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S torie di Architettura • Marco Piovent ini


Marco Pioventini Date of birth 27 May 1990

Contact me pioventinimarco@yahoo.it +39 338 1 52 61 84

Place of birth Verona (Vr)

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education 2012 - 2015

Politecnico di Milano, Milano, Italy Master’s Degree - Interior Architecture 110L/110

2013

Katholieke Universiteit, Leuven, Belgium Athens Exchange Program - History of Interior Architecture

2012 - 2013

Avans Hogeschool, Tilburg, The Netherlands Erasmus Exchange Program - Urban Planning

2009 - 2012

Politecnico di Milano, Milano, Italy Bachelor’s Degree - Architecture, 109/110

2004 - 2009

Liceo classico “Scipione Maffei”, Verona, Italy High school - Classical studies

exibitions and lectures 2015

Politecnico di Milano Course of contemporary art - prof. Jaqueline Ceresoli Lecture: L’arte fuori dai musei

2014

Biennale di architettura di Venezia - Fuorisalone 2014 Exposition of Atmospheres_1000 human environments.

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experiences 2015 - 2016 6 mesi

2015 - 2016 13 mesi

Studiopepe, Milan, Italy Interior architect and stylist.

Uncò, Verona, Italy Editing articles for Cetos Blog, an interior architecture blog for a company specialized in production and sale of doors and windows.

2015

Studio Guidarini-Salvadeo, Milan, Italy

1 mese

Contest Reale Mutua, Turin, Italy.

2014 - 2015 10 mesi

Studio Guidarini-Salvadeo + Interstellar Raccoons, Milan, Italy Design and realization of Nevicata14, the temporary configuration of Piazza Castello during Expo Milano 2015. Promoter: Comune di Milano, Triennale di Milano.

2013

Davide Fabio Colaci Architetto, Milan, Italy

1 mese

Internship

2011

Viabrenneroarchitettura, Verona, Italy

1 mese

Internship

2009 - 2010

Studio R. Grigolon L. Zorzanello, Verona, Italy

6 mesi

Working collaboration

2008

Studio R. Grigolon L. Zorzanello, Verona, Italy

2 mesi

Stage

skills Softwares

AutoCAD, Google Sketchup, Photoshop, Indesign, Illustrator, Office, Rhinoceros - beginner in: Cinema 4D

Languages

Italian : Native language English : Speak - Read - Write Cetrification: TOEIC (B2)

Artistic

Photography, Acting

Sports

Swimming, Tennis, Skiing

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PARTE 1

“L’università”


I

A matter of Time Venice, Italy 2013 - 2014 program: brand design and place making brand: Luigi Bevilacqua Politecnico di Milano Interior Architecture Studio 2 prof. Pierluigi Salvadeo

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A matter of Time

I

l brand veneziano Luigi Bevilacqua produce e vende tessuti pregiati, come damaschi, broccati, satin e velluti dal XV secolo.

A seguito dell’interpretazione del prodotto e della sua identità si è giunti alla convinzione che esso sia caratterizzato da un forte legame con la sua storia. Un prodotto come questo si può definire un oggetto classico, per la sua produzione, per la materia prima utilizzata e per i motivi che lo contraddistunguono. Esso però può anche essere definito compiuto perchè a portato a termine il processo di maturazione della sua identità; è portatore di valori riconoscibili e identificabili da tutti. Per queste sue caratteristiche il prodotto supera la pura dimensione funzionale, diventando portatore di valori altri. Perciò si può dire che esso rappresenti il TEMPO, inteso come segni e tracce culturali del tempo stesso. L’oggetto con il suo tempo entra nella rete orizzontale della contemporaneità; una rete attraversata da una società passante che dà importanza a tutto ciò che è all’interno di un sistema di realzioni e tralascia ciò che rimane al di fuori di essa. L’obbiettivo di questo progetto è dunque capire come un oggetto classico e compiuto possa entrare nelle dinamiche della società contemporanea.

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tessuti

accessori e complementi

couture

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reti e i visive connession

Il concept del progetto parte dalla volontà di voler definire all’interno dello spazio del retail, e tra negozio e città, dimensioni temporali diverse e in dialogo tra loro. Quello che viene definito tempo della narrazione, corrisponde ad un tempo sospeso, che sembra essersi fermato in un’epoca che non è la nostra e in cui i broccati si presentano nella loro altezzosa veste totemica.

A queste deverse temporalità corrispondono diversi modi di esperire lo spazio e i prodotti. Tutto il progetto presenta un generale carattere di introversione segnata dal succedersi di filtri che marcano il confine tra tempi diversi e allo stesso tempo li mettono in comunicazione. I tempi, i gradi di introversione e il modo di presentare i prodotti permettono al consumatore di interagire con i prodotti in modo sempre diverso cogliendone ogni valore.

gio sag le e a p ficia arti

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rane

b mem

Al contrario il tempo della realtà è il tempo veloce e passante della contemporaneità in cui ogni cosa assume valore se posta all’interno di una più vasta rete di connessioni e relazioni.


esposizione di _accessori moda _complementi di arredo

esposizione di _rotoli di tessuto

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Elementi del negozio tipo

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i e ot nt qu fere dif

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vetrina

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esposizione a Verailles

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II

MICRO as a conscious choice Robin Hood Gardens, London, United Kingdom 2013 - 2014 program: housing Politecnico di Milano Interior Architecture Studio 1 prof. Gennaro Postiglione prof. Enrico Scaramellini

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MICRO as a conscious choise

A

seguito di una fase di ricerca sui lavori e sulla filosofia di Peter e Alison Smithson è emerso come vi fosse un duplice approccio nel loro processo di progettazione, da un lato focalizzato sulla scala urbana e dall’altro sulla dimensione domestica. Seguendo un approccio simile a quello degli Smithson, l’obbiettivo di questo progetto è quello di trovare un modo di agire sull’infinitamente grande attraverso l’infinitamente piccolo, attraverso piccole e specifiche azioni. Degli edifici esistenti abbiamo scelto di mantenere gli elementi strutturali e di introdurre alcuni dispositivi architettonici che suggerissero differenti usi dello spazio, per andare incotro ai diversi bisogni e necessità delle persone. I futuri abitanti potranno dunque ridisegnare gli ambienti delle loro case grazie alla presenza di pareti pivotanti e scorrevoli che rendono lo spazio flessibile e in continuo movimento. Le cinque torri progettate all’interno del grande giardino tra i due blocchi disegnati dagli Smithson da un lato garantiscono un impatto minimo a livello del terreno, e dall’altro costituiscono un landmark riconoscibile che va a dialogare con le nuove realizzazioni di Canary Wharf e Tower Hamlets. Le torri sono connesse da una copertura che incanala il flusso di persone che attraversano il giardino e offre un luogo dove gli abitanti dei RHG possono progettare, realizzare e vendere oggetti e prodotti, come in una sorta di laboratorio-bazaar. Con questo progetto non vogliamo imporre un modo di vivere ma vogliamo dare la possibilità per ciascun abitante di prendere possesso degli spazi e di personalizzarli.

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“Who are you to tell us how to live?”

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Uno spazio pubblico come habitat eterogeneo dove possano vivere individui con diverse esigenze, interessi, culture, abitudini e caratteri sociali.

Con questo progetto abbiamo voluto offrire uno spazio che non fosse di per sé attuazione dei propri desideri, ma uno scenario da cui essi nascono attraverso il confronto con l’altro. Questa è una delle ragione per cui si è scelto di progettare un bazaar, inteso non come sinonimo di mercato ma come luogo dove ognuno possa pensare, creare, vendere e condividere qualcosa.

un BAZAAR per...

... pensare ...

... creare ...

... condividere

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Il giardino esistente tra i RHG diventerĂ uno spazio pubblico dove, sotto ad un grande copertura che connette le cinque torri, laboratori e spazi creativi rendano questo spazio vivo.

Sezione

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Gli appartamenti esistenti all’interno dei RHG sono stati ripensati con l’obbiettivo di offrire una soluzione ai bisogni dei futuri abitanti. Le facciate e gli elementi strutturali sono stati mantenuti, pannelli pivotanti e pareti scorrevoli sono stati posizionati per dare la possibilità di modificare lo spazio in base alla volontà degli abitanti. I nuovi spazi di servizio, come scale, bagni e cucine, sono stati inglobati in un blocco le cui superfici sono state trattate in modo riconoscibile rispetto ai muri e ai pavimenti esistenti.

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pianta dell’alloggio tipo

pianta dell’alloggio personalizzato

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Con il nostro progetto abbiamo voluto rifiutare l’idea tradizionale di casa, basata sull’immutabile divisione di spazi che obbliga gli abitanti a vivere secondo l’idea imposta dai progettisti. Vorremmo sostituire questa idea di casa con l’idea di un vuoto attrezzato che può essere modificato con il passare del tempo e delle necessità. Negli alloggi delle torri, come in quelli presenti all’interno dei RHG, dispositivi architettornici suggersicono l’uso dello spazio e lasciano alle persone la possibilità di modificarlo.

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pianta dell’alloggio tipo

pianta dell’alloggio personalizzato

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III Capriccio della Sorte

Athmospheres_1000 human environments Salone del Mobile, Milano, 2014 Biennale di Architettura, Venezia, 2014 installation organized by Politecnico di Milano

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Atmospheres_1000 human environments

P

er la Design Week 2014, gli studenti del POLIMI Scuola di Architettura e Società e Architettura Civile sono stati chiamati a creare “1000 human environments”, intesi come spazi interni o esterni, luoghi reali o immaginari, ambienti abitati, realtà in potenza. L’elemento comune a tutti è stata una scatola di plexiglass trasparente (25x25x25 cm) in cui a ogni studente è stato chiesto di creare la propria atmosfera. In seguito al successo dell’esposizione avvenuta al Politecnico di Milano durante la Design Week, alcuni studenti sono stati invitati a partecipare per tre giorni alla Biennale di Architettura di Venezia 2014.

>>> www.fuorisalone.it >>> www.atmospheres.polimi-cooperation.org >>> www.facebook.com/designweekpolimi

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biennale di architettura, Venice 2014

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Questa è una storia, dimenticata, forse inventata, ma i cui fatti sono di certo avvenuti. Il protagonista è un essere umano. Non ha ricordi. Non ha memoria. Non sa chi è, non sa chi è stato. È perso, è confuso. Tutto ciò intorno a lui è privo di significato. Chiude gli occhi. Li riapre. Si ritrova in un luogo mai visto ma familiare. La luce è quella dei primi giorni d’estate. Si sorprende. La sua bocca accenna ad un sorriso. Comincia a capire. Aveva sempre pensato che la sua mente fosse simile ad un luogo vasto, infinito. Interminato. Invece adesso che la può osservare è molto più simile ad uno spazio raccolto, intimo. Interno. Somiglia ad una stanza. È uno spazio piccolo ma allo stesso tempo ampio in cui il suo pensiero vaga. È uno spazio che contiene presenze. Presenze che fanno riaffiorare ricordi del passato e del futuro. Ora vede, ricorda e comprende tutto. È il suo passato, il suo presente, il suo futuro. Vede la poesia che da bambino il nonno gli aveva letto con una tale passione da farlo volare in luoghi lontani, popolati da creature magnifiche. Odora il colore delle estati passate a giocare fino a tardi, quando il sole illuminava con gli ultimi raggi i sassi e pezzi di ferro arrugginito che per lui erano rovine inesplorate di un mondo perduto, dimenticato. Assapora quel sentimento che pensava non avrebbe mai provato e che adesso gli sembra necessario come o forse più dell’ossigeno. Non si sente più solo ma sente le persone della sua vita, quelle che ha già conosciuto e quelle che ancora deve incontrare. Sa che non rimarrà in quel luogo per sempre, forse solo ancora per pochi istanti. Sorride. Sorride a qual bizzarro capriccio della sorte che lo ha portato a trovarsi in cima ad una colonna, solo, in mezzo a pecore, cavalli, un gracile dromedario e un toro scontroso.

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IV Abitare insieme Biel-Benken, Switzerland 2010 - 2011 program: housing Politecnico di Milano Architecture Design Studio 2 prof. Lorenzo Consalez prof. Enrico Scaramellini

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Abitare insieme

I

l processo di progettazione è stato diviso in due fasi, nella prima ad un macro gruppo di sei persone è stato chiesto di disegnare un masterplan che prevedeva la collocazione di tre diverse tipologie abitative per tre target di abitanti. Partendo dall’analisi del contesto, si è deciso di inserire all’ineterno dell’area di progetto i tre ambiti principali che caratterizzano il territorio in cui il lotto è inserito: silvestre, agricolo e urbano. Abbiamo dunque diviso l’area in tre lotti, ciascuno dei quali caratterizzato da un ambito, separati da una strada pubblica. Nella seconda parte del processo di progettazione siamo stati divisi in tre gruppi da due persone, e abbiamo lavorato sulla parte di lotto che si confrontava con il tema dell’agricoltura. Il nostro riferimento è stata la tipologia, tipicamente rurale, della casa di campagna a corte. La forma della corte è stata esplosa e riassemblata in modo che i campi, gli orti e i gardini penetrassero all’interno dell’architettura. Affascinati da come l’uomo attraverso i secoli abbia disegnato il territorio tramite l’agricoltura, come fosse un pittore con la sua tela, usando invece dei colori, fiori e piante, abbiamo pensato all’area attorno alle nuove case come un giardino colorato che potesse essere utilizzato da tutti gli abitanti del lotto per coltivare piante, fiori e ortaggi.

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3 ambiti

innesto

agricolo

urbano

sil ve st re

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3 lotti


Vi Ca nce m nt po va di n G tu og lip h an i

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pianta delle coperture

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zona giorno a scomparsa

Il concept della casa è basato sull’idea che tutto, dagli oggetti ai mobili, possa scomparire all’interno del muro attrezzato centrale dove sono ospitati tutti i servizi (bagni e cucine). Con uno spazio completamente aperto gli abitanti possono usare la propria casa in modi diversi e inconvenzionali, difficili da mettere in pratica nelle case tradizionali.

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piano terra

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V

Interior figures | exploring Mollino Milano, Italy 2013 program: photography Politecnico di Milano Conservation and Interior Architecture Studio prof. Davide Fabio Colaci prof. Mariangela Carlessi

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Interior figures | exploring Mollino

C

arlo Mollino è stato uno dei più importanti progettisti e designer della prima metà del XX secolo. In seguito ad una fase di studio dei suoi lavori, e delle sue convinzionioni teoriche gli studenti sono stati chiamati a: produrre una sequenza di cinque fotografie, istantanee o posate, in cui vi siano FIGURE in intima relazione con il loro intorno (interno) Le fotografie sono state scattate in un’antica casa di campagna della mia famiglia, ora abbandonata, con lo scopo di enfatizzare l’atmosfera surreale che volevo raggiungere, L’uso di specchi e manichini (oggetti ricorrenti nelle opere surrealiste) e tessuti riprendono i progetti di interni di Mollino, dove la presenza di tende colorate svela, o nasconde, lo spazio e gli oggetti in esso contenuti, spesso visti in modo indiretto attraverso il loro riflesso sugli specchi. Luci e ombre rendono l’atmosfera più drammatica ed evidenziano i pochi colori ormai tra loro omogeneizzati di una casa abbandonata.

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VI Disapiering.

Un atlante immaginario sul West Pier Brighton, UK 2014 - 2015 Master’s degree thesis Politecnico di Milano prof. Pierluigi Salvadeo with Marco Lampugnani

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Disapiering. Un atlante immaginario sul West Pier

L

a tesi è un atlante sull’immaginario nato attorno ad un architettura, quella del West Pier di Brighton, che dal momento in cui è diventata rovina, ha perso la propria forma e la propria funzione arricchendosi di significati altri e diventando un generatore di immaginari. Il lavoro si pone l’obiettivo di indagare come nella società contemporanea l’architettura possa essere un medium per rappresentare immaginari possibili. Il modello conoscitivo ed estetico dell’atlante ha permesso di raccontare ed organizzare i diciassette progetti nati dalla volontà di mettere in luce alcune diverse linee di lettura dell’immaginario che il West Pier ha ispirato in musicisti, scrittori, registi e in movimenti artistici e culturali. Negli ultimi anni il pier è diventato inoltre oggetto di interesse di un folta comunità attiva online e offline che continua ad interessarsi alla sua storia e ne documenta la sparizione. A partire da queste premesse si deve leggere il nostro intervento come una serie di progetti possibili che a un certo punto intersecano la storia del pier, destinato a scomparire, ne raccontano l’immaginario attuale, e diventano premesse per scenari futuri. I nuovi lemmi di questo atlante sono stati suddivisi in quattro macro-categorie, quella dei fenomeni naturali, degli usi, dei social network e delle analogie, che organizzano i contenuti in base al campo d’azione dei singoli progetti tra i quali però non esistono nessi logici, temporali o tematici imprescindibili, senza i quali il racconto perde significato, anzi il fatto di potersi muovere liberamente da una linea di lettura all’altra permette di scoprire nuovi scenari e nuove relazioni che dimostrano la potenza del mezzo narrativo dell’atlante. Di seguito sono riportati alcuni dei progetti che compongono l’Atlante del West Pier.

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Meridiano 0°8’ Ovest Un sistema di oggetti che lavorano su (fuori-)scale diverse danno origine ad un arcipelago che si sviluppa idealmente verso l’infinito lungo il meridiano 0°8’ Ovest. Senza inizio né fine l’arcipelago si allunga verso il mare e all’interno della città di Brighton, inglobando il pier che diventa parte importante del sistema. Una raccolta di architettura, una raccolta di oggetti che raccontano storie inedite e inattese. 54


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Paesaggio gonfiabile Quello dei gonfiabili è un progetto che fa la sua comparsa sulla spiaggia nei mesi in cui tra i due pier si può osservare il fenomeno della murmuration. Questo paesaggio di gonfiabili permette di aspettare e osservare la murmuration stando sdraiati su grandi bolle d’aria, e di far vivere una porzione di spiaggia in un periodo in cui di solito rimane deserta, permettendo così di esperire le affascinanti condizioni che caratterizzano il peasaggio marino invernale.

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Reperti per osservare Sulla spiaggia, tra i due pier, troviamo un’arcipelago di reperti per osservare in modi diversi scorci di paesaggio. Questo arcipelago occupa la spiaggia per tutto l’anno, ma nei mesi il suo aspetto e la sua estensione cambiano notevolmente a seconda di come e quante persone lo utilizzano. Questo perché dai reperti incastonati nella sabbia, che si trovano in posizione fissa e cosituiscono la conformazione di base della spiaggia, possono essere estratti tutta una serie di oggetti di vario tipo, forma e colore che contribuiscono a vario titolo all’atto dell’osservare.

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Il Tempio Il progetto del tempio nasce dalla constatazione che il pier ha alcune caratteristiche che lo rendono un luogo denso di spiritualità, una sorta di acceleratore di energie in cui più che in altri luoghi le persone sono portate a immaginare, contemplare, pensare e sognare. L’aura mistica che si percepisce guardando e attraversando il pier è dovuta al suo isolamento dalla terra, alle sue forme imponenti attraversate dalla luce e al suo essere rovina e emblema di un oggetto inutile in grado di generare grandi immaginari. Il tempio permette di vivere quest’aura unica del pier attraverso una passerella che lo attraversa longitudinalmente e lungo la quale un insieme di azioni rituali e oggetti a funzionamento simbolico aiutano ad accelerare ancora di più l’energia che pervade il pier, favorendo l’estraniamento dalla dimensione reale.

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I Tarocchi Per raccontare i momenti di crollo e scomparsa del pier sono state scritte tre brevi storie. Dal momento che è difficile, se non impossibile, prevedere le cause ed il momento preciso in cui avverranno questi eventi, si è scelto di affidare queste storie alla divinazione tramite dei tarocchi che una volta interpretati hanno dato origine a tre racconti di possibili processi di sparizione del pier e delle loro conseguenze.

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PARTE 2

“Work in progress”


I

Nevicata14 Piazza Castello Milano, Italy 2014 - 2015 public space

Guidarini - Salvadeo e Interstellar Raccoons

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Nevicata14

N

evicata14 è una soluzione temporanea dal carattere sperimentale. Il progetto propone un ampio uso pubblico e pedonale dello spazio ed è inteso come ideale continuazione del Parco Sempione, oltre il Castello, fino al limite degli edifici. Una sperimentazione e una verifica che consentiranno dopo EXPO di capire con più certezza il futuro di Piazza Castello. Nevicata14 è un progetto co-autoriale. Hanno contribuito al processo di progettazione, con le loro idee e le loro azioni, esperti e non esperti, residenti e cittadini milanesi. Nevicata14 è uno spazio libero riconquistato dalle persone, è un luogo pronto all’uso. Si dispongono nello spazio attrezzature pubbliche di supporto alla piazza: sedute di vario tipo, strutture di riparo da sole, dispensatori di vapori freschi, piattaforme per attività pubbliche o di spettacolo, elementi illuminanti, pali segnaletici, servizi igienici. Il tutto supportato da una rete wi-fi riverificata nella sua funzionalità. Nevicata14 è una visione che diventa realtà. Lo spazio viene modificato in tempi rapidi partendo da un’idea che è un sogno, uno spazio che cambia provvisoriamente il proprio modo di essere guardato, attraversato e usato. Tutte le attrezzature, i dispositivi e le alberature sono ordinate in relazione alla presenza aree bianche, circolari e di varie dimensioni, tracciate a terra, come grandi chiazze di neve durante un disgelo. Nevicata14 è totalmente reversibile e con poco sforzo lo spazio è ancora pronto per un nuovo e più definitivo progetto.

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«Quel mattino lo svegliò il silenzio. Marcovaldo si tirò su dal letto con senso di qualcosa di strano nell’ara. Non capiva che ore era, la luce tra le stecche delle persiane era diversa da quella di tutte le ore del giorno e della notte. Aperse la finestra: la città non c’era più era stata sostituita da un foglio bianco...» Marcovaldo ovvero le stagioni della città, Italo Calvino

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prime impronte su Nevicata14

colonizzazione di Nevicata14

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brand Nevicata14: identity

logo

devices

gradients

visuals

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Nevicata14 ha portato in Piazza Castello, temporaneamente resa pedonale, dodici isole bianche, che potranno essere vissute come ambienti adatti a molteplici usi. Tutte le isole sono composte da varie combinazioni di otto diverse attrezzature che vanno a connotare l’identità della piazza. Alcune isole sono ideali per concedersi una sosta rilassante da soli o con qualche amico, altre possono ospitare gruppi piÚ numerosi, altre ancora creano ambienti confortevoli, freschi, ombreggiati o immersi nel verde. Pali segnaletici con banner informativi sono posizionati nei punti di accesso a Nevicata14 e sono il manuale di istruzioni per l’uso della piazza. Al termine di Expo gli elementi del progetto saranno smontati e potranno essere riutilizzati in altri spazi della città.

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Nevicata14 nata sottoforma di storia raccontata una mattina di fine Settembre 2014, ha fin dalla sua nascita avuto un grande eco sui social media, in particolare su Facebook, Twitter e Instagram, dove si è venuta a creare una comunità di utenti attivi che come co-autori hanno collaborato nella creazione e diffusione di questo progetto. Oggi Nevicata14 è un progetto realizzato che ogni giorno vede passare tra i suoi dispositvi bianchi centinaia di turisti e milanesi, luogo ideale per eventi pubblici e privati. 71


II

Casa in Valpollicella Marano di Valpollicella, Verona, Italy 2014 - 2015 private residence

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Casa in Valpollicella

N

el cuore della Valpollicella, all’interno di una villa degli anni Trenta, oggi sede di una cantina vinicola, l’appartamento si sviluppa al primo piano e si affaccia con una grande loggia sul giardino in cui i cedri del libano incorniciano le colline coperte dai vigneti. Con questo intervento si sono ripensati gli interni dell’ampio appartamento, modificato negli anni Settanta, che poco si adattava allo stile di vita di una giovane coppia. Il progetto ha previsto il rifacimento dei bagni e l’abbattimento della parete che divideva la cucina dalla zona giorno, che ha permesso di creare un ampio spazio affacciato sulla loggia rivolta a Sud. La creazione di due tagli verticali nel muro che divide il salotto da quella che era un camera da letto, ha permesso di avere un ambiente luminoso adibito a studio, luogo importante per la professione di illustratrice della proprietaria. Anche il camino è stato oggetto di modifiche, adattandolo alla nuova atmosfera della casa che si ispira da un lato all’architettura e al design scandinavo, e dall’altro ai colori e ai saporti della terra coltivata che circonda l’abitazione.

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collage della zona pranzo

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sezione dell’ingresso e della sona giorno caratterizzati da un taglio nel muro esistente che permete di portare luce e di vedere dall’ingresso la loggia e il giardino.

vista dell’angolo camino e del taglio che genera permeabilità tra la zona salotto e lo studio

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assonometrie

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ca

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prima ipotesi per il bagno

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III Casa R+M Verona, Italy 2015 - in progess private residence

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Casa R+M

L

’appartamento R+M si trova al piano terra di un palazzo nel centro storico di Verona. Dopo il cambio di destinazione d’uso da ufficio ad abitazione è subentrata la necessità di ripensare la zona servizi, aggiungendo due bagni e la cucina. Si è scelto di nascondere il blocco servizi dietro a quello che è stato chiamato tunnel, una struttura rivestita in legno che conduce dall’ingresso e dalla zona giorno alla cucina. Dietro alla pannellatura che riveste le pareti del tunnel si celano, oltre ad un sistema di armadiature, le porte che si aprono sui due bagni, sulla lavanderia e sulla seconda camera da letto con soppalco. Le pareti non parallele ai muri esistenti rendono la struttura simile ad un cannocchiale prospettico che da un lato guarda verso finestra che riquadra il piccolo giardino ricavato nella corte interna, e dall’altro incornicia la zona giorno.

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collage della zona pranzo

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collage della zona giorno

v i st a

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zon della

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no


pianta piano terra 87


IV Corte Reale Torino, Italy 2015 Contest Guidarini - Salvadeo

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Corte Reale

I

l progetto esprime un diverso senso dell’abitare nel centro storico, utilizzando in modo inconsueto gli elementi distributivi tipici della casa a ballatoio, ma lasciando pressoché inalterate le caratteristiche formali e figurative dell’edificio. Il ballatoio cessa la sua funzione distributiva e viene frazionato in diversi settori di pertinenza degli appartamenti, senza alterare la generale espressione formale. Il cortile si trasforma in uno spazio tranquillo e protetto, coerentemente con la vocazione residenziale dell’edificio, ma al contempo capace di rappresentare una risorsa disponibile per ospitare manifestazioni di carattere pubblico. La soluzione proposta immagina il cortile dell’edificio come un grande interno urbano. Una struttura metallica prosegue idealmente le falde di copertura dell’edificio trasformando tutto lo spazio del cortile in un luogo nel quale i caratteri degli interni dell’architettura si ampliano e si trasferiscono fuori da essa. E’ una totale inversione di valori in cui il concetto di interno abitato si dilata estendendosi oltre i suoi confini ordinari e generando nuovi equilibri tra lo spazio costruito e la vita degli individui.

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Soluzione adottata

- piano primo -

piano

5 - piano quarto -

- piano quinto -

- piano terzo -

- piano secondo -

pianta piano quinto Soluzione adottata

piano

4 - piano primo -

- piano quarto -

- piano quinto -

- piano terzo -

- piano secondo -

pianta piano quarto 92


sezione trasversale

sezione longitudinale 93


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Vanno, vengono, ogni tanto si fermano e quando si fermano sono nere come il corvo, sembra che ti guardano con malocchio. Certe volte sono bianche e corrono e prendono la forma dell’airone o della pecora o di qualche altra bestia, ma questo lo vedono meglio i bambini che giocano a corrergli dietro per tanti metri. Certe volte ti avvisano con rumore prima di arrivare e la terra si trema e gli animali si stanno zitti, certe volte ti avvisano con rumore. Vanno, vengono, ritornano, e magari si fermano tanti giorni che non vedi piÚ il sole e le stelle e ti sembra di non conoscere piÚ il posto dove stai. Vanno, vengono, per una vera mille sono finte e si mettono li tra noi e il cielo per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.

Le nuvole, F. De AndrĂŠ

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