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sommario Novembre-Dicembre 2013

Rubriche

Elto

Attualità In copertina: GEOFLUID

Direttore responsabile Luigi Zaffagnini – luigi.zaffagnini@scieditrice.com Direttore editoriale – Relazioni esterne Ettore Zanatta – ettore.zanatta@scieditrice.com Hanno collaborato a questo numero: Giuseppe Di Salvo, Alberto Finotto, Pietro Gabrielli, Roberto Negri, Liliana Rebaglia, Andrea Rigazio, Stefano Vitali, S.J. Wilson Ufficio amministrazione Roberta Fabbri – rfabbri@scieditrice.com Tel. 0545 97.15.78 – Fax 0545 97.11.87 Ufficio abbonamenti Tel. 0545 97.15.78 – Fax 0545 97.11.87 E-mail: info@scieditrice.com Abbonamenti Annuo – euro 36,00 Other countries – euro 60,00 Stampa Filograf – Forlì Pubblicità per l’Italia e dall’estero Mediapoint & Communications s.r.l. Corte Lambruschini, C.so Buenos Aires 8, int. 7 16129 Genova Tel. 010 570.49.48 – Fax 010 553.00.88 info@mediapointsrl.it Responsabilità La riproduzione delle illustrazioni e degli articoli pubblicati su PF - Rivista Italiana delle Perforazioni & Fondazioni, traduzioni comprese, è riservata e non può avvenire senza autorizzazione scritta della casa editrice S.C.I. srl. Testi e materiali fotografici forniti in qualsiasi forma alla stessa non saranno restituiti, anche in caso di non avvenuta pubblicazione. La S.C.I. srl non si assume responsabilità relative ai suddetti materiali, anche in caso di esemplari unici, e ad eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati. Il materiale redazionale pervenuto alla S.C.I. srl senza preventivi accordi sono da intendersi gratuiti anche se pubblicati. I nomi e le ditte pubblicati sono citati senza responsabilità, a puro titolo informativo, allo scopo di rendere un servizio al lettore. Periodicità Cinque numeri/anno. Spedizione in Abbonamento Postale – DL 353/2003 conv. in L27/02/2004 n. 46 art.1, comma 1 Commerciale Business Forlì n. 73/2009 PF – Rivista Italiana delle Perforazioni & Fondazioni S.C.I. srl – Via Martiri della Libertà, 63H 48024 Massalombarda (RA) Tel. 0545 97.15.78 – Fax 0545 97.11.87 info@scieditrice.com – www.sciedtrice.com

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Sostegni sicuri 

a cura di Liliana Rebaglia

di Roberto Negri

MERCATO

DAL CANTIERE

Come prepararsi al meglio all’internazionalizzazione 

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Bonatti

12

Sinergie per il pipeline 

di Marco Preti

di S.J. Wilson

EVENTI

Herrenknecht

Comacchio

Un tiro in sotterraneo 

Porte aperte all’innovazione 14

di S.J. Wilson

38

41

di Ettore Zanatta

Icotekne

AZIENDE

Oltre ogni limite 

Geo Misure

di Andrea Rigazio e Giuseppe Di Salvo

Strumentazioni su… “misura” 18 di Pietro Gabrielli

Tradizione… antiusura 

22

di Alberto Finotto

di Stefano Vitali

Nel cuore pulsante di Londra 52 di S.J. Wilson

Sandvik

26

di Roberto Negri

Trevi

Tunnelling ad alta tecnologia 55 di Roberto Negri

ATTREZZATURE Doosan Portable Power

Il giusto supporto (d’aria) 

49

NORD Drivesystems

MACCHINE I veri “duri” 

Liebherr

Stabilizzazione speciale per il progetto “FAIR” 

Giorgio Novara

44

30

di Pietro Gabrielli

ANTEPRIMA FIERE Samoter & Asphaltica 

59

di Liliana Rebaglia

Registrazione Autorizzazione Tribunale di Ravenna n. 1286 del 25/10/2006 Numero iscrizione ROC 5763/2000 In collaborazione con:

Periodico associato a:

20

PF | gennaio-febbraio 2012

38

55


Solidur

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Una nuova tecnologia per l’ambiente Grazie all’impiego di Solidur® è possibile mettere in sicurezza siti contaminati a tempo di record, proteggendo l’ambiente circostante. Solidur®, premiscelato pronto all’uso, con l’aggiunta di sola acqua, consente di ottenere miscele plastiche autoindurenti particolarmente indicate per la realizzazione di diaframmi plastici, barriere di fondo per consolidamenti o impermeabilizzazioni orizzontali, riempimenti e isolamenti vuoti sotterranei.

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> attualità a cura di Liliana Rebaglia

MERCATO 2013: PERMANE LA FLESSIONE Nei primi nove mesi del 2013 sono state vendute sul mercato italiano 4.091 macchine per le costruzioni, con un calo del 24% rispetto allo stesso periodo del 2012. Le vendite di macchine movimento terra sono state pari a 3.949 (-23%), 65 macchine stradali (-52%) e 77 macchinari per il calcestruzzo (-47%). I dati sono stati resi noti il mese scorso durante il Construction equipment day svoltosi alla fiera Ecomondo di Rimini. Dal rapporto Cribis D&BUnacea sui dati del valore della produzione desunti dai bilanci societari emerge che l’industria italiana delle macchine per costruzione nel 2012 ha raggiunto i 2.519 milioni di euro, flettendo di circa il 15%. A livello di singoli gruppi merceologici, le macchine movimento terra raggiungono gli 890 milioni di euro, crescendo del 3% rispetto al 2012. Le macchine stradali con 272 milioni perdono il 19%, i macchinari per il calcestruzzo perdono il 30% totalizzando 337 milioni, mentre le gru a torre 54 milioni (-57%). “Considerando la debolezza del mercato dell’edilizia in Italia - sostiene Giampiero Biglia, vicepresidente di Unacea - la domanda di macchine per le costruzioni rimane bloccata e per la fine dell’anno, se non saranno attivate misure di cresci4

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ta specifiche per il comparto da parte del Governo, non ci attendiamo miglioramenti. Inoltre, sul versante delle esportazioni la debolezza del mercato europeo non riesce a essere compensata dalla domanda dei paesi emergenti. Quest’aspetto ci fa stimare per il 2013 una produzione piatta, sui livelli del 2012”.

Mercato nazionale ed export Gli ultimi dati disponibili sulle esportazioni italiane (gennaio-luglio 2013) registrano un dato pari a 1.494 milioni di euro, perdendo il 6% rispetto a quanto rilevato nello stes-

so periodo del 2012. Il calo più consistente si è registrato nelle esportazioni di macchine e attrezzature per il movimento terra (-19%), mentre flette anche l’export di macchine per la preparazione degli inerti (-1,5%). Positive invece le esportazioni di gru a torre (11,3%), di macchine per la perforazione (7,9%) e di macchinari per il calcestruzzo (6,3%). Stabile l’export di macchine stradali (0,2%). Per la fine dell’anno Unacea stima una flessione delle esportazioni dell’1%. “Il mercato italiano dei macchinari per il calcestruzzo aggiunge Davide Cipolla, consigliere di Unacea con delega alle attività di questo gruppo merceologico - sta attraver-

sando uno dei suoi periodi più difficili. A nostro parere, piuttosto che rischiare la dispersione del know-how industriale, le autorità pubbliche dovrebbero dare un segnale di attenzione puntando la qualità e la sicurezza del prodotto varando provvedimenti premiali volti a diffondere l’uso del mescolatore negli impianti e macchinari di ultima generazione”. Durante il Construction equipment day è intervenuto, oltre a Michele Colombo di Cribis D&B, Marco Prosperi (direttore di Assodimi), che ha illustrato l’andamento del mercato del noleggio in Europa stimando per l’Italia un finale di 2013 piatto e un 2014 che dovrebbe riagganciare il sentiero del-

Macchine per le costruzioni (unità vendute) gennaio-settembre 2013 genn./set. 2012

genn./set. 2013

%

Escavatori cingolati

771

585

-24%

Escavatori gommati

76

58

-24%

Pale gommate

482

341

-29%

Terne 4 ruote sterzanti

49

23

-53%

Terne rigide

85

59

-31%

Terne articolate

24

15

-38%

Miniescavatori

2.676

2.030

-24%

Minipale compatte

365

316

-13%

Minipale compatte cingolate

237

193

-19%

8

19

138%

333

310

-7%

5.106

3.949

-23%

Rulli

104

51

-51%

Vibrofinitrici

31

14

-55%

Totale macchine stradali

135

65

-52%

Macchinari per il calcestruzzo*

145

77

-47%

5.386

4.091

-24%

Dumper articolati Sollevatori telescopici Totale macchine movimento terra

TOTALE MACCHINE PER COSTRUZIONI

* Autobetoniere, pompe carrellate, pompe autocarrate, betonpompe, impianti, spritzbeton


la crescita con un 2%. Sono inoltre intervenuti Delio Atzori ed Enrico Lanciotti di Ispra, sulla sorveglianza di mercato riguardo alla direttiva europea sulle emissioni acustiche (2000/14/CE), e Federico Bresson (Sace Spa), sulle opportunità di sostegno assicurativo all’internazionalizzazione.

IL PADIGLIONE ITALIANO A EXCON

250%, e dei macchinari per il calcestruzzo (65%). Il padiglione italiano, organizzato da Confindustria Modena in collaborazione con Unacea, ha ospitato diverse aziende: Carraro Drive Tech, Cobo Group, Fae Group, Ghedini ing. Fabio & C, HansaTmp, Mantovanibenne, Mix, Oleoweb, Omb, Oscam, Safim,  Simex, Schnell, Vavel, Veronafiere/Samoter,  Vis Hydraulics.   Secondo quanto è emerso dal Monitor commer-

cio estero del Construction equipment outlook realizzato da Unacea e Prometeia, le esportazioni di macchine per costruzioni hanno raggiunto nei primi otto mesi del 2013 i 1.650 milioni di euro, cedendo il 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Dal punto di vista delle singole categorie merceologiche, la flessione più rilevante riguarda ancora una volta le macchine e attrezzature per il movimento terra (-20%); in calo anche

le macchine per la preparazione degli inerti (-3,6%). Positive invece le esportazioni di macchine per la perforazione (12,2%), di gru a torre (9,8%), di macchinari per il calcestruzzo (5,3%) e di macchine stradali (4,9%). Ancora in calo le importazioni (-16,7%), sintomo della crisi del mercato interno. La bilancia commerciale, sebbene mantenga un avanzo di 1.391 milioni di euro, cede il 3,7% rispetto ai primi otto mesi del 2012.

Buoni risultati per le esportazioni italiane in India, dove si è inaugurato il padiglione nazionale a Excon, la fiera internazionale delle macchine per costruzioni che si è svolto a Bangalore dal 20 al 24 novembre scorsi. Tra gennaio e agosto del 2013, l’export di macchine e attrezzature per le costruzioni in India ha raggiunto i 21 milioni di euro, con una crescita del 15% su base annuale. Molto positive le esportazioni di macchine per la perforazione, che aumentano del SANDVIK CONSTRUCTION ITALIA

IL NUOVO BUSINESS LINE MANAGER “ROCKTOOLS & CONSUMABLES” Proseguendo la propria strategia di sviluppo globale, Sandvik Construction Italia ha recentemente annunciato una nuova nomina all’interno della propria struttura organizzativa, che coinvolge direttamente la filiale italiana. L’azienda, infatti, ha annunciato che a partire dallo scorso mese di novembre Davide De Cristofaro ha assunto la carica di Business Line Manager “Rocktools & Consumables” per l’Italia, paesi balcanici, Bulga-

ria, Malta, Cipro, Grecia e Israele. Davide De Cristofaro, geologo, 41 anni, proviene dal Gruppo Trevi, in cui ha ricoperto con successo la posizione di Sales Area Manager per il Nord

Italia e vanta una pluriennale precedente esperienza nella gestione di cantieri nel campo delle opere speciali di fondazione. Il neo Business Line Manager ha dichiarato: “Assumo questo nuovo (prestigioso) incarico con orgoglio e riconoscenza verso il Gruppo. È una sfida impegnativa, ma sono consapevole che la forza e la qualità del marchio Sandvik permetteranno di raggiungere ottimi risultati. Grazie alle strategie individuate (che ci sono

ben chiare), al costante impegno dell’azienda verso l’innovazione tecnologica, allo sviluppo della rete vendita (che storicamente è sempre stata molto vicina al cliente) e al continuo miglioramento della gamma - che porterà al lancio di una nuova serie di interessanti prodotti a inizio 2014 possediamo tutti gli strumenti necessari per primeggiare sul mercato e a offrire ai nostri clienti soluzioni ancora più efficienti e innovative”. PF | novembre-dicembre 2013

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> attualità

ECOLOGIA

ACQUISTI VERDI OBBLIGATORI PER LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI E NUOVE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI APPALTI Il 15 novembre è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il disegno di legge collegato alla legge di stabilità “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di Green Economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”, il cosiddetto Eco collegato o Agenda verde. Tra gli argomenti trattati dal Ddl, che dovrà essere approvato dal parlamento prima di entrare in vigore, alcuni riguardano misure per promuovere o rendere obbligatori gli Acquisti Verdi della P.A. (Green Public Procurement – GPP). Se approvato in via definitiva, il titolo IV del disegno di legge modificherà il Codice degli Appalti introducendo le seguenti misure riguardanti il GPP: un incentivo per le aziende registrate EMAS o che commercializzano prodotti o servizi a marchio EU Ecolabel, costituito dalla riduzione del 20% della cauzione a corredo dell’offerta, ai sensi del codice degli appalti; l’introduzione tra i criteri di offerta economicamente più vantaggiosa della valutazione del costo del ciclo di vita dell’opera e di un vantaggio obbligatorio per i prodotti a marchio EU Ecolabel; l’obbligo di applicare i Criteri Ambientali Minimi (CAM) previsti dal nuovo Piano d’Azione Nazionale sul GPP (PAN GPP – Decreto ministeriale 10 Aprile 2013) o criteri più restrittivi per i prodotti e servizi per cui questi sono stati approvati. Queste proposte, se approvate, avranno un sensibile impatto rispetto alle aziende che hanno optato per prodotti 6

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e pratiche rispettose dell’ambiente, che non si limiterebbe solo “all’immagine”, ma porterebbe anche agevolazioni economiche - cioè la riduzione del 20% sulla cauzione per l’appalto - e competitive. Sempre più, quindi, emerge la volontà di puntare sulle aziende che investono in soluzioni ecologiche e s’ispirano a modelli imprenditoriali innovativi. Sia per quanto riguarda il primo punto (la registrazione EMAS, ovvero la certificazione EU Ecolabel) che per quanto riguarda l’aspetto del ciclo di vita del prodotto (e, quindi, la riduzione delle emissioni di CO2), ricordiamo che da quasi 30 anni la società svizzera Panolin investe in tecnologia ecologica per la realizzazione di oli e lubrificanti industriali a base di esteri sintetici di altissima qualità e biodegradabili come certificato da numerose etichette ambientali, tra cui Eu Ecolabel, Blue Angel,

SP e Vrom. Le certificazioni ambientali rappresentano la massima garanzia di ecologicità: le caratteristiche dichiarate dai produttori, infatti, vengono controllate da commissioni e comitati scientifici super partes, che sottopongono i prodotti a vari test e analisi. Panolin offre una vasta gamma di prodotti ecologici e certificati per ogni applicazione industriale. Soprattutto per gli usi che maggiormente espongono al rischio di contaminazione dell’ambiente (terreste o marino) o che potrebbero comportare danni alla salute dell’uomo e degli animali, l’azienda propone la linea ECLs (Lubrificanti rispettosi dell’ambiente), che comprende oli motore, per ingranaggi e per turbine, fluidi idraulici, grassi, disarmanti e agenti separatori. Introdurre tra i criteri di valutazione di una gara pubblica di appalto anche

aspetti legati alle caratteristiche ecologiche dei prodotti (biodegradabilità, non tossicità, riduzione delle emissioni di CO2) rappresenta una svolta: basti pensare ai danni derivanti dall’eventuale perdita di olio da un mezzo pubblico (ad esempio, una spazzolatrice) in uno dei tantissimi luoghi di interesse storico del nostro paese. Teniamo presente che il patrimonio storico e artistico italiano è enorme e che la varietà e ricchezza del paesaggio sono una fonte di ricchezza anche economica. Già da tempo molti Comuni italiani hanno approvato delibere a favore dell’utilizzo nei loro mezzi di lubrificanti ecologici biodegradabili. L’approvazione del progetto di legge in oggetto incentiverebbe sicuramente quelle realtà che pur investendo in tecnologia verde rimangono spesso escluse per valutazioni di tipo economico, ovvero il costo minore per il committente. Ribadiamo che i nuovi concetti Panolin Greenmachine e Greenmarine garantiscono biodegradabilità, non tossicità, riduzione di CO2 e maggiore durata rispetto ai tradizionali lubrificanti a base minerale. La riduzione di CO2, in particolare, può essere verificata grazie al software gratuito messo a disposizione da Panolin e consultabile nel sito www.panolin.com. I prodotti Panolin sono distribuiti in esclusiva per l’Italia dalla E.C.O. Italia di Castel Maggiore (Bo).


2014

Anche se non ci vai, con noi ci sei!

CONEXPO 2014

SMOPYC 2014

SAMOTER 2014

4-8 Marzo 2014 Las Vegas, U.S.A.

1-5 Aprile 2014 Saragozza, Spagna

8 -11 Maggio 2014 Verona, Italia

CTT 2014

GEOFLUID 2014

3-7 Giugno 2014 Mosca, Russia

1-4 Ottobre 2014 Piacenza, Italia

EARTHMOVING EQUIPMENT MAGAZINE

ECOMONDO 2014 5-8 Novembre 2014 Rimini, Italia

BAUMA CHINA 2014

BC INDIA

25-28 Novembre 2014 Shanghai, Cina

15-18 Dicembre 2014 Greater Nodia/Delhi, India

Siamo partiti da un’idea di base: far conoscere il prodotto italiano ai mercati internazionali con economie in forte crescita. Ecco perché distribuiremo a queste fiere la rivista MT International. Non abbiamo la presunzione di sostituirci ai vostri uffici commerciali, ma quella di incrementare la vostra visibilità e quindi contribuire al vostro successo.

www.scieditrice.com

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> attualità

CAPRARI

NUOVE POMPE “MEC-MG HT” Negli ultimi anni si è registrata un’evoluzione nel mercato dei motori diesel impiegati sulle motopompe. I motori sono più leggeri e dal funzionamento “ruvido”: ciò ha avuto un forte impatto sulle pompe flangiate a essi accoppiate sui cui componenti rotanti sono trasferiti gli urti. Caprari ha adottato soluzioni progettuali finalizzate a ottenere il massimo dell’affidabilità e della durata sulla serie MEC-MG. Nasce così la gamma MEC-MG HT - HI TORQUE, che ottimizza le caratteristiche di resistenza alle sollecitazioni mecca-

niche (le soluzioni tecniche dell’azienda emiliana hanno inoltre consentito l’estensione dell’attuale gamma MEC-MG

alla nuova grandezza MECMG125 HT - HI TORQUE). Tra le caratteristiche: nuovo calettamento giranti a profilo sca-

nalato di precisione (Caprari International Patent), per una ripartizione ottimale del carico su albero e mozzo; possibilità di eliminazione della linguetta di trascinamento giunto con l’impiego di calettatore a bussola conica (senza linguetta), per l’eliminazione dell’effetto intaglio sull’albero; eliminazione della sede seeger posteriore al cuscinetto (assenza del tipico effetto intaglio); albero in acciaio inox a elevato carico di snervamento e resistenza alla fatica; lubrificazione cuscinetti a grasso permanente con possibilità di reintegro, che conferisce affidabilità e sicurezza; tenuta meccanica a elevate prestazioni su richiesta.

Service Caprari: un impegno quotidiano!

Caprari ha dato vita a un progetto di rafforzamento della propria rete Service con l’obiettivo di operare sempre con professionalità e rapidità, oltre a migliorare la percezione del proprio marchio come garanzia di affidabilità e qualità. Quest’esigenza trova fondamento nella necessità di supportare un mercato che richiede una gamma di prodotti sempre più ampia e soluzioni qualificate in sistemi di pompaggio complessi. La nuova struttura prevede tre livelli d’assistenza ufficiale: Contact Point, per attività di coordinamento e primo contatto; Officine Autorizzate, per attività di riparazione qualificata; Service Center, per attività di riparazione, installazione, assistenza in loco e gestione dei contratti di manutenzione. Lo spirito della nuova organizzazione è

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PF | novembre-dicembre 2013

ben rappresentato dal nuovo logo “Service Center”, volto a indicare l’estensione globale del progetto che, dopo una prima fase di consolidamento sul territorio nazionale, viene esteso ai principali Paesi europei nei quali operano le filiali operative Caprari: Francia, Spagna, Inghilterra, Portogallo, Grecia, Tunisia e Australia (ma l’attività si promuo-

verà anche in Medio Oriente e successivamente in Estremo oriente. Al momento il Gruppo può contare su un numero di oltre 100 Service Center. I vantaggi per questi ultimi sono la maggiore visibilità e la possibilità di ricevere periodici aggiornamenti sulle novità prodotto tramite realizzazione di meeting  tecnici presso il Caprari Training Center, nonché l’accesso al portale iPump all’applicativo multimediale PumpEducator destinato alla formazione di personale tecnico a distanza.


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> attualità

BAUER

LA NUOVA CHIUSA DI ZERBEN La chiusa di Zerben, sul cana​​ le Elba-Havel, tra Magdeburgo e Berlino, è stata ampliata con la costruzione di una seconda struttura. Questo progetto rappresenta una nuova tappa del piano di potenziamento del collegamento fluviale tra la regione della Ruhr e i porti lungo il fiume Reno e la rete di scali portuali interni di Berlino. L’ente promotore è la Magdeburg Waterways Construction Agency, su incarico del Ministero tedesco dei Trasporti, dell’Edilizia e dello Sviluppo Urbano. La realizzazione delle opere di fondazione speciali è stata affidata alla tedesca Bauer. La chiusa di Zerben è il quarto sbarramento su questa rotta fluviale est-ovest nella cui realizzazione Bauer è coinvolta. L’intervento di maggiori dimensioni è stato la costruzione della doppia chiusa di Hohenwarthe, nel cui contesto Bauer ha realizzato tutte le opere di fondazione. Gli altri interventi hanno riguarda-

to la realizzazione degli scavi profondi per l’ammodernamento delle chiuse di Sülfeld e Wusterwitz. Il progetto di ammodernamento della chiusa di Zerben è paragonabile a quello di Wusterwitz: parallelamente alla chiusa esistente, infatti, è in corso di realizzazione una nuova chiusa di maggiori dimensioni, progettata per gestire il passaggio delle chiatte Euro-size. La nuova chiusa entrerà in funzione entro l’inizio del 2016, mentre la “vecchia” sarà mantenuta operativa per consentire lo svolgimento dei futuri lavori di manutenzione. Per la nuova chiusa Bauer sta costruendo una trincea di 265 m di lunghezza, che raggiunge i 22,5 m di larghezza nella sezione centrale più stretta e una profondità fino a 17 m. Una benna per diaframmi montata su una gru per fondazioni Bauer MC 64 realizzerà una parete di diaframmi da 0,8 m di spessore della superficie

totale di 10.000 m2, destinata a formare la paratia di sostegno dello scavo. La sigillatura orizzontale alla base dello scavo sarà realizzata tramite una platea sommersa in calcestruzzo, vincolata al fondale per mezzo di 930 ancoraggi a iniezione di piccolo diametro. La sezione superiore dello scavo sarà controventata da 35 pilastri in cemento armato di altezza 1,5 m per 1 m di larghezza. Ulteriori lavori di amplia-

mento comprenderanno l’installazione di 20.000 m2 di palancole fino a 17 m di lunghezza, che saranno poste in opera tramite un’attrezzatura per palificazioni RTG. Per la realizzazione dei pali di sostegno delle travi orizzontali è stata inoltre utilizzata per un breve periodo una perforatrice idraulica Bauer BG 28. I lavori di realizzazione delle fondazioni speciali saranno completati entro il novembre 2014.

WD-40

NUOVE SOLUZIONI PER LA MANUTENZIONE WD-40 ha ideato una nuova serie di prodotti: si tratta di sette soluzioni di manutenzione in grado di sostenere risultati certi e risolvere ogni genere di problema con un “colpo di spray”. Le nuove formule di WD-40 Specialist rispondono sempre più nello specifico a bisogni di lubrificazione, protezione dall’usura e dalla corrosione di attrezzature e ingranaggi, facilitando tutte quelle operazioni di lavorazione e garantendo

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longevità a tutti gli utensili da lavoro. Alla linea WD-40 Specialist Super Sbloccante, Lubrificante al Silicone e Detergente Contatti si affiancano ora: Sgrassante Efficacia Immediata; Olio da Taglio

per tutte le Lavorazioni; Lubrificante Secco al PFTE Anti Frizione; Lubrificante al PTFE ad Alte Prestazioni; Grasso Spray a Lunga Durata; Grasso Bianco al Litio; Grasso Adesivo Forte Aderenza.

Tutti i prodotti WD-40 Specialist si avvantaggiano del sistema Doppia Posizione, che consente con un solo gesto di passare velocemente da una vaporizzazione a largo raggio a un’applicazione mirata per tutti quegli interventi che necessitano di un’applicazione di precisione. Interessanti prestazioni, dunque, che garantiscono un valido aiuto e offrono risultati importanti per tutti i professionisti della manutenzione.


FRASTE

LA PERFORATRICE MULTIDRILL XL 70 Tra le novità lanciate sul mercato da Fraste nel 2013 merita una menzione particolare la perforatrice cingolata Multidrill XL 170, una macchina rivoluzionaria che con le sue caratteristiche consente un vasto campo d’impiego a fronte dei più svariati scopi di perforazione, una consistente riduzione dei costi operativi e un elevato fattore di sicurezza, data la sua progettazione in osservanza con le più recenti e rigorose norme per la protezione del perforatore e dell’ambiente. La nuova Multidrill XL 170, in particolare, è costruita in tre modelli: Multidrill XL 170, perforatrice universale che s’adatta ai più diversi scopi di  perforazione, con tiro 8 t; Multidrill XL 170 DR con doppia testa di rotazione, adatta alla perforazione per geotermia, con tiro

max. 20 t (la sua caratteristica principale è la capacità di  lavorare con due teste di rotazione per consentire il continuo e simultaneo avanzamento delle aste di perforazione e dei tubi di rivestimento); Multidrill XL 170 Max, versione con il collaudato sistema automatico di caricamento aste di perforazione Fraste “Manipolatore” che rende molto più efficiente la procedura di caricamento aste, oltre che ad assicurare precisione nei movimenti ed una maggiore sicurezza per l’operatore. La Multidrill XL 170 opera con il tradizionale sistema di perforazione a rotazione con circolazione diretta e inversa di aria e fango, carotaggio tradizionale e al diamante, carotaggio per esplorazione RC, doppia testa di rotazione e con tecnologia “Sonic”.

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> Mercato di Marco Preti, amministratore delegato di CRIBIS D&B

Come prepararsi al meglio all’internazionalizzazione È appurato che la recessione economica degli ultimi cinque anni e la sempre maggiore saturazione dei mercati interni stanno costituendo una spinta sempre più intensa per le imprese ad avviare e perseguire processi d’internazionalizzazione, ricercando e sfruttando opportunità di business all’estero

G

uardare all’estero è diventata una potenziale via di fuga, antidoto alla crisi e scelta molte volte obbligata per fronteggiare una serie di fattori limitanti e soffocanti che possono bloccare e pregiudicare la crescita di un’impresa, collegati ad esempio allo stallo della domanda nel mercato interno, alla crescita della concorrenza ed espansione all’estero dei propri competitor oppure all’esigenza di ridurre la dipendenza da un unico mercato o di sfruttare opportunità di guadagno che si vengono a creare nei mercati esteri. Sono sempre più numerose, infatti, le 12

PF | novembre-dicembre 2013

aziende che prendono consapevolezza della necessità di presidiare nuovi mercati, non soltanto al di fuori dei propri confini nazionali, ma ora anche al di là dell’Eurozona, il cui contesto è ormai interpretabile come un unico mercato interno, per le imprese europee, anche questo asfissiato da un’intensa concorrenza e dalla saturazione della domanda. Perciò, molte imprese ricevono spinte all’internazionalizzazione come unica ancora di salvezza in queste difficili situazioni economiche generali. E quando un’azienda decide di intraprendere tale via, allora la definizione delle strategie di business è una delle

sfide più critiche da fronteggiare. Ma prima ancora c’è un passaggio critico che una società che vuole andare all’estero deve percorrere: la conoscenza.

Le prospettive L’imprenditore che vuole espandere il proprio business si trova innanzitutto di fronte alla sfida di analizzare e capire la situazione economica mondiale e, nello specifico, dei luoghi da raggiungere. Le domande da porsi nella fase iniziale di un processo d’internazionalizzazione, quindi, sono: da dove cominciare? Quali paesi scegliere? Quali sono le opportunità in giro per il mondo? È bene dunque farsi dapprima un’idea di come stiano andando le cose a livello mondiale e della situazione economica generale. Le analisi predittive di quali direzioni possa seguire l’economia mondiale, che pur non versa in buone acque, segnalano margini di lieve ripresa e miglioramento globale: ci si aspetta una ripresa globale leggermente più veloce tra il 2014 e il 2017, entro cui si prevede una crescita del PIL reale mondiale del 2,8%. Trend di crescita positivi, quindi, che possono supportare le decisioni d’internazionalizzazione si hanno anche per le singole macroaree geografiche. Quelle che poten-


Crescita PIL reale per macroaree mondiali REAL GDP GROWTH (%)

2011

2012E

2013F

2014F

2015F

2016F

2017F

1.9

2.2

2.0

2.9

2.9

2.4

2.9

Europe

1.6

-0.3

-0.1

0.9

1.6

1.7

1.9

Asia Pacific

4.1

4.3

4.1

4.0

4.0

3.5

3.8

North America

Latin America & Caribbean

4.2

2.9

3.1

3.3

3.5

3.7

3.7

Eastern Europe & Central Asia

5.5

2.7

2.7

3.2

3.6

3.9

4.2

Middle East & North Africa

3.6

4.6

3.2

3.6

4.2

4.1

4.5

Sub-Saharan Africa

4.4

4.5

4.5

4.8

4.9

5.0

5.0

World

2.7

2.1

2.0

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2.7

3.0

Fonte: D&B Global Economic Outlook to 2017

zialmente avranno riprese maggiori sembrano essere l’Africa Sub-Sahariana (5%), il Medio Oriente e il Nord Africa (4,5%). L’andamento del prodotto interno lordo di un paese che si vuole analizzare non è l’unico parametro da tener presente, per avere un’insight profonda della situazione economica che si va ad affrontare espandendosi all’estero. Altri elementi - quali il livello di debito interno, la bilancia commerciale e la situazione politica - sono da tenere in considerazione e intrecciare per un’accurata valutazione del mercato in cui si pensa di inserirsi. Da questo punto di vista, infatti, si può considerare come le economie delle varie regioni mondiali hanno andamenti diversi, che le portano a essere più o meno stabili, in crescita o in crisi. Ad esempio, tra i paesi avanzati un significativo progresso dal 2008 a oggi lo registrano il Nord America e la Germania, mentre negli ultimi 12 mesi sono nettamente peggiorati Italia, Francia e Spagna. Resta stabile invece il Giappone.

Economie dei Paesi avanzati REGION

COUNTRY PROGRESS

North America

US

North America

Canada

Europe

Germany

Europe

France

Europe

Italy

Europe

Spain

Asia Pacific

Japan

G Considerable progress made since 2008  A Little/some progress made since 2008 

G  A  G  A  A  A  A 

Economie dei Paesi emergenti REGION

COUNTRY PROGRESS

Latin America

Argentina

Latin America

Brazil

Latin America Eastern Europe & Central Asia Eastern Europe & Central Asia Eastern Europe & Central Asia Middle East & North Africa

Mexico Russian Federation Kazakhstan Ukraine Saudi Arabia

Middle East & North Africa Iran Middle East & North Africa UAE Asia Pacific

China

Asia Pacific

India

Sub-Saharan Africa

South Africa

Sub-Saharan Africa

Nigeria

Sub-Saharan Africa

Angola

A Little/some progress made since 2008  R Reversal/no progress since 2008 

R  A  A  R  R  R  A  A  A  A  A  R  A  A 

TREND              

 Progress made in past 12 months  Static in past 12 months  Policy gone into reverse in past 12 months Fonte: D&B Global Economic Outlook

In un’analisi dei paesi esteri finalizzata all’individuazione e determinazione dei mercati da esplorare, infatti, D&B (Dun & Bradstreet) suggerisce di incrociare due parametri valutativi molto importanti, quali l’opportunità di importazioni

e la volatilità macroeconomica del paese considerato. Intersecando a matrice livelli basso/medio/alto di queste due variabili, possono essere classificati i diversi paesi. Così, ad esempio, si potrebbe considerare la Cina caratterizzata da elevate opportunità di business e un basso livello di volatilità economica; oppure economie quali Italia piuttosto che Africa, Asia Pacifica e America Latina, con media volatilità e basse opportunità di sviluppo. O, ancora, la Russia, che può presentare un’elevata volatilità economica ma anche alte opportunità di business. Le informazioni messe a disposizione da D&B, inoltre, sono utili per avere un’idea della situazione economica e commerciale del singolo paese, una volta che su di esso si è fatta ricadere la scelta. D&B, infatti, utilizza un database commerciale globale contenente oltre 220 milioni di documenti aziendali provenienti dai vari paesi del mondo, che consente una vasta gamma di soluzioni a supporto delle decisioni di global trading delle aziende, per quel che riguarda la valutazione del livello di rischio, d’insolvenza e di previsioni di crescita del paese considerato, attraverso report dettagliati come i Country Risk Reports per i vari mercati, piuttosto che l’Economic Global Outlook, che indaga e costruisce previsioni sulla situazione eco nomica mondiale.

TREND   

4D&B Import Opportunities and Economic Volatility Index

   

 Progress made in past 12 months  Static in past 12 months  Policy gone into reverse in past 12 months Fonte: D&B Global Economic Outlook to 2017

Decisamente in condizioni di stallo, invece, sono i paesi emergenti dell’America Latina e dell’Asia Pacifica. In America Latina, ad esempio Brasile e Messico stanno vivendo un lieve miglioramento, mentre peggiora l’Argentina. In Asia Pacifica, invece, a crescere sono Cina e India, mentre il Sud-Africa non ha avuto alcun progresso dal 2008 a oggi. PF | novembre-dicembre 2013

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> Eventi

Comacchio

di Ettore Zanatta

Porte aperte all’innovazione Lo scorso ottobre lo stabilimento di Riese Pio X si è trasformato in un punto d’incontro per operatori del settore della perforazione. Durante l’Open House, durato due giorni, l’azienda trevigiana ha aperto le porte a centinaia di visitatori, molti dei quali provenienti dall’estero

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N

el suo discorso di apertura, che ha dato il via all’Open House organizzato nei giorni 10 e 11 ottobre scorsi, Renzo Comacchio ha dato il benvenuto ai numerosi ospiti intervenuti e ha fornito loro alcuni dati riguardanti il recente sviluppo dell’azienda di cui è presidente, delineando il profilo di una realtà sempre dinamica, in crescita (nonostante le difficoltà causate dalla crisi economica) e in grado di guardare al futuro con speranza. “Non sono certamente anni facili per il nostro comparto - ha detto Comacchio ma il fatto di avere una produzione sempre molto attenta alle esigenze specifiche del cliente ci ha permesso di mantenere - e, anzi, rafforzare - la nostra posizione sul mercato. Ma credo che quello che conta maggiormente, e che ci permette di essere tuttora un’azienda all’avanguardia nel settore, sia la passione e l’entusiasmo che mettiamo nel nostro lavoro!

Il nostro impegno è stare sempre al fianco dei nostri clienti, offrendo loro il massimo supporto con umiltà e voglia di imparare reciprocamente, con una spiccata passione per la tecnica e l’innovazione e con l’entusiasmo per le sfide che ci contraddistingue e che il lavoro in cantiere impone alle imprese, e a noi di conseguenza, ogni giorno”. La manifestazione, giunta alla sua quinta edizione, è stata molto apprezzata dagli ospiti, quasi tutti operatori del settore, ai quali è stato offerto un ricco programma di presentazioni dedicate all’azienda e, in modo particolare, alle macchine realizzate dalla società trevigiana. Fulcro dell’evento, però, è stato il debutto di due nuove macchine destinate al settore della perforazione: i modelli MC 15 e GEO 105.

MC 15: una macchina universale Come evidenziato nel discorso di presentazione dei due nuovi prodotti da Flavio Durigan, direttore commerciale di Comac-


La manifestazione, giunta alla sua quinta edizione, è stata molto apprezzata dagli ospiti, che hanno potuto visitare lo stabilimento Comacchio di Riese Pio X

chio, le due nuove soluzioni citate vanno ad aggiungersi al già elevato numero di modelli realizzati nello stabilimento di Riese Pio X. Particolarmente apprezzata dal pubblico la nuova MC 15. “Alla Comacchio mancava una macchina di questa taglia nella gamma e finalmente ora possiamo proporla sul mercato”, ha commentato con soddisfazione Durigan. “La MC 15 è il frutto di un’intensa attività di progettazione, ricerca e sviluppo. L’esperienza maturata in oltre 25 anni di attività dall’azienda è stata applicata a questa nuova sfida e ha portato alla creazione di una macchina da fondazioni compatta e potente, molto performante, che si posizio-

La perforatrice MC 15 è il frutto di un’intensa attività di progettazione, ricerca e sviluppo

na al vertice della sua categoria. Siamo riusciti a realizzare questo progetto in tempi molto brevi, peraltro, con la prontezza che da sempre caratterizza la nostra azienda. Il primo lotto di macchine è già in produzione e andrà a soddisfare le richieste di clienti in diversi mercati del mondo”. La macchina, che mira a essere un prodotto “universale”, in grado di eseguire qualsiasi tipo di lavorazione - dai micro-

pali al jet-grouting, senza dimenticare gli ancoraggi - è equipaggiata con un propulsore Cummins da 119 kW di potenza ed è dotata di un mast da 8 t di tiro. Grazie all’utilizzo di circuiti idraulici modulari di concezione avanzata, la MC 15 può montare un vasto assortimento di teste di rotazione e martelli idraulici in grado di operare ogni genere di perforazione a rotazione o rotopercussione, arrivando a

Flavio Durigan, direttore commerciale di Comacchio, ha dato il benvenuto ai numerosi invitati all’Open House organizzata a Riese Pio X

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> Eventi

I più recenti sviluppi

La perforatrice verticale GEO 105, destinata al settore delle indagini geognostiche

fornire fino a 2.400 daNm di coppia reale. Come tutte le macchine Comacchio, anche la MC 15 può essere personalizzata in funzione delle esigenze di ogni cliente. Durante l’Open House sono stante esposte ben tre MC 15, ciascuna caratterizzata da un allestimento differente: martello idraulico, doppia testa, configurazione jet-grouting. Particolare interesse tra il pubblico è stato suscitato dalla MC 15 in versione “High Tech Line”. Come ha spiegato Durigan, “la MC 15 High Tech è il top della gamma perché include un motore Cummins QSB 4.5 Step 3B/Tier 4 Interim di ultima generazione in grado di soddisfare le nuove normative sulle emissioni, oltre ad avere controlli elettronici che garantiscono un’elevata efficienza”.

ta durante l’Open House era equipaggiata con una speciale protezione sul mast, accessorio richiesto in un numero crescente di Paesi in conformità alle normative di sicurezza vigenti a livello locale.

La perforatrice verticale GEO 105 L’altro nuovo modello esposto da Comacchio in occasione dell’Open House è la citata perforatrice verticale GEO 105, destinata al settore delle indagini geognostiche. Questa macchina ripropone le caratteristiche delle già (ben) note GEO205 e GEO305, due modelli “storici” della Comacchio, ma caratterizzate da un peso ridotto (1,5-1,8 t). Con questa nuova soluzione la linea GEO è stata completata con un modello più leggero e compatto, particolarmente flessibile e facile da trasportare. La versione della GEO 105 presenta16

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Tra le macchine esposte durante l’Open House, anche la MC 600 P con testa di rotazione vibrante da 1.100 daNm e la nuova perforatrice GEO 700

Oltre a queste due novità assolute, la “due giorni” organizzata da Comacchio ha dato spazio anche ad altri recenti sviluppi di prodotto: esposti sul piazzale, infatti, c’erano altri otto modelli di perforatrici, allestite nell’occasione sia su carro cingolato che su camion. Degna di nota la MC 600 P, una macchina da fondazioni compatta e particolarmente potente, dotata di un complesso meccanismo di articolazione del mast, in grado di operare in spazi molto ristretti. Novità assoluta dell’Open House, la MC 600 P con testa di rotazione vibrante da 1.100 daNm. “L’utilizzo della vibrazione, in pratica, va a sostituire la funzione del martello. Un sistema innovativo molto interessante sia in termini di produttività, per la maggiore velocità di avanzamento e profondità raggiungibili, che in termini di efficacia e riduzione dell’usura e dei consumi, con risvolti positivi anche per la ridotta rumorosità e impatto ambientale”, ha spiegato Flavio Durigan. “Con questa prima macchina vorremmo sperimentare l’applicazione di questo genere di tecnologia anche per teste di rotazione di dimensioni più contenute”. Sul fronte delle macchine per pozzi acquiferi, molta attenzione è stata riservata alla nuova GEO 700, una macchina maneggevole e compatta in grado di fornire un tiro di 9,5 t e di operare sia in regime di circolazione diretta che inversa, grazie alla testa Comacchio CT 170. Il circuito idraulico di cui è dotata la macchina e la motorizzazione Deutz da 126 kW permettono l’installazione di una grande varietà di teste di rotazione, pompe acqua e fanghi e argani. Nella versione presentata durante l’evento la GEO 700 era equipaggiata con un caricatore in grado di alloggiare 18 tubi da 140 mm e 3 m di lunghezza. Particolarmente apprezzate, poi, le dimostrazioni pratiche fornite dai tecnici Comacchio, che hanno dato vita a una vera e propria esibizione delle capacità tecniche delle macchine, eseguendo su richiesta dei clienti le varie operazioni di movimentazione e posizionamento delle macchine.


La perforatrice “matricola 2.000” La giornata dell’11 ottobre, che si è svolta con la partecipazione soprattutto di clienti italiani, è stata dedicata a un evento speciale: la consegna della perforatrice matricola 2.000 a uno dei clienti “storici” della Comacchio, la ditta Dalla Gassa di Cornedo Vicentino (Vi). La cerimonia di consegna che si è svolta alla presenza dei dipendenti delle due aziende, oltre che degli ospiti intervenuti per l’Open House - ha visto la consegna simbolica da parte dei tre fratelli Comacchio a Gaetano Dalla Gassa, titolare dell’omonima impresa, di una targa raffigurante la chiave della macchina. La perforatrice in questione, la MC 3000, con le sue 40 t di peso, è attualmente il modello più grande prodotto dall’azienda di Riese Pio X. Imponente per peso e dimensioni, la MC 3000 matricola 2000 è stata progettata per la realizzazione di pali a elica continua (CFA) fino a un diametro di 900 mm. Dotata di radiocomando per la funzioni di traslazione, posizionamento e di perforazione, nonché di apposita strumentazione, la macchina è

Gaetano Dalla Gassa ha ricevuto un riconoscimento per l’acquisto della perforatrice matricola 2.000

Renzo, Patrizio e Pasqualino Comacchio, fondatori e titolari dell’azienda trevigiana

in grado di automatizzare tutte le fasi d’esecuzione dei pali e di misurare la caratteristiche principali del processo. La consegna si è conclusa con un “varo” della macchina in oggetto con una bottiglia di prosecco, in segno di buon augurio. Come sempre in casa Comacchio, non sono mancati i momenti di spontanea convivialità in un’atmosfera accogliente e familiare. L’Open House è stato preceduto da due giorni di incontri con i dealer che attualmente compongono la rete di vendita mondiale della Comacchio. Duran-

te il meeting è stata offerta ai rivenditori un’anteprima sugli sviluppi di prodotto e sulle future strategie di vendita di casa Comacchio, che con l’introduzione di una nuova nomenclatura delle macchine e della High Tech Line punta ancora una volta sull’innovazione. Come sottolineato da Renzo Comacchio, “una scelta consapevole che vuole essere un segnale per i nostri rivenditori e i nostri clienti di un’azienda che crede nel rinnovamento ed è pronta ad affrontare le sfide del futuro con fiducia e ottimismo”. 

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> Aziende

Geo Misure

di Pietro Gabrielli

Strumentazioni su… “misura” La ricerca è adattamento e flessibilità dei parametri. L’azienda di Cesena persegue una filosofia versatile che parte da componenti semplici e da software eclettici e aggiornabili. Partendo da una grande esperienza nelle più diverse applicazioni in cantiere

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esperienza di un rabdomante non si può insegnare. È un’arte che può essere appresa in virtù di un talento che già esiste, di una vocazione originaria poco comparabile con un’offerta “standard da manuale” delle risorse sotterranee. Geo Misure nasce da un talento di questo tipo, come società di servizi dedicati alle esigenze di professionisti, studi di progettazione e imprese di fondazioni. L’esecuzione di misure geotecniche e geofisiche ha rappresentato l’esordio della società di Cesena, nel 1994, ma in pochi anni lo sviluppo tecnologico perseguito con costanza ha portato alla creazione di dinamiche applicative in collaborazione con le principali società di fondazioni speciali che operano a livello nazionale e mondiale. Le strumentazioni di misura applicate alle opere di fondazione sono attualmente il fiore all’occhiello dell’azienda romagnola. Per riportarne la dimensione più completa abbiamo incontrato Gianluigi Tondi e l’Ing. Roberto Buscherini, rispettivamente

Gianluigi Tondi, presidente di Geo Misure

presidente e vicepresidente di Geo Misure. Dalle loro parole abbiamo evinto la natura eclettica e dinamica di una professionalità per molti versi unica nell’attuale panorama dei servizi per le imprese di fondazioni. Dopo gli inizi nel campo delle indagini geotecniche, lo sviluppo delle strumentazioni di misura ha coinciso con l’avvio di un servizio che oggi si svolge su base internazio-


nale. Come si è realizzato questo passaggio per Geo Misure? “Siamo nati quasi 20 anni fa e già allora avevamo alle spalle una lunga esperienza maturata nel settore delle fondazioni speciali e delle strumentazioni di misura. Dopo la prima attività di indagini geotecniche e monitoraggio ambientale ci siamo detti: perché non creare una nostra linea di strumentazioni di misura da applicare alle macchine da perforazione? Quello che sembrava un segmento complementare al nostro lavoro è divenuto in breve il core business autentico di Geo Misure. Il motivo del successo evidente che abbiamo ottenuto sul mercato va ascritto a diverse ragioni. Innanzitutto, le linee guida per la realizzazione della gamma dei prodotti attuali sono il frutto di una conoscenza delle varie tecnologie di fondazione, unita alle competenze nell’ambito della progettazione delle strumentazioni elettroniche di misura più moderne. Il risultato di questa sinergia ha portato alla realizzazione di strumentazioni che rispondessero alle esigenze di misura, praticità, robustezza e facilità di utilizzo nell’ambiente non certo ospitale in cui vengono utilizzate. Il nostro sforzo non è stato solo quello di concepire prodotti dedicati a ogni singola tecnologia, ma di realizzare componenti strumentali in grado di adattarsi alle diverse tecnologie di applicazione in modo flessibile. Partendo dall’unità centrale, l’elemento più importante della strumentazione, abbiamo fatto sì che questa potesse essere impiegata per diverse tecnologie, semplicemente installando il software di interfaccia utente richiesto per la tecnologia da monitorare”. Da quali parti è composto il “cuore” della vostra strumentazione? “Come già menzionato, l’unità centrale è il ‘cuore’ del sistema di acquisizione. A essa si aggiungono l’elettronica di gestione e controllo, corredata da sensori per le misura dei vari parametri. Anche la maggior parte dei sensori prodotti da Geo Misure può essere utilizzata in più di una tecnologia, grazie al fatto che la robustezza meccanica e la loro affidabilità operativa in ambiente ostile sono stati il primo obiettivo in fase di progettazione e costruzione. Un altro punto di forza delle nostre strumentazioni è la sempli-

DPS L’avanguardia nella ricerca

Il sistema JET-VISION è utilizzato per misurare i parametri di jet-grouting

Il sistema IPER-PVP-VISION, nella versione TS (touch-screen), ha il duplice scopo di comandare automaticamente gli iniettori e fornire i parametri caratteristici con cui è stata eseguita l’iniezione

Con il sistema GEO-INC-VISION l’inclinazione degli utensili è misurata lungo gli assi frontale e laterale rispetto al corpo della macchina

Il TUNNEL-DRILLS-VISION è un sistema di riposizionamento automatico per posizionatori ed è in grado di memorizzare sei posizioni relative

Nell’ambito della ricerca e sviluppo di nuovi sistemi di misura, il Gruppo Trevi ha ritenuto di poter fare affidamento sulla competenza di Geo Misure per la realizzazione del sistema DPS (Drilling Positioning System), un dispositivo costituito da un’asta strumentata che trova applicazione nella tecnologia del jet bifluido e permette di misurare la verticalità della perforazione. Montato sopra il monitor porta-ugelli, il DPS consente di eseguire misure d’inclinazione in un range di +/- 60° rispetto alla verticale. Lo strumento è garantito per pressioni di lavoro fino a 500 bar (per miscela cementizia con passaggio interno di 25 mm) e di 20 bar per aria con portata di 20.000 l/min. La proprietà del brevetto e il suo sfruttamento commerciale fanno capo a al Gruppo Trevi. A Geo Misure è stata anche concessa la diffusione commerciale. cità di installazione e collegamento dei vari elementi che la compongono. Tali collegamenti sono realizzati a connettore; inoltre, ogni componente è corredato di supporti per il fissaggio alla macchina, particolare non da poco, che ci permette di effettuare l’installazione in cantiere in modo agile e rapido. Questo sistema di montaggio e cablatura permette al cliente, ovunque egli si trovi, una rapida e facile rimozione e sostituzione, ottimizzando tempi e riducendo i costi. Se a tutto ciò associamo una manualistica dettagliata, sempre a corredo delle strumentazione, anche in caso di rotture accidentali, la sostituzione del componente può essere eseguita in modo semplice e funzionale dal cliente stesso. Questa è una realtà che dimostra come l’attenzione in fase di progettazione e realizzazione di ogni singola parte del sistema si concretizzi in risparmio di tempo e denaro per l’utilizzatore finale. Questa prerogativa costruttiva PF | novembre-dicembre 2013

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> Aziende

bio di informazione avviene direttamente tra il cliente e i tecnici Geo Misure, definendo tutti i dettagli della tipologia di strumento più idoneo e le modalità di applicazione sulla macchina. L’installazione vera e propria viene quindi eseguita direttamente in cantiere o presso le sedi dei clienti. In ogni caso, l’unità d’intervento di Geo Misure è attrezzata per intervenire in qualsiasi circostanza”. Come vengono gestite le dinamiche di postvendita e assistenza? “Nel caso di vendita al costruttore, le dinamiche di assistenza e post-vendita sono realizzate direttamente dal costruttore stesso nei confronti del cliente finale. Di norma, ogni costruttore - congiuntamente ai tecnici Geo Misure - forma il proprio personale in modo tale che quando viene eseguito lo startup della macchina venga istruito l’operatore al corretto utilizzo della strumentazione Geo Misure a corredo della macchina stessa. I tecnici Geo Misure rimangono comunque sempre disponibili per seguire il cliente finale nelle sue domande e richieste aggiuntive tramite il servizio di assistenza telefonica e via internet sempre attivo. Per i sistemi che invece vengono acquistati direttamente dall’utilizzatore finale, il training dell’operatore e l’istruzione degli addetti al trattamento dei dati sono eseguiti dal personale Geo Misure all’atto della installazione”.

I sistemi di misura di Geo Misure sono utilizzati in cantiere dai più importanti costruttori di macchine per le perforazioni

ci è riconosciuta come un vantaggio reale da tanti dei nostri clienti. Veniamo alla realizzazione concreta delle nostre strumentazioni: esse sono composte da una parte hardware e una software, completamente sviluppata all’interno dell’azienda. Ciò permette di garantire agilità e versatilità anche nei confronti di clienti con richieste particolari. Questa nostra prerogativa ha fatto sì che negli ultimi anni diverse aziende leader nel settore abbiano scelto Geo Misure come partner tecnologico per lo sviluppo di progetti innovativi nell’ambito di nuove tecnologie”. 20

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Come si svolge il rapporto con i vostri clienti? “I nostri ‘interlocutori’ si suddividono in due categorie: i costruttori di macchine da perforazione e le imprese che operano nel settore. Nel primo caso parliamo di realtà industriali con le quali il nostro ufficio tecnico si interfaccia in fase di costruzione della macchina, definendo in sinergia tutti i particolari applicativi della strumentazione che andrà a equipaggiare la macchina stessa. Per ciò che concerne i clienti finali che si rivolgono a noi per un’implementazione successiva su una macchina già in attività, l’interscam-

I costruttori sono quindi dotati di un’autonomia legata anche alla notevole diffusione dei vostri prodotti, anche in ambito internazionale? “Certamente. Geo Misure ha stretto delle partnership commerciali in paesi esteri con alcune aziende che commercializzano i nostri prodotti in esclusiva sui loro territori nazionali. In questi casi, la partnership prevede un training specifico del personale tecnico delle aziende partner che viene eseguito presso i laboratori Geo Misure e in cantiere durante le prime installazioni eseguite in modo congiunto. Ciò rende i partner autonomi per poter affrontare le normali operazioni di installazione e assistenza di cantiere. Per interventi o richieste straordinarie, Geo Misure interviene direttamente con i propri tecnici affiancati ai tecnici dei dealer al fine di fornire l’assistenza migliore unita all’inter-


Una famiglia (tecnologica) allargata La gamma di prodotti prevista dal catalogo di Geo Misure è ampia. Di seguito, forniamo una panoramica delle strumentazioni offerte dall’azienda per le varie tecnologie di perforazione e fondazione.

Ing. Roberto Buscherini, vicepresidente di Geo Misure

faccia linguistica adeguata. Il nostro magazzino è sempre dotato di pezzi di ricambio pronti alla spedizione per ogni componente di ogni sistema fornito. Questa disponibilità, unita alla semplicità di sostituzione, ci rende rapidi ed efficaci nelle risposte di forniture di materiale sostitutivo provenienti da ogni parte del mondo, da parte di clienti diretti, costruttori o dealer”. Com’è cambiata negli ultimi tempi la tecnologia di misura e monitoraggio applicata alle fondazioni speciali? “Lo scaricamento dei dati una volta avveniva tramite memory card. Oggi è una tecnologia sorpassata e per ogni esigenza e funzione si utilizza un supporto USB più diffuso, semplice e robusto, ma lo scambio di dati si è ulteriormente ampliato. L’information technology è pesantemente entrata anche in quest’ambiente apparentemente ostico. Abbiamo già realizzato sistemi di acquisizione che restituiscono dati in tempo reale su

CFA – VISION - Strumentazione applicata alla tecnologia per l’esecuzione dei pali a elica continua. Geo-MIX - Utilizzato su macchine dedicate ai trattamenti di consolidamento Soil-Mixing. Geo-FORA - JET - Strumento per la misura dei parametri di perforazione e iniezione nella tecnologia del jet-grouting (mono, bi e tri-fluido) o dei soli parametri di perforazione (Dac - Test). JET-VISION - Sistema di misura di seconda generazione, per la tecnologia jet-grouting. Questo sistema può essere integrato con DPS (sistema di controllo verticalità), GPS (sistema di piattaforme internet proprietarie per cantieri complessi in cui l’esigenza era di monitorare da remoto l’operato di ogni singola perforatrice. Per ora sono applicazioni di elite, ma lo sviluppo tecnologico si sta muovendo in quella direzione e Geo Misure anche in quest’ambito è tra i pionieri. Inoltre, le lavorazioni richiedono sempre più spesso una ripetibilità e precisione d’esecuzione ottenibili solo tramite l’automatizzazione di diverse fasi della lavorazione (jet-grouting a risalita

posizionamento automatico) e Real Time (sistema di trasmissione remota in tempo reale). IPER-PVP-VISION - Utilizzato per controllare e gestire fino a otto iniettori tramite controllo on/off o valvola proporzionale per iniezioni a flusso controllato. Nella versione TS utilizza un touch-screen da 15”. PVP-LOG – Strumentazione di misura, memorizzazione e controllo dei parametri per singolo iniettore. Può essere configurato anche per la gestione di pompe jet. Geo-INC-Vision - Sistema di misura della verticalità per pali esguiti con bucket. Geo Tilt e Vertical Control Systems – Sistemi per il controllo della verticalità del mast per perforatrici. Tunnel-Drills-Vision – Sistema di riposizionamento automatico per posizionatori. controllata, jet orientato, risalita automatizzata nelle tecnologie CFA o Soil-Mixing, iniezioni a portata controllata). Geo Misure offre una gamma completa di controlli automatici di tutte le lavorazioni garantendo la qualità di ogni singola esecuzione e la sicurezza operativa. Comunque sia, nel nostro settore - proprio per la sua peculiarità – l’affidabilità, la semplicità d’utilizzo e l’automatizzazione sono al momento le linee guida dalle quali non ci si può discostare nella progettazione degli strumenti di misura che vedranno la luce nei prossimi anni. Il progresso tecnologico non può, in buona sostanza, prescindere dalla robustezza delle soluzioni proposte, dato l’ambiente reale in  cui ci si trova a operare”.

INFO

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> Aziende

Giorgio Novara

di Alberto Finotto

Dal 1958 a oggi, senza arretrare sul fronte dell’alta qualità dei prodotti. L’azienda di Rivoli, partendo dal movimento terra, oggi tramanda la propria esperienza anche ai settori del riciclaggio e della perforazione

I

n un famoso film americano degli anni Sessanta, un illustre capitano d’industria (interpretato da John Huston) definiva così la sua importanza nella comunità di una grande contea del Texas: “Io sono autorevole perché ho un nome dura nel tempo”. Ecco, pensando agli 11 lustri di storia della Giorgio Novara di Rivoli, in provincia di Torino, il paragone è senz’altro opportuno se ci riferiamo alla grande storia del movi-

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Tradizione… antiusura mento terra nel circondario torinese. Nel 1958 questa longeva azienda familiare prese avvio dalla buona stella e dal talento artigianale dell’omonimo fondatore, Giorgio Novara, con il beneficio di una congiuntura che richiedeva, alla vigilia del boom economico, tante macchine da costruzione e una disponibilità continua di ricambi d’usura e componenti. Giorgio Novara impegnò la sua prima attività proprio nei ricambi d’usura per il movimento terra e per il lavoro in cava. La cura nel dettaglio di ogni attrezzatura prodotta dall’azienda porterà in seguito allo sviluppo delle benne da roccia per il settore minerario, realizzate sulla base di esigenze specifiche del cliente e con la selezione irrinunciabile dei migliori materiali disponibili sul mercato. Una scelta di qua-

lità che a Giorgio Novara farà guadagnare l’ingresso nell’élite di Hardox WearParts, il circuito dei clienti virtuosi che utilizzano l’acciaio altoresistenziale fornito dal marchio svedese SSAB.

Dall’edilizia alle perforazioni “La nostra parola d’ordine è affidabilità, nel senso di riferimento sicuro per il cliente finale”, sottolinea prima di ogni altra cosa Fabrizio Novara, figlio di Giorgio e portatore del testimone paterno insieme al fratello Ferruccio. I cantieri, le imprese, gli operatori incaricati della cura e della manutenzione della macchina: è questo il pubblico privilegiato dall’attività di Giorgio Novara. “Ogni cliente autentico ha dimostrato fedeltà al nostro prodotto e alle nostre rego-


le di qualità”, continua Fabrizio. “Si tratta di realtà che conosciamo bene e con le quali manteniamo un rapporto di lavoro diretto e assiduo. Ci incontriamo di persona e ci guardiamo in faccia, tanto per intenderci, senza affidarci a una semplice telefonata o alle sole e-mail. Abbiamo 13 agenti commerciali che girano l’Italia per capire direttamente di cosa hanno bisogno le aziende. Farsi vedere e ascoltare le necessità del cliente: è questo lo stile a cui non abbiamo mai rinunciato in tanti anni di attività”. E l’attività di Giorgio Novara è un mondo di opportunità notevoli per chi cerca una fornitura completa di accessori e componenti d’usura. L’offerta commerciale comprende marchi di primo piano che offrono una gamma differenziata per ogni segmento di applicazione. “La parte del leone nelle vendite – considera Fabrizio Novara - la fa ancora il sistema Ultralok prodotto da Esco Corporation (un marchio americano con ben 100 anni di storia e che noi distribuiamo da 51 anni, fin dal suo approdo in Europa). Si tratta di un dispositivo di ricambio che riguarda denti e capsule, basato su un meccanismo con chiavetta laterale integrata nella punta, installabile senza l’uso del martello. Un design di questo tipo non solo garantisce una maggiore sicurezza, ma elimina la necessità di coppiglie o blocchi separati”. Poi, la distribuzione ufficiale per l’Italia del

Da sinistra, Ferruccio e Fabrizio Novara, rispettivamente presidente e amministratore delegato della società torinese

marchio Kennametal ha visto un incremento d’interesse per le protezioni antiusura in carburo di tungsteno. Questa categoria di prodotto è composta sia da piastre (KenCast) in diverse forme geometriche, da applicare sulle superfici soggette a usura, sia dai picchi realizzati con un inserto in carburo di tungsteno impiegati dalle macchine di perforazione, ma anche dalle frese stradali e dalle stabilizzatrici, oppure nel riciclaggio a freddo (in tutti i casi, sempre a contatto con materiali compositi o con l’asfalto, il cemento o la roccia).

Il marchio della qualità Le specialità commercializzate da Giorgio Novara comprendono alcuni tra i maggiori produttori internazionali di parti d’usura:

• Esco. Denti per attrezzature

movimento terra, stradali e da perforazione.

• Kennametal. Piastre

antiusura e picchi in carburo di tungsteno

• Hardox WearParts (SSAB). Lamiere antiusura.

• Klac Industrie. Attacchi

rapidi meccanici e idraulici (per macchine da 8 a 24 t).

• ASM. Attacchi rapidi universali per macchine da 8 a 30 t.

• Fleetguard. Filtri e liquidi

refrigeranti e antigelo per motori utilizzati in condizioni Heavy Duty.

• GN. Benne per macchine

Benna per diaframmi dotata di denti Esco

movimento terra. Lame per dozer e grader, settori interdentali a imbullonare per pale gommate, dedicate ad applicazioni standard o gravose.

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> Aziende

Sedi e attività

La distribuzione ufficiale per l’Italia del marchio Kennametal ha visto un incremento d’interesse per le protezioni antiusura in carburo di tungsteno

La struttura organizzativa di Giorgio Novara può contare su una sapiente dislocazione delle sedi di riferimento. Al quartier generale di Cascine Vica, frazione di Rivoli (To), si aggiungono il polo produttivo di Alseno (Pc) e le filiali commerciali (con magazzino interno) di Borghetto Santo Spirito, in provincia di Savona, e di Sesto Fiorentino. Lo staff Giorgio Novara è composto da 25 addetti più 13 agenti commerciali che coprono in modo completo il territorio nazionale. Alla produzione interna in officina sono dedicati cinque operai specializzati. Alla direzione del fondatore Giorgio Novara (scomparso il 1° maggio di quest’anno e che la SCI Editrice ricorda con grande affetto), il testimone è passato ai figli Ferruccio (presidente della società) e Fabrizio (amministratore delegato).

Una parte importante del fatturato deriva dalla commercializzazione del sistema Ultralok, prodotto da Esco Corporation

Un “sarto” per l’acciaio “Il settore dominante in questo periodo, il comparto che trascina le vendite, riguarda senza dubbio il riciclaggio”, rileva Fabrizio Novara. “Per questo anche la nostra produzione specializzata di benne per varie

INFO

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tipologie d’impiego oggi è dedicata soprattutto a questo segmento. Ricordo che nella produzione dei vari modelli (da roccia, oppure per il carico, per la movimentazione di massi e ancora per la pulizia di fossi e scarpate) utilizziamo gli acciai SSAB nelle varianti Hardox per le parti soggette a usura e Weldox per i componenti strutturali. Questa eccellenza nella qualità produttiva ha comportato per Giorgio Novara l’ingresso nel circuito Hardox WearParts, un ‘club’ esclusivo di cui fanno parte i costruttori che sviluppano le soluzioni più interessanti e innovative”. Alla tradizione del movimento terra, negli

ultimi anni, Giorgio Novara ha aggiunto altre direttrici di attività. Oltre al riciclaggio, ad esempio, un’altra dedica è quella ai lavori di fondazione, dove sono richiesti i prodotti del marchio Esco (i denti di ricambio, nella variante per diaframmi) oppure le piastre intercambiabili Kennametal per le corone esterne dei tubi per micropali. “La nostra azienda si reinventa di continuo – conferma Fabrizio Novara – e non rinucia agli investimenti. Di recente abbiamo acquistato un impianto di taglio con banco da 8 x 2,5 m., che ha incrementato la nostra capacità di realizzare particolari e attrezzature su misura”. 


© 2012 AEM

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> Macchine

Sandvik

di Roberto Negri

I veri “duri�

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Presentata alla scorsa edizione del Bauma di Monaco, la nuova gamma di attrezzature Sandvik migliora ulteriormente i propri livelli di produttività, affidabilità ed efficienza. Un ventaglio completo di soluzioni, sviluppate per i professionisti della perforazione

È

senza dubbio uno dei marchi di riferimento nei più svariati settori industriali. In particolare, di quelli più impegnativi, grazie alla qualità delle sue soluzioni e al costante sforzo dedicato alla ricerca di migliori prestazioni, una superiore affidabilità e convenienti costi operativi. Ed è una fama pienamente meritata, che si rinnova costantemente nel tempo quella di Sandvik, il costruttore svedese che proprio in questo 2013 ha ulteriormente arricchito la propria gamma d’offerta per il settore della perforazione. Presentate alla scorsa edizione del Bauma di Monaco, le ultime novità del costruttore spostano ancora più in avanti gli orizzonti operativi di alcuni tra i modelli di maggiore successo, come i Jumbo DTi, e introducono strumenti di lavoro ancora più efficienti, come la nuova serie di martelli fondo foro RH460.

Il dispositivo anticollisione dei nuovi Jumbo DTi

I Jumbo DTi Nel 2008 Sandvik ha lanciato la nuova serie di jumbo DTi, che ha riscosso un successo tale da divenire rapidamente un punto di

riferimento in termini di prestazioni, precisione di scavo e sicurezza. Lo sviluppo di questa gamma non ha conosciuto soste, arricchendo continuamente le macchine di nuove caratteristiche quali l’accesso remoto tramite WLan, il sistema iBOLT e le stazioni totali di navigazione, parallelamente a un ulteriore miglioramento dei livelli di sicurezza, con l’introduzione di un sistema di rilevazione che arresta automaticamente avanzamento e rotazione in presenza di operatori nella zona di lavoro dei bracci. Quest’ultimo si compone di una serie di sensori posizionati sui lati del jumbo: se una persona entra nel campo di rilevamento, le operazioni vengono

La serie di Jumbo Sandvik DTi si è arricchita di nuove soluzioni tecnologicamente avanzate

immediatamente interrotte e il sistema deve essere disattivato dall’operatore con un reset manuale. In aggiunta al sistema di rilevazione automatico i jumbo DTi dispongono di un interruttore di disattivazione manuale. I jumbo Sandvik DTi sono equipaggiati con la nuova serie di perforatori da roccia ad alta frequenza RD5: queste attrezzature presentano un profilo ribassato e uno stabilizzatore brevettato, con un sistema di controllo “intelligente” che smorza le onde d’urto. La semplice struttura del telaio, la costruzione modulare e gli indicatori visivi d’usura garantiscono la massima facilità d’utilizzo e manutenzione. Costruite per durare, i perforatori RD5 garantiscono un coefficiente di penetraPF | novembre-dicembre 2013

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> Macchine

I nuovi perforatori da roccia ad alta frequenza RD5

zione superiore del 15-20% rispetto alla precedente serie HLX5, con un vantaggioso rapporto costo-prestazioni. Tra le innovazioni introdotte sulla serie DTi spicca il sistema di movimentazione delle aste TRH: grazie al peso ridotto, alla struttura resistente, compatta e ben protetta e ai controlli in cabina questa soluzione risponde in maniera efficace alle esigenze di qualsiasi opera di tunnelling. In aggiunta a questo elemento, un dispositivo di centratura SCR mantie-

ne le aste di prolunga in sede durante le operazioni di accoppiamento/disaccoppiamento e serraggio. Punto di forza della serie DTi è l’eccellente precisione garantita dal sistema di controllo computerizzato di cui è equipaggiata. I cinque modelli in gamma - che offrono una potenziale sezione di perforazione da 12 a 231 m2 - sono progettati per un utilizzo in modalità totalmente automatica; caratteristica che si traduce nella massima ripetibilità delle lavorazioni

e in una migliore prevedibilità dei risultati. Il sistema di controllo iData è in grado di pilotare molteplici cicli di perforazione programmati in funzione del progetto di perforazione; le funzioni automatiche includono anche rilevamento di autocollisione del braccio e controllo della profondità del foro. Il sistema è anche in grado di registrare i dati relativi alla produzione, tra cui avanzamento complessivo e parametri di perforazione, che a loro volta possono essere utilizzati per la pianificazione della logistica di cantiere, degli interventi di manutenzione programmata e l’ottimizzazione della produzione. I jumbo DTi sono dotati del sistema di gestione della perforazione iSURE, che permette di migliorare sensibilmente l’accuratezza di scavo con importanti benefici in termini di tempi e costi di realizzazione.

La nuova serie RH460 La vasta gamma di attrezzature da roccia Sandvik ha conquistato una meritata fama a livello mondiale grazie alla loro capacità di coniugare l’avanzata tecnologia dei materiali e un accurato design; caratteristiche che si traducono in migliori prestazioni, facilità d’utilizzo ed elevata resistenza. L’ultimo ingresso nella gamma d’offerta

Aria di novità Un nutrito gruppo di imprese specializzate in demolizione, imprese di costruzioni generali, cavatori, gruppi cementieri e minerari, studi di ingegneria civile e progettazione di infrastrutture ha preso parte al “Sandvik Construction Seminar 2013”, un viaggio di un giorno all’interno del “mondo Sandvik”, fornitore di riferimento per quanto riguarda le macchine da perforazione, frantumazione e demolizione. Nel corso dell’incontro, tenutosi lo scorso giugno a Milano, sono state illustrate le gamme di prodotto offerte e le ultime novità tecniche, insieme ad alcune interessanti case history relative alle quattro principali linee proposte

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dal costruttore svedese. L’ing. Paolo Vanden Heuvel, Vice President Sandvik Italia, prima di presentare i relatori ha introdotto Kauko Juuri, Global Market President dell’azienda: un Gruppo che per scelta opera nei mercati di nicchia, con ingenti investimenti in ricerca & sviluppo (il 4% del fatturato, che nel 2012 è stato di 12 miliardi di euro) e 8.000 brevetti attivi in tutto il mondo. È stata poi la volta dei vari responsabili di prodotto: Giovanni De Mattia, Manager Surface Drilling & Tunnelling; Gianluca Panzeri, Manager Stationary Crushing & Screening; Norbert Lentschig, Distributor and Product Line Manager per la frantumazione mobile nell’Eu-

ropa centro meridionale; Moreno Nalio, Field Sales and Technical Support “Tools and Consumable”; Francesco Testa, Service Manager. La gamma dei prodotti offerta è davvero ampia in tutte le cinque business area in cui Sandvik è presente, anche grazie a una politica di acquisizioni cha ha fatto confluire nell’orbita del costruttore svedese nomi come Tamrock, Svedala, Toro e Voest Alpine. E imponente è anche la rete distributiva che, strutturata in 24 aree di vendita, tra cui l’Italia, copre tutto il mondo, coadiuvata da stabilimenti produttivi ovunque, dalla Cina all’America Latina all’India.


del costruttore svedese è la nuova serie di martelli fondo-foro RH460, espressamente sviluppata per offrire agli utilizzatori livelli ancora più elevati di produttività e affidabilità, oltre ad apprezzabili risparmi in termini di costi operativi. Questa gamma innovativa è stata progettata con l’obiettivo di fornire ai professionisti della perforazione coefficienti di penetrazione più elevati, una maggiore durata dell’attrezzatura e minori costi operativi, prestazioni oggi al centro delle richieste degli utilizzatori. Tra le caratteristiche chiave della serie RH460 spiccano una più efficace trasmissione dell’energia di impatto nella roccia, un’elevata affidabilità e l’utilizzo di un numero limitato di componenti, che si traduce in una superiore facilità e rapidità di manutenzione. Ed è proprio il costante miglioramento delle prestazioni la chiave dello sviluppo di questa nuova gamma: la continua ricerca di migliori prestazioni e produttività ha consentito a Sandvik di garantire agli utilizzatori degli strumenti di lavoro più efficienti, affidabili e durevoli, in grado di sviluppare una superiore forza di impatto e perforazione, massimizzando la produttività in quasi tutte le condizioni di terreno. Alla base di questi risultati ci sono intensi cicli di prove sul campo, che hanno consentito anche di prolungare la vita utile del martello e aumentarne il coefficiente di penetrazione. Tutto ciò grazie a un ciclo aria ottimizzato che ha tra i suoi benefici anche una riduzione dei consumi di carburante. A incidere positivamente sulla produttività è anche una migliore capacità di lubrificazione e una maggiore resistenza contro l’usura; il tutto combinato con un innovativo design del cuscinetto del pistone che consente di prolungarne la durata. La nuova serie di martelli fondo foro Sandvik RH460 è disponibile nelle versioni 4”, 5” e 6”, tutte utilizzabili con utensili con innesto generico. Una progettazione senza compromessi focalizzata sulla massimizzazione dell’efficienza operativa rende questa gamma di attrezzature una soluzione affidabile, altamente produttiva e dai costi di gestione vantaggiosi. 

I nuovi martelli fondo foro RH460

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> Attrezzature Doosan Portable Power di Pietro Gabrielli

Il giusto supporto (d’aria) L’azienda ha lanciato due nuovi compressori progettati per fornire aria compressa a una vasta gamma di attrezzature perforatrici e per trivellazioni, in applicazioni diversificate come cave e miniere, indagini geotecniche, prospezioni minerarie, impianti geotermici e scavo di pozzi idrici

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oosan Portable Power ha recentemente lanciato sul mercato il nuovo compressore portatile a grande capacità 21/220. Questo modello è dotato di motore Cummins QSL9 da 254 kW di potenza a 1.800 giri/min conforme ai requisiti della normativa Stage IIIB grazie al ricorso al sistema di ricircolo dei gas di scarico EGR, al catalizzatore a ossidazione DOC e al filtro antiparticolato diesel DPF. Il compressore 21/220 produce una portata di aria libera di 21,5 m3/min a una pressione d’esercizio di 21 bar. Il nuovo compressore fa parte della nuova famiglia di “portatili” Doosan: utilizza una singola piattaforma comune e include i compressori 9/275, 9/305, 12/250 e 17/240, con portate di aria libera comprese tra 21,5 e 30 m3/min e pressioni d’esercizio comprese tra 8,6 e 21 bar (tutte le nuove unità sono dotate del citato motore Cummins QSL9, da 227 kW sul modello 9/275 e da 254 kW nei modelli 9/305, 12/250, 17/240 e 21/220). Caratteristiche supplementari di serie su questi compressori sono: le uscite d’aria multiple, una vasca di raccolta dei fluidi con capacità del 110%, drenaggi centralizzati, tasche per le forche dei carrelli elevatori e punti di ancoraggio. I modelli di questa nuova famiglia di compressori ad alta capacità offrono la migliore combinazione di due vantaggi fondamentali: dimensioni e ingombro ridotti per limitare al minimo i costi di trasporto e un’elevata facilità d’accesso ai componenti per una spiccata semplicità manutentiva. Con una lunghezza (barra di traino “su/ giù”) di 4.408/5.841 mm, una larghezza di 2.120 mm e un’altezza di 2.497 mm, il compressore 21/220 – così come gli altri modelli della famiglia -sono di 31 cm più corti rispetto agli attuali modelli Stage IIIA, per soddisfare le esigenze della clientela in termini di compattezza e semplicità di manutenzione. Le dimensioni ridotte sono inoltre vantaggiose per le configurazioni che prevedono l’uso dei compressori su autocarro. Per quanto riguarda la facilità di manutenzione, la carenatura posteriore ad ampia apertura con pannello rimovibile semplifi-

ca l’accesso da entrambi i lati per la pulizia del radiatore. I portelli con apertura ad ala di gabbiano e il pannello laterale a discesa assicurano una rilevante accessibilità, semplificando gli interventi di assistenza, controllo e riparazione. Il lato destro del vano motore offre un comodo e facile accesso ai drenaggi centralizzati e ai filtri dell’olio e del carburante. Il serbatoio del separatore è collocato al centro su questo lato della macchina ed è dotato di coperchio oscillante che permette la rimozione dell’elemento senza richiedere lo smontaggio di altri componenti. Il lato sinistro del vano motore permette di accedere facilmente al filtro dell’olio motore, al condizionatore del liquido di raffreddamento, alle batterie e al relativo sezionatore, all’aftercooler (opzionale) e ai filtri supplementari. L’ampio bocchettone del serbatoio del carburante è posizionato in basso e permette il rifornimento per mezzo di taniche; il

Il nuovo compressore 21/220 fa parte della nuova famiglia di “portatili” Doosan. Nella foto, il modello 12/250

bocchettone può essere collocato, a richiesta, anche sull’altro lato o su entrambi i lati della macchina.

Ideale per le perforazioni I compressori portatili a grande capacità sono utilizzati per fornire aria compressa a una vasta gamma di attrezzature perforatrici e per trivellazioni, in applicazioni diversificate come cave e miniere, indagini geotecniche, prospezioni minerarie, impianti geotermici e scavo di pozzi idrici; sono inoltre ideali per applicazioni specialistiche come sabbiatura abrasiva, verniciatura a spruzzo, nonché per la generazione di aria compressa per applicazioni temporanee o ausiliarie per usi industriali. I compressori sono forniti di serie con telaio di tipo a carrello con ruote, ma il cliente può richiedere la configurazione opzionale con il nuovo carrello per traino veloce che ne consente il trasporto su strada o quella con telaio senza ruote, per le applicazioni che richiedono un’installazione permanente. La concezione modulare di questi modelli offre la flessibilità necessaria per consentire il facile utilizzo di un’ampia gamma di caratteristiche opzionali. La vasta gamma di opzioni disponibile permette a questi compressori di adattarsi a ogni specifica applicazione, come l’installazione di un aftercooler con separatore di condensa e filtri supplementari (sistema IQ) o la personalizzazione con i colori aziendali del cliente.

Il nuovo compressore portatile a grande capacità 21/220. Produce una portata d’aria libera di 21,5 m3/min a una pressione d’esercizio di 21 bar

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> Attrezzature

I nuovi modelli dispongono di un’interfaccia operatore completamente rinnovata e dotata di comando a joystick semplice e intuitivo e di display digitale a colori. Il nuovo sistema presenta le informazioni in maniera nitida e facilmente leggibile e offre possibilità di scelta dello stile di visualizzazione, biblioteca e-reader integrata e precaricata con un set completo di manuali, indicazione completa delle condizioni di stato della macchina e cronologia dei codici di errore. L’interfaccia WiFi (opzionale) collega in tempo reale l’unità con il computer portatile, tablet o smartphone dell’operatore o del tecnico dell’assistenza.

Il compressore 25/280 può essere impiegato per fornire aria compressa a una vasta gamma di attrezzature perforatrici e per trivellazioni, in applicazioni diversificate

Il nuovo compressore 25/280 Doosan Portable Power ha lanciato inoltre il nuovo compressore portatile a grande capacità 25/280, conforme ai requisiti della normativa sulle emissioni inquinanti Stage IIIB (Tier 4i). Il compressore offre una portata di aria libera di 28,3 m³/min a una pressione d’esercizio nominale di 25,1 bar. La regolazione a doppia pressione è di serie: questa caratteristica gli consente di fornire aria compressa alla pressione d’esercizio di 25,1 o 17,2 bar. La regolazione a doppia pressione estende le possibilità d’utilizzo del 25/280, che può essere impiegato per fornire aria compressa a una vasta gamma di attrezzature perforatrici e per trivellazioni, in applicazioni diversificate come cave e miniere, indagini geotecniche, prospezioni minerarie, scavo di pozzi idrici, impianti geotermici, perforazione di pozzi superficiali per l’estrazione di petrolio e gas naturale, nonché per l’impiego su autocarro nelle cave e per lo scavo di pozzi d’acqua. Anche questo compressore può essere impiegato per applicazioni specialistiche come sabbiatura abrasiva e verniciatura a spruzzo, come anche per la generazione di aria compressa per applicazioni temporanee o ausiliarie per usi industriali. La messa in conformità con i requisiti Stage IIIB ha fornito a Doosan l’occasione di offrire ai clienti un compressore radicalmente rinnovato, con un ritorno dell’investimento più elevato, con dimensioni e ingombri più contenuti che riducono i 32

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Il nuovo compressore portatile a grande capacità 25/280. Offre una portata d’aria libera di 28,3 m3/min a una pressione d’esercizio nominale di 25,1 bar

costi di trasporto, maggiore efficienza dei consumi, livelli superiori di affidabilità e durata e un’importante facilità di accesso ai punti di servizio, per una manutenzione ottimizzata. Con una lunghezza (barra di traino “su/ giù”) di 5.150/6.735 mm, una larghezza di 2.123 mm e un’altezza di 2.553 mm, il compressore 25/280 è del 18% più corto rispetto all’attuale modello Stage IIIA 25/330, per soddisfare le esigenze della clientela in termini di compattezza e semplicità di manutenzione. La notevole riduzione delle dimensioni si rivela inoltre vantaggiosa anche per le configurazioni che prevedono l’uso del modello 25/280 su autocarro.

Le altre caratteristiche Tra le caratteristiche di serie che contribuiscono a semplificare la manutenzione e migliorare l’affidabilità e la durata del nuovo compressore 25/280 ci sono: il gruppo scambiatori di calore a fila singola che age-

vola la pulizia; la struttura termicamente isolata (ventilatore di mandata) che riduce la temperatura dei componenti; il radiatore per il carburante che ne previene il riscaldamento che si verifica, a danno di efficienza e potenza, quando il serbatoio si svuota; i drenaggi centralizzati; il rivestimento metallico in galvanneal che assicura la massima protezione dalla corrosione; la nuova profilatura concepita per minimizzare l’ingresso di acqua piovana nell’unità. Diverse altre caratteristiche supplementari - come le uscite aria multiple, la vasca di raccolta dei fluidi con capacità del 110% e le tasche per le forche dei carrelli elevatori - sono ora di serie su questo modello. Il compressore 25/280 è utilizzabile nei climi caldi e offre una temperatura limite ambientale di funzionamento (LAT) di 49°C, mentre la configurazione opzionale per climi freddi consente l’avvio della macchina a temperature di -28°C con l’impiego degli ausili e di -10°C senza. Il nuovo modello è dotato di un motore diesel CAT C-13, conforme ai requisiti Stage IIIB grazie all’impiego del sistema di ricircolo dei gas di scarico raffreddato EGR e del sistema di post-trattamento Cat Clean Emission. Il motore eroga 454 kW a 1.800 giri/min. Il passaggio dal motore CAT C-15 (impiegato nell’attuale modello 25/330) al C-13 del 25/280 ha consentito una riduzione dei consumi di carburante e dei costi operativi; il nuovo compressore monta due serbatoi di carburante da 340 l, sufficienti ad assicurare un’autonomia di otto ore di funzionamento a pieno carico. Il compressore 25/280, infine, dispone di un sistema di controllo rinnovato con display digitale a colori e indicatori retroilluminati a LED che fornisce un’indicazione completa dei parametri operativi della macchina, cronologia dei codici di errore e una biblioteca e-reader integrata e precaricata con un set completo di manuali. Oltre ai manuali in forma digitale visualizzabili sul display, l’interfaccia opzionale WiFi consente l’invio in tempo reale delle informazioni agli operatori o ai laptop, tablet o smartphone dei tecnici di assistenza. 


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> Attrezzature Elto di Roberto Negri

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L’azienda romagnola, specializzata nella produzione di palancole, blindaggi per scavi, sistemi di infissione, estrazione e perforazione, propone oggi soluzioni complete e tecnologicamente avanzate per l’ingegneria civile

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a Elto di Fossanova San Marco (Fe) nasce nel 1991 a opera della famiglia Tornimbeni: il fondatore Nando, dopo un’esperienza trentennale nella commercializzazione dei sistemi di blindaggio, crea insieme ai figli Eleonora e Renato una società che propone attrezzature e soluzioni per ogni tipologia di cantiere. Oggi il team di professionisti e tecnici Elto fornisce consulenza e assistenza direttamente sul luogo di lavoro per garantire risultati sicuri nelle attività di costruzione. Distributore esclusivo in Italia per i blindaggi Emunds+Staudinger - Krings Verbau (ThyssenKrupp) e dei sistemi mobili ABI, la Elto ha costruito importanti collaborazioni con aziende leader nel settore e con studi di ingegneria civile, diventando il partner affidabile per raggiungere elevati standard di sicurezza nelle attività di cantiere. Oggi l’azienda offre un catalogo completo di soluzioni per sistemi di blindaggio, infissione e perforazione, sistemi di chiusura, accessori e palancole in acciaio e materiali plastici. E proprio a quest’ultima area appartiene una

delle proposte più innovative e tecnologicamente avanzate dell’azienda di Ferrara: le palancole FRP Composite Z, costituite da un tessuto in fibra di vetro e materiali di rinforzo su una base in resina poliestere, progettate specificamente per lavori in ambito movimento terra e per opere idrauliche. Vediamo di cosa si tratta.

Le peculiarità Prodotta con il metodo di sincronizzazione più affidabile al mondo - l’interblocco “ball and socket” - e combinata con il suo rigido profilo a “Z”, con uno spessore di 6,35 mm e 45,72 mm di larghezza di guida, le palancole pultruse Z sono oggi la migliore soluzione in composito disponibile. A differenza della maggior parte delle palancole viniliche, realizzate in semplice PVC non rinforzato, la palancola composita è realizzata con una fibra plastica rinforzata (FRP) impregnata di resina composita. Il vetro è in realtà tessuto, in un modello che coniuga durezza con resine per un materiale di elevata resistenza. Il prodotto finale è una


lastra (palancola) di vetro rinforzata di notevole integrità strutturale, resistente alla corrosione, all’attacco di trivellatori marini e di altri elementi distruttivi in ambiente marino, ad alta resistenza, non conduttiva termicamente ed elettricamente, resistente ai raggi UV, leggera (80% in meno rispetto all’acciaio), per una più facile installazione anche manuale, ignifuga e che può essere tagliata con una semplice sega circolare. Queste caratteristiche derivano dal particolare processo produttivo adottato da Elto: la palancola pultrusa, infatti, è realizzata incorporando continuamente tessuti e feltri a fibra rinforzata in combinazione con una resina ad alta resistenza. Il tessuto conferisce alla palancola la sua forza longitudinale, mentre il feltro le dona le proprietà trasversali richieste. La resistenza alla trazione del tessuto stesso è maggiore rispetto alla maggior parte di quelle in acciaio. Queste fibre ad alta resistenza, poi, vengono elaborate attraverso un “bagno di resina” e tirate attraverso uno stampo riscaldato che cura il profilo composito fino alla sua finale forma a “Z”.

Le modalità di preparazione La palancola pultrusa Z viene fornita tagliata secondo una lunghezza specifica; tuttavia, in molti casi è necessario tagliare o perforare il materiale per completare l’installazione a parete. Tagliando o segando le palancole Composite Z si può completare in modo veloce e accurato la calotta usando una sega elettrica circolare. Prendendo in considerazione un muro di sostegno costruito in loco, è efficace un modello manuale con lama di precisione - utilizzata da personale esperto - che taglia a sezione con un metodo sicuro; per i tagli standard funziona adeguatamente una lama al carburo con bordo spianato da muratura; per un “livellamento” finale di una parete di palancole composite, dove il taglio è più esteso, una lama diamantata con bordo spianato fornirà prestazioni migliori. Un problema che si potrebbe incontrare con una sega elettrica circolare è che, a causa della misura della lama, sezioni composite più larghe (del tipo pali a “H”) non possano essere tagliate con un unico passaggio; questo problema non sussiste con le palancole Composite Z:

Gli ambiti d’impiego • Paratie e dighe a fini commerciali e residenziali • Porticcioli turistici • Dighe • Controllo erosione • Moli • Costruzioni idrauliche marine • Muri di sostegno • Contenimento del terreno • Muri di contenimento • Muri ad ala • Blindaggio per scavi • Muri anti inondazione • Stabilizzazione argini • Muri di sostegno per campi da golf • Contenimento di rifiuti anche le sezioni più larghe, infatti, possono essere segate in due passaggi, tagliando metà profilo da un lato e poi la restante metà dall’altro lato. PF | novembre-dicembre 2013

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> Attrezzature

Le palancole pultruse Composite Z possono essere perforate con ogni punta di trivella standard al cobalto o al carburo (in molti casi una “punta a torsione” può essere indicata per perforare piccole quantità di fori). Per la maggior parte delle Composite Z l’azienda raccomanda di perforare alla stessa velocità alla quale si perforerebbe del legno duro; generalmente la molatura non è invece consigliata per le forme composite, anche se in alcune situazioni può essere necessaria (ad esempio, per correggere un errore di taglio, per intagliare, per delimitare una “superficie elevata” o semplicemente per ritoccare un bordo; in questi casi il consiglio è utilizzare acqua per il raffreddamento della mola e l’asportazione delle polveri). Le palancole Composite Z, tappi e componenti si possono collegare usando perni, dadi e rondelle OGEE industriali standard. La cosa più importante quando s’imbullona una sezione di un profilo è utilizzare sempre rondelle o piastre di diametro più largo. Ciò aiuta a distribuire il carico ed è estremamente importante per quanto riguarda l’imbullona36

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re un foro tirante a una sezione del profilo. Perni, dadi e rondelle possono essere in acciaio inossidabile, galvanizzati, in acciaio (in condizioni ambientali non corrosive) o in nylon. In caso di collegamenti esposti ad ambiente marino e/o ad acqua salmastra, perni, dadi, rondelle, fori tiranti e altri fissaggi e/o collegamenti dovrebbero essere galvanizzati bollenti per ASTM A153 con 20 once di zinco per piede quadrato. Al posto di ferramenta galvanizzata, se si utilizzano fissaggi in acciaio, questi dovrebbero essere di serie 300 in lega di acciaio inossidabile o avere una copertura di protezione equivalente, del tipo bitume. Tutti i collegamenti inchiodati dovrebbero essere inossidabili.

Il montaggio Le modalità di montaggio delle palancole pultruse sono simili a quelli di altri tipi di palancole. Queste possono essere infisse utilizzando una varietà di tipologie di equipaggiamenti, quali i martelli vibranti che, montati sia sull’escavatore che sulla gru, rappresentano l’attrezzo ideale per l’infissione delle

palancole composite. Si usano anche piastre compattatrici a vibrazione, ma sono montate esclusivamente su escavatori e, se non utilizzate in modo adeguato, possono danneggiare la parte superiore della palancola. In particolare sono utilizzabili, ad esempio, un martello pneumatico con compressore ad aria portatile o idraulico con scarpa, un martello a caduta, sia da terra che installato su una chiatta, un getto ad acqua indirizzato da una pompa ad alta pressione retta manualmente o sospesa da una gru. Come per altri generi di palancolato, anche per le palancole pultruse è meglio effettuare il montaggio prima dell’infissione. Grazie alla loro leggerezza, se sussistono le condizioni di sicurezza, le palancole Composite Z possono essere montate manualmente. La scelta della metodologia di montaggio dipende dalle condizioni del cantiere e dalle preferenze dell’operatore. In ogni caso, come in ogni palificazione, la preparazioneprima dell’infissione è tanto importante quanto l’infissione stessa. Tutti i palancolati permanenti devono essere “racchiusi” al termine


dell’installazione. Sebbene quest’operazione si possa eseguire con il legno o con tappi in calcestruzzo, di solito è consigliabile l’utilizzo di tappi compositi. Ogni messa in opera di palancole pultruse include anche qualche supporto aggiuntivo per la parete. Sebbene questo supporto di solito comprenda un sistema di ancoraggio, sarà sempre compreso anche un rinforzo/profilo a “H”. Un elemento di questo genere è molto importante nella progettazione di un palancolato pultruso:

muri più bassi possono essere rinforzati con un solo rinforzo/profilo a “H”, mentre quelli più alti richiedono molteplici rinforzi/profili. Quello più idoneo per quest’applicazione sono le travi a “H” pultruse: esse impediscono il deterioramento e le sollecitazioni ambientali di muri in legno CCA trattato. In caso di realizzazione di pareti di ritegno, risultano inoltre essenziali appositi ancoraggi per impedire il ribaltamento del muro quando questo è sufficientemente alto per poter rappresen-

tare un problema. Gli ancoraggi consistono di tre componenti base: ancoraggio ad asta (che di solito consiste di un’asta filettata in acciaio inossidabile, galvanizzata e tagliata alla giusta lunghezza); rondelle, bulloni ed altri distanziatori (per collegare gli ancoraggi ai rinforzi e conseguentemente al muro); una piastra di ancoraggio, un palo o un altro tipo di ancoraggio a seconda delle condizioni del terreno e dei carichi che deve sopportare l’ancoraggio di rinforzo. 

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> Dal cantiere Bonatti di S.J. Wilson

Sinergie per il pipeline Astra e Allison Transmission sono state scelte dall’International Contractor per un intervento di portata strategica: la costruzione del NEL, uno dei più importanti gasdotti europei

I

l progetto in oggetto riguarda una delle più grandi opere internazionali, fondamentale per l’approvvigionamento energetico tedesco ed europeo e dal valore di un miliardo di euro. Il NEL (North European Gas Pipeline), infatti, è una delle due condutture che trasporterà fino alla Germania il metano russo, esportato da Gazprom verso l’Europa tramite il Nord Stream, la tubazione posata sul fondo del Baltico per scavalcare l’Ucraina. Il gas naturale viene trasportato

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dalla Siberia fino al nord-ovest della Germania da dove raggiunge, tramite le sue interconnessioni, il Belgio, l’Olanda, la Francia e il Regno Unito. Il NEL corre per 440 km dal punto in cui il Nord Stream approda sulla costa tedesca, a Lubmin, nelle vicinanze di Greifwald, fino a Rehden, in Bassa Sassonia, collegando anche Schwerin e Amburgo, città finora alimentate in prevalenza con il metano dei giacimenti del Mare del Nord, sempre più rarefatti. Trasporterà oltre 20 miliardi di metri cubi di gas naturale ogni anno: in pratica, l’equivalente di quasi un terzo del fabbisogno totale della Germania.

I dettagli dell’opera Aggiudicataria del contratto di costruzione di quattro dei lotti principali del progetto per un valore di 100 milioni di euro, è la Bonatti Spa, International Contractor con importanti competenze di ingegneria e impiantistica. Membro dell’International Pipeline Contractor Association (I.P.L.O.C.A), è attualmente tra le maggiori società europee del settore Costruzione Pipelines, con un significativo record di chilometri di condotte (fino a 56”) posate in tutto il mondo, nelle più disparate ed estreme condizioni am-

bientali: dai deserti alle montagne più alte, dalle foreste fino alle steppe asiatiche. La qualità assoluta e il rigoroso rispetto dei tempi contrattuali nella realizzazione del precedente e parallelo metanodotto Opal – anch’esso collegato con il Nord Stream – hanno fatto sì che l’azienda italiana fosse prescelta anche per il progetto NEL. I lavori, iniziati ad aprile 2011, sono terminati ad agosto 2012 e il gasdotto è diventato operativo, come da programma, a novembre 2012. Astra e Allison hanno giocato una parte importante nel far sì che tutto scorresse senza problemi. Racconta l’Ing. Giuliano Gelmi, responsabile dell’Ufficio mezzi di Bonatti: “I nostri sono lavori di alta specializzazione e notevoli dimensioni e la scelta di mezzi affidabili e qualificati per noi è fondamentale. Nulla è lasciato al caso, a cominciare dalla scelta dei due Astra HD8 portatubi con trasmissione automatica Allison”. Bonatti si affida ad Astra da circa 30 anni: la scelta dei telai, condivisa tra la casa di Piacenza e il cliente, è caduta sugli HD8 per via della riconosciuta affidabilità e versatilità dei mezzi e per la relativa facilità di trasformazione. La cabina e il veicolo sono stati modificati in modo che il


Il Nord Stream è tra i progetti che l’Unione Europea ritiene di fondamentale importanza per la sicurezza dell’approvvigionamento e il completamento del mercato interno

mezzo potesse trasportare gli enormi tubi per gasdotti: lunghi 17 m, presentano un diametro di 1.400 DN (56”) e un peso di circa 14 t. I veicoli così configurati garantiscono a Bonatti un’alta mobilità con un ridotto ingombro frontale. I dumper Astra HD8 sono in grado di trasportare due tubi da 56” alla volta; nei cantieri tedeschi hanno lavorato su turni di 10 ore al giorno. Un tour de force che i mezzi della Casa piacentina non hanno fatto fatica a sostenere, grazie alla loro rinomata robustezza e affidabilità. Il trasporto era solitamente effettuato dalle cataste di tubi per brevi tratti verso un punto di scarico; gli HD8 si sono mossi principalmente fuori pista, su terreni resi particolarmente fangosi dalle piogge frequenti.

Dentro la trasmissione Per i suoi dumper Astra HD8, Bonatti ha richiesto l’allestimento con trasmissione automatica Allison della Serie 4700R, specificamente progettata per operare nelle condizioni più difficili, con una grande capacità di avviamento e cambi marcia delicati, grazie alla Continuous Power Technology™ di Allison. Ogni trasmissione è stata richiesta con rallentatore idraulico integrato, considerato il terreno particolarmente difficile e il peso enorme dei tubi da trasportare, nonché per la facilità di trovare operatori idonei all’utilizzo. “L’automatico Allison per noi è fondamentale”, racconta l’Ingegner Gelmi. “Non possiamo permetterci, sui terreni in pendenza,

I lavori, iniziati ad aprile 2011, sono terminati ad agosto 2012 e il gasdotto è diventato operativo, come da programma, a novembre 2012

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> Dal cantiere

che il mezzo si fermi e che il carico così pesante scivoli in avanti o indietro”. Inoltre, il peso così rilevante metterebbe in serio pericolo la catena cinematica dei veicoli con cambi manuali, rischiando di provocare rotture e fermi macchina. Alla domanda di quali valutazioni vengono tenute presenti al momento della scelta dei veicoli con cui lavorare e del loro allestimento, alla Bonatti citano per primi robustezza e affidabilità, doti per cui sia i mezzi cava cantiere Astra, sia le trasmissioni Allison sono rinomati, ma non nasconde di aver calcolato anche i consumi, risultati particolarmente contenuti rispetto ai veicoli della concorrenza. Racconta infatti il responsabile mezzi di Bonatti: “Per l’azienda era necessario avere a disposizione dei mezzi che si adattassero alla particolarità dei terreni molto fangosi e difficili in cui si trova a operare. L’HD8 di Astra è una macchina robusta e affidabile, adat-

Il dumper Astra HD8

Potenza max.

480 HP

Giri motore

1.900 giri/min

Coppia max

2.300 Nm Allison 4700R

Trasmissione Rapporti marce

Massa a terra

ta al trasporto fuoripista di tubi di grandi dimensioni. L’allestimento con trasmissione automatica Allison è stato scelto anche per la praticità e la sicurezza di guida sotto carico su terreni scoscesi o in ogni modo difficili e per dare ai nostri autisti, oltre alla sicurezza, anche il massimo comfort di guida”. Considerati i tempi particolarmente rapidi di esecuzione dei progetti, un altro fattore che Bonatti calcola accuratamente è l’efficienza, sulla base delle ore operative e dei fermi macchina. I mezzi devono avere costi di gestione globali ridotti e idealmente non avere rotture che porterebbero a ritardi costosi. “Quello che mette maggiormente a rischio la nostra programmazione è il fermo del mezzo che, con effetto domino, inficia lo svolgimento di altre fasi oltre a quella per la quale il mezzo opera”, prosegue l’Ingegner Gelmi. Considerato che il gasdotto è stato portato a termine nei tempi assegnati e con successo, la scelta Astra-Allison della Bonatti si è rivelata vincente.

R

- 4.80

1

a

7.63

2

a

3.51

3

a

1.91

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1.41

5

a

1.00

I dumper Astra HD8

6

a

0.74

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a

0.64

I dumper Astra HD8 sono veicoli cava cantiere potenti, in grado di sopportare carichi pesanti con qualsiasi tipo di terreno, anche con baricentri molto alti. I motori sono Cursor, con coppia elevata e grande

50.000 kg

Rapporto al ponte

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Aggiudicataria del contratto di costruzione di quattro dei lotti principali del progetto per un valore di 100 milioni di euro, è la Bonatti Spa, International Contractor con importanti competenze di ingegneria e impiantistica

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Per i suoi dumper Astra HD8, la Bonatti ha richiesto l’allestimento con trasmissione automatica Allison della Serie 4700R

potenza frenante, aumentata in questo caso dal retarder dell’Allison. Elevate prestazioni abbinate a una grande flessibilità, dedicate al mondo delle costruzioni e al settore minerario: con queste prerogative Astra offre più di 250 modelli differenziati, dal 4x4 a 2 assi fino all’8x8 a 4 assi, tutti disponibili con diverse lunghezze di telaio. Tutti i modelli sono personalizzabili in base alle esigenze del cliente, come nel caso dei portatubi di Bonatti. Anche il comfort è garnatito, grazie ai quattro ammortizzatori (due posteriori e altrettanti nella parte anteriore della cabina). Il telaio è in acciaio altoresistenziale. 


> Dal cantiere Herrenknecht di S.J. Wilson

La TBM Gripper S-522 (Ø 9.450 mm) nella posizione di partenza dello scavo del tunnel di accesso, lungo oltre 5 km

Una nuova centrale elettrica è in costruzione nel comune vallesano di Finhaut, dove si stanno scavando un tunnel di accesso e diversi pozzi verticali. Il completamento del lavoro di scavo è già stato portato a termine, mentre le macchine per la perforazione delle condotte sono ancora in attività

Un trio in sotterraneo

L

a società Nant de Drance SA sta costruendo una centrale di pompaggio nel territorio del comune vallesano di Finhaut, in Svizzera. Situata in una caverna sotterranea tra i laghi artificiali di Emosson e Vieux Emosson, la centrale è stata concepita per produrre elettricità nelle ore di punta e per compensare la produzione aleatoria da fonti energetiche rinnovabili. L’acqua del lago artificiale Vieux Emosson sarà turbinata e fatta confluire nel lago Emosson, situato circa 300 m più a valle. Nelle ore di basso consumo di energia elettrica o per usare i surplus di produzione, l’acqua sarà ripompata dal bacino inferiore a quello superiore. La centrale di Nant de Drance, con una potenza di turbina pari a 900 MW, genererà circa 3.000 GWh di energia l’anno.

I lavori in dettaglio Da metà dello scorso anno sono in corso i lavori sotterranei di scavo della sala macchine in caverna, dalle dimensioni impressionanti di 190 m in lunghezza, 52 m d’altezza e 32 m di larghezza. Il montaggio della meccanica tecnica è previsto per il 2014 e la messa in esercizio nel 2017.
 I lavori di livellamento al vecchio coronamento della diga di Vieux Emosson, terminati a fine 2012, hanno consentito – da qualche settimana a questa parte – sdi procedere con l’innalzamento di 20 m della diga. Allo stesso tempo sono in fase di scavo le gallerie forzate. Grazie al completamento di una rete di tunnel d’accesso lunga circa 10 km, i cantieri situati ad altezze fino a 2.200 m sono raggiungibili tutto l’anno. PF | novembre-dicembre 2013

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> Dal cantiere

Il progetto Nant de Drance Cliente: Nant de Drance SA (Alpiq, SBB, FMV) Contraente: Marti Tunnelbau AG (TBM) / Marti Contractors Ltd. (RBR) / Östu-Stettin Hoch-und Tiefbau GmbH (Shaft Drilling Jumbo) Geologia del sito: gneiss, grovacca, granito Tipologia macchine Herrenknecht impiegate: Gripper TBM Diametro: 9.450 mm Peso totale: 1.450 t Lunghezza totale: 150 m Coppia nominale: 8.069 kNm Potenza testa: 3.500 kW Lunghezza tunnel: 5.550 m RBR600VF Motori principali: 3 x 2.000 kW Profondità di perforazione: 2 x 424 m Diametro di perforazione: 2.440 mm Shaft Drilling Jumbo Tre bracci da perforazione Profondità di perforazione: 2 x 424 m Diametro di perforazione: 8.000 mm

Nella fattispecie, stanno lavorando in questo cantiere tre macchine da perforazione della Herrenknecht, che si stanno occupando della realizzazione di opere fondamentali relativamente alle infrastrutture sotterranee. Inizialmente, la Marti Tunnelbau AG - società fondata nel 1992, nonché una delle oltre 80 ditte affiliate di Marti Holding AG, con sede a Moosseedorf, specializzata nella costruzione di gallerie e nella coltivazione in sotterraneo meccanizzate, settore in cui vanta un’esperienza consolidata, know-how tecnico e apparecchiature e impianti all’avanguardia - ha scavato un tunnel di accesso alla stazione di partenza della macchina, situata a 1.700 m sul livello del mare, con una TBM Gripper del diametro di 9.450 mm (il tunnel è l’unico accesso invernale sicuro durante la fase di costruzione e le operazioni successive). La TBM Gripper ha già dimostrato la sua efficacia, peraltro, sotto la direzione dell’azienda nel progetto della galleria di base del Lötschberg (nel periodo 2000-2003, in Svizzera, con 10 km

I pozzi perforati dalla RBR vegono alesati per mezzo dello Shaft Drilling Jumbo fino a un diametro di 8 m

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di gallerie ferroviarie) e nel progetto di San Pedro (nel biennio 2005-2006, in Spagna, con 3 km di gallerie ferroviarie). La Herrenknecht ha modificato l’unità gripper della TBM nello stabilimento di Schwanau e ha consegnato nuovi sistemi di bullonatura del tetto e altri pezzi di ricambio per questo grande progetto nel cantiere in alta montagna; durante lo scavo, la controllata svizzera di Herrenknecht si è occupata di rinnovare anche le frese a disco da 17”. I costruttori del tunnel hanno raggiunto l’apice delle prestazioni a fine ottobre 2011, con un totale di 220 m di galleria scavati e consolidati. All’inizio del settembre 2012 le squadre di tunnelling hanno abbattuto l’ultimo diaframma a 600 m di profondità nella montagna, dopo 5,6 km di scavo attraverso gneiss, grovacca e granito. Oltre alla TBM Gripper, a Nant de Drance è in funzione una perforatrice Raise Boring Rig (RBR) di Herrenknecht. La RBR600VF sta perforando due condotte forzate verticali profonde 424 m. La Marti Contractors Ltd. è riuscita a completare il foro pilota (diametro di 381 mm) per il primo condotto attraverso la roccia utilizzando forze fino a 150 MPa, con una prestazione massima di 62 m/giorno. La perforazione (diametro 2.440 mm) è iniziata il 14 novembre 2012 ed è stata completata con successo dopo sole due settimane, con una prestazione massima di 33 m/giorno. Lo scavo della seconda condotta forzata (foro pilota e successiva perforazione) con la RBR600VF è in fase di attuazione. La terza macchina Herrenknecht che si sta facendo strada attraverso attualmente attraverso la roccia dura a Nant de Drance è il nuovo Shaft Drilling Jumbo: dopo la sua messa in servizio -nel mese di aprile 2013 - l’impresa Östu-Stettin Hoch und Tiefbau GmbH sta ora lavorando in profondità all’interno di due pozzi da 2,5 m, praticando in ciascuno di essi 120 fori da mina ogni giorno. Il jumbo di perforazione amplierà i pozzi trivellati dalla RBR (diamentro 2.440 mm) fino a un diametro di 8 m con il metodo convenzionale. 

Il metodo di perforazione Raise Boring prevede l’esecuzione di un foro pilota e la sua successiva alesatura

Ubicazione delle macchine utilizzate durante la costruzione della centrale di pompaggio di Nant de Drance

La Raise Boring Rig di Herrenknecht sta realizzando due nuove condotte forzate del diametro di 2,44 m

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> Dal cantiere

Icotekne

di Ing. Andrea Rigazio, responsabile ufficio tecnico commerciale Icotekne Spa e Ing. Giuseppe Di Salvo, ufficio tecnico Icotekne Spa

Oltre ogni limite

A Varsavia, in occasione degli interventi di ampliamento della linea metropolitana, una delle più moderne del mondo, è stato effettuato con successo il consolidamento dei terreni tramite perforazioni guidate HDD. Vediamo come In giallo, il tracciato della Linea II della Metropolitana di Varsavia

N

ell’ambito dei lavori di costruzione della Linea II della Metropolitana di Varsavia, in corrispondenza della tratta compresa tra la Stazione C-14 Stadion e C-15 Dworzec Wileński, il tracciato delle gallerie si trova a sottopassare con ridotta copertura uno dei più antichi distretti del-

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la città, il quartiere Praga, una delle poche aree di Varsavia sopravvissute ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Le caratteristiche strutturali degli edifici sottoattraversati, tipiche costruzioni di fine Ottocento e inizio Novecento, risultano essere compromesse, sia per i bombardamenti patiti che per la mancanza di succes-

sive ristrutturazioni e manutenzioni strutturali. Inoltre, un generale degrado sociale ne ha aggravato lo stato di conservazione. Il piano fondale, come per altre zone della città, è costituito da macerie e riempimenti di ogni genere e natura e rappresenta un elemento di ulteriore criticità per la stabilità degli edifici stessi.


Per questo motivo il passaggio di due TBM da 6.320 mm di diametro e con bassa copertura al di sotto di strutture dalle condizioni statiche non ben definibili ha reso necessario lo studio di un intervento di consolidamento preventivo.

Il progetto iniziale Il progetto iniziale prevedeva un intervento di consolidamento dei terreni conseguito mediante iniezioni, atto a trattare il volume di terreno anulare esterno alle calotte dei tunnel da scavare, realizzato secondo uno schema esecutivo di tipo “classico”: grazie al posizionamento di una serie di pozzi disposti lungo il tracciato sarebbe stato possibile eseguire delle perforazioni a ventaglio, sub-orizzontali, attrezzate con canne di iniezione à manchettes, attraverso le quali realizzare l’iniezione di consolidamento vera e propria. L’applicazione di una soluzione di questo tipo avrebbe comportato gravose problematiche quali, in primis, la difficoltà di ubicare all’interno del contesto urbano tutti i pozzi necessari a realizzare l’intervento; inoltre, la stessa realizzazione dei pozzi avrebbe potuto impattare negativamente sulle precarie condizioni degli edifici. Oltre a ciò, le perforazioni sarebbero state da eseguirsi sotto battente di falda, rendendo la realizzazione dell’intervento tecnicamente ancora più delicata, con maggiore aggravio in termini di tempistiche esecutive e di impatto economico.

Soluzione in variante Per cercare di superare tali criticità si è giunti allo studio di una soluzione differen-

Pianta e sezione trasversale del trattamento

te, basata sull’applicazione della tecnologia di perforazione guidata HDD (Horizontal Directional Drilling). In tal modo, sarebbe stato possibile installare le canne d’iniezione alla quota necessaria, potendo realizzare le perforazioni lungo traiettorie curvilinee direttamente dal piano di campagna e superando la necessità di realizzare pozzi di servizio (con le annesse problematiche). Stante anche l’eccezionale lunghezza dei fori, la soluzione avrebbe previsto la realizzazione di perforazioni di tipo “passante”. Da una prima area ubicata nelle aree di cantiere di stazione C-14, la perforatrice avrebbe realizzato i fori lungo le traiettorie di progetto, fino a riemergere in una seconda area ubicata oltre le aree del consolidamento, in Ulica Targowa; qui, una volta sostituito l’utensile di perforazione con un alesatore dotato di giunto snodato, in fase di recupero sarebbe stato possibile procedere all’installazione delle canne valvolate d’iniezione. La disponibilità di due aree avrebbe consentito una più semplice gestione delle lavorazioni, sia in fase di per-

forazione e installazione delle canne d’iniezione che d’iniezione vera e propria. Inoltre, l’applicazione della tecnologia HDD avrebbe consentito di rivedere le modalità con cui un intervento di questo tipo viene usualmente studiato, stravolgendone di fatto la concezione e apportando significative ottimizzazioni. Infatti, in una soluzione classica con pozzi, i lanci delle perforazioni incidono generalmente in modo trasversale alla direzione delle gallerie. In conseguenza di tale approccio realizzativo, ovviamente, una percentuale significativa del quantitativo totale delle perforazioni viene attrezzata con canne di tipo cieco, non efficaci ai fini dell’iniezione, ma inevitabili per raggiungere il volume di terreno da trattare. Con la tecnologia HDD, invece, sarebbe stato possibile realizzare le perforazioni lungo traiettorie parallele alla direzione delle gallerie, minimizzando in modo drastico le lunghezze di canna cieca e pervenendo, quindi, a un’ottimizzazione estrema del processo della lavorazione. Oltre a ciò, con questa modalità si sarebbe potuto ridurre al mini-

Veduta aerea dei capannoni coibentati a protezione delle aree di cantiere (a sinistra) e degli edifici sottoattraversati dalle due TBM

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> Dal cantiere

Particolari delle fasi di perforazione e di iniezione

mo l’impatto delle attività necessarie a realizzare l’opera di presidio, con particolare riferimento a possibili danneggiamenti dei (già altamente compromessi) fabbricati del quartiere Praga. Purtroppo la possibile presenza di sottoservizi nell’area di fuoriuscita delle perforazioni, la cui posizione avrebbe potuto essere anche differente rispetto a quanto riportato nella documentazione specifica, avrebbe potuto mettere in discussione la fattibilità tecnica dell’intervento.

Perforazioni HDD di tipo “cieco” Si è iniziato così a valutare l’ipotesi di realizzare le perforazioni non con una soluzione di tipo HDD “passante”, bensì secondo una geometria di tipo “cieco”: le perforazioni sarebbero state realizzate sì dall’area di cantiere di stazione C-14, lungo le traiettorie di progetto, ma si sarebbero interrotte in corrispondenza del termine dei consolidamenti, al livello delle calotte delle gallerie. In ragione di questa nuova geometria, le modalità di installazione dei tubi valvolati avrebbero dovuto prevedere il loro inserimento a partire da bocca foro fino al corretto posizionamento sotto i fabbricati da proteggere: pertanto, l’intera lunghezza di perforazione avrebbe dovuto essere rivestita mediante speciali tubi di rivestimento metallici, dotati di speciali caratteristiche meccaniche e capaci di resistere alle enormi sollecitazioni tenso-deformative in fa46

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se di perforazione e successiva rimozione. Anche le canne d’iniezione à manchettes avrebbero dovuto possedere caratteristiche particolari, per garantirne l’integrità lungo tutto il tracciato curvilineo, sia durante la fase di installazione all’interno del rivestimento che durante la rimozione di quest’ultimo, preservandone la funzionalità in fase d’iniezione. Allo stesso modo, anche le successive fasi di movimentazione dei packer d’iniezione, che sarebbero avvenute da bocca foro, avrebbero richiesto soluzioni tecniche ed esecutive particolari. Negli anni Novanta, negli Stati Uniti e in Germania, erano state eseguite poche e pioneristiche esperienze, per interventi puntuali e di ampiezza comunque limitata, con lunghezze di perforazione contenute (se non in un unico caso, con singoli fori anche fino a 250 m), ma a seguito dei cui esiti non era seguita alcuna applicazione. Nell’ultimo decennio, invece, la tecnologia delle perforazioni guidate HDD applicata a lavorazioni di consolidamento (congelamento artificiale dei terreni, iniezioni di consolidamento e impermeabilizzazione, compensation grouting) ha visto un forte sviluppo supportato dal crescere del numero di esperienze e applicazioni di maggiore sistematicità e confidenza tecnologica, pur rimanendo con lunghezze di perforazione comunque limitate entro un massimo di circa 140 m. Nel caso in esame, invece, l’estensione dell’intervento avreb-

be portato a spingersi oltre i 260 m e con ridotti margini di errore. Nei lavori geotecnici ci si trova spesso dinnanzi a problematiche la cui soluzione particolare rappresenta un unicum, molte volte irripetibile, a cui si perviene combinando tra loro differenti conoscenze ed esperienze pregresse: la complessa situazione in cui ci si trovava ora sembrava condurre a quelle condizioni. Nel caso in esame l’eccezionale lunghezza dei fori compresa tra 220,5 e 261 m e il contesto complessivo rendevano l’intervento di consolidamento una sfida delicata, portando ad affrontare ogni aspetto con attenzione, verificando ogni elemento di criticità in ogni fase lavorativa e prevedendo le soluzioni ai problemi che avrebbero potuto presentarsi. Un approfondito studio ha portato a un’analisi di estremo dettaglio di tutte le condizioni al contorno e alla definizione delle modalità operative da applicare su ogni particolare esecutivo (tecniche, tecnologiche e programmatiche), per consentire la realizzazione dei lavori per un intervento che risulta a tutt’oggi essere l’applicazione più spinta della tecnologia delle perforazioni guidate alle lavorazioni di consolidamento dei terreni.

Geologia dei terreni attraversati Oltre ai riempimenti superiori, il profilo geologico dei terreni interessati dal consolidamento è caratterizzato da tipologie litologiche eterogenee, ma riconducibili a


due macro strati caratteristici, entrambi in falda. Un primo strato più superficiale (entro il quale si è sviluppato prevalentemente il trattamento), costituito da materiali incoerenti appartenenti al quaternario, caratterizzato principalmente da sabbie medie, anche grossolane, localmente fini e/o limose, con presenza di ghiaie negli strati inferiori costituiti dai depositi fluviali. Più in profondità, invece, il substrato del terziario, costituito dalle argille plioceniche, caratterizzate anche da elevata plasticità. Entrambe le formazioni, perlopiù all’interfaccia tra le sabbie e le argille di base, sono caratterizzate dalla presenza di trovanti, a costituire un’ulteriore problematica da affrontare in fase di perforazione.

L’impianto di miscelazione e iniezione

Caratteristiche dell’intervento

Pianta con il dettaglio degli edifici monitorati

Il progetto esecutivo ha previsto la realizzazione di un intervento di miglioramento delle caratteristiche dei terreni da ottenersi mediante iniezione ripetuta e selettiva (IRS). Quest’intervento ha interessato l’arco di terreno esterno allo scavo delle gallerie, con spessore di circa 3 m e sviluppato lungo il tracciato dei tunnel, per una lunghezza di circa 230 m su quattro aree d’intervento distinte: la prima al di sotto del collettore fognario in uscita da stazione C-14; le successive tre poste al di sotto di blocchi di edifici appartenenti al quartiere Praga. La geometria dei fori d’iniezione si è composta di un numero totale di 48 perforazioni (24 per ogni galleria), attrezzate con tubi con passo delle valvole pari a 0,50 m, distribuite su tre differenti coronelle parallele alla calotta delle gallerie e con una maglia in sezione a quinconce avente dimensioni pari a 1,66 m (coronella intermedia) per 0,75 m. Per realizzare detta configurazione geometrica, i tracciati delle perforazioni hanno avuto una prima curvatura sul piano verticale con un raggio medio di circa 200 m, con un angolo di attacco, misurato all’ingresso delle perforazioni a piano campagna, di circa 15°; successivamente sono state caratterizzate da una seconda curvatura sul piano orizzontale, con raggio medio pari a circa 450 m. Al fine di contenere le sollecitazioni sulle aste di perforazioni e sui rivestimenti, nonché di consentire una migliore gestione PF | novembre-dicembre 2013

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> Dal cantiere

co di 36 m/giorno; la seconda (TBM S760 “Elisabetta”) tra l’8 giugno e il 15 giugno, con una media di 28,9 m/giorno e un picco di 31 m/giorno. Durante l’arco temporale di tutti i lavori, grazie alla messa in opera di un complesso sistema di monitoraggio, è stato possibile tenere sotto controllo tutte le strutture interferenti. Un continuo flusso di informazioni, caratterizzato dalla ridondanza del dato, ha consentito di verificare lo stato deformativo dei terreni e dei fabbricati, permettendo di condurre ogni operazione e mantenendo le deformazioni entro i limiti di sicurezza. Ricostruzione in 3D degli edifici del quartiere Praga

della direzionalità dei fori, le due curvature non sono mai state sovrapposte. Infine, a meno del tratto iniziale compreso tra i punti attacco posti a piano campagna e un piano verticale posto all’inizio della prima zona di trattamento, le perforazioni hanno mantenuto una geometria cilindrica con andamento parallelo tra loro. Per quanto riguarda il trattamento di miglioramento delle caratteristiche meccaniche del terreno, questo è stato ottenuto mediante l’iniezione di miscele primarie ad alta penetrabilità, con base cementizia e stabilizzate con uso di bentonite e additivate con fluidi disperdenti e fluidificanti, a cui è seguita l’iniezione di miscele secondarie a base silicatica. L’utilizzo congiunto delle due miscele ha garantito, ognuna con le proprie caratteristiche fisiche e reologiche, un sufficiente grado di penetrabilità e di assorbimento da parte dei terreni, conferendo agli stessi coesione e resistenza meccanica. Il criterio d’iniezione adottato è stato un criterio a volume massimo di progetto, con pressione di rifiuto predeterminata e soglia di pressione minima da raggiungere, differenti per ogni tipologia di miscela impiegata. L’iniezione di ogni valvola è stata arrestata al raggiungimento del primo in ordine cronologico tra volume massimo di progetto e pressione di rifiuto, parametri determinati a seguito di uno specifico campo prove preliminare. Qualora non fosse stato raggiunto un livello di pressione almeno pari alla soglia minima, la valvola sarebbe stata ripresa con passate successive. 48

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I risultati ottenuti Per perforare e iniettare i 48 fori complessivi (per un totale di circa 11.400 m) si sono impiegati circa sei mesi, lavorando 24 ore per giorno, sette giorni a settimana, nel periodo compreso tra la metà di dicembre 2011 e i primi di giugno 2012. Per quanto riguarda la deviazione dei fori - realizzati attraverso un sistema di guida a campo magnetico di superficie - le restituzioni hanno mostrato valori risultanti (somma della componente verticale e orizzontale) compresi tra 3 e 55 cm, con un valore medio calcolato pari a 25 cm. Questo risultato ha potuto garantire un’adeguata distribuzione dei fori, al di sotto delle tolleranze previste dalla maglia di progetto, lungo l’intera lunghezza delle perforazioni. In merito al trattamento di consolidamento, sono stati iniettati circa 1.300 m3 di miscela cementizia e circa 1.400 m3 di miscela a base silicatica, raggiungendo buoni valori di assorbimento e di pressione d’iniezione. A suffragare l’analisi dei parametri della lavorazione, la comparazione delle prove cross-hole eseguite prima e dopo il trattamento, insieme a prove CPT realizzate dopo il trattamento, hanno confermato il significativo miglioramento apportato in termini di caratteristiche fisico-meccaniche dei terreni. Il passaggio delle TBM è avvenuto in due fasi distinte: la prima macchina (TBM S646 “Krystina”) ha sottopassato l’area d’intervento tra il 29 aprile e il 6 maggio 2013, con una media di 28,3 m/giorno e un pic-

Conclusioni All’interno dei lavori per la realizzazione della seconda linea metropolitana della città di Varsavia, il sotto attraversamento del quartiere Praga operato con due TBM e i necessari interventi a protezione degli edifici, strutturalmente in condizioni precarie, hanno rappresentato senza alcun dubbio una delle maggiori criticità da affrontare. Per realizzare l’intervento si è ricorso a una soluzione innovativa e, per molti versi, “estrema”, che ha rappresentato una sfida da affrontare e portare a compimento con successo. La soluzione tecnologica delle perforazioni guidate HDD di tipo “cieco”, con geometrie di fori perforati, rivestiti e iniettati di lunghezza fino a 261 m circa, ha permesso di conseguire un efficace consolidamento attraverso iniezioni, capace di migliorare significativamente le caratteristiche dei terreni posti tra le calotte delle gallerie e il piano fondale degli edifici. In tal modo è stato possibile minimizzare l’impatto sia delle opere di presidio che degli scavi meccanizzati, consentendo la realizzazione dei  due tunnel in tempi record. Ringraziamenti: si ringrazia tutto il personale tecnico e operativo di Astaldi, Consorzio AGP, Icotekne, Inrock, IMG Monitoring e Rocksoil, che ha creduto nella fattibilità e ha accettato la sfida di quest’intervento “estremo” e che è stato coinvolto nelle lavorazioni oggetto del presente articolo, tutti contribuendo con profitto – ciascuno per la parte di propria competenza – a conseguire l’eccellente risultato ottenuto.


> Dal cantiere Liebherr di Stefano Vitali

Stabilizzazione speciale per il progetto “FAIR” Due grandi perforatrici rotary LB 44-510, che la Casa tedesca ha lanciato sul mercato la scorsa primavera, sono utilizzate nella costruzione di un acceleratore di particelle a Darmstadt, in Germania

L

a LB 44-510, presentata per la prima volta da Liebherr in occasione di Bauma 2013, è il più recente sviluppo tra i prodotti del costruttore tedesco per le fondazioni speciali ed estende la fascia alta della serie LB delle grandi perforatrici rotary. Con un coppia di 510 kNm, è la più grande (e più potente) perforatrice rotary utilizzata attualmente in Germania.

Per l’utilizzo nella perforazione Kelly, la macchina è progettata per diametri di perforazione fino a 3 m e profondità di trivellazione massime di 92 m. L’apparecchiatura speciale per lavori in sottosuolo, che pesa circa 170 t, è mossa da un motore diesel V8 da 505 kW, conforme allo standard delle emissioni di categoria del gas di scarico IIIB/Tier 4i. Due unità di questo tipo sono utilizzate in un cantiere a Darmstadt (Germania) - che si estende complessivamente per circa 200.000 m2 - per la stabilizzazione del sottosuolo mediante pali gettati in opera. Questi lavori costituiscono la base per la costruzione dell’acceleratore di particelle internazionale FAIR (Facility for Antiproton and Ion Research), che prevede la posa di 35.000 t di acciaio e 600.000 m³ di calcestruzzo. L’impresa edile esecutrice è il gruppo di lavoro “FAIR Bohrpfähle”, costituito dalla Züblin Spezialtiefbau GmbH (responsabilità tecnica) e dalla Max Bögl GmbH & Co. KG (responsabilità commerciale).

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> Dal cantiere

Per la realizzazione delle opere, ciascuna delle imprese mette a disposizione, oltre ad altre perforatrici rotary, proprio una LB 44-510.

Un progetto ambizioso Dopo il suo completamento, previsto nel 2018, l’acceleratore di particelle FAIR sarà annoverato tra i maggiori impianti di ricerca di tutto il mondo. Circa 3.000 ricercatori da circa 50 paesi useranno FAIR per i loro progetti scientifici. Ad esempio, con questo grande impianto di ricerca si prevede di studiare lo sviluppo dell’universo dal big bang fino a oggi e di decifrare gli elementi della materia. Oltre alla ricerca fondamentale, FAIR dovrà anche contribuire a sviluppare nuovi procedimenti di terapia e di diagnosi medica, computer a elevate prestazioni energeticamente efficienti e nuovi materiali, ad esempio per i viaggi interplanetari. Il nuovo impianto sorge nelle immediate vicinanze del centro Helmholtz GSI per la ricerca sugli ioni pesanti, il cui acceleratore esistente servirà come iniettore per il FAIR. Con quest’ultimo si possono produrre raggi di precisione di antiprotoni e ioni, particolarmente intensi, dell’intera gamma di elementi, utili agli scienziati per la ricerca di prodotti assai rari derivanti dalla collisione di particelle.

Il procedimento di perforazione Kelly Complessivamente, è prevista l’immissione

La perforatrice rotary Liebherr LB 44-510. Pesa 170 t e il suo gruppo di trivellazione BAT offre una coppia di 510 kNm

nel suolo di circa 1.400 pali di fondazione, con una lunghezza compresa tra 40 e 62 m. Per questa ragione nel mese di agosto è stato fornito il primo modello LB 44-510, mentre da metà settembre si trova sul posto anche un ulteriore LB 44-510, per i lavori con procedimento di perforazione Kelly. Tutti i pali sono appositamente realizzati eseguendo l’intubatura completa fino alla profondità finale: ciò significa che lo scavo è eseguito con la protezione di una tubazione preliminare durante il processo di

perforazione. A causa degli alti livelli delle acque freatiche e dei terreni in parte instabili, durante l’intero processo di realizzazione dei pali deve essere garantito un carico d’acqua per la stabilizzazione del fondo del foro trivellato. Il distacco e il trasporto del materiale di trivellazione è effettuato mediante bucket. Grazie alle grandi perforatrici rotary lo scavo può essere effettuato fino alla profondità finale massima con il procedimento di perforazione a rotazione, in modo completamente intubato e senza l’ausilio di uno specifico macchinario d’intubamento. Con l’LB 44-510 questo procedimento può essere qui realizzato per la profondità richiesta: grazie all’elevata coppia e forze di trazione di questa macchina è stato eliminato il cambio finora necessario dell’unità operativa dopo lo scavo del foro. Finora, per l’armatura dei pali o per la gettata di calcestruzzo in presenza di tali requisiti di trivellazione, dovevano essere disponibili due escavatori a fune con impianto d’intubamento abbinato, per garantire in modo sicuro le coppie necessarie e le forze di trazione in fase di estrazione della tubazione durante la gettata di calcestruzzo: utilizzando l’LB 44-510, invece, è possibile incrementare la produttività di realizzazione dei pali a grandi profondità. Oltre alle rilevanti profondità di perforazione per fori intubati nella costruzione del FAIR, fa parte dei requisiti particolari per la realizzazione di pali il lavoro nel settore protetto dell’acqua potabile: per questa ragione, circa 30 pali vengono dotati di una tecnica di misurazione onerosa, per il monitoraggio delle forze dei pali e degli assestamenti.

Messa in funzione e trasporto

I pali sono realizzati eseguendo l’intubatura completa fino alla profondità finale

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La perforatrice rotary LB 44-510, che pesa 170 t, necessita di un tempo molto limitato per la sua movimentazione e messa in funzione, nonostante le sue dimensioni. L’asta e la relativa idraulica, infatti, possono essere ripiegate e, quindi, non è necessario alcuno smontaggio per il trasporto da un cantiere all’altro. Giunta sul posto, la perforatrice LB 44-510 può essere resa operativa mediante un sistema di montaggio rapido che non richiede più tempo di quanto necessa-


La perforatrice può essere smontata in modo che l’unità più pesante non superi le 40 t. L’asta e la relativa idraulica possono essere ripiegate e, quindi, non è necessario alcuno smontaggio per il trasporto da un cantiere all’altro

rio per macchine più piccole (nel cantiere del FAIR è stato possibile rendere operative le due LB 44-510 in sei ore). Un altro vantaggio è la semplicità di trasporto: all’occorrenza il macchinario si può smontare in modo che l’unità più pesante non superi le 40 t (è quindi possibile il trasporto in tutto il mondo senza problemi). La concezione di base dell’apparecchio segue principi comprovati, che prevedono la copertura di una grande area di lavoro grazie alla cinematica parallela. Un ulteriore aspetto riguarda il montaggio diretto di tutti gli argani alle aste che permette una visione diretta sul verricello principale dalla cabina e assicura che le funi non si muovano durante la regolazione dell’asta. Inoltre, grazie ai lunghi cingoli, il sottocarro conferisce una maggiore stabilità, garantendo anche un raggio di rotazione modesto (non è da meno di quello dei

Per l’utilizzo nella perforazione Kelly, la LB 44510 è progettata per diametri fino a 3 m e profondità massime di 92 m

Partner competenti per un grande progetto La Ed. Züblin AG di Stoccarda, con circa 13.500 collaboratori e lavori nel settore delle costruzioni per circa 3 miliardi di euro all’anno, è tra le imprese edili leader in Germania. Fin dalla sua fondazione (1898), Züblin attua impegnativi progetti edili in territorio nazionale e all’estero. La gamma di prestazioni comprende tutti gli incarichi rilevanti in campo edile, dalle costruzioni civili, i ponti e la realizzazione di gallerie, fino alle costruzioni “chiavi in mano” e al settore della Public Private Partnership. La Züblin Spezialtiefbau GmbH, affiliata al 100% alla Ed. Züblin AG, offre lavori

speciali nel sottosuolo in tutto il mondo di qualsiasi tipo e dimensione. La Max Bögl GmbH & Co. KG, invece, con sede centrale a Neumarkt (Germania), è stata fondata nel 1929 da Max Bögl. Con circa 1,6 miliardi di euro di fatturato annuale e circa 6.000 collaboratori qualificati in tutto il mondo, Max Bögl fa parte del Top 5 delle imprese edili tedesche ed è allo stesso tempo la più grande impresa edile di proprietà privata in Germania. Certificate in base a DIN EN ISO 9001:2000 e SCC, le attività si estendono in tutti i settori e gradi di difficoltà dell’edilizia moderna.

più piccoli macchinari della serie LB). Il gruppo di trivellazione BAT della LB 44-510 offre una coppia di 510 kNm. Vantaggi di questa testa di rotazione idraulica Liebherr sono la regolazione automatica della coppia, l’ottimizzazione continua del regime di rotazione e quattro regimi di rotazione regolabili elettronicamente. Altre peculiarità di questo gruppo di trivellazione sono la semplicità d’installazione, la manutenzione ridotta e un’elevata efficienza. Oltre all’applicazione descritta con asta Kelly, l’LB 44-510 è adatta anche per il procedimento senza fine mediante testa di perforazione doppia, elica continua e costipazione dinamica. Il potente sistema di tiro/spinta a fune, con una forza di trazione di 56 t, assicura l’utilizzo dell’intera lunghezza dell’asta. In tal modo, l’operatore dispone di un elevato rendimento e di affidabilità anche in presenza delle più difficili condizioni del suolo e di utilizzo.  PF | novembre-dicembre 2013

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> Dal cantiere NORD Drivesystems di S.J. Wilson

Tecnologia tedesca per le nuove linee ferroviarie di Londra: le fresatrici per tunnel fornite da Herrenknecht

Nel cuore pulsante di Londra Trasportatori motorizzati sono attualmente utilizzati per la costruzione di un tunnel di transito rapido nel centro della capitale britannica. La sinergia tra due specialisti tedeschi ha consentito di fornire la tecnologia di trasporto più adatta

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a metropoli di Londra sta aggiungendo alla sua frequentatissima rete di trasporto pubblico un nuovo collegamento di transito rapido Est-Ovest con una lunghezza di oltre 100 km. Per questo grande progetto, nel solo centro della città saranno scavati 21 km di nuovi tunnel. Qui, il suolo è composto principalmente da argilla tenera con una consistenza appiccicosa che rende particolarmente impegnativo il trasporto del materiale scavato. La H+E Logistik e NORD Drivesystems, due specialisti tedeschi del settore, stanno fornendo la tecnologia di trasporto adatta, motoriduttori compresi.

Le due attrici protagoniste Chiamate così in onore della matematica Ada Lovelace e del pioniere della car-

tografia urbana Phyllis Pearsall, “Ada” e “Phyllis” cono due fresatrici per tunnel (TBM) del costruttore tedesco Herrenknecht, ciascuna delle quali ha una lunghezza di circa 100 m e un peso di circa 1.000 t. Al lavoro per il progetto di transito rapido “London Crossrail”, dal 2012 esse spingono avanti le loro lame “Cutterhead” larghe 7 m sotto la City. Dopo avere affrontato la distanza di 6,5 km tra Royal Oak e Farringdon Station, le fresatrici dovrebbero risalire in superficie nel 2015. Oltre ad “Ada” e “Phyllis”, anche altre TBM stanno scavando tunnel analoghi in varie altre tratte del collegamento Est-Ovest attraverso Londra, che avrà una lunghezza totale di 118 km. La prima tratta del Crossrail entrerà in esercizio nel 2018. Con un volume d’investimento di oltre 17 miliardi di euro, il “London Crossrail” è


attualmente il più grande progetto di infrastrutture europeo.

Operazioni di trasporto impegnative Le TBM scavano fino a 1.300 t di “argilla londinese” all’ora nei due tunnel con diametro di 6,2 m che vengono fresati in parallelo sotto il centro della città. La movimentazione di questo materiale tenero richiede soluzioni su misura per la sua consistenza. In questo caso, il problema risiede nel trasporto affidabile del materiale scavato dal cantiere, che include il suo instradamento su trasportatori accanto alle macchine, nei tunnel e nell´ingresso prima che venga caricato su treni. La tecnologia più avanzata di scavo dei tunnel include l´aggiunta di tensioattivi al mate-

Nord Drivesystems ha fornito gli azionamenti per i nastri trasportatori Il progetto utilizza anche tecnologia di trasporto tedesca: ogni ora devono essere rimosse parecchie migliaia di tonnellate di materiale scavato

riale scavato direttamente presso le fresatrici, al fine di facilitarne la movimentazione. Tuttavia, se la particolare formazione dell´argilla londinese e questi additivi entrassero in contatto con i trasportatori standard, sorgerebbero presto delle complicazioni: la massa si attaccherebbe prontamente e persistentemente a parti dei nastri trasportatori. I trasportatori per tunnel del progetto “London Crossrail” sono stati quindi customizzati da H+E, filiale di Herrenknecht: oltre a speciali rivestimenti di plastica e altre misure, un sistema di pulizia sviluppato appositamente per le esigenze presenti sul sito permette di prevenire i problemi causati dall’adesione del materiale trasportato ai componenti esposti del sistema.

Affidabilità e versatilità Altrettanto importante si è dimostrato specificare e ottenere una tecnologia affidabile di azionamento dei trasportatori. La H+E Logistik ha contattato il suo partner di fiducia NORD Drivesystems di Bargteheide, vicino ad Amburgo: “Collaboriamo con NORD da circa 10 anni e abbiamo affrontato insieme centinaia di progetti”, afferma Dirk Uphues, direttore di progetto H+E incaricato delle operazioni di Londra. “L´affidabilità dei motoriduttori sui nostri trasportatori è sempre stata un fattore decisivo. NORD soddisfa questo requisito chiave, indipendentemente dal tipo di azionamento che ci forniPF | novembre-dicembre 2013

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> Dal cantiere

Le TBM penetrano facilmente nel suolo argilloso di Londra, anche se ciò rappresenta un problema particolare per la tecnologia di trasporto

sce”. Per i trasportatori dei tunnel di Londra, NORD fornisce motoriduttori a coppia conica con albero d´uscita bilaterale liscio. Un accoppiamento di espansione trasferisce la coppia al nastro trasportatore. “Naturalmente vorremmo minimizzare la varietà degli azionamenti e l’albero bilaterale ci offre la versatilità di cui abbiamo bisogno: i nostri sistemi tipicamente sono utilizzati non solo nel progetto di un singolo tunnel, ma vengono spesso recuperati per completare altri lavori. Con una configurazione di azionamento variabile è possibile utilizzarli più facilmente in più siti differenti”, afferma Uphues.

Senza saldature e senza ritardi Le conchiglie di tutti i motoriduttori NORD sono fabbricate utilizzando una costruzione monoblocco senza giunti o saldature. Ciò vale anche per i potenti riduttori industriali - fino a 242 kNm - che sono richiesti per pendenze estreme dei trasportatori e che devono muovere quantità molto grandi di materiale trasportato. La conchiglia monoblocco UNICASE dei riduttori industriali NORD è caratterizzata da sedi integrate per i cuscinetti. Pertanto, non ci sono superfici a tenuta tra il lato dell’azionamento e la conchiglia del riduttore, che sono suscettibili di danneggiamenti causati da coppie e forze radiali. Con la sua disposizione dell’albero a cuscinetti disassati, il progetto UNICASE assicura anche dimensioni molto compatte, pur permettendo l’uso di cuscinetti più grossi per carichi maggiori e una vita operativa estesa. I riduttori industriali di azionamento possono essere installati sul lato sinistro 54

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I motoriduttori di Nord Drivesystems assicurano disponibilità e versatilità elevate

o destro dei trasportatori. La maggior parte delle tipologie è disponibile con tempi di consegna veloci: anche se i progetti di tunnel possono richiedere molti anni, dunque, clienti come H+E Logistik apprezzano i fornitori che possono assicurare la disponibilità a breve termine. Oltre allo scavo di tunnel, il progetto London Crossrail include anche la ristrutturazione delle stazioni esistenti e la costruzione di nuove stazioni. Qualche tempo fa è stato schedulato con un breve preavviso un lavoro di scavo manuale addizionale vicino alla Bond Street Station che non è stato possibile pianificare in anticipo; per non influire sui termini di scadenza degli altri progetti, alla H+E è stata assegnata la fornitura di opportuni trasportatori corti entro otto settimane. “La tecnologia di azionamento richiesta a NORD è arrivata dopo cinque giorni dall’ordine”, afferma Birgit Barian dell’ufficio acquisiti H+E. “Soprattutto quando un progetto si avvicina alla conclusione è facile trovarsi in una situazione che richiede scadenze di consegna ristrette, con una considerevole pressione sui tempi. Anche se si sono rispettate tutte le scadenze, entrano in gioco molti problemi di terze parti e, qualche volta, circostanze impreviste. Senza partner come NORD, disponibili virtualmente a semplice richiesta, ci si potrebbe trovare facilmente in difficoltà”.

Chi è NORD Drivesystems Con circa 2.900 dipendenti, NORD DRIVESYSTEMS sviluppa e produce sistemi di azionamento ed è uno dei fornitori leader a livello internazionale di soluzioni complete “all in”. Il suo portafoglio prodotti spazia dagli azionamenti standard alle soluzioni su misura per applicativi più complessi, come ad esempio quelle per azionamenti a risparmio energetico e i sistemi per aree con pericolo di esplosione. Nel 2012, il fatturato lordo è stato di circa 450 milioni di euro. Fondata nel 1965, l’azienda è cresciuta fino a includere oggi oltre 35 filiali a livello mondiale. NORD ha creato una rete di vendita e assistenza che assicura tempi di consegna brevi e fornisce servizi orientati al cliente dovunque richiesti e con un breve preavviso. L´ampia varietà di motoriduttori copre coppie da 10 a 250.000 Nm e oltre. L’azienda produce inoltre motori elettrici con potenze da 0,12 a 200 kW e componenti elettronici come inverter e azionamenti per servomotori. La gamma di inverter di frequenza proposti dall’azienda comprende modelli convenzionali per l’installazione a quadro e modelli per unità di azionamento totalmente integrate in ambienti di automazione decentralizzati. 


> Dal cantiere Trevi di Roberto Negri

Per la realizzazione delle nuove gallerie del Cavallo, sulla tratta adriatica dell’Autostrada A14, Trevi ha messo in campo una metodologia d’avanguardia che ha consentito di ottenere, oltre a un’elevata produttività, un’esecuzione a regola d’arte delle opere di consolidamento, Anche grazie all’utilizzo delle attrezzature di perforazione Soilmec

Tunnelling

ad alta tecnologia

I

l potenziamento delle infrastrutture di trasporto rappresenta notoriamente un fattore strategico per l’economia di un Paese, soprattutto quando geograficamente complesso come l’Italia. Ed è proprio questo lo scopo di un intervento attualmente in atto su uno dei tratti autostradali più trafficati del nostro paese, il percorso adriatico della A14 che collega Bologna a Taranto. II progetto di potenziamento della tratta tra Rimini Nord e Porto S. Elpidio ne prevede in particolare l’ammodernamento e l’ampliamento da due a tre corsie più quella di emergenza, per uno sviluppo complessivo di 154,7 km. All’interno di quest’importante progetto una delle opere di maggiore complessità è rappresentato dalla realizzazione delle gallerie del Cavallo,

una in allargamento e l’altra in variante, all’altezza dello svincolo autostradale di Senigallia. L’infrastruttura stradale prevede l’impiego di una sezione composta da tre corsie della larghezza di 3,75 m, dalla banchina destra e sinistra di 0,7 m e da marciapiedi su entrambi i lati di larghezza minima 0,90 m. Per soddisfare tali parametri la galleria presenta un diametro di scavo pari a 18 m e una sezione massima di circa 218 m2 (minima 190 m2), che si estende per 510 m in un terreno prevalentemente caratterizzato da argille limose e a 28 m di profondità dal piano campagna per una lunghezza coperta di 597 m. È questo il teatro in cui abbiamo visto all’opera la perforatrice idraulica cingolata Soilmec ST-120, utilizzata da Trevi per le principali operazioni di scavo. PF | novembre-dicembre 2013

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> Dal cantiere

Il progetto dell’intervento Per la realizzazione della nuova galleria l’intervento ha previsto il consolidamento del fronte di scavo a piena sezione mediante elementi strutturali con un diametro di 60 mm e lunghezza totale variabile da 18 a 24 m in vetroresina, con successiva iniezione di malta cementizia, e il consolidamento al contorno mediante elementi strutturali con un diametro di 60 mm e lunghezza totale da 18 a 24 m in vetroresina valvolati e iniettati con miscela cementizia. Quest’ultimo tipo d’intervento, da realizzare in corrispondenza degli imbocchi, dei depositi sciolti e d’insediamenti residenziali in superficie è inoltre caratterizzato in calotta da una coronella di tubi metallici lunghi 15 m, con campi di scavo da 6 m a 9 m. La tecnologia di perforazione è a secco per gli interventi di consolidamento sia del fronte di scavo che al contorno; i rivestimenti di prima fase sono costituiti da centine di spessore 260 mm disposte con passo di 1 m, inglobate in 30+5 cm di spritzbeton fibrorinforzato o armato con rete elettrosaldata. Per i rivestimenti definitivi sono previsti spessori di 1,1 m in arco rovescio, realizzato in calcestruzzo armato, e in calotta uno spessore minimo di 0,50 m e massimo di 1,3 m in cui è prevista armatura lungo le tratte a basse coperture. Preliminarmente al getto del riempimento è prevista la posa in opera di un’imper-

Il fronte di scavo è consolidato con elementi strutturali da 60 mm di diametro e lunghezza da 18 a 24 m

meabilizzazione in PVC per la zona calotta, reni e piedritti, allo scopo di proteggere il rivestimento dal contatto prolungato con acqua di falda o da infiltrazione. Le lunghezze dei campi di avanzamento e le distanze di getto del rivestimento definitivo dal fronte di scavo sono state opportunamente modulate in funzione delle caratteristiche geologiche e delle coperture presenti, optando per un valore decrescente degli stessi in corrispondenza degli imbocchi, dove le peggiori caratteristiche meccaniche dei materiali attraversati impongono una maggiore attenzione nei confronti del livello deformativo. Si hanno campi con lunghezze di consoli-

damento da 18 e 24 m, con scavi di lunghezza variabili da 6, 9, 12 e 16 m; la distanza delle calotte dal fronte è variabile da 3 a 6 diametri. Per quanto riguarda lo scavo in corrispondenza degli edifici in superficie sono previsti anche interventi di consolidamento realizzati mediante colonne in jet-grouting effettuati dal piano campagna direttamente a presidio dei prefabbricati. Per stabilizzare i fianchi dei rilievi collinari sono stati inoltre effettuati esternamente pali trivellati, tiranti, drenaggi e sondaggi dove, per operare nelle zone limitrofe alla rete autostradale esistente, è stata utilizzata una macchina perforatrice per micropali Soilmec SM-5E.

Panoramica verso il fronte scavo

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Particolare dei consolidamenti in VTR

Per i consolidamenti è utilizzata la tecnologia di perforazione a secco

lidamento nelle zone limitrofe agli edifici, la cui funzione viene di fatto sostituita dall’applicazione della rotoiniezione in grado di realizzare comunque una buona protezione. In una sezione tipo si eseguono quindi 47 trattamenti jet-grouting di lunghezza 17 m armati con tubi metallici, 16 + 16 non armati, 5 + 5 al piede di lunghezza 10/12 m e 90 tubi in vetroresina cementati (VTR) di lunghezza 18 m al fronte di scavo.

Le varianti Nel corso dei lavori l’impresa esecutrice ha proposto la possibilità di perseguire alcuni miglioramenti nel processo produttivo e nella qualità del prodotto finale dell’opera in oggetto, riportando variazioni rispetto a quanto previsto dal progetto esecutivo. I benefici ottenuti consistono nell’ottimizzazione dei tempi e aumento della produttività, incremento delle caratteristiche di resistenza e deformabilità del consolidamento al contorno e riduzione del disturbo indotto in corrispondenza delle aree adiacenti ai fabbricati interferenti. Le modifiche consistono nell’introduzione di consolidamenti al contorno effettuati mediante la tecnologia della rotoiniezione ad alta efficienza, al posto delle iniezioni cementizie attraverso VTR valvolati, e nell’eliminazione delle opere di conso-

Particolare dei consolidamenti iniettati

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> Dal cantiere

La variante tecnica proposta ha raggiunto gli obiettivi prefissati, consentendo l’avanzamento comunque in condizioni di sicurezza anche per le tratte a bassa copertura, il contenimento dei cedimenti in corrispondenza dei prefabbricati e l’eliminazione di eventuali effetti “parassiti” nell’esecuzione del consolidamento, il mantenimento della produzione di 1 m/giorno circa di avanzamento della galleria, con una riduzione dei tempi di consolidamento pari al 40% rispetto a quanto previsto nel piano esecutivo.

La perforatrice idraulica cingolata Soilmec ST-120

Le opere Nella realizzazione di un intervento di consolidamento mediante la tecnologia del jet-grouting è indispensabile assicurare un libero flusso del terreno di risulta fino alla bocca del foro durante l’intero processo. Questo requisito non è sempre facile da garantire, soprattutto quando il terreno trattato è di natura coesiva, in quanto esso tende a ostruire lo spazio anulare tra l’utensile di perforazione e le pareti del foro con conseguente formazione nel terreno di vene radiali di miscela cementizia che tendono a farlo rigonfiare in superficie. Per risolvere questa problematica Trevi ha sviluppato una tecnica originale, la rotoiniezione, che utilizza: una macchina perforatrice a doppia testa di rotazione in cui una ruota in senso orario ed è destinata alla perforazione e all’iniezione di miscela, mentre l’altra ruota in senso antiorario e si occupa dell’inserimento del tubo di rivestimento; un automonitoraggio della perforazione e iniezione; un raccordo di forma a “T” all’esterno del foro per indirizzare il materiale di risulta direttamente verso gli appositi recipienti di raccolta. Questa tecnologia prevede una particolare sequenza di operazioni: in prima battuta, l’asta di perforazione e iniezione e il tubo di rivestimento esterno, ruotando in direzione opposte, vengono introdotti nel terreno e viene avviato il processo di cementazione; durante la realizzazione della colonna di terreno consolidato il materiale di risulta si dirige facilmente verso l’esterno passando tra 58

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La macchina utilizzata in questo cantiere è una perforatrice idraulica cingolata per l’esecuzione di consolidamenti orizzontali o sub-orizzontali nell’ambito dei lavori di esecuzione di gallerie a grande sezione. La caratteristica principale della macchina è quella di avere le antenne di perforazione sostenute da due montanti telescopici collegati al telaio principale attraverso due ralle di rotazione; le ralle, a loro volta scorrevoli su un sistema di slitte, consentono una regolazione in altezza in modo indipendente così da poter allineare il loro asse di rotazione con l’asse geometrico della galleria. La tecnologia di perforazione che la macchina adotta è a rotazione alternata e spinta, con una rotary che mette in rotazione una batteria di perforazione dotata di uno speciale utensile che scava il terreno. Per l’esecuzione del presostegno l’asta e il tubo di rivestimento e, in seguito, convogliato verso gli appositi recipienti di accumulo; dopo aver raggiunto la lunghezza totale del trattamento, il tubo di rivestimento viene spinto nel terreno per altri 50 cm e le aste di perforazione vengono estratte. I principali vantaggi per cui si è deciso di applicare questa tipologia di tecnica sono la notevole riduzione del rischio di gene-

di scavo tramite rotoiniezione è richiesto un allestimento con doppia testa di rotazione, una per l’asta di perforazione con coppia massima di 1.210 daNm e l’altra per il rivestimento da 840 daNm. La macchina in fase operativa pesa all’incirca 115 t; per quanto riguarda la fase di trasporto, il sistema può essere notevolmente alleggerito smontando gli stabilizzatori, i cingoli, l’antenna (scomponibile a sua volta nelle tre parti anteriore, centrale e posteriore), la doppia slitta e i montanti telescopici. La produzione del cantiere in media consiste in 8-9 pali armati e 10 non armati al giorno e una centina a turno. La durata di un ciclo completo è di 10 giorni, di cui cinque-sei per il consolidamento del fronte e presostegno tramite rotoiniezione e quattro di scavo, per un avanzamento medio nella realizzazione del tunnel di 1 m/giorno. rare venature radiali di malta nel terreno e sollevamenti indesiderati del piano campagna, il fatto di poter garantire il libero flusso del materiale di risulta portando a una realizzazione della colonna di terreno consolidato corretta e la maggiore sicurezza e pulizia del fronte di scavo, grazie al fatto che il materiale di spurgo viene indirizzato verso gli appositi recipienti di accumulo. 


> Anteprima fiere di Liliana Rebaglia

Samoter & Asphaltica

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a 29° edizione di Samoter, Salone Internazionale Triennale delle Macchine a Movimento Terra, da Cantiere e per l’Edilizia, in programma dall’8 all’11 Maggio 2014 nel quartiere di Veronafiere, si conferma come luogo privilegiato di incontro, scambi commerciali e analisi per un comparto che, nonostante la delicata congiuntura economica globale, rimane trainante per lo sviluppo del sistema industriale internazionale. Ancor più in quest’occasione: la Fiera di Verona, infatti, ha siglato un importante accordo di collaborazione con Siteb, l’associazione di riferimento in Italia per tutto il settore stradale, finalizzato al trasferimento a Verona di Asphaltica, il salone delle soluzioni e tecnologie per pavimentazioni, sicurezza e infrastrutture viarie. Questa collocazione in contemporanea nasce con l’obiettivo di qualificare Asphaltica quale punto di riferimento europeo per l’intera filiera, potendo contare sugli importanti numeri di Samoter e sulla sua ampia visibilità internazionale (nell’ultima edizione il salone è stato visitato da 100.000 operatori). La manifestazione ritroverà poi la sua storica collocazione a novembre 2015, per poi ritornare in contemporanea con Samoter nel 2017. L’accordo garantisce ad Asphaltica di la-

Una fiera specializzata

vorare con un partner consolidato con cui sviluppare efficaci sinergie di crescita, grazie al track records da leader nell’organizzazione diretta di eventi fieristici di Veronafiere e alla pluriennale collaborazione di Siteb nell’ambito del Samoter. La 28° edizione di Samoter (2011) ha confermato la sua leadership con più di 900 espositori (di cui il 29% proveniente da 37 paesi esteri), su una superficie netta espositiva di 108.906 m2, superando le 98.000 presenze in quartiere (con un’incidenza dell’11,7% di operatori esteri da 110 paesi) e registrando pertanto un aumento di 4 punti percentuali rispetto al 2008. Di significativo interesse anche il dato relativo alla tipologia dei visitatori presenti, dei quali il 70% è rappresentato da decision maker e opinion leader (amministratori delegati, direttori, imprenditori, responsabili aziendali, buyer). Ottimi risultati dal punto di vista editoriale: oltre 300 giornalisti accreditati, più di 50 media partner italiani e internazionali e 879 articoli pubblicati nel mondo, di cui il 23,09% esteri. Il sito di Samoter ha ottenuto un grande successo superando i 2 milioni di pagine visitate, con un incremento del 18,6% rispetto al 2008.

La nuova rassegna fieristica, fortemente specializzata e complementare al movimento terra, si svolgerà dunque contemporaneamente al Samoter occupando un’area di circa 23.000 m2 in cui il meglio dell’industria internazionale metterà in evidenza le tante innovazioni che caratterizzano un settore in costante evoluzione tecnologica. Nel 2014 saranno le Green Roads la grande attrazione di Asphaltica, ovvero le soluzioni per realizzare strade con materiali alternativi e riciclabili al 100%, caratterizzate da tecnologie a basso impatto ambientale e bassi consumi energetici. Se la Green Economy sarà il futuro della vecchia Europa, anche la mentalità progettuale e costruttiva di strade e infrastrutture viarie dovrà seguire tale orientamento. Attualmente esistono - e si utilizzano con successo - soluzioni che vanno in questa direzione e proprio la vetrina di Asphaltica sarà un’occasione di proposta di quelle tecnologie come i cosiddetti asfalti freddi o tiepidi che riducono i costi energetici e le emissioni di CO2 o gli asfalti contenenti polverino di gomma da pneumatici fuori uso che producono indiscutibili vantaggi in termini di qualità, sicurezza, durabilità e fonoassorbenza, senza parlare di quelli fotocatalitici che, grazie all’effetto della radiazione luminoPF | novembre-dicembre 2013

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> Anteprima fiere

sa della luce solare, trasformano gli inquinanti presenti nell’aria in composti inerti privi di tossicità.

Business e sostenibilità In linea con quanto iniziato nel 2011, Samoter 2014 riproporrà il tema della sostenibilità nella filiera delle costruzioni nella sua accezione più ampia, ovvero di responsabilità economica, sociale e ambientale. Obiettivo della manifestazione sarà fornire un’occasione di conoscenza, formazione e approfondimento sulla tematica, analizzandola da diverse prospettive: la sicurezza e l’attenzione al processo edilizio, il rapporto tra ambiente ed economia, le norme e le leggi sui cantieri, i prodotti e gli strumenti, l’etica e la progettazione. La manifestazione ambisce a essere sempre più punto di riferimento a livello europeo e palcoscenico internazionale per imprese, istituzioni e associazioni di categoria appartenenti all’universo delle costruzioni, settore che resta trainante dell’economia mondiale, nonostante la sfavorevole congiuntura globale che stiamo vivendo. In quest’ottica, Samoter e Veronafiere hanno pianificato iniziative e progetti volti ad amplificare le reti di relazioni della domanda e dell’offerta a livello internazionale, garantendo ai propri espositori un presidio di rilievo nei mercati dove si registra interesse per l’intero comparto, con una do60

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manda in crescita e positivi tassi di sviluppo. Particolarmente ricca l’offerta di manifestazioni nel settore dell’edilizia e delle costruzioni, dei materiali e dei macchinari. Anche nell’ambito dell’ultima edizione di Marmomacc, Veronafiere ha siglato nuovi accordi per la presenza all’estero in Brasile, Egitto e Marocco, che si sono aggiunti a Stati Uniti e Arabia Saudita, tappe del Marmomacc World Tour.

Premi e iniziative Anche nella sua 29° edizione, Samoter premierà quanti si siano distinti nello sviluppo e nella promozione della filiera del building, dimostrandosi nuovamente come piazza dell’innovazione tecnologica e della ricerca scientifica. In quest’ottica, dal 1973 la rassegna ospita il Premio Internazionale Samoter, apprezzato e ambito riconoscimento assegnato agli operatori del comparto che abbiano favorito la crescita e l’affermazione, nazionale e internazionale, dell’attività edile e cantieristica.

A questo premio si affianca il Concorso Novità Samoter, iniziativa dedicata ai produttori di macchine e tecnologie che presentano, in anteprima al Salone, le innovazioni costruttive e funzionali introdotte nella loro produzione, incentivando la creatività, la progettazione e la realizzazione di prodotti/servizi originali e all’avanguardia. Il concorso rappresenta un evento importante perché consente di premiare i risultati di investimenti innovativi e di offrire agli imprenditori e ai tecnici dei settori interessati la possibilità di documentarsi sull’evoluzione tecnico-costruttiva e funzionale dell’attività cantieristica. Il premio viene assegnato tenendo conto delle innovazioni e/o dei miglioramenti relativi al risparmio energetico, alla produttività, all’ergonomia, alla sicurezza nell’utilizzo, ma anche ad altri aspetti che conferiscano comunque valore aggiunto al prodotto, dedicando una specifica sezione al tema della sostenibilità. Il 2014 rappresenta un importante anniversario per Samoter, in quanto rappresenta il 50° anno dalla sua prima edizione. La 29° edizione del Salone dedicherà particolare spazio a una serie d’iniziative ed eventi ideati per festeggiare questo traguardo raggiunto.

Le aspettative e il contesto economico Europa ancora in contrazione con significative differenze tra le economie del nord e quelle del sud; resto del Mondo in ripresa con le migliori performance che verranno da Cina, Stati Uniti, India e America Latina, Brasile in testa. L’Italia, in questo contesto, rimane un mercato ancora in grande crisi e con prospettive future di miglioramento legate alle scelte di politica economica focalizzate alla crescita che il Governo vorrà concretamente mettere in campo. È questa la fotografia del mercato mondiale delle macchine da costruzione all’inizio di un 2013 che, secondo le stime degli analisti, dovrebbe finalmente vedere una crescita complessiva attorno al 3% dopo due anni difficili. Se, infatti, guardiamo alle macchine movimento terra, nel 2012 - secondo il “Construction Equipment Outlook” realizzato da Unacea-


Prometeia - nel mondo si sono vedute circa 700.000 unità, con un calo del 13% rispetto al 2011. Guardando più da vicino il mercato europeo, i dati peggiori vengono da Spagna e Italia, mentre crescono Russia, Turchia, Norvegia e Danimarca. È interessante notare, in Europa, una certa ripresa del mercato dei macchinari per calcestruzzo, per i quali si è registrata una crescita nel 2012 attorno al 5%; una domanda guidata dalla richiesta, non solo in Europa, di manufatti in calcestruzzo, tubi, travi ed elementi prefabbricati.

Le nuove economie esprimono ormai la parte principale della domanda mondiale. Paradigmatico il caso della Cina che, nel 2001, valeva il 10% della domanda mondiale di macchine movimento terra e oggi è al 40%. Il colosso asiatico ha annunciato un nuovo importante piano infrastrutturale e ha confermato le politiche per soddisfare la domanda abitativa della nuova classe media in forte espansione. In Asia buone prospettive vengono anche dall’India, che ha avviato una serie di grandi opere infrastrutturali: proprio in queste settimane sono partiti i lavori dei due corridoi ferroviari merci che collegheranno la capitale New Delhi a Mumbai e Calcutta (Western and Eastern Dedicated Freight Corridor), ai quali si aggiungeranno alcune linee metropolitane e suburbane. Opere che da sole valgono alcuni miliardi di dollari. Cambiando continente, il Brasile grazie alle opere messe moto dai Mondiali di calcio del 2014 e dalle Olimpiadi del 2016 è oggetto di significativi investimenti. E sempre al di là dell’Atlantico segnali positivi vengono anche dagli Stati Uniti, che insieme a tutta l’area Nafta (l’area di libero scambio nordamericana) si conferma un mercato importante per le imprese italiane del settore assicurando il 7% delle esportazioni. In netta controtendenza con il mercato

italiano ed europeo, invece, le vendite di settore negli Stati Uniti sono cresciute nel 2012 del 16% rispetto all’anno precedente, mentre per l’intera area Nafta la crescita è stata pari al 23%. L’importanza di questi mercati è sottolineata anche dalla partecipazione congiunta di Samoter e Unacea a Conexpo 2014 dove, in collaborazione con l’ufficio Ice di Atlanta, organizzeranno un “Padiglione Italiano” a disposizione delle aziende di settore. Segnali incoraggianti vengono anche dal Medio Oriente e dall’Africa. I paesi del Golfo hanno confermato gli investimenti in infrastrutture, dalle ferrovie ad alta velocità ai porti, e anche in Nord Africa - nonostante il rallentamento dovuto all’instabilità politica di questo periodo - le prospettive di crescita del mercato delle costruzioni e delle infrastrutture è buono. A questi paesi si devono aggiungere il Sud Africa, che ha presentato un pacchetto di infrastrutture strategiche da

sviluppare nei prossimi anni, ma anche ad esempio il Mozambico, dove investitori brasiliani puntano alla realizzazione di nuove ferrovie e infrastrutture portuali e logistiche. In questo quadro complessivamente incoraggiante, la situazione italiana è oggettivamente una delle più difficili. Il 2013 sarà ancora un anno di flessione nel mercato delle costruzioni, con un inevitabile riflesso sui volumi delle macchine vendute. I dati non lasciano dubbi: la contrazione è addirittura superiore a quella che ci si aspetterebbe dagli effettivi livelli di mercato, segno che il “sentiment” degli operatori è, per il futuro, ancora negativo e che non si aspettano inversioni di tendenza a breve. Nel 2012 le macchine movimento terra, stradali e per il calcePF | novembre-dicembre 2013

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struzzo hanno segnato un calo del 31,3% rispetto a un già drammatico 2011. E nel comparto degli autocarri il mercato, in soli due anni, si è ridotto più della metà scendendo ai livelli del 1990. È necessaria per l’Italia una politica economica indirizzata alla crescita, che sarà possibile peraltro solo in presenza di un’adeguata stabilità politica. I costruttori, in ogni caso, sono impegnati a offrire al mercato prodotti dalle prestazioni sempre più significative: i driver di sviluppo sono quelli della economicità, della flessibilità d’uso e manutenzione, della sicurezza e naturalmente della sostenibilità ambientale, che vuol dire sia utilizzo di materiali riciclabili e rinnovabili, ma anche emissioni sempre più basse.

Formazione con Samoter Academy Tra le novità del 2014 per il palcoscenico internazionale del Salone spicca l’attivazione di Samoter Academy, una qualificata e autorevole sezione dedicata alla

INFO

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formazione per i protagonisti del settore edile e delle macchine a movimento terra, “vetrina” dell’evoluzione tecnica e tecno-

fondamentali strumenti per la crescita e lo sviluppo del Salone, quale partner strategico per l’intera filiera del settore e del Comitato Scientifico. Fanno parte del Comitato di Indirizzo: AISEM (Associazione Italiana sistemi di sollevamento elevazione e movimentazione); ANFIA (Associazione Nazionale filiera Industrie automobilistiche); ASCOMAC Cantiermacchine (Federazione Nazionale Commercio Macchine), ASSODIMI (Associazione Distributori Noleggiatori di Macchine Industrial); COMAMOTER (Costruttori Macchine Movimento Terra); UCOMESA (Unione Costruttori Macchine Edili, Stradali, Minerarie e Affini); UNACEA (Unione Nazionale Aziende Construction Equipment & Attachments). Il Comitato Scientifico comprende: AIF (Associazione Imprese Fondazioni); AISEM; ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili); ANEPLA (Associazione Nazionale Produttori Estrattori Lapidei e Affi-

logia, con informazioni sempre puntuali sul mercato e sulle novità a esso inerenti. Attraverso la realizzazione di aree dinamiche e laboratori, sia in fiera che fuori dal quartiere, Samoter Academy - grazie alla collaborazione di partner esterni (tra i quali associazioni di categoria, società di certificazione, aziende, eccetera) - ambisce a organizzare eventi di avvicinamento al Salone, per diventare volano della conoscenza di prodotti, servizi, strategie e nuovi trend, nonché di tutti gli aspetti legati a sicurezza e sostenibilità per l’intera filiera del building e delle macchine a movimento terra. Anche per l’edizione 2014 Samoter si avvarrà della collaborazione del Comitato di indirizzo della manifestazione, un laboratorio di idee, di supporto e di esperienze,

ni); ANFIA; ANIM (Associazione Nazionale Ingegneri Minerari Ambiente e Territorio); ASCOMAC Cantiermacchine (Federazione Nazionale Commercio Macchine); ASSODIMI (Associazione Distributori Noleggiatori di Macchine Industriali); ATECAP (Associazione Tecnico Economica del Calcestruzzo Preconfezionato); COMAMOTER; CONPAVIPER (Associazione Imprese Pavimenti e Rivestimenti Industriali); GBC (Green Building Council); IMAMOTER (Istituto per le Macchine Agricole e Movimento Terra); IPAF (International Powered Access Federation); NAD (Associazione Nazionale demolitori Italiani); SIG (Società Italiana Gallerie); SITEB (Associazione Italiana Bitume Asfalto Strade); UCOMESA; UNACEA; UNACOMA (Unione Nazionale Costruttori Macchine Agricole). 


> inserzionisti

Azienda

Provincia

Pagina

BAUER

Bologna

33

BUZZI UNICEM

Alessandria

3

COMACCHIO

Treviso

II COPERTINA

FIERA CONEXPO

Las Vegas (USA)

25

FIERA GEOFLUID

Piacenza

COPERTINA

FIERA SMOPYC

Saragozza (Spagna)

64

FRASTE

Verona

1

PRESSOIL

Torino

11

SEFI

Torino

9

SOILMEC

Forlì-Cesena

III COPERTINA

WEI

Piacenza

IV COPERTINA

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