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Spedizione Abb. Post. - Art. 2 Comma 20 lettera C - Legge 662/96 - Filiale di Bologna - Anno XXXVII - n.2 - II trimestre

I cop 2/2004 25-03-2004 17:22 Pagina 1

Movimento Domenicano del Rosario - Provincia “S. Domenico in Italia�

2/2004


ROSARIUM

LETTERA DEL PROMOTORE

Pubblicazione trimestrale del Movimento Domenicano del Rosario

Proprietà: Provincia Domenicana Utriusque Lombardiae Piazza San Domenico 13 - 40121 BOLOGNA Autorizzazione al Tribunale di Bologna n. 3309 del 5/12/1967 Rivista fuori commercio Le spese di stampa e spedizione sono sostenute da tutti gli amici

Anno 37°- n. 2 finito di stampare il 10 aprile 2004 stampa: Tipolitografia Angelo Gazzaniga s.a.s. Milano - via P. della Francesca 38

Movimento Domenicano del Rosario Via IV Novembre 19/E 43012 Fontanellato (PR) Tel. 0521822899 Fax 0521824056 Cell. 3355938327 e-mail movrosar@tin.it

Gentilissimi lettori, vi scrivo a conclusione dell’annuale Convegno del Rosario celebrato a Bologna il 28 marzo che, per svariate ragioni, è stato un vero momento di verifica che ci farà riflettere lungamente nei mesi a venire perché: ✓ l’organizzazione e la partecipazione ha messo in evidenza alcuni aspetti non trascurabili; ✓ le relazioni dei promotori europei hanno sottolineato particolari forse dimenticati; ✓ alcune domande hanno messo in risalto tanto amore, è vero, ma anche un po’ di confusione; ✓ le risposte hanno provocato reazioni che evidenziano la necessità di un chiarimento... Ringraziamo il Signore e la Madre sua per quanto emerso perché le verifiche e i chiarimenti sono vitali in un cammino di fedeltà e comunione quale si vuole percorrere alla luce del Magistero... in questo sforzo non manchi l’anima della preghiera affinché tutto concorra alla nostra e all’altrui salvezza. Invocando la materna protezione della Beata Vergine, Vi saluto fraternamente P. Mauro

www.sulrosario.org www.rosariovivente.org CCP. 22977409 Collaboratori: P. Riccardo Barile o.p. P. Bernardo Gianluigi Boschi o.p. P. Giovanni Cavalcoli o.p. P. Roberto Coggi o.p. Don Attilio Galli Don Vincenzo Mercante P. Marcolino Muraro o.p. P. Stefano Rabacchi o.p.

Manoscritti e fotografie, anche se non pubblicati, non vengono restituiti. L’invio delle fotografie include il consenso per una eventuale pubblicazione.

In copertina: Entrata della chiesa del Monastero di Santa Caterina in una foto di Paolo Gavina

SOMMARIO Il Beato Bartolo Longo

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Veggenti o spiritisti?

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Pauline Jaricot: la fondatrice del “Rosario Vivente” tra storia e cultura Testimonianze

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Il Magistero non si può ridurre a una battuta

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Piccola storia del “Centro Sociale San José”

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Alcuni “riconoscimenti” pontifici

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Peregrinatio Mariae

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Nuovi iscritti

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Pagina della riconoscenza

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IL BEATO BARTOLO LONGO


Bartolo Longo un laico al servizio di Dio

IL BEATO BARTOLO LONGO

B

artolo nacque a Latiano (Br) il 10 febbraio 1841, fu battezzato il 13 febbraio e questa data gli fu sempre cara perché ritenuta la nascita alla vita vera. La famiglia era una delle più in vista di Latiano e la condizione economica era agiata. Sin da piccolo Bartoluccio aveva mostrato una intelligenza viva e spesso con atteggiamento da burlone. La madre lo educò alla religione cattolica e alla devozione per la Madonna con la recita del S. Rosario. A sei anni la sua vita cambiò: fu mandato a studiare a Francavilla Fontana presso il collegio diretto dai Padri Scolopi, così come era usanza per i figli della borghesia. A dieci anni, quando era ancora in collegio, morì il suo papà. Verso la fine del 1859 Bartolo fu mandato dal patrigno a studiare a Lecce presso un giurista. Il periodo storico era effervescente a preludio della caduta dei Borboni. Con l’avanzata di Garibaldi, Longo, che aveva manifestato l’idea liberale, dovette abbandonare la città pugliese. Intanto la legge “Casati” aboliva lo studio universitario privato e perciò Bartolo proseguì i suoi studi a Napoli dove trovò docenti universitari che tuonavano contro il papato e la Chiesa, il clima era profondamente anticlericale. Longo aderì anche ad una associazione dedita allo spiritismo; voleva cercare Dio. Così Longo ricorda quel periodo “Travolto anch'io, nel bollor di mia giovinezza, negli errori contro la Fede e contro la vera Chiesa, … blandito da sorrisi di Professori, cristiani snervati o peggio sfratati ed apostati, adescato all'amo della libertà di coscienza di pensiero, sedotto dalla novità delle Scienze, e fatto sicuro rombo di certi nomi di Professori, … tutti d'accordo nel negare la Persona di Dio, la Chiesa Cattolica, gli Ordini Religiosi, il Papa, i Sacramenti ed il resto delle verità della fede, odiai anch'io e Frati e Preti e Papa, e segnatamente i Domenicani, oppositori più formidabili ed accaniti di quei più grandi Professori moderni, che l'Università proclamava figli del progresso, difensori della Scienza…” Si laureò nel 1864 ma il suo fisico era debilitato anche per i continui digiuni che la “setta” gli imponeva. Aveva la tempesta nell’anima, era angosciato, oppresso. Aprì il suo cuore ad un amico di Latiano, il Prof. Pepe, insegnante a Napoli che lo esortò ad abbandonare lo spiritismo e poi gli suggerì di incontrare il domenicano Padre Radente: ecco il primo incontro con l’ordine di San Domenico che condizionò tutta la sua vita. Il suo incontro con Padre Radente, il 29 maggio del

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IL BEATO BARTOLO LONGO

1865, non è dei più semplici: il Padre alla vista di Longo nella sacrestia della bella chiesa di S. Domenico Maggiore ha un momento di sussulto e di diffidenza dovuta all'aspetto di Longo che aveva gli occhi stralunati e il pizzo alla garibaldina; sembrava uno di quelli che operavano aggressioni fisiche ai religiosi, pratica a quei tempi diffusa. Il buon Padre Radente, chiarito l'equivoco, lo accolse con amorevolezza: “venite Bartolo, il professore Pepe mi ha raccontato di voi. Conosco bene le angosce del vostro cuore.” Longo ormai non era più abituato all'amorevolezza e subito d'istinto chiese di confessarsi. Il saggio Padre Radente con finezza fece notare che prima di parlare di confessione è bene studiare come farvi uscire dal vostro stato di ansia e dallo spiritismo e a ridarvi la giusta istruzione religiosa con lo studio del catechismo. Ci vorrà tempo e solo Dio sa quanto. Quali siano stati i loro colloqui prima della confessione avvenuta dopo un mese lo si può solo immaginare. Certo che Padre Radente gli parlò del Santo Rosario e dell’Ordine Domenicano a cui Longo si ispirò. Ma per questa conversione molti hanno pregato, anche le suore domenicane del Rosariello di Portamedina, e solo il 23 giugno dello stesso anno Longo si comunica e torna alla vera fede. Da quel giorno si assiste ad un cambiamento radicale della vita di Longo che inizia un lungo periodo di recupero verso la fede con la vicinanza di sante figure presenti a Napoli; p. Radente, p. Ribera, padre Ludovico da Casoria, francescano, che lo educò alla carità. Era ammesso anche in casa Volpicelli, centro di spiritualità, dove conosce la Contessa De Fusco, che aveva preferito, dopo essere rimasta vedova con cinque figli, condurre una vita nella preghiera anche se questa scelta la lasciava in una precaria condizione economica visto che i suoi contadini non le corrispondevano il canone di affitto dei possedimenti terrieri ereditati dal marito a Valle di Pompei. Il giovane avvocato Longo si offrì di curare gli affari amministrativi della contessa e, recatosi a Pompei, constatò di persona la miseria, l’arretratezza e l’ignoranza dei contadini di Pompei dove regnavano i pregiudizi, la superstizione, le fattucchiere e le false credenze. Era presente solo una piccola chiesetta diroccata per circa 100 anime, “con un solo altare composto di assi di legno con topi e scarafaggi”. Bartolo sentiva il peso degli errori commessi nella giovinezza, cercava di salvare la sua anima: la sua irrequietezza era palpabile. “Con l’audacia della disperazione, oso sollevare la faccia e le mani al cielo e grido: se è vero che Tu hai promesso a S. Domenico che chi propaga il Rosario si salva; io mi salverò, perché non uscirò da questa terra di Pompei senza aver qui propagato il Rosario.” Così, per farsi accettare dai contadini della Valle, organizza per tre anni (1873-75), ad ottobre, feste


IL BEATO BARTOLO LONGO

con luminarie, fuochi d’artificio, banda musicale, lotterie con premi di natura religiosa che raccoglieva a Napoli e celebrazioni religiose e recita del Rosario nella piccola chiesetta ripulita. Per onorare la Vergine serviva un’immagine, un dipinto ad olio della Madonna del Rosario, e poi voleva fondare la Confraternita del Rosario anche per accompagnare religiosamente i defunti. Longo decise così di acquistare un quadro della Madonna a Napoli, ma incontra per le vie della città Padre Radente che gli regala un suo quadro custodito da Suor Maria Concetta De Litala, domenicana, presso il Conservatorio del Rosario a Porta Medina. La suora gli mostrò la vecchia tela logora che rappresentava la Madonna con San Domenico a destra e Santa Rosa a sinistra: “Il viso della Madonna meglio che di una Vergine benigna tutta santità e grazia pareva piuttosto quello di un donnone ruvido e rozzo” tant’è che non lo espose se non dopo un restauro in cui successivamente fece tramutare il personaggio di S.Rosa in S. Caterina da Siena. (Fine prima parte) Claudio Spina

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Riportiamo un articolo di Bartolo Longo in cui il Beato propone la singolare relazione: a noi il compito di continuare

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uale segreta relazione vi è tra il Rosario e l’Eucarestia? Il Rosario è il Vangelo ridotto a un poema di tre cantiche. Ora nei vasti firmamenti della preghiera questi tre gruppi di misteri sono come tre sistemi planetari, che girano ciascuno intorno ad un grande centro. Osservate il sistema planetario dei Misteri Gaudiosi: il suo centro è Betlem. L’Annunciazione, la scena segreta e delicata che ispirerà alla patristica sublimi commenti e che fiorirà come la più leggiadra rosa dell’arte sotto il pennello e lo scalpello degli artisti… L’Annunciazione non è che un prologo; un prologo è pure la Visita di Maria ad Elisabetta, come nella musica della Provvidenza il Magnificat non è che la meravigliosa sinfonia del Gloria in excelsis. Similmente la Purificazione è il Bambino di Betlem, la cui oscurità è irradiata d’un tratto da una gran luce di profezia; come la Disputa fra i Dottori e quel medesimo Bambino, divenuto appena adolescente, che da se stesso rischiara il mistero del suo silenzio, rivelandosi di fronte all’Ebraismo come la Sapienza di Dio Padre. Osservate ancora il sistema planetario dei Misteri dolorosi: il suo centro è il Golgota. In questa seconda parte della Mariana trilogia si canta il Divino Sacrifizio. I Misteri dolorosi sono una Via Crucis ridotta, una Via Crucis a cinque stazioni, e il punto d’arrivo è il Calvario. La mente vi giunge dopo aver pellegrinato dal Getsemani, attraverso scene di tristezza, d’umiliazione, di crudeli spasimi, scene che le hanno ispirato tenerezza, gratitudine, compunzione … si ferma ai piedi della Croce e sitibonda di luce accoglie le divine parole, sitibonda di perdono accoglie le stille del prezioso Sangue. Considerate finalmente il sistema planetario dei Misteri Gloriosi: il suo centro è il Cielo. In questa terza cantica s’inneggia alla glorificazione degli eletti. Gesù risorge, vestito di luce e di bellezza: trionfatore della morte, Egli comunicherà ai redenti la forza di una eterna vita. Ascende per i cieli tersi… spalanca a tutti gli uomini l’universale Redenzione. Lo Spirito Santo discende sulla terra per essere la forza della nostra debolezza; Egli ci pone nel cuore la grazia, il seme dell’eterna gloria. Ebbene, come il Rosario, così l’Eucarestia è un ricordo perenne della vita di Gesù. … Entrambi sono una meravigliosa trilogia: Betlem, il Calvario, il Cielo. Oggi, che il Santo Padre ha introdotto anche i Misteri della Luce, come possiamo integrare la riflessione di Longo?

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IL BEATO BARTOLO LONGO

Il Rosario e l’Eucarestia: due trilogie: Betlem, il Calvario, il Cielo


IL BEATO BARTOLO LONGO

Preghiera per la canonizzazione del Beato Bartolo Longo Dio, Padre di misericordia, noi ti lodiamo per aver donato alla storia degli uomini il Beato Bartolo Longo, ardente apostolo del Rosario, e luminoso esempio di laico impegnato nella testimonianza evangelica della fede e della carità. Noi ti ringraziamo per il suo straordinario cammino spirituale, le sue intuizioni profetiche, il suo instancabile prodigarsi per gli ultimi e gli emarginati, la dedizione con cui servì filialmente la tua Chiesa e costruì la nuova città dell’amore a Pompei. Noi ti preghiamo, fa’ che il Beato Bartolo Longo sia presto annoverato tra i Santi della Chiesa universale, perché tutti possano seguirlo come modello di vita e godere della sua intercessione.


veggenti

o spiritisti?

D - Il mondo pullula oggi di veggenti che affermano di ricevere rivelazioni da parte di Dio e della Madonna. Divulgano libri che contengono messaggi apparentemente buoni e conformi con la fede cristiana e la dottrina della Chiesa. Ma dietro questi messaggi c'è - in molti casi una tecnica medianica, come la “scrittura automatica”, o altre forme di spiritismo. Quale atteggiamento deve avere il cristiano verso questi fenomeni? R - Mi sembra che l'origine di questa inflazione di messaggi sia quella alla quale abbiamo accennato, e cioè di un desiderio di “accaparrarsi” una esperienza diretta del divino, di non restare nella sobrietà della fede ma di toccare più da vicino la realtà di Dio. Il primo punto essenziale è quello di affidarsi al Signore che si è rivelato nella sua parola e che è presente nella Chiesa e nei Sacramenti, e di vivere in questo cammino fondamentale che dà una sua esperienza diversa dalle altre, ed è un po' più ardua, ma alla fine molto più reale e gratificante perché molto più vera. L'atteggiamento fondamentale deve essere quello di vivere realmente la fede nella vita della Chiesa e convincersi che Dio, come ha detto San Giovanni della Croce, dandoci suo Figlio ci ha dato tutto, perché Gesù è la sua Parola, e non c'è da aggiungere altro, Dio non può dare di più che Se Stesso nel suo Figlio. Occorre mettersi davvero nelle mani del Figlio e vivere la vita della Chiesa, che è anche immensamente ricca, perché il Signore è circondato dai Santi, ad iniziare dalla Madonna. E questa esperienza è possibile per tutti. Credendo in Dio, non cammino solo, ma sono accompagnato da questa grande schiera dei Santi e dei credenti di tutti i tempi, e così ricevo anche tutte le risposte, perché la Chiesa vive e ha una voce viva per parlare e annunciare oggi la Parola del Signore come Parola presente per me e per il nostro tempo. E se uno vive questa realtà con convinzione e con gioia, non in senso purista, ma con tutta la ricchezza e la bellezza che questo comporta, non ha più bisogno di altro, e può stabilire con il proprio discernimento quali cose possono essere a lui utili senza diventare dipendente di questi fenomeni. D - Alcuni affermano di possedere il testo del “segreto di Fatima”. E’ possibile? R - No. D - Se dietro apparizioni e messaggi c'è il fenomeno medianico della scrittura automatica o altre forme di medianità - oggi si diffondono nel mondo vari libri di “messaggi”- possiamo credere con certezza che ci si trova davanti ad un fenomeno da scartare? R - Si tratta di fenomeni medianici che non hanno a che vedere con la mistica cristiana. Intervista al Card. Ratzinger a cura di Ignazio Artizzu tratta dalla rivista “Una voce grida...” n. 9 - marzo 1999

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Gli incontri di formazione per i collaboratori che in febbraio padre Mauro celebra tradizionalmente nelle zone, quest’anno hanno avuto luogo: - presso il Santuario della Madonna Missionaria a Tricesimo (Ud) per il Triveneto; - presso i Padri Saveriani di San Pietro in Vincoli (Ra) per l’Emilia Romagna; - presso la chiesa di San Domenico ad Ancona per le Marche.

S. Pietro in Vincoli

testimonianze

Una tensione alla comunione

Sono stati tutti incontri in cui, dopo essersi messi alla luce del Magistero cercando di cogliere la preoccupazione del Sommo Pontefice circa l’inadeguatezza dell’ordinaria trasmissione da parte dei mass media della voce della Chiesa ai fedeli (e a volte la


Santuario della Madonna Missionaria a Tricesimo

voluta manipolazione), si è valutata la grande occasione che con gli incontri di meditazione e preghiera del santo rosario ci è offerta per “veicolarne” la diffusione (vedi articolo a pag 20). Dopo una condivisone sulla grande opportunità che nella semplicità dei nostri incontri

ci viene offerta, si è sottolineato come da parte di tutti l’appartenenza al Movimento Domenicano del Rosario si concretizza, e si debba concretizzare sempre più, in una tensione alla comunione fra i vari collaboratori nell’ascolto del Magistero per far sì che

testimonianze

con ...


S. Domenico ad Ancona

testimonianze

una luce comune ci plasmi affinchĂŠ si possa vivere ed agire come un unico organismo... bandendo i vari protagonismi e le personali interpretazioni formarsi insieme,

crescere insieme, fondendoci e nascondendoci insieme all’ombra di questa grande Madre che è la Chiesa... che ha in Maria la sua vera Madre! La segreteria


LOTTERIA ELENCO PREMI SORTEGGIATI il 28 marzo 2004 al Convegno del Rosario

1

videocamera digitale Fujifilm MV 1 al N. 04663

2

pelliccia ecologica con cappuccio Miss Mary Anne, taglia L al N. 01225

5

volto della Madonna in legno al N. 09409

antenna parabolica Daewoo-27 Mhz banda - KU - Totale al N. 09232

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4

lampada da sala alta cm 180 al N. 00174

maialino vivo da 10/15 kg al N. 01295

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lettore CD Hitachi dap - xp2e al N. 03132

8

completo matrimoniale di lenzuola ricamate al N. 07183

10

oliera in vetro sagomato e ceramica al N. 04740

11

scheda telefonica Omnitel Simactiva 32K con â‚Ź 15 inclusi al N. 07867

servizio di bicchieri in cristallo lavorato 24%Pb da 12 al N. 09345

servizio da the in ceramica per 12 al N. 02536

13

tavolino da salotto in vetro e ottone al N. 04791

tostapane orizzontale Croc’Toast al N. 06088

14 19

6 9

12

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tostapane verticale Perfect Toast al N. 04774


IlnonMagistero si può ridurre a una battuta

PAROLA DEL PAPA

L

e verità affermate dal Magistero? Ai fedeli troppo spesso arrivano solo attraverso qualche battuta dei mass-media. Che il più delle volte ne distorcono il senso complessivo. È un'analisi allarmata quella che il Papa ha proposto ieri mattina, incontrando nella Sala Clementina i partecipanti alla plenaria della Congregazione per la dottrina della fede. Nel giro di orizzonti che ogni due anni compie col dicastero dottrinale della Santa Sede, Giovanni Paolo II ha scelto di toccare anche il tema della recezione dei documenti del Magistero da parte dei cattolici. Prendendo le mosse da una fotografia non certo confortante del mondo dei media: quando viene pubblicato un nuovo testo - ha osservato il Pontefice - “i fedeli spesso sono disorientati più che informati dalle immediate reazioni dei mezzi di comunicazione sociale”. La preoccupazione è molto seria. Quella del Magistero - ha spiegato ancora il Papa - è una “parola autorevole che fa luce su una verità di fede o su alcuni aspetti della dottrina cattolica contestati o travisati da particolari correnti di pensiero e di azione”. E “promuovere e tutelare la verità della fede cattolica” è un compito che, proprio davanti alla Congregazione vaticana a questo deputata, Giovanni Paolo II ha definito ancora una volta fondamentale. “Le moltitudini - ha spiegato citando la sua enciclica Redemptoris missio - hanno il diritto di conoscere la ricchezza del mistero di Cristo”. Perché “la piena adesione alla verità cattolica non diminuisce, ma esalta la libertà umana”. Ma si può davvero conoscere questa verità se ciò che si ha a disposizione è solo un titolo ad effetto? Di qui l'invito ai vescovi e alle comunità cristiane ad adoperarsi in prima persona affinché le indicazioni del Magistero arrivino ai cattolici nella loro interezza. Perché prima ancora che un fatto mediatico - ha precisato Giovanni Paolo II - la pubblicazione di un documento deve essere “un evento ecclesiale di accoglienza, nella comunione e nella condivisione più cordiale della dottrina della Chiesa”. Ecco allora

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Parlando alla Congregazione per la dottrina della fede il Papa ha invitato a riflettere sull’accoglienza dei documenti il consiglio rivolto all'interno della Chiesa di “prevedere modi opportuni di trasmissione e di diffusione di ogni documento, che ne consentano la piena conoscenza innanzitutto da parte dei Pastori della Chiesa, primi responsabili dell'accoglienza e della valorizzazione del magistero pontificio come insegnamento che contribuisce a formare la coscienza cristiana dei fedeli di fronte alle sfide del mondo contemporaneo”. L'udienza di ieri alla plenaria della Congregazione per la dottrina della fede ha offerto tuttavia al Papa l'occasione per soffermarsi su altri due temi importanti. Innanzitutto il concetto di legge morale naturale, quelle “norme prime ed essenziali, patrimonio della sapienza umana, sulla base delle quali si può costruire una piattaforma di valori condivisi”. Si tratta di un cardine oggi in molti ambienti messo in discussione; con la conseguenza da una parte “della diffusione tra i credenti di una morale di carattere fideista” e, dall’altra, della mancanza “di un riferimento oggettivo per le legislazioni, che spesso si basano solo sul consenso sociale”. Sono temi - ha ricordato Giovanni Paolo II - già affrontati nelle encicliche Veritatis splendor e Fides et ratio. “Purtroppo ha aggiunto però - questi insegnamenti non sembra siano stati recepiti finora nella misura auspicata”. Di qui l'invito alla Congregazione ad approfondire questo tema “cercando anche convergenze con rappresentanti delle diverse confessioni, religioni e culture”. Infine il Papa si è soffermato sull'attività disciplinare cui in questi ultimi due anni il dicastero è stato chiamato in relazione agli abusi commessi da sacerdoti. Giovanni Paolo II ha chiesto di applicare la normativa canonica facendo attenzione alla “proporzionalità tra colpa e pena”. Ma ha anche ricordato come la migliore garanzia stia “nella giusta ed equilibrata formazione dei futuri sacerdoti”. Giorgio Bernardelli

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Piccola storia del “Centro Sociale S. José” I

MISSIONI

l Centro Sociale S. José è nato dalla constatazione della situazione estremamente problematica presentata dalla popolazione del rione S. José (nella cittadina di Santa Cruz do Rio Pardo, all’interno dello stato di San Paolo, Brasile) e della realtà di discriminazione sociale nei confronti delle aree di periferia, constatata dai Padri Domenicani che lì operano, in particolare da fra Francisco Laurentino Pessutto op (nostro frate domenicano, familiarmente chiamato Padre Chico) nel corso dell’azione pastorale che svolgeva in questo settore. Nello sforzo di realizzare gli obiettivi di un’azione pastorale e sociale in vista di una crescita delle persone e alla ricerca di una miglior qualità di vita è nata ed è andata crescendo nel tempo un’azione sociale che cercava di portare una soluzione alle precarissime ed inumane condizioni di vita degli abitanti delle “favelas”. Inizialmente l’attenzione era stata portata sulla necessità di poter offrire una sana e sufficiente alimentazione e progressivamente sul poter costruire, attraverso la collaborazione degli stessi baraccati e di tante persone di buona volontà, delle mini-abitazioni con possibilità di successive espansioni, per creare il minimo di condizioni igieniche indispensabili per la stessa sopravvivenza… dal momento che nelle “favelas” le persone vivono sulla nuda terra, mancano di luce e acqua, nonché delle strutture fognarie, per cui tutti i liquami scorro-

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no in canalette provvisorie a cielo aperto, tra le baracche, dove i bambini, soprattutto i più piccoli, trascorrono il loro tempo soggetti all’aggressione di ogni forma di infezione, come è facilmente intuibile. In poco tempo però ci si rese conto dell’enorme difficoltà di cambiare la mentalità degli adulti e della quasi impossibilità di migliorare la situazione se l’azione non fosse portata con più radicalità soprattutto al ricupero e alla formazione dei bambini. E’ nata così l’idea del Centro Sociale che ha iniziato a vedere la messa in opera nel 1985 ed è stato ufficialmente inaugurato due anni dopo, nel 1987. Poteva contare sulla collaborazione di diverse persone di buona volontà sia attraverso la raccolta di offerte in natura e denaro, sia attraverso la disponibilità delle stesse per le visite alle famiglie delle “favelas” e per l’accompagnamento dei bambini. L’idea di base era di operare sui bambini, cercando attraverso di loro di coinvolgere il più possibile anche gli adulti. Cercando di sfruttare al meglio le risorse disponibili, iniziò così l’aiuto ai minori compresi nella fascia di età dal 1° al 17° anno. Il primo gruppo, nelle ristrette strutture iniziali, essenziali ed improvvisate, era costituito da 30 bambini, compresi tra 1 e 11 anni di età. Ma l’idea era giusta e il numero è andato rapidamente ampliandosi. Nel giro di soli due anni erano già circa 120 i bambini che erano stati tolti dalla strada e potevano usufruire delle strutture che offrivano loro la possibilità di spazi per giocare, curare la propria igiene e salute, trovare pasti certi, sufficientemente variati e abbondanti e a seconda dell’età anche un avviamento e accompagnamento allo studio e ad una futura professionalizzazione per sperare in un lavoro che permettesse di mantenersi con dignità una volta adulti. A questo punto si è cercato di dar vita ad un programma di visite e accompagnamento alle diverse famiglie povere, sia per favorire l’inserimento dei loro figli nel Centro Sociale sia per stimolare una collaborazione e una formazione di base per gli stessi genitori riguar-

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dante la miglior conduzione possibile della loro vita. Il Centro Sociale veniva incontro, perciò, a tutte le famiglie che si trovavano in condizioni di forte ristrettezza economica, bisognose di aiuto e orientamento. Poco per volta furono messe in funzione un corso di falegnameria e una fabbrichetta di dolci che esistono tuttora e possono contare su una notevole partecipazione dei più grandicelli che imparano con entusiasmo a rendersi utili e a imparare un mestiere. Si è andato formando anche un orto, molto ben curato e sufficientemente vario, che servisse ai bisogni del Centro e come piccola fonte di introiti vendendo i prodotti in eccedenza… Si diede inizio in modo sistematico ad organizzare incontri con le famiglie, più volte durante l’anno, intervallate dalle visite fatte da incaricati alle famiglie stesse. Un gruppo di volontari decise di compiere mensilmente queste visite domiciliari e le riunioni per le famiglie, orientati e coordinati da un assistente sociale. Questo portò ottimi risultati aiutando a risolvere molte difficili situazioni e utilizzare meglio gli aiuti disponibili anche sul piano sociale, molte volte non usati per l’ignoranza degli stessi, e questo ha portato più spesso e facilmente a trovare soluzioni anche per quanto riguarda l’abitazione. Nello stesso tempo il Centro Sociale si è venuto organizzando per poter offrire una copertura completa a quei bambini orfani di entrambi i genitori o che, per situazioni familiari estremamente delicate e complesse, vittime di seri maltrattamenti e vessazioni, dovevano essere allontanati e protetti, rimanendo a tempo pieno nel Centro stesso. Inizialmente il Centro riceveva a tempo pieno solo i maschietti, ci si è dovuti confrontare, così, col problema dello smembramento e della separazione, nei casi suddetti dei fratelli e delle sorelle. Ora però anche questo problema è stato superato mettendo il Centro in condizione di poter ricevere entrambi i sessi senza dover, dunque, separare fratelli e sorelle che devono essere allontanati dalle loro famiglie per le situazioni sopra riportate.

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Organizzazione e funzionamento Il Centro Sociale S. José, in accordo col suo STATUTO SOCIALE: ✓ “…Ha come finalità di offrire ai bambini, fanciulli e adolescenti di entrambi i sessi, e alle loro famiglie, alimentazione, educazione e professionalizzazione, cercando di ottenere agli stessi la possibilità di una crescita socio-economica e culturale. (…) Il Centro Sociale S. José non farà alcuna distinzione per quanto riguarda la provenienza, l’età, la razza, il sesso, il colore, la condizione sociale, il credo politico o religioso…” ✓ Al momento il Centro Sociale S. Josè dà assistenza diurna (dalla colazione del mattino alla cena che viene servita intorno alle ore 18.00, coprendo quindi l’orario che va dalle 7.30 del mattino alle 19.00) a circa 300 ragazzi di entrambi i sessi compresi nella fascia dal 1° al 17° anno di età, inoltre ospita nella Casa di Appoggio “Adelina Aloe”, a tempo pieno (quindi giorno e notte) altri 70 giovani da 0 a 18 anni di età. I più grandicelli, come avviene per quelli che frequentano il Centro Sociale, vengono progressivamente avviati a diverse forme di inserimento in lavori di artigianato e altre iniziative che possano metterli in condizione di affrontare con la speranza di un buon esito il loro futuro professionale. Ringraziamo il Signore e quanti ci sostengono col loro aiuto per i frutti già ottenuti, con l’intenzione di continuare sempre meglio a seminare e investire in un futuro migliore per quanto riguarda la qualità di vita dei bambini, degli adolescenti e delle famiglie, che vengono seguiti dal Centro Sociale S. Josè.

Chi desidera sostenere questa iniziativa con un’adozione a distanza può rivolgersi direttamente a: P. Mauro Persici op via IV Novembre 19/E 43012 Fontanellato PR Cell 335 5938327 e-mail movrosar@tin.it 25


Alcuni “riconoscimenti” pontifici

S. Pio V

ROSARIO

Consueverunt Romani Pontifices

17 settembre 1569: “Per superare più facilmente difficoltà di guerre e altre calamità sia corporali che spirituali, e potere così nella pace servire Dio con maggiore serenità e fervore, i Pontefici Romani e altri Santi Padri che ci hanno preceduto ebbero sempre la consuetudine di implorare l’aiuto di Dio e di assicurarsi l’intercessione dei Santi attraverso suppliche e preghiere litaniche, elevando, come Davide, gli occhi al cielo con la sicura speranza di riceverne gli aiuti promessi. Su l’esempio di costoro e, come piamente si crede, sotto l’ispirazione dello Spirito Santo, in tempi simili ai nostri, il BEATO DOMENICO, fondatore dell’Ordine dei Frati Predicatori, al quale abbiamo anche Noi appartenuto e del quale abbiamo professato la Regola, similmente operò. L’eresia albigese infatti, imperversava allora in gran parte della Francia e dell’Italia e aveva accecato talmente i laici, che questi si scagliavano furiosamente contro i sacerdoti di Dio e i chierici. Il BEATO DOMENICO, elevando gli occhi al cielo, li volse a quel dolce monte che è la gloriosa Vergine Maria, Madre di Dio, a colei che sola, col frutto del suo ventre, schiacciò il capo dello ambiguo serpente e distrusse tutte le eresie e salvò il mondo dannato per colpa dei nostri primi parenti... Il B. DOMENICO inventò allora quel modo assai facile e pio e accessibile a tutti di pregare Dio, chiamato Rosario o Salterio della Beata Vergine Maria, che consiste nel venerare questa Beata Vergine ripetendo centocinquanta volte la salutazione angelica, secondo il numero dei salmi di Davide, interponendo ad ogni decina il Padre nostro e alcune determinate meditazioni, che illustrano tutta la vita del Signore Nostro Gesù Cristo. Avendolo dunque inventato, il B. DOMENICO propagò ovunque nella Santa Chiesa cattolica questo modo di pregare e attraverso i suoi figli, i frati dello Ordine, lo divulgò; esso fu accolto da molti e i fedeli che accolsero quella preghiera con fervore, accesi da quelle meditazioni, furono trasformati in altri uomini; le tenebre delle eresie indietreggiarono e la luce della fede cattolica si fece strada nuovamente. I frati dell’Ordine, col mandato dei loro legittimi superiori, un po’ dovunque istituirono le Associazioni del Rosario, alle quali molti fedeli si iscrissero. Sulle orme dunque dei nostri Predecessori, anche Noi, vedendo questa Chiesa militante, che Dio ci ha affidato, agitata al presente da tante eresie e atrocemente dilacerata e afflitta dalla guerra e dalla depravazione morale degli uomini, eleviamo gli occhi pieni di lacrime, ma anche di speranza verso quella vetta benedetta (Maria), dalla quale discende ogni soccorso, e invitiamo tutti e singoli i fedeli, ammonendoli benevolmente nel Signore, a fare altrettanto”.

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Leone XIII Supremi apostolatus

1 settembre 1883: “Infatti, da quando tale forma di preghiera insegnata da SAN DOMENICO fu abbracciata e debitamente praticata dal popolo cristiano, cominciarono a rinvigorire la pietà, la fede e la concordia, e furono dappertutto infrante le manovre e le insidie degli eretici. Inoltre moltissimi erranti furono ricondotti sulla via della salvezza, e la follia degli empi fu schiacciata da quelle armi che i cattolici avevano impugnate per rintuzzare la violenza. Infine, Gregorio XIII dichiarò che il “Rosario fu istituito da SAN DOMENICO per placare l’ira di Dio e per ottenere l’intercessione della Beata Vergine”. Il bisogno dunque del divino aiuto non è certamente minore oggi di quando il glorioso SAN DOMENICO introdusse la pratica del Rosario Mariano per guarire le piaghe della società. Egli, illuminato dall’alto, vide chiaramente che contro i mali del suo tempo non esisteva rimedio più efficace che ricondurre gli uomini a Cristo, che è “via, verità e vita”, mediante la frequente meditazione della Redenzione, ed interporre presso Dio l'intercessione di quella Vergine a cui fu concesso di “annientare tutte le eresie”. Per questo motivo egli compose la formula del sacro Rosario in modo che fossero successivamente ricordati i misteri della nostra salvezza, e a questo dovere della meditazione s’intrecciasse un mistico serto di salutazioni angeliche, intercalate dalla preghiera a Dio, Padre del nostro Signore Gesù Cristo. Noi dunque, che andiamo ricercando un uguale rimedio a simili mali, non dubitiamo che la stessa preghiera, introdotta dal santo Patriarca con così notevole vantaggio per il mondo cattolico, tornerà efficacissima nell’alleviare anche le calamità dei nostri tempi”.

Octobri mense

22 settembre 1891: “È da credere, tra l’altro, che la stessa Regina celeste valorizzi in special modo, col suo appoggio, l’efficacia della preghiera del Rosario, proprio perché, per sua iniziativa e suggerimento, fu istituita e divulgata dal famoso PATRIARCA DOMENICO, in un periodo tristissimo per il Cattolicesimo, non molto diverso dall’attuale, quasi come un’arma da guerra validissima per sconfiggere i nemici della fede. La setta degli eretici Albigesi, infatti, aveva invaso molte regioni, sia in forma clandestina, sia manifesta; orribile emanazione dei Manichei, ne rinnovava gli spaventosi errori e ne ripeteva le violenze, le ipocrisie e il più accanito odio verso la Chiesa. Contro questa arrogante e pericolosissima moltitudine ben poco si poteva sperare dalle forze degli uomini, quando giunse l’aiuto direttamente da Dio per merito del Rosario. E così, col favore della Vergine, gloriosa vincitrice di tutte le eresie, furono annullate e distrutte le forze degli empi e salvata la fede di tanti. Molti altri fatti simili a questo, accaduti presso diverse popolazioni, come pericoli allontanati o benefici ottenuti, sono sufficientemente noti e la storia li ricorda, sia in passato, sia in tempi recenti, con splendide testimonianze”.

Magnae Dei Matris

8 settembre 1892: “La sua potentissima efficacia è stata sperimentata ed esaltata fino dalla sua ben nota origine; come insigni documenti attestano, e Noi stessi abbiamo, più di una volta, ricordato. Allorché la setta degli Albigesi - in apparenza paladina dell’integrità della fede e dei costumi, ma in realtà sua perturbatrice e pessima corrompitrice - era per molti popoli causa di grande rovina, la Chiesa combatté contro di essa e contro le sue infami fazioni, non con milizie o con armi, ma principalmente con la forza del santo Rosario, che il patriarca SAN DOMENICO propagò, per ispirazione della stessa Madre di Dio”.

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Laetitiae Sanctae

8 settembre 1893: “È dunque ben giusto che, non soltanto i figli del patriarca SAN DOMENICO - obbligati certo più degli altri a motivo della loro vocazione - , ma anche tutti coloro che hanno cura d'anime specialmente nelle chiese dove queste confraternite sono canonicamente erette - si adoperino con tutto il loro zelo a moltiplicarle, svilupparle e assisterle. Desideriamo anzi ardentemente che si dedichino a questo lavoro anche coloro che intraprendono missioni, sia per portare la dottrina di Cristo agli infedeli, sia per rafforzarla nei fedeli”.

Augustissimae Virginis

12 settembre 1897: “Ora fra queste associazioni Noi non esitiamo di dare un posto eminente alla confraternita, che prende il nome dal santo Rosario. Se infatti si considera la sua origine, essa è tra le più antiche; poiché è fama che l’abbia fondata lo stesso padre SAN DOMENICO; se poi se ne considerino i privilegi, essa ne è ricchissima per la munificenza dei Nostri predecessori”.

Pio XI Ingravescentibus Malis

29 settembre 1937: “Questa pratica di pietà, venerabili fratelli, mirabilmente diffusa da SAN DOMENICO non senza il supremo suggerimento e ispirazione della vergine Madre di Dio, è senza dubbio facile per tutti, anche per le persone poco istruite e semplici”.

Paolo VI Marialis cultus

2 febbraio 1974: “Il nostro assiduo interesse verso il tanto caro rosario della beata vergine Maria ci ha spinto a seguire molto attentamente i numerosi convegni, dedicati in questi ultimi anni alla pastorale del rosario nel mondo contemporaneo: convegni promossi da associazioni e da persone che hanno profondamente a cuore la devozione del rosario, ed ai quali hanno partecipato vescovi, presbiteri, religiosi e laici di provata esperienza e di accreditato senso ecclesiale. Tra questi è giusto ricordare i figli di S. DOMENICO, per tradizione custodi e propagatori di così salutare devozione. Ai lavori dei convegni si sono affiancate le ricerche degli storici, condotte non per definire con intenti quasi archeologici la forma primitiva del rosario, ma per coglierne l’intuizione originaria, l’energia primigenia, la essenziale struttura. Da tali convegni e ricerche sono emerse più nitidamente le caratteristiche fondamentali del rosario, i suoi elementi essenziali e il loro mutuo rapporto”.

Giovanni Paolo II Rosarium Virginis Mariae

16 ottobre 2002: “La storia del Rosario mostra come questa preghiera sia stata utilizzata specialmente dai Domenicani, in un momento difficile per la Chiesa a motivo del diffondersi dell’eresia. Oggi siamo davanti a nuove sfide. Perché non riprendere in mano la Corona con la fede di chi ci ha preceduto? Il Rosario conserva tutta la sua forza e rimane una risorsa non trascurabile nel corredo pastorale di ogni buon evangelizzatore”.

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La “Peregrinatio Mariae” è stata promossa: ◗ dal Padre Promotore nella parrocchia dell’Immacolata di Montanara di Curtatone (Mn): da Nicola Covella dal 7 al 14 dicembre; da Fabrizio Saccani dal 14 al 21 dicembre.

◗ dal Padre Promotore in provincia di Pordenone: a Tamai di Brugnera: da Alfeo Santarossa dal 4 al 11 gennaio; da Carlo Mazzon dal 11 al 18 gennaio; da Giovanni Brun dal 18 al 25 gennaio; da Silvano Mazzon dal 25 gennaio al 1 febbraio; da Andrea Turchet dal 1 al 8 febbraio; da Natale Bortolin dal 8 al 14 febbraio; da Ivano Saccaro dal 15 al 22 febbraio; da Maurizio Baccin dal 22 al 29 febbraio; da Meris Corazza dal 29 febbraio al 7 marzo; da Adriano Cia dal 7 al 14 marzo; da Fernando Bertacco dal 14 al 21 marzo: da Angelo Bortolin dal 21 al 28 marzo. a Brugnera: da Rino Pessot dall’11 al 18 gennaio; da Antonio Cauz dal 1 al 8 febbraio; da Ivo Polesello dal 8 al 15 febbraio; da Elvio e Lucia Cereser dal 15 al 22 febbraio. a Fontanafredda: da Francesco Casetta dal 14 al 22 dicembre; da Irene Sacillotto dal 7 al 14 marzo; da Eligio Milanese dal 14 al 21 marzo; da Angelo Favret dal 28 marzo al 4 aprile; da Pietro Vettorel dall’11 al 18 aprile; da Gianni Cauz dal 18 al 25 aprile. a Sacile: da Cecilia Martin Pivetta dal 18 al 25 gennaio; da Giuseppe Vendrame dal 25 gennaio al 1 febbraio; da Giovanbattista Pivetta dal 22 al 29 febbraio; da Bruno Giacomini dal 1 al 28 marzo.

◗ dall’equipe di collaboratori in Romagna: a Conselice (Ra): in parrocchia dal 9 al 11 ottobre 2003 a Spazzate Passatelli (Bo): in parrocchia dal 11 al 16 ottobre 2003 a S.Bernardino di Lugo (Ra): in parrocchia dal 16 al 19 ottobre 2003 a Voltana di Lugo (Ra): in parrocchia dal 29 al 31 ottobre 2003 a san Patrizio (Ra): in parrocchia dal 31 ottobre al 2 novembre 2003

Un buon mezz o Lasciamo da parte la teologia, la morale, la mistica, l'ascetica; rispondimi sinceramente: hai devozione a Maria? Così parlava Don Bosco a un chierico che, nonostante fosse legato da quattro anni negli Ordini sacri, conduceva una vita ben indegna della sua vocazione. Veramente, mi rispose egli (è Don Bosco che narra), non ci ho mai pensato sul serio. Allora di' tre Ave Maria mattino e sera! E sovente, ma specialmente nei pericoli, con questa giaculatoria: “Maria, Auxilium Christianorum, ora pro me”. Promise di farlo e se ne andò. Alcuni anni dopo ci trovammo a caso ed egli fu molto contento di vedermi, e mi palesò come da quel giorno che mi aveva confidato la sua coscienza, fosse vissuto sempre col cuore tranquillo. Lei ha un buon mezzo, mi disse, per far guarire. Raccomandi sempre la devozione alla Madonna. Specialmente ai principianti nel servizio di Dio, inculchi di raccomandarsi alla Madonna per essere liberati dai pericoli. (cfr. Terrone, Lo spirito di S. Giovanni Bosco, p. 41, Torino, 1934)

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nuovi iscritti al movimento domenicano del rosario

A) SONO STATI ISCRITTI ALL’ASSOCIAZIONE DEL ROSARIO VIVENTE: 1. dalla segreteria: Giovanna Carsughi di Ancona; Giampaolo Pola di Scortichino (Fe); Rossana Masoni, Norma Bacci e Luigi Arancini di S. Giovanni Valdarno (Ar); Massimo Scaglioni di Bologna; Igino Bottani di Buscoldo (Mn); Antonio Sergio Di Maggio di Teramo; Maria Colombo di Novara; Enrica Lucchetti e Ferdinando Cannella di Polverigi (An); Anna Butti, Suor Lucilla Donati e Alceste Arciero di Bologna; Maria Luisa Suero De Felizar di Haedo (Argentina). 2. da Flora Scarpetti Manzotti di Polverigi (An): Maurizio Medici, Anna Maria Busillacchi, Cesarina Pacetti, Dina Baiocco, Malvina Gasparri, Marcella Detti, Elda Manara, Anna Rita Nobili, Francesco Paesani, Romina Natalizi, Rina Pucci, Mariangela Ceccati, Cristiana Piangerelli di Polverigi (An); Giuseppina Accorroni di Ancona; Daniela Magni di Paterno di Ancona. 3. da Luigi Cipriano di Oakville (Canada): Luigi e Giovanna Cipriano, Rosa Perrotta, Filomena Zarrillo, Vincenzo e Giuseppina Temperato, Maria Cipriano, Angela Di Cerbo e Maria Ginocchi di Oakville, ON (Canada); Raffaella Temperato e Nicolina Faraone di York, ON (Canada); Maria Carnevale, Rina Laurenza di Toronto, ON (Canada); Anna Monaco di Woodbridge, ON (Canada); Maria Friello di Mississauga, ON (Canada). 4. da Silvana Cavallo di Romans d’Isonzo (Go): Riccardo Facchini, Suor Angela Zaccaria e Maria Rosa Cavallo di Trieste; Marisa Palmerini, Giuseppe Zappalà, Marta Vidmar, Rosa Lamut, Liliana Trabini e Famiglia La Barbera di Gorizia; Silvana Cavallo di Romans d’Isonzo (Go); Antonietta Montone di Monfalcone (Go); Maria Pia Vito di Redipuglia (Go); Sonia Petralia di Gradisca d’Isonzo (Go). 5. da Luigi Cipriano di Oakville (Canada): Agnese Amato, Giovanna Polesella, Restituta Tersigni, Cecilia Berardi e Loreta Baldassarra di North York, ON (Canada); Maria Pecoraro di Oakville, ON (Canada); Luigi e Potenza Cusano di Brampton, ON (Canada); Rina Iaconiello di Bolton, ON (Canada); Stefanina Migliore di Toronto, ON (Canada); Livia Comparone di Caledon East, ON (Canada); Vittoria Russo di Holland Landing, ON (Canada); Anna Perrotto, Silvia Venditto e Angelo Monaco di Mississauga, ON (Canada). B) SONO STATI ISCRITTI ALLA FRATERNITA O GRUPPO DEL ROSARIO: 1. dalla segreteria: Gianluca Rastelli di Teramo; Luca Antonimi e Daniela Parrino di Rozzano (Mi); Anna Maria Carloni, Pasqua Montalti, Maria Pia Malavolti di S.Cassiano (Ra); Angela Tamburini di Ravenna; Maria Pontesilli di Roma; Maurina Scopetta di Ponte S.Giovanni (Pg); Chiarina Sereni di S.Giovanni Profiamma; Lorella Lattanti di Civitanova Marche (Mc); Maria Micceli di Terni; Franca De Vincentiis di Pescara; Teresa Mulazzani di Colbordolo (Pu); Francesca Ferrara di Teramo. 2. dalla segreteria: Rosalinda Bertoni Salami di Brescia; Matteo, Giuseppina, Tania, Gina, Anastasia, Annamaria Di Martino – Angela e Caterina Fuscaldi e Caterina Di Francesco di Cerignola (Fg); Maria Grazia Rocchi Bazzarini di Parma; Carita Marotta di Orbetello (Gr); Flavia e Alessandro De Alessandri di Genova; Francesca Govi di Reggio Emilia. 3. dalla segreteria: Luca Santoro di Bari; Antonio Sergio Di Maggio di Sava (Ta); Marco Domenichelli di Ancona; Gabriella Serqua di Montecchio (Rm); Antonino Tranchino di Palermo; Antonio Sergio Di Maggio di Sava (Ta); Miryam Salas Quezada e Regina Robles Montoya di Lima (Perù); Maria Sileo e Laura Amagliani di Moròn (Argentina); Aldo e Lilia Salvi di Boulogne (Argentina); Giovanni Pasi di Ragone (Ra); Enrica Pratissoli di Campagnola Emilia (Re); Anna Mezzetti di Ravenna. 4. dalla segreteria: Francesca Romana Sabella di Grosseto; Alba Zalanti – Bruna Ceroni – Filomena Samorè – Francesca Dal Re e Irene Gamberi di S. Cassiano (Ra); Maria Biagi Trasforini di Scandicci (Fi); Oliva Parrini di Brisighella (Ra); Giovanna Naldoni di S. Martino in Gattara (Ra); Stefania Taccagno di Arischia (Aq); Gabriele Venerina di Scauri Siculo (Tp); Trieste Picuti di Roma; Maria Anna Betty Bognanni di Palermo; Laura Molteni di Prato; Alessandro Boschi di Gardarolo (Tn). C) SONO STATI ISCRITTI ALL’ORA DI GUARDIA: Maria Grazia Rocchi Bazzarini il 3 martedì di ogni mese dalle ore 23 alle ore 24; Luca Santoro il giorno 3 di ogni mese dalle 8,45 alle 9,45; Venerina Gabriele il primo lunedì del mese dalle 17 alle 18; Alessandro Boschi il giorno 1 di ogni mese dalle 23 alle 24. D) SONO STATI NOMINATI ZELATORI O ZELATRICI: Giacomo Pattini di Bologna; Rita Manni di Brescia; Luigi Cipriano di Oakville (Canada).

Ricordo che per gli iscritti (vivi o defunti) alle Associazioni del Rosario nella Basilica Patriarcale di S. Domenico a Bologna nelle prime quattro domeniche del mese, alle ore 18, viene celebrata una santa messa.

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Famiglia Bizzarri Villa; Gruppo del Rosario di Vignola con 11 abbonamenti; Giuseppe Zappalà; Fausta Demuro; Biancamaria Dolci; Suor Maria Paola Toscano; Monache Domenicane di Cagli (Pu); Domenicane Unione S. Tommaso di Alessandria; Luisella Benvegnù; Gianfranco Cacciavillani; Antonio Carenato; Loretta Cremonini; Alessandra Dubrovich; Franco Etturi; Elsa Fabrio; Andreina Ferrari; Ernesta Fontana; Maria Formaggio; Rosalba Franchi; Angelo Frison; Rina Giangiacomi; Maurizio Giuliodoro; Ernesta Laghi; Maria Laghi; Simonetta Moroni; Don Remo Noriller; Querzola; Romano Rabini; Umberto Renzi; Roberto Saccarello; Ondina Scarpin; Marco e Barbara Trentini; Maria Gatti Vassalli; Lina Savini; Adele Filiaggi; Patrizia Gallazzi; Luigi Cernuschi; Anna Maria Inga; Mario Dosi; Lina Ronchi; Paola Tinucci; Sofia Ambrosi; Marilena Berzolla; Santa Testi Bocchi; Bruna Bresciani; Estella Chimenti; Laura Cima Talotti; Sandro De Bortoli; Giuseppe Di Grazia; Domenicane della Beata Imelda di Trissino (Vi); Elda Filiberti; Edi Gambirasio; Jolanda Marconi; Giovanni Marchesi; Annarosa Minto; Clementina Montanari; Caterina Monti; Giulio Pertile; Alessandro Pitto; Giuseppina Poletto; Regina Puzyrewska Wasiak; Clara Ruzzier; Mariangela Savini; Giovanni Severini; Grazia Stevani; Cosimina Tampieri; Ida Urletti; Annalisa Baruzzi; Natalina Bruttomesso; Domenicane S. Caterina da Siena di Venezia; Saura Galli; Mercede Ghidoni; N. N.; Anna Maria Agostini; Giuliano Aimi; Maria Alberighi; Cesarina Cardinali; Tosca Carraro Pretin; Biancamaria Castelli; Neria Cattani; Maria Cavallaro; Sergio Cavelli; Sandra Comelli; Maria Antonietta Di Marco; Domenicane di S.Sisto di Falconara (An); Suor Rosilda Favaretto, Silvano Ferrari; Elena Festa; Paola Galazzo; Nino Quaranta; Santina Gilio Pavarin; Famiglia Lubich; Leonello Magnani; Agnese Torresan Milani; Susanna e Fiuorella; Anna Oldani; Osvaldo Pennacchioni; Antonio Petrelli; Mina Raffaelli; Pier Raffaele Savarè, Anna Stavolo; Maria Taffetani; Pietro Tonini; Paola Valvo; Bruno Mengarelli; Maria Sandonà; Maria Cecarini Renzi; Filippo Orati; Giuliano Marsili; Stefania Comelli Colussi; Monica Bianchi; Anna Valeria Ariozzi; Diana Angeloni; Superiora Generale Domenicane del S. Rosario di Pompei; Superiora Generale Domenicane Missionarie di S. Sisto; Domenicane del S. Rosario di Bergamo; Domenicane del S. Rosario di Pavia; Don Paolo Zuttion; Bruna Bresciani; Famiglia Chiandotto Flaugnacco; Prima Passuello; Don Ennio Gobbatto; Paolo Vezil; Famiglia Lancellotti Ravaioli; Movimento Regina della Pace di Trieste; Maria Colonnella; Gruppo del Rosario di Ascoli Piceno; Monache Domenicane di Cagli (Pu); Gruppo del Rosario di Secchiano (Pu); Gruppo del Rosario di Polverigi (An); Parrocchia S.Ignazio di Filottrano (Pu); Delfina Grilli; Maria Polenta; Parrocchia dei Salesiani di Porto Recanati (Mc); Parrocchia S.Antonio abate di Fosombrone (Pu); Andrea Sari; Maria Luisa Mazzotti; Edvige Caldarini; Erina Gamba; Anna Maria Sbarra; Domenicane della Beata Imelda di Ormelle (Tv); Centro di Spiritualità Villa Imelda di Idige (Bo); Maria Lina Alfieri; Maria Angeli; Giuseppe Azzolini; Anna Lidia Benedetti; Don Giuseppe Bergamaschi; Gabriella Bertinelli; Argeo Biasi; Maurizio Bottini; Famiglia Campolonghi Vianello; Domenica Cangiotti; Mario Cappi; Giuseppina Cavedaschi; Claudio Cecchini; Carlà Cinzia; Carlesso Piccoli Maria; Amalia Cerotti; Lucia Coccia; Maria Gabriella Cossignani; Oriella Costanzini; Gaetana D’Amato; Giovanni Dalla Casa; Maria Luisa Donati; Walter Fabbro; Angiolo Fabrizi; Dina Favuzzi Bacchetto; Fraternità Laica Domenicana di Milano; Giuseppe Franceschelli; Adelio Gallazzi; Laura Giovanetti; Nicoletta Gaspari; Amedeo Girardello; Piersandro Lodi Rizzini; Anna Maria Marcellini; Angela Mariani; Monache Domenicane di Alba (Cn); Rosina Melissano; Adriana Hinna; Monache Domenicane di Gubbio (Pg); Monache Domenicane di Azzano San Poalo (Bg); Luigi Montenovo; Famiglia Nizzero; Famiglia Oreficini; Augusta Paridi; Rina Parovel; Luigino Pertile; Vittorina Tizzoni; Vincenza Di Russo; Diva Sangiorgi; Giacinto Santarossa; Luigi Saruggia; Giusi Scala; Silvana Silimbani; Rosalba Spinello; Gino Trombi; Ilda Trombini; Francesca Vallorani; Maria Bortoletto; Faustina Boschi; Domenicane Missionarie della Delivrande; Domenicane del S. Rosario di Melegnano; Elvira Gallo; Caterina Gorgerino; Maddalena Lunesu; Maria Vittoria Marastoni; Raffello Persici; Alessandra Raffini; Clara Vacchi; Maria Luisa Odifreddi con 5 abbonamenti; Angela Passoni; Gianluca Cremonesi; Anna Rizzi; Maria Dalla Longa; Maria Monesi; Olga Grisolia Dolcetta; Anna Di Guida; Ariella Colombin; Giuseppe Caraffini; Maria Cleofe Cacciarru; De Jesus Maria; Giovanna Blatti Scotti; Maria Teresa Bocchini; Giancarlo Bozzetto; Anna Maria Fortichiari; Patrizia Gallazzi; Fausto Locatelli; Lina Moretti con 100 abbonamenti; Erminia Simonazzi; Emanuela Copreni; Franca Englaro; Patrizia Giarelli; Maria Laghi; Gianina Zanelli; Gabriella Previato; Roberta Reali; Severina Rossini per la parrocchia S. Maria Assunta; Santina Tondo; Antonio Aliata; Adriana Hinna; Paola Boiani; Nuccia Pavano; Nicla Taraborelli; Angela Bara; Grazia Donatella; Lilia Marchetti; Pier Luisa Livorati; Angela Lavalle; Michele Pondero e Federica Codarin; Angiolo Fabrizi; Cristiana Bartolini; Ave e Gianni Bollina; Laura Crespolini Banchelli; Maurizio Dall’Oca; Graziella Miccoli; Paolo Pini; Fabio Regeni; Riccardo Mariscoli; Elena Augusti; Giovanni Mantovani; Velia Onesti; Maria Perotti; Giuliana Rocchetti; Anna Simonazzi; Daniela e Fausto Barbaglio con 26 abbonamenti; Virgilio Bassoli; Dario Bartoli; Stefano Bussio; Tarcisio Comar; Fernando Dattisi; Gianna Ermini; Anna Maria Faenzi; Ina Insinnamo; Santina Lodrini Cerana; Luisa Scarel; Silvana Valent.

2) in memoria dei defunti, per preghiere, chiedere grazie o celebrazione di ss. messe: Suor Maria D’Urso secondo le sue intenzioni; Palma Cornago in ringraziamento; Paola Tinucci per i vivi e i defunti delle famiglie Tinucci e Giacomin; Don Paolo Zuttion secondo le sue intenzioni; Liliana Bartola per i defunti; Livia Raponi per Carlo; famiglia Manzotti per i defunti; Giancarlo e Vittoria Radi per Luigi e Gemma, Gino e Mario, Enrico e Carola, Paolo e Maria, Fulvio e Amato, Amato e genitori, Amato e Lisa, Enrico Radi e Carolina; Anna Guzzi per il defunto Francesco Criniti; Maria Donati per Gianfranco e Marcella; Famiglia Migliari per i defunti; Debora Trombettoni per le anime del purgatorio; Anna De Fusco secondo le sue intenzioni.

3) per acquisto di sussidi: Fausto e Lorenza Bizzarri; Angelo Picco; Renato Cossio; Elsa Fabrio; Suor Rosilda Favaretto; Maria Cavallaro; Anna Rizzi; Mercedes Bertola; Don Giampietro Ministrino; Padri Domenicani di Lugano (CH).

4) per le adozioni a distanza: Patti Vincenza Ezia per Vitoria Regina Rodriguez; Ambretta Negri per Lucas Oliveira Riston; Famiglia Breviglieri Giacobazzi per Kelly Cristina da S. Aureliano; Giampaola Negri per Isabela Oliveira Riston; Famiglia Lancellotti Ravaioli per Camila Da Silva Rodriguez e Jgor Welington Verissimo; Ada Giacomello per Matheus Alves Siqueira; Maura Persici per Traina Cristina Ferriera; Andrea Vanti per Alex Apareciso Garcia; Ambrogio Caserini per Ana Paula Ferreira Caetano. HANNO COLLABORATO CON LA LORO OPERA: Coordinatori regionali per aver gestito gli incontri dei collaboratori in febbraio e aver promosso la partecipazione al Convegno di Bologna; Maria Pia Bartoli; Ilaria Giannarelli; Elvio Barzotti; Fausto Bizzarri; Vittoria Radi; Ambretta e Giampaola Negri; Domenica Cangiotti; Emanuela Gorreri.

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pagina della riconoscenza

HANNO INVIATO OFFERTE: 1) per onorare la B.Vergine, sostenere ROSARIUM e il Movimento del Rosario:


MOVIMENTO DOMENICANO DEL ROSARIO

Pellegrinaggi del Rosario guidati dai Frati di San Domenico

Santiago - Fatima dal 9 al 13 luglio 2004 in aereo da Milano, Bologna Termine ultimo per le iscrizioni 30 aprile 2004

Czestochowa

dal 10 al 17 agosto 2004 in aereo da Milano, Venezia, Bologna, Ancona Termine ultimo per le iscrizioni 31 maggio 2004

Loreto - Pompei - Padre Pio dal 29 ottobre all’1 novembre 2004 in pullman dai luoghi di raduno Termine ultimo per le iscrizioni 15 settembre 2004

Esodo sulle orme di Mosè Lourdes

dal 27 dicembre 2004 al 6 gennaio 2005 in aereo da Milano, Venezia, Trieste Termine ultimo per le iscrizioni 30 ottobre 2004

dal 10 al 12 febbraio 2005 volo speciale da Bologna Termine ultimo per le iscrizioni 15 novembre 2004

Per ogni informazione rivolgersi a P. Mauro Persici o.p. tel 335 5938327 oppure www.sulrosario.org (voce pellegrinaggi) organizzazione tecnica: Eteria Viaggi s.r.l.

In caso di mancato recapito inviare all’ufficio di Bologna CMP detentore del conto per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tassa


2004 02