far riflettere i ragazzi sul significato profondamente cristiano e sempre attuale che ha per tutti noi il “Crocifisso”. Essi hanno saputo esprimere, attraverso le menti e le mani creative, quello che forse non sarebbero mai riusciti a manifestare con le parole. I nostri giovani studenti ci hanno dimostrato,con impegno e serietà,che spesso noi adulti sbagliamo a ritenerli superficiali, lontani o distratti dai grandi temi dell’umanità. Hanno confermato, ancora una volta, che il nostro compito è solo quello di saperli coinvolgere e indirizzarli verso sentieri che a prima vista possono anche apparire ardui. Al resto provvedono loro. E attraverso la loro libera espressione, nonostante la loro giovanissima età, hanno dato prova di saper cogliere il significato profondo del sacrificio di Cristo, non solo come avvenimento storico ma come costante presenza quotidiana che dà sostanza e significato alle vicende umane, spesso difficoltose e sofferenti. Grazie dunque ai promotori, agli studenti, ai docenti che hanno saputo guidarli e…ad maiora!

Dirigente Scolastico Scuola Media “A.Manzoni” Prof. Nicola Valenzano

“La Croce simbolo di speranza” Ripensare la Croce nella sua storicità ed attualità: questa l’opportunità offerta alla nostra comunità dalla I edizione del Concorso “Il Crocifisso, segno del dolore umano, offerto per amore di Dio agli uomini” L’adesione motivata dei docenti all’iniziativa ha consentito di approfondire la riflessione sul significato della Croce, sulla sua importante presenza nella ritualità della pratica cattolica e sulla sua simbologia come segno di amore che riscatta il peccato e la morte con il supremo sacrificio della vita. La Croce è radicata nella terra, nella vita quotidiana fatta di scelte, di rinunce, di dolore, di separazioni ma anche di incontri: incontri con Cristo e con l’altro che consentono ai nostri sguardi di avere un orizzonte che si profila come profondità verticale verso il cielo. Nella Croce i bambini hanno ritrovato i valori cristiani ma anche le loro frequenti negazioni: dalla croce di Cristo tante altre croci sono generate dall’egoismo dell’uomo ogni qualvolta ci si dimentica dell’altro come essere umano di pari dignità. Le loro parole, i loro pensieri, le loro immagini hanno riempito la Croce con espressioni libere e creative; nella verticalità della Croce hanno riscoperto la speranza che genera la rinascita come vita nuova. Un grazie particolare a Padre Lorenzo, al presidente e al vice presidente del comitato organizzatore , rispettivamente Andrea Saffi e Mimmo Degregorio, per la possibilità offertaci , per la disponibilità, per la correttezza e per la serenità che hanno caratterizzato le varie fasi dell’iniziativa, di cui auspichiamo una seconda edizione. “Collocazione provvisoria. Penso che non ci sia formula migliore per definire la croce. La mia, la tua croce, non solo quella di Cristo” don Tonino Bello Il Dirigente scolastico del I Circolo Didattico “ Giuseppe Settanni” Rutigliano Prof.ssa Maria Melpignano

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“Il Crocifisso, segno del dolore umano offerto per amore di Dio e agli uomini” In occasione delle celebrazioni dell’Esaltazione della Croce dello scorso Maggio, il Comitato Festa SS. Crocifisso, in collaborazione con l’amministrazione comunale e la comunità del Santuario locale ha indetto il concorso “Il Crocifisso, segno del dolore umano offerto per amore di Dio e agli uomini”. Il concorso, riservato agli alunni di IV e V classe delle scuole primarie, ha permesso a tutti noi di conoscere meglio il personaggio storico Gesù , di approfondire il significato religioso del Crocifisso, il culto e la devozione popolare che i rutiglianesi riservano all’effigie miracolosa custodita nel Santuario. Abbiamo analizzato con la nostra docente di religione Gianna Larizza e con le maestre di classe gli avvenimenti che riguardano la vicenda umana di Gesù e la missione di salvezza che Lui ha compiuto per noi, abbiamo poi prodotto e illustrato un racconto in versi intitolato “La voce degli alberi”, pensando alla Croce come Albero da cui provengono Vita, Salvezza e Scuola di Amore infinito. Ci siamo cimentati, inoltre, con entusiasmo nella produzione di racconti, poesie, disegni e manufatti in terracotta. Il comitato organizzatore ha allestito una mostra visitata dalla cittadinanza. La soddisfazione più grande, a prescindere dal premio, è quella che dopo tanto impegno e fatica abbiamo imparato ad amare di più Gesù e la Sua Croce! Quest’amore rimarrà vivo anche per il dono ricevuto di un crocifisso e donato dal comitato organizzatore. Diciamo grazie per questa bellissima iniziativa che ci fa onore, in un momento storico e sociale particolare. Gli alunni di IV e V classe del II Circolo Didattico “A. Moro”

Un saggio della nostra creatività “Anche gli alberi parlano, non sono compresi perché non sono ascoltati. Prova ad ascoltarli. E’ da tanto che ti parlano…” LA VOCE DEGLI ALBERI Da un albero è venuta la morte, da un albero è venuta la vita; da un albero è venuta la sconfitta, da un albero è venuta la vittoria; da un albero è venuta la condanna, da un albero è venuto il perdono; da un albero è venuta la maledizione, da un albero è venuta la benedizione e la salvezza. Due alberi stanno sempre di fronte: l’albero del frutto proibito e l’albero della croce. Accanto al primo, Adamo ed Eva, accanto al secondo, Maria e Giovanni. Il Paradiso ed il Calvario. La storia dell’uomo comincia accanto ad un albero. Tutta la storia è sospesa alle due traverse della Croce: una verticale che s’incontra col cielo, una orizzontale che s’incontra con l’uomo.

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Programma festeggiamenti SS. CROCIFISSO 6 - 12 Settembre - ore 19,00:

2010

Settenario di preparazione alla festa.

Lunedì 6 Settembre:

ore 19,00: Santa Messa con la partecipazione del Comitato SS. Crocifisso e delle autorità Civili e militari.

Lunedì 13 Settembre:

ore 7,30: Diana ore 19,30: Accensione luminarie della Ditta De Cagna - Maglie (LE) con fuochi pirotecnici ore 20,00: Santuario, Processione del SS. Crocifisso; all’uscita dal Santuario, fuochi pirotecnici ore 22,00: Piazza XX Settembre, Gran Concerto Bandistico “Città di Giovinazzo“ diretto dal M° Dominga Damato.

Martedì 14 Settembre:

ore 7,30: Diana ore 9,00: Piazza XX Settembre, Matinèe Musical della Grande Orchestra di Fiati “Città di Rutigliano“ diretta dal M° Giuseppe Creatore. ore 10,30: Solenne Messa Pontificale. ore 11,30: Processione di Gala con la partecipazione delle Autorità Religiose Civili e Militari. ore 13,30: Al rientro della Processione nella Chiesa Madre, fuochi pirotecnici. ore 17,30: Servizio Annullo Postale Speciale “Festa SS. Crocifisso“ presso la sede del Comitato in Piazza XX Settembre. ore 19,00: Piazza XX Settembre, Grande Orchestra di Fiati “Città di Rutigliano“ diretta dal M° Giuseppe Creatore. ore 22,00: C.da S. Lorenzo, 10° edizione dello Spettacolo Piromusicale “Grappoli di Stelle“ a cura della “Bruscella Fireworks” del Cav. Bartolomeo Bruscella & F.lli di Modugno (Ba)

Mercoledì 15 Settembre:

ore 9,00: Piazza XX Settembre, Matinèe Musical della Grande Orchestra di Fiati “Città di Rutigliano“ diretta dal M° Giuseppe Creatore. ore 17,00: Chiesa Madre, Santa Messa e Processione di Ritorno al Santuario SS. Crocifisso. ore 21,00: Piazza XX Settembre,Grande Orchestra di Fiati “Città di Rutigliano“ diretta dal M° Giuseppe Creatore. ore 22,30: C.da S. Lorenzo, Spettacolo Piromusicale “Astri Danzanti“ a cura della “Bruscella Fireworks” del Cav. Bartolomeo Bruscella & F.lli di Modugno (Ba) Per tutta la giornata, FIERA DELLE CITTÀ DEL CROCIFISSO

Giovedì 16 Settembre:

ore 19,00: Santuario SS. Crocifisso, S. Messa di Ringraziamento.

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MartedĂŹ 14 settembre - ore 22.00

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Lunedì 13 Settembre

Martedì 14 e Mercoledì 15 Settembre

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Festa del crocifisso 2010