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LETTERA DEL PROMOTORE

Gentilissimi lettori, anche se non credo qualcuno possa dire che le attività si siano mai fermate per un momento, è certo che in questi mesi caldi c’è stato un certo rallentamento, per cui ora dopo il periodo estivo penso sia intenzione comune riprendere con maggior impegno da parte di tutti. Con l’articolo del P. Giovanni Cavalcoli o.p. su “Il rosario e la famiglia”, che troverete nelle pagine seguenti, ho voluto soffermarmi un momento con Voi per chiarire ancor meglio il motivo che ci ha spinti a promuovere la “Peregrinatio Mariae”... spero avrete il tempo per leggerlo e meditarlo! Seppur necessari ed auspicabili gli appuntamenti che vengono celebrati con l’immagine della Beata Vergine Maria Regina del Santo Rosario in chiese o nei luoghi comuni, rimane che sono e debbono essere solo un momento iniziale di proposta e di diffusione dell’invito ad accoglierla. Infatti, caratteristica della “Peregrinatio Mariae” da noi promossa deve rimanere il fatto che l’immagine venga accolta per un certo periodo (che sempre più si sta confermando nei termini di una settimana se non addirittura di una novena) nelle case private, dalle famiglie. Sì, perché è nelle case che l’immagine accolta vuole radunare l’intera famiglia trasformandola in un piccolo cenacolo di meditazione e preghiera, aperto anche a tutti coloro che fra parenti, amici, vicini o semplici conoscenti vogliono unirsi... le testimonianze che ci giungono provano che è già questa la prima grazia che la generosa disponibilità di accogliere l’immagine della Beata Vergine Maria Regina del Santo Rosario e la fede dei singoli partecipanti ottiene in maniera indubitabile. Quelli compiuti finora sono solo piccoli passi... comunque, invocando la materna protezione della Beata Vergine, Vi saluto fraternamente P.Mauro

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Il rosario e la famiglia

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na tradizione cristiana sempre raccomandabile è indubbiamente quella della recita del Rosario in famiglia. E’ vero che oggi in molti casi i membri della famiglia faticano a trovare il tempo per riunirsi tutti assieme a causa dei ritmi di lavoro e delle varie attività ai quali essi si dedicano. E’ importante, tuttavia, che la famiglia cristiana faccia il possibile per trovare periodicamente dei momenti da vivere assieme non solo per i pasti o per il riposo o gli svaghi, ma anche per una qualche forma di preghiera, che non è detto debba essere necessariamente il Rosario ma può trattarsi anche di preghiere d’altro genere, come per esempio la recita dell’ufficio divino, un’usanza che si è venuta diffondendo dopo il Concilio. L’Esortazione apostolica Familiaris consortio di Papa Giovanni Paolo II, del 1981, illustra in vario modo la funzione educativa che la famiglia cristiana è chiamata a svolgere in ordine all’edificazione della comunità ecclesiale, e nell’ambito di questo discorso il Papa esorta a più riprese alla pratica della preghiera in comune. Dice il Papa: “In forza del ministero dell’educazione i genitori, mediante la testimonianza della vita, sono i primi araldi del Vangelo presso i figli. Di più, pregando con i figli, dedicandosi con essi alla lettura della Parola di Dio e inserendosi nell’intimo del corpo - eucaristico ed ecclesiale - di Cristo mediante l’iniziazione cristiana, diventano pienamente genitori, generatori cioè non solo della vita carnale, ma anche di quella che, mediante la rinnovazione dello Spirito, scaturisce dalla croce e risurrezione di Cristo” (n. 39). Il Papa insiste sullo stretto legame che esiste e deve esistere tra la famiglia e la Chiesa: la famiglia svolge la prima iniziazione del cristiano alla vita ecclesiale; mentre la Chiesa, dal canto suo, tra i vari compiti della sua missione ha quello assai rilevante ed essenziale, di promuovere la famiglia cristiana, di illuminarla, proteggerla e sostenerla nel suo non facile cammino nella società e nella Chiesa stessa. “Tra i compiti fondamentali della famiglia cristiana - dice il Papa (n. 49) - si pone il compito ecclesiale: essa, cioè, è posta al servizio dell’edificazione del regno di Dio nella storia mediante la partecipazione alla vita e alla missione della Chiesa... E’ anzitutto la Chiesa madre che genera, educa, edifica la famiglia cristiana, mettendo in opera nei suoi riguardi la missione di salvezza che ha ricevuto dal suo Signore. Con l’annuncio della

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Parola di Dio, la Chiesa rivela alla famiglia cristiana la sua vera identità, ciò che essa è e dev’essere secondo il disegno del Signore... A sua volta la famiglia cristiana è inserita a tal punto nel mistero della Chiesa da diventare partecipe, a suo modo, della missione di salvezza propria di questa”. Così la famiglia cristiana, prosegue il documento, svolge un ruolo essenziale nel primo annuncio della fede fatto dai genitori ai figli. Citando Paolo VI, il Papa afferma: “La famiglia, come la Chiesa, deve essere uno spazio in cui il Vangelo è trasmesso e da cui il Vangelo s’irradia. Dunque nell’intimo di una famiglia cosciente di questa missione tutti i componenti evangelizzano e sono evangelizzati. I genitori, non soltanto comunicano ai figli il Vangelo, ma possono ricevere da loro lo stesso Vangelo profondamente vissuto. E una simile famiglia diventa evangelizzatrice di molte altre famiglie e dell’ambiente nel quale è inserita” (n. 52). “La famiglia - afferma il Papa più avanti (n. 53) - che è aperta ai valori trascendenti, che serve i fratelli nella gioia, che adempie con generosa fedeltà i suoi compiti ed è consapevole della sua quotidiana partecipazione al mistero della croce gloriosa di Cristo, diventa il primo e miglior seminario della vocazione alla vita di consacrazione al regno di Dio”. Il matrimonio stesso, dice Giovanni Paolo II, è un “atto di culto” (n. 56): “come tutti i sacramenti che ‘sono ordinati alla santificazione degli uomini, alla edificazione del corpo di Cristo e, infine, a rendere culto a Dio’ (Conc. Vat. II, Sacrosanctum Concilium, n. 59), è in se stesso un atto liturgico di glorificazione di Dio in Gesù Cristo e nella Chiesa: celebrandolo, i coniugi cristiani professano la loro gratitudine a Dio per il sublime dono ad essi elargito di poter rivivere nella loro esistenza coniugale e familiare l’amore stesso di Dio per gli uomini e del Signore Gesù per la Chiesa sua sposa”. In questo contesto di alto impegno religioso e spirituale, si comprende come il Papa insista sull’importanza della preghiera fatta in famiglia, affinché questa possa validamente e fruttuosamente far fronte agli impegni della sua missione educativa e della sua testimonianza nella società e nella Chiesa. Questo alto ideale di spiritualità che il Pontefice propone alla famiglia cristiana non deve essere considerato come utopistico, ma corrisponde effettivamente alle esigenze e prospettive intrinseche della sua dimensione soprannaturale, così come esse scaturiscono e sono richieste dalla realtà stessa del sacramento del matrimonio. Indubbiamente in una società come la nostra, così pervasa da spinte secolaristiche o sottilmente anticristiane (esiste spesso un cristianesimo di facciata al quale corrisponde un reale paganesimo), la realizzazione di questo ideale non è facile: ma proprio per questo il Papa esorta caldamente le famiglie alla pratica della preghiera, come sicuro sostegno nelle loro difficoltà. E a tal proposito egli afferma: “In forza della loro dignità e missione, i genitori cristiani hanno il compito specifico di educare i figli alla

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preghiera, di introdurli nella progressiva scoperta del mistero di Dio e nel colloquio personale con lui”; e cita il Concilio: “Soprattutto nella famiglia cristiana, arricchita della grazia e della missione del matrimonio-sacramento, i figli, fin dalla più tenera età devono imparare a percepire il senso di Dio e a venerarlo e ad amare il prossimo secondo la fede che hanno ricevuto nel battesimo” (Dich. Gravissimum educationis, n. 3) (n. 60). A questo punto il Papa fa alcuni riferimenti espliciti al Rosario richiamando alcuni passi di Paolo VI: in un tratto dall’Udienza generale dell’11 agosto 1976, il Papa, rivolgendosi ai genitori presenti, rivolge loro molte domande, ognuna delle quali nasconde un’implicita esortazione, e tra queste Paolo VI chiede: “Lo dite il rosario in famiglia?”(n.60). E poco oltre Giovanni Paolo II cita un altro brano di Papa Montini, tratto dalla Marialis cultus : “Vogliamo ora, in continuità con i nostri predecessori, raccomandare vivamente la recita del santo rosario in famiglia... Non v’è dubbio che la corona della beata Vergine Maria sia da ritenere come una delle più eccellenti ed efficaci preghiere in comune, che la famiglia cristiana è invitata a recitare. Noi amiamo, infatti, pensare e vivamente auspichiamo che, quando l’incontro familiare diventa tempo di preghiera, il rosario ne sia l’espressione frequente e gradita”. E Giovanni Paolo II aggiunge: “Così l’autentica devozione mariana, che si esprime nel vincolo sincero e nella generosa sequela degli atteggiamenti spirituali della Vergine santissima, costituisce uno strumento privilegiato per alimentare la comunione d’amore della famiglia e per sviluppare la spiritualità coniugale e familiare” (n.61). Lo stesso santo rosario si può considerare come la “storia di una famiglia”: in esso sono narrate le vicende principali della Famiglia di Nazareth, una famiglia che è al centro della storia, e che come nessun’altra famiglia umana ne ha cambiato il corso, trasformandola da una storia di miserie e di ingiustizie, ad una storia, nella quale, grazie alla presenza operante del Verbo incarnato, gli uomini possono sperare nel perdono dei peccati e in una nuova umanità nella quale regnano la pace e la giustizia. Sembra dunque esistere una speciale affinità fra il Rosario e la famiglia: la preghiera rosariana, per la sua semplicità, si presta ad essere recitata anche dai piccoli e dai semplici; gli avvenimenti presentati dai singoli misteri, pur nella loro insondabile soprannaturalità, ci vengono essi pure presentati in una sobria semplicità; la preghiera del Rosario non richiede particolari sforzi intellettuali, per cui si presta ad essere recitata anche quando si è stanchi, anziani o malati: tutte condizioni tanto comunemente umane e così diffuse in tutte le famiglie. Con la recita del Rosario, la famiglia cristiana si mette in movimento con Gesù, Giuseppe e Maria, li accompagna ed è da loro accompagnata, e nelle vicende di ogni giorno, nella gioia o nel dolore, nella prova o nel riposo, nella banalità o nelle avventure entusiasmanti procede serena e coraggiosa verso i lidi della patria beata. P. Giovanni Cavalcoli o. p.

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TI BASTA CIO’ CHE SAI O VUOI SAPERNE DI PIU? a cura di P. Roberto Maria Coggi O.P.

La “Catechesi sulla Vergine” del Card. Charles Journet

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Parte seconda (conclusione) Dopo aver trattato nel numero precedente dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, rimane da dire qualcosa sul dogma della Sua Assunzione al Cielo.

L’ASSUNZIONE Il cammino di questo dogma fu meno travagliato del precedente. Sin dai primi secoli era diffusa la convinzione che il corpo della santissima Vergine non aveva conosciuto la corruzione del Sepolcro, ma che la Madre di Dio era stata miracolosamente assunta in cielo in anima e corpo. Il Papa Pio XII, che ha definito l’Assunzione l’1 novembre 1950 dopo aver consultato l’episcopato mondiale, nel documento in cui definisce tale verità riporta un’ampia serie di testi presi dai santi Padri, sia dell’Oriente che dell’Occidente, dai quali risulta quanto fosse radicata nei pastori e nei fedeli la credenza nell’Assunzione al Cielo della Beata Vergine. Era infatti inammissibile per la sensibilità cristiana ammettere che quel corpo che aveva dato la vita umana al Verbo di Dio potesse conoscere la corruzione del sepolcro. Il suo posto non poteva essere che accanto al suo Figlio, gloriosamente asceso al Cielo. Il fatto che questa verità fosse creduta dal popolo cristiano ben prima che venisse proclamata come dogma è confermato anche dalla festa liturgica dell’Assunzione, che cominciò ad essere celebrata nella Chiesa sin dalla metà del I millennio.

Testo del Card. Journet: L’Assunzione 29) Che avviene alla nostra morte in seguito al peccato originale? - Il nostro corpo si decompone e non risusciterà prima della fine del mondo. 30) Che cosa è e avvenuto, invece, alla morte di Gesù? - Il corpo di Gesù non si è decomposto, ma è resuscitato, ed è salito al cielo il giorno dell’Ascensione.

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31) Che cosa è avvenuto alla morte della Vergine? - Il corpo della Vergine non si è decomposto, ma Gesù lo ha resuscitato e lo ha accolto nel Cielo il giorno dell’Assunzione. 32) La rivelazione dell’Assunzione è fondata sulla Scrittura? - Sì, su due testi soprattutto, l’uno di S. Paolo, l’altro del suo discepolo S. Luca. 33) Qual è l’insegnamento di S. Paolo sulla resurrezione di Cristo e dei cristiani? - S. Paolo insegna che Dio, il quale ha resuscitato e glorificato Cristo, resusciterà anche i fedeli di Cristo: Cristo che è senza peccato, è resuscitato e glorificato immediatamente; ma i fedeli, poiché sono toccati dalla colpa, non potranno essere resuscitati e glorificati che alla fine del mondo, quando sarà vinto pienamente il peccato e la morte (Rom 8, 11; 1 Cor 15, 22-26). 34) Quando la Vergine sarà resuscitata e glorificata? - Lo sarebbe alla fine del mondo, con noi, se Ella fosse stata toccata dal peccato. Ma lo è, invece, subito, con Cristo, poiché, come insegna S. Luca, Ella è senza peccato e veramente piena di grazia.

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Commento: Per quanto riguarda l’Assunzione, il card. Journet nel suo testo sembra dare per scontata la morte di Maria prima della sua Assunzione in Cielo. E’ bene però far notare che il Papa Pio XII nella definizione del dogma dell’Assunzione evita deliberatamente di fare alcun cenno alla morte della Beata Vergine. Vi erano e vi sono infatti dei teologi, degni del massimo rispetto, che sostengono l’ipotesi che Maria Santissima non sia passata attraverso la morte, ma “giunta al termine della Sua vita mortale” (questa è l’espressione usata dal Papa Pio XII) sia stata direttamente assunta in Cielo in anima e corpo. E’ vero che questa ipotesi non gode attualmente del favore della maggioranza degli studiosi, i quali preferiscono parlare della morte di Maria e della sua conseguente resurrezione, ma ha al suo attivo il fatto di rispettare meglio il concetto di “incorruzione”. Tutti sono d’accordo nell’affermare che il corpo della Beata Vergine, pur separato dall’anima nel periodo intercorso tra la morte e l’Assunzione, è rimasto incorrotto. Ma a riflettere bene, un corpo separato dall’anima è per definizione un corpo “corrotto”, quindi è un altro corpo rispetto a quello precedente. Infatti, filosoficamente parlando, la morte, cioè la separazione dell’anima dal corpo, è chiamata “corruzione”, anche se non avviene il disfacimento esteriore e visibile. E la corruzione comporta una nuova esistenza del corpo, del tutto separata da quella precedente. Diverso invece è il caso del corpo di Gesù posto nel sepolcro: esso continuava ad essere lo stesso corpo dotato della medesima esistenza precedente, anche se era un corpo morto. Esso infatti era unito alla divinità, e la sua esistenza, il suo “atto di essere” continuava ad essere quello del Verbo. Ma non è qui possibile approfondire questo discorso non facile, anche se molto interessante. Ci basti per ora aver fatto questo accenno, per ricordare che è legittimo ritenere che l’Assunzione della Beata Vergine sia avvenuta prima della sua morte, anche se, ripeto, non è oggi questa l’opinione più comune.

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PELLEGRINAGGIO IN TERRASANTA

Rivolto ai pellegrini dell’Esodo dal 27 dicembre 2000 al 5 gennaio 2001

I

l Movimento Domenicano del Rosario promuove dal 27 dicembre 2000 al 5 gennaio 2001 il cammino dell’Esodo biblico, partendo dall’Egitto, proseguendo per la penisola del Sinai, e poi attraverso il Mar Rosso passando in Giordania per risalire fino al monte Nebo (dove morì Mosè) ed approdare infine, attraverso il fiume Giordano, nella Terra Promessa, fino alla Città Santa di Gerusalemme. Si comincia con l’Egitto, la terra di “schiavitù” del popolo biblico (Es 1), dalla quale fu liberato dal profeta-condottiero MOSE’. Nella capitale attuale, il Cairo (di oltre 15.000.000 di abitanti, quasi 1/3 della popolazione di un paese, allungato nel Nilo, più grande di tutti gli stati europei, eccettuata la Russia, con 93/100 di deserto) si trovano le famose piramidi di Ghiza ed il quartiere copto o cristiano, dove si venera ancora la casa della Sacra Famiglia, che vi avrebbe dimorato nel tempo della fuga in Egitto. La partenza dell’itinerario dell’Esodo è così collegata alla famosa civiltà egizia antica, e nello stesso tempo alle origini cristiane, dando un senso immediato ed incisivo al pellegrinaggio. Il cammino dell’Esodo è lungo ed impegnativo. La penisola sinaitica, infatti, è un triangolo irregolare di 60.000 km, con la base nel Mediterraneo di 200 Km e una lunghezza del lato ovest - sud di 380 km, formato da piane costiere e all’interno da un altopiano a tavolato a nord e da montagne di granito a sud, dove si trova il monte di Mosè, il Sinai appunto della tradizione cristiana. La strada del pellegrinaggio al monte Sinai oggi parte dal Cairo verso est, lungo il deserto, fino a Suez, dove a poca distanza è stato scavato un tunnel sotto il Mar Rosso, o meglio il canale che unisce il Mar Rosso al Mediterraneo, lungo 161 km e largo tra 80 e 150 m, costruito nel 1859-69, su progetto degli ingegneri F. de Lesseps, francese, e dell’italiano L. Negrelli. L’attraversamento del Sinai è aspro ed affascinante: le precipitazioni annue sono di soli 10 mm. (1/6 in meno del necessario), per cui piante e animali sono rari, e la popolazione è costituita da beduini (il cui nome arabo significa uomo del deserto): le piante sono il ginepro, l’acacia e il tamerice, oltre a cespugli e varie erbe aromatiche (circa 900 specie di piante), mentre gli animali sono la gazzella, la capra, la lepre, il lupo, la iena, la volpe, l’irace, la marmotta e, ovviamente, dromedari e cammelli, oltre a varie specie di volatili e rettili. L’escursione termica tra giorno e notte è notevole. Il deserto -per quanto pericoloso per gli effetti della fame, della sete e di alcuni animali velenosi- è anche uno scenario suggestivo e sconfinato che avvicina all’assoluto e quindi a Dio: e in un modo spesso impensato avvengono episodi provvidenziali, che avvicinano l’uomo all’uomo, e allo stesso Dio. Come, del resto, possono verificarsi casi di sconsolato abbandono o anche di disperazione. Tutti questi elementi si trovano nel racconto biblico dei libri dell’Esodo, del Levitico, dei Numeri e del Deuteronomio, con riprese molteplici negli altri libri dell’Antico Testamento, che attinge ampiamente dai fatti dell’Esodo.

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Ribera, Mosè, Napoli, Certosa di San Martino

Il cammino del pellegrinaggio nel Sinai prevede una sosta a Mara, le fonti di Mosè (Es 15, 22-25), le acque salmastre sanate miracolosamente da Mosè per dissetare il popolo. Si prosegue quindi verso sud, fino alla tappa di Elim (Es 12,27), per inoltrarsi poi all’interno attraverso la vallata dell’oasi di Feiran (la biblica Refidim di Es 17,1): siamo nei capitoli di Esodo 16 -18, con la protesta del popolo per la fame e la sete, oltre all’assalto dei nemici Amaleciti, e con i prodigi della manna, delle quaglie e dell’acqua sgorgata dalla roccia, per intercessione di Mosè. Si giunge infine all’altipiano che prelude alla meta finale del Monte Sinai, ai cui piedi si trova il Monastero di S. Caterina. Il Monastero ricorda il soggiorno di Mosè (con il roveto ed il pozzo di Ietro) e del popolo di Dio (la piana di er-Raha), oltre al colle del vitello d’oro fatto erigere da Aronne: è una grande fortezza giustinianea, con la Basilica dedicata in origine alla Madre di Dio e poi nell’VIII sec. alla martire alessandrina del III sec d. C., Caterina, il cui corpo sarebbe stato poi trasportato dagli angeli in questo luogo, sul quale domina anche il Monte di S. Caterina (gebel Cathrin, alto 2602). Ma il vero punto di attrazione è il MONTE SINAI (gebel Musa, alto 2244 m), dove Mosè entrò in dialogo con Dio e ricevette la Legge e i comandamenti: tenendo presente che il Monastero si trova a 1.500 m d’altezza, la salita al monte prevede un cammino a piedi di circa tre ore. Dalla cima si gode uno spettacolo meraviglioso delle alture del deserto sinaitico. Dopo la splendida esperienza del Sinai, il pellegrinaggio procede nella parte est della penisola, fino all’oasi di Nuweiba, sul Mar Rosso, dove si prende un aliscafo che porta ad Aqaba, il porto della Giordania. Qui inizia l’ultima parte dell’Esodo, risalendo il cammino oltre la valle dell’Arabah fino al Nebo. Ci sono delle soste importanti: prima fra tutte PETRA, la capitale dei Nabatei, costruita in una fortezza naturale di montagne rocciose, dai colori di granito rosa, tra il III sec. a.C. e il II sec. d.C. Anche in questi luoghi si ricordano episodi dell’Esodo, come le acque di Mosè o il monte di Aronne, dove sarebbe morto (Num 20, 22-29). Si riprende il cammino lungo l’antica via dei re, che passa accanto a luoghi biblici o cristiani, come Kerak, Dibon, la valle dell’Arnon, Macheronte, Madama, Hesbon e soprattutto il Monte Nebo, dove morì Mosè (Dt 34), e dove si ammirano resti bizantini stupendi, compreso il panorama suggestivo sulla terra promessa e la valle del Giordano. Ma il pellegrinaggio andrà oltre. Passando per la capitale della Giordania, Amman, si porterà al passaggio del fiume Giordano per raggiungere la Terra Promessa, oggi Terra d’Israele e Palestina.

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Nella Terra Promessa si visiteranno i luoghi più significativi di Gerusalemme e di Betlemme, percorrendo le pagine più suggestive dei Vangeli e della vita di Gesù, colui, che come Giosuè, ci introduce nella Terra Promessa definitiva, cioè il suo Regno, Regno di Grazia e Santità, con l’aiuto della Beata Vergine Maria, Madre Sua e di tutti noi, che ci accompagnerà in questo lungo e ricco pellegrinaggio mariano. Riprendendo lo schema dei Vangeli, il pellegrinaggio farà il suo cammino verso Gerusalemme, passando per la valle del Giordano - attraverso la Decapoli - e raggiungendo Gerico, con l’episodio di Zaccheo sul sicomoro e la guarigione del cieco. Gerico è una delle più antiche città della terra (a tell es- Sultan esiste una torre di fortificazione del VI mill. a.C.) e ricorda gli avvenimenti di Giovanni Battista nei dintorni, ovviamente il Battesimo di Gesù, e il monte dei quaranta giorni della tentazione dello stesso Gesù nel deserto. Esiste anche la reggia di Erode il grande, dove vi morì. In 30 Km circa si salirà quindi dai 350 m. sotto il livello del mare ai circa 800 m. sul livello del mare di Gerusalemme, la città santa e “dorata” meta e sogno delle grandi religioni, ebraica, cristiana e mussulmana. Prenderemo dimora a Betlemme, a circa 6 Km a sud di Gerusalemme, 100 m circa più in basso. Betlemme possiede la grande Basilica della Natività, con la celebre Grotta, e la Tomba di Rebecca. Gerusalemme propone a est il monte degli Ulivi, sulla cui sommità si trova sia l’edicola dell’Ascensione al cielo di Gesù che il luogo dell’insegnamento del Maestro agli apostoli, con la grotta del Padre Nostro, da Lui stesso insegnato come preghiera principale. Dalla cima poi si gode un panorama stupendo e completo di Gerusalemme, che può essere ammirata e spiegata in tutta la sua storia e grandezza. In basso si distende la valle del Cedron o di Giosafat, con le sepolture o tombe di Ebrei, Cristiani e Musulmani poiché è ritenuta in base a testi profetici il luogo del Giudizio Universale e finale. Alla base del monte poi c’è l’Orto degli Ulivi, con la Basilica dell’Ago-

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nia, che conserva la roccia sulla quale Gesù sudò sangue, e a poca distanza si conserva la grotta dell’arresto, quando fu preso dalle guardie del Sinedrio, guidate da Giuda, il traditore. La Via Dolorosa è la parte più significativa di Gerusalemme. Inizia alla porta di S. Stefano o dei Leoni (ne sono raffigurati 2, di Venezia) con la Basilica crociata di S. Anna. Qui secondo tradizioni apocrife antiche avrebbe dimorato Maria bambina con i genitori, Gioacchino e Anna, nei suoi anni infantili, accanto al Tempio. Prosegue con la Basilica francescana della Flagellazione, accanto alla Fortezza Antonia, dove Gesù fu processato e condannato. Si snodano quindi le 14 stazioni della Via Crucis, che a varie tappe - nel cuore della vecchia città e dei suoi suk (mercati) - raggiunge il centro del Cristianesimo, e cioè la Basilica del S. Sepolcro dove si trova sia il Calvario o Golgota, dove Gesù fu crocifisso, sia la Tomba vuota del Risorto. Il luogo oggi è complesso, con la presenza di tante confessioni cristiane, e si deve visitare con fede e anche pazienza, per l’enorme afflusso incessante di pellegrini. In alto, a destra entrando, accanto al punto dove fu confitta la Croce, si trova anche il luogo e l’altare dell’Addolorata. P. Bernardo Gianluigi Boschi o.p.

Caravaggio, Riposo nella fuga in Egitto, Roma, Galleria Doria

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UNA MADONNA DEL ROSARIO D I G R A N D E VA L O R E S T O R I C O

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ella pinacoteca civica di Forlì si conserva una tela della “Madonna del rosario” del forlivese Pier Paolo Menzocchi. L’opera proviene dall’antica chiesa domenicana di S. Giacomo. Fu commissionata nel 1583 dalla Confraternita del rosario di Forlì. Carattere peculiare di quest’opera è che accanto a san Domenico e a santa Caterina, che troviamo in tutte le iconografie rosariane, ci sono alcuni personaggi della storia delle origini del movimento rosariano iniziato da Alano de la Roche nel ‘400. La raffigurazione del Menzocchi (v. fig.) rappresenta al centro la Beata Vergine, mentre riceve dal cielo dalle mani di un angelo mazzi di corone del rosario; sulle sue ginocchia Gesù Bambino che passa le corone a san Domenico e a santa Caterina. In alto il Padre Eterno, circondato da angioletti, che guarda compiaciuto la scena. Accanto a san Domenico, a destra, troviamo il Pontefice Sisto IV, che il 12 maggio 1479 approvò il movimento rosariano. La sua bolla è il primo documento di un Pontefice sul rosario. Dietro al Papa c’è un cardinale. E’ il cardinale Alessandro Nanni Malatesta, legato pontificio e vescovo di Forlì, che il 10 marzo 1476 approvò ufficialmente “la encomiabile confraternita del rosario della beatissima Vergine”; alla quale egli stesso si iscrisse. A sinistra, vicino a santa Caterina, troviamo l’imperatore Federico III di Germania e sua moglie l’imperatrice Eleonora di Portogallo, che furono tra i primi a iscriversi alla confraternita nel 1475 a Colonia1. Dietro l’imperatore fa capolino il beato Marcolino Amanni, forlivese e grande devoto della beata Vergine. Infine attorno alla Madonna si ammassa una moltitudine di gente; rappresenta la moltitudine dei fedeli iscritti alla confraternita che già nel 1500 era enorme. La tela prima di tutto è un atto di devozione alla Madonna del rosario; essa vuole essere pure un omaggio al vescovo di Forlì, il cardinale Alessandro Nanni Malatesta, che, a nome del Pontefice, approvò la confraternita del rosario. p. Alfonso D’Amato O.P. 1

Cfr. A. D’AMATO, La devozione a Maria nell’Ordine domenicano, Bologna 1984, pp.67-69.

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IL ROSARIO

con il Servo di Dio P. Giocondo Lorgna o.p.

Fondatore delle Suore domenicane della Beata Imelda

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MISTERI DELLA GIOIA PRIMO MISTERO GAUDIOSO L’annunciazione dell’angelo a Maria Quando Maria venne salutata dall'Angelo Madre di Dio, in un solo sguardo ella abbracciò tutta la sua vita e disse "ecco l'Ancella del Signore!". Chiediamo l’amore che porta alla fiducia, per guardare Dio e abbandonarci a Lui. SECONDO MISTERO GAUDIOSO La visita di Maria alla cugina Elisabetta Maria, salutata da Elisabetta Madre di Dio, comprende quale vita di martirio l'attendeva, eppure intona un cantico di esultanza, di riconoscenza e d'amore. Chiediamo di cantare con gioia la nostra miseria, desiderando il martirio d’amore che trasfigurerà il nostro cuore. TERZO MISTERO GAUDIOSO La nascita di Gesù Maria vegliava continuamente sul suo bambino e offerse la sua anima, il suo corpo e tutta se stessa. Ella veramente poteva dire con la sposa del cantico dei cantici: "il mio diletto è con me ed io con lui". Chiediamo il desiderio di incontrare il Cristo Gesù, Salvatore atteso, per restare sempre con Lui. QUARTO MISTERO GAUDIOSO La presentazione di Gesù al Tempio Teniamo sempre lo sguardo fisso in Maria. Da lei impariamo l'amore alla legge di Dio. Essa sia la luce che guida ogni nostro passo. Chiediamo a Maria l’obbedienza e la docilità alla follia d’amore che ci attira al Cielo. QUINTO MISTERO GAUDIOSO Il ritrovamento di Gesù tra i dottori nel tempio Nella preghiera e nel pianto cerchiamo i tesori della fede, della speranza, della carità. Imitiamo la Vergine che, perduto il suo Gesù, non si dette pace finché non l'ebbe ritrovato. Chiediamo l’umiltà per cercare Dio e la sua volontà, lasciandoci così trovare da Lui. 16


MISTERI DEL DOLORE PRIMO MISTERO DOLOROSO L’agonia di Gesù nell’orto degli ulivi Il Getzemani e il Calvario: ecco i due luoghi prediletti dove Gesù conduce le anime che ama, e dove corrono e volano le anime amanti di Gesù. Chiediamo la luce che unisce l’orto degli ulivi e il calvario: spettacolo d’amore che è stoltezza per gli uomini, ma sapienza per Dio. SECONDO MISTERO DOLOROSO La flagellazione di Gesù alla colonna Sono i grandi dolori che preparano le grazie e le gioie più belle. Chiediamo di accettare ed offrire con fede le sofferenze quotidiane. TERZO MISTERO DOLOROSO L’incoronazione di spine La nostra natura così debole vorrebbe allontanare il calice del dolore; la natura, invece, confortata dalla grazia, accetta il dolore, si abbandona al divino volere ed esclama: "non la mia, ma la tua volontà sia fatta!". Chiediamo l’umiltà per bere al calice del “dolore di Dio”, nell’offerta di noi stessi al suo cuore trafitto. QUARTO MISTERO DOLOROSO Gesù sale al Calvario carico della croce Rispondiamo con generosità all'amore infinito di Gesù quando a noi offre la sua croce. Accettiamola con amore e stringiamola al cuore come gioiello prezioso e divino. Ci farà Santi! Chiediamo di presentire il “segreto di povertà” della santità alla quale Gesù ci invita. QUINTO MISTERO DOLOROSO La morte in croce di Gesù E' solo la croce di Gesù quella che tutto santifica. Ed è l'amore che trasforma in gaudio il dolore. Chiediamo di non sottrarci alla “dolcezza” di Gesù crocifisso, dove il dolore si unisce alla gioia. 17


MISTERI DELLA GLORIA PRIMO MISTERO GLORIOSO La resurrezione di Ge sù da mor te Vogliamo avere la pace del cuore, la serenità nell'anima e godere come un paradiso anticipato? L'unico mezzo è questo: vivere d'abbandono al Divino volere! Chiediamo al Risorto di penetrare la “porta chiusa” del nostro cuore, abbattendo le mura di orgoglio e di durezza che ci imprigionano. SECONDO MISTERO GLORIOSO L’ascensione di Gesù al Cielo Nell'abbandono completo al volere di Dio troveremo sempre la calma, la gioia, la felicità. Chiediamo a Gesù il desiderio e la bruciante attesa del Cielo. TERZO MISTERO GLORIOSO L’effusione dello Spirito Santo su Maria e gli Apostoli riuniti nel Cenacolo "Non si turbi il vostro cuore". Che bellezza di paradiso un cuore non turbato: è il vero tempio dello Spirito Santo. Chiediamo che Maria trasformi il nostro cuore ed attiri su di noi il fuoco dello Spirito. QUARTO MISTERO GLORIOSO L’assunzione di Maria al Cielo Maria trionfò perché ha combattuto, è coronata perché ha vinto, è esaltata e glorificata perché si meritò l'esaltazione e la gloria per lo splendore della sua santità. Chiediamo d’accettare di vivere il buon combattimento della fede. QUINTO MISTERO GLORIOSO

L’incoronazione di Maria Regina del Cielo e della terra Maria, sulla terra ha condiviso tutte le umiliazioni e i patimenti del Figlio, è giusto che in Cielo abbia parte alle sue glorie e trionfi. Proposito: consacrare se stessi a Gesù, sapienza incarnata, per le mani di Maria.

PREGHIAMO

O Signore Gesù, che per giungere alla glorificazione hai voluto prima vivere una esistenza umana intessuta, come la nostra, di gioie e di dolori, fa’ che nella tua Chiesa non vengano mai a mancare ferventi Sacerdoti, Religiosi e Laici che col Rosario di Maria trasmettano agli uomini i misteri della nostra redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen. 18


crea quel clima di raccoglimento che ci permette di restare in ascolto

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’universalità della recita del s. rosario nel popolo di Dio è una realtà che può meravigliare. Si ha l’impressione che al di là di sottili discussioni l’anima credente sappia cogliere nella recita della “corona di Maria” una sua validità che viene incontro alle esigenze più profonde del suo spirito. San Paolo ci ricorda che tutto passa: rimarrà solo la carità, l’amore profondo verso Dio e verso i fratelli. La fede, questa conoscenza di Dio nei suoi misteri e nella sua azione di salvezza verso noi peccatori, fino a mandare il Suo Figlio perché in Maria si facesse uomo per la nostra salvezza, è una conoscenza che ci spalanca realtà meravigliose ma, fino a quando camminiamo in questo mondo, velate nel mistero. Ed appunto perché velate, queste realtà che ci stanno tanto a cuore ci spingono ad approfondirle per poterle conoscere con maggior chiarezza in tutta la loro ricchezza. I genitori che amano i loro figli, i figli che amano i loro genitori, l’artista che ama le cose belle... tutti cercano con insistenza di comprendere, nella misura in cui ciò è possibile, sempre più in profondità le persone e le realtà che amano. Se noi amiamo veramente Dio, tutto quello che Dio è ed ha fatto per noi non ci è indifferente. Anzi, è l’amore stesso che ci spinge a conoscerlo sempre più e sempre meglio... Le vie di questo nostro approfondimento dei misteri di Dio e della Sua opera di salvezza possono essere diverse da persona a persona. Con il Rosario Maria ci offre una via universale, una via che vale per tutte le anime: entrare nel mistero di Dio attraverso la preghiera. Pregare vuol dire una cosa semplice: lasciarsi portare liberamente dalla grazia di Dio ad unirci con il cuore e con la mente a Lui. E’ Dio stesso che ci muove a pregare. Quando preghiamo siamo sotto l’influsso della Sua grazia, del Suo aiuto. Nella recita

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Caravaggio, La Madonna del Rosario, Vienna, Kunsthistorisches Museum

del Rosario la grazia del buon Dio ci viene in modo particolare attraverso la mediazione di Maria. Potremmo dire: è una grazia mariana che ci aiuta a rivivere con Lei quanto l’amore di Dio ha fatto per noi. Ogni decina inizia con le parole: contempliamo. E queste parole non sono solo una indicazione programmatica di un punto centrale della storia della nostra salvezza ma indicano il modo particolare con cui nella recita del Rosario ci inoltriamo in una conoscenza più profonda di quanto è enunciato nel mistero. Non siamo invitati a studiare. La recita del Rosario non è un momento di studio, fosse anche teologico. Sarebbe un grosso errore considerare la recita del Rosario un tempo di studio, per quanto sacro. Sarebbe un dimenticare il modo particolare con cui la recita del Rosario ci porta ad un approfondimento dei misteri della nostra fede. Recitando il Rosario, la lenta (e questa parola dovremmo sempre tenerla ben presente) ripetizione delle “Ave Maria” e del “Padre Nostro” creano quel clima di raccoglimento che ci permette di restare in ascolto di quanto Dio vuol dire a noi personalmente, di quanto ci vuole suggerire per la nostra vita spirituale alla luce del mistero che è proposto nella decina. Il Rosario è una preghiera in cui noi possiamo, certamente, “ricreare” con la nostra mente quanto dice il mistero e, quindi, cercare di capirlo meglio. Ma tutto questo non è l’approfondimento dei misteri della salvezza caratteristico al Rosario. Le nostre ricostruzioni, le nostre

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ricerche non sono altro che un andare alla scoperta, come dei cacciatori, di quella preda che è Dio. Ma quando l’abbiamo così afferrata, rimaniamo alla superficie. Noi incontriamo veramente la Persona che noi amiamo quando le nostre parole cedono il posto alla parola, alla luce che Dio accende nel nostro cuore. E’ questo avere ascoltato Dio che parlava al loro cuore che ha reso sagge, della vera saggezza cristiana, tante anime. Forse erano anime che non sapevano studiare, o che sapevano molto bene che cosa vuol dire studiare, ma anime che nella recita tranquilla del Rosario hanno incontrato quella parola che Dio ha rivolta al loro cuore che ha loro fatto gustare e, quindi, capire con gioia quello che Dio ha fatto per loro, Il Rosario non crea dei teologi: la recita del Rosario vuol essere la scuola, con Maria, dei testimoni di Dio, di coloro che hanno incontrato Dio. Questo spiega perché in tutte le sue ultime apparizioni la Madonna ha legato la conversione del mondo alla recita del Rosario. P. Marcolino Muraro o. p.

il vero Rosario

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974, 2 febbraio: Papa Paolo VI pubblica l’esortazione apostolica “Marialis Cultus” in cui un intero capitolo è dedicato al Rosario. Un passo di questo capitolo è particolarmente bello e, credo, soddisfi le esigenze spirituali di coloro che hanno posto il Cristo al centro della loro vita. “Incentrato nel mistero dell’incarnazione redentrice, il rosario è, dunque, preghiera di orientamento nettamente cristologico. Infatti, il suo elemento caratteristico - la ripetizione

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litanica del “Rallegrati, Maria” - diviene anch’esso lode incessante a Cristo, termine ultimo dell’annuncio dell’angelo e del saluto della madre del Battista: “benedetto il frutto del tuo seno” (Lc 1,42). Molti, oggi, ritengono il Rosario superato dopo che la riforma liturgica, giustamente, ha focalizzato l’attenzione e la pietà del cristiano sul mistero dell’altare. Molto probabilmente si tratta più di una reazione ad un certo modo di dire il Rosario che di un reale rifiuto di questa preghiera. Certo, se il Rosario è concepito come una ripetizione meccanica di formule fisse, è probabile che serva a poco o nulla a chi è più sensibile ad una pietà contemplativa, biblica e liturgica; a chi sente forte il bisogno della spontaneità nella preghiera personale. Per evitare il pericolo di una preghiera statica e perciò monotona, è necessario conoscere e pregare il vero Rosario. Secondo il domenicano P. Raimondo Spiazzi (Il Rosario nella vita cristiana) il vero Rosario possiede queste caratteristiche: 1. è una preghiera cristocentrica che porta i fedeli ad onorare e a celebrare il mistero pasquale del Figlio di Dio che si fa uomo, vive, muore, risorge, sale al cielo e regna e prega in eterno per la gloria del Padre e per la nostra salvezza; 2. è una preghiera contemplativa che immerge mente e cuore nei misteri divini; 3. è una preghiera didascalica, densa di verità rivelata che può essere sviluppata e messa in risalto con delle letture bibliche corrispondenti ai vari misteri; 4. è una preghiera ritmata sui motivi salienti della psicologia umana e sui momenti fondamentali dell’esistenza, non solo sul piano morale e spirituale, ma anche su quello fisico: gioia, dolore, gloria; la nascita, la crescita, il dolore e la morte. Così chi pratica il Rosario, rivive la sua piccola o grande storia spirituale, ripercorrendo il cammino umano sulla via di Dio; 5. è una preghiera organica e periodica che permette di rivivere, in un tempo da determinarsi, il mistero di Cristo che si sviluppa nei tre cicli, Avvento, Pasqua, Pentecoste e nei vari tempi dell’Anno Liturgico come se il Rosario ne fosse una sintesi; 6. è una preghiera attiva che richiede l’impegno della partecipazione personale che comprende l’ascesi della volontà e dell’intelligenza, il raccoglimento nel dialogo con Dio, ma contemporaneamente suscita lo slancio spontaneo della mente e della sensibilità attratte dalla rappresentazione dei misteri divini; 7. è una preghiera che di natura sua è sociale e corale e che perciò fa sentire l’ecclesialità della preghiera, educa a vivere, pensare, soffrire e pregare in modo veramente cattolico cioè universale. Per tutte queste ragioni la preghiera del Rosario è anche oggi attualissima ed è fortemente desiderabile che si diffonda sempre più. Adriana Contini Zelatrice del Rosario

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FONTANELLATO IN PIU’ DI 600 PER IL RADUNO

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ella maestosa basilica giubilare di Fontanellato, affollata ai limiti estremi della sua capienza da pellegrini”rosarianti”, bambini, ragazzi e non più tanto giovani, provenienti anche da località lontane... il “Miracolo di Calanda”, raccontato dal convincente, espressivo giornalista cattolico di fama internazionale, dott. Vittorio Messori, è stato un tempo molto toccante della manifestazione. Le voci dei Confratelli e Consorelle milanesi e melegnanesi, raccolte durante il viaggio di ritorno in pullman (eravamo in 50) hanno posto in meritato rilievo anche altri momenti di quella indimenticabile giornata. Il santo Rosario, recitato subito dopo l’arrivo a Fontanellato, supportato dalle avvincenti, profonde meditazioni del giovane P. Paolo Calaon o.p. ha creato una rilassante, distensiva atmosfera di fraterna cordialità. Sono seguite un paio d’ore di gioiosa, gustosa pausa “mangereccia” al ristorante “Scacciapensieri” (un nome che è tutto un programma!) alla periferia di Fontanellato. E, dopo la menzionata esposizione del dott. Messori, gradevole nel linguaggio ed interessantissima nei suoi contenuti umani, scientifici e storici, cui hanno fatto seguito validi interventi di competenti interlocutori, la s. Messa è stata concelebrata dal dinamico, gentile ed appassionato P. Mauro Persici, organizzatore del “raduno” e responsabile della “peregrinatio Mariae”, e dal P. Paolo Calaon. Per l’intensità dei suoi momenti più solenni (musica e canti, accoglienza dei ragazzi e delle ragazze nel movimento rosariano giovanile) la cerimonia ha confermato l’evidente efficacia della... benedizione apostolica del Santo Padre Giovanni Paolo II sugli organizzatori ed i numerosissimi partecipanti a questa “peregrinatio” giubilare.

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Sul pullman, durante il viaggio di ritorno, abbiamo pregato il Signore, la Regina del Santo Rosario ed il Santo Padre Domenico non solo per ringraziarli della gioia fraterna goduta in quella giornata, ma anche perché proteggano le iniziative del carissimo P. Mauro, finalizzate ad incrementare la “Peregrinatio mariana”. L’eccezionale riuscita del raduno sia un incentivante, significativo sprone a continuare: risultati sempre più soddisfacenti, soprattutto nei loro contenuti religiosi e devozionali, non mancheranno di gratificare gli sforzi degli organizzatori. Saranno appuntamenti ai quali noi parteciperemo con sempre maggior gioia. Dr Mario Cappi Priore Fraternità Laica Domenicana di Milano

“L’HO APERTO PER CASO...” Nel luglio 1964 ero solo a Torino, genitori e fratelli erano in vacanza all’estero. Io lavoravo tutta la notte, di giorno dormivo, mangiavo, studiavo, avevo un’avventura dietro l’altra... Era un’estate caldissima, in quel luglio 1964 morì Togliatti, uno dei maestri per me. La sua morte mi aprì uno squarcio sulla caducità della vita umana, la vita solitaria, la città deserta, le notti vuote. E proprio in quei giorni mi capitò tra le mani una copia dei Vangeli, in edizione popolare, quasi senza note. Il Vangelo puro e nient’altro. L’ho aperto per caso, per stanchezza di una vita e d’una cultura chiuse. Io non so che impressione faccia il Vangelo a Voi che, già fin dall’infanzia, siete stati educati a sentirlo, almeno a messa. Forse vi manca il dono dello stupore e delle lacrime. Io era la prima volta che leggevo il Vangelo. Avevo letto migliaia di libri, avevo cercato invano una parola di verità e di pace in filosofi, ideologi, politici, maestri del dubbio ... Non sono, purtroppo, un uomo che trovi sfogo alle emozioni piangendo. Le lacrime, dicono i mistici, sono un dono. Eppure, in quel luglio 1964, leggendo per la prima volta il Vangelo, mi successe una cosa sconvolgente, una grazia appunto: ho cominciato a piangere. Passavo dallo stupore al pianto, dalla commozione alla gioia, dalla ammirazione alla voglia di dire a tutti quel che avevo scoperto: Gesù di Nazaret è veramente il Salvatore, l’unico salvatore dell’uomo. Quel che non avevo trovato altrove, lo trovavo in quel piccolo libro che avevo sempre disprezzato. Sentivo che le parole di Gesù erano, per me, quelle giuste. Vittorio Messori (da “Il Messaggio della Santa Casa” Novembre 1999)

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VILLESSE HA SAPUTO DAR VITA A UN CANTO DALLE DIVERSE TONALITA’ SPIRITUALI

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enite a me voi tutti che siete affaticati ed oppressi ed io Vi ristorerò” è l’invito inesorabile che Gesù rivolge a noi tutti, attratti dai richiami mondani, messaggeri di una gioia interiore effimera.

In questo tempo liturgico di penitenza e di risurrezione ci sentiamo più aperti nel percepire il vero valore delle Sue parole in quanto, stanchi del vissuto, Lo sentiamo più vicino ed accorriamo per ritrovare ristoro in Lui, fonte di Grazia. La comunità di Villesse ha colto l’invito e si è preparata alla Santa Pasqua nella settimana giubilare delle quaranta ore, che si è svolta in modo del tutto esemplare dal 2 al 7 aprile. La sofferenza sopportata da don Luigi Fontanot, nostro parroco, nel silenzio e nell’offerta, l’amorevole dedizione dimostrata da don Sinhue e da don Andrea nel periodo in cui l’hanno sostituito, coadiuvati da catechisti e da fedeli di profonda fede, la missione di don Paolo, attualmente guida spirituale, rivolta ai deboli e agli ammalati ed infine la preziosa preghiera quotidiana del gruppo “Rosario Vivente” hanno segnato un lungo cammino di preparazione all’anno giubilare che ha avuto in questa settimana di preghiera il suo apice. Il programma, preparato da don Paolo, con l’ausilio di padre Paolo, dell’Ordine Domenicano, comprendeva funzioni religiose, incontri con la comunità e prevedeva l’accoglienza dell’immagine della Madonna del Rosario e la Sua permanenza per un tempo indeterminato nelle famiglie, in cenacoli di preghiera. Per ricchezza di contenuti e spiritualità, il programma ha colto di sorpresa la comunità. Padre Paolo, assistito da don Paolo, ha saputo dar vita a un canto giubilare dalle tonalità spirituali diverse, rivolgendosi ai bambini delle elementari, ai genitori dei bambini, agli studenti e ai giovani, agli sportivi, ai lavoratori ed agli anziani. Ha modulato la voce durante le diverse e numerose omelie, durante le celebrazioni eucaristiche, all’inizio dell’adorazione ed alla riposizione eucaristica, nella recita meditata del rosario; ha saputo inchinarsi davanti agli ammalati e diventare un padre misericordioso nel sacramento della riconciliazione.

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La settimana di riflessione e preghiera si è conclusa venerdì 7 aprile alle 20,30 con la Via Crucis del Rosario, avvalorata dalla presenza dell’immagine della Madonna del Santo Rosario ed animata dal Promotore provinciale del Movimento Domenicano del Rosario, padre Mauro, che ha voluto essere presente alla celebrazione conclusiva. La proiezione dei misteri del dolore sulle alte pareti esterne delle nostre case, accompagnata da incisive meditazioni, dalla recita del Santo Rosario, ha contribuito ad aprire il nostro cuore all’amore per Gesù. La processione si è conclusa alla cappella dell’Immacolata, dove la comunità ha voluto lasciare un’impronta simbolica dell’anno giubilare: una pianta d’ulivo, gentilmente offerta dall’amministrazione comunale. Un grazie da parte di tutti noi fedeli per aver ricevuto la preparazione spirituale alla Santa Pasqua e per avere ancora per un periodo tra di noi l’immagine materna di Maria, che desidera farsi pellegrina anche nelle comunità vicine, invitandoci, come nelle nozze di Cana, a fare tutto quello che Gesù ci dice. Luisa Scarel Zelatrice del Rosario nella Comunità di Villesse

CASTELBOLOGNESE SERVIRE MARIA ... UN DONO! La vigilia dell’Immacolata, il P. Mauro, mi portò la statua della Madonna del Rosario perché iniziasse la “Peregrinatio”. Quando il Padre mi chiese, quale zelatrice, di essere l’organizzatrice del Pellegrinaggio di Maria... dissi subito “sì”! Poi, nel riceverla, una grande emozione sommerse il mio cuore: la preoccupazione di essere incapace a condurre questo impegno s’impadronì di me. Mi sono vista così povera e piena di limiti, incapace, sola... e così ho trovato pace solo raccomandandomi a Lei, la “Pellegrina”, la Regina del Rosario. A Lei che ben mi conosce e che si è degnata di chiedermi di servirla, ho ricordato tutta la mia pochezza perché la trasformi secondo il Suo potere e i suoi disegni. Tutte le sere mi rivolgevo pure a S. Domenico, quale Laica Domenicana, imploravo Lui, che conduce tutti i suoi figli, affinché mi indicasse come e dove muovermi in questo servizio alla Regina del S. Rosario.

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Improvvisamente venne la luce... sentii impellente il desiderio di portare la Madonna fuori della mia città e dirigermi verso il Monastero Domenicano SS. Trinità di Castelbolognese. Ho così proposto alle Monache la visita della “peregrinatio Mariae” che, subito accettata con entusiasmo, ha dato il via al “viaggio” di Maria, che ancor oggi dopo tre mesi, continua festoso e colmo d’amore tra le famiglie di Castelbolognese, e durerà per tutto Maggio. La mia convinzione è che l’aiuto di S. Domenico c’è stato: ha voluto che partisse da una sua casa e non solo, ha voluto anche che le sue Monache, fossero parte viva e concreta per l’organizzazione di questa “peregrinatio” mettendosi, con tanto entusiasmo, al servizio di Maria, coordinando le prenotazioni delle visite alle Famiglie castellane. Nel libro delle Testimonianze, che sempre segue la statua della Madonna del Rosario, si possono infatti notare espressioni commoventi che rispecchiano la calorosa accoglienza rivolta alla Madonna. Per concludere sento anch’io l’urgenza di testimoniare per gratitudine la grazia avuta dalla Regina del S. Rosario nel suo passaggio nella mia casa... verificatasi contro ogni aspettativa, all’improvviso proprio pochi giorni fa. Da dieci anni il mio cuore soffriva per una situazione familiare che non sembrava risolversi: con fiducia e costanza ho sempre chiesto a Maria questa grazia, in modo particolare quest’anno durante le “15 visite alla Madonna di Lourdes”. Ed ecco che, dopo aver sostato da noi come nella casa di Elisabetta, avendo visto il nostro dolore, con infinito amore e tenerezza materna ci ha ottenuto la grazia tanto attesa. Sono certa che in questa Sua “peregrinatio”, per la potente intercessione di Maria Madre di Misericordia, si verificheranno tanti casi come il mio. A Lei il mio grazie commosso e la gioia di poterla sempre servire. Maria Grazia Varaldo Zelatrice e Laica Domenicana

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MORTEGLIANO IL ROSARIO ... HA COME CENTRO E MOTORE IL CRISTO E IL SUO VANGELO

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a preghiera del Rosario ha richiamato sempre più persone desiderose di riscoprire un modo di pregare più profondo ed intenso. Le meditazioni dei misteri sono state particolarmente curate così da far comprendere come, in realtà, il Rosario sia preghiera a Maria che ha però come suo centro e motore il Cristo e il suo Vangelo. L’ultimo sabato di Maggio, poi, ha visto la partecipazione di P. Mauro che ci ha aiutato con la sua proposta di meditazione ed ha portato in mezzo a noi, per la prima volta, la presenza domenicana. Il Mese mariano si è chiuso con la consacrazione alla vergine in una bella e sentita cerimonia guidata dall’arciprete Mons. Giuseppe Faidutti. Moltissime le persone presenti che hanno reso più solenne e corale la partecipazione. Adriana Contini Zelatrice del Rosario

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La “peregrinatio Mariae” è stata promossa:

◗ in provincia di Trento dove la statua cittadina della B.V. del Rosario è stata accolta: in casa della sig.ra Maria Saveria Cavallar Pangrassi dal 1 all’11 aprile.

◗ in provincia di Gorizia dove la statua cittadina della B.V. del Rosario è stata accolta a Villesse dalla

famiglia Macuz dal 2 al 6 aprile, da Amalia Perissin Montanari dal 6 al 14 aprile, da Mirando Montanari dal 3 all’8 maggio, da Giorgia Blasizza dall’8 al 12 maggio, dalla famiglia Alfredo e Luisa Capello dal 12 al 18 maggio, dalla famiglia Anna e Mario Andrian dal 18 al 22 maggio, dalla famiglia Michele e Rina Brumat dal 22 al 25 maggio, da Guerrina Gerin dal 25 al 29 maggio.

◗ in Lombardia dove la statua regionale della B.V. del Rosario è stata accolta: a Bienate di Magnano (Mi) da Giovanni Ferrario dal 10 al 16 aprile, da Fortunato Barlocco dal 2 al 5 maggio, da Luigi Paganini dal 16 al 21 maggio, da Fernando Baratti dal 21 al 29 maggio, da Rossano Bernardi dal 29 maggio al 5 giugno, da Anfrea Borali dal 5 all’11 giugno, da Andrea Tannini dall’11 al 19 giugno, da Maria Colombo dal 19 al 26 giugno, da Giuliana Brambilla dal 26 giugno al 3 luglio ... e nella Scuola Materna Parrocchiale i periodi in cui la “peregrinatio” si è momentaneamente fermata.

◗ in Romagna dove la statua regionale della B.V. del Rosario è stata accolta:

a Castelbolognese (Ra) dalla famiglia Mario e Lucia Morini dal 3 al 5 aprile, dalla famiglia Roberto e Marisa Birestin dal 5 al 7 aprile, della sig.a Antonietta Cani dal 7 al 9 aprile, del sig. Cesare Gaddoni dal 9 al 15 aprile, della sig.a Giuseppina Presutti dal 15 al 21 aprile, dei sigg.ri Maurizio e Rita - Gianpaolo e Manuela - Reginaldo e Giovanna Dal Pane dal 21 aprile al 1 maggio, dei sigg.ri Erminio e Giuseppina Napoletano, del sig. Paolo Tarlombani dal 20 al 25 maggio, delle sigg.re Laura Spanoli e Irene Palli dal 25 al 28 maggio, dei sigg.ri Gaetano e Francesca Marzocchi dal 29 al 31 maggio, di Anna Rosa Minardi dal 1 al 2 giugno 2000. a Riolo Terme (Ra) in parrocchia dal 5 al 11 giugno,

◗ in Veneto dove la statua regionale della B.V. del Rosario è stata accolta nel veronese a Ospedaletto

di Pescantina da Vittoria Tommasini dal 7 al 19 aprile, a Domegliara di S. Ambrogio da Maria Frapporti Brunori dal 19 al 26 aprile, a Ospedaletto di Pescantina da Silvia Marconi dal 26 aprile al 3 maggio, a Verona da Oliva Boari dal 10 al 18 maggio, da Esterina Bissoli Caucchioli dal 10 al 18 maggio, da Luigi Maoli dal 18 al 26 maggio, da Angela Bernardi dal 26 maggio al 4 luglio, da Anna Cappellari dal 4 al 18 luglio.

◗ nel padovano dove la statua cittadina della B.V. del Rosario è stata accolta

a Villaguattera di Rubano nella parrocchia di S.Prosdocimo dall’1 al 7 maggio, nella famiglia di Gottardo Bruno dal 7 al 14 maggio, di Maurizio Mogno dal 15 al 17 maggio, di Franco Marcato dal 18 al 25 maggio, di Francesco Quartesan dal 22 al 28 maggio, di Claudio e Federica Tosato dal 29 al 31 maggio, di Virginia Ofelia Zago dal 1 al 4 giugno, Antonella Peloso dal 8 all’11 giugno, di Giuseppe Ramazzo dal 19 al 25 giugno. a Veggiano nella famiglia di Anna Valente dal 5 al 7 giugno. A Mestrino nella famiglia di Francesco Trombetta dal 12 al 18 giugno. A Rubano da Daria Barco De Antoni dal 25 giugno al 2 luglio.

◗ ad Ancona dove la statua cittadina della B.V. del Rosario è stata accolta in casa della sig.ra Liliana

Serafino dal 23 al 29 marzo, di Rosanna Marini dal 29 marzo al 6 aprile, di Maria Ambretta Pagani dal 6 al 12 aprile, di Fernanda Figuretti dal 13 al 19 aprile, di Enrica Palazzini dal 19 al 26 aprile, di Maria Cristina Girombelli dal 24 aprile al 3 maggio, di Anna Grazia Sarti dal 4 all’11 maggio, di Renata Rapposelli dall’11 al 18 maggio, di Rita e Giorgio Catorci dal 18 al 25 maggio, di Edda Galassi dal 25 maggio all’1 giugno, di Pacetti Benito dal 1 al 15 giugno, di Elio Manzotti di Polverigi dal 15 al 22 giugno 2000.

◗ a Pontremoli (MS) dove la statua della B.V. del Rosario è stata accolta da Don Savino Cappellano dell’Ospedale civico dal 4 marzo al 12 aprile, da Emilia Orioli dal 13 al 27 aprile, da Bianca Formaini dal 30 aprile al 16 maggio.

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NUOVI ISCRITTI AL MOVIMENTO DOMENICANO DEL ROSARIO a) sono stati iscritti all’associazione del Rosario Vivente: 1) dalla Segreteria: Alberto - Andrea e Luisa Ridolfi Castelbolognese (Ra), Maria Assirelli di Faenza (Ra), D’Uva Libera e Tamburri Salvatore di Castelbolognese (Ra), Luca Colaci di Carloforte (CA), Livia Cometti e Francesca Bianchi di Bologna, Giuseppina Montorfano di Bienate (Mi), Gabriella Bertinelli di Milano, Sara Rovarin e Carlo Bertoncin di Este (Pd), Gianfranco Sdraulig di Udine, Rita Fornaia di Bienate (Mi). 2) da Suor Innocenza di Este (Pd): Marta Lezziero, Chiara e Francesco Turato, Emanuela Ramazzotto, Linda Ferrato, Elisa Gennaro, Gaia Brandolese, Chiara Cusin, Elena - Valeria ed Enrica Buchellaro, Marcello Motta, Stefano Fortin, Massimo Marcato, Martina Pellegrini di Este (Pd). 3) da Silvio Fontanini di Verona: Lucia Taffanin, Maria Rudari, Gilda Taioli, Amabile Mattuzzi, Igina Rudari, Mariangela Cerati, Lisetta Simonetti, Luigia e Imelda Mazzi, Noemi Simonetti, Rosa Recchia, Imelda Girelli, Edda Chinellato, Brunetta Nicolo’ di Musano (TV). 4) da Luisa Scarel di Villesse (Go): Giorgia Benedetti, Daniele Cordella, Maria Dessabo, Maria Elisa Donda, Carla Fonzari, Neve Maria Furlan, Gianna Gerin, Amalia Montanari, Mirando Montanari, Angela Macuz, Anna Maria Olivieri, Anna Maria Roman, Maria Grazia Salvini Tomasin, Rosalia Tomasin, Erzilia Weffort. 5) da Francesca Santandrea di Castelbolognese (Ra): Piera Morini, Marisa Sangiorgi, Sabina Sedani, Maurizio Torsani, Milena Bertelli, Lucia Sangiorgi, Angela Tondini, Cesare Gaddoni, Anna Bandini, Loretta Rio, Lucia Cimatti, Giuseppina Bassi, Anna Bernagozzi, Tomasina Valenti, Anna Giangrandi. b) sono stati iscritti alla Fraternita o Gruppo del Rosario: 1) da Giulia Sparapani di Ancona: Morena Festa e Graziosa Xumerle di Verona, Anna Lucia De Matteis di Acquatica (Le), Maria Caliandro di Brindisi, Anna De Pascalis di Lecce, Elga Schlubach di Montecatini Val di Cecina (Pi), Celeste Lembo di S. Valentino Torio (Sa), Bruna Conti di Belvedere Ostrense (An), Don Santi Mangiaratti (Germania), Don Giovanni Lodo di Loreo (Ro), Marina Fortuzzi di Sasso Marconi (Bo), Ada Palandrana e Antonietta Camozza di Fregassona (Svizzera), Rosa Sina di Palermo, Carla Beldì di Oleggi (No). 2) da Giulia Sparapani di Ancona: Angela Giuliani di Sarno (Sa), Giuseppina e Maria Marotta - Antonietta Aragosta di Limatola (Bn), Nicola Giuliani di Risceglie (Ba), Fiorenza Pezzetti e Roberto Negretti di Brescia, Raimondo Giorri di Villacidro (Ca), Lucia Altamura di Lecce, Alba Tolari di Cagliari, Elisabetta Papani e Teresa Incassio di Adelfia (Ba), Rosaria Lanza (Pa), Maria Rita Batacchio e Maria Amoroso di Bari. c) sono stati iscritti all’Ora di Guardia: Rita Varone il 1° sabato del mese dalle 20 alle 21. d) sono stati nominati zelatori o zelatrici: Don Mario Degaudenz di Copparo (Fe), Fiorenza Marini di Padova, Milko Di Luca e Tiziano Furlan di Udine.

RICORDO CHE per gli iscritti (vivi o defunti) alle Associazioni del Rosario nella Basilica Patriarcale di S. Domenico a Bologna nelle prime quattro domeniche del mese, alle ore 18, viene celebrata una santa messa .

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PAGINA DELLA RICONOSCENZA Hanno offerto: ✓ per onorare la B. Vergine, sostenere ROSARIUM e il Movimento Domenicano del Rosario: partecipanti raduno del rosario 9 aprile a Fontanellato, Domenicane di S. Caterina di Vigevano (Pv), Glicerio Peviani, Maurizio Caradonna, Rosolindo Macinini, Enrichetta Tapparo, Silvia Sangiorgi, Sofia Manto, Giorgio Saccani, Maria Bondi, Graziella Franceschini, Maria Formaggio, Paolo Graffigna, Imelde Sponticcia, Annina Balata, Rosa Pisoni, Maria Nuccia Ferrarrio, Giovanni Duret, Domenicane di Falconara (An), Paolo Cipriani, Ennio Borin, Antonio Aliata, Renato Adimari, Antonella Bruni, Maurizio Dall’Oca, Simonetta Smacchio, Maria Caffettani, Confraternita del SS. Sacramento di Petriolo (Mc), Luisa Picco, Antonio Zanetti, Daria De Antoni, Don Giovanni Pasquelli, Giulio Bianchi, Giulio Carducci, Giuliano Marsili, Assunta Olivi, Rosa Santambrogio, Mirella Caffarra, Alfonso Marzocchi, Famiglia Ravaioli Lancellotti, Jole Sartori Franco, Gruppo del Rosario di Carmen De Pedrini, Suore Domenicane di Cagliari, Zini Gilda, Domenicane di Rovato (BS), Silvano Ferrari, Leonardo Soimero, Roberta Reali, Giovanni Ferrario, Ambretta e Giampaola Negri, Suor Gina Derin, Elena Cecchi, famiglia Tamburri, Gianni Sava, Armando e Adelina Sebastiani, Elsa Tommasini, Ofelia Burattin, Mario Bianchi, Irma Cometti Gentilizi, Maria Belelli, Giuliano Brognoli, Partecipanti incontro del 13-5 a Bienate (Mi), Bruna Preti, Fortunato Barlocco, Giuseppe Salvatore Di Russo, Anna Candelabri, Paolo Battilana, Gaetano Covezzi, Francesca Ruggero, Gruppo Rosario Vivente di Este (Pd), Marisa Striscia, Famiglia Farolfi Gaddoni, Maria Formaggio, Erminia Lazzaretto con 20 abbonamenti, Barbara Bogna, Nella Rinaldi, Parrocchia di Reda (Fa) partecipanti pellegrinaggio del 21/5, Monastero Domenicano di Montefiore dell’Aso (AP), Piera Di Baudo, Maria Cleofe Cacciarru, Faustina Boschi Tognassi, Nandina Golden, Jolanda Guido, Dirce Sarti, Fabio Cappello, Antonella Meandri, Famiglia rabini, Enrica Pierdicca, Renato Adimari, Angela Bernardi, Parroco di Villesse (Go), Migliori Fasoli Maria, Onorina Duellane, Isella Melloni, Matteo Aguzzi, Stella Tombolesi, Maria Teresa Lombi, Luigi e Grancesca Santandrea, Erminio e Giuseppina Napoletano, Giuseppe Tei, Virgilio Bossoli, Don Giampiero Marchesini, Giancarlo Riccio, Jolanda Marconi, Luigi Paganini, Francesco Maiolo, Felicia Persico, Amalia Pacchioni, Giulia Sparapani, Teresina Battisti, Direzione Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Gianna Dalla Pozza, Eva Macchiarulo, Paolo Graffigna, Monastero Domenicano di Marrani (Fi), Ezia Veronesi, Anita Vecchi, Jole Franco, Natalia Fulgeri, Sandra Beghelli, Carmela Massetti Oliva, Gruppo del Rosario di Cagli (Ps), Ilaria Giannarelli, Famiglia Negri, Flora Scarpetti, Carmela Tascione, Livia Bianchi, Stefano Frigo, Lia Zambon, Nini Gavina Zanucchi Pompei, Mirella Caffarra, Maria Rossi, Silvia Vita Seppi, Graziano Masini, Don Pietro Bretoni, Natalina Barbieri, Andrea e Laura Battaglia, Anselma Amurri, Cesare Carloni, Fernanda Mantovani, Gianfranco Benassi, Donella Briguglio, Margherita Ladini, Maria Lugobani, Anna Cappellari.

✓ in memoria dei defunti, per preghiere, chiedere grazie o celebrazione di ss. messe: Rosanna Messori, Maurizio Caradonna, Rosolindo Mainini, partecipanti raduno del rosario 9 aprile a Fontanellato, Maria Neri Norma, Rosa Pisoni, Don Giovanni Pasquelli, Rosa Santambrogio, Giovanni Ferrario, Famiglia Farolfi Gaddoni, Paolo Graffigna, Dirce Sarti, Gruppo del Rosario di Gradisca d’Isonzo (Ud), Annarosa Minto, Gruppo del Rosario di Secchiano (Ps), Anna Guzzi, Graziano Masini, Luigi Leonardi, Andrea Tasini.

✓ per acquisto di sussidi: P. Giorgio Carbone, partecipanti raduno del rosario 9 aprile a Fontanellato, Paola Alberghi, Agostino Petrelli, Efrem Panelli, Alfonso Marzocchi, P. Angelico Menetti, Adriana Contini, Francesco Maulà, Suor Gina Derin, Elsa Tommasini, Partecipanti incontro del 13-5 a Bienate (Mi), Nicla Taborelli, Don Mario Degaudenz, Parrocchia di S. Lorenzo a Tramezzo (CO), Paola Grezzi, Parroco di S. Daniele del Friuli (Ud), Parroco di Rizzolo (Ud), Adriana Contini, Gilda Zara Bon, Monache Domenicane di Castelbolognese (Ra), Glauca Menduni, Monastero Domenicano di Marrani (Fi), Domenico Manferdini.

✓ per sostenere l’opera dei pellegrinaggi: Silvia Sangiorgi.

✓ per le adozioni a distanza: Famiglia Breveglieri Giacobazzi, Ada Giacomello, Famiglia Graziano Masini.

✓ per le Missioni: Luisa Picco, Vittorio Messori.

Ringrazio tutti di cuore per quanto fate -ognuno nel suo piccoloper sostenerci nella promozione del s. rosario e della devozione alla B.Vergine assicuro il quotidiano ricordo nella preghiera, ma soprattutto alla celebrazione della s.messa

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