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Il Gruppo


sommario Settembre-Ottobre 2013

Rubriche

TECNOLOGIE

Attualità In copertina: BAUER Macchine Italia

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Direttore editoriale – Relazioni esterne Ettore Zanatta – ettore.zanatta@scieditrice.com Hanno collaborato a questo numero: Alberto Finotto, Pietro Gabrielli, Marzio Moschin, Roberto Negri, Mauro Rancati, Liliana Rebaglia, Stefano Vitali

Sorveglianza di mercato e tutela dell’ambiente 

Ufficio abbonamenti Tel. 0545 97.15.78 – Fax 0545 97.11.87 E-mail: info@scieditrice.com

di Alberto Finotto

Abbonamenti Annuo – Euro 36,00

Espi Engineering

Pubblicità per l’Italia e dall’estero Mediapoint & Communications s.r.l. Corte Lambruschini, C.so Buenos Aires 8, int. 7 16129 Genova Tel. 010 570.49.48 – Fax 010 553.00.88 info@mediapointsrl.it Responsabilità La riproduzione delle illustrazioni e degli articoli pubblicati su PF - Rivista Italiana delle Perforazioni & Fondazioni, traduzioni comprese, è riservata e non può avvenire senza autorizzazione scritta della casa editrice S.C.I. srl. Testi e materiali fotografici forniti in qualsiasi forma alla stessa non saranno restituiti, anche in caso di non avvenuta pubblicazione. La S.C.I. srl non si assume responsabilità relative ai suddetti materiali, anche in caso di esemplari unici, e ad eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati. Il materiale redazionale pervenuto alla S.C.I. srl senza preventivi accordi sono da intendersi gratuiti anche se pubblicati. I nomi e le ditte pubblicati sono citati senza responsabilità, a puro titolo informativo, allo scopo di rendere un servizio al lettore. Periodicità Cinque numeri/anno. Spedizione in Abbonamento Postale – DL 353/2003 conv. in L27/02/2004 n. 46 art.1, comma 1 Commerciale Business Forlì n. 73/2009 PF – Rivista Italiana delle Perforazioni & Fondazioni S.C.I. srl – Via Martiri della Libertà, 63H 48024 Massalombarda (RA) Tel. 0545 97.15.78 – Fax 0545 97.11.87 info@scieditrice.com – www.sciedtrice.com Registrazione Autorizzazione Tribunale di Ravenna n. 1286 del 25/10/2006 Numero iscrizione ROC 5763/2000 In collaborazione con:

Periodico associato a:

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PF | gennaio-febbraio 2012

SIP&T

Perforazione tubata in sicurezza? Ecco la soluzione 

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di Pietro Gabrielli

AZIENDE Bauer Macchine Italia

Stampa Filograf – Forlì

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di Ettore Zanatta

Ufficio amministrazione Roberta Fabbri – rfabbri@scieditrice.com Tel. 0545 97.15.78 – Fax 0545 97.11.87

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di Pietro Gabrielli

MERCATO Direttore responsabile Luigi Zaffagnini – luigi.zaffagnini@scieditrice.com

IN.CO.FIN

Brofil: saluta “su misura” 

a cura di Liliana Rebaglia

Stile d’eccellenza 

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SPECIALE Guida ai produttori di componentistica/OEM 2013 a cura della redazione

Rinascita di una gru 

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di Stefano Vitali

Metax

World Press(ure) 

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di Mauro Rancati

MACCHINE

DAL CANTIERE

Chimin & Liebherr

DAT instruments

Sinergia per le fondazioni 

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Lungo lo Zambesi 

di Ettore Zanatta

di Stefano Vitali

COMPONENTI

Trevi

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Il progetto Darsena di Levante 54

Hydreco Hydraulics Italia

Impugnatura… a fondo! 

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di Alberto Finotto

di Roberto Negri

ANTEPRIMA FIERE ExpoTunnel 2013 

DAV

La guida in… cantiere 

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di Liliana Rebaglia

di Marzio Moschin

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Una nuova tecnologia per l’ambiente Grazie all’impiego di Solidur® è possibile mettere in sicurezza siti contaminati a tempo di record, proteggendo l’ambiente circostante. Solidur®, premiscelato pronto all’uso, con l’aggiunta di sola acqua, consente di ottenere miscele plastiche autoindurenti particolarmente indicate per la realizzazione di diaframmi plastici, barriere di fondo per consolidamenti o impermeabilizzazioni orizzontali, riempimenti e isolamenti vuoti sotterranei.

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> attualità a cura di Liliana Rebaglia

CAPRARI

LA “NEXT GENERATION” DELL’ECCELLENZA Caprari è da sempre all’avanguardia nella concezione di soluzioni tecniche e tecnologiche ad alto impatto. Oggi l’azienda di Modena, tra i pionieri del settore nell’impiego di strumenti software applicati all’attività di progettazione, può contare su un importante know-how specialistico, sia a livello tecnico applicativo che progettuale, in grado di garantire l’armonizzazione tra progettazione fluidodinamica e meccanica. L’area Ricerca & Sviluppo è una leva fondamentale per la piena attuazione della strategia di crescita sul mercato: nasce così “Next Generation”, un progetto ad ampio raggio ideato per lanciare sul mercato le nuove linee di prodotto, capace di trasmettere le dimensioni d’innovazione e valore del prodotto tramite una comunicazione rinnovata. Attraverso “Next Generation” l’eccellenza delle soluzioni Caprari, unitamente all’appeal del marchio e del nuovo design, si riflettono nell’immagine

Le nuove linee di prodotto Materiali innovativi, processi produttivi sofisticati e metodi di ricerca all’avanguardia sono i tratti distintivi delle nuove linee di prodotto Caprari lanciate sul mercato: Energy, Desert, Endurance, Hi-Tech e Hi-Tech Desert. La sostenibilità ambientale dei prodotti e l’efficienza energetica sono le caratteristiche intrinseche delle nuove soluzioni, che garantiscono alte prestazioni, affidabilità e resistenza. Così l’azienda si pone l’obiettivo di rendere i prodotti compe-

titivi sul piano dell’investimento iniziale, dei costi d’esercizio e di manutenzione. Le elettropompe Energy, ad esempio, si distinguono per rendimenti e prestazioni benchmark, che garantiscono il minor impatto sull’ambiente. Il risparmio energetico è raggiunto attraverso il rigido monitoraggio dei processi produttivi, a partire dalla filosofia pro-

gettuale, che da sempre privilegia il minor assorbimento di energia possibile, per continuare con la scelta dei materiali impiegati e degli strumenti di produzione e di lavoro adottati. Le nuove sommerse della linea Desert, invece, per piccoli e medi pozzi, rappresentano la risposta Caprari all’esigenza di coniugare elevate prestazioni con durata in condizioni d’utilizzo gravose. Compatte e inossidabili, uniscono potenza e affidabilità grazie alla qualità dei materiali utilizzati e alle innovative soluzioni costruttive. La “Next Generation” Hi-Tech, infine, entra prepotentemente sul mercato come la nuova generazione di motori sommersi e s’impone per innovazione, tecnologia e unicità: sono il risultato di una costante ricerca, con l’applicazione delle più moderne metodologie di progettazione integrate nelle più avanzate tecnologie produttive e garantiscono elevate prestazioni, affidabilità in condizioni d’utilizzo gravose e resistenza alle alte temperature.

me ad esempio il Biblock. I Biblock Systems, in pratica, sono dei connettori standard che collegano conci di anelli adiacenti. Possono essere concepiti su misura per tipologie di tunnel diversi. I principali vantaggi di connessione rispetto ai bulloni sono: condizioni di lavoro più sicure; minore costo dei casseri; più rapida collocazione dei conci;

meno personale impiegato al fronte di scavo; preciso allineamento dei conci; superficie interna del tunnel più liscia; rivestimento con minore attrito per i tunnel idraulici; isolamento dielettrico del rivestimento. Il Biblock 84-46-274, in particolare, con i suoi sviluppi,

è il modello più recente e attualmente più richiesto: progettato per assicurare alte resistenze al taglio e pullout, è composto da due cuffie, un perno e un allineatore. La resistenza al taglio è data dal centratore, mentre quella al pull-out dall’interazione perno-cuffia.

coordinata e nella strategia di comunicazione, per essere declinati sui più moderni supporti tecnologici: mobile application, video e web.

FIP INDUSTRIALE

I BIBLOCK SYSTEMS Con oltre 30 anni di attività nel settore del tunnelling, la FIP Industriale (Selvazzano – Pd) ha raggiunto importanti competenze tecniche sia nella progettazione che nella realizzazione di accessori per conci e assistenza in cantiere. Sempre nuove innovazioni e sperimentazioni nel settore hanno permesso la creazione e lo sviluppo di decine di nuovi prodotti, co4

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CAM2

DUE LASER PER LE GALLERIE Il CAM2 Laser Scanner Focus3D e il Laser Tracker Vantage permettono una veloce e precisa scansione laser 3D e un’accurata misurazione di ampi volumi per la costruzione di gallerie e per l’esecuzione di lavori di costruzione sotterranei. Sono soluzioni portatili robuste e facili da usare, ideali per ambienti difficili. Tra le principali caratteristiche operative: scansione di gallerie e strutture complete; controllo qualità in fase di costruzione; identificazione e registrazione di eventuali crepe e fessure; acquisizione di dati completi per la manutenzione; mi-

gliore sicurezza delle gallerie. Inoltre, l’utilizzo di questi stru-

menti consente la produzione di segmenti prefabbricati per gallerie, la massima precisione nella geometria e nelle dimensioni dei segmenti, la veri-

fica di ogni punto degli stampi rispetto ai file CAD e il controllo delle dimensioni e delle geometrie di tutte le superfici di contatto degli stampi.

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> attualità

ROBBINS

QUATTRO TBM A FORTALEZA Come parte del massiccio programma di metropolitane del Brasile, Fortaleza Metro sarà il primo intervento a utilizzare TBM Robbins in Brasile. Quattro macchine Robbins Earth Pressure Balance (EPBs) da 6,92 m sono state acquistate dal Ministero delle Infrastrutture dello Stato del Cearà (SEINFRA) per la realizzazione della linea 3 del sistema di trasporto sot-

Gutierrez); Mobilidade Urbana (composta da Camargo Corrêa e Queiroz Galvão). Le macchine – che avvieranno i lavori nel 2014, una volta assegnato l’appalto sono state personalizzate per operare in terreni misti. Fori pilota eseguiti nel sottosuolo cittadino hanno evidenziato una natura geologica complessa dei terreni, comprendente basalto abrasivo e sab-

La squadra Robbins festeggia il successo del collaudo della prima macchina per la metropolitana di Fortaleza nella fabbrica di Pudong, in Cina, dopo il test dell’impianto a schiuma

bile elettrici (VFD) e di un impianto a schiuma continua e iniezione progettato da Robbins per lo scavo in condizioni di terreno miste. Dietro ogni macchina, trasportatori continui Robbins permetteranno di ottimizzare la sicurez-

Le teste di scavo per terreni misti che equipaggiano le EPBs Robbins sono progettate per scavare attraverso basalto abrasivo e sabbia limosa sotto pressione dell’acqua fino a 2,5 bar

terraneo di Fortaleza. Il nuovo progetto fa parte degli sforzi di ammodernamento per trasformare il piccolo sistema di metropolitana a due linee della città in un sistema ad alta velocità multibinario per la riduzione del traffico stradale. Anche se le macchine sono già state acquistate, l’impresa esecutrice deve ancora essere individuata. La gara d’appalto ha avuto inizio nel maggio 2013 e cinque imprese sono state invitate a presentare proposte: Acciona/Centenco; Construcap/Copasa; Mendes Junior/ Isolux; METROFOR (costituita da Odebrecht e Andrade 6

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Due EPBs per terreni misti sono in fase di test presso la nuova fabbrica Robbins a Pudong, in Cina, mentre le altre due sono state preparate per il trasporto in cantiere lo scorso agosto

Ogni EPB Robbins è stata progettata con una testa di scavo per terreni misti e un impianto a schiuma continua e iniezione

bia limosa sotto falda in pressione d’acqua fino a 2,5 bar. Ogni macchina è dotata di una resistente testa di scavo per terreni misti alimentata da inverter a frequenza varia-

za e l’efficienza del processo di rimozione dei fanghi. Oltre alle macchine, Robbins ha progettato anche i conci per il tunnel. I segmenti vengono alloggiati in un magazzino universale 5 + 1 e offrono una pressione di spinta di 17 MPa, la massima raggiungibile dalla macchina. La forza di spinta massima elevata - quasi 62.000 a 410 bar permetterà alle macchine di continuare a muoversi anche

in condizioni di terreno viscoso. Una configurazione trapezoidale dell’anello permetterà la collocazione della chiave di volta in una qualsiasi delle 16 posizioni. Le quattro EPBs vengono assemblate nella nuova fabbrica Robbins di Pudong (Cina) utilizzando componenti allo stato dell’arte provenienti da fornitori europei e statunitensi. A partire dal mese scorso due delle macchine sono in via di allestimento per il trasporto in Brasile, mentre le restanti due sono in fase di assemblaggio e collaudo. Una volta avviato l’intervento, le macchine perforeranno sezioni della galleria della linea 3 di lunghezza compresa tra 4,3 e 5,8 km. Il tunnel della linea 3, della lunghezza complessiva di 12,4 km, comprenderà 12 stazioni (11 di loro in sotterraneo), dalla stazione Chico da Silva alla stazione Edson Queiroz all’interno di Fortaleza. La nuova linea fa parte di un più ampio programma di sviluppo delle infrastrutture per il nord-est del Brasile, una delle aree del paese a maggior tasso di crescita della popolazione.


NOVATEST

IL PILE INTEGRITY TESTER TECO-LITE Il Pile Integrity Tester TECO-Lite è sistema utilizzato per controllare l’integrità del calcestruzzo nei pali di fondazione. Il sistema TECO-Lite utilizza un robusto PDA (Getac) per ricevere e analizzare i dati e un trasduttore wireless Bluetooth per misurare la risposta in accelerazione della fondazione. L’interfaccia è intuitiva e di facile comprensione per l’utente. Lo schermo del PDA è visibile in piena luce diurna, ma è anche dotato di una retroilluminazione nel caso si operi in condizioni di scarsa visibilità. I dati possono essere trasferiti al software di analisi TEAP attraverso l’interfaccia USB o Bluetooth, per un’analisi più dettagliata e la produzione di report. Questo sistema può essere utilizzato per testare pali in calcestruzzo prefabbricati o gettati in opera e pali in legno di maggior dimensioni. Discontinuità, estrazione in eccesso o rigonfiamenti, riduzioni di sezione, strozzature e zone di scarsa qualità del calcestruzzo sono le anomalie tipiche che possono essere riscontrate. ll software TEAP2011, invece, anch’esso fornito da Novatest, è una piattaforma facile da usare per l’analisi dei risultati e la produzione di report. La polarità del segnale può essere invertita e amplificata in modo esponenziale di diversi gradi. L’ampiezza dell’impulso nel tempo al 50% della velocità massima (T50%) viene calcolato e visualizzato automaticamente. Le tre curve ottenute posso essere selezione singolarmente o utilizzate per calcolare la media. L’analisi della lunghezza del palo può essere effettuata nella finestra dell’analisi della velocità. I picchi possono essere selezionati e amplificati.  I pali sono tabulati e ordinati automaticamente in ordine di numero. I risultati dei test sono accessibili direttamente dalle tabelle. L’utente è in grado di definire le variabili da includere nelle tabelle del report, selezionare diverse velocità e salvare i commenti di interpretazione. Il software di analisi TEAP2011 consente di tabulare i dati e presentare tutte le curve di risposta dei segnali, fino a otto risultati per pagina. Le curve di risposta possono essere filtrate e amplificate in modo esponenziale per aiutare a individuare risposte deboli dipendenti dalla profondità. Il software consente inoltre di aggiungere i commenti all’interno del report. PF | settembre-ottobre 2013

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> attualità

Albères in Francia. Le due TBM a doppio scudo Herrenknecht sono state ordinate dalla jointventure franco-spagnola costituita dalle due imprese specializzate in tunnelling Eiffage e Dragados. La sfida era quella di

tunnel eseguito da “Canigou” il 22 aprile e il traguardo è stato celebrato in grande stile. Le migliori prestazioni di perforazione del progetto sono state ottenute dalle squadre di tunnelling Herrenknecht con la TBM “Alberas” sul lato spagnolo: 53,5 m al giorno con un massimo di 1.040 m di tunnel perforati e

completare il progetto in tempi molto ristretti. Dopo 1,23 km di tunnel, “Canigou” ha raggiunto la fine del lotto proveniente dalla Francia sotto il Massif des Albères lo scorso marzo ed è stata immediatamente smantellata sotto la protezione di un tratto di galleria di roccia stabile senza alcun rivestimento sotto la vigilanza dei tecnici Herrenknecht. Dopo 7,01 km di tunnel, “Alberas”, proveniente dalla Spagna, ha fanno ingresso nel

costruiti al mese. Anche “Alberas” è stata smantellata nel tunnel e i componenti rimossi attraverso il portale nord. La connessione fisica per lo scambio di energia elettrica è stata così completata. Le linee elettriche transfrontaliere che collegano la Spagna con la Francia e il resto d’Europa devono essere ampliate con urgenza. Le quattro connessioni esistenti non dispongono infatti di capacità sufficienti per far fronte alle strozzature o per compensare le fluttuazioni derivanti dall’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili. In quanto parte del progetto di bi-nazionale “INELFE” (Interconnessione Elettrica Francia - Spagna) un moderno collegamento in corrente di trasmissione (HVDC) ad alta tensione lungo 64,5 km è in corso di realizzazione fra Baixas, vicino a Perpignan in Francia, e Santa Llogaia vicino a Figueras in

HERRENKNECHT

UNA TBM ATTRAVERSO I PIRENEI Due TBM Herrenknecht ad alta tecnologia hanno completato con successo una prova di resistenza nello scavo di tunnel di grande lunghezza attraverso i Pirenei. Dopo un totale di 8,2 km di scavo attraverso rocce dure, il traguardo è stato raggiunto con l’abbattimento del diaframma finale nel mese di aprile. Il tunnel transfrontaliero realizzato sarà utilizzato per una linea ad alta tensione per il reciproco collegamento tra la rete elettrica francese e spagnola. Le TBM “Canigou” e “Alberas” sono compatte e potenti, grazie a una potenza installata di 1.250 kW, una coppia di 2.000 kNm e un diametro dello scudo di 4,3 m. Le TBM hanno una

lunghezza rispettivamente di 301 e 253 m e pesano 620 t. Le TBM a doppio scudo hanno iniziato i lavori nei rispettivi pozzi pilota in marzo e ottobre 2012, procedendo al pre-foro e allo scavo di un tunnel lungo 8,2 km attraverso le rocce dure dei Pirenei catalani. “Alberas” ha iniziato la sua missione a La Jonquera, in Spagna, mentre “Canigou” è avanzata verso la sua macchina gemella partendo da Montesquieu-des8

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Spagna. Il percorso del tunnel realizzato dalle due macchine Herrenknecht passa sotto i Pirenei, sulla costa catalana del Mediterraneo. Herrenknecht è il numero 1 al mondo nelle tecnologie di scavo meccanizzato. Anche quando si perfora roccia dura. Le TBM a doppio scudo di Herrenknecht garantiscono rapidi ritmi di avanzamento in roccia compatta, e combinano i principi di funzionamento della TBM gripper e della TBM a scudo singolo in un’unica macchina. Questa combinazione di metodologie permette l’installazione dei conci in condizioni geologiche stabili in parallelo al lavoro di scavo, raggiungendo così altissimi ritmi di avanzamento. Il rivestimento del tunnel con segmenti contribuisce significativamente alla qualità e resistenza della struttura. Per il progetto “INELFE” Herrenknecht ha allestito le due macchine raddoppiandone la capacità di stoccaggio, in modo che segmenti e iniezioni sian sufficienti per la costruzione di due sezioni di tunnel alla volta. In questo modo gli operatori delle macchine sono stati in grado di sfruttare le potenzialità del principio del doppio scudo senza essere limitati da eventuali carenze nella logistica dei materiali. Grazie al design dei componenti è stato possibile smantellare le macchine all’interno del tunnel scavato, senza dover realizzare un tunnel di servizio. Il tunnel INELFE corre in gran parte parallelo alla galleria ferroviaria Le Perthus , costruita da Eiffage TP e Dragados SA nel 2005 2007 tramite due grandi TBM a doppio scudo Herrenknecht (diametro 9,9 m, lunghezza totale tunnel 16,4 km).


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> attualità

DARIO FLACCOVIO

ADVANCED MICROWAVE ENGINEERING

“TERRE RINFORZATE” Quest’opera edita da Dario Flaccovio affronta in maniera completa e approfondita l’applicazione del rinforzo delle terre alla realizzazione di opere di sostegno e pendii ripidi. La trattazione è condotta attraverso un approccio molto pratico, teso a fornire gli strumenti per la progettazione delle opere in terra rinforzata. Il libro prende in esame tutti gli aspetti della terra rinforzata che è necessario

conoscere al fine di valutarne l’applicabilità ed effettuare il dimensionamento delle opere con riferimento alle normative più aggiornate. Vengono analizzati sia i diversi materiali di rinforzo, al fine di caratterizzarli sotto il profilo meccanico e della durabilità, sia le tecnologie attualmente disponibili, con riferimento ai diversi tipi di rinforzo e alle tipologie di paramento utilizzati. Inoltre, viene esaminata la progettazione delle opere per i muri e per i pendii, analizzando i criteri di dimensionamento più diffusi in con10

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IL SISTEMA EGOPRO SAFETY TRACKING dizioni statiche e sismiche. Nel volume viene infine trattato l’aspetto dell’inserimento ambientale esaminando diverse tecniche di rinverdimento e fornendo indicazioni sugli accorgimenti da adottare per ottimizzare lo sviluppo della copertura vegetale. La trattazione si completa con schede di voci di capitolato, analisi prezzi ed esempi di applicazioni reali realizzate in Italia e all’estero. Massimo Comedini, uno dei due autori, è laureato in Geologia, si è occupato di lavori di stabilizzazione dei versanti, costruzione di terre rinforzate e recuperi ambientali. Attualmente è dirigente in un’importante società di ingegneria operante nel settore delle costruzioni ferroviarie. È autore di numerose pubblicazioni e relatore a convegni in Italia e all’estero sui temi dell’applicazione dei geosintetici e del rinforzo dei terreni. Pietro Rimoldi, l’altro autore, è laureato in Ingegneria Civile, lavora nel settore dei geosintetici come consulente e progettista; ha coordinato numerosi programmi di ricerca teorici e sperimentali. È autore di oltre 150 pubblicazioni nazionali e internazionali relative ai geosintetici e alle terre rinforzate ed è stato insignito del prestigioso IGS Award dall’International Geosynthetics Society.

Advanced Microwave Engineering è un azienda fiorentina sorta nel 1999 dall’incontro di competenze sistemistiche con un know-how consolidato nel campo delle tecnologie elettroniche ad alta frequenza e della sensoristica a microonde. A.M.E. ha sviluppato le proprie tecnologie e ottenuto numerosi brevetti proponendo soluzioni performanti e flessibili nel campo dell’identificazione automatica (RFID) attiva, delle tecnologie wireless e della sensoristica per le applicazioni industriali. Le soluzioni proposte si caratterizzano per innovatività e flessibilità e delle architetture d’integrazione, consentendo massima aderenza alle più diverse esigenze del cliente. La modularità e la padronanza delle tecnologie consentono di sviluppare molteplici soluzioni a partire dalla Security e Safety, la logistica, l’automazione e il controllo dei processi industriali. I prodotti e ser vizi dell’azienda si strutturano in quattro linee: EGOpro Security è una linea di prodotti e soluzioni flessibile, completa di dispositivi Hardware, piattaforme Software e applicativi specializzati per risolvere ogni tipo di problematica relativa alla sicurezza in ogni settore; EGOpro Safety è un insieme di soluzioni tecniche esclusive, elaborate da A.M.E. che nascono dall’idea di risol-

vere la problematica degli infortuni e delle morti bianche sul lavoro; PAMS (Planar Active Microwave Sensors) identifica la tecnologia che A.M.E. (Planar Active Microwave Sensors) applica per la realizzazione di sistemi di sensori per la rilevazione accurata, real time di parametri fisici nei processi industriali; Streamline è una gamma di servizi che permette di supportare le aziende a progettare e realizzare evoluzioni strategiche strutturali e di miglioramento, di prodotto e di processo per aiutarle a raggiungere prestazioni elevate e nuovi mercati. La società di Firenze sarà presente alla prossima edizione di Expotunnel dove presenterà, tra le altre cose, il sistema EGOpro Safety Tracking, basato sull’identificazione del personale e sul controllo delle presenze: esso permette di sapere il numero e la posizione del personale all’interno delle gallerie, ad esempio, in modo da eseguire una tempestiva ed efficace procedura di soccorso in caso di incidente, crollo, incendio, eccetera. L’elemento distintivo dei varchi EGOpro, oltre all’attivazione a grandi distanze, è la multilettura degli operatori.


> Mercato di Ettore Zanatta

Sorveglianza di mercato e tutela dell’ambiente Abbiamo incontrato Delio Atzori, responsabile del settore Normativa e Analisi tecniche del Servizio Agenti Fisici presso l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). Un’occasione per fare il punto della situazione sulle normative relative alle emissioni acustiche

P

rotezione ambientale e sorveglianza di mercato. Sono queste le principali funzioni dell’ISPRA, l’Istituto per la protezione e la ricerca ambientale che, nel 2012, ha svolto un’intensa attività di controllo sull’applicazione della direttiva sulle emissioni di rumore. Ne abbiamo parlato con Delio Atzori, che in ISPRA ricopre l’incarico di responsabile del settore Normativa e Analisi tecniche del Servizio Agenti Fisici occupandosi, tra le altre cose, della sorveglianza di mercato sull’emissione acustica ambientale delle macchine e delle attrezzature destinate a funzionare all’aperto. Quali sono le normative che i produttori di macchine e attrezzature operanti all’aperto devono tener bene presenti? “I produttori di macchine e attrezzature funzionanti all’aperto devono fare riferimento alla direttiva 2000/14/CE sul rav-

vicinamento delle legislazioni degli stati membri concernenti l’emissione acustica ambientale, come poi modificata dalla direttiva 2005/88/CE, nonché i decreti di recepimento delle stesse, D.Lgs. 262/2002 e DM 24/07/2006. Parallelamente devono essere tenute in considerazione tutte le norme tecniche di base relative all’emissione acustica che sono richiamate nel corpo dei decreti citati”. Come si articola l’attività di sorveglianza dell’ISPRA? “L’attività di sorveglianza è articolata su due direttrici, una prettamente ispettiva, l’altra di controllo e comunicazione. La funzione ispettiva viene svolta sia attraverso le richieste formali alle aziende produttrici per la verifica della conformità alle disposizioni del D.Lgs. n. 262/2002 e alle conseguenti istruttorie in merito alla documentazione fornita, sia attraverso le visite ispettive svolte nell’ambito di maniPF | settembre-ottobre 2013

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> Mercato

festazioni fieristiche nazionali o presso le stesse aziende produttrici. L’ISPRA attiva le procedure ispettive d’ufficio o a seguito di segnalazioni provenienti da autorità di sorveglianza di altri paesi membri. Per quanto riguarda invece il controllo e la comunicazione, l’ISPRA partecipa all’implementazione della banca dati nazionale denominata “Mara”, dedicata espressamente all’attività di raccolta dei dati, e alla piattaforma europea “ICSMS” (Information and Communication System for Market Surveillance), predisposta per consentire un efficace scambio di informazioni tra le autorità di sorveglianza del mercato dei diversi paesi e in cui convergono tutti i dati relativi alle macchine e alle attrezzature risultate non conformi a seguito di accertamenti documentali o ricavati dalle verifiche ispettive presso le aziende. A livello europeo l’ISPRA partecipa alle attività del Noise Adco, il comitato europeo costituito dai rappresentanti delle autorità di sorveglianza del mercato per la direttiva 2000/14/CE, di cui l’Italia ha la presidenza per l’anno 2013 e, infine, agisce come centro di consulenza specializzata per tutti i quesiti di natura tecnica posti dai produttori al Ministero dell’ambiente o pervenuti all’indirizzo infomacchine@isprambiente.it”. Che cosa le aziende produttrici e importatrici di macchine e attrezzature devono assolutamente fare e sapere? “I produttori e i mandatari di macchine e attrezzature che rientrano tra quelle indicate nell’allegato I del D.Lgs. 262/2002 possono immetterle in commercio a condizione che le stesse: soddisfino i requisiti in materia di emissione acustica ambientale stabiliti dal decreto; siano state sottoposte alle procedure di valutazione della conformità di cui all’art. 11; siano accompagnate dalla dichiarazione CE di conformità (allegato II), rechino la marcatura CE e l’indicazione del livello di potenza sonora garantito (allegato IV). I produttori e i mandatari devono, inoltre, al fine della rilevazione dei dati relativi all’emissione acustica, trasmettere al Ministero dell’ambiente e alla Commissione europea una copia della dichiarazione CE di conformità per ciascun tipo di macchina o attrezzatura di cui all’allegato 12

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Delio Atzori

I immessa in commercio. Pur non essendo previsto dalla normativa, al fine di facilitare le attività di sorveglianza sul mercato è opportuno che tale documentazione venga inviata anche a ISPRA”. Qual è il bilancio dell’attività di ISPRA nel 2012? “Nel 2012 sono state intensificate le richieste alle aziende produttrici per l’acquisizione delle copie delle dichiarazioni CE di conformità ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 262/2002. Le aziende contattate sono state 278, individuate secondo criteri di ampia inclusività riguardo alle tipologie di macchine di cui all’allegato I del D.Lgs. 262/2002. I risultati delle istruttorie avviate sulla base della documentazione pervenuta hanno evidenziato un 64% di aziende

che ha risposto producendo dichiarazioni conformi, mentre il 36% ha risposto in maniera non conforme per varie motivazioni tecniche e, quindi, l’iter istruttorio è ancora in corso. Complessivamente, nel 2012 sono state chiuse positivamente 177 istruttorie. A seguito dell’emanazione del DM 4/10/2011 “definizione dei criteri per gli accertamenti di carattere tecnico nell’ambito del controllo sul mercato di cui all’art. 4 del D.Lgs. 262/2002” sono state svolte le prime visite ispettive presso 10 aziende produttrici. Nel corso delle ispezioni sono stati verificati i seguenti aspetti: la completezza delle dichiarazioni CE di conformità delle macchine con riferimento all’allegato II del D.Lgs. n. 262/2002; i fascicoli tecnici delle macchine; le marcatura CE delle macchine; l’indicazione del livello di potenza sonora garantito (LwA), secondo l’allegato IV del D.Lgs. n. 262/2002”. Molte aziende produttrici si rivolgono a ISPRA ponendo quesiti tecnici. Quale panorama di problemi emerge? “Sul sito web del Servizio Agenti Fisici di ISPRA è presente una sezione dedicata http://agentifisici.isprambiente.it/rumore/ macchine-e-attrezzature-funzionanti allaperto.html - dove, oltre a essere disponibili tutti i riferimenti normativi di settore, si può comunicare con il personale addetto all’attività attraverso l’indirizzo infomacchine@isprambiente.it per porre quesiti su aspetti tecnici e formali riguardanti il D.Lgs. n. 262/2002. Nel corso del 2012 questo canale informativo ha permesso di gestire oltre 200 contatti, molti dei quali riguardanti richieste di informazioni e quesiti posti dalle aziende produttrici, tanto che è stato previsto di inserire nel sito web una sezione ‘faq’ in cui raccogliere le diverse tipologie di domande poste. La maggior parte dei quesiti riguarda situazioni di macchine o attrezzature particolari in merito alle quali i produttori non hanno la certezza che le stesse ricadano nell’ambito di applicazione del D.Lgs. 262/2002. Altri quesiti, invece, riguardano chiarimenti in merito alla normativa tecnica da applicare o ad aspetti che, dalla lettura del D.Lgs. 262/2002, risultano di difficile interpretazione”.


ISPRA: la carta d’identità L’ISPRA, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, è stato istituito con la legge 133/2008 accorpando competenze in materia ambientale precedentemente concorrenti tra Apat (Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici), Infs (Istituto nazionale per la fauna selvatica) e Icram (Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare). L’ISPRA (www.isprambiente.gov.it) è sottoposto alla vigilanza del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e fornisce supporto tecnico allo stesso nelle materie di sua competenza. L’attività è regolata dall’art. 4 del D.Lgs. n. 262/2002, con il quale è stata recepita la direttiva 2000/14/CE, dove si dice che

“l’attività di controllo sulle macchine e attrezzature […] è svolta dal Ministero dell’ambiente che, a tal fine, si avvale dell’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente (Anpa, oggi Ispra) previa definizione del criteri sulla base dei quali la stessa Agenzia procede ad espletare gli accertamenti di carattere tecnico”. Questi criteri sono stati successivamente definiti con l’emanazione del DM Ambiente 4/10/2011, che stabilisce i criteri tecnici e procedurali che ISPRA segue nel corso delle visite ispettive presso le aziende.

Quali sono i temi di lavoro più importanti che saranno posti all’ordine del giorno per quest’anno? “Il programma di lavoro per il 2013 prevede innanzitutto la prosecuzione delle attività di controllo già intraprese, intensificando l’invio di solleciti alle aziende che ancora non hanno provveduto a trasmettere al Ministero dell’ambiente le dichiarazioni CE di conformità e realizzando ulteriori visite ispettive presso le aziende ai sensi del DM 4/10/2011. Altro tema importante è la partecipazione alle attività del NOISE ADCO di cui l’ISPRA detiene la presidenza per il 2013. In questo contesto l’ISPRA proporrà la condivisione di criteri e modalità uniformi per la sorveglianza di mercato e un uso più intenso della piattaforma ICSMS, per favorire lo scambio di informazioni con gli altri paesi, con particolare riferimento a quelle situazioni per le quali vengono individuate non conformità attraverso l’attività di  sorveglianza”.

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> AZIENDE

BAUER Macchine Italia

di Alberto Finotto

Stile d’eccellenza Insediarsi sul territorio vuol dire essere autosufficienti e mettersi a disposizione di ogni esigenza del cliente. Da Mordano, la filiale di casa nostra del costruttore tedesco segue alla lettera una filosofia full service senza compromessi

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eutonici” ma dal cuore italiano e con la dotazione di una personalità inconfondibile. La definizione è il risultato naturale della visita “guidata” alla sede di BAUER Macchine Italia, la filiale del gruppo tedesco operativa sul nostro territorio dal 2008 sotto la guida di Alberto Dalle Coste. Insieme all’amministratore delegato, percorriamo il grande piazzale della sede di Mordano (Bo) parlando delle ragioni che hanno convinto BAUER, quasi sei anni fa, ad aprire una società controllata che si occupasse direttamente dei clienti italiani. “Nel 2007 la casa madre si rese conto che nel nostro paese il numero di macchine BAUER al lavoro nei cantieri della penisola era diventato consistente. Parliamo di oltre trenta unità seguite direttamente dalla Germania, con la necessità di trasferte impegnative e dispendiose. Con l’apertura di questa filiale, ai clienti italiani è stata offerta un’opportunità straordinaria. Possono ‘parlare in italiano’ con chi li assiste in cantiere e questa prerogativa funziona anche come simbolo concreto del servizio a 360° che forniamo sotto ogni profilo aziendale, dall’assistenza tecnica all’organizzazione del reparto commerciale, dalla logistica alle riparazioni”.


Virtù di servizio Le parole di Alberto Dalle Coste fanno da preambolo a uno sguardo rivelatore che ci riporta agli spazi allargati dell’officina, nella parte sud dell’edificio principale, dove alcuni operai specializzati sono al lavoro per il ripristino di una rotary. Nella palazzina degli uffici, da un monitor ci viene mostrata l’organizzazione della logistica di magazzino, secondo un sofisticato modulo di verifica delle disponibilità e di approvvigionamento su scala mondiale. Incontriamo nei corridoi alcuni tecnici dell’assistenza che ci salutano cordialmente ma in tutta fretta. Il lavoro non aspetta e il tempo non basta mai, a Mordano. Oggi BAUER Macchine Italia può contare su uno staff di 10 persone alle quali si aggiungono gli agenti commerciali dell’ufficio di Genova. La qualità delle competenze e la capacità di “fare squadra” sono elementi irrinunciabili della filosofia adottata da BAUER Macchine Italia. “Le competenze dei nostri meccanici sono molto complesse e si estendono naturalmente ai campi della meccatronica e dell’idraulica – sottolinea con forza l’ingegner Dalle Coste – La ricerca dei guasti più difficili, lo start-up delle macchine, l’allestimento specifico del loro assetto nei diversi cantieri, richiedono competenze di alto livello. Alla prima formazione di base del persoI grandi spazi esterni della sede di BAUER Macchine Italia, a Mordano (Bo)

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> Aziende

Le attività dell’officina si svolgono nel segno della più completa autonomia di intervento. Tutte le riparazioni e i revamping delle macchine si realizzano all’interno di questa struttura

nale, noi aggiungiamo l’impegno di una formazione continua che deve necessariamente tenere il passo dell’evoluzione tecnologica. Ci manca ancora una pedina ma la conseguiremo sicuramente in tempi brevi. Vorremmo aggiungere al nostro gruppo attuale la figura di un tecnico trasfertista dedicato principalmente all’istruzione del personale in cantiere e che possa ricoprire direttamente il ruolo ufficiale di operatore BAUER sul campo”.

Una filiale che “parla italiano” per un servizio a tutto campo, dalla vendita di attrezzature, ai ricambi e ai servizi per il cantiere Dall’officina al magazzino, alle vendite, il futuro passa attraverso il nostro sguardo. Che scorre al computer, tra le infinite possibilità offerte dalla piattaforma di gestione SAP Business 1 dedicata alla gestione delle forniture di ricambi dai magazzini e dai depositi BAUER in tutto il mondo. “Abbiamo una visione completa e in tempo reale di tutto lo stock disponibile nei magazzini internazionali del gruppo, dall’Europa al resto del mondo – ci mostra Bernadette Hella, responsabile della filiale di Mordano 16

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– Un esempio dell’efficacia di questo sistema? Siamo riusciti, poche settimane fa, a risolvere un grosso problema di fornitura per un ricambio fondamentale, facendoci spe-

Noleggio senza confini BAUER Macchine Italia offre alla sua clientela un importante parco noleggio di macchine e attrezzature che comprende i modelli di perforatrici BG 39, BG 30, BG 28, BG 25, BG 24, BG 20 (due unità), oltre alla dotazione di frese, macchine per la piccola perforazione Klemm, impianti di miscelazione Mat e numerose altre attrezzature e kit completi di perforazione. Il noleggio è gestito esclusivamente dalla sede italiana, con la possibilità di procurare dalla Germania modelli non disponibili a stock.

dire il componente richiesto addirittura da Singapore. Se pensiamo al fatto che BAUER mette a disposizione dei suoi clienti decine di migliaia di codici a magazzino, si può ben capire l’enorme vantaggio di poter contare su una piattaforma così efficiente”. Dietro l’angolo, poi, c’è il cantiere. Fino a 70 macchine al lavoro, in tutta Italia, e la febbrile dedizione del reparto tecnico BAUER Macchine a disposizione dei clienti. “Possiamo intervenire con grande efficacia grazie alle due officine mobili attrezzate e alla vettura di servizio per le trasferte – aggiunge Paolo Tomaselli, responsabile dell’assistenza – La nostra autosufficienza negli interventi di manutenzione, nelle riparazioni e nelle operazioni di revamping che svolgiamo assolutamente al nostro interno è ‘aiutata’, diciamo, dall’estrema affidabilità delle macchine BAUER”.

Un’offerta su misura Consideriamo, allora, delle macchine da fondazione BAUER, quella che è forse la declinazione più “italiana” del mercato odierno, il “gigante agile” BG 39 che abbina la potenza e l’efficacia del top di gamma BG 40 alla flessibilità della BG 28, macchina best seller per le imprese di casa nostra. “Questo modello rappresenta una rivoluzione epocale – commenta con entusiasmo Alberto Dalle Coste – Improvvisamente, i problemi legati alle dimensioni di trasporto delle gran-


di macchine BAUER in Italia, che sembravano insormontabili a causa della nostra stringente normativa sulla circolazione dei mezzi eccezionali, si sono dissolti. La BG 39 , così come la BG30 e tutte le perforatici della nuova line premium line, è la soluzione definitiva a tutti i nodi legati al trasferimento su strada. Le 140 t di peso operativo vedono il componente più importante ridursi a sole 30 t per un ingombro che è contenuto nella larghezza dei 3 m. Questa modularità compatta di tutta la nuova gamma è il passo avanti che tutti ci aspettavamo sulla strada dei permessi permanenti di circolazione per i modelli BAUER nel nostro paese.

I vantaggi di BAUER Macchine Italia per il cliente? Assistenza e macchine su misura, competenza internazionale, reattività di intervento Una sfida di flessibilità e potenza a un mercato che spia la speranza di ripresa prossima ventura”. Già, il mercato e la fatica della crisi ancora imperante. BAUER Macchine Italia non nasconde le difficoltà ma non arretra neppure di fronte all’uragano della recessione che ha colpito centinaia di imprese del settore. L’attività di vendita, in passato, si è concentrata soprattutto sulle grandi macchine perforatrici e sulle idrofrese; allo stato attuale, questo impegno si mantiene come core business dell’azienda ma il profilo commerciale, comunque, comprende la varietà dei marchi Klemm (macchine per la piccola perforazione) e MAT (impianti per la gestione dei fanghi di scavo), tra le specialità principali della galassia BAUER. “Delle macchine Klemm possiamo dire che offrono una ‘potenza compatta’ e una stabilità che non hanno eguali sul mercato di settore – rimarca ancora Dalle Coste – Se parliamo degli impianti MAT prendendo ad esempio gli impianti di miscelazione, uno dei vantaggi che forniscono è quello di miscelare bentonite e cemento senza la successiva necessità di maturazione della sospen-

L’organico di BAUER Macchine Italia al completo (in primo piano, l’amministratore delegato, Alberto Dalle Coste)

sione; la miscela, quindi, può essere fornita direttamente allo scavo con un risparmio di tempo notevole di tempo e risorse. Si tratta di un vantaggio unico, brevettato in modo esclusivo e comprovato con successo nei cantieri di tutto il mondo”. Forza di convinzione, serietà e massimo impegno, dal prodotto ai servizi offerti. L’identikit di BAUER Macchine Italia adesso è completo, esaustivo, “a prova di cantiere”. Un bel vantaggio per il cliente di casa nostra e un punto d’orgoglio per i “guerrieri” di Mordano che sono già al lavoro su altre strade. Nell’orizzonte esclusivo di una qualità senza compromessi. 

Patente europea per i nostri operatori

Tra le iniziative avviate da BAUER Macchine Italia, trova posto il progetto di integrare la formazione degli operatori offerta dai corsi di BAUER Maschinen nella casa madre in Germania (finalizzati al rilascio di un patentino valido a livello europeo) con le competenze specifiche richieste agli operatori del mercato italiano. Il primo passo di questo progetto si è realizzato recentemente nell’accordo di collaborazione stipulato dalla filiale di Mordano con il centro Più Sicurezza di Imola (un’importante realtà regionale nel settore della formazione e della sicurezza sul lavoro). I programmi futuri di questa joint venture sulla sicurezza

nei cantieri riguardano l’organizzazione, in Italia, di cicli formativi per operatori di macchina da fondazione, con il rilascio di una patente europea sotto la supervisione e il coordinamento del BAUER Training Center di Schrobenhausen. Il coinvolgimento locale prevede l’accordo con altri organismi istituzionali e soggetti economici legati al territorio. I corsi di BAUER Macchine Italia rappresenterebbero un grande vantaggio per gli operatori italiani, che alla fine del ciclo di formazione sarebbero in possesso di una patente europea con le conseguenti, notevoli prospettive di impiego delle proprie competenze in ambito internazionale.

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> Aziende

Espi Engineering

di Stefano Vitali

Rinascita di una gru

I grandi modelli cingolati e tralicciati diventano immortali dopo la “resurrezione” officiata nella sede di Castelfranco Emilia. E Stefano Govoni, dopo 30 anni, è ancora il “genio del revamping” per le imprese che lavorano nei cantieri di tutto il mondo

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otremmo guardare ovunque, nei più grandi cantieri di fondazione a ogni latitudine, e saremmo sicuri di trovarci sempre le possenti gru cingolate che hanno fatto la storia di uno dei settori più complessi che riguardano il mondo Construction. Quasi sempre si tratta di gru dal braccio tralicciato, secondo una tradizione operativa che risale addirittura agli albori dell’ingegneria infrastrutturale. Gru solide, efficienti, abituate a lavorare al limite delle condizioni geoclimatiche, su qualsiasi tipo di terreno e con qualsiasi attrezzatura di supporto. E chi le conosce meglio in Italia di Espi Engineering? Forse nessuno. Lo possono garantire tutte le imprese specializzate che si rivolgono alla fucina instancabile di Stefano Govoni, in quel di Castelfranco Emilia (Mo), per ottenere macchine e competenza, affidabilità per lunghi anni di lavoro e assistenza sul campo, in tutti i continenti dove le Lattice Boom Cranes sono di casa.

Esperienza e competenza È dal 1983 che Stefano Govoni fa rinascere le grandi gru del passato, ripristinandone le funzioni. Il nome di quella che si può tranquillamente definire un’arte della più complessa natura viene definita come revamping, ripristino, rivitalizzazione. Una “missione di talento” che Stefano Govoni

Stefano Govoni, amministratore di Espi Engineering

“Ascoltiamo tutte le esigenze del cliente e non arretriamo mai davanti a nulla. La nostra è una competenza unica!” ha raccolto da una lunga tradizione familiare: 50 anni di creatività che partono da una piccola officina di riparazioni per arrivare all’attuale capannone con officina e deposito che forgia ex novo macchine usate (gru ed escavatori a fune) che risalgono dagli anni Settanta fino ai modelli più noti e recenti.

“Abbiamo fornito una Link Belt LS108B con attrezzatura per diaframmi Casagrande KRC228 a una nuova impresa di fondazioni speciali che sta lavorando nel Congo”, ci aggiorna Stefano Govoni, impaziente e con l’orecchio teso a un telefono che squilla in continuazione. “Le nostre missioni più recenti comprendono anche un noleggio a lungo termine sul Canale di Panama, ancora per una Link Belt LS318 e una triade Sumitomo SC1500, Link Belt LS338 e Kobelco CK2500 destinate al grande progetto di Guaruja, in Brasile”. Quando si parla di forniture, il riferimento è sempre alla grandi imprese italiane che lavorano all’estero, in paesi e cantieri dove non si va troppo per il sottile con le tecnologie all’avanguardia. Quello che conta è avere a disposizione macchine sicure per l’operatore, indistruttibili e infaticabili. “Si tratta di un mercato di settore ‘vecchio’, se parliamo di infrastrutture e fondazioni nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo”, considera Govoni. “Parliamo di macchine a funzionamento meccanico che vanno a lavorare per sempre in quella determinata area geografica, per non tornare più indietro. La richiesta interna, in ambito europeo e, diciamo così, occidentale, è più esigente e pretende macchine più moderne naturalmente, dalle complesse funzioni idrauliche. Anche qui sono pochi quelli in grado di offrire una competenza sulle gru cingolate e tralicciate nel nostro Paese. E noi siamo tra quei pochi”.

Una Link Belt LS108B con attrezzatura per diaframmi Casagrande KRC2-28 al lavoro nel Congo

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> Aziende

Ri-fondazione totale

Le gru ripristinate da Espi Engineering sono modelli che vanno dagli anni Settanta fino ai più recenti

Alcune macchine per il noleggio a lungo termine sono state destinate da Espi a un grande cantiere sul Canale di Panama. Nella foto, una Link Belt LS318

Regine d’Africa Il ricondizionamento delle gru reperite sul mercato dell’usato internazionale da Espi Engineering, è integrale. La conoscenza approfondita dei marchi e dei modelli di gru cingolate utilizzate nel campo delle fondazioni rappresenta il grande “bagaglio” dell’azienda e si tratta di un know-how che non si improvvisa da un giorno all’altro. L’officina e il piazzale esterno della sede Espi Engineering sono praticamente sold out, con lavori in corso d’opera, gru in attesa di essere “resuscitate”, saldature e verniciature svolte con impeto febbrile. “Abbiamo spedito una IHI CCH1000 a noleggio con opzione buyback per il nuovo ponte sulla laguna di Abdjan, in Costa d’Avorio”, riprende Stefano Govoni. “Un’al-

INFO

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tra LS108H5 l’abbiamo omologata CE qui da noi, mentre altre due Link Belt LS318 le abbiamo totalmente ricondizionate e consegnate al Gruppo Salini per la Grand Ethiopian Renaissance, una delle più importanti dighe mai concepite sul continente nero”. Guardiamo le scintille dei saldatori, concentrati a testa bassa, alla precisione degli addetti alla tornitura e alla fresatura, ascoltiamo la “musica” delle carpenterie che rinascono, il ruggito dei motori prima del test finale. “Quello che vede qui risponde a un duplice concetto: autosufficienza e versatilità”, spiega con serietà Govoni. “Tutto parla di completezza, dai lavori in officina fino al magazzino ricambi, fornitissimo di pezzi e di componenti in programma scambio”. Poi, là fuori, c’è il mondo che aspetta. Molta Africa, ad esempio, dalla zona subsahariana alle ex colonie franco-belghe, dalla Guinea Bissau al Congo. “È un’opportunità continua”, conferma Stefano Govoni. “La richiesta di gru cingolate da destinare alle grandi fondazioni rimane straordinaria e al mercato dei Paesi in via di sviluppo aggiungerei le Filippine e Sud America. Il globo intero è il nostro scenario e i miei operai lavorano senza sosta per arrivare a fare tutto in tempo. Smontiamo telai, analizziamo le macchine pezzo per pezzo, ne controlliamo il grado di usura, la funzionalità residua. Sostituiamo cuscinetti, perni, boccole, parti dinamiche, componenti d’usura e procediamo con la rettifica di freni e frizioni, all’adattamento dei nuovi motori, al rifacimento dell’impianto oleodinamico se la gru presenta un modulo idraulico. Insomma, le macchine escono da qui ringiovanite, rinvigorite, spesso con possibilità d’impiego che non erano contemplate neppure quand’erano nuove!”.

Tra gli interventi di “attualizzazione”, lo staff Espi Engineering contempla generalmente la modifica del carro, l’implementazione di comandi joystick e perfino l’aggiunta, a volte, di un argano supplementare utile alle imprese che realizzano lavorazioni con palancole, a sostegno dell’attrezzatura di vibroinfissione. “Facciamo tutto ciò che può rendere una macchina ancora appetibile per un mercato esigente”, riassume Stefano Govoni. “Abbiamo mediamente tre gru al mese in lavorazione ma ad aspettare il loro turno, spesso, ce ne sono molte di più”. E loro, le protagoniste, da dove arrivano, qual è il loro pedigree? Ci risponde ancora il titolare di Espi: “Se parliamo di costruttori americani i modelli più diffusi, dagli anni Settanta agli anni Novanta, portano le livree di Link Belt, Bucyrus Erie, Manitowoc, Lima e Marion. In Europa, i protagonisti sono Liebherr, Bauer, Sennebogen, Soilmec, Casagrande. E poi abbiamo i giapponesi: Kobelco, Hitachi, Sumitomo... Quello che conta, alla fine, sono le idee giuste per riportare a nuova vita queste vecchie macchine ‘in pensione’. Occorre abbinare il componente giusto, a partire dalle trasmissioni e dai motori (noi utilizziamo spesso i nuovi FPT-Fiat PowerTrain, in sostituzione di quei propulsori che non sono più reperibili sul mercato dei ricambi). Poi, c’è tutta la parte che riguarda la robustezza strutturale e la semplicità d’uso, e qui la perizia meccanica acquisita nel tempo aiuta molto la buona riuscita del revamping, nel rifacimento di un carro o di un braccio tralicciato”. Se serve una gru per qualsiasi lavoro, Espi Engineering è in grado di procurarla, sempre, secondo le caratteristiche che servono a svolgere un compito in cantiere in modo irreprensibile. “Forniamo ogni assistenza, ascoltiamo tutte le esigenze del cliente e non arretriamo di fronte a nessuna difficoltà”, assicura Stefano Govoni. “La tecnologia del sollevamento e delle fondazioni è la nostra vita. Anzi, per meglio dire, la nostra vita è far tornare... a vita nuova le nostre gru. Perché al di là di qualsiasi crisi il genio e la competenza, nel cuore della meccanica made in Italy, non sono ancora morte. E non moriranno mai negli anni a venire”. 


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> Aziende

Metax

di Alberto Finotto

World Press(ure) A essere “sotto pressione” è il produttore di Piacenza, ma perché alle prese con gli ordini continui per i suoi sistemi di miscelazione e pompaggio. La via delle grandi opere va dall’Austria a Hong Kong, passando per le strade infinite delle pianure australiane

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hi lo dice che l’Europa non sia più capace di stupire il mondo con grandi infrastrutture concepite sotto il segno dell’ingegneria più alta nel campo delle costruzioni? Il Wienerwald Tunnel austriaco è la dimostrazione tangibile di quanto la domanda d’apertura risulti assolutamente retorica, al cospetto di questa modernissima galleria ferroviaria di 13,35 km che attraversa il Danubio e le montagne nella parte settentrionale del Wienerwald, tra Gablitz e Mauerbach. Si tratta di un autentico prodigio tecnologico, parte integrante della nuova tratta ferroviaria di collegamento tra Vienna e Sankt Pölten, lungo un percorso totale di 60 km concepito dalle Ferrovie Occidentali Austriache per integrare la nuova Hauptbahnhof della capitale austriaca. L’opera è straordinaria, non c’è dubbio, ma

la realizzazione di “miracoli” simili non va mai visto come il frutto di un solo albero di genio. In questo caso, l’Italia ha fatto la sua parte da protagonista con l’apporto fondamentale di know-how e attrezzature forniti da Metax – divisione di CIMA S.P.A., l’azienda piacentina nota in tutto il mondo per la sua produzione specializzata di pompe ad alta pressione per le fondazioni speciali. Per il cantiere di Wienerwald Metax ha predisposto un numero notevole di macchine tra impianti di miscelazione, pompe d’iniezione e vasche di stoccaggio; una “squadra” decisiva soprattutto nella definizione degli 11 km principali del Wienerwald Tunnel, realizzati partendo dal versante occidentale con la tipologia bi-tube (una galleria singola dedicata a ciascuno dei due binari, mentre il tunnel unico per i due binari è stato previsto solo per i restanti 2,35 km).


Sul treno d’Europa Lo scavo della galleria bi-tube è iniziata nell’autunno del 2005, con l’impiego di due grandi TBM Herrenknecht, ed è stato completato due anni più tardi. In seguito si è proceduto alla fase della

realizzazione e del consolidamento delle strutture, fino al febbraio del 2010. A conclusione dei lavori relativi alla parte ferroviaria vera e propria, le ferrovie nazionali austriache (ÖBB) hanno aperto il tunnel ad alta velocità il 9 dicembre scorso, ag-

giungendo la “pietra d’angolo” alla tratta di collegamento tra Vienna Meidling e Sankt Pölten. Sul campo Metax ha portato 14 pompe di iniezione, 12 IC90 e due IM90S: si tratta di moduli monopistone a doppio effet-

Il cantiere del Wienerwald Tunnel, in Austria. Metax ha avuto un ruolo fondamentale nei lavori di alimentazione della miscela cementizia in galleria, fornendo diversi modelli delle sue pompe d’iniezione

Una sinergia mondiale La vocazione internazionale di Metax ha preso il volo nel 2002, quando l’azienda è entrata a far parte di Cima Spa, gruppo industriale che comprende tre realtà imprenditoriali preesistenti che facevano capo alla medesima proprietà. Cima è in effetti l’azienda capostipite, fondata nel 1961 (produzione di carpenterie e d’impianti destinati all’industria del cemento, e al settore movimento terra), alla quale si sono aggiunte Sicom, creata nel 1977 (produzione di

raccordi speciali, tubi e flange ottenute da lamiera calandrata per i settori piping, petrolchimico, energia, gas e acqua) e Metax, costituita nel febbraio del 1987 (sistemi di miscelazione e pompaggio ad alta pressione per il settore geotecnico ed il consolidamento del sottosuolo). Metax, in particolare, ha conservato il proprio marchio commerciale registrato che contraddistingue la Divisione Geotecnica del gruppo.

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> Aziende

zione e al trasporto della miscela stessa sulla lunga distanza (fino alla densità di 1,8 kg/dm3). Queste pompe, infatti, sono dotate di un sistema oleodinamico di comando che permette di tenere la linea in pressione senza che sia necessaria una linea di ritorno e soprattutto senza dover arrestare il sistema. Alle pompe d’iniezione Metax ha abbinato un impianto di miscelazione JM30 completamente automatizzato (dotato comunque anche di funzione manuale), allestito su container e dedicato alla produzione della miscela cementizia per le opere d’iniezione all’interno del tunnel. Infine, a supporto delle attività, è stata fornita una vasca di stoccaggio modello JA3 con agitatore ad asse verticale; la funzione di questa vasca è quella di mantenere in fase di mescolazione la miscela evitando che si decanti o si solidifichi. L’azione meccanica della doppia serie di pale consente di mescolare intensamente il liquido e di ottenere una maggiore omogeneità. La vasca di stoccaggio è dotata di una pompa verticale provvista di circuito by-pass per il riciclo della miscela all’interno della vasca stessa. La funzione di questa pompa è quella di sovralimentare le pompe di iniezione e le altre attrezzature di cantiere insediate a valle della vasca.

Per il cantiere “sotterraneo”

I lavori di realizzazione di una delle nuove stazioni della metropolitana di Rio De Janeiro, quella di Nossa Senhora da Paz. Metax ha partecipato con le sue attrezzature a diversi cantieri, fornendo in particolare i modelli di motopompa MP7

to concepiti principalmente per iniettare miscele cementizie binarie, ternarie o quaternarie (con rapporto acqua/cemento fino a un massimo di 1/2) a pressione medio-bassa (3÷60 bar per le pompe IC90) e medio-alta (30÷200 bar per le IM90S). Sempre per l’alimentazione della miscela in galleria, l’azienda emiliana ha fornito al cantiere anche due moduli monopistone a doppio effetto IM190S dedicati all’inie24

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Brisbane, Hong Kong, Rio De Janeiro: la tecnologia dell’azienda piacentina non ha confini e le richieste arrivano dai cantieri di tutto il mondo

Quello del Wienerwald Tunnel è solo uno degli innumerevoli cantieri internazionali ai quali Metax ha fornito prodotti dalla tecnologia unica. La motopompa Metax del tipo MP7, ad esempio, è uno dei modelli più richiesti nelle operazioni di consolidamento dei terreni dove occorrono pressioni alte e costanti. Le particolari soluzioni costruttive fanno di quest’attrezzatura un mezzo ideale per l’esecuzione delle iniezioni jet-grouting. La presenza di questa macchina sofisticata è frequente soprattutto nelle opere che riguardano i trasporti sotterranei. Di recente, diverse motopompe del tipo MP7 sono state impiegate nei cantieri delle nuove stazioni sulla Linea 4 della metropolitana di Rio De Janeiro, mentre altre MP7 sono state inviate a Hong Kong per i lavori di realiz-


Le pompe di iniezione Metax hanno alimentato la miscela in galleria per il prodigioso Wienerwald Tunnel zazione delle altre stazioni che si sono aggiunte di recente (in particolare nella zona dello Sham Shui Po District) al fitto reticolo della metropolitana più frequentata al mondo. La motopompa MP7 è un modulo che può essere allestito secondo le esigenze del cliente, con l’opzione di componenti diversi, dalle pompe centrifughe di sovralimentazione carrellate, complete di quadro elettrico alla strumentazione data-logger, fino al comando remoto a distanza. Ad esempio, nel reparto di costruzione e allestimento Metax, a Piacenza, le casse pompe e la trasmissione vengono sottoposte a un trattamento termico di distensione prima delle lavorazioni meccaniche, in modo da evitare tensioni residue nella struttura. Tutti i particolari, prima del montaggio, sono poi controllati con cura dal personale tecnico dedicato al collaudo interno di linea, in modo da verificare la corrispondenza puntuale alle specifiche di progetto. Dopo il montaggio, tutte le motopompe sono sottoposte al collaudo finale per verificare le funzionalità di ogni particolare. La diffusione delle attrezzature Metax davvero non ha confini e il successo dei moduli di mescolazione e pompaggio dele miscele cementizie progettati e costruiti nello stabilimento di Piacenza ha raggiunto anche l’Australia, dove la fornitura delle attrezzature ha riguardato la joint-venture Transcity - di cui fa parte il gruppo italiano Ghella Spa - impegnata nella realizzazione di due tunnel autostradali paralleli di 4,8 km che hanno unito le parti nord (Bowen Hills) e ovest (Toowong) della città di Brisbane. La conclusione dei lavori era prevista per il 2014 ma grazie anche alle tecnologie fornite da Metax, i lavori sono terminati con largo anticipo, lo scorso mese di luglio.

Un altro impianto MP7 in azione nel cantiere della stazione di Sham Shui Po District, sulla fitta rete della metropolitana di Hong Kong

La diffusione e la diversificazione di impiego in particolare delle pompe triplex nelle tipologie MP4, MP5, MP7 ed MP9 - con innumerevoli e diverse motorizzazioni specifiche - è consolidata a livello mondiale e ha raggiunto ormai da tempo paesi come la Siberia, l’India, Singapore (sono presenti solo su quest’isola oltre 25 pompe Metax per i vari progetti in corso) ma anche il Sudafrica, il Vietnam e l’Australia, dove la tecnologia fornita dalla Metax ha contribuito

soprattutto alla realizzazione di nuovi e innovativi progetti per grandi infrastrutture. Nel frattempo, il giro del mondo di Metax non si ferma mai e le sue macchine, dalla sede operativa di Piacenza, sono in attesa delle prossime trasferte globali. Sul “pianeta cantiere” gli ammaraggi dell’ingegneria made in Italy non si sono ancora conclusi. Così, l’avanguardia della vecchia Europa fa pressione sul futuro dell’industria e delle buone idee. Tornando a vincere.  PF | settembre-ottobre 2013

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> Macchine

Chimin & Liebherr

di Ettore Zanatta

Sinergia per le fondazioni Uno specialista nel settore dell’edilizia e delle fondazioni speciali ha recentemente inserito nel suo ampio parco mezzi due soluzioni innovative del costruttore tedesco. La testimonianza autorevole del suo titolare mette in evidenza le qualità intrinseche di queste macchine

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ondata da Egeo Ferretti e attiva a Correggio (Reggio Emilia) dal 1953, la Chimin è certamente una delle realtà più strutturate e attive nel panorama dei servizi dedicati al settore edile. Non solo in Emilia-Romagna, ma su tutto il territorio nazionale. L’azienda emiliana si è sviluppata costantemente nel corso degli ultimi 60 anni, divenendo un referente preparato in molteplici ambiti d’intervento (privato, civile, residenziale, industriale, pubblico, statale/grandi opere e ambientale), in grado di offrire una consulenza e una visione a 360° dei più disparati progetti da affrontare sul campo. La strada intrapresa fin dalla sua fondazione le ha permesso di definire una precisa strategia di sviluppo e di consolidamento basata su principi chiari: selezione accurata del personale e massima attenzione alla relativa formazione; investimenti mirati alla costituzione di un ampio parco mezzi (che attualmente conta circa 100 unità),

alla relativa manutenzione e alle attrezzature di corredo; organizzazione interna del servizio di progettazione e calcolo per la definizione tecnica ed economica degli interventi; sviluppo di un ventaglio di servizi complementari tra loro, rivolti in particolare alle fondazioni speciali e alla palancolatura, alle demolizioni e al recupero dei materiali inerti, al movimento terra e all’escavazione in genere, così come al servizio di noleggio autogrù con operatore specializzato, al commercio e alla fornitura dei materiali inerti.
 Il citato servizio di palancolatura, in particolare, è oggi un vanto e un punto di forza dell’azienda reggiana e ha conquistato un posto privilegiato nel ventaglio di offerte proposte. In dettaglio, si tratta della posa in opera di palancole metalliche in acciaio di varie metrature, vibroinfisse nel terreno, e della vendita/noleggio delle stesse. Così come per gli altri servizi, anche per quest’attività la Chimin crede e investe


costantemente in personale specializzato e tecnologia e dispone oggi di un parco macchine e attrezzature continuamente revisionato e aggiornato. Ne è un esempio il recente inserimento nel parco mezzi di un escavatore a fune HS 845 HD Litronic e di una macchina specifica per vibroinfissioni e palificazioni, l’LRB 125 Litronic, entrambi di marchio Liebherr. Abbiamo incontrato Alessandro Ferretti, figlio del fondatore Egeo e attuale titolare dell’azienda, per capire quali sono gli effettivi valori aggiunti apportati da queste macchine alla sua attività. Qual è stata l’esigenza che vi ha portato all’acquisto dell’escavatore a fune HS 845 HD Litronic? “Il nostro portafoglio clienti è molto ampio e la programmazione dei lavori è sempre molto dinamica, poiché spesso dobbiamo prevedere interventi brevi e di natura diversa, spesso in presenza di terreni molto impegnativi. Per questo motivo nel nostro magazzino sono presenti circa 5.000 t di palancole, diversificate per lunghezza, tipologia e peso, in modo da poter consigliare e proporre sempre la soluzione più idonea ed efficace. A tal fine, avevamo la necessità di disporre di una macchina potente e affidabile, ma allo stesso tempo versatile, in modo da poter essere impiegata in più ambiti operativi, praticamente senza mai fermarsi. Dopo un’attenta valutazione, e anche grazie alla preziosa

L’escavatore a fune Liebherr HS 845 HD Litronic (caratteristiche principali della versione consegnata a Chimin) Motore Liebherr da 350 kW/470 HP Argani da 20 t con caduta libera Braccio modulare con lunghezze possibili fino a 44 m Possibile impiego come gru cingolata da 70 t Impianto idraulico per l’alimentazione di vibroinfissori Allestimento per scavo con benna mordente Allestimento per scavo con benna a strascico (dragline)

consulenza del team Liebherr, nel marzo 2012 abbiamo deciso di acquistare l’HS 845 HD Litronic. Si tratta di una macchina dallo spettro applicativo illimitato, grazie anche alla possibilità di applicare le più diverse attrezzature e di lavorare con differenti tipologie di benne. La sua architettura modulare, tipica della filosofia costruttiva

Liebherr, permette di configurare l’escavatore ad hoc per l’impiego specifico: dalla movimentazione dei materiali (con benna mordente o a strascico) ai lavori di sollevamento e/o demolizione o compattazione dinamica del terreno, dalla posa di paratie con benna per diaframmi alle opere di canalizzazione”.

Chimin ha recentemente inserito nel suo parco mezzi un escavatore a fune HS 845 HD Litronic di Liebherr, una macchina dallo spettro applicativo pressoché illimitato

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> Macchine

Macchina per vibroinfissione e palificazione Liebherr LRB 125 Litronic (caratteristiche principali della versione consegnata a Chimin) Motore Liebherr da 450 kW/603 HP Guida verticale da 15,5 m d’altezza Argano ausiliario su guida da 5 t Impianto idraulico per l’alimentazione di vibroinfissori Impianto idraulico per palificazione Preinstallazione elettronica per vari potenziali impieghi (soil mixing, CFA, martello, pressa, eccetera) Vibroinfissore ad alta frequenza PVE mod. 23 VML: – Piastra per infissione palancole profilo Z – Piastra per infissione palancole profilo U – Piastre per infissione tubi/camicie (a più pinze) – Pinza idraulica da 1.500 kN

L’universalità d’impiego e la flessibilità, dunque, sono gli elementi su cui si è basata la scelta. Quali sono gli aspetti che più vi hanno colpito in questa macchina? “Certamente il vantaggioso sistema Liebherr di autocaricamento e automontaggio, che evita il dispendio di tempo e di costi, anche grazie alla possibilità di evitare l’impiego di una gru di servizio. Ma anche le notevoli doti di economicità e rendimento che porta con sé la macchina: oltre a evidenziare la presenza di componenti robusti e resistenti, cito i contenuti consumi di carburante e il fabbisogno minimo di manutenzione, sia per i motori diesel che per gli argani, il sottocarro e i componenti in generale: non abbiamo mai avuto necessità di interventi in tal senso da quando abbiamo acquistato la macchina (e posso affermare che da quel momento non si è mai fermata ed è stata impiegata per molte più ore di quante preventivate). Anche l’idraulica, legata al sistema di gestione Litronic, è impressionante: la centralina, appositamente progettata per affrontare anche le condizioni ambientali estreme, raggruppa tutte le funzioni di controllo e regolazione dell’insieme; tutte le informazioni vitali sono visualizzate secondo uno schema di facile comprensione sullo schermo in cabina, evitando la presenza di centraline a terra; i comandi proporzionali ad azionamento elettroidraulico, poi, permettono l’attivazione simultanea e precisa di più movimenti e garantiscono precisione di posizionamento in tutte le fasce di carico”. Uno dei “problemi” che le imprese devono spesso affrontare in Italia si riferisce alla configurazione e al trasporto delle macchine, che devono rientrare entro i 3 m di larghezza e le 56 t di peso, per evitare lungaggini burocratiche tipicamente italiane e alquanto dannose in termini economici e di tempistiche. Come avete risolto questa problematica? “Grazie alla disponibilità del team Liebherr e al rapporto sinergico instaurato con esso. La macchina - che peraltro già presenta un’architettura che la rende molto compatta - è stata ulteriormente

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‘alleggerita’ e praticamente realizzata ‘su misura’, al fine di poter ottenere un permesso di trasporto permanente e di non dover ricorrere a permessi temporanei, per i quali occorre sempre aspettare tantissimo (troppo!) tempo, che ci avrebbero impedito di utilizzare la macchina in modo dinamico, dovendola impiegare in cantieri per periodi molto brevi. L’uso di materiali leggeri e la struttura robusta (ma compatta) hanno caratterizzato questo HS 845 HD Litronic e hanno concorso a contenere il peso e a ottimizzare la dimensione del mezzo”. Sulla “scia” di quest’acquisto e nell’ottica di un allargamento del vostro parco mezzi (oltre che delle possibilità operative) avete recentemente noleggiato da Liebherr una LRB 125, macchina specifica per le attività di infissione e palificazione… “Sì, e anche in questo caso avevamo la necessità di dotarci di un mezzo versatile, utilizzabile non solo per l’infissione di palancole, ma anche di tubi e camicie metalliche, nonché in lavori di consolidamento di argini e terreni e/o interventi di soil mixing. Il modello 125 è il più piccolo della gamma LRB - che include anche le versioni 155 e 255 - ed è ideale per l’impiego sia per infissioni con vibratori o martelli idraulici, sia per impieghi di perforazione con doppia testa perforante, coclea continua o attrezzature di perforazione kelly. Abbiamo scelto questo modello anche per via delle dimensioni (vedi il discorso precedente relativo ai trasporti), per la possibilità di poterlo trasportare in un unico pezzo e di poterlo impiegare rapidamente in diverse tipologie di cantiere, grazie anche alla rapidità di montaggio e smontaggio - senza necessità di gru di servizio - che lo contraddistingue”. Anche in questo caso, quali sono gli aspetti che più vi hanno colpito in questa macchina? “Sono rimasto molto colpito anche in questo caso dalla sua versatilità, dall’assoluta affidabilità e resistenza e dai consumi davvero molto contenuti, oltre che dalla sua cinematica ‘a triangolo’, che offre una particolare stabilità, un’alta forza

L’inserimento nel parco mezzi di una LRB 125 si deve alla necessità di avere a disposizione una macchina versatile. Si tratta del modello più piccolo della gamma LRB di Liebherr

parametri di funzionamento) sono ugualmente accessibili. E tutto ciò è un vantaggio evidente per l’operatore!”.

direzione e che contiene al massimo la deformazione. La gestione generale della macchina, poi, è garantita dal sistema di trasmissione dati e di localizzazione LiDAT: basato su una moderna tecnologia, questo interessante strumento fornisce le informazioni necessarie per la localizzazione e l’esercizio delle macchine, permettendo quindi la gestione efficiente, la programmazione ottimizzata dei servizi e il controllo a distanza di tutte le macchine. I dati sono aggiornati più volte al giorno e possono essere visualizzati sempre mediante un browser web. Le informazioni particolarmente sensibili (ad esempio, quando la macchina si allontana da una zona predefinita o i messaggi che riguardano determinati stati di servizio e i

Questo noleggio porterà all’acquisto della macchina? “Sì. L’abbiamo testata a lungo e in condizioni estreme, anche in progetti importanti, e si è rivelata molto efficace e affidabile. Grazie all’elevata potenza dei motori offre la possibilità di montare vibroinfissori e attrezzature di perforazione di grande taglia e potenza senza dover ricorrere a un gruppo motore separato. Il sistema di tiro/ spinta a fune (e sappiamo che, come accade per la posa dei pali trivellati e vibrati, anche per i pali battuti la spinta d’avanzamento del mezzo riveste un’importanza decisiva) consente elevate forze di strappo e compressione. Questa soluzione ci offre prospettive molto interessanti in mercati nuovi per noi, che ci consentiranno di ampliare ulteriormente il nostro raggio d’azione e il ventaglio operativo. E viste le soddisfazioni e le ‘certezze’ che il rapporto con Liebherr ci ha dato, credo che la sinergia tra noi e il costruttore tedesco sia destinata a continuare, con l’acquisto di nuovi mezzi, che ci consentiranno di consolidare ulteriormente la nostra posizione nel settore delle fondazioni speciali”.  PF | settembre-ottobre 2013

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Hydreco Hydraulics Italia

di Alberto Finotto

Impugnatura... a fondo!

Vale a dire il controllo manuale di ogni dinamica con il beneficio delle nuove tecnologie elettroniche. L’azienda di Vignola (Mo) cambia la propria ragione sociale e lancia il futuro per i joystick di comando delle gru da perforazione

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identità è una cosa seria. Chi ce l’ha davvero non ha alcuna paura di cambiare nome, casa, aspetto esteriore. Per un’azienda, poi, mantenerla in tutta la sua forza (di mercato) è una testimonianza assoluta di autorevolezza, quand’è in atto una cruciale rivoluzione di immagine. “Cambiamo il nome, non la qualità. E neppure i nostri progetti di sviluppo”. Non potrebbe essere più chiara la dichiarazione d’intenti di Davide Vaccina, AD di Hydreco Hydraulics Italia, la “nuova” ragione sociale che sostituisce il marchio David Brown con cui l’azienda di Vignola (Mo) ha operato fino allo scorso agosto nel campo dei componenti di controllo per macchine operatrici. “Il nostro pubblico ci conosce dal 1978 e dagli anni Novanta i nostri manipolatori

idraulici ed elettrici per gestione di sistemi oleodinamici hanno conquistato il mercato”, spiega Vaccina. “Siamo la punta di diamante di un gruppo industriale (David Brown Hydraulics) che oggi è stato ridefinito sotto il profilo dell’organizzazione strategica, seguendo gli intenti del suo fondo proprietario, la finanziaria Clyde Blowers Capital. In buona sostanza, siamo diventati (sempre nell’ambito della galassia David Brown Hydraulics) Hydreco Hydraulics Italia, mutuando un marchio dell’oleodinamica applicata molto noto a livello internazionale. Il blu e il verde oggi sono i nostri ‘colori sociali’, ma non saranno solo cromatiche le novità previste per quest’autunno!”.

Nome nuovo, sede nuova Colori a parte, il cambiamento del nome da David Brown Hydraulics Italia a Hydreco


Hydraulics Italia porta con sé anche il vento di un prossimo trasferimento della sede operativa. Dalla struttura originaria in via del Costruttore, l’azienda allargherà i suoi orizzonti grazie agli spazi molto più ampi del nuovo stabile, sito anch’esso nella zona industriale di Vignola. “Il nuovo stabilimento è ormai pronto per la sua prossima operatività”, ci informa Michele Guiati, AD di Hydreco Hydraulics Italia. “Da settembre stiamo completando i servizi accessori, dagli allacciamenti alla nuova pavimentazione. Per noi è un passo importante sotto il profilo logistico; abbiamo raddoppiato l’area disponibile per la nostra attività: 1.860 m2 complessivi, di cui 1.260 m2 riservati alla produzione e il resto diviso tra uffici e garage”. Alla fine dell’anno la nuova struttura Hydreco Hydraulics Italia sarà a pieno regime, a disposizione dei numerosi progetti che l’ufficio ricerca e sviluppo ha in serbo per il prossimo futuro. L’organico attualmente in forza all’azienda sta lavorando soprattutto su tre novità di prodotto: “Oltre a un nuovo joystick idraulico compatto riservato ai miniescavatori - ci aggiorna Guiati - abbiamo lanciato sul mercato un’impugnatura multifunzionale, con un frontalino più ampio in modo da contenere molti più pulsanti e controlli. Si tratta di un progetto concepito su misura per le esigenze di operatori deputati all’utilizzo di macchine dalle funzionalità complesse, come le gru da fondazione, le centraline da perforazione e, nel campo del sollevamento, i mezzi impiegati nelle operazioni di material handling portuale, i reachstacker e le autogrù all terrain”. La terza novità, in fase di sviluppo dall’inizio dell’anno, riguarda un rivoluzionario joystick elettroproporzionale con un ampio ventaglio di funzioni opzionali in relazione alle più diverse esigenze di mercato delle macchine mobili. “Attualmente siamo in fase di test”, conferma Davide Vaccina. “Abbiamo già realizzato la struttura meccanica e le schede elettroniche del nuovo joystick, che andrà a sostituire, all’interno della nostra gamma, il vecchio joystick elettrico-proporzionale. Il lancio del prodotto avverrà probabilmente alla fine dell’anno in corso. Massima flessibilità, più controlli a bordo, molteplici possibilità di applica-

Da sinistra, Michele Guiati e Davide Vaccina, amministratori delegati di Hydreco Hydraulics Italia

“Oggi ci chiamiamo Hydreco Hydraulics Italia, ma la nostra identità di prodotto non cambia rispetto al passato” zione... Insomma, dalla ‘svolta elettrica’ il settore è passato alla ‘svolta elettronica’ e noi di Hydreco Hydraulics Italia ce ne siamo accorti da tempo; per questo, il progetto del nuovo joystick s’inserisce in un programma ben preciso che noi abbiamo avviato già da qualche anno e che ora sta prendendo corpo in maniera consistente: quello di poter fornire ai nostri clienti sistemi di controllo remoto basati su protocolli sempre più elettronici. Quindi, a centraline di controllo che

La nuova impugnatura multifunzionale con l’ampio frontalino implementato con pulsanti e controlli

possano gestire un po’ tutte le funzioni della macchina (partendo dalla trasmissione, ad esempio, fino alla dinamica di un braccio o di un’attrezzatura specifica) occorre associare un sistema di sensori, joystick, display e tasti operativi che riesca a soddisfare le esigenze di praticità e ottimizzazione delle prestazioni richieste dal cliente”.

Il “remoto” futuribile Lo sviluppo tecnologico dei manipolatori dedicati alle macchine da sollevamento e alle gru da fondazione è la direttrice più recente della ricerca di Hydreco Hydraulics Italia. “Parliamo di macchine che comprendono sistemi funzionali complessi”, riassume Michele Guiati. “Pensiamo solo alla gestione delle sicurezze e dei movimenti relativi alle attrezzature più disparate. Il controllo remoto quindi va declinato a esigenze piuttosto sofisticate. Tra le nostre tecnologie recenti vorrei ricordare l’implementazione della scheda elettronica denominata safeTgrip®, dedicata alle gru mobili e installata all’interno dell’impugnatura che consente, grazie a due sensori capacitivi, l’azionamento funzionale del manipolatore quando l’operatore ne abbraccia effettivamente l’impugnatura stessa. La scheda poi prevede un circuito ridondante che, in caso di guasto, è in grado di attivare un sistema di sicurezza superiore in modo da scongiurare ogni rischio”. PF | settembre-ottobre 2013

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> Componenti

La varietà dei joystick prodotti da Hydreco Hydraulics Italia affianca modelli semplici e tipologie per gestioni complesse

Il nuovo stabilimento è ormai pronto per la sua prossima operatività La nuova impugnatura multifunzionale è stata progettata per poter utilizzare anche il safeTgrip®, secondo una logica di integrazione tecnologica che è un ulteriore punto di forza nella creatività che caratterizza i prodotti Hydreco Hydraulics Italia. “Ma non

L’unità elettrica Can Bus Master Unit con il relativo display a colori da 5”

Un nome che viene da lontano

Nata a Vignola (Mo) trentacinque anni fa, la realtà attuale di Hydreco Hydraulics Italia (oggi parte del gruppo industriale Hydreco Hydraulics) è riconosciuta come azienda primaria, in ambito internazionale, nel campo degli strumenti di controllo remoto per le macchine operatrici.

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Tra le tipologie di manipolatori progettate da Hydreco Hydraulics Italia si possono distinguere modelli bi-asse, a singolo asse e a pedale. Tra i moduli idraulici più diffusi sono compresi i joystick monoblocco impiegati negli ambienti di lavoro più gravosi, dalla struttura solida ad alta protezione contro polvere, umidità e altri agenti aggressivi. Hydreco Hydraulics Italia, inoltre, si occupa di vendita e assistenza per tutte le apparecchiature legate ai sistemi oleoidraulici Hydreco Hydraulics.

solo”, aggiunge Guiati. “Un upgrade dei nostri joystick è sempre possibile per il cliente. Si può cambiare la parte dell’impugnatura per aggiungere maggiori controlli sul frontalino, conferendo maggiore flessibilità al controllo remoto della macchina. È la flessibilità del manipolatore ad aggiungere prospettive inedite al nostro lavoro. Oltre al settore delle fondazioni speciali, infatti, i nostri obiettivi di mercato più attuali riguardano l’agricoltura, l’ambito marino e l’impiantistica industriale. Anche se limitare le idee a una lista definita è sempre difficile per noi. Diciamo allora che ogni primo impianto aspetta che noi ‘ci mettiamo le mani’. Così l’unico elemento che non risulterà mai ‘remoto’, alla fine, sarà  l’orizzonte delle nostre potenzialità!”.


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DAV

di Marzio Moschin

La guida in... catene Da una lunga tradizione di carpenteria alla specializzazione in un segmento difficile come quello dei grandi accessori portacavi per la perforazione offshore. L’acciaio oggi parla la lingua di un engineering sofisticato e di alta qualità

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vete mai pensato all’eventualità che una catena possa “liberare” un moto d’azione, un processo dinamico, piuttosto che contenerlo? Se non l’avete mai fatto, allora pensateci concretamente perché le catene portacavi in acciaio fanno proprio questo: favoriscono la buona riuscita di un’applicazione specifica, nel sollevamento di manufatti come nella perforazione guidata in diversi ambiti d’intervento. Il progetto, la concezione tecnologica e la realizzazione speciale delle catene portacavi rappresentano il core business della carpenteria milanese DAV, il cuore di una strategia produttiva che può apparire come un oggetto misterioso ai profani del settore. Chi non è profano, invece, conosce bene l’importanza di queste “guide” speciali. La conoscono fin nel dettaglio, ad esempio, i protagonisti della perforazione offshore che lavorano sulle piattaforme petrolifere in mare aperto: la rottura di un impianto di cavi in un gruppo di trivella34

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zione può costare all’impresa fino a 150 milioni di dollari per il fermo macchina e il conseguente ammanco di produzione. Chi protegge gli impianti da potenziali disastri del genere, allora? Proprio quell’”armatura” catenaria complessa e flessuosa che fa al contempo da guida e protezione agli stessi cavi di alimentazione. DAV ha fatto delle catene portacavi la pietra d’angolo della sua ricerca e sviluppo nel campo dell’alta carpenteria. Una produzione d’eccellenza attorno alla quale ruota l’impegno internazionale di questa notevole realtà imprenditoriale di Rho (Mi). “Si tratta di una produzione che potenzialmente copre un’infinità di settori”, considera Stefano Vavassori, amministratore delegato di DAV. “È una manifattura, quella delle catene portacavi, che serve a tutti gli ambiti dove esiste una movimentazione basata sulla traslazione di cavi o di tubi idraulici. Si va dalle applicazioni estreme in campo siderurgico alle taglierine d’inserimento in colata continua, dove questi prodotti devono essere in grado di sopportare temperature che superano i 600°C”.

(S)nodo di sicurezza Come citato, la domanda principale per le catene portacavi DAV arriva dal settore della perforazione petrolifera offshore. Uno scenario internazionale che va dagli Stati Uniti all’Australia. “I clienti di riferimento sono tra i più grandi al mondo”, sottolinea Vavassori. “Parliamo di colossi globali come i cantieri Keppel FELS di Singapore, ad esempio. La qualità del nostro prodotto si misura sempre a livelli molto alti. Oggi collaboriamo in partnership, ad esempio, con una società internazionale a cui forniamo supporto strutturale per alcune tipologie di tubazioni prodotte e commercializzate in tutto il mondo. E ancora, siamo fornitori di una società navale che si occupa dell’installazione di tubazioni subacquee. La nostra prerogativa è quella di fornire a ogni cliente che richiede le catene portacavi DAV un pacchetto di prodotti e servizi completo, che va dalla produzione all’assemblaggio. Ogni impianto viene progettato su misura per le necessità particolari dell’applicazione e non in base a parametri standard”.


ma sia essa stessa una ‘macchina operatrice’, un apparato che deve essere in grado di preservare nel modo più assoluto la buona salute degli impianti. Un tubo che cede alla pressione di 270-350 bar è una catastrofe e le catastrofi in mare aperto comportano conseguenze del massimo grado di danneggiamento. Vanno scongiurate con l’ausilio della più alta tecnologia preventiva”.

Una “maglia” su misura

La struttura generale della catena rivela un impianto composto da numerose “maglie” unite tra loro in modo da mantenere pulizia e flessibilità dell’impianto

Non ci resta che scoprire che cos’è, materialmente, una catena portacavi. La struttura generale rivela un impianto composto da numerose “maglie” dalla geometria trapezoidale, unite tra loro in modo da man-

Il progetto e la realizzazione speciale delle catene portacavi rappresentano il cuore dell’attività di alta carpenteria svolta da DAV soprattutto per il settore della perforazione offshore

Abbiamo già detto che la catena portacavi è un elemento fondamentale per la funzionalità efficiente e senza danneggiamenti di un impianto dedicato alla trivellazione petrolifera. “Se nella catena i cavi e i tubi non sono collocati nella giusta posizione oppu-

re non sono protetti adeguatamente, la loro consunzione è rapida”, avverte Stefano Vavassori. “Si arriva presto alla rottura e al rischio sciagurato del fermo produzione. Possiamo ben capire, allora, come la catena non costituisca un’attrezzatura banale,

tenere una pulizia costante dai residui di lavorazione e un buon grado di flessibilità. La gamma DAV di catene portacavi in acciaio comprende otto serie, per altrettante misure specifiche: si va da un minimo di 85 mm di larghezza media fino

Le tecnologie di taglio e saldatura sono all’avanguardia per tutte le lavorazioni realizzate da DAV

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Genio di carpenteria

Fondata negli anni Settanta da Angelo Vavassori, imprenditore che dall’attività di artigiano svilupperà in seguito la propria azienda su un piano industriale, DAV svolge fino alla fine degli anni Ottanta un’attività di carpenteria per le strutture di veicoli cava cantiere e gli allestimenti per macchine speciali. In seguito, con la crisi che colpì negli anni Novanta il settore dell’edilizia, l’azienda di Rho cominciò a dedicarsi in prevalenza al settore industriale, con l’acquisto (tra le prime imprese in Lombardia) delle macchine automatiche a taglio laser. Da questo momento in poi la produzione DAV si è rivolta soprattutto al settore della motoristica (come fornitori privilegiati di

Iveco e, in tempi più recenti, della nuova entità FPT - Fiat PowerTrain). Tra le altre lavorazioni per conto terzi vanno annoverate le strutture ausiliarie per parti di macchine mobili, per l’industria degli ascensori civili e industriali, per sistemi di pesatura, componenti per autocarri, portali per pese a ponte (sempre per camion), elementi di automazione, macchine per l’imballaggio, parti per macchine tessili. Il progetto e la realizzazione di catene portacavi rappresentano da tempo un’eccellenza tecnologica dell’azienda che ha aperto a DAV notevoli opportunità di mercato, soprattutto nelle applicazioni di perforazione in ambito petrolifero.

alla dimensione massima degli 800 mm. “Il nostro vantaggio produttivo è quello di non essere legati a stampi determinati nella realizzazione delle catene”, precisa ancora l’amministratore delegato di DAV. “Quindi, possiamo realizzare qualsiasi modello in base alle caratteristiche e alle necessità della commessa che ci viene affidata”. Le commesse più recenti di DAV riguardano, oltre ai sistemi di trivellazione petrolifera, le gru a portale per la movimentazione dei grandi manufatti, oppure gli immensi carriponte installati negli impianti di processo all’interno delle fabbriche siderurgiche. “Certo è che le potenzialità di applicazione sono infinite, come già evidenziato”, conclude Stefano Vavassori. “Basta saper rispettare senza compromessi alcuni elementi fondamentali di qualità produttiva: materiali di prima scelta, lavorazioni indefettibili, montaggi calibrati e scelta precisa della tipologia di grandezza da adottare per la catena che conterrà il cavo, in base alle dimensioni specifiche e alle caratteristiche di mobilità. Facile a dirsi, certo, ma per realizzare tutto questo non bastano l’esperienza e le competenze. Occorrono talento inventivo e dedizione e noi, qui in DAV, di talento, modestia a parte, ne abbiamo da vendere”. A comprarlo, aggiungiamo noi, saranno, oggi e negli anni a venire i più prestigiosi ed esigenti clienti internazionali. 

Oltre alle catene portacavi, DAV produce parti per macchine mobili e autocarri, componenti per ascensori e sistemi di pesatura ed elementi di automazione

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> Tecnologie

IN.CO.FIN

di Pietro Gabrielli

Brofil: salute “su misura” Il benessere di chi lavora in aree contaminate è garantito oggi da un efficace “Prodotto Sistema” che crea un ambiente salubre e sicuro all’interno delle cabine delle macchine operatrici. Molteplici i vantaggi derivanti da questa soluzione, proposta in Italia dall’azienda di Origgio (Va)

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l sistema olandese di filtrazione e pressurizzazione per cabine Brofil è assai noto sul mercato europeo, dove viene installato da oltre 30 anni su una moltitudine di macchine operatrici destinate a svariate applicazioni.

Tra queste, in particolare: decontaminazioni eseguite con macchinari di movimento terra operanti su terreni inquinati; demolizioni in presenza di amianto, polveri e altri elementi contaminati; industrie chimiche e applicazioni speciali in ambienti confina-

Il sistema Brofil è assai noto sul mercato europeo, dov’è già installato su macchine operatrici destinate a molteplici applicazioni

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> Tecnologie

do sono in atto diverse installazioni sia su macchine movimento terra che su mezzi per il sollevamento e le perforazioni.

Le peculiarità del sistema Certificati CE e conformi alle scritture CROW 132 (legislazione che obbliga i proprietari di macchine operatrici di dotare le relative cabine con adeguati sistemi di filtrazione e pressurizzazione), i prodotti Brofil sono proposti in cinque versioni: B10, B10 Compact (il modello installato sulla pala Volvo di Romagna Compost), B10 Super Compact, B20 Compact e B30 Compact. Questi modelli si differenziano per le dimensioni e per la capacità filtrante: la scelta della versione più idonea, quindi, dipende dal tipo di mezzo su cui l’attrezzatura deve essere montata e dalla gravosità dell’ambiente in cui esso andrà a operare. Tutto ciò per garantire all’utilizzatore finale una soluzione “su misura”. Li accomunano, oltre al telaio in acciaio inox AISI 304, l’efficienza, la potenzialità e la potenza di pressurizzazione, nonché l’efficacia dei filtri in essi presenti. In particolare parliamo dei filtri polvere, che fungono da “setacci” e sono in grado di garantire una filtrazione assoluta, con l’abbattimento del 98% delle polveri (la densità del setto è scelta in base alla dimensione delle particelle di polvere, da P1 a P3), e dei filtri a carboni attivi (i sistemi Brofil sono generalmente forniti con filtri di tipo A, classe 2, secondo la norma EN141, adatti per l’inquinamento organico da gas e idrocarburi), che lavorano come magneti attirando le molecole e legando i contaminanti ai carboni attivi tramite legante chimico. Ma anche altre tipologie di filtro, per gas più specifici (ad esempio, ammoniaca, acido solfidrico e mercurio), sono comunque disponibili su richiesta.

L’aria contaminata passa attraverso i filtri del sistema Brofil, che trattiene vapori e particelle dannose prima che s’introducano nella cabina

Il principio di funzionamento ti; estrazioni minerarie, con la movimentazioni e il carico di prodotti in presenza di polveri sottili; agricoltura, dove c’è il rischio di inalazioni di prodotti fitosanitari; trattamenti di rifiuti con compattatori mobili, dove solitamente si manifesta il rilascio di metano e acido solfidrico; compostaggio alle prese con vapori derivanti 38

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dalla fermentazione del rifiuto (ad esempio, vapori di ammoniaca). Questa interessante soluzione è commercializzata in Italia da IN.CO.FIN, società di Origgio (Va) che ha l’ha presentato in Italia in occasione delle ultime edizioni di Ecomondo ed Eima ottenendo riscontri molto positivi, tanto che proprio in questo perio-

Le operazioni preliminari prevedono l’attenta ispezione della cabina oggetto dell’intervento, la sigillatura di eventuali fessure e/o la sostituzione di guarnizioni non più idonee, al fine di garantire al suo interno un microclima in sovra-pressione rispetto all’ambiente atmosferico e assicurare un ambiente protetto sia all’ope-


Filtrazione e idropneumatica Nata nel 1981 nel settore della filtrazione motoristica, l’azienda di Origgio (Va) ha sviluppato e incrementato nel tempo la propria offerta estendendo il proprio raggio di azione a tutte le applicazioni industriali e nautiche e veicolari (movimento terra, agricolo, auto motive), arricchendo costantemente la propria gamma con filtri avvitabili e a immersione per le più diverse applicazioni: olio, olio idraulico, aria, separatori aria-olio, depolverizzatori, filtri per colonnine di carburante, per compressori, eccetera. L’azienda, inoltre, si è specializzata nel settore dell’idropneumatica. L’esperienza maturata nel corso degli anni ha portato la società a un altissimo livello di efficienza, conoscenza tecnica e qualità di servizio e a divenire distributore di numerosi marchi di assoluto rilievo. Il sistema di filtrazione e pressurizzazione Brofil. E’ disponibile in cinque versioni e include un filtro standard, un filtro polvere P1 e un filtro a carboni attivi

ratore che ai dispositivi elettronici in essa presenti. Il sistema viene poi installato tramite specifiche staffe sopra il tettuccio - o dove la macchina lo permette - e collegato alla prese d’aria: in tal modo, l’aria contaminata passa solo attraverso i filtri del sistema Brofil, che trattiene vapori e particelle

dannose prima che s’introducano nella cabina (la pressurizzazione previene l’infiltrazione d’inquinamento dall’esterno). Tutte le unità, inoltre, sono equipaggiate con un sistema automatico di controllo della pressione che determina, controlla e ottimizza la qualità dell’aria in cabina. Il dispositivo (A.O.C.) accende automaticamente

il sistema all’avvio del veicolo e, contemporaneamente, controlla la presenza dei filtri nell’unità; l’unità di pressurizzazione è equipaggiata con un rilevatore di PPM che individua la presenza di gas nocivi (in opzione, al rilevatore PPM può essere collegato un allarme luminoso, posto sopra la cabina). Sono in molti quelli che negli ultimi mesi hanno avuto la possibilità di osservare i risultati di questa prima applicazione: non resta che aspettare quella che certamente sarà una diffusione sempre maggiore di questo prodotto, che potrà far lavorare in modo assai più sereno gli operatori in aree  nocive e pericolose.

INFO

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> Tecnologie

SIP&T

di Pietro Gabrielli

Perforazione tubata in sicurezza? Ecco la soluzione Il Twister automatico realizzato dall’azienda salernitana è un interessante sistema di aggancio delle camicie di rivestimento che può essere utilizzato su tutte le trivelle e in grado di aumentare la sicurezza e la produttività nell’esecuzione di pali incamiciati, eliminando i pericoli e le perdite di tempo causate dalle fasi di aggancio manuale dei rivestimenti

I

l tema della sicurezza, chiodo fisso dell’associazione delle Aziende di Fondazioni Europee, ha riportato l’attenzione sulle conseguenze per l’industria delle fondazioni derivanti dall’attuazione della direttiva europea 2001/45/CE sui requisiti minimi per la sicurezza dei lavoratori operanti in quota.

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Quando si eseguono operazioni di perforazione tubata (rivestimenti) è spesso necessario che alcune operazioni siano eseguite in quota da parte dei lavoratori in

forma di lavoro” – o un’imbracatura di fortuna. Perché queste soluzioni, di uso così diffuso, non sono sicure? La scala potrebbe scivolare o slittare sul terreno fangoso (durante la perforazione non ci si può certo aspettare una superficie del terreno ordinata e pulita); il lavoratore potrebbe scivolare dalla scala a pioli (stivali sporchi); da una posizione instabile su una scala il lavoratore deve realizzare il suo lavoro con grande sforzo fisico; il guidatore della pala gommata potrebbe eseguire una manovra sbagliata mettendo a repentaglio la vita

Avvitamento e fissaggio della colonna rivestimento al trascinatore utilizzando una scala

L’uso di una pala gommata come “piattaforma di lavoro” e imbracatura di fortuna sono esempi di mezzi d’accesso inadeguati

cantiere. Prima di iniziare la trivellazione i rivestimenti che sostengono le pareti del foro devono essere inseriti nel suolo; a tale scopo, i vari elementi sono connessi tra loro in modo sicuro attraverso bulloni filettati di tenuta, in modo da formare una colonna che a sua volta deve essere bullonata alla testa di rotazione mediante un trascinatore (twister). Dopo che si è realizzato il palo, la batteria di rivestimenti deve essere estratta dal suolo e poi essere smontata elemento dopo elemento. Generalmente, per collegare la colonna rivestimenti al trascinatore, i bulloni di tenuta sono fissati manualmente e per questo scopo il lavoratore è costretto a usare stratagemmi quali una scala, una pala gommata – impiegata come “piatta-

del lavoratore; le imbracature di fortuna potrebbero cedere e quindi provocare la caduta dell’operatore. L’utilizzo di questi espedienti, oltre a essere molto rischioso per l’incolumità degli addetti ai lavori, è fortemente improduttivo, poiché tutta la squadra di lavoratori - e la trivella stessa - non possono lavorare finché la colonna rivestimento non è collegata al trascinatore (a sua volta collegato alla testa di rotazione) o viceversa fino a quando la colonna rivestimento non è completamente smontata.

È parso necessario un Piano di Sicurezza “attento” e, di conseguenza, la priorità a una serie di soluzioni appropriate per prevenire e ridurre i rischi delle cadute dall’alto da parte dei lavoratori durante il montaggio delle trivelle e durante le manovre inerenti a esse per porle in modalità di lavoro.

La premessa…

… e la soluzione Per diversi anni i costruttori di trivelle e i loro utilizzatori hanno cercato di sviluppare alternative e soluzioni adeguate per

rendere il lavoro più sicuro e produttivo da un punto di vista economico. Con il Twister automatico, la SIP&T mantiene la strada della concretezza che da tempo sta dando i risultati sperati. Un’innovazione tecnologica mirata laddove i clienti evidenziano delle difficoltà, traducendosi in reale ed evidente evoluzione del prodotto. La grande volontà di accrescere e preservare la propria competitività, unitamente all’intenzione di salvaguardare il diritto di esclusività, ha indotto lo specialista di Salerno a brevettare la “sua invenzione”.

Illustriamo, con il supporto dell’Ing. Francesco Cantisani, direttore commerciale estero di SIP&T, quanto di originale è stato ideato e realizzato dall’azienda campana nel campo dei pali intubati e dei relativi sistemi di gestione delle camicie di rivestimento (casings), spiegando i principi tecnologici e i vantaggi pratici che ne derivano.

Twister Automatico – Meccanico I tubi di rivestimento (o camicie) sono realizzati con acciai di alta qualità e il loro utilizzo è previsto per le palificazioni in terreni che richiedono la protezione dello scavo per evitare il collassamento del palo trivellato. Due semigiunti maschio/femmina, applicati alle estremità dei singoli elementi dei tubi colonna, facilitano la loro giunzioPF | settembre-ottobre 2013

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> Tecnologie

ma descritto ha ormai raggiunto la fase di produzione seriale dopo lunga ricerca e sviluppo ed è utilizzato con successo in molti cantieri.

La sequenza operativa Il twister (Fig. 1) è in posizione “di riposo”, cioè non ha alcuna camicia agganciata. Il settore di torsione si trova nella gola di alloggiamento centrale e i perni di bloccaggio sono sganciati. Il processo di serraggio del tubo (Fig. 2) è il seguente: il giunto femmina del twister viene centrato e inserito nel giunto maschio della camicia da connettere, mentre il settore di torsione passa dalla posizione di riposo a quella operativa collocandosi indifferentemente all’estremità di una delle due gole esterne di alloggiamento. Contemporaneamente i perni di bloccaggio s’inseriscono assicurando la perfetta connessione tra i due giunti. A questo punto la rotary può trasmettere la rotazione in senso orario o antiorario e spingere verso il basso per far avanzare le camicie in profondità. Terminate le operazioni di scavo, per estrarre dal palo la colonna dei rivestimenti (Fig. 3) sarà sufficiente fermare la rotazione e sollevare il settore di torsione che si andrà a collocare nella parte superiore di una delle due gole esterne d’alloggiamento; la colonna rivestimento sarà così estratta grazie all’ausilio del martinetto idraulico o dell’argano pulldown della trivella. Lo sgancio del twister dal tubo avverrà riportando il settore di torsione nella sua originaria posizione di riposo, cioè quella centrale rispetto alle tre gole di alloggiamento.

Fig. 1

Uno sguardo al futuro

Fig. 2 ne. In questo contesto si colloca il recente sviluppo tecnico del twister (trascinatore) da parte di SIP&T, realizzato con un sistema interamente meccanico di aggancio/ sgancio alle camicie di rivestimento che può essere utilizzato su tutte le macchine per grande perforazione verticale. Il sistema è in grado di aumentare la sicurezza e 42

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la produttività nell’esecuzione dei pali incamiciati, eliminando i pericoli e le perdite di tempo causate dalle fasi di aggancio manuale. Oggi, grazie a esso, l’operatore della trivella può connettere la colonna rivestimenti al trascinatore senza l’ausilio di risorse umane, quindi direttamente dalla cabina di manovra dov’è seduto. Il siste-

Il sistema di collegamento descritto è stato sviluppato e testato sul campo grazie alla collaborazione di diverse aziende di perforazione. Come si può immaginare, il percorso è durato anni ed è stato necessario un grande impegno umano e finanziario. La SIP&T ha dovuto fare i conti con battute d’arresto e rinunciare a soluzioni e approcci adeguati in fase di prototipazione ma inadeguati in fase applicativa. Alla fine, però, è riuscita a sviluppare un sistema sicuro ed efficiente, che è ora in uso quotidiano in molti cantieri. L’applicazione di


Fig. 3

tale sistema può dare un contributo significativo al miglioramento della sicurezza nell’ambito delle fondazione speciali e, soprattutto, nella realizzazioni di pali. Questo particolare sistema di bloccaggio aumenta la produttività, i vari elementi della colonna rivestimento possono essere montati e smontati più velocemente di quando fatto meccanicamente. Inoltre, possono essere utilizzati elementi di rivestimento molto lunghi (il collegamento di elementi di rivestimento lunghi non è possibile con l’impiego di una semplice scala, una pala gommata o un’imbracatura di fortuna). In ultimo, è evidente il risparmio dei costi del personale che può essere impiegato altrove sul sito. Questo sistema di chiusura controllato e gestito a distanza è un esempio d’innovazione tecnica che contribuisce a migliorare la sicurezza e la produttività nelle opere di fondazioni speciali. 

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> SPECIALE <

Guida ai produttori di componentistica/OEM 2013


AZIENDA

A.R. ELLE COMPONENTI OLEODINAMICI SRL A.V.I. SRL AB TRASMISSIONI SRL ADOS SRL ALLISON TRANSMISSION EUROPE AMER SPA AMRE SRL ARON SPA ATO SRL ATOS SPA AUTEC SAFETY REMOTE CONTROL B.P.E. SRL BERCO SPA BEST MOTOR SRL BICELLI HYDRAULICS SRL BINOTTO SRL BONDIOLI & PAVESI SPA BONFIGLIOLI RIDUTTORI SPA BONINSEGNA SNC BORGHI SNC BOSCH REXROTH SPA BOSCH REXROTH OIL CONTROL SPA BREVINI POWER TRANSMISSION SPA BRIEDA RINO & FIGLIO BUCHER HYDRAULICS SPA BY CARPEL SRL C.I.A.M. SPA C.O.P.E. SRL CARON A&D SRL CARRARO SPA CASA DEL SEDILE SNC CASAPPA SPA CIMA 1915 SRL COBO SPA DIVISIONE 3B6 COEL MOTORI SRL COMELMAR ITALIA COMER INDUSTRIES SPA COSAPPO SRL D.H. LAMINA DANA ITALIA SPA DAVID BROWN HYDRAULICS ITALIA SRL DEMAC SRL DIFAST SRL DINAMIC OIL SPA CON SOCIO UNICO DR ITALIA SRL DROMOS SRL DSPM INDUSTRIA SRL DUPLOMATIC OLEODINAMICA SPA EATON FLUID POWER SRL ECOTEC SRL ELEKTROSISTEM SRL ELLEGI WORLD GASKET EMMEGI SPA EMMEQUATTRO SRL HAUMEA SRL EUROSWITCH SRL FARO OLEODINAMICA SRL FASTER S.P.A. FIM FORCELLINI RADIATORI SPA FIMET MOTORI & RIDUTTORI SPA FIR SPA FIRC SRL FLUCOM SRL FLUIDMEC SPA FLUID-PRESS SPA FPT FIAT POWERTRAIN TECHNOLOGIES GALLI ERIO SRL GALTECH OLEODINAMICA SPA GALVI NEWCOMEN SRL GB RICAMBI SPA GEMMO GROUP SRL HAWE ITALIANA SRL HBS SRL HINOWA SPA HSR ITALIA SRL HYDRO NORD SRL HYDROCAR SPA HYDROCONTROL SPA HYDROTECHNIK ITALIA SRL HYDROVEN SRL I.B.S. SRL I.M.M. HYDRAULICS SPA IGUS SRL IMET SRL IN.CO.FIN. SRL IOTTI GIOVANNI SRL ISB SRL ISKRA AUTEL SRL Interfoni per piattaforme

Filtri per oleodinamica

Presse per tubi - banchi prova Catene portacavi /Guide lineari

Strumenti di misura

Freni a ceppi e servofreni

Innesti rapidi Fasci tubieri

Guarnizioni e tenute, kits idraulici

Trasmissioni idrauliche

Sistemi di allineamento - inerziali Blocchi oleodinamici

Argani e verricelli

Distributori rotanti

Giunti idraulici Ruote per carriponte, boccole

Sedili per macchine operatrici Filtri oleodinamici Moto-riduttori di trazione / Motoruote

Sistemi di alimentazione per carriponte Fanali, Pomelli

Cabine per gru

Livelle e inclinometri

Celle di carico

Boccole autolubrificanti

Celle di carico Trasmissioni automatiche Motori per trazione elettrica

Altro

> Speciale

Avvolgicavi Avvolgitubi

Cestelli porta operatore Batterie / Accumulatori

Traverse stabilizzatrici

Ganci / Bozzelli Argani

Carpenteria meccanica

Leghe metalliche

Acciai speciali

Cingoli in gomma Acciai

Parti per carri cingolati Sottocarri

Altri componenti Pmeumatici

Pulpiti di comando Radiocomandi

Pulsantiere

Cavi e sistemi di cablaggio Finecorsa

Interfacce operatore

Limitatori di carico Quadri elettrici

Indicatori momento di carico

Sist. di visualizzazione Sensori

Componenti elettrici / elettronici Sistemi di controllo e comando

Tubi idraulici

Raccordi Innesti

Centraline

Distributori Valvole

Cilindri oleodinamici

Motoriduttori idraulici Pompe

Componenti oleodinamici Motori idraulici

Cinghie

Catene

Puleggie Giunti

Assali Alberi

Convertitori di coppia

Impianti sterzanti

Riduttori

Organi di trasmissione

Trasmissioni

Scambiatori

Filtri

Sistemi di scarico

Motori Endotermici

Parti per motori

Motori e parti per motori

Motori Elettrici


A.R. ELLE COMPONENTI OLEODINAMICI SRL A.V.I. SRL

AZIENDA

HYDROTECHNIK ITALIA SRL HYDROVEN SRL I.B.S. SRL I.M.M. HYDRAULICS SPA IGUS SRL IMET SRL IN.CO.FIN. SRL IOTTI GIOVANNI SRL ISB SRL ISKRA AUTEL SRL ITALGIUNTI SRL ITALGROUP SRL ITALOHM SRL KABELSCHLEPP ITALIA SRL KARBERG & HENNEMANN SRL KIEPE ELECTRIC LA LEONESSA SPA LA TICINO SRL M.G.M. SRL MANULI RUBBER SPA MARZOCCHI POMPE SPA MINTOR SRL MISELLI SRL MITA OLEODINAMICA SPA MOBA ELECTRONIC SRL MP FILTRI MOTRONICA MTS SYSTEMS SRL - MOBILE HYDRAULICS NERI MOTORI SRL NORD TRACK SRL O.M.C.I. SPA O.M.T. SPA OCS SRL OERLIKON-GRAZIANO OGNIBENE SPA OILCOMP SRL OLEODINAMICA GIANNINI SRL OLEODINAMICA MARTINALLI SRL OLEODINAMICA PANNI SRL OLEODINAMICA SEGUINI SRL OLEOTECNO SRL OLEOWEB SRL OLMARK SRL OMFB SPA OMSI TRASMISSIONI SPA OP SRL ORMEC SRL PARKER HANNIFIN SPA PFEIFER-CIFAST SPA POLIRIM PROLEO SNC PROMATEC SPA PRO-MEC SPA REGGIANA RIDUTTORI SRL RIMA SPA RONZIO OLEODINAMICA SRL ROSSI MOTORIDUTTORI SPA ROTER SPA ROTZLER GmbH + CO. KG RUDIFLEX SRL S.A.M. HYDRAULIK SPA S.A.V.A.S. SPA SAI SPA SALAMI SPA SAMPIERANA SPA SARME SRL SAUER-DANFOSS SRL SAVER SRL SCODA SRL SENSOR SYSTEMS SRL SEW-EURODRIVE SAS SGOLASTRA & GIAMPAOLI SRL SICEI COSTR.MECC.SRL SICIT SRL SIRENA SPA SKF INDUSTRIE SPA SOGA SPA SOMI SRL SOREM TRASMISSIONI MECCANICHE SPA SOTRAS SRL SPAL AUTOMOTIVE SRL STUCCHI SPA TEKNE SRL TMA SRL TTCONTROL SRL VILLA HYDRAULICS WALVOIL SPA ZF ITALIA SRL ZOLLERN ITALIANA SRL

Altro

Prese di forza Cuscinetti, boccole

Filtri per oleodinamica Sist. di raffreddamento veicoli Innesti rapidi

Crociere cardaniche Sistemi di segnalazione visiva

Sensori accelerazione, inclinazione

Boccole autolubrificanti

Riduttori per gru

Vetri e specchi

Sistemi di sollevamento

Appoggi meccanici - oleodinamici

Cofanature e carrozzeria in plastica

Perni e spine per bracci escavatori-gru

Controllo livellazione e pesatura Sistemi di filtrazione oleodinamica

Tappi di riempimento, carico, scarico Indicatori di livello - tappi

Resistori e reostati Sistemi portacavi Sistemi filtrazione olio Canaline elettrificate, Carrelli portacavo Ralle, cuscinetti di base Freni elettromagnetici

Interfoni per piattaforme

Filtri per oleodinamica

Presse per tubi - banchi prova Catene portacavi /Guide lineari

Strumenti di misura

Guida ai produttori di componentistica/OEM

Avvolgicavi

Avvolgitubi

Cestelli porta operatore

Batterie / Accumulatori

Traverse stabilizzatrici

Ganci / Bozzelli

Argani

Carpenteria meccanica Leghe metalliche Acciai speciali

Cingoli in gomma

Acciai

Parti per carri cingolati

Sottocarri

Altri componenti

Pmeumatici

Pulpiti di comando

Radiocomandi

Pulsantiere

Cavi e sistemi di cablaggio

Finecorsa

Interfacce operatore

Limitatori di carico

Quadri elettrici

Indicatori momento di carico

Sist. di visualizzazione

Sensori

Componenti elettrici / elettronici

Sistemi di controllo e comando

Tubi idraulici

Raccordi

Innesti

Centraline

Distributori

Valvole

Cilindri oleodinamici

Motoriduttori idraulici

Pompe

Componenti oleodinamici

Motori idraulici

Cinghie Catene

Puleggie

Giunti

Assali Alberi

Convertitori di coppia

Impianti sterzanti

Riduttori

Organi di trasmissione

Trasmissioni

Scambiatori

Filtri

Sistemi di scarico

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Parti per motori

Motori e parti per motori

Motori Elettrici


> Speciale Azienda

Città’

Prov.

Telefono

Fax

e-mail

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info@erelle.it info@avi.it info@abtrasmissioni.it gpaulitti@ados.it simona.pilone@allisontransmission.com crosara@amer.it amministrazione@amre.it lcostantini@aron.it d.polloni@ato.it rpellenghi@atos.com info@autecsafety.com ecantadori@bpe.it s.ungaro@berco.com d.daddese@bestmotor.it info@bicelli.it info@binotto.com bypy@bypy.it bonfiglioli@bonfiglioli.com info@boninsegna.it info@borghiassali.it info@boschrexroth.it sales@oilcontrol.com info@brevini.com brieda@briedacabins.com info.it@bucherhydraulics.com info@bycarpel.it ciam-spa@ciam-spa.com info@cope-italy.it sales@caronaed.it components@carraro.com cdsmo@ats.it sales@casappa.com info@cima1915.it 3b6@3b6.it a.paone@coelmotori.it info@comelmar.it paolo_gandolfi@comerindustries.com info@cosappo.it dhlamina@dhlamina.it veronica.rigatti@dana.com dbhitalia@dbhsl.com info@demac.it mporcelli@difast.it f.trenti@dinamicoil.it ufficiocommerciale@dritalia.it sales@dromos.com info@dspmindustria.it vendite.ita@duplomatic.com alessandropiccolini@eaton.com gabrielepecorari@ecotecsrl.net elektrosistem@elektrosistem.com info@worldgasket.com info@emmegi-heat-exchangers.com com@emmequattroaxles.it info@haumea.com info@euroswitch.it info@farooleodinamica.com info@faster.it info@fimbo.it fimet@fimet.com info@firgroup.com info@firc.it flucom@flucom.it commerciale.online@fluidmec.it info@fluidpress.it sales1@fptpowertrain.com info@gallierio.it galtech@galtech.it info@galvi.com pini.roberto@gbricambi.it info@gemmogroup.it info@haweit.com ebompieri@hbs.it hinowa@hinowa.it info@hsr-italia.it info@hydronord.it salesita@hydrocar.com marco_monari@hydrocontrol-inc.com info@hydrotechnik.it info@hydroven.com info@ibs-he.com info@imm-hydraulics.it igusitalia@igus.it info@imet.eu

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Guida ai produttori di componentistica/OEM Azienda

Città’

Prov.

Telefono

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e-mail

IN.CO.FIN. SRL IOTTI GIOVANNI SRL ISB SRL ISKRA AUTEL SRL ITALGIUNTI SRL ITALGROUP SRL ITALOHM SRL KABELSCHLEPP ITALIA SRL KARBERG & HENNEMANN SRL KIEPE ELECTRIC LA LEONESSA SPA LA TICINO SRL M.G.M. SRL MANULI RUBBER SPA MARZOCCHI POMPE SPA MINTOR SRL MISELLI SRL MITA OLEODINAMICA SPA MOBA ELECTRONIC SRL MOTRONICA MP FILTRI MTS SYSTEMS SRL - MOBILE HYDRAULICS NERI MOTORI SRL NORD TRACK SRL O.M.C.I. SPA O.M.T. SPA OCS SRL OERLIKON-GRAZIANO OGNIBENE SPA OILCOMP SRL OLEODINAMICA GIANNINI SRL OLEODINAMICA MARTINALLI SRL OLEODINAMICA PANNI SRL OLEODINAMICA SEGUINI SRL OLEOTECNO SRL OLEOWEB SRL OLMARK SRL OMFB SPA OMSI TRASMISSIONI SPA OP SRL ORMEC SRL PARKER HANNIFIN SPA PFEIFER-CIFAST SPA POLIRIM PROLEO SNC PROMATEC SPA PRO-MEC SPA REGGIANA RIDUTTORI SRL RIMA SPA RONZIO OLEODINAMICA SRL ROSSI MOTORIDUTTORI SPA ROTER SPA ROTZLER RUDIFLEX SRL S.A.M. HYDRAULIK SPA S.A.V.A.S. SPA SAI SPA SALAMI SPA SAMPIERANA SPA SARME SRL SAUER-DANFOSS SRL SAVER SRL SCODA SRL SENSOR SYSTEMS SRL SEW-EURODRIVE SAS SGOLASTRA & GIAMPAOLI SRL SICEI COSTR.MECC.SRL SICIT SRL SIRENA SPA SKF INDUSTRIE SPA SOGA SPA SOMI SRL SOREM TRASMISSIONI MECCANICHE SPA SOTRAS SRL SPAL AUTOMOTIVE SRL STUCCHI SPA TEKNE SRL TMA SRL TTCONTROL SRL VILLA HYDRAULICS WALVOIL SPA ZF ITALIA SRL ZOLLERN ITALIANA SRL

ARESE REGGIO EMILIA GAVI REGGIO EMILIA BORGARO TORINESE CASTELFRANCO EMILIA VICENZA BUSTO ARSIZIO MODENA CERNUSCO S/NAVIGLIO CARPENEDOLO TURBIGO GAZZO VERONESE MILANO CASALECCHIO DI RENO CURA CARPIGNANO REGGIO EMILIA TREGNAGO VILLAFRANCA GENOVA PESSANO CON BORNAGO PROVAGLIO D'ISEO SAN GIOVANNI IN PERSICETO VENEGONO SUPERIORE CASTELFRANCO EMILIA CALVENZANO MODENA CASCINE VICA-RIVOLI REGGIO EMILIA MODENA SESTO FIORENTINO ROGOLO CITTADELLA GORLE NICHELINO CADELBOSCO DI SOPRA LENTIGIONE DI BRESCELLO PROVAGLIO D'ISEO ROE' VOLCIANO BRESCIA CORNEDO VICENTINO CORSICO RIVOLI BAGNATICA CHIETI SCALO ALBAIRATE COSEANO S.POLO D'ENZA MONTICHIARI BOFFALORA SOPRA TICINO MODENA FORMIGNANA STEINEN (GERMANIA) MONTICHIARI REGGIO EMILIA SANSEPOLCRO MODENA MODENA S.PIERO IN BAGNO SALA BAGANZA VILLANOVA DI CASTENASO TRIBIANO ANGERA CHIARI SOLARO POTENZA PICENA TREZZANO S/N FROSSASCO ROSTA AIRASCA MONTECCHIO MAGGIORE BOLZANO CARAVAGGIO BORGARO TORINESE CORREGGIO BRIGNANO POGGIOFIORITO SPILAMBERTO BRESSANONE REGGIO EMILIA REGGIO EMILIA ASSAGO GAVIRATE

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info@incofin.it e.iotti@iotti.net info@isb-platforms.com stefano.tegoni@iskra-autel.it andrea.cietto@italgiunti.it italgroup@italgroup.eu info@italohm.com infoksi@kabelschlepp.it ep@cjc.it info@kiepeelectric.com sales@laleonessa.it info@laticino.it info@mgmitalia.it info@manulirubber.com pompe@marzocchigroup.com info@mintor.com info@misellisrl.com info@mitaoleodinamica.com mobacontrols@moba.it info@motronica.com info@mpfiltri.it mtssenstechitalia@tin.it info@nerimotori.com info@nordtrack.it p.magni@omci.it omt@omtfiltri.com ocssrl@ocs-mo.it info.graziano@oerlikon.com ognibene@ognibene.com info@oilcomp.it sales@oleodinamicagiannini.it info@martinalli.com sales@panni.com info@oleodinamicaseguini.it info@oleotecno.it info@oleoweb.com info@olmark.net info@omfb.it omsi@omsitransmissions.com info@op-srl.it commerciale@ormecsrl.it parker.italy@parker.com sales.service@pfeifer-cifast.it info@polirim.com ufficiotecnico@proleo.it info@promatec.it comm@pmp-promec.it info@reggianariduttori.com commerciale@rimaspa.it sales@ronzio.com info@rossi-group.com info@roteritaly.com info@rotzler.com info@rudiflex.com marketing@samhydraulik.com massimodori@savas.it saispa@saispa.it info@salami.it info@sampierana.com com@sarme.it troinfo@sauer-danfoss.com n.voltan@savercompositi.com info@scoda.it info@sensorsystems.it livia.anelli@sew-eurodrive.it info@sgolastraegiampaoli.com info@sicei.it sicitsrl@sicit.it sirena.spa@sirena.it raffaele.varsalona@skf.com info.soga@sogaenergyteam.com info@somi.it gatti@sorem.it carlo.quaglino@sotras.com info@spal.it vendite@stucchicom.com info@tekne.it info@tma-srl.191.it info@ttcontrol.com info@villahydraulics.it info@walvoil.com marketing.zfitalia@zf.com info@zollern.it

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> Dal cantiere DAT instruments di Stefano Vitali

Lungo lo Zambesi

I datalogger e i software dell’italiana DAT instruments sono protagonisti nelle investigazioni geotecniche (prove Lugeon che determinano il coefficiente di permeabilità dei terreni) sulle rive del fiume Zambesi. al confine tra Zambia e Zimbabwe, nei pressi della diga Kariba

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a Kariba Dam è una diga idroelettrica costruita sul fiume Zambesi al confine tra Zambia e Zimbabwe. Progettata e realizzata da imprese italiane, è una delle dighe più grandi al mondo con un’altezza di 128 m e un’arcata di 579 m e fornisce 1.320 MW di elettricità distribuiti tra i due paesi africani. Recentemente in quest’area è stato avviato un progetto litologico volto a comprendere i fenomeni di alterazione della roccia (fratture, disgregazione, eccetera) in relazione all’attività meteorologica e dell’acqua del fiume.  Una sezione della ricerca è stata inoltre dedicata all’analisi delle caratteristiche geomeccaniche del suolo. Le prove Lugeon sono state effettuate con un JET DSP 100 / IR della DAT instruments di Cairate (Va), strumento ideale per monitorare in tempo reale i valori di portata e di pressione dell’acqua.

Studi internazionali e investigazioni geotecniche La Zambesi River Authority ha nominato come consulenti Coyne et Bellier (Tractebel Engineering Francia) per fornire gli

Amedeo Valoroso, titolare di DAT instruments, società varesina specializzata nella progettazione e realizzazione di Data logger per qualsiasi esigenza di perforazione e fondazioni speciali

studi di ingegneria necessari per questo progetto sulla diga di Kariba. Nell’ambito di questi approfondimenti, ma anche in previsione di lavori futuri, la necessità di ulteriori indagini geotecniche ha portato i responsabili del progetto ad avvalersi, grazie alla loro esperienza sulle indagini sulle grandi dighe, della società


Prinsloo Drilling Namibia per la trivellazione geotecnica. Il tutto, con il preciso scopo di verificare le caratteristiche geomeccaniche dell’ammasso roccioso, in termini di fratture, alterazione, durezza, abrasività, resistenza, deformabilità e permeabilità. La determinazione litologica è stata realizzata per mezzo di perforazione a rotazione, prove in situ, raccolta di campioni di roccia e analisi di laboratorio e ha visto la realizzazione di pozzi inclinati fino a 150 m di profondità praticati lungo entrambe le sponde. Le operazioni di perforazione hanno previsto per i fori in materiale morbido diametri minimi di 76 mm, ridotti a 48 mm per i carotaggi nella roccia più dura. Il tutto senza utilizzare lubrificanti di foratura. I test di permeabilità con l’utilizzo di singoli packer sono stati effettuati nella sezione sottostante della perforazione, subito dopo l’esecuzione del foro. In tal modo, la sezione inferiore del foro (5 m di lunghezza) è risultata isolata e la percentuale della perdita di acqua è stata misurata con una diversa pressione.

Per il Lugeon Test è stato scelto un sistema di registrazione e visualizzazione dati proposto da DAT instruments, il JET DSP 100 / IR che, con un misuratore di flusso elettronico e un trasduttore di pressione, permette di visualizzare in tempo reale il monitoraggio dei parametri utilizzando, grazie al software di analisi, una vasta gamma di impostazioni degli stessi e la capacità di stampa grafica

La registrazione elettronica dei dati Negli ultimi anni sono stati resi disponibili sistemi automatizzati di acquisizione dati in grado di misurare, visualizzare e registrare le prove Lugeon e i diversi parametri in tempo reale. Questa strumentazione misura i valori del flusso e pressione a intervalli regolari di tempo, visualizza le informazioni su uno schermo LCD è rende possibile il download su un PC per effettuare le necessarie analisi e produrre i relativi grafici. In tal modo è possibile visualizzare anche il comportamento dei valori Lugeon durante lo svolgimento del test. In questa circostanza, per il Lugeon Test è stato scelto un sistema di registrazione e visualizzazione dati proposto da DAT instruments, il JET DSP 100 / IR, che con un misuratore di flusso elettronico e un trasduttore di pressione permette di visualizzare in tempo reale il monitoraggio dei parametri utilizzando, grazie al software di analisi, una vasta gamma di impostazioni degli stessi e la capacità di

Nell’area della diga Kariga è stato avviato un progetto litologico volto a comprendere i fenomeni di alterazione della roccia (fratture, disgregazione, eccetera) in relazione all’attività meteorologica e dell’acqua del fiume. Una sezione della ricerca è stata inoltre dedicata all’analisi delle caratteristiche geomeccaniche del suolo

stampa grafica. La pressione dell’acqua è stata misurata con un trasduttore di pressione elettronico situato alla bocca del foro, mentre un display digitale ha permesso all’operatore di tenere tutto sotto controllo. Il misuratore elettronico del flusso dell’acqua è stato accoppiato direttamente tra la pompa e il foro stesso.

La procedura del test Il test procede secondo questo schema: prima della prova viene misurato il livello statico delle acque sotterranee; immediatamente dopo la perforazione della sezione il foro viene lavato con acqua pompata attraverso le aste di perforazione fino al ritorno dell’acqua completamente trasparente; il packer viene calato PF | settembre-ottobre 2013

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> Dal cantiere

controllato ogni 2 minuti e la variazione non deve superare gli 0,1 l/sec. Gli step di pressione dipendono dalla qualità e dalle caratteristiche della roccia e dalla profondità della sezione testata e possono variare a seconda del fine specifico del test. Durante il test tutti i dettagli sono registrati sul rapporto di prova. I risultati di questo test indicano la perdita di acqua in relazione alla pressione effettiva, cioè il valore Lugeon interpretato.

Le soluzioni DAT instruments

Lungo la diga Kariba è stato utilizzato un sistema JET DSP 100 / IR che permette di trasferire su PC i dati registrati, per la creazione e la stampa di fogli riassuntivi, per il recupero semplice e veloce di tutte le informazioni delle iniezioni effettuate e per l’esportazione in Microsoft Excel. Oltre alla possibilità di consultare i dati successivamente, il sistema può connettersi direttamente al PC per visualizzare i grafici Lugeon in tempo reale

La Kariba Dam è una diga idroelettrica costruita sul fiume Zambesi al confine tra Zambia e Zimbabwe. Progettata e realizzata da imprese italiane, è una delle dighe più grandi al mondo con un’altezza di 128 m e un’arcata di 579 m e fornisce 1.320 MW di elettricità distribuiti tra i due paesi africani

in posizione e viene misurata la distanza dal collare del foro al manometro. A questo punto si pompa l’acqua nella zona di perforazione e per ciascuna sezione di prova a cinque step: tre successivi che prevedono un aumento progres52

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sivo di pressione, seguiti da altri due step con pressioni decrescenti. Ogni step di pressione viene mantenuto per 15 minuti dopo aver raggiunto un tasso di assorbimento d’acqua costante. Il tasso di assorbimento dell’acqua viene

Lungo la diga Kariba è stato utilizzato un sistema JET DSP 100 / IR che permette di misurare i parametri di pressione, portata e volume relativi alla prova, di visualizzarne - direttamente sul monitor del datalogger - i valori istantanei, con cifre di notevoli dimensioni e di trasferire su PC i dati registrati, per la creazione e la stampa di fogli riassuntivi, per il recupero semplice e veloce di tutte le informazioni delle iniezioni effettuate e per l’esportazione in Microsoft Excel. Oltre alla possibilità di consultare i dati successivamente, il sistema può connettersi direttamente al PC per visualizzare i grafici Lugeon in tempo reale. Per questo genere d’indagine la società lombarda mette a disposizione del mercato anche il sistema JET 4000 AME/I che, oltre a misurare e visualizzare sul monitor del datalogger i valori di pressione, portata e volume istantanei e a visualizzarne i grafici in funzione del tempo e dei rapporti riassuntivi, consente: il blocco automatico della pompa al raggiungimento della pressione di rifiuto impostata del volume da iniettare, tramite metodo GIN, oppure raggiunto il tempo massimo impostato; il riavvio automatico del pompaggio se, dopo il blocco, la pressione scende sotto il valore impostato; l’avviamento delle pompe direttamente dalla tastiera del JET 4000 AME / I. Tutti i prodotti sfruttano il software JET S 104 per la successiva elaborazione, archiviazione e stampa dei dati. Entrambi gli strumenti possono essere utilizzati anche per iniezioni di miscele cementizie. 


> Dal cantiere TREVI di Roberto Negri

Il progetto Darsena di Levante

L’intervento oggetto di quest’articolo è destinato ad avere un rilevante impatto sul traffico di una delle più strategiche strutture portuali del Mediterraneo. Importanti ampliamenti nel quadro di una complessiva revisione logistica del sito sono stati realizzati grazie al contributo di uno specialista del settore

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n’opera di enorme importanza che una volta ultimata, porterà i volumi di traffico del porto di Napoli a oltre 1 milione di contenitori all’anno. È il progetto Darsena di Levante è un intervento commissionato dall’Autorità Portuale di Napoli e consentirà di raddoppiare, nell’arco di quattro anni, il traffico di container del capoluogo campano. Ampia e impegnativa la serie di opere previste dal progetto, che comprende in particolare la costruzione di una cassa di colmata, il riempimento della Darsena attraverso l’utilizzo dei sedimenti non pericolosi provenienti dal dragaggio dei fondali dell’area portuale di Napoli, la costruzione di una nuova banchina che chiude lo specchio acqueo che attualmente costituisce la Darsena di Levante, la realizzazione di un piazzale di circa 230.000 m 2 con un nuovo fronte di banchina di oltre 600 ml per l’ormeggio di navi porta-contenitori di nuova generazione con un pescaggio di

circa 17 m. Per consentire la piena operatività del futuro terminal, il progetto ha previsto anche la realizzazione di collegamenti stradali, autostradali e ferroviari espressamente dedicati. Quest’opera impegnativa è stata affidata alla A.T.I. Trevi (Trevi – C.C.C.), che è attualmente impegnata nella realizzazione del secondo stralcio esecutivo del progetto generale per la costruzione del nuovo terminal contenitori e cassa di colmata nell’esistente Darsena di Levante. L’attività di cantiere relativa alle realizzazione delle opere, in particolare, ha avuto inizio nel mese di luglio 2012, mentre le attività preliminari - quali la bonifica bellica, le indagini geognostiche integrative e i monitoraggi ambientali - hanno avuto inizio a partire dal mese di settembre 2011. Grandi protagoniste delle complesse lavorazioni previste nel quadro dell’intervento sono le macchine e attrezzature di perforazione Soilmec, cui sono state affidate le numerose opere geotecniche previste in fase di progetto.


Il progetto Allo stato attuale, la Darsena di Levante presenta una serie di caratteristiche morfologiche che hanno reso necessaria l’individuazione di una serie di importanti opere di adeguamento. La Darsena, in particolare, ha una superficie dello specchio acqueo pari a circa 7 ha e una profondità variabile tra 7 e 15 m da l.m.m.; il piazzale retrostante compreso tra i due moli della darsena ha una larghezza pari a 70-77 m e un fronte banchina di 250 m; lo sviluppo banchina a ovest (molo Progresso) è di 250 m di lunghezza e 70 m di larghezza, mentre lo sviluppo a est (molo di Levante) è di 285 m di lunghezza e 100 m di larghezza. Il Terminal sarà realizzato confinando e colmando lo specchio acqueo della Darsena e l’area a est della Darsena di Levante (sporgente del Terminal lungo circa 200 m) con i sedimenti dragati dai fondali del porto di Napoli. A tale

scopo, la Darsena di Levante dovrà essere completamente impermeabilizzata a formare una sorta di “scatola” avente caratteristiche di permeabilità pari a K < 10-9 m/s.

Le opere e le macchine Il sottosuolo della Darsena è costituito da una stratigrafia di terreni che vede il susseguirsi di riporto antropico impiegato nella costruzione della Darsena e della Diga (riporto), terreni sabbio-limosi del fondale (sabbie superiori), tufo litoide (tufo) e terreni sabbiosi del fondale (sabbie inferiori). Le opere geotecniche previste dall’intervento - quali l’infissione del palancolato, le fondazioni in pali trivellati, il diaframma plastico di confinamento e i consolidamenti previsti - raggiungono, in profondità, lo strato di tufo litoide. Il raggiungimento degli obiettivi stabiliti in fase di progetto ha comportato l’in-

dividuazione di una serie di opere la cui realizzazione vede oggi protagoniste le attrezzature Soilmec. Il secondo stralcio esecutivo del progetto generale affidato alla A.T.I. Trevi prevede innanzitutto la realizzazione di una doppia parete combinata in acciaio (palancolato) da riempire con materiale inerte dotata di giunti impermeabilizzati e infissa fino a raggiungere la formazione tufacea che si estende a circa 20-25 m dal livello medio mare. ll palancolato costituisce la parte principale della struttura portante della banchina, lunga 630 m, con un fondale di circa 18 m, idonea all’ormeggio di due navi porta-container delle dimensioni corrispondenti alle maggiori imbarcazioni oggi esistenti. Tale parte d’opera delimita la colmata verso mare secondo i criteri d’impermeabilizzazione richiesti dal progetto; sarà inoltre realizzato un diaframma plastico

Il progetto Darsena di Levante è un intervento commissionato dall’Autorità Portuale di Napoli e consentirà di raddoppiare, nell’arco di quattro anni, il traffico di container del capoluogo campano

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> Dal cantiere

adatto a confinare la colmata verso terra secondo i criteri d’impermeabilizzazione previsti dal progetto (k<10-9 m/s). All’interno degli elementi principali della parete doppia combinata sopra descritta è prevista anche la realizzazione di una serie di pali trivellati che ricopriranno la funzione di fondazione per le sovrastrutture previste sul piano banchina (gru portuali, eccetera). Il consolidamento del fondale sarà eseguito con tecnologia discrepiles (pali a spostamento); è già stato realizzato il consolidamento della testata del molo Progresso con micropali e jet-grouting ed è da poco iniziato il dragaggio ambientale dei sedimenti inquinati del fondale della darsena. Tra le opere previste in progetto è compresa anche la realizzazione del nuovo circuito dell’acqua di raffreddamento della centrale Elettrica Tirreno Power, confinante verso terra con la Darsena di Levante, le cui strutture - condotte e cassoni di presa e scarico - saranno per larga parte conglobate nelle strutture di banchina del terminal. Nel quadro delle lavorazioni sopra descritte sono state impegnate una perforatrice Soilmec SM-405-5/8 (21,7 t di peso operativo, 23,5 m di profondità raggiungibile) per l’esecuzione dei micropali, una SM-21 (22 t di peso operativo, 176 kW di potenza nominale e 141 kN di tiro massimo) per quella dei jet-grouting e una SR-90 (95 t di peso operativo, 403 kW di potenza nominale, 1.000 mm di diametro massimo, 25 m di profondità elica e casing di 19 m) per la realizzazione dei pali csp plastici. A queste macchine sono state affiancate dal mese di agosto una R-825 per l’esecuzione dei pali fdp (diametro 600 mm) e una SR-100 per quella dei pali plastici csp di maggiore diametro (800 mm). 

Quest’opera impegnativa è stata affidata alla A.T.I. Trevi (Trevi – C.C.C.), che è attualmente impegnata nella realizzazione del secondo stralcio esecutivo del progetto generale per la costruzione del nuovo terminal contenitori e cassa di colmata nell’esistente Darsena di Levante

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er la sua conformazione territoriale, l’Italia è uno dei Paesi con il maggior numero di gallerie al mondo. Per questo, le aziende che operano in questo settore hanno investito in ricerca e progetti d’avanguardia portando la tecnologia italiana e quella europea a punte d’eccellenza sul fronte del “costruire nel sottosuolo”. In tale contesto di evoluzione e fermento positivo vengono sono stati comunicati i temi salienti, le sinergie internazionali, le iniziative di dialogo e approfondimento della prima edizione di Expotunnel, il Salone delle Tecnologie per il Sottosuolo (Bologna, 17 -19 ottobre 2013). Il Salone vuole diventare punto d’incontro del mercato internazionale del settore valorizzando le eccellenze italiane, promuovendo ambiti di discussione su temi salienti e realizzando appuntamenti di formazione di rilevanza internazionale. L’ampio programma d’internazionalizzazione, iniziato da oltre due anni con la partecipazione a numerose fiere estere per la promozione dell’evento, culmina con la scelta di organizzare l’incoming di due delegazioni di buyers stranieri. Le eccellenze 58

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italiane e internazionali presenti in fiera avranno la possibilità di illustrare i propri prodotti e servizi alle delegazioni provenienti da Brasile e Russia. Le possibilità di aggiornamento e confronto proposte dal Salone si completano con il Congresso internazionale della Società Italiana Gallerie e il programma di eventi, convegni e workshop proposti dai partner della fiera.

Le eccellenze Un esempio del valore della proposta espositiva di ExpoTunnel è rappresentato dal fatto che uno dei più importanti lavori di scavo sul territorio italiano, portato a termine recentemente, coinvolga aziende leader del settore che esporranno in fiera e che fanno parte del Comitato Promotore di ExpoTunnel. Si tratta del completamento, con l’abbattimento dell’ultimo diaframma avvenuto

il 24 luglio scorso, della Galleria Sparvo in Emilia Romagna, che ha visto partecipare ognuno con i propri ambiti d’interesse le aziende Herrenknecht, Rocksoil e Spea Ingegneria Europea. “La società Herrenknecht AG e la rappresentante italiana Timeco sono orgogliose di comunicare che la TBM S-574 ““Martina”ha abbattuto l’ultimo diaframma della galleria Sparvo - Autostrada A1 Variante di Valico realizzando così il record mondiale di scavo meccanizzato in EPB per una galleria a doppia canna di diametro superiore a 15 m; ciò in un contesto geologico e ambientale particolarmente critico date la difformità di suoli e la presenza di gas metano”, hanno spiegato i protagonisti dell’intervento. “La progettazione e la costruzione della Galleria Sparvo sono state una sfida che abbiamo potuto superare grazie alle conoscenze e alle abilità conseguite durante lo scavo di oltre 1.000 km di gallerie realizzate in Italia e all’estero negli ultimi 30 anni, in condizioni tenso-deformative spesso difficili”, ha aggiunto Pietro Lunardi, fondatore della Rocksoil di Milano. “Siamo fieri di aver contribuito al successo dell’intervento, partecipando attivamente alla proget-


tazione geotecnica della TBM e sviluppando la progettazione esecutiva dell’opera. La nostra collaborazione è proseguita anche in corso d’opera fornendo tutta l’assistenza tecnica necessaria. Attraverso l’applicazione dei principi dell’innovativo approccio ADECO-RS, completamente sviluppato in Italia proprio per industrializzare gli scavi in sotterraneo, abbiamo potuto fornire con continuità all’impresa i corretti valori della pressione di confinamento al fronte di scavo da produrre con “Martina”, in modo da evitare i grandi fenomeni di convergenza che altrimenti si sarebbero manifestati in questi terreni appenninici, impedendo l’avanzamento della macchina”. “SPEA e la capogruppo Autostrade per l’Italia hanno creduto fortemente in questo progetto della galleria Sparvo, che oggi è una realtà concreta. La costruzione di tunnel con scavo meccanizzato e tradizionale rappresenta oggi un’eccellenza italiana di cui essere fieri. La partecipazione a ExpoTunnel sarà un’occasione per promuovere le nostre capacità tecniche e operative e mostrare, anche in campo internazionale, la grande qualità dell’ingegneria italiana dei tunnel”, hanno affermato da Spea Ingegneria Europea.

Lo spirito della fiera Lo spirito di questa fiera è quello di creare sinergie e dialogo a livello globale tra i continenti, per dare voce alle intelligenze tecnico-scientifiche del made in Italy. Tra analisi, riflessione e divulgazione, i temi forti del Salone vogliono dare spazio ai progressi del costruire in sotterraneo, senza dimenticare le questioni collegate alla qualità della vita e alla salvaguardia dell’ecosistema. Le aziende espositrici e quelle che fanno parte del Comitato Promotore (Anas, Astaldi, BASF, CGT/CAT, Geodata, Geotunnel, Ghella, Herrenknecht, Mapei, Impregilo, Milano Serravalle Milano Tangenziali, Officine Maccaferri, P.M. & E., R.F.I., Rocksoil, Seli, Spea Ingegneria Europea, Trevi) presenteranno al Salone il proprio lavoro innovativo sul fronte del sottosuolo in Italia e all’estero.

Gli ambiti espositivi ExpoTunnel si concentra dunque, per la

tamento delle acque, energie rinnovabili, fondazioni speciali, sistemi fognari e di contenimento del suolo, oltre che di trasporto merci e persone.

Le delegazioni estere

prima volta in Italia, sulle tecnologie del sottosuolo, quali gallerie e grandi opere, con un focus sulle reti di infrastrutture presenti sotto la superficie della terra, sistemi per energia e telecomunicazioni, trat-

Le delegazioni brasiliane e russe saranno presentate nel corso della tavola inaugurale del 17 ottobre dal titolo “Investimenti e grandi opere in Italia e nel mondo”: si vuole discutere sulla situazione degli investimenti per la realizzazione di grandi opere a livello planetario, con la presenza delle autorità invitate per rappresentare le istituzioni italiane del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, delle FS italiane, degli organi delle infrastrutture del Brasile e della Russia. Seguirà l’appuntamento de-

Gallerie e spazio sotterraneo Promosso dalla Società Italiana Gallerie, il Congresso si svolge presso il Palazzo dei Congressi di Bologna dal 17 al 19 ottobre. Qui dialogheranno insieme nomi noti del settore, dalle aziende alle Università. Un ottimo riscontro è quello proveniente dalla ricezione di un alto numero di abstract e di partecipazione intorno al Congresso. Il programma prevede l’apertura del Congresso nel pomeriggio di giovedì 17 ottobre con la prima sessione sul tema delle gallerie stradali e autostradali; la seconda parte curerà invece l’aspetto urbano e metropolitano, con un occhio alle grandi città italiane.

Venerdì 18 ottobre uno sguardo approfondito su trasporto ferroviario, gallerie, nodi e stazioni, sempre più rilevanti, alla luce anche delle nuove realizzazioni. Nel pomeriggio prende spazio una riflessione sulle innovazioni tecnologiche nelle costruzioni in sotterraneo, l’industrializzazione e la meccanizzazione degli scavi. La mattina del 19 ottobre si concentra sull’open session “Una scelta underground. Vantaggi, prospettive e sicurezza dell’utilizzo del sottosuolo”. Nel pomeriggio sono previste visite tecniche a Bologna e Firenze, nei luoghi più significativi del costruire nel sottosuolo.

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> Anteprima fiere

Workshop, Infrastrutture e Paesaggio La cura della continuità del paesaggio e il disegno dei luoghi marginali, delle frange urbane e delle zone di discontinuità può essere una carta vincente per l’evoluzione del settore. Spesso una mancata visione d’insieme nel progetto di grandi opere e una scarsa attenzione alle peculiarità degli ambiti di attraversamento hanno generato una frammentazione nel paesaggio, portando a una generale diffidenza del pubblico verso queste realtà. Questo è il tema oggetto del workshop dedicato a “Infrastrutture e Paesaggio”, organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Architettura e il Dipartimento di Ingegneria Civile Ambientale e dei Materiali (DICAM) - Sez. Strade dell’Università di Bologna. L’iniziativa del workshop è rivolta a professionisti, ricercatori, docenti, studenti e dottorandi per costruire un dibattito nei giorni della fiera attorno a casi significativi, bestpractices, lineamenti di metodo e strategie progettuali innovative per l’inserimento delle infrastrutture nel paesaggio.

INFO

dicato alle delegazioni, che presenteranno approfonditamente a espositori e visitatori della fiera le opportunità offerte dai loro mercati interni. La giornata di venerdì 18 ottobre sarà dedicata agli espositori di ExpoTunnel che potranno accogliere le delegazioni in visita presso gli stand, illustrando loro i propri prodotti e servizi in

esposizione. A ExpoTunnel saranno presenti rappresentanti istituzionali, accademici e dirigenti delle maggiori società di gestione delle infrastrutture dei Paesi di riferimento.

Il supporto delle associazioni di settore La presenza di realtà leader del settore testimonia il supporto sentito e concreto alla manifestazione, voluta da Conference Service Srl, in collaborazione con la Società Italiana Gallerie e BolognaFiere, che si svolge con il patrocinio di associazioni del settore, quali IATT Italian Association for Trenchless Technology, FIAS - Federazione Italiana delle Aziende Specialistiche - composta da AIF Associazione Imprese Fondazioni, ANIPA - Associazione Nazionale Idrogeologia e Pozzi Acqua, ANISIG - Associazione Nazionale Imprese Specializzate in Indagini Geognostiche. IATT e FIAS organizzeranno rispettivamente due appuntamenti d’incontro con i loro associati e con tutti gli interessati a partecipare. 

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