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sommario

Ottobre

2013

In copertina: TECNOIMPEX ITALIA Anno XXV – n. 07 Ottobre 2013

RUBRICHE   5 Editoriale

Direttore responsabile Luigi Zaffagnini – luigi.zaffagnini@scieditrice.com Direttore editoriale – Relazioni esterne Ettore Zanatta – ettore.zanatta@scieditrice.com Hanno collaborato a questo numero: Alberto Finotto, Pietro Gabrielli, Alberto Moretti, Mauro Rancati, Liliana Rebaglia, Stefano Vitali Ufficio amministrazione e abbonamenti Roberta Fabbri – rfabbri@scieditrice.com Tel. 0545 97.15.78 - Fax 0545 97.11.87 Abbonamenti 2013 Italia: euro 40,00 Estero: euro 70,00 Stampa Filograf – Forlì Pubblicità Mediapoint & Communications srl Corte Lambruschini, C.so Buenos Aires 8, int. 7 16129 Genova Tel. 010 570.49.48 – Fax 010 553.00.88 info@mediapointsrl.it Responsabilità La riproduzione delle illustrazioni e degli articoli pubblicati su MT, traduzioni comprese, è riservata e non può avvenire senza autorizzazione scritta della casa editrice S.C.I. srl. Testi e materiali fotografici forniti in qualsiasi forma alla stessa non saranno restituiti, anche in caso di non avvenuta pubblicazione. La S.C.I. srl non si assume responsabilità relative ai suddetti materiali, anche in caso di esemplari unici, e ad eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati. Il materiale redazionale pervenuto alla S.C.I. srl senza preventivi accordi sono da intendersi gratuiti anche se pubblicati. I nomi e le ditte pubblicati sono citati senza responsabilità, a puro titolo informativo, allo scopo di rendere un servizio al lettore.

di Ettore Zanatta

  6 Attualità

a cura di Liliana Rebaglia

EVENTI 22 Volvo CE Il pensiero futuristico di Ettore Zanatta 26 Cangini Benne Tecnologie per ogni “ambiente” di Mauro Rancati 30 Komatsu Utility Europe “Il futuro non ci deluderà” di Ettore Zanatta 34 Lombardini 1933-2013: 80 anni di passione! di Stefano Vitali AZIENDE 36 Simvar La soluzione che non c’era di Alberto Moretti

MACCHINE 38 Doosan Infracore CE L’escavatore cingolato DX380LC-3 di Ettore Zanatta 42 Wacker Neuson Il fattore “EZ” di Pietro Gabrielli 46 Renault Trucks È tempo di… R/Evolution! di Ettore Zanatta ATTREZZATURE 50 U.EMME Evoluzione continua di Mauro Rancati COMPONENTI 54 Hydreco Hydraulics Italia Tocco magico di Alberto Finotto 58 Ruukki A prova di miniera di Pietro Gabrielli RICAMBI 60 Jaderparts (Ri)cambio di mentalità di Alberto Finotto

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Periodicità 2013 Sono previsti 8 numeri/anno, di cui 3 interamente in lingua inglese Sped. in Abb. Postale – D.L. 353/2003 (conv. in L27/02/2004 n.46) art.1, comma1, Commerciale Business – Forlì n. 74/2009 Registrazione CCIAA 115210 – Iscr. Soc. Trib. RA 11824 Aut. Tribunale di Ravenna n. 913 del 22/7/89 Iscriz. Registro Nazionale Stampa n. 3984

26 58

MT – Rivista Italiana del Movimento Terra S.C.I. srl – Via Martiri della Libertà, 63H 48024 Massalombarda (RA) Tel. 0545 97.15.78 – Fax 0545 97.11.87 info@scieditrice.com – www.scieditrice.com Periodico associato a:

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EDITORIALE

Ai costruttori di merito (e speranza)

P

di Ettore Zanatta

otremmo parlare con (infinita) desolazione e disgusto della nostra situazione politica ed economica, ma sarebbe fin troppo facile tirare al piccione in questa situazione di sfacelo generale. Preferiamo pensare, invece, che l’”onorevole marmaglia parlamentare” non corrisponda a quella parte che conta davvero, nel Paese reale. Parliamo di italiani che onorano ancora la Costituzione, dando dignità e valore al fatto che “L’Italia” sia ancora “una Repubblica fondata sul lavoro”. Parliamo di questi italiani, non di chi ci ha mangiato l’anima, neppure degli Schettino che hanno mandato alla deriva il “Transatlantico Italia”, né di quei patetici personaggi definiti nel bestiario politico come “falchi”. Dopo le ultime vicende, questi “falchi” a noi sembrano più simili a quei gabbiani che aleggiano lerci sulle discariche più immonde, nutrendosi del degrado più commestibile. Vogliamo parlare degli italiani che servono con somma dignità il Paese. Un cenno lo riserveremmo, allora, all’Ingegner Mantovani, che ha ricostruito dalle macerie la nuova dimora di una Mantovanibenne colpita duramente dal terremoto, restituendo futuro e speranze a centinaia di famiglie e all’economia del territorio emiliano. Vogliamo parlare di Italo Barin e della sua azienda, che ha festeggiato 50 anni di storia nell’edilizia industriale e nell’elettromeccanica applicata. E vogliamo ricordare la caparbia cocciutaggine di Fabio Potestà, ideatore e organizzatore del GIS - Giornate del Sollevamento, una fiera nazionale che pur ostacolata dai venti contrari della crisi intende diventare un punto di riferimento per un ramo fondamentale delle costruzioni e dei trasporti. E come loro, ce ne sono tanti altri. E c’è (o ci sarebbe) anche spazio per la buona politica. Una menzione la riserviamo ai redattori del “Decreto del Fare”, che hanno semplificato l’iter per i lavori di ristrutturazione edilizia, eliminando gran parte degli oneri e delle autorizzazioni che appesantivano ogni intervento già durante la sua fase progettuale. Non ci sarà manigoldo o pirata parlamentare che potrà cancellare il valore dei nostri campioni morali. Nessun petulante “quaquaraquà”, nessuna prostituta d’alto bordo, nessun figlio di papà predatore di cattedre, concorsi e posti al sole. Non ci sarà nessuno di questi a dare un volto all’Italia che lavora, soffre, combatte e immagina ancora un cielo terso sopra il proprio destino. Ci sarete solo voi, costruttori di merito e speranza. Ottobre 2013 -

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attualità KOMATSU

L’escavatore idraulico PC700LC-8 L’ e s c a v a t o r e i d r a u l i c o PC700LC-8 di Komatsu è progettato per affrontare le condizioni lavorative più gravose. Ideale per l’utilizzo in cava ma anche per tutte le situazioni in cui siano necessari mezzi ad alta produttività - questa macchina è contraddistinta da

una potenza di 323 kW e da un peso operativo tra i 65.640 e i 67.100 kg. Monta una benna con capacità fino a 5,58 m³. Il PC700LC-8 è equipaggiato con il motore Komatsu SAA6D140E-5, dotato di sistema a iniezione diretta Common Rail, turbocompressore, post-

refrigeratore aria-aria e sistema EGR di ricircolo di scarico raffreddato. Certificato in base alle normative EU Stage IIIA ed EPA Tier III, questo propulsore consente di ridurre le emissioni e il consumo di carburante. Offrendo la possibilità di selezionare due differenti modalità

operative (Power ed Economy), l’escavatore consente di adeguare la velocità del motore, la portata delle pompe e la pressione dell’impianto idraulico al lavoro in corso, in ogni occasione. La modalità Economy ha in più quattro livelli di settaggio. Grazie all’elevata potenza del

motore e all’impianto idraulico ottimizzato, il PC700LC-8 sviluppa una forza di strappo alla benna pari a 362 kN (37 t) e una forza di scavo all’avambraccio fino a 293 kN (30 t), apice raggiungibile in funzione PowerMax, che incrementa la forza di scavo del 10% rispetto allo standard. In particolare, nella versione a bracci corti essi hanno una struttura opportunamente rinforzata. Tutto ciò, aggiunto al sottocarro di classe superiore, all’ottimale bilanciamento della macchina e alla nuova valvola di rigenerazione per il cilindro avambraccio, permette un’elevata produttività, con ridotti consumi di carburante. Il PC700-8 presenta inoltre un sistema a due motori di rotazione.

Questa macchina presenta anche una cabina dotata di grande visibilità. All’interno dell’abitacolo, il climatizzatore automatico, il filtro aria, il sedile riscaldato con schienale reclinabile e sospensione pneumatica, la silenziosità e le ridotte vibrazioni consentono all’operatore di lavorare agevolmente. Presente anche il monitor “user-friendly”, l’intuitiva interfaccia utente del sistema EMMS (Equipment Management Monitoring System). Caratterizzata da un telaio tubolare in acciaio e dal vetro frontale laminato, la cabina del PC700LC-8 garantisce sicurezza per l’operatore. Anche l’escavatore PC700LC-8 è dotato del sistema di monitoraggio satellitare Komtrax.

CNH

Un marchio industriale per una nuova identità Il colore nero predominante, che denota autorevolezza e solidità industriale, accanto alla vivacità del rosso: sono questi i due colori che caratterizzano il nuovo logo di CNH Industrial, la nuova azienda che risulterà dalla fusione di Fiat Industrial, società specializzata nella progettazione, produzione e commercializzazione di “macchine per il lavoro” e CNH Global, attiva nei settori delle macchine agricole e del movimento terra. Questo monogramma, che intende comunicare una solidità tipicamente industriale, rappresenta un’azienda che 6 mt - Ottobre 2013

sta vivendo un periodo di profonda trasformazione organizzativa e culturale, puntando su un continuo rinnovamento dei prodotti e sulla ricerca tecnologica. La progettazione del marchio, realizzata in collaborazione con “Robilant Associati”, è stata guidata dalla volontà di creare un’icona in cui fosse possibile ritrovare un forte legame tra passato e futuro. Da qui la rielaborazione di un logo che rappresenta un elemento di continuità e riflette le tradizioni di tutti i business di CNH Industrial. La nuova identità, con il marchio che in

maniera simbolica indica l’integrazione delle due società, porta con sé una significativa ricontestualizzazione: da una marca legata alle macchine agricole e al movimento terra, il nome passa a rappresentare una holding diversificata, estesa all’intero mondo dei veicoli industriali. Ampliando il raggio di pertinenza, il lo-

go CNH Industrial si allontana dunque dai codici comunicativi di settore e assume un profilo più istituzionale, trasmettendo autorevolezza e mantenendo al contempo un richiamo al forte know-how tecnologico delle due società. Il solco tracciato dall’uomo nella terra, incorporato nel precedente logo, lascia il posto alla denominazione “Industrial”, ribadita dalla presenza di una “i” inserita in maniera naturale nel monogramma. Il quadrato rosso, che la sormonta conferisce al logo un senso di evoluzione e di proiezione verso il futuro.


COMER INDUSTRIES

Soluzioni per il settore minerario Comer Industries ha partecipato al Sim 2013, la Fiera dedicata all’industria mineraria tenutasi presso il Parco delle Esposizioni a Besançon, Francia, dal 2 al 4 ottobre scorsi. I prodotti in mostra erano i riduttori epicicloidali per applicazioni mobili e stazionarie: il gruppo PGR-132, riduttore con motore a pistoni assiali integrato, è utilizzato per la traslazione di macchine cingolate legge-

re, dai miniescavatori ai minitransporter, e il gruppo PGA102CPC, riduttore con fissaggio

a piedi integrali alla carcassa del riduttore. Questa soluzione, grazie all’elevata robustezza,

risulta particolarmente adatta per le diverse tipologie di nastri trasportatori.

Ottobre 2013 -

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attualità MERCEDES-BENZ

Una piattaforma digitale per i ricambi Mercedes-Benz esce dal sistema PartsPartner e lancia WebParts, una piattaforma digitale proprietaria per l’ordinazione dei ricambi originali che offre numerosi servizi e potenzialità di integrazione con piattaforme esterne. WebParts è una soluzione ideale per assicurare un costante contatto tra la rete di assistenza Mercedes-Benz e smart e i professionisti indipendenti, con notevoli vantaggi da entrambe le parti. Attraverso WebParts, i Service Partner Mercedes-Benz beneficiano, infatti, di una migliore efficienza e autonomia gestionale degli ordini ricevuti dai propri clienti, oltre alla semplificazione nei processi di acquisizione. È inoltre possibile impostare sconti e promozioni personalizzate,

a vantaggio di una migliore fidelizzazione dei clienti. Dal lato del cliente, i titolari di officine, carrozzerie e flotte

possono, invece, ridurre notevolmente i tempi d’identificazione e ordine dei ricambi, tramite catalogo elettronico,

limitando errori di compilazione. Grazie a WebParts - il cui utilizzo è completamente gratuito - il cliente può visualizzare direttamente all’interno dell’applicazione le condizioni commerciali a lui riservate ed effettuare il proprio ordine in maniera rapida e intuitiva, con prezzi chiari e trasparenti. Un ottimale lavoro di squadra che si completa attraverso PartsPro, il nuovo programma della Stella dedicato alla Certificazione della Rete di Assistenza Mercedes-Benz e smart, che offre servizi d’eccellenza ai professionisti della riparazione. Dalla consulenza di tecnici specializzati a linee d’ordine dedicate con servizio giornaliero di consegna dei ricambi presso la propria sede: soluzioni professionali realizzate su misura per i professionisti dell’after-sales per assicurare ai clienti i più alti standard qualitativi.

LIEBHERR

BOELS RENTAL

L’escavatore da demolizione R 946

“Large Rental Company of the Year”

Liebherr ha presentato quest’anno il nuovo escavatore cingolato da demolizione R 946. Questa versione si sviluppa sullo stesso concetto che è alla base dell’escavatore standard R 946, presentato nella primavera del 2012, e riassume tutti i punti di forza di quest’ultimo: maggiore rendimento, un comfort superiore e una manutenzione più semplice. Il sistema idraulico a doppio circuito “Positive Control” permette di ottenere il massimo delle prestazioni di portata ottimizzando il consumo di energia. Il vantaggio di questo sistema consiste nel risparmio di energia ottenuto attraverso la riduzione o, addirittura, l’eliminazione delle perdite di pressione. La robusta struttura in acciaio garantisce affidabilità anche in caso di impieghi gravosi. Un’ulteriore particolarità del modello R 946 da de8 mt - Ottobre 2013

molizione è il sistema di cambio rapido Likufix integrato nella doppia versione. Il primo dei due sistemi Likufix è applicato alla fine del bilanciere standard e costituisce il collegamento al secondo bilanciere, al termine del quale è montato l’ultimo Likufix. Con il sistema doppio Likufix è possibile rimuovere il secondo bilanciere in meno di un minuto, così da poter impiegare l’escavatore con una benna rovescia, ad esempio, per i classici lavori nel sottosuolo. In caso di lavori di demolizione, grazie al suo secondo bilanciere lungo 3 m, l’escavatore speciale raggiunge altezze fino a 13 m. Il modello R 946 da demolizione è azionato da un motore diesel Liebherr che risponde agli attuali standard sulle emissioni di livello IIIB / Tier 4i. Il motore a 6 cilindri ha una potenza di 200 kW a 1.800 min.

Boels Rental si è aggiudicata quest’anno il primo premio per le grandi imprese di noleggio europee come “Large Rental Company of the Year”. Per Boels si tratta del secondo premio in due anni: nel 2011 l’organizzazione ha nominato il direttore generale Pierre Boels “Rental Person of the Year”, protagonista del noleggio dell’anno. Pierre Boels: “Sono orgoglioso che la nostra azienda abbia ottenuto questo premio. Si tratta di un riconoscimento dell’attuale posizione di Boels Rental in Europa. Negli ultimi anni la nostra organizzazio-

ne si è trasformata in tempi record nel “n. 1 nel noleggio” in Europa, con oltre 300 sedi in 10 paesi. Insieme ai nostri oltre 2.300 professionisti del noleggio offriamo ai clienti un’ampia assistenza, garantendo un’ottimale disponibilità dei materiali. In qualsiasi luogo e in qualsiasi momento. E anche in futuro continueremo a puntare ancora sulla crescita”. Negli ultimi 35 anni Boels Noleggio si è imposta come una delle più importanti aziende d’Europa nei settori del noleggio di macchinari e di attrezzature. Questa crescita si basa su uno sviluppo autonomo ma anche su varie acquisizioni strategiche come, ad esempio, quella di 29 sedi della tedesca BauRent, delle olandesi K-Rental e Warmerdam e della belga Loca-system.


SANDVIK

CM

Le ultime novità Rammer

Investire, innovare, crescere

Rammer, il marchio specializzato nel settore dei martelli idraulici parte del gruppo Sandvik, ha recentemente presentato gli ultimi sviluppi della gamma prodotti introdotti nel 2012. Anche se nessuno dei modelli in gamma ha più di due anni, l’azienda ha mantenuto il proprio impegno nell’innovazione e sviluppo. Ciò si è tradotto in quattro nuovi modelli, che ampliano le gamme di piccoli e grandi martelli. Le tre novità della linea leggera sono i Rammer 255, 355 e 455, che completano la gamma e sono adatti a macchine della classe di peso da 1,2 a 5,2 t. Tutti e tre sono progettati per soddisfa-

CM si occupa della progettazione, costruzione e vendita di benne frantumatrici, vagliatrici, miscelatrici per calcestruzzo e spazzatrici industriali. L’azienda - che quest’anno è entrata a far parte di Unacea - ha recentemente presentato le sue più importanti novità in campo di macchine da riciclaggio. Tra i suoi prodotti principali citiamo la benna frantumatrice e la benna vagliatrice. La prima si caratterizza per una carcassa in Hardox. La benna frantoio CBF, in particolare, è leggera, compatta ma robusta, elimina le spese di smaltimento dell’inerte e ne consente il riutilizzo in loco. La benna vagliatrice, invece, è presenta un cesto intercambiabile con estrema

re le esigenze degli operatori di flotte noleggio e utilizzano il sistema Rammer CBE (Constant Energy Blow), che garantisce una forza d’impatto costante a ogni colpo. Al vertice della gamma pesante va invece a collocarsi il nuovo modello 5011: idoneo a macchine portanti da 43 a 80 t, il 5011 s’inserisce tra il 4099 e il 7013. Il nuovo 5011 comprende una serie di nuove funzionalità introdotte inizialmente sui più piccoli modelli 3288 e 4099, che gli consentiranno di adattarsi a specifiche applicazioni con prestazioni ottimali su un’ampia varietà di materiali.

GUARDA BENE

DOOSAN

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Ogni lavoro è unico, ma Doos an ti fa essere facile manovra comunque pro bilità e prestazio duttivo, perch ni ultra affidabil é ti assicura mo Se stai cercand i. Una macchina dalità di contr o una nuova ma Doosan produ ollo avanzate, cchina, vieni a ce di più e in me trovarci per da no tempo. re una buona occhiata a un Doosan.

facilità, studiato per resistere agli urti e caratterizzato da forma tronco-conica che aumenta la superficie di vagliatura. Un altro prodotto che ha avuto un ottimo riscontro tra i clienti europei è la benna miscelatrice, applicabile su escavatori, terne, pale gommate e skid loader. Tutti i prodotti presenti nel catalogo sono disponibili in magazzino e spedibili entro 24 ore in qualsiasi posto del mondo.


attualità DOOSAN PORTABLE POWER

Il nuovo compressore portatile 25/280 Doosan Portable Power ha lanciato il nuovo compressore portatile a grande capacità 25/280 conforme ai requisiti della normativa sulle emissioni inquinanti Stage IIIB (Tier 4i). Il compressore offre una portata d’aria libera di 28,3 m³/min a una pressione d’esercizio nominale di 25,1 bar. La regolazione a doppia pressione è di serie, una caratteristica che gli consente di fornire aria compressa alla pressione d’esercizio di 25,1 o 17,2 bar. La regolazione a doppia pressione estende le possibilità di utilizzo del 25/280, che può essere impiegato per fornire aria compressa a una vasta

gamma di attrezzature perforatrici e per trivellazioni, in applicazioni diversificate come cave e miniere, indagini geotecniche, prospezioni minerarie, scavo di pozzi idrici, impianti geotermici, perforazione di pozzi superficiali per l’estrazione di petrolio e gas naturale, nonché per l’impiego su autocarro nelle cave e per lo scavo di pozzi d’acqua. Il compressore 25/280 può inoltre essere impiegato per applicazioni specialistiche come sabbiatura abrasiva e verniciatura a spruzzo, come anche per la generazione di aria compressa per applicazioni temporanee o ausiliarie per

usi industriali. Con una lunghezza (barra di traino su/giù) di 5.150/6.735 mm, una larghezza di 2.123 mm e un’altezza di 2.553 mm, il compressore 25/280 è del 18% più corto rispetto all’attuale modello Stage IIIA 25/330, per soddisfare le esigenze della clientela in termini di

compattezza e semplicità di manutenzione. La notevole riduzione delle dimensioni si rivela inoltre vantaggiosa anche per le configurazioni che prevedono l’uso del modello 25/280 su autocarro. Il nuovo modello è dotato di un motore diesel CAT C-13 da 454 kW a 1.800 giri/min.

CASE

Un potente quartetto da demolizione Quattro escavatori cingolati Case stanno lavorando per una delle maggiori imprese di demolizione tedesche, la SER GmbH di Heilbronn. La ditta tedesca è impegnata nello smantellamento di alcuni vecchi edifici industriali della ex-sede dell’azienda “Hansa Metallwerke” (storica fabbrica di rubinetterie) e nel successivo recupero del sito. Tre escavatori cingolati Case Serie C sono al lavoro su una superficie di 44.000 m2, insieme a un quarto escavatore cingolato della Serie B e a un escavatore gommato con benna di smistamento.

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L’appalto è suddiviso in due sezioni, che prevedono la demolizione di un totale di 20 edifici in uno spazio recintato di circa 200.000 m3. Per rispettare i tempi contrattuali, la SER ha dunque scelto di utilizzare gli escavatori cingolati CX370C da 37 t ciascuno con una potenza di 266 CV - supportati dall’escavatore CX470B da 48 t e 362 CV di potenza. Reiner Kuch, direttore della filiale di Stoccarda di Case, racconta: “Abbiamo presentato la nuova Serie C di escavatori cingolati per la prima volta a Intermat 2012, quindi

siamo orgogliosi che la nuova serie sia riuscita a conquistare il favore di una delle principali aziende di demolizione del Paese. Il contratto di vendita con la SER riguarda ben sette escavatori cingolati CX370C”. Secondo la SER, decisive per la decisione d’acquisto sono state soprattutto l’elevata capacità in termini di prestazioni e il basso costo d’esercizio degli escavatori, oltre alla loro robustezza e affidabilità. In effetti, con la nuova serie C, Case è in grado di offrire una nuova generazione di escavatori cingolati particolarmente economi-

ci, con consumi ridotti e una potenza del motore superiore. “Prima della consegna abbiamo allestito le macchine con il nostro ‘pacchetto da demolizione’: protezione di sicurezza ROPS/FOPS e tubazioni supplementari per operare martelli, pinze e cesoie”, continua il responsabile della Filiale Case di Stoccarda, Reiner Kuch. “Il pacchetto accessori comprendeva anche attacchi rapidi Oilquick, pannelli protettivi e protezioni ‘paraurti’. Naturalmente tutte le macchine sono state dipinte con la tipica livrea arancione della SER”.


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I nuovi movimentatori telescopici JCB sono i più puliti al mondo. Con il 91% di riduzione di particolato e il 17% di riduzione di NOx, il motore pluripremiato ECOMAX JCB T4i/Stage IIIB non ha bisogno di post-trattamento come DPF. Un riduzione dei consumi di carburante del 7% significa che è possibile utilizzare 1.890 litri di carburante in meno in 3 anni (emettendo 5.045 kg di CO2 in meno). A questo si aggiunge una cabina rinnovata, più sicurezza, gestione telematica della flotta. E’ questo impegno che rende i TH JCB i più amati e venduti al mondo. JCB S.p.A. Via E. Fermi, 16, 20090 Assago (MI) +39 02 48866401 jcb.italia@jcb.com

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Ottobre 2013 -

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attualità BOSCH REXROTH

I motori radiali MCR A bordo delle macchine mobili che per il loro utilizzo presentano dei vincoli dovuti all’ingombro degli assali meccanici, la trazione viene assolta da motori radiali direttamente flangiati sulle ruote, che permettono una maggiore flessibilità di progettazio-

ne del telaio della macchina stessa. La soluzione con motori radiali, rispetto alla trazione con gli assali, consente di poter posizionare il gruppo di potenza (diesel e pompa idraulica) e altri servizi del mezzo in qualsiasi posizione nella macchina, svincolandosi dagli ingombri limitanti degli assali meccanici. Questa caratteristica ha portato all’utilizzo dei motori radiali su svariati mezzi da lavoro, tra cui le pale compatte cingolate e gommate e le autobetoniere. I motori radiali MCR nella gamma di taglie da 160 a 3.000 cm³, con pressione nominale di 250 bar e picco di pressione fino a 450 bar, si prestano a molteplici applicazioni di veicoli da lavoro grazie anche al loro design compatto. La bassa rumorosità di questo componente è un elemento particolarmente apprezzato dagli operatori. Questi motori lenti hanno il vantaggio di poter girare a velocità molto basse, consentendo un avanzamento uniforme della macchina anche a bassissimi regimi di rotazione (circa 5 giri/min). Sono disponibili anche nelle versioni con doppia cilindrata (cilindrata minima uguale al 50% della massima), per velocità del mezzo più elevate, e con freno a lamelle di parcheggio. La versione MCR-X, poi, è stata espressamente sviluppata per i requisiti dei piccoli escavatori tra le 3 e le 8 t ed è un’integrazione ottimale per il sistema LUDV, nonché un’alternativa interessante agli azionamenti per i gruppi di rotazione attualmente disponibili sul mercato.

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BKT

Lo pneumatico Loader Special BKT presenta lo pneumatico Loader Special (L5), specificamente creato per l’utilizzo sulle macchine loader, per via delle sue caratteristiche di resistenza e lunga durata. Il battistrada di Loader Special è extra-profondo e aggressivo ed è classificato come L5, ovvero beneficia di un aumento del 150% della profondità battistrada rispetto a uno pneumatico standard. Questa caratteristica allunga notevolmente la vita di utilizzo dello pneumatico stesso. Per far fronte alle applicazioni piÚ severe, la mescola dello pneumatico Loader Special è stata formulata per garantire un’elevata resistenza ai tagli, alle abrasioni e agli impatti.

Oltre a tutti questi vantaggi, la sua resistenza consente di ridurre anche i tempi di fermo macchina, ottimizzando i costi. Questo prodotto, inoltre, è caratterizzato da una carcassa realizzata in nylon resistente che permette di sostenere carichi particolar-

mente pesanti. Attualmente lo pneumatico è disponibile nelle misure 26.5-25, 29.525 e 35/65-33. Loader Special fa parte delle numerose gamme e misure BKT dedicate ai piÚ diversi ambiti e applicazioni industriali e movimento terra. Ogni prodot-

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to è creato per rispondere a specifiche necessità di utilizzo. La gamma BKT raggiunge gli oltre 2.000 prodotti, ma i costanti investimenti in R&D sono orientati a sviluppare sempre nuovi modelli che soddisfino le esigenze di ciascun segmento di mercato.

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attualità ALLISON TRANSMISSION

Trasmissioni per i camion spargi-asfalto SpriderMaskiner AB, una società che costruisce speciali spargi-asfalto per aree di piccole dimensioni, ha scelto le trasmissioni Allison non solo per le loro prestazioni e la loro durata, ma anche per rendere più interessanti i propri veicoli. Lo testimonia anche la recente consegna effettuata da quest’azienda svedese a conduzione familiare: un Volvo FE 340 6x2 dotato di trasmissione completamente automatica Allison della Serie 3000. Il design del sistema Sprider, flessibile e montato su autocarro, elimina la necessità di trasportare a mano l’asfalto nei cantieri dove macchine di grandi dimensioni hanno difficoltà di manovra. Il sistema è costituito da un braccio idraulico, articolato e con control-

lo remoto, montato sul retro del camion con lo scopo di trasportare in avanti e spargere l’asfalto grazie a un movimento di vite senza fine. Il braccio ha un’estensione massima di 5 m e può coprire una superficie di 48 m2 senza dover muovere il camion ed eliminando la necessità di ricorrere al faticoso

trasporto con pala o carriola. “Abbiamo realizzato già oltre 400 sistemi Sprider per clienti

provenienti da molti paesi europei; la maggior parte di questi sistemi è stata installata sui camion esistenti presso la clientela, ma possiamo anche fornire camion nuovi e completi. Acquistiamo il telaio e le piattaforme di carico dell’asfalto dai produttori di autocarri e dagli allestitori per poi equipaggiare i veicoli con il nostro sistema Sprider”, ha affermato Tommy Sjögren, AD e comproprietario di SpriderMaskiner AB. “Finora la nostra strategia ha funzionato bene, ma cerchiamo anche di rendere i nostri camion il più allettanti possibile per i potenziali clienti in modo da ridurre il rischio di trovarci con scorte di veicoli invenduti in magazzino. Ecco perché i nostri veicoli montano trasmissioni Allison”.

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Rino, lo Spara Nebbia delle soluzioni Rino fa parte delle novità presentate in tutto il mondo da Idrobase Group con il catalogo “Primavera-Estate 2013”. La linea degli Spara Nebbia Idrotech “made in Italy by Idrobase Group” s’arricchisce così con un nuovo impianto industriale di nebulizzazione che si contraddistingue per la sua grande versatilità. La particolarità di Rino sta nell’essere configurabile secondo le più diverse esigenze sia nella versione in alta pressione (a 70 bar) che in bassa pressione (fino a 15 bar) e a più portate d’acqua secondo le specifiche necessità del cliente. Rino è un cannone destinato a essere utilizzato in molteplici settori di applicazione quali: abbat-

timento polveri in miniere, centrali elettriche, cave, cementifici, nastri trasporta-

tori; neutralizzazione degli odori in discariche, impianti di compostaggio; rinfrescamento e abbattimento temperature di grandi spazi. Rino in b.p. può essere fornito sia con pompa di rilancio, nel caso non si arrivasse alla pressione ideale di esercizio (12,3 bar), che con un radiocomando con un raggio d’azione di 150 m; Rino in a.p., invece, è dotato di un modulo pompante che lo

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fa lavorare a 70 bar di pressione con portate da 11 a 21 l/min, può essere dotato di pompa dosatrice e serbatoio oltre che di radiocomando con raggio d’azione di 150 m. Tra i principali dati tecnici segnaliamo la sua gittata, che arriva a 30 m in assenza di vento con un campo di rotazione da 0° a 330°, il numero di ugelli per corona sono pari a 30, l’alzo varia da -25° a +35°.

Per gli impieg hi in edilizia, via bilità, servizi, no molti altri setto leggio, cave e ri industriali, la in durabilità e l’a erogatori mob ffidabilità degl ili di energia è i la chiave per aum in cantiere. I co entare la prod mpressori, i ge uttività neratori e i sis di Doosan Porta temi di illumin ble Power sono azione progettati e rig testati perché orosamente possano garant ire ovunque le anche nelle co migliori presta ndizioni più es zioni, treme.


attualitĂ  POWERSCREEN

Risparmio con Warrior 1400X

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Il vaglio PowerscreenŽ Warrior 1400X è stato lanciato lo scorso anno e da allora si è fatto apprezzare da numerosi clienti di tutto il mondo. Sutton Services Limited, cliente del distributore Powerscreen Midlands, ad esempio, è un’impresa a conduzione familiare con oltre 20 anni di esperienza nel settore, specializzata in demolizioni, bonifiche, noleggio di impianti, riciclaggio e produzione di componenti in acciaio. L’azienda ha recentemente acquistato e installato il primo Warrior

10% dei tempi di allestimento e smontaggio. Inoltre, la rumorosità piÚ bassa consente l’uso della macchina anche in aree urbane. Abbiamo anche registrato un miglioramento nella qualità dei materiali intermedi, che possono essere trasferiti direttamente al cumulo di stoccaggio, in quanto già di dimensioni corrette. La maglia ora assicura che il prodotto piÚ fine non si raccolga sul pavimento o ai lati�. Tra gli altri miglioramenti apportati al vaglio Warrior 1400X ricordiamo: il raccoglitore sot-

1400X della flotta presso il proprio stabilimento nel Regno Unito. Il vaglio è ora impegnato nella lavorazione di detriti da demolizione e costruzione provenienti da uno stabilimento di riciclaggio di Ipswich. Le caratteristiche del Warrior 1400X hanno giĂ  fatto registrare un aumento della produttivitĂ  e una maggiore efficienza. Glenn Sutton, responsabile aziendale, ha dichiarato: “La configurazione delle maglie ci ha consentito di ridurre del 25-30% le necessitĂ  di frantumazione e ciò, a sua volta, ha abbattuto i nostri costi operativi, aumentando al tempo stesso la capacitĂ  produttiva. Rispetto al macchinario che usavamo in precedenza abbiamo riscontrato una riduzione del

to l’alimentatore: riduce al minimo il materiale disperso attorno alla macchina, consentendo di continuare a caricare senza la necessità di fermarsi per ripulire l’area; il sollevamento del trasportatore di raccolta facilita l’accesso al serbatoio diesel rispetto al Warrior 1400 standard e, in generale, semplifica la manutenzione della macchina nella zona centrale; l’altezza di stoccaggio aumenta la capacità sui trasportatori di materiali fini e intermedi di quasi il 50% grazie al sistema di sollevamento del telaio; la funzione di sollevamento vaglio consente al tecnico sul cantiere di accedere alle maglie e sostituirle in metà del tempo richiesto con il vaglio Warrior 1400.

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OERLIKON GRAZIANO

Innovazioni al World Tribology Congress Oerlikon Graziano, specialista nel campo delle trasmissioni ad alte prestazioni, ha partecipato con le proprie tecnologie e sviluppi innovativi al World Tribology Congress 2013, a Torino, dall’8 al 13 settembre scorsi, presentando anche una propria ricerca. L’evento, organizzato dall’Associazione Italiana di Tribologia (AIT), è organizzato ogni quattro anni e offre un’opportunità di confronto sugli ultimi sviluppi nel campo della materia ed è un’ottima occasione per rafforzare il legame tra il mondo della ricerca e quello dell’industria. “La realizzazione di superfici a basso attrito è un fattore cruciale per Oerlikon Graziano nello sviluppo di sistemi di trasmissione; per questo vogliamo condividere i nostri metodi per la misurazio-

ne del coefficiente di attrito degli ingranaggi cilindrici”, ha detto Paolo Ramadori, Oerlikon Graziano Chairman e Managing Director. “Gli effetti dell’ingranamento delle ruote dentate sull’efficienza della trasmissione sono sta-

ti studiati con un approccio analitico che richiede opportuni coefficienti correttivi di calibrazione: utilizzando le fasi di sviluppo prototipale, i test e un approccio statistico (la metodologia DOE) siamo in grado di offrire un mo-

dello di efficienza più preciso per prevedere le perdite di potenza dei sistemi di trasmissione”. Vincenzo Solimine, Oerlikon Graziano Virtual Validation Engineer, e Davide Crivello, Oerlikon Graziano Testing Engineer, hanno tenuto un discorso sulla “Misurazione del coefficiente di attrito degli ingranaggi cilindrici” al Congresso, durante il quale è stato possibile assistere a diverse sessioni scientifiche su argomenti specifici legati alla tribologia, oltre a una vasta esposizione di prodotti collegati al tema e vari eventi collaterali. L’eco-tribologia e la sostenibilità sono stati gli argomenti principali del Congresso di quest’anno e lo studio di Oerlikon Graziano sulla riduzione degli attriti, usura e lubrificazione degli ingranaggi cilindrici è stato determinante per sviluppare nuovi sistemi di trasmissione per veicoli elettrici e ibridi.

Ottobre 2013 -

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attualità EVENTI

Gli 85 anni di Cifa Lo scorso mese Cifa ha organizzato un evento per festeggiare gli 85 anni di attività dell’azienda. Per l’occasione è stato creato un museo/ showroom che ha il compito di condensare la sua storia, quella dei suoi prodotti e delle innovazioni apportate al mondo delle costruzioni in calcestruzzo. L’accesso avviene attraverso un tunnel vetrato con una serie di pannelli fotografici che raccontano la sua evoluzione; l’esposizione prosegue intersecandosi con il racconto di eventi storici rilevanti che accadevano in Italia e nel mondo duranti gli anni della crescita di Cifa.

Sul lato opposto viene raccontata l’evoluzione del lavoro in cantiere attraverso le opere infrastrutturali più importanti realizzate con attrezzature Cifa. Nell’area espositiva sono presenti due macchine d’epoca: una delle prime autobetoniere modello Transmixer 800 (1967) e la prima pompa per calcestruzzo AP50D (1970). Inoltre, è presente un plastico che richiama l’attuale gamma Cifa e Zoomlion, integrata e complementare in tutti i segmenti. Presente anche una sala multimediale dotata di schermi che propongono vari filmati riguardanti le caratteristiche innovative dei prodotti più recenti (la betoniera ibrida Energya E9, l’evoluzione della gamma Carbotech e un video per la presentazione di tutta la gamma, l’impianto di betonaggio Cifamobile 50 in holoscreen (schermo olografico) e la presentazione della betonpompa MK25H. 18 mt - Ottobre 2013

Altri video descrivono i numeri di Cifa e della sua integrazione con Zoomlion e un “tributo” al lavoro dei dipendenti. Completano l’esposizione una sezione di braccio di distribuzione in carbonio. Una nuova veste Cifa ha cambiato look alle palazzine e allo stabilimento di Senago: dalla definizione exnovo degli ambienti di produzione fino al restyling estetico, che consiste nell’applicazione di una skin lungo tutto il perimetro esterno degli edifici. Una rete di alluminio stirato ha lo scopo di uniformare l’immagine delle strutture, costruite in epoche diverse. La palazzina uffici è stata do-

tata di una specifica illuminazione da utilizzare nel corso di speciali eventi e l’ingresso principale è stato completamente rifatto per permettere l’accesso all’area adibita a show-room. Con la ristrutturazione estetica Cifa vuole evidenziare gli aspetti d’innovazione tecnologica e di alta qualità che da sempre la caratterizzano, ma che sempre più devono diventare l’elemento portante e caratterizzante e dare un segnale importante, sia per clienti e partner che per chi vi lavora all’interno. Il Design Centre e il Testing European Center Oltre all’attività di Ricerca e Sviluppo che garanti-

sce la qualità dei prodotti è importante produrre macchine il più possibile “belle”. Una macchina dal design esclusivo è un valore in più che il cliente apprezza. Perciò Cifa si è dotata di un centro interno di studio, in stretta collaborazione con il dipartimento di Ricerca e Sviluppo e tutti i progettisti e gli ingegneri del Dipartimento Tecnico. Attività inaugurata in funzione del Bauma 2013 e che ha avuto come primi risultati la realizzazione di un design esclusivo per la betoniera ibrida Energya E9 e per la pompa autocarrata K39H. Cifa ha inaugurato anche il TEC (Testing European Center), un centro in cui vengono operate attività di sperimentazione e di test sulla struttura delle macchine e sui componenti. Il Centro si compone di un’area interna a uno dei capannoni dello stabilimento di Senago e di un’area esterna. Questo Centro, sviluppato in collaborazione con il Politecnico di Milano, ha l’obiettivo di sviluppare macchine affidabili che garantiscano un ciclo di vita il più lungo possibile.


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Ottobre 2013 -

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attualità MARANGONI

Completata la gamma “Ringtread on/off” È ora completa la gamma Ringtread on/off grazie all’introduzione del profilo MIX101, destinato all’impiego su assi trattivi di automezzi che effettuano servizio misto strada/cantiere. L’anello MIX101 si propone come una nuova versione del collaudato MIX100, da cui si differenzia per esserne una variante per impieghi meno gravosi, con disegno bidirezionale. Disegno originale Marangoni caratterizzato da una geometria variabile dei blocchi che assicura ottima trazione su qualsiasi tipo di superficie; in particolare, il profilo squadrato del battistrada consente un appoggio a terra che massi-

mizza la trattività sui percorsi stradali. L’ampia apertura delle spalle assicura la costante “pulizia” del battistrada da sassi, fango e acqua; inoltre, le estese legature di rinforzo alla costolatura centrale conferiscono resistenza a urti e sfregamenti e stabilità anche su terreni inconsistenti (fango) e resistenza in presenza di fondi stradali aggressivi (pietre/rocce). Altre caratteristiche del disegno sono la grande resistenza, che assicura in condizioni impegnative off e la diminuzione del rischio di penetrazione da corpi contundenti, dovute al sottofondo rinforzato. Il profilo possiede un’ulteriore particola-

rità: l’anello non è direzionale, assicurando quindi grande flessibilità e minor rischio di errato montaggio. Inoltre, il nuovo profilo è prodotto con

mescola standard che lo rende particolarmente adatto per utilizzi su percorsi meno severi, con il vantaggio di costi più contenuti rispetto al MIX100. Il disegno è attualmente disponibile in anello nelle misure: 250M e 260M. Ringtread è un sistema di ricostruzione che utilizza anelli battistrada prestampati prodotti in forma circolare e senza giunte che aderiscono alla carcassa senza alcuna tensione o deformazione del disegno battistrada, assicurando grande trattività su superfici impegnative, grazie alla maggiore precisione e alla stabilità direzionale delle lamelle e dei tasselli.

M3 METALMECCANICAMODERNA

Specialisti in attrezzature M3 MetalMeccanicaModerna, fondata 36 anni fa dalla famiglia Boschi, è un’azienda produttrice di attrezzature per macchine movimento terra. L’azienda parmense ha inventato e brevettato la prima benna miscelatrice nel mondo e oggi, grazie allo sviluppo tecnologico, è ancora uno dei maggiori produttori mondiali di benne miscelatrici offrendo, con oltre 20 modelli, una gamma completa di soluzioni per pale gommate, skid steer loader, terne, escavatori, trattori e telescopici. Quest’anno l’azienda ha presentato la nuova versione a scarico laterale con eliche imbullonate e motore integralmente protetto che ha permesso di ampliare ulteriormente l’utilizzo della benna miscelatrice, aumentandone la sicurezza nei cantieri e facilitandone la manutenzione. Nel corso degli anni la M3 MetalMeccanicaModerna ha 20 mt - Ottobre 2013

affiancato alla benna miscelatrice una gamma completa di attrezzature per skid, telescopici, terne, pale gommate e trattori, tra cui: agganci rapidi, piastre portaforche, benne spazzolatrici, pinze industriali, lame da neve, lame grader, testate trincianti, decespugliatori e trivelle. Due le novità più recenti: la benna selezionatrice frontale e la benna trancia-insilato. La prima è progettata per vagliare direttamente sul posto il ma-

teriale di scarto, da demolizione, da riempimento e da bonifica di terreni sassosi, li-

mitando così il numero dei trasporti in discarica e facilitando il lavoro direttamente sul cantiere. Prodotta in vari modelli, è possibile adattarla a tutti i tipi di skid ed escavatori fino a 10 t. La seconda è stata progettata per l’impiego in agricoltura e, in particolare, per quelle aziende provviste di impianti per la produzione di biogas. Applicata a telescopici, terne o pale gommate, permette di tranciare l’insilato pressato senza comprometterne la composizione.


EVENTI

MS Africa & Middle East

È stata ufficialmente presentata lo scorso 14 maggio in una conferenza stampa svoltasi al Cairo - alla presenza di Osama Bahsa, plenipotenziario commerciale del Ministro dell’Industria e del Commercio egiziano, e di Maurizio Massari, Ambasciatore d’Italia al Cairo - MS Africa & Middle East (The International Trade Fair for Stone Design, Technology, Earthmoving and Building Machinery), la start up di Veronafiere,

Sono partner della Fiera di Verona Unacea (Unione Italiana Aziende Construction Equipment & Attachments) e Confindustria Marmomacchine (associazione di riferimento per il comparto marmo e macchine e attrezzature lavorazione marmo) e, per parte egiziana, EECA (Egypt Expo & Convention Authority) e Export Council for Building Refractory and Metallurgy industries. L’iniziativa mira a riunire in un’unica manifestazione tutta la filiera del marmo, dall’estrazione e lavorazione della pietra, alle macchine e veicoli da cava e a quelle per le costruzioni, fino al pro-

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in calendario nella capitale egiziana dal 9 al 12 dicembre 2013, che vede uniti Marmomacc e Samoter, i brand della Fiera di Verona più noti nel settore delle costruzioni, con l’obiettivo di rafforzarne l’internazionalizzazione e penetrare nei vicini mercati dell’Africa e del Medio Oriente. MS Africa & Middle East è promossa da Veronafiere insieme ad Art Line, primario organizzatore egiziano di manifestazioni, ed ExpoLink, associazione degli esportatori egiziani.

dotto finito: l’eccellenza nel campo del building, a livello di materiali, know-how, tecnologie e macchinari incontrerà un pubblico qualificato di buyer quali progettisti e interior designer, imprese di costruzioni, distributori, noleggiatori, professionisti del mondo dell’estrazione e del movimento terra da molti Paesi. Un’area della Fiera sarà dedicata anche al settore dell’usato; comparto che, in Egitto e in Africa, ha importanti opportunità di mercato. Ottobre 2013 -

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Eventi

Volvo CE

Il pensiero futuristico Lo scorso agosto il costruttore svedese ha organizzato in Svezia il suo primo Innovation Forum pensato per evidenziare come creatività, inventiva e progresso siano elementi basilari della propria tradizione. Nell’occasione si è festeggiato il 55° anniversario dei Volvo Days di Ettore Zanatta

L

o scorso agosto, a Elskistuna (Svezia), Volvo CE ha organizzato l’Innovation Forum 2013. Si tratta di un (nuovo) evento che d’ora in poi si terrà periodicamente - ideato per dimostrare come la Casa svedese sia un’azienda dinamica e in grado di distinguersi costantemente sul mercato grazie alla sua “cultura dell’innovazione. Quest’ultima si concentra sulle esigenze dei clienti, promuovendo e potenziando le capacità innovative di ogni dipendente. L’evento, in particolare, si è concentrato sul ruolo dell’innovazione nelle trasmissioni, sulla tecnologia per i mercati emergenti, sulla progettazione, sui valori chiave dell’azienda (“qualità”, “sicurezza”, “rispetto per l’ambiente”), sui nuovi propulsori e sulla tecnologia del futuro. Gli ospiti, inoltre, hanno avuto l’opportunità di visitare lo stabilimento Volvo di Eskilstuna, in cui si producono assali e trasmissioni per pale gommate e per dumper. 22 mt - Ottobre 2013

L’evento si è concentrato sul ruolo dell’innovazione nelle trasmissioni, sulla tecnologia per i mercati emergenti, sulla progettazione, sui valori chiave dell’azienda, sui nuovi motori e sulla tecnologia del futuro


“L’innovazione è radicata nel DNA di Volvo CE”, ha dichiarato Anders P. Larsson, vicepresidente esecutivo della divisione Technology dell’azienda. “Essa è parte integrante dei nostri processi di progettazione, sviluppo, vendita e marketing. L’Innovation Forum ci offre la possibilità di presentare le nostre ultime novità, tra cui la nuova gamma di motori Tier 4f/Stage IV e i nuovi concept. Inoltre, volevamo intervenire sul modo in cui viene considerato il marchio Volvo, dimostrando che l’innovazione non deve tradursi necessariamente in nuovi prodotti più complessi. Ad esempio, potrebbe anche trattarsi di una modifica relativamente semplice, in grado però di semplificare la manutenzione della macchina per i clienti”.

Le sei aree dell’innovazione

Durante l’evento alcune postazioni hanno illustrato in dettaglio le sei aree dell’innovazione di Volvo CE, concentrate sul ruolo dell’innovazione nelle trasmissioni, sulla tecnologia per i mercati emergenti, sulla progettazione, sui valori chiave dell’azienda, sui nuovi propulsori e sulla tecnologia del futuro. • Prima postazione: “Trasmissione e Optishift” - Quando avvia il processo di sviluppo di una nuova macchina, Volvo CE considera il sistema nel suo complesso e non solo i singoli componenti. Le esigenze del cliente sono sempre al primo posto, insieme ad altri fattori come consumi di carburante ridotti, ritorno sull’investimento, durata, funzionalità e affidabilità. Questa postazione, gestita da Gunnar Stein, Global Director dei sistemi di trasmissione, si è concentrata sulle innovazioni per il risparmio di carburante a cui la Casa sta lavorando. Qui sono stati esaminati i concept che potrebbero aiutare le pale gommate del futuro a movimentare il 50% in più di materiale a parità di consumo di carburante. • Seconda postazione: “Tecnologia per i mercati emergenti” - Volvo CE è già un’azienda globale ma avrà un carattere sempre più internazionale in futuro. Tommy Streipel, direttore delle piattaforme per pale gommate, ha parlato della sua linea di prodotto e di come questa sia personalizzata in base ai vari mercati. La nuova pala gommata L105, realizzata per la clientela cinese, ne è il classico esempio. • Terza postazione: “Innovazione e design” – L’innovazione non riguarda solo gli aspetti tecnici di un mezzo. Per Volvo

I Volvo Days hanno riservato anche alcune dimostrazioni a sfondo storico, ispirandosi alle origini dell’azienda

L’innovazione di Volvo CE riguarda ogni aspetto dei prodotti, dallo sviluppo alla produzione, alla vendita e al marketing CE, infatti, un buon progetto è legato anche alla percezione sensoriale. Il “capitale emotivo” è una parte importante della fase di progettazione e il design può influire sul modo in cui gli operatori percepiscono la loro vita lavorativa. Esso non è solo “forma”, ma anche “funzione”: una macchina può essere esteticamente gradevole, ma se non è utile non si tratta di “design”, ma semplicemente di “stile”. Stina Nilimaa Wickström, direttrice del design, ha parlato di come Volvo CE utilizzi gli elementi di design della macchina all’interno e all’esterno. Inoltre, ha svelato alcuni dei nuovi concept dell’azienda.

• Quarta postazione: “Innovazione e valori chiave” - Qualità, sicurezza e rispetto per l’ambiente sono i valori chiave di Volvo CE. Le questioni ambientali fanno parte della cultura della casa svedese dalla fine degli anni Sessanta, quando ha tenuto la sua prima conferenza ambientale. Per Volvo CE la sostenibilità è possibile solo se tutti e tre i valori chiave sono armonizzati e, storicamente, “qualità”, “sicurezza” e “rispetto per l’ambiente” sono al centro delle innovazioni del marchio. Arvid Rinaldo, Global Communication Strategy Manager, ha parlato della storia dei famosi valori chiave di Volvo CE, oltre al loro ruolo nelle attuali innovazioni. • Quinta postazione: “Motori Tier 4 Final/Stage IV”. Scaturita da un progetto congiunto con Volvo Trucks, la nuova linea di propulsori di Volvo CE (D4, D6, D8, D11, D13 e D16) - conforme con la norOttobre 2013 -

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mativa Tier 4 Final/Stage IV - comincerà a comparire sui mezzi dell’azienda nel 2014. Peter Engdahl, responsabile delle prestazioni dei motori, ha parlato della legislazione sulle emissioni, ha presentato l’innovativa tecnologia Volvo per l’efficienza di carburante e ha svelato alcuni retroscena sullo sviluppo dei nuovi prodotti, tra cui il rigoroso processo di test e omologazione che ha permesso di commercializzarli anche nei climi più rigidi. • Sesta postazione: “La tecnologia del futuro”. L’innovazione non deve necessariamente comportare grandi cambiamenti; a volte può trattarsi di variazioni minime e poco costose, che possono aiutare a lavorare in modo più efficiente. Jenny Elfsberg, direttrice delle tecnologie emergenti, ha presentato la cultura di Volvo CE, la sua visione per il futuro e i modelli innovativi. Elfsberg ha spiegato come l’innovazione sia radicata nel DNA di Volvo CE. “Essendo parte integrante della cultura aziendale, Volvo CE offre a tutti gli attori dell’organizzazione l’opportunità di condividere idee e, in caso di approvazione, attuare i progetti desiderati”, ha affermato.

Mezzo secolo di Volvo Days

Presso il Customer Center di Eskilstuna sono state allestite diverse postazioni, dedicate alle macchine stradali, ai dumper articolati, agli escavatori, alle macchine compatte e alle pale gommate

24 mt - Ottobre 2013

Durante l’Innovation Forum, oltre 5.000 tra clienti e visitatori hanno preso parte ai festeggiamenti del 55° anniversario dei Volvo Days, uno show che offre sempre l’opportunità di conoscere meglio la storia, i prodotti e i servizi del costruttore svedese e di visitare il suggestivo Museo Munktell di Elskistuna. Anche in quest’occasione, dopo aver conosciuto il passato dell’azienda i visitatori hanno avuto la possibilità di interagire con l’attuale gamma di prodotti Volvo. L’azienda ha presentato le sue ultime macchine, tra cui le pale gommate compatte L30G e L35G, i nuovi rulli per terreno SD75, SD115 e SD135 e sette nuovi modelli di minipale multifunzione ideate per il mercato europeo, con motori rinnovati e nuovi optional, e una serie di attrezzature per escavatori, tra cui freni per escavatori e minipale e un tilt-rotator opzionale installato in fabbrica. Il tutto all’interno del consueto evento dimostrativo sul campo. “Il Customer Center di Eskilstuna è uno dei pochi posti al mondo dove abbiamo lo spazio sufficiente per organizzare una dimostrazione su larga scala”, ha svelato Kajsa Dymling, responsabile degli eventi nella Regione EMEA. “Qui possiamo mostrare il vero potenziale delle nostre macchine e far provare i prodotti ai clien-


Durante i Volvo Days, Volvo CE ha presenta anche le sue ultime macchine, tra cui due nuove pale gommate compatte, i nuovi rulli per terreno e sette nuovi modelli di minipale multifunzione

ti direttamente sul campo. Quest’evento permette a Volvo CE di emergere proprio perché è importante che i che i clienti abbiano la possibilità di vedere di persona quello che l’azienda può offrire!”. Durante le dimostrazioni pratiche, i clienti hanno usufruito di sei postazioni a dimostrazione delle diverse applicazioni: due per le macchine stradali (in particolare per terreno e asfalto) e una per dumper articolati, escavatori, macchine compatte e pale gommate.

L’evento ha sottolineato come creatività e progresso siano elementi propri della tradizione Volvo CE “I Volvo Days non sarebbero tali senza una buona dose di divertimento – ha dichiarato Dymling - e quest’anno non ha fatto eccezione. La prima cena con gli ospiti, organizzata presso il Museo

I motori Tier 4 Final/Stage IV

Munktell, è stata a sfondo storico e ispirata alle origini dell’azienda; una seconda cena si è concentrata su quello che i clienti potranno aspettarsi da Volvo CE negli anni a venire, basandosi sulla sua road map per il futuro. Abbiamo cercato di mettere insieme tutti i pezzi del puzzle per ottenere tre periodi: Passato, Presente e Futuro (nel tempo questo concetto si è evoluto nella triade “esplorazione, interazione e partecipazione”). Vogliamo dimostrare di essere all’avanguardia senza dimenticare il nostro passato: un evento simile aiuta a far capire l’importanza dell’azienda, mostra la nostra forza e determinazione a migliorarci e crescere a livello globale. Quest’anno abbiamo sfidato i nostri dealer: il 50% dei loro ospiti doveva essere rappresentato da clienti potenziali, in quanto desideriamo che la famiglia Volvo accolga nuovi clienti. Trascorrere del tempo con tutti loro è parte integrante della nostra attività perché, senza di loro, non saremmo qui e non avremmo un futuro. E grazie ai Volvo Days i visitatori hanno sempre la possibilità di capire in prima persona che siamo una realtà affidabile con una visione globale per il futuro”.  

VIDEO D4

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N. cilindri

4

6

6

6

6

6

Cilindrata

4,1 l

6,1 l

7,8 l

10,8 l

12,8 l

16,1l

Potenza nom.

80-115 kW

100-180 kW/ 160-250 kW/ 235-265 kW/ 220-329 kW/ 350 kW Ottobre 2013 -

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Eventi

Cangini

Tecnologie per ogni “ambiente” “Ambiente” è una parola chiave per l’azienda romagnola, produttore di una vasta gamma di attrezzature per il movimento terra, nonché per la demolizione, il riciclaggio, la manutenzione stradale e del verde. Che ha recentemente fatto testare “sul campo” a un gruppo selezionato di concessionari internazionali di Mauro Rancati

26 mt - Ottobre 2013


I

l marchio Cangini è ormai divenuto un sinonimo di prodotto. E non solo nel settore delle... benne. Oggi l’azienda di Sarsina (Fc) è in grado di proporre al mercato una linea di attrezzature davvero ampia, grazie al lavoro di persone che ogni giorno s’impegnano per migliorare la qualità dei prodotti, ampliandone le applicazioni per semplificare il lavoro degli operatori. Un’azienda flessibile e dinamica, quella romagnola, che senza tanti giri di parole e senza remore si destreggia nel complesso mercato internazionale con un’attenzione sempre vigile alle nuove esigenze, monitorando settori in continuo cambiamento e pronta a “conquistarli” con nuovi progetti e soluzioni sempre all’avanguardia. E per dimostrare “sul campo” la validità dei propri prodotti, la Cangini ha recentemente organizzato presso la propria sede una serie di dimostrazioni a beneficio di gruppi selezionati di concessionari provenienti dall’estero, facendo esaminare loro le attrezzature sia in officina, analizzandole dal punto di vista tecnico, sia in un campo prove appositamente allestito, per testarne l’efficacia. Prodotti destinati a un mercato globale, come ci ha confermato Giorgio Cangini, presidente dell’azienda, in occasione della nostra visita sull’Appennino toscoromagnolo: “Le nostre procedure interne di gestione e lavorazione sono garanzia di alta qualità e affidabilità e ci hanno permesso di acquisire nel tempo sempre nuovi mercati. Anche grazie a una vasta rete di rivenditori i prodotti Cangini sono di-

stribuiti in tutta Europa, in Russia, Brasile, Australia, India, Turchia e Africa. E oggi attraverso la nostra rete commerciale e iniziative promozionali come quelle organizzate in quest’occasione - intendiamo posizionarci in un mercato globale”.

Le attrezzature in campo

Giorgio Cangini, presidente di Cangini

La giornata trascorsa in compagnia di Cangini ci ha consentito di testare sul campo una grande rappresentanza della gamma di attrezzature aziendali. Il programma è stato intenso, per via delle molteplici soluzioni che la società ha messo a disposizione dei propri ospiti. Tra i prodotti all’opera, oltre alla già conosciuta gamma delle benne spazzatrici abbiamo potuto vedere al lavoro anche la nuova spazzatrice industriale con vasca di

La benna vagliatrice frontale Cangini

Gli ospiti assistono alla dimostrazione della lama dozer con livellamento laser Ottobre 2013 -

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La testata trinciante serie TC Cangini per escavatore, disponibile anche nella versione frontale

La nuova spazzatrice industriale, adatta per ambienti dov’è richiesto un elevato livello di finitura

soluzioni destinate al settore dell’edilizia. Tra queste: una lama dozer con livellamento laser, caratterizzata da un sistema di autolivellamento che consente di non dover intervenire sull’impianto idraulico della macchina operatrice; una benna vagliatrice, adatta per la selezione di materiali di scarto, da demolizione, da riempimento scavi e da bonifica di terreni sassosi, caratterizzata da un sistema brevettato per un veloce cambio vaglio; una trivella idraulica, con rotazione bidirezionale e attacco a doppio snodo orientabile (la gamma è composta da quattro modelli); una benna miscelatrice per escavatore, con scarico laterale e dotata di trasmissione con motoriduttore (la gamma è composta da sei versioni con scarico laterale e otto con scarico centrale, con capacità va da 150 a 1.000 l); una pinza per sollevamento tubi e cordoli; una nuova gamma di sistemi di sollevamento Handlift (tre modelli in grado di sollevare 150, 500, 1.000 kg). Una “due giorni”, insomma, che ha consentito ai concessionari di prendere atto delle potenzialità delle attrezzature Cangini, il cui catalogo si amplia ogni anno. Oltre a quanto citato, infatti, la gamma dell’azienda romagnola prevede anche strumenti quali pinze da demolizione e selezionatrici, cesoie, retroescavatori, ripper, benne di vario genere e forche pallet, lame dozer e rulli spazzoloni angolabili, fino ad arrivare a una linea completa di attacchi rapidi. Un’azienda, la Cangini, che – come recita in modo appropriato il suo motto – in ogni settore “lascia il segno”. 

raccolta anteriore dotata di apertura elettrica, un rullo con spazzole angolabile, una turbina e una lama per neve, una pinza per legna, una forca agricola prensile, una testata trinciante, una barra trancia-rami e un braccio articolato (adatto per l’applicazione di queste ultime, specifica per la manutenzione del verde su scarpate e bordi stradali). Una delle novità 2013, poi, è la nuova gamma delle testate trincianti TC, caratterizzata da distribuzione a cinghia e scocca rinforzata che la rendono particolarmente adatta a lavori gravosi. Infine è stato possibile testare diverse interessanti

INFO

L’Handlift è un altro prodotto Cangini realizzato per il settore dell’edilizia

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La benna miscelatrice per escavatore con scarico laterale


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le prestazioni massime, ma la sicurezza per noi è sempre al primo posto!

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Eventi

Komatsu Utility Europe

“Il futuro non ci deluderà!” Si è svolto lo scorso settembre a Este un evento organizzato per celebrare il 50° anniversario di attività dell’azienda italiana. Presente il management proveniente da Giappone e Belgio, il quale ha dichiarato di “credere nel futuro”, che prevede anche un cambio di denominazione di Ettore Zanatta

“C

rediamo nel futuro perché abbiamo un grande passato”: è lo slogan - che peraltro racchiude in sè un evidente messaggio per il mercato - all’insegna del quale lo scorso mese, presso lo stabilimento di Este (Pd), si sono tenuti i festeggiamenti per il 50° anniversario di Komatsu Utility Europe.

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L’evento - che si è svolto alla presenza dei maggiori distributori europei e nordafricani, della stampa internazionale, dell’intero management dell’azienda italiana e dei vertici del gruppo Komatsu giunti da Giappone e Belgio - ha previsto anche la visita alla sede produttiva teatro delle celebrazioni (unitamente al suggestivo castello di Este), annoverato oggi tra

le più avanzate a livello mondiale in termini di produzione e logistica. Ad accoglierci - dopo aver tolto i veli al monumento che la città di Este ha voluto dedicare a Komatsu Utility Europe (una riproduzione del miniescavatore PC05, la prima macchina costruita qui in assoluto, ndr) - insieme al sindaco di Este, Giancarlo Piva, e al presidente e CEO di Komat-

su Ltd., Tetsuji Ohashi, è stato Enrico Prandini, Managing Director Komatsu Utility Europe, che ha ricordato come il 1963 sia stato un anno “storico” per il nostro Paese, caratterizzato non solo da un forte sviluppo culturale, sociale, industriale ed economico, ma anche perché è in quell’anno che è stata fondata la F.A.I.. L’inizio di un percorso che ha oggi raggiunto il mezzo secolo di storia.


Da KUE a… KIM!

Come noto, dal 1963 a oggi il percorso dell’azienda è stato caratterizzato da molteplici cambiamenti, come ha confermato Enrico Prandini: “La nostra realtà ha attraversato vari cicli di crescita. Sociale, seguendo l’evoluzione dei rapporti nella famiglia e sul lavoro; di costume, osservando il mutare degli stili di vita; tecnologico, anticipando le innovazioni in grado di migliorare il lavoro dei clienti; organizzativo, grazie alla perfetta integrazione tra ingegno italiano e Komatsu Way, la filosofia giapponese orientata al miglioramento continuo e alla massima efficienza. E nell’anno del 50° anniversario abbiamo voluto ricordare la grande avventura di quest’azienda. Costantemente alla ricerca di nuovi assetti e di soluzioni migliorative, lo stabilimento produttivo di Este sta scrivendo oggi un’ulte-

Da sinistra: Tetsuji Ohashi, presidente e CEO di Komatsu Ltd.; Giancarlo Piva, sindaco di Este (Pd); Enrico Prandini, Managing Director Komatsu Utility Europe. Insieme hanno inaugurato il monumento che Este ha dedicato alla prima macchina costruita nello stabilimento locale, il miniescavatore PC05

co nell’universo produttivo del gruppo Komatsu, mutando così il proprio nome in Komatsu Italia Manufacturing!”.

La parola al Presidente

In occasione dei festeggiamenti e in merito alla storia di Komatsu Utility Europe, Tetsuji Ohashi ha così dichiarato:

“Ho visitato per la prima volta la FAI nel 1992, per partecipare agli incontri sullo sviluppo di un nuovo miniescavatore idraulico. All’epoca lavoravo per Komatsu UK Limited come direttore di controllo produzione e come responsabile EDP (Electronic Data Processing). Da allora sono ritorna-

to spesso e sono rimasto molto impressionato dal fatto che, a ogni visita, l’operatività dello stabilimento era sempre migliore. Le condizioni del mercato in Europa - una piazza importante per i prodotti KUE - sono state difficili a lungo, ma tutti i tunnel hanno un’entrata e un’uscita. Non ho al-

Lo stabilimento KUE di Este (Pd), centro nevralgico nell’universo produttivo del gruppo Komatsu. Nel 2014 l’azienda muterà il proprio nome in Komatsu Italia Manufacturing

riore, importante pagina della propria storia: da alcuni mesi, infatti, abbiamo dato il via alla produzione di una nuova classe di macchine. Alla linea Utility, storicamente prodotta in questo sito, la fabbrica ha affiancato la produzione di una macchina Construction, l’escavatore cingolato PC138US-10. Non solo: a seguito di questo (significativo) cambiamento, lo stabilimento Komatsu Utility Europe diviene, oggi ancor di più, un centro nevralgi-

Il nuovo escavatore cingolato Komatsu PC138US-10 da 14 t. Alla linea Utility, storicamente prodotta a Este, la fabbrica ha ora affiancato la produzione delle macchine Construction

cun dubbio che i mercati europei si riprenderanno vigorosamente. Per essere pronti non dobbiamo fare altro che continuare ad agire diligentemente come sempre. E il futuro non ci deluderà!”. Certamente nel corso dei suoi 50 anni di crescita, KUE si è guadagnata una posizione molto importante nelle operazioni europee del gruppo Komatsu. Come ha peraltro fatto sapere Keito Fujiwara, Managing Director & CEO di Komatsu EuOttobre 2013 -

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rope International “l’organizzazione europea di Komatsu è un team multinazionale e multiculturale la cui visione a lungo termine mira a una crescita sostenibile basata sui principi d’innovazione tecnologica, efficienza e comprensione delle esigenze del cliente. Dopo 25 anni di storia comune, Komatsu Utility Europe rimane uno dei nostri principali partner. Lo spirito ‘instancabile’ che li contraddistingue nel perseguire il costante miglioramento, in armonia con il Komatsu Way, rappresenta un esempio di ‘eccellenza italiana’

Komatsu Utility Europe rappresenta una storia di valore tra tecnica e ingegno imprenditoriale

e la ricchezza della loro cultura è, per l’organizzazione europea, una risorsa inestimabile. In Europa, KUE è un importante stabilimento di produzione in cui i progressi in termini di qualità ed efficienza vengono perseguiti costantemente. È anche un polo fondamentale per dimostrare l’impegno di Komatsu verso i suoi clienti in Italia. Oggi, in occasione del 50° anniversario della società, vogliamo esprimere la nostra gratitudine a tutti i rappresentanti di KUE, oltre che ai suoi clienti e ai suoi fornitori, alla comunità locale, al suo fondatore e ai collaboratori, passati e presenti. Tutti insieme hanno contribuito ad affermare e supportare, nel corso degli anni, quest’importante attività. È nostra convinzione che KUE continuerà a svolgere un ruolo importante nell’organizzazione europea di Komatsu, proponendo innovazioni tecniche, migliorando l’efficienza e contribuendo a soddisfare al meglio le esigenze dei nostri clienti. Guardiamo con ottimismo al futuro e alle nuove opportunità che saremo in grado di creare insieme in Europa”. 32 mt - Ottobre 2013

Lo stabilimento KUE di Este è oggi annoverato tra i più avanzati centri produttivi a livello mondiale, anche grazie a una “cultura del costruire” orientata all’eccellenza e al miglioramento continuo

Il centro produttivo di Este

In occasione della nostra visita, come accennato, abbiamo avuto la possibilità di visitare il centro produttivo di Este. Dal 1963 a oggi la “cultura del costruire” all’interno dello stabilimento KUE si è evoluta costantemente, attestandosi certamente a punto di eccellenza. Il sito opera oggi, a livello di produzione, con la modalità della catena di montaggio a

passo variabile, in grado di consentire un’elevata flessibilità produttiva. Dal 2008, inoltre, la produzione si è riorganizzata abbandonando il sistema “a push” (che prevedeva la pianificazione della produzione in base a logiche precostituite, finalizzate a efficienze di scala) a quello “a pull” (dov’è la richiesta del mercato a determinare la produzione in termini di numeri e di tipologie di macchina). Sono inoltre stati introdotti i

“pattern”, rivolti a differenti segmentazioni di mercato. In termini di logistica, invece, lo stabilimento s’è adattato alle esigenze della fabbrica e alle trasformazioni dei trend di mercato: il reparto si è messo dunque al servizio del miglior risultato in termini di produzione. Quest’area strategica, in particolare, è stata protagonista di un’importante evoluzione, tuttora in fase d’implementazione: in linea con i migliori stabilimenti Komatsu nel mondo, nonché con i dettami del Komatsu Way, si è mutato il flusso di alimentazione delle linee da due giorni a due ore, introducendo il sistema Kanban. Instaurando una speciale partnership con un fornitore esterno il cui deposito è all’interno di KUE, l’azienda ha attuato un sistema di fornitura “just in time” che consente di acquistare il singolo pezzo pochi minuti prima che questo venga assemblato. Attraverso due trenini che partono ciascuno ogni due ore e con orari ben precisi, la linea viene rifornita per fasi di montaggio con “kit macchina” specifici. Al contempo, il magazzino è stato organizzato in modo tale da poter gemellare le fasi del montaggio e ridurre i volumi in linea di assemblaggio, creando nuovi spazi, implementando la sicurezza e raggiungendo un rilevante grado di efficienza e flessibilità. Da citare, infine, l’”Area Qualità”: “A Este - ha spiegato Enrico Prandini - si opera attenendosi ai severi standard della cultura giapponese, orientata all’eccellenza e alla massima riduzione del difetto. L’approccio dell’Assicurazione Qualità si basa sulla pianificazione e progettazione del sistema di controllo del prodotto in tutte le sue fasi: dal progetto alla pre-serie, dalla produzione seriale al servizio post-vendita. In virtù di ciò - e anche grazie alle pe-


culiari partnership instaurate con i fornitori, con i quali Komatsu condivide il proprio know-how - l’azienda ha registrato una notevole diminuzione delle richieste di intervento da parte dei clienti rispetto al passato e, in confronto ai più grandi competitor, i costi delle garanzie risultano essere inferiori”.

1963-2013: tra tecnica e ingegno

È da un’intuizione imprenditoriale tutta italiana che nel 1963 nasce la F.A.I. (Fabbrica Attrezzature Industriali), quando Giovanni Bettanin fonda la società a Noventa Vicentina. Forte dell’esperienza acquisita nel comparto delle macchine agricole, Bettanin aggiunge alla struttura del trattore due attrezzature: in un primo tempo una pala caricatrice applicata alla parte anteriore della macchina; poi un braccio escavatore sul retro. Nasce così la prima terna FAI 64SL. Negli anni successivi l’azienda amplia la propria gamma di prodotti e si afferma come uno dei protagonisti del settore movimento terra. Il 1988 muta gli orizzonti strategici, tecnologici e commerciali: quell’anno conduce F.A.I. e il gruppo Komatsu a una partnership per la produzione di miniescavatori in Italia su licenza

Komatsu. In otto mesi l’azienda italiana realizza i modelli FAI 212 e FAI 222 su progetto giapponese europeizzato. Nel 1989 la partnership si consolida: Komatsu acquista il 10% di F.A.I. e s’accorda affinché la produzione di miniescavatori Komatsu destinati al mercato europeo, fino ad allora importati dal Giappone, venga realizzata a Este. Nel 1993 si crea la divisione commerciale FKI (Komatsu FAI Italia) per la distribuzione dei prodotti in Italia; nel 1995, l’azienda muta la propria ragione sociale in FKI (FAI Komatsu Industries). Nel 1996 Komatsu acquista il 100% di F.A.I., avviando un’ulteriore evoluzione a livello distributivo, con l’integrazione delle due reti commerciali. Rinominata Komatsu Utility Europe nel 2000, l’azienda di Este registra tra il 2004 e il 2007 un incremento produttivo vertiginoso. Il 2008 si chiude invece con un calo della domanda, a causa della crisi economica finanziaria. A fronte di ciò l’azienda riduce

Lo stabilimento produttivo di Este è oggi ai massimi livelli in termini di produzione, logistica e qualità

La F.A.I. nacque nel 1963, quando Giovanni Bettanin fondò l’azienda a Noventa Vicentina. Forte della sua esperienza nel settore delle macchine per agricoltura, diede avvio alla produzione in ambito movimento terra

la produzione e si ristruttura, puntando su ottimizzazione dei sistemi produttivi, standardizzazione dei prodotti a livelli tecnologici più elevati, formazione, miglioramento della sicurezza, attenzione alla salvaguardia ambientale e orientamento deciso alla soddisfazione del cliente. KUE sfodera il proprio spirito di sfida e contrasta i mutati scenari con la “filosofia” proveniente dal Komatsu Way, orientata al miglioramento continuo e fondata sul concetto di priorità assoluta di qualità e affidabilità,

sul raggiungimento del prodotto DANTOTSU (caratterizzato da unicità e innovazioni di portata tale da non poter essere eguagliato dai competitor nell’arco di breve tempo), sull’ascolto e la massima soddisfazione del cliente, sulla tensione costante all’innovazione, alla sfida e al cambiamento e sul coinvolgimento delle risorse umane, come anche sulla definizione nitida dei processi dalla pianificazione del prodotto alle attività di follow-up sul campo, allo scopo di evitare, individuare o risolvere l’insorgere di problemi. “La sintonia tra l’efficienza del metodo giapponese e la propositività dell’ingegno italiano - hanno concluso Enrico Prandini e Tetsuji Ohashi non può ora che prospettare nuovi slanci per l’azienda, teatro di una delle prime storie d’integrazione tra due culture  così differenti”.

INFO

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Eventi

Lombardini

1933-2013: 80 anni di passione! Si è tenuto presso stabilimento di Reggio Emilia un’Open Day per festeggiare i primi 80 anni dell’azienda. Che, nell’occasione, ha reso omaggio ai propri collaboratori più fedeli con l’iniziativa denominata QCC (Quarter Century Club) di Stefano Vitali

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“A

nche in un difficile momento dell’economia mondiale come questo non potevamo rinunciare alla celebrazione dei nostri 80 anni, soprattutto perché guardiamo con grande ottimismo al futuro. E non c’è modo migliore di festeggiare una storia così importante con chi l’ha vissuta davvero”. Così l’Ing. Giuseppe Bava, amministratore delegato dell’azienda di Reggio Emilia, ha introdotto il tema dell’Open Day 2013 tenutosi lo scorso 21 settembre nella vasta area della fabbrica: “le persone e la loro storia in Lombardini”. Al centro dei festeggiamenti, infatti, c’erano in particolare le persone entrate

Il gruppo Kohler-Lombardini ha annunciato la prossima adozione, da parte di JCB, di una serie di motori Stage IIIB/Tier 4 Final su molte delle sue linee di macchine compatte


a far parte del prestigioso Quarter Century Club (QCC) di Kohler, il gruppo che festeggia i 25 anni di collaborazione con l’azienda e che conta oggi oltre 8.000 persone nel mondo. Ad accoglierli, Tom Cromwell, presidente della divisione Motori di Kohler, e Jean Schmidt, direttore Risorse Umane del Global Power Group. Diverse le iniziative di contorno alla premiazione dei dipendenti: il percorso scelto ha tracciato una linea ideale tra passato e presente e ha permesso di ammirare l’intera linea di trattori Lombardini prodotti negli anni Cinquanta, oltre alle moderne applicazioni, tra le quali le prime macchine equipaggiate con motori KDI. L’angolo dedicato agli 80 anni è proseguita con la raccolta di testimonianze che costituiranno materiale con il quale l’azienda racconterà la sua storia in un film. E, per l’occasione, sono stati anche aperti ai visitatori il museo Lombardini e le

Giuseppe Bava, AD di Lombardini

cato nuovi grazie alla nascita del motore KDI (Kohler Direct Injection) e all’estensione della gamma produttiva offerta fino a 100 kW. Ma le strategie di crescita non si esauriscono con il KDI: è stato appena lanciato il KD15, infatti, un monocilindrico raffreddato ad aria che, partendo dal

dustriali con potenze tra i 37 e 56 kW. “È una notizia che ci ha riempito di orgoglio e premia il lavoro di tutti nostri tecnici”, ha commentato l’Ing. Bava. “La scelta di JCB è stata dettata dall’elevato contenuto tecnologico che permette ai nostri motori il raggiungimento dei nuovi livelli di emissione previsti senza l’utilizzo di dispositivi antiparticolato. Ciò si traduce in benefici sia per il costruttore, che può utilizzare un motore compatto e non deve gestire il processo di rigenerazione del filtro antiparticolato (DPF), sia per il consumatore finale, che può beneficiare di una riduzione dei consumi e dei costi operativi. Infine, le elevate prestazioni specifiche in termini sia di densità di coppia che di densità di potenza, fanno del KDI il nuovo riferimento anche per motori di cilindrata superiore”. La presentazione ufficiale dei nuovi Teletruk JCB equipaggiati con motore italiano

L’evento ha permesso di ammirare vecchie e nuove applicazioni, nonché le nuove linee (in funzione) dei motori KDI

nuove linee (in funzione) dei motori KDI. La banda cittadina di Viano ha accompagnato l’intero evento fino all’esibizione aerea fatta dall’Ing. Luigi Aldini, che con il Falco (aereo da lui stesso costruito) ha disegnato in volo il logo degli 80 anni.

Indietro nel tempo

È il 24 novembre 1933 quando fu costituita l’azienda reggiana: quel giorno Adelmo Lombardini, insieme ai fratelli Alberto e Rainero, costituì la “Officine Meccaniche Fratelli Lombardini”, rilevando gli impianti di un’azienda meccanica con annessa fonderia situati nella prima periferia di Reggio Emilia. Dal quel momento fino a oggi la società emiliana è passata attraverso la Seconda Guerra Mondiale, la ricostruzione post-bellica, il boom economico, la guerra fredda e le varie crisi economiche, sempre rispondendo adeguandosi e innovando. Ed è proprio l’innovazione che quest’anno contraddistingue lo storico marchio di Reggio Emilia nel compimento del suo 80° anniversario. Un’innovazione di prodotto, in particolare, che sta interessando segmenti di mer-

motore 15LD, è stato appositamente rivisto per rispondere alle esigenze del mercato. Ma anche un’innovazione d’immagine: il nuovo brand “Kohler Diesel” contraddistingue oggi tutti i nuovi nati. “Immagine e reputazione che stiamo creando basandoci sulla filosofia del ‘best comfort’ e ‘low operating cost’”, ha spiegato l’Ing. Bava. “Ovvero strategie di sviluppo prodotto coerenti con le richieste di mercato: consumi limitati, basse rumorosità e vibrazioni e intervalli di manutenzione che si allungano sempre di più”.

Sinergie per il mercato

Per il gruppo Kohler-Lombardini l’evento ha rappresentato anche l’occasione per annunciare un importante accordo siglato con JCB: il motore KDI, infatti, la cui produzione è iniziata quest’anno proprio nello stabilimento di Reggio Emilia, è stato selezionato dalla Casa inglese tra le numerose proposte del mercato per il forte contenuto di innovazione. Questo propulsore rispetta i nuovi limiti di emissione Stage 3B e Tier 4 final che a partire da quest’anno sono entrati in vigore nel mondo delle macchine in-

è avvenuta questo mese all’RWM show di Birmingham. La promozione delle altre numerose applicazioni - tra cui escavatori, carrelli elevatori a forche, pale caricatrici telescopiche e terne - continuerà alla fiera Agritechnica di Hannover a novembre. La partnership con JCB rappresenta per il gruppo Kohler-Lombardini il primo di una serie di accordi strategici con aziende leader mondiali nei diversi settori industriali. Si apre pertanto una nuova fase di crescita per l’azienda reggiana caratterizzata da nuove sfide in business fino a oggi precluso e in applicazioni sempre più sofisticate. La famiglia di motori KDI, infatti, presto si arricchirà di un nuovo modello con cilindrata 3,4 l che permetterà il raggiungimento dei 100 kW di potenza. 

INFO

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Aziende

Simvar

La soluzione che non c’era Originalità nella proposta commerciale, innovazione nelle soluzioni, supporto puntuale ed efficace per una clientela sempre più esigente. Elementi impegnativi, questi, che l’azienda campana è stata in grado di raggiungere grazie a soluzioni che si distinguono nell’attuale offerta di mercato di Alberto Moretti

R

aggiungere risultati commerciali eccelsi con un marchio in via di affermazione e distinguersi all’interno di un mercato affollato e competitivo nell’arco di pochi anni era l’obiettivo che Simvar (Oliveto Citra - Sa) si era prefissata fin dalla sua costituzione. Coniugando tecnologie produttive avanzate e creatività a idee innovative, l’azienda campana ha dato vita a una serie di prodotti che hanno rapidamente conquistato il favore di una cliente-

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la particolarmente esigente. Qual è, volendolo riassumere in poche righe, il “segreto della ricetta” di Simvar? Certamente quello di aver introdotto nel mercato italiano una piccola, grande rivoluzione: la gomma antiforatura. “Si tratta di un prodotto di grande prestigio - sottolinea Felice Senese, fondatore e amministratore unico dell’azienda campana - che non teme paragoni in termini di efficienza, durata, versatilità ed economicità. Quella proposta da Simvar è una soluzione che fa la dif-

li e con altissime percentuali di gomma naturale: “Per queste ragioni – precisa Senese - Simvar garantisce i propri cingoli 24 mesi”. ferenza e non ha rivali nel suo genere, fregiandosi del titolo di ‘antiforatura’ per antonomasia. E che rispecchia il nostro motto ‘Se non è Simvar non è antiforatura!”. Ma Simvar significa anche cingoli in gomma a cablaggio continuo: prodotti, questi, realizzati con i migliori materia-

Origini e sviluppi

Simvar nasce nel 2009 su iniziativa di Felice Senese con l’intento di creare una struttura agile e competitiva nel mercato dei cingoli e della gomma per macchine movimento terra, mercato tra l’altro già condizionato e appannaggio di grandi aziende commerciali italiane e inter-


nazionali. Ma la compagine aziendale che va delineando le sue caratteristiche peculiari non nasce in maniera estemporanea o improvvisata, ma è il risultato di un’evoluzione trentennale dell’esperienza di famiglia, cioè dell’officina meccanica Senese. Ed è grazie a questo patrimonio di esperienze consolidato nel tempo e all’applicazione di moderne tecnologie produttive d’avanguardia che Simvar ha saputo farsi apprezzare nel mercato come brand, proponendosi con impegno e puntualità al fine di garantire ai clienti e ai collaboratori la giusta attenzione, nonché un adeguato supporto per promuovere e commercializzare i propri prodotti. “Grazie al prezioso e qualificato lavoro dello staff tecnico di produzione - dice Senese - Simvar svolge oggi un ruolo attivo anche per quanto concerne tutti gli aspetti tecnologici, al fine di incontrare al meglio le diverse esigenze della clientela. Questo mix di competenze e sensibilità nei confronti del mercato, unitamente all’elevata qualità dei prodotti, ha decretato la rapida affermazione dell’azienda, testimoniata - oltre che dai lusinghieri risultati di vendita - anche da un fatto di per sé significativo: oggi le soluzioni Simvar sono impiegate come primo impianto su svariati modelli di macchine, in particolare motocarriole e minitrasporter”.

no. Le forature, infatti, rappresentavano un problema insormontabile: nessun prodotto riusciva a eliminare del tutto il problema, né i riempimenti a base di siliconi, né altri espedienti erano in grado di annullare i tempi di fermo macchina e le pesanti ripercussioni che ne derivavano. Simvar Antiforatura risolve definitivamente questo problema! Il dato incoraggiante, specialmente in tempo di crisi, è la crescita delle vendite di questo prodotto. L’apprezzamento da parte del mercato ne è la riprova. Simvar Antiforatura, poi, risulta particolarmente efficace sotto il profilo della prevenzione delle forature, ma anche della durata che, in media, risulta essere superiore di ben cinque volte rispetto ai normali pneumatici per minipale delle migliori marche”. Senza ombra di dubbio, quindi, questo prodotto rappresenta il futuro nel campo dell’antiforatura e mira a soppiantare i tradizionali pneumatici a “tacchettoni” e il costoso (“quanto inutile”, aggiunge Senese) sistema a riempimento di siliconi.

tà di trazione della catena e rende quasi nullo il rischio di strappo a vantaggio di una maggiore durata e, di conseguenza, di un maggiore numero di ore di lavoro. “La qualità del prodotto dipende molto dalle materie prime e dall’ottimo mix che se ne utilizza”, spiega Felice Senese. “I cingoli Simvar si caratterizzano per l’ottimale rapporto gomma naturale/caucciù: ciò consente di collocare questo prodotto tra i migliori oggi reperibili sul mercato dal punto di vista del rapporto qualità/ prezzo. Ma Simvar si distingue anche per qualcosa di più: le catene in gomma Simvar a cablaggio continuo, infatti, sono

I cingoli a cablaggio continuo Simvar garantiscono una resistenza alle sollecitazioni da strappo nettamente superiore a quella dei cingoli tradizionali

Il fiore all’occhiello

“Fiore all’occhiello della gamma di prodotti Simvar - racconta Felice Senese - è la gomma antiforatura, un prodotto che ha dato visibilità al brand contraddistinguendolo ed elevandolo al di sopra di qualsiasi generica offerta per minipale, tanto ampia quanto indistinta. L’idea, peculiare e innovativa, raggiunge l’obiettivo di azzerare i problemi connessi alle forature in cantiere e i relativi costi che ne deriva-

Le gomme Simvar consentono di evitare le problematiche legate alle forature in cantiere

I cingoli in gomma

Simvar si distingue sul mercato anche per i cingoli in gomma, realizzati con fasce in acciaio continua, il cosiddetto “cablaggio continuo”: una tecnica costruttiva, questa, che aumenta la capaci-

gazione e passione, si battono al fine di conseguire gli obiettivi aziendali, in special modo delle figure del reparto commerciale che, con sensibilità e attenzione, compenetrandosi nelle esigenze della clientela, sono alla continua ricerca delle soluzioni più efficaci. Grazie all’ausilio e alla professionalità delle più efficienti strutture logistiche che operano in Europa, Simvar è in grado di garantire consegne tempestive in tutte le aree del territorio nazionale ed estero. “Operando in un settore complesso come quello dei ricambi per macchine movimento terra – conclude Felice Senese

garantite 24 mesi!”. Oggi Simvar, incontrando l’apprezzamento della clientela più esigente vede crescere la propria presenza nel mercato nazionale grazie alla professionalità dei propri collaboratori che, con abne-

– Simvar ha accettato le sfide più ardue che provengono dal mercato, riuscendo brillantemente, tramite i suoi prodotti di prestigio, a fornire risposte eccellenti, anzi anticipando le molteplici richieste del mercato. E la creazione di Simvar Antiforatura ne è la prova tangibile. Simvar, dunque, è anche ricerca sia tecnologica che commerciale, ed è proiettata ad anticipare i tempi con idee innovative alla ricerca del prodotto, dell’idea e della soluzione… che non c’era!”. 

INFO

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Macchine

Doosan Infracore CE

L’escavatore cingolato DX380LC-3 Per il terzo anno consecutivo il costruttore coreano ha organizzato l’evento Quarry Days, in Repubblica Ceca, allo scopo di mostrare “sul campo” le innovazioni apportate alla sua gamma di macchine. Focalizziamo l’attenzione su questo modello da 40 t di Ettore Zanatta

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L

a partecipazione ai Quarry Days è un’opportunità importante che ci è stata riservata da Doosan Infracore CE lo scorso luglio. Tutti i partecipanti, infatti, hanno avuto la possibilità di provare personalmente un’ampia gamma di macchine, in condizioni di massima sicurezza ma in un ambiente che è esattamente quello in cui gli operatori del settore si trovano a operare quotidianamente, anche su superfici dure e rocciose come il granito e il basalto, nel fango o su altri terreni “difficili”. Per le due settimane della manifestazione è stata la Kámen Zbraslav, società proprietaria di diverse cave in Repubblica Ceca, che ha aperto le porte del suo sito a Belice a oltre 400 clienti (e potenziali tali), provenienti da più di 10 paesi. Qui, dunque, abbiamo avuto l’occasione di testare diverse macchine, scegliendo in uno schieramento composto da: tre escavatori gommati (tra cui il DX140W-3 e il DX160W-3); 10 escavatori cingolati (tra cui il DX140LC-3, il DX225LC-3, il DX235LCR, il DX235NLC e il DX255LC-3, oltre ai DX300LC-3, DX380LC-3 e DX490LC-3); due escavatori compatti (il nuovo DX62R-3 da 6 t e il DX85R-3 da 8 t); cinque pale gommate (DL200-3, DL300-3, DL420-3​​, DL450-3 e DL550-3); due dumper articolati (DA30 e DA40).

Il sottocarro a “X” è progettato per affrontare gli impieghi più gravosi, con molle e ruote tendicingolo integrate e un robusto longherone a sezione scatolata

In questa sede vi riportiamo i dettagli relativi all’escavatore cingolato DX380LC-3, una macchina da 40 t che consente di affrontare i lavori più impegnativi grazie alla sua particolare resistenza e robustezza. Il primo impatto con il mezzo, infatti, ci ha trasmesso un’immediata sensazione di stabilità e versatilità. Ma facciamo una panoramica dei dettagli che ci hanno portato a fare questa considerazione.

Per gli impieghi più impegnativi

La macchina utilizza catene a elevata resistenza, con maglie da 21,6 cm di passo e perni da 4,7 cm di diametro: associati a un treno di rotolamento per impieghi gravosi, questi cingoli sono progettati per assicurare lunga durata nelle condizioni più difficili. Il sottocarro a “X” è stato realizzato facendo ricorso al metodo dell’analisi a elementi finiti (FEA - Finite Element Analysis) che, insieme a un mag-

La nuova ed esclusiva manopola jog/shuttle in cabina permette un controllo facile e preciso di tutte le funzioni dell’escavatore. La portata ausiliaria proporzionale garantisce la conversione della sua potenza in movimenti fluidi e sicuri Ottobre 2013 -

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giore spessore del materiale, consente di limitare l’usura dei componenti e aumentarne l’affidabilità. La forza di trazione alla barra è aumentata a 36,9 t.

Braccio rinforzato

Anche il braccio è stato realizzato facendo ricorso al metodo FEA, mentre l’aggiunta di elementi fusi e di rinforzi conferisce al gruppo bilanciere maggiore resistenza. In particolare si notano i punti di articolazione in acciaio forgiato, gli elementi pressofusi e i cilindri di braccio e bilanciere di grande diametro, oltre che diverse nuove luci di lavoro con illuminazione migliorata e le linee idrauliche, elettriche e di lubrificazione collocate in posizione protetta.

Impianto idraulico e propulsione

L’escavatore monta un motore Common Rail Doosan DL08K, 6 cilindri, Stage III B, in grado di offrire un rapporto consumo carburante/produttività accresciuto del 22% (in modalità standard). La potenza garantita è di 213 kW a 1.800 giri/min. In evidenza il sistema elettronico e-EPOS

La cabina pressurizzata ROPS di nuova concezione utilizza un nuovo sistema di sospensione (smorzatori CabSus) e offre una panoramica con vista migliorata dal lunotto posteriore e dal finestrino destro. Comodamente seduto, l’operatore gode di una vista panoramica sul sito di lavoro libera da ostacoli

(il sistema fornisce un canale di comunicazione sincronizzato tra la centralina

elettronica ECU del motore e l’impianto idraulico, mentre un controller di rete locale CAN regola il flusso costante di informazioni tra gli stessi) e la funzione Power Boost idraulica, per una combustione sempre ottimizzata, emissioni ridotte al minimo e un incremento della forza di scavo del 10%. Il tutto si aggiunge al sistema per il ricircolo dei gas di scarico EGR (Exhaust Gas Recirculation) e al filtro antiparticolato DPF (Diesel Particulate Filter). La capacità delle pompe idrauliche principali è stata portata a 2 x 360 l/min (una pompa a ingranaggi ad alta capacità migliora l’efficienza della linea pilota). I radiatori di motore e olio idraulico sono stati separati per ridurre la rumorosità, migliorare l’efficienza di raffreddamento, diminuire il consumo di carburante, ridurre l’assorbimento di potenza e facilitarne la pulizia.

Cabina e comandi

La cabina ROPS - pressurizzata e conforme ai requisiti di sicurezza della certificazione ISO - utilizza un nuovo sistema di sospensione (smorzatori CabSus) che garantisce un’elevata capacità di riduzio-

La torretta dell’escavatore ospita un potente motore Common Rail Doosan DL08K, 6 cilindri, da 213 kW. I componenti del motore sono facilmente raggiungibili tramite i pannelli superiori e laterali

40 mt - Ottobre 2013


L’escavatore cingolato Doosan DX380LC-3

Lunghezza braccio

mm

Monoblocco: 6.500

Lunghezza bilanciere

mm

3.200

3.200

2.600

3.950

3.200

Capacità benna

m3

1,61

1,37

1,83

1,25

1,61

Sbraccio di scavo max.

mm

11.170

11.160

10.585

11.925

11.170

Sbraccio di scavo max. (al suolo)

mm

10.970

10.950

10.360

11.730

10.955

Profondità di scavo max.

mm

7.460

7.455

6.860

8.215

7.460

Altezza di carico max.

mm

7.175

7.250

6.940

7.705

7.245

Altezza di scavo max.

mm

10.390

10.250

10.040

10.890

10.390

L’aggiunta di elementi fusi e di rinforzi conferisce al gruppo bilanciere resistenza e durata. La struttura centrale e la flangia terminale sono state rinforzate e sono state aggiunte barre di rinforzo per migliorare la protezione della base del bilanciere. La concezione del braccio consente una forza di scavo alla benna/barra di 26,3/36,9 t e una capacità di sollevamento laterale (a 6 m di sbraccio e 3 m d’altezza) di 10,6 t

Nell’escavatore DX380LC-3 si combinano le accresciute forze di scavo e di trazione e la maggiore capacità di sollevamento

ne delle vibrazioni e protezione contro gli urti e assorbe sollecitazioni e vibrazioni in modo più efficace rispetto ai normali smorzatori viscosi. Gli elementi distintivi sono certamente lo sportello d’accesso extra-large, il sedile regolabile e riscaldato a sospensione pneumatica (con doppio cursore di posizionamento che regola il suo scorrimento rispetto al joystick), l’abbondanza di vani porta-oggetti, l’aria condizionata con climatizzatore, i comandi separati per la regolazione dell’altezza del sedile e dell’inclinazione della sospensione, i joystick “a corsa corta” e i pulsanti integrati e regolabili integrati nella console di comando. Da quest’ambiente, in cui sono state ridotte notevolmente le vibrazioni e la rumorosità, si ha una vista panoramica sul sito di

lavoro e libera da ostacoli (ma è da citare anche l’ampio tettuccio, per una visibilità extra verso l’alto). Da evidenziare, infine, la nuova manopola jog/shuttle (scorrimento a scatti/continuo), che permette un controllo facile e preciso di tutte le funzioni, e il pannello LCD TFT da 7” intuitivo, a colori, ulteriormente aggiornato rispetto alle versioni precedenti.

La manutenzione

Il DX380LC-3 è stato progettato in modo da richiedere solo semplice manutenzione di routine. A tal fine, la macchina offre: un

facile accesso a tutti i componenti, grazie ai pannelli superiori e laterali; una funzione di monitoraggio con PC, che consente il collegamento al sistema e-EPOS, per adeguati interventi di manutenzione e riparazione; punti d’ingrassaggio centralizzati; un filtro dell’olio motore caratterizzato da un elevato livello di filtraggio; una batteria con capacità maggiorata (150 Ah); l’adozione della tecnologia a fibre di vetro nel filtro principale dell’olio di ritorno. Tutti i parametri di manutenzione sono consultabili direttamente dal pannello di controllo.  Ottobre 2013 -

mt  41


Macchine

Wacker Neuson

Il fattore “EZ”

Quest’anno lo specialista tedesco in macchine compatte e attrezzature edili ha lanciato sul mercato un’ampia gamma di prodotti. Tra le novità, gli escavatori compatti Zero Tail di Pietro Gabrielli

42 mt - Ottobre 2013

“Q

uest’ann o abbiamo presentato ai nostri clienti nuove e innovative soluzioni di prodotto, che renderanno ancora più efficiente, confortevole e sicuro il lavoro in cantiere”. Con queste parole Cem Peksaglam, presidente del Consiglio di amministrazione di Wacker Neuson SE,

ha riassunto l’attività di rinnovamento continuata anche nel 2013 dal costruttore tedesco. Aggiungendo che “molto risalto è stato dato anche all’attività di post-vendita. Anche in occasione delle più recenti manifestazioni fieristiche, come il Bauma di Monaco ad esempio, si sono potuti approfondire in loco tutti gli aspetti relativi alla ricam-


bistica originale, a riparazioni, manutenzioni e garanzie, nonché alle macchine usate, alla telematica, alla formazione e al finanziamento”. E alle manifestazioni a cui il costruttore ha partecipato c’è sempre stato un notevole spianamento di “forze”: attrezzature per la tecnologia del calcestruzzo e per la compattazione, generatori di corrente, tecniche d’illuminazione e pompe, nonché macchine compatte quali escavatori, pale gommate, dumper e skid steer loader. “Quest’anno i nostri ingegneri hanno lavorato duramente per assicurare ai nostri clienti miglioramenti e novità davvero molto interessanti”, ha precisato Martin Lehner, presidente di Wacker Neuson SE. Dopo la recente introduzione della linea ET di escavatori compatti (con i modelli ET18, ET20 ed ET24, da 1,7 a 2,4 t, presentati su MT alla fine dello scorso anno), Wacker Neuson quest’anno ha proposto al pubblico internazionale due escavatori compatti girosagoma - gli EZ17 ed EZ28 - molto interessanti e caratterizzati da un look rinnovato e finalizzato a esaltare le caratteristiche di ergonomia e comfort. “Con queste macchine (ma non solo!) abbiamo posto le basi per un’ulteriore crescita: intendiamo penetrare ulteriormente in mercati maturi come Europa e Stati Uniti, ma anche crescere fortemente in quelli emergenti”, ha concluso Peksaglam.

Wacker Neuson Linz GmbH. Il motore diesel rispetta i nuovi parametri relativi alle emissioni, mentre l’impianto idraulico Load Sensing con pompa di regolazione consente spostamenti armonici del braccio. Inoltre, è possibile smontare il tettuccio tramite pochi interventi manuali: questa caratteristica rende possibile anche l’attraversamento di passaggi bassi (è poi possibile rimontarlo nel punto d’applicazione senza difficoltà; gli occhielli di sollevamento integrati assicurano uno spostamento rapido e semplice o il carico della macchina sfruttando il supporto a due punti). I rivestimenti removibili e il cofano motore ad apertura totale (sul lato) assicurano un’accessibilità ideale per le operazioni di manutenzione, grazie anche alla disposizione dei filtri, alla console ribaltabile della seduta e ai rivestimenti laterali smontabili. In generale, grazie alle dimensioni molto compatte e all’assenza di sporgenze nella parte posteriore, questo modello - disponibile da questo mese di giugno assicura una manovrabilità senza ostacoli in cantiere, al chiuso come all’aperto. “L’escavatore compatto EZ28 convince tutti gli operatori

L’EZ 17 è il più piccolo escavatore Zero Tail di Wacker Neuson

perché è ergonomico e innovativo”: così Cem Peksaglam presenta invece il secondo modello in oggetto, che è andato a sostituire il 28Z3. E unitamente alle pre-

Gli escavatori compatti EZ17 ed EZ28

Il più piccolo escavatore Zero Tail di Wacker Neuson sposa elementi quali maneggevolezza, potenza di scavo ed ergonomia al collaudato knowhow produttivo dell’azienda. “Con il nuovo EZ17 abbiamo ridefinito la categoria degli escavatori compatti nella classe da 1 a 2 t”, ha dichiarato Gert Reichetseder, AD di

L’escavatore Wacker Neuson EZ28 ha sostituito il modello 28Z3 ed è disponibile dallo scorso mese di maggio

stazioni, di tutto rilievo, la cosa più importante da rilevare è che l’azienda ha inteso porre l’operatore al centro del progetto. “Con l’escavatore EZ28 abbiamo messo al primo posto gli aspetti legati all’ergonomia e alla comodità’ delle cabine”, ha confermato Perksaglam. Nel nuovo involucro, infatti, comfort e sicurezza sono state rispettate grazie alle innovazioni legate al meccanismo di apertura del parabrezza, al supporto della leva di comando, all’ingresso in cabina, al layout e alla chiarezza degli elementi di comando e di segnalazione. “Ergonomia è certamente la parola chiave per l’utente, che vuole sentirsi completamente a proprio agio ed essere di conseguenza più produttivo”, ha precisato Perksaglam. Il sistema di apertura del parabrezza è particolarmente Ottobre 2013 -

mt  43


Wacker Neuson ha lanciato quest’anno il primo escavatore con trasmissione elettroidraulica a emissioni zero

ne è prevista come soluzione opzionale anche per i miniescavatori 1404 ed EZ17.

La pala gommata compatta WL 20

pratico e comodo: grazie a questo dispositivo, installato peraltro sui tre modelli ET citati precedentemente, il conducente ha ora la possibilità di regolare non solo la parte inferiore, ma anche quella superiore, sotto il tetto della cabina: ciò non solo facilita la ventilazione della cabina stessa, ma il parabrezza è maggiormente protetto da eventuali danneggiamenti. Pulsantiera, display, joystick, leve varie e braccioli: anche in questo nuovo escavatore Zero Tail tutto è a portata di mano. Dal punto di vista ergonomico e operativo, l’EZ28 si distingue, ovviamente, per le sue dimensioni compatte: l’assenza di sporgenza posteriore lo rende ideale per gli utilizzi in ambiti urbani. Una nota merita il sistema VDS (Vertical Digging System), un must di Wacker Neuson sviluppato per garantire un utilizzo semplice e sicuro della macchina. Grazie alle sue funzioni soddisfa specifiche esigenze d’impiego dell’escavatore e rappresenta un’assicurazione in termini di qualità e operatività, grazie all’inclinazione uniforme di 15° della torretta, che as-

sicura sempre la posizione di lavoro migliore.

L’escavatore compatto 803 con dual power

Wacker Neuson ha presentato quest’anno anche una trasmissione alternativa per le macchine compatte, l’escavatore 803 con dual power. Si tratta del risultato di un’attività di ricerca e sviluppo durata diversi anni, dove molta attenzione è stata posta all’efficienza energetica e all’ambiente. È anche un esempio delle modalità con cui l’azienda intende soddisfare le disposizioni più restrittive nel campo delle emissioni dei gas di scarico. L’escavatore dispone di una doppia alimentazione: in alternativa al motore diesel è possibile collegare un gruppo elettroidraulico con alimentazione di rete, l’impianto idraulico Power Unit (HPU). In tal modo, l’escavatore viene aziona-

to completamente a emissioni zero, ad esempio durante i lavori di demolizione in ambienti chiusi. È possibile utilizzare questa soluzione anche con altri modelli di escavatori Wacker Neuson (il peso operativo, la stabilità e le dimensioni non cambiano con il dual power). Una “astuzia” tecnica è rappresentata dall’allacciamento dell’alimentazione idraulica HPU attraverso le ruote: in tal modo il raggio di rotazione posteriore e la possibilità di rotazione a 360° rimangono invariate. Dato che la macchina senza il collegamento dell’HPU risulta essere un comune escavatore diesel - e si utilizza proprio in questo modo - l’utente beneficia del completo sfruttamento della macchina e di un’illimitata operatività. Il modello 803 è il più piccolo di Wacker Neuson, grazie alla sua ridotta larghezza di 700 mm; la nuova doppia alimentazio-

INFO

La serie di pale commpatte Wacker Neuson offre molte possibilità di applicazione. Nella foto, il modello WL 20

44 mt - Ottobre 2013

Con la recente introduzione del modello compatto WL 20, la gamma di pale gommate Wacker Neuson include ora nove versioni di macchine: WL 20, WL 25, WL 30, WL 36, WL 37, WL 48, WL 50, WL 55 e WL 57. La macchina più potente di questa serie, la WL 57, offre un vigoroso sistema di ribaltamento del materiale grazie a un peso operativo di 5.760 kg, un carico di ribaltamento di 3.663 kg, una potenza del motore di 74,5 kW e una capacità benna di 0,95 m³. Di conseguenza, è ideale nei cantieri stradali e nelle opere infrastrutturali. La nuova WL 20 è ideale invece per gli spazi angusti, grazie all’altezza di 2,19 m e alla larghezza di 1,08 m. Il giunto articolato consente alla macchina di mantenere il contatto a terra con tutte e quattro le ruote anche su terreni disconnessi (grazie ai carrelli anteriore e posteriore in grado di oscillare in modo indipendente, le ruote dispongono sempre della massima trazione). Con il suo peso operativo di 2.000 kg, la pala raggiunge un carico di ribaltamento di 1.240 kg. La capacità benna (standard) è di 0,2 m³. La pala gommata più piccola di Wacker Neuson è disponibile con tettuccio ribaltabile. “Con la serie di pale gommate WL - hanno annunciato dall’azienda - gli operatori possono scegliere la macchina adatta ai propri requisiti concreti con una precisa suddivisione in categorie. Inoltre è possibile dotare le macchine con numerosi accessori per il funzionamento e il comfort in base alle singole esigenze”. È disponibile, ad esempio, la tecnologia Telematic come nuova dotazione, per una corretta gestione del parco macchine. 


L’evoluzione idropneumatica

Stabilus è specializzato nella costruzione di ammortizzatori idraulici e molle a gas, di cui è leader mondiale con una produzione annuale di 100 milioni di unità. Le applicazioni principali sono: s).$5342)!s-/"),%s!54/-/"),%

Incofin dal 1981 rappresenta un punto di riferimento nel settore della filtrazione motoristica, con una gamma selezionata di marchi e prodotti che coprono tutte le applicazioni industriali. In quest’ambito si colloca STABILUS, marchio che vanta oltre 60 anni di esperienza nella costruzione di apparecchi idropneumatici. Tra i diversi prodotti la molla a gas STABILUS ha fatto la storia e oggi costituisce un elemento irrinunciabile in innumerevoli applicazioni.

IN.CO.FIN srl7JB$FMFTUF.JMBOJt0SJHHJP 7" t*UBMZ5FM t'BY tJOGP!JODPĂśOJU- www.incofin.it


Macchine

Renault Trucks

È tempo di… R/Evolution! Il costruttore francese ha siglato il suo patto con il futuro. Un’intera gamma rinnovata, una nuova organizzazione e, soprattutto, l’orgoglio di sedere alla guida di camion progettati nel “cantiere del progresso” di Ettore Zanatta

R

enault Trucks è la dimostrazione di un pensiero di sostanza, proiettato verso l’avvenire senza remore e senza paura. Lo scorso giugno, nel corso di due giornate davvero speciali e spettacolari organizzate a Lione all’interno di Eurexpo, Renault Trucks ha accolto un totale di 10.000 ospiti per un evento epocale - proclamato come il più imponente mai organizzato in Francia da una società privata - che non sarà dimenticato tanto facilmente, nel suo connubio ricercato di tecnologia e storicità. E la cronaca attuale svela proprio quella particolare potenza evocativa che appartiene solo ai grandi disegni. “This is the… R/Evolution!”: è l’annuncio affidato da Bruno Blin, presidente di Renault Trucks, alla vasta platea riunita. E il peana vittorioso assume immediatamente - e in modo simultaneo - il dop46 mt - Ottobre 2013

pio significato di “rivoluzione” e di “evoluzione”, nel senso del progresso storico di portata straordinaria compiuto dal marchio francese negli ultimi tempi. “Il rinnovamento dell’intera gamma Renault Trucks è un evento storico e concretizza anni d’investimenti, d’innova-

Renault Trucks è l’unico costruttore ad aver rinnovato in modo totale la propria gamma

zione e di ‘ascolto’ dei bisogni dei clienti del mondo del trasporto. Con questa ‘rivoluzione’ si stabiliscono nuovi standard in termini di robustezza, affidabilità e risparmio di carburante, con mezzi pensati per consentire l’installazione di numerosi allestimenti e garantire una rapida carrozzabilità”.

All’annuncio di Blin seguono le cifre e non si fatica a comprendere le conseguenze effettive del momento che sta vivendo oggi il costruttore d’Oltralpe. Un investimento globale di oltre 2 miliardi di euro, sette anni di ricerca e sviluppo per la progettazione di una gamma completamente nuova di camion, un incremento dal 30% al 40% della rete mondiale dedicata al retailing, per la distribuzione e i servizi di assistenza, il concetto base di un autocarro pensato finalmente come un “centro di profitto” e non solo come un semplice mezzo d’opera a supporto delle attività in cantiere. Senza contare il fatto, indiscusso, di appartenere a una “grande famiglia” industriale. “Il nostro Gruppo ha un’ambizione. O, per meglio dire, una ‘visione’: quella di diventare il leader mondiale nelle soluzioni di trasporto sostenibili”, ha rivelato Olof Persson, presidente e CEO


di Volvo Group, il colosso globale di cui fa parte Renault Trucks. “Oggi siamo attivi a livello internazionale in 190 paesi e la nostra è una posizione di leadership indiscussa tra i maggiori produttori di camion di linea e di autocarri cava cantiere. Per il futuro, il nostro ruolo ci imporrà di viaggiare a fianco dei nostri clienti, di crescere e svilupparci insieme con loro, di accompagnarli nelle loro attività con il beneficio di una gamma dinamica, affidabile e improntata ai principi di una calibrata economia di gestione”.

Orgoglio e stile

“Siamo gli unici tra i produttori di camion ad aver rinnovato l’intera gamma”, ha sottolineato con forza Peter Karlsten, Executive Vice President di Volvo Trucks per la regione EMEA. “Siamo qui a Lione, tutti insieme, per celebrare l’alba della nuova era che coinvolge Renault Trucks nel progetto di un grande investimento per il futuro. La parola chiave è una sola: ‘orgoglio’. Dobbiamo essere fieri di quello che abbiamo realizzato, sentire dentro di noi quel ruolo di avanguardia che ci spetta di diritto nel confronto con i nostri concorrenti e trasmettere questa forza morale a coloro che scelgono di guidare ogni giorno i nostri camion con l’intensità di un impegno professionale senza confini, sulla strada come nei cantieri”. L’orgoglio è come un ariete dalla fronte poderosa e allora, cominciando una disamina dei nuovi mezzi Renault, vogliamo partire proprio dall’aspetto di potenza dell’autocarro svelato da un’inedita calandra a trapezio nella sua parte anteriore. “Non volevamo nascondere gli elementi funzionali del camion - ha spiegato Hervé Bertrand, Design Director di Renault Trucks - un po’ come avveniva con le moto degli anni Cinquanta, dove tutte le parti erano visibili. Abbiamo dedicato sette anni al design della nuova linea, attingendo direttamente alla storia del prodotto Renault per sviluppare una sintesi dei modelli più riusciti, dal Magnum degli anni Novanta alle più recenti versioni Premium. Con soluzioni come la traversa di traino anteriore dal disegno rinnovato e l’abitacolo in posizione avanzata volevamo raggiungere il risultato di un’aerodinamica efficace, senza rinunciare all’immagine di potenza e modernità caratteristica dei grandi camion Renault”.

Nelle due “giornate evento” organizzate a Lione circa 10.000 ospiti hanno potuto ammirare in anteprima il lancio della nuova gamma rinnovata di Renault Trucks Ottobre 2013 -

mt  47


La parola a: Stefano Ciccone, Vice President Region Italy di Renault Trucks

Alla grande kermesse per il lancio della nuova gamma del marchio francese abbiamo incontrato Stefano Ciccone, Vice President Region Italy di Renault Trucks, da cui abbiamo raccolto le prime impressioni sulla “nuova era” dei camion per il settore Construction.

Che prospettive vede per i nuovi veicoli Renault Trucks nell’attuale congiuntura di mercato in Italia? “Senz’altro l’offerta si colloca su un piano tecnologico molto alto. Ma ancora più interessante è l’abbinamento tra tecnologia e redditività del camion, un obiettivo che Renault Trucks ha perseguito e raggiunto sotto il duplice aspetto dei consumi e dei programmi di assistenza su misura per il cliente. In un periodo di oculatezza nell’acquisto di nuovi mezzi, l’economicità dell’investimento e i servizi di supporto finanziario all’acquisto forniti da noi possono attrarre più di un cliente nuovo in Italia”. Anche i nuovi motori Euro 6 offrono un impianto in grado di abbinare potenza e risparmio.

“Una potenza che si traduce in affidabilità sul campo, a ogni livello. Dall’impianto dei precedenti moduli Euro 5 si è mantenuto il meglio, variando comunque il 50% dei componenti implementati sul nuovo motore. Una novità favorita anche dalla notevole ricerca aerodinamica compiuta sulla struttura dei veicoli”. Una nuova era europea e internazionale si è aperta per il cava/cantiere Renault. “Senza dubbio. Lo sforzo di cambiamento della filosofia Renault Trucks si è tradotto negli effetti, sul territorio, nell’incremento numerico di officine e concessionari a disposizione del cantiere. La capillarità per noi è importante e funziona come una dimostrazione di prossimità puntuale, al cliente e alle sue esigenze di lavoro, a ogni latitudine”.

Il design dei nuovi camion rappresenta la sintesi tra la grande tradizione delle serie del passato e l’aerodinamica più efficace

La serie C (Edilizia) di Renault Trucks si compone di modelli disponibili in molteplici versioni, dotati di motori D8, D11 e D13, con potenze da 250 a 520 CV e passi da 3.000 a 6.800 mm

48 mt - Ottobre 2013

Il rinnovamento totale delle linee di camion dedicate alle applicazioni pesanti e fuoristrada ha portato alla nascita della serie C per l’edilizia e della serie K per gli impieghi cava cantiere. Il focus sull’economia di gestione dell’autocarro (con l’abbattimento sensibile dei consumi di carburante), già evidente nel design della cabina - dalla forma trapezoidale “a cuneo”, che ne migliora il coefficiente di penetrazione nell’aria fino al 12% in più rispetto ai moduli precedenti - risulta fondamentale per i nuovi impianti della gamma Renault Trucks e si estende naturalmente alla catena cinematica. I nuovi motori Euro 6 DTI 11 e DTI 13, implementati su entrambe le serie, con potenze dai 380 ai 520 CV, hanno migliorato e potenziato la tecnologia SCR, aggiungendo al sistema un filtro antiparticolato. Nei moduli DT 11, l’iniezione è controllata elettronicamente da un sistema Common Rail che conferisce una precisione d’iniezione e una gestione della combustione ben calibrata per tutti i livelli d’uso del motore.


Test per un primato

La prova di efficienza per i nuovi camion serie C e K, i progettisti di Renault Trucks l’hanno ottenuta direttamente sul campo, con la complicità di 50 clienti internazionali selezionati per eseguire i più severi test di qualità. I risultati finali sono stati poi comparati alle simulazioni in laboratorio realizzate con i banchi prova. I training di verifica – anche in condizioni ambientali estreme, da -40°C a +60°C - hanno contemplato i passaggi a guado e l’intrusione di fanghi salini, allo scopo di controllare la resistenza dei componenti all’acqua e agli agenti naturali corrosivi. In evidenza, a vantaggio delle prestazioni evidenziate durante le prove, il sistema di trazione idrostatica sull’asse anteriore (per la gamma C), che mette a disposizione del camion un supplemento di forza motrice per affrontare i regimi di marcia più impegnativi, e il cambio Optidriver, sempre di serie nella gamma C e oggi disponibile anche per la K, sui veicoli con tutte le ruote motrici e per le modalità d’impiego in condizioni gravose. “Oltre 5.000 ore di prove al banco, 10 milioni di chilometri su strada, condizioni climatiche estreme”: è l’elenco fornito da Thierry Hours, vicepresidente incaricato del rinnovo delle serie Heavy Duty per il cantiere. “Circa 300 veicoli sono stati sottoposti a ogni genere di contesto e di situazione operativa, anche la più estrema. Così, nei vari cicli di verifica è stata esaltata tutta la bontà strutturale di un progetto che ha visto il rinforzo delle protezioni per i componenti più esposti agli urti (con un paraurti realizzato completamente in acciaio), con riguardo a entrambe le gamme C e K”. Da aggiungere la prerogativa del gradino laterale integrato che favorisce il controllo agevole del carico, una distanza dal suolo rilevante e i “plus” delle 120 t di MTC e del miglior angolo d’attacco del mercato (32°) per la gamma K. Con una cabina da 2,5 m che presenta lo stesso comfort adottato per i veicoli a lunga distanza (e con un tunnel motore ridotto a 200 mm), il cerchio virtuoso della “R/Evolution” si chiude sull’ergonomia superiore di una plancia avvolgente con i comandi a portata di mano, un display principale da 7” a colori (per la puntuale informazione sullo stato del veicolo) e un volante regolabile in tre direzioni, in sinergia con il campo di calibratura del sedile fino a 20 cm.

La serie K, erede del famigerato Kerax, è costituita da mezzi specializzati per la cava e il cantiere

Così anche la svolta del benessere si è compiuta con successo, per arrivare ancora più lontano. Sulla strada del primato off-road riservata solo ai grandi leader del mercato.

I punti di forza

Le nuove gamme C e K - dedicate rispettivamente all’edilizia e al cava/cantiere - presentano alcune specifiche che di-

mostrano il potenziamento dell’offerta tecnologica di Renault Trucks: • Carico utile fino alle 22,8 t su versioni 8x4; MTT fino a 50 t; MTC fino a 120 t (per la gamma K). • Cambio automatizzato Optidriver di serie; freno di stazionamento elettrico automatico all’arresto del motore. • Angolo di sterzata ridotto, per una maggiore manovrabilità. • Robustezza strutturale: paraurti in acciaio in tre parti fissate su traversa anteriore di traino da 25 t di capacità. Importante da citare sono anche i servizi offerti. Tra gli altri: l’Optifuel Programme per il contenimento dei consumi, il programma di ricambi originali Approved Parts e il sistema Optifleet per la gestione della flotta.  Ottobre 2013 -

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Attrezzature

U.Emme

Evoluzione continua Il 2013 ha rappresentato un anno importante per l’azienda di Modigliana, che si è distinta per alcune interessanti novità sia in occasione dello scorso Bauma di Monaco che durante la recente edizione di Bauma Africa di Mauro Rancati

L

a U.EMME è nata alla fine degli anni Settanta come azienda di carpenteria meccanica ed è oggi un punto di riferimento nella costruzione di attrezzature idrauliche per il settore delle macchine industriali e agricole. Oggi la gamma di prodotti U.Emme è particolarmente ricca di accessori che consentono all’azienda romagnola di soddisfare ogni richiesta in un settore globalizzato e competitivo. 50 mt - Ottobre 2013

Proprio in questa gamma di prodotti - che comprende, oltre ai retroescavatori agricoli e industriali, anche spazzatrici industriali, benne miscelatrici, trivelle, lame angledozer e lame da neve, grader e altro ancora - è racchiuso il patrimonio di idee, esperienze e ricerche effettuate negli oltre 35 anni di presenza sul mercato. Diverse le novità proposte anche quest’anno da U.Emme, prima in occasione del Bauma di Monaco, poi durante l’edizione di set-

tembre di Bauma Africa, a Johannesburg: oltre a una gamma completa di turbine da neve a doppio stadio - differenziata in modelli STD abbinabili a minipale gommate o cingolate e modelli HD abbinabili a grosse macchine quali pale, terne, sollevatori telescopici - la dinamica azienda di Modigliana, in provincia di Forlì-Cesena, ha presentato il restyling della gamma di spazzatrici angolabili Pantera, un’implementazione tecnica riguardante le lame

tiltdozer e la linea di benne miscelatrici con scarico laterale.

Le spazzatrici angolabili Pantera

Con spazzole di diametro a sezione maggiorata di circa 20 mm rispetto alle precedenti, i nuovi modelli di spazzatrice angolabile Pantera si evidenziano per la loro maggiore efficacia durante le operazioni di pulizia, per la durata maggiore dei settori e, soprattutto, per l’estrema versatilità


di quest’attrezzatura. Come indicato più specificatamente sui manuali d’uso e manutenzione, le nuove spazzatrici Pantera possono essere previste in abbinamento a quasi tutte le tipologie di macchine portanti disponibili sul mercato. La stessa attrezzatura può essere applicata frontalmente a minipale, pale, terne e telescopici o, sostituendo la piastra angolabile con un attacco frontale con telaio a tralicci (fornito su richiesta come accessorio), può essere applicata al sollevatore a tre punti di un trattore agricolo. Negli abbinamenti su trattori agricoli è possibile alimentare il circuito idraulico via tubi flessibili e innesti rapidi o tramite trasmissione cardanica acquistando il kit con pompa idraulica indipendente, serbatoio dell’olio e moltiplicatore. Togliendo uno dei sistemi di accoppiamento disponibili e imbullonando una piastra direttamente sulla scocca della spazzatrice, la nuova Pantera può essere abbinata anche a bracci di escavatori per l’esecuzione di pulizie di superfici inclinate o verticali, sulla scia del successo ottenuto con la gamma Manta Solar, le spazzatrici per la pulizia di

VIDEO

Lama tiltdozer LTDL 2400 in fase di livellamento del terreno

pannelli fotovoltaici applicabili a un ampio range di escavatori.

Le lame tilt dozer

Le lame tiltdozer di U.Emme - differenziate in modelli LTD (tre versioni, con altezza versoio di 540 mm, larghezze da 1.800 a 2.400 mm, pesi da 340 a 420 kg, oscillazione/angolazione destra/sinistra di ±15°/±30°) e modelli LTDA (due versioni, con altezza versoio di 710 mm, larghezze di 2.400 e 2.700 mm, pesi di 580 a 620 kg, oscil-

La nuova spazzatrice Pantera con attacco frontale per minipale. L’attrezzarura può essere applicata anche a pale, terne e telescopici

lazione/angolazione destra/ sinistra di ±15°/±20°), dallo scorso aprile sono state affiancate con i modelli LTDL, concepiti con una contropiastra idraulica in grado di esprimere un movimento verticale “alto/basso” con corsa di 300 mm. Questi tre movimenti idraulici possono essere automatizzati con un impianto di livellamento a laser intervenendo direttamente sul distributore idraulico dell’attrezzatura; utilizzando le apposite piastre saldate ai lati del versoio posso-

no comodamente essere applicati i pali porta-ricevitori del segnale di livellamento laser. Proposte in due versioni, (2.400 e 2.700 mm di larghezza), le lame tiltdozer modello LTDL sono consigliate in abbinamento a potenti minipale cingolate che abbiano una stazza di almeno 40 q.

Le benne miscelatrici Condor SL

La già ampia gamma di benne miscelatrici con scarico centrale - costituita da nove modelli (Condor 150, 200,

La nuova spazzatrice Pantera è predisposta anche per l’abbinamento su bracci di escavatori e trattori agricoli Ottobre 2013 -

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e assicura una fase di scarico del materiale veloce e completa. Come per le miscelatrici a scarico centrale, anche i due modelli a scarico laterale possono essere richiesti con benna completamente in Hardox, la griglia di protezione con cerniere e apertura manuale, ammortizzatori d’alleggerimento a gas e dispositivo di blocco idraulico della coclea che interviene automaticamente all’apertura della griglia. Una serie di accorgimenti volti a rendere questi strumenti indispensabili per ogni impresa edile, sicuri durante le operazioni di manutenzione e più resistenti all’usura dovuta al loro utilizzo in cantiere. 

VIDEO

La benna miscelatrice con scarico laterale Condor 250 SL in fase di scarico

250, 300, 350, 450, 600, 750 e 1000), con capacità di resa da 160 a 1.080 l, portate massime da 90 a 220 l/min e pressioni massime da 215 a 245 bar - è stata affiancata da due modelli intermedi dotati di scarico laterale. Proposte in taglie da 250 e 300 l, le benne miscelatrici Condor 250 SL e Condor 300 SL dispongono di un innovativo sistema di miscelazione dell’impasto, una sorta di frusta elicoidale in Hardox che permette un tipo di miscelazione uniforme, che non sposta il carico ai lati o al centro a seconda del senso di rotazione della coclea

Turbina da neve Yeti STD

La nuova App di U.Emme Sviluppata per IPhone e IPad, la App denominata “Matchapp” è al tempo stesso un pratico catalogo multimediale della propria gamma prodotti e uno strumento a disposizione di rivenditori, personale commerciale e clienti per abbinare le attrezzature dell’azienda a qualsiasi genere di macchinario in loro possesso. Con “U-Match”, infatti, sarà possibile, a partire dal tipo di macchina (marca e modello), arrivare a conoscere quali modelli di: attrezzature U.Emme possono essere a loro abbinate.

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Componenti

Hydreco Hydraulics Italia

Tocco magico

La manualità dinamica dei joystick di ultima generazione, una nuova ragione sociale e una sede già pronta per il futuro. L’azienda di Vignola (Mo) vola sulle ali della tecnologia e delle strategie globali per un mercato in evoluzione di Alberto Finotto

L’

identità è una cosa seria. Chi ce l’ha davvero non ha alcuna paura di cambiare nome, casa, aspetto esteriore. Per un’azienda, poi, mantenere un’identità in tutta la sua forza (di mercato) è una testimonianza assoluta di autorevolezza, quando è in atto una cruciale rivoluzione d’immagine. “Cambiamo il marchio di riferimento, non la qualità. E neppure i nostri progetti di sviluppo”. Non potrebbe essere più chiara la dichiarazione d’intenti di Davide Vaccina, AD di Hydreco Hydraulics Italia, “nuova” ragione sociale che sostituisce il marchio David Brown con cui l’azienda di Vignola (Mo) ha operato fino all’agosto scorso nel campo dei componenti di controllo per macchine operatrici.

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“Il nostro pubblico ci conosce dal 1978 e dagli anni Novanta i nostri manipolatori idraulici ed elettrici per gestione di sistemi oleodinamici hanno conquistato il mercato”, spiega Davide Vaccina. “Siamo la punta di diamante di un gruppo industriale (David Brown Hydraulics) che oggi è stato ridefinito sotto il profilo dell’organizzazione strategica, seguendo gli intenti del suo fondo proprietario, la finanziaria Clyde Blowers Capital. In buona sostanza, siamo diventati (sempre nell’ambito della galassia David Brown Hydraulics) Hydreco Hydraulics Italia, mutuando un marchio dell’oleodinamica applicata molto noto a livello internazionale. Il blu e il verde oggi sono i nostri ‘colori sociali’ ma non saranno solo cromatiche le novità previste per quest’autunno!”.

Nome nuovo, sede nuova

Colori a parte, il cambiamento del nome da David Brown Hydraulics Italia a Hydreco Hydraulics Italia porta con sé anche il vento di un prossimo trasferimento della sede operativa. Dalla struttura originaria in via del Costruttore, l’azienda allargherà i suoi orizzonti grazie agli spazi molto più ampi del nuovo stabile. “Il nuovo stabilimento è ormai pronto per la sua prossima operatività”, ci informa Michele Guiati, AD con Davide Vaccina di Hydreco Hydraulics Italia. “Da settembre stiamo completando i servizi accessori, dagli allacciamenti alla nuova pavimentazione. Per noi è un passo importante sotto il profilo logistico; abbiamo raddoppiato l’area disponibile per la nostra attività:


1.860 m2 complessivi, di cui 1.260 m2 riservati alla produzione e il resto diviso tra uffici e garage”. Alla fine dell’anno, la nuova struttura Hydreco Hydraulics Italia sarà a pieno regime, a disposizione dei numerosi progetti che l’ufficio ricerca e sviluppo ha in serbo per il prossimo futuro. L’organico attualmente in forza all’azienda sta lavorando soprattutto su tre novità di prodotto. “Oltre a un nuovo joystick idraulico compatto riservato ai miniescavatori – ci aggiorna Guiati – abbiamo lanciato sul mercato l’impugnatura multifunzionale, con un frontalino più ampio in modo da contenere molti più pulsanti e controlli. Si tratta di un progetto concepito su misura per le esigenze di operatori che utilizzano macchine da cantiere complesse come le autogrù all terrain”. La terza novità, in fase di sviluppo dall’inizio dell’anno, riguarda un rivoluzionario joystick elettro-proporzionale con un ampio ventaglio di funzioni opzionali per esigenze di mercato diversificate. “Attualmente siamo in fase di test”, conferma Davide Vaccina. “Abbiamo già realizzato la struttura meccanica e le schede elettroniche di questo nuovo modulo che andrà a sostituire, all’interno della nostra gamma, il vecchio joystick elettrico-proporzionale. Il lancio del prodotto avverrà probabilmente alla fine dell’anno in corso. Massima flessibilità, più controlli a bordo, molteplici possibilità di applicazione... insomma, dalla ‘svolta elettrica’ il settore è passato

Da sinistra, Michele Guiati e Davide Vaccina, amministratori delegati di Hydreco Hydraulics Italia

“Oggi ci chiamiamo Hydreco Hydraulics Italia, ma la nostra identità di prodotto non cambia rispetto al passato” alla ‘svolta elettronica’ e noi di Hydreco Hydraulics Italia ce ne siamo accorti da tempo; per questo, il progetto del nuovo joystick si inserisce in un programma ben preciso che noi abbiamo avviato già da qualche anno e che ora sta prendendo corpo in maniera consistente: quello di poter fornire ai nostri clienti sistemi di controllo remoto basati su protocolli sempre più elettronici. Quindi, a cen-

traline di controllo che possano gestire un po’ tutte le funzioni della macchina (partendo dalla trasmissione, ad esempio, fino alla dinamica di un braccio, di una benna o di un’attrezzatura specifica) occorre associare un sistema di sensori, joystick, display e tasti operativi che riesca a soddisfare le esigenze di praticità e ottimizzazione delle prestazioni richieste dal cliente”.

Il “remoto” futuribile Il nuovo stabilimento è ormai pronto per la sua prossima operatività

Lo sviluppo tecnologico dei manipolatori dedicati alle grandi macchine da cantiere è la direttrice più recente della ricerca di Hydreco Hydraulics Italia. “Parliamo di macchine che comprendono

La varietà dei joystick prodotti da Hydreco Hydraulics Italia affianca modelli semplici e tipologie per gestioni complesse

Ottobre 2013 -

mt  55


Un nome che viene da lontano Nata a Vignola (Mo) 35 anni fa, la realtà attuale di Hydreco Hydraulics Italia (oggi parte del gruppo industriale David Brown Hydraulics) è riconosciuta come azienda primaria, in ambito internazionale, nel campo degli strumenti di controllo remoto per le macchine operatrici. Tra le tipologie di manipolatori progettate da Hydreco Hydraulics Italia si possono distinguere modelli bi-asse, a singolo asse e a pedale. Tra i moduli idraulici più diffusi sono compresi gli joystick monoblocco impiegati negli ambienti di lavoro più gravosi, dalla struttura solida ad alta protezione contro polvere, umidità e altri agenti aggressivi. Hydreco Hydraulics Italia, inoltre, si occupa di vendita e assistenza per tutte le apparecchiature legate ai sistemi oleoidraulici Hydreco Hydraulics.

lizzare anche il safeTgrip®, secondo una logica di integrazione tecnologica che è un ulteriore punto di forza nella creatività che caratterizza i prodotti Hydreco Hydraulics Italia. “Non solo”, aggiunge Guiati. “Un upgrade dei nostri joystick è sempre possibile per il cliente. Si può cambiare la parte dell’impugnatura per aggiungere maggiori controlli sul frontalino, conferendo maggiore flessibilità al controllo remoto della macchina. È la flessibilità del manipolatore ad aggiungere prospettive inedite al nostro lavoro e l’unico elemento che non risulterà mai ‘remoto’, alla fine, sarà l’orizzonte delle nostre potenzialità!”. 

La nuova impugnatura multifunzionale con l’ampio frontalino implementato con pulsanti e controlli

sistemi funzionali complessi - riassume Michele Guiati – Pensiamo solo alla gestione delle sicurezze e dei movimenti relativi a una molteplicità di attrezzature: il controllo remoto va declinato ormai a esigenze sofisticate. Tra le nostre tecnologie recenti, vorrei ricordare l’implementazione della scheda elettronica denominata safeTgrip®, dedicata alle gru mobili e installata all’interno dell’impugnatura che consente, grazie a due sensori capacitivi, l’azionamento funzionale del manipolatore quando l’operatore ne abbraccia effettivamente l’impugnatura stessa. La scheda poi prevede un circuito ridondante che, in caso di guasto, è in grado di attivare un sistema di sicurezza superiore in modo da scongiurare ogni rischio”. La nuova impugnatura multifunzionale, quindi, è stata progettata per poter uti56 mt - Ottobre 2013

L’unità elettrica Can Bus Master Unit con il relativo display a colori da 5”


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Componenti

Ruukki

Lamiere di grande spessore di acciaio Raex possono essere utilizzate, ad esempio, per la costruzione di componenti e attrezzature nei grandi impianti per l’estrazione, il carico, il trasporto e la frantumazione del materiale nell’industria mineraria

A prova di miniera Il produttore finlandese si propone sul mercato come un partner di assoluto affidamento anche nel caso delle applicazioni più severe, che richiedono un acciaio estremamente resistente all’usura. Ora con un (altro) asso nella manica… di Pietro Gabrielli

L’

asso nella manica calato sul tavolo da Ruukki, che vince il piatto e segue una serie di giocate già vincenti, si chiama Raex, un acciaio antiusura progettato per resistere alle condizioni più estreme, da oggi disponibile nella gamma di spessori da 2 a 80 mm. Questa sua qualità lo rende una scelta sicura e conveniente per le necessità delle industrie di diversi settori tra cui il minerario, delle demolizioni e del riciclo. Nonostante l’elevata sollecitazione di snervamento e durezza, infatti, gli acciai Raex evidenziano spiccate proprietà di saldabilità e formabilità. L’utilizzo di questo prodotto riduce l’usura e le rotture dei componenti strutturali dei macchinari e, di conseguenza, aiuta a ridurre i costi.

A prova di usura

Le attrezzature utilizzate nell’industria mineraria devono estrarre il minerale, frantumarlo e trasportarlo - sia in superficie che 58 mt - Ottobre 2013

in ambito sotterraneo - e, quindi, devono saper resistere in modo particolare a usura e abrasione. Gli acciai antiusura Raex sono ideali per i rivestimenti interni dei frantumatori, le tramogge di alimentazione e le altre parti soggette a usura delle macchine mobili, così come per le superfici soggette

Gli acciai Raex consentono una progettazione innovativa e la costruzione di prodotti leggeri che migliorano l’efficienza energetica e diminuiscono il consumo di carburante. L’azienda turca Ozgul Trailer, per raggiungere tale obiettivo, utilizza acciai altoresistenziali Optim 700 MC e antiusura Raex

a urti, gli equipaggiamenti per il trasporto del materiale e i convogliatori. Utilizzando la tecnologia della tempra in linea, si rendono ideali per componenti che devono avere una lunga durata anche se soggetti a grandi sforzi e a elevate pressioni superficiali. Applicazioni tipiche, ad esempio, sono i cassoni dei dumper, che devono resistere all’impatto con le rocce. “La durezza del Raex 400 è 2,5 volte maggiore rispetto a quella di un normale acciaio strutturale!”, afferma Fabio Greppi, responsabile commerciale di Tecnoimpex Italia, società di Milano che dal 1989 è agente esclusivo del marchio nel nostro Paese. “Il Raex 500, presentando una durezza ancora più alta (tre volte maggiore rispetto a quella di un acciaio strutturale standard), è ideale per l’utilizzo in ambienti erosivi, dove la pressione superficiale cui sono sottoposte le parti meccaniche è elevata, come nel caso di benne per escavatori utilizzate dall’industria mineraria”.


Gamma ampliata

La gamma dimensionale dell’acciaio antiusura Raex 400, 450 e 500 è stata ora ampliata. “Oggi questi acciai sono disponibili come lamiere da treno in spessori fino a 80 mm”, spiega Fabio Greppi. “Per quanto riguarda gli spessori sottili, invece, Ruukki è sempre stata leader del mercato fornendo ai clienti gli acciai antiusura più sottili al mondo, a partire da uno spessore di 2 mm, il cui principale utilizzo è da sempre stato nell’industria del trasporto dei materiali. Ora che Ruukki ha aggiunto nuovi spessori alla famiglia di acciai Raex possiamo fornire tutta la gamma dimensionale generalmente utilizzata, ad esempio, nell’industria mineraria, soddisfacendo così tutte le richieste per quanto riguarda l’acciaio antiusura!”. Il Raex fino a 80 mm, infatti, può essere utilizzato, tra le altre cose, per produrre componenti per impianti e attrezzature progettate per operazioni di scavo, sollevamento, trasporto e frantumazione del

Forniture a livello mondiale Ruukki opera a livello internazionale ed è in grado di offrire acciai speciali su base globale, rifornendo costruttori in tutto il mondo e mantenendo costante la qualità dei suoi servizi. I prodotti sono disponibili dai Centri Servizio localizzati in alcune nazioni europee e dai Certified Partner dislocati nel mondo (in Italia, il partner scelto è Acciai di Qualità Spa). L’efficiente logistica di Ruukki ha aiutato molti produttori operanti nell’industria mineraria a migliorare la loro efficienza operativa e produttiva. “Un prodotto non deve solo essere eccellente, ma anche facilmente reperibile. E la catena di fornitura deve funzionare perfettamente. Ruukki, a tal proposito, può fornire un efficiente supporto tecnico locale”, afferma Thomas Hörnfeldt, SVP, Special Steels & International Sales, in Ruukki. “L’azienda è costantemente impegnata a migliorare l’efficienza energetica dei suoi processi produttivi e si colloca tra le acciaierie più virtuose per quanto riguarda il controllo della produzione di anidride carbonica. Inoltre, l’impiego di carbone da coke nel processo di produzione dell’acciaio è prossimo al minimo livello possibile considerando le tecnologie esistenti”.

Lunga durata, più efficienza

L’industria mineraria opera spesso in luoghi remoti, dove la manutenzione delle attrezzature è difficile e impegnativa. Quando un macchinario ha un guasto le operazioni di lavoro possono essere interrotte per un lungo periodo di tempo. E ciò implica costi rilevanti. “In quest���ottica l’ac-

Ruukki ha ampliato la gamma dimensionale del Raex e può quindi fornire i propri clienti dell’industria mineraria con tutti gli acciai antiusura necessari

minerale nelle miniere. Queste attrezzature includono benne per escavatori, caricatori frontali, ribaltabili per il movimento terra, sistemi di trasporto delle materie prime per miniere, frantumatori, silos e tramogge. Realizzati utilizzando un particolare metodo di tempra in linea sviluppato proprio da Ruukki - che migliora le proprietà di resistenza all’usura e li rendono costanti in termini di qualità - gli acciai Raex presentano una superficie dura e una microstruttura resistente. Durante il processo di tempra in linea l’acciaio viene temprato grazie a un raffreddamento immediato da 900°C a temperatura ambiente subito dopo la laminazione. In tal modo è possibile limitare gli sprechi di energia, in quanto viene eliminato il processo di riscaldamento della lamiera dopo la laminazione, necessario invece nel processo di tempra tradizionale.

ciaio Raex è un prodotto sicuro, affidabile e durevole - dice Fabio Greppi - che può ridurre i fermo macchina e, di conseguenza, i costi derivanti dall’usura e dalle rotture dei componenti. L’utilizzo di acciai antiusura in componenti soggetti a forte abrasione nei veicoli utilizzati nel settore minerario può infatti prolungare la loro vita, ridurre il tempo speso per la manutenzione e portare risparmi diretti all’utilizzatore”.

I valori aggiunti

Nonostante l’elevato limite elastico, gli acciai Raex - vantando eccellenti proprietà di piega - possono essere piegati utilizzando i tradizionali utensili di lavorazione. Inoltre, il ritorno elastico può essere controllato anche più facilmente rispetto ad altri acciai strutturali meno resistenti, grazie alla loro costanza e omogeneità. Un acciaio di qualità co-

stante, inoltre, aumenta la vita utile del macchinario e delle attrezzature prodotte con esso, apportando benefici in termini di costi e competitività. Una qualità costante dell’acciaio significa, ad esempio, anche una migliore (e più costante) qualità delle saldature. “Scegliere lo spessore più adatto dell’acciaio antiusura Raex per la produzione di benne e ribaltabili - precisa Greppi - può aiutare a ridurre il peso totale dell’attrezzatura e aumentare il carico utile, che si tramuta in una diminuzione del costo del carburante”. I centri servizio europei di Ruukki offrono componenti piegati, saldati laser o, ancora, prelavorati pronti per essere utilizzati. “Proprio tali componenti, caratterizzati da eccellenti tolleranze dimensionali, hanno portato ai clienti un considerevole risparmio e una produzione più efficiente”, precisa il responsabile commerciale di Tecnoimpex Italia. “Ruukki, inoltre, può fornire lamiere sabbiate e primerizzate in accordo alle richieste del cliente”. Gli acciai Raex sono stati sviluppati con la collaborazione dei propri clienti. “È molto utile per i clienti contattare gli specialisti di Ruukki il prima possibile durante la fase di progettazione del prodotto; in tal modo è possibile individuare i materiali più indicati per le necessità dell’applicazione finale. L’obiettivo è identificare nuove applicazioni per i componenti in acciaio speciale e fornire ai clienti un valore aggiunto per i loro prodotti”. 

INFO

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Ricambi

Jaderparts

(Ri)cambio di mentalità Un ordine tracciabile, immediato, con la garanzia di una qualità zero difetti? Per i ricambi adattabili Volvo distribuiti dall’azienda di Anzola Emilia è una priorità assoluta, a tutto vantaggio del cliente. Che è sempre al centro di un servizio competente e tecnologico di Alberto Finotto

Q

uando le esigenze del mercato richiedono reattività e competenza, solo chi è davvero attrezzato per rispondere a un cliente moderno ed esigente può aspirare a un ruolo da protagonista. Jaderparts, da Anzola Emilia (Bo), ha tutte le caratteristiche del moderno fornitore di ricambi: rapidità di ri-

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sposta, competenza al massimo livello, esperienza annosa nel settore movimento terra e conoscenza approfondita del mondo dei ricambi per macchine operatrici e veicoli, la nautica e gli impianti industriali. “L’azienda è stata costituita all’inizio di luglio 2013 ed è diventata operativa nei primi giorni di settembre”, ci informa Patrizia Frignani, titolare

dell’impresa emiliana. “Ci presentiamo come un’azienda di servizio, innovativa, che davvero si pone a fianco del cliente, seguendo ogni sua esigenza di approvvigionamento. Ciò significa realizzare la ricerca e la selezione dei prodotti che gli occorrono, fornire un supporto tecnico e informativo che porti al miglior risultato”.


Codici di competenza

Nell’odierno mercato dei ricambi, inflazionato da migliaia di specialità, collegate magari a codici di complessa interpretazione, Jaderparts è una “cartina di tornasole” per orientarsi con esattezza. “Che cosa sta dietro a questi codici? Dei contenuti autentici o un insieme di informazioni parziali?”, si chiede retoricamente l’amministratrice di Jaderparts. “Un codice dovrebbe offrire al cliente dei contenuti di informazione effettivi e completi, una tracciabilità del produttore, tutti i dettagli sulla provenienza del ricambio. Proprio su questi punti, allora, interviene il nostro compito di consulenza per il cliente, per rintracciare e identificare la fornitura più conveniente nel rapporto tra qualità, prezzo e facile reperimento”. Le caratteristiche di Jaderparts sono quelle di un’azienda snella e innovativa, con una rete informatica calibrata in

Dalla Svezia con fiducia

Il catalogo SLP comprende oltre 11.000 articoli a codice e con la sua vasta disponibilità è in grado di soddisfare le esigenze di approvvigionamento di tutte le macchine classiche da cantiere Volvo (pale escavatori, dumper) e della linea di veicoli per il trasporto dei materiali (Volvo Trucks), oltre al settore dei bus Volvo e alla linea Penta dedicata alle motorizzazioni per natanti e applicazioni industriali (ad esempio, quelle dedicate alle propulsioni installate sui generatori). “Procuriamo ai nostri clienti ogni tipologia di ricambio, per parti motore, elettriche, idrauliche, meccaniche”, sottolinea la titolare di Jaderparts. “Inoltre, stiamo integrando i prodotti della gamma SLP con altre specialità complementari OEM che possano offrire al nostro pubblico il più ampio spettro di applicazioni disponibile sul mercato. Un ordine

Jaderparts è distributore ufficiale dei ricambi adattabili Volvo prodotti dal marchio svedese SLP (Swedish Lorry Parts)

modo preciso sulle esigenze di un moderno servizio di “ricambistica a domicilio”, con un server aziendale in grado di supportare in modo efficiente una mole di dati impressionante che può essere ulteriormente incrementata in qualsiasi momento nelle sue dimensioni. “La nostra consulenza si realizza soprattutto nel settore dei ricambi destinati alle macchine Volvo”, aggiunge Patrizia Frignani. “Abbiamo un accordo di collaborazione con un’azienda svedese primaria che produce e commercializza ricambi adattabili di altissima qualità per le gamme Volvo CE, Volvo Trucks e Volvo Penta. Si tratta della SLP (Swedish Lorry Parts), di cui siamo oggi distributori ufficiali per tutto il mercato italiano. Serviamo un ampio spettro di applicazioni, dalle macchine movimento terra ai mezzi cava cantiere, dagli autobus alla linea Penta di motorizzazioni marine e industriali”.

Patrizia Frignani,

amministratrice di Jaderparts

“Jaderparts è al fianco del cliente in ogni momento, dalla spedizione alla consegna del ricambio”

dell’immediatezza e dell’assistenza a fianco del cliente in ogni fase della fornitura, dalla spedizione alla consegna, fino alla possibilità di ottenere ogni informazione in tempo reale sulle ‘tappe di viaggio’ del ricambio ordinato. I vantaggi per chi si affida a Jaderparts? Il ricambio giusto al prezzo migliore, la massima qualità delle parti ordinate, la disponibilità in tempi brevissimi e... la nostra esperienza e competenza. Guadagnate sul campo, naturalmente!”. 

Le specialità distribuite da Jaderparts comprendono ricambi idraulici, elettrici e meccanici per le gamme Volvo CE, Volvo Trucks e Volvo Penta

urgente viene evaso entro le 24 ore con una spedizione diretta dalla Svezia; il nostro cliente riceve le informazioni sul corriere e il numero di spedizione, può controllare in tempo reale dove si trova la merce e così ha la facoltà di organizzare puntualmente la riparazione per il ripristino operativo della macchina. Il vantaggio che offriamo è quello

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