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Se le montagne non si muovono…

la Madonna si fa pellegrina Spesso nei nostri cuori dimorano delle vere e proprie “montagne” che ci allontanano da Dio. Sono “montagne” non solo di miseria, ma d’indifferenza, indelicatezza, e soprattutto d’orgoglio, durezza e ribellione insospettabili. Queste “montagne” pesano sulla nostra vita: è il peso del peccato in noi, che ci schiaccia e ci opprime. Non le vediamo e … non le vogliamo vedere. Se, nella migliore delle ipotesi ne abbiamo un certo presentimento, spesso non abbiamo la voglia di toccarle nemmeno con un dito. Ma se le montagne non si muovono … Dio ha una tattica: ci invia Maria. Come una volta ha fatto per sua cugina Elisabetta, la Madonna si mette ancora oggi “in viaggio” perché tutti possano conoscere l’intensità dell’amore di Dio, e siano da esso convertiti. Lo fa, sostanzialmente in due modi: di sua iniziativa, vedi le sue innumerevoli apparizioni, e per opera di suoi “apostoli”, cioè uomini e donne che ancora oggi si muovono per far rivivere innumerevoli “visitazioni”, dove Maria porta Gesù e viene a provocare nuove meraviglie di grazia. I figli di S. Domenico sono “custodi” di un’arma – come la chiamava il Beato Bartolo Longo – che costituisce un “pericolo” per i cuori duri perché li chiama alla conversione: è il Rosario. Così come una volta faceva il B. Bartolo Longo, per i luoghi più sperduti del suo paese, anche noi oggi, siamo invitati a fare altrettanto nelle realtà in cui ci troviamo a vivere ed operare. Già con la celebrazione del Grande Giubileo del 2000, in tutta la Chiesa, furono promosse iniziative straordinarie… un grande movimento si irradiò in tutto il mondo! Le prospettive e le speranze sono state stigmatizzate da Giovanni Paolo II prima nel documento conclusivo “Novo millenio ineunte”, riprese poi in occasione della lettera apostolica “Rosarium virginis Mariae”. Per questi motivi rispondendo alle attese di molti, è stata promossa la “peregrinatio Mariae”: Maria che si fa pellegrina per visitarci e “bussare” alle porte del nostro cuore, delle nostre famiglie, dei nostri gruppi, delle nostre comunità. Con questo fine, il Movimento del rosario ha fatto preparare diverse statue di 60 cm –ispirate ad un quadro del Guercino che si trova a Torino nella chiesa di S. Domenico- raffiguranti la Beata Vergine Maria nell’atto di consegnare il Rosario a S. Domenico e a S. Caterina da Siena.

Le statue benedette sono “affidate” a uno o a più responsabili per ogni regione della nostra «Provincia religiosa», i quali si incaricano di custodire l’immagine della Vergine del Rosario, e diffonderne la venerazione e il culto. Infatti questi “responsabili di regione”, in accordo con il responsabile del Movimento del Rosario, e comunque con i locali parroci, dovranno far sì che la statua della Madonna loro affidata sia portata ovunque possibile o dove ne sia fatta richiesta: nelle chiese, nelle parrocchie, nelle comunità, dagli ammalati, dagli anziani, nei gruppi e soprattutto nelle famiglie. E’ la famiglia «piccola chiesa domestica» il “luogo” dove la Vergine desidera entrare, perché si ritorni a pregare il rosario insieme, e da qui si diffonda ovunque. S. Domenico trascorreva le notti a pregare Dio chiedendosi: “Che ne sarà mai dei peccatori?”. Questo grido e questa preghiera è ciò che anima la “peregrinatio Mariae”. Essa sarà così come un forte invito alla conversione perché – nella povera offerta di tutta la nostra miseria – crollino le montagne, le difese, le mura di arroganza, presunzione ed egoismo dietro le quali ci si nasconde e protegge dall’invasione di Dio nella nostra vita. Al “movimento” che Dio, attraverso sua Madre, desidera donare alla nostra vita, corrisponderà il “movimento” che si creerà attorno alla “visita” di Maria. Come una volta a Cana di Galilea, la Vergine ha creato “scompiglio” per la sua richiesta, così anche oggi. Non si può desiderare di essere visitati dalla Vergine se non accettando lo “scompiglio” che Lei stessa vuole suscitare nella nostra vita, per operare in noi meraviglie di grazia. Perciò, essere visitati dalla Vergine, accettando che la Sua immagine entri nei nostri luoghi, significa:  Desiderare che nasca o si rafforzi, attorno alla Vergine un “movimento” di preghiera e meditazione. Infatti una famiglia o una comunità che, accogliendo Maria, mettono a disposizione non solo i loro cuori ma anche i loro ambienti fanno di questi dei luoghi di preghiera privilegiati del rosario di Maria.  Accettare che, nel periodo in cui viene ospitata la statua della B. Vergine, sia rivoluzionato e “scombussolato” il ritmo della propria vita, uniformandolo al movimento che la Madonna stessa, con la sua presenza, susciterà.


Nel periodo in cui la statua della Vergine sarà “ospite” in un luogo, a tutti coloro che lo desidereranno sia veramente data la possibilità di andare a pregare. Quando Gesù era ospite di una casa, tutti andavano da Lui. Così quando la Vergine Maria, che si fa “pellegrina” viene a visitarci, a tutti sia data la possibilità di rispondere al suo desiderio e al suo invito: quello di andarla a visitare per sostare in preghiera affinché operi le meraviglie di grazia di cui è dispensatrice. Per farvi meglio comprendere tutto questo, vi faccio alcuni esempi. Quando in una famiglia entra un ospite importante non lo si lascia mai solo, nemmeno un istante. A maggior ragione se intuiamo che l’ospite ha delle cose importanti da dirci. Se poi nella nostra casa vive un familiare che è malato o soffre, tutti spontaneamente intuiamo che più si sta accanto a lui, più lui è felice. In entrambi queste situazioni, la vita della famiglia è rivoluzionata, gli impegni saltano, e tutto “gira” attorno alla visita dell’ospite, o alle esigenze dell’ammalato. E’ proprio questo il significato della “visita” di Maria in una casa: la preghiera e la meditazione saranno come “l’aria” che si respira. Tutto girerà attorno a Lei. Ho letto di una bambina, Cristiana, che è morta a causa di un grave incidente che l’aveva completamente sfigurata. Dal momento dell’incidente, tuttavia, anche se sfigurata, la bellezza della sua anima e della sua santità si “irradiava” dal suo corpo. E così tutti andavano al suo capezzale… una “processione” interminabile di giovani, bambini, adulti. A tutti lei diceva una parola e donava una piccola luce. Così la visita di Maria nella nostra casa: sia il centro di un “movimento” incessante, una processione interminabile di “pellegrini” che cercano la “Vergine pellegrina”, e Le chiedono grazia e luce. Se ci lasciamo prendere da questo movimento, nessuno se ne andrà via senza che la Vergine abbia parlato al suo cuore… Al termine della “visita” di Maria si sentirà spontaneamente il desiderio di continuare, come quando si è ascoltata una musica meravigliosa, non si ha che un desiderio: quello di riascoltarla ancora. La sua “visita” sarà un po’ come portare una scintilla, perché il fuoco si accenda e continui ad ardere anche dopo la sua venuta. Da qui l’invito, a chi avrà accolto nella propria comunità o nella propria casa la statua della Beata Vergine del Santo Rosario «pellegrina fra noi», di ritrovarsi periodicamente dinnanzi ad un’immagine della Madonna per meditare pregando affinché Lei possa rinnovare la grazia della Sua visita. Sembra un follia? Gesù e Maria ne hanno fatte tante di “follie” per noi, e continuano a farle. Pregare la Madonna significa non solo fare delle “follie” per Loro, ma … amare la “follia” divina alla quale ci invitano: la “follia” del Cielo …

Movimento Domenicano del Rosario Provincia “S. Domenico in Italia”

Maria, regina del Santo Rosario pellegrina d’amore tra noi Ha preso il via una iniziativa domenicana approvata dalla Santa Sede:

la “peregrinatio” della statua della Vergine del Rosario. Su tutti coloro che accoglieranno la statua nella propria casa si estenderà la speciale benedizione del Papa, di cui sarà donato un attestato.

E tu… vuoi rispondere al suo invito e alla sua visita? Vuoi essere tra coloro che per alcuni giorni La accolgono in casa perché diventi luogo di riflessione e di preghiera, rimanendo un “cenacolo” del Rosario? 

Per offrire la tua disponibilità o per ogni informazione al riguardo, puoi metterti in contatto con:

il Movimento Domenicano del Rosario chiedendo di P. Mauro Persici - tel. 335 5938327



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