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REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Giudice delle indagini preliminari, d.ssa Federica Bompieri, all’esito dell’udienza in camera di consiglio del 30/1/2013, ha pronunciato e pubblicato, mediante lettura del dispositivo, la seguente SENTENZA Nel procedimento penale a carico di 1) FACCHINIERI Giuseppe nato a Cittanova (RC) il 02/12/1960 residente a Marzabotto (BO) Fraz. Pioppe di Salvaro, via Pioppe Berleta nr. 35 atualmente detenuto p.q.c. presso la Casa di reclusione di Saluzzo difeso di fiducia dall’avv. Salvo Lo Greco del foro di Torino presente 2) CHEMI Giuseppe nato il 10/03/1960 a Taurianova (RC) residente a Castel d’Aiano (BO) in fraz. Casigno via Razola nr. 14 attualmente detenuto p.q.c. presso la casa circondariale di Torino difeso di fiducia dagli avv.ti Carmelita Cosentino del Foro di Perugia e Francesco Cosentino del Foro di Palmi presente 3) RAFFA Roberto nato a San Giorgio Morgeto (RC) il 06/12/1975 attualmente detenuto p.q.c. presso la casa circondariale di Torino difeso di fiducia dall’avv. Salvo Lo Greco del foro di Torino presente 4) RASO Michele nato a San Giorgio Morgeto (RC) il 17/06/1962 attualmente detenuto p.q.c. presso la casa circondariale di Asti difeso di fiducia dagli avv.ti Marcella Belcastro e Guido Contestabile del Foro di Palmi presente 5) TROPIANO Giuseppe nato S.Giorgio Morgeto il 21.9.1954 elettivamente domiciliato presso l’avv. Silvano Rissio in Torino, Via Susa 42 difeso di fiducia dagli avv.ti. Silvano Rissio del Foro di Torino e Adriano Consolo del Foro di Aosta libero presente 6) TROPIANO Romeo nato a San Giorgio Morgeto (RC), il 21.3.1962 elettivamente domiciliato presso l’avv. Silvano Rissio in Torino, Via Susa 42 difeso di fiducia dagli avv.ti. Silvano Rissio del Foro di Torino e Adriano Consol del Foro di Aosta libero presente 1


7) TROPIANO Salvatore, nato a San Giorgio Morgeto (RC) elettivamente domiciliato presso l’avv. Silvano Rissio in Torino, Via Susa 42 difeso di fiducia dagli avv.ti. Silvano Rissio del Foro di Torino e Adriano Consolo del Foro di Aosta libero presente

IMPUTATI FACCHINIERI Giuseppe, CHEMI Giuseppe, RAFFA Roberto, RASO Michele 1) In ordine al reato di cui agli artt.110, 56-629 primo, secondo comma c.p. in relazione all’art.628 terzo comma nn.1 e 3 c.p., art. 7 legge 203/1991, 81 cpv. c.p., in quanto, in concorso tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso mediante reiterate minacce e violenza consistite: - nell’inviare FACCHINIERI Giuseppe, CHEMI Giuseppe e RAFFA Roberto, previo accordo, quattro lettere a TROPIANO Giuseppe nei mesi di maggio, luglio, settembre e dicembre 2011, la seconda recapitata con due proiettili missive con le quali veniva richiesto il pagamento di una percentuale pari al 3% del valore dell’appalto relativo ai lavori presso l’ex residence “Mont Blanc” minacciando l’incolumità del Tropiano e dei suoi familiari nel caso di mancato accoglimento della richiesta, prospettandogli altresì l’inutilità di rivolgersi, per ottenere aiuto, a terze persone legate alla criminalità organizzata di stampo mafioso calabrese e preannunciandogli successivi contatti volti al perfezionamento dell’affare; - nell’effettuare alcune telefonate al TROPIANO Giuseppe onde verificare l’effettivo recapito delle missive, la comprensione del messaggio e sondare le intenzioni sue e dei soci della Saint Bernard Srl, società proprietaria dell’immobile oggetto dell’appalto “Mont Blanc”, di cui lo stesso TROPIANO è socio; - nell’esplodere, o comunque nel far esplodere da terzi, alcuni colpi di arma da fuoco contro l’abitazione di TROPIANO Salvatore, fratello di TROPIANO Giuseppe, sita in S.Giorgio Morgeto; - nell’intrattenere RASO Michele (unitamente al fratello RASO Salvatore, ucciso in data 17.9.2011), su incarico di TROPIANO Giuseppe e dei suoi familiari, contatti con FACCHINIERI Giuseppe e CHEMI Giuseppe al fine di raggiungere un accordo con gli estorsori, così agevolando le trattative e lo svolgimento della condotta illecita, nonché al fine di riaffermare l’influenza - ed il ruolo di referente diretto - della famiglia RASO per le attività economiche del TROPIANO in Valle d’Aosta; compivano atti idonei diretti in modo non equivoco a procurarsi un ingiusto profitto, con relativo danno per il TROPIANO, costringendolo a versare loro una somma di denaro che lievitava sino ad 1.000.000 di euro, non riuscendo nell’intento per cause indipendenti dalla loro volontà (intervento delle forze dell’ordine). Con l’aggravante di aver commesso il fatto in più persone riunite; Con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare le attività dell’associazione prevista dall’art. 416 bis c.p. – in particolare l’associazione denominata ‘ndrangheta. Con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis c.p. e in particolare mediante il ricorso a sistematiche minacce tali da ingenerare un clima di intimidazione ed omertà, ingenerando nelle vittime la convinzione che la minaccia provenisse da un gruppo delinquenziale organizzato di stampo mafioso. In Aosta, dal maggio 2011; reato ancora in corso.

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FACCHINIERI Giuseppe, CHEMI Giuseppe, RAFFA Roberto 2) in ordine al reato p. e p. dagli artt. 110 c.p., 12 e 14 della legge 497/1974, c.p., 61 n.2) c.p., art.7 della legge n.203/1991, perché, in concorso tra loro e con persone in corso di identificazione, portavano illecitamente in luogo pubblico un’arma da sparo di tipo imprecisato e di cal.12, con la quale esplodevano due colpi contro l’abitazione di GIOVINAZZO Maria, moglie di TROPIANO Salvatore. Con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di eseguire il reato di cui al capo 1); Con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare le attività dell’associazione prevista dall’art. 416 bis c.p. – in particolare l’associazione denominata ‘ndrangheta. Con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis c.p. e in particolare mediante il ricorso a sistematiche minacce tali da ingenerare un clima di intimidazione ed omertà, ingenerando nelle vittime la convinzione che la minaccia provenisse da un gruppo delinquenziale organizzato di stampo mafioso. In S.Giorgio Morgeto il 20.8.2011 FACCHINIERI Giuseppe, CHEMI Giuseppe, RAFFA Roberto 3) In ordine al reato di cui agli artt.110, 56-629 primo, secondo comma c.p. in relazione all’art.628 terzo comma nn.1 e 3 c.p., art. 7 legge 203/1991, 81 cpv. c.p., in quanto, in concorso tra loro e previo accordo, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso mediante reiterate minacce e violenza consistite: - nell’appiccare il fuoco alla pala meccanica marca VERNIERI n.635 tg AAX072 di proprietà della ARCHEOS S.a.s di MONTELEONE L & C, azione materialmente commessa e comunque ordinata da RAFFA Roberto in data 11.9.2011 in accordo e comunque previo concerto con FACCHINIERI e CHEMI; - nell’effettuare una telefonata a MONTELEONE Luigi durante la quale veniva proferite le seguenti frasi: “ascolti un attimo ....io vi volevo chiedere ...se voi volete lavorare da adesso in poi dovete pagare avete capito?; allora io vi dico una cosa non vi rivolgete a persone che voi ritenete ‘ndranghetisti insomma persone dell'ambiente perchè perdete tempo”; compivano atti idonei diretti in modo non equivoco a procurarsi un ingiusto profitto, con relativo danno per MONTELEONE Luigi, costringendolo a versare loro una somma non ancora quantificata, non riuscendo nell’intento per cause indipendenti dalla loro volontà (intervento delle forze dell’ordine). Con l’aggravante di aver commesso il fatto in più persone riunite; Con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare le attività dell’associazione prevista dall’art. 416 bis c.p. – in particolare l’associazione denominata ‘ndrangheta. Con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis c.p. e in particolare mediante il ricorso a sistematiche minacce tali da ingenerare un clima di intimidazione ed omertà, ingenerando nelle vittime la convinzione che la minaccia provenisse da un gruppo delinquenziale organizzato di stampo mafioso. In Aosta e Quart, dall’11 settembre 2011; reato ancora in corso. 4) In ordine al reato di cui agli artt.110, 424, commi 1 e 2, in relazione all’art. 423 c.p., art. 7 legge 203/1991, 61 n.2) c.p., perché in concorso tra loro e previo accordo, allo scopo di danneggiare la cosa altrui, appiccavano e comunque facevano appiccare da terzi il fuoco alla pala meccanica marca VERNIERI n.635 tg AAX072 di proprietà della ARCHEOS S.a.s di MONTELEONE L & C. Con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di eseguire il reato di cui al capo 3); Con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare le attività dell’associazione prevista dall’art. 416 bis c.p. – in particolare l’associazione denominata ‘ndrangheta.

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Con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis c.p. e in particolare mediante il ricorso a sistematiche minacce tali da ingenerare un clima di intimidazione ed omertà, ingenerando nelle vittime la convinzione che la minaccia provenisse da un gruppo delinquenziale organizzato di stampo mafioso. In Quart, l’11.9.2011. RASO Michele 5) in ordine al reato p. e p. dagli artt. 12 e 14 della legge 497/1974, 61 n.2) c.p., art.7 della legge n.203/1991, art. 81 cpv c.p., perché, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, deteneva e portava illecitamente in luogo pubblico, custodendola nella cabina dell’autocarro tg BY 193 YE nella sua disponibilità, una pistola Marca Beretta cal.7,65 matr. 222064 e relativo munizionamento, arma comune da sparo Con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare le attività dell’associazione prevista dall’art. 416 bis c.p. – in particolare l’associazione denominata ‘ndrangheta. In Aosta, in epoca antecedente e prossima al 20 dicembre 2011 e il 20 dicembre 2011. TROPIANO Giuseppe e TROPIANO Salvatore e TROPIANO Romeo 6) In ordine al reato p. e p. dall’art. 378 c.p., 110 c.p., art. 7 della legge 203/1991, perché, dopo che fu commesso il reato di tentata estorsione compiutamente descritto al capo 1), in accordo tra loro, aiutavano FACCHINIERI Giuseppe, CHEMI Giuseppe e RAFFA Roberto ad eludere le investigazioni dell’autorità; in particolare, mediante denuncia presentata materialmente da TROPIANO Giuseppe, previo accordo con TROPIANO Salvatore e TROPIANO Romeo, denunciavano alla Questura di Aosta, in data 23 agosto 2011, di aver ricevuto tre telefonate estorsive sul cellulare di TROPIANO Giuseppe omettendo: - di riferire che TROPIANO Giuseppe aveva ricevuto una lettera estorsiva nel mese di maggio 2011, di cui veniva rinvenuta una fotocopia durante una ispezione per ragioni fiscali dalla Guardia di Finanza di Aosta in data 14 settembre 2011, riproducete il contenuto della missiva e la busta in cui era contenuta, con il timbro che indicava il luogo (Bologna) e la data di spedizione (18 maggio 2011); - di riferire che aveva ricevuto una seconda lettera estorsiva in data 24 luglio 2011, unitamente a due cartucce, fatta trovare all’interno dell’autovettura in uso al di lui fratello, TROPIANO Angelo; - di riferire che RASO Michele e RASO Vincenzo, nei giorni 10 ed 11 agosto 2011, su richiesta loro e degli altri fratelli TROPIANO Angelo e TROPIANO Romeno, si erano recati a Marzabotto ad incontrare FACCHINIERI Giuseppe e CHEMI Giuseppe per capire da chi provenisse la richiesta estorsiva e discutere della stessa. Con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare le attività dell’associazione prevista dall’art. 416 bis c.p. – in particolare l’associazione denominata ‘ndrangheta. In Aosta il 23 agosto 2011 Con la recidiva reiterata e specifica, ex art. 99 comma 4 c.p., per FACCHINIERI Giuseppe; Con la recidiva ex art.99, comma 1 c.p. per RASO Michele; Con la recidiva ex art.99 comma 1 per RAFFA Roberto.

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CONCLUSIONI DELLE PARTI PM I P.M. depositano nota scritta d’udienza ex art. 121 c.p. e relative conclusioni e formulazioni delle pene; chiedono, ai sensi dell’art. 275 c.1 bis c.p., nuova emissione della misura cautelare in carcere nei confronti di RASO Michele di cui al capo 1) di imputazione; chiedono, nel caso in cui il Giudice prenda i termini di cui all’art. 544 c. 2 e 3 c.p.p., che ai sensi dell’art. 304 c. 1 lett. c) bis cpp dichiari la sospensione dei termini di custodia cautelare per tutti gli imputati. 1) FACCHINIERI GIUSEPPE anni 6, mesi 4 di reclusione e 2.000 curo di multa previo riconoscimento del vincolo della continuazione tra i reati contestati, ritenuto più grave il reato di cui al capo 1) - pena base anni 4 di reclusione e 1.000 euro di multa - aumentata per la recidiva ad anni 6 mesi 8 e 1.700 di multa - aumentata per l'art. 7 D.l.vo 152/1991 e art. 63 commi 3 e 4 c.p., ad anni 8 di reclusione e 2.000 euro di multa; - aumentata per la continuazione con i capi 2), 3) e 4) ad anni 9, mesi 6 di reclusione e 3.000 di multa; - ridotta per il rito ad anni 6, mesi 4 e 2.000 curo di multa

Sanzioni accessorie come per legge. 2) CHEMI Giuseppe anni 4, mesi 6 e 28.20 di reclusione e 1.400 curo di multa previo riconoscimento dei vincolo della continuazione tra i reati contestati; ritenuto più grave il reato di cui al capo 1) - pena base anni 4 di reclusione e 1.000 euro di multa - aumentata per l'art. 7 D.1. 152/1991 ad anni 5 e mesi 4 di reclusione e 1.500 curo di multa - aumentata per la continuazione con i capi 2), 3) e 4) ad anni 6, mesi 10 di reclusione e 2.100 di multa; - ridotta per il rito ad anni 4 mesi 6 gg.20 di reclusione 1.400 euro di multa

Confisca e distruzione di quanto in sequestro; sanzioni accessorie come per legge. 3) RAFFA Roberto anni 5, di reclusione e 1.400 curo di multa previo riconoscimento del vincolo della continuazione tra i reati contestati, ritenuto più grave il reato di cui al capo 1) - pena base anni 4 di reclusione e 1.000 euro di multa - aumentata per la recidiva ex art. 99, comma 1 ad anni 4 e mesi 6 di reclusione e 1.200 di multa; - aumentata per l'art. 7 D.L. 152/1991 ad anni 6 di reclusione e 1.500 euro di multa - aumentata per la continuazione con i capi 2), 3) e 4) ad anni 7, mesi 6 di reclusione e 2.100 di multa; - ridotta per il rito ad anni 5 di reclusione 1.400 euro di multa

Sanzioni accessorie come per legge. 4) RASO Michele anni 6 mesi 4 di reclusione ed euro 2.200 di multa escluso il vincolo della continuaizone tra i reati contestati Capo 1) - pena base anni 4 di reclusione e 1.000 euro di multa - aumentata per la recidiva ex art. 99, comma 1 ad anni 4 e mesi 6 di reclusione e 1.200 di multa; - aumentata per l'art. 7 D.L. 152/1991 ad anni 6 di reclusione e 1.500 euro di multa - ridotta per il rito ad anni 4 di reclusione 1.000 curo di multa

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Capo 5) (esclusa l'aggravante di cui all'art. 61 n.2) c.p.) - pena base anni 2 di reclusione e 1.000 euro di multa - aumentata per la recidiva ex art. 99 comma 1 c.p. ad anni 2 e mesi 6 di reclusione e 1.200 di multa; - aumentata per l'art. 7 D.L. 152/1991 ad anni 3 e mesi 4 di reclusione e 1.500 euro di multa - aumentata per la continuazione ex art. 81 cpv c.p. ad anni 3 mesi 6 di reclusione e 1.800 curo di multa - ridotta per il rito ad anni 2 e mesi 4 di reclusione e 1.200 euro di multa

Sanzioni accessorie come per legge. 4) TROPIANO Giuseppe anni 3 di reclusione - pena base anni 3 di reclusione - aumentata per l'art. 7 D.L. 152/1991 ad anni 4 e mesi 6 di reclusione - ridotta per il rito ad anni 3 di reclusione

Sanzioni accessorie come per legge 5) TROPIANO SALVATORE anni 3 di reclusione - pena base anni 3 di reclusione - aumentata per l'art. 7 D.L. 152/1991 ad anni 4 e mesi 6 di reclusione - ridotta per il rito ad anni 3 di reclusione

Sanzioni accessorie come per legge. 6) TROPIANO ROMEO anni 3 di reclusione - pena base anni 3 di reclusione - aumentata per l'art. 7 D.L. 152/1991 ad anni 4 e mesi 6 d eclusione - ridotta per il rito ad anni 3 di reclusione

Sanzioni accessorie come per legge. Confisca dei corpi di reato in sequestro pertinenti ai capi contestati. DIFESE 1) avv. Salvo Lo Greco per FACCHINIERI Giuseppe in via principale: assoluzione per i capi da 1) a 4) per non aver commesso il fatto in subordine: esclusione dell’aggravante ex art.7 da tutte le imputazioni e generiche equivalenti all’aggravanti e alla recidiva.

2) avv.ti Carmelita Cosentino e Francesco Cosentino per CHEMI Giuseppe in via principale: chiede l’assoluzione da tutti i reati contestati perché gli stessi non sussistono o per non averli commessi in subordine: minimo della pena previa concessione di tutti i benefici previsti dalla legge; riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche; esclusione delle contestate aggravanti. Deposita memoria difensiva 3) avv. Salvo Lo Greco per RAFFA Roberto in via principale: assoluzione per i capi da 1) a 4) per non aver commesso il fatto in subordine: esclusione dell’aggravante ex art.7 da tutte le imputazioni e generiche prevalenti sulle ulteriori aggravanti e sulla recidiva.

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4) avv.ti Marcella Belcastro e Guido Contestabile per RASO Michele in via principale: assoluzione perché il fatto non sussiste o per non averlo commesso, quanto al capo 1), esclusione dell’aggravante ex art.7 legge 203/91 da entrambe le imputazioni, esclusione dell’aggravante dell’aver agito in più persone riunite quanto al capo 1); minimo pena e generiche prevalenti per il capo 5); restituzione delle somme in sequestro 5) avv.ti Silvano Rissio e Adriano Consol per TROPIANO Giuseppe, TROPIANO Salvatore e TROPIANO Romeo In principalità: assoluzione perché il fatto non sussiste o con altra formula ritenuta di legge ovvero, in caso di ritenuta responsabilità del solo TROPIANO Giuseppe, assolvere TROPIANO Romeo e Salvatore per non aver commesos il fatto o con altra formula di legge In subordine: riconoscere la sussistenza delle esimenti ex artt.54 e 384 cp, con le dovute conseguenze di legge In subordine: riconoscere la sussistenza della ritrattazione ex art.376 cp, con le dovute conseguenze di legge In ulteriore subordine: derubricare il fatto nell’ipotesi del reato tentato e, con il riconoscimento dlel attenuanti generiche e l’esclusine dell’aggravante contestata, contenere la pena nei minimi assoluti, con il beneficio della non menzione e della sospensione condizionale In estremo subordine: escludere la cotnestata aggravante, concedere le circostanze attenuanti generiche, contenere la pena nei minimi assoluti, con il beneficio della non menzione e della sosensione condizionale deposita note di udienza con annesse richieste e conclusioni scritte.

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INDICE Le indagini ⇒ pag. 9 La premessa storica ⇒ pag. 10 La prima lettera e le prime due telefonate estorsive a TROPIANO Giuseppe. L’intervento dei RASO ⇒ pag.11 Il recapito della seconda lettera estorsiva e di due cartucce ⇒ pag. 29 Il primo incontro RASO/FACCHINIERI/CHEMI ⇒ pag.48 L’esplosione di colpi di arma da fuoco contro l’abitazione dei TROPIANO a San Giorgio Morgeto ⇒ pag. 54 Il secondo incontro tra RASO Salvatore e FACCHINIERI ⇒ pag. 73 Il tentativo di estorsione ai danni di MONTELEONE Luigi ⇒ pag.88 L’omicidio di RASO Salvatore ⇒ pag. 92 Il terzo incontro tra FACCHINIERI Giuseppe e RASO Michele ⇒ pag. 101 Il recapito della terza lettera estorsiva ⇒ pag. 106 Il quarto incontro tra FACCHINIERI Giuseppe e RASO Michele ⇒ pag. 135 L’ultima lettera estorsiva ⇒ pag. 137 Gli accertamenti sulle utenze ⇒ pag. 138 Eccezione di inutilizzabilità delle intercettazioni ⇒ pag. 143 La vicenda estorsiva in danno di MONTELEONE ⇒ pag. 144 Capo 2) l’esplosione dei colpi d’arma da fuoco contro l’abitazione di San Giorgio Morgeto ⇒ pag. 145 capo 5) la detenzione e il porto dell’arma ⇒ pag. 146 Le singole responsabilità FACCHINIERI ⇒ pag. 147 RAFFA ⇒ pag. 152 CHEMI ⇒ pag. 159 RASO ⇒ pag.161 TROPIANO ⇒ pag.173 Le circostanze aggravanti Le circostanze aggravanti di cui all’art.7 legge 203/91 e di cui all’art.628 c.3 n.1 e n.3 cp ⇒ pag. 181 La recidiva reiterata specifica. Il concorso di circostanze aggravanti ad effetto speciale e il criterio calmieratore della pena di cui all’art.63 cp ⇒ pag. 189 Trattamento sanzionatorio ⇒ pag. 192

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MOTIVI DELLA DECISIONE All’udienza preliminare del 18 ottobre 2012, conclusa la fase relativa all’accertamento della regolare costituzione delle parti, la difesa RASO ha sollevato questione di legittimità costituzionale del comb. disp. artt.628 u.c. c.p. e 629 c.2 c.p., che il Giudice ha dichiarato manifestamente infondata, come da ordinanza a verbale d’udienza1; gli imputati CHEMI, RAFFA, RASO, personalmente, nonché i fratelli TROPIANO, a mezzo procuratore speciale, hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato; alla successiva udienza del 31 ottobre, anche FACCHINIERI, a mezzo difensore munito di procura speciale, ha chiesto di essere giudicato con rito abbreviato. Ammesso il rito per tutti gli imputati, si è proceduto alla discussione, nel corso della medesima udienza (PM) e delle successive udienze del 7 novembre (difensori fratelli TROPIANO), dell’8 novembre (difensori RASO e CHEMI), del 21 novembre (difensore FACCHINIERI e RAFFA); all’udienza del 19 dicembre hanno replicato il PM e i difensori di RASO, RAFFA e FACCHINIERI; all’udienza del 30 gennaio 2013 hanno replicato i difensori di CHEMI e dei fratelli TROPIANO. Il Giudice ha disposto l’acquisizione, ex art.441 c.5 cpp, della sentenza di primo grado pronunciata nel procedimento c.d. “Crimine” (Tribunale di Reggio Calabria), citata nel corso dell’arringa dalla difesa RASO e che il PM aveva chiesto di produrre. Le parti sono state invitate a concludere nuovamente; indi, il Giudice ha pronunciato sentenza dando lettura del dispositivo.

Le indagini L’attività investigativa ha preso avvio a seguito del monitoraggio dei fratelli TROPIANO, titolari della società EDILSUD Srl, destinatari di atti intimidatori ritenuti prodromici a una vera e propria attività estorsiva. Il monitoraggio tecnico di ascolto delle conversazioni (telefoniche e ambientali) ha consentito alle forze dell’ordine di “seguire in diretta” alcuni tra gli snodi principali del tentativo di estorsione commesso in loro danno e di identificare in FACCHINIERI Giuseppe, CHEMI Giuseppe e RAFFA Roberto gli estorsori e in RASO Michele l’intermediario, concorrente nel reato. Il monitoraggio dei TROPIANO ha consentito altresì di prendere contezza in tempi particolarmente veloci del -pressoché- coevo tentativo di estorsione in danno di MONTELEONE Luigi, anch’egli noto imprenditore attivo nel settore dell’edilizia, il quale, a differenza dei TROPIANO, nonappena raggiunto telefonicamente dalla richiesta estorsiva, sporgeva una tempestiva e completa denuncia. Sin dai primi atti investigativi sono emerse profonde similitudini, ictu oculi evidenti, tra le due vicende estorsive, quanto a tempi, modalità esecutive e strumenti utilizzati, il che ha indotto a pensare, sin da subito, ad un’unica mano per entrambe le vicende estorsive. In forza degli esiti del monitoraggio tecnico di ascolto, in esecuzione del decreto del PM presso il Tribunale di Torino del 17/12/2011, in data 20/12/2011 venivano fermati ad Aosta, per i capi di imputazione dal n. 1) al n. 4), RASO Michele, nel cui possesso -a seguito di perquisizione 1

La questione di legittimità costituzionale del comb. disp. artt.628 u.c. e 629 c.2 cp era stata sollevata in relazione all’art.25 Cost. L’ordinanza con cui questo Giudice ha dichiarato la manifesta infondatezza della questione era motivata sul presupposto del mancato vulnus ai principi di determinatezza e tassatività previsti dall’art.25 Cost., atteso che l’individuazione delle circostanze aggravanti applicabili all’estorsione, individuate mediante il rinvio all’ “ultimo capoverso” dell’art.628 cp, è pacificamente da intendersi effettuato mediante il rinvio all’attuale “penultimo comma” dell’art.628 cp, in quanto il comma 3 dell’art.628 cp è l’ unico che contempla ipotesi di circostanze aggravanti e che l’attuale “ultimo comma” dell’art.628 cp (avente ad oggetto una disciplina speciale per l’ipotesi di concorso eterogeneo di circostanze) è stato introdotto successivamente alla formulazione del comma 2 dell’art.629 cp.

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personale- veniva rinvenuta una pistola marca Beretta Cal. 7,65 completa di relativo munizionamento (episodio contestato al capo 5) e RAFFA Roberto; a Bologna venivano fermati CHEMI Giuseppe e FACCHINIERI Giuseppe. A seguito dell’udienza di convalida del fermo, in cui gli indagati si avvalevano della facoltà di non rispondere, con ordinanza in data 23/12/2011 il GIP presso il Tribunale di Aosta convalidava i fermi di RASO Michele e RAFFA Roberto ed applicava ad entrambi la misura cautelare della custodia in carcere, dichiarando contestualmente la propria incompetenza a favore del GIP presso il Tribunale di Torino; il GIP presso il Tribunale di Bologna non convalidava i fermi di CHEMI Giuseppe e FACCHINIERI Giuseppe e, con ordinanza in data 22/12/2011, emetteva misura cautelare della custodia in carcere per i reati loro rispettivamente ascritti, dichiarando contestualmente la propria incompetenza a favore del GIP presso il Tribunale di Torino. Ai sensi dell’art.27 cpp, in data 10/1/2012 il GIP presso il Tribunale di Torino emetteva ordinanza di custodia cautelare in carcere per tutti e quattro gli indagati. Venivano iscritti in qualità di indagati anche gli stessi fratelli TROPIANO, vittime della tentata estorsione contestata a FACCHINIERI, CHEMI, RAFFA e RASO al capo 1), per avere aiutato FACCHINIERI Giuseppe ad eludere le investigazioni, con il comportamento omertoso materialmente posto in essere da TROPIANO Giuseppe all’atto di sporgere la denuncia il 23/8/2011, previo accordo con i fratelli Salvatore e Romeo (capo 6). Nell’esposizione delle fasi salienti dell’indagine si seguirà, come traccia, l’annotazione conclusiva di PG datata 30/11/2011; ogni volta che verrà richiamato un allegato con la mera indicazione del numero, si intenderà fare riferimento al corrispondente allegato della predetta annotazione; laddove l’allegato richiamato fosse pertinente ad altra annotazione di PG, verrà specificata l’annotazione di riferimento, mediante indicazione della data.

La premessa storica TROPIANO Giuseppe è un imprenditore che risiede in valle d’Aosta, dove opera nel settore dell’edilizia pubblica e residenziale; è originario di San Giorgio Morgeto (RC), come i fratelli Salvatore e Romeo, e come altri protagonisti della presente vicenda, RASO Michele, RAFFA Roberto e MONTELEONE Luigi; è conterraneo di FACCHINIERI Giuseppe e CHEMI Giuseppe, nati il primo a Cittanova e il secondo a Taurianova, paesi tutti della provincia di Reggio Calabria. Nel maggio 2009 TROPIANO Giuseppe ha costituito, con altri imprenditori e professionisti valdostani la Saint Bérnard s.r.l., con sede in Aosta p.zza della Repubblica 7, iscritta nel registro delle Imprese in Valle d’Aosta il 6 maggio 2009, per l’acquisto, dall’Immobiliare Santa Margherita s.r.l., facente capo all’imprenditore MARLETTI Valter, di un immobile in disuso nei pressi dell’ospedale di Aosta, noto come ex residence Mont Blanc. L’acquisto si è perfezionato con rogito notarile del 29/6/2009; dopo l’acquisizione dell’immobile da parte della Saint Bérnard srl, la Regione Valle d’Aosta ha deciso di acquistare dalla stessa società i costruendi parcheggi per la somma di 16.900.000 euro; dopo l’accordo con la Regione, il progetto edilizio è stato variato al fine di prevedere, oltre gli alloggi ed i box auto di relativa pertinenza, anche un parcheggio multipiano con 510 posti auto2. Il vantaggio economico per la Saint Bérnard s.r.l. era considerevole: la concessione aveva un valore complessivo stimabile in circa 4.000.000 di euro.

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La vicenda Mont Blanc è stata ricostruita dallo stesso TROPIANO Giuseppe nelle sit rese il 22.2.2011 quando è stato sentito come persona offesa del tentativo di estorsione avvenuto nell’ottobre 2010 (cfr. verbale di sit. pag. 6 segg. del 22/2/2011).

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TROPIANO Giuseppe è titolare della EDILSUD srl ed è socio, insieme ai fratelli Salvatore, Angelo e Romeo, di altre imprese edili con sede in Valle d’Aosta (VALLEDILE, impresa di costruzioni con sede in Aosta, GEMMA ALPINA società immobiliare con sede in Torino). La compagine sociale della citata Saint Bérnard s.r.l., il cui A.U. è TROPIANO Giuseppe, è composta da: • EDILSUD s.r.l., impresa di costruzioni con sede in Charvensod (AO) fraz Plan Felinaz; è dipendente della società, tra gli altri, RASO Vincenzo; la società è titolare della quota di 15.000 €; • i fratelli CUC, Mario e Mariagabriella, a loro volta titolari della EDILCUC, impresa edile valdostana, con una quota di € 6.250,00 • i fratelli CECCHETTO, Federico Maurizio e Alessandro, con una quota di € 6.250,00 • PALLU’ Serafino, con una quota di € 10.000; • i fratelli CODA, Corrado e Claudio, figli di CODA Gianni, titolare dell’agenzia assicurativa Arca s.r.l., titolari della quota di € 12.500. Nel corso dell’indagine sono stati accertati continui contatti telefonici tra TROPIANO Giuseppe e CODA Gianni relativamente all’operazione Mont Blanc, con particolare riferimento alle fasi concernenti la trattativa che ha preceduto la delibera della Regione Valle d’Aosta, relativa all’acquisizione dei parcheggi ed al rilascio della concessione edilizia in deroga da parte del Comune di Aosta; di ciò si fa cenno sin da ora in quanto nelle fasi finali della tentata estorsione, TROPIANO Giuseppe informerà innanzitutto CODA Gianni delle richieste ricevute e si consulterà anche con lui circa la posizione da assumere con i soci della Saint Bérnard s.r.l.

La prima lettera e le prime due telefonate estorsive a TROPIANO Giuseppe L’intervento dei RASO Il 27 giugno 2011, alle ore 19.33 TROPIANO Giuseppe riceveva una telefonata dall’utenza 366/9329091 in cui l’anonimo interlocutore -persona di sesso maschile con marcato accento siciliano o calabrese- facendo riferimento ad una lettera inviata in precedenza e, senza commentarne il contenuto, chiedeva con insistenza quali fossero le sue intenzioni. TROPIANO Giuseppe, dapprima titubante, confermava di aver ricevuto la missiva e rispondeva che non era sua intenzione parlarne per telefono, dicendosi disponibile e proponendo un incontro con l’interlocutore. L’anonimo chiedeva inizialmente del “signor Luigi”, sbagliando sul nome di battesimo di TROPIANO; la circostanza si è rivelata d’interesse allorché le indagini hanno consentito di far luce sulla commissione del -pressoché coevo- tentativo di estorsione ai danni dell’imprenditore MONTELEONE, il cui nome di battesimo è Luigi. (tel nr. 305 del 27.06.2011 ore 19.33, all.1): TROPIANO: Si ; SCONOSCIUTO: Signor Luigi ; TROPIANO: Eh .. Luigi ha sbagliato numero ; SCONOSCIUTO: Ma lei chi è scusi ; TROPIANO: Eh .. io .. chi cerchi, Luigi non sono io ; SCONOSCIUTO: Ah lei è il Signor ..; TROPIANO: Se cerca Tropiano sono io ; SCONOSCIUTO: Ah .. il Signor Tropiano si .. si allora cercavo lei si ..si .. come và tutto bene; TROPIANO: Si ; SCONOSCIUTO: Ascolta la nostra lettera l' ha ricevuta ? TROPIANO: Eh ; SCONOSCIUTO: La lettera nostra l' ha ricevuta ; 11


TROPIANO: Quale lettera ; SCONOSCIUTO: ... incomp .. cliente capito ? ascolta .. Signor Tropiano ; TROPIANO: eh ; SCONOSCIUTO: Allora se no ha ricevuta la lettera gliene mando un altra ha capito ; TROPIANO: Eh .. ho capito ... eh se .. scusa un attimino ti posso richiamare ; SCONOSCIUTO: No ; TROPIANO: Allora richiamami richiamami tu ; SCONOSCIUTO: Eh se hai ricevuto la lettera no ; TROPIANO: Si ; SCONOSCIUTO: Eh lì hai ricevuta la lettera .. devi dire si o no ; TROPIANO: Si ... si l' ho ricevuta ; SCONOSCIUTO: Eh allora cosa hai deciso di fare ; TROPIANO: Eh cosa ho deciso di fare ... te lo devo dire per telefono quello che ho deciso di fare SCONOSCIUTO: Vuoi che vengo a casa tua cosi me lo spieghi ; TROPIANO: A casa mia sicuramente no, nell' ufficio oppure ; SCONOSCIUTO: Vengo in ufficio ; TROPIANO: Eh ... quando vuoi ; SCONOSCIUTO: Si ..; TROPIANO: Dimmi quando passi Ok ; SCONOSCIUTO: Ascolta .. dimmi ..,dimmi ... Signor Tropiano ascolta un attimo dimmi che intenzioni hai ; TROPIANO: Eh ti devo parlare ha voce scusa ; SCONOSCIUTO: Non posso venire lì .. non hai capito allora ... non è che posso venire ha prendermi il caffè in ufficio ; TROPIANO: Ci vediamo da un altra parte .. non è mica un problema ; SCONOSCIUTO: Eh va bene ; TROPIANO: Ok ; SCONOSCIUTO: Va bene ...va bene ho capito ... ho capito tutto .. ascolta un attimo ... vedi che non va bene cosi però ok ; TROPIANO: Eh ooh cosa vuoi che ti dico .. io non è che ti posso dire .. capisci ; SCONOSCIUTO: Va bene va ; TROPIANO: Ok ; SCONOSCIUTO: Allora mi faccio sentire io ... mi faccio sentire io ... non ti preoccupare ; TROPIANO: Va bene ok ciao ; SCONOSCIUTO: Ciao ; TROPIANO:Ciao. Alle successive 19.53 TROPIANO Giuseppe riceveva un’altra comunicazione dal soggetto in questione; si dimostrava nuovamente riluttante a parlare per telefono, in quanto era convinto di essere intercettato (“io telefonicamente ti dico, anche per il tuo bene, non ti dico niente”); lo sconosciuto, però, insisteva a voler conoscere le sue intenzioni, rammentando a TROPIANO che la lettera conteneva richieste precise; TROPIANO tentava di prendere tempo accennando che avrebbe dovuto parlare della questione ai soci. La comunicazione si interrompeva bruscamente dopo che lo sconosciuto aveva preannunciato che avrebbe mandato una persona a prendere TROPIANO per portarlo al colloquio. (tel nr. 315 del 27.06.2011 ore 19.53, all.2): TROPIANO: Si dimmi... SCONOSCIUTO: Signor Tropiano? TROPIANO: Si 12


SCONOSCIUTO: Allora come vuole che facciamo TROPIANO: Eh non lo so vedi tu, io non posso parlare per telefono scusami eh.. SCONOSCIUTO: Vabbè che male c'è che parliamo per telefono TROPIANO: Ma no... c'è male che io sono... sorvegliato speciale se tu non lo sai SCONOSCIUTO: Ah non lo so TROPIANO: Ah quindi eh... non ho capito io eh.. SCONOSCIUTO: Ah, va bene e... comunque lei che intenzioni ha? TROPIANO: Allora dobbiamo parlare eh... dobbiamo parlare se vuoi.... parlare e sicuramente non si può parlare ne a casa mia e ne se non vuoi venire in ufficio ne...de... dimmi tu io dove.... mi dici io arrivo, però le cose se.... insomma mi sembra se... e che è.... ti devo dire per telefono tutto noo SCONOSCIUTO: Mh, comunque che intenzioni ha lei ...inc.... TROPIANO: Ti ho detto che ne dobbiamo parlare.... ok? SCONOSCIUTO: Eh ne dobbiamo parlare ho capito che ne dobbiamo parlare ma il discorso è questo siccome io... TROPIANO: Ma io ho soci che ti devo dire.... che io... SCONOSCIUTO: Abbiamo mandato una lettera molto precisa... TROPIANO: Eh molto precisa, io ho dei soci... SCONOSCIUTO: Molto dettagliata TROPIANO: Ascolta io ho dei soci tu devi, tu devi, devi sapere come la pensano eh devo....INC... SCONOSCIUTO: Come la pensano? come la pensano i suoi soci? TROPIANO: Senti io telefonicamente ti dico, anche per il tuo bene, non ti dico niente.... ok? SCONOSCIUTO: Allora facciamo una cosa guardi, io gli mando... gli mando una persona che lo viene a prendere, pronto... TROPIANO: Eh dimmi [cade la linea] Il contenuto esatto della lettera estorsiva citata nelle due conversazioni telefoniche, è stato accertato grazie al rinvenimento casuale della lettera stessa, nel corso di una ispezione effettuata per motivi fiscali dalla GdF presso i locali della EDILSUD: “Con la presente informiamo Lei e i suoi soci che riguardo l’appalto di via Roma (e cioè l’affare Mont Blanc, n.d.e.). Vogliamo il 3% su tutto l’affare. Ci rivolgiamo a Lei in prima persona perché la riteniamo sia una persona giudiziosa, coerente e in grado di comprendere con chiarezza l’importanza della richiesta in questione. In buona sostanza vogliamo i soldi e consigliamo Lei e soci di non fare l’infame, è bene che ci mettiamo d’accordo tra NOBIS senza coinvolgere la legge o terze persone tipo i suoi compaesani perché così facendo rischiate molto in prima persona ma mettete a rischio l’incolumità dei vostri prossimi famigliari mogli, figli, fratelli o genitori e badate bene che se pensate di rivolgervi o di essere protetti da qualche mammasantissima vi sbagliate e di molto per una questione semplicissima noi siamo in tanti siamo dappertutto abbiamo moltissimo tempo è vogliamo i soldi altrimenti vi facciamo andare in pensione con anticipo. E badi bene signor Tropeano che questa non è un minaccia ma una questione di principio per tutti noi. Quindi è bene che arriviamo a un accordo pacificamente per tutti, voi vi fate i vostri guadagni con le vostre amicizie politiche locali e anche noi ci guadagniamo qualche cosina, come si suol dire quando ce ne, ce ne per tutti, per voi e per noi. In definitiva nei prossimi giorni lei sarà consultato da un nostro intermediario così lei ci farà sapere se siete d’accordo a trattare, perché la nostra richiesta è trattabile, noi vogliamo mangiare un po’ come tutti voi nella maniera più pacifica e per questo le rammentiamo di non fare l’infame e di ponderare bene le nostra richiesta dobbiamo vivere anche noi, siamo persone serie e non siamo dei parassiti come alcuni dei suoi paesani… A proposito a scanso di qualsiasi 13


equivoco, il nostro interlocutore si presenterà come l’avvocato Siliente si ricordi bene questo nome. Se si da il caso che qualcuno dei suoi soci non vuole partecipare alla nostra richiesta, ci faccia sapere chi non sarà d’accordo che poi ci penseremo noi…” La mattina seguente, 28 giugno 2011, alle ore 9.09, TROPIANO chiamava RASO Michele per riferirgli delle comunicazioni telefoniche con il sedicente avv. SILIENTE; dal tono della conversazione si comprende che la ricezione della lettera era già stata oggetto di colloquio tra RASO e TROPIANO (in effetti, il 26 giugno 2011, alle ore 12.30 i due erano stati visti dagli operanti parlare tra di loro nelle vicinanze del camion di RASO; cfr. all. 3); TROPIANO informa RASO che “quell'avvocato lì si è fatto sentire, sai”); dal tenore della conversazione si comprende altresì che TROPIANO si aspettava la telefonata perché aveva effettivamente ricevuto per lettera una richiesta estorsiva: sicché tra TROPIANO e RASO la conversazione telefonica ha inizio con l’allusione, sufficiente per chi sia già pienamente informato, a “quell’avvocato lì”. (tel nr. 328 del 28.06.2011, alle ore 09.09, all.4): RASO: Pronto TROPIANO: Pino, Michele RASO: Uhe ciao Pino TROPIANO: Ciao, sei arrivato? RASO: Noo ancora a Torino siamo TROPIANO: Ahh ancora a Torino siete... ah ok... eh niente io ti volevo dire che quell'avvocato li si è fatto sentire sai RASO: Eh.... TROPIANO: E secondo me è “stighiusa” la cosa RASO: E' chiusa? TROPIANO: E' fastidiosa RASO: Eh boh... TROPIANO: Hai capito perchè innanzi sembrano esperti parlano per telefono a tutto spiano RASO: Si TROPIANO: Eh... io giustamente mi sono rifiutato telefonicamente.... ha detto che passa lui a prendermi eh... un giorno di questi RASO: Si TROPIANO: Hai capito? -omissisIl 28 giugno 2011, alle ore 10.52, TROPIANO Giuseppe chiamava il fratello Romeo per comunicargli di aver ricevuto le telefonate estorsive; anche nel dialogo con il fratello erano sufficienti pochi cenni a “quell’avvocato lì”, segno che Romeo era già al corrente della ricezione della prima lettera; come nel dialogo con RASO, TROPIANO Giuseppe aggettivava nuovamente la cosa come “fastidiosa” (“Eh..... poi vedi che quell'avvocato ha chiamato, eh...... la cosa mi sembra "stighiusa" eh.... ok?”). TROPIANO Giuseppe precisava di aver già interessato della questione RASO Michele, con il quale si sarebbe dovuto incontrare a breve. Nel dialogo tra i due fratelli si parla di “entrare in società” o “affidare lavori”: allusioni neppure particolarmente criptiche alle modalità di affrontare la questione, di aderire o meno alla richiesta, cercando di trattare oppure di resistere alle pretese estorsive. (tel nr. 341 del 28.06.2011, alle ore 10.52, all. 6): -omissis-

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TROPIANO GIUSEPPE : Eh..... poi vedi che quell'avvocato ha chiamato, eh...... la cosa mi sembra "stighiusa" eh.... ok ? TROPIANO ROMEO : Ah..... TROPIANO GIUSEPPE : Si poi..... ho parlato con Michele pure.... era qua eh.... adesso vediamo un attimino.... se lo facciamo entrare in società o meno .... ma secondo me meglio se li teniamo fuori a questa gente hai capito ? TROPIANO ROMEO : Si..... TROPIANO GIUSEPPE : Poi quando scende ti spiega lui comunque secondo me sono..... non gli puoi affidare una operazione a questi qua.... sono degli sprovveduti..... per come hanno fatto le cose la la...l'alibi che sono quelli che non capiscono niente.... sono improvvisati TROPIANO ROMEO : E va bene va.... poi TROPIANO GIUSEPPE : Ok TROPIANO ROMEO : Si vede se..... TROPIANO GIUSEPPE : Lavori lavori non gliene possiamo affidare a questi TROPIANO ROMEO : E no..... si parla poi TROPIANO GIUSEPPE : Va bene TROPIANO ROMEO : Ah.... TROPIANO GIUSEPPE : Si TROPIANO ROMEO : Lui lì ha fatto ha fatto non ha fatto niente TROPIANO GIUSEPPE : E niente lui.... a Torino e siamo rimasti che stasera magari facciamo un salto a metà strada ciascuno e ci vediamo ok ? TROPIANO ROMEO : E ma Michele dico io TROPIANO GIUSEPPE : Michele Michele TROPIANO ROMEO : L'altro socio ? TROPIANO GIUSEPPE : Eh.... TROPIANO ROMEO : Ah..... vi dovete vedere ? TROPIANO GIUSEPPE : Si stasera...... gli dico la situazione com'è vediamo se ha aiuto eh..... vediamo se rimandiamo per la casa oppure se facciamo in modo che lavorano ok ? TROPIANO ROMEO : Eh se no si vede quant'è un appena TROPIANO GIUSEPPE : Ah vediamo vediamo dai poi TROPIANO ROMEO : Va bene dai -omissis Alle successive ore 13.27 TROPIANO Giuseppe richiamava il fratello Romeo per rappresentargli che a breve si sarebbe dovuto incontrare con RASO Michele. Romeo chiedeva al fratello Giuseppe di riferire a RASO che, al suo rientro in Calabria, sarebbe stato organizzato un incontro a cui avrebbe dovuto essere presente anche Salvo che, alla luce degli sviluppi della vicenda e del ruolo che in essa vi assumerà, è da identificare senza dubbio alcuno in RASO Salvatore, che appunto era in Calabria. TROPIANO Romeo esortava altresì il fratello Giuseppe a fare in modo che, nell’adoperarsi per risolvere la situazione non vi fosse “mollicchiamento”. (tel nr. 353 del 28.06.2011, ore 13.27, all.7): -omissisTROPIANO GIUSEPPE : Si si io stasera mi vedo con Michele perchè..... aspetta che qua...... perchè siamo rimasti così TROPIANO ROMEO : No ti dico che che.....capisci bene eh.... fai in modo che viene anche Salvo TROPIANO GIUSEPPE : Eh..... va ih..... dove con.... TROPIANO ROMEO : No fai come ti dico io fai come ti dico io capisci bene e vedi che non si incomincia a "mollichiare" che non ci sia "mollichiamento" 15


TROPIANO GIUSEPPE : Ah va bene TROPIANO ROMEO : Eh... va bene ? TROPIANO GIUSEPPE : Va bene ok tranquillo TROPIANO ROMEO : Gli dici che quando scende ci sentiamo con me TROPIANO GIUSEPPE : Si si si -omissisSubito dopo tale telefonata, TROPIANO Giuseppe chiamava i fratelli Angelo e Salvatore (conv. progr. 354 e 355, all. 8 e 9) con i quali si incontrava alle successive ore 13.50 in Aosta, regione Borgnalle, nelle vicinanze del cantiere in cui l’Edilsud stava costruendo un condominio. I tre fratelli venivano visti dai militari, che ivi svolgevano un servizio di o.c.p. (cfr. all. 10). Alle 21.47 TROPIANO Giuseppe richiamava RASO Michele, con il quale si dava appuntamento il giorno successivo presso l’autogrill di Borgaro (TO) (tel nr. 400 del 28/06/2011 ore 21.47, all.11): -omissisRASO : Vuoi scendere domani mattino Pino? TROPIANO : Presto però RASO : Quando è..... incomprensibile..... presto non ci sono problemi TROPIANO : Perchè..... poi a mezzoggiorno o una riunione in Regione RASO : No no presto verso le otto che siamo.... ci vediamo qua dai TROPIANO : Ok eh...... RASO : Dimmi TROPIANO : E dove devo venire ? RASO : Ci vediamo al al coso ah... dopo il casello c'è il il l'autogrill.... a Borgaro TROPIANO : A Borgaro ? RASO : Eh si Pino TROPIANO : Ah ho capito RASO : Che io sono qua quasi a Santena di là vengo di qua TROPIANO : va bene allora ci vediamo a Borgaro domani mattino alle otto parto di qua ok? RASO : Va bene Pino -omissis Il 29 giugno 2011, alle ore 9.06, l’incontro programmato avveniva presso l’area di servizio “Stura Nord” della A55. TROPIANO Giuseppe e RASO Michele restavano a parlare in posizione appartata per alcuni minuti; i militari riprendevano l’incontro nel corso del servizio di o.p.c. all’uopo organizzato (cfr. all. 12). Alle successive ore 13.44 TROPIANO Giuseppe chiamava il fratello Romeo e confermava di aver parlato con RASO Michele; esortava il fratello Romeo ad organizzare il prima possibile un incontro in Calabria, al quale avrebbero dovuto partecipare “Turi, tu e lui”, da identificare nello stesso Romeo (“tu”), in RASO Michele (“lui”, che a breve sarebbe sceso in Calabria) e in RASO Salvatore (“Turi”) come il fratello Michele interessato dai TROPIANO per trattare la vicenda. Anche in questa circostanza si parla di “lavori” e “cantieri” in senso figurato, intendendo l’attività di intermediazione che avrebbero svolto i RASO. (tel nr. 463 del 29.06.2011, ore 13.44, all.13): -omissisTROPIANO ROMEO : Ma poi vi siete visti con Michele ? TROPIANO GIUSEPPE : Si ci siamo visti questa mattina TROPIANO ROMEO : Ah.... 16


TROPIANO GIUSEPPE : Come scende lui passa a trovarti comunque quando scende come arriva cercalo pure tu TROPIANO ROMEO : Ah.... va bene TROPIANO GIUSEPPE : Eh TROPIANO ROMEO : Si si..... no solo se vi siete visti TROPIANO GIUSEPPE : Si si ci siamo visti questa mattina TROPIANO ROMEO : Eh..... TROPIANO GIUSEPPE : Ho fatto un salto io fino a Torino ok ? TROPIANO ROMEO : Va bene.... com'è la....? TROPIANO GIUSEPPE : E com'è quando viene ti spiega lui TROPIANO ROMEO : No no dico più o meno TROPIANO GIUSEPPE : Eh.... TROPIANO ROMEO : ..... Incomprensibile..... c'è ne fotte TROPIANO GIUSEPPE : No no no TROPIANO ROMEO : Va bene dai TROPIANO GIUSEPPE : Quando viene poi ti spiega TROPIANO ROMEO : No volevo sapere solo questo io TROPIANO GIUSEPPE : Eh..... c'è subito da lavorare io gli ho detto Turi tu e lui il cantiere si deve aprire veloce eh.... cominciare da una parte a fare i lavori a mano a mano come vengono TROPIANO ROMEO : E certo TROPIANO GIUSEPPE : Comunque poi ti spiega lui ok ? TROPIANO ROMEO : Va bene TROPIANO GIUSEPPE : Va bene Romeo..... TROPIANO ROMEO : Come salgo come salgo ora io che sto salendo glielo dico a...... TROPIANO GIUSEPPE : Se vuoi accennarglielo pure ah..... fallo pure tranquillamente ok ? TROPIANO ROMEO : No...... come salgo gli e lo dico tanto quelli sono sono "deperibili" Peppe..... l'unico che mi è rimasto e..... quello che viene ogni tanto qua sopra a trovarmi TROPIANO GIUSEPPE : Va bhò vedi tu TROPIANO ROMEO : L'operaio TROPIANO GIUSEPPE : Comunque come viene come viene Michele vedi con lui TROPIANO ROMEO : E mi conviene aspettare TROPIANO GIUSEPPE : Perchè io ho parlato chiaro con lui ok ? Chiaro chiaro TROPIANO ROMEO : Va bene mi conviene aspettare TROPIANO GIUSEPPE : Si si tanto ora arriva ho parlato chiaro chiaro chiaro vedi che ti dice ok ? TROPIANO ROMEO : Va benissimo eh.... -omissis Il riferimento di TROPIANO Romeo “Come salgo, come salgo ora io che sto salendo gli e lo dico a......” riguardava proprio RASO Salvatore che abitava in Contrada S. Eusebio, che si trova in zona collinare. Della correttezza di tale identificazione si aveva ulteriore conferma quando, alle successive ore 13.56, TROPIANO Romeo chiamava proprio RASO Salvatore, con il quale scambiava brevi convenevoli, rimandando la conversazione all’incontro di persona (tel. nr. 3112 del 29.06.2011 ore 13.56, all. 14). Alle ore 15.45 TROPIANO Romeo chiamava nuovamente TROPIANO Giuseppe; la conversazione verteva ancora sul tentativo di estorsione e sull’azione che Michele RASO avrebbe dovuto intraprendere. Ancora una volta il linguaggio era figurato. (tel nr. 481 29.06.2011, ore 15.45, all. 15): -omissis17


TROPIANO Giuseppe: Vedi se vedi a Turi preparalo che quando arriva Michele vi dovete attrezzare che dovete cominciare a lavorare TROPIANO Romeo: No ma fra un pò ci dobbiamo vedere.... c'è pure Raffaele qua.... ci dobbiamo vedere con Salvatore TROPIANO Giuseppe: Eh.... hanno detto.....risata..... hanno detto che dovete armare.... dovete iniziare a portare prima via a "Picasso" così trovate subito "Picasso" e poi mano a mano andare avanti TROPIANO Romeo: Ma va...... TROPIANO Giuseppe: Se no decisioni non ne prendete che io gliel’ho detto già ok ? TROPIANO Romeo: Io credo che la decisione più semplice Peppe è di quella sempre poi alla fine ih.... se non cosa.... voci sovrapposte..... diciamo... TROPIANO Giuseppe: Veramente ti posso dire.... ti posso che Michele mi sembra che è abbastanza volenteroso per lavorare eh..... TROPIANO Romeo: Si però ti dico alla fine alla fine...... TROPIANO Giuseppe: Ho capito ho capito TROPIANO Romeo: .....Si deve trovare una quadra....oppure oppure...... si parla con lui oggi giustamente non è che può fare uno di di TROPIANO Giuseppe: Là parlano loro..... là parlano loro eh.... TROPIANO Romeo: Eh.... ti voglio ti voglio dire no però ... voci sovrapposte ... ci sono ancora altre carte da giocare TROPIANO Giuseppe: Appena arriva vedi tu appena se ci sono altre carte si giocano TROPIANO Romeo: Comunque il tempo c'è o no TROPIANO Giuseppe: E ah...... voglia ih....Madonna ci macherebbe iha..... TROPIANO Romeo: Eh...allora TROPIANO Giuseppe: Comunque quando salite qua sopra poi si si fa un giro pure sui lavori no...... ok ? TROPIANO Romeo: Si si va bene..... TROPIANO Giuseppe: Tanto Michele ti aggiorna ok ? TROPIANO Romeo: Va benissimo TROPIANO Giuseppe: Che io questa mattina alle nove e mezzo ero con lui ciao TROPIANO Romeo: Va bene Peppe TROPIANO Giuseppe: Ciao ciao ciao ciao TROPIANO Romeo: Che queste sono le cose più importanti......l'altre sono solo minchiate I fratelli TROPIANO, dunque, continuano a vagliare varie ipotesi di affronto della situazione (“se ci sono altre carte si giocano”). Il 30 giugno 2011, alle ore 17.16, TROPIANO Giuseppe riceveva un’ulteriore chiamata dal fratello Romeo; nella conversazione, TROPIANO Giuseppe esternava impazienza e metteva fretta al fratello sollecitandolo ad incontrarsi con i RASO. (tel. nr. 595 del 30.06.2011 ore 17.16, all.17): TROPIANO GIUSEPPE: Michele è arrivato? TROPIANO ROMEO: no, ancora no... veramente ieri... ci siamo sentiti con Salvatore che mi ha detto chiamami... ti ricordi eh... non ci siamo visti... ne ieri ne oggi... però aspetto domani perchè secondo me Beppe... devono pure parlare loro ... TROPIANO GIUSEPPE: ascolta io gli ho detto... come li vedi laggiù... tu ti metti... o tu o lui ti metti vi mettete in contatto... o chiami tu... TROPIANO ROMEO: si, si, io lo faccio... tanto non è arrivato di sicuro... tanto deve scaricare domani... TROPIANO GIUSEPPE: e che... tanto è arrivato con il furgone... e viene con il furgone ...inc... a ieri sera era già li... ok? 18


TROPIANO ROMEO: ...inc... TROPIANO GIUSEPPE: eh? TROPIANO ROMEO: se veniva che si sposa la figlia di Rocco TROPIANO GIUSEPPE: va bhe... comunque dagli uno squillo e parlatene ok? TROPIANO ROMEO: comunque quello che ti dico io... quello che mi dice... fatemi parlare poi ci sentiamo... TROPIANO GIUSEPPE: va bene vedi quello che ti dice... eh... la cosa gli dici i lavori devono partire subito... non è che dici ...inc... fu chiaro la sopra.... ok?... va bene... TROPIANO ROMEO: non lo so... queste sono cose che sai tu e lui o no? TROPIANO GIUSEPPE: ebbé gli ho detto... ma se ti sto dicendo ...inc... ho detto io che sono lavori che devono partire veloci qua c'è un’urgenza che dobbiamo consegnare non ci possiamo dormire sopra... Subito dopo, TROPIANO Giuseppe si dava appuntamento con GIOVANARDI Gualtiero, Ispettore di P.S. in congedo, già effettivo alla Squadra Mobile di Aosta3. Alle ore 18.40 TROPIANO Giuseppe incontrava GIOVANARDI dinnanzi all’abitazione di questi in Quart (AO), come riscontrato da apposito servizio di o.c.p. (cfr. all. 18). La conversazione avveniva a bordo dell’autovettura AUDI di TROPIANO e veniva captata dalle microspie ivi installate. A GIOVANARDI, Giuseppe TROPIANO taceva di aver ricevuto una missiva scritta contenete la richiesta dell’estorsore; gli riferiva, però, una serie di particolari effettivamente contenuti in tale lettera, tra cui proprio l’entità della richiesta estorsiva, pari al 3% dei ricavi dell’operazione Mont Blanc, ovvero circa 600.000 euro (costituenti appunto il 3% di 20 milioni di euro che è l’ammontare dei ricavi che la Saint Bérnard dovrebbe ottenere dalla cessione dei parcheggi e dalla realizzazione del condominio): alcuni termini e alcune frasi che TROPIANO riferiva a GIOVANARDI erano scritte nella lettera, ma TROPIANO le comunicava come se gli fossero state dette per telefono (“ha detto che sono una famiglia grande che se non pago vado in pensione prima”). TROPIANO Giuseppe dichiarava di non voler denunciare l’estorsione, per non essere tacciato di “infamia” (“io non posso andare a fare una denuncia...[…] io mica sono uno che voglio farmi vedere come quello che collabora con... con..[…] io adesso dovrei fare la denuncia ....inc... io devo fare la denuncia ma... anonima... anonima... ma io non vorrei che la gente pensa soprattutto la Legge mi fa Pino tu sei conosciuto ...inc... tranquillo che ti conoscono tutti... e quindi.... dovrei fare una denuncia anonima lo stesso...”); tuttavia, auspicava l’avvio di un’indagine, per altro già sospettando che gli inquirenti, proprio grazie ad intercettazioni telefoniche, fossero già al corrente del tentativo di estorsione (“adesso sto cazzo di telefono... ste richieste sono segnalate... sinceramente mi rode perchè... somma sei uno che fai lavorare tutti...”). TROPIANO si dimostrava seriamente preoccupato che i soci della Saint Bernard srl potessero decidere autonomamente di fare denuncia se fossero venuti a conoscenza dell’estorsione (“ma come vado a dirgli a CODA guarda che ...inc... ma quelli fanno subito denuncia”; verosimilmente, il riferimento è a CODA Gianni). (ambientale nr.1859 del 30/06/2011 ore 18.40, all.19): TROPIANO: c'hai il telefono dietro... siediti qui... siediti sopra... siediti sopra... non ti preoccupare tranquillo.... così mettiamo ...inc... e respiriamo un po GIOVANARDI: uhm... TROPIANO: e rinfreschiamo un po... no ieri mi sono visto con lui e... mi ha detto di stare tranquillo ...inc... guarda io dottore sono sereno ...inc... che cavolo potevano tirare fuori... no io 3

La telefonata seguiva immediatamente la precedente al punto che il software del sistema d’intercettazione la manteneva nello stesso numero progressivo.

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sai perchè ti chiamo... io devo confidarmi con qualcuno... tu hai una persona che ci possiamo fidare?... GIOVANARDI: perchè TROPIANO: a me mi stanno... ...inc... telefonate anonime... l'ultima telefonata era che adesso... GIOVANARDI: ...inc... TROPIANO: no, io non posso... io non devo fare... ...inc... allora qui ci va uno che si prende a cuore la cosa... la polizia mi sta dietro perchè vedrai che a giorni qualcuno mi si ferma ...inc... poi quello che mi fanno non lo so... non penso che... ...inc... GIOVANARDI: ascolta ...inc... se tu ti fidi di me io ...voci sovrapposte... TROPIANO: questo era.... è uno scoop te lo dico subito... qui stanno cercando un sacco di soldi.... GIOVANARDI: tu.... domani ...inc... TROPIANO: no io, ascolta io.... voi non sapete che io vi ho detto niente... perchè io nel telefono gli ho detto ma siete scemi... ma io ho il telefono sotto controllo.... ma ragazzi ma vi rendete conto cosa state dicendo... ha detto che sono una famiglia grande che se non pago vado in pensione prima che ...inc... non riesco a capire... allora io ...voci sovrapposte... dall'accento sono italiani... la voce è come parlo io con te... poi se ci sono i calabresi dietro non lo so... ti posso dire che sono un po preoccupato perchè... GIOVANARDI: ...inc... da quanto va avanti... TROPIANO: ma... una settimana... GIOVANARDI: perchè... TROPIANO: è una questione di principio... ma che cazzo... questi hanno incominciato a chiedere... quelli cazzo di 100.000 euro li in più... GIOVANARDI: tu stai lavorando solamente qua... sei fermo... all'ospedale sei fermo... TROPIANO: no, sono partito... GIOVANARDI: hai ripreso... TROPIANO: anche perchè l'ospedale.... GIOVANARDI: ho visto li il cantiere che minchia... TROPIANO: va bhe questo è.... quello il nostro proprio il mio... poi invece l'ospedale... ...inc... ma loro puntano sull'ospedale... hanno chiesto il 3%... sai cosa vuol dire il 3% GIOVANARDI: ...inc... lo immagino... TROPIANO: trattabile... trattabile... GIOVANARDI: ...inc... TROPIANO: allora siccome io sono venuto da un paese che lavoro e mi faccio il mazzo io guarda che... io prendo una pistola e lo ammazzo.... GIOVANARDI: ti conosco... io ti conosco... TROPIANO: io e i miei fratelli... c'è Romeo dalla Calabria mi fa Pino vengo su con una pistola GIOVANARDI: vi fate un culo così... io guarda su di te veramente io sono stato 30 anni laggiù... li dentro ho... gli ultimi 20 anni mi sono dedicato esclusivamente a queste cose qua... e su di te io ci metto la mano... infatti anche con Walter (Martina) quando gli ho detto guarda... sicuramente ci sarà qualcuno che sarà invidioso perchè.... uno è capace di... non dico è capace di lavorare non lo devo dire io... è capace di fare gli affari... ...inc... prendere i lavori... TROPIANO: sono organizzato... GIOVANARDI: ha una grossa... ha una grossa... ha una grossa... una grossa impresa... ... questa cosa qua assolutamente.... TROPIANO: a me mi preoccupa... perchè ha detto che vengono a casa... non ti permettere di venire a casa... c'ho un ufficio... GIOVANARDI: è da... è da... non è da sottovalutare... TROPIANO: ....io per quello capisci... io non posso andare a fare una denuncia... GIOVANARDI: no, no, no... TROPIANO: io telefonicamente... signori miei sappiate che io ho il telefono sotto controllo 20


GIOVANARDI: ma no c'è il modo... io però ti dico... io su una cosa così... TROPIANO: se sono venuto a parlare con te GIOVANARDI: ....Longarini... perchè io con Longarini c'ho lavorato.... TROPIANO: allora se ti fidi di Longarini... io non devo sapere niente ... però mi devi controllare a vista perchè a me da un momento all'altro qualcuno mi viene a prendere... te lo dico subito... poi io ho parlato con i miei fratelli e gli ho detto cosa faccio... vado a fare una denuncia anonima... anonima... GIOVANARDI: no, no... TROPIANO: io vado a parlare con Giovanardi che la ritengo una persona all'altezza della situazione e lui mi dice Pino... parliamo con uno... questa deve essere una cosa... noi... tu lavori per i fatti tuoi... come tutte.... GIOVANARDI: deve essere un'iniziativa loro non ci deve essere niente di scritto tuo... TROPIANO: esatto... niente... se io la prima telefonata anonima.... ho lasciato il tempo che trova... poi la seconda... poi la terza... poi non ho risposto più... GIOVANARDI: ....ti telefonano sempre con un cellulare anonimo.... TROPIANO: anonimo... e ti posso dire che non ho risposto più... perchè fino a ieri è arrivata una telefonata anonima... l'ultima telefonata mi fa va bene abbiamo capito ...inc... mi fa non siamo... no mi fa... siamo una grossa famiglia e non abbiamo tempo da perdere e gli ho detto io noi siamo piccolini e se non abbiamo tempo ce lo prendiamo... quasi quasi li ho mandati a fare in culo... va bene faccio venire qualcuno a prenderti... stai tranquillo che arrivano... arrivano... sono troppo.... secondo me è una bandina sprovvista perchè non può telefonare... GIOVANARDI: di solito funziona così... nel senso che... da un avvertimento se poi dicono.... va bhe questo non capisce glielo facciamo... ...voci sovrapposte... ti bruciano i camion... TROPIANO: no, non hai capito loro vogliono che io per telefono gli dovevo dire se pagavo... quanto pagavo... perchè loro mi hanno detto il 3% ma si può anche trattare... se avevo parlato con i soci... se i soci non sono d'accordo che gli devo dire chi non sono d'accordo che vanno a parlare loro... che li convincono loro... questa è la telefonata capisci... allora loro vogliono parlare con me per dire... e io gli devo dire sentite loro non vi danno il 3%... ve ne darò l'1% hai capito però... ma che cazzo... ma dove siamo arrivati veramente c'è la mafia qua... io sono scappato con i miei fratelli da un paese dove non vivevo più... GIOVANARDI: dove non potevi lavorare... TROPIANO: non potevo lavorare... qui che si lavora... vi faccio vivere c'è un'economia che gira grazie a noi ....devo andare a fare... ma la cosa che mi preoccupa tu lo sai io non sono preoccupato e che se mi arrivano a casa e mi portano via ma questi bastardoni qua già mi hanno rovinato un po della mia vita privata GIOVANARDI: no. no, ma queste sono cose... TROPIANO: ...inc... non lo sa... mi hanno attaccato sotto casa e se arrivo in ritardo una sera sono tutti allarmati... persino i miei fratelli arrivano... tante volte arrivano... vanno all'ufficio vedono la macchina li si mettono ...inc... Salvatore e Angelo perchè mi fa Pino non uscire di notte... ha detto io oh ragazzi che cazzo devo fare ... GIOVANARDI: non uscire da solo... TROPIANO: avevo una storia con ...inc... GIOVANARDI: ...inc... sei incasinato anche per la festa... TROPIANO: si ma... la festa ...voci sovrapposte... queste cose qua me le gestisco io ma se ancora devo avere il timore che mi ritiro a casa... la sera e la mattina... GIOVANARDI: è questo che dico... non è che sei fermo devi sempre girare... TROPIANO: non mi posso fermare ...inc... te lo giuro sui miei fratelli che tu conosci tutti e siamo una famiglia veramente che abbiamo rispettato soprattutto la Legge ... GIOVANARDI: no, no... TROPIANO: abbiamo sempre fatto i cazzi nostri... e abbiamo sempre andati avanti grazie alle nostre capacità e la nostra unione in famiglia ... e questa è la base ...inc... ma ti posso dire che 21


questa cosa qua mi sta dando fastidio... e la persona di cui ho puntato che mi posso fidare sei tu... GIOVANARDI: si, si, io guarda... TROPIANO: e vedrai GIOVANARDI: io domani... TROPIANO: vedrai che tireranno fuori una banda di scalzacani... che non solo rovinano me... rovinano anche altri... GIOVANARDI: domani... TROPIANO: io ancora quando mi vedete che ci sono loro mi dovete dire TROPIANO lei ha ricevuto delle telefonate perchè non ha denunciato? me lo dovete dire... GIOVANARDI: ma io non ci parlo con loro... TROPIANO: hai capito a me quando mi chiamate che ci sono loro ...inc... che li prendete a giorni li prendete... mi devi dire TROPIANO lei ha ricevuto queste telefonate anche lei è complice perchè mi hai avvisato... anche lei è soggetto a denuncia... non hai capito... GIOVANARDI: si, si tu dici... ho capito... per non coinvolgerti... ...voci sovrapposte... TROPIANO: sei andato a fare una denuncia... a bhe.... adesso te la facciamo pagare noi... perchè il discorso di questi bastardoni è questo... se paghi magari ti lasciano in pace... GIOVANARDI: no, si va bhe... però hai finito per tutta la vita.. non lavori più... TROPIANO: non lavoro più... ma io non voglio pagare ma perchè devo pagare... io gli ho detto a Martina dottore se... e al Maresciallo Neroni li... GIOVANARDI: si... TROPIANO: mi fa TROPIANO guardi secondo me qualcuno si fa sentire quello li è un segnale che poi gli chiederanno qualcosa... mi raccomando mi chiami... mi chiami... gli ho detto state tranquilli che se mi succede una cosa del genere io faccio denuncia vengo... ma non posso andare a fare denuncia... GIOVANARDI: e ma poi... TROPIANO: anche a Matteo.... ho detto MARTINA se c'è qualcosa sarò il primo a venire a dirtelo, però sinceramente è talmente delicato sto passaggio che se no... se non lo prendiamo... GIOVANARDI: devono farlo loro... TROPIANO: capisci... è un'iniziativa che hanno loro... vogliamo sorvegliare TROPIANO... come il Presidente... come Aurelio... come l'altra volta mi hanno sorvegliato per il discorso dell'ospedale che c'erano quelli che mi facevano i filmati che li ho visti... magari hanno messo anche pulci nella macchina e io sono tranquillo e beato... parlo di lavoro... e ...inc... devono fare la stessa cosa devono mettere questo qui sotto controllo quando chiamano mi devono dire... io parlo tranquillamente... parla pure il più possibile... così vediamo se riusciamo a beccarli... oppure se mi stanno dietro li beccano che mi vengono a trovare a casa... all'ufficio... durante il giorno forse... non tanto ma la sera te lo dico io... GIOVANARDI: tu vedi guarda.... dai un'occhiata se... TROPIANO: ...inc... a casa parcheggio la macchina dietro... faccio un'altra strada... comunque non è che ho paura eh... GIOVANARDI... GIOVANARDI: ho capito... però è una storia che non puoi vivere così... TROPIANO: e lo so che non posso vivere così... o mi armo con una pistola GIOVANARDI: non puoi vivere così... TROPIANO: se mi autorizzano qualcuno... adesso vado da Martina sicuramente una pistola la posso portare per legittima difesa... quando mi attaccano li ammazzo... e ma poi non rovinate la vita... GIOVANARDI: no, no... TROPIANO: capisci... ...voci sovrapposte.... mi fido di te che so che sei uno che non parli... poi ragazzi quando ascoltano il telefono al massimo qualche storia di pilu ...inc... piccolina... hai capito il discorso qual'è... infatti ho parlato con Romeo... Salvatore e con Angelo ho detto... parlo con GIOVANARDI perchè è l'unico che può darci una mano... poi ti sarò riconoscente a 22


vita... ...inc... no perchè capisci mettiti nei miei panni... i miei fratelli sono preoccupati più di me... GIOVANARDI: tu sei uno che sottovaluti un po la cosa... dici va be... TROPIANO: cosa devo fare ...inc... più buia della mezzanotte non arriva... anche se alla fine devo pagare i 600.000 euro e la mia quota è 300.000 ma perchè devo pagarli... ma come fanno a dire... ma io... guarda che la gente è pazza... ma come vado a dirgli a CODA guarda che ...inc... ma quelli fanno subito denuncia... GIOVANARDI: si... TROPIANO: ma poi dici.... me lo vieni a dire a me... GIOVANARDI: tu non ti preoccupare io... ti faccio sapere qualcosa... TROPIANO: mi fai sapere qualcosa io direi... GIOVANARDI: ...inc... ci vediamo sabato... TROPIANO: io ti dico che forse già sabato... forse è anche tardi... perchè loro adesso.... ti dico... stanno preparando per venire a parlarmi di persona e se si riesce a vedere chi viene a parlarmi di persona anche se non mi fanno del male... GIOVANARDI: almeno sanno.... TROPIANO: almeno sai... già risali... basta beccare una casella.... GIOVANARDI: certo... e poi trovi gli altri... TROPIANO: trovi gli altri... guarda d'avvero manca... il telefono... oggi ci sono un sacco di aggeggi che... io non ti dico becca uno... becca uno... e lo prendi... no lasciatelo libero... così tanto piano piano vedete... vedete gli altri poi no... non so come lavorate voi... io prenderò tempo... io prenderò tempo... devo parlare con questo devo parlare con quello... in Calabria ho soci... capisci io c'ho soci anche in Calabria... GIOVANARDI: tu cerca di prendere tempo... cerca di prendere tempo perchè loro non si riesco ad organizzare... TROPIANO: e io non gli dico più di chiamarmi GIOVANARDI: ...loro non si riescono ad organizzare in due giorni... TROPIANO: ma sono qui ad Aosta sono... GIOVANARDI: ma no ma li... non si riescono ad organizzare in due giorni... cerco di farti capire che è una cosa seria e che... che bisogna intervenire immediatamente... TROPIANO: immediatamente bisogna intervenire... con i mezzi che sanno loro... per vedere io... quando parlo io difficilmente parlo per la strada con qualcuno... se parlo con qualcuno lo conoscono anche loro o un politico o... ma se parlo per la strada io non ho... io non parlo mai per la strada di cose.... parlo o sono in ufficio o vado nell'ufficio dell'altro... quindi quando c'è qualcosa dico passa dall'ufficio alle sette... non mi fermo a parlare... se mi fermo a parlare con qualcuno per la strada che loro fanno delle valutazioni... perchè comunque sinceramente può essere anche.... ma ti dico l'ultima telefonata che ho ricevuto io... va bene abbiamo capito... come per dire GIOVANARDI: ....di ieri... TROPIANO: ieri non ho risposto... GIOVANARDI: l'altro ieri martedì... TROPIANO: neanche... GIOVANARDI: oggi giovedì... lunedì... già due o tre giorni allora... TROPIANO: si già due ...inc... dovrei averle qua gli anonimi... te lo dico io non li ho voluti cancellare così ti do la data... se non li ho cancellati di solito non cancello... il fatto che mi ha chiamato Imperial prima di solito mi chiama anonimo e non ho risposto poi ho chiamato sei stato tu anche stamattina no... stamattina no... di solito gli anonimi è lui e Aurelio basta... spero di... ...inc... cancellato... ...inc... GIOVANARDI: va be sarà di lunedì... lunedì o martedì oggi è giovedì... TROPIANO: lunedì sera GIOVANARDI: lunedì 23


TROPIANO: lunedì sera mi hanno chiamato quattro volte... GIOVANARDI: di solito ti chiamano sempre alla sera... TROPIANO: erano verso le cinque e mezza sei GIOVANARDI: ....pomeriggio tardi... TROPIANO: mi ha chiamato due volte gli ho risposto la terza volta non gli ho risposto... la quarta volta... ma voi siete pazzi... io c'ho il telefono sotto controllo... ragazzi ma vi rendete conto sono sorvegliato speciale che cazzo mi venite a dire per telefono... va bene ci organizziamo e ti veniamo a prendere a casa... hai capito io c'ho un ufficio... e adesso secondo te vengo in ufficio... gli ho detto io allora dimmi dove devo venire vengo io... ma non a casa... c'ho una famiglia... mi fa non cominciamo mica tanto bene... no non cominciamo bene per niente ...inc... vengo a prenderti io... GIOVANARDI: facciamo così... TROPIANO: esci dalla macchina ...inc... meno ci vedono... GIOVANARDI: facciamo così ti faccio sapere qualcosa... TROPIANO: ma se io te l'ho detto... se tu non mi fai sapere niente è meglio ok... io te l'ho detto... GIOVANARDI: no perchè... TROPIANO: a si, si... tu gli dici ...inc... ma io tanto adesso se... mi chiamano rispondo tu lo sai... perchè la mia cosa qual'è anche no... ci mancherebbe... io mica sono uno che voglio farmi vedere come quello che collabora con... con... GIOVANARDI: certo... tu questo aspetto qua non deve mai... saltare fuori... TROPIANO: hai capito... no ma ti voglio dire io... io adesso dovrei fare la denuncia ....inc... io devo fare la denuncia ma... anonima... anonima... ma io non vorrei che la gente pensa soprattutto la Legge mi fa Pino tu sei conosciuto ...inc... tranquillo che ti conoscono tutti... e quindi.... dovrei fare una denuncia anonima lo stesso... GIOVANARDI: si ma questa è diversa.... TROPIANO: si è diversa però se vado a fare.... io ho ricevuto telefonate anonime... da chi non so chi è... è diversa... è la stessa cosa che mi hanno fatto.... GIOVANARDI: ...è diversa nel senso che poi dopo un domani... invece così... non devi fare nulla... TROPIANO: non devi fare nulla ma tu hai la possibilità di beccarli... GIOVANARDI: eh... infatti... TROPIANO: perchè basta solo che metti una macchina... una volante alle costole... quell'Audi li così... dovete seguirla a vista... anche se vi fate vedere anche se io li vedo non è un problema capisci... GIOVANARDI: ...inc... TROPIANO: anche se loro si fanno vedere ci mancherebbe sono... tante volte lo so che non è facile... io faccio 100.000 passaggi al giorno... non è facile... però se mi mette qualcuno dietro che mi sorveglia... se no lo faccio fare a mio fratello... ma quando lo becca mio fratello che fa... GIOVANARDI: lo fanno secco... TROPIANO: ma vedi... lo ammazzano... lo vedono lo scannano... ...inc... chi sono gli altri... e poi vai trovare gli altri... capito... ma puoi rovinare una famiglia e un'attività così... GIOVANARDI: devono fare ..inc... TROPIANO: secondo me io ti dico adesso faccio la festa... devo avere anche paura arrivare a casa... GIOVANARDI: poi di notte tardi... di la... una balla e l'altra... TROPIANO: ...prima delle sei alla mattina... ti dico c'è il genero di mio fratello che è finanziere no sai in famiglia ho detto io... Vittorio preparati che quando faccio la festa... quando finisco mi devi fare accompagnare a casa... non ti preoccupare zio stai tranquillo... ...inc... adesso sto cazzo di telefono... ste richieste sono segnalate... sinceramente mi rode perchè... somma sei uno che fai lavorare tutti... hai rispettato sempre tutti... capisci la famiglia bisognosa... 24


GIOVANARDI: ...inc... TROPIANO: ma porca puttana... adesso arrivano quattro scalzacani che non hanno voglia di fare cazzo.... GIOVANARDI: ....è manna per loro... più lavoro c'hai per loro è manna TROPIANO: è manna... ...inc.. quattro zero... io ti dico... GIOVANARDI di te non so valutarti una persona molto... molto corretta, posata, intelligente... quindi ho ritenuto che la persona che deve saperlo sei tu... poi sono convinto che... mi tieni fuori da questa storia e nello stesso tempo lavori e se devi aprire un'inchiesta finta su di me per dire TROPIANO lei doveva fare la denuncia... non l'ha fatta... tanto che la voce gira poi alla fine la cosa ...inc... però credi a me è uno scoop questo qui... è uno scoop... te lo dico io è uno scoop per voi... è uno scoop... perchè prendere sti bastardi guarda io ti dico la verità faccio festa perchè non sono gente che non gli manca un cazzo... e se sapevo chi erano te lo venivo a dire... te lo dicevo... capisci... ti dicevo GIOVANARDI vedi che sono qua ...inc... però non lo so... posso pensare ma neanche perchè non mi è successo mai... capisci... conosco tutti a San Giorgio mi conoscono tutti... non so se sono napoletani... da quando è successo sto cazzo... io ce l'ho con i MAMMOLITI ...inc... io non c'ho nessun nemico i MAMMOLITI... giusto... GIOVANARDI: ma non ...inc... ste cose... TROPIANO: però secondo me c'è qualche chiave... GIOVANARDI: o hanno dato la dritta a qualcuno... è gente... è gente che tu dici che non c'hanno questo accento calabrese TROPIANO: no... GIOVANARDI: è gente qui del Piemonte TROPIANO: secondo me sono del Piemonte secondo me sono un po misti... GIOVANARDI: ...ci deve essere qualcuno... TROPIANO: se si riesce a beccare uno... due a vederli chi sono... poi mano a mano con i telefonini con le cose.... GIOVANARDI: collegano tutto... TROPIANO: un attimo una settimana voi avete... avete aperto un libro... poi giustamente bisogna avere le prove... prenderli cazzo e lasciarli marcire dentro ok GIOVANARDI... GIOVANARDI: ...inc... TROPIANO: ti ho dato una.... GIOVANARDI: io non è che posso lavorare più io li laggiù... TROPIANO: però qualcuno ti sente... tu gli devi dire anche mi raccomando deve essere... GIOVANARDI: ...ripeto Walter non c'è... se no lo chiamavo stasera... ...inc... TROPIANO: ma poi se glielo vuoi dire anche a Walter glielo dici... è venuto Pino volevamo venirti a trovare ...inc... giusto... perchè è in difficoltà... GIOVANARDI: va bene... TROPIANO: ... non c'eri... a te non ti manca...non vorrei che poi lui dice Pino ...inc... gli puoi dire Pino era passato e non ti ha trovato ...inc... è una cosa un po urgente... GIOVANARDI: va bene... Più tardi, alle ore 20.52 TROPIANO Giuseppe chiamava MARTINA Valter per concordare un appuntamento per lunedì 4 luglio 2011 (conv. progr. 610, all. 20). Come su binario parallelo, contestualmente alla parziale e reticente richiesta di aiuto alla Polizia, TROPIANO Giuseppe ed i suoi fratelli avevano continuato a tenere i contatti con i RASO. Il 1 luglio 2011 alle ore 13.52 TROPIANO Romeo telefonava a RASO Michele concordando di vedersi con lui il pomeriggio o la sera dello stesso giorno (conv. progr. 3317, all.21) e si vedevano, in effetti, intorno alle ore 15.00. L’incontro veniva monitorato dal personale della Compagnia di Taurianova che, transitando davanti al magazzino in uso alla ditta di RASO Michele (R.R. s.n.c.), notava parcheggiato sul

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posto l’autocarro Mitsubishi L200 targato CB718EH di proprietà dell’Edisud ed in uso a TROPIANO Romeo. Subito dopo l’incontro, TROPIANO Romeo chiamava TROPIANO Giuseppe per ragguagliarlo; consigliava al fratello di astenersi per il momento dal rispondere all’estorsore, anche perché per telefono sarebbe stato facile pronunciare qualche parola di troppo (“…che non si sentono bene questi telefoni... se vedi... tante volta sai un bicchiere di vino una cosa uno parla storto… E’ meglio che non rispondi”). TROPIANO Giuseppe chiedeva una conferma circa la linea di condotta da tenere (“la partenza del progetto è così?”) e TROPIANO Romeo aggiungeva che potevano esserci ulteriori sviluppi (“ancora cambia ancora... non ti preoccupare”). (tel. nr. 3119 del 01.07.2011 ore 16.00, all. 22): TROPIANO ROMEO: Io invece ho finito di lavorare a quell’oliveto TROPIANO GIUSEPPE: Eh........ nell'oli... ? TROPIANO ROMEO: Era pieno...... di spine TROPIANO GIUSEPPE: Cosa hai fatto ?... TROPIANO ROMEO: Spine TROPIANO GIUSEPPE: Spine negl'oliveti? TROPIANO ROMEO: E ci vogliono.... i lavori vanno avanti seri... TROPIANO GIUSEPPE: Ah... ah... ok... bravo... TROPIANO ROMEO: Eh.... TROPIANO GIUSEPPE: Bravo... bravo... TROPIANO ROMEO: E non ti preoccupare ! TROPIANO GIUSEPPE: Eh... TROPIANO ROMEO: Che non li facciamo non li abbandoniamo..... eh nello stesso tempo vi dico che con questi... che non si sentono bene questi telefoni... se vedi... tante volta sai un bicchiere di vino una cosa uno parla storto... TROPIANO GIUSEPPE: Si TROPIANO ROMEO: E’ meglio che non rispondi.... TROPIANO GIUSEPPE: Ok... va bene... TROPIANO ROMEO: Va bene...? TROPIANO GIUSEPPE: Ok... TROPIANO ROMEO : Eh ci vediamo TROPIANO GIUSEPPE : Eh....la partenza... la partenza del progetto è così? TROPIANO ROMEO: .........Si, si... se non........ ancora cambia ancora... non ti preoccupare... TROPIANO GIUSEPPE: Ok... va bene... TROPIANO ROMEO: Eh....io ora mi sono sbrigato...... non sono uscito prima... te l'ho detto perchè... non ho dormito per niente.... voci sovrapposte..... TROPIANO GIUSEPPE: L'importante... l'importante che la squadra che si sta trovando per fare questo lavoro... TROPIANO ROMEO: No, no, che stava pure...... che mancavano... che mi pare che eravamo pochi... si sta pure allargando... TROPIANO GIUSEPPE: Va bene ok... TROPIANO ROMEO: Se servono dieci operai... non puoi lavorare con cinque... non ti fare su queste cose...... l'importante è quello che ti ho detto io.... TROPIANO GIUSEPPE: Va bene ok... TROPIANO ROMEO: No, no...non... se serve cosa chiamo... se no è inutile che chiamo è disturbo ... per niente... TROPIANO GIUSEPPE: No, ok tranquillo.... si...

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Dal 6 al 19 luglio 2011, TROPIANO Romeo soggiornava ad Aosta per sottoporsi a visite e terapie mediche e per partecipare al matrimonio di OMISSIS, celebrato in Aosta il 10 luglio 2011. Al suo rientro in Calabria TROPIANO Romeo, che aveva avuto modo di incontrarsi con i fratelli, cercava subito RASO Salvatore per incontrarsi con lui. (Tel. 3429 del 20.07.2011 ore 10.34, all. 23): -omissisTROPIANO : Si...... ma ora qua ti ho portato il fresco...... ascolta ci vediamo RASO : .....Inc.... io qua sopra sono che taglio..... tu dove dove sei ? TROPIANO : Io ora sono in giro...... faccio cose....... commissioni locali RASO : Sali per sopra oggi ? TROPIANO : Si RASO : E va bhò ci vediamo lì sopra dai....... non lo so se arrivo verso l'una oppure verso le..... TROPIANO : Verso l'una ? RASO : E bhè o verso le quattro TROPIANO : Eheh... all'una io salgo lì sopra io..... all'una ancora mangiamo RASO : E va bhò fai verso le quattro dai -omissis(Tel. 3440 del 20.07.2011 ore 17.01, all.24): TROPIANO : Ohu..... RASO : Ehi..... TROPIANO : E io sono qua dove sei ? RASO : E scendi per sotto che io sto salendo per sopra dai.....bestemmia.... sempre di fretta.... TROPIANO : Per sotto ma dove ? RASO : Scendi che ci facciamo una quarta da mio padre TROPIANO : Eh..... ora vedo se posso arrivare dai.... RASO : Dai dai cinque minuti ciao Appena concluso l’incontro con RASO Salvatore, TROPIANO Romeo telefonava a suo fratello Salvatore e utilizzando un linguaggio figurato, lo informava del contenuto del colloquio. (Tel 3441 del 20.07.2011 ore 17.28, all. 25): -omissisROMEO : Eh... vedi che io ho parlato qua sai SALVATORE : Eh.... ROMEO : Com'era..... è..... SALVATORE : E come mai non hanno fatto niente ? ROMEO : No ha detto che aspettano se rientra quell'operaio SALVATORE : Iah.... "neanche i cani signore" e non puoi parlare come abbiamo parlato noi? ROMEO : No hanno detto che è buono se ......sempre sempre se gli serve lavoro.... così sono diceva che siano.... inc..... trova l'operaio..... deve essere l'operaio......inc.... hai capito? SALVATORE : No non lo so ROMEO : Eh ? SALVATORE : Eh... non so non mi sembra una cosa normale a me ROMEO : Eh... inc.... magari.....inc.... ha sbagliato a trovarlo mi dice si e poi non viene...inc... invece se viene dici giustamente si parla SALVATORE : Senz'altro...inc.... ROMEO : Inc... se ne andato non l'ho visto...inc.... comunque in ogni caso com'era è 27


SALVATORE : E io non so neanche..... non lo so che si deve fare.... ROMEO : Sbagliato non è...... però...... e non lo so...... perchè giustamente dice se ha bisogno di lavoro vieni tu SALVATORE : Per essere si però..... ROMEO : Se non viene...inc... scusa non ha bisogno di lavoro.... che vengo io per farti che mi prendi in giro si e avanti e indietro.....eheh...... magari poi non viene..... io ne ho bisogno SALVATORE : Si si va bhè ROMEO : E allora devi venire tu SALVATORE : Va bene ROMEO : Io glielo detto se ne hanno bisogno gli ho detto io ......inc..... riferisco....eh..... SALVATORE : Eh va bhè.....eh aspettiamo ormai....inc..... ROMEO : Inc.....io penso...... io penso di si SALVATORE : Va bene ROMEO : Poi la val...... la valutate voi...... io penso di si perché giusto è SALVATORE : E a quell'altra impresa glielo hanno detto o no? ROMEO : Si si ha detto che hanno parlato ... infatti l'altro giorno di sono visti e gli ha domandato e gli ha detto.... che com’era è ... no no loro ... la cosa informata è però giustamente ... come diciamo è giusto come se tu quante volte io l'hai pregato che venisse..... SALVATORE : .....Inc..... ROMEO : In mezzo ad una strada SALVATORE : E va bhè quando hanno tempo poi ti..... ROMEO : Uh..... non è che la cosa non è non hanno parlato diciamo.... deve se gli serve se vuole il lavoro deve venire lui hai capito a chiederlo..... SALVATORE : Si si si ROMEO : A chiederlo SALVATORE : Va bene ROMEO : Poi la valutate voi Salvo SALVATORE : Risata ROMEO : Non la trovo io...... diciamo non gli posso dire vieni per forza SALVATORE : No no ROMEO : E poi loro giustamente dicono fanno errore facendo così SALVATORE : Si si va bene ROMEO : Uh..... ed in tanto SALVATORE : Ma intanto io..... inc..... un parere di quell'altra di quell'altra impresa magari faceva di meno di più ROMEO : E’ lo stesso è no sono tutti allineati.....inc....se quando...... semmai.... dici.... SALVATORE : Ok va bene va bene.....tanto urgente non è..... aspettiamo Romeo dai.... no ? ROMEO : Io penso di si..... se vai a sforzare forse..... ti trovi dentro un imbroglio poi hai capito? SALVATORE : Si si può essere pure..... va bene ROMEO : Che si raccoglie sola sola SALVATORE : Risata..... ROMEO : Inc... che ti devo dire Salvo così mi hanno detto e così ti dico SALVATORE : Si si va bene va bene dai e cosa vuoi fare -omissisI due fratelli, dunque, discutevano tra loro in merito alla linea attendista: si trattava di aspettare che gli estorsori si facessero di nuovo vivi loro (“se gli serve se vuole il lavoro deve venire lui hai capito a chiederlo”), senza “sforzare”; concordavano sul fatto che, d’altra parte, la vicenda non avrebbe preso una piega diversa coinvolgendo altri soggetti, perché “sono tutti allineati”.

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Lo stesso TROPIANO Romeo, però, non era del tutto convinto che fosse giusto mantenere la linea attendista: infatti, nella successiva telefonata, sottolineava in modo ironico che i RASO non erano particolarmente “attivi”. (tel. nr. 3444 del 20.07.2011 ore 20.45, all. 26): -omissisTROPIANO Romeo: eh... apposto? TROPIANO Salvatore: eh... apposto com'era... che apposto... apposto niente... TROPIANO Romeo: avete parlato... TROPIANO Salvatore: no... no, no e dove li ho visti... non ho visto nessuno ancora... tanto quando ci vediamo domani... secondo me TROPIANO Romeo: eh... allora aspetta... che poi ci sentiamo domani... dopodomani... TROPIANO Salvatore: eh aspetto non gli dico niente? TROPIANO Romeo: no... -omissisTROPIANO Romeo: ma vedi che... questo andamento non è che mi piace a me... TROPIANO Salvatore: e cioè... TROPIANO Romeo: con questa cadenza... attivi... (pronunciato in modo marcato) TROPIANO Salvatore: questa cadenza... che attivi... più attivi di così... più attivi di così si muore... TROPIANO Romeo: va bene allora... -omissis-

Il recapito della seconda lettera estorsiva e di due cartucce Il 24 luglio 2011 alle ore 3.29 all’interno dell’ufficio di Giuseppe TROPIANO veniva captata una conversazione tra il predetto e il fratello Salvatore, durante la quale Giuseppe leggeva ad alta voce una lettera minatoria. Neppure questa lettera è mai stata consegnata alle forze dell’ordine. Della sua esistenza e del suo preciso contenuto gli inquirenti sono venuti a conoscenza grazie alle conversazioni telefoniche intercettate, dalle quali si apprendeva che tale lettera, unitamente a due cartucce, era stata depositata da ignoti, la sera 23 luglio, all’interno dell’auto di TROPIANO Angelo, che si trovava parcheggiata nelle vicinanze dell’area di Aosta dove era in corso la festa di San Giorgio e Giacomo4. (Conversazione nr. 18478 del 24.07.2011 ore 03.29, all. 27): -omissisGIUSEPPE: La scrittura è sempre quella … "Egregio signor Tropiano la invitiamo ancora una volta di usare il buon senso e di essere collaborativo con noi, senza farci giungere a strategie...... bellicose che le causeranno seri problemi a lei, e ai soci della sua azienda e quindi cerchi di trattare con il nostro interlocutore per telefono senza inventarsi storielle inesistenti perchè nessuno di noi potrà venire nel suo ufficio o a casa sua anzi spera che questo non accada mai perchè se verrà qualcuno di noi a trovarla non sarà certo per bere un caffè...... Badi bene che noi vogliamo i soldi il 3% trattabili su tutto l'affare sempre se tutto si svolgerà tra noi e.... aumma aumma, ... comprende capisci diversamente non vogliamo più il 3% ma molto, molto di più. Le rammentiamo che oggi il sequestro di persona non si pratica più ma in teoria è molto attuale che nella sua famiglia che ci 4

Festa che riscuote ampio successo e vede la partecipazione di numerosissime persone, è organizzata da un comitato di cui fa parte lo stesso TROPIANO Giuseppe.

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sono i suoi figlioli che sono molto vulnerabili, pensi se a una di loro capitasse un incidente o in buona sostanza lei non ha valutato neanche un pò la serietà della richiesta e delle persone che ci sono dietro. Lei ci dice di essere un pregiudicato ed allora con questo pensa di poter condizionare le nostre intenzioni o ritrovare un diversivo per non contattare il nostro interlocutore al telefono. Cerchi di non fare lo stronzo o l'infame non dia ascolto a qualcuno dei suoi compari più stretti perchè le stanno dando cattivi consigli i pallettoni quando arrivano non chiedono permesso a nessuno chiaro il concetto a lei sta a portare il valore della sua esistenza all'equivalente di due sigarette Marlboro le diciamo che con i suoi soci se la dovrà sbrigare lei e se loro non vogliono collaborare cerchi di concludere per quanto riguarda la sua quota che ai suoi soci ci penseremo noi chiaro? A scanso di equivoci il nostro interlocutore si farà conoscere sempre come avvocato Silienti e con le sue e con lui deve trattare tutto e non si inventi altri diversivi perchè non le telefoneremo più e da adesso in poi lei perderà la serenità, la tranquillità la pace a qualcosa di più caro è se non conclude questo contenzioso che ha verso di noi la salutiamo". Dopo la lettura, la conversazione tra i fratelli all’interno dell’ufficio continuava con l’analisi dell’accaduto e soprattutto con le decisioni in merito al da farsi. Emergeva nuovamente il dubbio circa l’opportunità di informare i soci coinvolti nell’operazione Mont Blanc: -omissisGIUSEPPE : E questi i soliti questi sono...... sono sempre loro.... SALVATORE : Si non può essere altrimenti.... qua.... si deve vedere...... GIUSEPPE : Tu Salvo SALVATORE : Inc... vediamo... domani si parla e vediamo che si dice e poi... inc... e poi risolviamo pure questa cosa GIUSEPPE : Parliamo con chi ? SALVATORE : Eh.... con chi ih..... con Isidor dicono aspetta aspetta non è una cosa d'aspettare quando telefonano si prende...... si può prendere tempo.... certamente non è che gli puoi dire ci vediamo..... se no girano se la vedono loro...... non lo so una cazza..... guarda..... GIUSEPPE : Eheheh...... Salvo..... vediamo un attimino ora vediamo domani si parla con Romeo .... inc .... qua sotto se no SALVATORE : Si....inc..... certo se conosce si conoscono bene non sono albanesi non sono cosi ma sono loro .... qua c'e la lettera eh....qua si deve prendere una decisione ... inc... (rumori di fogli) GIUSEPPE : E così SALVATORE : Che si può fare ? GIUSEPPE : Non è che tu fa...... Salvo sono.... purtroppo..... inc.... più bella si deve fare vedere no ...... eh Salvo...... le tasse si devono far vedere eh..... SALVATORE : Si si loro telefoneranno un altra volta GIUSEPPE : Telefonano un altra volta e glielo dico chiaro "ragazzi io....inc... i soci...... se pagano i soci ma loro non accettano" inc...... SALVATORE : Forse no se la vedono loro GIUSEPPE : Se ve la volete vedere con loro ve la vedete con loro... giusto ? Qua non è che.....

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Pur valutando la possibilità di sporgere denuncia, i fratelli TROPIANO optavano per contattare persone residenti in Calabria loro referenti, fra cui un tale “Mommo”5 e, chiaramente, il fratello Romeo. SALVATORE : Michele inc... quasi quasi andrei laggiù....inc.... deve trovare il lavoro a noi GIUSEPPE : Che vai laggiù cosa fai ? SALVATORE : Inc.... Fai che parla con Mommo GIUSEPPE : Ma se ha detto che ha parlato Romeo ...inc..... SALVATORE : E va bhè ma lui.... inc.....ma aspettare vuol dire...cioè aspettare vuol dire...... che si deve aspettare più..... uh.... GIUSEPPE : Se facciamo una denuncia li prendono eh.... SALVATORE : Eh GIUSEPPE : Se facciamo una denuncia li prendono SALVATORE : E lo so che se facciamo una denuncia li prendono...inc..... chi sono...... che poi certamente che...... il pagare non è bello neanche.... inc... a me bene o male mi toccano cinquanta mila euro....cento mila euro.... ma vaffanculo...inc....tanto per dire ...però non lo so ... per non farsi vedere sono gente.... GIUSEPPE : Per non farsi vedere sono gente vuol dire che noi li conosciamo Salvo..inc.... l'ha detto pure Michele..... Michele ha detto che se non si fanno vedere è gente che.... inc.... -omissis-

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Nell’annotazione di PG del 30/11/2011 “Mommo” viene identificato con altissima probabilità in FACCHINERI Girolamo, soggetto a cui i fratelli RASO sono legati, sia da rapporti di parentela acquisita, sia dal fatto che RASO Salvatore era stato suo dipendente. A pieno titolo inserito nella cosca “FACCHINERI” di Cittanova, FACCHINIERI Girolamo annovera precedenti penali per estorsione. E’ titolare insieme alla moglie CURINGA Spasmina di una segheria in c.da Cappella s.n.c. a Cittanova. Era già emerso il 16 marzo 2011 in occasione di una conversazione telefonica tra TROPIANO Romeo e il fratello Giuseppe, durante la quale quest’ultimo era stato informato che Girolamo FACCHINERI aveva chiesto di poter vendere in Valle d’Aosta, per loro tramite, legname e parquet in legno di ulivo. In quell’occasione TROPIANO si era stupito che della questione non gli avesse parlato direttamente RASO Salvatore durante la visita che quest’ultimo aveva fatto in Valle d’Aosta pochi giorni prima, segno questo del forte legame esistente tra RASO Salvatore ed il citato FACCHINIERI Girolamo. Attraverso i RASO, emergeva quindi il legame e la comunanza di interessi esistente tra esponenti della famiglia FACCHINERI ed i TROPIANO. Si riporta di seguito la trascrizione della porzione di comunicazione telefonica in questione, allegata all’informativa 77/11-1-115 del 16 aprile 2011. (Tel. nr. 2173 del 16.03.2011, all. 28): -omissisTROPIANO R. : Ma che si potano Peppe ora vedo...... un pezzo..... in tanto ti saluta Mommo..... ha detto che poi...... per la potatura vediamo poi in questi mesi TROPIANO G. : Ah ok va bene TROPIANO R. : Ha detto se gliene puoi togliere un pò che l'ha tutto là il parquet..... ha detto che poi parlate con lui TROPIANO G. : Eh..... ? TROPIANO R. : Ha detto se gliene puoi togliere un pò se si può togliere un pò di parquet ? TROPIANO G. : Eh..... ma ste cose veditele tu Romeo TROPIANO R. : Eh... io lì non qua TROPIANO G. : Eh.... qua TROPIANO R. : Che gli ho detto io poi vi.... TROPIANO G. : Se non mi mandano.... lui è venuto Turi (RASO Salvatore) l'altro giorno te l'ha detto se ne è sceso ? TROPIANO R. : Si...... non so se è sceso TROPIANO G. : Comunque è venuto Turi e non mi ha detto niente devono fare le campionatura..... certamente che se posso glieli tolgo certo TROPIANO R. : E gli ho detto io.... io da qua non posso dire niente questo da lassù loro sanno io non è..... che neanche tanto parlare..... perchè non so non dico come so no come non è..... comunque ha detto che ne ha un casino che non stanno togliendo niente -omissis-

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La conversazione manifesta l’intuizione dei TROPIANO circa il fatto che, se gli estorsori non accettavano un incontro di persona, era perché erano da loro conosciuti. TROPIANO Giuseppe, comunque, non sembrava intenzionato a recedere dalla determinazione di ottenere un incontro de visu così come da lui stesso sottolineato durante un soliloquio intercettato all’interno della sua autovettura il 25 luglio 2011. (conversazione ambientale nr 2435 del 25.07.2011 ore 10.58, all. 29): ...come arrivano i capitali dalla Calabria dopo ne discutiamo.... telefonicamente ti posso dire che così non si fa niente - faccia a faccia intorno a un tavolo discutere ...inc... se no telefonicamente non si fa niente... assolutamente te lo posso già...inc...... io.... Nei giorni immediatamente successivi al rinvenimento della seconda lettera, erano numerose le conversazioni nel corso delle quali, pur utilizzando il solito frasario figurato, i TROPIANO parlavano diffusamente dell’estorsione e soprattutto dell’azione che i RASO stavano tentando. Il 24 luglio alle ore 9.35, nel corso di una telefonata TROPIANO Salvatore riferiva al fratello Romeo che sul veicolo di TROPIANO Angelo era stata rinvenuta la lettera estorsiva unitamente a due cartucce. Il tutto era stata depositato approfittando del fatto che il finestrino del veicolo era stato lasciato socchiuso. TROPIANO Salvatore aggiungeva che, in relazione a quanto scritto nella missiva, non dovevano aspettarsi alcun incontro di persona con l’estorsore o suoi emissari, ma solo ulteriori contatti telefonici. Appresa la notizia, TROPIANO Romeo riferiva che era sua intenzione parlarne con RASO Salvatore, “Turiello”. TROPIANO Salvatore, da parte sua, affermava invece che aveva la possibilità di parlare del tentativo estorsivo con un suo amico (che sarà poi identificato con ragionevole certezza in OMISSIS). Tale idea era contrastata da Romeo che temeva il possibile conflitto tra le due iniziative e chiedeva quindi al fratello di aspettare finché egli stesso non ne avesse parlato con i RASO al fine di ottenerne il benestare. TROPIANO Salvatore accettava questa proposta precisando che a suo fratello Romeo “non manca il modo” di trovare una soluzione attivando le sue conoscenze. Anche TROPIANO Romeo e Salvatore erano sorpresi dal fatto che l’estorsore fosse stato tanto esplicito al telefono, senza curarsi che potesse essere sotto controllo, “non lo sanno che è rischio suo pure.... diciamo che telefonano”, nonostante fosse stato avvisato in tal senso dal loro fratello Giuseppe. (tel. nr. 3461 del 24.07.2011 ore 9.35, all. 31): -omissisSALVATORE : Volevo dirti che qua siamo sedici e quatto venti eh.... ROMEO : Eh..... SALVATORE : Eh si si l'altra sera dentro la macchina di Angelino una lettera con due cartucce minacce di qua e minacce di là..... ok ? Si deve vedere per prendere qualche provvedimento se no vediamo qua qualcosa che si può fare....... eh ROMEO : E si è SALVATORE : Eheheh non è che si può aspettare giusto ? ROMEO : Eheheh devono parlare loro però o no? SALVATORE : No no sono sempre con i telefoni non si presenta nessuno fanno sempre la stessa cosa che facevano prima hai capito ? ROMEO : Si SALVATORE : Eh.... si deve vedere..... se si fa qualcosa bhò.... se no se si sta dormendo no vediamo noi di qua che qualcosa vediamo o una cosa o un altra eh... qualcosa si deve vedere eh.... non possiamo restare così ROMEO : No no SALVATORE : Eh.... 32


ROMEO : Eh... non lo so io come cazzo eh.... SALVATORE : E non lo so neanch'io com'è..... se vedete ih...... qua dobbiamo sapere qualcosa ROMEO : Qua la cosa era se come......inc.... vedo se se si fanno vivi in modo che si parla SALVATORE : No no no...... no non si parla..... no non si parla non si fanno vivi e non si fa niente che la stessa prassi telefonano e vogliono che quello che vogliono se no minacciano di..... di tutte le parti ROMEO : Eh.... a limite vedo se....... concludono qualcosa diciamo.... inc..... si deve parlare con loro non è che si parla...... ma non lo so SALVATORE: Ma Romeo se no vediamo noi qua sopra e non se ne parla più visto che questi...... ROMEO : E questi qua io secondo me dicono...... io non lo so io posso fare per...... chiamo a Turiello SALVATORE : Eh si ma eh..... ROMEO : Incomprensibile SALVATORE : Ah ? ROMEO : Secondo me non viene nessuno lì SALVATORE : E apposta..... inc..... le cose..... io oggi se vedo che ci dobbiamo vedere con un amico gliel'accenno no? ROMEO : Inc.... prima... quello che dicono SALVATORE : Però .....inc.... lui oggi è qua poi se no se ne deve andare..... vedi tu? ROMEO : Io ho bisogno di .....inc.... dove li trovo Salvo ? SALVATORE : Eh.... ROMEO : Inc....... o devono parlare SALVATORE : E va bhè comunque vedi tu vuol dire che aspettiamo se no pure a titolo di cosa io glielo posso accennare mi sembra bhò non lo so.... ROMEO : Accenni...... accenni se c'è l'accenni poi questi qua magari dicono...... SALVATORE : Va bhè va bhè ho capito però..... ROMEO : Ma.....io che cazzo ne so SALVATORE : Si deve vedere..... eh ora sono arrivati veram.... sono arrivati veramente ah...... le cose...... poi le cartucce dentro una busta i cosi non è non è una cosa che uno..... può su giocare ROMEO : Ma questo dove là alla festa SALVATORE : Si si quando è andato a prendere la macchina ieri sera quando abbiamo preso la macchina ROMEO : E aveva la macchina aperta ? SALVATORE : No aveva un pò di finestrino aperto e l'hanno buttato sotto.... e niente questa è ROMEO : Ma.....ah..... SALVATORE : Inc..... ROMEO : Eh loro si ......inc.... voi no ? SALVATORE : E no c'erano cinquanta mila cristiani macchine guardavo la macchina ci guardavamo noi non pensavamo mai che...... noi guardavamo se c'è qualcuno no ? Qualcosa ci aspettavamo onestamente perchè eravamo eravamo là..... però non è che stavamo lì guardavamo i mezzi guardavamo se usciva qualcuno dice qualcosa..... ROMEO : Eh..... SALVATORE : Comunque è gente che conosce ROMEO : E apposta se non si parla lì che cazzo.... avanti e indietro con queste cose...... SALVATORE : Eh..... se non si parla..... telefonano vogliono quello che vogliono se no cominciano a fare minacce ai figli di Peppe a lui a tutti ROMEO : Inc.... non lo sanno che è rischio suo pure..... diciamo che telefonano SALVATORE : Eh,... mi sa che non lo sanno ROMEO : Ah..... (omissis)

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SALVATORE : Qua è così e così è regolatevi voi cosa volete fare.... eh niente giusto ? Inc.... sembra che.... e va bhè pazienza ok ? ROMEO : E si valuta io ora vedo SALVATORE : Eh... vedi vedi a te non ti manca modo eh.... vedi tu ROMEO : Inc..... SALVATORE : Si allora e allora poi vediamo eh... poi..... e tanto che cazzo facciamo Romeo non è che abbiamo tanta scelta ROMEO : No.... e apposta non c'è scelta..... non si sa che si deve fare SALVATORE : E lì si deve parlare chiaro con loro ma la vediamo questa cosa o non la vediamo se non la vediamo eh... niente che cazzo gli puoi dire....inc.... sempre le stesse cose eh... poi tu capisci ci dici e vediamo qualcosa uh ? ROMEO : Inc.... SALVATORE : Va bene ? ROMEO : Io vado a vedere ....inc..... se vogliono una società una cosa no? Inc.... una lettera la fanno SALVATORE : eh... no no loro telefonano sempre l'avvocato telefona sempre l'avvocato eh..... e vogliono quello che cercano eh..... e non..... senza che si prende in giro di parole e che si perde tempo vogliono e basta quello che cercano...... non puoi stare là..... sembra che gli dici..... ormai si sa non si fanno vedere..... la linea è questa...... poi..... del resto no...... eh... non sappiamo però .... è così dai.... giusto ? -omissisTROPIANO Salvatore riferiva poi a Giuseppe di aver parlato con Romeo. Da quest’ulteriore minaccia, fatta per via mediata, cioè attraverso il recapito di missiva e bossoli nella vettura di Angelo, i TROPIANO traggono conferma dell’intuizione secondo cui gli estorsori rifiutavano incontri di persona (cfr. TROPIANO Giuseppe: questi qua contatti fisici non ne vogliono incontri fisici non ne vogliono) perché di loro i TROPIANO conoscevano l’identità. Nella telefonata parlavano anche di un ragazzo con la telecamera che aveva fatto riprese nel corso della festa, sperando che fosse rimasto immortalato il latore della missiva, ma l’accertamento era risultato negativo. (tel. nr. 2709 del 24.07.2011 ore 10.19, all. 32): -omissisSALVATORE : Con Romeo ho parlato eh..... GIUSEPPE : Eh..... va bene poi parliamo dai SALVATORE : Eh.... glielo detto e poi parliamo ok ? GIUSEPPE : Eh ok digli a Angelino di stare tranquillo che ieri sera l'ho visto un pò agitato SALVATORE : Si ha gli occhi...inc.... qua al giardino.....inc.... GIUSEPPE : Eh digli di stare tranquillo che.... la risolviamo la risolviamo dai ok ? SALVATORE : Si si non ci dobbiamo far prendere dal panico dai.... GIUSEPPE : Eh..... inc.....Romeo....poi a basta che hai parlato chiaro con Romeo le cose le vediamo noi SALVATORE : Ho parlato chiaro si si...... che vogliamo sapere qualcosa lui ha ragione per essere pure lui ha detto si si ora vedo ora vedo io ma..... che posso fare non è che posso.....però... voci sovrapposte.... GIUSEPPE: E va bhò tanto devono sapere che questi qua contatti fisici non ne vogliono incontri fisici non ne vogliono SALVATORE : E glielo detto io...... sempre sopra vanno sempre sopra ih..... GIUSEPPE : Sopra sopra..... inc.... SALVATORE : Non si vedono no non si vedono..... no ?

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GIUSEPPE : E certo che non si vedono hanno.... secondo me dobbiamo sapere sicuramente chi sono eh.... e poi se non sono loro… SALVATORE : Peppe magari..... ah Peppe non possiamo chiedere a quel ragazzo se aveva la telecamera GIUSEPPE : No no ho guardato io questa mattina non c'è niente no SALVATORE : Ho guardato pure io ma forse non si vedono GIUSEPPE : No no no SALVATORE : Dici di no ? GIUSEPPE : Non c'è non c'è te lo dico io -omissisPer la situazione creatasi a seguito del rinvenimento della lettera e delle cartucce, nelle ore successive TROPIANO Romeo contattava nuovamente RASO Salvatore per incontrarsi con lui. (tel. nr. 3462 del 24.07.2011 ore 9.43, all. 33): -omissisTROPIANO : Eh io volevo parlare con te RASO : Eh.... se sali qua al Guado io qua sotto sono TROPIANO : Ah lì sei ? RASO : Eh..... vieni strada strada che io salgo TROPIANO : Va bene in tanto faccio qualcosa e poi vengo eh ? RASO : Va bene TROPIANO : Se no pomeriggio se no in ogni caso pomeriggio lì sei pure ? RASO : Ah io sono la soprà là da mio padre TROPIANO : Ah va bene.... ok..... uh..... -omissisSubito dopo tale incontro, TROPIANO Romeo chiamava TROPIANO Salvatore per ragguagliarlo. Come si è già visto (ma si preciserà meglio nel prosieguo), il soprannome “Turiello” identificava RASO Salvatore; “Giacomino” sarebbe poi stato identificato in OMISSIS. (tel. nr. 3465 del 24.07.2011 ore 11.07, all. 34): -omissisROMEO : No..... io sono tornato ho parlato con Turiello ha detto che mangiano insieme pure...... e parlano e gli spiega com'è la situazione che poi stasera sicuramente che si vede con l'altro SALVATORE : Eh ROMEO : Si deve vedere e si deve parlare .....inc..... SALVATORE : Eheh.....sai ci stanno facendo veramente come come cosi ROMEO : E se no lui gliel'ha accennata a Turiello a Giacomino no..... ha detto faccio che ci sia anche lui...... gli ho detto o c'è o non c'è con qualcuno con qualcuno parli..... gli ho detto io vediamo l'esito più corto e poi semmai se l'interpella lui SALVATORE : Inc..... ROMEO : ....Inc....perchè con una persona .....inc.... l'andate a trovare a quel gatto...o si deve vedere per parlare con una persona.... poi c'entra o non c'entra si tratta o non si tratta SALVATORE : Eh..... sanno ne hanno due tre .....inc..... io ho mangiato insieme con loro ROMEO : Si ma..... non si può dire niente no..... non si può dire niente..... ah ? SALVATORE : Secondo me se non si muovono loro non si muove nessuno.... ROMEO : Eh..... domani so..... sappiamo no..... figurati un giorno non cambia....

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SALVATORE : No no eh.... ci mancherebbe eh... solo per prendere una decisione giusta ..... giusto? ROMEO : Io oggi può essere pure che ho rotto la macchina pure devo salire lì sopra SALVATORE : Eh trova qualcosa vedi.... vedi tu ROMEO : E tanto .....inc.... il problema non c'è glielo detto chiaro se no.... si vede diversamente SALVATORE : Magari se si parla pure con con..... Michele ROMEO : Eh SALVATORE : L'altro socio se si parla con lui poi..... rumori ROMEO : Eh..... SALVATORE : Vedi tu vedi tu Romeo ROMEO : Ma tanto ho parlato ho parlato in ogni caso parla lui SALVATORE : E va bhe..... ROMEO : All'altro socio SALVATORE : L'altro socio..... ma uno sente pure che dice vedi quando parla poi vedi tu Romeo lì ci sei tu eh..... ROMEO : Si si si si infatti ti ho detto sono andato già SALVATORE : Inc.... ROMEO : Eh... e ora si vede eh.... io non ho sentito niente ancora e domani e la stessa cosa è.... SALVATORE : Si ROMEO : Vuoi che ti lascio il numero di telefono per caso SALVATORE : Ah.... no no io non ho problemi.... io c'è lo.... non lo so io ROMEO : Eh SALVATORE : Inc....perchè....no no io ho tutte le cose io ho il numero non c'è problema....inc.... ROMEO : Eh allora SALVATORE : No per lui no no io dicevo per questi di laggiù che parliate che così si vede..inc.... ROMEO : Con questo qua già ti ho detto che ho parlato ora vedo se salgo che... prendo un altra macchina per salire SALVATORE : Eh prenditi la panda.....inc.... ROMEO : In ogni caso si devono vedere certe cose lì SALVATORE : Eh si si si va bene ROMEO : Eh poi non è che sta più per lui devono dire si...inc.... se no si sa già SALVATORE : Inc..... ROMEO : Gli ho detto io parla con lui....inc....eh... almeno parli con qualcuno SALVATORE : Eh..... non c'entra eh.....non c'entra .....inc.... quello là c'entra sicuro quello là che viene qui sopra6...... parte tutto da lui ROMEO : Ah.... SALVATORE : Quasi c'enta sicuro quello che viene qui sopra là.....Inc.....di merda là ROMEO : Si apposta ho detto io o si trova...inc...si trova si vede..... si parla si fà...inc... con chi parli con un muro ? Eh certo tanto lì sopra ci sono pure.... o no? SALVATORE : Si certo ROMEO : Eheh..... inc....hanno mandato dentro la lettera? SALVATORE : No no ma l'hanno portata di là inc..... ROMEO : ...Inc.... SALVATORE : Si ma sanno pure loro chi sono sappiamo tutto lo sappiamo tutti cosa devono dirci .....inc.... di persona a noi non vogliono..... non vogliono trovarci hai capito ? ROMEO : Inc.... qualcuno 6

Il riferimento a qualcuno “che viene qui sopra” è troppo generico per consentire di identificare il soggetto di cui i due fratelli stavano parlando; l’accenno è tuttavia congruente con l’identificazione (sul cui ruolo si dirà nel prosieguo) del basista valdostano in RAFFA Roberto, che dispone di uffici ubicati in Charvensod (AO) frazione Ampaillant, a poca distanza e quota più elevata rispetto alla frazione Plan Felinaz ove si trova la sede della Edilsud.

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SALVATORE : Sanno che li conosciamo sanno che li facciamo eh.... mandano cose così ... va bhè Romeo vedi tu e poi ci sentiamo..... va bene ? -omissisAlle ore 13.28 TROPIANO Romeo chiamava nuovamente RASO Salvatore per incontrarsi con lui. Dalla telefonata si comprendeva che all’incontro era presente “Natalino” o “Nataluzzo”, che si identifica, verosimilmente, in RASO Natalino, cugino dei RASO emigrato in Svizzera, tenuto in grande considerazione da Michele e Salvatore; evidentemente, RASO Natalino si trovava in Calabria in quel momento. (tel. nr. 3466 del 24.07.2011 ore 13.28, all. 35): -omissisRASO: eh...com'è mi avevi chiamato? TROPIANO no... ti avevo chiamato... ti avevo chiamato prima per vederci... RASO: ah.. allora ho visto un'altra chiamata... TROPIANO : no siccome... ho rotto la macchina no RASO : Uh TROPIANO :...e ho detto io ...inc... tu dove sei la sopra ? RASO : e qui sopra abbiamo mangiamo se vuoi salire ci facciamo una "quarta"... TROPIANO : eh più tardi può essere..... RASO : sali.... che è venuto Nataluzzo TROPIANO : bravo... bravo va bene -omissisNel corso del colloquio, TROPIANO Romeo e RASO Salvatore avevano avuto modo di parlare nuovamente dell’estorsione, come si deduce dal contenuto della successiva telefonata tra TROPIANO Romeo e il fratello Salvatore. TROPIANO Romeo sembrava esternare sospetti su qualcuno “di lì”, ovvero vicino -quantomeno geograficamente- ai suoi fratelli. Aggiungeva che RASO Michele sarebbe salito di li a poco, per portare a voce notizie fresche. In sostanza, pur se l’attività diretta ad identificare gli estorsori era andata avanti, era comunque opportuno attendere da loro il primo passo, per poi intavolare la trattativa (TROPIANO Romeo: “io voglio sapere con chi parlo... vieni trovami sai dove... come hai trovato il numero... la cosa... vieni a trovarmi... sai dove sono... e si discute... e basta... e si vede...”). (tel .nr. 3467 del 24.07.2011 ore 15.43, all. 36): -omissisTROPIANO ROMEO: allora come ti dicevo io è... TROPIANO SALVATORE: eh.... la possiamo aggiustare ? TROPIANO ROMEO: no... no... no..... no.... bisogna stare calma TROPIANO SALVATORE: e… sta calma... TROPIANO ROMEO: perchè è probabile che c'è pure questo.... di lì TROPIANO SALVATORE: qua sopra? TROPIANO ROMEO: Si deve vedere se deve uscire... Salvo qualcuno se vuole.... deve uscire fuori .... alla fine.... TROPIANO SALVATORE: non esce lo dice chiaro non hai capito.... TROPIANO ROMEO: abbiamo parlato già... fino adesso... io ho parlato fino adesso... TROPIANO SALVATORE: eh... TROPIANO ROMEO: eh... quindi... mercoledì sale Michele (Michele RASO) pure... TROPIANO SALVATORE: eh...

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TROPIANO ROMEO: hai capito... si deve aspettare... assolutamente poi si prenderanno decisioni... poi se qualcuno chiama che vuole a Beppe di qualcuno si chiede quello che vuole e dove si deve fare dire.... è chiaro che perchè la presenza la vuoi.... TROPIANO SALVATORE: eh.. lo so...inc..... TROPIANO ROMEO: no, no, no... queste pagliacciate che fanno... non andateci dietro... fate il vostro lavoro... TROPIANO SALVATORE: ma ascolta dimmi una cosa... può essere che c'è...... TROPIANO ROMEO: se no cadiamo... cadiamo... dentro...mi pare che stiamo cadendo... e non ci posso dare tutto nella bocca del lupo... allora devono essere loro a fare il passo... possono fare pure una telefonata.... Peppe ci risponde... TROPIANO SALVATORE: .Ma no telefonate fanno passi non ne fanno... TROPIANO ROMEO: la fanno... io voglio sapere con chi parlo... vieni trovami sai dove... come hai trovato il numero... la cosa... vieni a trovarmi... sai dove sono... e si discute ... e basta... e si vede... non so con chi e si finisce là..... intanto adesso sale... diciamo... e la cosa guarda... si è valutata con tutti ha parlato Natalino pure... TROPIANO SALVATORE: eh... TROPIANO ROMEO: che si è valutato... è come abbiamo parlato... per stare buoni... come siamo.. che loro stanno facendo cose che uno non che ci casca...che ci cade... non fanno niente... TROPIANO SALVATORE: siamo d'accordo pure noi.... ma vediamo non lo so... TROPIANO ROMEO: no se resistete... almeno se resistete poi potete parlare e fate quello che volete... TROPIANO SALVATORE: no... eh... Romeo... TROPIANO ROMEO: no... voglio dire come sale... come sale Melone ... TROPIANO SALVATORE: ...Cucuzza... TROPIANO ROMEO: no... no... Salvo... ...voci sovrapposte... intanto è solo questa la cosa... eh... chiamano per venire... come avete trovato il numero vieni sai dove sono... vieni e ti faccio... inc... e così uno ci dice ...inc... non puoi parlare con chi ..inc.. può parlare con questo con quello con quello..... ma che cazzo vogliono fare TROPIANO SALVATORE: eh... come fanno... ...inc... possono fare volendo... TROPIANO ROMEO: non fanno niente... TROPIANO SALVATORE: però sappiamo chi sono... TROPIANO ROMEO: come fai a sapere chi sono? TROPIANO SALVATORE: e chi vuoi che sono.... sono quelli... lo sai chi sono.... TROPIANO ROMEO: Salvo... c'è una valutazione che tu... forse... non c'entra neanche quello che pensavamo noi di qua... e dobbiamo vedere le cose... si vedono quando... quando ha da venire una persona... hai capito?... TROPIANO SALVATORE: eh... si, si, si... certo certo TROPIANO ROMEO: perchè noi abbiamo valutato pure questo... questo qua non c'entra niente... che sono di là... e allora prima che una va... che si ammazza... si faccia... si fanno... ...perchè alla fine stanno con gente che siamo noi... che non so... diciamo che... che dobbiamo andare a trovare a chi... e non sappiamo neanche a chi... ti voglio dire come esempio no... TROPIANO SALVATORE: si,si.. TROPIANO ROMEO: se vuoi qualcosa chiami dimmi dove e quando che io poi quando vieni... ti dico poi quando tu devi andare TROPIANO SALVATORE: va bene... TROPIANO ROMEO: non ci vuole niente Salvo... non ci vuole niente che due ore siamo lì sopra TROPIANO SALVATORE: e basta... che non si arriva...... e lo so... basta che non si arriva tardi... e questo è... TROPIANO ROMEO: e non si arriva tardi... che se era per questo... già erano fatti TROPIANO SALVATORE: ma pensi che c'è pure quello che dicevamo prima quello di di di... TROPIANO ROMEO: mi sa che c'è pure questo che avete mangiato 38


TROPIANO SALVATORE: si se c'è questo l'avrebbe fatta là.... TROPIANO ROMEO: mi pare di si.... mi pare di si... TROPIANO SALVATORE: eh... TROPIANO ROMEO: comunque è tutto da valutare... o tutto fuori pista o c'è pure lui... TROPIANO SALVATORE: quello che pensavo pure io prima se c'è pure lui scusa... TROPIANO ROMEO: non vedi che si sta avvicinando... e abbiamo parlato e sono andato dall'una e mezza... TROPIANO SALVATORE: ah va bene... TROPIANO ROMEO: stai tranquillo dai retta a me... TROPIANO SALVATORE: va bene... va bene TROPIANO ROMEO: hai capito... poi a voi non vi toccano stai tranquillo... che mai vengono a toccarvi una macchina una cosa TROPIANO SALVATORE: loro puntano qualche ragazza...che questo è TROPIANO ROMEO: no, no, lo sanno ...inc... TROPIANO SALVATORE: Ascolta la macchina... TROPIANO ROMEO: Saro... sanno che... sanno che... non c'è niente per loro hai capito... allora stanno facendo questa cosa nascosta deve uscire... hai capito... TROPIANO SALVATORE: va bene... TROPIANO ROMEO: però non dobbiamo essere noi che sbagliamo ... se fosse guarda ti posso dare la garanzia... TROPIANO SALVATORE: va bene... TROPIANO ROMEO: ...inc... però non dobbiamo sbagliare noi... e loro lo sanno... chi c'è... chi hai fianco... con chi cammini... quanti fratelli hai... lo sanno... lo sanno... sanno queste cose lasciateli che fanno... TROPIANO SALVATORE: ...se mi domanda stasera... sempre la solita versione... niente apposto... semmai ci sentiamo... TROPIANO ROMEO: se serve cosa... vengo io.... TROPIANO SALVATORE: vengo io e ti trovo... TROPIANO ROMEO: al momento non abbiamo... non abbiamo... ci devi dire... mai...non ne abbiamo fatto gli devi dire mai e non c'è ne creiamo neanche ora li superiamo.... come abbiamo superato gli altri superiamo anche questi...così capisce ?... TROPIANO SALVATORE: va bene... va bene... TROPIANO ROMEO: va bene... con il tempo si risolve tutto... TROPIANO SALVATORE: Va bene Romeo ok... TROPIANO ROMEO: va bene... se servo... se servo io che devo salire... salgo... TROPIANO SALVATORE: ..Eheh... che io questo volevo volevo a te....inc.... TROPIANO ROMEO: non fa niente... tanto meno male che ero qua io... TROPIANO SALVATORE: lo so che non faccio niente TROPIANO ROMEO: almeno ho potuto parlare... TROPIANO SALVATORE: si, si... no, no...per essere si..... va bene... sinceramente noi altri la pensavamo così... non si possono neanche muovere... come si muovono... si muovono poi saltano denunce... di qua e di la... TROPIANO ROMEO: ma è inutile guarda Saro.. noi abbiamo... ti dico guarda... noi facciamo le cose... abbiamo un'impresa... abbiamo una cosa.... l'onestà e.... tutto no... c'è solo qualche pazzerello... e quelli giustamente ci sono sempre... se c'è... che esca allo scoperto basta... finché sta coperto.... tu lo puoi coprire... e si è già coperto da solo... TROPIANO SALVATORE: va bene... no che l'hanno detto chiaro... hanno detto chiaro che loro.... TROPIANO ROMEO: e noi lo diciamo pure chiaro... qualche giorno lo abbiamo no per... ...inc...

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TROPIANO SALVATORE: no... siccome si aspettano ogni mossa che noi facciamo... hai capito... sanno tutto... TROPIANO ROMEO: e però non sanno che... diciamo... i suoi che fanno... fanno così...ora questo qui vedi per informarsi....hai capito per vedere se.... TROPIANO SALVATORE: no però questo sono stato io che l'ho chiamato hai capito? TROPIANO ROMEO: si ma ho visto già tanto... ma gli ha buttato subito la cosa secca... abbiamo problemi... TROPIANO SALVATORE: ma veramente tu mi devi credere... tu pensi che io sono stupido... te l'ho detto io all'inizio che può essere eh... eh... TROPIANO ROMEO: però noi... intanto come facciamo noi può essere di nessuno... e nello stesso tempo..... ci vuole... gli dici a Beppe semmai chiama qualcuno che gli risponde e non gli dice ...inc... che parlano eh... e vedono le cose ....inc.... hai capito? TROPIANO SALVATORE: si, si, senza senza problemi... TROPIANO ROMEO: noi abbiamo un attività siamo seri abbiamo un attività abbiamo lavorato sempre e non che ora per uno scemo.....hai capito ? TROPIANO SALVATORE : si si noi avevamo pensato pure..... TROPIANO ROMEO : e non fate cazzate che vedete a uno che si muove TROPIANO SALVATORE: no avevamo pensato pure... dicevo sinceramente avevamo pensato... gli abbiamo detto se possono venire di presenza che almeno sappiamo chi sono... pure... che hanno i filmati... TROPIANO ROMEO: no, no... sappiamo già chi sono senza i filmati TROPIANO SALVATORE: e no gli dico.. TROPIANO ROMEO: no, no, se mai serve qualcosa che lo interpelliamo noi... se serve gli dici ... ma non serve... TROPIANO SALVATORE: si va bene... TROPIANO ROMEO: eh... TROPIANO SALVATORE: va bene... TROPIANO ROMEO: se si deve interpellare Salvo... è giusto che si parla... TROPIANO SALVATORE: no, no, ma si, si, si... certo... certo... TROPIANO ROMEO: e poi se una persona ti litiga... te dici io sono sicuro che ti ha nominato pure qualcosa... TROPIANO SALVATORE: no, con me non ci siamo visti... no ma non dicevo lui... che aveva i filmati... a questo che telefona... noi gli diciamo che può venire a trovarci che tanto sappiamo chi sono... TROPIANO ROMEO: no, no... non c'è bisogno di niente... noi siamo nel giusto... nell'onesto... lavoriamo nel giusto e nell'onesto... e qualcuno vuole lavoro vuole qualcosa..... viene e come hai trovato il numero... sai anche dov'è... vieni che parliamo poi... quando si viene e si parla subito uno..... dice è così... TROPIANO SALVATORE: va bene... TROPIANO ROMEO: hai capito...? e allora andate e vi trovate dove vi dovete trovare... a me... quando venite a trovare a me io sono il socio... TROPIANO SALVATORE: si, si, si certo.... TROPIANO ROMEO: è giusto? TROPIANO SALVATORE: va bhe... sarà giusto si... TROPIANO ROMEO: Saro sono cose un po...che uno sta sempre ...inc... però noi pensiamo tutte le cose adesso stiamo loro devono stare al nostro gioco ... TROPIANO SALVATORE: no ma non abbiamo... TROPIANO ROMEO: noi dobbiamo fare il nostro... ...inc... non dobbiamo fare noi il loro TROPIANO SALVATORE: non dobbiamo rovinare niente... ma io sono d’accordo con te pure... ma se noi... non solo io pure Beppe è d'accordo perchè in linea di massima quanto che arrivano fanno che cazzo devono fare... prima o poi o si ritirano o qualcuno deve uscire... 40


TROPIANO ROMEO: apposta no... se uno vuole... come abbiamo già parlato prima... a me serve un lavoro... devi venire a chiedere... TROPIANO SALVATORE: certo... TROPIANO ROMEO: e può stare la... come il sole a chi vede scalda no se tu ti stai sempre all'ombra..... TROPIANO SALVATORE: va bene... TROPIANO ROMEO: eh... TROPIANO SALVATORE: ok Romeo... va bene... TROPIANO ROMEO: ti raccomando Salvo... rimaniamo così fermi... TROPIANO SALVATORE: tranquillo, tranquillo... TROPIANO ROMEO: va bene... ti saluto che è passato un amico qua... -omissisIl 26 luglio 2011 TROPIANO Romeo e Salvatore si sentivano nuovamente per telefono. Elementi di novità emergevano dalle frasi: “l'abbiamo impostata per salire, hai capito?” e, riferita a RASO Salvatore, “sa dove deve andare e sa con chi deve parlare”. I RASO erano, dunque, riusciti ad individuare l’interlocutore a cui rivolgersi per chiudere la vicenda estorsiva ed erano pronti per andare ad incontrarlo7. Tra i due fratelli riprendeva poi il discorso su quali “operai” far intervenire. TROPIANO Salvatore insisteva nel dire che aveva ottenuto la disponibilità di uno che “gli vuole bene” (verosimilmente l’amico OMISSIS), disponibile ad intervenire come contatto o mediatore. Ma TROPIANO Romeo chiudeva il discorso pronunciando parole di apprezzamento evidentemente riferite ai RASO: “hanno lavorato sempre e non hanno deluso mai” con le quali intendeva dire che si fidava di loro e che quindi non era il caso di far intervenire altri. (tel. nr. 3492 del 26.07.2011 ore 17.38, all. 39): - omissis – ROMEO: No no ..sicuramente...già entro domenica, perchè...inc...e apposta il carro lo devo spingere di qua io hai capito? SALVATORE : E apposta si no no ti ho capito si si.... ROMEO : Però se io non parlo con nessuno.... se non ci sono non parli e stanno fermi.... io ora già eravamo che parlavamo e ora ci dobbiamo vedere domani hai capito? SALVATORE : No no ma ROMEO : E stai tranquillo SALVATORE : Voglio... voglio che parli voglio che rimani lì che qua me la vedo io se è necessario ROMEO : Si si ma apposta già stai tranquillo che l'ho impostata l'abbiamo impostata per salire hai capito? SALVATORE : Eh.... che si muova ROMEO : Eh... no e già e già impostata però dobbiamo vedere la cosa com'è domani sicuramente ih..... che ci dobbiamo vedere con Salvatore con.... SALVATORE : Si si si ROMEO: Abbiamo parlato che si deve chiudere questa cosa eh..... inc.... e sicuramente sale lui pure SALVATORE : Eh... certo che è logico......sale lui certo ROMEO : Che sa che sa dove deve andare e sa con chi deve parlare e inutile che vengo lì per guardare e poi qua non si muove nessuno hai capito ? 7

La frase di TROPIANO Romeo “L'ha detto pure lui là negli uliveti là fuori ha detto che questa cosa si deve chiudere” sembra indicare che un soggetto tenuto in alta considerazione, individuabile per la caratteristica di aver a che fare con gli uliveti, aveva dato il proprio benestare ad un intervento risolutivo: nell’annotazione 30/11/2011 i CC di Aosta individuano il soggetto in FACCHINERI Girolamo, detto Mommo; l’identificazione non è certa.

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SALVATORE : No no sale che faccia pulito...... ROMEO : Se no eravamo già insieme pure..... però poi ho pensato ho detto io qua se non c'è uno che va a muovere che faccia per parlare per spingere per fare infatti finora eravamo insieme ora abbiamo l'appuntamento per domani comunque è impostata già SALVATORE : Ah va bene si si si ROMEO : Come sale come sale coso sale pure lui come sale Michele sale pure lui ... SALVATORE : Si ROMEO : Che sa dove deve passare e se è necessario gli ho detto sa pure lì dove deve andare per come e quanto..... però sempre tra sabato o domenica SALVATORE : Va bene io penso che questi due giorni...inc.... non ci sono problemi hai capito? Che io gl'occhi a Beppe ROMEO : Ma Salvo ma tanto diversamente al momento non si può fare se si arriva a questo punto lì si è arrivato a tutto..... se no eh..... poi si prendono altri provvedimenti.... però io penso che ormai ih... è impostata così meglio di così hanno già tutto Salvo SALVATORE : Eh... apposta e possibile mai questo che penso io, che dico io ma e possibile mai che siamo siamo veramente....inc.... Romeo va bene io ho capito tute le cose non preoccuparti tu fai lì..... però ih.... come dire basta per..... ROMEO : Domani domani io alle due ho.... e poi ci sentiamo con te SALVATORE : Va bene ROMEO : Anzi ti chiamo può darsi che ti chiamo prima spero di no.... se no mi chiami tu....risata.... SALVATORE : Risata...inc..... ROMEO : Se no al massimo a questo punto qua che si muove la situazione hai per..... due giorni sono tre..... quanto sono SALVATORE : No non ti preoccupare che...... io spero che fino a domenica che resistiamo ROMEO : Bestemmia no ma si resiste si resiste che vedi che quando arrivano voi quando..... quando è piazzata vedi che esce pulita SALVATORE : E va bene ok ROMEO : Hai capito ? Senza che si sporca così avanti indietro no no glielo detto chiaro io o così se no gli ho detto io.... andiamo quello quello..... come come si chiama quel preventivo parliamo dove dobbiamo parlare gli diamo là i preventivi SALVATORE : Ih...... a me c'è c'è uno che mi sta dietro che gli interessa il lavoro mi vuole bene veramente sai io l'ho capito ha detto ha detto che no che abbiamo parlato di.... però l'ha capita che..... e mi ha chiesto se ho bisogno di un operaio.....inc.... hai capito? ROMEO : Si però però siccome abbiamo gli operai nostri SALVATORE : E va bhe hanno lavorato sempre loro ROMEO : Chi...... lo sai hanno lavorato hanno lavorato sempre e non hanno deluso mai SALVATORE : E apposta apposta ROMEO : Ora finora vedi a questa mattina io..... sono partito SALVATORE : No no no ma se no ROMEO : Poi ieri sono andato a parlare poi.... ih.... stamattina.... oggi sto scendendo ora ora domani mattina e già è impostata così se vogliono lavorare che dicevano..... no ora subito SALVATORE : No no se no non ne usciamo..... noi gli diamo il via o viene in una maniera o in un altra così non possiamo stare ROMEO : Si si si apposta.... no ma lo ha detto pure lui SALVATORE : No no no ROMEO : L'ha detto pure lui là negli uliveti là fuori ha detto che questa cosa si deve chiudere SALVATORE : Si si ROMEO : E ma subito SALVATORE : Eh... subito eh Romeo eh.... vedi che è bravo io me l'immaginavo che noi tante volte parliamo.... voci sovrapposte..... 42


ROMEO : No pure pure Salvatore dai SALVATORE : Si ma... inc .... Romeo ROMEO : L'unico che l'ha tirata...inc... Cheleillo (RASO Michele) là SALVATORE : Si si ma lui sa che poi deve partire ma se si spinge per camminare a lavoro non hanno...inc.... ROMEO : E apposta apposta io ti ho detto io penso che è più utile qua che lì poi se è..... nec.... come imposto la cosa poi se ne parla..... hai capito ? SALVATORE : Certo poi cammini è logico..... certo ROMEO : E se poi devi ...inc.... se no non.... inc.... anzi io niente faccio SALVATORE : No no fai fai fai fai non ti preoccupare fai fai fai tanto...inc... ROMEO : Al momento al momento devo essere qua .....inc.... SALVATORE : Quando gli operai va bene poi ne par..... poi quando ci sentiamo ne discutiamo ROMEO : In ogni caso gli operai servono...inc.... SALVATORE : Va bene - omissis – ROMEO : Ma tu scusa hai parlato con qualcuno? SALVATORE : No no eh... io sto facendo quello che dici tu no no tranquillo ROMEO : Eh... tu dici che ci chiamano SALVATORE : No... semmai... quelli lì quell’altri là quelli che hanno voglia no no no.... no no no ..... ROMEO : No.... il problema diciamo..... quando chiamano non importa no.... se hanno voglia che hanno di lavorare..... i soci ... i soci sono quelli poi c'è uno che non vuole non vuole che si faccia ed è...... SALVATORE : Si si..... ROMEO : Un compaesano che non vuole che si dice SALVATORE : Si si si si.... va bene ROMEO : Eh.... SALVATORE : Va bene ROMEO : Va bene Salvo guarda......inc.... non è che...... SALVATORE : No no aspetto a te io dai ROMEO : Voglio dire che cambia qualcosa SALVATORE : No no cambia tutto noi ancora vediamo...... vediamo con con questi ROMEO: Dobbiamo tirare dobbiamo tirare..... con questo lavoro dobbiamo tirare almeno non lo so fino a sabato SALVATORE : Si fino a sabato tiriamo non ti preoccupare tu basta che spingi..... basta che si spinge da dietro per....inc... va bene ? ROMEO : Si e se no ci .....inc.... si consegnano i lavori SALVATORE : Va benissimo ROMEO : Eh.... SALVATORE : Va bene ROMEO : Va bene lì me li saluti me ne scendo...... glielo dici a Beppe SALVATORE : Si glielo dico ROMEO : Domani ci sentiamo SALVATORE : Ok aspetto che mi chiami tu va bene ? ROMEO : Eh.... quando ti chiamo domani sappiamo con certezza SALVATORE : Ok va bene ROMEO : Già c'è la certezza però sappiamo com'è -omissisGli eventi immediatamente successivi confermavano che i RASO avevano effettivamente capito dove andare e con chi parlare per trattare sull’estorsione. 43


Il sospetto che FACCHINIERI Giuseppe fosse in qualche modo coinvolto nella gestione del tentativo di estorsione si concretizzava grazie all’intercettazione di una conversazione avvenuta il 30 luglio 2011 all’interno della casa di proprietà dei TROPIANO a Gressan (AO) in cui erano presenti TROPIANO Angelo, TROPIANO Romeo, che nel frattempo era giunto in Aosta, RASO Michele, il quale si trovava ad Aosta per le sue periodiche consegne, ed il suo autista OMISSIS. Non era presente TROPIANO Giuseppe in quanto impegnato per le attività connesse con la festa di San Giorgio e Giacomo di cui è l’organizzatore. L’incontro, durato alcune ore, era finalizzato a riferire ai TROPIANO l’esito dell’indagine svolta dai RASO e quale poteva essere la soluzione per addivenire ad un accordo. La conversazione captata dalle microspie risultava solo parzialmente intellegibile poiché gli interlocutori si spostavano frequentemente dall’interno all’esterno del locale, talvolta sovrapponevano le voci e, tenendo porte e finestre aperte, provocavano un forte rumore di fondo. Di particolare importanza era il riferimento di RASO Michele ad un imminente incontro con il “professore” di Bologna. (conversazione nr. 39 del 30.07.2011 ore 20.05, all. 42): […] RASO MICHELE: …inc… (minuto 05:54) io sono contento con un'altra ….inc… loro non sanno niente...non sanno niente…inc… (minuto 06:02) io domenica prossima…inc… io domenica prossima sono con Salvatore: dove il Professore a Bologna magari non scappa... Romeo…inc…c'è c’è una cosa […] RASO MICHELE: si si ..inc.. (minuto 07:45) la scrittura non è TROPIANO ROMEO: …inc.. RASO MICHELE: inc…gli ho detto dove ci sono io ....inc… gli ho detto... inc…guardate gli ho detto io.....inc… Michele io so con chi ho a che fare......inc… Michele .....inc… fare, se ti dico di si, si è, gli ho detto io se loro sanno qualcosa…inc… TROPIANO ROMEO: …inc… RASO MICHELE: …inc… non vorrei gli ho detto non vorrei gli ho detto…inc.... (minuto 08:49): amici che ti hanno dato pane.....inc… TROPIANO ROMEO: …inc… TROPIANO ANGELO:…inc.. TROPIANO ROMEO: …inc… dicono che fanno RASO MICHELE: inc… se fanno, qualche escavatore l'unico che …inc… escavatori....inc… TROPIANO ROMEO: ..inc… però…inc… RASO MICHELE: con lo zucchero…inc…tac, quando metti lo zucchero...inc…benzina con una stringa con una corda... e la cosa …inc… TROPIANO ROMEO: non è che che noi vogliamo ...inc... RASO MICHELE: si TROPIANO ROMEO: (minuto 10:02) gli dici di venire che abbiamo soldi per tutti …inc… RASO MICHELE: ...inc… TROPIANO ANGELO: …inc… TROPIANO ROMEO: …inc… scomparso…inc… oh Michele ma tu davvero…inc..una cosa forte…inc… RASO MICHELE: …inc…(minuto 10:54) allora gli ho detto io se cosa che c'è noi domenica prossima siamo a Bologna .... se non lo sa.... inc... se no un salto ad Aosta se non lo sa nessuno... TROPIANO ROMEO: …inc…

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RASO MICHELE: figlio di puttana chi ha parlato...inc… Romeo non esce, non esce perchè.....inc… impegni...... (minuto 11:16) Peppe (TROPIANO Giuseppe n.d.r.) è una persona riservata TROPIANO ROMEO: …inc… RASO MICHELE: e lui lavora…inc…lui quando arriviamo dobbiamo parlare ...inc… TROPIANO ROMEO: …inc… RASO MICHELE: dobbiamo parlare un giorno e una notte TROPIANO ROMEO: sbrighiamoci […] Successivamente RASO Michele accennava ad una conversazione avuta con “Mommo”, appellativo di FACCHINERI Girolamo: RASO aveva cercato l’assenso di tale soggetto per compiere un’operazione. (conversazione nr. 40 del 30.07.2011 ore 20.18, all. 42): […] RASO MICHELE: Mommo ....Mommo.... Mommo.... Michelino.... inc... ha detto voglio che lavori ha detto …inc… ha detto…inc…quando mi chiami noi siamo pronti, dove dobbiamo andare .. inc… noi andiamo …inc… e via, questa la porto a compimento...inc.. gli ho detto io, però dobbiamo andare …inc…non posso chiamare a te che tu dopo tu te la neghi e mi...inc… ma tu Michele Raso....inc… perchè quando noi siamo nel cerchio TROPIANO ANGELO: si si …inc… RASO MICHELE: ..inc… deve scendere in Calabria, vediamo chi scende in Calabria (minuto 00:51) vediamo chi torna e chi non torna …inc… […] La conversazione proseguiva con accenni di RASO Michele al viaggio che avrebbe dovuto fare per andare a parlare con il “professore” e alla possibilità di salire, poi, ad Aosta. (conversazione nr. 52 del 30.07.2011 ore 22.13, all. 42): […] RASO MICHELE: …inc… domenica, domenica prossima...inc...impegni…inc… guai chi la tocca …inc… TROPIANO ANGELO: dice 20 mila euro l'architetto RASO MICHELE: il sangue mio.....inc… mattina di sabato, mattina di sabato....inc… scende il cognato, Salvatore mi aspettava là....inc…lui gli telefonava.....inc…domenica.....inc…un giorno prima certe cose delicate poi dopo che io...inc....poi ti dico una cosa…inc… che lui non sa neanche chi sono …inc…il Professore…inc… la pasticceria…inc… il chiosco.....inc… arrivo sabato...inc... la sera, ci riposiamo in montagna.... una volta che siamo là...inc… se no ce ne scendiamo....inc…se no veniamo qua.....inc… TROPIANO ANGELO: ci corichiamo RASO MICHELE: e là ...inc... se prima non parlo con il Professore per dirgli ...inc... Mommo … inc… TROPIANO ROMEO: non posso scendere su prenotazione…inc… RASO MICHELE: quando scendi prima vai da mio fratello.....inc… TROPIANO ROMEO:…inc… RASO MICHELE: hai capito ? domenica siamo là, anzi se… inc… la macchina.....inc… con la macchina tua stessa.... no no guido io TROPIANO ROMEO: …inc…Salvatore gli dico ti porto io.....inc… RASO MICHELE: …inc… TROPIANO ROMEO: oh Michele del resto..... inc... 45


TROPIANO ANGELO: una Mercedes un BMW…inc… […] Anche nella parte successiva della conversazione RASO Michele faceva di nuovo riferimento al “professore” con cui doveva andare a parlare. Quindi, RASO Michele ricordava a TROPIANO Romeo, in maniera vibrata, l’esistenza di un “codice” che stabilisce quanto è dovuto dagli imprenditori ai soggetti che danno loro “protezione”. RASO intendeva cioè suggerire che il “professore” stava richiedendo ciò che, forse, gli sarebbe davvero spettato. Non è di secondaria importanza che, dunque, nonappena identificato l’estorsore, e ancora prima di incontrarlo per la prima volta, RASO avesse già prospettato a TROPIANO la concreta eventualità di pagare. Poi, però, RASO aggiungeva alcune frasi da cui si capiva che TROPIANO Giuseppe avrebbe dovuto proferire all’interlocutore il nome di “Luigi”, oppure far presente che aveva già parlato con “Michelino” e “Salvatore” ovvero gli stessi fratelli RASO: “se Peppe ha detto Luigi … se Peppe gli diceva, che io ho parlato con Michelino e Salvatore ..... Luigi chiamava la moglie e veniva”. Il riferimento a “Luigi” e a sua moglie si attaglia a FACCHINERI Luigi 8, esponente dell’omonima famiglia ora in carcere, la cui coniuge OMISSIS dimora tuttora ad Aosta. RASO potrebbe avere, quindi, inteso dire che TROPIANO Giuseppe già aiutava il latitante FACCHINERI Luigi dando denaro alla coniuge, e, se avesse rappresentato tale circostanza all’estorsore, questi avrebbe forse compreso di trovarsi dinnanzi ad una persona ben disposta verso la sua famiglia. RASO Michele concludeva questa parte di conversazione dicendo: “domenica prossima sono là ... inc ....hai capito Romeo? ...inc.... là sopra chiamo a Pino e a Salvo tuo fratello”. TROPIANO Romeo prendeva in parola tale affermazione in quanto, come si vedrà in seguito, avrebbe poi insistito con i fratelli Salvatore e Giuseppe affincè contattassero RASO Michele al termine del colloquio che questi avrebbe avuto con il “professore”. (conversazione nr. 54 del 30.07.2011 ore 23.11, all. 42): […] RASO MICHELE: ci dobbiamo mettere in testa che l'obbiettivo suo è TROPIANO ROMEO: se è così è così...inc... con noi..... (... inc... parla in bassa voce) RASO MICHELE: chi Romeo ? ...inc....gli dobbiamo togliere i pili della barba per vendergliela ....inc...... puliti, puliti ....inc... non abbiamo altra soluzione TROPIANO ROMEO: inc.....cambia versione..... una parola...... RASO MICHELE: di questa maniera ...inc.... ma noi non abbiamo altre soluzioni...... TROPIANO ROMEO: hai capito Michele ? ....inc... non dobbiamo sbagliare.....inc... RASO MICHELE: esce un nome TROPIANO ROMEO: Michele ...inc... fa la lettera...inc... (minuto 04:42) RASO MICHELE: domenica prossima... il Professore ..inc... non è un problema ... TROPIANO ANGELO: ....inc.... RASO MICHELE: se noi sera di sabato siamo là.....inc... Angelino...inc... RASO MICHELE: Angelino dobbiamo andare da Mommo Condò TROPIANO ROMEO: vi dico una cosa.....inc... vi ha detto vi ha detto...inc... RASO MICHELE: Roberto chi ? Roberto chi ? TROPIANO ANGELO: ...inc....

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FACCHINERI Luigi, nato il 19/10/1966 a Cittanova (RC) attualmente detenuto

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RASO MICHELE: ti posso dire una cosa.... ma lui.....inc....Maurizio.....inc....no Pino....no però ti posso dire una cosa..... inc...il lavoro che ha preso lui .....inc.... Salvatore ha detto santo quel giorno che Pino Tropiano....inc... l'escavatore ...inc... il lavoro TROPIANO ROMEO: Michele parla parla RASO MICHELE:.....inc.....nemici...inc...Vincenzo...inc... il lavoro, io ti posso dire una cosa ... inc ... a tuo fratello....inc... come me....inc..hai capito...inc... però ti posso dire una cosa....inc.... un meccanismo più.....inc....Vincenzo no, Vincenzo...inc.... come dice lui.... Angelino....inc...però ti posso dire.....inc....con me...inc... mai si è permesso quando l'ho chiamato....inc... a Vincenzo mio fratello quando l'hanno sparato lì avevo messo io....inc... poi quando sono sceso giù mi ha chiamato Peppe....inc... TROPIANO ROMEO: di quello che abbiamo parlato RASO MICHELE: però lo sa..... hai capito......siamo usciti..... TROPIANO ROMEO: quello che abbiamo parlato RASO MICHELE: la ...inc... lui la sa dov'è hai capito ? TROPIANO ROMEO: dobbiamo ...inc... quello che abbiamo parlato ?...inc.... RASO MICHELE: ti dico che non ne escono Romeo...... in 100 eravamo usciti Angelino...... TROPIANO ROMEO: ieri sera RASO MICHELE: io faccio che..... amico TROPIANO ROMEO: quella lì e già segnata Angelino...segnata..... TROPIANO ANGELO: inc..... allora la storia è così..... quando siamo arrivati, questo è successo ... niente era là.... eh... niente io ero là... Angelino... ecco.... che succede io mi siedo davanti... nel frattempo sono arrivati ... mi hanno preso TROPIANO io devo parlare con te... gli ho detto dove mi porti ...inc... allora TROPIANO ti sei sbagliato ...inc... RASO MICHELE: lui lui TROPIANO ANGELO:...inc....io me ne vado...inc.... TROPIANO ROMEO: Pasquà.... TROPIANO ANGELO: inc.... o uscite tutta la testa o.....inc... a lui....inc... nella lettera...inc... no RASO MICHELE: ...inc.... l'avvocato...inc...l'avvocato...inc... TROPIANO ANGELO: ...inc....prima volevano denunciare....inc... ora non vogliono fare niente al massimo...inc.... la cosa ..inc... ci pensiamo noi... perchè gli è arrivata la notizia che già … inc TROPIANO ROMEO: ....inc... veniamo...inc....loro non parlano per telefono TROPIANO ANGELO: non è più....inc.... RASO MICHELE: quando io ho un amico ....inc....deve fare quello che ....inc... TROPIANO ANGELO: eh...inc.... non so se ci conosciamo....inc... o no ? RASO MICHELE: se sono un amico non posso venire a dirti...inc.... TROPIANO ROMEO:...inc...o una o l’altra...inc.... (minuto 21:12) RASO MICHELE: ...inc.... noi abbiamo un codice io allora ....inc....dopo, allora io...inc... chiamiamo a Pino fai questo lavoro...inc... TROPIANO ROMEO:...inc... parlare...inc.... RASO MICHELE:...inc....50%.....inc....è giusto ? ci prendiamo ....inc....un conto.....inc...un conto ..inc.... hai capito ?....inc... i giovanotti ...inc.... su questo lavoro ti dico Romeo a me devi dare...inc....sopra lo scavo...inc.. al getto me ne dai tanto ..inc.... se il lavoro e di 200 mila euro a me devi dare 10 mila euro.....inc.... TROPIANO ROMEO: e a chi li diamo ? RASO MICHELE: solo lui lo sa...inc... lui non vuole che si dice..... TROPIANO ROMEO: il cognato...inc.. il cognato..inc... chi è questo Professore ? RASO MICHELE: si ma il Professore non sa niente.....il professore se sa una cosa ti chiama, allora ad un ragazzo gli dice allora gli dite a Pino TROPIANO di salire dentro una macchina e di venire qua che io non mi posso muovere.....però Peppe....inc....TROPIANO...inc.... neanche se lo ammazzate...inc... 47


TROPIANO ROMEO: questa storia RASO MICHELE: mi hai capito Angelino... inc... il Professore ... inc... Salvatore e Michelino ...inc ...però Peppe... inc... un amico.....inc... a Bologna no.. ...inc.. Michelino....inc... TROPIANO ANGELO: io ti faccio vedere la lettera...inc.... RASO MICHELE: chiamava a Peppe tuo fratello TROPIANO ANGELO: certo allora no...inc... RASO MICHELE: ...inc...se Peppe ha detto Luigi ...inc...la moglie....inc... mi hai capito?.....inc....se Peppe gli diceva, che io ho parlato con Michelino e Salvatore ...inc... Luigi chiamava la moglie e veniva ... inc... Michelino, Salvatore....inc.... TROPIANO ANGELO: inc.... TROPIANO ROMEO:...inc... RASO MICHELE: mi hai capito ?.....inc... la moglie.....inc.... se tuo fratello è coinvolto ...inc ....può darsi che ...inc... a me e a tuo fratello ...inc... Luigi, Luigi ha una testa, Michele ha una testa...inc... hai capito ? TROPIANO ROMEO: ....inc... RASO MICHELE: No..... TROPIANO ROMEO:..inc...no....inc.. onestamente ..inc.. telefonavano RASO MICHELE: allora che succede, Romeo...inc... che non lo sappia TROPIANO ROMEO: ...inc.... RASO MICHELE:...inc... TROPIANO ROMEO: ...inc... con i MAMMOLITI ci....inc... hanno portato ...inc... ci furono denuncie ... allora quei 170 mila euro di allora.....inc.... TROPIANO ANGELO: inc.. RASO MICHELE: ...inc....Romeo se ci sono questi soldi ....inc... Micu lo sapeva....inc.... TROPIANO ROMEO: ma la cosa brutta....inc.... Michele..... inc... RASO MICHELE: ... inc.... Micu...inc.... TROPIANO ROMEO: ....inc....oh Michele.... inc... TROPIANO ANGELO:...inc... questa cosa qua...inc... RASO MICHELE: ....inc... domenica prossima sono là...inc....hai capito Romeo? ...inc.... là sopra chiamo a Pino e a Salvo tuo fratello […] A conferma dei primi indizi emersi sul conto di FACCHINIERI Giuseppe, domenica 7 agosto 2011 alle ore 13.35 RASO Michele contattava nuovamente CHEMI Giuseppe, chiedendo esplicitamente del “professore”, confermando che sarebbe salito a trovarli il successivo mercoledì 10 agosto 2011; tenuto conto che il mercoledì successivo RASO incontrava FACCHINIERI Giuseppe, è dimostrato che con l’appellativo “professore” il riferimento era a FACCHINIERI Giuseppe, a conferma di quanto captato nella conversazione ambientale del 30 luglio 2011; in ogni caso, nel corso dell’interrogatorio reso al PM il 27/7/2012, FACCHINIERI stesso ha ammesso di avere detto soprannome. (Tel. nr. 146 del 07.08.2011 ore 13.35, all 43.): […] CHEMI Giuseppe: venite a fare una passeggiata? RASO Michele: No, mercoledì ci vediamo su. CHEMI Giuseppe: Va bene, ok. RASO Michele: Va bene, il professore è su con voi? CHEMI Giuseppe: No no no RASO Michele: (risata) CHEMI Giuseppe: ti faccio sapere. RASO Michele: siamo in montagna e lo volevano salutare i fratelli. 48


CHEMI Giuseppe: Non c'è. RASO Michele: Mercoledì pomeriggio ci vediamo su. CHEMI Giuseppe: Va bene, vi saluto. […]

Il primo incontro RASO/FACCHINIERI/CHEMI Il 10 agosto 2011 i fratelli Michele e Salvatore RASO effettivamente si recavano a Marzabotto per il programmato incontro. Alle ore 18.14 RASO Michele contattava CHEMI Giuseppe per dirgli che si trovava a Firenze ed era in procinto di arrivare; il cellulare di RASO Michele agganciava una cella di Sesto Fiorentino (FI). (Tel nr. 288 del 10.08.2011 ore 18.14, all.44): CHEMI: pronto. RASO Michele: Peppe buonasera. CHEMI: buonasera Michelino, che c'è? RASO Michele: come andiamo? CHEMI: si insomma, tutto bene tutto bene. RASO Michele: tutto bene, io tra un'ora ci vediamo su, dai. CHEMI: tra un'oretta? RASO Michele: e si, sono a Firenze. CHEMI: va bene. RASO Michele: va bene, quando arrivo su, vedo dove mi trovo… Alle ore 19.12 RASO Michele confermava a CHEMI di essere arrivato; quest’ultimo risponde con il pronome “noi”, dal che si comprende che all’appuntamento non sarebbe arrivato solo lui; la cella agganciata dal cellulare di RASO Michele era quella di Marzabotto, via Venola. (Tel nr. 290 del 10.08.2011 ore 19.12, all.45): CHEMI: si pronto. RASO Michele: Peppe Chemi? CHEMI: si. RASO Michele: ciao sono Michele. CHEMI: si ho l'ho capito, dove siete? RASO Michele: io mi trovo dove c'è la scritta "Guccini auto"..... (voci sovrapposte) CHEMI: arriviamo noi dieci minuti e siamo lì. RASO Michele: sono con il furgone bianco, mi sposto al lato destro come arrivate, dai. CHEMI: va benissimo, dieci minuti e siamo lì, Michelino…… Il servizio di localizzazione dell’utenza in uso a Michele RASO indicava la sua presenza in Marzabotto (BO) e zone limitrofe sino alle ore 21.53 dello stesso giorno; la presenza di RASO Salvatore insieme al fratello Michele era confermata dal fatto che la sua utenza radiomobile aveva agganciato le celle di Marzabotto via Venola il 10 agosto 2011 alle ore 19.18 e alle 19.55 (conv. progr. 343, 344) e di Grizzana Morandi il giorno successivo, alle ore 8.14, alle ore 12.10 e alle ore 18.54 (conv. progr. 349, 359, 373). I servizi di o.c.p. non consentivano di assistere e registrare l’incontro; tuttavia, gli operanti accertavano che FACCHINIERI Giuseppe -sottoposto alla libertà vigilata- aveva chiesto ed ottenuto di poter ritardare l’orario del rientro in abitazione di un ora e mezza rispetto all’orario prescritto (fissato alle 21.00) e non era nella propria abitazione alle ore 21.00, mentre alle successive ore 22.10 era in casa unitamente a CHEMI Giuseppe. 49


Come spiegato da FACCHINIERI nel corso dell’interrogatorio al PM (cfr. verbale 227/7/2012), al momento dell’intervento dei Carabinieri in casa sua erano presenti anche i RASO, che si erano nascosti in bagno. La circostanza era già ragionevolmente certa, atteso che essi avevano lasciato un indizio sicuro della loro presenza, avendo parcheggiato il furgone proprio fuori dall’abitazione. La presenza dei fratelli Michele e Salvatore RASO in Vergato è stata accertata anche il giorno 11 agosto 2011, allorquando gli stessi si incontravano con FACCHINIERI Giuseppe e CHEMI Giuseppe: la circostanza è stata desunta dal fatto che FACCHINIERI e CHEMI si erano dati appuntamento presso la stazione ferroviaria di Vergato. Alle ore 8.33 CHEMI contattava l’utenza intestata a OMISSIS, moglie di FACCHINIERI Giuseppe, in uso a questi, dandogli appuntamento per le 9.00 circa alla Stazione Ferroviaria di Vergato, in quanto il FACCHINIERI viaggiava in treno (conv. progr. n. 20 dell’11.08.2011 ore 8.23, all. 46); alle ore 9.27 FACCHINIERI chiamava CHEMI in quanto non lo aveva trovato alla stazione ferroviaria; i due si incontravano nei pressi di un’edicola (conv. progr. n. 22 dell’11.08.2011 ore 9.27, all.47). In tale contesto, i militari della Compagnia di Vergato rintracciavano la presenza, attraverso la visione delle immagini del sistema di videosorveglianza del Comune di Vergato, di FACCHINIERI Giuseppe, CHEMI Giuseppe, RASO Michele e RASO Salvatore (cfr. annotazione 30/11/2010, pag.67). La presenza dei fratelli RASO in quelle zone era comprovata sino alle ore 19.22 allorquando Michele RASO, contattando l’utenza di CHEMI, parlava con la moglie di quest’ultimo, OMISSIS agganciando la cella di Marzabotto, via Venola. Alla donna diceva di voler salutare l’altro loro fratello, FACCHINIERI Vincenzo, perché era in procinto di partire ma all’azienda di questi (Macrom) non vi era nessuno. Quindi si accordavano affinché fosse la donna a portare i saluti al fratello Vincenzo (Tel. 325 dell’11.08.2011 ore 19.22, all. 48). Già nella stessa serata dell’11 agosto 2011 i fratelli TROPIANO, che erano a conoscenza dell’incontro programmato a Marzabotto, cominciavano ad interrogarsi con impazienza sull’esito; alle ore 20.10 TROPIANO Romeo chiamava il fratello Salvatore per chiedergli se lui o Giuseppe avessero chiamato RASO Michele (cfr. conv. progr. 114 dell’11.08.2011, all. 49: TROPIANO Romeo: “eh va bene io l'ho chiamato non mi ha risposto e ho chiamato te per vedere se sapevi...”); alle ore 20.38 TROPIANO Romeo chiamava direttamente il fratello Giuseppe chiedendogli con insistenza di contattare RASO Michele (conv. progr. 1440 dell’11.08.2011, all.50: TROPIANO Romeo: “... Michele non si è fatto sentire no; TROPIANO Giuseppe: No .. no non mi ha detto nulla ; TROPIANO Romeo: Eh ma non lo puoi chiamare ? TROPIANO Giuseppe: Lo chiamo ? TROPIANO Romeo: Eh certo uno .. non lo so, se sale per certe cose, o sale per altre, lo chiami e vedi se ti risponde gli dice se; TROPIANO Giuseppe: Domani lo chiamo ... domani lo chiamo dai; TROPIANO Romeo: Domani lo chiami .. e se lo chiami adesso ? TROPIANO Giuseppe: Va bhe”). Alle ore 20.43 TROPIANO Giuseppe chiamava Michele RASO. Questi accennava ad un incontro al suo arrivo ad Aosta, ma TROPIANO gli diceva che nel giro di un paio di giorni sarebbe sceso lui in Calabria, pertanto i due concludevano di incontrarsi “giù” (a San Giorgio Morgeto; conv. progr. 1441 dell’11.08.2011, all. 51); alle ore 20.49 RASO Salvatore chiamava TROPIANO Romeo. RASO appariva restio a parlare per telefono, ma confermava a monosillabi che il colloquio richiesto si sarebbe tenuto appena possibile (tel. nr.382 dell’ 11.08.2011, all. 52). Da Marzabotto, i fratelli RASO si recavano in Svizzera per assistere al funerale di un loro congiunto. A seguito del loro rientro a San Giorgio Morgeto, avvenuto nella notte tra il 13 e 14 agosto, riallacciavano i contatti con i fratelli TROPIANO e prendevano gli appuntamenti per vedersi di persona. Per la prima volta RASO Salvatore cercava con insistenza TROPIANO Romeo, mentre di solito avveniva il contrario. Dopo alcuni tentativi di telefonate andate a vuoto 50


con TROPIANO Romeo, RASO Salvatore riusciva a contattare direttamente TROPIANO Giuseppe (che si trovava a San Giorgio Morgeto nel periodo di chiusura dell’Edilsud per ferragosto) ed a fissare un incontro. (Tel nr. 451 del 16.08.2011 ore 13.41, all. 53): […] TROPIANO Giuseppe: Ciao... RASO Salvatore: Senti avevo chiamato a Romeo a quello squagliato…deve essere.... ho sentito spiagge e spiagge a questa ora... TROPIANO Giuseppe: No...Romeo deve essere nelle spiagge in alta quota... RASO Salvatore: Eh... TROPIANO Giuseppe: Eh... RASO Salvatore: Senti un minuto...ci vediamo qua sotto....tra un paio d’ore...ci vediamo qua sotto nelle terre vicino al laghetto... TROPIANO Giuseppe: Eh....verso che ora perché alle cinque ho appuntamento con Giorgio per vedere delle cose del lavoro sopra la montagna...dimmi tu l'orario? più tardi? verso le quattro? RASO Salvatore: Eh.. verso le quattro... TROPIANO Giuseppe: Le quattro... le quattro e mezza.. okay? RASO Salvatore: Passa qua sotto che tanto io sono sopra... TROPIANO Giuseppe: Và bene...glielo dico io....sale un attimo e lo becco pure io...Okay... RASO Salvatore: Va bhò...se no vedi tu come fare.... […] La scelta del luogo dell’incontro (un posto protetto: “in piena zona aspromontana raggiungibile esclusivamente da stradine interpoderali non asfaltate che si diramano in più direzioni, utilizzate esclusivamente dai proprietari terrieri o loro conoscenti”; cfr. relazione, all. 54) non consentiva ai militari della Compagnia Carabinieri di Taurianova, in servizio di o.c.p., di avvicinarsi. Dal contenuto e dal tono di un’altra comunicazione tra i fratelli Romeo e Giuseppe TROPIANO emergevano perplessità e dubbi sulla possibile soluzione dell’estorsione. (Tel nr. 186 del 18.08.2011 ore 12.48, all. 55): […] TROPIANO Giuseppe: Ma ti sei...ma ti sei visto con Michele con qualcuno...tu? TROPIANO Romeo: No..perchè? TROPIANO Giuseppe: Perchè la faccenda non è così...eh... TROPIANO Romeo: E' in altro modo? TROPIANO Giuseppe: Sì...in altro modo...poi ti dico... TROPIANO Romeo: Ma ci sono problemi? TROPIANO Giuseppe: No...non lo so poi ne parliamo magari oggi..okay? TROPIANO Romeo: …..incomprensibile... TROPIANO Giuseppe: Ieri ti cercavano per mari e per monti...a te a mè e... TROPIANO Romeo: Oh Peppe...ieri ero per quà ed il telefono era... TROPIANO Giuseppe: Eh gliel'ho detto...veramente...sicuramente Romeo era sù... TROPIANO Romeo: Eh poi...da un minuto all'altro, la sera mangiano, il giorno cambiano... […] Nei giorni successivi, TROPIANO Giuseppe e Salvatore rientravano ad Aosta. Due interessanti conversazioni tra loro venivano captate a bordo dell’autovettura AUDI di TROPIANO Giuseppe il 20 agosto 2011 alle ore 19.48 ed alle ore 23.18. I fratelli si stavano recando ad una cena con un gruppo di appassionati di caccia loro amici, ed in auto parlavano dell’estorsione subita. 51


(conversazione ambientale nr. 429 del 20.08.2011 ore 19.48, all. 56): TROPIANO Salvatore: hai visto Vincenzo TROPIANO Giuseppe: dice ah si era lì.... hanno fatto la spia.... inc... Angelino gliel'ha detto a … inc.... gli ha detto Angelino se ci sono problemi...inc... TROPIANO Salvatore: i soldi ci sono...inc.... pure però non penso TROPIANO Giuseppe : ...inc.... poi ci sono gente di San Giorgio TROPIANO Salvatore : no non penso... non penso no...inc...secondo me... inc... di là non si fermano .... può essere che hanno toccato noi TROPIANO Giuseppe : eh..... Nel corso del viaggio di ritorno i due formulavano ulteriori commenti. Ragionavano sull’eventualità che, dopo l’intervento dei RASO, gli estorsori si stessero nascondendo, in quanto, invece di trattare con gli emissari, avevano negato ogni coinvolgimento; viene quindi citato RAFFA Roberto, al quale i TROPIANO attribuivano il ruolo di latore della seconda lettera estorsiva (TROPIANO Salvatore dihciara: “l'avvocato è questo... insomma non è che potevano avere tutti le stesse idee... se dicono che l'avvocato è Roberto!”). I TROPIANO avevano dunque maturato effettivi sospetti su RAFFA Roberto (nel seguito dell’ambientale è citato anche il cognome) in ordine al possibile ruolo di basista: il fatto che al suo nome venga accostato il titolo di “avvocato” è dovuto al fatto che i TROPIANO lo identificano con l’avvocato “Siliente”, ovvero l’anonimo telefonista. Dai discorsi successivi si evinceva che RAFFA Roberto aveva partecipato alla festa di San Giorgio e Giacomo ed in tale circostanza aveva anche parlato amichevolmente con TROPIANO Giuseppe: “mi ha abbracciato mi ha baciato, qua Tropiano ancora ma va va va ...e poi il giorno dopo tha da” e “… Roberto venne là a bere vicino a me, faccio questo faccio quello ... perchè? perchè sanno che qualcosa c'è”. Allo stesso RAFFA Roberto i TROPIANO avevano anche dato lavoro e/o prestato denaro: “e allora un giorno venne pure lui e meno male che con Romeo 1000, 1500 , 300 venne una volta 3000 gli li ho dati, gli arretrati se non gli avevo voluto dare questi, adesso quando viene gli dico di no”. Si captava inoltre che RAFFA sarebbe stato convocato per chiarire la sua posizione: “Roberto .... si si si ..... ma ti hanno detto che lo hanno chiamato si.. si.. lo hanno chiamato non c'era e adesso devono andare loro a trovarlo....”. D’altra parte i TROPIANO ritenevano che gli estorsori avessero ad Aosta un basista che li informava sui loro affari e movimenti: “il fatto è che loro non possono sapere … …quelle cose...”, e nel seguito “per le cose estorsive è partito lui nella lettera chi che gli diceva?”9. 9

(conversazione ambientale nr. 430 del 20.08.2011 ore 23.18, all. 57). -omissisTROPIANO Giuseppe: quella lettera che ho visto io avevo un dubbio noo... TROPIANO Salvatore: Angiolino ? TROPIANO Giuseppe: Vabbhè quella lettera chi mi ha consegnato all'elezioni a me non sembrava che diceva così... io mi ricordavo che dice... diceva .... TROPIANO Salvatore : per i paesani, vi cosigliano male... TROPIANO Giuseppe : ...eh attenzione che i paesani vi stanno consigliando male ... secondo me dice che non vi fate consigliare dai paesani TROPIANO Salvatore :eh va bene ma anche una cosa o l'altra... TROPIANO Giuseppe: comunque adesso vediamo... ma secondo me non portano .... secondo me quella lettera è chiara che sono i Mammoliti è chiara....comunque dietro i Mammoliti c'era Martina capisci ? ... ehh ....voci sovrapposte...... TROPIANO Giuseppe : non ci sono, stanno nascondendo adesso capisci... TROPIANO Salvatore: Okay... ma una cosa è certa non potevano avere due le stesse idee o quattro le stesse idee gli disse che avevano parlato che ti dovevano vedere giusto... incompr voci sovrapposte .. l'avvocato è questo... isomma non è che potevano avere tutti le stesse idee... se dicono che l'avvocato è Roberto! ....inc.... TROPIANO Giuseppe : quello mi disse Roberto!.... voci sovrapposte.....Michele e lui mi ha abbracciato mi ha baciato, qua Tropiano ancora ma va va va ...e poi il giorno dopo tha da ...inc... ! parliamo, eh se non sono loro ? !

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Dalla conversazione si evinceva altresì che, a seguito di un colloquio con il Sost. Comm. MARTINA, TROPIANO Giuseppe aveva maturato la convinzione che, in caso di commissione di atti intimidatori, su presentazione di una denuncia “anonima”, sarebbero stati messi sotto controllo i loro telefoni e, a seguito della presumibile ulteriore chiamata da parte degli estorsori, costoro avrebbero potuto essere arrestati. TROPIANO Salvatore si preoccupava, quindi, di sapere in quale modo sarebbero stati tutelati “io voglio sapere una cosa....se loro chiamano ...quei ragazzi dove sono?” riferendosi alle possibile protezione ravvicinata delle forze di polizia tramite i loro servizi. TROPIANO Giuseppe rispondeva di aver visto alla festa di San Giorgio e Giacomo alcuni appartenenti alle forze di polizia che li guardavano, tra cui anche il M.A.s.UPS Cesare NERONI (relazione in all. 58). TROPIANO Salvatore:, se non sono loro , se non sono loro TROPIANO Giuseppe : la cosa va avanti e vuol dire che sono altre persone ....capisci... e .....vediamo... TROPIANO Salvatore: io dico di no la mano sul fuoco non c'è la metto TROPIANO Giuseppe: Maurizio però l'ho chiamato due o tre volte e non s’è presentato TROPIANO Salvatore : Roberto .... si si si ..... ma ti hanno detto che lo hanno chiamato TROPIANO Giuseppe : si.. si.. lo hanno chiamato non c'era e adesso devono andare loro a trovarlo.... TROPIANO Salvatore : io penso che lì fuori si ci può essere qualcosa ma...non penso che si portano dentro...inc...... TROPIANO Giuseppe: ma non penso, se non hanno gente furba sta tranquillo che non lo fanno, Michele lo disse pure se non cade qualcuno; TROPIANO Salvatore : Ehh!! questo è importante questa è una cosa.... inc... TROPIANO Giuseppe: il fatto è che loro non possono sapere inc... quelle cose... TROPIANO Salvatore: gli altri due, l'altro, puo essere che qualcuno... 10 giorni e solo in casa e solo lui là però non penso che puo andare avanti molto TROPIANO Giuseppe: tanto i parenti a San Giorgio tutti mafiosi sono tutti, con chi parli parli se la tirano ma tutti, inc… Roberto venne là a bere vicino a me, faccio questo faccio quello ... perchè? perchè sanno che qualcosa c'è... TROPIANO Salvatore:ah no TROPIANO Giuseppe: poi quando mi disse per la copertura incompr. TROPIANO Salvatore: si.si.si....e vero si... TROPIANO Giuseppe: e allora un giorno venne pure lui e meno male che con Romeo 1000, 1500, 300 venne una volta 3000 gli li ho dati, gli arretrati se non gli avevo voluto dare questi, adesso quando viene gli dico di no … inc… TROPIANO Salvatore: eh logico certo : TROPIANO Giuseppe: poi mi dispiace ma è venuto un amico l'altro giorno che meritava.... .... voci sovrapposte...... TROPIANO Salvatore: qualcosa ha tirato fuori... TROPIANO Giuseppe: sicuramente qualcosa l'altro giorno è uscita... TROPIANO Salvatore. noo.noo... TROPIANO Giuseppe: tanto se Dio vuole incompr. TROPIANO Salvatore: peròòòò non lo so se.... TROPIANO Giuseppe: ma qua l'unica è che vogliono ammazzare noi ma il digiuno lo hanno levato ......voci sovrapposte...... TROPIANO Giuseppe: incompr.chiama a Mauro richiama.... finche non parlano però restano là e se restano là Salvo hanno finito....incompr. TROPIANO Salvatore: e lo so e così ehh io l'unica cosa è seria qua..... TROPIANO Giuseppe: allora se ci toccano... al primo disturbo che abbiamo facciamo una denuncia, fai la denuncia e io lo so già come va a finire, basta che noi facciamo una denuncia no!...anonima, deve essere fatta anonima, metti caso che bruciano una macchina fai la denuncia anonima e la Questura deve controllare il mio il tuo quello dell'ufficio, la prima telefonata che fanno, vedrai che quando bruciano una macchina dovranno chiamare, allora! pagate o non pagate? giusto?.. TROPIANO Salvatore: si.. Certo!!! TROPIANO Giuseppe: Vanno la e li prendono... TROPIANO Salvatore: e si è vero! TROPIANO Giuseppe: me lo ha detto MARTINA a me... TROPIANO Salvatore: è Giusto.. TROPIANO Giuseppe: se non fate denuncia, se non fai la denuncia ..... ....voci sovrapposte...... TROPIANO Salvatore:....incompr. TROPIANO Giuseppe: si..si... … voci sovrapposte…

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L’esplosione di colpi di arma da fuoco contro l’abitazione dei TROPIANO a San Giorgio Morgeto Il 20 agosto 2011, alle ore 22.53, ignoti esplodevano due colpi di arma da fuoco all’indirizzo dell’abitazione sita in San Giorgio Morgeto, Contrada Pietra, di proprietà di OMISSIS, moglie di TROPIANO Salvatore. L’edificio danneggiato a colpi di arma da fuoco è da tempo utilizzato dalla GIOVINAZZO e dal suo nucleo familiare per le vacanze durante le ferie estive o come domicilio in occasione dei rientri in Calabria. Il fatto avveniva mentre era in corso una conversazione telefonica (prog. 594) tra TROPIANO Salvatore, che si trovava ad Aosta, e la moglie, che si trovava a San Giorgio; ascoltando la comunicazione, la PG udiva in rapida successione le esplosioni, il che consentiva di individuare un riferimento cronologico certo dell’episodio. Nell’immediatezza, OMISSIS e TROPIANO non si accorgevano di nulla; il giorno uccessivo però la donna, preoccupata, avvertiva il marito, avendo notato su una finestra i segni dei colpi di arma da fuoco, che avevano perforato e rotto anche una parte degli infissi. (Tel 612 del 21.08.2011 alle ore 12.19, all. 59): […] Moglie di Salvatore: Ascolta…sai che ti dico... TROPIANO Salvatore:Eh.... Moglie di Salvatore: Che là sotto c’é la finestra ....la cosa sparata... TROPIANO Salvatore: Sparata?? Moglie di Salvatore: Si...incomprensibile ...prima ho sentito due colpi e ora c'è tutta la finestra fatta ... TROPIANO Salvatore: Eh... Moglie di Salvatore: mi è preso uno spavento quando sono entrata..... TROPIANO Salvatore: Ma sotto dentro la cucina? ... Moglie di Salvatore: No no dove dormivamo dove c'era il letto matrimoniale dove dormivamo... TROPIANO Salvatore: Ma sparata o... Moglie di Salvatore: Sparata Salvo...due colpi l'altra sera però... TROPIANO Salvatore: Di pistola? Moglie di Salvatore: Penso di sì...mancano due ante alla tapparella e il vetro è sparato.... TROPIANO Salvatore: aspetta che chiamo il 112 e vedo dai... TROPIANO Giuseppe: incompr. se vedo che capita... inc..... io rispondo... TROPIANO Salvatore: Ma si certo... TROPIANO Salvatore: io voglio sapere una cosa....se loro chiamano...incompr. quei ragazzi dove sono? incompr. TROPIANO Giuseppe: chi Robertino..... RAFFA, Neroni .. TROPIANO Salvatore: c'erano alla festa .... li hanno visti che guardavano.... TROPIANO Giuseppe: allora adesso se RAFFA, RAFFA incompr. TROPIANO Salvatore: bestemmia per le cose estorsive è partito lui nella lettera chi che gli diceva? incompr. TROPIANO Giuseppe: se ha fatto del male pure lui incompr. lo ha detto....Inc… TROPIANO Salvatore: se è stato lui era arrabbiato TROPIANO Giuseppe: era arrabbiato..... TROPIANO Salvatore: bravo, bravo,.... TROPIANO Giuseppe: perchè per me è Giorgio... poi hanno detto una cosa incompr...lo hanno fatto apposta... TROPIANO Salvatore: ma noo! lo hanno fatto apposta perchè Michele non è stupido incompr... TROPIANO Giuseppe: se non c'era lui lo sai dove eravamo? la partita era tutta la nostra TROPIANO Salvatore: incompr. io penso che no.. TROPIANO Giuseppe: ma noo! non è giusto... .....voci sovrapposte..... ora non richiama più ..però penso che ehh. non lo so....inc. .....comunque io dico che c'è lui ......inc... …voci sovrapposte… TROPIANO Salvatore: è certo... TROPIANO Giuseppe:....guarda che se è i fratelli se la cosa non è apposto facevano la denuncia ...incompr. TROPIANO Salvatore: ma è logico eh! l'appalto che è là è pure fermo....

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Moglie di Salvatore: Mann.. TROPIANO Salvatore: Ah...porca puttana...và bene…se li vedi arrivare ..vedi tu, va bene? non ti preoccupare non succede niente… Moglie di Salvatore: no si dai... […] Pur avendo preannunciato che avrebbe chiamato il 112, TROPIANO Salvatore telefonava al fratello Romeo portandolo immediatamente a conoscenza del fatto. (tel nr. 227 del 21.08.2011 ore 12.21, all. 60): […] TROPIANO Salvatore: Qua pure...ma veramente....iniziano a dare problemi vai a vedere?..... TROPIANO Romeo: Eh che c'è? TROPIANO Salvatore: La finestra...hanno sparato alla finestra…stanotte penso io TROPIANO Romeo: Hanno sparato? TROPIANO Salvatore: Hanno sparato sulla finestra...non so che hanno fatto TROPIANO Romeo: Ah sì... TROPIANO Salvatore: Và e dacci un'occhiata e vedi com'è che non sbagliano mannaggia all'ostia invinile.... comprensibile...uhm... […] Dopo essersi sentito con il fratello Angelo, che si trovava a San Giorgio Morgeto per il periodo delle ferie (cfr. conv. progr. n. 228 del 21.08.2011 ore 12.33, all 61), TROPIANO Romeo contattava Michele RASO per chiedergli consiglio. (Tel. nr. 117 del 21.08.2011 ore 12.42, all. 62): […] RASO Michele: Ora ho finito di mangiare...sono in montagna... TROPIANO Romeo: Ascolta...devi fare un salto fino a giù da Salvo... RASO Michele: Ah? TROPIANO Romeo: Mi sà che devi fare un salto fino a giù da Salvo...alla casa di Salvo... RASO Michele: Eh... TROPIANO Romeo: Ehi... RASO Michele: Che è successo? TROPIANO Romeo: Mi pare qualcosa...adesso vedo.. RASO Michele: Gli hanno fatto visita? TROPIANO Romeo: Mi sembra di sì... RASO Michele: Va bene dai... TROPIANO Romeo: Eh? RASO Michele: Và bene...non vieni quassù che io sono con il furgone...Romeo... TROPIANO Romeo: E non c'è nessuno ancora io adesso stò arrivando perchè mi hanno appena chiamato... […] I TROPIANO decidevano di chiamare i Carabinieri solo dopo aver interessato della vicenda Michele RASO; infatti, nella telefonata delle ore 12.58, i due fratelli concordavano “Ora vediamo se si deve fare denuncia o no?” e “secondo me si parla con Michele vedi che ti dice”. (tel nr. nr. 232 del 21.08.2011 alle ore 12.58, all. 63): […] TROPIANO Romeo: Eh... ci sono due colpi sparati 55


TROPIANO Salvatore: Eh... vedi ho sentito io però non pensavo mai TROPIANO Romeo: Però ci sono cartucce pure TROPIANO Salvatore: ..Inc...il solito ? TROPIANO Romeo: No no vuote di dove hanno sparato..... inc.. di quella parte di Bellaggiello...inc... TROPIANO Salvatore: Eh.... che faccio faccio salire Maria ? TROPIANO Romeo: Io ho chiamato io ho chiamato come salivo Michele TROPIANO Salvatore: Eh TROPIANO Romeo: Ora vediamo se si deve fare denuncia o no? TROPIANO Salvatore: E secondo me si parla con Michele vedi che ti dice eh... TROPIANO Romeo: Io parlo con Michele l'ho chiamato apposta ha detto che si trova in montagna..inc.. va bene ? TROPIANO Salvatore: Ok e poi mi dice qualcosa... faccio poi si sono decise se ne salgono quelli...inc... un casino sanno tutte le cose porca puttana […] TROPIANO Romeo: Inc... se hanno fatto così...inc... ce li avevano dentro le mani loro TROPIANO Salvatore: Eh.... si si non vengono da lontano no dai TROPIANO Romeo: Eheh.... TROPIANO Salvatore: Vedete voi e poi mi dite qualcosa... voi....se io potrei pure..inc... un attimo..... vedete là interpellate...inc... TROPIANO Romeo: Devo vedere cosa dice Michele ora... che ora con la scusa c'è …hai capito? TROPIANO Salvatore: Sono d'accordo con te dai TROPIANO Romeo: Eh se dice così così gli dico....inc.... si fa una denuncia e poi se la vede la legge […] Nella telefonata delle 13.35 i due fratelli Romeo e Salvatore continuavano ad interrogarsi sull’opportunità di fare denuncia. Prima di recarsi dai Carabinieri, TROPIANO Salvatore voleva comunque essere sicuro che i fratelli Angelo e Romeo, che si trovavano a San Giorgio Morgeto, avessero parlato con RASO Michele. Romeo comunica al fratello che RASO Michele era venuto sul posto, aveva “visto tutto” ed aveva detto che era giusto fare denuncia, che si doveva “fare per forza” (sul punto, cfr. anche dichiarazioni RASO nell’interrogatorio al PM 23/1/2012, pag.5). (tel. nr. 234 del 21.08.2011 ore 13.35, all. 64): TROPIANO Salvatore: Ehi... TROPIANO Romeo: Oh... TROPIANO Salvatore: Ma Romeo ma qua che facciamo noi ? TROPIANO Romeo: Veramente ora vediamo Michele aveva detto di vederci stasera TROPIANO Salvatore: Eh... aspettiamo perchè qua andiamo noi nei casini lì Angelino ha detto che va a fare la denuncia TROPIANO Romeo: Si TROPIANO Salvatore: Eh... ma lui..... ma tu non ti sei incontato per niente con lui ? TROPIANO Romeo: Con Michele ? TROPIANO Salvatore: Eh.... TROPIANO Romeo: Si si è venuto qua ha visto tutto no no ha detto che è giusto ha detto che questa si deve fare per forza ..... è così TROPIANO Salvatore: E va beh noi fino stasera aspettiamo domani Peppe... voci sovrapposte.... eh ?

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TROPIANO Romeo: Si può si può fare se non è tardi ti faccio una telefonata al massimo si può andare pure stasera stesso TROPIANO Salvatore: Eh.... TROPIANO Romeo: Se no Salvo vi dico io non fanno niente ora TROPIANO Salvatore: Si lo so però possono fare sempre le solite telefonate hai capito ? Che ora si fanno sentire un altra volte e se noi facciamo una denuncia...inc.... TROPIANO Romeo: Domani mattino TROPIANO Salvatore: Eh.... TROPIANO Romeo: Domani mattino sono arrivati che poi parlano dai TROPIANO Salvatore: Ok Alle ore 14.30, i Carabinieri della Stazione di San Giorgio Morgeto intervenivano in C/da Pietra. L’intervento era stato richiesto da TROPIANO Angelo, il quale aveva riferito che la cognata OMISSIS era stata vittima di danneggiamento mediante esplosione di colpi di arma da fuoco, indirizzati alla propria abitazione. Gli operanti accertavano la presenza di diversi fori nella persiana di una porta-finestra sita al piano terra, di pertinenza di una stanza da letto e, sul piazzale esterno dello stabile, rinvenivano un bossolo cal. 12, marca Fiocchi; rinvenivano un pezzo di piombo sul letto; nella parete opposta alla finestra ed in quella a sinistra accertavano la presenza di fori e di numerosi pezzi di vetro per terra. Alle successive ore 19.25 OMISSIS sporgeva denuncia presso la Stazione Carabinieri di San Giorgio Morgeto. In tale sede OMISSIS dichiarava: "omissis… Sono residente ad Aosta dove vivo dall'80, subito dopo aver contratto matrimonio con mio marito Tropiano Salvatore. Mi trovo a San Giorgio Morgeto dall'11.08.2011, in quanto sono venuta per trascorrere qui le mie ferie unitamente a mia figlia OMISSIS. Infatti, quando è possibile torno a San Giorgio Morgeto ove ho una casa di mia proprietà, a me intestata, sita in Cda Pietra snc di questo centro, anche perchè qua a San Giorgio ho alcuni miei parenti quale una sorella a nome di Giovinazzo Caterina e i miei cognati a nome di Boeti Mirella e Tropiano Romeo che però vive a Cinquefrondi. Ieri sera mi trovavo in casa da sola in quanto mia figlia OMISSIS era uscita con degli amici; stavo parlando al telefono con mio marito quando all'improvviso ho sentito uno sparo. Credevo però che si trattasse di un petardo tant’è, che ho continuato a parlare al telefono con mio marito. Dopo di che ho atteso che mia figlia rincasasse e siamo andati a dormire. Questa mattina alle ore 12:00 circa, sono andata a sistemare la stanza che è stata danneggiata dal colpo di arma da fuoco in quanto dalla Val d'Aosta oggi veniva a trascorre qualche giorno di ferie in questa casa di San Giorgio Morgeto anche l'altra mia figlia OMISSIS unitamente al marito OMISSIS entrambi residenti ad Aosta. Quando sono entrata nella stanza ho visto tutti quei vetri sul letto e per terra. All'inizio ho pensato che qualche ladro si fosse introdotto in casa, ma quando mi sono recata dal lato esterno all'abitazione e ho visto quei fori al muro perimetrale sul quale è posta la finestra ho capito che si trattava di un colpo d'arma da fuoco e nello specifico del colpo che avevo sentito la sera prima intorno le ore 22:00 quando parlavo al telefono con mio marito. Nell'immediatezza ho pensato di chiamare mio marito per raccontare quanto accaduto il quale ha chiamato il fratello Tropiano Angelo residente ad Aosta che però si trova anche lui a San Giorgio Morgeto per trascorrere qua le sue ferie il quale ha provveduto a chiamare il 112 per raccontare dell'accaduto. Subito dopo sono sopraggiunti i Carabinieri per costatare quanto avvenuto. …omissis…”. Nel pomeriggio dello stesso giorno continuavano le telefonate tra i fratelli TROPIANO, che si interrogavano sul da farsi. 57


Nella telefonata delle ore 14.37 Romeo e Salvatore manifestavano l’intenzione di parlare dell’estorsione e del gesto intimidatorio appena subito con un altro soggetto (forse OMISSIS, il “compare” di Salvatore TROPIANO), al fine di richiederne l’intervento, che si sarebbe affiancato a quello dei RASO. Temevano, comunque, che l’ingresso di una terza persona potesse “rovinare le briglie” a coloro che si stavano già interessando della vicenda, ovvero i RASO, pur non essendo soddisfatti del modo in cui essi stavano affrontando la situazione: “si sono nascosti” (s’ammucciaru in dialetto calabrese) e anche: “eh.... lì se non fanno attenzione se passa ancora tempo prendono piedazzo.... comunque è così.... loro dormono lasciali dormire”. I TROPIANO concordavano, poi, nel ritenere che quelli che avevano esploso i colpi, in realtà, “ce l'hanno con loro”: la frase ha, in parte, un’interpretazione sicura (i TROPIANO avevano capito di non essere gli unici destinatari dell’avvertimento) e, in parte, un’interpretazione altamente verosimile (con il pronome “loro” i TROPIANO si riferivano ai RASO, unica altra famiglia coinvolta nella vicenda). Come si vedrà più avanti, è indubbio che colpire direttamente i TROPIANO proprio a San Giorgio Morgeto costituiva, anche, una modalità indiretta di colpire i loro “compaesani protettori”, i RASO; è altresì indubbio che tale mossa si è rivelata prodromica alla indicazione, contenuta nella quarta lettera destinata ai TROPIANO, della modalità attraverso cui i TROPIANO avrebbero dovuto comunicare agli estorsori la loro piena accondiscendenza alla richiesta estorsiva (su cui vedi infra; paragr. “La quarta lettera estorsiva”). Parlando poi della necessità di fare denuncia e dell’intervento dei carabinieri di Taurianova e San Giorgio Morgeto, TROPIANO Salvatore aggiungeva “tanto si sa chi è stato... giusto” e, poco dopo: “Si si hanno fatto.... hanno voluto far capire che loro vanno avanti” così chiaramente manifestando di avere compreso sia l’identità dei responsabili sia il motivo di un gesto così plateale; infine, verso la conclusione della conversazione TROPIANO Salvatore sentenziava “Stasera la tagliamo ora parlo con Peppe o..... sotto sotto facciamo la denuncia e poi parliamo con l'altro hai capito?”. E poi “si si domani si deve vedere stasera....se stasera..... se passa stasera, domani non passa eh..... senza che vanno in giro lontano”. (Tel. nr. 235 del 21.08.2011, ore 14.37, all. 65): […] TROPIANO Romeo: Sai cosa avevo pensato io ? TROPIANO Salvatore: Eh.... TROPIANO Romeo: Di parlare con Giacomino TROPIANO Salvatore: Ora lo chiamo faccio che si mette in contatto con te ? se e laggiù ? TROPIANO Romeo: No no per telefono no TROPIANO Salvatore: No.... che io lo saluto TROPIANO Romeo: Facciamo come quello TROPIANO Salvatore: Eh.... TROPIANO Romeo: No gli devi...... gli devi spiegare tutte le cose TROPIANO Salvatore: Eheh..... gli devo spiegare tutte le cose ma lì il fatto...inc... TROPIANO Romeo: Ah.... è qua TROPIANO Salvatore: Eh si..... alla Jonica TROPIANO Romeo: Allora allora.... devo aspettare sempre a lui stasera TROPIANO Salvatore: Uh.... TROPIANO Romeo: Devo aspettare sempre a stasera perchè poi si spiegavano tutte le cose a lui com'è la situazione e.... vedi che le cose può darsi che davvero si aggiustano TROPIANO Salvatore: Io farei una cosa io avevo pensato...io lo potevo chiamare per salutarlo e per dirgli 58


TROPIANO Romeo: E poi stasera stasera ci dobbiamo vedere con lui qua TROPIANO Salvatore: A vabbè aspettiamo stasera domani se ne parla dai, uh.... TROPIANO Romeo: Tanto ormai come hai detto tu secondo me se no qua non si smette più TROPIANO Salvatore: No... non si smette più lì andiamo a finire dentro una "grattarola" Rome.... che non TROPIANO Romeo: Pesante TROPIANO Salvatore: Si TROPIANO Romeo: Eh.... se aspetti stasera glielo dico...... poi ti chiamo io TROPIANO Salvatore: No che gli dici niente TROPIANO Romeo: Si si glielo dico gli dico purtroppo ci siamo sentiti con mio fratello e ha detto che.... parla che già..inc... accennato con l'altro.... hai capito ? TROPIANO Salvatore: Non vorrei che gli roviniamo le "briglie" a loro poi TROPIANO Romeo: Che roviniamo tanto come arriva lì sopra sicuro lasciano a piedi pure a lui TROPIANO Salvatore: ....Voci sovrapposte.... TROPIANO Romeo: Non parlare vediamo stasera che dice TROPIANO Salvatore: Vedi che dice stasera eh.... comunque lì la ...inc... l'hai fatta si ? TROPIANO Romeo: Si ancora c'erano quelli che sono arrivati dopo .....poi..... sono arrivati questi di San Giorgio eh..... ancora poi io me ne sono venuto se viene a trovarmi...inc... Immacolata Angelino loro arrivavano TROPIANO Salvatore: Sempre ignoti no sempre ignoti come fanno...inc... tanto si sa chi è stato ... giusto TROPIANO Romeo: No hanno visto le cose là.... hanno visto là dentro là casa vecchia hanno rotto le cose TROPIANO Salvatore: Maledizione...inc.... TROPIANO Romeo: Ha detto di qua esce vicino Bellaggio... gli ho detto io c'è un viottolino che neanche cinque minuti e sei a Bellaggio...inc.... bestemmia TROPIANO Salvatore: Fai una cosa fai una cosa.... TROPIANO Romeo: So io va Salvo TROPIANO Salvatore: Eh.... no tu gli dice a questo punto mio fratello sicuramente con il mio compare ce l'accenna...scaricati gli dici a questo punto sicuramente ce l'accenna TROPIANO Romeo: No ma tanto io già glielo detto gli ho detto sicuramente fa qua e là gli ho detto sicuro lui.... va a finire così e allora io stasera vedo come parlano gli dico eh... dopo che vedo le cose sono gli dico..... vedete...inc... che ci siamo sentiti con Salvo e ha detto che si è sentito con coso TROPIANO Salvatore: Eh.... TROPIANO Romeo: Si è sentito con il suo compare TROPIANO Salvatore: Che si sentono.... no che si sono sentiti non che si sono sentiti dice vuol dire poi magari se non lo senti.... fai a dire che si sentono poi eh..... un altra cosa … prima fai e meglio è perchè ora chiamano di nuovo c'è una denuncia fatta ora lì prendono hai capito? Ora chiamano telefonicamente Beppe TROPIANO Romeo: Si sono d'accordo però se vista la situazione si deve arrivare per vedere TROPIANO Salvatore: Eh apposta TROPIANO Romeo: Hai capito ? Qualcuno che se la prende di petto la cosa TROPIANO Salvatore: Si si TROPIANO Romeo: Per vedere e dice vediamo così così e così parla con lui io pure ho detto si sono nascosti TROPIANO Salvatore: Si.... si sono nascosti ....ride.... TROPIANO Romeo: E va beh io stasera... non ti preoccupare glielo dico io TROPIANO Salvatore: Si si fai fai TROPIANO Romeo: Gli dico.... gli dico ha detto che fa in modo che si sente con coso TROPIANO Salvatore: Si per qua vado io 59


TROPIANO Romeo: Con il suo compare siccome una vita che lo stuzzica pure TROPIANO Salvatore: Però si è messo sempre a disposizione con lui gli devi dire... no con lui si è messo sempre a disposizione ba.... senza.....inc... TROPIANO Romeo: E venuto.... é venuto fino alla quando è venuto al coso eh... gli ha detto qualsiasi cosa per lui non è un disturbo... va bhè vedo io dai vedo se ci sono allungamenti cose hai capito ? TROPIANO Salvatore: Si si si si TROPIANO Romeo: Ma che ci può essere lì Salvo ci può essere o brutto o buono hai capito ? TROPIANO Salvatore: Eh allora non ci può essere altro giusto TROPIANO Romeo: Di qua mi pare che c'è solo brutto... ho capito io TROPIANO Salvatore: Si si si...... si perchè ce l'hanno con loro hai capito? TROPIANO Romeo: Eh... bravo TROPIANO Salvatore: Eh.... lì se non fanno attenzione se passa ancora tempo prendono "piedazzo” .... comunque è così.... loro dormono lasciali dormire TROPIANO Romeo: E va beh non ti preoccupare che vedo io TROPIANO Salvatore: Ok va bene TROPIANO Romeo: Non mi possono... non... mi possono dire di no TROPIANO Salvatore: Va bene ok ci sentiamo semmai TROPIANO Romeo: Va bene.... io aspetto che voglio vedere.... che sono qui sopra […] TROPIANO Romeo: Comunque no non hanno tirato di sopra TROPIANO Salvatore: Ride TROPIANO Romeo: Non dovevano fare, però diciamo non… TROPIANO Salvatore: Si si hanno fatto.... hanno voluto far capire che loro vanno avanti TROPIANO Romeo: Comunque.... erano il Brigadiere erano cose di Taurianova sono TROPIANO Salvatore: ah... se sono di Taurianova TROPIANO Romeo: E piano piano parliamo con Spanò....ciao.... quattro parole così no sai quando..inc... non c'è niente qua là sono rimasti se vogliono che prendono loro e così quattro immondizie qua.....inc.... Carabinieri gli ho detto io per andare al bar TROPIANO Salvatore:...Inc... TROPIANO Romeo: Gli ho detto se no gli ho detto c'è ne sono tante gli ho detto io se vi hanno chiesto qualcosa gli ho detto io no per la carità io lo sapevo.... TROPIANO Salvatore: Eh... TROPIANO Romeo: Gli ho detto se abbiamo potuto abbiamo sempre aiutato ha detto e così si fa e una cosa strana e gli ho detto vedete che qualcosa esce fuori se così è..... non che abbiamo noi cose e se cosi che ci sono qua stanno qua e fanno danni qua salgono per sopra e li fanno per sopra TROPIANO Salvatore: E così fanno.... TROPIANO Romeo: Abbiamo parlato e mi ha detto ma tu di dove sei, di Cinquefrondi ha detto ma noi siamo sempre lì ma non ti abbiamo visto mai.....inc.... se venite a casa TROPIANO Salvatore: ...Inc... come fare e va bhè TROPIANO Romeo: No dico che..... abbiamo scambiato due parole così TROPIANO Salvatore: Si si per vedere se.... TROPIANO Romeo: Comunque ha una famiglia che... non avevano niente tre figli quattro... inc... aiutiamo..inc... non si fa così TROPIANO Salvatore: Eheh.... TROPIANO Romeo: Ora ha detto se uno vuole una cosa la chiede poi se no ha detto va bene sai fanno sempre queste cose..... ma... ha detto chi non chiede niente mi pare strano a noi TROPIANO Salvatore: E strano davvero va bhè ora ci organizziamo div... ora ci organizziamo noi diversamente dai.... TROPIANO Romeo: Si si stasera 60


TROPIANO Salvatore: Stasera la tagliamo ora parlo con Peppe o..... sotto sotto facciamo la denuncia e poi parliamo con l'altro hai capito ? TROPIANO Romeo: No no TROPIANO Salvatore: Eh.. si tanto che cazzo ne sanno non sanno niente no Romeo hai capito ? ...inc.... TROPIANO Romeo: Ma....vai tranquillo TROPIANO Salvatore: Va bhè poi vediamo TROPIANO Romeo: Ti regoli tu se.... se pensavi che magari così.... si chiudeva poi un casino invece… TROPIANO Salvatore: Va bhè poi in base eh… poi in base a quello che dice l'altro pure giusto se c'è se...... lasciamo stare così TROPIANO Romeo: Io direi prima di vedere qua poi di vedere di là TROPIANO Salvatore: E vedi se non mi chiami tardi io già...... inc... quando sai qualcosa se no..... va bene va bene certo si deve aspettare ormai non c'è niente da fare dai.... TROPIANO Romeo: Io penso che ormai un giorno si può aspettare se già domani TROPIANO Salvatore: Si si domani si deve vedere stasera....se stasera..... se passa stasera domani non passa eh..... senza che vanno in giro lontano […] TROPIANO Romeo: E se no... o di una maniera o dell'altra si fa TROPIANO Salvatore: Si si dai dai si si senza che perdiamo tanto tempo qualcosa facciamo TROPIANO Romeo: Però era buono lo sai perchè può darsi che lui veramente qualcosa faceva TROPIANO Salvatore: Se sono di fuori si..... voi dite di no io che ne so Romeo... io è una vita che... TROPIANO Romeo: Oh Salvo..... TROPIANO Salvatore: Sono con te pure io.... siamo nella stessa barca sai Romeo non è che siamo dentro dentro una cosa diversa siamo nella stessa barca.... ma ora con questa scusa con questa scusa che è capitata si può si può riprendere il discorso TROPIANO Romeo: Si si il discorso è cambiato TROPIANO Salvatore: Eh giusto ? Apposta.... inc.... va bene ? […] Alle successive ore 15.21, dopo aver parlato a voce con il fratello Angelo, TROPIANO Romeo richiamava TROPIANO Salvatore. La conversazione verteva sulla denuncia da sporgere. I fratelli TROPIANO concordavano sul fatto che gli inquirenti avrebbero potuto ritenere l’attentato all’abitazione come il gesto prodromico o susseguente un’estorsione, e quindi ritenevano necessario che TROPIANO Giuseppe ne anticipasse le mosse sporgendo comunque la denuncia per il tentativo di estorsione che stavano subendo: “Se ci fu qualcosa e hanno detto che secondo lui arrivano pure lì” - “Peppe ha detto che domani mattino va” (a fare la denuncia) “In forma anonima” - “e poi è un collegamento che.... con questa cazzata che hanno fatto laggiù” “però la legge … indaga qua sopra pure non è che si ferma lì giusto”. Nel corso del dialogo i due fratelli concordavano anche sul fatto che ciò che era da ultimo accaduto a San Giorgio Morgeto era collegato con quanto stava accadendo in Valle d’Aosta: TROPIANO Salvatore commentava espressamente: “E un collegamento che si collegano ih...si collegano da soli hai capito? Lavorano sia quassù che laggiù”. I due fratelli facevano riferimento anche a “Bologna”, accennando probabilmente alla prima lettera ricevuta che, come si scoprirà in seguito grazie al rinvenimento della fotocopia ad opera della G.d.F. di Aosta, era stata spedita appunto da Bologna. I due dicevano però che era meglio mettere da parte tale missiva, ovvero omettere di consegnarla in sede di denuncia: “Quella là si deve mettere da parte..... se no vengono a prendere davvero a quello là” e poi “Però farebbe scatenare una guerra lui” e propendevano invece per consegnare quella ricevuta nel corso della festa dei calabresi “Si si però è meglio e buona quell'altra”. 61


In merito a tale missiva Romeo aggiungeva che il fratello Angelo aveva suggerito di tacere agli inquirenti degli “oggetti”, evidentemente riferendosi alle cartucce recapitate assieme alla seconda lettera che era stata lasciata a bordo dell’auto di TROPIANO Angelo. Dal complesso delle conversazioni telefoniche successive all’attentato, si poteva quindi desumere che i TROPIANO stessero cercando di limitare e circoscrivere le dichiarazioni da fare nella denuncia, in quanto concepivano tale atto in maniera esclusivamente funzionale ai loro scopi e non espressione di una sincera richiesta di giustizia. Si interrogavano quindi sull’opportunità di denunciare le sole telefonate estorsive e non consegnare le lettere ricevute né fare menzione del loro recapito, cosa che avrebbe palesato l’area geografica di provenienza delle stesse. D’altra parte, TROPIANO Giuseppe non aveva parlato della lettera neanche a GIOVANARDI, con cui si era confidato pochi giorni dopo aver ricevuto le telefonate dell’estorsore. I TROPIANO temevano l’accusa di “infamia” o collaborazione con gli inquirenti, accusa che persone legate al loro ambiente avrebbero potuto rivolgere contro di loro se, proprio grazie agli elementi da loro forniti con la denuncia, gli inquirenti fossero arrivati a identificare gli estorsori: eloquente in tal senso è la conversazione intercorsa tra TROPIANO Giuseppe e GIOVANARDI, laddove il primo spiegava al secondo il motivo per cui non intendeva sporgere denuncia: “ci mancherebbe…io mica sono uno che voglio farmi vedere come quello che collabora con…” (cfr. conv. amb. 1859 del 30/6/2011). Analogamente, già dalla prima chiamata TROPIANO Giuseppe aveva messo in guardia l’anonimo dicendogli che non voleva parlare per telefono in quanto si riteneva “sorvegliato speciale”, essendo venuto ampiamente a conoscenza di essere stato sottoposto ad intercettazioni ed investigazioni a causa della vicenda legata all’ex residence Mont Blanc. Successivamente, l’esplosione di colpi d’arma da fuoco all’indirizzo della loro abitazione aveva comunque costretto i TROPIANO a fare una formale denuncia, quantomeno con specifico riferimento a tale evento. Nondimeno, si erano perfettamente resi conto che gli inquirenti avrebbero rapidamente postulato che tale attentato altro non era se non il sintomo evidente dell’esistenza di un’estorsione in atto. E, quindi, proprio a causa del gesto intimidatorio, non si sentivano responsabili del fatto che l’Autorità Giudiziaria si sarebbe messa sulle tracce degli estorsori, anzi auspicavano tale possibile esito, pur senza fornire una reale collaborazione in tal senso. A tale proposito è indicativa la frase di TROPIANO Salvatore: “Eh..... io posso cercare l'indagini di qua sopra perchè questi di qua sopra prendono l'indagini di laggiù.... con questa cosa che hanno fatto sono cambiate tante cose....”. Inoltre, rispetto alla possibile accusa di “infamia”, appare emblematico lo scambio di battute finale in cui Romeo diceva: “noi di qua non sapevamo niente” e Salvatore rispondeva: “non sapevi niente certo che non sapevate niente”: i fratelli, dunque, concordavano sul fatto che addirittura Romeo avrebbe dovuto apparire all’oscuro della presentazione della denuncia, come se fosse un’iniziativa presa a sua insaputa. (tel.nr. 236 del 21.08.2011 ore 15.21, all.66): TROPIANO Salvatore: Oh Romeo TROPIANO Romeo: Ohu ciao TROPIANO Salvatore: Allora ciao TROPIANO Romeo: Allora abbiamo parlato con Angelino qua TROPIANO Salvatore: Eh.... TROPIANO Romeo: Mi ha detto che hanno nominato tipo lì sopra no com'è la situazione...inc... TROPIANO Salvatore: Eh... TROPIANO Romeo: Se ci fu qualcosa e hanno detto che secondo lui arrivano pure lì... per indagare se c'è qualcosa e poi....voci sovrapposte.... TROPIANO Salvatore: Certo certo 62


TROPIANO Romeo: Allora come forse era buono come dicevi tu sotto sotto TROPIANO Salvatore: Inc.... Peppe ha detto che domani mattino va..... ormai va TROPIANO Romeo: Eh.... TROPIANO Salvatore: In forma anonima...in forma anonima hai capito? Sotto sotto loro lavorano di una parte eh... no... TROPIANO Romeo: Si ....inc... una cosa ora...inc... prima... aspettiamo che venivamo noi TROPIANO Salvatore: No va bhè che c'entra ormai le cose....inc... la soluzione tanto poi.... secondo me e poi è un collegamento che.... con questa cazzata che hanno fatto laggiù ...inc... TROPIANO Romeo: Eh.... TROPIANO Salvatore: E un collegamento che si collegano ih...si collegano da soli hai capito? Lavorano sia quassù che laggiù TROPIANO Romeo: Si ma sempre di qua è..... TROPIANO Salvatore: Si sono d'accordo però la legge hai capito Romeo ? Per ora indaga qua sopra pure non è che si ferma lì giusto? TROPIANO Romeo: Scusami Salvo su quell'altro coso..inc... Bologna... TROPIANO Salvatore: No no quell'altra no no ....voci sovrapposte.... TROPIANO Romeo: Allora Salvo sarebbero che si presenta quella senza...inc... TROPIANO Salvatore: E avevamo parlato con Peppe di quella là si TROPIANO Romeo: Quella là si deve mettere da parte....voci sovrapposte... se no vengono a prendere davvero a quello là TROPIANO Salvatore: Però farebbe scatenare una guerra lui TROPIANO Romeo: ...Inc...scatenare lui che dice dentro un guaio lui.... però siamo sempre noi TROPIANO Salvatore: Va bhe.... inc.... TROPIANO Romeo: Ti può dire quanto volete data non c'è ... non c'è niente TROPIANO Salvatore: Si si no no e bhè si si no no gli si può dire che si aggiusta com'è non si deve dire non c'è problema TROPIANO Romeo: Si si però è meglio e buona quell'altra.... voci sovrapposte.... TROPIANO Salvatore: Inc... che non era visto che va d'avanti secondo me si riferisce ah.... giusto ? ..Inc... TROPIANO Romeo: Diceva..... diceva Angelino però senza oggetti TROPIANO Salvatore: No senza oggetti quelli li deve avere lui....inc... li abbiamo visti già.... TROPIANO Romeo: Ahah.... quella là l'importante quella là che ha la data che poi sai com'è TROPIANO Salvatore: Si si..... domani mattino domani mattino si va lì tanto oggi e domenica pure domani mattino si va quattro ore hai capito ? TROPIANO Romeo: Va bhò vedete voi però una cosa come hai detto tu TROPIANO Salvatore: Domani mattino..... ormai è così tanto si collegano certo che...ih... si collegano uno con l'altro non si può fare niente hai capito ? Eh.... TROPIANO Romeo: Si TROPIANO Salvatore: Eh..... io posso cercare l'indagini di qua sopra perchè questi di qua sopra prendono l'indagini di laggiù.... con questa cosa che hanno fatto sono cambiate tante cose... TROPIANO Romeo: Eh...apposta se c'ero io la potevo anticipare TROPIANO Salvatore: No ma.... non c'è problema no no no sopra di loro non c'è nessun problema quando.... domani Peppe..... Peppe va TROPIANO Romeo: Ma magari che non vada tardi hai capito? TROPIANO Salvatore: No non importa non fanno altre cose....ih.... non è che ti possono fare.... TROPIANO Romeo: No che non pare che tu.... TROPIANO Salvatore: Aspettiamo.... no... si sempre la cosa è fatta noi aspettavamo perché ci sembrava che questi balordi non vanno avanti... però ha detto che la cosa è seria che devono andare avanti certo che...inc... giusto ? TROPIANO Romeo: Si si..... noi di qua non sapevamo niente...inc...la cosa.... no...inc.... 63


TROPIANO Salvatore: No no.....inc... non sapevi niente certo che non sapevate niente Alcune telefonate intercorse tra i fratelli TROPIANO ancora la sera del 21 agosto 2011 lasciavano intendere che nutrissero sospetti nei confronti di un soggetto visto da OMISSIS, figlia di Salvatore, qualche giorno prima degli spari. Infatti alle ore 20.27 OMISSIS comunicava telefonicamente al padre di aver visto, qualche giorno prima (“qualche giorno fa” dice OMISSIS nella telefonata del 21 agosto) dell’esplosione dei colpi (avvenuta il 20 agosto), un soggetto sospetto, e ne forniva una descrizione piuttosto dettagliata, dalla quale i TROPIANO avevano ritenuto di poter identificare tale persona. Si precisa che la ragazza era stata sentita dai Carabinieri della Stazione di San Giorgio Morgeto, ma, nell’occasione, non ne aveva fatto menzione. (tel. nr. 649 del 21.08.2011 ore 20.27, all. 67): […] TROPIANO Salvatore: ...Inc....la mamma è tornata ? OMISSIS: Eh.... no ha detto OMISSIS che è più di un ora che la tengono dentro perchè ha detto che continuano ad insistere su come è possibile che non ha sentito niente […] OMISSIS: Ma e mai possibile cosa è potuto essere successo ? TROPIANO Salvatore: Non lo so si saprà andando avanti Ro che ne so bhù...inc... OMISSIS: Per i lavoro vostri ad Aosta è impossibile pà TROPIANO Salvatore: Eh... non lo so Ro non.....inc... i lavori lì per cosa bhù OMISSIS: Ma poi è impossibile perchè comunque le cose cioè capisce anche volendo son casini …inc.. sono tutti Valdostani pà TROPIANO Salvatore: Si sono d'accordo però lì che ne so io è successo quello che non doveva succedere però e successo quindi..... adesso vediamo cosa gli dicono alla mamma eh..... OMISSIS: Perchè comunque secondo me..... io cioè.... secondo me alla fine della fiera tu io ieri sera sono uscita che erano le dieci meno venti TROPIANO Salvatore: E non uscite più la sera state lì a casa OMISSIS: No non esco però probabilmente hanno visto me che uscivo perchè è venuta Pasqualina a prendermi avranno secondo me erano già nei paraggi avranno visto me uscire la luce su hanno detto.... TROPIANO Salvatore: Tu....non hai visto non hai visto non hai notato nessuna macchina persona... niente OMISSIS: No non c'era niente pà... però sai cosa però non so se.....sai cosa ho notato qualche giorno fà gli e lo detto anche alla mamma perchè c'era anche lei TROPIANO Salvatore: Si... OMISSIS: Attaccato al nostro cancello c'era ma proprio attaccato una macchina mi pare una fiesta un blu scuro con un ragazzo dentro aveva un viso bruttissimo che io sono entrata ho detto ma questo proprio qua si deve fermare sai che io...inc... io lo vedo in senso che a me non me ne.....inc TROPIANO Salvatore: Te la ricordi la macchina ? OMISSIS: Era blu era blu scura o nera era tipo una fiesta sai quella vecchia che aveva Antonella pà non vorrei dire una cazzata TROPIANO Salvatore: Eh.... OMISSIS: E mi ricordo questo ragazzo che aveva i capelli un pò biond.... ragazzo comunque era non era grande TROPIANO Salvatore: Eh OMISSIS: Con i capelli un pò chiari castano una roba del genere e quando infatti ho detto come cazzo...inc.... e poi ho notato che ho detto bah chiss… che ca..... è stato un bel pò lì eh.... è stato tanto poi.... 64


TROPIANO Salvatore: A te ti ha visto ? OMISSIS: A me si che mi ha vista io sono entrata dal cancello con la Polo..... ha visto poi mi guardava ma sai come cioè poi magari adesso alla mamma gli e l'avevo detto...voci sovrapposte.... TROPIANO Salvatore: Ma quello sopra o quello sotto OMISSIS: Quello sotto dove parcheggiamo la macchina TROPIANO Salvatore: Eh.... come faceva .....inc.... OMISSIS: Eh... era io.... sono entrata perchè lui praticamente era proprio attaccato sai dove c'è il contatore dell'Enel TROPIANO Salvatore: Si si OMISSIS: Un pelo più avanti ma proprio attaccatissimo alla alla al muro e io comunque ho fatto la curva un pò più larga e sono entrata senza farlo spostare senza niente..... e una volta che sono entrata ho detto ma questo che cazzo sta... cioè cosa sta..... aspettando cioè lo vedevi era impossibile era con il finestrino mezzo chiuso cioè ho detto è impossibile di là pà a chi aspetti ? non ha senso più che noi..... TROPIANO Salvatore: E no va bhè però può anche darsi che telefonava parlava al telefono se no cosa faceva con la macchina lì OMISSIS: Solo che bhò non so..... TROPIANO Salvatore: Comunque se vedi la macchina la riconosci ? OMISSIS: Io se la vedo la macchina si che la riconosco perchè mi è rimasta lui ti dico mi è rimasto perchè mi ricordo proprio lo sguardo se la ved... tanto ora ci starò attenta cioè nel senso siamo qua se vedo ripassare la macchina sicuro la riconosco subito perchè TROPIANO Salvatore: Al di del fatto che... comunque tu guarda OMISSIS: Ma pensa bhò comunque è strano TROPIANO Salvatore: Vittorio e con la mamma ? OMISSIS: Si si si e meno male che non sono venuti prima va TROPIANO Salvatore: E meno male e vedi certe volte...inc.... porca puttana..... OMISSIS: Ah mai stai tranquillo TROPIANO Salvatore: Eh va bhè....inc... poi niente...ih..... diglielo allo zio Romeo questo fatto della macchina OMISSIS: Uh.... volevo dirglielo infatti te lo detto apposta ti ho chiamato apposta che gli e lo detto alla mamma TROPIANO Salvatore: Che lui magari conosce qualcuno.... biondino era ? OMISSIS: Per quello io gli e l'ho detto gli ho detto mamma.... se poi...voci sovraopposte TROPIANO Salvatore: Biondino era ? Com'era ? OMISSIS: Si pà aveva i capelli castano chiaro castano non so se era mesciato comunque aveva un pò di cioè non era nero nero era castano cioè chiaro comunque TROPIANO Salvatore: Capelli tirati ? Lisciati ? OMISSIS: Si dietr... si era tutto era liscio cioè capello non tanto corto ma neanche tanto lungo TROPIANO Salvatore: diglielo a Zio zio Romeo sai OMISSIS: Infatti ti ho chiamato perchè prima che faccio casini perchè la mamma mi ha detto no lascia stare non dire niente TROPIANO Salvatore: No diglielo OMISSIS: E gli e l'ho detto perchè la zia Maria mi fa anche la zia Maria non so cosa aveva detto non vorrei che fosse già la seconda volta che lo faceva hai capito ? Adesso gli chiedo alla mamma facendo finta di niente TROPIANO Salvatore: Ma tu allo zio diglielo lo stesso alla mamma non dirgli niente tanto non ci sono problemi se..... qualcuno che si conosce bhù ...inc.... la macchina descrivigliela bene descrivigli tutto a lui allo zio Angelino che loro conoscono OMISSIS: Eh vedo forse di più lo zio Angelino TROPIANO Salvatore: Allora diglielo a zio Angelino 65


OMISSIS: In caso salgo su e se lo vedo gli e lo dico TROPIANO Salvatore: Si si si va bene OMISSIS: Magari ho detto magari lo zio Romeo sa un pochettino e sa già chi...inc... TROPIANO Salvatore: Eh.... magrolino no ? OMISSIS: Si non era ciccio era normale da quel mezzo busto ho visto TROPIANO Salvatore: Eh ricordati eh ricordato che può essere importante eh..... OMISSIS: Adesso quando poi vado su gli e lo dico TROPIANO Salvatore: Ok..... va bhè e quando...inc... l'ho chiamate così d'accordo OMISSIS: Si e tu stai tranquillo e pà tanto ormai il danno è fatto […] Dopo un breve giro di telefonate TROPIANO Giuseppe chiamava il fratello Angelo e precisava i suoi sospetti.. (tel. nr. 1746 del 21.08.2011 ore 21.22, all. 68): […] TROPIANO Angelo: Hanno già parlato, a posto...a posto...stai tranquillo... TROPIANO Giuseppe: Hai capito chi è? TROPIANO Angelo: No...ha già parlato Roberta con Romeo... TROPIANO Giuseppe: Ma Romeo lo conosce... TROPIANO Angelo: Eh lo conosce sì... TROPIANO Giuseppe: Ecco bravo...è lui, hai capito? TROPIANO Angelo: Come non lo conosce Romeo.... TROPIANO Giuseppe: Romeo non lo conosce... TROPIANO Angelo: Eh...ora chiamo Romeo... TROPIANO Giuseppe: Eh digli chi è.. che a me lo ha descritto Roberta è quel coso sporco l'avvocato ...hai capito? TROPIANO Angelo: Eh... TROPIANO Giuseppe: Eh...va bene... TROPIANO Angelo: L'avvocato che c'è quà sopra... TROPIANO Giuseppe: Sì...l'avvocato Siliente...quello... TROPIANO Angelo: Quello Stirato ...quello stirato... TROPIANO Giuseppe: quello stirato...bravo......che è sempre lì....l'ha visto Roberta...hai capito? TROPIANO Angelo: Eh quando l'ha visto? TROPIANO Giuseppe: L'ha visto l'altra sera... TROPIANO Angelo: Fermo lì? TROPIANO Giuseppe: Fermo lì che guardava in quà e controllava la zona... TROPIANO Angelo: Ah và bene... TROPIANO Giuseppe: Ed è quello con i capelli stirati con ..alto...magro magro....ed è lui... TROPIANO Angelo: Eh... TROPIANO Giuseppe: Ed era in macchina... TROPIANO Angelo: Eh ma non lo conosce Romeo, lo conosco io ma ora adesso sono.quà che ci posso fare TROPIANO Giuseppe: ma adesso digli a Romeo... TROPIANO Angelo: E domani mattina quando arrivo...stasera che io stasera mi ritiro...il mattino ci vediamo con Romeo e parliamo...okay? […] Dal dialogo si comprende come la descrizione fatta da OMISSIS (soggetto con meches bionde, alto, magro con i capelli “stirati”) avesse indotto i fratelli TROPIANO a ritenere di aver identificato nello stesso soggetto sia “l’avvocato SILENTE” che l’uomo visto qualche giorno 66


prima da Roberta fuori dall’abitazione di San Giorgio Morgeto e a sospettare di RAFFA Roberto, cognato di FACCHINIERI Giuseppe. I TROPIANO, in realtà, già sospettavano che RAFFA fosse il latore della lettera estorsiva e delle cartucce alla festa dei calabresi. Come si vedrà, nessun elemento contraddice l’ipotesi che RAFFA Roberto potesse trovarsi nei pressi dell’abitazione dei TROPIANO a San Giorgio Morgeto, in quanto, nel periodo in cui è stato commesso il gesto intimidatorio, egli si trovava a Cittanova (RC) per le vacanze estive (cfr. interrogatorio reso da RAFFA al PM il 27/7/2012, pag. 6), sebbene non sia dimostrata al di là di ogni ragionevole dubbio la sua diretta implicazione nell’azione materiale dell’esplosione dei colpi. Alle ore 22.00 TROPIANO Giuseppe richiamava il fratello Angelo 10 e si dimostrava piuttosto indispettito all’affermazione di questi, che aveva proposto di sottoporre a OMISSIS la fotografia di RAFFA. TROPIANO Giuseppe riteneva infatti di avere già abbastanza elementi per poter dire 10

(tel. nr. 1748 del 21.08.2011 ore 22.00, all. 69): […] TROPIANO Giuseppe: L'hai trovato Romeo? TROPIANO Angelo: Allora...l'ho chiamato e non mi rispondeva, ho chiamato Vittorio che mi aveva chiamato e non mi rispondeva, ho parlato con Roberta e mi ha detto che ha parlato con Romeo e il mattino vai a trovare Romeo e niente e Roberta ha detto che il mattino non esce... TROPIANO Giuseppe: Ah..okay... TROPIANO Angelo: Eh deve trovare una fotografia... TROPIANO Giuseppe: Perchè deve trovare una fotografia? TROPIANO Angelo: Eh? TROPIANO Giuseppe: Perchè deve trovare una fotografia? TROPIANO Angelo: Eh se no deve venire Roberta con mè... TROPIANO Giuseppe: Ih ih ih Angiolino... TROPIANO Angelo: Eh... TROPIANO Giuseppe: Incomprensibile che .vuoi...lo zingaro? TROPIANO Angelo: Và bene...dai... TROPIANO Giuseppe: Mi sembra che la fotografia te l'ho già data... TROPIANO Angelo: Eh okay..dai... TROPIANO Giuseppe: Eh ci mancherebbe ... TROPIANO Angelo: Và bene...ascolta Peppe... TROPIANO Giuseppe: Eh... TROPIANO Angelo: Parlammo già.... TROPIANO Giuseppe: Ho capito...ma la fotografia Roberta te l'ha già data...l'altra sera okay? TROPIANO Angelo: Io si...e con Romeo ci vediamo domani...l'ho chiamato ma non mi ha risposto...hai capito? TROPIANO Giuseppe: Và bene... TROPIANO Angelo: Magari lui è già in giro... TROPIANO Giuseppe: Và bene... TROPIANO Angelo: gli altri ce l'hanno pure dentro in testa..hai capito? TROPIANO Giuseppe: Mica tanto...ma ora...la testa sicuro...hai capito? TROPIANO Angelo: Eh? TROPIANO Giuseppe: Ora la testa sicuro... TROPIANO Angelo: Eh... TROPIANO Giuseppe: Senza che ci giriamo intorno ed è così... TROPIANO Angelo: Ho capito...ho capito... TROPIANO Giuseppe: Ho capito...non può essere diversamente... TROPIANO Angelo: Io ho capito.. TROPIANO Giuseppe: Okay...và bene... TROPIANO Angelo: Ho capito...meno si parla e meno si sbaglia...hai capito... TROPIANO Giuseppe: Và bene...però io non ce niente da sbagliare perchè è così... TROPIANO Angelo: Io lo penso sempre....l'idea è sempre quella ...ti ricordi... TROPIANO Giuseppe: Bravo bravo...sì sì...è così..sia. TROPIANO Angelo: E' così gliel'ho detto quella sera che tu non eri lì.... TROPIANO Giuseppe: Ed è così...io ero là. io ero là […]

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che RAFFA aveva avuto un ruolo nell’attentato, così come nel recapitare la seconda lettera estorsiva. Ovviamente, nessuno dei fratelli aveva intenzione di parlare agli inquirenti dei sospetti su RAFFA Roberto. Alle 22.18 intercorreva una nuova telefonata tra TROPIANO Salvatore e Romeo, nella quale quest’ultimo diceva: “l’operaio lascialo a casa” riferendosi forse al possibile intervento di OMISSIS, auspicato da TROPIANO Salvatore11. Alle prime ore del 22 agosto 2011 TROPIANO Giuseppe accompagnava il fratello Salvatore all’aeroporto di Torino – Caselle perché era in partenza per Lametia Terme, al fine di raggiungere San Giorgio Morgeto per assistere la propria moglie che, a causa del grave gesto intimidatorio, era notevolmente preoccupata e scossa. Venivano pertanto captate le conversazioni avvenute a bordo dell’AUDI di TROPIANO Giuseppe durante il tragitto. La conversazione confermava quanto già compreso dalle telefonate, ovvero che i TROPIANO si sentivano costretti a fare denuncia, e non avevano reale intenzione di collaborare con gli inquirenti, per i motivi che sono già stati esposti. Infatti, in risposta a TROPIANO Salvatore che aveva affermato “la facciamo subito la denuncia che tra l'altro si deve fare per forza”, TROPIANO Giuseppe anticipava sinteticamente quanto avrebbe denunciato in Questura: “devo andare a dirgli, guardate che settimana scorsa quando ero giù mi sono arrivate tre telefonate anonime ed in un giorno mi chiamarono 3 volte ed io non rispondevo”. Si dimostravano disorientati dall’atteggiamento del “professore” che negava il proprio coinvolgimento: “il professore non sa niente, capace difficile che facciamo pure qualche cazzata”: avevano correttamente individuato in FACCHINIERI Giuseppe ed in RAFFA Roberto rispettivamente il mandante ed il basista dell’estorsione ai loro danni ed avevano tentato un contatto tramite i RASO, che si erano incontrati con lo stesso FACCHINIERI; erano dunque spiazzati dal fatto che il FACCHINIERI avesse negato di aver avuto un ruolo nell’estorsione e poi, dopo pochi giorni dal contatto, avesse ordinato (che fosse il mandante lo deducevano dall’avere individuato in RAFFA la sua longa manus) l’atto intimidatorio ai loro danni. 11

(tel. nr. 263 del 21.08.2011 ore 22.18, all. 70): […] TROPIANO Romeo: Eh... così comunque l'operaio lascialo a casa sai TROPIANO Salvatore: Ah.... TROPIANO Romeo: L'operaio lascialo a casa TROPIANO Salvatore: A va bhè si si non è questo.... io ti avevo cercato ti ha detto qualcosa Angelino ? TROPIANO Romeo: Si ma no abbiamo parlato già non m'interessa no TROPIANO Salvatore: No ? TROPIANO Romeo: No no TROPIANO Salvatore: Eh... va bhè e tu ti senti meglio ? TROPIANO Romeo: ....Inc.... avanti e indietro TROPIANO Salvatore: Io dicevo che domani scendevo ci facciamo un altro giro che dici ? TROPIANO Romeo: Era buono TROPIANO Salvatore: Eh... va bene TROPIANO Romeo: Eh.... ? TROPIANO Salvatore: Va bene però cosa volevo dirti ih.... allora restiamo come siamo ? TROPIANO Romeo: Si si...inc... cosa dovete fare come hai detto però l'operaio non serve TROPIANO Salvatore: No va bene va avanti Peppe TROPIANO Romeo: Si come abbiamo parlato dovete fare diversamente poi sicuramente rispondono di qua là...inc... denuncia TROPIANO Salvatore: Certo certo TROPIANO Romeo: Si è parlato solo il periodo di ferie di cose no e non ci serve TROPIANO Salvatore: Va bene ma quella.....inc.... TROPIANO Romeo: Non ci serve neanche quella […]

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(conversazione nr. 444 del 22.08.2011 ore 4.58, all. 71): […] Beppe: io sai che ho pensato Salvo, Salvatore Uhm! Beppe:Vado da… incompr... parlo con Romeo e gli dico che la settimana scorsa mi sono arrivate tre telefonate anonime ed io non rispondevo incompr….però!!! Salvatore: si,si, tu.. Beppe: hai capito? ..incomprensibile.... Beppe: questi bastardoni... Salvatore: Io penso che qualcosa ehh! hanno trovato.....voci sovrapposte.... Beppe: se Romeo ha detto che non ha bisogno di niente, hanno trovato qualcosa.... Salvatore: se hanno trovato… incompr…tu vai a fare denuncia. Beppe: a me non piace… incompr…sopra o sotto che cambia? Salvatore: no no non cambia niente Peppe la facciamo subito la denuncia che tra l'altro si deve fare per forza.... Beppe: io la devo fare per forza sopra! capisci devo andare a dirgli, guardate che settimana scorsa quando ero giù mi sono arrivate tre telefonate anonime ed in un giorno mi chiamarono 3 volte ed io non rispondevo e incomp... Salvatore: non rispondevo.. ehh! ...incompr... vedi che... Beppe: hai capito. o no no che.. […] (conversazione nr. 446 del 22.08.2011 ore 5.13, all. 72): Beppe: dobbiamo andare a trovare l'avvocato… Salvatore: magari l'avvocato era lui, quanti avvocati ci sono? Beppe: abbiamo parlato abbiamo fatto l'avvocato quello era..incomp....il professore non sa niente, capace difficile che facciamo pure qualche cazzata. Giunto in aeroporto ed in attesa di imbarcarsi sull’aereo, TROPIANO Salvatore chiamava di nuovo il fratello Giuseppe per mettersi d’accordo sul modo con il quale gli avrebbe comunicato le decisioni di TROPIANO Romeo e dei RASO in merito a cosa denunciare alla Questura di Aosta. I due mettevano a punto un segnale in codice da utilizzare nella successiva telefonata, finalizzato a far sapere a TROPIANO Giuseppe se doveva omettere di denunciare anche di aver ricevuto una o entrambe le lettere estorsive che fino a quel momento gli erano state recapitate. (tel. nr. 1750 del 22.08.2011 ore 06.23. All. 73): TROPIANO Salvatore: Oh... Peppe TROPIANO Giuseppe: Ohu... TROPIANO Salvatore: Se vuoi aspettare se hai tempo io gliene parlo a lui dai e poi ti dico qualcosa TROPIANO Giuseppe: Ah... gli e ne parli tanto io o vado questa mattina o vado alle undici mezzogiorno capisci? TROPIANO Salvatore: Ahah.... si dai se faccio in tempo gli e ne parlo perché secondo me se non si dà è meglio per quest'altra cosa TROPIANO Giuseppe: Secondo me pure ah... dice che cazzo... hai capito ? TROPIANO Salvatore: Se trovano qualcosa.... si si dai facciamo cosi dai TROPIANO Giuseppe: Tu come arrivi vai subito da lui come arrivi parli e mi dici Peppe eh... quella cosa falla asciutta TROPIANO Salvatore: Si si si...si

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TROPIANO Giuseppe: Quell.... quell'impasto fallo asciutto no.. non mettere niente non mettere additivi non ne mettere che io capisco e se no dici completala e buonanotte ok? TROPIANO Salvatore: Va bene ok va bene […] Alle ore 10.54 TROPIANO Giuseppe richiamava TROPIANO Salvatore che nel frattempo era giunto a San Giorgio Morgeto ed aveva avuto modo di parlare con il fratello Romeo. Il codice risultava facilmente decifrabile. (tel. nr. 1773 del 22.08.2011 ore 10.54, all. 74): […] TROPIANO Salvatore: Che mi ero dimenticato se fanno quel pavimento oggi TROPIANO Giuseppe: Eh.... TROPIANO Salvatore: Inc... portalo normale senza additivi e senza niente fallo normale che tanto non vale la pena TROPIANO Giuseppe: Ok va bene TROPIANO Salvatore: Va bene ? TROPIANO Giuseppe: Si TROPIANO Salvatore: Del resto poi ci sentiamo ok TROPIANO Giuseppe: Apposto hai parlato con.... c'è.... a Romeo l'hai visto? TROPIANO Salvatore: Si ci siamo visti ci siamo visti TROPIANO Giuseppe: Com'è la situazione buona? TROPIANO Salvatore: Ma va sempre la stessa.... voci in sottofondo..... comunque niente poi ci sentiamo va bene ? TROPIANO Giuseppe: Ok va bene ciao..... voci in sottofondo.... […] Appena terminata la chiamata, TROPIANO Giuseppe telefonava al Sostituto Commissario MARTINA Valter per prendere appuntamento con lui (tel. nr. 1774 del 22.08.2011 ore 10.55, all. 75). Avrebbe poi presentato la denuncia per estorsione nel pomeriggio del 23 agosto 2011, presso la Questura di Aosta. Rispettando l’indicazione ricevuta con il codice dell’ “impasto”, avrebbe omesso di riferire di aver ricevuto le lettere estorsive. Nel pomeriggio del 22 agosto 2011 TROPIANO Giuseppe si risentiva con il fratello Salvatore al quale esternava l’intenzione di informare CODA Gianni ed i soci della Saint Bernard srl del tentativo di estorsione. TROPIANO Salvatore risultava vago e poco comprensibile rispetto ai sospetti emersi sul soggetto visto dalla figlia Roberta vicino a casa poco prima degli spari12. 12

(tel. nr. 1792 del 22.08.2011 ore 16.42, all. 76): TROPIANO Salvatore: tu sei andato... l'hai fatta la denuncia? TROPIANO Giuseppe: no... adesso sto andando... TROPIANO Salvatore: ah... non sei andato ancora... qua è sempre lo stesso Beppe... questa eh... TROPIANO Giuseppe: sempre uguale?... TROPIANO Salvatore: sempre uguale eh... niente... sono andato da quel falegname è chiuso fino al... TROPIANO Giuseppe: ah.. è chiuso... TROPIANO Salvatore: fino al 27... mi sembra... no del resto è a posto.. e che importa... TROPIANO Giuseppe: ma la cosa di Roberta l'hanno presa in considerazione o no? TROPIANO Salvatore: si ma... no, no... ma non era... neanche no... no, no ma non neanche... non era no... giusto no, no... era... si, si ma non era... ma perché a me ti pare che si sono presi … inc... TROPIANO Giuseppe: va bene ok... TROPIANO Salvatore: va bene... vai a fare questa denuncia e vediamo... TROPIANO Giuseppe: si, si... adesso vado... porto a conoscenza Gianni pure... TROPIANO Salvatore: eh... si... no, no... è certo... TROPIANO Giuseppe: e poi vediamo aspettiamo ancora questa settimana e poi mettiamo a conoscenza tutti i soci...

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Mentre si trovava in Questura, TROPIANO Giuseppe telefonava al fratello Angelo per chiedergli le indicazioni necessarie ad individuare l’ufficio di polizia intervenuto a seguito dell’attentato. Prima dell’inizio della telefonata, si ascoltava TROPIANO chiedere a MARTINA se avesse dovuto prendersi un secondo telefono “per la vita privata”. (Tel. nr. 1830 del 23.08.2011, ore 17.42, all. 77): ore 17:42'56'' si sente TROPIANO Giuseppe fuori conversazione dire: "Ma la mia vita privata può continuare con il telefono o devo cambiare il telefonino?" MARTINA risponde: “tutte le tue donne....” ore 17:43'26'' TROPIANO Giuseppe dice: “Non risponde ... sarà al mare” (riferito al fratello Angelo) TROPIANO Angelo: Oh... TROPIANO Giuseppe: Oh Angiolino... TROPIANO Angelo: Oh... TROPIANO Giuseppe: Ciao scusa se ti rompo le scatole...ma... TROPIANO Angelo: No anzi...ci mancherebbe... TROPIANO Giuseppe: No..pensavo fossi al mare... TROPIANO Angelo: No... sono al mare ma non è...incomprensibile... TROPIANO Giuseppe: Risata..và bhò...ascolta che sono quà con il dott. Martina...e ma..chi sono venuti i Carabinieri di San Giorgio e quelli di? TROPIANO Angelo: Ah..prima sono venuti quelli della Tenenza di Taurianova... TROPIANO Giuseppe: Ah...Taurianova...la Tenenza di Taurianova và bene... TROPIANO Angelo: E dopo hanno chiamato quelli di San Giorgio ed è venuto uno in borghese che ha preso le impronte delle cartucce e tutto di quello che doveva prendere... TROPIANO Giuseppe: Và bene era solo quello che volevo sapere.. TROPIANO Angelo: Eh...incomprensibile...e poi la sera chiamarono Maria a San Giorgio i carabinieri di San Giorgio per interrogarla... […] MARTINA consigliava dunque a TROPIANO Giuseppe di usare, oltre al telefono usuale, anche un secondo; per altro, dal tenore delle due conversazioni che seguono, si evince che MARTINA confermava a TROPIANO Giuseppe che il cellulare sul quale erano giunte le telefonate estorsive, era monitorato13. Poco dopo, TROPIANO capiva che la telefonata di cui non era apparso il numero sul suo cellulare non proveniva dall’estorsore; si trattava, quindi, di un falso allarme, motivo per il quale TROPIANO Salvatore: a tutti... certo giusto... […] 13

(tel. nr. 2042 del 26.08.2011, ore 11.53, all. 78): MARTINA Valter: buongiorno Pino... TROPIANO Giuseppe: ciao dottore... volevo dirti che ha chiamato adesso adesso... anonimo... non ce l'ho fatta a rispondere... stavo parlando con un'altra conversazione.... MARTINA Valter: ah... si va bhe come ti ho detto... tu... TROPIANO Giuseppe: adesso... adesso mi ha chiamato... però non ce l'ho fatta a rispondere... MARTINA Valter: e non sei riuscito a rispondere... vabbè tu rispondi... come siamo rimasti d'accordo eh... TROPIANO Giuseppe: ho capito no... se loro l'ultimo anonimo si poteva vedere... vedi tu... inc... MARTINA Valter: ti sento male Pino... arrivi spezzettato... in ogni modo... come siamo rimasti d'accordo tu rispondi sempre... -omissis-

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richiamava MARTINA il quale consigliava a TROPIANO di far parlare l’interlocutore al fine di “localizzarlo”14. Dopo che MARTINA aveva detto a TROPIANO che la sua utenza era intercettata, sia TROPIANO Giuseppe sia i suoi fratelli diventavano ancora più prudenti nell’utilizzo del telefono, al punto che tutte le successive conversazioni inerenti l’argomento estorsione venivano captate solo attraverso le ambientali. Secondo quanto aveva in più occasioni preannunciato, TROPIANO Salvatore si metteva in contatto con il suo “compare” OMISSIS; il 22 agosto 2011 chiamava l’utenza della moglie di quest’ultimo, per darsi un appuntamento in Calabria (conv. progr. 710 del 22.08.2011, ore 21.55, all. 80). In relazione a quanto risultava dalle successive telefonate (conv. progr. n. 721 del 23.08.2011, ore 13.34, all. 81 e nr. 722 del 23.08.2011, ore 13.44, all. 82) i due si vedevano effettivamente presso la casa dei TROPIANO di San Giorgio Morgeto; OMISSIS incontrerà poi TROPIANO Giuseppe e Salvatore, il 12 settembre 2011 ad Aosta. A partire dal 23 agosto 2011, TROPIANO Giuseppe iniziava a commentare il tentativo di estorsione subito anche con OMISSIS. La conversazione prendeva l’avvio dalla certezza di TROPIANO di essere intercettato e dall’intenzione di munirsi di un secondo telefono cellulare per le chiamate personali. Il resoconto che TROPIANO fa a OMISSIS costituisce una verifica di quanto acquisito nelle altre intercettazioni telefoniche ed ambientali: TROPIANO non metteva OMISSIS al corrente di avere incaricato i RASO di individuare l’estorsore; però, commentava ogni altra circostanza concernente l’estorsione, compresa la scarsa volontà di collaborare lealmente alle indagini. OMISSIS Proseguendo la conversazione, OMISSIS chiedeva a TROPIANO se fosse a conoscenza di altri casi di estorsione ad Aosta e TROPIANO rispondeva affermativamente, ma precisava che: “a noi non ci hanno mai disturbato più di tanto”. Poi continuava raccontando delle telefonate e riferendo particolari contenuti nella lettera, che però narrava come se fossero stati detti nel corso delle conversazioni telefoniche. OMISSIS Nel prosieguo, TROPIANO Giuseppe ammetteva che con i suoi fratelli aveva iniziato una propria indagine: “però tante persone che si avvicina ...così, così e qua scusi così allora sai tutti si mettono a disposizione vediamo un po’ ... facciamo un'indagine sotto, sotto ... tipo un'investigativa”: è evidente il riferimento all’attività che stavano effettuando i RASO per scoprire l’autore del tentativo estorsivo.

OMISSIS TROPIANO diceva a OMISSIS che gli estorsori rifiutavano di palesarsi di persona perché si trattava di soggetti conosciuti da lui o dai suoi fratelli e si interrogava su come avrebbe potuto 14

(tel. nr. 2062 del 26.08.2011, ore 13.53, all. 79): -omissisTROPIANO Giuseppe: scusami ho scoperto chi era il numero anonimo di oggi, tranquillo... MARTINA Valter: ah... ok... ok... scusa oggi ma ci avevo un attimo da fare... TROPIANO Giuseppe: eh... MARTINA Valter: è come siamo rimasti d'accordo... tu rispondi a queste telefonate e cerca di parlare un così... noi.... così ti riesco a localizzare... -omissis-

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pagare il prezzo dell’estorsione se la trattativa avveniva solo per telefono; non si trattava, però, di una mera preoccupazione “operativa”, ma anche di rivendicare il “diritto” dei TROPIANO a vedere in faccia l’estorsore, discutere e trattare con lui seduti attorno ad un tavolo (cfr. la di poco precedente conv. progr. 4741 delle ore 13.59).

OMISSIS La conversazione continuava il giorno successivo. TROPIANO riferiva di aver appreso da MARTINA che presso di lui avevano lavorato soggetti affiliati al clan FACCHINERI.

OMISSIS Nel prosieguo della conversazione, OMISSIS appariva preoccupata per il fatto che i telefoni erano stati messi sotto controllo. Dal canto suo, TROPIANO appariva seccato e preoccupato per i possibili commenti dei compaesani sangiorgesi, che avrebbero sicuramente posto in relazione il gesto minatorio con un episodio estorsivo. Poi ribadiva di aver detto a MARTINA che in realtà con le persone sopra citate non aveva mai avuto problemi e di aver insistito affinché si indagasse sui fratelli MAMMOLITI.

OMISSIS Successivamente, TROPIANO Giuseppe forniva a OMISSIS la descrizione di un soggetto sospetto che si attagliava alle caratteristiche di RAFFA Roberto: “è qualcuno che va avanti e indietro, che non ha un luogo fisso, lavorano e spacciano droga OMISSIS e tu non ti dico il nome perché lo conosci anche, qualcuno che viene a prendere la roba da te e ti deve anche pagare”.

OMISSIS Anche se in queste conversazioni TROPIANO non riferiva a OMISSIS il nome del soggetto sul quale aveva sospetti, in quelle dei giorni successivi OMISSIS si dimostrava a conoscenza di tale identità. Appare, invece, solo figurato il riferimento alle “cartucce che ha comprato ad Aosta”. E’ evidente che TROPIANO intendeva dire che dietro l’attentato alla casa di San Giorgio Morgeto e quindi dietro l’estorsore vi è qualcuno di Aosta. OMISSIS Il 29 agosto 2011, TROPIANO Giuseppe commentava con OMISSIS che la sua era una famiglia rispettata in quanto avevano: “fatto lavorare tutto San Giorgio” e, in forza di ciò, ora che erano vittime dell’estorsione, avevano ricevuto la solidarietà di tante persone, tra le quali FURFARO Vincenzo, dipendente ma di fatto gestore della “Tra.mo.ter” ovvero l’impresa che ha effettuato i lavori di movimento terra per conto dell’Edilsud presso il cantiere dell’ex residence Mont Blanc.

OMISSIS Il secondo incontro tra RASO Salvatore e FACCHINIERI

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Qualche giorno dopo l’attentato alla casa dei TROPIANO, e precisamente il 25 agosto 2011, RASO Salvatore (che si presentava con il soprannome della sua famiglia ovvero “Zuccaro”) chiamava CHEMI Giuseppe per dirgli che “sarebbe salito con due giorni di ritardo per come avevamo parlato”. CHEMI rispondeva che “avrebbe riferito”. (tel .nr. 183 del 25.08.2011 ore 22.15, all. 94): […] Raso Salvatore: Sono Salvatore Zucchero... Giuseppe Chemi: Ah...buona sera... Raso Salvatore: La bellezza...che si dice? Giuseppe Chemi: E quà fà caldo...tutto a posto... Raso Salvatore: Eh qua...incomprensibile...si muore di caldo... Giuseppe Chemi: Eh... Raso Salvatore: Incomprensibile... Giuseppe Chemi: Quà..pure fa caldo...andiamo bene… ringraziamo la madonna...che si dice? Raso Salvatore: Vedi che salgo con due giorni di ritardo per come avevamo parlato l'altra volta...per il fatto … incomprensibile.. Giuseppe Chemi: Sìsìsì..và bene... Raso Salvatore: Eh p... Giuseppe Chemi: Và bene.. Raso Salvatore: Eh poi vi chiamo al momento perchè ho avuto un contrattempo...diciamo... Giuseppe Chemi: va benissimo Non vi preoccupate, non vi preoccupate che riferisco...non vi preoccupate... Raso Salvatore: Và bene... Giuseppe Chemi: Và benissimo.... […] Il 1 settembre 2011 RASO Salvatore chiamava il fratello Michele per chiedergli di contattare CHEMI Giuseppe e dirgli che si sarebbero visti la sera successiva. (tel. nr. 1095 del 01.09.2011 ore 16.24, all. 95): […] Raso Salvatore: sai che fai? Raso Michele: eh! Raso Salvatore: chiama a CHEMI e ci dici che domani sera... gli dici che vi vediamo....inc...lo chiami tu? Raso Michele: domani sera o sta’ sera? Raso Salvatore: domani sera! Raso Michele: o dopo giovedì? Raso Salvatore: o mattino mattina che è? Raso Michele: ah domani sera? Raso Salvatore: eh ci dici domani sera ci vediamo […] Il 2 settembre 2011 RASO Michele telefonava a CHEMI Giuseppe per dirgli che alle 18.30 circa sarebbe giunto dinnanzi all’officina OMISSIS dove si erano dati appuntamento nel corso della precedente visita. In realtà RASO Michele non si sarebbe poi recato a Vergato e Marzabotto, in quanto in viaggio si sarebbero messi RASO Salvatore e RAFFA Vincenzo, socio di RASO Michele nella ditta di autotrasporti. (tel. nr. 247 del 02.09.2011, ore 11.50, all 96): 74


[…] RASO MICHELE: tutto bene?... si? CHEMI GIUSEPPE: si tutto bene Michelino.... ditemi... RASO MICHELE: va bene.... senti ti chiamo verso le sei e mezza passo da li... CHEMI GIUSEPPE: va bene... RASO MICHELE: davanti l'officina... andiamo... CHEMI GIUSEPPE: va bene... RASO MICHELE: va bene...?... CHEMI GIUSEPPE: va bene ok... Michelino tanti saluti a tutti... RASO MICHELE: vengo con quel furgone.... quel furgone che sono venuto l'altra volta... CHEMI GIUSEPPE: benissimo ok... […] Il movimento di RASO Salvatore e RAFFA Vincenzo veniva seguito tramite la localizzazione del telefono di RASO. Alle ore 19.37 CHEMI Giuseppe chiamava la moglie OMISSIS per dirle che avrebbero dovuto ospitare per la notte i due “cristiani” che avevano portato a loro i pacchi, dicendo che non potevano andare in albergo in quanto “si erano persi i documenti”. Anche “Peppe” ovvero FACCHINIERI Giuseppe aveva dato il proprio benestare a tale soluzione. Non essendo verosimile che entrambi avessero perso contemporaneamente i propri documenti, è ragionevole ritenere che altro fosse il motivo per cui RASO e RAFFA non volevano andare in albergo: non lasciare traccia della loro presenza in quella zona. (tel. nr 253 del 02.09.2011, ore 19.37, all. 97). […] CHEMI Giuseppe: Vedi che ci sono quei due hai capito ? OMISSIS: Da noi ? CHEMI Giuseppe: Si.... ah non abbiamo altre soluzioni che si sono persi i documenti e non sappiamo là non possono andare perché non li prendono che si sono persi i documenti i cristiani che ci hanno portato i pacchi hai capito? OMISSIS: Uh.... CHEMI Giuseppe: Ora parlando con Peppe l'unica è questa OMISSIS: E dove li metti ? CHEMI Giuseppe: Ah... da Salvatore da coso da..... Salvatore eh..... e da Alessio.. Alessio magari me lo corico con me e Salvatore si arrangia con Carmine hai capito ? […] Alle ore 21.10, in Castel d’Aiano (BO), frazione Casigno via Razola nr. 12, presso il fabbricato composto da due unità abitative in uso a FACCHINIERI Vincenzo e CHEMI Giuseppe, i militari del Comando CC di Aosta, appostati, notavano giungere una SEAT Ibiza di colore scuro 15 che si fermava dietro l’abitazione; non riuscivano a vedere la targa del veicolo perché troppo distanti. I militari notavano tre persone che, passando dal piazzale dell’abitazione, si intrattenevano a parlare nei prati circostanti, entravano nel caseggiato e poi uno di loro usciva e si dirigeva verso la sede stradale; veniva identificato in CHEMI Giuseppe. Alle ore 23.30 in Marzabotto (BO) loc. Pioppe i militari notavano, nel parcheggio adiacente ai giardini pubblici posti di fronte l’abitazione di FACCHINIERI Vincenzo, l’automezzo Ford Transit Connect di colore bianco targato CW638EY di proprietà della ditta R.R. di RASO e RAFFA (cfr. relazione di servizio o.p.c. Bologna, all. 98). Il 3 settembre 2011 alle ore 16.40, RASO Salvatore e RAFFA Vincenzo imboccavano l’autostrada A1 in direzione nord e si dirigevano verso Aosta seguendo la rete autostradale. Il 15

CHEMI dispone di un’autovettura SEAT Ibiza targata CS604RW.

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furgone veniva pedinato e gli spostamenti degli occupanti monitorati attraverso il servizio di localizzazione dell’utenza cellulare di RASO Salvatore. Alle ore 20.05, i militari che svolgevano il servizio di o.c.p. notavano il furgone transitare dal casello di Aosta Est dell’autostrada A5. Il mezzo veniva pedinato fino al comune di Quart (AO) Villaggio Amerique (relazione di servizio o.p.c. Aosta, all. 99). Giunto ad Aosta, ed in cerca di un posto dove essere ospitato per la notte, RASO sentiva la propria cognata OMISSIS; pur trovandosi ad Aosta, rispondeva negativamente alla domanda della cognata che gli chiedeva se fosse “qui”, così dimostrandosi particolarmente prudente ed attento all’uso del cellulare. La mattina del 4 settembre 2011, RASO Salvatore e RAFFA Vincenzo cercavano i TROPIANO per parlare con loro. Questi, però, erano a caccia16. Poco più tardi, RAFFA Vincenzo contattava TROPIANO Angelo per riferirgli che aveva dei pacchi per lui: la “consegna di un pacco” è, quindi, in gergo, la terminologia normalmente utilizzata per indicare la necessità di un colloquio, considerato che i TROPIANO non aspettavano spedizioni dalla Calabria e che nessun pacco verrà loro consegnato, così come nessun pacco era stato consegnato da RASO e RAFFA a FACCHINIERI e CHEMI. La conferma della correttezza di tale lettura interpretativa si ha dalle dichiarazioni rese da RASO nel corso dell’interrogatorio al PM del 23/1/2012: “in relazione alle telefonate in vista dell’incontro di settembre, nella quale CHEMI mi chiede di portare un pacco, io dentro di me sapevo che non c’era nessun pacco da portare e avevo capito che con questa frase CHEMI mi diceva che suo cognato FACCHINIERI voleva che passassi da lui”. (tel. nr 680 del 04.09.2011, ore 11.14, all. 102): […] RAFFA Vincenzo: Vincenzo sono.... TROPIANO Angelo: ciao... RAFFA Vincenzo: senti io mi trovo ...inc... pacchi... io sono qua a Pollein sono... vicino dove avete il coso voi... TROPIANO Angelo: cosa abbiamo pacchi?... RAFFA Vincenzo: eh.... TROPIANO Angelo: ma cosa....? RAFFA Vincenzo: ...inc... dove siete a caccia... dove siete...? TROPIANO Angelo: io sono a caccia... sono... e chiama a Saro (Salvatore n.d.u.) RAFFA Vincenzo: ma dove a Pila.... TROPIANO Angelo: eh... Saro... no chi... a caccia sono fuori... su in montagna... RAFFA Vincenzo: ah... TROPIANO Angelo: eh... chiamo a Saro e glielo dico.... RAFFA Vincenzo: no, no, non ci importa.... TROPIANO Angelo: eh... se... come non vi importa... RAFFA Vincenzo: no, se tu potevi arrivare qua a Pollein... TROPIANO Angelo: eh... 16

(tel. nr. 865 del 04.09.2011, ore 09.42, all. 101): […] RASO SALVATORE: si… RAFFA VINCENZO: oh… Salvo… RASO SALVATORE: oh… RAFFA VINCENZO: non c’è nessuno… RASO SALVATORE: va bene… sali va… […]

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RAFFA Vincenzo: o sei lontano... TROPIANO Angelo: no... sono lontano... RAFFA Vincenzo: allora digli se può arrivare fino qua... ...inc... all'ufficio... o al campo sportivo qua a Pollein... TROPIANO Angelo: eh... gli dico a Salvo... di venire li a Plan Felinaz... li al campo sportivo... RAFFA Vincenzo: si, si... ok...? TROPIANO Angelo: a Saro... che Saro è nella zona li... […] Subito dopo TROPIANO Angelo chiamava il fratello Salvatore per chiedergli di andare lui da RAFFA a ritirare i pacchi. TROPIANO Salvatore rimaneva stupito ed affermava: “si vede che è un viaggio straordinario”. (tel. nr 681 del 04.09.2011, ore 11.16, all. 103): […] TROPIANO Angelo: ascolta... vedi che mi ha chiamato Vincenzo, il cognato di Michele... TROPIANO Salvatore: eh.... TROPIANO Angelo: e ha detto che ha pacchi... e se andiamo e li prendiamo adesso... TROPIANO Salvatore: e dov'è lui? TROPIANO Angelo: è a Plan Felinaz... al campo sportivo... TROPIANO Salvatore: a vai... vai tu... vado io... TROPIANO Angelo: ha detto che ne ha per me, per te e per Beppe ...inc... TROPIANO Salvatore: eh.. ma... si vede che è un viaggio straordinario... ma a Plan Felinaz al campo sportivo dove?... ...inc... TROPIANO Angelo: dove c'è il bar dentro... dove c'è il campo sportivo... TROPIANO Salvatore: a va bene ok... vado adesso dai... […] Incontratisi con TROPIANO Salvatore, RAFFA Vincenzo e RASO Salvatore si spostavano con lui presso la sede dell’Edilsud: alle ore 11.34 i militari del Comando di Aosta notavano, dinnanzi a tale ufficio, il furgone Ford Transit Connect di colore bianco targato CW638EY utilizzato da RAFFA Vincenzo e RASO Salvatore; poco più tardi, RASO Salvatore e RAFFA Roberto uscivano dall’Edilsud insieme a TROPIANO Salvatore (cfr. relazione servizio o.p.c., all. 104). RASO Salvatore e RAFFA Vincenzo si recavano insieme a TROPIANO Salvatore presso villetta dei TROPIANO che si trova a Gressan (AO). Lì mangiavano insieme a TROPIANO Salvatore e trascorrevano il pomeriggio in attesa che la sera arrivasse anche TROPIANO Giuseppe. Le conversazioni venivano captate dalle microspie installate nel soggiorno della villetta. Durante il pranzo erano presenti nella villetta TROPIANO Salvatore, RASO Salvatore e RAFFA Vincenzo. RASO spiegava a TROPIANO Salvatore che lui e RAFFA non erano venuti per consegnare pacchi ma per parlare con TROPIANO Giuseppe, e quindi per riferire dell’esito dell’incontro con il “professore” a cui facevano un cenno. (conversazione nr. 264 del 04.09.2011, ore 13.21, all. 106) […] TROPIANO SALVATORE : inc….qua puoi venire quando vuoi RASO SALVATORE: Uh…inc… TROPIANO SALVATORE : Però …inc… RASO SALVATORE: sai perchè non sono venuto....vedere a Peppe..... TROPIANO SALVATORE : capito capito RASO SALVATORE: ..inc…onestamente.....inc.... succedere quello che è successo la seconda volta la fanno... cadere qualcosa..... c'è qualcuno …inc… legge...inc.... fanno…inc… 77


TROPIANO SALVATORE : Inc… si si...inc…lavorare abbiamo lavorato dai giusto? Inc… lavora RASO SALVATORE: inc.... no..... inc… TROPIANO SALVATORE avete presi RASO SALVATORE: Un panino..... un pomodoro spaccato...... RAFFA VINCENZO: inc… Bologna…inc… TROPIANO SALVATORE : inc… RASO SALVATORE: inc… ieri sera inc…me ne vado TROPIANO SALVATORE si si RASO SALVATORE: inc…guardo in faccia … inc una cosa…inc… RAFFA VINCENZO: inc… RASO SALVATORE: lì ho trovato TROPIANO SALVATORE : inc… RASO SALVATORE: dopo come scendono …inc.. RAFFA VINCENZO: inc… RASO SALVATORE : ed i TROPIANO gli ho detto io …lavorano…è gente che lavora…inc.. i TROPIaNO ha detto ah qua tutto a posto qua ha detto inc… ora stamattina verso le 9:00-9:30 RAFFA VINCENZO: uh uh… RASO SALVATORE: e non c’era poi siamo passati …inc… RAFFA VINCENZO: verso Gignod ..inc…dell’altra parte là…inc…Gignod si ci chiamava … inc… RASO SALVATORE: sicuro RAFFA VINCENZO: appunto RASO SALVATORE: e neanche…inc TROPIANO SALVATORE: e non c’è problema RASO SALVATORE: gli ho detto a Vincenzo che noi abbiamo il numero del telefono di servizio …inc… chiamali e digli che siamo qua da tuo cognato …inc…che chiama lui…inc..parla con Vincenzo o con tuo fratello ...inc… e ce ne tornavamo…prima…inc…Bologna… Inc… […] RASO SALVATORE: d'accordo..... tanti..... come..... e perché..... a livello di dire..... mio padre..... e basta TROPIANO SALVATORE: che gli pare... certo... RASO SALVATORE: l'ultima risposta con me..... TROPIANO SALVATORE: io non so niente fate quello che volete RASO SALVATORE: mio padre.... però l'ha fatto cadere...... TROPIANO SALVATORE: ha fatto che capire che lui è..... RASO SALAVATORE: dalla telefonata...l’ha detto dall'inizio TROPIANO SALVATORE: per quanto […] Per ora di cena, si ritrovavano presso tale abitazione anche TROPIANO Giuseppe ed i fratelli Salvatore ed Angelo, che cenavano con RASO Salvatore e RAFFA Vincenzo. Mentre cucinava, TROPIANO Giuseppe colloquiava con RASO Salvatore e RAFFA Vincenzo. Iniziava la conversazione specificando che era passato dall’ufficio e, evidentemente consegnando qualcosa a RASO, diceva: “questo é quello che ti posso dare” avendo da RASO Salvatore la risposta “…devo mangiare”. Poi faceva cenno ad un colloquio avuto con il sostituto commissario MARTINA Valter, asserendo: “Martina a me, quando lui ha visto la lettera … al telefono parlane poco Pino”17. 17

Con il successivo accenno a: “Si porta la droga” e “Noi l’abbiamo visto sai” è verosimile che TROPIANO Giuseppe si stesse riferendo a RAFFA Roberto, sul cui conto aveva già formulato un simile commento con OMISSIS (conversazione n. 4820, riportata in precedenza).

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(conversazione nr. 279 del 04.09.2011, ore 20.52, all. 107): […] TROPIANO GIUSEPPE: allora questa sera sono passato dall’ufficio.... questo é quello che ti posso dare..... RASO SALVATORE: devo mangiare TROPIANO GIUSEPPE: Inc… pure questa volta… (parla al telefono) RAFFA VINCENZO: Inc… TROPIANO GIUSEPPE: MARTINA a me, quando lui ha visto la lettera … al telefono parlane poco Pino....ah.... RAFFA VINCENZO: Chi te l’ha detto ?… chi te l’ha detto ? TROPIANO GIUSEPPE: MARTINA quello della Questura…inc…mi ha detto…inc… allora gli ho domandato di nuovo …inc… MARTINA… inc… RASO SALVATORE:...inc.... TROPIANO GIUSEPPE: Inc… Il dottore della Questura….. RASO SALVATORE: Inc… qualcosa ? TROPIANO GIUSEPPE: Della telefonata RASO SALVATORE: fino al Ah -TV accesa TROPIANO GIUSEPPE: Si porta la droga …inc… RASO SALVATORE inc… TROPIANO GIUSEPPE: Gli devono dare una…inc… RASO SALVATORE: A chi ? ...inc.... bestemmia TROPIANO GIUSEPPE: Noi l’abbiamo visto sai […] Successivamente TROPIANO Giuseppe mostrava una fotocopia di una delle lettere estorsive a RASO Salvatore e RAFFA Vincenzo. TROPIANO Giuseppe specificava che si trattava della prima lettera speditagli, tuttavia asseriva che fosse stata “fatta il 30”, mentre in effetti la prima lettera recava il timbro postale del 18 maggio 2011. TROPIANO Giuseppe, RASO Salvatore e RAFFA Roberto parlavano del contenuto della lettera. RAFFA sosteneva che gli estorsori avrebbero dovuto dare a TROPIANO un “codice” evidentemente da utilizzare per telefono per far capire le loro intenzioni senza che venissero comprese anche dagli inquirenti che stavano intercettando le comunicazioni. TROPIANO Giuseppe riferiva i colloqui che aveva avuto con GIOVANARDI e MARTINA, con particolare riferimento al fatto che, pur avendo egli taciuto il ricevimento della lettera, MARTINA gli aveva detto di essere a conoscenza delle due telefonate estorsive del 27 giugno 201118. Quindi TROPIANO Giuseppe raccontava a RASO e RAFFA l’episodio in cui si era accorto che i Carabinieri lo stava filmando; in questo contesto TROPIANO faceva riferimento al “genero”, “uno dell’investigativa” dando una forte indicazione circa l’identità dell’appartenente alle forze di polizia cui si era rivolto per avere informazioni sul soggetto che lo aveva filmato, cioè OMISSIS. (conversazione nr. 280 del 04.09.2011, ore 21.22, all. 107): TROPIANO GIUSEPPE: inc…questa è la fotocopia RASO SALVATORE: inc… TROPIANO GIUSEPPE: Questa è la prima…la lettera l’hanno fatta il 30 18

Le telefonate erano state intercettate dalla Squadra Mobile nell’ambito dell’indagine sull’operazione Mont Blanc, sicché MARTINA sapeva che era stata recapitata una lettera e aveva fatto presente a TROPIANO Giuseppe che stava omettendo di riferire della stessa.

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RASO SALVATORE: Inc… se tu hai capito TROPIANO SALVATORE: si si certo RAFFA VINCENZO: con il computer l’hanno fatta RASO SALVATORE: come vi dico io è..inc.. aspetta che la voglio leggere un'altra volta voglio capire certe cose TROPIANO GIUSEPPE: L’ultima ? RASO SALVATORE: Uh TROPIANO GIUSEPPE: L’ultima o la prima RASO SALVATORE: inc…tutte…inc… la prima e la seconda TROPIANO GIUSEPPE: il discorso sicuramente i paesani…inc la consegna domani … comunque dai… non hanno paura…Angelino Immacolata…inc… […] TROPIANO GIUSEPPE:…inc…se tu non mi rispondi RASO SALVATORE: inc… tu hai detto…inc… questo è discorso tipo che … TROPIANO GIUSEPPE: inc…è assurdo loro voglio a tutti i costi trattare…inc… RAFFA VINCENZO:...inc...di persona …inc… TROPIANO GIUSEPPE:…inc.. non c’è nessun importo RASO SALVATORE: c’è l’importo c’è RAFFA VINCENZO: se loro ti hanno fatto una proposta…inc… TROPIANO GIUSEPPE: ma voi siete scemi…inc… voglio l’importo RASO SALVATORE: loro già loro la lettera qualcosa hanno accettato la lettera…inc.. poi parlano…inc… Angelo…no… RAFFA VINCENZO:..... si .. inc… che ti diano un codice….. datemi un codice…inc… tutte cose TROPIANO GIUSEPPE: assolutamente si deve fare così....inc.... perché noi […] RASO SALVATORE: hai parlato con i soci ..... mi dispiace..... TROPIANO GIUSEPPE: Michele.... Torino …voci sovrapposte… RASO SALVATORE:....soldi........ pagare.... TROPIANO GIUSEPPE: allora cosa succede cos'è successo io ne ho parlato con GIOVANARDI ....inc… mafia..... inc. MAMMOLITI…inc… parlare con MARTINA…inc… quando io sono andato a parlare con MARTINA lo sapevano già.....ti è arrivata una lettera una lettera... gli ho detto io Dottore se mi arrivava una lettera ve lo dicevo..... mi ha detto guarda che ti è arrivata una lettera..... hai capito..... Mont Blanc..... procura...inc....indagato..... figurati..... mi ha detto tu non mi dici la verità..... la lettera ha detto va bene..... RAFFA VINCENZO:...Inc... TROPIANO GIUSEPPE: ascolta TROPIANO ANGELO:...inc... lo conosciamo…inc… RASO SALVATORE:.... inc..... può darsi pure un marocchino eh..... TROPIANO GIUSEPPE:... OMISSIS ... inc.... hai capito sanno tutto...... RASO SALVATORE: Angelo..... TROPIANO GIUSEPPE: belli puliti.... mi hanno filmato in piazza della lupa....inc.... una telecamera che parlavo con un altro...inc.... …voci sovrapposte… TROPIANO GIUSEPPE: in piazza della lupa mentre parlavo con SORBARA …inc...vedi che ti sta filmando gli ho detto io grazie…inc… sta scherzando poi alla fine gira e rigira…il genero di … inc… uno dell’investigativa TROPIANO SALVATORE: l’hai fermato allora TROPIANO GIUSEPPE: inc…tante cose se uno non le sa…noi sappiamo facciamo operazione…persone…inc… san Roch capisci …inc… RASO SALVATORE: qualche cosa…inc… 80


TROPIANO GIUSEPPE: inc gente dappertutto RAFFA VINCENZO: un po’ di più … mangiano… TROPIANO GIUSEPPE:...inc.... condoglianze speciali...... Zio Micu TROPIANO SALVATORE: Zio Micu lo chiamavi no..... RASO SALVATORE:inc... TROPIANO GIUSEPPE: Micu ha chiamato state tranquilli che la cosa.... RASO SALVATORE:...ince tu che garanzie tieni ? TROPIANO ANGELO:..inc... RASO SALVATORE: ascolta…guarda caso …inc… no TROPIANO GIUSEPPE: sempre lui…eh…inc… RASO SALVATORE: non è detto però no …inc… è capace che controllano tutto…inc… e pure a …inc… girano per droga…inc… TROPIANO GIUSEPPE: secondo me questi qua …inc.. però non ho capito RASO SALVATORE:No no…no no no..... va bhò dai.... io questa notte......inc… qua e là… viaggia…inc…però…. TROPIANO ANGELO: Giacomo ha fatto delle mosse hai capito […] RASO Salvatore accennava all’intenzione (forse del fratello Michele) di affrontare direttamente RAFFA Roberto, cognato di FACCHINIERI Giuseppe; al che TROPIANO Giuseppe faceva i nomi di OMISSIS, che i militari di Aosta identificano in OMISSIS e, soggetti spesso notati in compagnia di RASO Michele in occasione delle soste ad Aosta; il fraseggio non è chiaro nell’esatto significato. (conversazione nr. 281 del 04.09.2011, ore 21.52, all. 107): […] RASO SALVATORE: per la pace di Dio non è mi ha detto per colpa di tuo fratello....inc.... voglio provarlo no.... TROPIANO ANGELO: inc… RASO SALVATORE: bravo…inc…no TROPIANO GIUSEPPE: e perché no ? TROPIANO ANGELO: magari..inc RASO SALVATORE: sale Michele …inc.. camion io voglio parlare con il cognato... inc.... Robertino no.... Robertino dice che...tante TROPIANO GIUSEPPE: c’è OMISSIS c'è OMISSIS.... TROPIANO ANGELO: inc.... RASO SALVATORE:io…inc…con il cannocchiale.....uno meglio TROPIANO ANGELO: troppo potente RASO SALVATORE: inc.... comunque.... inc.... questa persona..... TROPIANO GIUSEPPE: Salvatore..inc.... che c'era… di notte RASO SALVATORE: inc… immaginati tu come la legge…inc.. molto molto molto di più....certo ..inc.. nei pacchi.... con una mazza..inc… la trovate bella vestita di bianco […] Nel prosieguo della conversazione, RASO Salvatore faceva cenno al colloquio avuto con il “professore”. Si colgono le frasi: “prima che mi attaccano un’altra volta … se parlate qualcosa con qualcuno non fate il nome mio” che RASO riferiva attribuendole all’interlocutore: FACCHINIERI, dunque, temeva di essere nuovamente arrestato e non voleva che il suo nome fosse associato all’estorsione; per questo aveva stabilito i contatti per telefono tramite CHEMI e, già nella prima 81


lettera, aveva ammonito gli estorti a non tentare mediazioni attraverso soggetti ritenuti vicini alla ‘ndrangheta; non può escludersi che egli avesse negato anche con i RASO di essere l’estorsore; oppure aveva rivendicato, con i RASO, la paternità dell’azione, raccomandandosi con loro di non far trapelare il suo coinvolgimento neppure con le vittime. (conversazione nr. 283 del 04.09.2011, ore 22.52, all. 107): […] RAFFA VINCENZO: il cognato TROPIANO GIUSEPPE:inc… RASO SALVATORE: ....inc.... avete visto il Professore …inc …il Professore…inc… conoscevo… inc…veramente lo conosco…inc… comunque…inc alle sei..... inc…ora…inc… prima che mi attaccano un’altra volta …inc… ne parliamo…inc… se parlate qualcosa con qualcuno non fate il nome mio se sapete…inc…certo…inc…venite parliamo ci salutiamo … inc …il nome mio nessun problema però quando dico io dobbiamo chiamare a qualcuno … inc … portare ...inc… perché… non per…inc… TROPIANO GIUSEPPE:...inc.. RASO SALVATORE:...inc.... qualcuno...inc.. una cosa…inc.. capisco..inc… dentro la faccia lui … inc… io gli parlo proprio in faccia..... me ne sbatto i coglioni … RAFFA VINCENZO:...inc... RASO SALVATORE: inc…loro non la fanno lo sai perché..... poi torniamo sempre là... personaggio…inc…lavoro..... la famiglia....cosa ha fatto..... faranno.... TROPIANO GIUSEPPE:...inc…lavorare là....inc....a noi …inc…con la politica.... la politica … inc…come si dice.....come si può dire.....inc…che lavoriamo.... RASO SALVATORE:...inc.... no è una persona che io...inc... TROPIANO GIUSEPPE: io sono.. per la carità..... inc… RASO SALVATORE: inc.... hai capito ? TROPIANO GIUSEPPE: però il discorso qual è che ...inc..veramente…inc…giusto…inc… RAFFA VINCENZO:...inc... RASO SALVATORE:....inc... TROPIANO GIUSEPPE: a mani d'avvocati... inc…a mani d’avvocati quello che dice l’avvocato..inc.. è andato a parlare con loro…inc…pure dall’altra parte…inc… hai capito ? Inc RASO SALVATORE: inc… ha parlato con loro poi ha parlato con Roberto…inc.. TROPIANO GIUSEPPE: Si …inc…ma l'avvocato…inc… l’avvocato cosa gli ha detto ? Inc… …voci sovrapposte… […] La conversazione avente come tema l’incontro con il “professore” proseguiva. Si comprendeva che, nonostante i FACCHINIERI e CHEMI fossero stati ospitali con RASO Salvatore e RAFFA Vincenzo, vi era stata nei loro confronti diffidenza, sfociata a tratti in contrapposizione (cfr. RASO Salvatore: “io gli parlo proprio in faccia..... me ne sbatto i coglioni”). RASO Salvatore, a tal proposito, precisava che il “professore” lo aveva accusato di non saper fare alcune cose: “il professore no…inc… poi se lui… la mattina dopo…inc… un discorso che io alcune cose non le sapevo fare”. Il professore si era arrabbiato con qualcuno a causa del fatto che si era permesso di consultare un terzo soggetto: “il professore gli ha fatto una cazziata a …inc… chi cazzo ti ha mandato a te a chiamare a tizio gli ha detto”. RASO Salvatore rispondeva menzionando due nominativi: “con Cugnetto ci parlo io con Maurizio ci parlo io”. Tali nominativi sarebbero stati nuovamente menzionati dai fratelli TROPIANO nelle conversazioni del 25 ottobre 2011, nelle quali asserivano che “Cugnetto” poteva essere il soggetto visto da OMISSIS pochi giorni prima dell’esplosione di colpi d’arma da fuoco ai danni dell’abitazione materna. RASO Salvatore si era trovato davanti ad un atteggiamento di sostanziale chiusura; quindi anche questo secondo incontro era stato infruttuoso per quanto concerneva la trattativa sull’estorsione. 82


TROPIANO Giuseppe rammentava che già nella prima lettera estorsiva era scritto che non avrebbero dovuto rivolgersi ai “paesani” e quindi comprendeva che l’atteggiamento del “professore” era coerente con tale ammonimento. TROPIANO poi continuava ad interrogarsi sull’identità del soggetto che aveva dato al “professore” le informazioni relative ai rapporti con la politica. (conversazione nr. 284 del 04.09.2011, ore 23.22, all. 107): […] RASO SALVATORE: inc…il professore no…inc… poi se lui… la mattina dopo…inc… un discorso che io alcune cose non le sapevo fare …inc… TROPIANO ANGELO: inc... …voci sovrapposte… SALVATORE ..inc davvero…inc.. …voci sovrapposte … RAFFA VINCENZO: inc… RASO SALVATORE: se parlo io inc.... gli dice che viene questo qua ..inc…a me TROPIANO GIUSEPPE: inc… se tu gli dici …inc… questo qua..... come si permette…inc… RASO SALVATORE: il professore gli ha fatto una cazziata a …inc… chi cazzo ti ha mandato a te a chiamare a tizio gli ha detto TROPIANO GIUSEPPE: e per questo chi ti ha inc… TROPIANO ANGELO: inc…hanno mandato i solai RASO SALVATORE: con Cugnetto ci parlo io con Maurizio ci parlo io TROPIANO GIUSEPPE: e per questo..inc.. RASO SALVATORE: inc…rimboccamento…inc…rimboccamento…inc…e allora abbiamo voluto toglierci ... inc…allora ho detto io qua le cose le abbiamo strette già poi …inc… così così così così …inc.. l’obbiettivo…inc… qua è…inc.. tanto voltiamo e giriamo che… inc…uscita già.. ed io TROPIANO GIUSEPPE: eh è uscito però …inc… perché questo qua mi parla …inc.. RASO SALVATORE: poi se ha parlato qualcuno a parte…inc… …voci sovrapposte… RASO SALVATORE: ..inc… no …inc… arrivati ad un certo punto inc… TROPIANO GIUSEPPE: no no no la lettera parla chiara…inc… la famiglia tutti tutti tutti ... inc …la grande famiglia tutti... inc… per dire senza che vi appoggiate a loro vedete…inc… chi sono…inc…problematiche…inc… il discorso che hanno fatto a Michele....inc…neanche da considerare e si sentono talmente protetti... inc… TROPIANO ANGELO: Questa è una cosa…inc… come dire TROPIANO GIUSEPPE: no no le lettere sono chiare ragazzi.....allora grande famiglia c'è scritto quello che mi hanno detto a me ....inc… due sono le cose o le ha scritte lui o le ha fatte scrivere... io non posso non posso sapere quello…inc… a me TROPIANO ANGELO: però uno ne parla …inc… TROPIANO GIUSEPPE: ne parlavamo non ne hanno parlato TROPIANO ANGELO: inc… TROPIANO GIUSEPPE: allora certo ....inc....a qualcuno gliel’ha detto a qualcuno gliel’ha detto…inc… RASO SALVATORE: e a chi l’ha detto ? TROPIANO GIUSEPPE: qualcuno gliel’ha detto questa fu la verità questo qua.... …voci sovrapposte.... […] La conversazione proseguiva ancora parlando del “professore” e della sua personalità. […] 83


TROPIANO GIUSEPPE: ultimamente… inc…io …inc…a pagare....inc…perché perché ad Aosta… inc.. che pagavo io… inc… no a loro .... inc…viaggio riconosciuto RASO.... inc.... TROPIANO GIUSEPPE: queste cose qua sono state riportate …inc…che cazzo dite RASO SALVATORE: Pino.....inc… lui Angelo.... Natalino il .....inc… c'era Romeo pure ..... inc… non importa poi al momento c'è .....inc…non è che…inc…siamo qua non è che siamo … inc… TROPIANO GIUSEPPE: inc… RASO SALVATORE: quando si dice…inc..là….inc…hanno mandato altri…inc… e poi voglio ... inc … arrivano e ne arrivano e a viso scoperto guarda …inc… troppo chiacchere non è che gli pare cre…inc…quattro quattro…inc… perchè loro non si stanno rendendo conto TROPIANO ANGELO:…inc… hai capito …inc RASO SALVATORE: inc…non è che TROPIANO GIUSEPPE: inc…certamente…inc…secondo me sono ancora personaggi che trattavano così però comunque.... inc… RASO SALVATORE:..... inc… ancora lui…inc… lasciando perdere…inc.. pieno di piombo … inc… TROPIANO GIUSEPPE: inc… RASO SALVATORE: l’altro giorno parlavamo con…inc…il Professore ...inc.... andiamo e gli scippiamo la testa pure a lui non e che gli pare che...inc.... me ne sbatto i coglioni..inc… TROPIANO ANGELO:…inc… pure…inc… che dica certo…inc… …voci sovrapposte … RASO SALVATORE: pulito...inc…pulito…inc…poi gli hanno dato "cozzuliata" 19…inc… Voci sovrapposte RAFFA VINCENZO:inc.... RASO SALVATORE:inc…bestemmia...inc …io…inc… RAFFA VINCENZO:..inc.. TROPIANO GIUSEPPE:…inc… lui …inc… RASO SALVATORE:...inc… gli ho domandato come cazzo.....inc…attaccano…inc.. come cazzo mi hanno attaccato mi hanno attaccato…inc.. che hanno detto che…inc…tipo……inc…lì dentro…inc… non mi sono potuto nascondere…inc…carcere…inc… fermati..... lui lo sa..... TROPIANO ANGELO:inc... RAFFA VINCENZO:..inc... RASO SALVATORE:…inc…mi ha raccontato...inc... che dopo che l'hanno arrestato a...inc… carcere...inc…che li avevano arrestati... inc.... ha detto va bene...inc....detto niente alle guardie....inc… non mi rompete i coglioni che non gli ho detto niente…inc… alle guardie..... a me non mi hanno ammazzato però a te ti ammazzo…inc… […] Sembrava poi che RASO Salvatore avesse chiesto al “professore” di poter parlare con suo cognato RAFFA Roberto, ottenendo risposta negativa. (conversazione nr. 285 del 04.09.2011, ore 23.52, all. 107): RASO SALVATORE: dopo di allora gli ha detto non mi rompete le palle … inc… ti raccomando ..... nome..... noi chiamiamo..... lo chiamiamo…inc… TROPIANO ANGELO: inc.... RAFFA VINCENZO: inc… RASO SALVATORE:.... ho detto io…inc…Professore…inc…io gliel'ho dettata e lui scriveva ..... inc…per quello io voglio parlare con…inc… allora… suo cognato Roberto ....inc… permette … inc… personaggio qua....inc io vi voglio dire ....inc…neanche ...inc…ora ci voleva....inc…ora ci 19

Una strigliata, una picchiata.

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voleva…inc… nel modo più assoluto…inc… mangia e beve poi se ne andato.... inc… e tu come prima hai mangiato e poi…inc…andava indietro…inc… mai mai mai mai …inc… […] RASO Salvatore e RAFFA Vincenzo si trattenevano nella villa dei TROPIANO fino al mattino successivo e poi ripartivano per la Calabria. Nei giorni successivi, TROPIANO Giuseppe e OMISSIS formulavano ulteriori commenti. TROPIANO Giuseppe lasciava intendere di aver capito da chi proveniva la richiesta estorsiva. Non diceva di aver parlato con RASO Salvatore, ma era evidente che dal colloquio con questi aveva raggiunto definitivamente la convinzione che dietro l’estorsione vi fosse il “professore” e aggiungeva che suo fratello Romeo, parlando con Angelo e Salvatore aveva detto: “dì a Pino di stare tranquillo che forse stiamo finendo di lavorare i lavori stanno finendo”, così confermando ulteriormente che quando i fratelli TROPIANO parlavano di “lavori” intendevano proprio riferirsi alle attività che stavano facendo per scoprire l’autore dell’estorsione. Inoltre, nell’esprimere sul conto di RAFFA Roberto che “c’entra anche lui”, forniva conferma che i suoi sospetti ricadevano, per via della parentela, sui FACCHINIERI di Bologna. Secondo l’ipotesi che TROPIANO Giuseppe descriveva a OMISSIS, dopo l’incontro dei RASO con il “professore”, e soprattutto a seguito del fatto che i RASO avevano mosso contestazioni sul ruolo del suo cognato RAFFA Roberto, il FACCHINIERI si era sentito scoperto ed aveva negato ogni coinvolgimento, ma successivamente aveva ordinato di esplodere colpi d’arma da fuoco contro l’abitazione dei TROPIANO per sviare da sé i sospetti. OMISSIS Nella conversazione seguente TROPIANO Giuseppe parlava nuovamente di RAFFA Roberto, asserendo di averlo casualmente incrociato nei pressi del suo ufficio e, nell’occasione, RAFFA non lo aveva salutato. OMISSIS Il 14 settembre 2011 TROPIANO Giuseppe formulava con OMISSIS alcuni commenti relativi all’ispezione della Guardia di Finanza di Aosta, durante la quale nel suo ufficio era stata rinvenuta una fotocopia della prima lettera estorsiva inviatagli nel mese di maggio. TROPIANO esprimeva tutto il suo fastidio per l’accaduto in quanto, in sede di denuncia, non aveva fatto menzione di tale missiva, ed ora che era stata rinvenuta fortuitamente, temeva le ritorsioni dell’estorsore: “e quindi se io gli do quella lettera li a me mi fanno più dispetti che ... non hai idea, questa è gente che non scherza, allora io ho fatto la denuncia per le telefonate ma non...” e “questa cosa qui non volevo farla vedere che non ho voluta presentarla nella denuncia, perché io so che gentaglia è, possono fare ancora del male”. TROPIANO asseriva di aver cestinato l’originale della lettera e di averne fatto e conservato la fotocopia al fine di poterla eventualmente mostrare ai soci. OMISSIS suggeriva di dire al Sostituto Commissario MARTINA che la fotocopia della lettera era stata lasciata nella buca dell’Edilsud poco prima del ritrovamento da parte della Guardia di Finanza: “però questa della lettera... devi dire che l'hai trovata nella buca” e “al mio amico ci dico che è appena arrivata non mi danno il tempo di portare è appena arrivata, l'abbiamo trovata nella buca loro si vede che hanno fatto la lettera e si sono fatti una fotocopia ... quando l'hanno spedita e poi hanno mandato la fotocopia”. OMISSIS

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Nella conversazione seguente i due parlavano dell’incendio della pala meccanica di proprietà della ARCHEOS. TROPIANO asseriva che MONTELEONE aveva già ricevuto in passato richieste estorsive, ma non le aveva denunciate per timore di ritorsioni. Lo stesso TROPIANO ribadiva che, proprio per evitare azioni ritorsive, era necessario “lavorare in maniera... che vengono beccati come se tu nulla... nulla sai”. OMISSIS (conversazione nr. 5721 del 14.09.2011 ore 14.21, all. 112): […] TROPIANO GIUSEPPE: ...ti posso dire che al mio caso... stiamo lavorando... sta lavorando mio fratello giù... sotto... sotto... già abbiamo scoperto chi sono... chi... chi sono questi bastardi che hanno sparato... OMISSIS: e avendolo scoperto cosa fai? TROPIANO GIUSEPPE: ...cosa fai... e lascia stare... OMISSIS: allora se lo hai scoperto non dovevi fare la denuncia... TROPIANO GIUSEPPE: io la denuncia la faccio... non puoi fare giustizia da solo... ...inc... no. no assolutamente... la denuncia si fa... OMISSIS: io ti ho detto... adesso che sai chi è cosa fai, vai a dirlo... TROPIANO GIUSEPPE: di non rompere i coglioni... certo... OMISSIS: vai a dirlo a lui... TROPIANO GIUSEPPE: si... OMISSIS: te ti stai facendo giustizia da solo... in teoria dovresti andare in Questura... TROPIANO GIUSEPPE: ...però una volta che loro... ...inc... prima che vanno a fare azioni... si ...inc... il loro rischio... sono due persone che rischiano... se non vuoi problemi... neanche tu... sei... se sono due persone ...inc... capisci?... io non ti do un cazzo... che cosa mi fai... vieni... so chi sei... l'importante che sai chi sono... sai chi sono... loro quindi sanno quindi che se fanno un'azione qualcuno gliela fa pagare... gliela fa pagare veramente eh ... ma scherza mica... quindi io ti posso dire 90... 80%... non voglio esagerare mi è stato riferito si sta arrivando a.... ...omissis da ore 14.29.00 a fine conversazione - discorsi non inerenti.... La sera dello stesso giorno, all’interno del proprio ufficio, TROPIANO Giuseppe commentava con i fratelli il rinvenimento della lettera da parte della Guardia di Finanza condividendo con loro la preoccupazione di poter subire ritorsioni a seguito del ritrovamento della lettera estorsiva: “Ma se voi avete una lettera in mano.... lo scoprite con la lettera... c'è qualcuno che la legge questa lettera... ciò vuol dire avete scoperto.... allora fanno i danni”. TROPIANO Giuseppe si rassicurava per il fatto che la lettera era stata trovata a seguito di una “perquisizione” quindi per causa indipendente dalla sua volontà e poi era solo una fotocopia, senza busta, sicché non c’era alcun problema, non c’era da preoccuparsi: “comunque per questo fatto della lettera noi non abbiamo detto a nessuno eh.... lo teniamo per noi... che se eventualmente viene fuori... ma non viene fuori perché me lo hanno promesso... oh abbiamo avuto una perquisizione all'ufficio.... poi dopo c'era una fotocopia”. I tre fratelli si ponevano anche il problema di cosa sarebbe potuto succedere in caso le forze di polizia avessero chiesto di vedere i filmati registrati dal sistema di videosorveglianza della ditta. In tal caso gli inquirenti avrebbero scoperto che non vi era in realtà alcun anonimo postino. I TROPIANO erano anche preoccupati che sui filmati potesse essere stato ripreso OMISSIS, che si era recato presso tali uffici il 12 settembre, unitamente a OMISSIS, aveva chiesto alla segretaria di poter parlare con TROPIANO Giuseppe e poi si era incontrato con TROPIANO Salvatore presso i magazzini dell’Edilsud situati in Aosta loc. Croix Noire. Poi TROPIANO 86


Giuseppe e Salvatore, unitamente a OMISSIS si erano ritrovati nell’ufficio dell’Edilsud, ove era stata ascoltata la conversazione. TROPIANO Giuseppe aveva consegnato a OMISSIS denaro contante per circa 4.000 euro, a corrispettivo dell’acquisto o noleggio di un macchinario (cfr. conv. progr. n. 1316 del 12.09.2011 ore 09.58, all. 113) I TROPIANO temevano pertanto che se gli investigatori avessero visto i filmati avrebbero notato la presenza di OMISSIS e pensato che fosse coinvolto nell’estorsione, perché gravato da precedenti penali anche specifici. Si rassicuravano dicendosi che era ormai trascorso il tempo durante il quale la registrazione veniva conservata.

(conversazione nr. 1471 del 14.09.2011 ore 19.38, all 114): […] TROPIANO ANGELO: ...certe volte siamo.... TROPIANO GIUSEPPE: eh.... oh... TROPIANO SALVATORE: ...inc... busta che problema c'è.....inc...... TROPIANO GIUSEPPE: non ce l'avevo messa qua dentro... TROPIANO SALVATORE:...inc... si ...inc... capisci.... inc...dai.... TROPIANO GIUSEPPE: la busta era una fotocopia comunque eh... TROPIANO SALVATORE: ...inc... TROPIANO GIUSEPPE: e certo che si vedeva... ...inc.. Angelino l'hanno trovata qua sotto TROPIANO ANGELO: ...inc... una busta che non sa... TROPIANO GIUSEPPE: come cazzo fai... TROPIANO ANGELO: ...inc... TROPIANO GIUSEPPE: e si.... TROPIANO SALVATORE: va bene dai... TROPIANO GIUSEPPE: era in questi giornali... inc....ho detto io ragazzi.... metti caso per i soci TROPIANO SALVATORE: ma fuori... TROPIANO GIUSEPPE: ma fuori Salvo.. ...inc.. ma che cazzo ne so che arrivano... hanno scartato pure i giornali... TROPIANO ANGELO: ma tu eri qua?... non c'eri?... TROPIANO GIUSEPPE: allora non ero qua... non me lo ricordavo neanche... TROPIANO ANGELO: ...Saint Bernard... TROPIANO GIUSEPPE: qua dentro la sopra qua ...inc.. tutte le parti... a me al geometra... alle segretaria... ...inc.. TROPIANO SALVATORE:...inc....fare TROPIANO GIUSEPPE: hanno fatto tutto qua dentro.... tutto... hanno messo tutto sotto sopra ora ho messo io un pò a posto TROPIANO ANGELO: eh... lì dentro cosa hanno fatto ...inc.... TROPIANO GIUSEPPE: tutta la roba che hanno sequestrato ...inc..... ma di grave non c'è niente... di privato non c'è niente.... problematiche non ce n'è... ma poi ho parlato con il comandante no..... (conversazione nr. 1472 del 14.09.2011 ore 19.41, all. 114): TROPIANO GIUSEPPE: ...una lettera così, così... chi l'ha portata... io ve la ho data no.... mi dice ma lei ha avuto una perquisizione è stata rivelata... loro non dovevano guardare... hai capito?....Ha detto allora facciamo così TROPIANO... ma c'era uno... che ha detto... no effettivamente è vero.... di guardare la mia incolumità... se io faccio una denuncia... e parlando... e parlando... con il dottore... faccio una denuncia...

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(conversazione nr. 1473 del 14.09.2011 ore 19.41, all. 114): TROPIANO GIUSEPPE: ...e con il telefonino voi avete scoperto i malv.... malfattori giusto?... Ma se voi avete una lettera in mano.... lo scoprite con la lettera... c'è qualcuno che la legge questa lettera... ciò vuol dire avete scoperto.... allora fanno i danni TROPIANO SALVATORE: certo... TROPIANO GIUSEPPE: e se no bisogna valutarli bene...ha detto e domani mattina alle dieci... TROPIANO ANGELO: già ci...inc.... ha detto.. TROPIANO Giuseppe: siccome....inc... (conversazione nr. 1474 del 14.09.2011 ore 19.42, all. 114): …voci sovrapposte.... TROPIANO ANGELO: questa qua non è una cosa... è male però è TROPIANO GIUSEPPE: gli ho detto io TROPIANO SALVATORE: dovevano pensare ad imbucarla... TROPIANO GIUSEPPE: se non l'abbiamo fatto... si ma TROPIANO lei si deve rendere conto che lei non ha dato niente è stata.... ha avuto una perquisizione in ufficio.... glielo vada a dire a questi dirigenti... ha detto no... visto che lei ha fatto denuncia facciamo così... lei viene ci spiega a noi... la segretiamo in ufficio... ciò vuol dire quella lettera non va da nessuna parte... sperando che non avete spie da voi... senza offesa dottore. (conversazione nr. 1476 del 14.09.2011 ore 19.44, all. 114): TROPIANO SALVATORE:....inc.... TROPIANO GIUSEPPE: ...inc... se ho l'originale io.... perché devo avere una fotocopia ... tu permetti che se arriva una lettera TROPIANO ANGELO: si sono fatti una fotocopia... TROPIANO GIUSEPPE: e certo... TROPIANO SALVATORE: ma non trovano niente... non vedono chi l'ha messa... pure che guardano... come fanno...inc.... TROPIANO ANGELO: che vedono a OMISSIS?... TROPIANO SALVATORE: ...se non l'ha messa nessuno... TROPIANO ANGELO: OMISSIS.... inc... 24 ore sono passate... TROPIANO SALVATORE mica vedono chi l'ha messa TROPIANO ANGELO: capito..... dopo un tot di ore cancella TROPIANO SALVATORE: ...inc... TROPIANO GIUSEPPE: no, secondo la non si vedono... la non si vedono... (conversazione nr. 1483 del 14.09.2011 ore 19.53, all. 114): […] TROPIANO GIUSEPPE: ...comunque per questo fatto della lettera noi non abbiamo detto a nessuno eh.... lo teniamo per noi... che se eventualmente viene fuori... ma non viene fuori perché me lo hanno promesso... oh abbiamo avuto una perquisizione all'ufficio.... poi dopo c'era una fotocopia... Il tentativo di estorsione ai danni di MONTELEONE Luigi Nel frattempo, la serata del 11 settembre 2011 ignoti danneggiavano, appiccandovi incendio, un escavatore dell’impresa ARCHEOS, con sede in Aosta c.so Lanceri d’Aosta n. 15/Q, rappresentata da MONTELEONE Luigi, imprenditore del settore edilizio molto conosciuto in Valle d’Aosta in quanto aggiudicatario di numerosi appalti pubblici, in quanto è specializzata in un settore “di nicchia” qual è quello della realizzazione di interventi edilizi in aree di interesse archeologico. E’, anch’egli, originario di San Giorgio Morgeto (RC); al pari dei TROPIANO e di 88


altri imprenditori calabresi operanti in Valle d’Aosta, era già stato destinatario di richieste estorsive 20. Un testimone del fatto delittuoso, OMISSIS, dichiarava ai CC di Nus che, poco dopo le 22.20 dell’11 settembre aveva visto una FIAT Panda vecchio modello di colore grigio scuro, con il parafango anteriore destro ammaccato, parcheggiata nel piazzale antistante il castello di Quart; insospettito, aveva annotato la targa, riferendola nei seguenti termini “AO 160032” (cfr. verbale sit 12/9/2011, allegato all’informativa CC di Nus 12/9/2011). Per le modalità con cui è stato commesso il reato e per la personalità della vittima, l’incendio doloso della pala meccanica appariva fin da subito prodromico ad una richiesta estorsiva. In effetti, il 17 settembre 2011, alle ore 16.37 perveniva sull’utenza mobile di MONTELEONE una telefonata in cui un interlocutore anonimo, con accento calabrese, formulava una richiesta estorsiva aggiungendo un ammonimento a non rivolgersi a soggetti legati alla ‘ndrangheta. (tel. nr. 409 del 17.09.2011 ore 16.37, all. 115): Sconosciuto: pronto Monteleone Luigi: pronto? Sconosciuto: signor Monteleone? Monteleone Luigi: si Sconosciuto:eh buona sera Monteleone Luigi: si Sconosciuto: ascolti un attimo ....io vi volevo chiedere ...se voi volete lavorare da adesso in poi dovete pagare avete capito? Monteleone Luigi: si Sconosciuto: eh Monteleone Luigi: va bene, basta solo che mi dite chi siete e chi devo pagare Sconosciuto: mh Monteleone Luigi: mh Sconosciuto: allora io vi dico una cosa Monteleone Luigi: si Sconosciuto: non vi rivolgete a persone che voi ritenete ‘ndranghetisti insomma persone dell'ambiente perchè perdete tempo -comunicazione interrottaIl 18 settembre 2011, alle ore 10.15, MONTELEONE Luigi (che la mattina del 12/9/2011 aveva sporto denuncia) si presentava spontaneamente presso la Stazione Carabinieri di Nus dove veniva sentito a s.i. in ordine alla telefonata ricevuta. Pur non riferendo le esatte parole dette nel corso della conversazione, l’imprenditore rilasciava dichiarazioni in merito al contenuto della telefonata, fornendo il numero di telefono (327/1641741) dell’interlocutore. L’ammonimento a MONTELEONE Luigi (“non vi rivolgete a persone che voi ritenete ‘ndranghetisti insomma persone dell'ambiente perchè perdete tempo”) non è una casuale ripetizione di quello, analogo, fatto a TROPIANO Giuseppe nella prima lettera (“se pensate di rivolgervi o di essere protetti da qualche mammasantissima vi sbagliate e di molto”). Quelle frasi costituiscono una sorta di “firma”, indiziante il fatto che i tentativi di estorsione ai danni dei due imprenditori provenievano dalla stessa mano. Come si vedrà nel prosieguo, molti altri e ben più pregnanti elementi hanno corroborato tale ipotesi, quale il fatto, indiscutibile, che l’apparecchio cellulare da cui sono partite le telefonate estorsive dirette ai due imprenditori è lo stesso. 20

Cfr. verbale sit 29/9/2011.

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Dopo la telefonata del 17 settembre non si registravano altri tentativi di contatto telefonico da parte dell’estorsore. Il 2 gennaio 2012, però, MONTELEONE si presentava presso gli uffici dei Carabinieri del Reparto Operativo di Aosta per riferire di avere ricevuto, a mezzo servizio postale, una lettera dal contenuto chiaramente estorsivo, del seguente tenore: "Egregio signor Monteleone Siamo a comunicarle che se vorrà lavorare nel suo settore come imprenditore edile dovrà pagare un milione di curo. Sappiamo che lei è una persona molto comprensiva e intelligente e sa come vanno queste cose, altrimenti non riuscirebbe ad accaparrarsi tutti i lavori dal milione di euro in su. In buona sostanza da adesso in poi lei per lavorare dovrà dare una percentuale più alta anche a noi, non ci interessa quello che da ai suoi compaesani i Raso, noi vogliamo la nostra parte diversamente lei non lavorerà più e perderà la serenità, la tranquillità la pace e se non comprende anche la vita Le precisiamo che questa iniziativa è per noi una questione di principio e vorremmo raggiungere un accordo fra nobis e in maniera pacifica, non si rivolga ai suoi corregionali o compaesani mamma santissima sperando che le possano accomodare la faccenda perché perderà tempo e si creerebbero chiacchiere e molta confusione e questo è estremamente pericoloso per l'incolumità sua e dei suoi parenti più cari: non si rivolga alla legge, anche se sappiamo che l'ha già fatto, in sintesi cerchi di concludere con noi e di non fare l'infame ma di ragionare con razionalità così che lei continui a fare il suo lavoro, prendere appalti e lavorare con serenità, dando anche a noi una percentuale, il nostro interlocutore si qualificherà per telefono come li geometra LEON, si ricordi bene questo nome perché solo e soltanto con lui dovrà trovare un accordo che definiremo in un secondo tempo. In definitiva le rammentiamo di fare molta attenzione alle scelte che fa e di non sottovalutarci perché possiamo farle molto male a lei e ai suoi cari non lo dimentichi. Cerchi di non ragionare da avaro lo dica anche a suo suocero e di ricordarsi che lei ha raggiunto questa posizione economicaimprenditoriale grazie ai lavori "che prende" dalla regione e sarebbe bene per lei mantenere questa posizione dando qualcosa a noi che vogliamo mangiare per vivere come tutti voi. La contatteremo quanto prima fiduciosi del suo accordo e della sua comprensione per questa nostra richiesta. A proposito le rammentiamo se non vorrà pagare lo dica chiaramente al nostro interlocutore che le telefonerà così sappiamo come intervenire definitivamente, diversamente prepara già da adesso i soldi un milione di curo chiaro! Se vuole lavorare. A noi non interessa se ha già pagato qualcuno dei suoi compaesani o corregionali, noi vogliamo i nastri e tenga presente che la nostra richiesta non può essere condizionata da niente e da nessuno e guardi che none uno scherzo di halloween perché i pallettoni quando arrivano, arrivano e basta senza chiedere permesso a nessuno comprende il concetto.... Quindi ne le persone ne le sue telecamere ne la legge potrà mai coprirle il suo colo capito!!. Cerchi di pagare noi e in ,futuro le daremo soddisfazioni, diversamente ha finito di lavorare. Il suo escavatore glielo abbiamo fatto distruggere noi, ma a confronto a ciò che le possiamo fare in futuro la consigliamo di pagare. La salutiamo tantissimo." Si è appurato (ed è circostanza particolarmente significativa) che in due occasioni l’estorsore aveva chiesto al basista in Aosta di procurargli l’indirizzo di MONTELEONE. Infatti, il 13 e 14 ottobre 2011, era avvenuto uno scambio di SMS tra l’apparato telefonico utilizzato dall’estorsore e quello in uso al basista: il basista inviava un SMS dal testo “lindirizo e via garin n 7 11100 AO”, che è l’indirizzo dell’abitazione di MONTELEONE. Inoltre, il 27 novembre 2011, FACCHINIERI Giuseppe aveva telefonato a RAFFA Roberto per chiedergli un indirizzo ad Aosta specificando che si trattava del posto dove tale “Giorgio” si era recato per cercare lavoro, aggiungendo che gli serviva l’indirizzo perché: “che non so se poi sale qualcuno volevo mandargli un'ambasciata, quella là, che zona è?”. RAFFA comprendeva il reale significato della la domanda e precisava che si trattava di Corso Lancieri d’Aosta, luogo dove l’Archeos ha la sede. 90


(tel. nr. 418 del 27.11.2011 ore 12.52, all. 116): […] FACCHINIERI Giuseppe: ascolta Roberto sai cosa ti volevo chiedere, tu capiti o sai la zona dove abita quella quella persona là, dov'è andato quel Giorgio là "u Sciupatellu" a cercargli lavoro? RAFFA Roberto: si FACCHINIERI Giuseppe: in che zona abita, dove è ? che non so se poi sale qualcuno volevo mandargli un'ambasciata, quella là, che zona è? RAFFA Roberto: corso Lancieri si chiama FACCHINIERI Giuseppe: si ma è Aosta Aosta ? RAFFA Roberto: ma sai che io non mi ricordo se è ad Aosta, si, è ad Aosta o Aosta o sotto Gressan devi guardare FACCHINIERI Giuseppe: dove ? RAFFA Roberto: sotto Gressan FACCHINIERI Giuseppe: ah, ah va bhò dai RAFFA Roberto: o Aosta o sotto Gressan ma mi sembra che è sotto Gressan là sai FACCHINIERI Giuseppe: ah va bhò allora glielo dico a lui dai, vedo, se magari lui sa, perchè io ora non mi ricordo come si chiama non mi ricordo il cognome hai capito, hai capito quale ti dico io quello che ha...voci sovrapposte.... RAFFA Roberto: si si ho capito, ho capito, ho capito FACCHINIERI Giuseppe: dov' era andato quel Giorgiariello a cercargli il lavoro RAFFA Roberto: si si si FACCHINIERI Giuseppe: eh uh RAFFA Roberto: ho capito va bhò FACCHINIERI Giuseppe: ok allora RAFFA Roberto: ...inc... domani se no m'informo io bene e poi ti dico giusto FACCHINIERI Giuseppe: eh, comunque che via hai detto ? RAFFA Roberto: eh......Corso Lancieri FACCHINIERI Giuseppe: Corso Lancieri eh comunque o Aosta oppure ? RAFFA Roberto: o Aosta o sotto Gressan FACCHINIERI Giuseppe: Ah ok... Gressan dai va bhò RAFFA Roberto: ok Gressan […] Alle successive ore 13.23 OMISSIS, moglie di RAFFA Roberto telefonava al fratello e precisava che corso Lancieri si trova ad Aosta. (tel. nr. 420 del 27.11.2011 ore 13.23, all. 117): […] OMISSIS:: eh..... ascolta vedi che ti diceva mio marito di quel Giorgiariello che avete parlato poco fa FACCHINIERI Giuseppe: si OMISSIS: che poi è sotto Aosta che si è ricordato vicino abitava pure suo cognato FACCHINIERI Giuseppe: eheheh OMISSIS: sotto Aosta è FACCHINIERI Giuseppe: ah OMISSIS: la cosa.... va bhò FACCHINIERI Giuseppe: si chiama Maria la mamma come si chiama ?

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OMISSIS: e sai che io non mi ricordo davvero che lui ora è fuori, no la mamma non mi ricordo come si chiama FACCHINIERI Giuseppe: ahah OMISSIS:: sinceramente, però dai più o meno se è, è questo qua quello là...inc... FACCHINIERI Giuseppe: va bhò dai OMISSIS: se si ricorda qualcos'altro poi te lo faccio dire FACCHINIERI Giuseppe: eheh,...inc... la mamma si chiama Maria ? OMISSIS: uhuhuh.... ora non mi ricordo perchè io non ho capito neanche bene chi è sai... …voci sovrapposte.... […] La ritenuta responsabilità di FACCHINIERI, RAFFA E CHEMI nell’azione estorsiva in danno di MONTELEONE Luigi non è ragionevolmente messa in dubbio dal ricevimento della lettera estorsiva da parte di MONTELEONE, recante il timbro postale datato 22/12/2011 e, quindi, imbucata successivamente all’esecuzione dei fermi dei tre imputati. L’utilizzo dello stesso identico frasario (termini ed espressioni, anche gergali) e dei medesimi riferimenti è circostanza indicativa della provenienza dalla stessa mente delle precedenti missive; è chiaro che detta missiva è stata imbucata da altra persona, a cui CHEMI, RAFFA o FACCHINIERI l’avevano in precedenza consegnata.

L’omicidio di RASO Salvatore Il 17 settembre 2011, in San Giorgio Morgeto, contrada Sant’Eusebio, veniva ucciso a colpi d’arma da fuoco RASO Salvatore. Il cadavere veniva rinvenuto da RASO Giuseppe, fratello della vittima alle ore 07.25. Il decesso veniva fatto risalire alle prime ore dello stesso giorno o alla tarda serata precedente. Il cadavere si presentava attinto da numerosi colpi a pallettoni sparati da arma a canna liscia, di cui uno al volto. Sul luogo del delitto, i militari della Compagnia Carabinieri di Taurianova, intervenuti per le indagini ed i rilievi, rinvenivano materiale balistico costituito da n. 10 bossoli calibro 12 relativi alle munizioni a pallettoni utilizzate per l’omicidio, oltre ad altre componenti costituite da pallettoni e borre. Venivano escusse numerose persone in relazione ai rapporti di parentela e conoscenza con la vittima. Il Comando CC di Aosta sentiva a sommarie informazioni RASO Vincenzo. Ad opera dei militari di Taurianova, veniva anche eseguita una perquisizione presso l’abitazione della vittima, durante la quale era rinvenuto e sequestrato un manuale di 21 pagine, contenente la descrizione di alcuni riti di affiliazione alla ’ndrangheta, dal titolo: “i codici sociali minore, maggiore e criminale”. La notizia dell’omicidio di RASO Salvatore si diffondeva rapidamente anche in Valle d’Aosta. I numerosi commenti captati nel corso delle intercettazioni ambientali e telefoniche evidenziavano la paura ingeneratasi nei TROPIANO. TROPIANO Giuseppe veniva informato dell’accaduto per telefono, da RASO Vincenzo, che insisteva per poter parlare di persona con lui, ma TROPIANO preferiva evitare l’incontro in quanto i Carabinieri lo stavano già cercando presso il cantiere Mont Blanc; durante la conversazione, comunque, TROPIANO Giuseppe riferiva a RASO Vincenzo di avere omesso di dare il suo numero di telefono ai Carabinieri. (tel. nr. 3430 del 17.09.2011 ore 11.49, all 118): […] 92


RASO Vincenzo: Scusa, dove sei? TROPIANO Giuseppe: Io sono sopra al cantiere. RASO Vincenzo: Qua all'ospedale? TROPIANO Giuseppe: Si. Cos'è successo? RASO Vincenzo: Niente...ci possiamo vedere un attimo? TROPIANO Giuseppe: E....Vincè...sono qua, come faccio a muovermi... RASO Vincenzo: Eh..... TROPIANO Giuseppe: Stanno cercando a te RASO Vincenzo: Arrivo arrivo io un attimo lì ci vediamo lì TROPIANO Giuseppe: Guarda che ci sono i Carabinieri RASO Vincenzo: Pure? TROPIANO Giuseppe: Eh... si ti cercano infatti mi hanno chiesto il numero gli ho detto che non so RASO Vincenzo: eh.... TROPIANO Giuseppe: ora mi sono allontanato un pò sono che parlano con Tony RASO Vincenzo: Eh.... TROPIANO Giuseppe: Ma che è successo qualcosa di male Vici? RASO Vincenzo: Ah... a Salvatore TROPIANO Giuseppe: E cosa è successo? RASO Vincenzo: Eh... che è successo s’u ficero (se lo sono fatto n.d.r.) TROPIANO Giuseppe: Ma no!? RASO Vincenzo: Ah si che no si no...... bestemmia...... TROPIANO Giuseppe: Bestemmia... e niente cosa devo fare? che devo fare Vici? RASO Vincenzo: Eh che devi fare ti dovevo....niente io e te ci dovevamo vedere un secondo..... vedi se arrivi fino a qui davanti qui davanti a me un attimo TROPIANO Giuseppe: Eheheheh..... RASO Vincenzo: Ah non puoi mollare? TROPIANO Giuseppe: Come faccio Vici... sembra che..... RASO Vincenzo: Eh... allora niente niente eh..... e va bhò..... TROPIANO Giuseppe: Magari dopo mi chiami e ci vediamo con me lavori con me mi devi dire ... RASO Vincenzo: Ah si..... si si si va bene TROPIANO Giuseppe: Io adesso ....inc... il numero va bhè dai ok ma porca puttana... e quando fù Vici? RASO Vincenzo: Eh... non si sa se è stato questa mattina questa notte questa mattina l'hanno trovato […] Inizialmente i fratelli TROPIANO si preoccupavano anche per le sorti del fratello Romeo, che per tutta la mattinata del 17 settembre non aveva dato notizie di sé ed era irraggiungibile al telefono cellulare; sapendo che Romeo era amico della vittima e che i due si frequentavano, i fratelli temevano che per qualche ragione potesse trovarsi insieme a RASO Salvatore al momento dell’omicidio. Alle ore 14.25 TROPIANO Salvatore e Giuseppe riuscivano finalmente a parlare con il fratello Romeo. (tel. nr. 619 del 17.09.2011 ore 14.25, all. 119): […] TROPIANO Salvatore: Romè porca puttana com'è ? A quel ragazzo se lo sono tolto d'avanti TROPIANO Romeo: E così sembra poi

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TROPIANO Salvatore: Porca puttana che cazzo di..... bravo ragazzo.... un bravo ragazzo... bravo ragazzo e va bhè... tu dove sei ? TROPIANO Romeo: Ora a casa sono TROPIANO Salvatore: Eh ti avevamo chiamato eh..... TROPIANO Romeo: Ero salito lì sopra ho detto io vado a caccia..... ero andato a caccia poi ci dovevamo vedere con l'ingegnere..... ho detto indaffarato cose..... ho preso e mi sono fermato no TROPIANO Salvatore: Uh.... TROPIANO Romeo: E poi mi..... ha telefonato Immacolata e me l'ha detto..... poi è salita Maria lì sopra TROPIANO Salvatore: Eh...eravamo preoccupati insomma abbiamo detto che è.... se lo sapevamo non....comunque niente eh..... TROPIANO Romeo: ...Inc....eh...che devi fare qua non ci capisci niente TROPIANO Salvatore: Non si capisce niente davvero TROPIANO Romeo: Non hanno niente da fare quaggiù TROPIANO Salvatore: Niente niente non ha niente a che fare nessuno eh... vanno mmm.... e vanno a vedere quale forno fuma...... e va bhè Romeo eh..... si si ma sai qualcosa sai qualcosa tu.... il funerale qualcosa ? Ma a lui l'hanno portato a casa oh.... ? TROPIANO Romeo: Non lo so io ora sono arrivato TROPIANO Salvatore: Non sai niente neanche tu comunque sicuramente TROPIANO Romeo: Io ora sono arrivato e non so..... non so se si trova può essere che si trova in Ospedale bhù.... TROPIANO Salvatore: Eh secondo me gli fanno l'autopsia a queste cose qua TROPIANO Romeo: Ora vedo... certo sono colpi però TROPIANO Salvatore: Sono colpi brutti Romeo sono colpi che non dovevano capitare va bene ? TROPIANO Romeo: E lo so purtroppo... …voci sovrapposte.... […] - Alle ore 14:28:18 Salvatore passa la telefonata al fratello Giuseppe TROPIANO TROPIANO Giuseppe: Oh Romeo... TROPIANO Romeo: Oh....ciao TROPIANO Giuseppe: Eh..... inc.... TROPIANO Romeo: Eh.... Peppe..... così è qua.... TROPIANO Giuseppe: Comunque noi eravamo preoccupati TROPIANO Romeo: Ah.... TROPIANO Giuseppe: Eravamo preoccupati comunque TROPIANO Romeo: Eh uno preoccupato perchè ? Quando....inc.... TROPIANO Giuseppe: Per nessun motivo.....per nessun motivo però sai.... TROPIANO Romeo: E va beh, io ora l'ho saputo TROPIANO Giuseppe: Immaginavo TROPIANO Romeo: Eh..... TROPIANO Giuseppe: Ora...l'immaginavamo che non lo sapevi però.... abbiamo detto noi questa mattina ho provato a chiamare a casa per dirtelo TROPIANO Romeo: Ma hai visto che.... vedi che si spara mezza giornata alla settimana no..... e me ne vado a caccia poi ci eravamo sentiti con...inc... gli avevo detto poi ci sentiamo così saliamo e vediamo con l'ingegnere..... una volta che sono là gli ho detto ad Immacolata gli ho detto può darsi che non vengo a casa TROPIANO Giuseppe: E infatti me l'ha detto Immacolata TROPIANO Romeo: Poi ci siamo sentiti che è indaffarato là con cose.... ha detto ci sentiamo nel pomeriggio gli ho detto io va bene va bene gli ho detto io poi ho preso eh... me ne sono venuto TROPIANO Giuseppe: Va bene ora valutiamo un pò la cosa eh.... va bhè comunque ti aggiorniamo dai ok ? 94


TROPIANO Romeo: Va bene Peppe..... io può essere che fra un pò mi faccio faccio una passeggiata TROPIANO Giuseppe: Eh....fai quello che devi fare e fai tu dai ok.... […] Anche nella successiva telefonata tra TROPIANO Giuseppe ed il fratello Angelo era palpabile la preoccupazione che anche TROPIANO Romeo potesse essere stato ucciso a causa dei suoi legami con RASO Salvatore. I TROPIANO pensavano inizialmente di recarsi in Calabria per portare le condoglianze alla famiglia RASO e TROPIANO Giuseppe insisteva affinchè venisse anche Angelo21. TROPIANO Angelo era però decisamente spaventato e si tirava fuori dall’ipotesi di viaggio in Calabria; nel dialogo con Salvatore, Angelo viene invitato a mantenere la calma dal fratello “… tranquillo, tranquillo non ti far prendere dal panico…”22.

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(tel. nr. 1053 del 17.09.2011 ore 14.38, all. 120): […] TROPIANO Angelo: o Beppe, ma quando è successo? TROPIANO Giuseppe: stanotte. TROPIANO Angelo: si. TROPIANO Giuseppe: lo hanno trovato stanotte, si....lo hanno trovato stanotte e .....lo abbiamo saputo stamattina alle undici che al cantiere sono venuti i Carabinieri e cercavano Vincenzo RASO. Vincenzo RASO se ne era già andato perché aveva già ricevuto la notizia... TROPIANO Angelo : ma porca... TROPIANO Giuseppe: chiedevo che cosa era successo....no cercavano RASO ed il numero di telefono ce l'ha?.....no veramente no, lavora con noi però stamattina era qua.....ma che è successo?...no volevamo parlare con lui e se ne sono andati. Poi mi ha chiamato Vincenzo, nel frattempo che i Carabinieri erano lì, ed io mi allontanai... mi disse Pino ci possiamo vedere due minuti....dissi guarda qua ci sono i carabinieri che ti cercano... si lo so purtroppo si sono fatti a Salvatore giù...porca puttana. TROPIANO Angelo: ma dove era a casa? TROPIANO Giuseppe: a Sant'Eusebio lo hanno ammazzato ... a Sant'Eusebio. TROPIANO Angelo : bastardi....va bene. TROPIANO Giuseppe: … e poi è venuto subito il dubbio a noi, no? TROPIANO Angelo: è ... TROPIANO Giuseppe: dubbio dubbio …voci sovrapposte… TROPIANO Angelo: va bene dai. TROPIANO Giuseppe: e niente, e poi invece grazie a Dio Romeo era in montagna ed il telefono non prendeva e poi con Salvatore abbiamo mandato...inc... TROPIANO Angelo: bastardo, va bene ...Salvatore che cazzo c'entra? TROPIANO Giuseppe: e niente, con Salvatore domani mattina scendiamo giù, è! TROPIANO Angelo: è ... TROPIANO Giuseppe: è giusto che scendi pure tu! TROPIANO Angelo: si si. TROPIANO Giuseppe: ci sentiamo più tardi e ci organizziamo. […] 22 (tel. nr. 1055 del 17.09.2011 ore 14.47, all. 121): -omissisSalvatore TROPIANO: Eh perchè no per me biglietti non ne fate Angelo TROPIANO: Eh no, non facciamo niente ancora no, ma tanto me lo immaginavo... visto che faceva? poi ne parlavamo. Salvatore TROPIANO: No, no io non me la sento Angelo TROPIANO: Ah tranquillo tranquillo non ti fa prendere dal panico, capito? -omissis-

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La sera del 17 settembre 2011, i fratelli TROPIANO si recavano presso la villetta di Gressan per discutere di quanto accaduto. Con loro era presente un uomo, identificato dagli inquirenti in OMISSIS, il che confermava definitivamente che OMISSIS era stato messo al corrente dell’estorsione e dell’intervento dei RASO; l’accenno, nel medesimo contesto, all’avvocato SILIENTE e al fatto che la vicenda era stata “impostata male” ed era “finita male”, consente di concludere nel senso che gli interlocutori ponevano in stretta relazione l’omicidio di RASO con il tentativo di estorsione in danno dei TROPIANO. (conversazione nr. 539 del 17.09.2011, ore 22.21, all. 122): -omissisUOMO: No ci mancherebbe TROPIANO Giuseppe: inc...parlare con Siliente...prima di....inc....è certo che...inc.... no UOMO : inc.... TROPIANO Giuseppe Eh...? Uomo:.....Inc... non vanno.... non.... TROPIANO Giuseppe: Ma loro sono...inc.... UOMO: Si c'è lasciateli fare quello che cazzo voglio fare..inc.. che tanto..inc... non... secondo me TROPIANO Giuseppe : Fu impostata.... UOMO: Fu impostata male questa cosa e finisce male TROPIANO Salvatore : E finisce male si (conversazione nr. 540 del 17.09.2011, ore 22.22, all. 122) -omissisTROPIANO Giuseppe: Ti mandano una lettera fatti i cazzi tuoi....ridono.... UOMO: Ecco e si anticipa il fatto TROPIANO Giuseppe: No...inc.... Giacomo UOMO: No che cazzo vuol dire perchè... inc.... il fatto...inc... loro..... (i presenti parlano a bassa voce) ...Alessandria...inc.... controllo perchè tu non lo sapevi pure lui...inc... ma io non capisco niente TROPIANO Giuseppe: Ma che scuse UOMO: Sono cose politiche e ...inc.... allora scusatemi come è lui TROPIANO Salvatore : Si...inc.... TROPIANO Giuseppe : Se tu se tu se tu vai e ne parli con con....inc.... ti dice no il professore non sa giusto? Ma non ti preoccupare che me la vedo io con...inc... fino ....voci sovrapposte.... certo UOMO: Questo...inc... stasera ha sbagliato Armando va... questo francamente l'altra volta ... inc -omissisTROPIANO Giuseppe: Giacomo ma poi cosa ha fatto ? Che già l'avvocato che.... che ....inc.... pagare.... UOMO....Inc... TROPIANO Giuseppe: No.... inc.... se io....voci sovrapposte.... allora scusa se sei andato tu cosa vuol dire che nascondete le cose no dai .....inc.... è uscito lì davanti...inc... gli ho detto...inc... non dite niente che è venuto Giacomo...inc.... allora il figlio.... voci sovrapposte... TROPIANO Salvatore: L'ha detto lui UOMO: Ma può darsi pure che è così eh.... TROPIANO Salvatore : L'avvocato chi è ? UOMO: Eh... un avvocato questo l'avvocato perchè può darsi pure che è così eh..... inc... non è che.... perchè secondo me conoscendoli non pensavano che.... Peppe -omissis96


Dalle ore 22.28, si captavano le conversazioni intercorrenti tra OMISSIS e TROPIANO Giuseppe, avvenute a bordo dell’autovettura di questi. Il discorso era ovviamente rivolto all’omicidio RASO. OMISSIS faceva discorsi generici senza sbilanciarsi in merito al movente dell’omicidio; tuttavia dava a TROPIANO Giuseppe un ammonimento alla prudenza, rivolto al fratello Romeo. (conversazione nr. 1645 del 17.09.2011 ore 22.28, all. 123) […] TROPIANO Giuseppe: A questo punto qua ...inc... cose OMISSIS: si TROPIANO Giuseppe: che vadano a rompersi la noce del collo OMISSIS: ma che, come la mortadelle che li raccolgono con la paletta TROPIANO Giuseppe: eheh.... OMISSIS: sporcaccioni merdosi, una persona butta il sangue una vita ...inc.. per un pezzo di pane e poi vengono questi rompi coglioni, vergogna TROPIANO Giuseppe: e va bhè che la giustizia che faccia il corso suo OMISSIS: ah si è...inc.. Peppe io per queste cose non mi dispiace tutti possiamo avere bisogno ma uno va civilmente e bussa penso che nessuno gli dice di no TROPIANO Giuseppe: è certo OMISSIS: ma no in questa maniera dai, poi pure pretese hai ? ...Inc... TROPIANO Giuseppe:...inc.. porca puttana OMISSIS: bestemmia.... TROPIANO Giuseppe: ti smontano guarda ti ti OMISSIS: ti smontano, si davvero TROPIANO Giuseppe: ti smontano OMISSIS: 46 anni... bestemmia... meno male che c'era il ragazzo...inc... TROPIANO Giuseppe: 46 o 43 ? OMISSIS: 46....inc... 46 o 43...inc... TROPIANO Giuseppe: si si OMISSIS: dispiace che in questa maniera neanche è giusto dai togliergli la vita ad una persona ...inc... TROPIANO Giuseppe: con quale diritto poi OMISSIS: con quale diritto eh TROPIANO Giuseppe: con quale diritto vai, uno...inc... quindi il giornale diceva che l'hanno sparato alle spalle ? OMISSIS: sul computer, internet TROPIANO Giuseppe: eh OMISSIS: chi dice che gli hanno buttato due botte, chi dice nove, hanno detto che gli hanno sparato ...inc... TROPIANO Giuseppe: hanno rovinato l'ambiente, il paese, l'amicizie OMISSIS:...inc.. rovinato ...inc... TROPIANO Giuseppe: eheh.... OMISSIS: ....inc.... 20 anni...inc.... non mette mai nessuno le mani in acqua fredda e non si sa con chi si deve parlare, perchè la gente...inc... gli andate a dire una cosa magari poi...inc... TROPIANO Giuseppe: ancora ....inc... giro OMISSIS: ditegli a Romeo che non è periodo ...inc.. perchè guardate...inc... uno ... inc ... terre terre magari...inc.. un favore passi di là hai capito com'è il fatto ? TROPIANO Giuseppe:...inc... non so se Romeo ....inc.... OMISSIS: ...inc.. molto male pure Romeo TROPIANO Giuseppe: iha 97


OMISSIS: ....inc... non pensava, secondo me non pensava un fatto di questi TROPIANO Giuseppe: no assolutamente OMISSIS: che poi...inc... tempo TROPIANO Giuseppe:...inc... OMISSIS: ...inc...di questa maniera La conversazione proseguiva sull’omicidio. OMISSIS accennava ai trascorsi criminali di RASO Salvatore: “se uno che fa un certo percorso può succedere” e “si però il discorso Peppe, che per niente uno non fa niente o no ?” e poi aggiungeva che l’ucciso ed i suoi fratelli avevano commesso errori: “ne hanno combinate pure questa non pensare che non ne hanno combinato” e “però vedete che errori ne hanno pure loro”. TROPIANO Giuseppe si dichiarava preoccupato per tale situazione perché così: “ci mettete nei guai a tutti”. Da parte sua OMISSIS affermava: “io queste cose che ho saputo oggi qua parola d'onore non pensava mai”. Non può passare inosservato che, nello stesso contesto, OMISSIS e TROPIANO accennano all’incendio dell’escavatore dell’ARCHEOS: quasi a commentare due gesti “estremi” commessi dai medesimi soggetti. TROPIANO Giuseppe specificava che qualcuno (forse un appartenente alle forze di polizia) gli aveva domandato notizie circa il motivo dell’incendio e lui era rimasto sul vago; parlavano poi delle indagini relative all’estorsione subita da TROPIANO e sul fatto che questi temesse di essere accusato di favoreggiamento se non avesse fatto denuncia in merito alle telefonate ricevute. (conversazione nr. 1646 del 17.09.2011 ore 22.34, all. 123) OMISSIS: mi dispiace davvero per voi altri TROPIANO Giuseppe: dispiace pure a noi perchè ...voci sovrapposte.... a tutti quando hanno avuto bisogno si è rivolto sempre OMISSIS: vi ho visto troppi abbattuti pure a Turi, da ieri ad ora l'ho visto...inc... TROPIANO Giuseppe: poi pure con questa...inc.. sai comunque OMISSIS: si poi pure con questa botta...inc... pure TROPIANO Giuseppe: oggi ti giuro io ho passato due ore terribili, veramente terribili Giacomo, perchè a Romeo....inc.. appena ho saputo la notizia OMISSIS: io veramente per Romeo mi sono preoccupato onestamente TROPIANO Giuseppe:...inc... OMISSIS:...inc...io no perchè bene o male è, nell'aria si sente se c'è qualcosa TROPIANO Giuseppe: io veramente quando appena l'ho saputo ho chiamato subito laggiù, a Immacolata, Romeo mi ha detto è partito questa mattina presto mi ha detto che non viene che va a caccia, il telefono non prendeva, guarda ti dico ci siamo sbattuti un attimo dal terrore poi ho chiamato alla moglie ...voci sovrapposte... OMISSIS: si uno non è preparato, non è preparato, voglio dire poi a queste cose quando uno neanche se le aspetta TROPIANO Giuseppe: certo, ho chiamato alla cognata alla moglie di Micu gli ho detto ma a Romeo l'avete visto ? OMISSIS: però sono cose, d'aspettatevele, se uno che fa un certo percorso può succedere, anche perchè io...inc... TROPIANO Giuseppe: ma io veramente io penso che poi uno ad ammazza’ una persona ce ne mette tantissimo eh, Giacomo OMISSIS: si, siamo qua viene uno ti butta una fucilata, perchè poi, siamo arrivati allora allora TROPIANO Giuseppe: poi un altra cosa se uno se uno si picchia ...inc... guardate no ? OMISSIS: si però il discorso Peppe, che per niente uno non fa niente o no ? TROPIANO Giuseppe: e si va bhè però 98


OMISSIS: però in questa maniera neanche è giusto ...inc... evidentemente qualcosa c'è ....inc.. non penso che l'hanno preso ...inc... va là sopra in montagna..... o no ? TROPIANO Giuseppe: e penso pure io OMISSIS:...inc.. ne hanno combinate pure questa non pensare che non ne hanno combinato TROPIANO Giuseppe: si OMISSIS: poi che dispiace umanamente è un altro discorso però vedete che errori ne hanno pure loro TROPIANO Giuseppe: io penso come te, uno per niente non è che prende un fucile OMISSIS: no Peppe...... poi sono solo tra di loro tra loro, non è che .... sono solo tra di loro TROPIANO Giuseppe: quando è così ancora peggio sai OMISSIS: è peggio si, è peggio si TROPIANO Giuseppe: ....voci sovrapposte.... io sono preoccupato noi siamo preoccupati, io dico uscite fuori, parlate, così ci mettete … OMISSIS: si si TROPIANO Giuseppe: nei guai a tutti capisci ? "Inguaiate" a tutti OMISSIS: intanto ma io non pensavo...inc.. di questa maniera TROPIANO Giuseppe: ma io sono sicuro, ma io sono sicuro OMISSIS: io queste cose che ho saputo oggi qua parola d'onore non pensava mai TROPIANO Giuseppe:...inc....gli hanno bruciato la pala a Gino MONTELEONE OMISSIS: io pensava ...inc.. arrivati a questi livelli TROPIANO Giuseppe: gli hanno bruciato una pala di 50 mila euro, come quella che abbiamo noi ...inc... terra OMISSIS: fino a questo punto qua non credevo mai TROPIANO Giuseppe: a me mi domandava oggi...inc.. gli ho detto che ne so io OMISSIS: che cazzo ...inc.. a me TROPIANO Giuseppe: eheh io...inc.. l'ho letto sui giornali ...inc.. l'ho letto sui giornali e ma perchè gliel'hanno bruciata ? OMISSIS: e me lo dici a me TROPIANO Giuseppe: e me lo dici a me perchè gliel'hanno bruciata OMISSIS: se facevo il Carabiniere lo sapevo TROPIANO Giuseppe: eh gli ho detto che ne so avete chiamato voi, avete interrogato voi, si e cosa vi ha detto, eh eh cade dalle nuvole, eh eh gli ho detto io cade dalle nuvole lui OMISSIS: figuratevi io TROPIANO Giuseppe: figuratevi io ....inc... secondo me, come hai detto tu, loro qualcosa sanno ... inc... OMISSIS: di di di TROPIANO Giuseppe: devo fare qualcosa, se no dentro i guai andiamo a finire OMISSIS: e io...inc.. Peppe vedete TROPIANO Giuseppe: porca puttana.....poi ..inc.. dopo la denuncia che hanno fatto Salvo che l'hanno sparato OMISSIS: se vi dico che ...inc... TROPIANO Giuseppe: per noi hanno intercettato dei giri, sai ? OMISSIS: ah TROPIANO Giuseppe: allora dopo che hanno sparato ah, laggiù a Salvo non sono mica stupidi loro no ? OMISSIS: ma che sono stupidi oggi la legge stupida, una volta TROPIANO Giuseppe: se ti hanno sparato perchè...inc...soldi che non gli dai OMISSIS: eh allora perchè se no non gli sparavano no, non è che TROPIANO Giuseppe: certo, perchè a Salvo gli hanno sparato OMISSIS: eh si è TROPIANO Giuseppe: non ho detto niente, ma guarda che ...inc... 99


...voci sovrapposte… OMISSIS: di tutte le maniere ormai le pensano di tutte le maniere, non c'è cazzo che tiene, poi la legge prende punte sopra tutto TROPIANO Giuseppe: guarda io ti dico una cosa, se loro continuano a telefonare, sono convinto che passeremo guai, passerò guai io e passano guai pure loro ...voci sovrapposte.... ad un certo punto, no passo guai io, che passo guai io che non vedevo, che poi mi dicono ma scusa ma tu...inc.. ti hanno fatto questo questo questo ...voci sovrapposte... e non hai fatto una denuncia ? E io gli dico... OMISSIS:...inc.. faccia di cazzo che vogliono va bhè ma voi per esempio telefonate me ne fanno gli dite ...inc... tanto perchè sono registrate non gli potete dire di no, fate male a dirgli di no, mi telefonano cosa ne so io cosa vogliono io, cercano soldi io ...inc... chi cazzo sono, tanto...inc... ve li cercano per telefono è tutto registrato TROPIANO Giuseppe: è tutto registrato OMISSIS: non è che gli dite, no non me li hanno cercati è giusto ? TROPIANO Giuseppe: si si OMISSIS: io... secondo me è bene che glielo dite, se ve lo domandano diglielo perchè è inutile vi andate contro...inc.. contro...inc.. e qua passate i guai TROPIANO Giuseppe: no, il discorso che passi i guai, che io alla fine ...voci sovrapposte.... OMISSIS: ... inc... qua c'è una prova evidente tu dici pure di no TROPIANO Giuseppe: eh eh ci troviamo quando ... -omissis dalle ore 22:41:47 fino alla fine della registrazione– OMISSIS scende dall’autovettura. Anche nella sucitata conversazione, dunque, il dialogo sull’omicidio di RASO Salvatore è inscindibilmente legato alla vicenda delle estorsioni in danno di TROPIANO e MONTELEONE. I fratelli TROPIANO avevano inizialmente pensato di scendere in Calabria per porgere le condoglianze alla famiglia RASO e parlare con il fratello Romeo; successivamente cambiavano idea e rinunciavano al viaggio in Calabria poiché giudicato troppo rischioso per la loro incolumità. Nei giorni seguenti TROPIANO Giuseppe commentava l’omicidio di SALVATORE Raso anche con OMISSIS. In alcune espressioni egli attribuiva a RASO Salvatore connotazioni tipiche dell’ambiente mafioso: TROPIANO descriveva RASO come colui che impediva le cattive azioni di quelli che non stavano dalla sua parte, “teneva l’ordine”, “evitava che altri rubassero escavatori”; implicitamente ne affermava il ruolo di guardiano degli interessi della famiglia TROPIANO, già in Calabria “questo ragazzo qua... faceva che se a te ti dicono vai a rubare quell'escavatore lui si rifiutava... e non solo si rifiutava impediva gli altri a farli andare... ecco allora gli altri... quelli che non erano dalla sua parte che gli dicevano di andare... si rifiutava”. Significativa in tal senso è la conversazione del 26 settembre. (conversazione nr. 6836, all. 128): TROPIANO GIUSEPPE: ...oggi sono rientrati i fratelli di quello che hanno ammazzato, i cognati ... io mi sono limitato solo al saluto... OMISSIS: adesso cosa succede... TROPIANO GIUSEPPE: a te lo dico io cosa succede una strage succede vedrai... OMISSIS: ma come fanno a sapere chi è stato? TROPIANO GIUSEPPE: ma non devi andare mica lontano eh.. se tu fai male a qualcuno... qualcuno ti evita... ti impedisce di fare qualcosa e tu gli dai ascolto... ...inc... nel caso mio mi hanno chiesto dei soldi... se io non faccio quello che dicono loro... prima o poi rischio di

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trovarmi in una situazione che... ti fanno dei dispetti... o alla persona o al... ...inc... questa sono gente senza scrupoli eh... ...non... certamente adesso... come adesso ti possono ...inc... OMISSIS: poi? TROPIANO GIUSEPPE: di quello che ho saputo io.... ...inc... OMISSIS: perchè tre? TROPIANO GIUSEPPE: perchè sono i tre... che andavano... che impedivano... a voler mantenere l'ordine... a voler mantenere la pace nel paese... nel senso erano una famiglia che non gli piacevano le cose storte... hai capito?... e invece c'è qualcuno che ...inc... vuole fare come vuole capisci?... OMISSIS: ma non so io cosa stai dicendo.... non so com'è la realtà giù... TROPIANO GIUSEPPE: la realtà giù sai com'è... che se vuoi stare tranquillo devi andare fuori dal paese... che quello che hanno fatto non stanno tranquilli neanche quelli del paese... OMISSIS: va beh... ma perchè hanno ammazzato questo ragazzo... cosa faceva questo ragazzo... TROPIANO GIUSEPPE: questo ragazzo qua... faceva che se a te ti dicono vai a rubare quell'escavatore lui si rifiutava... e non solo si rifiutava impediva gli altri a farli andare... ecco allora gli altri... quelli che non erano dalla sua parte che gli dicevano di andare... si rifiutava.... OMISSIS: ho capito... non obbediva... TROPIANO GIUSEPPE: non obbediva... alla fine non solo non obbediva... evitava faceva evitare OMISSIS: probabilmente a lui gli hanno ordinato di fare qualcosa... si è rifiutato e lo hanno ammazzato?... TROPIANO GIUSEPPE: si... OMISSIS: mizzica... va bhe allora era una brava persona TROPIANO GIUSEPPE: un ragazzo che voleva tenere la pace nel paese ... cioè a dire ma perchè devi venire a rompere i coglioni qua... vattene al tuo paese... sei egoista ...inc... Ro... questo voleva fare lui... OMISSIS: no ma l'altra volta mi dicevi... vedi a volte ti sembra di conoscere le persone... invece poi... TROPIANO GIUSEPPE: ma io ti voglio dire... quando dice... ...inc.. a volte sembra di conoscere... ma per ammazzare una persona... qualcosa di grosso di male c'è... ...inc... invece di quello che sta venendo fuori... effettivamente era come la conoscevo io sta persona ... ci teneva all'ordine del paese ... OMISSIS: e adesso i suoi fratelli dove vanno a cercare... TROPIANO GIUSEPPE: chi? OMISSIS: i suoi fratelli adesso sicuramente lo vendicheranno TROPIANO GIUSEPPE: secondo me si... secondo me si... ma però bisogna vedere se lui si confidava con qualche fratello oppure sai... questi qua non dicono mica niente... allora devono capire chi può essere stato... però sinceramente... ...inc... però io a loro non gli ho detto niente... gli ho dato le condoglianze... io mi sono solo limitato a dire... ...inc... non siamo scesi giù... inc... […] E’ necessario precisare che non vi sono elementi certi a sostegno dell’ipotesi che l’omicidio di RASO Salvatore sia direttamente collegato con le vicende estorsive oggetto del presente processo. Sta di fatto che lo stesso giorno dell’omicidio, MONTELEONE è raggiunto dalla richiesta telefonica estorsiva; inoltre, alcuni giorni dopo perveniva all’Edilsud un’ulteriore missiva estorsiva che, quindi, era stata spedita quasi in concomitanza all’omicidio, nella quale si minacciavano, in caso di rifiuto a pagare, “fucilate in faccia” (cfr. dialogo, captato, tra OMISSIS e OMISSIS all’interno degli uffici di Edilsud, dove la terza missiva viene da loro scoperta: “al di

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là di molte chiacchiere e tanta confusione…la conclusione vi dice che arrivano fucilate in faccia”): come i colpi mortali inferti a RASO Salvatore. In ogni caso, l’omicidio di RASO Salvatore aveva un notevole effetto intimidatorio sui TROPIANO al punto che, dopo la commissione dell’efferato delitto, essi decidevano di parlare con i soci della Saint Bérnard. Dopo l’omicidio di RASO Salvatore, si verifica una netta inversione di tendenza nei rapporti FACCHINIERI/RASO: sarà, infatti, FACCHINIERI a prendere più volte iniziativa nei confronti del RASO superstite, cioè Michele, telefonandogli e “convocandolo”.

Il terzo incontro tra FACCHINIERI Giuseppe e RASO Michele Il 19 settembre 2011, FACCHINIERI Giuseppe telefonava a RASO Michele per fargli le condoglianze per la morte del fratello Salvatore; nella circostanza utilizzava il telefono in uso al cognato CHEMI Giuseppe; alla chiamata rispondeva OMISSIS. (tel. nr. 1825 del 19.09.2011 ore 19.26, all. 137): […] FACCHINIERI GIUSEPPE: Pronto buonasera c'è Michelino? OMISSIS: Eh no mio padre non c'è FACCHINIERI Giuseppe: Ah .. non c'è .. niente che ho chiamato volevo fare le condoglianze per .. per vostro zio .. insomma OMISSIS: Ah grazie FACCHINIERI Giuseppe: Si .. Comunque scusate se ho disturbato comunque dite a OMISSIS che sono OMISSIS: No .. si figuri FACCHINIERI Giuseppe: Che sono ... che sono Giuseppe OMISSIS: Eh ... si mi dite come ? FACCHINIERI Giuseppe: Giuseppe ...FACCHINERI Giuseppe di Bologna OMISSIS: Va bene FACCHINIERI Giuseppe: Gli fate le condoglianze ... eh che mi è dispiaciuto molto questa cosa insomma OMISSIS: Va bene grazie […] Non risulta che RASO Michele abbia richiamato il FACCHINIERI a seguito della telefonata precedente. Verso la metà di ottobre si assisteva ad una febbrile ripresa dei contatti tra i soggetti legati a FACCHINIERI Giuseppe, ovvero il fratello Vincenzo, CHEMI Giuseppe, RAFFA Roberto; vi era, poi, un tentativo dei FACCHINERI di contattare RASO al fine di organizzare un nuovo incontro. Il 17 ottobre 2011, alle ore 18.18, CHEMI Giuseppe chiamava RASO Michele apparentemente per chiedergli di venire a ritirare un pacco. Nella circostanza rispondeva al telefono OMISSIS, a cui CHEMI lasciava il messaggio. (Tel. nr. 628 del 17.10.2011 ore 18.18, all. 138): -omissisCHEMI Giuseppe: Ah , gli posso lasciare un'imbasciata ? OMISSIS: Si mi dica . CHEMI Giuseppe: Eh ditegli egli , ditegli se se può che c'è CHEMI OMISSIS: Cosa ?

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CHEMI Giuseppe: Che c'è CHEMI, CHEMI, se può passare di qua che gli porta il pacco , se gli può portare quel pacco . OMISSIS:Quando adesso ? CHEMI Giuseppe: No quando ha tempo , quando gli viene comodo OMISSIS: Ah , eh ... questa sera la faccio telefonare da OMISSIS che il numero è rimasto nel telefonino e le faccio dire a lui . -omissisPiù tardi lo stesso RASO Michele richiamava CHEMI Giuseppe. (Tel. nr. 2681 del 17.10.2011 ore 19.32, all. 139). -omissisCHEMI Giuseppe: pronto... buonasera Michelino... RASO Michele: si... Beppe sei?... CHEMI Giuseppe: si... si, si, io sono, Michelino... RASO Michele: eh... come andiamo?... CHEMI Giuseppe: eh... insomma andiamo bene... andiamo bene... RASO Michele: sono arrivato a casa OMISSIS ha chiamo... su questo numero... adesso lo chiamo... CHEMI Giuseppe: eh... sentite Michelino... quando me lo potete salire quel pacco me lo salite... RASO Michele: io il 26 io parto di qua Peppe... CHEMI Giuseppe: il 26... va bene Michelino non vi preoccupate... me lo portate... tutto a posto Michelino il resto... RASO Michele: si, tutto bene si... CHEMI Giuseppe: va bene... RASO Michele: diciamo di si... CHEMI Giuseppe: diciamo di si... e cosa dobbiamo fare va bene... RASO Michele: e mannaggia... CHEMI Giuseppe: salitemelo Michelino che mi serve, avete capito... RASO Michele: si, si... -omissisIn realtà, CHEMI non aspettava realmente un pacco; infatti, nei giorni precedenti non era stato rivolto a RASO alcun ordinativo in tal senso. La telefonata era chiaramente un invito (o, meglio, una “convocazione”, tenuto conto del tono perentorio: “salitemelo Michelino che mi serve, avete capito”) a RASO Michele affinché si recasse a Marzabotto. Nel corso dell’interrogatorio al PM, lo stesso RASO ammetterà che “in relazione alle telefonate in vista dell’incontro di settembre, nella quale CHEMI mi chiede di portare su un pacco, io dentro di me sapevo che non c’era nessun pacco da portare e avevo capito che con questa frase CHEMI mi diceva che suo cognato FACCHINIERI voleva che passassi da lui” (cfr. verbale 23/1/2012, pag. 6 e 7). La stessa sera del 17 ottobre 2011 avveniva un’interessante conversazione tra RAFFA Roberto e FACCHINIERI Vincenzo. Dal tono della stessa si comprendeva che FACCHINIERI Vincenzo era salito ad Aosta per incontrare, insieme a RAFFA, una persona che, però, non si era fatta trovare. Nella serata del giorno successivo, RAFFA Roberto era tornato da solo dal soggetto in argomento ed aveva parlato con quella persona, dicendogli anche che era passato il giorno precedente con il cognato FACCHINIERI Vincenzo ed aveva suonato al campanello, senza ottenere risposta. Due frasi ovvero: “quando sale l'autista glielo dice che come passa si ferma” e “quando sale mio fratello ha detto come passa lui si ferma” indicavano con ragionevole certezza che i due interlocutori si riferivano proprio a RASO Michele, e quindi, il soggetto visitato da RAFFA ad Aosta era RASO Vincenzo; d’altra parte, RAFFA aveva riferito all’interlocutore “o tu o lui, uno dei due” e l’interlocutore aveva risposto “si, si…come sale mio fratello”. 103


Tale affermazione rinforzava l’ipotesi che i FACCHINIERI non aspettassero da RASO Michele alcun pacco e quindi che, come numerose altre volte, tale richiesta fosse un linguaggio figurato. Per quanto si trattasse di una “imbasciata”, come testualmente precisato dai due interlocutori, FACCHINIERI Vincenzo era comunque preoccupato della possibile reazione dei RASO, tanto che raccomandava a RAFFA Roberto di stare attento e prendere precauzioni nell’accettare richieste di appuntamento e comunque prima incontrarsi con terze persone. La famiglia FACCHINIERI pensava, dunque, che i RASO li ritenessero, in qualche modo, coinvolti nell’omicidio di Salvatore. La prova di tale asserto veniva dalla curiosità di FACCHINIERI Vincenzo rispetto all’atteggiamento di RASO Vincenzo: “com’era freddo?”, domanda alla quale RAFFA rispondeva, “sai caldo non l’ho visto”. (Tel. nr. 899 del 17.10.2011 ore 19.22, all. 140): -omissisFACCHINIERI Vincenzo: Sei andato là sei andato ? RAFFA Roberto: Ah...? FACCHINIERI Vincenzo: Sei andato ? RAFFA Roberto: Si ora sono andato FACCHINIERI Vincenzo: Cosa ti ha detto ? C'era ? RAFFA Roberto: Si FACCHINIERI Vincenzo: Eh.... cosa ti ha detto ? RAFFA Roberto: Eheh..... e mi ha detto che...... che quando sale l'autista gli e lo dice che come passa si ferma FACCHINIERI Vincenzo: Uh va bhò RAFFA Roberto: Ma non l'ho visto tanto... (lunga pausa) ... va boh gli ho detto... io ero venuto ieri.... lui mi ha detto... che ieri era dentro.... gli ho detto io... noi abbiamo suonato... (RAFFA ride) .... ha detto:.... verso che ora...... gli ho detto io:.... verso le undici.... che ora era verso le undici quando siamo andati? FACCHINIERI Vincenzo: Le undici e mezzo quasi mezzogiorno RAFFA Roberto: Eh.... gli e l'ho detto FACCHINIERI Vincenzo: Undici e mezza RAFFA Roberto: Gli ho detto alle undici undici e qualcosa gli ho detto io infatti gli ho detto pure chi ci ha visti FACCHINIERI Vincenzo: Eh.... RAFFA Roberto: Bhù..... comunque ....(RAFFA ride) noi eravamo venuti.... gli ho detto:.... noi eravamo venuti e poi gli ho detto che ci ha visti pure... quello che ci ha visti FACCHINIERI Vincenzo: Eh... RAFFA Roberto: E me lo ha detto che se non c'eravate di mattino non c'eravate neanche di pomeriggio.... no ha detto:..... noi eravamo qua ...... eh butta sangue gli volevo dire che cazzo vuoi che ti dico io...... noi abbiamo suonato ... (RAFFA ride) ... tu non hai risposto eh eh.... FACCHINIERI Vincenzo: Eh eh... va bhò non ci sono problemi RAFFA Roberto: Hai capito ? FACCHINIERI Vincenzo: Uh.... ok dai RAFFA Roberto: E questione di dieci giorni ha detto eheh..... gli ho detto io:.... ve l'ho detto che eravamo venuti ieri eh.... si si si si ha detto ....inc.... FACCHINIERI Vincenzo: Va boh, com'era freddo ? RAFFA Roberto: Eh.....sai caldo non l'ho visto FACCHINIERI Vincenzo: E va boh, ma non c'è nessun problema RAFFA Roberto: Eh allora oh.... no io gliel'ho detto vedi che.... come abbiamo parlato con te.... FACCHINIERI Vincenzo: Eh apposto va bene RAFFA Roberto: ....Voci sovrapposte.... per quando possibile è.... ha detto si ora vediamo quando sale mio fratello ha detto come passa lui si ferma... 104


FACCHINIERI Vincenzo: Va bhò … ambasciator non porta pena RAFFA Roberto: Fate come cazzo volete FACCHINIERI Vincenzo: Inc.... tu gli hai portato l'imbasciata RAFFA Roberto: Ah ? FACCHINIERI Vincenzo: Siamo a posto RAFFA Roberto: Io si..... gli ho detto:..... o tu o lui uno dei due.... si si ha detto:... come sale mio fratello.... va bhò..... ci siamo bevuti mezzo bicchiere di vino e me ne sono andato... FACCHINIERI Vincenzo: Eh ok dai.... tutto a posto ? Oh... occhio alla penna comunque eh.... RAFFA Roberto: Si si FACCHINIERI Vincenzo: Eh.... eh... un'altra cosa attento chi ti chiama... ti chiama vedi chi è prima...inc.... RAFFA Roberto: Eh ? FACCHINIERI Vincenzo: Stai attento chi ti chiama... appuntamenti.... vedi chi è prima.... RAFFA Roberto: Si si -omissisIl 18 ottobre 2011 altre due telefonate fornivano conferma a quanto ipotizzato ascoltando le precedenti comunicazioni. Alle ore 18.56 FACCHINIERI Giuseppe parlava con CHEMI Giuseppe: quest’ultimo si riferiva in maniera molto sintetica al colloquio avuto con RASO Michele, confermando che questi sarebbe venuto a parlare in occasione del prossimo trasporto. (tel. nr. 256 del 18.10.2011 ore 18.56, all. 141): -omissisFACCHINIERI Giuseppe: Ti ha chiamato ? CHEMI Giuseppe: Si FACCHINIERI Giuseppe: Eh ok dai CHEMI Giuseppe: Il il il pacco me lo porta … Peppe FACCHINIERI Giuseppe: Ah ok va bene dai -omissisSubito dopo FACCHINIERI Giuseppe chiamava il fratello Vincenzo e gli riferiva che “l’autista”, ovvero RASO Michele, avrebbe portato il materiale e per tale motivo avrebbe aspettato a parlare con “il geometra” (non è chiaro a chi si riferisca quest’ultimo appellativo). (tel. nr. 257 del 18.10.2011 ore 19.05, all. 142): -omissisFACCHINIERI Giuseppe: ascolta vedi che ha chiamato l'autista... FACCHINIERI Vincenzo: eh... FACCHINIERI Giuseppe: eh... gli ha detto che sale... che ci porta il materiale... FACCHINIERI Vincenzo: va bene apposto, apposto... ok... FACCHINIERI Giuseppe: quindi... aspetto … prima che parlo con geometra aspetto... FACCHINIERI Vincenzo: si.. ok... aspetta un attimo... va bene... FACCHINIERI Giuseppe: ah.. ok?... FACCHINIERI Vincenzo: si, si, ok... FACCHINIERI Giuseppe: è inutile che... tanto .... FACCHINIERI Vincenzo: si, si va bene a posto... FACCHINIERI Giuseppe: verso giovedì andiamo... vediamo con geometra dai... -omissisIn preparazione del viaggio di RASO Michele verso il nord Italia per le periodiche consegne, si predisponevano opportuni servizi di o.c.p. 105


Il 28 ottobre 2011 RASO Michele giungeva ad Aosta a bordo dell’autotreno VOLVO targato BJ193JE, accompagnato da RAFFA Vincenzo e da OMISSIS e vi si tratteneva fino alla prima mattina del 31 ottobre 2011. Il 29 ottobre 2011, alle ore 18.20, i fratelli TROPIANO si recavano presso l’area di sosta in cui RASO solitamente parcheggia il proprio mezzo (Aosta, tra via Garibaldi e via Caduti del Lavoro) e rimanevano a parlare con RASO per alcuni minuti (relazione servizio o.c.p., all. 143). Nei giorni successivi RASO Michele si spostava per le consegne in provincia di Torino. Il 3 novembre 2011, alle ore 19.00, l’autotreno con a bordo OMISSIS, RAFFA Vincenzo e RASO Michele imboccava l’autostrada A21 Torino Piacenza e si dirigeva verso Bologna; giungeva alle ore 24.00 presso l’area di servizio “Cantagallo”, situata lungo l’A1, ove rimaneva sino al giorno successivo, alle ore 6.48. Il 4 novembre 2011, alle ore 7.23 circa l’autotreno con a bordo tutti e tre i passeggeri raggiungeva il parcheggio antistante la Macrom (azienda di FACCHINIERI Vincenzo) sita in Marzabotto via delle Industrie. Negli stessi minuti, FACCHINIERI Vincenzo telefonava al fratello Giuseppe; questi comunicava che entro le 8.00 sarebbe arrivato presso la ditta. Alle ore 8.22 i militari in servizio di o.c.p. notavano allontanarsi dalla Macrom il furgone per trasporto persone Mercedes Vito targato CH113WH, in uso alla stessa ditta: alla guida vi era RASO Michele e, seduto a lato, FACCHINIERI Giuseppe; sul mezzo non vi erano altri occupanti. Il furgone usciva da via delle Industrie e procedeva in direzione Marzabotto. Raggiunta la località Piano di Venola, il mezzo si dirigeva verso la località Sperticano. Alle ore 8.46 il furgone Mercedes Vito si fermava nel piazzale antistante il cimitero della frazione Sperticano. RASO e FACCHINIERI si appartavano in luogo nascosto alla vista degli operanti. Alle successive ore 11.00 il furgone lasciava la località Sperticano e rientrava alla Ditta Macrom. Alle ore 11.13 l’autotreno Volvo con a bordo RASO Michele, RAFFA Vincenzo e VALERIOTI Michele ripartiva, imboccando l’A1 in direzione sud (relazione servizio o.c.p. all. 144). Per incontrarsi con FACHCINIERI, RASO Michele aveva lasciato il proprio telefono cellulare nelle mani di RAFFA Vincenzo, il quale aveva risposto alle chiamate che nel frattempo erano giunte a quell’utenza, facendo ricorso a scuse per giustificare l’assenza di RASO Michele, sia con OMISSIS, sia con OMISSIS. Come preannunciato al telefono, RASO Michele proseguiva il viaggio in direzione Toscana ed Umbria per uscire al casello dell’A1 di Fabro al fine di incontrarsi con OMISSIS. I militari continuavano il pedinamento del mezzo fino a tale località. Alle ore 13.50 OMISSIS, da solo, giungeva nei pressi del casello autostradale di Fabro a bordo della propria Mercedes targata BB161VT. Alle ore 14.15 RASO giungeva a Fabro e parcheggiava l’autotreno nel piazzale dell'albergo “Il Focolare”, ubicato nei pressi del casello autostradale, ove si incontrava con OMISSIS. Quindi tutti e quattro (RASO Michele, RAFFA Vincenzo, OMISSIS e OMISSIS) salivano a bordo della Mercedes di quest’ultimo e si allontanavano in direzione Fabro centro. Alle successive ore 16.15 circa i quattro ritornavano al parcheggio sopra e di seguito l’autotreno riprendeva l’autostrada. Il fatto che FACCHINIERI abbia ammesso RASO a parlare vis à vis e da solo con lui costituisce il riconoscimento del rango di quest’ultimo. Va anche sottolineato che, in relazione alla comunicazione intercettata tra FACCHINIERI Vincenzo e RAFFA Roberto, l’offerta di dialogo era stata proposta prima a RASO Vincenzo, in

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quanto primogenito, ma questi, abdicando al proprio ruolo, aveva delegato all’incontro il fratello Michele. I TROPIANO erano a conoscenza dell’ambasciata che i FACCHINIERI avevano portato a RASO Vincenzo; però, a differenza di quanto avvenuto nei precedenti incontri, non vi era stato un successivo appuntamento con qualcuno dei componenti della famiglia TROPIANO per riferire quanto avvenuto.

Il recapito della terza lettera estorsiva Nelle fasi iniziali della vicenda estorsiva, TROPIANO Giuseppe ed i suoi fratelli avevano assunto direttamente l’onere di individuare e tentare di trattare con l’estorsore, essendo TROPIANO Giuseppe convinto che i soci della Saint Bérnard avrebbero deciso di sporgere denuncia, qualora fossero venuti a conoscenza dell’estorsione (cfr. anche la prima conversazione con GIOVANARDI Gualtiero). Dopo l’atto intimidatorio che aveva raggiunto i TROPIANO a San Giorgio Morgeto, TROPIANO Giuseppe aveva deciso di coinvolgere dapprima CODA Gianni e poi i soci della Saint Bérnard, al fine di ottenere l’assenso a trattare con l’estorsore e, soprattutto, di convincere costoro a farsi carico di una quota del prezzo da pagare (cfr. conv. progr. 1792 del 22.08.2011). Dalle conversazioni intercettate emergeva che, a un certo punto, i soci erano stati portati a conoscenza dell’estorsione ed avevano espresso le proprie valutazioni, escludendo di fare denuncia (cfr. conv. 1379 del 12.09.2011 ore 10.32, all. 15423). Il 19 settembre 2011, alcuni commenti formulati da OMISSIS e OMISSIS all’interno degli uffici dell’Edilsud, fornivano riscontro all’avvenuto recapito di una terza lettera dal contenuto estorsivo. La lettera conteneva una grave minaccia di morte consistente in “fucilate in faccia”, mirata a conseguire un effetto intimidatorio esponenzialmente rafforzato dal fatto che veniva formulata a brevissima distanza di tempo dall’omicidio di RASO Salvatore, colpito proprio in tal modo: “al di la di molte chiacchiere e tanta confusione... e questo non va bene... la conclusione vi dice che arrivano fucilate in faccia … a qualcuno c'è il fratello di un compaesano...”. 23

[…] CODA GIANNI: ascolta eh... abbiamo altre notizie di... TROPIANO GIUSEPPE: ma li.... CODA GIANNI: è a posto? TROPIANO GIUSEPPE: ma li ti posso dire che siamo in dirittura d'arrivo... l'80 il 90 per cento forse stiamo arrivando a metterci le mani... CODA GIANNI: si.... TROPIANO GIUSEPPE: se ci è permesso di fare qualche azione... CODA GIANNI: ma vai giù al paese o qua?... TROPIANO GIUSEPPE: ...inc... CODA GIANNI: ascolta hai sentito di Monteleone....? TROPIANO GIUSEPPE: no... CODA GIANNI: gli hanno bruciato una pala stamane... TROPIANO GIUSEPPE: si... CODA GIANNI: mi ha chiamato stamattina alle sette... adesso viene in ufficio... su a Sarre... St. Pierre..... TROPIANO GIUSEPPE: a noi speriamo che non ci bruciano niente... e non paghiamo niente... li bruciamo noi loro vivi... te lo dico io vivi... CODA GIANNI: ascolta... TROPIANO GIUSEPPE: già' hanno fatto una cosa che non dovevano mai permettersi.... mai.... CODA GIANNI: si… si... TROPIANO GIUSEPPE: la gente discute.... cioè viene e discute... no... a... a... al telefono e poi vanno a fare azioni CODA GIANNI:.... ...inc... ricevuto al telefono TROPIANO GIUSEPPE: assolutamente..... Fine conversazione i due scendono dall'autovettura.

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Subito dopo gli estorsori sembravano suggerire di “parlare” con “Gianni”, riferendosi senza ombra di dubbio a CODA Gianni: “ora a nostro avviso per farsi consigliare da qualcuno... ma cerchi di parlare al più presto se non l'ha già fatto ...inc... Gianni”. Infine, nella lettera si faceva menzione della situazione politica ed economica locale, espressione con la quale l’estensore della lettera voleva far capire di essere a conoscenza del modo in cui era stata concepita l’operazione Mont Blanc. (conversazione nr. 3591 del 19.09.2011, ore 16.52, all. 155): […] OMISSIS : Eh.... OMISSIS: Ne abbiam parlato quella quella mattina no e io gli ho detto guarda ma a me... non ci posso credere che sia una cosa vera qua in Valle d'Aosta e lui mi ha detto guarda che... OMISSIS : Inc.... OMISSIS : Che nella realtà c'è OMISSIS : Infatti..... perchè l'altro è venuto e mi dice è questo che mi fa paura perchè se fosse stata una cosa come dici tu come è successo con...inc....figurati sarà qualche imbecille che ci prova... […] (conversazione nr. 3592 del 19.09.2011, ore 16.53, all. 156): OMISSIS : Inc...italiano...inc...ricordati che ti dico che..... non è il rabadano che si mette a.... non è scritta male cioè non è perfetta come italiano ma non è neanche...inc... OMISSIS : Non è scrittura OMISSIS : Non è scritta da un imbecille OMISSIS : Inc... per forza però la cosa che adesso mi rimani impresso...inc.... A un certo punto, OMISSIS leggeva direttamente alcune frasi della lettera estorsiva. (conversazione nr. 3593 del 19.09.2011, ore 16.54, all 157): OMISSIS: ... al di la di molte chiacchiere e tanta confusione... e questo non va bene... la conclusione vi dice che arrivano fucilate in faccia... OMISSIS: Uhm..... OMISSIS: a qualcuno c'è il fratello di un compaesano... ora a nostro avviso per farsi consigliare da qualcuno... ma cerchi di parlare al più presto se non l'ha già fatto ...inc... Gianni.... (conversazione nr. 3594 del 19.09.2011, ore 16.54, all. 158): OMISSIS: ....politica economica e locale che c'è dietro a quest'affare... ma ti rendi conto..? ...la questione politica economica ... da fare ....e noi e non... da fare... e noi so... che voi siete... no allora dimmi quello che vuoi... questi sono scemi.... Nelle serate dei giorni 23, 25, 26 e 28 ottobre 2011, i TROPIANO si incontravano più volte tutti insieme all’interno dell’abitazione di Gressan, dove si intrattenevano a cena e, approfittando della presenza in Aosta del fratello Romeo, commentavano i gesti intimidatori subiti, l’omicidio di RASO Salvatore e le varie fasi dell’estorsione. Le voci erano spesso sovrapposte ed i concetti esposti in maniera frammentaria, e non attraverso un discorso compiuto. Dal complesso delle intercettazioni emergeva che i fratelli TROPIANO erano a conoscenza del fatto che RASO Vincenzo aveva ricevuto da RAFFA Roberto l’invito a recarsi da FACCHINIERI e che analoga convocazione era stata rivolta a RASO Michele; facevano menzione ad un avvertimento ricevuto da TROPIANO Romeo con cui lo si ammoniva a non annunciare di voler ammazzare qualcuno; stigmatizzavano il comportamento dei RASO, 108


ed in particolare di Vincenzo, poiché non erano stati in grado di predisporre una reazione all’omicidio del loro fratello Salvatore; accennavano all’esistenza della missiva nella quale si faceva menzione al possibile ruolo di CODA Gianni, affinché gli stessi TROPIANO si consigliassero con lui per le decisioni da prendere in merito all’estorsione; formulavano commenti sull’estorsione, con riferimento sia alle eventuali modalità di pagamento, che non erano ancora state loro comunicate, sia al comportamento dei soci nella Grand Saint Bernard, a cui TROPIANO Giuseppe confermava di aver parlato dell’estorsione; facevano cenno ad un soggetto non nominato che avrebbe potuto fare da mediatore e si accordavano sull’impiego di un’espressione codificata per comunicazioni con tale individuo. Il 23 ottobre i fratelli discutevano principalmente dell’omicidio di RASO Salvatore: TROPIANO Romeo affermava che “se stava al suo posto non lo toccava nessuno” e Salvatore aggiungeva “Sapere le cose che voleva fare lui e lui l'anticipavano sempre una mossa di più”, nonché “è passato di qua abbiamo parlato...inc... non sappiamo chi è andato a spifferare”, ipotizzando quindi che RASO Salvatore fosse stato tradito da qualcuno a lui vicino. Poi TROPIANO Angelo formulava commenti sulla blanda reazione dei RASO superstiti: “perchè se c'è cosa, e non fanno niente, possono andare ad affogarsi”. (conversazione nr. 1034 del 23.10.2011. ore 22.37, all. 159) […] TROPIANO ROMEO: però lui lui se stava al suo posto non lo toccava nessuno hai visto ? TROPIANO SALVATORE: a quello là TROPIANO ROMEO: a questo qua...inc... se stava là evitavano tutto lui è uscito fuori dal...inc... lui ha cominciato ad allargarsi ad allargarsi […] TROPIANO SALVATORE: Sapere le cose che voleva fare lui e lui l'anticipavano sempre una mossa di più hai capito? Questo, l'unica cosa questa...inc.... TROPIANO GIUSEPPE: ...inc... per sotto certamente che lui...inc...per sopra...inc.. per morire ci sarà...inc... TROPIANO SALVATORE: ...inc... è passato di qua abbiamo parlato...inc... non sappiamo chi è andato a spifferarglielo...inc... però noi non lo sappiamo...inc... salito per sopra...inc... TROPIANO ROMEO: non seguivo TROPIANO SALVATORE: è salito per sopra ha trovato un televisore (fonetico) là... inc... era con il cognato...inc... TROPIANO ROMEO: ...inc.. è così.... ma uno si fa... …voci sovrapposte.... 23:03:16 TROPIANO ROMEO: ma Michele deve sapere...inc.. parlare TROPIANO SALVATORE: secondo me i problemi seri e se ci sono altre cose dovrebbe saperlo suo fratello e lo dovrebbe sapere pure il compare suo perchè lui parlava sempre ora a capire com'è...inc... TROPIANO ROMEO: però se lui quando è venuto qua vi ha detto quello che ha detto...inc.... TROPIANO SALVATORE: ...inc...cosa mi ricordo cosa ha detto...inc... TROPIANO ROMEO: se vi ricordate qualcosa in più che non vi viene ? TROPIANO SALVATORE:...inc... ha cominciato...ha capito com'era l'aneddoto...inc... magari quello che era con lui gli ha potuto dire...inc.... vai a sapere ....inc.... solo la testa TROPIANO ROMEO: inc... capire ...inc....sanno tutto TROPIANO SALVATORE: sanno tutto si TROPIANO ROMEO: quando ha potuto TROPIANO SALVATORE: ...inc... 109


TROPIANO ANGELO: allora...inc... se no ora non si ci capisce niente... 23:04:29 TROPIANO ANGELO: perchè se c'è cosa, e non fanno niente, possono andare ad affogarsi...... TROPIANO ROMEO: Angelino se voglio fare ...inc... questa …inc… TROPIANO ANGELO: ah... TROPIANO ROMEO: se la linea è questa se vogliono fare …inc… TROPIANO SALVATORE:: e che ci siano parenti suoi...inc.. i parenti suoi non...inc... Michele TROPIANO ROMEO: non hai capito TROPIANO SALVATORE:: eh... TROPIANO ROMEO: se è la stessa cosa dicono questo vuole fare e noi non facciamo più parte che questo vuole fare pure TROPIANO SALVATORE: ah... ecco si si si...inc... si ne preparano un altro si allora questo qua ancora va avanti si si si c'è sempre qualcuno che paga TROPIANO ROMEO: se pagano sempre gli stessi stai tranquillo è come la cosa...inc... dei vecchi […] Successivamente i quattro parlavano dell’ambasciata a RASO Vincenzo da parte del “cognato” (si deve intendere RAFFA Roberto). 23.07 […] TROPIANO ROMEO: Tu pensa che una persona così ti dice quello....inc... non vuole ma una cosa....è incazzato ...inc... voci sovrapposte.... e poi viene e ti butta...inc... il cognato ...inc...no Angelino, quello che vuole TROPIANO SALVATORE: hai ragione quello che vogliono ...inc.. TROPIANO ROMEO: ...inc.. TROPIANO SALVATORE: se è una persona sola che arriva se deve mandare un imbasciata la manda con quello ....inc... che faceva quello che voleva.... voci sovrapposte.... TROPIANO ROMEO: ...inc... vai avanti vai avanti.... inc... poi faccio quello che devo fare TROPIANO SALVATORE: apposta dico io ...inc... TROPIANO ROMEO: noi invece di questi...inc... 23:31:25 TROPIANO ROMEO: il merlo nostro invece è qua TROPIANO ANGELO: a noi ci serve ...inc...voci sovrapposte.... TROPIANO ROMEO: prima si sono riservati bene TROPIANO SALVATORE: ...inc... TROPIANO ROMEO: prima si sono riservati bene se poi ammazzano ancora ammazzano...inc... Milano qualcun’altro perchè sanno che le capacità ci sono che a noi ci intimoriscono TROPIANO GIUSEPPE: con le parole TROPIANO ROMEO: ...inc.... perchè una persona che poi fa una cosa va bene ...inc.... tipo ti metti...inc...gli dici...inc... vedi che devo andare a trovare a Michele, e colgono la cosa...inc... l'hanno ammazzato a qualcuno.....inc... hanno ammazzato...inc.... l'hanno ammazzato, posso salire pure stasera dicono l'hanno ammazzato ...inc... ammazzano un altro 23:32:42 loro già si sono messi al sicuro ...inc... con l'imbasciata hai capito ? ....inc.... magari il cognato magari il cognato andava dietro lo stesso ma quello che èm con te, che viene con te chi ti viene dietro...inc... uno come se tu dici...inc... TROPIANO GIUSEPPE: inc... chi ti viene dietro

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23:33:17 TROPIANO SALVATORE: ragazzi io vi voglio dire una cosa, io gliel’ho detto a lui e penso che voi avete capito pure no, non passano altri 15 giorni ...inc... ogni volta rimandano e poi vedrai poi ti chiamano o qualcuno si presenta ...o qualcuno chiama se qualcuno si presenta o laggiù qualcosa fanno al massimo dentro questo cerchio così e poi...inc.... […] I TROPIANO erano arrivati ad ipotizzare che dietro l’ambasciata a RASO Vincenzo vi fosse la rinnovata volontà di trattare da parte di FACCHINIERI. Soprattutto, ritenevano che lo stesso RASO Vincenzo potesse essere incaricato di far da tramite per la consegna del provento dell’estorsione: “stai tranquillo che se aspettano soldi.... se aspettano soldi e chiamano e vanno a trovare a Vincenzo…” e poi concordavano sul fatto che, dopo aver subito il rifiuto a trattare con loro da parte di FACCHINIERI e l’omicidio del fratello, i RASO -e a maggior ragione Vincenzo- avrebbero a loro volta respinto tale richiesta: “Si a Vincenzo che gli hanno ammazzato il fratello vado là e gli sputo in faccia”; “Vincenzo quando gli danno l'imbasciata sai che ti dice … mi chiamate a loro chiamateli eh ora”. […] 23:36:40 TROPIANO GIUSEPPE: stai tranquillo che se aspettano soldi....inc.... se aspettano soldi e chiamano e vanno a trovare a Vincenzo e trovano a quello ...inc... TROPIANO ROMEO: si a Vincenzo che gli hanno ammazzato il fratello vado là e gli sputo in faccia ... gli dico phu.... TROPIANO SALVATORE: e Vincenzo deve dare i soldi a loro TROPIANO GIUSEPPE: Vincenzo ...inc.. Vincenzo quando gli danno l'imbasciata sai che ti dice TROPIANO SALVATORE: eh.... TROPIANO GIUSEPPE: ti dice mi chiamate a loro chiamateli eh ora TROPIANO SALVATORE:...inc... giusto […] TROPIANO Romeo affermava poi che il “professore” era estraneo all’omicidio di RASO Salvatore; i fratelli concordavano sul fatto che la reazione dei RASO era stata fiacca. (conversazione nr. 1036 del 23/10/2011 ore 23.37, all. 159): […] TROPIANO ANGELO: pensi che sono andati là ....voci sovrapposte....ma tu pensi che sono andati là a trovare a lui per questa imbasciata ? TROPIANO GIUSEPPE: no io TROPIANO ANGELO: per suo fratello TROPIANO GIUSEPPE: certo TROPIANO ROMEO: ...inc... Angelino son potuti andare pure per altri e noi...inc... però TROPIANO ANGELO: il cognato no TROPIANO ROMEO: ma mica questo è fesso Angelino […] 23:38:23 TROPIANO ROMEO: quindi il professore non c'entra...inc... con i soldi TROPIANO SALVATORE: però...inc.. laggiù TROPIANO ROMEO: Salvo non c'entrano i soldi...inc... con la morte di Turiello c'entrano ... inc... […] 111


TROPIANO SALVATORE: eh allora se la pensi così fallo vai no...inc..il merlo (forse RASO Vincenzo) solo là che non vede niente...inc.. sia amico che nemico ma vaffanculo ...inc... TROPIANO ROMEO: non era così TROPIANO SALVATORE:...inc... giusto giusto TROPIANO ROMEO: ..inc... solamente una cosa di quelli...inc.. TROPIANO SALVATORE: ..inc.. TROPIANO ROMEO: ...inc... una cosa....inc... TROPIANO GIUSEPPE: non cade nessuno non spara nessuno perchè vogliono... 23:40:06 TROPIANO SALVATORE: allora possiamo stare tranquilli eh che problema c'è ... … voci sovrapposte .... che cazzo c'è… TROPIANO ROMEO: ve lo dico io che c'è ...voci sovrapposte... TROPIANO GIUSEPPE: allora ve lo dico io Salvo non ha fatto niente quegl'altri non fanno niente Michele non fa niente TROPIANO SALVATORE: si TROPIANO GIUSEPPE: Vincenzo …inc… mette a fare per la pace degli … abbiamo parlato l'altra volta, non sanno la reazione...inc... […] I TROPIANO parlavano poi di un’ulteriore missiva in cui si faceva menzione dell’avvertimento a Romeo citato in precedenza: “se vuoi ammazzare qualcuno fallo e non limitarti ad annunciarlo, altrimenti qualcun altro ammazzerà prima te”. La lettera era stata distrutta; non è chiaro se si trattava della missiva in precedenza letta in ufficio da OMISSIS e OMISSIS. Discutevano in merito all’atteggiamento che avrebbe dovuto tenere Romeo, e sul fatto che si sarebbe trovato in pericolo se non avesse agito con maggior prudenza. […] TROPIANO ROMEO: inc.. uno dice una cosa ...voci sovrapposte.... allora con loro gli pare che si sono messi ...inc.... paura e forse gliene hanno messa non lo so inc... però se gli hanno mandato questa cosa qua per dire statevi al posto vostro fate un passo indietro .... inc ... gliel'hanno mandata per i soldi intanto gli hanno riferito...inc.. hai capito? passato questo conto qua hanno fatto quello che dovevano fare sapendo magari che a me ....inc... con lui, prima che ... inc ... ammazzano qualcun altro […] TROPIANO GIUSEPPE: gli dici a Romeo no che va parlando che deve ammazzare a qualcuno se lo deve ammazzare che l'ammazza prima che ammazzano a lui TROPIANO SALVATORE: inc... TROPIANO ROMEO: si si TROPIANO GIUSEPPE: e così diceva la lettera ...voci sovrapposte... 23:51:04 TROPIANO GIUSEPPE: prima che sparano a lui ...voci sovrapposte... ma che tu vai dicendo che vuoi ammazzare TROPIANO ROMEO: si infatti TROPIANO GIUSEPPE: infatti TROPIANO SALVATORE:...inc.. dentro la macchina... TROPIANO ROMEO: e lui quello che...inc... hai capito ? Allora dici....inc... TROPIANO GIUSEPPE: oh Peppe Romeo Angelino ma il discorso è diverso 112


TROPIANO ROMEO:...inc.. il discorso è diverso però TROPIANO ANGELO: e non lo sapeva TROPIANO GIUSEPPE: ma se a loro gli è arrivata un mese dopo TROPIANO ANGELO: e apposta dico a quello che è con te TROPIANO GIUSEPPE: e quello che è con lui chi è con lui chi è TROPIANO ANGELO: chi è ...inc... sempre TROPIANO GIUSEPPE: con lui chi è non sono loro secondo me non sono loro Romeo […] TROPIANO GIUSEPPE: non dire niente della lettera se no...voci sovrapposte.... ammazzalo se no qualcuno ti ammazza a te 23:53:01 TROPIANO ANGELO: si si così è TROPIANO GIUSEPPE: la lettera così diceva TROPIANO ROMEO: io ti ho detto ...inc... dentro la macchina ...voci sovrapposte..... TROPIANO GIUSEPPE: se devono se devono ammazzare a qualcuno TROPIANO SALVATORE:...inc.. sparare TROPIANO GIUSEPPE: ...inc... Romeo non andare a dire in giro che devi ammazzare a qualcuno poi se lo vai a dire ...inc.. TROPIANO ROMEO: ...inc... TROPIANO GIUSEPPE: la lettera così diceva […] 23:55:11 TROPIANO GIUSEPPE: allora la lettera diceva che tu ammazzavi a questo e a quell'altro TROPIANO SALVATORE: noi abbiamo pensato comunque TROPIANO ANGELO: ..inc... l'ha strappata TROPIANO GIUSEPPE: l'ha letta qua TROPIANO ROMEO: ...inc...a me perchè l'ha strappata ? TROPIANO GIUSEPPE: non è una cosa tua TROPIANO SALVATORE: hanno detto pure altre cose nella lettera eh.... TROPIANO ANGELO: io veramente gli avevo detto di non strapparla poi loro l'hanno strappata e l'hanno buttata TROPIANO ROMEO: l'altre cose l'avete inc... ? TROPIANO GIUSEPPE: no dicevano paga ...inc... se no te ne sali e te ne scendi in Calabria chiudete la società questo diceva, Romeo TROPIANO ANGELO: tu e i tuoi fratelli TROPIANO GIUSEPPE: tu e i tuoi fratelli […] TROPIANO GIUSEPPE: allora ti sto dicendo così parliamo chiaro la lettera voleva dire non andare a dire niente perche se ..inc... prima di dirlo fallo TROPIANO SALVATORE: parliamo chiaro si ...voci sovrapposte... TROPIANO GIUSEPPE: tu vai dicendo che ammazzi, però non dirlo fallo TROPIANO ANGELO: ..inc... TROPIANO ROMEO: ...inc.. perchè tante volte ..inc... tante volte uno deve essere onesto no almeno che lo sapevo quando io ho detto che abbiamo parlato di di ...inc... ha detto che non valgo niente che loro che sono più forti che ..inc.... noi... eheh... e gli ho detto io ....inc... non ha avuto...inc... battaglia alla fine facciamo il braccio di ferro il più duro vince ...inc... e questo fù TROPIANO SALVATORE: ecco 113


[…] TROPIANO ANGELO: e ho detto io non è che ha qualche te lo ridico ...inc... le stesse cose qualche microspia dentro la macchina tua TROPIANO ROMEO: ma che cazzo me ne fotte della microspia TROPIANO ANGELO: non hai capito TROPIANO ROMEO: io sono io Angelino TROPIANO ANGELO: ecco ma lo so che tu non sei TROPIANO ROMEO:...inc...ho 50 anni e ho vissuto ...inc.. coso avanti e indietro ora cosa mi interessa a me dei cazzi degli altri cosa m'interessa a me diciamo che quello ...inc.. che manda cose io non gli e ne manderei io vorrei che.... […] TROPIANO ROMEO: Salvo tu non pensi che la versione che ti ho detto io prima ora al momento ...inc... Peppe TROPIANO SALVATORE: io si...inc... ma la pensano tutti se capiscono ...inc... TROPIANO ROMEO: ...inc... semmai ..inc... liberi semmai liberi...inc... TROPIANO SALVATORE: però penso pure che soldi ne vogliono e sono ma sai perchè per non scoprirsi tanto perchè se muoiono ...inc... ...voci sovrapposte… TROPIANO GIUSEPPE: i soldi li vogliono ve lo dico che li vogliono io, eccome li vogliono […] Non è chiaro a chi intendesse riferirsi TROPIANO Giuseppe con la frase “con lui chi è non sono loro secondo me non sono loro Romeo”; è tuttavia certo che, se un dubbio è insorto nei fratelli TROPIANO circa l’identità degli estorsori (o, quanto meno, degli “altri” correi dell’estorsore, quelli che erano “con lui”), tuttavia sono dati di fatto oggettivi ed incontrovertibili sia che nessun altro soggetto diverso da FACCHINIERI Giuseppe e dai suoi famigliari è mai stato avvicinato dai RASO per discutere della vicenda estorsiva, sia che due sere dopo TROPIANO Romeo, commentando con i fratelli Salvatore e Giuseppe la provenienza delle lettere da Bologna, ribadirà il convincimento “è lui proprio in persona in carne e ossa il Professore” (cfr. conv. progr. 1083 del 25/10/2011, ore 22:12:42; infra per esteso). La discussione continuava quindi con la disamina del comportamento dei soci della Saint Bérnard. TROPIANO Giuseppe ribadiva di aver informato tutti i soci del tentativo di estorsione e si lamentava dell’atteggiamento di CUC Mario il quale avrebbe riferito che non voleva aver nulla a che fare con la vicenda; i TROPIANO apparivano intenzionati a farsi carico della quota il cui pagamento sarebbe spettato ai CUC. TROPIANO Giuseppe riferiva poi che CODA gli aveva detto che avrebbero dovuto tenere la cosa tra loro, evidentemente senza parlarne con gli altri soci; già in occasione della possibilità di recuperare i fondi delle polizze, CODA aveva proposto a TROPIANO Giuseppe di non dire nulla agli altri soci e di spartirsi il provento. La scelta presa era però stata quella di informare tutti. Infatti TROPIANO Giuseppe commentava anche l’atteggiamento di PALLÙ, che si era rimesso a quanto avrebbe detto lo stesso CODA: “ti consulti con Gianni CODA che lui è una persona”. I fratelli concordavano sul fatto che gli estorsori conoscessero CODA, che peraltro descrivevano come abituato a gestire trattative anche rischiose come quella relativa all’estorsione: “Gianni gli dice vedi che hanno cercato 10 vogliono 15” ; “quello che vogliono gli diamo” ; “ lo conoscono lo conoscono a Gianni”. (conversazione nr. 1037 del 24/10/2011 ore 00.07, all. 159): […]

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TROPIANO GIUSEPPE: l'unico l'unico l'unico Mario mi ha detto Pino io non voglio entrare in questa storia, se non vuoi entrare vuol dire che....inc... se si deve pagare cinque e tu non vuoi vuol dire che vengono incassati diversamente ...inc... gli ho detto a coso ti copriamo noi TROPIANO SALVATORE:...inc... TROPIANO GIUSEPPE: eh TROPIANO SALVATORE: Mario ? TROPIANO GIUSEPPE: si TROPIANO SALVATORE: come Valdostano si vede che lui si è sempre tirato i diritti suoi allora TROPIANO GIUSEPPE: ma Gianni Coda mi ha detto no no anzi addirittura ha detto tieniamola tra di noi non diciamo niente gli ho detto io eh, gli ho detto se succede qualcosa ...inc... TROPIANO SALVATORE: ride ...voci sovrapposte... TROPIANO GIUSEPPE: PALLU’ l'ingegnere PALLU’ ...voci sovrapposte.... e mica l'ha detto ... inc ... con il suocero di Gianni CODA che lui è una persona TROPIANO SALVATORE: e Gianni CODA è bravo TROPIANO GIUSEPPE: è di mondo TROPIANO ANGELO: è di mondo bravo vedi TROPIANO GIUSEPPE: ora alla fine dice Gianni gli dice vedi che hanno cercato 10 vogliono 15 TROPIANO SALVATORE: quello che vogliono gli diamo TROPIANO ANGELO:...inc.. così, allora quello che vogliono gli diamo gli dici ...inc... conoscono pure a lui TROPIANO SALVATORE: lo conoscono lo conoscono a Gianni TROPIANO ROMEO: questi qua ...inc.. hanno fatto una mossa che voi non ve ne siete accorti hanno fatto una mossa come quando sopratutto a noi che conoscono non conoscono a noi TROPIANO ANGELO: conoscere lo conoscono TROPIANO ROMEO: là c'è la Regione dentro che ha spinto (accavacciau- fonetico-) sul discorso che ci conosciamo ...inc.. cose ...inc... noi altri ...inc... TROPIANO SALVATORE: si si c'è qualche politico pure TROPIANO ROMEO: e roba di politica ..inc.. di Regione...inc... TROPIANO ANGELO: c'è pure qualche politico dentro TROPIANO ROMEO: c'è pure quello che lavora ..inc.. uno TROPIANO GIUSEPPE: veramente per quanto sanno TROPIANO ROMEO: mi pare a me che lui lavora TROPIANO GIUSEPPE: veramente di quanto sanno sono convinto pure io […] Il giorno successivo, i quattro fratelli si ritrovavano di nuovo a cena presso la villetta di Gressan e continuavano la conversazione sull’estorsione, dimostrandosi preoccupati della possibilità che emissari degli estorsori venissero a sequestrarli (scipparli) per costringerli a pagare e concordavano sul fatto che dovessero stare attenti a chi “se ne approfitta”, cioè agli “sciacalli”. (ambientale nr. 1082 del 25/10/2011 ore 21.33, all. 160) […] TROPIANO Giuseppe: noi non abbiamo di questi problemi qua, che ci devono venire ad ammazzare che abbiamo fatto qualche sgarbo, qualcosa a qualcuno TROPIANO Salvatore:..inc... TROPIANO Giuseppe: e nemmemo vogliamo potere a nessuna parte TROPIANO Salvatore: passerano oh Peppe non è che gli possiamo togliere...inc... […] TROPIANO Romeo: mi permetti che lavoro ad una parte non in un altra 115


21:36:33 TROPIANO Romeo: e cammino libero dove vogliono mi prendono […] 21:37:22 TROPIANO Romeo: e quando vengono e ti scippano di dentro la casa TROPIANO Salvatore: ci posso pensare TROPIANO Romeo:...inc... TROPIANO Salvatore: Si si TROPIANO Romeo: eh allora...inc... TROPIANO Angelo: inc... se uno ...inc... e allora ...inc.... TROPIANO Salvatore: Angelino ...voci sovrapposte... posso pensare tu che ce l'hai con me, non quello che approfitta di tutta l'occasione TROPIANO Romeo: eh quello quello ti sto dicendo... ....voci sovrapposte... TROPIANO Romeo: di quello che ne approfitta ...inc TROPIANO Salvatore: gli sciacalli che che sono d'accordo bisogna vedere TROPIANO Romeo: no di quelli TROPIANO Salvatore: questi discorsi dobbiamo fare noi altri TROPIANO Romeo: ma no quelli, si però c'è una cosa TROPIANO Salvatore: allora ognuno, io ...inc... TROPIANO Romeo:...inc...una cosa...inc.. persona libera diciamo di, che cammina che faccia TROPIANO Salvatore:...inc..libera TROPIANO Romeo: deve sapere come cammina TROPIANO Salvatore: oggi è cosi domani può cambiare la cosa forse possono cambiare […] TROPIANO Salvatore: la vera cosa è qua ....voci sovrapposte... noi stasera siamo tutti e quattro qua ti possono ....inc... TROPIANO Romeo: non è così non andare dietro a quello ...inc.. TROPIANO Salvatore: io ti posso dire ma io vi posso dire la mia TROPIANO Angelo:...inc.. TROPIANO Salvatore: perchè ? va bhè se uno mi vuole male Angelino...inc... ... […] TROPIANO Romeo: ma domani Peppe va a caccia no magari ...inc... ...voci sovrapposte... TROPIANO Angelo: eh non lo sapevi …rumori…. TROPIANO Romeo: ascolta io dico una cosa ...inc..però...inc... TROPIANO Giuseppe: però se uno vuole ti viene a prendere Romeo TROPIANO Romeo: va bhè ....inc.. voci sovrapposte a me se mi buttano là...inc.. preferisco che vengano a scipparmi di dentro...inc... […] 21:40:57 TROPIANO Giuseppe: io ti dico la sincera verità con questa storia quello la cosa che mi ha dato più fastidio che ...inc... perchè ...inc... TROPIANO Angelo:...inc.. Peppe...inc... TROPIANO Giuseppe: si sono ...inc... però se uno vuole male quella cosa vai e gli spari ...inc... vai e gli spari alle finestre ? 116


TROPIANO Angelo:...inc.. TROPIANO Giuseppe: di avvertimento TROPIANO Angelo: di avvertimento TROPIANO Salvatore:...inc..posso fare qualsiasi cosa quando vogliono e quando...inc.. TROPIANO Angelo: ecco ...inc... però non penso ...inc.. TROPIANO Giuseppe: no secondo me TROPIANO Angelo:...inc... momento possono TROPIANO Giuseppe: ti possono prendere per portarti in qualche posto che ti facciano...inc... e ti dicono voglio questo, me li devi dare TROPIANO Salvatore:...inc... vogliono, e non riescono ad averla TROPIANO Giuseppe: ma se non riescono TROPIANO Salvatore: hai ragione, cioè arrivano alla peggio TROPIANO Giuseppe: bravo 21:41:43 TROPIANO Salvatore: ma se nessuno ancora si è presentato ...inc.. TROPIANO Giuseppe: ecco ..inc... questo ...inc ... TROPIANO Salvatore: a noi ...inc... ti voglio dire sulla cosa nostra, che mettono zizzania gli altri ? TROPIANO Giuseppe: ma TROPIANO Salvatore: ma io non parlo per te per me per lui per un altro per tutti in generale […] TROPIANO Salvatore: può essere ....inc..per come hanno scritto I fratelli accennavano quindia Gianni (CODA; l’individuazione è certa oltre che per il tenore della conversazione, anche perché a un certo punto ne viene espressamente fatto anche il cognome) e al fatto che questi era stato messo al corrente della situazione. 21:47:30 TROPIANO Giuseppe: Gianni lo sa, Gianni lo sa e Gianni non è che ha detto facciamo denuncia ha detto io non so niente gli ho detto Gianni...inc... TROPIANO Salvatore:...inc... ...voci sovrapposte... TROPIANO Giuseppe: eh ma qua parlano chiare non è che TROPIANO Angelo:..inc... TROPIANO Giuseppe: ...inc.. 21:47:53 …si vede che ha detto no no assolutamente Pino ha detto, mi ha detto il problema se vuoi fare anche denuncia, no gli ho detto io denuncia assolutamente io no sicuro TROPIANO Romeo: oh Peppe ...inc.. una diciamo eh non lo so questa persona una fiducia una cosa ...inc.. cosa ti può dire ? ...inc... no...inc... che è malata no quando è malata, no Pino non facciamo niente....voci sovrapposte.... che pensa a te e dice, no è andato a dirgli facciamo una denuncia ...inc... così TROPIANO Salvatore: inc... lui ha capito l'ha capito che io secondo ...inc... TROPIANO Giuseppe: eheh certo .....inc.. TROPIANO Salvatore: eh bravo questo ...inc.. paghiamo paghiamo...inc... paghiamo paghiamo TROPIANO Giuseppe: questo io sto dicendo ...voci sovrapposte.... ha detto lui...inc... denuncia faremo una denuncia TROPIANO Romeo: però però avete fatto, siete andati a trovare a questo per dirgli TROPIANO Salvatore: a questo a chi ? TROPIANO Romeo: siamo nelle tue mani ...inc... 117


TROPIANO Salvatore: se ti ha detto che ha parlato TROPIANO Giuseppe: ...inc.. già TROPIANO Salvatore:...inc... TROPIANO Giuseppe: quello che hai detto tu ...inc... gli ho detto Gianni decidi tu ? TROPIANO Romeo: ma perchè non le nascondete le cose […] Dal tenore della conversazione si comprende che la posizione condivisa (oltre che dai TROPIANO, anche da CODA) è di non fare denuncia. Il discorso relativo alla posizione di CODA continuava, dunque, con la verifica della disponibilità a trattare. TROPIANO Romeo, che era comunque indispettito del coinvolgimento di CODA, proponeva che gli si chiedesse cos’era disposto a fare. TROPIANO Giuseppe rispondeva di aver già sondato le intenzioni di CODA che erano quelle di arrivare comunque ad una trattativa, con implicita la decisione di pagare, a meno che la richiesta fosse eccessivamente onerosa, nel qual caso sarebbe stata valutata la possibilità di fare denuncia. Alla fine TROPIANO Salvatore affermava: “questa storia noi non andiamo tanto male che noi volendo un pò li potremmo recuperare di qua e di là” ovvero che, con opportune ulteriori economie sui lavori, si sarebbe potuto recuperare almeno una parte del denaro da consegnare agli estorsori. […] TROPIANO Giuseppe: questo si, a me ...inc..di dirgli solo questo a Gianni CODA TROPIANO Romeo: no no no mai.... .... voci sovrapposte... TROPIANO Giuseppe: eh allora cosa gli devo dire ....voci sovrapposte.... TROPIANO Romeo: se la lettera dice così, TROPIANO Angelo: e cosa gli dicono veditela tu TROPIANO Giuseppe: gli dico Gianni ...inc... ...voci sovrapposte.... TROPIANO Romeo: Angelino ..inc.. visto che è indirizzata così TROPIANO Angelo: ma vista che è indirizzata così ...inc.. te la vedi tu ma ma se hanno..inc... che si rivolge però sei sempre tu TROPIANO Romeo:..inc.. vi rivolgetevi ...voci sovrapposte... TROPIANO Romeo:..rivolgetevi ....inc... che consigli ci puoi dare tu ? visto che ...inc... quali consigli ci dai ? ...voci sovrapposte ... e perchè ? TROPIANO Giuseppe: ma gliel'ho detto già TROPIANO Romeo:..no te lo dico io […] TROPIANO Romeo:.....inc...digli a questi qua che noi siamo disponibili a trattare TROPIANO Giuseppe: allora Romeo io non so ....voci sovrapposte... sono cose diverse queste qua io ho già parlato con lui, allora se cercano 1 milione di euro […] 21:52 TROPIANO Giuseppe: lui ha detto no 1 milione di euro come facciamo a darglielo ma stai scherzando, gli ho detto io ma tu come la pensi come la pensi se gli dobbiamo dare qualcosa ma a livello di poca roba si, se no facciamo una denuncia, se no denunciamo l'ha detto lui se no facciamo una denuncia facciamo una riunione dei soci denunciamo no così, voi fate quello che volete a me che mi...inc... di trattare, qual'è la cosa mia ...inc.. sono cazzi suoi 118


TROPIANO Romeo:..al momento il responsabile di lui la lettera è indirizzata ...inc... deve essere lui ha dirti no ....inc... TROPIANO Angelo: la cosa che poteva fare Peppe dovrebbe chiamare ...inc.... TROPIANO Salvatore:...inc... TROPIANO Angelo: inc... TROPIANO Giuseppe: ma me lo dice lui e lui Romeo TROPIANO Angelo: se parlano delle volte ...inc... Gianni, Gianni è ...inc... visto che lui...inc... da parte nostra va bene TROPIANO Giuseppe: ma guarda che...inc... Gianni me lo dice lui TROPIANO Angelo: ...inc.. TROPIANO Romeo:..io sto parlando che lui ..inc... TROPIANO Giuseppe: ...inc... d'accordo...inc... TROPIANO Romeo:..ma ti ....inc... non facciamo denuncia non facciamo questo TROPIANO Giuseppe: no lui...inc... TROPIANO Romeo:..ascolta è assai ... voci sovrapposte.... vedi quello che tu dici TROPIANO Giuseppe: ...inc... va bene, però comunque vada alla fine se si deve pagare qualcuno ce lo deve dire o no ? TROPIANO Romeo:..eh TROPIANO Giuseppe: sarà lui poi che dice TROPIANO Romeo:.....inc... TROPIANO Salvatore: va bhò se noi TROPIANO Giuseppe: e sarà lui che dice ...voci sovrapposte... TROPIANO Giuseppe: dategli duecento, dategli... inc... ...voci sovrapposte.... TROPIANO Romeo: ...inc.. se, non si parlava di questo discorso ora non si sapeva […] TROPIANO Romeo:..e questo gli è arrivata la lettera a..inc.. TROPIANO Giuseppe: non gli è arrivata è arrivata a noi TROPIANO Salvatore: a noi a noi è arrivata ..inc.. a noi TROPIANO Romeo:..io pensa...inc... può essere ...inc.. può essere...inc... capiamo chi è ...inc... ho capito è lui ...inc... di questo discorso ....inc.. TROPIANO Salvatore:...inc... la seconda lui così, per fidarsi vuole la seconda no ? TROPIANO Romeo:..no lui gli deve dire ...inc... TROPIANO Giuseppe: e gli e l'ha detto già, cosa gli deve dire ? TROPIANO Salvatore:...inc... disposto a pagare questo qua gli dice no, noi siamo disposti a trattare ....inc... TROPIANO Romeo:.....inc.. TROPIANO Salvatore: è giusto e così si deve dire TROPIANO Giuseppe: e così si deve dire cosa gli deve dire ...voci sovrapposte.... TROPIANO Salvatore:...inc..questa storia noi non andiamo tanti male che noi volendo un pò li potremmo recuperare di qua e di là ....inc..lui, o no l'abbiamo detto sempre Romeo il fatto che non esce non fanno perchè alla fine quando quello ...inc.. […] Comprendendo che le posizioni dei soci non erano univoche, i TROPIANO si interrogavano ancora su come procedere e fino a che punto spingersi nella trattativa con gli estorsori, quando questa avrebbe avuto effettivo inizio. TROPIANO Giuseppe affermava che finché avevano lavorato da soli nessuno li aveva “toccati”.

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Ora invece che avevano “fatto l’operazione con la Regione” si era creata invidia nei loro confronti a causa dell’importante occasione di guadagno, peraltro ottenuta con prezzi gonfiati e a danno della finanze della Regione Valle d’Aosta, tanto che lo stesso TROPIANO Giuseppe ammetteva: “a noi tornano più di loro”. […] TROPIANO Giuseppe: ma che problemi abbiamo noi ? TROPIANO Romeo:..no, ora il discorso che ti dicevo con chi dobbiamo parlare ? Perchè se ancora abbiamo problemi ...inc TROPIANO Giuseppe: ma non abbiamo problemi ma noi abbiamo problemi? TROPIANO Romeo:..no TROPIANO Giuseppe: ...inc.. problemi, mica hanno toccato noi grazie a Dio abbiamo lavorato una vita e ti ha toccato qualcuno ? inc... Ma c'è una cosa diversa è diversa questa cosa qua ..inc.. è chiara c'è ...inc...abbiamo fatto l'operazione con la Regione ..voci sovrapposte.... TROPIANO Salvatore: inc... TROPIANO Giuseppe: hai capito Romeo è chiaro ..inc... TROPIANO Romeo:.....inc... TROPIANO Giuseppe: ma c'è ...inc... milioni di euro, c'è ..inc... invidia ci ...inc... tornano, a noi ci tornano più di lui […] Nel prosieguo, TROPIANO Giuseppe continuava a ribadire la propria fiducia in CODA, che reputava in grado di individuare la soluzione migliore per risolvere il problema. E’ rimasta oscura la frase di TROPIANO Giuseppe: “questo qua te lo dico io dava già le mazzette a Luigi te lo dico io sono tra di loro”; non si può escludere che TROPIANO Giuseppe indendesse riferirsi a FACCHINERI Luigi, già indiziato di essersi nascosto in Valle d’Aosta durante la latitanza, e a favore del quale alcuni imprenditori compiacenti, tra cui forse gli stessi TROPIANO, avevano elargito denaro tramite la moglie. Segnali in merito a tali dazioni erano emersi anche nel corso della conversazione del 30 luglio 2011 tra RASO Michele ed i fratelli TROPIANO. (conversazione 1083 del 25/10/2011, ore 22.03, all. 160) […] 22:06:16 TROPIANO Giuseppe: ti posso Romeo ti posso dire una cosa se Gianni è veramente lui dentro a me mi propone qualcosa scommetti? TROPIANO Romeo: si tu dici giusto se Gianni TROPIANO Giuseppe: perchè Gianni sa ...inc... puoi stare tranquillo TROPIANO Romeo: ...inc.. e dentro non...inc... ....vci sovrapposte se Gianni se Gianni TROPIANO Salvatore:: possiamo parlare ...inc.. ...voci sovrapposte.... TROPIANO Romeo: voglio dire una cosa se Gianni se Gianni è così perfetto ed è nominato nella cosa stai tranquillo significa che sa il cazzo suo ...inc.. TROPIANO Giuseppe: allora sa il cazzo suo TROPIANO Romeo: lui è tranquillo intanto è nominato...inc... TROPIANO Giuseppe: eh allora TROPIANO Romeo: però lui è tranquillo non denunciamo non facciamo niente ...voci sovrapposte.... TROPIANO Giuseppe: no no se denunciamo facciamo denuncia dei fratelli

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TROPIANO Romeo: ma tu ci pensi che una persona del genere è libero e indipendente per per ..inc.. capire che capisce ...inc.. coso ...inc... tu per... TROPIANO Angelo: ...inc... TROPIANO Romeo: ...inc...il giorno ...inc... non denunciamo mai...inc... ..voci sovrapposte.. TROPIANO Giuseppe: allora lui ...inc... ...Voci sovrapposte.... TROPIANO Giuseppe: può essere pure che lui viene e mi fa una proposta a me TROPIANO Salvatore:: si TROPIANO Giuseppe: hai capito ? ...voci sovrapposte.... TROPIANO Giuseppe: ...inc...guarda Pino facciamo una cosa ...inc. vuol dire che poi ...inc... TROPIANO Romeo: ...inc.. TROPIANO Giuseppe: te lo dico io TROPIANO Romeo: ...inc.. una cosa per questo ...inc... ho detto io questo...inc... a Mommo .... inc ... di Bova era uguale ed identico TROPIANO Giuseppe: questo qua te lo dico io ...inc.. già le mazzette a Luigi te lo dico io sono tra di loro […] Nel commentare la provenienza da Bologna della lettera che conteneva il riferimento al ruolo di CODA, i quattro fratelli si confermavano tra loro che il “professore” era l’autore dell’estorsione. TROPIANO Romeo lo diceva esplicitamente: “è lui, è lui proprio in persona in carne e ossa il professore”. […] 22:11:26 TROPIANO Giuseppe: ve lo dico io parliamo sempre delle stesse cose, il discorso della richiesta secondo me Romeo ha ragione solo che dobbiamo aspettare che si muovono loro noi...inc... noi possiamo fare se non si muovono non possiamo neanche pensare non c'è niente non ...inc... TROPIANO Romeo: ma noi siamo disposti così giusto ? TROPIANO Giuseppe: eheh.... noi siamo disposti TROPIANO Romeo: però ti dico io una cosa ....inc... TROPIANO Giuseppe: ...inc di Bologna di cose ...inc... l'ultima lettera che è arrivata .....inc... appositamente a Gianni CODA che sappia gli ho detto io Gianni qua gli ho detto io TROPIANO Romeo: a Gianni CODA a Gianni CODA...inc.. no ? TROPIANO Giuseppe: ti sto dicendo ...inc che è arrivata TROPIANO Romeo: ti sto dicendo..inc.. che arriva di Bologna TROPIANO Salvatore: si la lettera è arrivata di Bologna TROPIANO Romeo: ....inc.. quello coglione ...inc.. però lui è d'accordo con gli altri è basta […] 22:12:36 TROPIANO Giuseppe: ma tu pensi che loro di Bologna spediscono le lettere? ...voci sovrapposte... TROPIANO Salvatore: no no no ...inc... TROPIANO Romeo: no n o no si si si ...inc.. TROPIANO Salvatore: però devono prendere provvedimenti ...inc... TROPIANO Romeo: eh allora vediamo quando li prendono TROPIANO Salvatore: ecco se no deve prendere provedimenti lui ...inc.. 121


TROPIANO Romeo: inc... TROPIANO Salvatore: e che ne sappiamo di questo TROPIANO Romeo: se gli danno un imbasciata ...inc.. TROPIANO Salvatore: ..inc..prende....inc... TROPIANO Romeo: non ne prende TROPIANO Salvatore: eh allora TROPIANO Romeo: ...inc.. biglietto di visita ...inc... che così e così voglio andare avanti se non avete capito TROPIANO Salvatore: abbiamo capito Romeo non siamo stupidi davvero TROPIANO Giuseppe: no non abbiamo capito niente sai perchè non abbiamo capito niente ? TROPIANO Salvatore: perchè ? TROPIANO Giuseppe: perchè non hanno capito niente neanche loro ...voci sovrapposte... TROPIANO Romeo: ....inc... e pensando che dici tanto a noi che cazzo ci possono fare TROPIANO Giuseppe: ma non possiamo ..inc.. TROPIANO Romeo: ...inc..le lettere lui ...inc.. TROPIANO Giuseppe: ma ...inc mandano lettere Romeo non fanno niente TROPIANO Romeo: ma non hai capito cosa ti voglio dire io TROPIANO Giuseppe: ma non capisco la lettera come cazzo ....inc... TROPIANO Romeo: ...inc.. quando ...inc... TROPIANO Salvatore: lui dice che ....inc...la lettera 22:12:42 TROPIANO Romeo: è lui, è lui proprio in persona in carne e ossa il Professore TROPIANO Salvatore: eh eh infatti […] TROPIANO Romeo: no questo che sta succedendo lui sta facendo in modo che si può non sono io ...inc... le mandano di Bologna ma tu pensi che lui ...inc.. veramente dice come mai non ti hanno detto che sono arrivate di Bologna? una va bene una due tre […] Dunque, i fratelli concordavano sul fatto che la provenienza delle lettere da Bologna non poteva essere una mera “coincidenza” priva di significato, ma conferiva ulteriore certezza nel fatto che il mittente fosse il “professore”. La discussione proseguiva con l’analisi dei soggetti sospetti visti nelle due importanti circostanze del recapito della seconda lettera estorsiva durante la festa di S.Giorgio e Giacomo e degli spari a scopo intimidatorio all’indirizzo dell’abitazione di San Giorgio Morgeto. Veniva citato “Robertino”, che si identifica in RAFFA Roberto. I fratelli facevano menzione ad un altro soggetto, nominato come OMISSIS , che poteva corrispondere alla descrizione, fornita da OMISSIS, del soggetto visto nei pressi dell’abitazione di Contrada Pietra a San Giorgio Morgeto; l’individuo potrebbe identificarsi in OMISSIS, di cui si parlerà in seguito. Veniva menzionato un terzo soggetto a nome “Maurizio”. A seguito di indicazioni della Compagnia Carabinieri di Taurianova, si individuava quest’ultimo soggetto in OMISSIS. Si faceva menzione al fatto che i tre soggeti citati fossero stati visti insieme a tavola, verosimilmente in occasione della festa di San Giorgio e Giacomo. Veniva poi citato un quarto nome: “Luigi”, che ricorrerà anche nei passaggi successivi della conversazione. […] TROPIANO Angelo: ...inc.. persona ...inc.. 22:29:01 122


TROPIANO Angelo: allora OMISSIS, Robertino e coso TROPIANO Salvatore: aspetta alla fine ...inc... dire TROPIANO Angelo: inc.... tutti e tre ad un tavolo TROPIANO Salvatore: e ci mancava ci mancava TROPIANO Angelo:...inc... TROPIANO Salvatore: no no no no no TROPIANO Angelo: e ci mancava TROPIANO Salvatore: ...inc... TROPIANO Angelo: qua a Pila ...inc...prima era qua a Pila ....inc.. e Maurizio, la prima era ... inc.. TROPIANO Salvatore: ...inc.. Maurizio quella sera qua...inc.... TROPIANO Angelo: che si e messo a disposizione TROPIANO Salvatore: no che si deve mettere a disposizione TROPIANO Angelo: eh che si deve mettere a disposizione TROPIANO Giuseppe: però però TROPIANO Angelo: inc... TROPIANO Salvatore: non c'entra ...inc.... 22:29:40 TROPIANO Angelo: però dentro la lettera c'era OMISSIS, Robertino ...inc....e ...inc... Maurizio, Cugnetto, Robertino vedi che ...inc... TROPIANO Salvatore: non capisci ? TROPIANO Angelo: questo voglio dire vedi che c'erano questi...inc... TROPIANO Salvatore: certo che c'erano TROPIANO Giuseppe: si si TROPIANO Salvatore: inc... pure con Michele TROPIANO Giuseppe: questo, questo Roberto era lui TROPIANO Angelo: no ci è stato Roberto di quando ha tempo cammina ...inc TROPIANO Salvatore: si si Roberto era lui comunque TROPIANO Giuseppe: te lo dico io ...voci sovrapposte.... TROPIANO Salvatore: ...inc... Luigi quello dell'altra volta inc... ....voci sovrapposte.... TROPIANO Angelo: glielo hai fatto vedere ? TROPIANO Salvatore: non era una persona normale TROPIANO Angelo: ma perchè è brutto quel ragazzo TROPIANO Salvatore: ...inc. TROPIANO Angelo: bestemmia.... quella donna ...inc... TROPIANO Salvatore: l'unica ...inc ...voci sovrapposte.... TROPIANO Giuseppe: se lo guardi di profilo è un se lo guardi di profilo è un tapiro TROPIANO Salvatore: ..inc lo sguardo di ...inc... TROPIANO Angelo: quel cazzo di OMISSIS quello brutto con il muso tagliato TROPIANO Giuseppe: Romeo, Angelino […] TROPIANO Salvatore: se era OMISSIS lo conosce scommettiamo ....voci sovrapposte... TROPIANO Angelo: ma come fa ? …inc... TROPIANO Salvatore: se era là qualcosa ha visto no […]

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OMISSIS Di OMISSIS, i TROPIANO ed i RASO avevano fatto menzione in varie circostanze. Si sarebbe trattato della persona vista da OMISSIS qualche giorno prima dell’attentato, e del soggetto menzionato da RASO Salvatore in occasione del suo secondo colloquio con FACCHINIERI Giuseppe (conv. progr. n.284 del 4/9/2011). Inoltre, poiché secondo informazioni della Compagnia Carabinieri di Taurianova, OMISSIS ha utilizzato in almeno una circostanza un’autovettura BMW X3 intestata a, potrebbe trattarsi del soggetto che TROPIANO Giuseppe aveva menzionato nel corso della conversazione progr. n. 4961 del 29/8/2011 con OMISSIS in cui, precisando che poteva aver localizzato colui che aveva esploso colpi di fucile all’abitazione di sua cognata, aveva lamentato “sono gente che non hanno voglia di lavorare e sono più atteggianti dei mafiosi.... e sono in galera e li tirano fuori... questo qui ha fatto danni dappertutto.... tu devi dirmi ... uno che non lavora dalla mattina alla sera... come fa a camminare con un BMW di 100.000 euro”. OMISSIS è conoscente di CHEMI Giuseppe, avendo avuto con questo controlli di polizia e conversazioni telefoniche24. L’ultima parte della conversazione del 25 ottobre 2011 trattava nuovamente dell’estorsione e, in particolare, della prioritaria necessità, per i TROPIANO, di trovare un mediatore che facilitasse i contatti tra loro e gli estorsori. (conversazione nr. 1085 del 25/10/2011, ore 23.03, all. 160): […] TROPIANO Salvatore: vedi che fino ad adesso non hanno arrestato nessuno TROPIANO Romeo: aspetta che noi siamo rivolti abbiamo scambiato due parole .... inc… parlare ...inc... che dice...inc...se dicono di si noi gli diciamo ma non per non pagare sempre per una mediazione 23:04:04 TROPIANO Romeo: che noi se vogliamo dobbiamo pagare TROPIANO Giuseppe: ah sicuro ...inc... TROPIANO Romeo: ...inc.. c'è stata una valutazione TROPIANO Salvatore: comunque Peppe 24

(conversazione nr. 1084 del 25/10/2011, ore 22.33, all. 160): […] TROPIANO Salvatore: la persona si sta prendendo uno inc.. che non lo dimenticherà mai....inc.. TROPIANO Giuseppe: lui, Romeo dello sbaglio della persona ..... TROPIANO Salvatore: ma chi è sta persona? TROPIANO Giuseppe: eh! parliamo così, per farti capire tutti inc...non parla ....inc.. tipo che hanno sbagliato… inc… -parlano a voce bassaTROPIANO Giuseppe: lui qua ha detto quella sera che .....inc... ha preso la panda ed è andato al ponte dove passiamo...inc.. TROPIANO Angelo: ma lo hai visto con chi? non è il fratello quello è il cognato... TROPIANO Giuseppe: no lo conosco, sono tre fratelli... TROPIANO Angelo: ma tu il cognato... inc... TROPIANO Salvatore : il cognato TROPIANO Angelo: li conosco io Salvo.... TROPIANO Salvatore: no il cognato, il cugino, il cognato di Luigi, del figlio di Umberto...inc… TROPIANO Romeo: che c'entra il cognato? TROPIANO Salvatore: Umberto chi? TROPIANO Giuseppe: Umberto PLATI’ TROPIANO Romeo: è chi è questo cognato?....inc... TROPIANO Romeo: a chi ? al cognato di Luigi TROPIANO Salvatore: un nipote, un nipote ..inc.. voci sovrapposte....io li conosco a tutti... […]

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TROPIANO Giuseppe: noi...inc.... mai...inc... anche per telefono mica gli ho detto io mai che gli ho detto io che per telefono non si dicono queste cose […] La sera del giorno dopo, 26 ottobre, i quattro fratelli si incontravano nuovamente presso la villetta di Gressan. TROPIANO Romeo aveva parlato con qualcuno di cui non pronunciava mai il nome, che sembrava incaricato di contattare il “professore” per fargli sapere che i TROPIANO erano disposti a trattare. Pur se la conversazione era poco chiara e piena di sottintesi, si comprendeva che i fratelli stavano cercando di mettere a punto un codice per comunicare con l’incaricato della trattativa. (conversazione nr. 1101 del 26/10/2011, all 161): […] TROPIANO Romeo:...inc... l'impostazione l'hanno fatta loro, non è che uno di noi prende e va là da… TROPIANO Giuseppe:...inc.. se è migliore stai tranquillo inc.. TROPIANO Romeo: no ti voglio dire che non mi è piaciuto, capisco pure che ...inc.. però ho capito io che l'autista ...inc.. hai capito ? Quel ragazzo di ...inc.. e quel ragazzo di..inc.. il lavoro lo fanno...inc... -volume televisore altoTROPIANO Romeo: però adesso dicono che non è lui perchè ...inc... -volume televisore altoTROPIANO Giuseppe: allora a me, Romeo, a quale piacere grazie a noi gli ha dato a una persona di San Giorgio...inc... portato altri, altri mille, cinquecento toh, di San Giorgio, però tutti quelli ... inc.. di San Giorgio, se tutti così... TROPIANO Romeo: segui me, però c'è una cosa..inc... voglio dire TROPIANO Salvatore: però, comunque si può provare...inc.. TROPIANO Giuseppe: è quello che gli dico io, e che gli dico pure a ...(nome di persona incomprensibile) … ti sto dicendo che io ..inc... ti sto dicendo che...inc... TROPIANO Romeo: quella persona è un ragazzo buono però questa persona non vuole parlare, ehh! diciamo che anche lui non... TROPIANO Salvatore: incompr...è sbagliato? Giusto? ...inc.. TROPIANO Romeo: non è una persona che ha 7 anni, che tu gli dici ...inc.. TROPIANO Giuseppe: ed io gli posso pure dire, Andrè guai per te...inc.. TROPIANO Romeo: gli fa capire che è lui. TROPIANO Giuseppe: non è lui -volume televisore alto TROPIANO Giuseppe:Poi gli mettiamo quel fatto con Romeo! TROPIANO Romeo: che fatto ? TROPIANO Giuseppe: ...inc.. TROPIANO Romeo: ma che c'entra... TROPIANO Giuseppe: però, tutti quelli che vengono da San Giorgio quindi, dimmi quello che vuoi dire, perchè io faccio di tutto ...inc.. perchè se io vengo a vedere a te, vengo a vedere là sopra come fare... TROPIANO Romeo: non fate cose con la forza..inc.. TROPIANO Giuseppe: ti sto dicendo che glielo dico, inc.. TROPIANO Salvatore: alla fine se gli vuoi fare il discorso glielo fai... TROPIANO Romeo: alla fine ..inc.. TROPIANO Giuseppe: ..inc.. quando domani gli dico TROPIANO Salvatore: vai a parlare con lui, se no parli con il Professore?...inc... 125


TROPIANO Giuseppe : e c'è bisogno del professore ...inc...? TROPIANO Romeo: no, no....inc.. TROPIANO Giuseppe: l'importante, ...inc... famiglia unita ...inc... TROPIANO Romeo: ma no, vai e gli dici..inc... -omissis da 23.08.00 a 23.08.32- rumori di fondo TROPIANO Giuseppe: bisogna parlare con Peppe, gli devi andare a dire ..inc.. TROPIANO Romeo: si trovano e parlano con lui… TROPIANO Giuseppe: ehh! va bene..inc.. se si trovano così... TROPIANO Romeo: se lui vuole parlare con “lui”, ...inc.. TROPIANO Giuseppe: sabato, domenica e lunedì inc.. TROPIANO Salvatore: vedi che lui ha detto che chiama a te... TROPIANO Giuseppe: come mi chiama.. inc.. vado..inc.. se loro chiamano TROPIANO Romeo: e per forza TROPIANO Giuseppe: tu gli devi dire ...inc... TROPIANO Romeo: eh... TROPIANO Giuseppe: ...inc... le soppressate TROPIANO Romeo: poi ti telefono "Peppe" mi ha detto ...inc... le soppressate TROPIANO Giuseppe: Certo! TROPIANO Salvatore: ...inc... TROPIANO Giuseppe: lui, no tu, mi chiama lui con lui, ...inc... chiaro e tondo, questo è il discorso, noi di San Giorgio siamo rimasti delusi, gli ho detto io... prima di chiudere ...inc... […] TROPIANO Giuseppe affermava di aver parlato con l’ing. PALLÙ e di aver detto di non aver accennato dell’estorsione a CODA; in realtà, CODA ne era al corrente. TROPIANO Romeo rinfacciava al fratello Giuseppe di aver detto ai soci che accettava l’idea di poter fare denuncia. TROPIANO Salvatore difendeva Giuseppe asserendo che è lui che conosce i soci e quindi sa usare le parole giuste: “momento però no, no può darsi che lui ha parlato però lui li conosce”. TROPIANO Romeo insisteva nel dire che la posizione da riferire ai soci doveva essere quella di non fare denuncia: anche parlando tra loro, i soci dovevano essere convinti che quella era la linea che i TROPIANO intendevano tenere: “lui va a riferire.....inc... noi non vogliamo denunciare a nessuno, noi vogliamo solo che quello che gli dobbiamo dare glielo diamo”. TROPIANO Giuseppe rimarcava il fatto che la decisione dei soci doveva comunque essere collegiale: “se io sono a capo di questa società, devo cercare ...inc... a nessuno, perchè se incomincio a dire, ma si fai così, ma si fai così, dicono come ma noi ci possiamo fidare di te?”. (conversazione nr. 1102 del 26/10/2011, all. 161): […] TROPIANO Giuseppe: oggi abbiamo parlato con l'ingegnere PALLU’...inc... oh ingegnere ... inc ... e ha detto ma Gianni CODA l'hai sentito ? Io gli ho detto, veramente ancora no....inc... e poi vediamo gli ho detto io ...inc... TROPIANO Salvatore: gli ho detto io TROPIANO Romeo:....inc... le parole che ha detto non combaciano TROPIANO Salvatore: non combaciano qualcosa...inc... TROPIANO Romeo: hi, hi, hi... TROPIANO Salvatore: no momento, momento però no, no può darsi che lui ha parlato però lui li conosce TROPIANO Romeo:...inc... Peppe....inc... che li conosce, Peppe ha detto denunciamo, denunciamoli ...inc... denunciamoli, tu gli devi dire si, si, lui va a riferire ...inc... noi non 126


vogliamo denunciare a nessuno, noi vogliamo solo che quello che gli dobbiamo dare glielo diamo TROPIANO Giuseppe: noi non vogliamo denunciare a nessuno Gianni ...inc... presenta qualcuno, che siamo ...inc... e pure lui diceva si ma un milione di euro come glielo diamo TROPIANO Salvatore: la cosa... inc... TROPIANO Romeo: ....inc...tu che gli dici ?....inc... voci sovrapposte..... però c'è una cosa lui riferisce tutto quello che tu dici allora ora ti dico una cosa ...inc... tanto chiama lui...inc...no, no ...inc... hai capito ? Perché lui.... TROPIANO Salvatore: No, no ..inc.. gli dovrebbe dare ....inc... TROPIANO Romeo:...inc.. Peppe...inc... se lui dice io voglio...inc.... io come tutti i soci vogliamo ..inc..... voci sovrapposte TROPIANO Giuseppe: ti dico un'altra cosa ..... -voci sovrapposte TROPIANO Romeo: come paghiamo ?....inc... TROPIANO Giuseppe: ...inc... siccome io sono capo di questa società, giustamente ... inc ... partiamo ...inc... se noi abbiamo parlato già TROPIANO Romeo: no...inc... TROPIANO Giuseppe: appunto... -voci sovrapposteTROPIANO Romeo: inc... TROPIANO Giuseppe: non hai capito niente ti sto facendo un altro discorso se io sono a capo di questa società, devo cercare ...inc... a nessuno, perchè se incomincio a dire, ma si fai così, ma si fai così, dicono come, ma noi ci possiamo fidare di te ? TROPIANO Romeo: no TROPIANO Giuseppe: no, si […] L’intento dei TROPIANO era, evidentemente, quello di pagare, previo assenso dei soci a trattare con gli estorsori, affinchè si potesse ridurre la somma da corrispondere. In caso di disaccordo tra i soci, i TROPIANO pensavano di tenere fede alle proprie posizioni cercando in autonomia il contatto con gli estorsori e lasciando agli altri soci l’opzione di pagare o denunciare: “denuncia fate quello che volete, se io devo parlare con qualcuno, se devono dare qualcosa mia la do”. TROPIANO Giuseppe parlava nuovamente della posizione assunta da CUC Mario: “Mario ha detto che lui si vuole tirare fuori” - “Non ti puoi tirare fuori gli ho detto” - “poi se tu vuoi fare denuncia fai la denuncia io denunce (sottinteso non ne faccio)”. Anche con CODA, TROPIANO Giuseppe aveva fatto un discorso simile: “gliel’ho detto pure a Gianni, mi ha detto.... vuoi che paghiamo un milione di euro? gli ho detto Gianni ... dobbiamo trovare con loro…”, ovvero si doveva a tutti i costi trattare, trovare un accordo ed evitare di sporgere denuncia. TROPIANO Romeo aggiungeva che con la trattativa si sarebbe anche potuti arrivare a non pagare nulla: “se riusciamo a discutere può essere che paghiamo questa cifra, se discutiamo può essere che paghiamo niente”. La discussione continuava sul fatto che se la trattativa avveniva per telefono, la “legge” sarebbe arrivata a comprendere che vi era un’estorsione in atto e si sarebbe arrivati all’arresto degli estorsori. I TROPIANO avrebbero preferito trovare il modo di condurre la negoziazione di persona, ma accettavano l’ipotesi che la trattativa avvenisse per telefono, sapendo che gli estorsori erano stati ammoniti delle conseguenze che potevano derivare dal fatto che le loro utenze erano intercettate. Erano quindi decisi a rispondere affermativamente alla richiesta di pagare se l’estorsore l’avesse eventualmente riproposta per telefono.

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TROPIANO Giuseppe faceva cenno al fatto di aver parlato con MONTELEONE. Non risultava chiaro il contenuto del discorso con questi, ma si poteva intuire che la linea scelta era quella di dichiararsi disposto a pagare. Nel finale del discorso si faceva cenno alla possibile chiamata da parte del “professore” ed all’eventuale suddivisione tra i fratelli dell’intero ammontare preteso dagli estorsori: “Siamo 4 sono 250.000 euro l'uno però voglio dire” - “li paghiamo e basta”. […] TROPIANO Romeo: il tuo passaggio lo sai qual'é ? TROPIANO Giuseppe: il mio passaggio TROPIANO Romeo: io voglio sette persone...inc... TROPIANO Giuseppe: no io voglio, io voglio ....inc.. si deve pagare, si deve vedere, si deve discutere giustamente qualcosa se c'è da dare gliela diamo TROPIANO Angelo:...inc... TROPIANO Giuseppe: gli dobbiamo pagare un milione di euro ...inc... ....voci sovrapposte.... TROPIANO Salvatore: se glieli dobbiamo dare, glieli diamo che cazzo ...inc... ....voci sovrapposte.... TROPIANO Giuseppe: che poi alla fine noi se c'è non abbiamo cose...inc... fatti nostri TROPIANO Romeo: che c'entra questo ...inc... ....voci sovrapposte... TROPIANO Giuseppe: non hai capito, su queste cose qua va bene, ma io non gli posso dire … inc... ... voci sovrapposte... TROPIANO Romeo:...inc... sopra una cosa...inc... ....voci sovrapposte.... TROPIANO Giuseppe: qualcuno con cui possiamo parlare ? TROPIANO Romeo: si quello che è noi ...inc... noi vogliamo ..inc... TROPIANO Salvatore: ...inc...li posso prendere io ...inc... TROPIANO Giuseppe: vediamo quello che gli possiamo dare, si deve ragionare la cosa TROPIANO Salvatore: eh vediamo quello che gli possiamo dare ...voci sovrapposte.... TROPIANO Giuseppe:...inc... non facciamo denuncia a nessuno, dal momento che, qualcuno per parlare così si discute ...voci sovrapposte.... TROPIANO Romeo:...inc.. no che gli possiamo dare TROPIANO Salvatore: poi quello si discute, TROIPIANO Romeo: ...inc.. si discute .....inc...quando si parla ...inc... si arriva ad un accordo TROPIANO Salvatore: si arriva ad un accordo TROPIANO Giuseppe: certo TROPIANO Salvatore: non è che ci dobbiamo prendere ...inc... degli altri TROPIANO Romeo: no a me .....inc.... quello che dobbiamo pagare noi m'interessa che ...inc... TROPIANO Giuseppe: ...inc... gli ho detto pure io, io gli ho detto pure così....inc... denuncia fate quello che volete, se io devo parlare con qualcuno, se devono dare qualcosa mia la do TROPIANO Salvatore: ma se vogliono pagare loro, pagano loro ...inc... TROPIANO Giuseppe: poi se c'è volete fare la denuncia la facciamo TROPIANO Romeo: ma se loro vogliono pagare, che paghino loro, non è che dobbiamo pagare noi per loro TROPIANO Giuseppe: ...inc... Mario ha detto che lui si vuole tirare fuori...inc... gli ho detto Mario ti vuoi tirare fuori ? Non ti puoi tirare fuori gli ho detto se ti vuoi tirare fuori .... inc... poi se tu vuoi fare la denuncia, cosa vuoi fare, vuoi ..inc... tuoi? Se ognuno...inc... fuori ..inc.. io 128


rispondo per le cose mie poi ....inc....voci sovrapposte..... poi se tu vuoi fare denuncia fai la denuncia, io denunce...inc... TROPIANO Romeo : giusto, giusto, giusto, giusto TROPIANO Giuseppe: gliel’ho detto pure a Gianni, mi ha detto...inc... vuoi che paghiamo un milione di euro? gli ho detto Gianni TROPIANO Romeo:....inc... TROPIANO Giuseppe: gli ho detto dobbiamo trovare con loro TROPIANO Romeo:...inc... TROPIANO Giuseppe: che si discute ...inc...non si discute TROPIANO Romeo: se riusciamo a discutere può essere che paghiamo questa cifra, se discutiamo può essere che paghiamo niente però ...inc... ...voci sovrapposte.... TROPIANO Salvatore: se si discute per vedere di pagare sempre meno, cioè loro vogliono i soldi, e non vogliono tante storie, però non è che...inc... ti approfitti su queste cose TROPIANO Romeo: e non gli si può dire quando.. ..inc.. io TROPIANO Salvatore:...inc... quello che vogliono ....inc....voci sovrapposte....inc... se sbagliano TROPIANO Giuseppe: non si sbagliano Salvo, loro... inc... TROPIANO Salvatore: che sbagliano con loro ...inc.. sbagliano....inc... TROPIANO Giuseppe: loro stanno sbagliando Salvo, che non possono chiudere... inc.. con il telefono ...inc... TROPIANO Salvatore: saranno cazzi suoi, poi Peppe, non è che ....inc... TROPIANO Romeo:...inc.. telefono....inc....voci sovrapposte.... tu gli devi dire, volete portarla avanti con il telefono? TROPIANO Salvatore: è già con il telefono TROPIANO Romeo: io ci tenevo ....inc...mio fratello TROPIANO Salvatore:...inc... TROPIANO Romeo: ...inc... mio fratello ....inc... TROPIANO Salvatore: e allora quando parlano ...inc... parlano...inc... TROPIANO Romeo:...inc.. glielo puoi dire chiaro ...inc... noi e voi TROPIANO Salvatore: gli dici cosa volete ? TROPIANO Romeo:....inc.. sentono pure gli altri e capiscono TROPIANO Salvatore:...inc... e ti dicono ...inc... TROPIANO Romeo: e ti dicono ci vediamo una cosa e un altra ...inc.. tu parli giusto ...inc.. perché ...inc... TROPIANO Giuseppe: Romeo non ...inc... niente nessuno, gli ho detto io solo, che per telefono queste cose qua ...inc... tengo il telefono sotto controllo a vista, gli ho detto io e basta se vogliono parlare con me, gli ho detto di venirmi a trovare che ho un ufficio TROPIANO Romeo: ...inc... pure...inc.... di persone, non mi interessa, non mangiamo nessuno ...inc... TROPIANO Salvatore: ma se loro vogliono trattare per telefono... TROPIANO Giuseppe: sappiate che ...inc... ...voci sovrapposte.... TROPIANO Giuseppe: e che problema c'è TROPIANO Romeo: poi se volete voi ...inc... per telefono trattiamo..inc... TROPIANO Salvatore: ...inc... TROPIANO Romeo...inc.. una volta....inc... TROPIANO Salvatore: questi cazzi di telefonini ...inc...trattiamo...inc.... così e facciamo così TROPIANO Giuseppe:...inc... TROPIANO Salvatore: ma che problemi abbiamo noi ? TROPIANO Giuseppe: noi non ne abbiamo problemi....inc... TROPIANO Salvatore: loro sanno ...inc... 129


TROPIANO Romeo: ...inc...ormai...inc... nostra...inc... magari ...inc.... però io vi dico una cosa, TROPIANO Giuseppe:...inc... TROPIANO Romeo:.....inc.... pensate che ..inc...e allora vi trovate come oggi e discutete ...voci sovrapposte..... TROPIANO Romeo: trovate un posto che si discute e la chiudete TROPIANO Salvatore: ...inc... TROPIANO Romeo: ...inc.. Salvo ..inc.. cosa...inc... se no ..inc.. però...inc... io vi dicevo ...inc.... perchè ...inc... dentro...inc... TROPIANO Salvatore: ma che cazzo è uno...inc.... denuncia...inc... legge da ....inc... prende...inc... dopo quello che è ....inc.. giustizia lo sanno, ma scusa, se prima hanno sparato, hanno fatto le cose, lo sanno che ci sta la legge TROPIANO Giuseppe:...inc... TROPIANO Angelo:...inc... chiudiamo ...inc.. TROPIANO Giuseppe: e la chiudiamo così ma se ...inc... TROPIANO Salvatore: ....inc... la legge ti pare che è stupida? con un discorso ..inc...di MONTELEONE...inc... TROPIANO Romeo: ...inc...però voglio TROPIANO Giuseppe: ...inc.. il discorso di MONTELEONE, MONTELEONE ha detto...inc... gli ho detto io...inc... soldi...inc... mi dicono TROPIANO Salvatore: ....inc....sotto TROPIANO Giuseppe: però se c'è qualcosa nessuno....inc... TROPIANO Salvatore: ...inc.. giusto...inc... ma se dobbiamo fare qualcosa...inc... TROPIANO Romeo:....inc...no io...inc... TROPIANO Giuseppe: stai tranquillo che è come hai detto tu...inc... alla fine ...inc... pagare ... inc... TROPIANO Romeo: e loro sanno...inc.. sanno ...inc... TROPIANO Salvatore: se lui chiama...inc... TROPIANO Giuseppe: se mi chiamano i soldi escono TROPINAO Salvatore: quando chiamano ...inc.... TROPIANO Romeo:...voci sovrapposte....inc.... Professore se ti chiama, se ti chiama ...inc... TROPIANO Salvatore: eh certo! certo.. TROPIANO Romeo: come dico io ..inc.. TROPIANO Salvatore: fate che si parla dai TROPIANO Romeo: no non sto dicendo che io parlo..inc.. parlo come persona....inc.. TROPIANO Salvatore: quando parliamo chiamiamo...inc... TROPIANO Romeo: ti sto dicendo che....inc.... Zuccaro, fa...inc... TROPIANO Giuseppe: ....inc....che non ci vediamo TROPIANO Romeo: e appunto, ti sto dicendo...inc.... TROPIANO Giuseppe: però ...inc... se fa una riunione....inc...questo quasi deve pagare 900 mila euro ....inc... TROPIANO Romeo: sempre a disposizione TROPIANO Giuseppe: va bene quanti sono? Siamo 4 sono 250.000 euro l'uno però voglio dire ... inc... TROPIANO Salvatore: li paghiamo e basta ...voci sovrapposte.... TROPIANO Giuseppe: non l'ho cercato io, porca puttana! TROPIANO Romeo: non hai capito ? dai non si può parlare […] Nel prosieguo della conversazione i fratelli discutevano ancora su come avrebbe dovuto essere ripartito l’onere dell’estorsione e commentavano le possibili modalità di consegna del denaro. 130


TROPIANO Romeo insisteva perché fosse uno dei fratelli TROPIANO a fare la consegna del denaro, temendo che chiunque altro fosse stato incaricato dell’incombenza avrebbe potuto tenersi il denaro invece di recapitarlo agli estorsori. TROPIANO Giuseppe continuava a sostenere la linea dell’accordo con i soci affinchè costoro fossero convinti a pagare il prezzo dell’estorsione e ad omettere la denuncia. Supportato anche dal fratello Salvatore, TROPIANO Giuseppe sosteneva che l’importante era chiudere la vicenda. TROPIANO Giuseppe rinnovava la convinzione che non si dovessero fare altre denunce, oltre a quella che aveva già dovuto presentare in quanto era stato contattato dall’estorsore per telefono, che riteneva sotto controllo: “no io gli ho detto no denunce non ne faccio, mi dispiace solo che telefonicamente...inc... se escono poi...inc... si vede, le denunce gli ho detto io tu hai figli io ho figli”. Di fronte alla curiosità di Romeo che chiedeva comunque “di cercare di capire con chi abbiamo a che fare”, TROPIANO Giuseppe ribadiva la convinzione che dietro l’estorsione vi fosse il “professore”: “alla fine c'è lui, abbiamo capito ma non possiamo fare niente, te lo dico io”. (conversazione nr. 1103 del 26/10/2011 ore 23.55, all. 161): […] TROPIANO Giuseppe: ti ho detto io, Romeo a loro non gli dico più niente, vedrai che lui farà una riunione chiede una riunione e dice ragazzi qua .. .inc... ti dice lascialo perdere, non lo posso lasciar stare... TROPIANO Romeo: ma tu, se questa persona non viene a cercarti TROPIANO Giuseppe: io non vado a cercarla, io lo vado a cercare se mi serve, se mi servono soldi vado e lo cerco...inc... TROPIANO Romeo: Peppe io non è che sto dicendo... TROPIANO Giuseppe: io ti sto dicendo non è che stiamo parlando...inc... TROPIANO Romeo: quello mi ha detto all'olivaro, quello mi ha detto... TROPIANO Giuseppe: ma non è TROPIANO Romeo: io ti sto dicendo solo una cosa TROPIANO Salvatore: l'olivaro noi stiamo solo cercando, ma sei tu non capisci tante cose, se noi parliamo...inc... […] TROPIANO Romeo: almeno Michele ...inc... TROPIANO Giuseppe: ti sto dicendo che non vado a cercarlo ...inc... molto probabilmente é che lui… inc... ti sto dicendo che sicuramente è andato lui che alla fine venerdì ...inc... TROPIANO Romeo: no ti ho detto io non cercare, è lui che ti viene a cercare a te TROPIANO Giuseppe: te l'ho detto prima io TROPIANO Romeo: a posto non ci importa...chi lo ha detto? TROPIANO Giuseppe: ho detto io di non cercarlo più..incompr..riunione e l'ha detto, ragazzi qua dovete lasciar stare, mi ha detto il motivo, si deve pagare ...inc... TROPIANO Angelo: ...inc.. pagare...inc... TROPIANO Giuseppe: e non si devono fare denunce perchè non nè possiamo fare perchè facciamo solo casini, alla fine secondo me fa l'accordo lui... TROPIANO Romeo: fai l'accordo tu? TROPIANO Giuseppe: lui TROPIANO Romeo: no fai l'accordo tu io ..incompr... e tu devi stabilire quando...inc... […] TROPIANO Giuseppe: chi lo fa l'accordo ? ma metti caso che lo devo fare io l'accordo TROPIANO Romeo: e tu che fai l'accordo giusto dai, non facciamo i coglioni... TROPIANO Giuseppe: e li faccio io ? TROPIANO Romeo: ...inc...cosa se....inc...figlio....inc... 131


TROPIANO Giuseppe: ma Romeo...incompr... TROPIANO Angelo: quando chiama uno, noi gli diciamo noi paghiamo...inc... TROPIANO Romeo: no ....inc.. pago, però voglio che vedi con chi parli TROPIANO Angelo: perchè ? ...voci sovrapposte... TROPIANO Romeo: ascolta questo si può dire pure eh però questo milione di euro ..... voci sovrapposte TROPIANO Romeo: si presenta uno gli dici noi glieli abbiamo dati già.....inc... […] TROPIANO Giuseppe:...inc... voglio chiuderla con te, che gli dico ai soci che ci sei tu nel mezzo? E una cosa delicata qua eh, metti caso che quello, no io voglio chiuderla con te....inc... TROPIANO Salvatore: ora ti dico una cosa ora ti dico una cosa...inc... tentate di chiuderla TROPIANO Romeo: eh TROPIANO Salvatore: poi con chi si chiude si chiude...inc... voci sovrapposte TROPIANO Giuseppe: poi vuol dire eh.... voci sovrapposte TROPIANO Giuseppe:....Gianni CODA...inc...perchè mi sento...inc... no Romeo vedi di chiuderla tu che si pensano, che tu ti prendi i soldi? E tu gli devi dire il nome di chi è ? Se dice che vuole chiudere lui, ma va bene chiudi... TROPIANO Romeo: vedi che non la chiudono...inc... TROPIANO Angelo: andiamo via dai domani mattino...inc... voci sovrapposte TROPIANO Giuseppe: che ti fottono i soldi che ci possiamo fare ? TROPIANO Angelo:...inc...Romeo...inc... TROPIANO Giuseppe:...inc... qualcuno chiama...inc.... TROPIANO Romeo: no che affogano noi ....inc... TROPIANO Salvatore: non affogano niente se ...inc.. che paghiamo paghiamo TROPIANO Romeo:ma se non ci esce con nessun coso TROPIANO Salvatore: ma neanche per telefono vedi che noi paghiamo...inc.. si è preso i soldi che doveva dare a voi TROPIANO Angelo:...inc... TROPIANO Giuseppe: ...inc.. è delicato il passaggio io se Gianni mi viene a dire facciamo...inc.. e dice vedi che qua così così, va bene ...inc... voci sovrapposte.... TROPIANO Romeo: ..inc.. soldi TROPIANO Giuseppe: eh ? TROPIANO Romeo: ...inc..tutti i soldi ? TROPIANO Giuseppe: Certo, ti sto parlando di una riunione mica solo con me, e gli dico si dai, quant'è? va bene …inc... da parte mia viene cento mila euro toh ! ma da parte mia cento mila euro...inc.. società e non è che gli posso dire no io non te li do perchè voglio sapere chi è TROPIANO Romeo: no io non ho detto..incompr.. voglio sapere chi è ? TROPIANO Giuseppe: e che facciamo ? TROPIANO Romeo: .....inc...abbiamo ...inc... siamo arrivati ad un accordo che ora dobbiamo pagare giustamente...inc... TROPIANO Giuseppe: glieli do io che hanno visto che noi magari TROPIANO Romeo:...inc...ti voglio dire...inc... pure io TROPIANO Salvatore:...inc.. TROPIANO Giuseppe: la garanzia me la da ....incompr.. TROPIANO Romeo: la garanzia...inc... TROPIANO Giuseppe: non c'è la da nessuno la garanzia...inc...qua è delicata la cosa...

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TROPIANO Salvatore: non la da nessuno, ma chi si prende i soldi si deve prendere ... inc...chi si prende i soldi..inc... TROPIANO Giuseppe: vuol dire che se cerca 100 glieli do per certo, se cerca 50...inc... per 50, poi che i 40 vanno a lui, vuol dire che è stato più bravo di noi cosa vuoi che ti dico […] TROPIANO Romeo: tu devi capire quello che uno dice .... voci sovrapposte... e scusa e allora qua ...inc... ma perchè scusatemi tu hai contrattato, uno non può contrattare .... voci sovrapposte TROPIANO Romeo:.... ti voglio dire no.... voci sovrapposte TROPIANO Romeo:.... stai tranquillo...inc... come vuoi contrattare per telefono?...inc... voci sovrapposte TROPIANO Romeo:...essendoci dalla tua parte, tu poi non è che puoi, non è che ..inc... però voglio ...inc... TROPIANO Giuseppe: io sinceramente sono stufo, se lui arriva e dice guardate che faccio così così così quant'è thò poi vuoi ....inc...pago pago, voglio fare la denuncia, faccio la denuncia, ti voglio dire ..inc... TROPIANO Salvatore: ...inc.... è basta TROPIANO Giuseppe: l'importante e che voglio nero su bianco che io voglio essere tranquillo eh!, non voglio sentire niente thò sono 100 thò ....incompr... […] TROPIANO Romeo: ....inc... poi se sbagliamo ....inc... TROPIANO Giuseppe:...inc... TROPIANO Salvatore: Romeo, Romeo se mandano a uno, se mandano a uno che vogliono i soldi quello che mandano è responsabile di tutto, ...inc... voci sovrapposte..... […] TROPIANO Romeo: questa persona qua .....inc.... TROPIANO Salvatore: ma...inc... altri ? TROPIANO Romeo: si ....inc.. vuol dire che, ...inc... milione di euro trecento se li prende lui […] TROPIANO Romeo: ...inc... no...inc.. gli devi dire trattalo così una cosa che...inc.... ....voci sovrapposte.... TROPIANO Giuseppe: l'importante .incompr.. già dall'inizio io ...inc.. denunce per me non se ne fanno TROPIANO Romeo: ...inc...no Pino...inc... TROPIANO Giuseppe: ...inc... se è necessario ha detto, se è necessario ...inc...denuncia, io dico di non pagare, se necessario si fa la denuncia ha detto lui, no io gli ho detto no denunce non ne faccio, mi dispiace solo che telefonicamente...inc... se escono poi...inc... si vede, le denunce gli ho detto io tu hai figli io ho figli posso fare...inc... TROPIANO Romeo: no è giusto...inc.. però...inc... facciamo una denuncia TROPIANO Giuseppe: no TROPIANO Romeo:...inc... TROPIANO Giuseppe: e certo TROPIANO Salvatore:..inc... denunce...inc... TROPIANO Giuseppe: assolutamente niente, TROPIANO Salvatore: noi facciamo quello che vogliamo eh TROPIANO Giuseppe: assolutamente niente non c'è da fidarsi sono d'accordo con te però poi alla fine TROPIANO Romeo: apposta ti dico io..inc... dobbiamo capire che...inc.. io dico solo di cercare di capire con chi abbiamo a che fare

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TROPIANO Giuseppe: alla fine c'è lui, abbiamo capito ma non possiamo fare niente, te lo dico io ... TROPIANO Romeo: guarda Peppe toglierci questa "rogna" […] Il 28 ottobre 2011 i fratelli TROPIANO erano nuovamente insieme a cena presso la villetta di Gressan. Da alcuni cenni, pare che l’argomento trattato fosse l’ultimo incontro RASO/FACHINIERI; in particolare, ai fratelli TROPIANO rimaneva il dubbio che la visita avesse riguardato anche l’estorsione ai loro danni e che i RASO stessero nascondendo qualcosa: “Roberto all'altro fratello gli può dire, trattami questa cosa, hai capito?..inc... Roberto all'altro fratello ..inc... quà dovete andare a vedere questa cosa qua”. Alle 20.40 TROPIANO Giuseppe lasciava la villetta, dove rimanevano gli altri tre fratelli, che continuavano a commentare l’omicidio di RASO Salvatore e l’estorsione ai loro danni. I TROPIANO asserivano di non sentirsi in guerra con i FACCHINIERI che avevano dimostrato di essere i più forti. Poi riflettevano sul fatto che l’omicidio di RASO Salvatore avrebbe attirato l’attenzione della legge. (conversazione nr. 1133 del 28/10/2011 ore 20.55, all. 163): […] TROPIANO Salvatore: dopo che...inc... la cosa ....inc... noi siamo più forti di voi basta hai capito ? TROPIANO Angelo : si ma non è che noi .....inc.. TROPIANO Salvatore : ....inc... con questo TROPIANO Angelo : ...inc.. noi non è che abbiamo una guerra...inc... TROPIANO Salvatore: ...inc...lui...inc... a loro TROPIANO Romeo: ...inc... non arriviamo... qua ....inc... TROPIANO Salvatore:...inc... TROPIANO Angelo: ba bhò io la penso così ...inc...una cosa...inc... TROPIANO Romeo:...inc.. TROPIANO Angelo: a loro la legge va, giustamente come mai c'è un morto, tu hai avuto uno "sgarro" giusto ? ...inc... momento ...inc... a me..inc.. che cazzo hai fatto ? ...inc.... TROPIANO Salvatore: però siccome la legge è informata...inc... TROPIANO Romeo: ecco...inc... TROPIANO Salvatore: ...inc... sanno ...inc... chiesto...inc... TROPIANO Angelo: gli ho chiesto TROPIANO Romeo:...inc... come se quando la dico ....inc... lui ha detto...inc... come...inc... come tutto ...inc... cose...inc... e allora io ti dico una cosa, tu l'hai detto già prima io ti un altra cosa qua....inc... questa...inc... […] TROPIANO Salvatore: ...inc... Bologna TROPIANO Romeo: ma se io voglio...inc... scrivo...inc.. non è la stessa registrata...inc... TROPIANO Salvatore: ...inc.... TROPIANO Romeo: ....inc...laggiù, laggiù non gli interessa niente TROPIANO Salvatore: no no no TROPIANO Romeo: poi ti dico un altra cosa ....inc... (TV alta) poi vi dico un altra cosa...inc.. con questa cosa qua ....inc... (rumori) TROPIANO Angelo: me lo avevi detto già TROPIANO Romeo: no no con me io...inc... TROPIANO Angelo: no ti ho detto l'avevano detto 134


TROPIANO Romeo: ...inc... perchè..inc...laggiù...inc.. ora tu non puoi sapere...inc.. e allora aumentano, oppure su questa cosa qua cedono...inc.... (TV alta) TROPIANO Salvatore:...inc.... TROPIANO Romeo:...inc... una goccia di vino TROPIANO Salvatore:...inc...qua c'è...inc... qua c'è...inc.. giusto ? se io sono qua voi dovete stare al posto vostro, se questo ha ....inc.. con questo ...inc.. togliamo a questo, questo cerca di togliere a questo chi resta fuori ? quelli che...inc.... camminano TROPIANO Romeo:...inc... TROPIANO Salvatore:...inc... TROPIANO Angelo:..inc.. la carne macinata...inc... TROPIANO Salvatore:..inc... s'ammazzano tra di loro...inc... […] TROPIANO Salvatore: non trascurare un passaggio però...inc... alla fine pensa che .....inc... o hanno picchiato qua a Maurizio.... inc... […] Il giorno 11 novembre 2011, TROPIANO Giuseppe e CODA Gianni si recavano insieme presso il cantiere Mont Blanc per un sopralluogo. Nel tragitto, compiuto a bordo dell’auto di TROPIANO, avveniva una conversazione25. OMISSIS. CODA Gianni, dal canto suo, asseriva di esser certo di avere il telefono sotto controllo ed faceva cenno al tipo di precauzioni che era intenzionato ad adottare. TROPIANO affermava a sua volta che era sottoposto ad intercettazione telefonica, unitamente ai suoi fratelli. La conversazione continuava sull’argomento relativo all’estorsione. TROPIANO accennava alla lettera in cui veniva citato lo stesso CODA, ed aggiungeva un particolare non ancora emerso, ovvero che la lettera conteneva l’ammonimento a non rivolgersi ai magistrati. CODA affermava di non aver parlato con nessuno dell’estorsione e chiedeva se anche gli altri soci fossero al corrente del fatto. A tale domanda TROPIANO rispondeva affermativamente. La

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(ambientale nr. 2824 del 11/11/2011 ore 11.03, all. 164) TROPIANO : Ti stavo dicendo che questi ... telefoni sotto controllo. Hai capito? Eh Gianni ?! CODA: Eh si ! TROPIANO : A me mi è arrivata la conferma è sicuro! CODA: Io ce l'ho da vent'anni il telefono sotto controllo . TROPIANO : Eh certo CODA: Quindi non mi...... OMISSIS TROPIANO: Io, allora Salvatore, Angelo, l'ufficio, Romeo anche in Calabria , siamo tutti con i telefoni sotto controllo. CODA: Qui non hai più avuto novità ? Da questa gente ? TROPIANO: No no non niente niente ..dopo quella... CODA: Aspettiamo TROPIANO : quella....quella lettera di cui parlavano che dicevano di non rivolgermi ai magistrati e di consigliarmi da te ...ho detto ... CODA: Io non ne ho parlato con nessuno, eh , di questa cosa! TROPIANO : Non non e... CODA: Tu hai parlato con gli altri soci o ....? TROPIANO : E si, ho parlato sia con ....... CODA: Quindi sono al corrente ? TROPIANO: Sono al corrente tutti CODA: Hanno letto la lettera ? TROPIANO risponde al telefono ed interrompe la conversazione con CODA. -omissis sino alla fine-

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conversazione si interrompeva bruscamente in quanto TROPIANO rispondeva ad una telefonata ed i due scendevano dall’automobile.

Il quarto incontro tra FACCHINIERI Giuseppe e RASO Michele Il 12 novembre 2011 RASO Michele, accompagnato dal cognato RAFFA Giorgio, a sorpresa e senza preannunciare in alcun modo la sua visita, si recava a Marzabotto per incontrare FACCHINIERI Giuseppe. La sua presenza in tale luogo veniva confermata dal servizio di localizzazione del telefono in uso allo stesso RASO, che alle ore 8.55 agganciava la cella di Grizzana Morandi (BO). RASO Michele rimaneva in zona fino alle ore 17.19, allorquando la sua utenza cellulare agganciava la cella di Sasso Marconi (BO). Al termine dell’incontro RASO Michele e RAFFA Giorgio, a bordo del furgone Ford Transit Connect targato CW638EY, si dirigevano verso nord, con l’intenzione di salire in Valle d’Aosta. Del suo imminente arrivo, RASO Michele informava il nipote OMISSIS, presso la cui abitazione aveva in passato dimorato in occasione dei periodici viaggi per il trasporto di colli dalla Calabria. Nella telefonata RASO si accertava che il nipote fosse da solo e lo esortava a far finta di niente, evidentemente perché non voleva far sapere a nessuno che si sarebbe recato ad Aosta RASO giungeva in Valle d’Aosta intorno alle 20.50 e telefonava al nipote dicendogli che prima sarebbe dovuto andare a trovare una persona. Alle ore 21.10, RAFFA Giorgio chiamava RASO Vincenzo per avvisarlo che era sotto casa sua e che lo voleva salutare26. Il 13 novembre 2011 (cfr. relazione di servizio CC di Aosta, all. 170) alle ore 9.30 circa, RASO Michele e RAFFA Giorgio si recavano in Aosta fraz. Excenex, loc. Vignole, dove RASO Vincenzo aveva attrezzato un terreno di sua proprietà con uno chalet in legno. Sul posto i tre soggetti si fermavano alcune ore. Alle ore 15.25, RASO Vincenzo, RASO Michele e RAFFA Giorgio, uscivano dal capanno e risalivano sulle rispettive auto. Il furgone Transit Connect imboccava la SS 27 in direzione del tunnel del Gran San Bernardo. Alle ore 16.20 il Transit Connect raggiungeva il posto di frontiera tra Italia e Svizzera; a bordo vi erano RASO Michele e RAFFA Giorgio. Il furgone proseguiva poi in direzione del territorio elvetico. In Svizzera risiede un cugino dei RASO, RASO Natalino; tuttavia, non v’è alcuna certezza in ordine al fatto che il motivo del viaggio in Svizzera sia stata una visita al predetto. RASO Michele e RAFFA Giorgio facevano rientro in Italia nella mattinata del 14 novembre 2011, transitando nuovamente da Aosta. Si fermavavano a pranzo da RASO Vincenzo che veniva preavvisato della visita mediante un solo squillo diretto al cellulare della coniuge omissis. Alle ore 13.50 il furgone Ford Transit Connect si fermava presso la carrozzeria OMISSIS, al cui interno veniva parcheggiato. Alle successive ore 14.06 il mezzo imboccava l’autostrada. 26

(telefonata nr. 123 del 12/11/2011, ore 21.20, all 169): […] RAFFA Giorgio: eh! Ascolta siamo qua volevamo dare un saluto RASO Vincenzo: eh! RAFFA Giorgio: eh! Dove sei? RASO Vincenzo: ma siete .... RAFFA Giorgio: qua davanti RASO Vincenzo: a me? RAFFA Giorgio: si RASO Vincenzo: eh...andiamo dove mi portasti la legna RAFFA Giorgio: .....va buò, ciao

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Alle ore 18.30 circa il furgone Ford Transit Connect si trovava nelle vicinanze della ditta “Macrom” di FACCHINIERI Vincenzo (cfr. relazione di servizio CC di Vergato, all. 171). E’, dunque, ragionevole concludere nel senso che RASO Michele si era recato a parlare a FACCHINIERI dopo la visita in Svizzera e le ulteriori consultazioni con il fratello Vincenzo. Nelle stesse ore RAFFA Roberto si recava a Marzabotto per incontrare FACCHINIERI Vincenzo. Tale incontro era stato preannunciato con una telefonata il 10 novembre 2011. (telefonata nr. 48 del 10/11/2011 ore 21.28, all. 172): […] FACCHINIERI Vincenzo: volevo fare una passeggiata domenica ma io non ce la faccio a salire RAFFA Roberto: ah va bene FACCHINIERI Vincenzo: non ce la faccio perché sono...sono...sono un pò preso per questioni di lavoro eh.... RAFFA Roberto: ma hai lavoro? FACCHINIERI Vincenzo: si grazie a dio si...solo che ...solo che...è un bordello qui tutto il giorno e...no..adesso...stavo pensando....tu non è che scendi qui no? RAFFA Roberto: e salto, faccio un salto fino lì FACCHINIERI Vincenzo: e va bene […] RAFFA Roberto giungeva nella zona di Marzabotto alle ore 13.11 del 13 novembre 2011 e rientrava in Valle d’Aosta alle ore 1.08 del 14 novembre 2011 (dati estrapolati dal servizio di localizzazione del telefono cellulare di RAFFA).

L’ultima lettera estorsiva Il 2 dicembre 2011 veniva spedita da Bologna la quarta lettera estorsiva diretta ai TROPIANO; la missiva veniva intercettata e sequestrata con decreto del 6/12/2011. Il tenore fortemente intimidatorio della missiva è inequivoco. “Carissimo il nostro amico Ttropeano come va... ti facciamo saper che abbiamo preso una decisione questa volta definitiva e sarebbe molto bene per te di dare a cesare quello che é di "cesare" e cioè i nostri soldi un milione di euro, ti diamo tempo fino al prossimo 20 Dicembre da quella data in poi tu e tutti i tuoi prossimi congiunti figli fratelli e nipoti dovete fare molta attenzione perché può capitarvi qualche gravissimo incidente inoltre sarebbe bene che ti preoccupi seriamente dei tuoi famigliari anziché dei tuoi cantieri e di tutti i tuoi mezzi di lavoro, e non continuare a consultarti con persone che pensi ti possano risolvere la questione perché non possono risolvere nulla in quanto per noi é una questione di principio come ti abbiamo detto sin dall'inizio e vedrai che se non paghi tu quei cantieri non li finisci noi abbiamo molto tempo e tante persone calabresi che sorvegliano te e a tutti i tuoi amici perciò se non paghi e solo una questione di tempo ma tu fari una brutta fine. A noi non interessa se paghi i tuoi amici calabresi Raso e compagni a noi ci devi dare il nostro e noi usciamo fuori di scena e non avrai più problemi, se poi insisti a portare la questione in cassazione sappi che ne verrà fuori una pessima sentenza ... se vuoi intendere paga! Noi non telefoniamo più sei tu che devi darti da fare come? Fai così: Se vuoi pagare devi affissare dei cartelli si vende nella casa di tuoi fratello dove hanno sparato le finestre giù in Calabria, i cartelli devono essere bene in vista in modo che chiunque passa dalla strada li può vedere, sui cartelli dovrai specificare il prezzo della vendita della casa ossia 100.00 che equivale a un milione di euro. Inoltre ti diamo un'altra possibilità ammettiamo che non hai subito tutto il milione di curo ma ne hai 700.00 sui cartelli metti che si vende per 70.00 mila euro capito! Bada bene a non prenderci in giro e di non pensare di farci fuori con una manciata di noccioline perché noi vogliamo un milione di euro tuttavia con 700.00 137


possiamo chiudere la questione definitivamente. In buona sostanza se vuoi pagare ora sai come devi fare e fallo subito così sappiamo di che morte voi morire, a contattarti ci penseremo con calma noi e poi ti daremo ulteriori istruzioni capito! E rammentati che tutto questo non é un giochetto alle carte ma una questione estremamente seria la quale dipende la vita delle persone in primis la tua e dei tuoi prossimi congiunti...Per assicurarti che siamo sempre noi l'avvocato Siliente. Ti salutiamo”. L’estorsone, dunque, dava un chiaro ultimatum e, contestualmente, per essere più incisivo, proferiva minacce più esplicite e più gravi di quelle in precedenza proferite; oltre a fissare un termine (20 dicembre), l’estorsore faceva presente ai TROPIANO che la questione non era meramente economica, ma era (come era sempre stata) una “questione di principio”. Le modalità plateali attraverso cui i TROPIANO avrebbero dovuto rendere nota agli estorsori l’accettazione delle condizioni di pagamento erano chiaramente volte anche a rendere pubblica, innanzitutto a San Giorgio Morgeto, la capitolazione dei TROPIANO e, quindi, l’avvenuta sottomissione dei loro protettori “storici”, i RASO, a un gruppo più forte. Il fatto che, nel contesto delle richieste e minacce estorsive, la lettera recasse l’indicazione dei RASO come gli “amici pagati” dai TROPIANO, costituisce un ulteriore importante tassello della puzzle che vede in FACCHINIERI e nelle persone a lui prossime (RAFFA e CHEMI) gli estorsi. Invero, solo gli estorsori potevano porre in netta e certa relazione i TROPIANO con l’intervento mediatore dei RASO nella vicenda; per altro, è emerso in modo chiaro che i RASO avevano instaurato solo con FACCHINIERI e i suoi complici i rapporti volti alla trattativa; il riferimento storico ai predetti contatti inserito nella lettera costituisce, dunque, per FACCHINIERI una sorta di “firma” in calce alla lettera estorsiva. Intercettata e sequestrata la lettera, in data 17/12/2011 il PM disponeva il fermo degli indagati FACCHINIERI, CHEMI, RAFFA, RASO, per i reati oggi ascritti ai capi da 12) a 4), che veniva eseguito il 20 dicembre, ad Aosta quanto a RASO e RAFFA e a Bolgona quanto a FACCHINIERI e CHEMI.

Gli accertamenti sulle utenze Gli accertamenti eseguiti consentivano di verificare che le prime due chiamate estorsive a TROPIANO Giuseppe provenivano dall’utenza 366/9329091 intestata ad un cittadino romeno identificato in M.I. e residente a Taurianova, che peraltro era apparso fin da subito non essere l’autore della telefonata estorsiva, in quanto quest’ultimo aveva un marcato accento calabrese o siciliano. L’utenza in questione veniva sottoposta ad intercettazione d’urgenza (r.i.t. 1013/2011) e ne venivano richiesti i tabulati, dai quali emergeva che le telefonate estorsive intercettate il 27 giugno 2011 erano state fatte dalla provincia di Bologna, in quanto in entrambe le chiamate era stata agganciata la cella di Castel di Casio (BO). Le indagini si concentravano altresì sul rivenditore che aveva attivato la scheda, individuato nella filale dell’A.Z. s.p.a. presso il supermercato della catena Auchan che si trova in località Sandalli, a Rizziconi (RC). Nei periodi successivi si verificavano altri tentativi di chiamata a TROPIANO Giuseppe ed all’ufficio dell’Edilsud, effettuati sia con la predetta utenza intestata a M. I., sia con l’utenza 338/1759186 intestata a U.G., anch’essa attivata presso l’esercizio interno al supermercato Auchan di Rizziconi, che veniva sottoposta ad intercettazione telefonica (r.i.t. 1277/2011). La richiesta estorsiva telefonica fatta il 17 settembre 2011 all’imprenditore MONTELEONE Luigi proveniva invece dall’utenza 327/1641741 intestata a P. I.. Anche tale utenza veniva sottoposta ad intercettazione telefonica (r.i.t. 1412/2011). 138


L’analisi del traffico telefonico, dell’ubicazione dei luoghi da cui erano state effettuate le telefonate e le indagini sugli esercizi commerciali (rectius: l’unico esercizio commerciale) in cui erano state attivate le varie schede utilizzate, hanno fornito interessanti e inequivoci riscontri positivi in merito al coinvolgimento nelle estorsioni di FACCHINIERI Giuseppe, “il professore”, e dei suoi congiunti. E’ emerso, innanzitutto, che le telefonate estorsive effettuate con tre le utenze sopra citate erano originate dallo stesso apparato telefonico, identificato dal codice IMEI 354615041621150, sul quale le diverse schede erano state di volta in volta installate. Dunque, l’autore dei due tentativi estorsivi era uno solo e coincideva con l’utilizzatore del telefono individuato. Più precisamente: A) il 27/6/2011, alle ore 19.37, TROPIANO Giuseppe riceveva la prima telefonata estorsiva dall’utenza 366/9329091; alle successive 19.53 riceveva la seconda comunicazione; le due chiamate erano precedute da un tentativo di chiamata all’utenza 333/7403581 intestata al cittadino romeno Z. I.; anche tale utenza risultava essere stata attivata presso l’esercizio interno al supermercato Auchan di Rizziconi; l’anonimo chiamante aveva agganciato la cella telefonica di Castel di Casio (BO), località Omomorto; B) il 5/8/2011, alle ore 17.02, TROPIANO Giuseppe riceveva una chiamata dall’utenza 366/9329091 (n.2 in uscita da M. I.) a cui non rispondeva; alle ore 17,12 la medesima utenza componeva (n.3 in uscita da M.I. ) il numero 333/7403581 intestato a Z. I. che risultava spento; in entrambe le circostanze l’utenza chiamante agganciava la cella di Zocca (MO) località Cà Corazza, località che si trova lungo la SP 623 che da Vergato (BO) conduce a Marano sul Panaro (MO), sul crinale dell’appenino emiliano posto tra le due province, quindi non distante dall’abitazione di FACCHINIERI Giuseppe; alle successive 17.17 (n.929 in uscita) e 18.14 (n.938 in uscita) TROPIANO tentava di richiamare l’utenza 366/9329091, che risultava spenta; C) il 10/8/2011 vi erano tentativi di contatto telefonico dall’utenza 338/1759186 al numero fisso della sede dell’Edilsud in Aosta, dove rispondeva la segreteria telefonica in quanto gli uffici erano chiusi; i tentativi di contatto erano stati preceduti dal tentativo di chiamata all’utenza 333/7403581, che risultava sempre spenta; nelle circostanze di cui sopra, l’utente anonimo aveva agganciato la cella telefonica di Castel di Casio (BO), località Omomorto; come si è detto, la sera del 10/8/2011 i fratelli RASO Michele e Salvatore si erano recati a trovare “il professore” per il primo colloquio con lui; i tentativi di telefonata descritti precedono di qualche ora tale incontro; D) il 17/9/2011, l’estorsore, utilizzando le utenze 338/1759186 e 327/1641741 effettuava le seguenti chiamate: - alle ore 16.22, dal 338/1759186 eseguiva una chiamata (n.1 in uscita) verso l’utenza intestata a Z I, agganciando la cella sita in località Dogana Vecchia, Femminamorta Marliana (PT); l’utente chiamato risultava spento e si attivava la segreteria telefonica, - alle ore 16.23, dal 338/1759186 eseguiva una chiamata (n.2 in uscita) verso l’utenza intestata agli uffici della EDILSUD, agganciando la cella sita in Pistoia, località Pitornella; presso l’EDILSUD rispondeva la segreteria telefonica in quanto gli uffici erano chiusi, - alle ore 16.25, dal 338/1759186 eseguiva una chiamata (n.3 in uscita) verso l’utenza intestata a Z I, agganciando la cella sita in Pistoia, località Pitornella; l’utente chiamato risultava spento, - alle ore 16.37, dal 327/1641741 eseguiva la chiamata estorsiva a MONTELEONE Luigi (nei tabulati figurano come due distinte chiamate di cui la seconda effettuata dall’utenza di MONTELEONE), agganciando la cella di Marliana (PT) via Sarripoli e Brocchi, 139


- alle ore 16.41, dal 338/1759186 eseguiva una chiamata (n.4 in uscita) verso l’utenza intestata a Z I, agganciando la cella sita in Pistoia località “il Campone”; l’utente chiamato risultava spento, - alle ore 16.42, dal 338/1759186 eseguiva una chiamata (n.5 in uscita) verso l’utenza intestata agli uffici della Edilsud, agganciando la cella sita in Marliana (PT) località Dogana Vecchia, Femminamorta; presso l’Edilsud rispondeva la segreteria telefonica. L’estorsore, quindi, aveva utilizzato l’accortezza di cambiare scheda differenziando l’utenza chiamante in relazione alla vittima dell’estorsione, non pensando di cambiare l’apparecchio. L’ubicazione del chiamante, quale si desume dalle celle, è unica: tenendo conto che l’utenza 338/1759186 è gestita da TIM, mentre la 327/1641741 è gestita da Wind, le due utenze, pur essendo geograficamente ubicate nello stesso luogo, agganciano le diverse celle dei relativi gestori. Tutte le celle agganciate in provincia di Pistoia si trovano lungo la SS 64 “Porrettana” che congiunge le provincie di Bologna e Pistoia attraverso l’appennino Tosco-Emiliano; sono circoscritte entro un raggio di 60 km circa da Marzabotto ove risiede FACCHINIERI Giuseppe, la cui abitazione dista, a sua volta, soli 29 km da quella di CHEMI Giuseppe, in Castel D’Aiano (cfr. calcolo del percorso su “mappe e itinerari Michelin”). La SS 64 costituisce un tratto del percorso che collega Marzabotto a Castel D’Aiano (cfr. “mappa Bologna” allegata all’annotazione 30/11/2011). Il telefono contraddistinto dall’IMEI 354615041621150 non è stato impiegato solo per le telefonate estorsive, ma anche per le comunicazioni via SMS dell’estorsore con un complice; infatti, sia dai tabulati telefonici, sia nel corso delle intercettazioni, emergeva che sullo stesso apparato erano state utilizzate anche le seguenti utenze: - 333/7797297 intestata a R. M.; - 40751408878 di gestore rumeno; - 40747490861 di gestore rumeno; - 327/1642039 intestata a R.N., che venivano impiegate come di seguto specificato: 1) tra il 21 ed il 24 luglio 2011 vi era uno scambio di SMS tra le utenze 333/7797297 e 333/7403581; in particolare: il 21 luglio 2011, alle ore 13.39 uscivano 2 SMS da 333/7797297 a 333/7403581; il mittente agganciava la cella di Marzabotto, via Venola; alle ore 21.17 gli stessi messaggi raggiungevano il destinatario agganciando la cella di Saint Christophe (AO) SS 26 c/o Prealpina, lo stesso giorno, alle ore 21.28 veniva inviato un SMS dall’utenza 333/7403581 a 333/7797297; il mittente agganciava la cella di Allain (AO), loc. Martinet; alle ore 22.16 il messaggio raggiungeva il destinatario agganciando la cella di Grizzana Morandi (BO) Poggio di Carvaiano, alle successive ore 22.40, l’utenza 333/7797297 inviava un altro SMS a 333/7403581; il mittente agganciava la cella di Grizzana Morandi (BO) Poggio di Carvaiano; il messaggio raggiungeva il destinatario il 22 luglio 2011 alle ore 21.41 agganciando la cella di Allain (AO) loc Martinet, il 22 luglio 2011 alle ore 21.47 veniva inviato un SMS dall’utenza 333/7403581 a 333/7797297; il mittente agganciava la cella di Saint Marcel (AO) frazione Rean; il messaggio raggiungeva il destinatario il 23 luglio 2011 alle ore 23.27 agganciando la cella di Grizzana Morandi (BO) Poggio di Carvaiano, il 24 luglio 2011 alle ore 01.23 veniva inviato un SMS dall’utenza 333/7403581 a 333/7797297; il mittente agganciava la cella di Allain (AO) loc Martinet; il messaggio raggiungeva il destinatario il 24 luglio 2011 alle ore 17.45 agganciando la cella di Grizzana Morandi (BO) Poggio di Carvaiano. Lo scambio di SMS avveniva, dunque, tra Aosta e località vicine a Bologna; posta tale premessa in fatto e posto, altresì, che i SMS e le telefonate estorsive (come anche le lettere) partivano da 140


località dell’area di Bolona e che gli imprenditori estorti (TROPIANO e MONTELEONE) si trovavano ad Aosta, è del tutto ragionevole concludere nel senso che l’estorsore di Bologna aveva un basista ad Aosta. Proprio in quei giorni si svolgeva ad Aosta la festa di San Giorgio e Giacomo, momento in cui era stata depositata nell’automobile di TROPIANO Angelo la seconda lettera estorsiva; posto che i fratelli TROPIANO ne avevano parlato alle ore 3.30 circa del 24 luglio 2011, è ragionevole ritenere che la missiva fosse stata consegnata poche ore prima; pertanto, lo scambio di SMS era immediatamente precedente il recapito della lettera e delle cartucce, il che rende altamente verosimile che le due circostanze fossero in relazione; l’ultimo messaggio era stato inoltrato da Aosta alle ore 1.23 e, quindi, era il segnale di conferma dell’avvenuta consegna. 2) Il 13 ottobre 2011, all’interno del telefono contraddistinto dall’IMEI 354615041621150 era stata inserita la scheda con numero di telefono 40751408878, relativo ad utenza verosimilmente romena; alle ore 20.54, dall’apparato (n.5 in uscita) e dall’utenza di cui sopra veniva inviato al numero 334/9019385 il seguente SMS: “fammi sapere se hai novita”; la cella agganciata dal mittente del SMS era posizionata in Grizzana Morandi (BO) località “poggio di Carvaiano”; alle ore 21.11 (n.19 in uscita) veniva inoltrato alla stessa utenza un altro messaggio dal testo: “fammi sapere se hai novita dammi conferma”; il telefono mittente agganciava la stessa cella di Grizzana Morandi. 3) Il 14 ottobre 2011 alle ore 12.31 (n.35 in uscita) veniva inoltrato un ulteriore SMS con testo: “fammi sapere se hai novita mandami indirizzo Luigi”; la cella agganciata era quella di Marzabotto via Venola, che copre usualmente le chiamate effettuate dal cellulare in uso a FACCHINIERI Giuseppe; l’utenza 334/9019385 é intestata al cittadino bulgaro K. D. e risulta attivata il 9 novembre 2010 a Rizziconi (RC), presso il già citato punto vendita AZ che ha sede all’interno del supermercato Auchan. 4) Il 14 ottobre 2011 alle ore 20.34 l’utenza 334/9019385 rispondeva (n.4 in uscita) con il seguente SMS: “ho incrociato il geometra lindirizzo te lo mando a breve”; alle ore 20.58 la stessa utenza inviava (n.6 in uscita) un altro SMS “lindirizo e via garin n 7 11100 AO”, che corrisponde all’abitazione di MONTELEONE Luigi. Il dato confermava che l’estorsore (il medesimo che stava compiendo l’estorsione in danno dei TROPIANO, atteso l’utilizzo dello stesso apparecchio telefonico) si avvaleva della complicità di un basista ad Aosta anche per le richieste estorsive a MONTELEONE. Il servizio di localizzazione attivato sull’utenza 334/9019385 forniva il riscontro certo all’ubicazione di tale utenza, consentendo di individuare un luogo di posizione dell’ampiezza di circa 500 metri, che comprende l’abitazione di RAFFA Roberto che si trova in Aosta, fraz. Excenex-Capoluogo 95: alle ore 20.33 l’utenza 334/9019385 riceveva messaggio che ne individuava la posizione in un zona distante tra i 5500 e i 6037 metri e in angolo compreso tra i 100 e 220 gradi dalla cella di fraz. Martinet del Comune di Allein (AO), posta a Lat. 45.805833 Nord e Lon. 7.292222 Est (cfr. mappa in appendice alla relazione 30/11/2011). Nello stesso orario RAFFA si trovava a casa, com’è dimostrato dal fatto che, durante una comunicazione telefonica (n.2048 del 14/10/2011 ore 20.40) con l’utenza che aveva in uso, agganciava la cella che copre solitamente la sua abitazione, ubicata nella stessa fraz. Martinet sopra citata. Incrociando tali dati, si ha la prova che RAFFA Roberto è il soggetto che ha recuperato e trasmesso a FACCHINIERI l’indirizzo dell’abitazione di MONTELEONE: è, cioè, il “basista” aostano degli estorsori. 5) Il 19 ottobre alle ore 10.25 sul telefono dell’estorsore veniva inserita la scheda contraddistinta dal numero 40747490861 (utenza romena); non veniva generato traffico, tuttavia pervenivano 141


messaggi dal gestore romeno, da cui si desumeva che l’apparato aveva agganciato la cella di Marzabotto via Venola, che, come detto, copre usualmente le chiamate effettuate dal cellulare in uso a FACCHINIERI Giuseppe. Lo stesso 19 ottobre 2011, alle ore 12.42, con l’utenza 338/1759186 l’apparecchio telefonico chiamava (n.6 in uscita) l’utenza 333/7403581 che risultava spenta; nella circostanza attivava la cella ubicata in Parma, via Avogadro 4; nello stesso orario CHEMI Giuseppe si trovava proprio a Parma, come confermato dal fatto che alle ore 12.08 aveva effettuato una telefonata (n. 650 del 19.10.2011 ore 12.08) con l’utenza a lui in uso agganciando la cella di Parma, via stradello vicinale Rasori. 6) Il 21 ottobre 2011, sul medesimo apparato telefonico veniva installata la scheda SIM n. 327/1642039 da cui, alle ore 20.06, veniva inviato un SMS (n.49 in uscita) verso l’utenza 334/9019385: “Fammi.sapere.se.ci.sono.novita.questo.e.mio.nunero”; a seguito dell’inoltro del SMS, l’apparato agganciava la cella di Grizzana Moranti, via Pioppo Berleta; confrontando l’ubicazione di tale cella con quelle attivate dall’utenza in uso a FACCHINIERI Giuseppe, si otteneva un ulteriore riscontro positivo all’ipotesi investigativa, in quanto alle ore 20.43 egli aveva ricevuto una comunicazione telefonica (nr. 260 del 21.10.2011 ore 20.43) agganciando tale cella. Tutti gli elementi sopra descritti costituiscono riscontro al fatto che l’apparato in uso all’estorsore e contraddistinto dall’IMEI 354615041621150 era stabilmente nella disponibilità di FACCHINIERI Giuseppe e/o di CHEMI Giuseppe (di quest’ultimo, certamente, la mattina del 19/10/2011). L’esame dei tabulati consente di verificare che le utenze 333/7403581 intestata a ZANET Ioan e 334/9019385 intestata a K. D. sono state impiegate sull’unico IMEI 359934035876880 che, per quanto emerso analizzando il traffico dell’utenza 334/9019385, era nelle mani del basista di Aosta, da identificare in RAFFA Roberto: unica persona, stabilmente dimorante ad Aosta, sulla quale convergono elementi indizianti gravi, precisi e concordanti, come meglio si dirà trattando specificamente della posizione di tale imputato. La connessione emersa tra il punto vendita AZ di Rizziconi e le utenze riconducibili all’estorsore è di estremo rilievo. Le utenze che risultavano essere state attivate presso l’indicato dealer sono: - l’utenza 366/9329091 intestata a M. I., attivata il 9/11/2010, intercettata con r.i.t. 1013/2011; - l’utenza 333/7403581 intestata a Z. I., attivata il 9/11/2010, intercettata con r.i.t. 1232/2011; - l’utenza 334/9019385 intestata a K. D., attivata il 9/11/2010, intercettata con r.i.t. 1597/2011, utilizzata dal basista aostano; - l’utenza 338/1759186 intestata a U. G., attivata il 13/11/2010, intercettata con r.i.t. 1277/2011; - l’utenza 333/7797297 intestata a R. M., attivata il 13/11/2010, installata sull’apparato telefonico avente IMEI 354615041621150, utilizzato dall’estorsore. Orbene, tra i dipendenti del reparto telefonia del centro commerciale AUCHAN di Rizziconi, cioè quello in cui sono state attivate le predette schede, lavora tale OMISSIS Attraverso le operazioni di intercettazione è emerso che CHEMI Giuseppe e RAFFA Roberto hanno avuto frequenti e diretti contatti, con OMISSIS. Quindi, CHEMI Giuseppe e RAFFA Roberto hanno avuto la concreta opportunità, attraverso i contatti con OMISSIS, di approvvigionarsi di schede telefoniche intestate a soggetti ignari, i cui dati personali erano stati abusivamente utilizzati. 142


Venivano svolti accertamenti anche sugli intestatari delle utenze attivate presso l’AZ di Rizziconi al fine di verificare se avessero acquistato altre schede presso lo stesso punto vendita. Effettivamente, i quattro cittadini romeni intestatari delle suddette utenze avevano, prima dei fatti estorsivi del 2011, attivato presso il rivenditore A.Z. s.p.a., che si trova presso il supermercato Auchan di Rizziconi, altrettante schede gestite da Wind e distribuite da Spal TLC s.p.a.. In particolare: − M. I., aveva attivato l’utenza OMISSIS il 06.10.2010; − Z. I., aveva attivato l’utenza OMISSIS il 28.09.2010; − U. G., aveva attivato l’utenza OMISSIS il 25.01.2010; − R. M., aveva attivato l’utenza OMISSIS il 01.11.2010. Lo stesso distributore comunicava che l’originale cartaceo dei contratti e dei documenti restava custodito presso il punto vendita. Quindi, i dati identificativi dei quattro soggetti si trovavano già presso l’Auchan di Rizziconi e potevano essere utilizzati per intestare a loro nome ulteriori schede: disponendo dei loro dati anagrafici, nonché del codice fiscale ed eventualmente della fotocopia di un documento, era possibile per OMISSIS attivare, a loro nome ed a loro insaputa, le schede poi utilizzate dall’estorsore. Subito dopo le prime telefonate estorsive ai danni di TROPIANO Giuseppe, presso il supermercato Auchan veniva acquisita copia della documentazione relativa all’attivazione della scheda SIM 366/9329091 intestata a M.I, tra cui la copia del contratto di attivazione, che si presentava incompleta nella sottoscrizione, ovvero non recava alcuna firma: segno evidente che era stata attivata ad insaputa dell’utente (all. nr. 133); per altro, sulla copia del contratto era presente in alto a destra una firma che, confrontata con la sottoscrizione di OMISSIS in calce ad un atto di notifica, risulta notevolmente somigliante (all. nr. 134). Venivano svolte indagini della stessa natura anche riguardo a P. I. e R.N.. Emergeva che a nome di entrambi i soggetti erano state attivate, presso l’esercizio OMISSIS, le seguenti utenze telefoniche di gestore WIND: − 327/1641741 attivata a nome di P. I. utilizzata per la telefonata estorsiva a MONTELEONE; − 327/1642043 attivata a nome di P. I., non utilizzata; − 327/1642039 attivata a nome di R. N. utilizzata per l’invio di un SMS all’utenza 334-9019385 intestata a K.d.; − 327/1641740 attivata a nome di R. N., non utilizzata. A nome di entrambi i soggetti risultavano attivate, in data anteriore ai fatti di estorsione per cui è processo, presso l’esercizio OMISSIS, le seguenti schede telefoniche: − P. I. aveva attivato l’utenza OMISSIS il 08.06.2010; − R. N. aveva attivato l’utenza OMISSIS il 26.02.2010. Nulla di rilevante per l’indagine è emerso circa il soggetto che ha lavorato nei punti vendita OMISSIS , in coincidenza con le date di attivazione delle utenze citate, OMISSIS; tuttavia, è emersa, però, la “coincidenza” che l’esercizio OMISSIS si trova a Bologna .

Eccezione di inutilizzabilità delle intercettazioni La difesa di CHEMI ha lamentato la mancata ricezione dell’avviso di deposito delle registrazioni delle conversazioni e l’inesistenza dei decreti autorizzativi l’utilizzo di impianti diversi da quelli installati presso la Procura, sollevando per questi motivi una questione di inutilizzabilità dei risultati delle intecettazioni telefoniche. 143


Sulla prima questione è più che sufficiente osservare che l’art.271 cpp non richiama l'art.268 c.4 cpp, sicché l’eventuale mancato avviso al difensore del deposito nella segreteria del P.M. dei verbali e delle registrazioni delle intercettazioni non è causa di nullità o inutilizzabilità delle stesse (cfr. Cass. 48161/09). Con riferimento alla disciplina contenuta negli artt.268 e 271 cpp, dunque, le operazioni di intercettazioni sono legittime e i risultati delle stesse sono utilizzabili. Quanto alla seconda questione, la dedotta assenza di decreti autorizzativi all'esecuzione delle operazione mediante impianti in dotazione alla polizia giudiziaria è sfornita di specificità, con riferimento all’indicazione dell’attività di captazione che, in concreto, sarebbe stata svolta utilizzando impianti diversi da quelli della Procura, in assenza di idonea autorizzazione. E’ noto -ma è necessario ricordarlo, alla luce del tenore dell’eccezione di inutilizzabilità formulata- che la contemporanea possibilità di ascolto negli uffici della polizia giudiziaria (c.d. ascolto in remoto) non comporta il venir meno delle garanzie previste, una volta che dagli impianti collocati in Procura sia possibile l'ascolto e la registrazione, dal momento che è proprio attraverso l'integrale registrazione delle conversazioni sul server della Procura che viene evitato il rischio di possibili manipolazioni della prova (Cass. n.41253/07; nell’ipotesi oggetto dell’indicata sentenza, anche la verbalizzazione; cfr. anche Cass. n. 20140/05). In questo caso, pertanto, non è necessario alcun decreto autorizzativo ex art. 268 c.p.p. Nessun problema si pone laddove l’attività di intercettazione è avvenuta in locali messi a disposizione dalla Procura o attraverso impianti installati negli uffici della Procura stessa. A fronte della genericità della contestazione e della quantità di decreti autorizzativi emessi, non è dato comprendere quali siano, nel concreto e nello specifico, le carenze lamentate, soprattutto considerando che, analizzando a campione i decreti del PM ed i relativi verbali di inizio di intercettazione della P.G., emerge chiaramente che le operazioni di registrazione sono avvenute utilizzando server fisicamente posti nella sala intercettazioni della Procura con possibilità di ascolto anche in remoto presso gli uffici della polizia giudiziaria operante (vedi ad esempio decreto P.M. del 24/03/11 Dr. Castellani e relativo verbale di inizio intercettazione del 24/03/11, a pag. 583 e pag. 578 del faldone 11, nel fascicolo relativo al rit intercettazioni procura n. 487/11 DDA). Poste tali premesse, in fatto e in diritto, e la genericità dell’eccezione, ogni ulteriore approfondimento argomentativo appare decisamente ultroneo.

La vicenda estorsiva in danno di MONTELEONE Il danneggiamento mediante incendio dell’escavatore della ARCHEOS di MONTELEONE, avvenuto la serata dell’ 11 settembre 2011 è indubbiamente da ricondurre alla medesima mano che ha attuato il tentativo estorsivo in danno dei TROPIANO. Numerosi e di varia natura sono gli elementi oggettivi che militano in tal senso. Innanzitutto, è circostanza certa e dimostrata che l’apparecchio telefonico dal quale sono state effettuate le chiamate estorsive in danno di MONTELEONE è quello utilizzato nella vicenda TROPIANO. Si è già ampiamente dato conto di come gli accertamenti eseguiti abbiano consentito di verificare che le prime due chiamate estorsive del 27 giugno 2011 a TROPIANO Giuseppe, provenienti dall’utenza 366/9329091, fatte dalla provincia di Bologna (per entrambe le chiamate era stata agganciata la cella di Castel di Casio), i successivi tentativi di chiamata a TROPIANO Giuseppe ed all’ufficio dell’Edilsud, effettuati sia con la predetta utenza sia con l’utenza numero 338/1759186, e anche la richiesta estorsiva telefonica fatta il 17 settembre 2011 a MONTELEONE, proveniente dall’utenza 327/1641741, erano tutte originate dallo stesso apparato telefonico, identificato dal codice IMEI 354615041621150, sul quale le diverse schede erano state di volta in volta installate.

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Nessuna ragionevole spiegazione può giustificare simile dato di fatto, se non che gli autori delle richieste estorsive rivolte a TROPIANO sono gli stessi della richiesta estorsiva in danno di MONTELEONE. Avvalora tale convinzione il fatto che tutte le schede, utilizzate per l’uno e per l’altro tentativo estorsivo, sono state attivate presso l’unico esercizio commerciale interno al supermercato Auchan di Rizziconi. E’ inoltre impossibile non notare le profonde analogie che si riscontrano nel tenore delle lettere inviate a TROPIANO e a MONTELEONE: ricorrono i medesimi concetti espressi con la medesima terminologia: si parla di “accordo tra nobis”; si fa presente che si tratta di “una questione di principio”; si invita l’interlocutore a “non fare l’infame”; si ammonisce la vittima a non chiedere l’intervento di qualche “mammasantissima” (e, in specie, dei compaesani RASO, citati sia nella lettera a MONTELEONE che nell’ultima lettera a TROPIANO); ancora, nella seconda lettera a TROPIANO si legge “i pallettoni quando arrivano non chiedono permesso a nessuno, chiaro il concetto” e nella lettera a MONTELEONE si legge “i pallettoni quando arrivano, arrivano e basta senza chiedere permesso a nessuno, comprende il concetto”. Gli elementi coincidenti sono talmente numerosi e talmente peculiari che siffatta ricorrenza trova un’unica ragionevole spiegazione nell’essere unica la mano che ha redatto le lettere destinate ai TROPIANO e quella inviata a MONTELEONE. Quanto ora detto appare più che idoneo a fondare la ragionevole certezza dell’unicità dell’ideazione che sta a monte di entrambe le vicende estorsive e che gli autori dell’una sono i medesimi dell’altra. Vanno tuttavia aggiunte, per completezza espositiva, due ulteriori circostanze, che potrebbero sembrare mere coincidenze se svincolate dagli altri elementi, ma che assumono il valore dell’elemento “a conferma” se lette nell’intero contesto della vincenda. Il primo “elemento di contorno” è che anche MONTELEONE è originario di San Giorgio Morgeto (RC), al pari dei TROPIANO e di altri protagonisti delle vicende oggetto del presente processo. Altro “elemento di contorno”, a suffragio dell’indicata conclusione, è il lapsus in cui incorre il soggetto che effettua la prima telefonata a TROPIANO Giuseppe, chiamandolo “Luigi”, cioè con il nome di battesimo di MONTELEONE.

Capo 2) l’esplosione dei colpi d’arma da fuoco contro l’abitazione di San Giorgio Morgeto L’autore materiale dell’esplosione dei colpi d’arma da fuoco all’indirizzo dell’abitazione della GIOVINAZZO a San Giorgio Morgeto non è stato identificato. In particolare, nel corso delle indagini non si è riusciti ad andare al di là di meri sospetti circa l’intervento personale di RAFFA Roberto, che in quei giorni effettivamente si trovava in zona per un periodo di vacanze. All’esito dell’indagine, può dirsi invece certo che l’esplosione dei colpi d’arma da fuoco è stato uno dei gesti intimidatori rivolti ai TROPIANO, costituendo una modalità di estrinsecazione (accanto alle lettere minatorie e all’invio di bossoli) delle minacce estorsive. E, infatti, chi doveva “capire” che l’esplosione dei colpi si innestava in simile contesto estorsivo, al pari delle minacce scritte e dell’inoltro dei bossoli, aveva perfettamente capito. Nella già riportata conversazione del 21/8/2011 (progr. 235) TROPIANO Romeo e TROPIANO Salvatore concordavano sul fatto che ciò che era accaduto a San Giorgio Morgeto era collegato con quanto stava accadendo in Valle d’Aosta (TROPIANO Salvatore commentava letteralmente: “E un collegamento che si collegano ih...si collegano da soli hai capito? Lavorano sia quassù che laggiù”). 145


I TROPIANO, commentando tra loro l’episodio nei seguenti termini: “ce l'hanno con loro” (cfr. conv. progr. 235 del 21/8/2011), dimostravano di avere compreso che, colpendo direttamente la loro famiglia, quelli che avevano esploso i colpi miravano a colpire anche altri: ed è del tutto ragionevole, tenuto conto dell’intero contesto in cui l’episodio si inserisce, che con il pronome “loro” i TROPIANO si riferissero ai RASO, unica altra famiglia coinvolta nella vicenda. Nella conversazione ambientale n. 4809 del 24/8/2011, TROPIANO Giuseppe spiegava alla OMISSIS: “…poi il discorso qual è che hanno fatto questo cazzo di, di, di azione giù hanno messo in subbuglio tutto capisci adesso tutti mio fratello ha detto c'è un pour parler in paese piccolo gli hanno sparato gli chiederanno dei soldi non hanno pagato ...hai capito? ...Pensano tanti che hanno sparato perchè ci hanno chiesto dei soldi e non abbiamo pagato”. Anche nella conversazione ambientale n. 5719 del 14/9/2011, ore 13.31, TROPIANO Giuseppe, parlando dell’estorsione con OMISSIS, dopo averle riferito di aver ricevuto dagli estorsori non solo telefonate ma anche una lettera, raccontava dei colpi che erano stati esplosi come ulteriore gesto intimidatorio nell’ambito della medesima estorsione e nello stesso contesto accennava, addirittura, alla vicenda di MONTELEONE. E’, dunque, spiegato dallo stesso diretto interessato, destinatario dell’azione di fuoco, il significato dell’esplosione dei colpi: il messaggio, che doveva essere recepito, oltre che dai diretti interessati, cioè i TROPIANO, anche dai compaesani di San Giorgio Morgeto, era che il gesto costituiva un avvertimento rivolto a chi non aveva ancora effettuato un pagamento richiesto; TROPIANO Giuseppe era ben consapevole che in paese l’avrebbero capito tutti. A conferma di simile ricostruzione del significato dell’esplosione dei colpi, sta il fatto che nella quarta lettera diretta ai TROPIANO l’estorsore invitava i TROPIANO ad apporre i cartelli “vendesi” (indicanti la disponibilità a pagare) proprio sulla casa di OMISSIS: è veramente difficile pensare che l’estorsore abbia del tutto casualmente alluso a tale episodio, essendone del tutto estraneo, ben potendo scegliere una diversa modalità (pur parimenti plateale) di ricevere l’assenso delle vittime al pagamento del prezzo dell’estorsione. Soprattutto, come meglio si dirà nel prosieguo, se l’esplosione dei colpi significava chiaramente, per tutti gli abitanti, che qualcuno, in quella casa, non aveva “pagato”, la successiva affissione dei cartelli “vendesi” proprio su quell’abitazione significava (per i TROPIANO come per gli abitanti di San Giorgio Morgeto) che ora era venuto il momento della capitolazione e chi non aveva ottenuto il pagamento prima veniva, ora, soddisfatto. D’altra parte, i TROPIANO avevano spesso discusso tra loro dell’ipotesi che nell’esplosione dei colpi a San Giorgio Morgeto avesse un ruolo anche RAFFA, che forse OMISSIS aveva scorto, nei pressi dell’abitazione, pochi giorni prima; l’abbinamento tra la persona implicata nell’esplosione dei colpi a San Giorgio Morgeto, “l’avvocato SILIENTE” e il soggetto latore della seconda lettera e dei bossoli, identificato in RAFFA Roberto, ricorre parecchie volte nelle conversazioni registrate. Come detto, non v’è certezza assoluta della bontà di simili ipotesi. Come si è visto trattando più diffusamente dell’episodio, i TROPIANO decideranno di sporgere denuncia solo dopo aver consultato RASO Michele (cfr. le conversazioni telefoniche del 21/8/2011; cfr. anche interrogatorio RASO, 23/1/2012, pag.5), il quale farà loro presente come, di fronte a un fatto così eclatante, sarebbe stato impossibile evitare l’intervento delle forze dell’ordine; ed è così che OMISSIS sporgerà la denuncia per la sola esplosione dei colpi d’arma da fuoco, mentre TROPIANO Salvatore sporgerà la denuncia inserendovi anche le richieste estorsive che, dopo lunghi “pensamenti”, saranno limitate alla forma delle intimidazioni telefoniche. La necessità di valutare con attenzione e concordare, insieme ai RASO, l’an e soprattutto il contenuto della denuncia che TROPIANO Salvatore avrebbe sporto ad Aosta attesta ulteriormente che i TROPIANO e i RASO erano certi del collegamento sussistente tra gli spari e 146


le richieste estorsive: da un lato, è proprio la sparatoria a San Giorgio Morgeto che convincerà i RASO e, quindi, i TROPIANO, della necessità di denunciare le richieste estorsive; dall’altro, è la certezza di aver capito chi c’è dietro all’intera vicenda (richieste estorsive e sparatoria), che farà maturare nei RASO e, quindi, nei TROPIANO, la decisione di non menzionare le lettere, onde non consentire agli inquirenti di risalire a FACCHINIERI. Il convincimento condiviso dai RASO e dai TROPIANO, del resto, non appare affatto frutto di un irragionevole pregiudizio, ma è assolutamente congruente con i dati oggettivi che essi avevano a disposizione e che emergono dagli atti dell’indagine: l’attentato intimidatorio era stato posto in essere in concomitanza con l’unica richiesta estorsiva di cui i TROPIANO erano destinatari e dava concreta attuazione alle minacce che, nelle lettere, avevano accompagnato le richieste estorsive stesse; i TROPIANO, da anni residenti ed operanti in Valle d’Aosta, non avevano ragioni (lavorative, personali o di altro genere) idonee a spiegare l’attentato se non riferendolo alla recente richiesta estorsiva; il tenore dell’ultima lettera estorsiva, con il suo espresso riferimento alla “casa dove hanno sparato le finestre giù in Calabria”, “chiudeva il cerchio”, connettendo inequivocabilmente l’attentato calabrese alle richieste aostane. Si può quindi concludere con ragionevole certezza che la convinzione dei RASO e dei TROPIANO circa l’implicazione diretta di FACCHINIERI e dei suoi famigliari rispondeva a logica coerenza con tutti gli elementi fattuali, il che convince della sua fondatezza.

capo 5) la detenzione e il porto dell’arma All’atto del fermo e della perquisizione, RASO Michele veniva trovato in possesso di una pistola marca Beretta cal. 7,65 con relativo munizionamento. La materialità del reato è pacifica e non contestata, come anche la sussistenza dell’elemento soggettivo. Quanto al movente, RASO ha riferiato di essersela procurata, per timore circa la propria incolumità personale, dopo l’uccisione di suo fratello. Nel corso dell’interrogatorio reso al PM 23/1/2012, ha dichiarato: “in particolare, me la sono procurata dopo essere passato da Bologna perché FACCHINIERI mi voleva fare le condoglianze. In questa ocasione FACCHINIERI mi portò all’interno di un casolare: mi chiese se avevo sospetti su qualcuno, se avevamo litigato con qualcuno e che anche io dovevo stare attento perché mi potevano uccidere anche mentre stavo sopra il camion. ADR: In effetti ho percepito le parole di FACCHINIERI come una minaccia anche perché, invece che a prendere un caffè, mi aveva portato in un luogo isolato ed erano discorsi che mi preoccupavano. Dopo quell’incontro, mi sono procurato la pistola”. Non essendo emerso alcun elemento obbiettivo che consente di ricollegare la detenzione ed il porto dell’arma con le vicende estorsive in danno di TROPIANO e di MONTELEONE, non essendo neppure emersi elementi obbiettivi che smentiscano la versione di RASO, ad essa si può dare credito. Il che non esclude l’esistenza del reato, come ascritto, salvo che con riferimento all’aggravante ex art.61 n.2 cp, in origine contestata proprio sul presupposto dell’esistenza di tale nesso.

Le singole responsabilità FACCHINIERI Nel corpo dell’annotazione 30/11/2011 e nella scheda che ne costituisce allegato (fogli 648 e 649) FACCHINIERI Giuseppe è indicato come esponente di spicco del clan FACCHINERI di Cittanova, protagonista della sanguinosa faida di ‘ndrangheta protrattasi dalla fine degli anni ’70 fino agli anni ’90, che ha contrapposto il clan FACCHINIERI al clan ALBANESE-RASOGULLACE. 147


Condannato per omicidio, associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione ed altri gravi reati, è stato scarcerato per fine pena il 12 febbraio 2010 dopo aver scontato oltre 11 anni di carcere per associazione a delinquere di stampo mafioso e per l’omicidio di Giuseppe MAMMONE, appartenente al clan ALBANESE-RASO-GULLACE All’epoca dei fatti per cui si procede in questa sede (primavera-autunno 2011), era sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata, a Bologna. Come si è detto, è certo che il “professore” cui si fa riferimento in molte delle conversazioni intercettate è proprio FACCHINIERI: lo dimostra il confronto tra il tenore delle conversazioni e gli accadimenti relativi al primo incontro; del resto, lo stesso FACCHINIERI lo ha dichiarato al PM nel corso dell’interrogatorio del 27/7/2012. Nessun dubbio sussiste circa il fatto che i RASO (e in primis Salvatore, secondo quanto dichiarato da RASO Michele nell’interrogatorio reso al PM il 23/1/2012) abbiano da subito identificato in FACCHINIERI Giuseppe il responsabile dell’estorsione ai danni dei TROPIANO; nessun dubbio sussiste circa il fatto che proprio per questo motivo i RASO chiesero ed ottennero il primo incontro dell’agosto 2011 e che tale fu l’argomento anche degli incontri successivi. Il materiale investigativo consente di ritenere ampiamente dimostrato che il convincimento di RASO Salvatore era corretto. L’esame del traffico telefonico generato dai numeri sottoposti ad intercettazione nel periodo antecedente al tentativo di estorsione consentiva di appurare un contatto tra FACCHINIERI Giuseppe e Michele RASO risalente al 4 maggio 2011. Nella conversazione delle ore 9.44 (progr. n. 6403, all. 40) RASO Michele voleva parlare con una persona che aveva in uso l’utenza telefonica intestata a CHEMI, il quale fungeva da tramite; alle ore 12.55 detta persona chiamava Michele RASO e porgeva le condoglianze per il decesso di “Micu Zuccaro” ovvero RASO Domenico, padre di Michele, morto il 23 marzo 2011; alla fine della chiamata chiedeva a RASO Michele di salutare: “Vincenzino e tutti i tuoi fratelli” (conv. progr. 6411, all.41). Dall’indicazione, fornita durante la seconda telefonata, “eh... hai chiamato mio cognato... gli hai detto che volevi parlare con me”, si trae la conferma che l’interlocutore di RASO era proprio FACCHINIERI Giuseppe, cognato di CHEMI Giuseppe. Lo stesso FACCHINIERI Giuseppe ha dihciarato al PM: “Ricordo che ad un certo punto, non so dire come, RASO Michele ha telefonato a mio cognato CREMI Giuseppe dicendogli che voleva salutarmi. Mio cognato chiese chi fosse e rispose a RASO che avrebbe portato l'ambasciata a me e gli avrebbe fatto sapere. CHEMI mi ha detto che aveva chiamato RASO Michele, persona che lui conosceva per averla incontrato qualche volta in Calabria perché faceva il corriere e il trasportatore, e che voleva parlarmi. Io col telefono di mio cognato ho telefonato a RASO Michele, persona che conosco da tanti anni (…omissis...). Io ho un telefonino nella mia disponibilità che usavo solo per chiamare i miei familiari più stretti o i carabinieri in caserma, dato che ero in regime di libertà vigilato, con obbligo di firma tre volte a settimana e l'obbligo di rincasare entro le 21.00. Abito a Marzabotto, via Pioppo Berleta n. 35 insieme a mia moglie RAGOSCIOUC Silvia, con la quale mi sono sposato nel gennaio 2006 o 2005. Non parlavo con nessun altro al telefono, non avevo contatti con nessuno. Tornando al racconto, ho richiamato RASO, gli ho fatto le condoglianze per la morte del padre. Lui mi disse che voleva passare a salutarmi. Io gli feci presente che ero in una situazione delicata per la libertà vigilata” (cfr. interrogatorio al PM 27/7/2012, pag. 3). Gli elementi che attingono FACCHINIERI sono numerosi e hanno le caratteristiche degli indizi gravi, precisi e concordanti, idonei a costituire prova della sua responsabilità penale in tutti i reati ipotizzati a suo carico dalla Pubblica Accusa.

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Il primo elemento riguarda la provenienza delle lettere estorsive. La prima lettera estorsiva proveniva da Bologna; proprio per la facile riconducibilità del luogo di provenienza della lettera alla persona di FACCHINIERI, TROPIANO Giuseppe e i suoi fratelli decidevano di non farne menzione nella denuncia sporta il 23 agosto: a Giuseppe verrà data precisa indicazione: “portalo normale senza additivi”; questo è il contenuto della decisione assunta, dopo avere consultato i RASO, quale emerge dalle conversazioni del 22 agosto; il 23 agosto TROPIANO Romeo sarà esplicito anche sul motivo di tale decisione: “Quella là si deve mettere da parte ... se no vengono a prendere davvero a quello là” e, a quel punto, si sarebbe certamente verificato che “quello là” avrebbe “scatenato una guerra lui”, come spiegava TROPIANO Giuseppe, ma loro stessi (i TROPIANO) ci sarebbero andati di mezzo, come amaramente constatava e prevedeva TROPIANO Romeo: “dentro un guaio lui.... però siamo sempre noi”. La quarta lettera estorsiva indirizzata ai TROPIANO è stata sequestrata presso l’ufficio postale ed è stato, così, accertato senza dubbio alcuno, che anche in questo caso la busta recava il timbro di partenza di Bologna. Il primo, inequivoco, dato oggettivo, è dunque che le lettere estorsive provenivano dalla zone di residenza di FACCHINIERI (e CHEMI). Un analogo dato di fatto si ricava anche dall’analisi sulle celle attivate dal telefono utilizzato dall’estorsore. Occorre in proposito sottolineare sin d’ora che le telefonate estorsive ai TROPIANO e a MONTELEONE sono state originate dallo stesso apparato telefonico, identificato dal codice IMEI 354615041621150, sul quale le diverse schede sono state di volta in volta installate: ciò che dimostra in modo inequivoco il legame tra le due vicende e, cioè, che l’autore di entrambi i tentativi estorsivi era uno solo e coincideva con l’utilizzatore del telefono sopra individuato. Si deve altresì evidenziare che le schede impiegate per le comunicazioni in esame non hanno generato traffico, in entrata e in uscita, con utenze estranee alle vicende estorsive per cui è processo: sono dunque state attivate all’unico scopo di fungere da mezzo di comunicazione e strumento per commettere le estorsioni in danno dei TROPIANO e di MONTELEONE. Orbene, le chiamate estorsive del 27 giugno sono partite dall’area geografica ricompresa tra le località di Marzabotto (ove risiede FACCHINIERI) e Castel d’Aiano (ove risiede CHEMI), che si trovano in provincia di Bologna. Oltre a CHEMI Giuseppe -cognato di FACCHINIERI Giuseppe, avendo sposato quest’ultimo la sorella OMISSIS-, a Castel d’Aiano dimora anche FACCHINIERI Vincenzo, fratello di Giuseppe, amministratore unico della “Nuova Macrom s.r.l.”, con sede a Marzabotto, via dell’Industria n.33, impresa che si occupa di galvanizzazione, lucidatura e verniciatura di oggetti in metallo, presso la quale risultano dipendenti sia FACCHINIERI Giuseppe sia CHEMI Giuseppe. La telefonata che TROPIANO Giuseppe riceveva il 27 giugno 2011, ore 19.37, proveniva dall’utenza 366/9329091, che agganciava la cella telefonica di Castel di Casio (BO), località Omomorto. Dalla stessa zona geografica, prossima sia all’abitazione di FACCHINIERI che a quella di CHEMI, provenivano anche le altre numerose chiamate dell’utenza 366/9329091 dirette a TROPIANO Giuseppe. Invero: - il 5 agosto alle ore 17.02 l’utenza 366/9329091 generava un tentativo di chiamata a TROPIANO Giuseppe, agganciando la cella di Zocca (MO) località Cà Corazza, località che si trova lungo la SP 623 che da Vergato (BO) conduce a Marano sul Panaro (MO), sul crinale dell’appenino emiliano posto tra le due province, quindi non distante né dall’abitazione di FACCHINIERI né dal quella di CHEMI; - il 10 agosto 2011 c’erano stati tentativi di contatto telefonico dall’utenza 338/1759186 al numero fisso della sede dell’Edilsud in Aosta, preceduti dal tentativo di chiamata all’utenza 149


333/7403581 che, come ampiamente detto, era in uso al basista aostano; nelle circostanze di cui sopra, l’utente anonimo aveva agganciato la cella telefonica di Castel di Casio (BO), località Omomorto; - il 17 settembre 2011 l’utenza 338/1759186 effettuava chiamate agli uffici della Edilsud e all’utenza intestata a Z. I. agganciando la cella sita in Pistoia, località Pitornella, poi la cella sita in Pistoia località “il Campone” e infine la cella sita in Marliana (PT) località Dogana Vecchia, Femminamorta; - alle ore 16.37, agganciando la cella di Marliana (PT) via Sarripoli e Brocchi, dall’utenza 327/1641741 era stata eseguita la chiamata estorsiva a MONTELEONE Luigi. L’estorsore, dunque, cambiava scheda, differenziando l’utenza chiamante in relazione al destinatario della telefonata e vittima dell’estorsione, ma non aveva l’avvedutezza di cambiare l’apparecchio e neppure si spostava dalla località da cui effettuava le chiamate, che è unica (le celle agganciate sono diverse perché sono diversi i relativi gestori; cfr. annotazione 30/11/2011). Tutte le celle agganciate in provincia di Pistoia si trovano lungo la SS 64 “Porrettana” che congiunge le provincie di Bologna e Pistoia attraverso l’appennino Tosco-Emiliano; non lontano, quindi, da Marzabotto (BO) ove risiede FACCHINIERI e da Castel d’Aiano (BO) dove risiede CHEMI. Si è dato conto del fatto che il telefono contraddistinto dall’IMEI 354615041621150 non venisse impiegato solo per le telefonate estorsive, ma anche per le comunicazioni via SMS con il basista, da e per la Valle d’Aosta27: comunicazioni il cui tenore inequivocamente riconduce ai fatti per i quali si procede. Ed, invero, quando il 13 ottobre 2011 dalla scheda con numero di telefono 40751408878 posta all’interno del telefono contraddistinto dall’IMEI 354615041621150 parte, diretto al numero 334/9019385, il SMS: “fammi sapere se hai novita”, la cella agganciata dal mittente del SMS si trova a Grizzana Morandi (BO) località “poggio di Carvaiano” e anche alle ore 21.11, quando veniva inoltrato alla stessa utenza un altro messaggio dal testo: “fammi sapere se hai novita dammi conferma”, il telefono mittente agganciava la stessa cella di Grizzana Morandi; così, quando il 14 ottobre 2011 inoltrava il SMS con testo: “fammi sapere se hai novita mandami indirizzo Luigi”, la cella agganciata era quella di Marzabotto, via Venola, che copre usualmente le chiamate effettuate dal cellulare in uso a FACCHINIERI Giuseppe. E, ancora, quando lo stesso 14 ottobre 2011 l’utenza 334/9019385 risponderà con i SMS: “ho incrociato il geometra lindirizzo te lo mando a breve” e “lindirizo e via garin n 7 11100 AO”, la cella agganciata dal ricevente era nuovamente qualla di Marzabotto, via Venola. Come si è visto, l’indirizzo trasmesso con SMS era quello dell’abitazione di MONTELEONE Luigi. Lo scambio di SMS avveniva, dunque, sempre e solamente, tra Aosta e località vicine a Bologna. Posta tale premessa in fatto e posto, altresì, che i SMS e le telefonate estorsive (come anche le lettere) partivano da località dell’area di Bologna e che gli imprenditori estorti (TROPIANO e MONTELEONE) si trovavano ad Aosta, è del tutto ragionevole concludere nel senso che l’estorsore/gli estorsori si trovavano stabilmente nella provincia di Bologna e avevano un “collaboratore” ad Aosta, unico per entrambi gli imprenditori, il quale -come si vedà meglio nel prosieguo- è da identificare in RAFFA Roberto. La circostanza che gli interlocutori del basista aostano siano identificabili in FACCHINIERI Giuseppe e nel suo braccio destro CHEMI trova ulteriore conferma nel traffico telefonico del 19 e 21 ottobre 2011. 27

Ad es: il 21 luglio 2011, ore 13.39: Marzabotto, via Venola - Saint Christophe (AO) SS 26 c/o Prealpina; ore 21.28: Allain (AO), loc. Martinet - Grizzana Morandi (BO) Poggio di Carvaiano; ore 22.40: Grizzana Morandi (BO), Poggio di Carvaiano - Allain (AO) loc Martinet; il 22 luglio 2011, ore 21.47: Saint Marcel (AO) frazione Rean Grizzana Morandi (BO) Poggio di Carvaiano; il 24 luglio 2011, ore 1.23: Allain (AO) loc Martinet - Grizzana Morandi (BO) Poggio di Carvaiano.

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Il 19/10/2011 l’utenza 40747490861 riceveva messaggi dal gestore romeno, da cui si desumeva che l’apparato aveva agganciato la cella di Marzabotto, via Venola, che, come detto, copriva usualmente le chiamate effettuate dal cellulare in uso a FACCHINIERI. Alle ore 20.06 del 21 ottobre 2011, sul medesimo apparato telefonico veniva inserita la scheda 327/1642039 dalla quale veniva inviato il sms “Fammi.sapere.se.ci.sono.novita.questo.e.mio.numero”, diretto all’utenza 334/9019385 (da attribuire al RAFFA, come detto), con attivazione della cella di Grizzana Moranti, via Pioppo Berleta: la medesima che si attivava in occasione della comunicazione telefonica, estranea alla vicenda estorsiva, che FACCHINIERI riceveva di lì a poco, alle ore 20.43. Tutti gli elementi sopra descritti indicano in modo univoco che l’apparato in uso all’estorsore, contraddistinto dall’IMEI 354615041621150, era stabilmente nella disponibilità di FACCHINIERI Giuseppe, ovvero del suo incaricato CHEMI Giuseppe (per quest’ultimo, si preciseranno ulteriori dettagli nel prosieguo). Nel corso dell’interrogatorio al PM, RASO Michele ha dichiarato che sia nel corso del primo incontro, al quale lui era presente, sia nel corso del secondo incontro (al quale era presente il fratello Salvatore e di cui, dunque, ha avuto conoscenza degli esiti de relato) FACCHINIERI e CHEMI si erano detti estranei al problema dei TROPIANO. Tuttavia, se l’estraneità di FACCHINIERI fosse autentica, non si spiegherebbe come mai una persona come lui, che aveva già trascorso in carcere un periodo consistente della sua vita, che era costantemente controllato dalle forze dell’ordine in quanto sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata, abbia accettato non uno bensì più incontri, nei quali si parlava di gravi estorsioni, sostanzialmente al solo fine di ribadire la propria estraneità ai fatti, quasi che la sua parola non fosse credibile e, rendendosi conto di non essere creduto dai suoi interlocutori, dovesse piegarsi a ripetere la propria versione per convincerli, così correndo l’elevatissimo rischio di incorrere, se non altro, in segnalazioni all’Autorità Giudiziaria per essersi accompagnato a pregiudicati, quali i RASO. E’ manifestamente inverosimile che FACCHINIERI, attesa la sua caratura criminale, abbia negato la propria responsabilità e non sia stato, per così dire, “preso sul serio” dai suoi interlocutori che nell’arco di poche settimane rinnovavano la richiesta di avere un colloquio, richiesta alla quale lui aderiva. Una lettura più ragionevole degli accadimenti impone invece di ritenere che nell’interrogatorio al PM RASO abbia inteso “alleggerire”, sul punto, la posizione di FACCHINIERI e, per conseguenza, anche la propria; ovvero, che FACCHINIERI abbia “giocato al gatto con il topo”, negando con le parole (ed è la parte riferita da RASO), ma facendo comunque capire, alla luce della non verosimiglianza della versione fornita, la correttezza dell’individuazione dell’estorsore, secondo una logica comportamentale perfettamente conforme al modello mafioso che tutti gli interlocutori erano adusi a comprendere ed a praticare. Un’ulteriore circostanza corrobora il giudizio di penale responsabilità di FACCHINIERI: se nelle prime missive l’estorsore dato il generico suggerimento di non far intervenire qualche “mammasantissima”, nella quarta lettera ammoniva esplicitamente i TROPIANO a non avvalersi dell’aiuto dei RASO, perché del tutto inutile (“A noi non interessa se paghi i tuoi amici calabresi Raso e compagni”): chi scriveva, dunque, sapeva che i TROPIANO avevano chiesto l’intermediazione proprio dei RASO per risolvere il loro “problema”; gli estorsori, e solo loro, potevano sapere che i RASO erano stati interessati della gestione della vicenda e della conduzione delle trattative; e dagli atti non emerge alcun altro soggetto, eccetto FACCHINIERI (e CHEMI), che sapesse dell’interessamento dei RASO, essendo FACCHINIERI (e CHEMI) gli unici che i RASO, in qualità di intermediari, avevano interpellato al fine di chiarire la questione e concordare una soluzione. 151


Per completezza, si ricorda che RASO, nel più volte citato interrogatorio al PM, ha dichiarato: “…Luigi [MONTELEONE] è una brava persona e di lui non posso dire niente; non sapevo dell’estorsione ai danni di MONTELEONE e lui non ci ha mai detto niente ma se ce ne avesse parlato forse avremmo avuto più elementi per capire che si poteva trattare di FACCHINIERI; saremmo stati più attenti con il “professore”; e magari a quest’ora mio fratello non sarebbe morto”; così confermando, da un lato, la “caratura criminale” di FACCHINIERI e, dall’altro, la sua implicazione nelle vicende estorsive. Un’ultima considerazione si impone, quanto al movente di FACCHINIERI. Il profitto economico (“voi vi fate i vostri guadagni con le vostre amicizie politiche locali e anche noi ci guadagniamo qualche cosina” e “noi vogliamo mangiare un po’ come tutti voi nella maniera più pacifica”; cfr. prima lettera a TROPIANO Giuseppe), potrebbe essere considerato sufficiente a stimolare l’azione di un soggetto pregiudicato da poco uscito dal carcere dopo avervi trascorso oltre undici anni di inattività, tanto più considerando che si trattava di un profitto di entità non indifferente, ancorché “trattabile”. Ma sarebbe una lettura miope dell’intera vicenda quella che si esaurisse nell’individuare il movente reale nel solo conseguimento dell’illecito vantaggio economico che il buon esito delle due intraprese avrebbe procurato. Già contraddice tale ipotesi la circostanza che l’immediato intervento dei RASO -il cui recarsi dal FACCHINIERI manifestava l’evidente disponibilità all’accordo- non avesse sortito esito positivo, stante la posizione di netta chiusura del FACCHINIERI, laddove la mera volontà di acquisire un profitto avrebbe suggerito una maggiore accessibilità alle trattative. Per individuare il vero scopo dell’operazione, occorre invece soffermarsi sui segnali che si traggono sin dalla prima lettera a TROPIANO Giuseppe. Anzitutto vi si legge l’affermazione: “abbiamo moltissimo tempo”, il che significa che il guadagno, immediato o comunque in tempi brevi, non esauriva le pretese degli estorsori e, forse, non si collocava neppure al “primo posto”. Lo scopo delle due azioni estorsive (lo dicono gli stessi estorsori) era, dunque, necessariamente da rinvenire, almeno in parte, anche in vantaggi acquisibili in una prospettiva di lungo periodo. In tale ottica, assume poi particolare rilievo il riferimento esplicito alla “questione di principio”, che accompagnava le richieste di denaro, da collegare inevitabilmente ai gesti intimidatori di non poco momento che l’estortore ha poi messo in campo, dopo aver sostanzialmente rifiutato la trattativa che i RASO avevano cercato reiteratamente di intavolare. La portata non casuale di simile accenno alla questione di principio si coglie ancor meglio se si pensa alle vicende di sangue che hanno, per lungo tempo, legato la sorte dei RASO a quella dei FACCHINIERI nella provincia di Reggio Calabria. Colpire i TROPIANO in Valle d’Aosta e avvantaggiarsi dei profitti da questi ricavati dalla redditizia attività edilizia ivi svolta, significava -necessariamente- rivendicare una supremazia sui RASO, notoriamente protettori dei TROPIANO in terra valdostana i quali, sino a quel momento, avevano sempre “lavorato bene” e che ora dovevano apparire non più in grado di fornire idonea protezione, avendo a che fare (non più con i MAMMOLITI o con PEPE’ Pappino, ma) con FACCHINIERI. Del resto, si è già avuto occasione di osservare come le modalità plateali attraverso cui i TROPIANO avrebbero dovuto manifestare la loro accondiscendenza -imposte nella quarta lettera estorsiva, successiva all’omicidio di Salvatore RASO-, rivelino all’evidenza la volontà di rendere manifesti il cedimento dei TROPIANO e la “caduta” dei RASO, in un contesto ambientale assuefatto a cogliere agevolmente tali messaggi. Non solo. Posto che le vittime delle tentate estorsioni sono personaggi di massimo livello dell’imprenditoria, da anni attivi in una regione ricca come la Valle d’Aosta e aggiudicatari di appalti milionari (rispettivamente, TROPIANO nel settore dell’edilizia e MONTELEONE in 152


quello del recupero archeologico) e posto che la Valle d’Aosta è stata, nei decenni passati come tutt’ora, meta di un significativo flusso migratorio dalla Calabria di persone che ivi hanno “fatto fortuna”, è chiaro che l’infiltrazione nel tessuto economico e imprenditoriale della regione poteva fruttuosamente prendere piede, consentendo ai FACCHINIERI ed al loro clan di mettere le mani, con l’intimidazione, sui proventi degli affari acquisiti dalle vittime delle estorsioni. Rivendicare una posizione di supremazia sui RASO, in Valle d’Aosta come a San Giorgio Morgeto e dintorni, da un lato; inserirsi, senza faticare in proprio, negli lucrosi affari dei calabresi che avevano fatto fortuna in Valle d’Aosta, dall’altro: due finalità che andavano ben oltre l’occasionale arricchimento ricavabile dalle due estorsioni per le quali si procede. Questioni di principio, appunto. Quanto si dirà nel prosieguo circa la posizione di RAFFA e il vantaggio da lui avuto di mira nella vicenda estorsiva in danno di MONTELEONE, chiarisce ulteriormente e corrobora l’assunto.

RAFFA RAFFA Roberto risiede a Aosta; è cognato dei FACCHINIERI avendo sposato OMISSIS, sorella di Giuseppe, FACCHINIERI Vincenzo, inoltre, ha sposato OMISSIS, sorella dello stesso RAFFA Roberto. Nell’annotazione 30/11/2011 e nella scheda allegata (fogli 654 e 655) si datto che RAFFA Roberto ha precedenti penali per spaccio di sostanze stupefacenti; è stato arrestato dalla Squadra Mobile della Questura di Aosta il 24 ottobre 2006, perché sorpreso a cedere 470 gr di hashish e detenere 515 gr. di marijuana, reato per il quale è stato condannato a 2 anni di reclusione dal Tribunale di Aosta. Svolge l’attività di imprenditore edile, come socio della “Guerrisi & Raffa costruzioni” con sede in Charvensod (AO), fraz Ampaillan nr.77, unitamente a OMISSIS. Il padre, RAFFA Natale era segnalato come affiliato alla cosca “Furfaro” operante in Cittanova, ora disciolta. Nel corso dell’indagine è emerso con chiarezza il ruolo di “basista” ricoperto da RAFFA Roberto. La sua figura emerge, per la prima volta, in occasione del primo incontro tra FACCHINIERI Giuseppe ed i fratelli RASO: infatti, attraverso l’intercettazione del telefono di CHEMI Giuseppe emergevano contatti con utenze intestate a OMISSIS, ma in uso a tale “Roberto” o “Robertino”. Il primo contatto intercettato risale al 10 agosto 2011, ore 18.22, ovvero pochi minuti dopo che RASO Michele aveva chiamato CHEMI in vista del primo incontro che ci sarebbe stato di lì a pochi minuti. Dopo aver parlato con RASO, CHEMI chiamava l’utenza intestata a OMISSIS, e, parlando con “Robertino”, gli chiedeva dove si trovasse; dal tenore della conversazione si evince che in quel momento “Robertino” si trovava nelle vicinanze e CHEMI lo invitava ad un imminente incontro (ci vediamo la sopra ... scendi che stiamo arrivando ...), ricevendo risposta affermativa da “Robertino”. La conversazione è di particolare importanza atteso che interveniva mentre CHEMI si stava recando all’appuntamento con i RASO e FACCHINIERI (e, infatti, rivolgendosi a Robertino, CHEMI utilizza il verbo al plurale affermando “…stiamo arrivando”)28. 28

(Tel 12 del 10.08.2011 ore 18.22, all. 135): […] Chemi Giuseppe: Robertino? Robertino: Oh... Giuseppe Chemi: Dove sei? Robertino: Sono con le capre... Giuseppe Chemi: In fabbrica? Robertino: Con le capre...

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Del resto, che “in quei giorni” RAFFA Roberto si trovasse vicino a Bologna, lo ha ammesso anche FACCHINIERI nel corso dell’interrogatorio al PM del 27/7/2012, pur se ha dichiarato che RAFFA si era stabilito presso la sorella per recarsi ad un matrimonio e che, pertanto, non si erano visti. Tale ultima affermazione di FACCHINIERI è smentita dallo stesso RAFFA, che ha dichiarato di essersi fermato, di passaggio da Aosta alla Calabria, un paio di giorni a Bologna, sino alla mattina dell’11 agosto, dovendo poi trovarsi a Petillia (in provincia di Crotone) per giorno successivo, 12 agosto, per il matrimonio di un nipote; ha dichiarato di essere rimasto in Calabria sino al 23 o 24 agosto; ha ammesso di avere incontrato sia FACCHINIERI Giuseppe che CHEMI, durante la breve permanenza a Bologna (cfr. interrogatorio 27/7/2012). RAFFA Roberto, dunque, si è trovato, con esatta coincidenza temporale, nei luoghi dove si sono verificate le fasi salienti della vicenda estorsiva: oltre a risiedere ad Aosta, dove risiedono e lavorano gli imprenditori estorti, dove è stata incendiata la pala meccanica di MONTELEONE e dove è stata recapitata la busta contenente le pallottole, diretta ai TROPIANO, egli si trovava nel luogo del primo incontro RASO/FACCHINIERI, proprio in concomitanza con l’incontro stesso; inoltre, la sua presenza è stata accertata a Cittanova (RC) negli stessi giorni dell’attentato all’abitazione dei TROPIANO (infatti, nella conversazione del 12.08.2011, CHEMI chiedeva a RAFFA Roberto se fosse a casa a Cittanova, e questi rispondeva che sarebbe partito il giorno dopo29; lo stesso RAFFA ha ammeso di essersi fermato in Calabria sino al 23 o 24 agosto: cfr. interrogatorio al PM, 27/7/2012, pag. 6). Ulteriori elementi oggettivi attingono RAFFA Roberto e lo indicano quale basista aostano dell’estorsore. Il primo concerne la disponibilità dell’utenza utilizzata dal basista aostano per comunicare all’estorsore di Bologna l’indirizzo di MONTELEONE. Come si è già detto, il 14 ottobre 2011 alle ore 20.58, infatti, l’utenza 334/9019385 inviava il seguente SMS: “lindirizo e via garin n 7 11100 AO”, così comunicando all’interlocutore il luogo dell’abitazione di MONTELEONE Luigi. Il servizio di localizzazione attivato sull’utenza 334/9019385 consentiva di localizzare la stessa, individuando un luogo di posizione dell’ampiezza di circa 500 metri, che copre l’abitazione di RAFFA Roberto che si trova in Aosta, fraz. Excenex-Capoluogo 95. Alle 20.40 RAFFA si trovava a casa, com’è dimostrato dal fatto che proprio a quell’ora intratteneva una comunicazione telefonica (n.2048 del 14.10.2011 ore 20.40) utilizzando altra utenza abitualmente a lui in uso, che agganciava la cella che copre la sua abitazione. Il secondo riguarda la vettura FIAT Panda vecchio modello in uso al soggetto che il giorno 11/9/2011 si trovava, in orario prossimo, nelle immediate vicinanze del luogo ove era stato appiccato il fuoco alla pala meccanica di MONTELEONE. Giuseppe Chemi: Ah...con le capre..va bene ..che facciamo...ci vediamo la sopra...scendi che stiamo arrivando... Robertino: Và bene.... Giuseppe Chemi: Ciao... 29 (tel. nr. 31 del 12.08.2011 ore 19.12. all 136): […] Giuseppe Chemi: Quandè che torni a casa tua a Cittanova? Stasera? Robertino: Domani... Giuseppe Chemi: Ah dormi qua per stasera? Robertino: Si...dormo quà stasera...sono qua...ci troviamo ...in mezzo alle macchine.(al Traffico).non ti pensare che si arriva subito... Giuseppe Chemi: E non lo sò...vedi dove cazzo è...vabbò l'importante è che è tutto a posto Roby... Robertino: Eh tutto a posto...

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Si è visto che il testimone OMISSIS aveva segnalato, la notte dell’incendio, poco dopo le ore 22.20, presso il castello di Quart (dunque, nei pressi del luogo ove si trovava la pala meccanica incendiata, avendo l’ARCHEOS il cantiere aperto proprio nei pressi dell’indicato castello) la presenza di una FIAT Panda vecchio modello, di colore grigio scuro, targata “AO 160032”, con una ammaccattura sul parafango destro. Nel corso delle indagini, i CC di Aosta accertavano che presso l’abitazione di RAFFA era parcheggiata una vettura FIAT Panda vecchio modello, di colore grigio scuro, targata “AO 216032”, intestata a RAFFA (cfr. annotazione 16/12/2011). Inoltre, il 13 dicembre personale del Nucleo Investigativo riprendeva alcune immagini della predetta vettura, coì accertando e documentando che la stessa presenta un ammaccatura sul parafango destro (cfr. relazione di servizio 13/12/2012 completa di corredo fotografico, in allegato all’annotazione 16/12/2012). Al di là della approssimativa indicazione della targa (che, per altro, ricalca in gran parte quella della vettura di RAFFA), fornita dal teste OMISSIS, il modello e soprattutto il segno distintivo costituito dall’ammaccatura rendono ragionevolmente certo che la vettura presente nelle immediate vicinanze del luogo ove si trovava la pala meccanica incendiata era la FIAT Panda intestata e in uso a RAFFA Roberto. Nel corso dell’interrogatorio del 27/7/2012 RAFFA ha dichiarato che in quel periodo (cioè nel settembre 2011) la vettura non era nella sua disponibilità perché, tornato dalla Calabria, l’aveva prestata per un paio di mesi al nipote RAFFA Natale; tuttavia, tenuto conto che RAFFA Roberto e il nipote Natale abitano a 25-30 km di distanza (cfr. interrogatorio RAFFA Roberto, 27/7/2012) consegue che un utilizzo, occasionale, della stessa da parte di RAFFA Roberto, non è incompatibile con la momentanea disponibilità, nei mesi di settembre-ottobre-novembre, della vettura da parte del nipote. Anzi, non è arbitrario ritenere che RAFFA abbia deliberatamente adottato l’accortezza di utilizzare, per l’azione incendiaria, una vettura che in quel momento non era immediatamente riconducibile alla sua persona. D’altra parte, l’analisi del traffico telefonico di RAFFA Roberto indica che l’ultima attivazione registrata il giorno 11 settembre risale alle 20.50 (quindi: 1 ora e mezza prima dell’incendio) e in quell’occasione l’apparato telefonico di RAFFA agganciava la cella di Pollein Municipio, sita in Capoluogo n.4, posizione compatibile con la presenza di RAFFA nei pressi del casello di Quart nell’ora in cui veniva appiccato l’incendio, atteso che i due luoghi distano circa 5 Km (cfr. annotazione 16/12/2011). Ulteriori elementi attingono RAFFA Roberto. Il 20 dicembre 2011, in sede di perquisizione personale e locale, all’interno dell’abitazione e delle autovetture nella disponibilità di RAFFA, venivano rinvenuti numerosi telefoni cellulari, confezioni di telefoni, schede telefoniche, ricevute di acquisto di telefoni e schede SIM senza la relativa carta, confezioni di schede telefoniche. Soprattutto, all’interno della vettura FIAT Strada di colore rosso targata CN 700 BW, intestata a RAFFA Roberto, si rinveniva la confezione TIM della scheda relativa al numero 333/7403581, cioè l’utenza: - ripetutamente contattata (nei mesi di giugno, luglio, agosto, ottobre) dal telefono che, dalla zona di Bologna, veniva utilizzato per effettuare le telefonate estorsive, in orari prossimi alle stesse (cfr. telefonate del 27/6/2011, del 5/8/2011 e del 10/8/2011, riportate) e - impiegata sull’apparecchio avente IMEI 359934035876880, al pari dell’utenza 334/9019385, dalla quale era partito il sms contenente l’indicazione dell’indirizzo dell’abitazione di MONTELEONE. Attinto da tale grave indizio, RAFFA non ha mai spiegato il motivo della disponibilità, da parte sua, della confezione che, in passato, conteneva l’utenza 333/7403581 e come mai la stessa si trovasse nell’autovettura FIAT Strada, a lui intestata e a lui in uso come egli stesso ha dichiarato nel corso dell’interrogatorio al PM il 27/7/2012. 155


La perquisizione ha consentito anche il rinvenimento, nella cucina dell’abitazione di RAFFA, della ricevuta relativa all’acquisto del telefono mobile LG con IMEI 359934–03–587688–4, che è stato rinvenuto, custodito in un busta contenente delle tovaglie all’interno di un armadio, presso l’abitazione di OMISSIS, che ha dichiarato che RAFFA stesso aveva consegnato il suddetto telefono cellulare LG, completo di scheda SIM dell’operatore TIM numero 334/9019385, intestata al cittadino bulgaro KOLEV. Un indizio estremamente importante, perché -come più volte detto- l’utenza 334/9019385 è quella utilizzata per inviare l’indirizzo di MONTELEONE Luigi agli estortori. Nel corso dell’interrogatorio reso al PM il 27/7/2012, RAFFA ha fornito una spiegazione del “regalo” di un cellulare e di una scheda SIM a OMISSIS:, egli aveva chiesto a OMISSIS di procurargli una scheda, intestata a lei o a un suo famigliare, che poi lui avrebbe potuto utilizzare; per trovargli la scheda richiesta, OMISSIS gli aveva chiesto un apparecchio cellulare in cui inserire la scheda che lui le aveva comprato e lui aveva dato un apparecchio casualmente trovato in casa sua, che nessuno utilizzava; per altro -dichiarava RAFFA al PM- OMISSIS non gli aveva mai fatto il favore richiesto. All’evidenza, si tratta di una giustificazione che è tanto contorta quanto inattendibile: è chiaro che, per ovviare ai problemi inerenti a OMISSIS, sarebbe stato sufficiente che RAFFA utilizzasse un’altra scheda, anche se a lui intestata; in ogni caso, RAFFA non ha saputo spiegare quale interesse avrebbe avuto OMISSIS di dichiarare il falso. OMISSIS ha, infatti, dichiarato (sit 20/12/2012) di conoscere RAFFA Roberto da circa un anno in quanto frequentatore del bar di Charvensod, gestito da lei e dalla madre; attorno alla seconda metà di ottobre, RAFFA le aveva chiesto di procurargli delle schede telefoniche rumene e, a tal fine, le aveva dato il telefono rinvenuto e sequestrato, dicendole di utilizzarlo per chiamare la Romania e ottenere le schede; poi avrebbe dovuto liberarsene; dopo qualche giorno le aveva chiesto delle schede telefoniche italiane, invitandola a chiedere aiuto a qualche amico. OMISSIS ha precisato di aver utilizzato quel telefono per un paio di giorni, inviando degli SMS con la scheda 342/6314639, di non aver mai usato la scheda contenuta nel telefono e datagli da RAFFA e di non aver mai soddisfatto le richieste di quest’ultimo. In sintesi, dunque, è dimostrato che RAFFA ha avuto la disponibilità delle due utenze telefoniche contattate dal telefono utilizzato per compiere le telefonate estorsive: - l’utenza 333/7403581 intestata a Z. I., - l’utenza 334/9019385 intestata a K. D., dalla quale è partito il sms contenente l’indirizzo di MONTELEONE. Entrambe sono state attivate lo stesso giorno, il 9/11/2010, presso il medesimo reparto telefonia del centro commerciale AUCHAN di Rizziconi (RC); lo stesso nel quale risultano attivate anche le altre utenze utilizzate dai soggetti coinvolti nell’estorsione, collocate nell’appennino tosco– emiliano (la numero 3669329091 intestata a M. I., la numero 3381759186 intestata a U. G., la numero 3337797297 intestata a R. M.). Quale dettaglio di contorno, si ricorda che gli stessi TROPIANO avevano sospettato che RAFFA Roberto fosse colui che aveva recapitato la seconda lettera estorsiva con le cartucce lasciate all’interno dell’automobile di TROPIANO Angelo e che fosse il soggetto visto da OMISSIS nei pressi dell’abitazione di San Giorgio Morgeto, poco tempo prima che l’abitazione venisse attinta dai colpi d’arma da fuoco. I motivi e i vantaggi personali che spingevano RAFFA ad agire in collusione con il cognato FACCHINIERI nell’azione estorsiva in danno di MONTELEONE non sono di difficile individuazione e confermano definitivamente l’impianto accusatorio nei suoi confronti.

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Il 26 ottobre 2011 alle ore 8.54 veniva captata una conversazione tra RAFFA Roberto e la sua segretaria, OMISSIS, all’interno degli uffici della ditta dello stesso RAFFA, dalla quale emergeva che RAFFA Roberto mirava a costituire un consorzio con altre imprese, al fine di concorrere negli appalti per i lavori di restauro di immobili di interesse archeologico ed artistico, in concorrenza con l’ARCHEOS di MONTELEONE Luigi, il quale si avvaleva della collaborazione di un soggetto che RAFFA riteneva un “esperto del settore”. Nella conversazione RAFFA Roberto accennava anche alla necessità di attivare adeguate conoscenze politiche per pilotare gli appalti. (ambientale nr. 1427, all. 147): RAFFA Roberto: Come... come cavolo si chiama la.... l'archeolog.... c'è un ragazzo, un ragazzo c'è, un signore che a MONTELEONE l'ha portato lui in alto.... perché lui è quotato sia in Valle d'Aosta, in Piemonte ed anche in Francia come migliore archeologo.... in circolazione cioè ste, ste, ste province qua.... e visto che MONTELEONE lo ha portato su lui..... che a MONTELEONE lui gli ha fatto prendere un sacco di lavori perché chiamano lui perché sapevano che era lui in mezzo... che era un bravo archeologo... (ambientale nr. 1428, all. 147): RAFFA Roberto: Ehhh, però lui fa, dobbiamo, dobbiamo fare sto consorzio.... e dobbiamo essere tutti seri..... seri in che senso... tu devi avere i mezzi tuoi... perché i mezzi poi che ti servono, servono a te a me i mezzi non mi servono, perché a me i mezzi ...INC.... cazzo non cambia niente con i mezzi si fa poco fai RAFFA spiegava poi alla segretaria che per accedere agli appalti è necessario ottenere un elevato punteggio avvalendosi di validi professionisti nel setore archeologico e del restauro e di adeguati appoggi politici30. 30

(ambientale nr. 1430. All. 147): RAFFA Roberto: Purtroppo con i tagli che hanno fatto hanno bloccato tutto, però partono, se non è quest'anno il prossimo anno te lo dico io partono di sicuro e l'unica cosa noi dobbiamo riuscire a prendere sti castelli...., dobbiamo riuscire a prendere qualche castello perché se noi prendiamo qualche castello a noi ci vengono soldi...., ma come funziona qua sti... qua tu mi devi dire come funziona perché io non ho mai...ribasso, no ribasso come funziona no.... non funzionano al ribasso....devi fare un ribasso in base al lavoro che è del 20% e poi vanno a punteggiatura....capito...se a te tieni, tu hai 100 punti ci stanno che hai lavorato già con operai con persone adatte qualificate e tutto tu aumenti il punteggio, per me di quelle persone ne abbiamo molte, sia la punteggiatura mia perché a loro non è che gli interessa la punteggiatura del presente hai capito a loro interessa la punteggiatura per quanto riguarda l'archeologo ed il restauro, perché poi va, va, non interessa la punteggiatura che hai, l'importante che poi sta a te fare i lavori giusti come vanno fatti... e allora noi come punteggiatura noi siamo al top... noi siamo al massimo della punteggiatura quindi....non dovremmo avere grossi problemi anzi penso che problemi...non ne abbiamo, per quanto riguarda la parte politica tu sai bene che tu ....INC... tu me lo devi dire cioè magari... (ambientale nr. 1431. All. 147): RAFFA Roberto: Comandano loro perché tu gli dici guarda...c'è questo appalto qua deve andare a questo ufficio qua devi parlare con questo devi chiamare questo devi...devi chiamare l'altro devi dire cosa... come dobbiamo muoverci solo quello.... e per fare quel lavoro la ci vuole uno conosciuto... che conosce abbastanza persone a livello politico non a livello che... si ...INC.... intanto quelli che ci sono già dentro sanno già i cazzi...come si devono muovere... invece noi non ce l'abbiamo....però se tu chiami questa persona qua.... che conosci tu bene...e (ambientale nr. 1432. All. 147): RAFFA Roberto: Eh... devi prendere questo lavoro tipo la segretaria, cioè la segretaria ce l'hai tutti i giorni qua.... quello interviene solo quando si devono dare gli appalti... in base al lavoro.... gli dai la, la , la parcella...punto. ...INC... questa persona qua perché l'unico che ... ha contatti con tanta gente politica conosce tutti a livello politico è vero che nella politica ti dicono e poi dietro sparlano... però, però altro lui conosce.... e mi fa se ti va se vuoi... no io lo voglio fare, io è da vent'anni che aspetto....di fare questo consorzio e non ho trovato le persone adatte...quando per uno, quando per altro, quando per uno quando per altro .... non sono riuscito mai a farmi questa madonna di consorzio... però l'unico appiglio per poter prendere questi lavori dobbiamo far questo coso.... o con te o senza di te o con un'altro eh...

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Quindi, parlava di MONTELEONE, lasciando intendere che era interessato a fargli concorrenza. (ambientale nr. 1434, all 147): RAFFA Roberto: ....inc.... di sicuro....ma io cioè sono abbastanza ottimista vedendo la zona, vedendo il lavoro, cioè vedendo ...INC.... al ...INC.... non ci andiamo di sicuro.... perchè se tu guardi tutti i lavori archeologi, scavi, ballate varie li sta prendendo MONTELEONE, sai perchè li prendono MONTELEONE.... perchè non c’è un altro dietro... hai capito... non c'è un altro consorzio dietro.... OMISSIS: Non ha concorrenza RAFFA Roberto: Ecco non ha concorrenza, la concorrenza che ha lui viene tutta di fuori....capito..... a loro qua in Regione non si fidano a dare il lavoro di fuori a gente che viene di fuori.... perchè non sanno visto che non hanno mai lavorato, è gente che viene di fuori, cioè non conoscono le persone... allora per quello gli danno tutti i lavori a lui, il 90% di questi lavori qua li fa lui....perchè lui....non c'è stato nessuno dietro che gli ha fatto concorrenza....hai capito.....da noi hanno tutti di qua...tutta gente qualificata.....perchè poi lui è qualificato ...inc... Per quanto riguarda il presente processo, l’aspetto di maggior rilievo consiste nella manifesta volontà di RAFFA di sostituirsi a MONTELEONE. La partecipazione all’estorsione in danno dell’imprenditore è, dunque, in realtà, per RAFFA, il suo “modo per fare concorrenza” a MONTELEONE, il mezzo attraverso il quale danneggiare lo scomodo imprenditore, al fine di sostituirsi a lui o di costringerlo a favorire imprese amiche. E, infatti, il 4 novembre 2011 veniva captata una conversazione di RAFFA Roberto con un uomo non identificato, nella quale RAFFA cercava di screditare MONTELEONE e il suo “peso” imprenditoriale: “lo scemo (riferito a MONTELEONE) se lo vogliono togliere lo stanno tagliando fuori perché con la storia che è successa che gli hanno bruciato la pala”. (ambientale nr. 1825 del 04/11/2011 ore 16.40. All 148): RAFFA Roberto: Il consorzio è buono e come parlavamo noi è buono, è buono ora ci sono...inc... che fanno e noi dovremmo essere preparati prima se no non ci possiamo neanche presentare...inc... e siamo tutti...inc.... un escavatore c'era...inc.... c'erano tutti pro.... cioè tutti categorie là dei ....inc.. UOMO : Ah.....inc.. ha fatto qualcosa ? omissis RAFFA Roberto: Poi ha detto se noi siamo preparati prima loro in poche parole vogliono fare questo consorzio....inc.. imprese edili e mi vogliono mettere a me nel mezzo ma io so perchè mi vogliono mettere nel mezzo loro....inc.. loro vogliono ...inc.... quando ci sei tu, perchè vogliono abolire a quello scemo UOMO : All'Archeos? RAFFA Roberto : E siccome lo scemo se lo vogliono togliere lo stanno tagliando fuori perché con la storia che è successa che gli hanno bruciato la pala un cazzo e l'altro ...inc.... fine conversazione (ambientale nr. 1433. All 147): RAFFA Roberto: Devo chiedere al commercialista, perchè poi lui mi dice sai... perchè poi io gli ho detto guarda lui mi dice ma tu hai mai fatto lavori Regionali, Comunali qualche volta... gli ho detto si ho fatto pero quelli da 1 milione e mezzo di euro... e la madonna, e la madonna un milione e 500 milioni di euro (risata)....ma tu hai fatto lavori regionali, comunali qualche volta bastavano i certificati.... capito... i certificati noi andiamo dai privati se erano comunali valevano il doppio se erano lavori comunali, regionali... ma visto che non... non abbiamo lavorato per comune, regione non ho fatto mai lavori però.... ...INC... la situazione che io posso appaltare fino a 3/400 mila euro adesso non so di preciso.... non so se valga come Soa o meno... guarda io penso che ... se facciamo questo consorzio penso poi non lo so ...tu vai dal tuo commercialista io dal mio.... vediamo se ci danno questi certificati non c'è bisogno della Soa

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(ambientale nr. 1826 del 04/11/2011 ore 16.42. all. 148): RAFFA Roberto: ...Inc...paghiamo noi, qualche gancio c'è l'abbiamo e gli prendiamo qualche lavoro UOMO : ...inc.. per me si ...inc... omissis RAFFA Roberto: Con noi, ha detto quindi noi come punteggi siamo siamo al top siamo proprio al massimo, solo il cazzo del geometra ...inc... appalto...inc... come vanno a percentuale come cazzo vanno ? Ha detto in base all'appalto che è, ha detto sopra un appalto ci devi togliere l'undici per cento basta, se è...inc... se è di due se è di dieci, se è di venti quant’è hai abbassato dell'undici per cento....inc... per cento di ribasso, ha detto ne maggior ribasso ne nel mezzo niente, ha detto va a punteggio UOMO : Si si ...inc... RAFFA Roberto: Ora siccome l'archeologo questo archeologo che dovrebbe entrare con noi è quello che ...inc... questo scemo di merda UOMO : Ahah... omissis RAFFA Roberto: Ah no e sai perchè lui si prende tutti i lavori perchè non c'è nessuno che gli fa concorrenza qua, UOMO : Ahah.... inc.. facciamo noi RAFFA Roberto mirava, dunque, ad ottenere appalti ed incarichi eliminando o comunque screditando il concorrente e facendo leva su appoggi politici. Nell’ambientale citata, RAFFA aveva affermato: “qualche gancio ce l’abbiamo”; e, in effetti, egli poteva già contare sull’amicizia di SORBARA Marco, assessore alle politice sociali del comune di Aosta, con il quale aveva già avuto modo di discutere della possibilità di ottenere incarichi dal Comune. Nella conversazione telefonica del 4 ottobre 2011, SORBARA sondava la disponibilità di RAFFA Roberto ad effettuare lavori presso il centro anziani del Comune di Aosta31. 31

(tel. nr. 3703 del 04/10/2011 ore 08.10, all. 149): […] SORBARA Marco: Ciao sono Marco Sorbara RAFFA Roberto: Ciao Marco SORBARA Marco: Ciao memorizzati questo numero eh.... perchè l'altro c'è e non c'è questo invece è sempre acceso ok ? RAFFA Roberto: Va bene ok SORBARA Marco: Si perchè qua diventi pazzo con i cellulari è un disastro è veramente un macello è un macello almeno cos'ì con questo mi trovi sempre ok ? RAFFA Roberto: Ok va bene ok tutto bene Marco ? SORBARA Marco: Ascolta volevo chiederti una cosa io ho laggiù al quartiere Cogne la struttura per gli anziani quella dove ci sono gli anziani è una struttura del Comune RAFFA Roberto: Eh SORBARA Marco: Dove devo fare tutta una serie di piccoli interventi non so mettere apposto eh ... tinteggiare un sai quelle ante di una volta rifare un piccolo murettino per sei sette mila euro tu potresti fare dei lavoretti del genere ? O non li fai ? RAFFA Roberto: Perchè no... Marco quando si tratta di lavoro facciamo tutto noi SORBARA Marco: Eh appunto ho detto per chiamare qualcun'altro ho detto chiamo te non se vuoi te lo fai tu se lo vuoi fare con eh... Giuseppe vedi tu io te lo do a te allora io lascio adesso il tuo numero di telefono al mio dirigente Egle Gaglietto ok ? RAFFA Roberto: Va bene ok omissis SORBARA Marco: Eh eh bisogna darsi da fare qua pian pianino pian pianino vedrai RAFFA Roberto: Uh....un pò alla volta SORBARA Marco: Un pò alla volta eh.... noi noi fretta non ne abbiamo lo sai Roberto fretta zero RAFFA Roberto: Poi noi della fretta siamo contrari ...inc... ride....

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In un passaggio dell’interrogatorio reso al PM il 23/1/2012, RASO Michele ha dichiarato che FACCHINIERI aveva pensato alla Valle d’Aosta per commettere le estorsioni “perché era suo cognato RAFFA Roberto che gli dava le indicazioni”. FACCHINIERI e i suoi famigliari puntavano, dunque, ad infiltrarsi nell’economia valdostana, acquisendo nuovi spazi -se non l’egemonia- in detta regione, attraverso l’intimidazione di imprenditori tradizionalmente legati al loro stesso territorio di provenienza.

CHEMI CHEMI organizza e, soprattutto, partecipa al primo incontro FACCHINIERI/RASO: il 7 agosto (ore 13.35) RASO Michele telefona a CHEMI per fissare l’appuntamento con il “professore”; il 10 agosto RASO Michele telefona a CHEMI per dirgli che stanno arrivando (ore 18.14) e poi per dirgli che sono arrivati (ore 19.12); il giorno successivo, 11 agosto, CHEMI e FACCHINIERI si sentono (ore 8.23) per andare insieme all’appuntamento con i RASO a Vergato; verso le 9.30 le telecamere dei giardinetti riprendono, insieme, i due RASO, FACCHINIERI e CHEMI. Che in quell’incontro si sia parlato del “problema” dei TROPIANO è pacifico, se si tiene presente, innanzitutto, il tenore delle conversazioni intercettate: a) prima dell’incontro stesso: cfr. es. conv. progr. 39 del 30/7/2011 ore 20.05: RASO Michele parlando con TROPIANO Romeo:” io domenica prossima…inc… io domenica prossima sono con Salvatore: dove il Professore a Bologna magari non scappa...”; conversazione che va letta anche alla luce della -di poco precedente- conv. progr. 3492 del 26/7/2011 ore 17.38, nel corso della quale TROPIANO Romeo assicurava il fratello Salvatore: “Si si ma apposta già stai tranquillo che l'ho impostata l'abbiamo impostata per salire hai capito?” …”Eh... no e già e già impostata però dobbiamo vedere la cosa com'è domani sicuramente ih ... che ci dobbiamo vedere con Salvatore con…” … “Abbiamo parlato che si deve chiudere questa cosa eh..... inc.... e sicuramente sale lui pure” …”Che sa che sa dove deve andare e sa con chi deve parlare”, il cui riferimento a RASO Salvatore è evidente, alla luce dell’indicazione esplicita del nome di battesimo, al fatto che il soggetto doveva “salire”32 e al fatto che era stato RASO Salvatore -come anche lo stesso RASO Michele ha riferito al PM nell’interrogatorio del 23/1/2012- ad avere capito che dietro l’estorsione in danno dei TROPIANO c’era FACCHINIERI e che, pertanto, la vicenda doveva essere affrontata con lui; b) e dopo l’incontro: già nella serata dell’11 agosto i fratelli TROPIANO iniziano a cercarsi, telefonicamente, per sapere se qualcuno avesse novità; infine, TROPIANO Giuseppe chiamerà RASO Michele e decideranno di vedersi un paio di giorni dopo a San Giorgio Morgeto. Che l’argomento trattato nel corso dell’incontro fosse l’estorsione in danno dei TROPIANO è confermato da quanto dichiarato da RASO al PM nel corso dell’interrogatorio del 23/1/2012: “… la mattina dopo siamo andati a casa di CHEMI e c’era anche FACCHINIERI, abbiamo fatto una passeggiata nel paese, preso un caffè e mio fratello ha parlato del problema di Pino TROPIANO. In particolare ricordo che ha detto che c’erano dei nostri amici fraterni in Valle d’Aosta che avevano un problema e che qualcuno li stava disturbando… FACCHINIERI rispose che né lui né suo cognato [RAFFA Roberto] ne sapevano niente”. L’ipotesi che FACCHINIERI abbia preso le distanze da quanto stava accadendo è elemento che non incrina il quadro probatorio relativo alla corresponsabilità di CHEMI nell’estorsione, atteso

SORBARA Marco: No no io dico sempre piccoli passi anche perchè abbiamo fatto poi adesso lasciamo un pò parlare la gente e poi rifacciamo di nuovo ...ride.... […] 32 RASO Salvatore abitava in Calabria

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che, comunque, per quanto detto sopra, la responsabilità di FACCHINIERI è ampiamente e indiscutubilmente dimostrata. E, allora, la presenza di CHEMI all’incontro di agosto non avrebbe avuto giustificazione alcuna, se non ammettendo che lo stesso era personalmente coinvolto nella vicenda che riguardava l’estorsione in danno dei TROPIANO. Se CHEMI non fosse stato al corrente del motivo dell’incontro e si fosse limitato ad organizzarlo, sarebbe stato sufficiente che egli si adoperasse per mettere in comunicazione le due parti (RASO e FACCHINIERI) essendo -quanto menoinopportuno che partecipasse all’incontro e ascoltasse il dialogo. E’, per altro, pacifico che CHEMI si trovava, insieme ai RASO, a casa di FACCHINIERI, la sera del 10 agosto. Il giorno successivo, dopo essersi dati appuntamento a Vergato, FACCHINIERI e i RASO si sono recati parlare a casa di CHEMI, come ha dichiarato al PM lo stesso FACCHINIERI il quale ha anche spontaneamente aggiunto che, in quel contesto, “CHEMI si sbrigava le sue cose di casa; io e i due fratelli RASO siamo andati in giardino e abbiamo parlato. CHEMI non ha sentito” (cfr. interrogatorio 27/7/2012): una “giustificazione” in parte incomprensibile, se nulla di illecito era stato detto; una giustificazione comunque inverosimile, atteso che se la presenza di CHEMI non fosse stata necessaria, non avrebbe avuto senso recarsi tutti a casa sua, per poi “tenerlo alla larga”, costringendolo a stare lontano dai suoi ospiti. CHEMI è coinvolto anche nel secondo incontro, quello del 2 settembre: conferma il suo ruolo di “interfaccia” di FACCHINIERI nello stabilire i termini dell’appuntamento (decisi da FACCHINIERI e riferiti da CHEMI; cfr. conversazioni del 28 agosto e 2 settembre), organizza la permanenza in loco di RASO Salvatore e RAFFA Vincenzo, che ospita entrambi a casa sua (cfr. conversazione del 2 settembre, ore 19.37 tra CHEMI e la moglie), mette a disposizione la sua vettura affinché FACCHINIERI possa giungere sul luogo dell’incontro. E’ verosimile (ma i militari in servizio non hanno accertato la sua presenza fisica) che egli fosse anche alla guida della vettura di sua proprietà, a bordo della quale FACCHINIERI era arrivato all’incontro ed abbia, quindi, egli stesso, partecipato anche a quell’incontro; lo confermerebbe il fatto che, nel corso dell’interrogatorio al PM, RASO Michele ha dichiarato che anche in tale occasione “a quanto ho saputo [RASO Michele non vi aveva preso parte] nuovamente FACCHINIERI e CHEMI si sono detti estranei al problema dei TROPIANO” (cfr. interrogatorio 23/1/2012): l’indicazione esplicita di entrambi i nomi (“FACCHINIERI e CHEMI”) e l’uso del verbo al plurale (“si sono detti estranei”) rende evidente che suo fratello Salvatore gli aveva riferito che anche CHEMI era presente all’incontro, insieme a FACCHINIERI. Ulteriori e decisivi elementi attingono CHEMI. Si è detto che il 19 ottobre 2011, alle ore 12.42, con l’utenza 338/1759186 l’apparecchio telefonico IMEI 354615041621150 chiamava l’utenza 333/7403581 che risultava spenta; nella circostanza attivava la cella ubicata in Parma, via Avogadro 4; nello stesso orario CHEMI Giuseppe si trovava proprio a Parma, come confermato dal fatto che alle ore 12.08 aveva effettuato una telefonata (n. 650 del 19.10.2011 ore 12.08) con l’utenza a lui in uso agganciando la cella di Parma, via stradello vicinale Rasori. Ciò significa al di là di ogni ragionevole dubbio che CHEMI aveva, insieme a FACHCINIERI, la disponibilità dell’apparecchio cellulare e delle schede utilizzate per le comunicazioni relative alle estorsioni. La suindicata ricostruzione della correità di CHEMI nell’azione estorsiva è, infine, avvalorata dal dato di fatto che tra i dipendenti del reparto telefonia del centro commerciale AUCHAN di Rizziconi, in cui sono state attivate le schede utilizzate dagli estorsori, risulta lavorare CONDELLO Michele, soggetto sentimentalmente legato alla nipote di CHEMI, Alessandra, sicché CHEMI ha avuto la concreta opportunità di approvvigionarsi, clandestinamente e fuori dal

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territorio di residenza, di schede telefoniche falsamente intestate a soggetti terzi, del tutto ignari dell’operazione di intestazione, i cui dati personali erano stati abusivamente utilizzati.

RASO Deve essere preliminarmente affrontata la questione, proposta dalla difesa RASO, relativa all’ambito di efficacia preclusiva del c.d. “giudicato cautelare”. La difesa RASO ha sostenuto che le valutazioni sul quadro indiziario contenute nell’ordinanza 15/10/2012 -con la quale il Tribunale del Riesame, accogliendo parzialmente l’appello proposto avverso l’ordinanza emessa il 18/5/2012 dal GIP di rigetto dell’istanza di revoca della misura della custodia cautelare in carcere, revocava la predetta misura in relazione al capo 1)-, in quanto non impugnata dal PM e costituendo ormai “giudicato cautelare”, non potrebbero essere disattese neppure con la sentenza conclusiva del processo. L’argomentazione non può essere condivisa. Invero, “è principio consolidato attraverso reiterate pronunce delle Sezioni unite (sentenze 31 marzo 2004, n. 18339, Donelli, rv. 227359; 25 giugno 1997, n. 8, Gibilras, rv. 208313; 8 luglio 1994, n. 11, Buffa, rv. 198213; 12 ottobre 1993, n. 20, Durante, rv. 195354) che rispetto alle ordinanze in materia cautelare, all'esito del procedimento di impugnazione, si forma una preclusione processuale, anche se di portata più modesta di quella relativa alla cosa giudicata…” (Cass. SS.UU. n. 14535/07). Il primo punto certo è, dunque, che l’efficacia preclusiva del c.d. “giudicato cautelare” non è parificabile all’efficacia preclusiva della sentenza divenuta irrevocabile. Più precisamente: le ordinanze in materia cautelare, quando siano esaurite le impugnazioni previste dalla legge, acquistano efficacia preclusiva riguardo alle questioni esplicitamente o implicitamente dedotte nella fase cautelare stessa, con la conseguenza che una stessa questione, di fatto o di diritto, una volta decisa, non può essere riproposta, neppure adducendo argomenti diversi da quelli già presi in esame (Cass. SS. UU. n. 14535/07). La ratio della disciplina richiamata è quella di evitare che ogni questione sia riproponibile un numero infinito di volte, sì da risultare vanificata la previsione legislativa dei termini per impugnare i provvedimenti cautelari (cfr. Cass. SS.UU. n.14535/07). Su tutt’altro piano si pone, rispetto alla valutazione e alla decisione cautrelare, il giudizio del merito processuale. Chiamata a valutare la legittimità costituzionale dell’art.405 c.1 bis cpp, la Corte Costituzionale ha enunciato il principio per cui “la norma [l’articolo citato, dichiarato costituzionalmente illegittimo] rovescia il rapporto fisiologico tra procedimento incidentale de libertate e procedimento principale e introduce un vulnus al principio di "impermeabilità" del secondo rispetto agli esiti del primo, principio che vale a scandire, salvaguardandola, la distinzione fra indagini preliminari e processo”, giudicando “irragionevole” l’intervento legislativo che aveva attribuito a determinate pronunce, rese in sede cautelare, efficacia preclusiva sul processo (Corte Cost. 121/09). Il principio esplicitato dalla Corte è chiaro e si inserisce in perfetta coerenza con il complessivo assetto processuale esistente: il rapporto fisiologico tra procedimento incidentale de libertate e procedimento principale è quello della impermeabilità del secondo rispetto al primo, tanto che il vulnus introdotto a tale principio dall’art.405 cpp nella formulazione di cui alla legge n. 46/2006 è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo. Ne consegue che, a prescindere da un quid novum, la valutazione del Giudice della cautela, quand’anche divenuta “definitiva”, non esplica alcuna efficacia preclusiva alla rivalutazione, in termini eventualmente del tutto differenti, del compendio probatorio da parte del Giudice del merito. Nel caso in esame, per altro, come si vedrà, la ritenuta responsabilità dell’imputato RASO viene acclarata valorizzando innanzitutto una conversazione avuta con TROPIANO Romeo, la quale fornisce la chiave di volta nell’interpretazione della natura del rapporto tra i RASO (Michele e 162


Salvatore) e i TROPIANO e, dunque, nella comprensione del ruolo di RASO quale concorrente nell’estorsione: una conversazione che il Giudice del Riesame non ha preso in considerazione. Nell’ordinanza del 15/10/2012, il Tribunale del Riesame, in parziale accoglimento dell’appello proposto avverso l’ordinanza emessa il 18/5/2012 dal G.I.P. presso il Tribunale di Torino, di rigetto della richiesta di revoca della misura custodiale applicata nei confronti di RASO Michele con ordinanza 10/1/2012, revocava la misura applicata al predetto in relazione al capo 1). Il Collegio argomentava nei seguenti termini: “Pur essendo pacifico l’intervento di RASO Michele unitamente al fratello Giuseppe sin dalle prime fasi della tentata estorsione descritta in epigrafe non pare che sia stata raggiunta la gravità indiziaria in merito al contributo causale fornito dagli stessi. In altre parole, dalle indagini è emerso che i fratelli Raso sono intervenuti dietro richiesta della P.O., ma non è dato sapere se si siano adoperati unicamente per impedire l’estorsione oppure per concluderla con il minor danno possibile per TROPIANO Giuseppe e per l’attività imprenditoriale gestita dalla famiglia di quest’ultimo. RASO Michele, nell’interrogatorio 23.01.2012 ha sostenuto che l’unico scopo dell’intervento è stato quello di impedire l’estorsione facendo leva sui rapporti di stretta conoscenza e di amicizia che esistono fra soggetti che provengono dalla medesima cittadina calabrese. In assenza di elementi che possano contraddire tale tesi è del tutto irrilevante stabile se i fratelli RASO siano dei filantropi disinteressati, oppure gli scagnozzi dei TROPIANO incaricati di risolvere in modo violento tutti i fastidi che incomodano la vita di un imprenditore calabrese di successo, oppure ancora se i TROPIANO fossero costretti a pagare il “pizzo” ai RASO in cambio della loro “protezione”. La prima ipotesi pare invero destinata ad essere eliminata alla luce del chiaro contenuto dell’ultima lettera estorsiva: “non interessa se paghi i tuoi amici calabresi Raso e compagnia”. E’ pur vero che “colui che assume la veste di intermediario fra gli estorsori e la vittima, anche se per incarico di quest’ultimo, non risponde di concorso nel reato solo se agisce nell’esclusivo interesse della stessa vittima e per motivi di solidarietà umana, altrimenti contribuendo la sua opera alla pressione morale ed alla coazione psicologica nei confronti della vittima e quindi conferendo un suo apporto causativo all’evento”. Non è tuttavia possibile estendere la responsabilità e chi agisca per impedire l’estorsione, quantunque spinto da interessi affatto propri e non commendevoli”. Proprio condividendo l’insegnamento della Suprema Corte, richiamato dal Tribunale, secondo il quale “non risponde di concorso nel reato solo se agisce nell’esclusivo interesse della stessa vittima e per motivi di solidarietà umana, altrimenti contribuendo la sua opera alla pressione morale ed alla coazione psicologica nei confronti della vittima e quindi conferendo un suo apporto causativo all’evento”, si ritiene che la questione discriminante riguardi la valutazione dell’esistenza, certa, dell’aver agito l’intermediario nell’esclusivo interesse delle vittime. Sul punto, diversamente dal Collegio, si ritiene che emergano dagli atti indizi gravi, precisi e concordanti del fatto che i RASO non abbiano agito nell’esclusivo interesse dei TROPIANO e abbiano, quindi, contribuito, con un autonomo apporto causale, all’estorsione -arrestata allo stadio del tentativo- perpetrata in danno degli stessi. Non è ultroneo un preliminare accenno ai pregressi rapporti, di lunga data e di varia natura, tra i TROPIANO e i RASO. Innanzitutto, come si è già detto, RASO Vincenzo è dipendente dell’Edilsud. Inoltre, RASO Michele, nel corso dei suoi mensili viaggi ad Aosta, sosta con il proprio autotreno presso l’area di parcheggio che si trova tra via Garibaldi e via Caduti del Lavoro, occupando il suolo pubblico con regolare autorizzazione concessa dal Comune di Aosta. La relativa imposta

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viene pagata da TROPIANO Giuseppe e la pratica è curata da OMISSIS, segretaria dell’Edilsud (all. n. 5 all’informativa 77/11-1-281-2010). Ancora, nell’informativa nr. 77/1-11-16 del 18/11/2010, la PG riferisce di come già in altre occasioni i TROPIANO si fossero rivolti ai fratelli RASO in situazioni analoghe. Nel settembre 2008, TROPIANO aveva fatto intervenire RASO Vincenzo per interrompere un tentativo di estorsione nei confronti di PAGLIALONGA Daniele, oggetto di indagine nel procedimento penale n. 1156/08 mod 44 della Procura della Repubblica di Aosta, poi iscritto al modello 21 con numero 2545/09 (cfr. annotazione 18/11/2010, pag. 14 segg.). Le investigazioni condotte dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Aosta vertevano su una tentata estorsione, nell’ambito della quale l’intervento di TROPIANO Giuseppe e di RASO Vincenzo riusciva a risolvere il conflitto tra tali PEPE’ Peppino e PAGLIALONGA Daniele, quest’ultimo venditore ambulante di frutta tramite l’utilizzo di autocarri che rimanevano fermi lungo le strade attorno ad Aosta, guidati da tale MACI Blerim conflitto vertente sulla titolarità del diritto ad utilizzare uno spazio adibito a parcheggio camion per la vendita della merce33. Nella vicenda interveniva anche MAMMOLITI Santo detto Santino, che minacciava apertamente PAGLIALONGA avvalorando le rivendicazioni di PEPE’; PAGLIALONGA cercava di trovare una soluzione per mettere fine alle pressioni e lavorare tranquillamente: chiamava TROPIANO Giuseppe e gli chiedeva un aiuto 34 (conv. progr. 85 del 7.11.2008 delle ore 7.41, all.5). Dopo circa un’ora TROPIANO chiamava PAGLIALONGA (conv. progr. 102 del 7.11.2008 delle ore 8.50, all. 6) e lo tranquillizzava, garantendo l’intervento risolutore di un “amico” e ne pronuncia il nome, Vincenzo RASO 35. L’intervento di TROPIANO è, dunque, incisivo e decisivo: egli detta a PAGLIALONGA i passi da fare: non muovere il camion, riferire a chi lo sta importunando che ha parlato con lui e informare quest’ultimo che sta per arrivare anche RASO Vincenzo: nomi che devono essere e sono una chiara garanzia per PAGLIALONGA, nomi che è sufficiente proferire per far capire alla “controparte” a quale livello la questione veniva ad essere affrontata e decisa. Se nella conversazione precedente TROPIANO aveva detto a PAGLIALONGA di riferire a chi lo importunava che si sarebbe spostato “se qualcun altro lo diceva”, con quest’ultima conversazione TROPIANO spende -e soprattutto dice a PAGLIALONGA di spendere- il nome di RASO 33

Il 9 settembre 2008 MACI Blerim denunciava che la notte precedente ignoti avevano danneggiato l’autocarro marca IVECO FIAT 240 targato AR252YB di proprietà di PAGLIALONGA. Il mezzo era parcheggiato in via I° Maggio nel Comune di Aosta, al confine con località Pont Suaz del Comune di Charvensod. Il danneggiamento avveniva con la rottura degli specchi retrovisori e, numerose ammaccature ad entrambe le portiere; veniva anche lasciato un accendino sul serbatoio del gasolio che comunque risultava chiuso regolarmente a chiave. Nulla veniva asportato dall’autocarro anche se il cassone conteneva numerose cassette di frutta e verdura. L’attività di indagine, condotta anche con intercettazioni telefoniche, permetteva di ascoltare conversazioni tra PAGLIALONGA e PEPE’ Peppino, nel corso delle quali quest’ultimo minacciava il primo per fargli spostare il camion danneggiato, rivendicando lo spazio occupato come di suo esclusivo uso per la vendita di frutta. 34 PAGLIALONGA spiegava a TROPIANO “C’è….c’è una questione in…aperta a Pont Suaz…con un signore calabrese che è un paesano tuo” e “gli dici te come bisogna comportarsi?”, “non ti volevo mai disturbare però…”, “Non lo so come comportarmi sinceramente…ooo…non lo so proprio casomai sbaglio capito?” TROPIANO rispondeva “se vuoi dirgli…”guarda io adesso ho parlato con un amico che conosco adesso poi sentirà se devo spostarmi mi sposto” e, quindi: “Tu digli “per oggi sto qua…domani poi vediamo”…io come torno su pomeriggio vedo un attimino di sentire…di sentire…di scambiare due parole con una persona che conosco…se può fare qualcosa te lo dico ok?”, “Tu fai…tu gli fai così…tu gli dici “guarda per oggi sto qua…se mi devo spostare mi sposto…perché veramente non mi va quello che tu dici…però se lo devo fare lo deve dire qualcun altro” ok?”, “Si ho capito…ho capito…la persona che dico…io non è che riesco a muovermi più di tanto…però voglio parlare con una persona che è molto vicina a questi che mi hai detto tu e ti dico se…questi ti dicono “Daniele ti devi spostare” ti sposti…se no…trovati una soluzione…ok?”. 35 “Questo amico chee...vedrai che le cose si sistemano ....ok?” – “Daniele ascolta .... Daniele ascolta a me .... chiama il tuo operaio .... gli dici di non muovere il camion di dov’è” – “Allora adessoo...digli che arriva Vincenzo Raso...un amico...eee...ho parlato io...e gli spiega tutto come stanno andando le cose .... che poi ci pensa lui ... ok?” – “È una persona che ..... le cose le sistema ...”.

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Vincenzo, come chiaro e unico (cioè sufficiente) “lasciapassare”: segno inequivoco che TROPIANO, pur agendo da semplice intermediario, dimostra di conoscere perfettamente l’influenza che il nome “RASO” ha in un determinato ambiente. Dopo circa un’ora, nel parcheggio dove MACI Blerim vende la frutta e la verdura dal camion, arriva Vincenzo RASO che con il telefono del MACI contatta PAGLIALONGA (conv. progr. 120 del 7.11.2008 delle ore 9.43, all. 7): PAGLIALONGA porge nuovamente le proprie scuse per avere importunato lui e TROPIANO (“mi è dispiaciuto tanto toccare a disturbaree ...”) e poi chiaramente si rimette alla decisione di RASO: “perchè a me dispiace .... però ... non lo so ... questo usa prepotenza ... che qua sto io ... che qua ... non lo so io ...mmm ....io mi metto nelle mani vostre...”. Quanto detto nel corso della telefonata trova conferma in ciò che è stato osservato dai militari della Compagnia Carabinieri di Aosta, che avevano la possibilità di filmare l’incontro tra RASO Vincenzo e PEPE’ Peppino, presente MACI Blerim (all. 8). Il secondo episodio estorsivo che i RASO, su richiesta dei TROPIANO, dirimono risale al 2 ottobre 2010, allorché un soggetto ignoto depositava una tanica di benzina davanti alla porta d’ingresso della EDILSUD. Per il fatto di cui sopra TROPIANO Giuseppe riteneva responsabili i fratelli MAMMOLITI Giorgio e Mauro e si rivolgeva ai fratelli RASO Vincenzo e Michele (cfr. annotazione 18/11/2010, pagg. 21 segg., e relativi allegati). Aggiudicatasi un appalto per l’ampliamento del plesso scolastico del Comune di Aymaville (AO) indetto dalla Comunità Montana Gran Paradiso, Edilsud ricorreva per le attività di carpenteria alla ditta GMA di Giorgio MAMMOLITI, alla quale collaborava anche il fratello Mauro36. A seguito di dissidi creatisi tra i fratelli MAMMOLITI e TROPIANO, l’avv. SORBARA, legale del MAMMOLITI, inviava un esposto alla Procura della Repubblica di Aosta con il quale denunciava che, nella realizzazione della struttura per l’armatura del cemento, Edilsud aveva utilizzato tondini di ferro di diametro più piccolo di quello previsto e dosaggi inferiori di cemento per le fondazioni. Da tale segnalazione scaturiva il procedimento penale 3252/2008, nell’ambito del quale i predetti MAMMOLITI e TROPIANO risultavano indagati per il reato di truffa aggravata. L’istruzione dibattimentale consentiva di stabilire che nella realizzazione delle opere di cemento armato erano stati effettivamente utilizzati tondini di acciaio aventi diametro inferiore a quello stabilito dai capitolati e che il dosaggio di cemento era in effetti inferiore a quello previsto da norme di sicurezza. Tuttavia, in data 29/04/2010 interveniva sentenza di condanna per i soli fratelli MAMMOLITI (cfr. sentenza n.464, in faldone 1). La situazione giudiziaria e l’assoluzione di TROPIANO infastidiva i MAMMOLITI che, per l’esecuzione dei lavori, vantavano un credito nei confronti di TROPIANO. L’8 marzo 2008, MAMMOLITI Giorgio e Mauro, rivendicando il credito, avevano aggredito e minacciato TROPIANO, rapinandolo del cellulare. Il motivo della minaccia era la richiesta da parte dei MAMMOLITI di essere pagati per i lavori di subappalto della scuola di Villeneuve. In quell’occasione TROPIANO aveva subito lesioni al volto ed era stato minacciato con frasi del tipo: “adesso di sistemiamo dacci i soldi o ti facciamo saltare la casa, la famiglia e ti bruciamo vivo”. Per tale fatto, con sentenza n.1004/09 del 2/12/2009 il Tribunale di Aosta condannava i MAMMOLITI, per rapina, alla pena di anni 2 e gg. 15 di reclusione oltre al risarcimento del danno alla parte civile TROPIANO. Nella stessa data, MAMMOLITI Giorgio e Mauro avevano sporto una querela contro TROPIANO per ingiuria, minaccia, diffamazione e lesioni personali in merito ai fatti cui sopra. Con decreto del 30/9/2008, il Giudice di Pace di Aosta, accogliendo la richiesta del P.M., aveva disposto l’archiviazione. A seguito di ciò era stato promosso un nuovo procedimento penale a carico di MAMMOLITI Giorgio e Mauro per il reato di calunnia. 36

Gli stessi non hanno alcun rapporto di parentela con MAMMOLITI Santo, citato in precedenza.

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La lite tra TROPIANO e i MAMMOLITI era proseguita con l’instaurazione di un procedimento civile in relazione al risarcimento danni ed al credito vantato da entrambi, in riferimento ai lavori di ampliamento della scuola di Villeneuve. Il contenzioso era stato definito con la sentenza n. 346/10 del 30/5/2010 del Tribunale di Aosta, che aveva condannato Edilsud a pagare la somma di 42.290 € (poi diventati € 52.000 comprensiva delle spese annesse) alla G.M.A. di MAMMOLITI Giorgio. Gli accordi tra i legali prevedevano il pagamento rateale dell’importo con bonifico a far data dal 30/9/2010 per rate di € 13.215,00 sul conto corrente accesso presso l’ufficio postale di Aosta, intestato a MAMMOLITI Giorgio (all. 11). L’indicazione, però era stata disattesa da TROPIANO, che in data 28/9/2010, invece di disporre il bonifico, aveva chiesto l’emissione dell’assegno circolare all’ordine della COSTRUZIONI GMA di MAMMOLITI Giorgio; l’assegno era poi stato posto all’incasso in data 29/9/2010, con valuta per il giorno 30/9/2010 ma con disponibilità legale della somma dal giorno 5/10/2010. In condizione economica deficitaria, i MAMMOLITI non avevano potuto utilizzare immediatamente la somma: tale situazione potrebbe essere stata il fattore scatenante dell’episodio occorso nelle prime ore del 2/10/2010, allorché era stata lasciata davanti alla sede della Edilsud una tanica di benzina senza tappo ed un accendino. TROPIANO Giuseppe se ne accorgeva il giorno stesso; comunicava il fatto ai fratelli e poi richiedeva l’intervento dei Carabinieri; indi, sporgeva denuncia. A seguito della stessa, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Aosta instaurava il procedimento penale n. 2541/10, per i reati p. e p. dagli artt. 629 c. 1 e 2 e 628 c.3. L’attività di indagine veniva condotta anche con l’ausilio delle intercettazioni telefoniche. Da quanto riferito dal TROPIANO durante la sua escussione e poi in commenti tramite telefono dello stesso con fratelli, l’esecuzione dell’atto intimidatorio veniva attribuito ai MAMMOLITI. Tuttavia, nei colloqui tra i fratelli TROPIANO emergeva fin da subito la possibilità di trovare un percorso alternativo a quello della “legge” per trovare una soluzione definitiva ai contrasti con i MAMMOLITI. Appena uscito dagli uffici dei Carabinieri, alle ore 10.40 del 6/10/2010 TROPIANO Giuseppe telefonava al fratello Romeo a cui riferiva testualmente: “e mi hanno fatto vedere la persona che è intervenuta a fare il lavoro e deve essere uno dei fratelli. Sicuro, sicuro...” e Romeo rispondeva: “anche io ero sicuro...” (conv. progr. n. 58 del 6.10.2010 alle ore 10.40, all. 13) Poco dopo Romeo TROPIANO chiamava il fratello Salvatore per concordare i passi successivi (conv. progr. n.71 del 6.10.2010 alle ore 11.39, all. 14): Romeo proponeva “....si vede, si parla... tre da una parte... tre da un'altra... a tavolino e si conclude e si vede il perchè e il percome... tutte le cose... e si chiude.... solo così si può fare...”, proposta che trovava il consenso di Salvatore. Nella successiva conversazione (conv. progr. n. 72 del 6.10.2010 alle ore 11.48, all. 15) Romeo faceva il nome della persona che era stata contattata in Calabria, tale “TURI”, che -come si comprenderà- (vedi infra) si identificava in RASO Salvatore, fratello di Michele, che risiedeva in Calabria, e di Vincenzo, che risiedeva ad Aosta: RASO Vincenzo era, quindi, il “parente che sta a Aosta” citato nella conversazione, che doveva parlare per primo con i MAMMOLITI. Il 7/10/2010 TROPIANO Romeo incontrava RASO Salvatore tra Cinquefrondi e San Giorgio Morgeto. Il 12/10/2010 TROPIANO Romeo si spostava da Cinquefrondi per raggiungere Aosta; il giorno 11/10/2010, prima di partire, chiamava nuovamente RASO Salvatore per fissare un incontro. Il giorno 12/10/2010 TROPIANO Romeo lasciava la Calabria per raggiungere Aosta, atterrando all’aeroporto di Torino, dove ad attenderlo c’era il fratello Giuseppe. Dopo alcuni giorni si intercettavano alcune comunicazioni sull’utenza di Mauro MAMMOLITI che comprovano l’inizio delle trattative da parte dei RASO.

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In data 20/10/2010 Mauro MAMMOLITI veniva contattato da TIMPANO Alberto 37 (cfr. conv. prog. n.1988 del 20.10.2010 delle ore 17.41, all. 20 all’annotazione 18/11/2010); MAMMOLITI veniva messo al corrente dell’interessamento di RASO Vincenzo, che aveva ricevuto l’incarico di definire la situazione con i TROPIANO. Veniva predisposto servizio di osservazione (cfr. all. 27 all’annotazione 18/11/2010). Alle ore 15.08 MAMMOLITI Mauro raggiungeva un gruppo di persone ferme fuori dal Bar Gelateria, tra le quali RASO Vincenzo e suo fratello Michele; alle ore 16.00 uno dei militari entrava nel bar e notava i fratelli MAMMOLITI e i fratelli RASO seduti ad un tavolo della gelateria; poco dopo l gruppo, composto da quattro persone, usciva dalla gelateria e si fermava per alcuni minuti nelle vicinanze del dehors della gelateria continuando a chiacchierare (cfr. allegato fotografico). Che i due fratelli RASO fossero emissari dei TROPIANO emerge nelle comunicazioni telefoniche tra Vincenzo RASO e Giuseppe TROPIANO: nella conv. progr. 1701 del 24.10.2010, ore 17.06 (all. 28 all’annotazione 18/11/2010), RASO Vincenzo riferiva a TROPIANO Giuseppe che loro due avrebbero potuto vedersi anche il giorno dopo, in quanto “tanto c’era mio fratello, va bene, penso che non cambia niente ... ormai è stata parlata la cosa … non è ... poi certamente devo parlare con te, due parole e basta...”. L’intervento dei fratelli RASO aveva sortito l’effetto voluto. Il ruolo che i RASO hanno sempre svolto nei confronti dei TROPIANO emergeva anche nei commenti di TROPIANO Giuseppe a proposito dell’omicidio di Salvatore RASO: si comprende chiaramente la “stima” di TROPIANO per RASO, come colui che impediva le cattive azioni di quelli che non stavano dalla sua parte, “teneva l’ordine” ed “evitava che altri rubassero escavatori”; implicitamente ne affermava il ruolo di guardiano degli interessi della famiglia TROPIANO “questo ragazzo qua... faceva che se a te ti dicono vai a rubare quell'escavatore lui si rifiutava... e non solo si rifiutava, impediva gli altri a farli andare...” (cfr. conv. nr. 6836 del 26.09.2011 ore 13.44, all. 128 già riportata). L’attività di “guardiania” che i RASO svolgevano a favore dei TROPIANO si evidenzia anche nella conversazione avvenuta il 31 marzo 2011 a bordo dell’autovettura noleggiata presso l’aeroporto di Lamezia Terme e utilizzata per recarsi a San Giorgio Morgeto. A bordo del veicolo erano presenti i fratelli Angelo, Giuseppe e Salvatore TROPIANO. Con particolare riferimento all’attività di Salvatore RASO, TROPIANO Giuseppe a un certo punto esclamava: “tanto a Turi qualche volta lo pago” (ambientale n.5 del 31/03/2011, all. 129): lasciando intendere, quindi, che talvolta gli aveva dato del denaro. Che il riferimento a “Turi” fosse a Salvatore RASO si comprende da numerose conversazioni nella quali tale identificazione è precisa e certa, quale la conv. n.463 del 29/6/2011, ore 13.44 (TROPIANO Giuseppe chiamava il fratello Romeo e confermava di aver parlato con RASO Michele; esortava il fratello Romeo ad organizzare il prima possibile un incontro in Calabria, al quale avrebbero dovuto partecipare “Turi tu e lui” cioè lo stesso Romeo -“tu”-, RASO Michele -“lui”- che a breve sarebbe sceso in Calabria- e RASO Salvatore -“Turi”- come il fratello Michele interessato dai TROPIANO per trattare la vicenda.), la conv. n. 3461 del 24/7/2011 (nella quale i TROPIANO discutevano del recapito della lettera con i due bossoli e Romeo propone: “…io non lo so io posso fare per...... chiamo a Turiello”; nelle ore successive TROPIANO Romeo contattava effettivamente RASO Salvatore per incontrarsi con lui), la conv. 37

Nato a San Giorgio Morgeto (RC) il 13 gennaio 1953, residente ad Aosta in via Avondo. Il Timpano era stato indicato da fonti informative, quale “picciotto” del Locale di Aosta nonché guardia spalle e persona di fiducia di RASO Vincenzo, indicato quale “capo società” della ‘ndrangheta di Aosta. Durante servizi di osservazioni in altre indagini, era stato notato più volte in compagnia di Raso Vincenzo. L’Arma di San Giorgio Morgeto sul conto di TIMPANO riferiva che il medesimo è figlio di Michelangelo, nato a Feroleto della Chiesa (RC) il 28/02/1945, che risulta aver favorito la latitanza dello zio acquisito del defunto latitante GIOVINAZZO Cesare, nato a S.G.M. il 3/10/1957 e dei FACCHINERI di Cittanova. Inoltre è nipote di TIMPANO Salvatore nato a Rosario il 19/10/1938 arrestato per favoreggiamento dei predetti latitanti.

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n. 3465 del 24/7/2011 (in cui Romeo chiamava Salvatore per ragguagliarlo e gli diceva: “No..... io sono tornato ho parlato con Turiello), la conv. n. 1036 del 23/10/11 (TROPIANO Romeo e il fratello Salvatore commentano che nella “morte di Turiello” non c’entrano i soldi), la conv. n. 1131 del 28/10/2011 (dove i fratelli TROPIANO, mentre discutono dell’estorsione e dei tentativi di trattativa sino a quel momento fatti, accennano nuovamente alla “morte di Turiello”). Di pagamenti agli “amici calabresi RASO e compagni” parlava anche la quarta lettera estorsiva indirizzata ai TROPIANO: in quel caso, per intimidire le vittime, sostenendo l’inutilità di siffatte corresponsioni di denaro ai fini di avere idonea protezione. Inoltre, si ricorda che la sera del del 4 settembre 2011, mentre cucinava, TROPIANO Giuseppe colloquiava con RASO Salvatore e RAFFA Vincenzo del recente incontro avvenuto a Bologna con il professore; TROPIANO iniziava la conversazione dicendo a RASO che era passato dall’ufficio e, evidentemente consegnandogli qualcosa, spiegava: “questo é quello che ti posso dare” ricevendo da RASO Salvatore la risposta “…devo mangiare…” (conv. n. 279, all. 107) che -è difficile pensare a una mera coincidenza- è proprio il “modo di dire” utilizzato anche dagli estorsori nelle richieste estorsive a mezzo lettera, sia ai TROPIANO che a MONTELEONE: un “modo di dire” che costituisce patrimonio comune e condiviso dai protagonisti della presente vicenda che lo utilizzano o lo sentono utilizzare per giustificare ricezioni di denaro che non avrebbero, in realtà, motivo per essere effettuate. In tale quadro di rapporti si innesta la richiesta di intervento avanzata dai TROPIANO nella presente vicenda. E’ pacifico che i rapporti tra FACCHINIERI e i RASO si erano riallacciati già nel mese di maggio 2011, come emerge dal tono utilizzato da FACCHINIERI nella telefonata (conv. progr. 6403, di cui si è già parlato) in cui egli, oltre a fare le condiglianze, spende una parola di saluto deferente nei confronti di tutti i membri della famiglia RASO. Se e in che misura tale contatto sia ricollegabile alla tentata estorsione in danno dei TROPIANO non è stato dimostrato. Alla luce degli elementi raccolti nel corso delle indagini preliminari può, invece, ragionevolmente e fondatamente concludersi nel senso che è provato l’effettivo coinvolgimento dei RASO nella vicenda estorsiva. Raggiunto dalla prima richiesta estorsiva, TROPIANO Giuseppe interessava immediatamente RASO Michele della vicenda: già la mattina del 28 giugno TROPIANO chiamava RASO per riferirgli delle telefonate intercorse con il sedicente avv. SILIENTE; dal tono della conversazione è chiaro che la ricezione della prima lettera, in cui si rappresentava che “nei prossimi giorni lei sarà consultato da un nostro intermediario”, era già stato oggetto di colloquio tra RASO e TROPIANO, tanto che TROPIANO riferiva a RASO “…ti volevo dire che quell’avvocato lì si è fatto sentire, sai…” (cfr. conv. progr. 328 del 28/6/2011). E’ un dato pacifico -del resto, la Difesa di RASO non l’ha contestato- il fatto storico dell’intervento dei RASO. Oggetto delle opposte argomentazioni della Pubblica Accusa e della Difesa è, invce, il significato da attribuire a simile intervento. E’ principio consolidato in Giurisprudenza quello secondo cui: “il soggetto che assume la veste di intermediario fra gli estorsori della vittima, anche se per incarico di quest'ultima, non risponde di concorso nel reato solo se agisce nell'esclusivo interesse della stessa vittima e per motivi di solidarietà umana, altrimenti la sua opera contribuisce alla pressione morale e alla coazione psicologica nei confronti della vittima e quindi conferisce un suo apporto causativo all'evento…” (Cass. 41359/10); altrettanto consolidato è il principio secondo cui: “colui che, per i legami con l'autore del furto, conduca le trattative rivolte a far ottenere al derubato la restituzione della refurtiva contro il pagamento di una somma, ben può ritenersi responsabile di 168


estorsione, ovvero di concorso in essa, quando agisca anche nell'interesse del ladro, contribuendo in tal caso con la sua condotta all'opera di pressione nei confronti del derubato... Ne discende che non risponde di concorso in estorsione colui che, per incarico della vittima di un furto e nell'esclusivo interesse di quest'ultima, si mette in contatto con gli autori del reato, per ottenere la restituzione della cosa sottratta mediante esborso di danaro senza conseguire alcuna parte del prezzo” (Cass. 1705/07). Dai principi giurisprudenziali occorre passare al vaglio degli elementi concreti rinvenibili in atti. Dal tenore delle conversazioni registrate si evince inequivocabilmente che i TROPIANO avevano “messo in conto” sin dall’inizio la possibilità di assecondare la richiesta estorsiva: nella conversazione del 24 luglio, dopo aver accennato al fatto che se gli estorsori non “si facevano vedere” era perché erano da loro conosciuti (Giuseppe: “Per non farsi vedere sono gente vuol dire che noi li conosciamo Salvo..inc....”) e dopo aver concordato sul fatto che sporgere denuncia avrebbe comportato l’arresto degli estorsori (Giuseppe: “Se facciamo una denuncia li prendono”; Salvatore: “E lo so che se facciamo una denuncia li prendono...”) Salvatore si dichiarava disposto a pagare, pur evidenziando quanto l’ipotesi non gli fosse gradita: “che poi certamente che..... il pagare non è bello neanche.... inc... a me bene o male mi toccano cinquanta mila euro....cento mila euro.... ma vaffanculo...inc”. Addirittura, già nella conv. progr. 341 del 28/6/2011 i fratelli Romeo e Giuseppe valutavano, per escluderla, l’eventualità di un ingresso degli estorsori in società: “se lo facciamo entrare in società o meno... ma secondo me meglio se li teniamo fuori a questa gente …lavori non gliene possiamo affidare a questi”. In tale situazione di “non esclusione a priori” dell’ipotesi di pagare seppure con un certo rifiuto di principio all’ipotesi di coinvolgere gli estorsori nei propri affari (cfr. progr. 341 del 28/6/2011 citata), si innesta l’intervento dei RASO. La concezione che essi (e, invero, gli stessi TROPIANO) hanno del proprio ruolo e della piega che le trattative possono prendere si svela già il 30 luglio: investito a pieno titolo della funzione di mediatore con il compito di individuare gli estorsori e condure le trattative, RASO Michele, appena identificato l’estorsore 38 e ancor prima di incontrarlo per la prima volta, ricorda ai TROPIANO che, in ogni caso, c’è “un codice” da rispettare; più precisamente, riferisce la condivisione di questo codice a un non meglio definito “noi”: “ ... inc…noi abbiamo un codice… su questo lavoro ti dico Romeo a me devi dare ... inc ... sopra lo scavo ...inc… al getto me ne dai tanto ...inc... se il lavoro e di 200 mila euro a me devi dare 10 mila euro ...inc...” (conv. progr. 54 del 30/7/2011) così, di fatto, riconducendo questo codice ad un patrimonio comune e condiviso in un certo ambito e, ricordandolo ai TROPIANO, rafforzando in loro il già esistente atteggiamento di possibile cedimento alle richieste estorsive, tanto che, immediatamente, la preoccupazione di Romeo diventa l’individuazione del soggetto a cui consegnare il denaro (TROPIANO Romeo: “e a chi li diamo?” RASO Michele: “solo lui lo sa...inc... lui non vuole che si dice...”; conv. ambientale 30/7/2011). E, alcuni giorni dopo, confidandosi con la OMISSIS, Giuseppe TROPIANO, certo del fatto che “è gente che conosciamo perchè non si vogliono far vedere capito?”, cercava di trovare una soluzione al dilemma relativo alle modalità attraverso cui effettuare il pagamento, in mancanza di incontri: “Se non si vogliono fare vedere come pensano di risolvere questa cosa ... un milione di euro come te li do? Lascio delle tracce dappertutto...cosa ti faccio un bonifico?” (cfr. conv. ambientale 4744 del 23/8/2011 ore 14.11). Due aspetti, che emergono dai dialoghi intercettati, meritano di essere evidenziati. La prima è già stata accennata: esiste, condivisa nell’ambiente comune ai RASO e ai TROPIANO, una sorta di ”regola” circa la spartizione di proventi di attività imprenditoriali: è significativo che, nella conversazione nr. 1645 del 17.09.2011, ore 22.28 (sopra riportata 38

Nell’interrogatorio al PM RASO Michele dirà che era stato suo fratello Salvatore ad identificare FACCHINIERI.

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integralmente) parlando con TROPIANO Giuseppe dell’omicidio di RASO Salvatore, OMISSIS commentasse: “ah si è … inc… Peppe io per queste cose non mi dispiace tutti possiamo avere bisogno ma uno va civilmente e bussa penso che nessuno gli dice di no …ma no in questa maniera dai, poi pure pretese hai ? ...inc...”: riferimenti simili a quello utilizzati nelle lettere estorsive, quale quello, ricorrente, al bisogno, che anche chi le scriveva aveva, di “mangiare” (cfr. prima lettera ai TROPIANO e lettera a MONTELEONE). E, allora, ben si può affermare che i TROPIANO, i RASO, OMISSIS, percepivano la richiesta di partecipazione al profitto derivante dal lucroso affare dei primi, da parte di soggetti estranei all’affare stesso, allo stesso modo e, precisamente, come un fatto possibile; la richiesta estorsiva non è accolta dai TROPIANO, dai RASO e da OMISSIS con lo stupore intimorito di chi è colto di sorpresa da un fatto inaspettato, imprevisto e imprevedibile, dai contorni completamente sconosciuti, come in qualsiasi episodio estorsivo; i commenti e le valutazioni riguardano, piuttosto, il “come” la richiesta è avanzata e il “come” essa debba essere affrontata e gestita; la circostanza è ricondotta a qualcosa di “naturale” e, proprio per la sussistenza di certe regole e per l’evidente condivisione delle stesse tra i protagonisti, tutti concordano con il fatto che “ciò che è dovuto, è dovuto”: tanto che basta “chiederlo”; sicché l’aspetto che, dopo l’omicidio di RASO Salvatore, OMISSIS ritiene censurabile (ma lo stesso disappunto si evince anche dai dialoghi tra i TROPIANO, già a seguito dell’esplosione dei colpi a San Girgio Morgeto) è la modalità attraverso cui la vicenda è stata portata avanti (“uno va civilmente e bussa penso che nessuno gli dice di no …ma no in questa maniera dai”). Che la “compartecipazione agli utili” fosse un principio condiviso è dimostrato dal fatto che a TROPIANO Giuseppe erano sufficienti i pochi accenni che RASO aveva fatto a esemplificazioni di percentuali da riconoscere, perché egli capisse di cosa RASO stava parlando. Si trattava di individuare i soggetti che chiedevano il pagamento e, quindi, valutare le mosse successive, nell’ambito di una trattativa che comprendeva la possibilità di pagare “il giusto”, cioè la percentuale dovuta, calcolata in base a determinati criteri: questo è ciò che chiaramente si evince dalla risposta che RASO Michele ha dato a TROPIANO Romeo nella conversazione più volte citata. E’ chiaro, allora, il motivo per cui più di una volta i TROPIANO abbiano discusso sulla necessità di “sedersi attorno a un tavolo” con gli estorsori: segno e conferma del fatto che l’intervento dei RASO contemplava anche la verifica della possibilità di addivenire ad un accordo (in proposito, si rammenta il “soliloquio” di TROPIANO Giuseppe, intercettato a bordo della sua vettura il 25.07.2011, ore 10.58: “…ne discutiamo… telefonicamente ti posso dire che così non si fa niente - faccia a faccia intorno a un tavolo discutere ...inc... se no telefonicamente non si fa niente ... assolutamente te lo posso già …inc… io”). La ferma convinzione di avere “diritto” ad intavolare una trattativa è, da un certo momento in poi, una costante indiscussa nella posizione dei TROPIANO: nella conv. progr. 4741 del 23/8/2011, TROPIANO Giuseppe confidava a OMISSIS: “…non telefonicamente, io voglio gaurdarlo in faccia ci vediamo attorno a un tavolo e si discute vediamo se riusciamo a trovare una soluzione…”. Nella conv. progr. 1102 del 26/10/2011, TROPIANO Romeo sintetizzava “la posizione dei TROPIANO” nei seguenti termini: “… noi non vogliamo denunciare a nessuno, noi vogliamo solo che quello che gli dobbiamo dare glielo diamo” e il fratello Giuseppe dimostrava di condividere appieno la linea, allorché, poco dopo, precisava: “io voglio, io voglio… si deve pagare, si deve vedere, si deve discutere giustamente qualcosa se c’è da dare gliela diamo…” e anche Salvatore si trovava d’accordo, asserendo: “se glieli dobbiamo dare, glieli diamo, che cazzo”. Il secondo aspetto, di fondamentale importanza, che merita di essere sottolineato è che, nel caso di specie, l’invito ai TROPIANO a tenere presente l’esistenza di siffatto “codice” proveniva da “fonte autorevole”, i RASO: per i TROPIANO (che, come si è detto, non avevano mai escluso a 170


priori l’eventualità di pagare, giungendo ben presto a chiedersi, piuttosto, a chi e come) ciò rappresentava un monito serio a non sottovalutare la possibilità di accedere alle richieste estorsive. D’altra parte, come si è visto, le scelte più rilevanti che i TROPIANO hanno dovuto fare nella presente vicenda -quali quelle relative all’an e al quomodo della presentazione della denuncia, a San Giorgio Morgeto e soprattutto ad Aosta- sono state assunte previa “consultazione” con i RASO e aderendo alle loro indicazioni. E, così, come si è visto, poche ore dopo aver ricevuto il monito da parte di RASO circa l’esistenza del “codice”, Romeo comunicherà al fratello Salvatore che intende lasciare che siano gli estorsori a muovere il prossimo passo, perché loro (i TROPIANO) sono “nel giusto” e, pertanto, possono legittimamente aspettarsi che “chi chiede si faccia avanti” per un dialogo vis a vis, in cui si possa discutere: TROPIANO Romeo: la fanno... io voglio sapere con chi parlo... vieni trovami sai dove... come hai trovato il numero... la cosa... vieni a trovarmi... sai dove sono... e si discute... e basta... e si vede... non so con chi e si finisce là... omissis TROPIANO Romeo: no... no... Salvo... ...voci sovrapposte... intanto è solo questa la cosa... eh... chiamano per venire... come avete trovato il numero vieni sai dove sono... vieni e ti faccio... ...inc... -omissisTROPIANO Romeo: perchè noi abbiamo valutato pure questo... questo qua non c'entra niente... che sono di là... e allora prima che una va... che si ammazza... si faccia... si fanno... ...perché alla fine stanno con gente che siamo noi... che non so... diciamo che... che dobbiamo andare a trovare a chi... e non sappiamo neanche a chi... ti voglio dire come esempio no... -omissisTROPIANO Romeo: però non dobbiamo essere noi che sbagliamo... se fosse guarda ti posso dare la garanzia... TROPIANO Salvatore: va bene... TROPIANO Romeo: ...inc... però non dobbiamo sbagliare noi... e loro lo sanno... chi c'è... chi hai fianco... con chi cammini... quanti fratelli hai... lo sanno... lo sanno... sanno queste cose lasciateli che fanno... -omissisTROPIANO Romeo: no, no... non c'è bisogno di niente... noi siamo nel giusto... nell'onesto... lavoriamo nel giusto e nell'onesto... e qualcuno vuole lavoro, vuole qualcosa..... viene e come hai trovato il numero... sai anche dov'è... vieni che parliamo poi... quando si viene e si parla subito uno... dice è così... TROPIANO Salvatore: va bene... -omissisTROPIANO Romeo: Saro sono cose un pò...che uno sta sempre ...inc... però noi pensiamo tutte le cose adesso stiamo loro devono stare al nostro gioco ... TROPIANO Salvatore: no ma non abbiamo... TROPIANO Romeo: noi dobbiamo fare il nostro... ...inc... non dobbiamo fare noi il loro TROPIANO Salvatore: non dobbiamo rovinare niente... ma io sono d’accordo con te pure... ma se noi... non solo io pure Beppe è d'accordo perchè in linea di massima quanto che arrivano fanno che cazzo devono fare... prima o poi o si ritirano o qualcuno deve uscire... TROPIANO Romeo: apposta no... se uno vuole... come abbiamo già parlato prima... a me serve un lavoro... devi venire a chiedere... TROPIANO Salvatore: certo... Il dialogo consente di concludere che, già a luglio, i TROPIANO avevano la certezza dell’ambiente cui appartenevano gli estorsori: nel corso del dialogo tra i fratelli viene evocata 171


una “entità” (“loro”) in grado di esercitare un certo “controllo” sulle persone (“sanno” tutto della vita personale e privata altrui) e che, pur tuttavia, dovrebbe, a sua volta, rispettare certe regole: se vogliono “lavoro”, se vogliono “qualcosa”, devono farsi avanti e se ne parla: i TROPIANO si ritengono gente “onesta” che “fa il suo” (gli affari) e chi intende lucrare dalle loro attività (facendosi consegnare una percentuale e/o entrando in affari con loro) non è, a priori, contestato e contrastato, però deve “fare il suo”. Le conversazioni progr. 463 e progr. 481 del 29/6/2011, citate nell’ordinanza 15/10/2012 della Sezione del Riesame, nulla provano in contrario: in esse, anzi, chiaramente, i TROPIANO non parlano di “non pagare” e “resistere” alle richieste estorsive, o di “bloccare” il tentativo estorsivo grazie all’interessamento dei RASO ma, al contrario, discutono circa la necessità di iniziare a “lavorare subito” e di “aprire il cantiere veloce” (conv. 463), di “trovare una quadra”, piuttosto “giocando altre carte” laddove l’intervento dei RASO si fosse rivelato inidoneo o insufficiente (conv. 481). Si tratta di chiari accenni alla direzione da intraprendre, possibilista circa l’eventualità di pagare, sebbene a certe condizioni, “trovando una quadra”; una linea d’azione in cui, come detto, si inserisce l’attività dei RASO, che sono i primi incaricati di “aprire il cantiere e mettersi a lavorare” cioè di aprire il tavolo delle trattative al fine di “trovare la quadra” e raggiungere un accordo. E’ chiaro che i termini della vicenda sono ben lontani da quelli soliti e comuni dell’estorsione e non tanto perché in gioco c’è un appalto milionario in una regione particolarmente ricca, quanto per il contesto in cui il fatto accade e il tipo di mentalità che accomuna colpevoli e vittime, che deriva dalla provenienza dalla medesima terra d’origine, con delicati equilibri da mantenere (protezione da affermare, amicizie da consolidare, sfere di competenza da rispettare) o gerarchie eventualmente da contestare (“adesso stiamo loro devono stare al nostro gioco”, “non dobbiamo fare noi il loro”, dice ancora TROPIANO Romeo), con interessi non solo ed esclusivamente economici (“quesioni di principio” comprese) da perseguire. Proprio per le innumerevoli ed indiscutibili peculiarità delle estorsioni oggetto del presente processo, è deleteria una interpretazione “letterale” del materiale probatorio in atti occorrendo, invece, esplorare il materiale disponibile superando il significato apparente delle parole, tenendo conto di tutto il corredo acquisito, comprese le caratteristiche dell’ambiente in cui l’azione illecita è avvenuta, come sono emerse nel corso dell’indagine, grazie all’ascolto delle conversazioni e agli esiti dei servizi di opc. Non è ultroneo ricordare che, con riferimento all’esplosione di colpi d’arma da fuoco a San Giorgio Morgeto (gesto fortemente intimidatorio dell’estorsore, perché commesso nella terra d’origine delle vittime e, quindi, particolarmente eloquente circa il fatto che le “protezioni” che, da lungo tempo, traevano origine dallo status di compesani, erano minate alla radice) è con i RASO che i TROPIANO hanno assunto le decisioni relative l’an della denuncia, che sarà poi presentata dalla GIOVINAZZO (come si è visto, i TROPIANO chiamavano i Carabinieri solo dopo aver interessato della vicenda Michele RASO e aver saputo da lui cosa dovevano fare (cfr. conv. 21 agosto, ore 12.58; TROPIANO Romeo: Ora vediamo se si deve fare denuncia o no?; TROPIANO Salvatore: E secondo me si parla con Michele vedi che ti dice eh...; TROPIANO Romeo: Io parlo con Michele l'ho chiamato apposta ha detto che si trova in montagna..inc.. va bene?; TROPIANO Salvatore: Ok e poi mi dice qualcosa... (…) TROPIANO Romeo: Devo vedere cosa dice Michele ora... che ora con la scusa c'è …hai capito ?; TROPIANO Salvatore: Sono d'accordo con te dai; e conv. 21 agosto ore 13.35; TROPIANO Salvatore: Eh... ma lui..... ma tu non ti sei incontato per niente con lui?; TROPIANO Romeo: Con Michele ?; TROPIANO Salvatore: Eh...; TROPIANO Romeo: Si si è venuto qua ha visto tutto no no ha detto che è giusto ha detto che questa si deve fare per forza ..... è così) e persino al contenutodella denuncia che verrà poi sporta da TROPIANO Giuseppe in Valle d’Aosta. 172


Nulla di quanto emerge dagli atti consente di ritenere che i RASO abbiano agito nell’esclusivo interesse delle vittime, così come di regola avviene nell’ambito di una “normale” estorsione, già per il fatto che le stesse vittime non sono solo “vittime” sprovvedute e spaventate, ma persone che conoscono questo tipo di “richieste” e sanno come vanno affrontate, innanzitutto con riferimento a chi può intervenire nella trattativa e a quali regole minime dovrebbero essere rispettate; i RASO sono intervenuti per tutelare i TROPIANO nel senso di impedire che gli estorsori potessero ottenere quello che volevano come volevano; i RASO dovevano, dunque, anche, mantenere saldo il loro ruolo storico di “guardiania” nei confronti dei TROPIANO e garantirne il rispetto, far valere la loro “amicizia con i TROPIANO” (cfr. interrogatorio RASO, di cui si dirà più precisamente infra) nei rapporti con gli estorsori; agendo secondo logiche e, comunque, nell’indispensabile rispetto (che RASO Michele, da subito, si assume il compito di rammentare) di precise regole, che prevedono -tra l’altro- il pagamento, in presenza di certi presupposti e/o di certi “rapporti di forza” e/o per mantenere certi equilibri.

TROPIANO Il reato di favoreggiamento è contestato ai TROPIANO come commesso (materialmente da TROPIANO Giuseppe, previo accordo e, quindi, in concorso morale, con i fratelli Romeo e Salvatore) con la presentazione della denuncia del 23 agosto, per avere taciuto la ricezione della lettera di maggio, la ricezione della lettera di luglio con due cartucce, nonché l’incontro avvenuto ad agosto tra FACCHINIERI, CHEMI e i RASO. La valutazione della penale responsabilità dei TROPIANO nel delitto a loro ascritto, in concorso, presuppone un sintetico vaglio di alcuni aspetti della fattispecie astratta, affrontati dai Difensori. Com’è noto, la configurabilità della condotta di favoreggiamento personale ha, quale limite cronologico, la (avvenuta) commissione del delitto presupposto; tuttavia, è altrettanto noto che per aversi “commissione” ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 378 cp, è sufficiente che il delitto presupposto abbia superato la soglia minima di rilevanza penale e, cioè, che l’iter criminis abbia raggiunto gli estremi del tentativo. Secondo i principi generali, infatti, tra le forme di manifestazione del reato vi è, accanto a quella “consumata”, quella “tentata”. In entrambi i casi il delitto è, tecnicamente, “commesso”. Al momento della presentazione della denuncia, il 23 agosto, il fatto estorsivo in danno dei TROPIANO aveva già avuto uno svolgimento che, certamente, era idoneo a integrare gli estremi del tentativo, essendosi già inequivocabilmente realizzate plurime minacce mediante atti intimidatori di diverso tipo. Per altro verso, è pacifico che soggetto attivo del reato di favoreggiamento personale può essere anche la persona offesa del reato presupposto, in relazione al quale mai potrà essere configurato il “concorso” nello stesso. E’ principio ormai consolidato in Giurisprudenza che il verbo “aiutare” di cui all’art.378 cp indica una (qualsiasi) condotta di collaborazione alla realizzazione del fine che altri si sia prefisso; in particolare, la finalità altrui alla cui realizzazione il soggetto attivo collabora è specificamente indicata come “elusione delle investigazioni”. Si tratta, dunque, di un reato a condotta libera, “in quanto il comportamento integrante il reato può essere costituito da qualunque fatto umano teso ad influire sulla conoscenza dell'autorità (cass. Sez. 6^, n. 1401 del 1982)” (Cass. 24161/07): assume, dunque, sicura rilevanza penale tanto un comportamento attivo che un’omissione, purché caratterizzati dalla oggettiva e soggettiva direzione al raggiungimento (in sé non necessario) dello scopo e sia idonea al raggiungimento dello stesso. 173


L’idoneità alla elusione delle indagini sussiste, poi, ogniqualvolta vi sia anche solo uno “sviamento” delle investigazioni, in ordine alla esatta e tempestiva ricostruzione dei fatti: in particolare, dunque, il reato è realizzato laddove il comportamento sia idoneo a imprimere un rallentamento al corso delle indagini che, per pervenire (eventualmente) al corretto risultato, abbiano interessato un maggior (anche non rilevante, purché concretamente apprezzabile) lasso di tempo e/o dispendio di energie. Poste simili premesse, la Giurisprudenza ha sempre riconosciuto che il reato è consumato anche se l’elusione delle indagini non si verifica, in concreto, per l’abilità degli investigatori o perché l’Autorità è già a conoscenza della verità. Il delitto di favoreggiamento personale consiste nel “turbamento della funzione giudiziaria” e non richiede che le investigazioni dell'autorità siano effettivamente fuorviate “bastando che la condotta dell'agente abbia l'attitudine, sia pure astratta, a intralciare il corso della giustizia” (Cass. 24161/06, dep. 2007) e sia idonea a conseguire lo scopo di aiutare il colpevole a eludere le investigazioni in corso, per effetto anche di un mero sviamento di queste in ordine alla esatta e puntuale ricostruzione della vicenda d’interesse. E’, infatti, principio consolidato che: “Il reato di cui all'art. 378 cod. pen. è reato di pericolo, e, in quanto tale, rimane integrato da qualsiasi comportamento idoneo, sia pure in astratto, a intralciare il corso della giustizia, sicché nessun rilievo scriminante può allegarsi alla ininfluenza concreta del comportamento del soggetto agente sull'esito delle indagini: “È principio interpretativo reiteratamente affermato da questa Corte Suprema che "nella previsione dell'art. 378 cod. pen. la locuzione "... aiuta taluno ad eludere le investigazioni del l'autorità..." comprende ogni atteggiamento, anche negativo, di per se stesso idoneo ad eludere o fuorviare le investigazioni o ad intralciare le ricerche degli organi di polizia. Ne deriva che è configurabile il reato qualora il soggetto, esaminato dalla polizia giudiziaria, neghi la conoscenza di fatti a lui noti. Nè il delitto è escluso dalla eventuale concomitanza di informazioni già in possesso dell'autorità inquirente. La ricerca della verità in ordine all'accertamento dei reati ha infatti bisogno di una pluralità di elementi, il cui apporto non può essere rimesso al giudizio del singolo", (Cass., sez. VI, n. 12084, 06.09.1990, ric. Catalano, rv. 185244; conf. rv. 183307, 179801, 173610 e 167460). Pertanto, anche nel caso di specie, va riaffermato che "per la configurabilità del reato di favoreggiamento personale non si richiede che la giustizia venga effettivamente fuorviata, nè che l'intento di eludere le indagini sia stato concretamente realizzato, essendo ipotizzabile la sussistenza del reato di cui all'art. 378 cod. pen. anche quando l'autorità sia a conoscenza della verità dei fatti ed abbia già conseguito la prova della sicura partecipazione al delitto della persona aiutata", (Cass., sez. VI, n. 1191, 12.12.1992, ric. Petrone, rv. 193149)” (Cass. 773/99; conformi le successive Cass. 6235/2000, Cass. 24161/06, dep. 2007), “sicché il reato si deve ritenere consumato anche quando tale deviazione non si sia in effetti verificata” (Cass. 3523/11, dep. 2012). A prescindere dalla configurazione della fattispecie come reato di pura condotta o di evento, è comunque richiesto che sia, almeno, concretamente individuabile una modifica della situazione di fatto che sia descrivibile in termini di “miglioramento della posizione” del soggetto aiutato, nei confronti delle investigazioni, ancorché non definitivo, non insuperabile, di tenute e di breve portata. Così delineati, secondo l’orientamento consolidato della Corte di Cassazione, gli elementi del reato contestato al capo 6), non paiono profilarsi seri dubbi circa il fatto che essi siano, tutti, rintracciabili nell’episodio oggetto di imputazione a carico dei TROPIANO. Il delitto presupposto era già commesso, nella forma del tentativo, posto che la richiesta estorsiva, completa di minaccia, era già stata avanzata. In sede di denuncia, sporta il 23 agosto, TROPIANO Giuseppe, previo accordo con i fratelli Salvatore e Romeo, non solo ha “taciuto” ma ha anche “negato” l’esistenza di due lettere ed ha taciuto il recapito delle cartucce e l’avvenuto incontro RASO/CHEMI/FACCHINIERI: perché le 174


suddette indicazioni erano tutte, e ciascuna, idonee a condurre gli inquirenti a FACCHINIERI. Sul punto, il passaggio -più volte citato- della conv. progr. 236 del 21/8/2011, è illuminante quanto alla decisività della lettera (rectius della busta) al fine di identificarne il mittente: TROPIANO Romeo: “Scusami Salvo su quell'altro coso..inc... Bologna”... ; TROPIANO Salvatore: “No no quell'altra no no ....”; TROPIANO Romeo: “Allora Salvo sarebbero che si presenta quella senza...”; TROPIANO Salvatore: “E avevamo parlato con Peppe di quella là si”; TROPIANO Romeo: “Quella là si deve mettere da parte....voci sovrapposte... se no vengono a prendere davvero a quello là”: conversazione che precede, di poco, l’accordo definitivo di presentare la denuncia “senza additivi”. Dunque, la decisione di tacere è stata presa allo specifico fine di allontanare i sospetti dai veri (e noti) colpevoli ed è stata assunta dopo lunga riflessione, che ha coinvolto tutti i fratelli e che ha richiesto la concertazione con i RASO; di talché la condotta è palesemente sorretta dal dolo generico richiesto dalla norma incriminatrice. Con riferimento alla presentazione della denuncia del 23 agosto, le difese hanno contestato la possibilità di addebitare penalmente ai TROPIANO l’omessione di alcuni particolari in sede di denuncia, sul presupposto, più radicale, dell’insussistenza di un obbligo giuridico di denunciare. Invero, è principio ormai consolidato in Giurisprudenza quello per cui il reato di favoreggiamento può essere concretamente commesso anche mediante omissione (che, se la modalità è dichiarativa, potrà concretamente realizzarsi nelle forme della reticenza, del puro e semplice silenzio, del non rendere dichiarazioni chiarificatrici, ecc.), proprio perché la condotta incriminata è descritta dal verso “aiutare” che indica qualsiasi condotta che si presenti come idonea a perseguire lo scopo specificato dalla norma incirminatrice stessa. Parte della dottrina ha mantenuto un’interpretazione restrittiva della disposizione incriminatrice, delineando il reato di favoreggiamento personale come reato “commissivo” ed ha teorizzato, dunque, l’applicazione ad esso del principio generale per cui, in tanto può aversi realizzazione di un reato commissivo mediante omissione, in quanto l’agente sia titolare di un obbligo giuridico di attivarsi. Dunque, la condotta -in quanto costituisca aiuto elusivo- può essere anche omissiva, ma solo allorché si possa identificare, in concreto, in capo al soggetto agente, un dovere giuridico di attivarsi. Tuttavia, in generale detto dovere giuridico di collaborare nella ricerca dell'autore di un reato non sussiste, sicché il delitto non sarebbe configurabile con modalità omissiva. Si è addirittura autorevolmente sostenuto che neppure qualsiasi dovere di collaborazione può venire in rilievo ma solo quelli che, concernendo l'impedimento ex art.40 cpv cp dell'evento delittuoso tipizzatato, diano vita ad una “posizione di garanzia” nei confronti del bene tutelato: una generale “posizione di garanzia” nei confronti dell'attività di giustizia penale è, però, estranea al nostro ordinamento, come non esiste una generale posizione di garanzia concernente l'impedimento dei reati. Pur se sussistono doveri civici e normativi di collaborazione del cittadino con la giustizia, essi non costituiscono il cittadino come garante della funzionalità della repressione dei reati; da questo punto di vista, se il favoreggiamento omissivo e configurabile, ciò non potrebbe essere che con riguardo a soggetti intranei alle istituzioni della giustizia penale per i quali sia configurabile -e configurata dal diritto vigente- una posizione di garanzia in ordine alla funzionalità e alla correttezza del contesto delle investigazioni. La Giurisprudenza che si è formata sulla condotta favoreggiatrice realizzata in forma dichiarativa da parte della vittima del reato, ammettendola, è relativa alla fattispecie delle dichiarazioni rese in sede di sommarie informazioni. In questo caso, indubbiamente, sorge nel soggetto escusso l’obbligo di riferire tutto quanto è a sua conoscenza e di non mentire: sussiste cioè un preciso obbligo giuridico di dire il vero. Ma diversa è l’ipotesi in cui la persona offesa sporge denuncia, rendendo dichiarazioni spontaneee e non provocate. 175


Per il privato cittadino, quand’anche vittima del reato, non sussiste alcun obbligo giuridico di “denunciare”; pertanto, non sussiste neppure l’obbligo giuridico di “denunciare tutto”, essendo configurata la denuncia come mera facoltà: recita infatti l’art.333 c.1 cpp che “ogni persona che ha notizia di un reato perseguibile d’ufficio può farne denuncia”, fatte salve le ipotesi di denuncia obbligatoria, nessuna delle quali ricorrente nel caso di specie. Le argomentazioni ora richiamate, che hanno impegnato parte dell’arringa difensiva, hanno, a ben vedere, nel presente processo, valore assai limitato. Nel caso di specie, infatti, la condotta dei TROPIANO (materialmente, di Giuseppe, previo accordo con i fratelli) non è stata affatto meramente omissiva: la formulazione del capo d’imputazione appare chiara laddove indica, quale condotta d’ausilio, la presentazione della denuncia del 23 agosto, così come confezionata, dunque nel suo complessivo contenuto, enucleato nella triplice omissione indicata, espressa anche mediante affermazioni. Così, accanto all’espressa negazione di aver ricevuto lettere, vi è l’affermazione menzognera di “non avere ricevuto” quella menzionata nel corso delle telefonate, note agli inquirenti, del mese di giugno (“nel giugno di quest’anno ho ricevuto tre telefonate di chiaro intento estorsivo…sempre nel corso di questa telefonata il sedicente faceva riferimento ad una lettera che mi era stata inviata; lettera mai giunta”). Inoltre, accanto all’omertoso silenzio mantenuto sull’individuazione di FACCHINIERI da parte dei RASO e sull’avvenuto incontro tra il primo e i secondi, v’è l’affermazione che, per lui, gli estorsori erano “ignoti”. Siffatto tipo di affermazioni vanno ben oltre il mero silenzio su questo o quell’aspetto della vicenda: sono comportamenti “dichiarativi”, dal contenuto negatorio di elementi di importanza primaria nello sviluppo delle indagini, perché, più di ogni altro elemento, avrebbero consentito di identificare con certezza gli estorsori in FACCHINIERI e nei suoi famigliari. Dell’importanza decisiva di detti elementi per indirizzare l’indagine, i TROPIANO erano talmente consapevoli da assumere “collegialmente” la decisione di (riferire molto altro, ma) negare proprio quelli: il che dimostra, come già accennato, che l’azione comune è stata sorretta dal dolo. Dopo averne discusso tra loro (il 22 agosto TROPIANO Salvatore scende a San Giorgio Morgeto per parlare con RASO e con il fratello Romeo e poi telefona all’altro fratello, Giuseppe, la decisione), i TROPIANO hanno maturato la decisione comune circa il contenuto da imprimere alla denuncia: consapevoli del fatto che l’area geografica di provenienza delle lettere estorsive, congiuntamente all’iniziativa intrapresa dai RASO, che aveva già prodotto un primo incontro, avrebbe facilmente condotto gli inquirenti sino a FACCHINIERI, hanno agito con la coscienza e volontà di aiutare, con la presentazione di una denuncia “asciutta” e “senza additivi”, FACCHINIERI e suoi complici a eludere le investigazioni. Sin dal 24 luglio, i fratelli Giuseppe e Salvatore concordavano sul fatto che già solo il denunciare le richieste estorsive avrebbe determinato l’arresto dei responsabili (TROPIANO Giuseppe: “Se facciamo una denuncia li prendono”; TROPIANO Salvatore: “E lo so che se facciamo una denuncia li prendono...inc”; cfr. conv. ambientale presso la EDILUSD, progr. n. 18478 del 24.07.2011). Avuta conferma dai RASO che, dopo i colpi esplosi a San Giorgio Morgeto, la denuncia “si doveva” fare, i TROPIANO hanno individuato con i RASO una linea che li esponesse il meno possibile al rischio di essere tacciati di infamia. La conversazione del 21 agosto (progr. 235) tra TROPIANO Romeo e Salvatore è illuminante al fine di comprendere cosa anima la decisione circa i termini esatti della denuncia: nel corso del dialogo i due fratelli concordavano sul fatto che ciò che era accaduto a San Giorgio Morgeto era strettamente collegato con quanto stava accadendo in Valle d’Aosta. TROPIANO Salvatore commentava: “E’ un collegamento che si collegano ih... si collegano da soli hai capito? Lavorano sia quassù che laggiù”; poi facevano riferimento a “Bologna”, accennando 176


probabilmente alla prima lettera ricevuta, che -come si scoprirà in seguito grazie al rinvenimento della fotocopia ad opera della G.d.F. di Aosta- era stata spedita appunto da Bologna; pertanto, concordavano che era meglio “mettere da parte” tale missiva: “Quella là si deve mettere da parte..... se no vengono a prendere davvero a quello là” e poi aggiungevano “Però farebbe scatenare una guerra lui” e propendevano invece per consegnare quella ricevuta nel corso della festa dei calabresi “Si si però è meglio e buona quell'altra”, perché “depositata” in macchina e non ”spedita” per posta. In merito a tale missiva Romeo aggiungeva che il fratello Angelo aveva suggerito di tacere comunque agli inquirenti il ricevimento degli “oggetti”, evidentemente riferendosi alle cartucce. Dal complesso delle conversazioni telefoniche, si comprende che i TROPIANO hanno discusso a lungo, anche con i RASO, per trovare il modo di limitare e circoscrivere il più possibile le dichiarazioni da rendere nella denuncia, affinché gli inquirenti non arrivassero, grazie alle loro dichiarazioni, a “quello là”. Invero, già nella conversazione con GIOVANARDI, avvenuta all’indomani del ricevimento della prima lettera e delle prime telefonate, TROPIANO Giuseppe esplicitava la sua ferma convinzione di non voler fare l’infame: “… io mica sono uno che voglio farmi vedere come quello che collabora con…”. Successivamente, individuati gli autori delle richieste estorsive, il movente della condotta omertosa si arricchiva di un ulteriore scopo: evitare che proprio grazie a informazioni da loro fornite, gli inquirenti arrivassero a FACCHINIERI e ai suoi complici. Oltremodo chiarificatore è l’accordo che raggiungono TROPIANO Salvatore e Giuseppe il giorno prima della denuncia: nella conversazione telefonica n.1750 delle ore 6.23, Salvatore rinnova la propria convinzione che la prima lettera non debba essere consegnata (“secondo me se non si dà è meglio”) e sul punto Giuseppe è d’accordo (“secondo me pure”). I termini esatti della denuncia saranno definitivamente decisi, in Calabria, da TROPIANO Salvatore con i suoi fratelli e con qualcun altro, di cui non è fatto il nome ma che è assolutamente ragionevole ritenere si sia trattato di RASO Salvatore (“Tu come arrivi vai subito da lui come arrivi parli e mi dici Peppe eh... quella cosa falla asciutta”) e saranno poi comunicati, in codice, a Giuseppe (dicendogli “Quell.... quell'impasto fallo asciutto no.. non mettere niente non mettere additivi non ne mettere che io capisco e se no dici completala e buonanotte ok?”). La decisione che veniva, infine, comunicata a TROPIANO Giuseppe era di “farlo normale, senza additivi” cioè di sporgere denuncia senza menzionare, e men che meno consegnare, né lettere né bossili (conv. progr. 1773 del 22/8/2011 ore 10.54). Lo scopo dell’omesso riferimento alla prima lettera era di non fornire elementi che consentissero agli inquirenti di risalire al “professore”; l’assunto è, indirettamente, confermato da quanto dichiarato al PM dallo stesso FACCHINIERI nel corso dell’interrogatorio: i RASO, recatisi la prima volta da lui, gli avevano “accennato al fatto che c’era un problema con un certo signor TROPIANO, al quale era arrivata una lettera con il timbro di Bologna”. E’ chiaro che, come i RASO erano riusciti ad identificare FACCHINIERI proprio grazie al timbro di provenienza della prima lettera, così anche gli inquirenti sarebbero stati messi in grado di identificare il predetto, qualora fosse stata messa a loro disposizione la lettera (con relativa busta e timbro) e, vieppiù, se oltre a ciò fosse stato loro riferito che era già avvenuto un primo abboccamento con FACCHINIERI e CHEMI. Sul punto, occorre da ultimo precisare che non occorre affatto che il soggetto agisca all’esclusivo scopo di aiutare il favoreggiato ad eludere le investigazioni: è infatti irrilevante l’ulteriore, eventuale, scopo particolare che l’agente intende raggiungere, che è il movente della condotta favoreggiatrice. Nel caso di specie, è quindi irrilevante che i TROPIANO abbiano deciso di presentare la denuncia “asciutta” anche per non essere tacciati di essere “infami” posto che, oggettivamente, ciò che è stato volontariamente taciuto e negato era stato consapevolmente individuato al fine di impedire che, grazie a quell’apporto dichiarativo, le indagini si sviluppassero sino a pervenire all’identificazione degli autori dell’estorsione. 177


La condotta dei TROPIANO ha superato la soglia del tentativo punibile e il reato è consumato: realizzata la condotta di ausilio, il reato è consumato a prescindere dal fatto che lo scopo della elusione delle investigazioni sia positivamente raggiunto; quand’anche si volesse accedere alla teoria del favoreggiamento come reato di evento, nel caso di specie si dovrebbe comunque concludere nel senso della consumazione del delitto, atteso che la presentazione di una denuncia avente il contenuto, insieme dichiarativo e omissivo, sopra indicato, impediva quella accelerazione nello sviluppo delle indagini che una denuncia completa avrebbe impresso, e, quindi, arrecava un miglioramento nella posizione di FACCHINIERI che non veniva attinto da alcun elemento indiziario, in rerum natura sussistente. Si sono ampiamente tratteggiati i termini del “dibattito” svoltosi tra i fratelli TROPIANO, circa il tenore della denuncia e, quindi, l’indirizzo da imprimere, per quanto era loro rimesso, alle investigazioni. Nessun dubbio residua, pertanto, circa la corresponsabilità di tutti e tre i fratelli, che devono rispondere, a titolo di concorrenti morali, del reato materialmente commesso da Giuseppe, ai sensi dell’art.110 cp. Non si condivide l’argomentazione difensiva circa l’inutilizzabilità delle dichiarazioni rese in sede di denuncia da TROPIANO Giuseppe, che dovrebbero essere ritenute tamquam non esset per non essere state le medesime interrotte del pubblico ufficiale verbalizzante, il Sost. Comm. MARTINA Valter, all’emergere di indizi di reità (falso e reticenza) in capo al dichiarante stesso. La difesa ha sostenuto che, poiché gli uffici della Questura stavano intercettando TROPIANO e poichè MARTINA sapeva che TROPIANO Giuseppe aveva ricevuto, oltre a telefonate, anche lettere minatorie, era suo dovere interrompere le dichiarazioni e procedere ex artt.63 e 64 cpp. L’argomentazione non ha pregio. Premesso che la denuncia è l’esposizione degli elementi essenziali di un fatto che appare conforme ad una fattispecie astratta di reato, il pubblico ufficiale che la raccoglie ha l’obbligo di verbalizzare che un certo giorno e a una certa ora si è presentata una certa persona che ha esposto certi fatti, che si presentano come astrattamente idonei a integrare gli estremi di un reato; non può astenersi dal farlo, avendo egli, in quel preciso contesto, funzione di attestare che in sua presenza un soggetto sta rendendo certe dichiarazioni (o gliele consegna, se già scritte). La ratio della sanzione di inutilizzabilità di cui all’art.63 cpp opera su tutt’altro piano: la norma mira, infatti, a colpire l’utilizzazione di dichiarazioni che, anche solo a livello indiziario, sono idonee a coinvolgere il dichiarante nello stesso fatto reato oggetto del contenuto delle dichiarazioni o in altro fatto reato ad esso collegato, ma comunque anteriore alle dichiarazioni stesse: non l’eventuale reato che il dichiarante potrebbe commettere “attraverso” le dichiarazioni. La disciplina contenuta nell’art.63 cpp ha un preciso ambito di applicazione: presuppone che emergano indizi di reità a carico di un soggetto che rende dichiarazioni (sollecitate o rese spontaneamente) alla AG o alla PG in sede di esame testimoniale o di sommarie informazioni; nella denuncia, invece, che prescinde da una “convocazione”, l’atto promana, interamente quanto a contenuto e anche quanto a genesi, dal denunciante; per sua natura, la denuncia non comprende alcuna assunzione di informazioni. Non sussistevano, dunque, i presupposti perché il Sost. Comm. MARTINA, che il 23 agosto raccoglieva la denuncia, dovesse interrompere TROPIANO e dargli gli avvisi di cui all’art.63 cpp, a pena di inutilizzabilità delle dichiarazioni rese in denuncia. Non si condivide l’argomentazione difensiva circa l’inutilizzabilità delle dichiarazioni del 23 agosto per avere MARTINA omesso gli avvertimenti di cui all’art.64 cpp, neppure sotto il profilo dell’essere, all’epoca, TROPIANO Giuseppe indagato, nel medesimo procedimento nel quale sporgeva denuncia, per il reato di cui all’art.416 bis cp: la norma citata, infatti, contiene la disciplina del differente istituto dell’interrogatorio dell’indagato e nulla ha a che vedere con la

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natura dell’atto (sporgere denuncia) nell’ambito del quale TROPIANO ha reso le dichiarazioni della cui utilizzabilità si discute. Non sussistono i presupposti per l’applicabilità della speciale causa di non punibilità prevista dall’art.384 c.1 cp: è dimostrato agli atti che i TROPIANO, pur potendo fornire agli investigatori elementi che avrebbero consentito la rapida individuazione del responsabile dell’estorsione in FACCHINIERI, hanno preferito presentare la denuncia nei termini di cui si è detto proprio al fine di non consentirne l’identificazione e, così, evitare di essere tacciati di “infamia”; non occorre spendere molte parole per escludere che venga qui in rilievo un’ipotesi di pericolo di nocumento per l’onore nel senso inteso dal legislatore. Dal complesso delle conversazioni intercettate emergono accenni al timore per l’incolumità propria e dei propri famigliari, per possibili, violente ritorsioni. L’argomentazione è stata spesa anche dai difensori in sede di discussione. Non si ritiene che possa escludersi il reato sulla base di tali premesse. Innanzitutto, tale pericolo non era inevitabile altrimenti che con una denuncia omertosa, atteso che proprio una denuncia completa di elementi importanti come quelli taciuti avrebbe consentito una rapida identificazione degli estorsori e avrebbe messo i TROPIANO al sicuro. Inoltre, nelle missive il male minacciato veniva prospettato come risposta alla assunzione, da parte dei TROPIANO, di un atteggiamento latamente e indistintamente coinvolgente altri soggetti, fossero essi appartenenti alle forze dell’ordine o “compaesani”; e i TROPIANO avevano tranquillamente deciso di disattendere l’indicazione con riferimento ai compaesani, coinvolgendo da subito i RASO; è contraddittorio, allora, sostenere che il timore per l’incolumità personale ha impedito ai TROPIANO di consegnare tutto il patrimonio conoscitivo alle forze dell’ordine ma, inspiegabilmente, non ha impedito ai TROPIANO di farlo con i RASO. Per altro, la componente “timore” non era certo dominante, atteso il tenore delle conversazioni, comprese quelle immediatamente successive all’esplosione dei colpi d’arma da fuoco a San Giorgio Morgeto: i fratelli TROPIANO non discutono affatto di come evitare possibili atti di recrudescenza. La loro attenzione è, a quel punto, concentrata su un problema di tutt’altra natura: da un lato, si rendevano conto di non poter evitare di sporgere denuncia, a ciò costretti dal gesto plateale degli estorsori, quale fatto sopraggiunto che veniva ad aggravare l’altra situazione, già in sé obiettivamente critica nella “gestione” del rapporto con gli estorsori, di essere intercettati dalla polizia; al tempo stesso, intuivano che una possibile via d’uscita era rappresentata dalla possibilità di limitare l’apporto informativo alle sole dichiarazioni certamente prive di idoneità indiziante l’implicazione di FACCHINIERI. Se, dunque, alle prime richieste estorsive, l’inziale commento tra i fratelli TROPIANO era che si trattava di una questione “stighiusa” (TROPIANO Giuseppe, conv. progr. 328 del 28/6/2011 e conv. progr. 341 in pari data) e la preoccupazione era che non si cominciasse a “mollicchiare” nella trattativa (cfr. conv. progr. 353 del 28/6/2011) successivamente l’attenzione dei TROPIANO è sempre più rivolta a pretendere una trattativa che li vedesse più protagonisti e, dall’altro, a evitare ogni mossa che potesse causare un’accusa di infamia. In sintesi, si può tranquillamente affermare che il tenore, concordato, della denuncia del 23 agosto è, in realtà, frutto dell’omertà tipica di un contesto mafioso, che impone che le questioni siano affrontate e “aggiustate” senza l’intervento della polizia, o comunque -e soprattutto- senza violare alcuni codici di comportamento, tra i quali spicca il dovere di non “fare l’infame”. Il dialogo del 30 giugno tra TROPIANO Giuseppe e GIOVANARDI nulla prova in senso contrario. Sin dall’inizio i TROPIANO si sono mossi su entrambi i fronti, della “trattativa”, mediante l’intervento dei RASO, e della solo apparente collaborazione con le istituzioni, nel forte sospetto -e con la necessità di verificare l’ipotesi- di avere i telefoni sotto controllo (come TROPIANO Giuseppe si premura di dire, da subito, all’ignoto interlocutore telefonico del 27 179


giugno; sul punto, cfr. anche verbale di interrogatorio TROPIANO Giuseppe 21/12/201139). D’altra parte, solo in tal chiave può essere compresa la preoccupazione di TROPIANO Giuseppe che i suoi soci, messi a conoscenza delle richieste estorsive, potessero assumere l’iniziativa di sporgere denuncia. Infine, l’invocata applicazione, a tutti e tre i TROPIANO, dell’istituto della ritrattazione (astrattamente applicabile al favoreggiamento personale a seguito della novella introdotta dall’art.1 legge 94/2009 che ha modificato l'art. 376 cp) non trova conforto negli atti e, in particolare, nel contenuto delle dichiarazioni rese da TROPIANO Giuseppe in epoca successiva al 23 agosto 2011. Nel verbale di sommarie informazioni del 16 settembre, a precisa domanda circa eventuali sospetti sull'identità del mittente della missiva pervenuta il 5 settembre agli uffici della Edilsud, TROPIANO Giuseppe rispondeva “non ho nessun sospetto su chi possa essere il mittente di tale lettera anonima” (cfr. verbale sit 16/9/2011), con ciò mentendo, avendo egli (come già detto) ben più di un sospetto circa l'implicazione di FACCHINERI nella vicenda estorsiva. Nel corso del primo interrogatorio TROPIANO Giuseppe, che nel frattempo aveva assunto la veste di indagato del reato di favoreggiamento, dichiarava che al momento della presentazione della denuncia aveva ricevuto una sola lettera (cfr. verbale interrogatorio 21/12/2011, pag.6) e che complessivamente aveva ricevuto due lettere (pag.7), con ciò nuovamente mentendo. Nel corso del medesimo interrogatorio, però, TROPIANO Giuseppe ammetteva la ricezione delle lettere di maggio e luglio. Nessun elemento induce a ritenere che le (parziali) ammissioni di TROPIANO Giuseppe siano state previamente concordate con i fratelli Salvatore e Romeo; anzi, dalla lettura del verbale di interrogatorio del 21/12/2011, si comprende che TROPIANO Giuseppe non era affatto deciso a ritrattare sin dall’inizio, ma vi si era trovato “costretto” dal tenore delle prove documentali (trascrizione delle conversazioni registrate) portate alla sua attenzione dagli inquirenti. Solo a fronte della “contestazione” del contenuto delle conversazioni 305 e 315 del 27 giugno, dalle quali inequivocabilmente emergeva la già avvenuta ricezione di una lettera e a fronte della contestazione che il timbro della lettera sequestrata dalla GdF recava la data del 18 maggio, TROPIANO ammetteva la verità (incontrovertibile) della ricezione della missiva. Alla domanda circa il recapito di ulteriori lettere, TROPIANO riferiva della ricezione di una busta contenente due cartucce, negando la coeva esistenza di una lettera, di cui ammetteva l’esistenza solo dopo la lettura dell’ambientale 18478, registrata all’interno degli uffici della Edilsud alle ore 3.29 del 24 luglio (cfr. verbale, pag.9). Tuttavia, posto che il riconoscimento della falsità di una precedente dichiarazione e la manifestazione del vero devono essere coscienti e volontarie, anche se non necessariamente spontanee, con riferimento alla ricezione delle missive si deve ammettere che TROPIANO Giuseppe ha realizzato una smentita della precedente dichiarazione, accompagnata dalla manifestazione del vero. Non vi sarebbe spazio alcuno per riversare su Salvatore e Romeo gli effetti positivi di un eventuale riconoscimento dei benefici della ritrattazione materialmente posta in essere dal solo Giuseppe; se non ché, in occasione delle repliche del loro difensore, gli imputati TROPIANO Romeo e TROPIANO Salvatore si sono associati alle dichiarazioni rese dal fratello Giuseppe al PM. Occorre dunque valutare queste ultime, sull’ultimo aspetto oggetto di contestazione: gli incontri tra i RASO e FACCHINIERI. Nessuna ritrattazione è avvenuta con riferimento alla dichiarazione, che si legge in denuncia, secondo cui l’autore delle richieste estorsive era “ignoto”: nell’interrogatorio del 21/12/2011 39

“…io feci subito presente al mio interlocutore che avevo i telefoni sotto controllo. Ero convinto di ciò a causa del problema del Mont Blanc…” (verbale, pag.3).

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TROPIANO Giuseppe dichiarava, falsamente, di non conoscere né FACCHINIERI Giuseppe né CHEMI Giuseppe e di non sapere a chi potesse essere collegato l’appellativo di “professore”, quando, invece, nella conversazione n. 446 del 22/8/2011 e nella lunga conversazione del 4/9/2011, più volte proprio lui utilizzava tale soprannome. Nell’interrogatorio del 21 dicembre, a precisa domanda, TROPIANO Giuseppe ha negato che i RASO gli avessero detto di avere avuto un incontro per discutere dell’estorsione (cfr. interrogatorio, pag.8); sulla “contestazione” relativa al fatto che dalle indagini risultava che i RASO si fossero recati a Bologna, TROPIANO cambiava argomento, rispondendo tutt’altro (cfr. interrogatorio, pag.10), quando invece il contenuto della conversazione ambientale intercettata il 4 settembre all’interno della villetta dei TROPIANO, al rientro di RASO e RAFFA Vincenzo dall’incontro di Bologna, dimostra esattamente l’opposto (cfr. conv. progr. 264 del 4.9.2011, ore 13.21, all. 106, già riportata integralmente). Al contrario, le conversazioni telefoniche danno chiaro riscontro della piena consapevolezza, in capo a tutti i TROPIANO, in tempi assai ravvicinati alla prima richiesta, dell’implicazione nell’estorsione del “professore” di Bologna, dell’identità dello stesso e dell’essere egli stato incontrato dai RASO, in vista della risoluzione della questione. Sul punto, TROPIANO non ha “corretto il tiro” neppure nel corso dei successivi interrogatori del 24 dicembre 2011 e del 30 marzo 2012. Pertanto, se i caratteri minimi della ritrattazione possono rinvenirsi con riferimento alle dichiarazioni rese relativamente all’esistenza delle lettere e delle cartucce, così non può dirsi con riferimento all’ulteriore oggetto delle dichiarazioni false e reticenti rese da TROPIANO il 23 agosto, relativamente all’aspetto che rivestiva efficacia fortemente indiziante la persona di FACCHINIERI: il fatto che, in brevissimo tempo, i RASO, incaricati dell’identificazione degli estorsori e della conduzione della trattativa, avevano ottenuto un colloquio con FACCHINIERI. Su questo aspetto, invero, neppure l’evidenza del contenuto delle conversazioni intercettate è stata in grado di imprimere all’atteggiamento dei TROPIANO “un’inversione di rotta”. L’atteggiamento dei fratelli Romeo e Salvatore ha seguito, come su un tapis roulant, l’andamento dell’atteggiamento di Giuseppe; così, nelle brevi spontanee dichiarazioni rese (verbalmente e con nota scritta) all’udienza del 30 gennaio 2013, i due hanno semplicemente “confermato” le dichiarazioni rese dal Giuseppe, precisando che effettivamente avevano ricevuto lettere estorsive, ma -ancora una volta- mantenendo il più assoluto silenzio sull’altro aspetto, quello relativo all’identità degli estorsori, tralasciando ogni accenno all’identificazione degli stessi, avvenuta grazie all’intermediazione dei RASO. Per quanto detto, il reato contestato sussiste, sia nella componente oggettiva che nell’elemento soggettivo; in punto pena, verrà comunque positivamente valutata la ritrattazione intervenuta con riferimento alla ricezione delle lettere. Per le ragioni che verranno illustrate nel prosieguo, va esclusa l’aggravante soggettiva di cui all’art.7 d.l. n.152/91.

Le circostanze aggravanti Le circostanze aggravanti di cui all’art.7 legge 203/91 e di cui all’art.628 c.3 n.1 e n.3 cp L’aggravante di cui all’art.7 legge 203/91 è stata contestata, in tutti i capi d’imputazione e per tutti gli imputati, sotto il profilo dell’aver commesso il fatto al fine di agevolare le attività dell’associazione prevista dall’art.416 bis cp, in particolare l’associazione denominata ‘ndrangheta (forma a carattere soggettivo). Ai capi da 1) a 4), la medesima circostanza è stata contestata anche sotto il profilo dell’aver commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di cui all’art.416 bis cp e, in particolare, mediante 181


il ricorso a sistematiche minacce tali da ingenerare un clima di intimidazione ed omertà, ingenerando nelle vittime la convizione che la minaccia provenisse da un gruppo delinquenziale organizzato di stampo mafioso (forma di tipo oggettivo). Inoltre, ai capi 1) e 3), relativi alle due contestazioni estorsive, è stata contestata anche la circostanza aggravante di cui all’art.628 c.3 n.3 cp, richiamata dall’art.629 c.2 cp, relativa all’essere stata la violenza o minaccia posta in essere da persona che fa parte dell’associazione di cui all’art.416 bis cp. La ricostruzione accusatoria è solo in parte condivisibile. Sono principi ormai consolidati in Giurisprudenza e recepiti dalla Corte di Cassazione a sezioni unite (sentenza 10/2001) quello per cui “L'aggravante prevista dall'art. 7 d.l. 152/91, in entrambe le forme in cui può atteggiarsi, è applicabile a tutti coloro che, in concreto, ne realizzino gli estremi, siano essi partecipi di un qualche sodalizio mafioso, siano essi estranei ed in particolare, per i soggetti qualificati, la stessa è operante anche per i reati fine” e quello per cui “In tema di rapina ed estorsione la circostanza suddetta [art.7 legge 203/91] può concorrere con quella cui all'art. 628 c. 3 n. 3 c.p.”. L’applicazione dell’aggravante di cui all’art.7 legge 203/91, cioè, non presuppone l’appartenenza ad un sodalizio, ma neppure è esclusa da siffatta appartenza (avendo, entrambe le ipotesi ivi contemplate, tutt’altro tipo di presupposti) e può concorrere con l’aggravante di cui all’art.628 c.3 n.3 cp, che inasprisce la pena per chi commette un reato e sia appartenente ad una associazione ex art.416 bis cp. L’iter argomentativo è il seguente: non ogni associato realizza i reati fine e non ogni partecipe necessariamente impiega, nell’essere un sodale, il metodo mafioso, ossia il potere di pressione del gruppo, essendo sufficiente, per l’appartenenza, che egli sia consapevole che altri lo impiegano quale strumento fondamentale dell'azione sociale, e lo accetti. D’altra parte, è ben possibile che al metodo mafioso sia fatto ricorso anche da parte di chi non è organico e stabilmente inserito in un gruppo mafioso (cfr. Cass. 30246/02 che riprende Cass. 3061/00: “dalla premessa, per cui l’aggravante prevista dall’art.7 DL 13 maggio 1991 n. 152, conv. in L. 12 luglio 1991 n. 203, si applica anche a chi ricorre individualmente alla forza intimidatrice del vincolo associativo di tipo mafioso, discende come conseguenza l’irrilevanza della contestazione dell’esistenza di un’associazione per delinquere”). Ciò in quanto il metodo mafioso contemplato dalle norme che hanno riguardo alla “appartenza” ad un sodalizio ex art.416 bis c.p. (e, dunque, tale fattispecie criminosa e la circostanza aggravante di cui all’art.628 c.3 n.3 cp) integra una “distinta entità” rispetto al ricorso al metodo mafioso di cui all’art.7 legge 203/91: “il primo connota il fenomeno associativo ed è, al pari del vincolo, un elemento che permane indipendentemente dalla commissione dei vari reati; il secondo costituisce caratteristica eventuale di un concreto episodio delittuoso, ben potendo succedere, di converso, che un associato attui una condotta penalmente rilevante, e pur costituente reato fine, senza avvalersi del potere intimidatorio del clan. Del resto, anche dal punto di vista soggettivo, va tenuto presente che diversa è la volontà di impiego di un certo mezzo in un programma indeterminato rispetto a quella che sorregge il ricorso allo stesso in un caso specifico. Pertanto, il fatto che ad un partecipe sia addebitato ai sensi della norma codicistica il metodo mafioso quale patrimonio sociale e caratteristica dell'azione del gruppo, non preclude la possibilità di contestargli il suddetto metodo, quale da lui effettivamente utilizzato in determinate occasioni delittuose; se questa evenienza invece non si verificasse, il precetto circostanziale non opererebbe, ma non già per incompatibilità, bensì per assenza del comportamento in esso sussumibile. Analoghe considerazioni valgono per l'altro dato di configurabilità dell'aggravante e cioè "il fine specifico di agevolare l'attività di un'associazione di stampo mafioso". Se l’associato (ex art.416 bis cp o ex art.628 c.3 n.3 cp) risponde per il “contributo permanente allo scopo sociale”, che prescinde dalla commissione dei delitti singoli, qualora egli anche concorra nella commissione degli stessi e la sua condotta sia sorretta dal dolo specifico di 182


agevolare l'attività dell'associazione, tale fattore psicologico si prospetta come ulteriore e, pertanto, potrà essergli ascritto ex art.7 d.l. n.152/91. Infine, ad attestare la differente finalità e, quindi, il differente ambito applicativo delle disposizioni, sta il fatto che “il reato associativo postula un effettivo apporto alla causa comune mentre la previsione della norma speciale [art.7 d.l. n.152/91] è relativa a semplice volontà di favorire, indipendentemente dal risultato, l'attività del gruppo e cioè qualsiasi manifestazione esteriore del medesimo; questo concetto, dal canto suo, non coincide con il perseguimento dei fini sociali in cui si sostanzia invece il dolo specifico della figura di cui all'art. 416 bis c.p.“ (Cass. 10/2001). In linea con la suddetta pronuncia, si è di recente affermato che la circostanza aggravante di cui all’art.628 c.3 n.3 cp, richiamata dall'art. 629 cpv. c.p., e quella prevista dall’art.7 legge 203/91 sono “ancorate a presupposti di fatto diversi, in quanto la prima richiede l'appartenenza del rapinatore o dell'estortore a un'associazione prevista dall'art. 416 bis c.p., mentre la seconda consiste nell'avvalersi delle condizioni previste dall'art. 416 bis c.p. (il cd. metodo mafioso) oppure nel fine di agevolare l'attività delle associazioni mafiose o camorristiche (Cass., Sez. 2, 17 giugno 1993 n. 9498, ric. P.M. in proc. Auddino). Ne deriva che le due aggravanti sono complementari, e possono quindi concorrere (Cass., Sez. U, 28 marzo/2001 n. 10, ric. Cinalli e altri; Sez. 2, 23 maggio 2006 n. 20228, ric. Rescigno ed altri), e non alternative, per cui l'una può sussistere indipendentemente dall'altra senza che questo possa dare luogo a decisione contraddittoria” (Cass. 27040/08). Si è inoltre autorevolmente affermato che “la tipicità dell’atto intimidatorio non risulta [perciò] direttamente dalla natura e dalle caratteristiche che gli sono proprie, di atto violento, bensì indirettamente, per l’aspetto metodologico, in quanto la violenza con cui è compiuto sia stata concretamente ricollegata alla forza intimidatrice del vincolo associativo” (Cass. 30246/02). Con riferimento al comportamento delle vittime, infine, è principio consolidato in Giurisprudenza quello per cui “ai fini della sussistenza della circostanza aggravante che viene qui in discorso, è necessario soltanto l'effettivo ricorso, nell'occasione delittuosa contestata, al metodo mafioso, il quale deve essersi concretizzato in un comportamento oggettivamente idoneo ad esercitare sulle vittime del reato la particolare coartazione psicologica evocata dal D.L. n. 152 del 1991, art. 7, e non può essere desunto dalla mera reazione delle stesse vittime alla condotta tenuta dall'agente (Sez. 6, 26 maggio 2011, n. 28017, Mitidieri, Rv. 250541). Ma è altrettanto vero che, una volta dispiegato quel metodo, la "resistenza" che le vittime del reato abbiano esercitato -fino a frustrare, in ipotesi, gli intendimenti perseguiti da chi si sia avvalso della metodologia mafiosa- non vale, in sè, nè a neutralizzare l'efficacia intimidatrice, che deve essere misurata ed apprezzata ex ante, nè, ancor meno, ad asseverare la insussistenza del metodo mafioso in quanto tale, essendosi in varie circostanze affermato che la sussistenza della aggravante in esame non è esclusa, ad esempio, dal fatto che la vittima delle minacce estorsive riesca ad assumere un atteggiamento di contrapposizione "dialettica" alle ingiuste richieste (Sez. 1, 6 marzo 2009, n. 14951, Izzo, Rv. 243731)”. Passando al caso di specie, si ritiene che gli indici della sussistenza dell’aggravante di cui all’art.7 legge 203/91 sotto il profilo oggettivo siano numerosi e di varia natura. Innanzitutto, la terminologia utilizzata nelle lettere estorsive è eloquente. Già nella prima missiva ai TROPIANO, dopo l’avvertimento -indicato come “consiglio”- a “non fare l’infame” e il riferimento esplicito a “mammasantissima” e “compaesani”, che non avrebbero dovuto essere coinvolti (riferimenti tutti parimenti presenti nella lettera destinata a MONTELEONE e nella telefonata fatta a quest’ultimo: “non vi rivolgete a persone che voi ritenete ‘ndranghetisti insomma persone dell'ambiente perchè perdete tempo”; cfr. conv. progr. 409 del 17/9/2011 ore 16.37) viene esplicitamente evocata la forza di intimidazione del gruppo, con le parole “noi siamo in tanti siamo dappertutto”, concetto ripreso anche nell’ultima lettera ai 183


TROPIANO, nei seguenti termini: “noi abbiamo molto tempo e tante persone calabresi che sorvegliano te e a tutti i tuoi amici”, ulteriormente avvalorato dall’avvertimento relativo alla capacità di controllo e influenza sulle attività imprenditoriali dei destinatari delle richieste, che integra la minaccia “ambientale”. Quanto ai TROPIANO, viene evidenziata un’ottima conoscenza dei particolari dell’affare Mont Blanc e viene rappresentata una capacità di influenza sul territorio tale da poter mandare i TROPIANO “in pensione” anzitempo; analogamente, a MONTELEONE viene fatta capire la conoscenza che gli estorsori hanno del suo giro di “affari” (“tutti i lavori dal milione di euro in su”; “lavori che prende dalla regione”) e viene contestualmente prospettato che, in caso di mancato riconoscimento della parte spettante agli estorsori (“la nostra parte”), MONTELEONE “non avrebbe più lavorato”. Lo stesso TROPIANO Romeo, nella conversazione nr. 3467 del 24/7/2011 (sopra integralmente citata), commenta: ”... loro lo sanno... chi c'è... chi hai fianco... con chi cammini... quanti fratelli hai... lo sanno... lo sanno... sanno queste cose). Si tratta di frasi che danno corpo in modo evidente al principio giurisprudenziale secondo cui l’aggravante “oggettiva” di cui all’art.7 legge 203/91 sussiste nella misura in cui “la tipicità dell’atto intimidatorio è ricollegabile non già alla natura e alle caratteristiche dell’atto violento o minaccioso in sé considerato, bensì al metodo impiegato, nel senso che detto atto deve essere realizzato in modo da evocare la forza derivante da un’organizzazione criminale” (Cass. 39046/07; cfr. del tutto analogamente Cass.30246/2002). Il secondo elemento che dimostra il ricorso al metodo mafioso è la modalità scelta dagli estorsori e indicata ai TROPIANO di far loro sapere di avere assunto la decisione di pagare: “Se vuoi pagare devi affissare dei cartelli si vende nella casa di tuoi fratello dove hanno sparato le finestre giù in Calabria, i cartelli devono essere bene in vista in modo che chiunque passa dalla strada li può vedere…”. L’ampio risalto che il gesto avrebbe dovuto avere si appalesa del tutto sproporzionato rispetto allo scopo preseguito, laddove questo fosse circoscritto alla ricezione dell’assenso al pagamento. Già si è detto che la scelta di simile modalità costituisce in realtà un chiaro segnale del fatto che lo scopo perseguito dagli estorsori andava ben oltre il mero interesse a conoscere la risposta delle vittime. Il gesto di esporre il cartello proprio fuori dalla casa dove erano stati esplosi i colpi d’arma da fuoco era, ovviamente, umiliante per chi era costretto a siffatto gesto; doveva dunque essere resa pubblica la capitolazione dei TROPIANO e, quindi, dei loro (evidentemente inutili) protettori, i RASO; un simile clamore, del tutto estraneo alle estorsioni maturate in ambienti non mafiosi, sarebbe stato del tutto inutile e, anzi, dannoso; ma, in questo caso, serviva ad evocare qualcosa che, in San Giorgio Morgeto e dintorni, vedendo i cartelli affissi, tutti i paesani avrebbero compreso; qualcosa che ha indiscutibilmente “marcato” il metodo mafioso. D’altra parte, la particolare “importanza” che la vicenda rivestiva per gli estorsori era enunciata sin dalle prime battute: si trattava di una “questione di principio”, cioè di una questione che investiva ben altri interessi rispetto a quelli immediatamente patrimoniali; è un elemento, questo, che va letto in parallelo con la “comunicazione” alle vittime che i loro protettori storici non avrebbero avuto, nel rapporto con loro, peso alcuno; l’ammonimento ai TROPIANO: “non fare lo stronzo o l'infame non dia ascolto a qualcuno dei suoi compari più stretti perchè le stanno dando cattivi consigli”, che è reiterato anche nella seconda lettera, accompagnato alla minaccia che “i pallettoni quando arrivano non chiedono permesso a nessuno”, delinea il disegno degli estorsori di dimostrare la loro supremazia -non tanto o non solo sulle vittime, quanto- sui loro protettori in Valle d’Aosta: la questione di principio è, dunque, una questione di gerarchia che va chiarita nel pese d’origine, a San Giorgio Morgeto, ma è finalizzata all’infiltrazione nei gangli economici della Valle d’Aosta: FACCHINIERI e la sua famiglia al posto dei RASO. 184


Anche le modalità di estrinsecazione delle minaccie sono particolarmente eloquenti e tipiche dell’ambiente mafioso: il recapito di bossoli e la sparatoria contro la casa dei TROPIANO a San Girogio Morgeto; l’incendio della pala meccanica della ARCHEOS di MONTELEONE. Non si può trascurare come il tipo di morte oggetto della minaccia contenuta nell’ultima lettera destinata ai TROPIANO e nella lettera destinata a MONTELEONE sia chiaramente allusivo al modo in cui era stato da poche settimane ucciso (pallettoni in faccia) Salvatore RASO, nella cui abitazione è stato rinvenuto un manuale di 21 pagine, contenente la descrizione di alcuni riti di affiliazione alla ’ndrangheta, dal titolo: “i codici sociali minore, maggiore e criminale”: la qual cosa dimostra nuovamente la matrice unitaria delle due estorsioni ed evoca l’esistenza di un nesso (allo stato non dimostrato) tra l’estorsione in danno dei TROPIANO e l’omicidio di RASO. E’, poi, oltremodo significativo quanto dichiarato proprio da RASO nel corso dell’interrogatorio reso al PM il 23/1/2012: alla domanda circa le modalità attraverso le quali egli pensava di poter convincere gli estorsori a “lasciare in pace” i TROPIANO, RASO ha risposto che li avrebbe persuasi “con la forza dell’amicizia (…) dicendo che erano miei amici ”. Il linguaggio utilizzato da RASO nella risposta data al Magistrato è davvero eloquente ed è, per così dire, una sorta di vera e propria “confessione” dell’aggravante oggettiva di cui all’art.7 legge 203/91 che ha dato forma alla manifestazione del reato: RASO ha spiegato a parole il metodo tipico dell’ambiente mafioso e che ha caratterizzato anche l’intervento suo e di suo fratello nell’episodio estorsivo, modalità comune e condivisa dagli estorsori, dagli intermediari, dagli estorti: è chiaro che pensare di fare fruttuosamente ricorso, trattando con l’estorsore, al rapporto di “amicizia” con le vittime, al fine di ottenere l’interruzione di un’azione estorsiva attuata con gravi minacce di morte, invio di bossoli, sparatorie in casa, sarebbe semplicemente ridicolo, a meno che parlare di “amicizia” non significhi, in realtà, fare riferimento a una certa “sensibilità” nella percezione del del rapporto e, quindi, a un codice di comportamento, comuni sia ai RASO, che all’amicizia avrebbero fatto appello, sia a FACCHINIERI e ai suoi complici, che tale appello avrebbero sentito: appellarsi alla “amicizia” significa in realtà rivendicare una sorta di “esclusiva” nel rapporto con alcuni soggetti, quasi si trattasse di “segnare il territorio”, garantendo, così, una sorta di “impermeabilità” dei protetti rispetto ad iniziative latamente aggressive provenienti da terzi; proprio il motivo per cui i TROPIANO si erano immediatamente rivolti ai RASO. Il riferimento al concetto di “amicizia” con i TROPIANO avrebbe così identificato, nel rapporto con FACCHINIERI, l’ambito entro il quale i RASO si riservavano una sfera di potere: esplicitazione “da manuale” della mentalità mafiosa. Da ultimo, non può sottovalutarsi il comportamento stesso dei fratelli TROPIANO: sin dalla prima manifestazione della richiesta estorsiva, le vittime si rivolgono innanzitutto (non alla polizia, bensì) ai fratelli RASO, cioè a soggetti che, storicamente, avevano svolto nei loro confronti il ruolo di intermediari nella gestione di questioni relative a rapporti che presentavano aspetti di criticità. Alla luce delle conversazioni registrate, è certo che i TROPIANO ritenevano l’intervento dei RASO più idoneo e incisivo di quello delle forze dell’ordine: così, nonostante l’estorsore li avesse esplicitamente ammoniti a non fare ricorso a “mammasantissima”, i TROPIANO interessavano della questione i RASO ancor prima della polizia e -addiritturacomunicavano ai primi particolari della vicenda (la ricezione di lettere e bossoli) che non comunicavano alla seconda; vieppiù, facevavano portare avanti la trattativa dai RASO anche quando la polizia era stata, prima informalmente (conversazione con GIOVANARDI) e poi formalmente (denuncia a MARTINA), investita dell’indagine. La volontà dei TROPIANO, quale emerge più volte dalle conversazioni registrate, di sapere chi avanzava richieste nei loro confronti e con chi avrebbero dovuto trattare, vedendolo in faccia, seduti attorno a un tavolo, evidenzia oltremodo l’assoluta particolarità della vicenda estorsiva, che segue gli stilemi tipici dell’ambiente mafioso, dove anche per la vittima, se “protetta”, si 185


impongono innanzitutto interessi diversi da quello dell’arresto degli estorsori, che diventa del tutto secondario, sicché la vicenda estorsiva inizia a seguire dinamiche del tutto estranee a quelle tipiche di una ordinaria azione estorsiva. La contestazione dell’aggravante di cui all’art.7 legge 203/91 sotto il profilo soggettivo, invece, pone questioni che non si ritengono superabili positivamente. La contestazione dell’aver agito al fine di favorire la “associazione denominata ‘drangheta” è generica: genericità che sarebbe esclusa solo ammettendo l’esistenza, processualmente dimostrata, di una realtà unitaria, denominata ‘ndrangheta, beneficiaria dell’operato illecito degli imputati. Si ritiene che questo sia il punto critico della contestazione: allo stato, invero, non ci sono elementi che consentano di acclarare l’esistenza di una struttura unitaria, tale da giustificare una contestazione come quella contenuta nei capi d’imputazione, che appare dunque priva di aggancio fattuale. La sentenza pronunciata l’ 8/3/2012 dal GUP di Reggio Calabria nel procedimento “CRIMINE”, citata dalla difesa RASO e acquisita -quale documento- dal GUP ex art.441 c.5 cpp, evoca una linea tendenziale di sviluppo del fenomeno ‘ndrangheta, in un veloce excursus storico: riprendendo pronunce ormai divenute irrevocabili, è effettivamente possibile delineare il progressivo riconoscimento, da parte della Giurisprudenza di merito, della tendenziale formazione di strutture unitarie di vertice; nella sentenza vengono ricordate alcune pronunce, a partire dalla sentenza 4/1/1979 conclusiva del c.d. “processo dei Sessanta”, con cui il Tribunale di Reggio Calabria iniziava a riconoscere una “ferrea solidarietà che accomuna le cosche dell’intera provincia”, tanto che “la ’ndrina” di Locri (CATALDO), quella di Reggio (attraverso i LIBRI) e le consorterie della Piana (MAMMOLITI, PIROMALLI, MAZZAFERRO, RUGOLO, PESCE, AVIGNONE) “avevano deliberato la comunione nella gestione di un affare, nel contesto di un’entità istituzionale nuova, il “consorzio delle cosche”, e cioè “l’esistenza di una superassociazione per delinquere (società delle società) che si occupava della programmazione delittuosa ogni volta che l’intervento congiunto fosse imposto dalla complessità dell’operazione delittuosa, dall’estendersi della medesima in territori appartenenti a più cosche (sequestro di persona), dalla previsione di una notevole locupletazione (sfruttamento della cava di Limbadi)… Certo, non si trattava ancora di una struttura organizzativa permanente, ma di una sorta di federazione tra alcune famiglie mafiose…” (pag. 40-41). Nel corso degli anni, la Giurisprudenza ha positivamente acclarato le tracce della transizione in atto da un modello basato sulla completa autonomia delle strutture locali ad un modello associativo di tipo federale, a struttura piramidale, con un unico organo decisionale di vertice; tuttavia, ad oggi non è mai arrivata ad accertare qualcosa di più di un progetto embrionale di formazione di un organismo, tendenzialmente stabile, di coordinamento. E’, cioè, positivamente riconoscibile, all’interno del fenomeno riconducibile alla denominazione ‘ndrangheta, l’esistenza di un processo evolutivo in senso verticistico e piramidale, orientato verso un maggiore accentramento; tuttavia, ad oggi, quelle della unitarietà e della verticalità non sono che linee di tendenziale sviluppo, che ancora non descrivono un dato di realtà. Ulteriore vulnus alla prospettazione accusatoria è l’impossibilità, oggi, di acclarare processualmente la presenza, in Valle d’Aosta, di una ramificazione locale, stabile, della ‘ndrangheta. Vi sono elementi che ne fanno fortemente sospettare l’esistenza; ma non si tratta di elementi caratterizzati da gravità, precisione e concordanza ai sensi e per gli effetti dell’art.192 cpp. Nella prima parte dell’annotazione di PG del 18/11/2010, si legge che a partire dal mese di novembre 1999 il Nucleo Investigativo del Reparto Operativo dei CC della Valle d’Aosta

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eseguiva attività di indagine finalizzata a verificare l’esistenza di un “Locale” 40 della ‘ndrangheta operante in Valle d’Aosta, con gli esiti che di seguito si riportano, così come riferiti nell’annotazione suindicata. Al termine dell’inchiesta giudiziaria, denominata “LENZUOLO”, venivano deferite 16 persone perché ritenute responsabili di aver creato in Valle d’Aosta un’associazione per delinquere di stampo mafioso con le caratteristiche gerarchiche tipiche dell’organizzazione criminale calabrese. L’indagine sfociava nel Proc. Pen. 99/99 della Procura della Repubblica-Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria – PM dott. Francesco Mollace, interessata per competenza in quanto si riteneva che la struttura criminale, per le sue caratteristiche di “locale di servizio” fosse una promanazione delle cosche operanti in Calabria. Il G.I.P di Reggio Calabria si dichiarava non competente trasferendo il procedimento Penale alla Procura della Repubblica di Torino -Direzione Distrettuale Antimafia- e il GIP del Tribunale di Torino disponeva l’archiviazione, non ritenendo provato il reato-fine dell’associazione. Sull’esistenza di un locale “attivo” della ‘ndrangheta in Valle d’Aosta hanno riferito, già in epoca anteriore ai fatti oggetto della presente indagine, alcuni collaboratori di giustizia, tra i quali Francesco FONTI, nato a Bovalino Marina (RC) il 22 febbraio 1948, all’epoca detenuto e Salvatore CARUSO, nato a Taurianova (RC) il 08/09/1956 già residente in Valle d’Aosta. Il 31 ottobre 2000 presso la Casa Circondariale di Milano Opera, FONTI dichiarava: “sono arrivato a Torino nell’anno 1971 e da subito, ho saputo che in Valle d’Aosta vi era un locale attivo41; responsabile del locale di Aosta era tale PANSERA Santo 42, proprietario di un autolavaggio in Aosta e da noi ‘ndranghetisti veniva identificato come “Compare Santo»; dal locale di Aosta dipendeva a sua volta il sottolocale di Ivrea. Questo sottolocale era gestito dalal famiglia FORGIONE” ; FONTI riferiva inoltre: “…l’attività principale del locale di Aosta erano le estorsioni a imprenditori e la droga” (cfr. all. 1 all’annotazione 18/11/2010). L’11 agosto 2000, nel corso della sua escussione, a specifica domanda da parte di personale della PG circa l’esistenza di un locale della ‘ndrangheta in Valle d’Aosta, anche Salvatore CARUSO rispondeva affermativamente: “che ne so io, già dall’88 di sicuro, perché ero in carcere in Valle d’Aosta e già lì mi avevano detto che attivavano, perché c’erano degli ‘ndranghetisti calabresi a Brissogne e hanno detto che attivavano43 lì ad Aosta” (cfr. all. 2 all’annotazione 18/11/2010). Nell’annotazione 18/11/2010 si riporta anche un passo delle dichiarazioni rese alla PG da altro collaboratore di giustizia, RASO Annunziato, il 13/10/2000: “non so se effettivamente in Valle d’Aosta sia attivo un locale della ‘ndrangheta, ma comunque essendoci in Valle una forte comunità calabrese, è sicuramente probabile che esistano delle persone referenti della ‘ndrangheta per la Calabria. Infatti è sicuramente improbabile che qualsiasi comunità calabrese, intesa come criminale, tronchi i collegamenti con la terra d’origine. Infatti tanto più sono ampie le conoscenze e le amicizie, per qualunque Capo, tanto più ampio è il suo potere”.

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Il Locale è la struttura di base della ‘ndrangheta che sorge in un determinato paese, allorché si supera il numero minimo di 49 affiliati a qualunque “copiata” a cui appartengono (per copiata si intende il nome di uno dei responsabili del Locale a cui i picciotti fanno riferimento. Tale nominativo viene comunicato all’affiliato dopo la cerimonia di affiliazione detto battesimo). Allorquando si forma un Locale si deve dare notizia alla “mamma” di San Luca, da dove viene inviato un rappresentante il quale organizza la riunione del Locale alla presenza di tutti gli affiliati di quel paese. Nel corso della riunione viene nominato il Capo Bastone, il Contabile ed il Crimine (dalle dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Fonti Francesco del 6 febbraio 1994). 41 per “locale attivo” si intende quando l’esistenza del locale è stata “ratificata” dalle cosce di San Luca 42 deceduto il 2 aprile 2003 per cause naturali 43 Gergo che sta a significare operare quindi “operavano lì ad Aosta”

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Emergeva lo stretto legame esistente tra alcuni soggetti residenti in Valle d’Aosta e le ‘ndrine 44 stanziali in Calabria, soprattutto quella dei “FACCHINERI”, sanguinaria famiglia della ‘ndrangheta della zona della “piana di Gioia Tauro” che annovera in Valle d’Aosta parentele e fiancheggiatori già denunciati e condannati per associazione per delinquere di stampo mafioso. Nell’annotazione citata si legge che le indagini svolte avevano consentito di ipotizzare con una certa sicurezza che la famiglia della ‘ndrangheta egemone in Valle d’Aosta era quella dei “FACCHINERI” 45, che contava sulla presenza di “parenti e sicuri fiancheggiatori residenti in Valle d’Aosta da molti anni e quindi ben inseriti nella comunità valdostana”. Tra detti fiancheggiatori vi sono i RASO, il cui capostipite RASO Domenico 46, detto “Micu Zuccaro”, è stato coinvolto in varie vicende giudiziarie e sottoposto ad indagini per vari reati e, soprattutto, nel procedimento penale nr. 65/98 R.G.N.R. della D.D.A. di Reggio Calabria a carico del noto latitante Luigi FACCHINERI + 11, per il delitto di associazione di tipo mafioso in relazione al quale è stato colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere. Anche i figli Vincenzo, Michele e Salvatore sono indicati dai militari dell’Arma di San Giorgio Morgeto quali persone inserite nella cosca “FACCHINERI”. Con sentenza 22/04/1982, irrevocabile il 27/10/1984, RASO Vincenzo è stato condannato dal Pretore di Aosta alla pena di mesi 2 di reclusione per il reato di favoreggiamento; la vicenda era relativa all’omicidio di Francesco MANTI (nato a Montebello Jonico (RC) il 10/06/1948), commesso in Aosta il 31/11/1981, maturato in ambiente prettamente mafioso, s’era verificato all’interno del bar Enal gestito da Rosina MITTIGA 47, ove la vittima si trovava in compagnia di Vincenzo RASO e Giorgio SORBARA48, oltre che di Giuseppe AGOSTINO 49 e Giorgio RASO50. Nell’annotazione citata si legge anche: “Nell’ambito delle indagini sull’esistenza del Locale della ‘ndrangheta in Aosta, il RASO era persona di estremo interesse operativo e braccio destro del capo dell’epoca Santo PANSERA. Alla morte di quest’ultimo, fonti informative hanno riferito che il RASO è attualmente il capo della consorteria anche e soprattutto per i legami di parentela anzidetti”. RASO Michele, nel 1985 denunciato in stato di libertà per omicidio doloso e per associazione di stampo mafioso, sino all’avvento della nuova cosca operante nel territorio di San Giorgio Morgeto cioè quella “FACCHINERI”, era inserito a pieno titolo nella cosca “FURFARO”, con a capo FURFARO Antonio, assassinato nel 1991. Dagli atti emerge, dunque, innanzitutto, una consistente presenza in Valle d’Aosta di emigrati calabresi e, più precisamente, di persone provenienti dalla “Piana di Gioia Tauro”, legate, a vario 44

Il significato della ‘ndrina è stato spiegato da Francesco FONTI in un suo memoriale del 25 marzo 1994 nei seguenti termini: “…nascono allorquando una famiglia mafiosa, nota in tutti i locali, è arrivata ad avere un notevole numero di affiliati (almeno 60), a questo punto il “Capo Famiglia” chiede al “Principale” di San Luca, che gli venga distaccata la “‘ndrina” ossia c’è la possibilità di essere presenti nella grandi città, prendendo possesso di un determinato territorio per gestire i loro traffici illeciti….questo termine ha però anche sostituito il termine “cosca”, per indicare il gruppo o famiglia della ‘ndrangheta”. 45 Storica e sanguinaria famiglia mafiosa originaria della zona di Cittanova, è stata protagonista di una lunga faida contro famiglie Raso-Albanese-Gullace-De Raco. La faida ha provocato la diaspora della famiglia che oltre alla Calabria si è stabilita soprattutto in Lombardia, Umbria, Toscana e Valle d’Aosta. In questa Regione abitano famigliari e fiancheggiatori alcuni dei quali avevano favorito la latitanza di uno dei maggiori esponenti della famiglia FACCHINERI Luigi, nato il 19/10/1966 a Cittanova (RC), ora detenuto presso la Casa Circondariale di Milano Opera. Il campo di interesse criminale della famiglia FACCHINERI è il traffico di droga, estorsioni e attualmente il riciclaggio di denaro tramite opere edilizie. Per la proverbiale ferocia, la famiglia Facchineri è temuta dalla comunità calabrese la quale ha paura di sicure ripercussioni in danno di beni e persone in Calabria nel caso in cui non ottemperi a loro richieste. 46

Nato il 01/08/1930 a San Giorgio Morgeto (RC)

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nata a Bovalino (RC) il 13/05/1942; classe 1938 49 nato a San Giorgio Morgeto (RC) il 07/02/1941; 50 nato a San Procopio (RC) il 12/09/1955; 48

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titolo, ai FACCHINIERI (membri della famiglia FURFARO, SORBARA Andrea 51, FONTE Michele52), come emergono collegamenti -di varia natura- tra gli odierni imputati e soggetti di spicco della ‘ndrangheta. Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia FONTE, CARUSO e RASO Annunziato lumeggiano il radicamento di membri della ‘ndrangheta in territorio valdostano. Tuttavia, allo stato non è processualmente acclarata l’esistenza di un’unica entità denominata ‘ndrangheta; non può dirsi processualmente dimostrato che in Valle d’Aosta sia attivo un locale di ‘ndrangheta; ulteriormente, la genericità della contestazione dell’aggravante soggettiva prevista dall’art.7 legge 203/91 sconta proprio la mancanza di elementi atti a delineare l’entità la cui attività sarebbe stata agevolata dalla commissione dei reati per cui si è proceduto. Un ultimo elemento deve essere considerato. E’ un dato indiscusso l’appartenenza della famiglia FACCHINERI alla ‘ndrangheta. E’ parimenti un dato indiscusso che, in passato (1985), l’odierno imputato FACCHINIERI Giuseppe ne fosse affiliato (circostanza che si evince dalla sentenza di condanna irrevocabile emessa a suo carico nel 1988 per reato di cui all’art.416 bis cp; cfr. certificato del casellario); tuttavia, nessun altro elemento concorre, con esso, a dimostrare simile appartenenza oggi, non potendosi la stessa desumere dal ricorso -pacifico- a modalità di perpetrazione di illeciti che seguono gli stilemi tipici della ‘ndrangheta e, in generale, dell’ambiente mafioso. Si ritiene, dunque, che la genericità riscontrabile nella contestazione dell’aggravante soggettiva di cui all’art.7 legge 203/91 sconti proprio tale impossibilità di acclarare l’esistenza di un locale in Valle d’Aosta e l’attuale appartenenza di FACCHINIERI ad una cosca, ivi o altrove operante. A maggior ragione, nessun elemento concreto emerge dagli atti quanto alla attuale appartenenza degli altri indagati alla ‘ndrangheta. L’aggravante soggettiva di cui all’art.7 legge 203/91 va, dunque, esclusa e va, per l’effetto, parimenti esclusa l’aggravante di cui all’art.628 c.3 n.3 cp. E’, invece, pacifica, la sussistenza dell’aggravante dell’aver commesso il fatto in più persone riunite; pertanto, i due episodi estorsivi sono correttamente contestati ex art.629 c.2 cp. La recidiva reiterata specifica Il concorso di circostanze aggravanti ad effetto speciale e il criterio calmieratore della pena di cui all’art.63 cp Con la nota pronuncia n. 20798/11, la Corte di Cssazione a sezioni unite ha rielaborato in un sistema coerente e completo i criteri di computo della pena in caso di concorrente applicazione di circostanze ad effetto speciale, anche con specifico riferimento alla recidiva reiterata nelle ipotesi contemplate dall’art.99 c.5 cp. Non appare ultroneo richiamarne i passaggi direttamente interessanti la presente vicenda. La Corte prende in considerazione, innanzitutto, il principio per cui, in linea generale, “il giudizio sulla recidiva non riguarda l'astratta pericolosità del soggetto o un suo status personale svincolato dal fatto reato. Il riconoscimento e l’applicazione della recidiva quale circostanza aggravante postulano, piuttosto, la valutazione della gravità dell’illecito commisurata alla maggiore attitudine a delinquere manifestata dal soggetto agente, idonea ad incidere sulla risposta punitiva -sia in termini retributivi che in termini di prevenzione speciale- quale aspetto della colpevolezza e della capacità di realizzazione di nuovi reati, soltanto nell'ambito di una relazione qualificata tra i precedenti del reo e il nuovo illecito da questo commesso, che deve essere concretamente significativo -in rapporto alla natura e al tempo di commissione dei 51 52

nato il 10/11/1977 a Cinquefrondi (RC) residente a San Giorgio Morgeto in via Lutrà. nato il 06/06/1963 a San Giorgio Morgeto (RC), residente ad Aosta Porossan- fraz Roppoz 31

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precedenti, e avuto riguardo ai parametri indicati dall'art. 133 cod. pen.- sotto il profilo della più accentuata colpevolezza e della maggiore pericolosità del reo”. Tale principio (valutazione discrezionale della più accentuata colpevolezza e della maggiore pericolosità) subisce una deroga nell'ipotesi prevista dall'art. 99 c.5 cp, relativa ai casi di recidiva obbligatoria nell’an e vincolata nel quantum con riferimento ad un catalogo di reati. Secondo l'univoco orientamento espresso dalla giurisprudenza di legittimità (cfr. ex plurimis la stessa Cass. SS UU n.20798/11, ma anche Cass. sez. 1 n.36218/2010; Cass. sez. 2 n. 27599/09) la fattispecie di cui all'art. 99 c.5 cp è applicabile nei confronti del soggetto, già recidivo per un qualunque reato, che commetta un delitto riconducibile al catalogo di cui all'art. 407 c.2 lett. a) cpp, a nulla rilevando che vi rientri anche il delitto per cui vi è stata precedente condanna. L’interpretazione sistematica del quinto comma alla luce di quelli precedenti, che fondano la sussistenza della recidiva sulla commissione di un "nuovo" o di "altro" delitto, rende evidente che il legislatore ha voluto attribuire assoluto rilievo alla circostanza che il nuovo delitto sia ricompreso nell'elenco di cui all'art. 407 c.2 lett. a) cpp. Solo nel caso della recidiva specifica il legislatore ha espressamente attribuito rilievo anche alla omogeneità tra il reato oggetto della previa condanna e quello successivamente posto in essere; nelle altre ipotesi, dunque, tale profilo è irrilevante. L’applicabilità della previsione contenuta nel quinto comma dell'art. 99 cp all’unico caso in cui il nuovo reato sia riconducibile all'elenco dell'art. 407 c.2 lett. a) cpp appare maggiormente coerente sotto il profilo del giudizio di più accentuata colpevolezza e di maggiore pericolosità correlati alla qualità del nuovo delitto posto in essere. Si può, quindi, affermare che l'attenzione specificante del legislatore è sempre rivolta alla tipologia del nuovo delitto, cosicché la recidiva reiterata obbligatoria ex art. 99 c.5 cp ricorre nel caso in cui il soggetto recidivo commetta un nuovo delitto incluso tra quelli indicati dall'art. 407 c.2 lett. a) cpp. La funzione del quinto comma dell’art.99 cp è, dunque, quella di configurare, in rapporto a ciascuna delle forme di recidiva facoltativa in precedenza disciplinate, altrettante ipotesi di recidiva obbligatoria. Poste tali premesse sull’ambito di applicabilità del comma 5 dell’art.99 cp, va altresì rammentato che la recidiva, che è circostanza inerente alla persona del colpevole, viene considerata dal codice vigente come una vera e propria circostanza aggravante del reato (ex multis Cass. sez. 2 n. 33871/10; Cass. sez. 2 n. 18595/2009); nel caso previsto dal comma 5 dell’art.99 cp, si configura come circostanza aggravante ad effetto speciale, comportando un aumento della pena superiore ad un terzo. Atteso che l'art.63 c.3 cp non distingue tra circostanze soggettive ed oggettive allorché definisce le circostanze ad effetto speciale, ne consegue che l'appartenenza all'una o all'altra delle diverse categorie delle circostanze, secondo il catalogo definito nel citato art. 63 cp, dipende unicamente dall'aumento di pena che esse comportano. Sulla base di tali premesse, consegue che la recidiva è circostanza ad effetto speciale nelle ipotesi disciplinate dai commi secondo, terzo, quarto dell'art. 99 cp. Sia le circostanze comuni che quelle ad effetto speciale implicano un giudizio che si articola in due momenti: nella prima fase il giudice deve procedere alla quantificazione della pena entro i limiti edittali ai sensi dell'art. 133 cp; quindi, sulla pena determinata per il reato-base, deve operare l'aumento o la diminuzione connessi alla presenza della circostanza. In caso di concorso di più circostanze aggravanti ad effetto speciale, l'art. 63 c.4 cp prevede che il giudice applichi soltanto la pena stabilita per la circostanza più grave, con successiva valutazione discrezionale in merito all’aumento della pena da apportare per le altre circostanze aggravanti: in presenza del concorso di circostanze ad effetto speciale, la variazione di pena è dunque facoltativa. In tale ipotesi la circostanza aggravante soccombente, che consente al giudice di applicare un ulteriore aumento di pena, si trasforma da circostanza ad effetto speciale in circostanza facoltativa 190


comune, atteso che il legislatore non ha predeterminato l'entità della variazione di pena che il giudice può apportare. La qualificazione della recidiva qualificata come circostanza aggravante ad effetto speciale non si risolve sempre, nella giurisprudenza di legittimità, nell'affermazione dell'applicabilità della regola fissata dall'art.63 c.4 cp. Tuttavia, l’opzione ermeneutica che nega l’applicazione del criterio calmieratore alla recidiva, viene a delineare una sorta di statuto speciale del quinto comma all'interno dell'art. 99 cp, esasperandone la funzione e la portata applicativa, in aperto contrasto con il canone dell'interpretazione conforme alla Costituzione, improntato, innanzitutto, ai principi di proporzionalità e ragionevolezza della pena, unitamente al criterio finalistico della funzione rieducativa della stessa; inoltre, configura la creazione di una circostanza aggravante ad effetto speciale sui generis, idonea a superare, pur in assenza di qualsivoglia deroga espressa, la preesistente regola generale posta dall'art.63 c.4 cp che, in caso di concorso omogeneo di circostanze aggravanti ad effetto speciale, prevede un cumulo giuridico e non materiale. Sulla base di tali premesse, con la citata sentenza 20798/11 la Corte di Cassazione a sezioni unite ha affermato il seguente principio di diritto: “la recidiva, che può determinare un aumento di pena superiore ad un terzo, è una circostanza aggravante ad effetto speciale e, pertanto, soggiace, ove ricorrano altre circostanze aggravanti ad effetto speciale, alla regola dell'applicazione della pena stabilita per la circostanza più grave, con possibilità per il giudice di un ulteriore aumento” e, ciò, pur quando l'aumento che ad essa segua sia obbligatorio, come nel caso di specie, con riguardo a FACCHINIERI, per avere il soggetto, già recidivo per un qualunque reato, commesso uno dei delitti indicati all'art. 407 c.2 lett. a) cpp. Nell’ultima parte della sentenza citata, la Corte ha enunciato un ulteriore principio di fondamentale importanza applicativa: è circostanza più grave quella connotata dalla pena più alta nel massimo edittale e, a parità di massimo, quella con la pena più elevata nel minimo edittale, con l'ulteriore specificazione che l'aumento da irrogare in concreto non può in ogni caso essere inferiore alla previsione del più alto minimo edittale per il caso in cui concorrano circostanze, delle quali l'una determini una pena più severa nel massimo e l'altra più severa nel minimo. E’ pacifico nella Giurisprudenza di legittimità che, al fine di stabilire quale sia la circostanza ad effetto speciale più grave, occorre effettuare una valutazione in astratto. Di conseguenza, per stabilire, ai fini di cui all'art.63 c.4 cp, quale, fra più circostanze contestate ed effettivamente ritenute dal giudice, sia la più grave, si deve avere riguardo al massimo della pena edittale prevista e, in caso di parità del massimo edittale, al maggior minimo. Nel caso in esame, dunque, come in quello posto all’attenzione della Suprema Corte nella sentenza 20798/11 citata, rispetto alla fattispecie base del delitto di estorsione di cui all’art.629 c.1 cp, tra le circostanze ad effetto speciale ritenute sussistenti (per FACCHINIERI: recidiva reiterata; art.7 legge 203/91; artt.629 c.2 e 628 c.3 n.1 cp; per CHEMI, RAFFA e RASO: art.7 legge 203/91; artt.629 c.2 e 628 c.3 n.1 cp) quella più grave è da individuare in quella prevista dall'art.628 c.3 n.1 cp che, rispetto alla recidiva obbligatoria ex art.99 c.5 cp, comporta una pena più alta nel massimo (venti anni di reclusione a fronte di diciassette anni e otto mesi di reclusione). Il ricorso esclusivo al criterio del massimo della pena edittale prevista, però, non soddisfa. Esso, infatti, “ove posto in correlazione con la regola dettata dall'art. 63, comma quarto, cod. pen., darebbe luogo ad una sanzione inferiore al minimo della pena conseguente all'applicazione della recidiva reiterata specifica infraquinquennale obbligatoria ex art. 99, comma quinto, cod. pen. (quattro anni e sei mesi anziché cinque anni di reclusione). Tale approdo esegetico non si armonizza con le decisioni delle Sezioni unite di questa Corte e della Consulta in tema di concorso formale e di continuazione fra reati, decisioni i cui enunciati hanno una valenza ermeneutica generalizzata (Sez. U, n. 4901 del 27/03/1992, dep. 30/04/1992, Cardarilli, Rv. 191120-28; Corte Cost. sent. n. 11 del 1997).

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Pur essendosi, infatti, costantemente affermato che, al fine di individuare la violazione più grave, si deve tenere conto, in caso di concorso di pene dello stesso genere e specie, della pena edittale massima e, a parità di massimo, del maggior minimo, si è sempre derogato a tale regola nell'ipotesi in cui il minimo della pena edittale stabilita per un reato sia inferiore al minimo della pena edittale prevista per un altro reato in continuazione, così da individuare quale pena base quella contemplata per il reato con riferimento al quale sia comminata la pena più elevata nel minimo, coincidente con la violazione più grave, pure se altro reato sia punito con una sanzione più elevata nel massimo. A questa ricostruzione del sistema è sottesa l'esigenza di evitare, in ogni caso, di irrogare una pena base inferiore a quella minima prevista dalla legge per alcuni dei reati concorrenti formalmente o rispetto ai quali sia riconosciuto il vincolo della continuazione (Sez. 5, n. 12473 del 11/02/2010, dep. 30/03/2010, Salviani, Rv. 246558; Sez. 2, Sentenza n. 19148 del 19/04/2007, dep. 17/05/2007, Carmellino, Rv. 236406; Sez. 2, Sentenza n. 10987 del 17/02/2005, dep. 21/03/2005, Contini, Rv. 231327; Sez. 5, n. 4503 del 15/10/1997, dep. 02/12/1997, Pellegrino, Rv. 209663; Sez. 6, n. 4087 del 19/02/1997, dep. 08/05/1997, Bassi, Rv. 207402)” (Cass. SS UU 20798/11). La Corte ha enunciato, quindi, il principio secondo cui “attesa l'identità di ratio esistente tra il concorso formale e la continuazione fra i reati e il concorso di circostanze aggravanti, istituti tutti volti a mitigare il rigore del cumulo materiale delle pene, è possibile concludere che costituisce un principio di carattere generale, valido anche nel caso disciplinato dall'art. 63, comma quarto, cod. pen., quello in base al quale, in caso di concorso omogeneo di circostanze aggravanti ad effetto speciale, qualora una di esse sia punita con una pena più elevata nel massimo e l'altra con una pena più elevata nel minimo, la sanzione da irrogare in concreto non può essere inferiore a quest’ultima previsione edittale”. Nel caso di specie, ritenuto che il reato più grave (sull’applicabilità dell’art.81 cpcp, vedi infra) sia quello previsto e punito dall’art.629 cp: a) determinando la pena in relazione alla aggravante di cui all’art.99 c.5 cp o all’aggravante di cui all’art.7 legge 203/91 (con un aumento pari, in entrambi i casi, a 2/3): - il minimo della pena per la fattispecie semplice di cui all’art.629 cp è pari ad anni 5 di reclusione; l’essersi il reato arrestato alla soglia del tentativo comporta una riduzione massima di 2/3 sicché il minimo edittale per la fattispecie base tentata è di anni 1 mesi 8 di reclusione; l’aumento per l’aggravante di cui all’art.99 c. 5 cp o di cui all’art.7 legge 203/91 determinerebbe un aumento della pena pari, nel massimo, ad anni 2 mesi 9 giorni 20 di reclusione; - il massimo della pena per la fattispecie semplice di cui all’art.629 cp è pari ad anni 10 di reclusione; l’essersi il reato arrestato alla soglia del tentativo comporta una riduzione minima di 1/3 sicché il massimo edittale per la fattispecie base tentata è di anni 6 mesi 8 di reclusione; l’aumento per l’aggravante di cui all’art.99 c. 5 cp o di cui all’art.7 legge 203/91 determinerebbe un aumento della pena ad anni 11 mesi 1 giorni 10 di reclusione; b) determinando la pena in relazione all’aggravante di cui al secondo comma dell’art.629 cp: - il minimo della pena per la fattispecie aggravata ex art.629 c.2 cp è di anni 6 di reclusione che deve essere ridotta del massimo previsto dall’art.56 cp, pari a 2/3, sì da essere individuata in anni 2 di reclusione; - il massimo della pena per la fattispecie aggravata ex art.629 c.2 cp è di anni 20 di reclusione che deve essere ridotta del minimo previsto dall’art.56 cp, pari a 1/3, sì da essere individuata in anni 13 mesi 4 di reclusione. Dunque, la pena base dovrà essere determinata entro un range compreso tra anni 2 mesi 9 giorni 20 di reclusione e anni 13 mesi 4 di reclusione.

Trattamento sanzionatorio

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Le due estorsioni (capo 1 e capo 3) sono maturate nell’ambito di un unico contesto; alla ideazione e realizzazione vi hanno attivamente concorso, con ruoli diversi, le medesime persone; l’ambito spazio temporale interessato dall’ideazione e dall’azione è il medesimo (le provincie di Bologna e Aosta, nel periodo dalla primavera all’autunno 2011). La sparatoria contro la casa di San Giorgio Morgeto e l’incendio appiccato alla pala meccanica, sono correttamente contestati come fattispecie autonome rispetto ai delitti di estorsione perché in essi non assorbiti, trattandosi di norme con diversa collocazione sistematica e preordinate alla tutela di beni giuridici diversi. Dimostrato, però, il rapporto di strumentalità in concreto sussistente tra il porto in luogo pubblico dell’arma da sparo finalizzato all’esplosione di colpi (capo 2) e l’estorsione in danno dei TROPIANO (capo 1), da un lato, nonché l’analogo rapporto tra l’incendio del mezzo meccanico (capo 4) e l’estorsione in danno di MONTELEONE (capo 3), dall’altro, l’unicità del disegno criminoso coinvolge anche i reati commessi al fine intimidire le vittime di ciascuna azione estorsiva. E’ dunque ragionevole ricostruire entrambe le vicende come espressione di un unico disegno criminoso, comprendente sia ciascuna condotta estorsiva sia i delitti commessi per ottenere l’intimidazione delle vittime (capi da 1 a 4). L’entità dell’aumento di pena ex art.81 cpv cp per il delitto (più grave) di cui all’art.629 cp non può essere minimo; per FACCHINIERI dovrà essere pari ad almeno 1/3, essendo contestata e ritenuta la recidiva reiterata specifica. Tra le due azioni estorsive, quella in danno dei TROPIANO ha interessato un arco spaziotemporale maggiore, essendosi sviluppata lungo alcuni mesi ed avendo trovato, parte del progetto criminoso, realizzazione anche in areee geografiche esterne alla valle d’Aosta, sicchè è certamente da considerare più grave, in concreto e a parità di fattispecie astratta, nonché anteriormente intrapresa. Tanto premesso, si ritiene che ciascuno dei due episodi estorsivi sia stato, in sé considerato, particolarmente grave, sia per l’entità dell’ingiusto vantaggio patrimoniale avuto di mira, sia per la violenza delle modalità esecutive, sia per la gravità del male minacciato (entrambi i delitti di estorsione sono, infatti, pluriaggravati). Venendo all’invocata applicazione delle circostanze attenuanti generiche, si ritiene che non sussistano elementi idonei ad essere valutati in favore degli imputati. FACCHINIERI, RASO, RAFFA e CHEMI, che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere nel corso dell’interrogatorio al GIP ex art.294 cpp, non hanno successivamente reso dichiarazioni che fornissero un reale contributo all’indagine, avendo tutti negato gli addebiti e giustificato la condotta in modo assolutamente distonico con quanto emerge dagli atti e, cioè, con la verità processuale, come gli atti consentono di ricostruirla. E’ noto che il silenzio -e perfino la menzogna- sono considerati, nel nostro ordinamento, una facoltà riconosciuta all’indagato/imputato e che concorre a sostanziare il diritto di difesa; pertanto, da questo punto di vista, dalla scelta di tale comportamento processuale non può trarsi alcun elemento di valutazione negativo. Tuttavia, ciò neppure giustifica un trattamento premiale in punto pena. FACCHINIERI, inoltre, è pluripregiudicato, anche per reati gravi e specifici. Anche RAFFA è pregiudicato, per violazione della normativa sugli stupefacenti. CHEMI non ha precedenti irrevocabili; tuttavia, ai sensi dell’ultimo comma dell’art.62 bis cp, l’incensuratezza non è elemento idoneo, in sé considerato, a giustificare l’applicazione delle circostanze attenuanti generiche; occore verificare se sussistano altri elementi che possano, concorrendo con essa, giustificare un trattamento premiale in punto pena. Non se ne rinvengono d’ufficio, né la difesa né ha sottoposti all’attenzione del Giudice. RASO ha un unico precedente; anche per lui valgono le consierazioni già svolte per i coimputati. 193


Infine, si ritiene di dover graduare diversamente la pena per FACCHINIERI, da un lato, e per CHEMI, RAFFA e RASO, dall’altra, sia per essere il primo gravato da una pesante recidiva sia per essere, il ruolo dei secondi, meramente gregario. In forza di quanto sin qui ritenuto, per ciascuno degli imputati la pena viene così determinata: FACCHINIERI Giuseppe previo riconoscimento del vincolo della continuazione tra i reati contestati, ritenuto più grave il reato di cui al capo 1): - pena base per la fattispecie aggravata ex art.629 c.2 cp, tentata: anni 5 di reclusione e 1.500 euro di multa - complessivamente aumentata ex art. 63 c. 3 e 4 c.p. per la recidiva reiterata, per l’aggravante di cui all'art.7 D.l.vo 152/1991 e per l’aggravante di cui all’art.628 c.3 n.1 cp, ad anni 7 di reclusione e 2.000 euro di multa; - aumentata per la continuazione con i capi 2), 3) e 4) a complessivi anni 10 di reclusione e 2.700 di multa (81 cpv u.c.: almeno 1/3); - ridotta per il rito ad anni 6 mesi 8 e 1.800 curo di multa CHEMI Giuseppe previo riconoscimento dei vincolo della continuazione tra i reati contestati; ritenuto più grave il reato di cui al capo 1): - pena base per la fattispecie tentata aggravata ex art.629 c.2 cp: anni 4 di reclusione e 1.000 euro di multa - complessivamente aumentata ex art. 63 c. 3 e 4 c.p. per l'art. 7 D.l.vo 152/1991 e per l’aggravante di cui all’art.628 c.3 n.1 cp, ad anni 5 di reclusione e 1.400 curo di multa - aumentata per la continuazione con i capi 2), 3) e 4) a complessivi anni 8 di reclusione e 2.100 di multa; - ridotta per il rito ad anni 5 mesi 8 di reclusione 1.400 euro di multa RAFFA Roberto previo riconoscimento del vincolo della continuazione tra i reati contestati, ritenuto più grave il reato di cui al capo 1): - pena base per la fattispecie tentata aggravata ex art.629 c.2 cp: anni 4 di reclusione e 1000 euro di multa - complessivamente aumentata ex art.63 cp per la recidiva, per la circostanza aggravante di cui all'art. 7 D.L. 152/1991 e per l’aggravante di cui all’art.628 c.3 n.1 cp ad anni 5 mesi 3 di reclusione e 1.500 euro di multa - aumentata per la continuazione con i capi 2), 3) e 4) ad anni 8 mesi 3 di reclusione e 2.400 di multa; - ridotta per il rito ad anni 5 mesi 10 di reclusione 1.600 euro di multa RASO Michele escluso il vincolo della continuazione tra i reati contestati: capo 1) - pena base per la fattispecie tentata aggravata ex art.629 c.2 cp: anni 4 di reclusione e 1.000 euro di multa - complessivamente aumentata ex art.63 cp per la recidiva, per la circostanza aggravante di cui all'art. 7 D.L. 152/1991 e per l’aggravante di cui all’art.628 c.3 n.1 cp ad anni 5 mesi 3 di reclusione e 1.500 euro di multa - ridotta per il rito ad anni 3 mesi 6 di reclusione 1.000 curo di multa

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capo 5) esclusa l'aggravante di cui all'art. 61 n.2) c.p. - pena base anni 2 di reclusione e 3.000 euro di multa - aumentata per la recidiva ex art. 99 comma 1 c.p. (1/3) ad anni 2 mesi 8 di reclusione e 4.000 di multa; - aumentata per la continuazione interna ad anni 3 di reclusione ed euro 4.500 di multa; - ridotta per il rito ad anni 2 di reclusione e 3.000 euro di multa TROPIANO Giuseppe - pena base anni 2 di reclusione - ridotta per il rito ad anni 1 mesi 4 di reclusione TROPIANO SALVATORE - pena base anni 2 di reclusione - ridotta per il rito ad anni 1 mesi 4 di reclusione TROPIANO ROMEO - pena base anni 2 di reclusione - ridotta per il rito ad anni 1 mesi 4 di reclusione Ai sensi dell’art.535 cpp tutti gli imputati sono condannati al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare in carcere. Considerata l’incensuratezza e l’entità della pena inflitta, per i fratelli TROPIANO può valutarsi positivamente la capacità degli imputati di astenersi dal reiterare condotte penalmente rilevanti; ai sensi degli artt.163 e 175 cp, pertanto, si dispone che nei confronti di TROPIANO Giuseppe, TROPIANO Salvatore, TROPIANO Romeo la pena rimanga sospesa per il termine ed alle condizioni di legge e che della presente condanna non sia fatta menzione sul certificato del casellario giudiziale rilasciato a richiesta di privati non per ragioni di diritto elettorale. Deve essere revocato (trattasi di una ipotesi di revoca obbligatoria ex art.168 c.1 n.1 cp) il beneficio della sospensione condizionale della pena concesso a RAFFA Roberto con la sentenza emessa dal GIP del Tribunale di Aosta il 7/3/2007, irrevocabile il 19/5/2007. Ai sensi dell’art.29 cp, va dichiarata l’interdizione di FACCHINIERI, RAFFA, CHEMI e RASO dai pubblici uffici per la durata di anni 5. Quanto ai beni in sequestro, ai sensi degli artt. 240 cp e 263 cpp, si ordina la confisca e la trasmissione all’Artiglieria di Stato delle armi e delle munizioni in sequestro; la confisca e la definitiva acquisizione agli atti delle lettere estorsive e dell’ulteriore documentazione sequestrata agli imputati ad eccezione di quella sequestrata a TROPIANO Giuseppe con verbale del 21/12/2011, di cui si dispone la restituzione; la confisca e la distruzione di tutti i telefoni cellulari e delle schede SIM in sequestro, in quanto utilizzati per la commissione dei reati; la confisca e la distruzione dei coltelli e del giubbotto antiproiettile sequestrati a RASO Michele; il dissequestro e la restituzione a FACCHINIERI Vincenzo, a CODA Gianni e a RASO Vincenzo di tutto quanto a ciascuno sequestrato, previa acquisizione di copia della documentazione a cura della PG operante; il dissequestro e la restituzione a RAFFA, FACCHINIERI, CHEMI e TROPIANO Salvatore di quanto a ciascuno rispettivamente sequestrato con verbali del 20/12/2011 e non rientrante nelle categorie sopra menzionate di armi, telefoni, schede SIM e documenti. Con particolare riferimento al denaro, si dispone il dissequestro e la restituzione agli aventi diritto delle buste contenenti denaro e assegni sequestrate a RASO Michele il 20/12/2011 e tuttora in sequestro, previa identificazione dei destinatari a cura della PG operante; trattasi, secondo la versione di RASO, ragionevolmente credibile alla luce degli accertamenti compiuti in 195


occasione della richiesta di restituzione fatta da uno dei predetti (MONTELEONE Michele), di somme destinate a “compaesani” di RASO, in relaizone alle quali RASO fungeva da custode e trasportatore; in tal senso, si tratta di somme di cui RASO aveva solo occasionalmente la materiale disponibilità, ma che non rientravano nel suo patrimonio. Considerato che la condanna interviene per reato di cui all’art.629 cp, con l’aggravante di cui all’art.7 legge 203/91, va disposta la confisca 12 sexies legge 356/92 della somma di euro 5.770,00 sequestrata a RASO Michele il 20/12/2011: trattasi di somma della quale RASO non ha dimostrata la provenienza e che, per entità, è sproporzionata, in quanto denaro contante, alle capacità reddituali di RASO. Ai sensi dell’art.544 c.3 cpp, tenuto conto dlela complessità della vicenda processuale, si indica in giorni 45 il termine per il deposito della motivazione. Ai sensi dell’art.304 c.1 lett. c) cpp, si dichiarano sospesi i termini di durata della custodia cautelare per FACCHINIERI, CHEMI, RAFFA e RASO durante la pendenza del termine previsto dall’art.544 c.3 cpp. P.Q.M visti gli artt.442, 533 e 535 cpp esclusa per tutti gli imputati l’aggravante di cui all’art. 7 legge 203/91 nella parte relativa all’aver commesso il fatto al fine di agevolare le attività dell’associazione prevista dall’art. 416 bis cp e in particolare l’associazione denominata ‘ndrangheta, dichiara FACCHINIERI Giuseppe colpevole di tutti i reati a lui ascritti e, esclusa l’aggravante di cui all’art. 628 c. 3 n. 3 cp, contestata ai capi 1) e 3), con l’aumento per la recidiva e le altre circostanze aggravanti, unificati tutti gli addebiti dal vincolo della continuazione, ritenuto più grave il reato di cui al capo 1), e con la riduzione per il rito, lo condanna alla pena di anni 6 mesi 8 di reclusione ed euro 1.800 di multa, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare in carcere; dichiara CHEMI Giuseppe colpevole di tutti i reati a lui ascritti e, esclusa l’aggravante di cui all’art.628 c.3 n.3 cp, contestata ai capi 1) e 3), con l’aumento per le altre circostanze aggravanti, unificati gli addebiti dal vincolo della continuazione, ritenuto più grave il reato di cui al capo 1), e con la riduzione per il rito, lo condanna alla pena di anni 5 mesi 8 di reclusione ed euro 1.400 di multa, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare in carcere; dichiara RAFFA Roberto colpevole di tutti i reati a lui ascritti e, esclusa l’aggravante di cui all’art.628 c.3 n.3 cp, contestata ai capi 1) e 3), con l’aumento per la recidiva e le altre circostanze aggravanti, unificati tutti gli addebiti dal vincolo della continuazione, ritenuto più grave il reato di cui al capo 1), e con la riduzione per il rito, lo condanna alla pena di anni 5 mesi 10 di reclusione ed euro 1.600 di multa, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare in carcere; dichiara 196


RASO Michele colpevole dei reati a lui ascritti e, esclusa l’aggravante di cui all’art.628 c.3 n.3 cp, contestata al capo 1), con l’aumento per la recidiva e le altre circostanze aggravanti contestate al capo 1), esclusa la circostanza aggravante di cui all’art.61 n.2 cp contestata al capo 5), unificati dal vincolo della continuazione gli addebiti di cui al capo 5) e con la riduzione per il rito, lo condanna alla pena di anni 3 mesi 6 di reclusione ed euro 1.000 di multa per il reato di cui al capo 1) e alla pena di anni 2 di reclusione ed euro 3.000 di multa per il reato di cui al capo 5), oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare in carcere; dichiara TROPIANO Giuseppe, TROPIANO Salvatore, TROPIANO Romeo colpevoli del reato a loro ascritto e, con la riduzione per il rito, li condanna ognuno, alla pena di anni 1 mesi 4 di reclusione; visti gli artt.163 e 175 cp dispone che nei confronti di TROPIANO Giuseppe, TROPIANO Salvatore, TROPIANO Romeo la pena rimanga sospesa per il termine ed alle condizioni di legge e che della presente condanna non sia fatta menzione sul certificato del casellario giudiziale rilasciato a richiesta di privati non per ragioni di diritto elettorale; visto l’art.168 cp revoca il beneficio della sospensione condizionale della pena concesso a RAFFA Roberto con la sentenza emessa dal GIP del Tribunale di Aosta il 7/3/2007, irrevocabile il 19/5/2007; visto l’art.29 cp dichiara FACCHINIERI, RAFFA, CHEMI e RASO interdetti dai pubblici uffici per la durata di anni 5; visti gli artt. 240 cp, 12 sexies legge 356/92 e 263 cpp ordina la confisca e la trasmissione all’Artiglieria di Stato delle armi e delle munizioni in sequestro; la confisca e la definitiva acquisizione agli atti delle lettere estorsive e dell’ulteriore documentazione sequestrata agli imputati ad eccezione di quella sequestrata a TROPIANO Giuseppe con verbale del 21/12/2011, di cui si dispone la restituzione; la confisca e la distruzione di tutti i telefoni cellulari e delle schede SIM in sequestro; la confisca e la distruzione dei coltelli e del giubbotto antiproiettile sequestrati a RASO Michele; la confisca della somma di euro 5.770,00 sequestrata a RASO Michele il 20/12/2011; il dissequestro e la restituzione agli aventi diritto delle buste contenenti denaro e assegni sequestrate a RASO Michele il 20/12/2011 e tuttora in sequestro, previa identificazione dei destinatari a cura della PG operante; il dissequestro e la restituzione a FACCHINIERI Vincenzo, a CODA Gianni e a RASO Vincenzo di tutto quanto a ciascuno sequestrato, previa acquisizione di copia della documentazione a cura della PG operante; il dissequestro e la restituzione a RAFFA, FACCHINIERI, CHEMI e TROPIANO Salvatore di quanto a ciascuno rispettivamente sequestrato con verbali del 20/12/2011 e non rientrante nelle categorie sopra menzionate di armi, telefoni, schede SIM e documenti; visto l’art.544 c.3 cpp indica in giorni 45 il termine per il deposito della motivazione; 197


visto l’art.304 c.1 lett. c) cpp dichiara sospesi i termini di durata della custodia cautelare per FACCHINIERI, CHEMI, RAFFA e RASO durante la pendenza del termine previsto dall’art.544 c.3 cpp. Torino, 30 gennaio 2013 IL GIUDICE d.ssa Federica Bompieri

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Sentenza procedimento Tempus Venit  

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