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Anno XXVII n. 4 Maggio 2013

MERCATO

LOGISTICA

COMPONENTI

TECNOLOGIE

Lobby europea e macchine per le costruzioni

Nuove macchine per il magazzino

Sensori per il “mobile automation”

Sinergie per il calcestruzzo

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Anno XXVII n. 4 - Maggio 2013

SOMMARIO

In copertina: TORO LOCO Direttore responsabile Luigi Zaffagnini – luigi.zaffagnini@scieditrice.com Direttore editoriale – Relazioni esterne Ettore Zanatta – ettore.zanatta@scieditrice.com Hanno collaborato a questo numero: Pietro Gabrielli, Alberto Moretti, Mauro Rancati, Liliana Rebaglia, Stefano Vitali Ufficio amministrazione Roberta Fabbri – Tel. 0545 97.15.78 Fax 0545 97.11.87 – E-mail: rfabbri@scieditrice.com Ufficio abbonamenti Tel. 0545 97.15.78 – Fax 0545 97.11.87 E-mail: info@scieditrice.com Abbonamenti Italia: euro 40,00 Europa: euro 55,00 Paesi extra europei: euro 70,00 Pubblicità S.C.I. srl – Via Martiri della Libertà, 61-63H 48024 Massalombarda (RA) Tel. 0545 97.15.78 – Fax 0545 97.11.87 info@scieditrice.com – www.scieditrice.com Periodicità Sono previsti 8 numeri l’anno. La rivista non esce nei mesi di gennaio, luglio, agosto e dicembre. Spedizione in abbonamento postale Stampa Tieffe - Sansepolcro (Ar) Responsabilità La riproduzione delle illustrazioni e degli articoli pubblicati su Commercio Italia, traduzioni comprese, è riservata e non può avvenire senza autorizzazione scritta della casa editrice S.C.I. srl. Testi e materiali fotografici forniti in qualsiasi forma alla stessa non saranno restituiti, anche in caso di non avvenuta pubblicazione. La S.C.I. srl non si assume responsabilità relative ai suddetti materiali, anche in caso di esemplari unici, e ad eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati. Il materiale redazionale pervenuto alla S.C.I. srl senza preventivi accordi sono da intendersi gratuiti anche se pubblicati. I nomi e le ditte pubblicati sono citati senza responsabilità, a puro titolo informativo, allo scopo di rendere un servizio al lettore. Registrazione CCIAA 115210 – Iscr. Soc. Trib. RA 11824 Aut. Tribunale di Ravenna n. 830 del 06/04/87 Iscriz. RCC n. 3984 Commercio Italia S.C.I. srl – Via Martiri della Libertà, 61-63H 48024 Massalombarda (RA) Tel. 0545 97.15.78 – Fax 0545 97.11.87 info@scieditrice.com – www.scieditrice.com Periodico associato a:

summary

RubrichE

6 Attualità a cura di Liliana Rebaglia MERCATO

28 Lobby europea e macchine per le costruzioni di Ettore Zanatta EVENTI

32 John Deere • La Fiera in Campo si tinge di verde di Alberto Moretti

36 Linde Material Handling (MH) Italia • Strategie d’espansione di Mauro Rancati AZIENDE

40 Aureli Mario • Il sollevatore e… la carota di Pietro Gabrielli MACCHINE

44 Fiori & Comer Industries • Qui Italia, a voi India di Mauro Rancati COMPONENTI

46 Crown • Concepiti per il mondo reale di Liliana Rebaglia

48 Sensor Systems • Sensori per il “mobile automation” di Stefano Vitali

52 Firestone • Soluzioni innovative per l’efficienza agricola di Pietro Gabrielli

56 Volvo • Denti… in prima fila di Pietro Gabrielli TECNOLOGIE

63 New Holland Construction • Massima redditività con FleetForce di Liliana Rebaglia

68 Cifa & Bosch Rexroth • Sinergie per il calcestruzzo di Stefano Vitali FIERE

76 USETEC 2013 di Liliana Rebaglia


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ATTUALITÀ ATTUALITÀ ATTUALITÀ  LIEBHERR/COMER INDUSTRIES

Sinergia per la nuova pala compatta

La nuova pala compatta di Liebherr che ha concorso come novità nella categoria “Design” del Bauma Innovation Award 2013 montava due assali S128 di Comer Industries. La nuova macchina realizzata dal costruttore tedesco è stata riconosciuta come “prodotto fortemente innovativo”, in quanto combina elevate prestazioni con il massimo della sicurezza e un’estrema versatilità in qualsiasi compito, oltre a un’altezza ridotta (meno di 2.500 mm). L’assale S128 di Comer Industries offre un’elevata combinazione di prestazioni di coppia, frenatura e efficienza: caratteristiche ottenute dalla funzione tecnica di Comer Industries attraverso l’analisi delle applicazioni target, l’esame delle migliori soluzioni sul mercato e dei loro limiti e l’uso delle più avanzate tecnologie di progettazione e di prova. L’assale, in versione rigida e sterzante per applicazioni off-road, è adatto a equipaggiare macchine opera-

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trici di peso complessivo fino a 11 t e 66 kW di potenza di trazione installata. Grazie ai nuovi freni di servizio multidisco in bagno d’olio autoregistranti, applicati simmetricamente a entrambi i semiassi, la serie S128 consente di decelerare appropriatamente i veicoli 4WD. Inoltre, il freno di stazionamento, integrato a comando negativo o in ingresso a tamburo, soddisfa i più severi requisiti di sicurezza. Il progetto di collaborazione con Liebherr ha preso il via nel 2010 e ha portato alla validazione del prodotto S 128 su una pala compatta dopo due anni di test sul campo. “Siamo orgogliosi di aver fornito il nostro contributo per il successo del nuovo mezzo Liebherr. I nostri ingegneri hanno operato in stretta collaborazione con gli specialisti del Gruppo tedesco in un vero spirito di partnership, per il continuo miglioramento del prodotto”, ha affermato Matteo Storchi, Sales Director di Comer Industries.

 FLUID PRESS

Le ultime novità al Bauma La Fluid Press di Albinea (Re), nota storicamente come produttore di valvole oleodinamiche e blocchi integrati, ha recentemente ampliato il proprio catalogo con una linea di valvole elettriche. Le soluzioni proposte dall’azienda emiliana trovano la loro ideale applicazione in macchine agricole e movimento terra, carrelli elevatori, attrezzature di sollevamento e trasporto, nonché in veicoli industriali. Dopo aver partecipato alle più importanti fiere di settore (EIMA e Bauma China, ad esempio), quest’anno la Fluid Press era presente anche

al Bauma di Monaco, con un’esposizione della gamma di prodotti standard e una “vetrina” dedicata alle ultime novità proposte sul mercato, la gamma di deviatori elettroidraulici destinate a macchine operatrici, caratterizzati

dal corpo in ghisa, connessioni su due o tre lati (gli elementi sono eventualmente componibili), una portata fino a 8090 l/min e una pressione fino a 310 bar.

 SCI EDITRICE

Gli “unici” al Bauma 2013! In un contesto di mercato in forte crisi, la SCI Editrice - come già dimostrato quest’anno con altre iniziative (tra tutte, le edizioni in lingua di MT-International, che hanno riscosso un grosso successo, rispettivamente, alle fiere bC India e CTT Mosca) ha inteso dare un ulteriore segnale forte ai suoi lettori e inserzionisti volendo essere presente, anche in quest’edizione del Bauma di Monaco, con un proprio stand, allestito nel padiglione A5. Unica casa editrice italiana, la nostra, ad aver investito in un suo spazio espositivo, perchè “senza uno stand non si possono distribuire riviste”. Una presenza importante per rinnovare l’esempio di affidabilità e impegno che la SCI persegue con le sue pubblicazioni. In Italia così come in occasione delle più importanti manifestazioni fieristiche del mondo.


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ATTUALITÀ ATTUALITÀ ATTUALITÀ  CEMAT SOUTH AMERICA

Bilancio positivo per il 2013 Il CeMAT South America si è chiuso il 22 marzo scorso con un bilancio positivo sia per gli espositori che per i visitatori. Oltre 230 espositori di 24 Paesi hanno presentato i loro prodotti e le loro innovazioni nella cornice del Centro de Exposições Imigrantes di San Paolo. Oltre al Brasile, i mag-

giori Paesi espositori sono stati Cina, Germania, Italia e Stati Uniti. “Il mercato sudamericano, e il Brasile in particolare, offrono al settore dell’intralogistica eccellenti possibilità di sbocco, con un grande potenziale di sviluppo. La seconda edizione del CeMAT South America ha dimostrato che i player internazionali del settore guardano a questo salone biennale come al più importante appuntamento per l’intralogistica in Sudamerica”, afferma Wolfgang Pech, Senior Vice President e responsabile di settore presso la Deutsche Messe. Con 18.236 visitatori, l’evento ha registrato un incremento di affluenza del 45% rispetto all’edizione 2011; i visitatori arrivavano da 28 Paesi, tra i quali Argentina, Bolivia, Cile, Colombia, Stati Uniti, Costarica, Guatemala, Messico, Paraguay, Perù, Uruguay, Venezuela e, naturalmente, Brasile. Importanti produttori quali Dabo Clark, Hyster, Jungheinrich, Linde, Paletrans, Still, Toyota e Yale si sono detti molto soddisfatti dell’andamento della fiera. Nato nel 2011, il CeMAT South America è organizzato dalla Hannover Fairs Sulamérica, consociata della Deutsche Messe AG e ha il supporto dell’Associazione dei costruttori tedeschi di macchine e impianti (VDMA), che si affianca a tutti gli eventi CeMAT esteri, e dell’Associazione brasiliana omologa ABIMAQ.

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À ATTUALITÀ ATTUALITÀ ATTUALITÀ

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ATTUALITÀ ATTUALITÀ ATTUALITÀ  EATON

Il valore aggiunto della Lean Solution In occasione della Fiera di Hannover di quest’anno, Eaton ha presentato la sua più recente gamma di prodotti e servizi idraulici, di filtraggio ed elettrici, capaci di ridurre i tempi di start-up e il consumo energetico, migliorando l’efficienza dei produttori di macchinari. L’azienda, in particolare, ha esposto la sua Lean Solution, che riunisce nell’automazione il mondo dell’idraulica e dell’ingegneria elettrica.

L’approccio Lean di Eaton alla costruzione e produzione dei macchinari integra i sistemi elettroidraulici in un’unica soluzione completa. In tal modo si riducono i costi di com-

missioning ed energetici, consentendo funzioni di diagnostica e gestione dell’energia. I visitatori hanno potuto vedere anche alcuni dei più innovativi prodotti idrauli-

Astrid Mozes, presidente del Gruppo Idraulico Eaton, EMEA

ci dell’azienda, tra cui la tecnologia di monitoraggio dei tubi flessibili LifeSense®, che verifica continuamente in tempo reale le condizioni dei sistemi di tubature idrauliche, e la tecnologia Eaton Guardian Seal™ priva di nickel, per la protezione contro la corrosione dei raccordi per tubi di metallo. Eaton ha esposto inoltre il suo nuovo strumento Web, PowerSource™, che aiuta i distributori a cercare, specificare e vendere l’intera gamma di prodotti e soluzioni Eaton. “Per Eaton, ‘innovazione’ non significa solo prodotti innovativi, ma anche sistemi informativi all’avanguardia, che permettono ai nostri clienti e a partner del settore selezionati di cercare e trovare istantaneamente i prodotti migliori per le loro esigenze specifiche”, ha spiegato Astrid Mozes, presidente del Gruppo Idraulico Eaton, EMEA. “In queste due aree critiche abbiamo compiuto notevoli progressi dall’ultima offerta di Eaton presentata alla Fiera di Hannover due anni fa; eravamo impazienti di aggiornare i nostri clienti e partner su queste novità e sull’avanzamento dei piani di miglioramento della nostra offerta”.

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À ATTUALITÀ ATTUALITÀ ATTUALITÀ

STEEL TRACKS


ATTUALITÀ ATTUALITÀ ATTUALITÀ  ERMA Group

Uno stand “speciale” per il Bauma L’azienda modenese, che quest’anno festeggia 70 anni di attività, ha partecipato all’edizione 2013 del Bauma con uno stand particolarmente suggestivo e di grosso impatto, studiato proprio per mettere in evidenza - e condividere con i visitatori - il raggiungimento di questo importante traguardo. Specialista di riferimento, per conoscenza e adattabilità di componenti, nelle applicazioni su macchine operatrici da 0,5 a 6 t, ERMA vanta la disponibilità di un’ampia gamma di ricambi: cingolature in ferro dal passo catena 90 mm, di produzione ETR, al passo catena 101, 135 e 154 mm, di produzione Berco o ETR.

25 anni

1986-2011

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Oltre a suole in ferro, suole e soprasuole gommate, rulli inferiori e superiori, ruote folli e ruote motrici, adattabili a tutte le applicazioni e sempre disponibili a stock. Per le applicazioni con cingoli in gomma, invece, ERMA dispone di oltre 5.000 item: un vasto assortimento di soluzioni

Bridgestone con larghezza da 180 a 900 mm e con passo da 60 a 150 mm. Completano la gamma i cingoli in gomma di produzione ETR, che copre anche il range di macchine per il quale Bridgestone non fornisce l’aftermarket. Anche per le applicazioni su macchine da 7 a 50 t

ERMA mette a disposizione una vasta gamma di componenti per cingolature: catene con passo da 160 a 215,9 mm, suole, rulli inferiori e superiori, ruote folli e ruote motrici. Il range di applicazioni da 50 a 300 t, infine, è quello in cui ERMA, in collaborazione con Berco, ha investito maggiormente: le cingolature prodotte, in questo caso, vanno dal passo catena 228 mm al passo 350 mm. Completano la gamma tutti i componenti dei vari sistemi, rulli inferiori e superiori, ruote anteriori e ruote motrici. Completa la gamma dei prodotti ERMA il range dedicato alla “miscellanea” per macchine movimento terra dei marchi più importanti.


À ATTUALITÀ ATTUALITÀ ATTUALITÀ

TEAM

BUILDS

POWER Commercio Italia Maggio 2013

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ATTUALITÀ ATTUA  USCO

Vocazione internazionale

Dopo quasi 25 anni di attività il Gruppo USCO, con i suoi oltre 1000 addetti e gli oltre 300 milioni di fatturato registrati nell’anno 2012, si colloca ai vertici mondiali del mercato della componentistica per macchine movimento terra. Una realtà imprenditoriale internazionale in perfetto equilibrio tra produzione e commercio, tra OEM e aftermarket, tra sottocarro, miscellanea e parti d’usura; un’impresa che nell’ultimo decennio ha sempre dedicato maggiore attenzione agli aspetti logistico/distributivi per un assetto razionale e a una razionalizzazione delle attività tecnico/produttive. L’attuale assetto del Gruppo è il risultato della ricerca e dell’attenzione prestata alle esigenze del mercato e, quindi, della clientela, con una presenza mirata sul territorio. Alla distribuzione capillare ed efficace della gamma di prodotto offerta provvedono strutture distributive insediate in aree baricentriche rispetto ai mercati di riferimento, per poter ottimizzare i tempi di consegna e i costi,

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fattori sempre più strategici per poter essere competitivi sia nel prezzo che nei servizi post-vendita. USCO ha dunque in parte acquisito e - in parte creato - una vasta rete distributiva ancora oggi in forte evoluzione: i centri distributivi sono dislocati geograficamente in modo tale da supportare

la rete di distributori ITR in tutto il mondo (ITR Africa, ITR America, ITR Far East, ITR India, ITR Middle East e ITR Pacific, ITR South America). Il mercato nazionale rappresenta invece, da sempre, una quota marginale, pari circa al 5% delle vendite: il Gruppo, infatti, ha una vocazione innata all’internazionalizzazione. Una vocazione che ha consentito una crescita costante e graduale anche negli ultimi cinque anni.


ALITÀ ATTUALITÀ ATTUALITÀ ATTUALI

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ATTUALITÀ ATTUALITÀ ATTUALITÀ  JOHN DEERE

 SIDEXPO

Con un nuovo design e un’interfaccia utente ancora più semplice e intuitiva, il nuovo shop on line di John Deere sostituisce la precedente versione del 2007 che, grazie alla popolarità del marchio, aveva già conquistato un vasto pubblico per altri versi estraneo al mondo dell’agricoltura e delle macchine agricole. La collezione vanta oltre 1.000 articoli, tra cui accessori per ufficio, orologi, radio, abbigliamento da lavoro e per il tempo libero, modelli di trattori in scala e molti altri articoli da regalo, per la casa e per il giardino. In tutta la collezione realizzata in licenza si ritrova la stessa attenzione alla qualità e ai dettagli che ha reso famose le attrezzature agricole del costruttore statunitense. Con il 2013 sono arrivati anche nuovi modelli da collezione,

La Va edizione del SidExpo, programmata dal 7al 9 giugno 2013, è stata rinviata al 4-5-6 aprile 2014. Sicilfiere ringrazia le 63 aziende che avevano pre-aderito a oggi. Queste le parole degli organizzatori: “Consapevole che in questo momento d’instabilità, non solo economica, non può, per cause a essa non imputabili, offrire la possibilità alle ditte espositrici di creare nuove forme di collaborazione tra azienda e professionista e mostrare al contempo una vasta gamma di innovazione ai visitatori, ha deciso di sospendere definitivamente l’edizione 2013, ritenendo di aver ben deciso soprattutto nell’interesse degli espositori e dei visitatori. Sicilfiere ringrazia tutte le Istituzioni, Università/Dipartimenti, Associazioni, Enti e Ordini Professionali

Il nuovo negozio online

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giocattoli e cavalcabili per bambini, oltre a magnifiche linee di abbigliamento firmate John Deere. Nel corso degli anni gli acquirenti che hanno condiviso idee, impressioni e desideri hanno consentito di ampliare e migliorare l’offerta e molti dei nuovi articoli ora disponibili sono stati sviluppati a partire dai loro feedback. Il nuovo negozio online completa l’offerta dei concessionari John Deere locali. Per trovare il punto vendita più vicino è sufficiente visitare il sito www.JohnDeere.it e utilizzate la funzione di Ricerca Concessionari.

Rinviata la Va edizione che hanno collaborato per l’organizzazione di convegni e seminari, per la formazione dei professionisti e degli imprenditori. Il lavoro fin qui svolto sarà ripreso e arricchito nei contenuti per lo svolgimento dell’edizione 2014, che continuerà a mantenere lo stesso motto, nato con la prima edizione, grazie alla sensibilità di tutto lo staff di Sicilfiere, e cioè ‘Costruire con rispetto il terzo millennio’. Sicilfiere ringrazia tutti i partner, ai quali continuerà a concedere, come fin qui sempre fatto, la massima visibilità. Fiduciosi che, prestissimo, un nuovo Governo politico riesca a dare a noi Italiani la forza di ripartire e al mondo tutto di ritornare a investire nel nostro Paese, rendendolo nuovamente uno tra le prime potenze economiche mondiali”.


À ATTUALITÀ ATTUALITÀ ATTUALITÀ

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ATTUALITÀ ATTUALITÀ ATTUALITÀ  CARRARO DRIVE TECH

Nuove opportunità per i sistemi di trasmissione L’edizione 2013 del Bauma ha rappresentato una nuova opportunità per Carraro Drive Tech per dimostrare la propria leadership nei sistemi di trasmissione per il light & medium construction equipment. All’evento di Monaco, infatti, è stata presentata un’ampia gamma di soluzioni specificatamente concepite per pale ed escavatori compatti, terne, carrelli telescopici e compattatori. Durante la manifestazione sono stati evidenziati l’elevato livello di design e flessibilità applicativa della gamma di assali modulari, concepita per essere proposta sia in versione rigida che sterzante. Oltre a ciò è stata esposta una selezione di riduttori epicicloidali per escavatori cingolati e argani, nella logica di posizionare l’azienda qua-

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le unico player del mercato in grado di fornire soluzioni di prodotto sia per applicazioni gommate che cingolate. Recentemente Carraro Drive Tech ha rinnovato la partnership con il gruppo CNH confermando una spiccata vocazione internazionale, focalizzandosi sulla propria piattaforma produttiva globale grazie alla quale è in grado di rispondere alle esigenze dei clienti in ciascun mercato, siano essi localizzati in mercati tradizionali (Stati Uniti o Europa) o emergenti (Cina, India e Sud America). La capacità di interpretare i bisogni del mercato ha portato Carraro Drive Tech a focalizzarsi ulteriormente sul cuore della driveline: la trasmissione. Il Bauma 2013 è stata dunque l’occasione di presentare una serie di soluzioni per rispondere

ai più stringenti requisiti dei clienti off-highway, quali una serie di trasmissioni a convertitore di coppia o idrostatiche progettate per garantire efficienza, produttività e comfort. Carraro era inoltre presente con uno stand dedicato al post-vendita,

che ha dato la possibilità ai visitatori di conoscere non solo i servizi dedicati ai ricambi, ma anche di scoprire le soluzioni per la manutenzione in officina e la formazione on-line, nel pieno spirito della “Cura totale della Trasmissione di Potenza”.


À ATTUALITÀ ATTUALITÀ ATTUALITÀ

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ATTUALITÀ ATTUALITÀ ATTUALITÀ  OCCHIELLO

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ATTUALITĂ€ ATTUALITĂ€ ATTUALITĂ€ ď Ž JCB

Appalto per 1.000 terne JCB si è aggiudicata un ordine per piÚ di 1.000 esemplari delle sue terne nell’ambito di un grande piano di sviluppo del Governo del Brasile dedicato all’economia rurale. Il Ministero dello Sviluppo Agrario (MDA) del Brasile (l’equivalente del nostro Ministero dell’Agricoltura) ha firmato un appalto per la fornitura di terne JCB per un valore di circa 47 milioni di euro. L’importante ordine, in particolare di modelli JCB 3C, arriva mentre l’azienda festeggia i 60 anni di produzione di terne. Le macchine saranno consegnate nel corso del 2013 per essere subito impiegate per il miglioramento delle viabilità rurali - in modo da garantire maggiore velocità nel trasporto dei

prodotti agricoli dai campi al mercato - e saranno costruite nella nuova fabbrica brasiliana di JCB a San Paolo, inaugurata lo scorso settembre dal Primo Ministro David Cameron, sulla quale il costruttore britannico ha investito circa 100 milioni di dollari. Visti numeri in gioco, però, la nuova fornitura apporterà notevoli vantaggi

anche alle fabbriche JCB del Regno Unito: i cambi e gli assali, infatti, saranno forniti dallo stabilimento JCB Transmissions di Wrexham, mentre i cilindri idraulici dalla sede centrale di Rocester. Quest’ultimo ordine arriva dopo l’altra importante fornitura del 2012, anch’essa per piÚ di 1.000 terne, sempre da

parte di JCB Brasile allo stesso cliente nell’ambito della prima fase dello stesso progetto governativo di sviluppo della viabilitĂ  rurale. Il CEO di JCB, Alan Blake, ha dichiarato: “Si tratta di un appalto molto importante per JCB e siamo molto soddisfatti di esserci assicurati anche la seconda parte della fornitura dopo quella dello scorso anno. Ăˆ una grande dimostrazione della qualitĂ  e della versatilitĂ  delle terne JCB ed è meraviglioso aggiudicarsi un ordine di tali dimensioni proprio nell’anno in cui l’azienda festeggia 60 anni di produzione di terneâ€?. Come parte del contratto, JCB offrirĂ  anche formazione per gli operatori delle macchine, manutenzione e supporto tecnico.

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ATTUALITÀ ATTUALITÀ ATTUALITÀ  OCCHIELLO

Titolo Testo

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ATTUALITÀ ATTUALITÀ ATTUALITÀ  HAULOTTE ITALIA

Solidarietà all’associazione ForSte Onlus Haulotte Italia, da sempre portatrice di forte sensibilità verso le tematiche sociali, ha deciso di compiere un gesto di grande solidarietà a favore di ForSte Onlus, associazione costituita nell’aprile 2012 per commemorare la memoria di Stefano Flisi, figlio di Fiorenzo Flisi, titolare di SO.CA.GE., scomparso il 15 dicembre 2011. Per testimoniare la vicinanza dell’azienda al dolore di uno stimato collega e amico e contribuire al lavoro dell’associazione, infatti, Nicola Violini, direttore generale di Haulotte Italia, ha deciso di apporre il marchio di ForSte Onlus su 100 macchine, promuovendo così la sua meritoria opera. “Sono rimasto molto colpito dalla vicenda personale di Stefano e di suo padre Fiorenzo –

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sottolinea Nicola Violini – e per questo da tempo pensavo a come portare all’associazione il contributo mio e soprattutto di Haulotte. Ho pensato, quindi, di sostenere l’associazione ForSte attraverso una campagna di immagine che coinvolgerà 100 macchine, sulle quali apporremo il logo ForSte e per ognuna delle quali faremo una donazione di all’associazione”. L’associazione ForSte Onlus (www.forste.it) nasce con l’obiettivo di so-

stenere le strutture e le associazioni che si occupano di aiutare neonati, bambini e adolescenti portatori di cardiopatie congenite e le loro famiglie. ForSte Onlus si adopera in particolare per la raccolta di fondi da destinare a strutture come il reparto di Cardiologia e Cardiochirurgia Pediatrica e dell’Età Evolutiva del Policlinico Universitario S. Orsola - Malpighi di Bologna, l’Associazione Piccoli e Grandi Cuori Onlus, che

dal 1997 aiuta le famiglie e i bambini affetti da cardiopatie congenite, e il reparto di Neopediatria Specialistica della Clinica Pediatrica dell’azienda ospedaliera Sant’Orsola Malpighi - Università di Bologna. La raccolta di fondi avviene attraverso donazioni spontanee, iscrizioni all’Associazione, vendita di merchandising ed eventi dedicati. “Con questa iniziativa - Nicola Violini - Haulotte Italia intende portare la propria vicinanza umana all’amico e collega Fiorenzo, dando al contempo visibilità al lavoro di ForSte Onlus, nell’auspicio che il lavoro dell’Associazione possa contribuire a sensibilizzare il pubblico verso il problema delle cardiopatie e aiutare le strutture impegnate su questo fronte”.


À ATTUALITÀ ATTUALITÀ ATTUALITÀ

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Mercato

Lobby europea e macchine per le costruzioni

Si chiamano “lobby”, “gruppi d’interesse” o “di pressione”… Ma di cosa si tratta esattamente? Che cosa fanno i lobbisti? In che modo influenzano la legislazione a Bruxelles? Qual è il ruolo delle associazioni di categoria europee? [ di Ettore Zanatta ]

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ono molteplici le domande che sorgono spontanee quando, in tema di mercato (e, nella fattispecie, quello relativo alle macchine per le costruzioni), ci s’interroga pensando alle cosiddette “lobby”, che influenzano in qualche modo le istituzioni e l’esistenza stessa delle associazioni di categoria. Di questo fenomeno ne abbiamo parlato con Valentina Mauri, responsabile di Public Affairs and Communication presso il Cece (Committee for European 28

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Construction Equipment), la rappresentanza dei produttori europei di macchine per le costruzioni.  Cosa sono i Public Affairs? “Si tratta di tutte quelle attività volte a influenzare le decisioni prese dalle istituzioni. Per lo più la rappresentanza degli interessi categoriali in Europa si concentra su Parlamento, Commissione e Consiglio europei che, allo stato attuale, sono gli organi che concorrono alla produzione legislativa. Tutto comincia in Commissione, che ha l’esclusi-

vità dell’iniziativa legislativa. Tuttavia, c’è sempre una ragione specifica che spinge la Commissione a proporre una nuova legge. Questa necessità viene sollevata dagli stati membri o dagli stakeholder (industrie, associazioni dei consumatori e senza scopo di lucro, organizzazioni sindacali, eccetera), dai parlamentari europei e/o da una valutazione delle argomentazioni avanzate da questi attori, come più spesso avviene. In seguito, la responsabilità passa al Consiglio e al Parlamento europei, che devono mettersi d’accordo sullo stesso testo. Il che non è scontato qualora gli interessi e le posizioni delle due istituzioni (influenzate da lobbisti europei, ma anche da specifici interessi nazionali) divergono”. Come si può intervenire sul processo decisionale nelle istituzioni europee? E chi interviene praticamente? “A Bruxelles lavorano almeno 15.000 lobbisti, 3.500 gruppi d’interesse, 500 associazioni di categoria, 400 uffici di rappresentanza di aziende, 150 studi di consulenti, 120 studi di avvocati e 60 tra rappresentanze di Stati e Regioni. Quella del ‘lobbista’ è ormai una professione ben definita per cui esistono itinerari specifici di formazione universitaria. Per essere credibili e influenzare il processo legislativo con argomenti di parte industriale è necessario avere argomenti solidi, una buona reputazione e un’imma-


gine autorevole presso le istituzioni.  È compito del lobbista veicolare quest’immagine e stabilire relazioni di fiducia e affidabilità con i rappresentanti delle istituzioni. Ciò, tuttavia, non basta: sensibilità nelle relazioni pubbliche, conoscenza delle questioni politiche nazionali e flessibilità nel rapportarsi al potere politico sono elementi parimenti necessari.
I deputati apprezzano i contributi che vengono dai vari portatori d’interesse, perché l’insieme di queste informazioni li aiuta ad avere un’opinione ponderata su dossier talvolta molto tecnici, come nel caso delle direttive sulla commercializzazione dei prodotti nell’UE, che definiscono i requisiti essenziali che i prodotti devono presentare per essere commercializzati nel mercato unico”. Perché un’azienda - o un’intera categoria - dovrebbe investire risorse nella lobby europea? “Le istituzioni europee sono la fonte dell’80% della legislazione applicata a livello nazionale. Le leggi (direttive, regolamenti e decisioni) adottate a Bruxelles hanno quindi effetti più o meno diretti su circa 500 milioni di cittadini europei. Per tale ragione è importante che ciò che viene votato in sede parlamentare - o proposto dalla Commissione - corrisponda ai bisogni dei tutte le categorie di cittadini. Le lobby sono presenti a Bruxelles e discutono con le istituzioni esattamente per questo motivo: assicurarsi che ciò che dovremo applicare a livello nazionale prenda in considerazione anche le istanze della categoria di cui facciamo parte, come singoli cittadini portatori di determinate specificità (culturali, etniche, di genere ed economiche) o come operatori di determinate categorie o organizzazioni. Trascurare la rappresentanza dei propri legittimi

Valentina Mauri, responsabile di Public Affairs and Communication presso il Cece

interessi di parte su Bruxelles significa rinunciare a dire la propria all’inizio del percorso di decisioni che avranno un impatto importante sulla nostra vita, come persone o come organizzazioni”.   Lei è una “lobbista” che difende e promuove gli interessi di una determinata categoria di aziende: i produttori di macchine per costruzioni. Come si articola questo genere di lobby specifica? “La rappresentanza categoriale per cui lavoro a Bruxelles si chiama Cece (Committee for European Construction Equipment) e ha come obiettivo sensibilizzare le istituzio-

ni affinché prendano in considerazione gli interessi dei produttori di un’importante industria che fattura circa 23 miliardi di euro impiegando direttamente 130.000 persone. Le direttive che hanno un impatto diretto sul nostro comparto sono la Direttiva Macchine, la Direttiva sulle emissioni di gas e quella sulle emissioni di rumore, il Regolamento sulla sorveglianza del mercato e molte altre. A Bruxelles sviluppiamo posizioni comuni, condivise dai vari produttori nazionali, per presentarle alle istituzioni europee affinché legiferino in modo responsabile e informato. In tal modo cerchiamo di trovare le migliori soluzioni in materia di salvaguardia dell’ambiente e della sicurezza, evitando costi e provvedimenti che possano risultare dannosi per l’efficienza e la competitività dell’industria, mettendone a repentaglio i volumi occupazionali”.   Qualcuno pensa che ciò sia un’attività poco democratica, volta a far pressioni sui rappresentanti eletti dai cittadini europei favorendo i poteri forti… “Secondo me questo è un modo vecchio di concepire o di fare attività di lobby. Il nostro lavoro consiste nell’informare con sufficiente anticipo il comparto che rappre-

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Mercato Summit Cece

Save the date! Si terrà a Bruxelles dal 16 al 17 ottobre 2013 il Summit del Cece, nell’ambito del quale il mondo dell’industria europea delle macchine per costruzioni incontra la politica e i responsabili delle istituzioni europee. Il Cece, che è rappresentanza europea dei produttori di macchine per costruzione cui aderisce l’associazione di categoria italiana Unacea, rappresenta gli interessi di un’industria che fattura circa 23 miliardi di euro impiegando direttamente 130.000 persone. Il Cece è attivo sia nella lobby tecnica (direttiva emissioni, rumore, eccetera) che nel contrasto dell’importazione di macchinari non conformi. Offre inoltre ai soci la possibilità di svolgere statistiche di mercato mondiali per molte linee di prodotto, realizza mensilmente il Business barometer e trimestralmente il Quaterly economic bulletin.

sentiamo riguardo alle leggi europee che possono avere un impatto sulla sua attività. Specularmen-

te argomentiamo le nostre ragioni durante tutte le fasi legislative (dalla scrittura degli emendamenti alle risoluzioni di voto) nei confronti dei deputati, del consiglio e della commissione, la qual cosa mi sembra essere un classico esempio di discussione democratica, svolta nella massima trasparenza”. Però non tutti i portatori d’interessi hanno sufficiente capacità economica per sostenere i costi necessari a svolgere la propria lobby... “Se è vero che molti interessi rappresentati a Bruxelles sono di natura commerciale è altresì vero che molte organizzazioni non governative, sindacali e dei consumatori sono attive in sede europea, partecipando al dibattito legislativo e influenzando le isti-

tuzioni anche con grande efficacia. 
Inoltre, molte ONG vengono finanziate dalla commissione con le tasse dei cittadini e delle imprese, per perequare eventuali squilibri di capacità economica”.   Lei ha parlato prima di trasparenza... “Sì, e aggiungo che esiste un registro delle lobby a Bruxelles che permette di accedere al Parlamento e di contribuire alle consultazioni pubbliche inaugurate dalla Commissione. Si tratta di un registro volontario, ma ogni lobby seria che non abbia nulla da nascondere si registra seguendo le regole previste dal sistema. Il Cece, ad esempio, è iscritto in questo registro in quanto rappresentanza di legittimi interessi che ambisce a essere responsabile e trasparente!”. 

Specializzati nella ricerca e nella fornitura dei ricambi di macchine movimento terra delle più svariate marche, offriamo anche la possibilità di trovare particolari d’occasione e di smontaggio. t Ricambi di usura (lame, denti, capsule) t Catene, suole, rulli, ruote motrici di ogni marca di cingolati e di miniescavatori t Cingoli in gomma per miniescavatori, sovrapattini in gomma per suola t Ricambi martelli demolitori idraulici e utensili Inoltre disponiamo presso il nostro magazzino di una pressa per smontaggio e rimontaggio cingoli.

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Eventi John Deere

La Fiera in Campo si tinge di verde L’ultima edizione della manifestazione vercellese ha visto ancora una volta il costruttore tra i protagonisti. Uno stand allestito con alcune delle piÚ interessanti proposte del marchio e un evento di grande impatto come il Gator Road Show, vetrina della gamma di utility vehicle dell’azienda [ di Alberto Moretti ]

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ltre 150 espositori, 15.000 m2 di spazi dedicati ad aziende del settore agricolo (e non solo), 50 ettari dedicati alle prove in campo dei macchinari agricoli: sono questi i numeri dell’ultima edizione di Fiera in Campo, la manifestazione fieristica ospitata dal polo “Vercelli Fiere” di Caresanablot (Vc) che, lo scorso marzo, ha visto ancora una volta John Deere tra i protagonisti di maggiore spicco. A rappresentare il marchio statunitense, come da tradizione, l’ACT Group – Agrimacchine, Castellina, Tonato, storici concessionari John Deere per Novara e Vercelli che in quest’occasione, oltre a uno stand allestito con alcune delle più interessanti e innovative proposte del marchio, si è fatto ancora una volta promotore di un evento di grande impatto e popolarità come il Gator Road Show, palestra-vetrina della gamma di utility vehicle di John Deere. Tre giorni d’innovazioni Nei tre giorni della manifestazione lo stand John Deere ha attirato un folto pubblico di visitatori, attratto da alcune delle più recenti e innovative proposte del marchio statunitense. Tra queste ha spiccato la linea dei trattori, rappresentata da cinque modelli di diverse taglie e configurazioni. Tra tutti, il 6125M, presentato in configurazione con ruote in acciaio a sezione ridotta per la risicoltura, affiancato da un 3036E, un 5090M, un 6130M e un 6150R. Tra le attrattive principali dello stand anche la nuova mietitrebbia S660, che all’elegante profilo associa una spaziosa cabina Premium e una serie di innovative funzionalità volte ad aumentare prestazioni e produtti-

vità. Ben rappresentata anche la linea di trattorini tosaerba, con in evidenza l’ultima novità, il nuovo X135R, affiancato da un X125 e un X165. Massiccia anche la presenza delle soluzioni John Deere nell’ampio campo prove allestito per l’occasione, dove due trattori (un 6210R e un 7230R) hanno dimostrato le loro doti di potenza e trazione.

Mauro Airoldi, direttore commerciale di ACT Group – Agrimacchine, Castellina, Tonato

La parola ai protagonisti ACT Group – Agrimacchine, Castellina, Tonato è un partner John Deere da oltre 40 anni e un punto di riferimento dei professionisti dell’agricoltura in un’area che rappresenta il cuore della risicoltura italiana. In occasione della nostra visita allo stand dell’azienda abbiamo incon-

trato il suo direttore commerciale, Mauro Airoldi, con cui abbiamo fatto il punto sull’accoglienza riservata dal mercato alle più recenti novità del marchio. Quella di ACT Group - Agrimacchine è una presenza storica dell’area piemontese, così come di lungo corso è il vostro rapporto con John Deere. Come nasce questa (lunga) storia di successi? “Agrimacchine è una realtà fortemente radicata sul territorio: un risultato acquisito grazie a una costante presenza al fianco degli utilizzatori fin dal 1957, anno in cui l’azienda ha avviato la propria attività come rivenditore di attrezzature per l’agricoltura. Altrettanto storico è il nostro rapporto con John Deere, che ha inizio nel lontano 1968 e festeggia proprio quest’anno il suo 45° anniversario. Un rapporto che è costantemente cresciuto nel tempo e ci ha permesso di vivere in presa diretta il lungo e ininterrotto percorso di evoluzione e innovazione di un marchio che ha profondamente inscritta nel suo DNA la capacità di analizzare le esigenze del mercato e declinarle in soluzioni efficienti, affidabili e produttive. Dal 2009 abbiamo costituito

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Eventi

Il Gator Road Show Fiera in Campo ha ospitato anche in questa sua 36a edizione il primo Gator Road Show della stagione. Organizzato dal concessionario John Deere di zona, l’ACT Group – Agrimacchine di Trecate (No), l’evento ha visto giostrare all’interno di un circuito fuoristrada una squadra di veicoli Gator XUV 855D, condotti con abilità dal gruppo di appassionati “Lupi 4x4”, tradizionali partner della manifestazione.

L’evento ha visto alternarsi una serie di veicoli fuoristrada modificati che hanno dato vita a un appassionante testa a testa con i Gator John Deere. Da cui gli utility vehicle statunitensi sono usciti vincitori: anche i passaggi più impervi sono stati affrontati e superati dai Gator grazie a una combinazione di potenza, trazione e stabilità, confermando la vocazione all-terrain di questi “tuttofare”. E sono state davvero estreme le difficoltà proposte dal percorso di prova, lungo il quale i piloti si sono cimentati in una serie di passaggi acrobatici che hanno messo in mostra tutte le doti dei Gator. Tratti fangosi, elevate pendenze… nulla ha fermato i tre Gator XUV 855D impegnati sul circuito, che hanno messo in mostra tutte le prestazioni assicurate dal loro motore diesel 3 cilindri ad alta coppia, dalla trazione integrale effettiva accoppiata a un sofisticato sistema di bloccaggio elettronico del differenziale posteriore, dalle sospensioni indipendenti sulle quattro ruote in grado di ridurre il rollio del veicolo anche in situazioni estreme e da un impianto frenante idraulico a dischi da 20 cm che offre, in qualunque momento, la massima potenza frenante. Quando poi si tratta di mettersi al lavoro, il cassone di carico deluxe (da 460 l e 454 kg di portata) garantisce lo spazio e la capacità di carico necessari nelle attività quotidiane. Da citare anche la velocità massima di 52 km/h (40 km/h nella versione omologata).

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l’ACT Group unendo le sinergie di tre concessionari storici operanti nelle province di Novara e Vercelli (Agrimacchine, Castellina e Tonato) in modo che - anche in ambiti a forte specializzazione come la risicoltura, che impegna circa l’80% della nostra clientela - la gamma John Deere rappresenti la migliore soluzione e la nostra organizzazione sia un supporto puntuale, efficace e tempestivo. Prima, durante e soprattutto dopo la vendita”. A tal proposito, quali sono le linee che attualmente vi stanno dando le maggiori soddisfazioni? “Tra i best seller si colloca certamente la nuova mietitrebbia Serie S, che sta incontrando importanti favori da parte del mercato grazie alla sua facilità e rapidità di allestimento. Una caratteristica che rende queste macchine una scelta ideale soprattutto per i contoterzisti i quali, operando su molteplici colture e in differenti condizioni di lavoro, necessitano di macchine il più possibile versatili e facilmente riconfigurabili. Ottime soddisfazioni stiamo avendo anche dalla gamma dei trattori allestiti in configurazioni adatte alla risicoltura, ambito in cui è richiesto alle macchine un rapporto peso/potenza particolarmente elevato. In generale, l’ampiezza della gamma John Deere ci permette di rispondere a qualsiasi tipo di esigenza e, soprattutto, di creare in ogni occasione un ‘vestito su misura’ per le esigenze di qualsiasi tipo di utilizzatore. Anche, non ultimo, grazie alle soluzioni proposte dalla casa statunitense per il ‘precision farming’, oggi racchiuse nel pacchetto Farm Sight”. Quale accoglienza sta riservando il vostro mercato a una soluzione


supporto continuo, prima e dopo la vendita. Un modo di stare sul mercato, insomma, in linea con lo stile John Deere, che ci ha permesso di ottenere un alto tasso di fidelizzazione dei nostri clienti. Obiettivo, questo, raggiunto anche grazie a una copertura territoriale - estesa nel tempo alle provincie di Novara, Verbano, Cusio, Ossola, Vercelli, Biella e gran parte della Lomellina - che oggi garantisce servizi di vendita e assistenza rapidi e tempestivi. E, naturalmente, anche a eventi come quelli organizzati nella cornice di Fiera in Campo. Tra cui il Gator Road Show, che abbiamo pensato di riproporre ad alto tasso di tecnologia come Farm Sight? “Decisamente buona, al di là delle migliori aspettative. Come tutte le soluzioni innovative, il primo approccio da parte dell’utilizzatore è un misto di prudenza e curiosità per tecnologie che rappresentano una piccola grande rivoluzione delle modalità di lavoro a cui è tradizionalmente abituato. Ma una volta intuiti - grazie al nostro supporto, i suoi numerosi vantaggi in termini di efficienza, riduzione dei costi di produzione e, di conseguenza, rimuneratività - il gioco è fatto. Naturalmente ciò ha richiesto da parte nostra un paziente lavoro di comunicazione e divulgazione presso gli utilizzatori, partito circa sette anni fa, che oggi però dà ottimi frutti: il pacchetto Farm Sight è percepito come un insieme di soluzioni tecnologicamente avanzate, affidabili e di alta precisione (nel nostro specifico mercato addirittura nettamente superiori alle esigenze tipiche della risicoltura) ma, soprattutto, con ricadute concrete e ben quantificabili in termini di redditività”.

Per la vostra clientela siete quindi un punto di riferimento… “Senza dubbio. Si tratta di un rapporto di fiducia consolidato in molti anni di lavoro comune fatto di puntualità, consulenza,

nuovamente in quest’edizione e che rappresenta un’occasione per incontrarsi, scambiarsi pareri ed esperienze e, perché no, passare qualche momento di sano svago e divertimento”.  Commercio Italia Maggio 2013

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Eventi

Linde Material Handling (MH) Italia

Strategie d’espansione Lo scorso 18 aprile Linde Material Handling (MH) Italia, uno dei maggiori player mondiali di carrelli elevatori frontali e da magazzino e parte del gruppo KION, ha inaugurato la nuova filiale diretta di Castel Maggiore (Bo)

[ di Mauro Rancati ]

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perativa da settembre 2012, la nuova filiale di Linde MH Italia è situata a Castel Maggiore ed è stata strutturata per asservire le province di Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena, Pesaro-Urbino, Rimini e la Repubblica di San Marino. Durante il battesimo della nuova filiale sono state presentate le formule di acquisto e noleggio, oltre ai servizi di assistenza post-vendita e alle tecnologie che accompagnano l’evoluzione degli ultimi modelli dei carrelli elevatori frontali e la gamma da magazzino. La nuova sede, a pochi mesi dall’apertura, occupa oltre 12 addetti nei settori del servizio postvendita, vendita e back-office. L’importante investimento e il dettagliato piano d’implementazio-

ne hanno consentito l’immediato raggiungimento degli standard di servizio Linde. Nonostante le rilevanti flessioni del mercato interno, Linde MH GmbH ha ritenuto opportuno proseguire il piano di sviluppo che prevede un’ulteriore integrazione dell’organico fino a 20 unità nel corso del 2013. Andrea Lusvardi, direttore Business & Development di Linde MH Italia, ha dichiarato che “la consapevolezza dell’unicità dei nostri prodotti, corredati di servizi confezionati per le specifiche e diverse esigenze di ciascun cliente, rappresenta la molla al nostro determinato piano d’investimenti che vedrà Linde Italia incrementare progressivamente la propria quota sul mercato nazionale in linea con le performance già raggiunte dal gruppo sulle altre piazze europee”.


I nuovi retrattili Linde In occasione dell’inaugurazione, Linde Material Handling ha presentato la nuova generazione di carrelli retrattili R14/R20, caratterizzati da una portata da 1,4 t a 2 t. Grazie al design compatto, queste permettono una movimentazione produttiva delle merci all’interno dei magazzini, mentre le nuove soluzioni tecniche adottate rendono il veicolo confortevole, potente, sicuro e di semplice manutenzione. L’ampia scelta di montanti, batterie, telai ed equipaggiamenti speciali permette, inoltre, di offrire al cliente soluzioni su misura derivate direttamente dalla produzione di serie. Stabilità e sicurezza Quando si parla di tecnologia di magazzino, i retrattili rappresentano la classe premium: questi veicoli, infatti, sono utilizzati sia per il trasporto delle merci che per lo

dei profili del montante, delle guide catene e dei cilindri di sollevamento permette inoltre di ottenere una visibilità ottimale attraverso il montante stesso.

Andrea Lusvardi, direttore Business & Development di Linde MH Italia

stoccaggio in altezza. I carrelli sono in grado di raggiungere un’altezza di sollevamento di 13 m, così da poter utilizzare ulteriori postipallet. Dietro a questi vantaggi c’è il concept del montante, realizzato con profili resistenti e rinforzati che consentono una riduzione delle oscillazioni abbinata a una portata residua incrementata fino al 20%. L’efficace assemblaggio

Comfort ad alti livelli I costi del personale rappresentano la voce di spesa più importante nella movimentazione delle merci; gli operatori, inoltre, influenzano significativamente le prestazioni dei loro carrelli. Per queste ragioni, durante il processo di sviluppo dei nuovi carrelli retrattili, Linde ha concentrato la propria attenzione sul miglioramento dell’ergonomia. Le migliorie introdotte riducono lo stress per il conducente e contribuiscono a salvaguardare la sua salute. Gli operatori possono regolare la console di comando, il volante, il display, i joystick e il bracciolo in modo da adattare il posto di guida alle proprie esigenze. Le vibrazio-

La nuova generazione di carrelli retrattili R14/R20 si caratterizzano per una portata da 1,4 t a 2 t

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Eventi ta incrementata del 22% rispetto ai modelli precedenti, fino a raggiungere 0,55 m/s. Per allineare il più possibile il consumo energetico alla produttività, poi, è possibile selezionare una tra le tre differenti parametrizzazioni dinamiche di guida: Performance, per la massima produttività; Efficiency, per combinare le prestazioni con l’efficienza energetica; Economy, per le applicazioni più leggere.

Grazie al design compatto, i carrelli Linde permettono una movimentazione produttiva delle merci all’interno dei magazzini

ni causate da superfici irregolari vengono ridotte al minimo grazie a un sedile ammortizzato ad aria, che permette anche la regolazione in altezza. In relazione al peso dell’operatore è anche disponibile il posizionamento automatico ottimale della corsa del sedile. Queste caratteristiche rappresentano un’innovazione nel comfort del sedile in questa classe di portata; inoltre, le peculiarità di ammortizzazione proteggono l’operatore da urti e colpi e la cabina, isolata dal telaio, evita la trasmissione delle vibrazioni. Il deposito e il prelievo di merci alle grandi altezze, poi, è reso più semplice se l’operatore ha visibilità sulle forche e sul carico: il nuovo carrello retrattile Linde può essere equipaggiato con il nuovo tettuccio panoramico in vetro antisfondamento che protegge l’operatore dalla caduta accidentale di oggetti e consente una visuale superiore senza ostacoli. Sistemi di sicurezza supplementari - alcuni dei quali in opzione - includono la protezione addizionale all’altez38

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I nuovi carrelli retrattili Linde possono essere equipaggiati con il nuovo tettuccio panoramico in vetro antisfondamento

za delle spalle, il dispositivo Linde BlueSpot con tecnologia a LED che informa preventivamente tutto il personale nelle vicinanze circa l’imminente uscita del carrello dal corridoio - e i quattro sistemi di frenatura indipendenti, che garantiscono spazi di frenatura ridotti anche nei casi di emergenza. Molte delle nuove funzioni e delle innovazioni sono già incluse nella versione di serie. Ad esempio il sedile ammortizzato ad aria, regolabile in altezza e in funzione del peso dell’operatore, il sistema di assorbimento delle vibrazioni, il montante fisso con brandeggio della piastra porta-forche e il display che mostra l’altezza di sollevamento oltre l’alzata libera. Alta produttività Il nuovo retrattile Linde può raggiungere una velocità di sollevamento di 0,55 m/s, con un incremento del 41% rispetto alla serie precedente (0,7 m/s senza carico, con un miglioramento del 27%). Anche la velocità di abbassamento senza carico è sta-

Ampia gamma, grande manovrabilità Ogni area del magazzino ha proprie caratteristiche e necessità e, pertanto, richiede un carrello elevatore specifico. Grazie alla nuova generazione di carrelli retrattili, i clienti di Linde hanno a disposizione oltre 17 diverse configurazioni base tra cui scegliere, senza contare le numerose lunghezze e larghezze del telaio, le versioni drivein o celle frigorifere, le batterie di diverse dimensioni e le centinaia di tipologie di montanti. Il design del carrello retrattile è stato progettato attorno all’operatore e al posto di guida, ruotato di 90°. Grazie alla combinazione della doppia pedaliera e dello sterzo a 180°, questi carrelli retrattili possono girare velocemente e con precisione anche in spazi ridotti. Ciò comporta un raggio di volta ridotto al minimo e la massima manovrabilità nei corridoi. L’elevato livello di affidabilità rappresenta una priorità assoluta per l’operatività di un carrello e il tempo d’inattività deve essere sempre ridotto al minimo. Per questo motivo Linde ha ulteriormente migliorato anche l’accesso ai componenti per la manutenzione, rendendo gli interventi più veloci ed efficienti. 


25 anni

1986-2011

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Aziende Aureli Mario

Il sollevatore e… la carota

La consegna di un nuovo telescopico 535-95 Agri Super all’azienda aquilana - specializzata nella coltivazione, trasformazione e confezionamento di prodotti agricoli e gestore di un proprio impianto per biogas è stata l’occasione per sottolineare la forza e la specializzazione della squadra JCB Agri [ di Pietro Gabrielli ] 40

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L’

industria agricola cela al suo interno realtà variegate, caratterizzate da cicli di lavoro ed esigenze operative spesso altamente specializzate e che, perciò, necessitano di macchine e attrezzature in grado di combinare prestazioni e versatilità. E proprio questi due elementi sono le chiavi del successo della flotta JCB attiva all’interno dell’agricola Aureli di Ortucchio (Aq), realtà di primo piano nel settore della produzione e trasformazione delle verdure localizzata nel cuore di una delle più importanti zone agricole d’Italia, l’altopiano del Fucino.

Il contesto operativo La Piana del Fucino è un bacino di 14.000 ettari fiancheggiato da alte cime appenniniche, un tempo ricoperto dalle acque dell’omonimo lago, che nel 1870 fu prosciugato e bonificato a opera del principe Alessandro Torlonia. Quella del Fucino è quindi una terra “giovane” e fertile e per questo motivo in quest’area si contano ben 10.000 ettari di colture orticole che arrivano sulle tavole di tutta Italia (e non solo). Una terra speciale quella del Fucino, quindi, alle cui caratteristiche si deve l’eccezionale qualità delle verdure qui coltivate, su tutte le carote che sono “l’ortaggio all’occhiello” della Aureli Ma-


rio, che le hanno permesso di diventare fornitore di riferimento per importanti realtà della grande distribuzione alimentare. In questo particolare contesto, da qualche tempo sono impegnati alcuni mezzi JCB, recentemente integrati dalla consegna di un nuovo sollevatore telescopico 535-95 Agri Super dotato dell’innovativa motorizzazione JCB Ecomax conforme alle normative Tier 4 Interim, fornito all’azienda attraverso il dealer Gierre di Aielli (Aq). La consegna è avvenuta

con una cerimonia dedicata che ha visto coinvolti altri mezzi della linea JCB Agri, quali un Fastrac 8310 (l’ammiraglia della linea di trattori agricoli JCB), un sollevatore telescopico 526-56, un esemplare della gamma di utility vehicle Workmax e uno di Teletruk, il mezzo JCB in grado di trasformarsi in pochi secondi da carrello elevatore a pala caricatrice, sfruttando in più tutte le possibilità operative fornite dal braccio

telescopico. Successivamente alla consegna del mezzo, i tecnici JCB hanno provveduto a illustrare agli operatori dell’azienda le caratteristiche del mezzo, formandoli al suo corretto utilizzo.

I campi d’applicazione I compiti a cui devono assolvere i mezzi JCB sono decisamente impegnativi. La società Aureli fondata da Mario Aureli e a cui si sono affiancati negli anni i figli e nipoti - è infatti una delle più importanti aziende italiane attive nel settore della coltivazione, lavorazione e confezionamento di carote, con clienti di primo piano nell’ambito della grande distribuzione alimentare (occupa oltre 200 dipendenti all’interno di cicli di lavorazione complessi). La coltivazione degli oltre 500 ettari di proprietà dell’azienda e la gestione di tutti i processi connessi alle attività di trasformazione, con particolare attenzione al trattamento degli scarti per l’alimentazione dell’impianto biogas, richiedono macchine affidabili, produttive e soprattutto dotate della versatilità necessaria per adattarsi alle molteplici attività condotte all’interno dell’azienda. Per una delle più impegnative tra Commercio Italia Maggio 2013

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Aziende

queste (l’alimentazione dell’impianto per la produzione di biogas da 1 MW presente all’interno dell’azienda con i residui dei processi di lavorazione delle carote e degli altri ortaggi) la scelta della Aureli è caduta su uno dei modelli al top della gamma di telescopici JCB Agri, il 535-95 Agri Super, macchina che grazie a un motore Dieselmax da 130 CV, una capacità di sollevamento di

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3,5 t a un’altezza massima di 9,5 m e il nuovo cambio Powershift a 6 velocità dotato di sistema Torque Lock di blocco del convertitore di coppia, garantisce non solo tutta la potenza e l’agilità necessarie a gestire con successo un così particolare ciclo di lavoro, ma ne consente anche l’impiego nelle operazioni di sollevamento e trasporto connesse alle attività di coltivazione.

La gamma JCB Forte di una gamma di oltre 50 modelli al top per prestazioni e produttività, oggi JCB si colloca a buon diritto tra i massimi specialisti del settore. Dai sollevatori telescopici alle pale gommate (anche con braccio telescopico), dai trattori Fastrac ai rulli di compattazione, senza dimenticare i veicoli multifunzione come il Workmax per la movimentazione di persone e materiali o i miniescavatori, l’azienda attiva nel segmento agricolo e del biogas trova sicuramente nella gamma JCB la macchina adatta alle sue necessità, dalle grandi alle più piccole. JCB offre agli operatori del settore agricolo e della produzione di biogas dei mezzi versatili, disponibili in diversi allestimenti, con caratteristiche calibrate in funzione di queste specifiche applicazioni. 


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Macchine

La nuova betoniera Argo 2000 è stata presentata lo scorso febbraio al BC India di Mumbai ed è equipaggiata con una coppia di assali S-128 del costruttore di componenti emiliano [

di Mauro Rancati

]

F

iori Group, con sede a Modena, è attiva dal 1942 nella progettazione e produzione di sistemi semoventi per la miscelazione del calcestruzzo e sistemi di trasporto a reversibilità di guida per il cantiere edile e la realizzazione e manutenzione delle strade. Dal 1992, l’azienda è presente sul mercato indiano con la jointventure Ajax Fiori Engineering (In44

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Ajax Fiori & Comer Industries

Qui Italia, a voi India dia). Situata nella zona industriale di Bangalore, questa realtà industriale è specializzata nella produzione e commercializzazione di betoniere autocaricanti, impianti fissi per la produzione del calcestruzzo e dumper. Comer Industries, con 339,6 milioni di euro di fatturato e 1.252 dipendenti al 31 dicembre 2012, è invece lo specialista in progettazione e produzione di sistemi avanzati d’ingegneria e soluzioni di meccatronica per la trasmissione di potenza destinati ai principali costruttori mondiali di macchine per l’agricoltura, l’industria e la produzione di energia rinnovabile. I due costruttori hanno recentemente unito le loro forze: gli assali Comer Industries, infatti, sono

stati utilizzati nella nuova betoniera semovente Ajax-Fiori 2MC, destinata al mercato indiano. La betoniera Ajax Fiori 2MC La nuova betoniera semovente 2 Metri Cubi, equipaggiata con una coppia di assali S-128 di Comer Industries, risponde alle esigenze di affidabilità ed efficienza richieste dal mercato indiano, in rapida crescita negli ultimi anni grazie ai programmi di sviluppo delle infrastrutture varati dal Governo. La nuova Argo 2000 garantisce risultati elevati in termini di produzione del calcestruzzo e omogeneità del prodotto miscelato in sito. La guidabilità e manovrabilità sul sistema stradale indiano sono


il punto di forza della betoniera: l’associazione delle quattro ruote motrici e delle quattro ruote sterzanti con un cambio meccanico a due velocità consente alla betoniera di spostarsi e di operare con facilità nei cantieri. Il progetto di cooperazione tra Comer Industries, Fiori Group e la joint-venture Ajax Fiori Engineering (India) ha preso il via nel 2011 e ha portato alla validazione del prodotto S-128 dopo un anno di prove sul campo. “La betoniera semovente, avendo un carico utile molto elevato, è un veicolo fuoristrada con caratteristiche peculiari: in ogni condizione di lavoro o di trasferimento deve avere un’ottima manovrabilità garantendo, allo stesso tempo, la sicurezza dell’operatore. Grazie alla stretta collaborazione tra Fiori e Comer Industries, sia in fase di progettazione che durante la messa a punto della macchina, si è raggiunto l’equilibrio desiderato tra le necessità proprie del veicolo e quelle dei componenti integrati nella drive-line.” ha affermato Enrico Santini, amministratore delegato di Fiori Group. L’assale S-128 di Comer Industries L’assale S-128 di Comer Industries offre un’interessante combinazione di prestazioni di coppia, frenatura ed efficienza. Queste caratteristiche sono state ottenute dal team Ricerca e Sviluppo dell’azienda emiliana attraverso l’analisi delle applicazioni di riferimento, l’esame delle migliori soluzioni sul mercato e dei loro limiti e l’uso delle più avanzate tecnologie di progettazione e di prova.

“Abbiamo applicato la nostra esperienza nel campo della progettazione e della prova sperimentale degli assali, operando a stretto contatto con le funzioni tecniche del cliente per coniugare le prestazioni attese dal veicolo con le esigenze di omologazione

rati, ognuno dei quali attiva, rispettivamente, sei dischi freno sull’assale frontale e sei sull’assale posteriore, per un totale di dodici unità. I dischi freno sull’assale anteriore, posti a valle del dispositivo differenziale, sono ugualmente utilizzati come freno di stazionamento negativo

La nuova betoniera semovente Argo 2000, equipaggiata con una coppia di assali S-128 di Comer Industries, risponde alle esigenze di affidabilità ed efficienza richieste dal mercato indiano

L’assale S-128 di Comer Industries offre un’interessante combinazione di prestazioni di coppia, frenatura ed efficienza

stradale.” ha detto Cesare Angeloni, direttore Sales Construction & Industrial di Comer Industries. Il sistema di sterzo è specificatamente progettato per utilizzi gravosi: l’introduzione di cuscinetti di pivot sferici a lunga durata, tiranti e teste di sterzo protetti e una geometria ottimizzata raggiungono l’obiettivo di incrementare la manovrabilità e allungare la vita attesa dei componenti, mantenendo una buona compattezza generale. Una particolare attenzione è stata riservata al sistema dei freni di servizio multidisco in bagno d’olio autoregistranti, applicati simmetricamente a entrambi i semiassi. Il circuito freno è composto da due rami sepa-

a rilascio idraulico, per garantire un corretto arresto della ruota e la stabilità in ogni condizione. Il gioco tra i dischi freno è stato ottimizzato per aumentare l’efficienza meccanica complessiva e mantenere la possibilità di utilizzare una pompa freno proporzionale a doppio circuito. Le guarnizioni a cassetta dei riduttori ruota sono state selezionate per garantire una lunga durata in condizioni di lavoro gravose. Gli assali anteriore e posteriore S-128 offrono una coppia massima in uscita di 2.400 daNm, una capacità di carico dinamico di 6.600 daN e una capacità di carico statico di 12 daN. Le prestazioni degli assali, in definitiva, permettono all’utilizzatore finale di incrementare la produttività complessiva della macchina e ridurre i costi totali di conduzione dell’impianto.  Commercio Italia Maggio 2013

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Logistica Crown

Concepiti per il mondo reale

Dopo il fortunato lancio avvenuto nell’agosto 2012, l’azienda statunitense espande la serie ES 4000/ET 4000 con il lancio dei nuovi carrelli elevatori con sollevamento iniziale ESi 4000 ed ETi 4000. La gamma è ora in grado di soddisfare qualsiasi esigenza d’impilamento [ di Liliana Rebaglia ] 46

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C

rown è una delle maggiori aziende al mondo nel settore della movimentazione di materiali. La pluripremiata linea di carrelli elevatori Crown è apprezzata per il suo design e per la qualità della sua progettazione, nonché per gli innovativi processi di produzione integrati. Grazie a un’ampia gamma di carrelli elevatori e di tecnologie di automazione e gestione del parco carrelli, l’azienda statunitense fornisce ai propri clienti dei prodotti all’avanguardia e rivoluzionari, progettati per migliorare le prestazioni e diminuire i costi operativi. Con il quartier generale negli Stati

Uniti, a New Bremen (Ohio) e sedi regionali in Germania, Australia, Cina e Singapore, Crown gestisce un servizio e una rete di distribuzione globali. Il lancio sul mercato dei nuovi modelli ESi 4000 ed ETi 4000 consente all’azienda di espandere la propria linea di carrelli elevatori e di soddisfare qualsiasi esigenza in termini d’impilamento. Logistica ottimizzata Pavimentazioni irregolari o in pendenza, rampe di carico, pallet che a volte necessitano di essere trasportati per il senso della larghezza: i carrelli elevatori devono poter operare nelle condizioni più varie e impegnative.


La “i” minuscola presente nella denominazione dei modelli ESi ed ETi 4000 rappresenta un notevole passo avanti in materia di flessibilità: grazie ai nuovi modelli questa gamma di successo è ora in grado di gestire una serie ancora maggiore di attività. Sia il carrello con operatore a terra ESi 4000 che quello con operatore a bordo ETi 4000 vantano un sistema di sollevamento iniziale, che fornisce una maggiore altezza da terra e contribuisce così a evitare il rischio di carichi incagliati su pavimentazioni irregolari o rampe molto ripide. È anche possibile trasportare due pallet contemporaneamente o un peso fino a 2 t sulle razze. I rulli di entrata e di uscita opzionali consentono a queste ultime, poi, di superare le traverse del pallet anche quando questo è vuoto. Un ulteriore vantaggio del sollevamento iniziale offerto da Crown è dato dal sistema di tiranteria, che posiziona lo snodo di sollevamento nel punto più alto possibile, per prevenire danni e usura.

alle proprie esigenze”, annunciano dall’azienda. “La serie continua a offrire le funzionalità che hanno decretato il successo dei carrelli ES 4000/ET 4000: sollevamento proporzionale per un esatto posizionamento delle forche e il timone X10, progettato secondo i migliori concetti ergonomici, per un’elevata manovrabilità. I nuovi carrelli con operatore a bordo vantano anche le sospensioni della piattaforma operatore FlexRide, in grado di rendere il lavoro con-

Le altre caratteristiche Il motore di trazione CA di produzione Crown, la robusta trasmissione e le resistenti coperture in acciaio contribuiscono a prolungare la vita operativa dei carrelli e a ridurre i costi di manutenzione. Funzionalità avanzate come il sistema di controllo Access 1 2 3 con accesso sicuro tramite codice PIN, che fornisce informazioni sullo stato operativo del carrello e completi programmi diagnostici integrati per consentire interventi di assistenza più rapidi, sono pro-

La “i” minuscola presente nella denominazione dei modelli ESi ed ETi 4000 rappresenta un notevole passo avanti in materia di flessibilità

I nuovi modelli con sollevamento iniziale ESi 4000 ed ETi 4000 sono l’ideale per affrontare qualsiasi sfida, sia al chiuso che all’aperto

“Con altezze di sollevamento comprese tra 2,4 e 5,4 m e portate di 1,2, 1,4 e 1,6 t, ogni operatore può trovare presso Crown il sollevatore più adatto

fortevole anche su turni di lavoro prolungati, mentre tutti i modelli montano il sistema frenante eGEN di Crown, esente da manutenzione”.

gettate per consentire ai clienti di mantenere un conveniente rapporto costi-prestazioni. “Collocare le merci sulle scaffalature oppure toglierle, trasportare pallet aperti o chiusi, lavorare su superfici irregolari, caricare e scaricare furgoni su baie di carico e rampe, impilare pallet doppi: i nuovi modelli con sollevamento iniziale ESi 4000 ed ETi 4000 sono l’ideale per affrontare qualsiasi sfida, sia al chiuso che all’aperto”, aggiungono sicuri i responsabili di Crown.  Commercio Italia Maggio 2013

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Componenti Sensor Systems

Sensori per il “mobile automation”

L’azienda bresciana – che si specializzata nella produzione di sensori industriali e si è ritagliata un ruolo significativo nella produzione di inclinometri, sensori rotativi senza contatto a effetto Hall e sensori di sfilo e angolo – si distingue per lo spiccato carattere innovativo [ di Stefano Vitali ]

L’

esperienza maturata sul campo è diventata nel corso degli ultimi anni lo strumento grazie al quale la Sensor Systems di Chiari (Bs) può oggi sostenere un’intensa attività di cooperazione, consulenza e progettazione di soluzioni indirizzate ai clienti più esigenti. Presente sul mercato dal 2000,

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l’azienda bresciana ha sviluppato nel tempo una gamma di sensori di elevata affidabilità, utilizzati nelle più svariate applicazioni. Tra queste, sono molto interessanti quelle relative alle macchine per la perforazione e al settore geologico, ad esempio, a cui fanno riferimento oggi numerose (prestigiose) società sia in Italia che all’estero. La Sensor Systems ha sempre concentrato i propri sforzi tecnologici nella ricerca e nello sviluppo di sistemi e sensori innovativi. In particolare, l’azienda lombarda si è concentrata sullo studio di inclinometri in tecnologia microlavorata su silicio (MEMS - Micro Electro Mechanical Systems) con interfaccia di comunicazione digitale CanBus e di sensori rotativi senza contatto in tecnologia a effetto Hall CMOS. L’obiettivo di tale sviluppo è realizzare prodotti atti a rispondere pienamente alle esigenze tecniche del mercato in accordo con le norme armonizzate. Gli aspetti innovativi della ricerca si sono concentrati nell’adozione di efficienti e robusti elementi di

trasduzione primaria, adatti alle condizioni operative imposte dalle norme, in costante collaborazione con istituti di ricerca nazionali e internazionali. Vediamo di seguito le principali soluzioni proposte attualmente sul mercato. Gli inclinometri MEMS Si tratta di sensori che trovano la loro più ampia applicazione nel settore del “Mobile Automation”. Il “cuore” di questo prodotto è costituito da un elemento sensibile microlavorato su silicio (tecnologia MEMS) che sfrutta il metodo di trasduzione capacitivo. Il segnale di uscita dall’elemento sensibile viene acquisito da un microprocessore, che campiona i due assi X e Y ed elabora l’informazione dell’angolo mediante l’implementazione della funzione Arcoseno (X, Y). Il sensore è compensato in temperatura e fornisce un’informazione analogica su 12 bit del valore di inclinazione X-Y (è possibile ottenere tale valore anche sfruttando il protocollo di comunicazione RS-232-TTL). Il sensore è stato studiato per ri-


spondere alle esigenze tecnologiche, di montaggio, facilità di taratura e stabilità nel tempo richieste nel settore delle macchine assetto ruote. Viene inoltre applicato con ottimi riscontri nel settore del livellamento delle piattaforme e su macchine stradali, nonché del posizionamento delle antenne, delle macchine movimento terra e come elemento di controllo per sistemi di sicurezza e stabilizzazione delle gru. Il sensore è fornito nelle versioni Aperta (senza custodia) o Chiusa (con custodia in alluminio), con protezione IP 67 per impieghi in situazioni particolarmente gravose. Tra le principali caratteristiche: range di misura dual axis ±10°, ±20°, ±30°, ±45°, ±60°; range di misura single axis 0-360°; alimentazione da 7 a 30 VDC; risoluzione fino a 0.01° (versione ±10°); linearità fino a 0,5% del FS; temperature operative da -20°C a 70°C; stabilità a lungo termine e alta resistenza agli shock meccanici; assenza di trimmer di regolazione; cross sensitivity molto bassa. Gli inclinometri elettrolitici Il sensore effettua misure angolari con riferimento al vettore di gravità verticale. Il sensore primario è costituito da una capsula realizzata con un vetro opportunamente trattato all’interno della quale viene inserito un apposito elettroli-

Inclinometri MEMS

Inclinometro elettrolitico ELS

ta conduttivo. Quando il sensore è in posizione orizzontale il liquido copre i cinque elettrodi interni in egual misura; quando viene ruotato l’altezza del liquido sugli elettrodi cambia, alterando la resistenza elettrica tra gli elettro-

di. Il circuito di condizionamento realizzato interamente in SMD con componenti CMOS trasforma il cambiamento di resistenza in un segnale di tensione proporzionale all’angolo d’inclinazione. Alcune peculiarità di questi prodotti: range di misura da ±3° a ±10°; risoluzione fino a 0,001°; temperature di utilizzo da -20°C a 70°C; grado di protezione IP67; peso 400 g. Sensori rotativi senza contatto a effetto Hall La Sensor Systems progetta e produce sensori rotativi senza contatto il cui funzionamento è basato su unità sensibili magne-

Sensori rotativi senza contatto a effetto Hall Commercio Italia Maggio 2013

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Componenti toresistive con sensore a effetto Hall. In particolare, le serie VHX, CMI-HX, QMI-HX e ST500 si basano su un sensore a effetto Hall CMOS; in generale, tutti questi prodotti sono realizzati per operare in condizioni ambientali gravose e, infatti, sono comunemente impiegati per applicazioni militari e civili sia in campo aereonautico che navale. I sensori CMI-HX, QMI-HX e ST350, poi, funzionano sfruttando un sensore Hall CMOS in grado di valutare l’orientamento di un campo magnetico parallelo alla superficie generato da un magnete che ruota sopra di essa. Il sensore dà in uscita due sinusoidi sfasate di 90° che ven-

Sensore di sfilo SDS X

gono amplificate, campionate e convertite in un segnale digitale. La rappresentazione digitale del segnale è utilizzata per calcolare l’angolo di rotazione. Ideali, tra le altre cose, per forche di sollevamento, questi prodotti si evidenziano per le se-

Sensori a… norma EN ISO 13849-1 Le attuali norme europee che regolamentano la progettazione e la costruzione dei mezzi da sollevamento e movimento terra hanno lasciato spazio a una nuova concezione di “macchina”, che impone il rispetto di rigorosi limiti in termini di sicurezza, sia attivi che passivi. In particolare, la EN ISO 13849-1, che segue la EN 954-1, è divenuta la norma di riferimento per la guida dei sistemi di sicurezza nell’ambito della “Sicurezza delle macchine”. La revisione della EN 954-1 è stata finalizzata all’inserimento di metodi probabilistici nella valutazione dei moderni sistemi di comando: il passo decisivo in tale direzione è stato preso per poter continuare a utilizzare le categorie e allo stesso tempo per poter valutare quantitativamente le funzioni rilevanti ai fini della sicurezza. Nella fattispecie, un ruolo importante nelle categorie è, appunto, l’utilizzo di sensori di nuova concezione rispetto agli approcci tradizionali fino a oggi utilizzati. E Sensor Systems, partendo proprio da questa nuova concezione di sicurezza, ha concentrato i propri sforzi tecnologici nella ricerca e nello sviluppo di sistemi e sensori innovativi adatti a rispondere alle nuove esigenze. In particolare, l’azienda si è concentrata sullo studio di inclinometri in tecnologia microlavorata su silicio (Micro Electro Mechanical Systems, detti anche MEMS) con interfaccia di comunicazione digitale CANbus e sensori rotativi senza contatto in tecnologia a effetto Hall CMOS.

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guenti caratteristiche: range di misura da 0° a 360° (programmabile); alimentazione da 7 a 30 VDC (5V stabilizzata opzionale); uscita da 0,5 a 4,5 V (radiometrica) o da 0 a 10 V; linearità 0,5% del range di misura; temperatura di funzionamento da -40°C a 85°C; consumo di corrente 20 mA max; angolo meccanico 360° continuo. Sensori di sfilo Un trasduttore di “angolo sfilo” è un convertitore elettromeccanico che trasduce in un segnale elettrico lo svolgimento di un filo da una puleggia con molla di ritorno e restituisce un segnale elettrico proporzionale a un angolo rispetto alla gravità terrestre. Il trasduttore si compone di una serie di elementi costruttivi che devono essere opportunamente studiati per garantire robustezza, accuratezza e durata di vita. La Sensor Systems ha in catalogo un’ampia gamma di sensori di sfilo fino a 6.300 mm con misura potenziometrica o con sensore a effetto Hall. Molteplici i campi d’applicazione: gru per autocarro (i sensori sono utilizzati per la misura degli stabilizzatori e dello svolgimento dei cilindri oleodinamici); sollevatori telescopici (dove deve essere accuratamente misurato l’angolo e la lunghezza del sistema di sfilatura); piattaforme aeree ad alta estensione; autogrù; gru a torre. Sono stati sviluppati inoltre trasduttori di posizione adatti all’inserimento all’interno di cilindri idraulici o pneumatici rilevando in maniera continua la posizione del pistone senza ingombri meccanici esterni.  


Componenti Firestone

Soluzioni innovative per l’efficienza agricola In occasione dell’ultima edizione di SIMA, Fiera Internazionale dell’Agri-Business, a Parigi, il marchio specializzato in pneumatici ha presentato le sue ultime novità rivolte all’industria agricola [ di Pietro Gabrielli ]

I

l concept alla base dello spazio Firestone allestito in occasione dell’ultima edizione di SIMA era racchiuso nei tre punti chiave dell’approccio commerciale dell’azienda all’industria agricola: pneumatici innovativi di elevata qualità, per garantire maggior efficienza produttiva; Agri Point, il network europeo di rivenditori specializzati negli pneumatici agricoli; strumenti informatici per migliorare l’attività quotidiana degli agricoltori. “Con questi nuovi prodotti for-

niamo agli operatori del settore un’efficienza di alta qualità e di lunga durata che non solo porterà a una riduzione dei costi di gestione, ma contribuirà a migliorare le condizioni ambientali grazie al basso impatto sul suolo e alla sua minore compattazione, con un consumo sempre più basso di carburante”, ha dichiarato Yves Kerstens, Managing Director, Commercial Business Unit, di Bridgestone Europe. Vediamo di seguito le principali novità rilevate in occasione della manifestazione parigina.

Lo stand Firestone al SIMA 2013

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Firestone ha presentato lo pneumatico radiale Maxi Traction IF, ideato per i trattori più moderni

Il nuovo pneumatico radiale Maxi Traction IF Firestone ha presentato lo pneumatico radiale Maxi Traction IF, ideato per i trattori più moderni, potenti e veloci. Rispetto agli pneumatici standard per trattori, questo modello è stato progettato per trasportare un carico superiore mantenendo lo stesso livello di pressione di gonfiaggio e per trasportare il medesimo carico a una pressione di gonfiaggio inferiore. Inoltre, il nuovo Maxi Traction IF favorisce la riduzione dei costi per le produzioni agricole, permettendo ai trattori di viaggiare su strada a velocità superiori e di operare nei campi con una superficie di contatto più ampia. Vista la tendenza europea che vede preferire la scelta di grandi appezzamenti di terreno e di trattori più potenti in grado di lavorarli, la compattazione del terreno e il degrado sono diventate due questioni di fondamentale importanza per gli agricoltori sia in termini di costi che di danno ambientale. La compattazione del terreno, infatti, produce effetti negativi sulla resa del raccolto in quanto riduce l’attività biologica, la porosità e la permeabilità del suolo. Inoltre, l’utilizzo costante di mezzi pesanti

nella fase di aratura e di raccolta con il tempo aggrava la situazione dello strato superficiale del terreno e del substrato. Il nuovo Firestone Maxi Traction IF possiede una carcassa maggiormente flessibile che permette di utilizzare lo pneumatico a parità di carico e di velocità a una pressione di gonfiaggio inferiore. Ciò consente di combinare una velocità elevata su strada con una minore compattazione nei campi e di ottenere quindi una maggiore resa del raccolto. Oltre a permettere ai Maxi Traction IF di trasportare lo stesso carico degli pneumatici standard a una pressione di gonfiaggio inferiore, la tecnologia IF di Firestone fa sì che impiegando i Maxi Traction IF a una normale pressione di gonfiaggio sia possibile aumentare la capacità di carico del 20% rispetto a quelli tradizionali. Grazie a questa caratteristica gli agricoltori possono, ad esempio, utilizzare macchinari più pesanti o ridurre il numero dei viaggi, aumentando ulteriormente l’efficienza della produzione. Un altro vantaggio è rappresentato dal fatto che la versione IF del Maxi Traction non necessita dell’acquisto di nuovi cerchioni:

questo pneumatico, infatti, può essere montato sui cerchioni per pneumatici standard della stessa misura. Se richiesto, è inoltre possibile montare i radiali Maxi Traction If su cerchioni di dimensioni superiori. Il Maxi Traction IF è progettato per trattori con più di 180 CV di potenza: sviluppato al Centro di Ricerca & Sviluppo europeo di Firestone in Italia, lo pneumatico è fabbricato in Spagna presso l’impianto produttivo di Puerte San Miguel. I Maxi Traction IF, con la nuova tecnologia a rampone a doppia angolazione (dual-angle), assicurano un’elevata trazione e autopulitura dello pneumatico, con una maggiore resistenza all’usura e un rilevante comfort alla guida. Quest’ultima generazione di pneumatici unisce alle prestazioni della preesistente gamma Maxi Traction i vantaggi della nuova tecnologia Firestone IF: maggiore capacità di carico a parità di pressione e di velocità o a pressione inferiore per lo stesso carico rispetto agli pneumatici standard, ossia una minore compattazione del terreno, maggiore efficienza e resa del raccolto. Lo pneumatico Maxi Traction IF di Firestone è ora disponibile in diverse misure per il mercato dei ricambi e per quello dei primi equipaggiamenti. Commercio Italia Maggio 2013

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Componenti

Grazie alla combinazione con il Dual Angle Lug, gli pneumatici Performer Row Crop permettono agli agricoltori di guidare a velocità sostenute su tutte le condizioni di terreno

Il nuovo Performer Row Crop Firestone ha lanciato la nuova serie di pneumatici Performer Row Crop, dimostrando ancora una volta il proprio impegno nel fornire agli agricoltori delle gomme in grado di migliorare le prestazioni nei campi. Progettati per fornire massima efficienza anche su strada, i nuovi pneumatici offrono un’elevata capacità di carico e un alto indice di velocità, che permettono l’utilizzo di grandi serbatoi e un risparmio di tempo durante le operazioni di spruzzatura. “Firestone s’impegna a fornire agli agricoltori delle soluzioni che permettano loro di essere più efficienti e garantire un metodo di lavoro sostenibile, attraverso il risparmio di carburante e di tempo”, ha affermato Harald Van Ooteghem, Senior Manager Marketing Planning di Bridgestone Europe. Firestone ha portato anche su strada l’elevata efficienza raggiunta nei campi: grazie alla combinazione con il Dual Angle Lug, gli pneumatici Performer Row Crop permettono agli agricoltori di guidare a velocità sostenute su tutte le condizioni di terreno, con un ulteriore risparmio di tempo e carburante. Gli pneumatici offrono maneggevolezza, un buon comfort di guida e di risposta dello sterzo anche ad alte velocità. I Performer Row Crop 270/95R48 54

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sono stati presentati per la prima volta al SIMA 2013 e saranno disponibili in Italia a partire da giugno 2013. Il prossimo progetto di Firestone è ampliare la gamma Performer 85-90-95 per rispondere alle necessità di tutti gli agricoltori. La scelta dei trattori John Deere L’ultima generazione di pneumatici Firestone è stata scelta per il primo equipaggiamento della nuova serie 6M di trattori John Deere da 105 a 170 CV. Firestone fornirà al produttore dei noti trattori verdi gli pneumatici Performer 65, 70 e 85 e i Maxi Traction. I nuovi Performer 65, 70 e 85 migliorano le prestazioni di carico e velocità, grazie all’elevata trazione e alla nuova tecnologia di autopulitura Firestone Dual Angle, permettendo agli agricoltori di minimizzare il compattamento del terreno e ridurre i tempi di lavoro, aumentando l’efficienza sui campi e permettendo di viaggiare su strada a velocità più elevate. Per i modelli con potenze più elevate, Firestone ha sviluppato gli pneumatici Maxi Traction: in aggiunta alla trazione, all’autopulitura e al minimo impatto sul terreno sotto carichi pesanti, questi prodotti forniscono più comfort di guida, maggiore scorrevolezza e un più lungo chilometraggio.

“Gli accordi di fornitura come primo equipaggiamento nascono da una forte e lunga collaborazione tra John Deere e Bridgestone. Entrambe le aziende s’impegnano per offrire agli agricoltori europei prodotti di alta qualità, in grado di migliorare l’efficienza del loro lavoro. John Deere fornisce le migliori e più avanzate tecnologie, che devono essere trasmesse al suolo nel modo più efficiente e uno degli elementi chiave è la scelta della gomma giusta”, ha dichiarato Stefan Denayer, Senior Manager, Agricultural Tyre Original Equipment di Bridgestone Europe. Per mostrare l’importanza dell’uso di una corretta misura e pressione di pneumatico, Firestone ha condotto dei test in collaborazione con John Deere per misurare accuratamente i tempi di lavoro e il consumo di carburante, sia su strada che nei campi. Durante i test - effettuati su terreni argillosi - è stato dimostrato che la misura 650/65R42 al posteriore dava un risparmio di tempo di 67 minuti per 100 ettari percorsi rispetto alla stessa operazione compiuta usando la misura 710/70R38. Ciò a dimostrazione del fatto che, utilizzando una misura di pneumatico non corretta o maggiore, si può incorrere in un dispendio in termini di tempo e carburante. Per evitare inutili sprechi Firestone ha creato l’App sulla pressione


Firestone fornirà a John Deere gli pneumatici Performer 65, 70 e 85 e i Maxi Traction

di gonfiaggio degli pneumatici (disponibile per Android e iOS): una semplice applicazione per smart phone che mostra la pressione ottimale dello pneumatico in relazione al carico e alla velocità desiderata. Dallo sviluppo Firestone nasce anche la tecnologia IF (Increased Flex Technology), che permette agli pneumatici di trasportare il 20% in più di carico rispetto a una gomma

standard, consentendo agli agricoltori di usare equipaggiamenti più pesanti o ridurre il numero di cicli di trasporto. La versione IF del Maxi Traction non richiede l’acquisto di nuovi cerchi e permette l’utilizzo su cerchi standard raccomandati per Maxi Traction. È inoltre possibile montare i Maxi Traction IF sui cerchi IF più ampi: soluzione, questa, che aiuta a ottimizzare i costi, sup-

portando l’efficienza operativa. La giusta scelta della misura degli pneumatici, l’utilizzo della corretta pressione e l’applicazione delle più recenti tecnologie sugli pneumatici sono i tre elementi in grado per aumentare l’efficienza totale delle operazioni agricole utilizzando i trattori John Deere serie 6M. Sia Performer che Maxi Traction sono disegnati e testati in Italia nel Centro di Ricerca & Sviluppo europeo di Firestone e prodotti nei centri di produzione specializzati in pneumatici per agricoltura in Spagna.  

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Componenti Volvo

Denti… in prima fila Il costruttore svedese non propone sul mercato solo macchine operatrici, ma anche componenti e parti di’usura di alta qualità, immuni a logoramenti e garanzia di operatività per le macchine stesse [ di Pietro Gabrielli ]

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omprare una macchina Volvo e installare ricambi e componenti non originali è come acquistare un calciatore di classe internazionale e chiedergli di giocare con gli scarponi da sci”: con questo simpatico motto Volvo intende sottolineare l’importanza che un ricambio o un componenti deve assolutamente rivestire nella gestione di una qualsiasi macchina operatrice. E chi lavora quotidianamente sul campo lo sa bene: i denti delle benne, ad esempio, sono sempre “in prima linea” nella dura lotta all’usura, essendo i primi oppositori alle (estreme) sollecitazioni a cui un escavatore o un pala sono spesso sottoposti. E a tal proposito, il costruttore svedese ha da tempo strutturato uno specifico Sistema Denti che permette alle macchine (e alle relative attrezzature) di affrontare agevolmente qualsiasi intensità d’urto, assicurando adeguate forze di strappo, e di allungare significativamente la vita del componente d’usura anche in ambito Heavy Duty, mantenendo un’alta qualità delle prestazioni e guadagnando lunghi intervalli tra un cambio l’altro. Denti (e adattatori) brevettati per ogni genere di applicazione; elevati livelli di resistenza alle sollecitazioni; facilità di montaggio e smontaggio: queste sono le principali caratteristiche dei denti Volvo, facili da montare e smontare.

a quelle presenti su altri sistemi, in condizioni operative identiche”. Così vengono riassunte le peculiarità dei denti Volvo dai responsabili tecnici dell’azienda svedese, che precisano: “La ‘scatola dente’, cioè la connessione tra dente e adattatore, fornisce un assorbimento ottimale delle forze alle quali essa viene esposta”. I denti per benna Volvo, tutti autoaffilanti e conformati in modo da proteggere il tagliente, possono essere di vario genere: per uso generale (conferiscono al fondo della benna un profilo lineare e pulito); per materiale abrasivo (utilizzanti anche nei casi in cui è richiesta una forza di penetrazione supplementare); per materiale abrasivo e roccia (quando è

richiesta una durata superiore); per materiale extra-abrasivo (per le situazioni nelle quali sono richieste una buona penetrazione e una durata eccezionale). Ma quali sono le principali caratteristiche di questi elementi? Tra tutte, sicuramente, citiamo l’elevata resistenza allo sforzo. Il bordo degli adattatori e dei denti ha un angolo acuto, minore di 90°: ciò conferisce maggiore resistenza alle forze frontali e riduce il rischio di un’apertura della “scatola dente”. Anche il dispositivo di bloccaggio brevettato è un elemento molto importante: questo dispositivo integra il perno di bloccaggio nel corpo dell’adattatore (posizione e design offrono la massima sicurezza). Il dispositivo di bloccag-

Hardox 500 HB per le pale gommate Per le pale gommate Volvo mette a disposizione una vasta gamma di taglienti e segmenti in acciaio Hardox 500 HB ad alta resistenza, sempre con la funzione di proteggere la benna dall’usura. I taglienti imbullonati sono dedicati alle benne con tagliente diritto e smussato perforato: proteggono il tagliente-base aumentandone la durata, distribuendo l’usura nella parte bassa (la vita utile risulta quintuplicata rispetto a quella dei taglienti senza protezione tra gli adattatori) e mantenendo più liscio il piano della benna. I segmenti tra gli adattatori preservano il tagliente-base dalla smerlatura. Dettaglio importante per l’utilizzatore: i segmenti sono raccomandati per l’uso in combinazione con l’adattatore a 11/2 di piede e mai, in nessun caso, con gli adattatori flash.

Denti per escavatori e pale gommate “Il sistema di denti Volvo presenta caratteristiche differenti da quelle di altri prodotti sul mercato. Quando il dente viene esposto a urti e a forze laterali o verticali, le forze reattive sono minori se confrontate Commercio Italia Maggio 2013

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Componenti Tutti i denti originali Volvo sono autoaffilanti e conformati in modo da proteggere il tagliente

Il Sistema Denti di Volvo si è recentemente arricchita con una tipologia di dente per pala ed escavatore pensata per le applicazioni Heavy Duty

INFO

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gio è formato da due componenti: un perno d’acciaio riutilizzabile e un aggancio flessibile ed elastico. Il design del dente e dell’adattatore consente un trasferimento morbido delle forze di urto e penetrazione, senza che il dispositivo di bloccaggio debba assorbire su di

sé tali notevoli forze, cosa che si traduce in un significativo allungamento della durata del meccanismo di bloccaggio. Essendo perfettamente compatibili tra loro, poi, dente e adattatore grazie anche all’ampia superficie di supporto - costituiscono un’unità molto robusta, con un’usura interna ridotta al minimo. Gli stress meccanici sono ridotti grazie al movimento molto contenuto tra i due elementi. Anche il design del dente è un punto di forza: l’area del componente è rinforzata e protegge l’adattatore e le guide da un’usura precoce. Grazie al loro speciale profilo, infine, i denti hanno un’area di penetrazione molto ridotta, che ne aumenta la forza di penetrazione. In generale, ciò contribuisce ad aumentare il quoziente medio di riempimento della benna, a diminuire il consumo di carburante e a ridurre l’usura della macchina. Il design autoaffilante e la protezione antiusura collocata in posizione strategica, prolungano al massimo la durata del dente e ne mantengono costante l’efficienza. 


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Massima redditività con FleetForce Oltre ad un’ampia gamma di nuove proposte in termini di macchine operatrici, New Holland Construction ha recentemente presentato una soluzione telematica studiata per aumentare la redditività generale del parco mezzi [ di Liliana Rebaglia ]

S

i chiama FleetForce ed è il nome che contraddistingue la tecnologia telematica approntata da New Holland Construction per consentire agli operatori del settore (in particolare ai gestori delle flotte) di avere il pieno controllo delle proprie macchine movimento terra, ottimizzando i tempi di attività e le prestazioni dei singoli mezzi, aumentando al contempo la sicurezza contro il rischio di furti o manomissioni. Di conseguenza, anche la redditività del parco macchine aumenta, mentre i costi di manutenzione e d’esercizio vengono ridotti al minimo. I punti di forza di FleetForce Diverse sono le peculiarità di questa tecnologia e i valori aggiunti ap-

portati all’attività svolta dagli operatori del settore. Tra questi: monitoraggio della posizione e dell’utilizzo di ciascuna macchina per aumentare tempi operativi e produttività; manutenzione e prevenzione per mantenere la flotta nelle condizioni ottimali; maggiore sicurezza grazie al sistema Geofence (recinzione virtuale del parco macchine) e alla notifica in tempo reale di eventuali spostamenti dei mezzi fuori dagli orari di lavoro; gestione amministrativa semplificata grazie ai report con ore lavorate e prestazioni; valore aggiunto per le società di noleggio, che possono incrementare i tempi di utilizzo della macchina e gli argomenti di vendita (come i consumi reali); due formule di abbonamento da tre anni (Base, per la linea compatta; Avanzato, per la linea Heavy). Commercio Italia Maggio 2013

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Tecnologie tolinea come questa caratteristica possa essere molto utile: “Mentre la macchina sta lavorando nel cantiere di un cliente, il responsabile dell’assistenza della concessionaria può controllare se un parametro non è in linea e avvisare immediatamente il cliente. Può perfino mostrargli esattamente quello che sta succedendo”.

Il sistema telematico FleetForce consente ai proprietari di flotta di localizzare la posizione di ciascuna macchina e di controllare se è al lavoro, inattiva o se si spostando da un cantiere all’altro

Produttività ed efficienza Il sistema telematico FleetForce consente ai proprietari e ai gestori della flotta di localizzare la posizione di ciascuna macchina e di controllare se è al lavoro, inattiva o se si spostando da un cantiere all’altro. In tal modo, sarà possibile stabilire quali unità sono utilizzate troppo e quali troppo poco, nonché di ridurre al minimo i tempi d’inattività. Le informazioni sull’utilizzo delle macchine consentono al gestore del parco macchine di risolvere i problemi legati alla produttività di un mezzo non appena si manifestano; l’analisi di dati (come, ad esempio, i carichi del motore) consente di confrontare le prestazioni e i consumi dei diversi mezzi. Manutenzione programmata e preventiva FleetForce semplifica la gestione della manutenzione periodica grazie alla notifica automatica, 64

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tramite messaggistica, della necessità d’interventi di assistenza programmata. Ciò rende più semplice pianificare gli intervalli manutentivi, assegnare gli incarichi in maniera efficace e ordinare le parti di ricambio necessarie. Il sistema invierà anche un avviso email nel momento in cui dovesse essere rilevata un’anomalia o un guasto. In tal modo il proprietario del parco macchine potrà agire immediatamente, prevenendo ulteriori problemi. Il concessionario New Holland Construction, inoltre, ha accesso all’agenda della manutenzione della macchina e alle informazioni sul suo stato di funzionamento come temperature, pressioni e parametri CANBus per la diagnostica e la risoluzione di problemi, in modo da poter fornire assistenza immediata. Massimiliano Sala, Product Manager Europa per la Telematica di New Holland Construction, sot-

“Geofence” e “coprifuoco” Con FleetForce le macchine possono essere recintate virtualmente tramite il “Geofence”. Un’e-mail di avviso viene inviata quando la macchina viene portata al di fuori del cantiere o di una determinata area geografica; si potrà inoltre prevenire l’utilizzo non autorizzato della macchina stabilendo un “coprifuoco” al di là degli orari di lavoro e un servizio di rilevamento del movimento che notificherà immediatamente quando un’unità verrà spostata fuori dagli orari prestabiliti. Un valore aggiunto per le società di noleggio FleetForce, dunque, semplifica il monitoraggio di ogni unità in flotta e l’assegnazione degli incarichi in cantiere, oltre a tenere traccia degli intervalli di servizio e prevenire rotture, quando il valore di una prestazione monitorata va al di fuori dei limiti di specifica. Inoltre, i dati prestazionali forniti da FleetForce possono essere utilizzati dalle società di noleggio come valido argomento per mostrare a un cliente che la macchina è la migliore, come racconta Massimiliano Sala: “Si possono mostrare al cliente i consumi effettivi della macchina a noleggio e fornirgli la media dei consumi, in modo che possa metterla a confronto con altri modelli che sta pensando di noleggiare. Con le macchine New Holland


Construction è facile avere delle argomentazioni molto forti a proprio favore, basti pensare ai consumi, straordinariamente contenuti”. Due formule di abbonamento e programma “Yellow Shield” FleetForce è disponibile con le due formule di abbonamento di durata triennale citate precedentemente, caratterizzate da due diversi livelli di dettaglio delle informazioni erogate al proprietario delle macchine. L’abbonamento Base, disponibile sulla linea compatta, utilizza le informazioni principali, come accensione con chiave, rilevamento del movimento e il tracking GPS per fornire una serie di informazioni e report. L’abbonamento Avanzato, disponibile sulla gamma pesan-

te, è integrato perfettamente con la macchina tramite il sistema di trasmissione dati CANBus per rilevare una vasta gamma di funzioni di controllo personalizzate. Importante citare, infine, anche il programma “Yellow Shield”, che prevede l’abbinamento del siste-

ma telematico FleetForce al piano di manutenzione programmata e al “Protection Plan” (estensione poliennale delle coperture assicurative post-vendita su powertrain e idraulica o su tutta la meccanica della macchina per un’enstesione completa di garanzia). 


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Tecnologie Cifa & Bosch Rexroth

Sinergie per il calcestruzzo Flessibilità operativa e gestibilità in cantiere: obiettivo raggiunto dal costruttore di Senago (Mi) con la pompa autocarrata K41L XRZ. Grazie anche alla tecnologia della specialista nelle tecnologie per l’azionamento e il controllo del movimento [ di Stefano Vitali ]

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A

zienda di riferimento a livello internazionale nel campo del trasporto, del pompaggio e della realizzazione di impianti per il preconfezionamento del calcestruzzo, Cifa compie quest’anno 85 anni, nell’arco dei quali ha segnato veri e propri primati tecnologici. Era il 7 luglio 1928 quando Carlo Ausenda fondò la Compagnia Italiana Forme Acciaio, un’azienda focalizzata sulla progettazione e realizzazione di antenne per radiotrasmissioni e casseforme di contenimento dei getti di calcestruzzo. Nel secondo Dopoguerra, quando l’impiego del calcestruzzo è stato

tra gli elementi fondamentali della ricostruzione in tutta Europa, Cifa sviluppò appieno l’attività industriale con la realizzazione di dighe in calcestruzzo, per rispondere alle emergenti necessità energetiche civili e industriali. Durante la sua lunga storia Cifa si è caratterizzata per un’evoluzione costante, occupandosi di tutto ciò che ha a che fare con il calcestruzzo: così, nel 1958, nacquero la prima autobetoniera e i primi impianti per il preconfezionamento del calcestruzzo; alla fine degli anni Sessanta le prime pompe autocarrate; nel 1975 nacque la prima autobetonpompa; nel 1977 i primi impianti di riciclo.


Infine, negli anni Ottanta, le prime unità per il pompaggio dello sprayed concrete. Concentrazione di tecnologia La pompa autocarrata K41L XRZ è senza dubbio un fiore all’occhiello nella gamma del costruttore di Senago, ora appartenente al colosso cinese Zoomlion. Certo non è la più grande in gamma (ci sono le “sorelle maggiori” K48 XRZ, K52L XRZ, K58L ZRZ e K62H), ma è senza dubbio uno dei modelli di punta per possibilità di mercato, per la flessibilità operativa e la gestibilità in cantiere. Assume, quindi, un maggiore significato la collaborazione con un importante marchio di componentistica, Bosch Rexroth, che sulla K41L XRZ è stata chiamata a fornire una serie di pompe, da quella del gruppo pompante del calcestruzzo fino a quella di azionamento del braccio. La K41L XRZ è assemblata su un 4 assi Man mediante un telaio autoportante a elevato assorbimento torsionale. La macchina è equipaggiata con un braccio di distribuzione a 5 sezioni che le consente di raggiungere un’altezza di pompaggio verticale massima di oltre 40 m, anche grazie al gruppo pompante a circuito aperto PA1506 F8 (si possono montare, in alternativa, altri due modelli, entrambi a circuito chiuso, che garantiscono una produzione teorica di calcestruzzo di 150 m3/h con pressione di lavoro massima di 53 bar, il tutto con un flusso continuo, regolare e altamente affidabile). La velocità di stabilizzazione e l’apertura del braccio della pompa permettono una stabilizzazione anteriore a “X” garantita da due elementi telescopici a doppio sfi-

La macchina è equipaggiata con un braccio di distribuzione a 5 sezioni che le consente di raggiungere un’altezza di pompaggio verticale massima di oltre 40 m, anche grazie al gruppo pompante a circuito aperto PA1506 F8

La pompa Rexroth A11VO, dotata di un ampio range di regolatori idraulici ed elettroidraulici in grado di soddisfare qualsiasi tipo di comando e controllo idraulico o EP

lo, mentre quella posteriore è “a bandiera”, in modo da gestire senza problemi l’operatività anche in spazi relativamente ristretti. Ma i vantaggi veri vengono dal sistema di ripiegamento “RZ”, comandato da un distributore Load Sensing, che consente di effettuare getti anche nelle condizioni di cantiere più difficili (l’altezza di apertura minima è di 7,8 m). I valori aggiunti Apprezzata dai clienti, in questo caso, è anche la semplicità di manutenzione, un fattore davvero critico in questo settore (una macchina difficile da manutenere può davvero compromettere la redditività aziendale), ma anche, come accennato, la flessibilità operativa,

che consente di affrontare un gran numero di cantieri con un unico investimento. Ma è il cuore della macchina a fare la differenza. “Il rapporto tra Bosch Rexroth e Cifa ha radici consolidate e, nel tempo, si è evoluto passando dal concetto ‘fornitore-cliente’ a quello di ‘partnership’”, afferma il Branch Manager per le macchine da calcestruzzo di Bosch Rexroth. “Inoltre, le esigenze di sviluppo del prodotto Cifa vengono condivise con noi fin dall’inizio, in modo da poter individuare e fornire il componente più adatto per soddisfare le richieste del mercato. D’altro canto anche Bosch Rexroth, quando sviluppa un prodotto specifico per applicazioni di questo genere, collabora fin da subito con l’ufficio tecnico del cliente per sviluppare prodotti ‘pilota’. In tal modo è possibile rispondere in breve tempo alle esigenze dei clienti e/o alle sollecitazioni del mercato in generale”. Questo tipo di collaborazione è premiante: oggi Bosch Rexroth è fornitore di Cifa per le versioni a circuito aperto e a circuito chiuso, per le betoniere e le pompe autocarrate per lo sprayed concrete (Spritz) che lavorano nelle gallerie.  Commercio Italia Maggio 2013

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Fiere

USETEC 2013 [ di Liliana Rebaglia ]

V

olti soddisfatti tra i circa 400 espositori e i circa 6.000 compratori provenienti da 104 Paesi, di cui molti hanno effettuato ordini già in fiera: la USETEC 2013 ha confermato di essere il più grande evento al mondo dedicato alle macchine e agli impianti usati. Come anche nelle scorse edizioni, la fiera si è distinta per il suo elevato livello d’internazionalità: due terzi dei visitatori, infatti, provenivano dall’estero. “Ciò dimostra l’efficacia delle attività promozionali che noi e i nostri partner abbiamo svolto a livello globale”, spiega l’organizzatore Florian Hess. “Inoltre sottolinea quanto la USETEC sia apprezzata in molte parti del mondo”, ribadisce l’AD della società Hess GmbH di Weingarten/Baden. Oltre al paese ospitante, la Germania, le nazioni più rappresentate in termini di visitatori sono state Turchia, Russia, Bielorus76

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sia, Ucraina e India. Forte è stata inoltre l’affluenza dai paesi nordafricani. “’Secondhand Sells – l’usato vende’: la USETEC lo ha dimostrato chiaramente anche quest’anno. Ottimi affari e contatti allacciati in fiera: gli espositori sono rimasti soddisfatti della manifestazione”, spiega Katharina C. Hamma. “La USETEC ha riconfermato la sua posizione di piattaforma di business internazionale per il mercato dell’usato”, dice l’AD di Koelnmesse GmbH, l’ente fieristico di Colonia. Per le associazioni partner della USETEC, sia quelle tedesche che quelle internazionali, la fiera è stata un successo. “Nonostante le difficili condizioni economiche del momento, la USETEC di quest’anno è andata molto bene”, riassume Kurt Radermacher, AD dell’associazione di categoria del commercio all’ingrosso di macchine e utensili (FDM), con sede a Bonn. “Gli espositori hanno lodato in particolare la qualità dei

visitatori”. In molti casi, infatti, gli ordini sono stati effettuati direttamente in fiera e l’FDM e le sue aziende membro prevedono un buon giro d’affari post-fiera. Il concept fieristico Hanno esposto a Colonia anche altre associazioni sostenitrici come l’Associazione federale del commercio di esportazione tedesco (BDEx) o l’inglese Machinery Trade International (MTI). Un altro importante partner della USETEC, la European Association of Machine Tool Merchants (EAMTM) di Bruxelles ha riscosso il maggior interesse degli ultimi anni: “La nostra associazione era presente alla USETEC 2013 con 46 aziende espositrici provenienti da 13 paesi”, questo il bilancio di Nigel Bongers. “I nostri membri hanno concluso vari affari in fiera - afferma il presidente dell’EAMTM - e sono rimasti molto colpiti dalla quantità e dall’alta qualità delle richieste ricevute ai loro stand”.


L’associazione europea dei commercianti di macchine usate loda il concept fieristico della USETEC di quest’anno, che “è chiaramente riuscito”, aggiunge Nigel Bongers. “Nei prossimi anni si dovrà proseguire sulla stessa strada”. Un bilancio positivo l’ha registrato l’Associazione dei rivenditori ed esportatori di macchine usate dei Paesi Bassi (DUMA): “Già al mio arrivo al quartiere fieristico di Colonia poco dopo le 9.00 sono rimasto piacevolmente sorpreso”,

zionalità la USETEC è sempre un passo avanti rispetto ad altre fiere”, afferma Klok. “Non conosco nessun’altra manifestazione fieristica in questo settore che riesca ad attirare così tanti visitatori da tutte le parti del mondo”. Un enorme successo, in particolare, l’ha riscosso lo stand di Vögele, che ha esposto nell’area all’aperto: “Dopo la prima giornata fieristica e la mattina del secondo giorno avevamo venduto già tutte le nostre otto macchine per la costru-

racconta Gerwin Klok. “C’erano diversi pullman pieni di visitatori stranieri”, continua l’AD della DUMA, il quale riferisce che molte aziende membro dell’associazione sono rimaste soddisfatte dell’alta qualità dei visitatori e della loro provenienza. E che molti di loro sono arrivati in fiera già con concreti progetti d’investimento cercando in fiera delle macchine ben precise per poter realizzare questi progetti. “In fatto d’interna-

zione stradale esposte in fiera, con un volume di vendita di circa 500.000 euro”, riassume Thomas Nessel, Direttore Vendite dell’usato della società Joseph Vögele AG di Ludwigshafen, che si è dichiarato molto soddisfatto. Le macchine sono state acquistate da visitatori provenienti da Russia, Cina, Turchia e Germania. L’azienda ha inoltre dato prova della sua competenza in fatto di riparazioni, presentando il processo di riparazio-

ne sugli schermi installati presso lo stand. Nel periodo successivo alla USETEC, Vögele si dedicherà a una richiesta del tutto particolare: “Ci ha visitato in fiera un uomo d’affari russo che vuole realizzare un enorme progetto del valore di milioni di euro”, racconta Thomas Nessel. “In questo caso dovremo recarci prima in Russia per fare un sopralluogo Novità “palestinese” A garantire un elevato livello d’internazionalità alla USETEC ci ha pensato anche quest’anno la società giordana Hudhud Trading di Amman, che ha organizzato la visita della fiera per chi proveniva dal Medio Oriente. “Dal solo Iraq sono giunti ben 120 potenziali acquirenti”, sottolinea Hisham Hudhud. “Altri 65 provenivano dal Libano e dalla Giordania, 20 dall’Egitto e 10 dalla Libia”. I visitatori di questi paesi erano interessati in particolare alle macchine per la lavorazione della plastica e alle macchine edili e hanno ordinato soprattutto queste ultime. “Quest’anno si sono recati alla USETEC anche 15 visitatori provenienti dalla Palestina”, riferisce soddisfatto Hisham Hudhud. “È stata la prima volta che una delegazione palestinese ha visitato la fiera dell’usato di Colonia e ritengo che in futuro sarà possibile un ulteriore aumento di visitatori da questa regione”. Una visione che potrebbe diventare realtà già in occasione della USETEC 2014. 

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