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ottobre2008 GAS ED ELETTRICITÀ + una buona notizia...

DAL MONOPOLIO ALLA GIUNGLA Pratiche commerciali scorrette, marketing aggressivo, informazioni

Stop ai numeri “mangia bolletta”

Bollette gonfiate e bollette con addebiti per telefonate mai effettuate o servizi non richiesti: una vecchia storia, che dal 1° ottobre,però,dovrebbe ripetersi con meno frequenza.È entrato in vigore da quella data, infatti, il blocco permanente e gratuito delle telefonate verso i numeri a sovrapprezzo (144 e affini). Chi vorrà disporre del servizio a sovrapprezzo dovrà dunque chiedere esplicitamente l’attivazione al gestore telefonico.

ingannevoli. L’apertura del mercato si è rivelata piena di trappole

...e una cattiva

U

na raffica di sanzioni dell’Antitrust contro le compagnie per pratiche commerciali scorrette, marketing aggressivo, informazioni ingannevoli, scorrette misurazioni, persino rischi per la sicurezza. E, per ora, pochi vantaggi in bolletta, sia per chi è rimasto fedele sia per chi ha cambiato soggetto. È magro il bilancio della liberalizzazione del mercato di gas ed elettricità, avviata il 1° luglio del 2007, voluta dalla Ue per creare un unico mercato europeo nel quale le aziende si sarebbero aperte alla concorrenza a vantaggio dei consumatori. «Una liberalizzazione nata male e cresciuta peggio», secondo Lorenzo Mozzi, presidente del Movimento Consumatori. Nel dossier di questo mese una guida per orientarsi nella giungla delle tariffe e dei soggetti e per conoscere le tutele contrattuali a disposizione dell’utente.

Parmigiano-Reggiano, è crisi Il budget delle famiglie si riduce. E anche la spesa alimentare subisce sforbiciate pesanti. Un esempio? Si consuma meno Parmigiano-Reggiano. Risultato: produttori in crisi. Uno dei simboli del made in Italy sulle tavole rischia grosso. Il Consorzio sostiene che oggi il 57% del parmigiano viene svenduto sottocosto. Il prezzo di oggi è inferiore del 4,7% a quello di inizio anno e del 30% rispetto al prezzo degli anni 2003-2007.

L’intervista

Alessandro Ortis Presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas

a pagina 4

Imagoeconomica

editoriale

dossier da pagina 2 a pagina 4

Fratello Orso, matrigna Cina

ratello Orso, Sorella Luna, Carnefice Uomo. Siamo l’unica specie che distrugge l’ambiente in cui vive, che uccide per piacere, che tortura esseri viventi per lucro. Gli Orsi della Luna vengono immobilizzati in una piccola gabbia per vent’anni, la durata della loro vita. Ogni giorno, due volte

F

al giorno, viene estratta la bile per medicinali, bibite e shampoo. Diecimila Orsi della Luna sono torturati in Cina, in Corea e in Vietnam. Jill Robinson, una signora inglese, sta dedicando la sua vita agli Orsi della Luna con l’organizzazione Aaf. Aiutiamola attraverso il suo sito www.animalsasia.org. Beppe Grillo www.beppegrillo.it

Equosolidale, idea diversa di sviluppo di Lorenzo Miozzi*

lla vigilia dell’edizione 2008 della settimana Io faccio la spesa giusta, alcune considerazioni mi sembrano d’obbligo, primo perché, come ogni anno, Movimento Consumatori aderisce all’iniziativa Fairtrade, secondo perché non aderiamo per caso: crediamo nel commercio equo e nel suo futuro. A distanza di 35 anni dall’inizio del commercio equo credo che sia importante chiedersi a che punto siamo. Anche perché si corre il rischio di dimenticare il suo obiettivo principe, che non è quello di mandare qualche soldo in posti sconosciuti a bisognosi sconosciuti. *presidente del Movimento Consumatori

A

segue a pagina 4


dossier

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GAS ED ELETTRICITÀ

Mercato libero dell’energia, una rivoluzione mancata di Christian Benna

cchio alla scossa. Il mercato libero della luce è ricco di vantaggi: tariffe fisse contro quelle variabili (al rialzo) dell’utenza vincolata. Ma è anche pieno di ombre dove si annidano le fregature più insidiose. Intanto il prezzo. E qui è salato per tutti. A un anno dalla liberalizzazione dell’energia elettrica domestica, i consumatori italiani ne hanno viste di tutti i colori. Chi è rimasto attaccato al vecchio contatore, quello del mercato vincolato, ha vissuto sulla propria bolletta le impennate del petrolio (e non le sue discese) come in un grafico di Borsa. Tanto che secondo l’ultimo sondaggio Ipso il 92% degli italiani ritiene il costo dell’energia sia troppo elevato. Una bocciatura senza appello. Dallo scorso luglio l’incremento complessivo dei prezzi è pari al 26%, un salasso puntuale che è arrivato anche ad ottobre. Questo mese l’aumento è stato dello 0,8% e rappresenta il sesto trimestre consecutivo in crescita. Il che vale a dire 70-80 euro in più da sborsare per famiglia. Questo succede agli “utenti”, fedeli allo status quo. Ai più avventurosi e innovativi “clienti”, quasi 2 milioni di persone (anche se solo 400mila hanno cambiato effettivamente operatore, nella maggioranza dei casi sono rimasti in casa Enel cambiando però la proposta) - circa il 7% - che hanno sposato il mercato libero, è toccata la beffa. Ad assestare un colpo di credibilità alla riforma è stato l’ex monopolista, l’Enel, appena sanzionato dall’Antitrust per pratiche commerciali scorrette. L’authority Antitrust ha inflitto ad Enel Energia ed Enel spa una doppia ammenda, rispettivamente di 120mila e 100mila euro. Enel Energia (società Enel attiva nel mercato libero) ha infatti realizzato il passaggio di clienti residenziali dal mercato di maggior tutela (quello vincolato) al mercato libero e l’acquisizione di clienti sul mercato del gas attraverso l’attivazione di forniture di energia elettrica o di gas non richieste. Ha inoltre ostacolato l’esercizio del diritto di ripensamento. L’Antitrust contesta anche marketing aggressivo e campagne pubblicitarie, la “Bioraria” e ”Vantaggio 5+1”, ritenute ingannevoli, con conseguente multa anche alla holding Enel in quanto committente degli spot televisivi. «La società», scrive l’Anti-

O

Bollette sempre più salate. Ma soprattutto, una raffica di sanzioni dell’Antitrust contro le compagnie per pratiche commerciali scorrette, marketing aggressivo, informazioni ingannevoli, scorrette misurazioni, persino rischi per la sicurezza trust, «ha messo in atto pratiche commerciali aggressive attivando forniture di luce e gas non richieste, esigendone, in alcuni casi, il pagamento, imponendo ostacoli all’esercizio del diritto di ripensamento e adottando procedure di marketing aggressive». Per il Garante, la società ha dato ai consumatori indicazioni che non rispondevano al vero, inesatte ed incomplete. In particolare, rileva l’Antitrust, non è stato chiarito agli utenti che i contratti comportavano lo spostamento a un nuovo fornitore e, per quanto riguarda l’elettricità, il passaggio al mercato libero, con un piano tariffario che sarebbe stato soggetto in futuro alle variazioni di mercato. E in alcuni casi non è stata comunicata tempestivamente la possibilità di esercitare il diritto di recesso. Nel mirino delle istruttorie dell’Antirust sono finite un po’ tutte le società erogatrici di elettricità: Eni Divisione Gas & Power spa, Acea Electrabel Elettricità, Aem Acquisto, Vendita Energia spa, Asm Mercato spa, Trenta spa, Enia Energia spa, Mpe Energia spa, Italcogim Energie spam.

No alla jungla Prezzi in crescita e poca chiarezza commerciale, dunque. «Questo è il risultato di una liberalizzazione nata male e cresciuta peggio», commenta Lorenzo Miozzi, presidente del Movimento consumatori. «Inoltre, in un settore delicato come quello dell’energia, è ancora più grave che regni un simile caos e, per questo motivo, non

possiamo permettere che, con l’ingresso di nuovi concorrenti nel mercato, anche nel campo energetico si crei la jungla che si è creata successivamente alla liberalizzazione della telefonia». In questi giorni, in effetti, altri importanti gruppi stanno aprendo le proprie offerte ai clienti domestici con promozioni non sempre chiare. Edison, ad esempio, l’altro colosso della luce in Italia, è sbarcato nel mercato dell’energia, con l’obiettivo ambizioso di raggiungere almeno un milione di clienti nel breve periodo. Per tagliare il traguardo Edison lancia un’offerta da mille e una notte, aperta fino al 31 dicembre 2008, con l’efficace slogan “sconto del 20%”. Il taglio della tariffa c’è, ma si applica solo sulla componente strettamente elettrica, ovvero il 65% della bolletta. Il restante 35% comprende invece le spese di distribuzione e commercializzazione. La strategia di marketing rimane ambigua per il consumatore meno avvezzo alle politiche del contatore, perché il prezzo dell’energia dipende da tre indicatori: i costi di approvvigionamento e/o produzione di gas ed elettricità, i costi per l’utilizzo delle infrastrutture di trasporto e i costi di commercializzazione. L’incidenza del primo fattore è appunto di circa il 65% del costo finale.

Raffica di sanzioni Il mercato del gas è invece ancora tutto in subbuglio. Presto partirà la Borsa del metano, sul modello di quella dell’energia. Ma le offerte sul libero mercato sono ancora limitate, appannaggio dei big o delle 350 municipalizzate locali. Nel settore del gas l’Authority ha avuto il suo bel da fare: ha inflitto sanzioni per un totale di 264.937,04 euro a nove società di vendita e di distribuzione, per scorretta misurazione del gas consumato dai piccoli consumatori. L’Autorità ha anche avviato 14 istruttorie nei confronti di altrettante società di distribuzione per la non corretta misurazione del gas ai clienti di maggiori dimensioni. Inoltre, una sanzione di 1,5 milioni è stata inflitta ad Aem Gas spa, per ritardi nel pronto intervento. segue a pagina 4

+ Vademecum Le “tutele minime”, un salvagente per i consumatori a liberalizzazione dell’energia, dato il delicato impatto sociale che comporta, è stata accompagnata da una serie di tutele per i cittadini che non troviamo in altre esperienze di liberalizzazione.

L

Elettricità Nell’ambito della vendita dell’energia elettrica, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha redatto una serie di tutele minime per i clienti che vengono applicate, a seconda dei casi, per tutelare il consumatore nel mercato libero. Queste «Condizioni contrattuali di fornitura per i clienti del servizio elettrico» si applicano, oltre che ai clienti che espressamente le scelgono, ai clienti domestici che non scelgono un nuovo fornitore nel mercato libero e ai consu-

matori che,sebbene abbiano già scelto un contratto nel mercato libero, rimangono senza venditore (ad esempio, per fallimento del venditore prescelto). Inoltre le condizioni contrattuali definite dall’Autorità possono essere scelte dai clienti che stipulano per la prima volta un contratto di fornitura e non intendono scegliere un fornitore nel mercato libero, oppure sono serviti da un fornitore nel mercato libero ma desiderano tornare a fruire del servizio di maggior tutela. Le condizioni non si applicano, quindi, ai clienti che hanno scelto un nuovo fornitore nel mercato libero. Per questi clienti, le condizioni di fornitura, così come il prezzo, sono quelle stabilite nel contratto liberamente stipulato con il venditore prescelto.

Le condizioni di fornitura,che sono disciplinate dalla delibera 200/99, riguardano in particolare la lettura del contatore,la disciplina della fatturazione e del calcolo dei consumi, il problemi relativi alla bolletta compresa la rateizzazione della stessa e i reclami.

Gas Per il mercato liberalizzato del gas,a differenza di quello dell’energia elettrica, l’Autorità ha previsto delle tutele minime differenti. Sono state stilate, infatti, delle «Condizioni contrattuali di riferimento» dell’Autorità ed è stato previsto che tali condizioni devono sempre essere presenti nel ventaglio di offerte di ciascun venditore. Le condizioni definite dall’Autorità si rivolgono, oltre che ai clienti che le scelgono

espressamente, ai clienti che consumano meno di 200mila metri cubi l’anno e che non sono passati al mercato libero e a tutti i clienti forniti con gas diversi dal gas naturale (ad esempio, gpl),distribuiti attraverso reti di gasdotti locali. Gli ambiti che vengono regolati dalle condizioni contrattuali di riferimento sono, ad esempio, la periodicità con la quale deve essere effettuata la lettura effettiva del contatore (almeno una volta all’anno per i clienti domestici), la periodicità e la modalità di fatturazione, le modalità di calcolo dei consumi,di pagamento della bolletta, la morosità del cliente, la sospensione della fornitura la rateizzazione del pagamento, il deposito cauzionale e i reclami.

Piero Pacchioli


dossier

CONSUMI DI ENERGIA ELETTRICA

Mercato vincolato

DATI IN TWh

Mercato libero

ENERGIA, RICERCA ISPO Il 92% degli italiani ritiene che il costo dell’energia sia troppo elevato L’89% è cosciente che servono fonti energetiche diverse dalle tradizionali

Autoproduzione

350 300 22,3 76,0

250

23,8 46,1

200

209,4

22,2 98,2

21,1 113,1

21,1 127,1

21,3 135,5

20,2 154,4

20,6 177,2

170,5

150

165,5

156,3

153,0

121,1

50

2001

2002

2003

2004

2005

2006

L’ultimo miglio Dal 1° luglio 2007 è stata liberalizzata la vendita dell’energia elettrica ai clienti domestici. Di tutte le fasi che dalla produzione portano l’energia nelle case dei consumatori finali (produzione, trasmissione, dispacciamento, distribuzione e vendita), la liberalizzazione ha coinvolto solamente l’ultima, vale a dire quella della vendita al cliente finale. L’Unione europea ha stabilito le regole fondamentali perché i clienti più deboli siano comunque tutelati. Ciascuno dei Paesi membri ha definito in modo dettagliato le regole del mercato nazionale, nel rispetto delle regole europee. Uno dei passi fondamentali è stato quello di garantire ai consumatori un livello minimo di tutela indipendentemente dal venditore prescelto (vedi pagina a

Gli indennizzi automatici

424 392

8 settembre 2005

409

1 settembre 2006

386

Servizio di maggior tutela

31 ottobre 2007

408

È il servizio di fornitura dell’energia elettrica a condizioni contrattuali ed economiche stabilite dall’Autorità, previsto per tutelare i clienti che in un mercato liberalizzato hanno meno forza contrattuale.

2007

Ministero dello sviluppo economiche – nov. 2007

Proposte di contratto

Concorrenza cercasi «G

Il cliente del mercato libero può concordare con il proprio venditore l’applicazione di standard di qualità commerciale e di indennizzi diversi da quelli previsti dall’Autorità.

7 ottobre 2004

COS’È CAMBIATO

arantire ai 480 milioni di consumatori dell’Unione Europea il diritto ad un approvvigionamento energetico sicuro ed a prezzi convenienti: è questo l’obiettivo della liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica e del gas voluto dalla Commissione». Queste le parole di Andris Piebalgs, commissario europeo per l’energia: nell’intenzione del legislatore europeo, infatti, l’obiettivo delle liberalizzazioni era quello di creare un unico mercato europeo nel quale le aziende si sarebbero aperte alla concorrenza a vantaggio dei consumatori. Così, almeno fino ad oggi non è stato. In Italia la liberalizzazione è passata attraverso lo smembramento dei vecchi monopolisti, Enel ed Eni, per garantire la separazione funzionale e contabile tra distribuzione e vendita. Si è poi proceduto alla determinazione delle quote massime di mercato per ogni singola società di vendita. Questo per agevolare l’ingresso dei nuovi concorrenti che, in alternativa, non avrebbero potuto competere con gli ex monopolisti.

Mercato libero

5 settembre 2003

Fonte: Elaborazioni Autorità per l’energia elettrica e il gas su dati GRTN/TERNA

di Piero Pacchioli

+ glossario

Se gli standard specifici di qualità non sono rispettati per cause non dovute a forza maggiore o a responsabilità di terzi o al cliente stesso, l’esercente deve pagare un indennizzo al cliente interessato, senza che questi debba farne richiesta.

SOGGETTI AUTORIZZATI ALLA VENDITA DI GAS NATURALE NUMERO

142,9

100

2000

LIBERALIZZAZIONE 36% ritiene che la riforma possa migliorare l’offerta 41% non ha fiducia nella liberalizzazione NUCLEARE 62% è favorevole ma solo il 47% è d’accordo ad impiantare nuove centrali in Italia

187,2

0

3

L’obiettivo era creare un unico mercato europeo in cui le aziende competessero ad armi pari, a tutto vantaggio dei consumatori. Ecco come nasce e come si è concretizzata in Italia una riforma che è rimasta a metà

straniere. La liberalizzazione ha interessato solo il mercato del gas naturale. Per questo motivo dove esistono reti di distribuzione di gas diversi dal gas naturale (ad esempio gpl) i clienti non possono cambiare fornitore e l’Autorità continua a stabilire le tariffe di fornitura. Non sono invece regolati dall’Autorità i servizi di gas che non sono forniti attraverso reti locali (ad esempio, forniture mediante bombole o serbatoi condominiali). Nel mercato liberalizzato del gas, rilevante importanza ricoprono le condizioni contrattuali ed economiche di fornitura del servizio gas che l’Autorità definisce ed aggiorna periodicamente.

fianco). In particolare, sono state introdotte nuove forme di tutela, ad esempio in materia di informazione e trasparenza delle offerte commerciali, dei prezzi, delle bollette.

Il Progetto

Vendita libera Nel gennaio 2003 è stata liberalizzata l’attività di vendita al dettaglio del gas naturale a tutti i clienti finali con consumi medio-bassi (fino a 200mila metri cubi/anno). Anche in questo caso l’attività che è stata liberalizzata è unicamente quella di vendita, restando invariate le modalità di distribuzione. Anche la liberalizzazione del mercato del gas si basa su regole europee recepite nei singoli ordinamenti nazionali. L’attività di vendita è libera, ma per poterla svolgere le imprese di vendita devono ottenere un’autorizzazione da parte del ministero dello Sviluppo economico. Per rispettare l’obbligo di separazione tra vendita e distribuzione, la maggior parte delle imprese di distribuzione ha creato una società di vendita, spesso denominata con una ragione sociale simile, alla quale ha trasferito tutti i contratti di fornitura dei clienti. Sono anche sorte nuove società di vendita, e hanno fatto il loro ingresso in Italia società di vendita

A scuola di... energia a convinzione di poter contribuire allo sviluppo delle fonti rinnovabili e alla sensibilizzazione sul risparmio energetico e il grande successo dell’edizione passata, ha spinto anche quest’anno il Movimento Consumatori alla realizzazione dell’iniziativa A scuola di risparmio energetico e sviluppo delle fonti rinnovabili. Le nuove idee crescono tra i banchi. Il progetto prevede un’indagine che coinvolgerà 150 scuole secondarie di primo grado. Verrà verificato se le scuole prescelte attuano delle iniziative volte al risparmio energetico e allo sviluppo delle nuove fonti di energia. Il sondaggio andrà a rilevare le azioni che gli organi scolastici hanno eventualmente attuato per ridurre il consumo energetico dell’edificio scolastico e le attività didattiche che i docenti potrebbero aver inserito nei programmi scolastici per educare i ragazzi al risparmio energetico. Parallelamento sarà indetto un concorso, Raccontami la tua energia: per partecipare gli alunni dovranno comporre un elaborato scritto che raccolga le loro idee sul tema dell’energia. Gli esiti dell’indagine saranno raccolti in un dossier consultabile sul sito

L

www.movimentoconsumatori.it

Si tratta di un documento che deve contenere tutti gli elementi di un contratto (prezzo e condizioni di fornitura) che il cliente può restituire sottoscritto all’esercente per l’accettazione. Questo documento impegna da subito il cliente che lo sottoscrive e solo se il venditore comunica al cliente la propria accettazione senza modifiche, il documento diventa un nuovo contratto che deve essere rispettato anche dal venditore. Il venditore ha un tempo massimo di 45 giorni per comunicare al cliente la propria accettazione: se non lo fa entro questo termine, la proposta è revocata automaticamente e il cliente non ha più alcun impegno nei confronti del venditore.

Offerte “biorarie” Nelle offerte “biorarie” o “multiorarie”, il costo dell’energia elettrica varia a seconda della fascia oraria in cui viene consumata. Le attuali soluzioni biorarie prevedono normalmente due livelli di prezzo: uno più elevato per le ore centrali (ore 8 - 19) dal lunedì al venerdì e uno più basso per le ore notturne (ore 19 - 8), il sabato, la domenica e gli altri giorni festivi. Per poter aderire a queste soluzioni è necessario disporre di un contatore elettronico telegestito.

Scheda per il confronto dei prezzi I venditori devono fornire ai clienti, prima che il contratto sia stipulato, informazioni chiare e complete sul prezzo del servizio e tutte le eventuali voci di spesa previste dal contratto. I venditori devono inoltre consegnare al cliente una scheda per il confronto dei prezzi che riassume schematicamente il prezzo del servizio, gli eventuali sconti o bonus previsti dal contratto e calcola la spesa che un clientetipo, con determinati consumi, sosterrebbe in un anno con il prezzo in vigore al momento dell’offerta.

Condizioni contrattuali di riferimento per i clienti del gas Per condizioni contrattuali di riferimento si intendono le clausole del contratto di fornitura del servizio gas direttamente fissate dall’Autorità per tutelare i clienti che in un mercato liberalizzato hanno meno forza contrattuale.


dossier

4

L’INTERVISTA

«Più libertà di scelta, più convenienza. E sugli abusi vigiliamo noi» di Angela Carta

n’iniezione di concorrenza che favorisce la libertà di scelta dei consumatori. Per Alessandro Ortis, presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas non ci sono dubbi: la liberazzazione del settore fa bene al mercato e agli utenti. Su abusi e distorsioni «vigiliamo e sanzioniamo le imprese inadempienti, anche grazie alle segnalazioni degli utenti». Consumers’ Magazine: Presidente Ortis, un bilancio in rosa, quindi? Alessandro Ortis: La liberalizzazione sta già producendo per i consumatori i primi vantaggi, soprattutto in termini di possibilità di scelta. È un fatto positivo: i venditori hanno cominciato a sviluppare le proprie offerte e per le famiglie si prospettano opportunità aggiuntive e differenziate, sconti o bonus, prezzi bloccati, soluzioni prepagate, offerte di sola “energia verde” o di “elettricità più gas”, ecc. Purtroppo, va evidenziato che l’eccezionale peso del carogreggio sta ancora oscurando decisamente i primi vantaggi ottenuti grazie alla concorrenza; infatti, in assenza di questi, gli aumenti per le bollette sarebbero stati superiori. Dal 1° luglio 2007, circa 2 milioni di clienti (il 6% dei consumatori domestici e non) hanno cambiato fornitore, al fine di ottenere nuovi benefici: è un valore in linea con le migliori esperienze d’Europa. Si tratta di

U

«Il caro greggio ha oscurato i vantaggi della liberalizzazione in bolletta. Ma nel futuro emergeranno chiaramente». Parola del presidente dell’Authority Alessandro Ortis che promette ai consumatori controlli severi Il Servizio

Infoline Il Numero Verde dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, attivo già da luglio dell’anno scorso (800.166.654) fornisce tutte le informazioni per orientarsi nei mercati liberalizzati dell’energia elettrica e del gas: consente al consumatore di conoscere i propri diritti e di fare una scelta consapevole del proprio fornitore di energia. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.00 alle ore 18.00. Fuori da questi orari previsti per contattare direttamente gli operatori, è possibile inviare domande a info@au-energia.it.

1,2 milioni di famiglie, su un totale di circa 28 milioni, e di 800.000 (su 6 milioni) piccole e medie imprese. Nel prossimo futuro, quanto più la concorrenza verrà a svilupparsi, tanto migliori saranno le prospettive per i consumatori, in termini di qualità del servizio e di pressione sui prezzi finali. Ciò ricordando sempre la necessità di rendere il mix dell’offerta nazionale sempre meno idrocarburi-dipendente, al fine di ottenere ‘bollette’ meno esposte alle fluttuazioni dei prezzi internazionali di petrolio e gas. CM: Comunque sempre più soggetti stanno entrando nell’offerta di utenze domestiche … Ortis: Questo fatto è positivo; oltre alla completa apertura del mercato lato “domanda”, deve svilupparsi una sempre più consistente concorrenza lato “offerta”, per avere abbondanza di offerta e di offerenti in forte competizione fra loro. In altri termini, da una parte la scelta dei consumatori deve essere sempre più libera, consapevole e conveniente; dall’altra parte si deve continuare negli sforzi per eliminare alcune barriere e frizioni, facendo sì che la concorrenza tra operatori si svolga il più possibile in un contesto di par condicio.È indispensabile poi una decisa iniezione di concorrenza anche nel settore del gas, che condiziona in misura crescente il settore elettrico: ad oggi, infatti, oltre il 55%

segue da pagina 2

editoriale

«Entrambe», ha spiegato l’Autorità, «le azioni sopra menzionate, fanno parte di un più ampio quadro di iniziative assunte dall’Autorità in seguito all’’istruttoria conoscitiva’ su tutto il territorio nazionale per la corretta applicazione dei due coefficienti di misura ”M” e ”K” (avviata con delibera n. 124/07). I risultati di questa istruttoria, conclusa nel settembre 2007 (delibera n. 227/07), sono stati già acquisiti dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano nell’ambito di una propria indagine». Le società finite nel mirino del Garante sono Eni, Enel Energia, MetanoFriuli, MetanAlpi Val Chisone, MetanAlpi Sestriere, Et Servizi Tecnologici, Et Servizi Commerciali, Agrigas ed Eta3 che - si legge nella nota per la «scorretta misurazione del gas consumato dai piccoli consumatori». Ancora più sconcertante è scoprire, come si legge in due recenti delibere dell’Autorità (VIS 93/08 e VIS 94/08, rispettivamente nei confronti di Ages S.p.A. e Genia S.p.A.) che alcune aziende adottano «comportamenti idonei a pregiudicare un interesse di particolare rilievo, quale quello di garantire l’incolumità e la sicurezza delle persone». Anche dal punto di vista della sicurezza, quindi, i problemi legati al mercato liberalizzato sono notevoli. Christian Benna

Equosolidale, idea diversa di sviluppo

dell’energia elettrica in Italia viene prodotta proprio con il gas, i cui prezzi sono legati a quelli del petrolio. CM: Già iniziano però anche i primi problemi (pubblicità ingannevoli, contratti poco chiari, venditori senza scrupoli). Cosa può fare il consumatore per difendersi? Ortis: L’Autorità per l’energia vigila su ogni aspetto dell’apertura del mercato, modulando l’aggiornamento delle regole man mano che se ne ravvisi la necessità e provvedendo ad assicurarne il puntuale rispetto, eventualmente anche sanzionando le imprese inadempienti. La tutela dei consumatori è sempre una priorità per l’Autorità. Per prevenire problematiche ed ottenere utili chiarimenti, tutti i consumatori possono anche rivolgersi al numero verde attivato dall’Autorità per l’energia (vedi box sotto, ndr). Nel primo anno di attività del call-center, hanno chiamato oltre 34.000 utenti e il 98% si sono dichiarati soddisfatti delle risposte ricevute. Tra queste chiamate è pervenuto pure qualche migliaio di reclami; è una quantità importante, anche considerando che le famiglie consumatrici di energia elettrica sono circa 30 milioni e quelle che usano gas sono circa 20 milioni. Proprio a seguito di queste segnalazioni abbiamo adottato alcune regole più stringenti per gli operatori, migliorando così le tutele per tutti i consumatori.

segue dalla prima Il commercio equosolidale in realtà, e bisogna tenerlo bene a mente, è innanzitutto uno strumento politico, un mezzo di sensibilizzazione per cambiare le regole del sistema economico internazionale. Una peculiare visione politica delle relazioni Nord/Sud e della cooperazione internazionale che cerca di coniugare attività a favore dei processi di autonomia presenti nel Sud del mondo con la critica radicale ai rapporti economici internazionali. Trade, not aid: commercio, non aiuti. Il fulcro dell’azione solidale deve concentrarsi nella modifica dei meccanismi economici e commerciali che perpetuano le condizioni di dominazione, di subordinazione e di squilibrio. Solo informando adeguatamente le persone, radicando la coscienza di un’economia sostenibile nei consumatori, solo allora il commercio equo avrà raggiunto il suo scopo. L’equosolidale non è fine a se stesso, ma deve aiutare tutte le forze critiche presenti sul territorio per far nascere esperienze locali alternative che permettano poi l’emergere di soluzioni economiche di più va-

sto raggio. Fondamentale è la creazione di spazi economici locali con mercati locali che siano orientati al bisogno, sostenibili dal versante ecologico e che promuovano il lavoro. Noi ci crediamo. Per questo nell’ambito dell’iniziativa «Consumatori in piazza» promossa a Venezia dal Movimento Consumatori, abbiamo organizzato una giornata di dialogo con i cittadini. Un’occasione per parlare a tu per tu con i consumatori, di spiegare, di informare sul commercio equo. Per molti, per troppi, ancora oggi, un modus sconosciuto. Su questo tema sarebbe curioso proporre un sondaggio alla gente comune. Chiedere cosa è il commercio equo e solidale, cosa è l’economia sostenibile. Non mi stupirei se la maggior parte delle persone fosse convinta a torto di sapere cosa è, e abbia quindi una visione distorta di modalità e di obiettivi. Ecco allora che risulta fondamentale chiarire, spiegare per invitare, in seconda battuta, a diventare consapevoli dei propri acquisti, consumare di meno, ad avere uno stile di vita più solidale. Semplicemente a scegliere pensando. Lorenzo Miozzi


Leggi e norme

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LA GUIDA

Ultime volontà Tutto quel che c’è da sapere di Domenico Chiofalo*

l diritto successorio è l’insieme di regole che determinano le sorti del patrimonio di una persona alla sua morte. Eventuali obblighi assunti prima di tale momento o accordi di ogni tipo tra i futuri possibili eredi non hanno alcun effetto. La successione può avvenire con un testamento che la regola secondo la propria volontà oppure lasciando che sia la legge a individuare gli eredi. Chi è chiamato all’eredità è obbligato a pagare le relative imposte stabilite dallo Stato.Nel primo caso si ha la successione testamentaria e i beneficiari sono individuati dal defunto, che può scegliere anche conviventi, amici, associazioni benefiche, con i limiti previsti dalla legge a garanzia di determinate categorie di familiari. Nel secondo caso si ha la successione legittima, nella quale l’individuazione degli eredi avviene per legge.

I

Successione legittima La legge prevede che solo alcuni soggetti - i parenti fino al sesto grado e il coniuge - abbiano diritto di succedere secondo un determinato ordine. Le regole previste per la successione legittima tengono in considerazione sia la linea (discendente, ascendente, collaterale) che il grado di parentela (il parente più prossimo esclude gli altri). Non sempre, pertanto, è agevole avere un quadro completo e preciso della successione e vari possono essere i casi che si presentano a seconda della composizione familiare (vedi tabella) o di altre vicende (rinunzie all’eredità, sussistenza di figli dell’erede rinunziante, coniuge separato, presenza di fratelli o sorelle unilaterali); è, pertanto, opportuna la consulenza di un professionista super partes come il notaio che può chiarire al meglio la situazione. In mancanza del coniuge o di parenti fino al sesto grado, la successione si devolve allo Stato.

Successione testamentaria Il testamento è il documento con cui qualsiasi persona, maggiorenne e capace di intendere e volere, può regolare la destinazione del suo patrimonio per il momento in cui avrà cessato di vivere. Il contenuto del testamento può riportare anche disposizioni di carattere non patrimoniale, come il riconoscimento di un figlio naturale o disposizioni sulla propria sepoltura. Le forme ordinarie di testamento sono il testamento olografo ed il testamento pubblico. Il testamento olografo deve essere scritto per intero, datato e sottoscritto esclusivamente dal testatore; può essere,

Olografo o pubblico. Quota legittima o quota disponibile. Tasse, debiti, donazioni, diritti dei parenti. Un notaio ci introduce ai segreti di eredità e testamenti

contro un’eventuale volontà del defunto espressa per testamento. Questi soggetti sono i discendenti (figli e nipoti), gli ascendenti (genitori, nonni, e così via) ed il coniuge. A seconda della esistenza o meno di tali soggetti al momento del decesso, o di alcuni  Come funziona soltanto di essi, la legge preveTabella Successione legittima (artt. 565, ss c.c.) de, con calcoli a volte molto SE CHI DECEDE LASCIA complicati, quale sia la quota di Solo il coniuge in assenza degli altri successibili (figli, ascendenti, fratelli e sorelle): 1/1 al coniuge eredità riservata a costoro, conIl coniuge e un figlio: 1/2 al coniuge e 1/2 al figlio siderando anche i debiti del deIl coniuge e due o più figli: 1/3 al coniuge e 2/3 ai figli funto ed eventuali donazioni Il coniuge ed ascendenti o fratelli e sorelle (senza figli): 2/3 al coniuge e 1/3 ad ascendenti/fratelli /sorelle da lui effettuate in vita, e quale Solo il figlio (senza coniuge): 1/1 al figlio sia, quindi, la quota di eredità Solo ascendenti: 1/2 agli ascendenti in linea paterna, 1/2 agli ascendenti in linea materna (disponibile) di cui il testatore Solo fratelli e sorelle: una quota ciascuno in parti uguali; può disporre liberamente a fai fratelli e le sorelle unilaterali (padre o madre diversi) vore di chi vuole. conseguono però la metà della quota dei germani (stessi genitori) C’è, quindi, un limite alla Solo ascendenti e fratelli e sorelle: vedi art. 571 Codice civile libertà di fare testamento (e di Altri parenti: vedi art. 572 Codice civile donare): se il testamento, o le Coniuge separato: vedi art. 585 Codice civile eventuali donazioni fatte in vita, pur sempre validi ed efficaci, ledono i diritti di un legittimaTabella quota di legittima e quota disponibile (artt. 536, ss, c.c.) rio, questo potrà agire in giudiSE CHI DECEDE LASCIA zio per renderle inefficaci. È Solo il coniuge: 1/2 al coniuge come quota di legittima e 1/2 come quota disponibile fondamentale, quindi, in queIl coniuge ed un figlio: 1/3 al coniuge come quota di legittima, 1/3 al figlio come quota di legittima sti casi rivolgersi al proprio noe 1/3 come quota disponibile taio per evitare futuri, dolorosi Il coniuge e due o più figli: 1/4 al coniuge come quota di legittima, contenziosi familiari e, soprat2/4 ai figli come quota di legittima e 1/4 come quota disponibile tutto, problemi di commerciaSolo il figlio (senza coniuge): 1/2 al figlio come quota di legittima e 1/2 come quota disponibile bilità per i beni oggetto del teSolo due o più figli (senza coniuge): 2/3 ai figli come quota di legittima e 1/3 come quota disponibile stamento o della donazione. Solo ascendenti legittimi: 1/3 agli ascendenti come quota di legittima e 2/3 come quota disponibile Il coniuge ed ascendenti legittimi (senza figli): 1/2 al coniuge come quota di legittima, 1/4 agli ascendenti come quota di legittima e 1/4 come quota disponibile Coniuge separato: vedi art. 548 Codice civile

pertanto, predisposto autonomamente, anche non in presenza del notaio. Al momento della morte del testatore, chi è in possesso del testamento, per darne esecuzione, deve presentarlo ad un notaio per la sua pubblicazione. Il testamento pubblico, invece, è ricevuto dal notaio in presenza di due testimoni; è un atto notarile vero e proprio con il quale il testatore, in presenza dei testimoni, dichiara al notaio la sua volontà, che è scritta dal notaio stesso, il quale ne dà, poi, lettura al testatore. La legge prevede particolari formalità anche per il caso in cui il testatore, per gravi problemi fisici o per analfabetismo, non possa sottoscrivere e per il testamento del muto, sordo o sordomuto.Durante la vita del testatore, non potrà essere fornita né dal notaio né da terzi alcuna notizia sull’esistenza o meno di testamenti. Questo tipo di testamento dà senz’altro maggiori garanzie, soprattutto nei casi più complessi, di non essere dichiarato invalido, grazie all’intervento

notarile, e non rischia di essere smarrito o distrutto in quanto il notaio lo custodisce nei propri atti e provvederà alla sua pubblicazione non appena avrà conoscenza della morte del testatore. Se non si sa chi sia il notaio che ha ricevuto il testamento pubblico, si può chiedere al presidente del Consiglio notarile del luogo di fare una ricerca presso il locale Archivio notarile, oppure presso il ministero della Giustizia, dove è istituito il Registro generale dei testamenti. È fondamentale sapere che il testamento può essere sempre modificato o revocato, in tutto o in parte. Si può modificare un testamento olografo anche con uno pubblico e viceversa. L’ultimo testamento prevale sui precedenti, pur in assenza di una revoca espressa, se si dispone dei beni in modo incompatibile con le precedenti disposizioni.

Legittimari La legge tutela alcune categorie di familiari (legittimari), riservando agli stessi una quota di eredità (legittima) anche

Accettazione dell’eredità

Per acquisire l’eredità occorre accettarla. L’accettazione (che non può riguardare solo una parte dell’eredità) può essere espressa con un atto scritto davanti al notaio o al cancelliere del Tribunale del luogo ove il defunto aveva l’ultimo domicilio (e, in caso di eredi minori o incapaci, occorre anche l’autorizzazione del giudice) oppure tacita, cioè desumibile da un comportamento che manifesti la volontà di accettare (per esempio con il trasferimento della residenza nella casa ricevuta in eredità). Se l’erede accetta, subentra al defunto anche nei debiti. Per questo motivo la legge prevede, con le medesime formalità richieste per l’accettazione espressa, la possibilità di: rinunciare all’eredità, cioè di rifiutarla (con la conseguenza, però, che l’eredità potrebbe passare ai figli) o di accettare con beneficio di inventario (obbligatorio in caso di eredi minori, incapaci, o di persone giuridiche), in modo da non rispondere dei debiti del defunto con il proprio patrimonio personale, ma solo nei limiti dell’eredità. *notaio in Varese pagina realizzata in collaborazione con il Consiglio nazionale del Notariato www.notariato.it


diritti

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IL DIBATTITO

Authority più forti, mercato senza trappole di Luca Zanfei

on c’è pace per Giulio Tremonti. Già alle prese con la crisi finanziaria, il ministro dell’Economia ha anche dovuto fronteggiare le accuse di Antonio Catricalà. Il presidente dell’Antitrust, nel denunciare gli otto milioni alla struttura decisi dal governo, non ha risparmiato una frecciata dal taglio politico:«Capisco di dare fastidio», ha esordito durante il suo intervento al workshop di Consumers’ Forum, «ma aspettate quando sono meno forte, non ora che ho aperte le inchieste sulle banche e sui grandi monopolisti». Assieme a Catricalà, l’8 ottobre hanno risposto all’invito di Lorenzo Miozzi, leader del Movimento Consumatori e del Consumers’ Forum, tutti gli organismi di garanzia del nostro Paese. L’obiettivo era presentare Consumerism: rapporto 2008 (vedi box ) e riallacciare il dialogo con le autorità per la definizione di strategie future, ma è diventato l’occasione per rilanciare il ruolo degli organi di controllo quali garanti degli interessi dei consumatori e della vigilanza sui mercati. Così il messaggio affidato ancora una volta alle parole dell’agguerrito Catricalà è stato perentorio: «Chi l’ha detto che in momenti di crisi ci vogliono altre misure a tutela del consumatore», ha detto il presidente dell’Antitrust. «I problemi dei cittadini non si risolvono con altre regole, ma con una potenziamento del ruolo delle Autorità». Come a dire, senza maggiori poteri agli organi di controllo il modello liberi-

N



Al workshop di Consumers’ Forum i garanti rivendicano il loro ruolo di tutela dei consumatori e scommettono sul rapporto con le associazioni

La spinta delle associazioni

sta non può funzionare e le liberalizzazioni in Italia continueranno ad essere carta straccia. Ma l’attuale spinta verso un intervento massiccio del pubblico sui mercati induce a una riflessione complessa sulle responsabilità e sui ruoli di ogni singolo soggetto. «Mercato e Stato si devono combinare», ha aggiunto Corrado Calabrò, presidente dell’Autorità sulle comunicazioni. «È lo Stato che, at-

tuando un’efficace regolamentazione, deve evitare che le liberalizzazioni diventino un boomerang per il consumatore. Dunque non c’è bisogno di troppe autorità, ma di un assetto istituzionale forte». E a chi vede nel capitalismo la causa della crisi attuale, «il vero problema è la miopia e la spregiudicatezza di certi operatori», ha risposto Calabrò. «Ora è necessario puntare sull’onestà, sulla trasparenza

Il rapporto

Cittadino-consumatore al centro della scena ome sta cambiando il sistema normativo a tutela del consumatore? Ma soprattutto, quali sono gli strumenti a disposizione del cittadino per far valere i propri diritti? Sono questi e molti altri i punti interrogativi a cui cerca di dare una risposta Consumer: rapporto 2008, un vero e proprio viaggio all’interno del complesso e spesso confuso corpus di legge a tutela del consumatore-utente. Partendo dal Codice del consumo come primo strumento di razionalizzazione della legislazione di settore, il Rapporto passa in rassegna gli ultimi tre anni di provvedimenti legislativi e iniziative di regolazione del mercato. Dalle norme di fonte italiana e comunitaria per la tutela del cittadino inteso come parte debole, si arriva così ai regolamenti dell’Antitrust sulle pratiche commerciali scorrette e la pubblicità ingannevole, che offrono una valida alternativa al ricorso alla giustizia ordinaria. Ma il rapporto analizza anche le misure dei governi a favore delle liberalizzazioni; nello specifico i decreti Bersani, con particolare attenzione alle misure per l’eliminazione dei costi bancari per la chiusura del conto corrente, la portabilità del contratto di mutuo, l’eliminazione dei costi fissi per la telefonia mobile. Provvedimenti

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e sull’informazione del cittadino». Tre principi cardine per il funzionamento del mercato, che spetta alle Authority far rispettare. «Il consumatore è un soggetto debole schiacciato dalle asimmetrie informative», ha spiegato Mauro Lorenzoni, della Consob. «Il nostro sforzo deve essere quello di educarlo e di fornirgli una base culturale adatta ad affrontare il mercato con consapevolezza. Ma per rendere davvero efficace la nostra attività non si può prescindere dal rapporto stretto con quelle associazioni dei consumatori capaci di captare le problematiche dei cittadini».

adottati per favorire la tutela dell’utente finale del mercato, ma che tuttora stentano ad essere applicati. L’ultimo capitolo del Rapporto invece tratta gli aspetti chiave degli strumenti adottati dall’ordinamento, come la Class action o Azione collettiva - la cui entrata in vigore è stata rimandata dal governo Berlusconi al 1° gennaio 2009 - o ancora le vie alternative alla giustizia civile che offrono il vantaggio della volontarietà, economicità, flessibilità e riservatezza. Si parte dunque dall’esperienza, più diffusa in Italia, della conciliazione stragiudiziale fino ad arrivare ai protocolli di intesa promossi dalle associazioni di consumatori con le grandi aziende per concordare la soluzione di una controversia. Ma è nelle riflessioni finali che Consumerism: rapporto 2008 si dedica all’analisi delle difficoltà di razionalizzare e riordinare la moltitudine di discipline in materia di difesa del consumo prodotte dal legislatore comunitario. L’obiettivo è quello di dare un contributo al dibattito già avviato da numerosi studiosi degli Stati e arrivare alla creazione di un quadro normativo di riferimento con il fine ultimo di costruire un diritto dei consumatori europeo. (L.Z.)

www.consumersforum.it

Un riconoscimento che non è sfuggito allo stesso Miozzi, che ha approfittato per delineare il ruolo delle organizzazioni di settore. «Spetta a noi dare una spinta determinante per ottenere il rispetto delle regole a difesa dei diritti dei cittadini-utenti. È proprio in nome della democrazia che le associazioni assumono il ruolo fondamentale di mediatori tra Authority e politica e di portavoce delle istanze della società civile». Ecco perché l’incontro organizzato dal Forum e soprattutto il Rapporto Consumerism possono rappresenta un primo passo per «fornire un panorama chiaro e scientificamente corretto sul mondo del consumerismo», ha spiegato Miozzi. Un’iniziativa che per il presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, Alessandro Ortis rappresenta un «fondamentale strumento per far emerge la centralità delle iniziative a tutela delle famiglie, che vanno sempre più rafforzate», ha spiegato. Ma oltre al dialogo con le associazioni di categoria, per Ortis «è necessario puntare sul confronto tra le stesse Autorità. Dobbiamo far sì che il consumatore abbia le categorie e gli strumenti per attuare delle scelte veramente libere. Ma questo lo possiamo garantire solo attraverso l’attivazione di un sistema condiviso di controllo sulle regole». Per ora però è meglio partire dalle iniziative già sperimentate, come schede informative e di confronto tra i prezzi, miglioramento degli standard di qualità dei call center, e implementazione degli strumenti per la totale trasparenza. O ancora l’elaborazione di «vere e proprie linee guida improntate a criteri di semplicità», ha proposto Giuseppe Chiaravalloti, vice presidente dell’Autorità per la protezione dei dati personali. «Tutto ciò risponde anche all’esigenza di evitare quanto più possibile una frammentazione delle regole, nella piena consapevolezza che al centro del sistema vi è sempre e comunque il cittadino».


salute ELENCO DEI FARMACI SENZA OBBLIGO DI RICETTA MAGGIORMENTE VENDUTI IN ITALIA UNITÀ MOVIMENTATE

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VIVIN C - 20 compresse effervescenti

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GLICEROLO CARLO ERBA - Camomilla e Malva Adulti

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+ il decalogo

L’ACCORDO

Farmaci da banco, scatta l’operazione trasparenza P

rezzi “nascosti”? Non più. Mentre la liberalizzazione dei farmaci sembra destinata ad andare avanti (come assicurato più volte nei giorni scorsi dal ministro Scajola) ci è voluto un protocollo di intesa per porre fine alla poca trasparenza sui prezzi dei medicinali. Dal 16 ottobre in un poster da affiggere nelle farmacie vengono riportati i prezzi delle 20 confezioni di farmaci da banco più conosciute. In pratica, verrà esposto in vetrina una sorta di cartellone in cui sono elencati i prezzi in base all’elenco stilato ogni sei mesi dal ministero del Lavoro, salute e politiche sociali. Inoltre, presto arriveranno anche degli sconti extra sul prezzo dei generici. È quanto prevede il protocollo d’intesa sulla trasparenza dei prezzi dei farmaci da banco sottoscritto il 24 settembre scorso dai rappresentanti delle istituzioni e di categoria. A metà ottobre, quindi, ha preso il via la campagna informativa presso i punti vendita che sceglieranno di aderire e un tavolo tecnico istituito al ministero del Welfare che deciderà su come far risparmiare le Regioni attraverso un extrasconto sul prezzo degli equivalenti. Delle 20 confezioni - spiegano al ministero - 15 saranno da selezionare all’interno di un elenco dei 50 prodotti maggiormente commercializzati e 5 saranno individuate autonomamente dal singolo esercizio. L’iniziativa, promossa da



Antonio Lirosi, Garante per la sorveglianza dei prezzi, nasce dalle segnalazioni dei cittadini in crisi per l’assenza dell’indicazione del prezzo di vendita sulle confezioni dei medicinali e per la conseguente impossibilità di verificare gli sconti eventualmente proposti dalla farmacia o dal punto vendita. Una situazione che risale all’inizio del 2008, essendo venuto meno, in base alla Finanziaria 2007, l’obbligo per i produttori di indicare il prezzo.

Sconto e incentivo Per quanto riguarda il tavolo tecnico istituito al ministero del Welfare per

Più spazio alla distribuzione diretta

el 2007 la spesa per i farmaci essenziali (fascia A) è scesa del 5%, ma i ticket pagati dai cittadini sono saliti del 30% rispetto al 2006.I conti sono in rosso,va trovato un rimedio, ma quale? Si può provare con la distribuzione diretta e gratuita dei medicinali attraverso le farmacie ospedaliere o i distretti Asl a chi deve continuare le cure dopo un ricovero. Se-

N

Un cartellone affisso in farmacia con i prezzi delle confezioni da banco più conosciute. È il risultato di un protocollo di intesa firmato tra i rappresentanti delle istituzioni e le categorie interessate. E in arrivo ci sono anche sconti sui generici

condo Sifo, la Società italiana di farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie,saltare il passaggio dalle farmacie private permette ai pazienti di non pagare il ticket e allo Stato di risparmiare il 5060% sul prezzo finale della terapia.Prevista da una legge del 2001, la distribuzione diretta è stata però attivata a macchia di leopardo.

l’extrasconto sul prezzo dei generici, sembra esclusa, per il momento, l’idea di un taglio secco del 20% dei prodotti equivalenti, come ipotizzato a livello tecnico dalle Regioni che sperano così di ottenere 800 milioni di euro di risparmio sul costo dei medicinali. La strada prescelta sarebbe quella di lasciare il prezzo invariato, ma di accreditare lo sconto che le aziende fanno alle farmacie su grossi acquisti per due terzi al servizio sanitario e per un terzo alle farmacie come incentivo per le vendite dei farmaci a brevetto scaduto. «Non possiamo accettare in alcun modo», ha spiegato infatti Sergio Dompè, presidente di Farmindustria, «l’ipotesi di un taglio secco di prezzi visti i 18 interventi di tagli avvenuti negli ultimi anni. I prezzi italiani sono più bassi del 30% rispetto a quello degli altri Paesi europei». Soddisfatto dell’accordo Ugo Martinat, presidente del Cncu: «La Finanziaria 2007 ha abolito purtroppo l’obbligatorietà per i produttori di indicare il prezzo di vendita sulle confezioni di medicinali. Una norma che ha evidentemente creato disagi agli utenti, disorientandoli e costringendoli di fatto a non poter verificare e confrontare i prezzi nei vari esercizi di vendita». «Così facendo», ha detto Martinat, «è stata limitata la libera scelta dell’acquisto e la ricerca di punti vendita che proponessero sconti o offerte. Ho voluto fortemente che si giungesse alla firma del protocollo, che segna un passo avanti nella scelta fatta dal governo di rendere il più trasparente possibile i prezzi di prodotti che ricoprono un’importanza vitale per i consumatori». A firmare l’intesa c’erano i rappresentanti del ministero dello Sviluppo economico e del Welfare, del Garante per la sorveglianza dei prezzi, del Cncu, Federfarma, Assofarm, Anpi-Parafarmacie, Ancc-Coop, Federchimica(A.C.) Anifa e Farmindustria. www.governo.it

Occhio al prezzo E alla farmacia l tavolo di lavoro è stato necessario in quanto i consumatori erano disorientati dall’assenza di prezzo sulle confezioni dei medicinali. Bisogna ricordare tuttavia che

I

1. le spese per i farmaci di automedicazione sono detraibili fiscalmente. Per fare ciò è necessario presentare in farmacia o nelle parafarmacie la tessera sanitaria con il codice fiscale che va apposto sullo scontrino fiscale;

2. conoscere il prezzo di qualunque prodotto è un diritto imprescindibile di ciascun consumatore e riguarda ciascun prodotto;

3. è vero che i farmaci non possono e non devono essere paragonati ai beni di largo consumo, però dovendo sborsare somme cospicue per l’acquisto dei medicinali è possibile chiedere preventivamente il costo del farmaco che si sta per acquistare. Se risulta eccessivo rispetto alle aspettative o al prezzo già noto, nulla di male a dire «no grazie»;

4. l’accordo firmato presso il ministero dello Sviluppo economico prevede l’adesione su base volontaria dei singoli punti vendita all’esposizione del prezzo di almeno 20 farmaci di largo utilizzo tramite un pannello dalla grafica concordata. L’assenza di questo cartello dovrebbe dissuadere dall’entrare negli esercizi di vendita dei farmaci, perché non si dimostra attenzione ai diritti di informazione dei consumatori.A tal proposito si invita a segnalarci via email sia le famacie, le parafarmacie, i corner della grande distribuzione che espongono il cartello, sia quelli che non lo espongono.Aiuteremo il Garante dei prezzi alla sorveglianza.

Rossella Miracapillo ofs@movimentoconsumatori.it


rubriche

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Consumers’approfondimenti

+ ConsumerEuropa La Ue dichiara guerra alle pile usate

mette ai navigatori di essere informati sui comportamenti poco etici di aziende e istituzioni, semplicemente navigando sui loro siti o cercandoli con il motore di ricerca Google. Da provare.

stata adottata il 26 settembre la nuova normativa europea che impone la raccolta e il riciclaggio corretti delle pile usate e che stabilisce la responsabilità dei produttori quando le pile si trasformano in rifiuti. La nuova direttiva introduce una stretta sull’uso di sostanze pericolose nelle nuove pile e innalzamento dei target di raccolta differenziata e riciclaggio di quelle divenute rifiuti. Le pile contengono un insieme di metalli nocivi per la salute umana e l’ambiente, fra i quali, in certi casi, metalli pesanti pericolosi come il piombo, il cadmio e il mercurio.Al momento solo sette Paesi hanno recepito integralmente la normativa: Lettonia, Spagna, Lituania, Malta, Olanda,Austria e Slovenia, e altri tre (Polonia, Finlandia e Lituania) si sono adeguati parzialmente. Queste le principali modifiche introdotte: - una serie di limitazioni per i produttori all’uso del mercurio in tutte le pile e all’uso del cadmio nelle pile portatili; l’obbligo di riciclare tutte le pile raccolte (con le eventuali deroghe per le pile portatili pericolose); - una serie di disposizioni che disciplinano la raccolta o il ritiro di tutti i tipi di pile e che fissano obiettivi a livello nazionale relativi alla raccolta delle pile portatili. Esse impongono: - la raccolta di almeno il 25% delle pile portatili utilizzate annualmente in ogni Stato membro entro il 2012, percentuale che passerà al 45% entro il 2016; - una serie di limitazioni per i produttori all’uso del mercurio in tutte le pile e all’uso del cadmio nelle pile portatili; - il divieto di smaltimento in discarica o mediante incenerimento, delle pile industriali o delle batterie per autoveicoli; - i processi di riciclaggio per i diversi tipi di pile devono soddisfare determinati livelli di efficienza; - l’obbligo, in conformità al principio della responsabilità del produttore, per i produttori di pile di finanziare i costi della raccolta, del trattamento e del riciclaggio delle pile usate.

www.knowmore.org

Sonia Chilà

È

PARLIAMONE

Crisi finanziaria, un paio di consigli per evitare di farsi prendere dal panico di Gustavo Ghidini*

Controllare, controllare, controllare

l primo consiglio, per tutti, è quello di non farsi prendere dal panico. Fortunatamente il sistema bancario e finanziario italiano non è evoluto (!) come quello americano, ed è quindi esposto a minori rischi, anche di riflesso. Ad esempio, i nostri mutui vengono concessi non sull’intero valore dell’immobile - spesso anzi, per la metà o poco più - e mai, che io sappia, su ipotetici incrementi futuri di valore degli immobili. Il panico, invece, può scatenare reazioni a catena, delle quali - la storia insegna - fanno le spese soprattutto i piccoli risparmiatori. Consigli? Solo due. Uno per chi non ha, o non ha ancora, capacità di risparmio; ed uno per chi ha già risparmi investiti. Chi non ha risparmi, deve a mio avviso attenersi a una sola regola : cercare di non fare debiti, salvo casi di vera, ineliminabile necessità. Niente ricorso al credito, dunque, per viaggi, matrimoni, e in genere per ogni spesa rinviabile. Già è difficile per molti arrivare a fine mese guai se si aggiungessero, senza vera necessità, gli oneri di interessi che, nel credito al consumo, possono facilmente arrivare, già oggi, a tassi dell’ordine del 15% annuo. Oggi, domani, con ogni probabilità, viste le inevitabili strette sul credito, i tassi saliranno ancora - già il tasso di riferimento della Banca centrale europea (Euribor) ha cominciato a salire ancora proprio subito dopo lo scoppio della crisi mondiale.

A chi ha risparmi investiti in gestioni finanziarie, o assicurativo-finanziarie - non semplici Bot o buoni postali, per intenderci - il consiglio è “controllare”, controllare con pedanteria la qualità e struttura dell’investimento. Con pedanteria, dunque, suggerisco di chiedere al promotore finanziario che segue il “portafoglio”, di precisare per iscritto una serie di dati rilevanti, il cui insieme fornirà la spia della tranquillità o meno dell’investimento. Chiederei dunque di fornire, entro un breve termine (7 giorni lavorativi):

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1) nel caso di mere gestioni, il dettaglio dei titoli in portafoglio (nel caso in cui i portafogli includano quote di Fondi di investimento, analogo dettaglio dei sottostanti patrimoni); 2) nel caso di investimenti di tipo assicurativo:

a) l’identificazione del gestore; b) l’esistenza di coperture (e da parte di chi); c) le eventuali posizioni in derivati: quanti e quali - in particolare precisando se fra detti strumenti siano inclusi anche prodotti di tipo “esotico”; d) nel caso di prodotti Unit Linked, o Index Linked, la composizione del fondo sottostante e/o del parametro del riferimento. *presidente onorario Movimento Consumatori

+ ConsumerWeb alvolta basta poco. È quanto devono aver pensato i promotori dell’estensione (o plugin) per il browser Firefox nota come «KnowMore» («Per saperne di più»).Una volta installata sul proprio computer, infatti, questa soluzione per-

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tra le righe Quanto pesano le nostre scelte d’acquisto? di Lorenzo Miozzi

IL GESTO CHE CAMBIA L’ECONOMIA

VIVERE SENZA CINA

gni volta che mettiamo mano al nostro portafoglio per i nostri acquisti, facciamo una scelta. Una scelta che è estremamente importante. Un voto, come lo definisce l’autore, Leonardo Becchetti, che si nasconde nel nostro portafoglio, perché scegliendo di acquistare tutti i giorni prodotti del commercio equo e solidale, o spostando i nostri risparmi in una banca etica, andiamo ad incidere direttamente sulla qualità della vita di milioni di persone. E anche le imprese e le istituzioni possono diventare più responsabili. Questo voto è un voto importante, che non andrà perduto, può essere collettivo, e ha il potere di far vivere la democrazia. Un gesto quotidiano che nella sua semplicità può cambiare l’economia, e ricondurla al suo compito naturale: quello di assicurare benessere a tutti gli abitanti del pianeta. Il potere di un acquisto giusto e consapevole può e deve quindi incidere, ha un valore etico che non bisogna dimenticare ogni volta che da consumatori scegliamo e compriamo.

oicottare la Cina! Smettere di comprare cose fatte lì. È quello che racconta in questo diario, poi diventato libro, l’autrice, di professione giornalista. Selezionare B gli acquisti accuratamente, in modo da non rendersi “complice” del successo

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Leonardo Becchetti Il Voto nel Portafoglio Il Margine Editore, 164 pagine - 14,00 euro

commerciale del Gigante Asiatico. Una sorta di “vegetarianismo geo-culturale”, insomma. L’autrice scopre che il suo modo di essere consumatore, di fare gli acquisti quotidiani, di rapportarsi al mondo del consumismo, di dare il significato alle cose che si comprano ed usano, è cambiato. E scopre che, confessiamolo, la Cina offre molte ragioni per non starci particolarmente simpatica: non rispetto dei diritti umani, utilizzo dei bambini nella fabbriche, questione tibetana (e chissà quante altre ignote), utilizzo di sostanze nocive, contraffazione e chi più ne ha più ne metta. La situazione è peggiorata dal fatto che noi, coi cinesi, sentiamo di non riuscire a comunicare per davvero, anche quando parliamo la stessa lingua (che significa che loro hanno imparato la nostra). Un libro divertente, da leggere per riflettere. Sara Bongiorni Un anno senza “Made in China” - L’avventura di una famiglia nell'economia globale Baldini e Castoldi, 308 pagine - 16,90 euro


rubriche

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Consumers’ notizie

Acquistare straniero conviene

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GIUSTIZIA

Class action, appello delle associazioni «Dal 1° gennaio si parta davvero»

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a class action deve entrare in vigore dal 1° gennaio 2009, senza ulteriori slittamenti. È una delle richieste contenute nel documento programmatico firmato dalle 17 associazioni dei consumatori del Cncu (che riunisce quelle accreditate al ministero dello Sviluppo), al termine della IX sessione programmatica, Dieci anni di attività del Cncu. L’incidenza del consumerismo sul territorio, svoltasi a Saint Vincent il 10 e l’11 ottobre. Il documento raccoglie le richieste delle associazioni dei consumatori alle istituzioni e verrà consegnato a governo e Regioni. Per quel che riguarda la class action «l’assemblea dei delegati», si legge nel documento, «consapevole che la grave crisi finanziaria causata da un mercato privo di regole avrà forti conseguenze negative sullo sviluppo economico, sui redditi e i risparmi delle famiglie, rende ancora più necessario uno strumento di tutela collettiva quale la class action. Qualora il governo e il Parlamento non siano

Meno contanti, più sicurezza empre più italiani preferiSscono le carte di pagamento al denaro contante, ma rispetto all’Europa siamo ancora indietro. Per questo Pagobancomat e Visa hanno realizzato una campagna di informazione su televisione, stampa e web per far conoscere questi strumenti di pagamento, più vantaggiosi per la semplicità d’uso, il migliore controllo delle uscite e la maggiore sicurezza rispetto a contanti e assegni. Secondo i dati dell’Abi, oggi nel nostro Paese ogni cittadino fa in media 21,6 operazioni con carte di



i conti in tasca

in grado di portare i miglioramenti promessi quali l’estensione alla pubblica amministrazione, le associazioni chiedono che comunque la normativa approvata dal parlamento entri in vigore al 1° gennaio 2009». Altro punti toccati nel documento, i farmaci: «L’assemblea ritiene che il processo di liberalizzazione non debba essere rimesso in discussione poiché grazie alla riforma e alla concorrenza la spesa farmaceutica si è ridotta ed il servizio è migliorato con oltre 2mila parafarmacie e corner». L’assemblea chiede infine «al Parlamento che le risorse finalizzate alla tutela dei consumatori non siano dirottate ad altre finalità». Infine, il Cncu condivide l’esigenza di rafforzare i criteri di rappresentanza previsti dalla legge per evitare eccessiva frammentarietà e allo stesso tempo «garantire e salvaguardare la nascita e lo sviluppo dell’associazionismo».

pagamento all’anno, cioè meno della metà della media europea pari a 50,5. www.abi.it

Task force per migliorare la filiera

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na task force per una filiera più efficiente per battere il lievitare dei prezzi nei vari passaggi: è il risultato di un tavolo congiunto tra i rappresentanti dell’industria alimentare e le organizzazioni della distribuzione convocato al ministero dello Sviluppo. Ogni mese verrà fatta una verifica sullo stato di avanzamento dei lavori. www.osservaprezzi.it

risi da protafogli vuoti? Un rimedio c’è. E molti italiani lo sperimentano già:optare per servizi e prodotti offerti dagli imprenditori stranieri, che garantiscono un abbattimento dei costi fino al 50%.Per risparmiare infatti sempre più consumatori italiani (+83,3% in Lombardia, +73,3% in Italia) si rivolgono ad artigiani e fornitori di servizi stranieri (pizzerie, parrucchieri, massaggi o lavanderie),decisamente più economici di quelli autoctoni.Per esempio,per una pizza margherita da asporto si risparmia mediamente il 13,3%,per un taglio di capelli da uomo si può arrivare a meno 48,6%,il parrucchiere da donna arriva a costare fino al 57,2% in meno, per lavare un vestito si può risparmiare in media il 6,3%, per una gonna il 10,3, per un massaggio il 46.I dati emergono da una ricerca della Camera di commercio della Brianza.Tra i settori più interessati dalla crescita delle imprese si trovano l’edilizia (+164,8% in Lombardia e +144,6% in Italia), ma anche il comparto alberghiero e la ristorazione, con un incremento del 74,6% in Lombardia e del 35,3% a livello nazionale.

www.tuttoconsumatori.it

E-commerce, nuove regole comunitarie a Commissione Europea ha Lvarato una nuova direttiva in materia di e-commerce: «I venditori dovranno fornire maggiori informazioni riguardo prezzi, tasse e spese aggiuntive», spiega Meglena Kuneva, commissario Ue per la Tutela dei consumatori. «Inoltre saranno maggiormente vincolati a rispettare i tempi di consegna e a fornire le normali garanzie in caso di prodotti non consegnati o difettosi. La direttiva permetterà al consumatore di esercitare il diritto di rimborso entro 7 giorni per perdita, dan-

neggiamento o mancata consegna». ec.europa.eu

Il decalogo degli agenti immobiliari dempiere sempre al do«Avere di verità»e «Definire sempre in anticipo chiaramente e senza ambiguità la tipologia delle prestazioni e l’ammontare dei compensi»: sono alcuni dei punti del primo Codice deontologico per gli agenti immobiliari e i mediatori creditizi stilato dalla Fiaip Federazione italiana agenti immobiliari professionali, a tutela dei consumatori. www.fiaip.it

Acqua, appello Ue anti spreco europeo solleciItal Parlamento il rinnovo delle infrastrutture e delle tecnologie che promuovano un uso più efficiente dell’acqua e riducano le perdite di rete, ricorrendo anche ai fondi strutturali Ue. Chiede poi una politica tariffaria che induca i consumatori a ridurre gli sprechi. L’assemblea di Strasburgo invita l’Unione europea a lanciare una campagna pubblica per sensibilizzare i cittadini e per incoraggiarli ad intraprendere azioni concrete anti spreco. www.europarl.europa.eu

dalle sezioni

Caserta

Andria

Livorno

Spesa a chilometri zero

I giorni del buon consumo

Sos usura

alorizzare e diffondere i prodotti locali. Questo lo scopo del progetto Terra Verde che si basa sull’idea della filiera corta. Un progetto che nasce dalla collaborazione fra Cia Napoli-Caserta e Movimento consumatori Caserta che, tra le prime attività, prevede la costituzione di una associazione temporanea di scopo che avrà il compito di gestire il primo punto vendita in via Tanucci, nel centro di Caserta. Ovidio Marzaioli, presidente regionale Movimento Consumatori, ha commentato la sinergia tra le due realtà in modo positivo: «Si tratta di un progetto innovativo che per la prima volta adotta una formula nuova per valorizzare i prodotti locali. Puntiamo molto sulla qualità dei prodotti cosiddetti a chilometro zero, tanto più se i produttori aderiscono al marchio di qualità della Regione Sapori di Campania: un marchio che garantisce i consumatori sulla qualità dei prodotti». Il progetto partirà da Caserta con l’idea di espandersi prima a livello regionale e poi a livello nazionale.

a sezione di Andria del Movimento Consumatori, assieme a un gruppo di altre associazioni, ha ottenuto dal sindaco l’adozione di una ordinanza che ribadisce il divieto di vendita negli esercizi pubblici di alcol ai minorenni. Di fatto esiste già una normativa nazionale, ma viene puntualmente disapplicata. Su Andria è stata effettuata una verifica in almeno 40 esercizi commerciali, ottenendo sempre lo stesso risultato. «Tutto ciò è in totale contraddizione con la legge che impone il controllo alcolometrico nei giovani alla guida», spiega Rossella Miracapillo, presidente regionale di MC Puglia.«Il concetto base è che la cultura del bere consapevole deve partire sin dall’età più giovane e consentire la vendita o peggio la somministrazione di alcolici, anche delle cosiddette bevande soft drink, ai minorenni è inconcepibile. In Paesi come l’Inghilterra il divieto di vendita è strettamente osservato dagli stessi esercenti».Aver ottenuto attenzione dal sindaco su questo tema ci fa ben sperare», conclude Rossella Miracapillo, «ma è fondamentale che l’attenzione sul tema non si abbassi mai».

i è svolto a Livorno il 10 ottobre scorso, nell’ambito della manifestazione «Toscana dei Consumatori», un convegno sul tema Indebitamento, usura e consolidamento del debito familiare.All’incontro, ospitato dalla Camera di commercio di Livorno, hanno partecipato Benedetto Tuci, presidente del Movimento Consumatori della Toscana, Luca Casolaro, esperto del settore del credito, Giampaolo Luzzi, in rappresentanza delle agenzie recupero crediti, e Marco Solimano, presidente Arci Livorno. I relatori hanno approfondito il tema del debito delle famiglie in questo particolare momento di crisi, con particolare riferimento alla situazione toscana. Durante l’incontro, il presidente Tuci ha sottolineato l’importanza per l’associazione di incontri di approfondimento questo tipo «al fine di conoscere dati aggiornati e studi auterevoli sulla situazione economica e sociale, al fine di concentrare gli sforzi e le risorse». «È una questione», ha affermato Tuci, «di fondamentale importanza per i consumatori».

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Caserta@movimentoconsumatori.it

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andria@movimentoconsumatori.it

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livorno@movimentoconsumatori.it


rubriche

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Consumers’ iniziative

Così i bambini guardano all’“altro”

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L’IDEA

A Mestre diritti “on the road” per cittadini più consapevoli

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econda edizione e quattro nuovi appuntamenti per Consumatori in piazza, il progetto del Movimento Consumatori della sezione di Venezia che nell’arco di tutto il mese di ottobre, nell’ambito del calendario di iniziative Da San Michele alla Sortita, ha lo scopo di “raccogliere” i cittadini intorno al luogo di incontro per eccellenza: la piazza (in questo caso la piazzetta Coin di Mestre), sensibilizzandoli sui temi dei diritti dei consumatori.

Nel dettaglio

Spesa consapevole

Sabato 18 ottobre è la volta di una giornata dedicata al commercio equo e solidale. L’evento si inserisce nella settimana di promozione degli acqui18 ottobre sti sostenibili di Io faccio la spesa giusta. Io faccio la spesa giusta Organizzata da Fairtrade Italia e in Movimento Consumatori e Fairtrade Italia programma dal 18 al 26 ottobre, la avviano la settimana per il commercio equo e settimana ha come obiettivo quello di solidale dare la possibilità ad un numero sem25 ottobre pre maggiore di consumatori di conoSalvaspesa scere altre modalità di acquisto reCampagna in collaborazione con Regione sponsabile. In tutto il mondo sono Veneto sempre più numerosi coloro che scelDiritti sul pullman venezia@movimentoconsumatori.it gono il commercio equo: basti pensaSi è partiti il 4 ottobre scorso con la re che nel 2007 sono stati spesi in tutGiornata dello Sportello del Consuto il mondo 2,3 miliardi di euro in matore (www.sportellodelconsumatore.com). In collabora- prodotti certificati Fairtrade con una crescita del 47% rispetzione con la Regione Veneto, il pulmino portadiritti del Mo- to al 2006 che ha beneficiato un milione e mezzo di produtvimento Consumatori ha stazionato in piazza, dalle 10 alle tori e lavoratori di 58 Paesi in via di sviluppo. I consumatori 13, per fornire informazioni ai cittadini sulle iniziative pro- italiani nel 2007 hanno acquistato prodotti certificati Fairmosse dall’associazione e divulgare la conoscenza sulle atti- trade per un valore di 38 milioni di euro con una crescita del vità realizzate nella comunità per migliorare la qualità della 12% rispetto al 2006. vita.

Consumatori in piazza Le prossime tappe

Salvaspesa Guida sicura La manifestazione è proseguita l’11 ottobre con la Giornata europea della sicurezza stradale (un’anticipazione della European Road Safety Charter tenutasi il13 ottobre). Un appuntamento per sensibilizzare la cittadinanza sul tema della sicurezza stradale in un periodo in cui incidenti mortali, dovuti specialmente alla guida in stato di ebbrezza, sono all’ordine del giorno. Un’occasione per riflettere sulla prevenzione e sulle grandi responsabilità di chi guida.

Per Consumatori in piazza l’ultima data prevista è il 25 ottobre. L’edizione si chiude con la campagna Salvaspesa realizzata in collaborazione con la Regione Veneto. L’iniziativa conclude la manifestazione che vede, da questa edizione, l’avvio della collaborazione con il Comune di Venezia. Un ulteriore segno di volontà da parte dell’associazione di rendere nel tempo Consumatori in piazza un appuntamento fisso con i cittadini per i cittadini. www.sportellodelconsumatore.com

FOCUS FAIRTRADE

Bolivia, commercio equo nell’occhio del ciclone Nelle province ribelli è attacco ai contadini

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are commercio equo all’interno di una realtà politica e sociale difficile significa spesso rischiare la vita. È quello che è successo lo scorso settembre a 15 contadini della cooperativa Coinacapa - che produce noci dell’Amazzonia importate in Italia dalla cooperativa Chico Mendes di Modena vittime innocenti di scontri politici e colpiti proprio perché al centro di un’economia che vuole risollevarsi e fondarsi su basi positive. L’origine risale allo scontro in atto tra il governo centrale boliviano di Evo Morales e cinque governatori regionali delle aree più ricche del Paese (dipartimenti di Santa Cruz, Pando, Beni, Tarja, Chuquisaca), sostenuti dai grandi latifondisti e da gruppi della destra radicale boliviana: uno scontro che a settembre è degenerato in violenza. Il

tentativo di nazionalizzazione delle risorse petrolifere e del gas per finanziare il sistema pensionistico e la proposta di nuova Costituzione da parte di Morales hanno scatenato la protesta delle cinque regioni che chiedono totale autonomia politica ed amministrativa, a tutti gli effetti una secessione. I governatori ribelli, e le bande paramilitari da loro finanziate, hanno occupato impianti petroliferi e del gas, imposto blocchi stradali, attaccato sedi sindacali e cooperative di campesinos. I fatti più gravi si sono svolti, tra l’altro, nella regione del Pando, nella zona di Porvenir, l’area dove la cooperativa Chico Mendes Modena (anche con la presenza di una volontaria) sostiene e promuove cooperative di produzione di noci dell’Amazzonia e di miele, come Coinacapa di Porvenir.

Leggere per crescere

Giovedì 11 settembre, alle 3 del mattino, nella localitá Tres Barracas, vicina alla cittadina di Porvenir, sono stati selvaggiamente uccisi a colpi di mitragliatrice almeno 15 contadini, ma il numero definitivo deve essere ancora accertato. Si stavano dirigendo in parte ad un mercato locale ed altri a una riunione della loro organizzazione dipartimentale. Uomini, donne e bambini scappavano per salvarsi mentre erano crivellati di colpi, feriti e catturati a forza per essere poi torturati e consegnati dai gruppi illegali della prefettura alla polizia asservita al governatorato locale. Il modo migliore per aiutare i contadini e la popolazione civile del Pando è quello di sostenere i loro progetti, di informarsi, di tenere l’attenzione vigile, di acquistare i loro prodotti. www.chicomodena.it

piegare ai propri figli perché ci sono persone che hanno abitudini diverse dalle nostre sembra, per gli adulti, molto difficile. In realtà, quello che forse non si ricorda, è che i bambini si adattano più facilmente, a dispetto dei grandi,ai cambiamenti e alle novità.Usi e costumi che per noi sono considerati non abituali, rappresentano per il bambino semplicemente un ulteriore modo di vivere, considerato né più né meno pari al nostro. «Come ti chiami?» e «Da dove vieni?» sono le domande più frequenti che un bambino rivolge a una persona che non ha mai visto, senza alcun pregiudizio culturale o sociale. Conoscere l’“altro” è un momento carico di emozioni e di scoperta per i più piccoli,che coinvolge il loro sviluppo e la loro maturazione. Proprio prendendo esempio dall’infanzia, gli adulti potrebbero imparare molto. Il racconto e la lettura ad alta voce di storie di Paesi lontani,di fiabe e tradizioni antiche possono rappresentare un utile strumento per conoscere e svelare altre culture e costumi. Così facendo si potrebbe scoprire che la “nostra” Cenerentola è in realtà nata proprio in Cina e che il famoso Giufà siciliano si ritrova in tutti i Paesi del Mediterraneo.Personaggi ponte tra culture che sembrano così lontane ci fanno ricordare che siamo tutti simili. È proprio con il comune obiettivo di favorire l’integrazione, l’accoglienza e la migliore convivenza che GlaxoSmithKline, all’interno del progetto Leggere per Crescere intercultura, ha deciso, in collaborazione con Unicef, di indire una tavola rotonda in cui si riuniranno, il prossimo 23 ottobre a Roma presso la sede di Unicef Italia,enti ed istituzioni sul tema delle migrazioni dalla parte dei bambini. Piccoli e genitori al centro dell’attenzione per capire le motivazioni che spingono migliaia di persone a compiere queste peregrinazioni verso altri Paesi, ma non solo.Al centro degli interventi della tavola rotonda sarà la pubblicazione Tu e il tuo bambino nel primo anno di vita. Conoscerlo di più per allevarlo meglio un fascicolo realizzato da GSK in sette lingue e rivolto ai genitori di bambini provenienti da altri Paesi per aiutarli nella nuova situazione ad accudire i loro piccoli nel miglior modo possibile conoscendo i servizi sociosanitari disponibili sul territorio.

Ilaria Piubelli www.leggerepercrescere.it

Supplemento al numero di VITA di questa settimana Reg. Trib. di Milano n. 397 dell’8 luglio 1994 Direttore responsabile: Giuseppe Frangi Direttore editoriale: Riccardo Bonacina Inserto a cura di: Angela Carta e Piero Pacchioli Coordinamento redazionale: Silvano Rubino Progetto grafico: Antonio Mola Stampa: CSQ - Centro Stampa Quotidiani via dell’Industria, 52 - 25030 Erbusco (BS)


rubriche

Consumers’ insieme MOVIMENTO CONSUMATORI

Insieme per una società responsabile I

l Movimento Consumatori è un’associazione autonoma ed indipendente senza fini di lucro, nata nel 1985 per iniziativa di un gruppo di cittadini e di esperti, sollecitato dall’esigenza di tutelare i diritti dei consumatori.

Tutti i cittadini sono soprattutto consumatori. Tutti i consumatori hanno diritti. Il Movimento si propone di offrire ai cittadini migliori condizioni di consumo, cercando di influenzare le controparti istituzionali e private affinché forniscano servizi e prodotti adatti alle esigenze degli utenti. Il Movimento Consumatori aiuta, segue e consiglia i propri soci con servizi di consulenza specializzati, li rappresenta presso organismi pubblici e privati, erogatori di servizi e fornitori di beni, e li sollecita a prendere coscienza dei propri diritti e delle proprie responsabilità.

I perché di una scelta Elemento distintivo dell’associazione è l’attenzione nei confronti dei problemi pratici che il consumatore si trova a dover affrontare nella vita quotidiana. Questa attenzione si traduce nell’attività delle circa cinquanta sedi locali MC, distribuite su tutto il territorio nazionale, che erogano sia un servizio di informazione e orientamento sui diritti dei cittadini consumatori, sia un servizio di consulenza e tutela legale ex-post, attività centrale della nostra associazione. Il Movimento Consumatori mette inoltre a disposizione dei cittadini una procedura di conciliazione (procedura di risoluzione stragiudiziale) per le seguenti realtà: Telecom, Tim, Wind, H3g, Ania, Enel, Banca Intesa, Banco Posta e Poste Italiane, Capitalia. Questa attenzione si traduce anche nell’attività istituzionale del Movimento Consumatori, ovvero nel dialogo costante con tutte

Il Movimento Consumatori si finanzia attraverso la partecipazione a progetti assegnatigli dalle pubbliche istituzioni e attraverso le quote associative. Con MC puoi iscriverti e assicurarti gratuitamente, per un intero anno, con una polizza assicurativa di tutela legale. Movimento Consumatori e D.A.S.Assicurazioni S.p.A. hanno stipulato una convenzione esclusiva per i soci del Movimento Consumatori, che potranno scegliere la polizza “Contratto Protetto”o “Vita Privata”per ogni controversia futura alla data di iscrizione al Movimento Consumatori. Perché prevenire ti permette di far valere i tuoi diritti con ancora più forza! Leggi le condizioni complete sul sito www.movimentoconsumatori.it o scrivi a info@movimentoconsumatori.it; oppure telefona allo 0648.800.53 o rivolgiti alla sede MC più vicina. Puoi diventare: Socio simpatizzante – quota 15 euro: iscritto al Movimento Consumatori con diritto all'abbonamento al mensile Consumers’ magazine e alla polizza assicurativa di tutela legale "Contratto protetto",per un anno.

le controparti, istituzioni, aziende, associazioni di categoria, media, per indirizzare preventivamente le decisioni in favore di una maggiore tutela del cittadino-consumatore e per realizzare insieme a queste realtà iniziative di educazione a un corretto e consapevole stile di consumo. MC lavora anche insieme ai cittadini-consumatori: infatti, sin dalla nascita, MC ha ritenuto prioritario impegnarsi in azioni che contribuissero alla presa di coscienza non solo dei diritti, ma anche delle responsabilità individuali da parte dei cittadini. Ecco perché MC collabora, sostiene ed è socio di tante realtà impegnate trasversalmente su temi fondamentali come la tutela dei minori, l’ambiente, la promozione della cultura e della solidarietà, il consumo critico e il commercio equo-solidale, per citarne alcuni.

Settori di attività Il Movimento Consumatori in specifico opera nei seguenti settori: Sicurezza alimentare; Ambiente ed energia; Assicurazioni; Casa e condominio; Commercio; Comunicazioni; Concorrenza e liberalizzazione; Banche, credito e risparmio; Farmaci e salute; Giustizia; Diritti dei cittadini migranti; Minori; Prezzi e tariffe; Pubblica amministrazione; Pubblicità ingannevole; Responsabilità sociale; Trasporti e turismo. MC si è anche battuto per la riduzione del prezzo del latte in polvere per neonati. Numerose famiglie risparmiano sui prodotti per neonati grazie ai Gruppi d’acquisto MC. Grazie all’attività degli osservatori Farmaci & Salute, Credito & Risparmio e Pubblicità ingannevole, MC ha promosso negli anni importanti campagne di informazione e educazione a favore dei consumatori, tutelato migliaia di cittadini risparmiatori, vagliato centinaia di pubblicità verificandone la fondatezza e la non ingannevolezza. Info: www.movimentoconsumatori.it

Socio ordinario – quota 35 euro:iscritto al Movimento Consumatori con diritto alla consulenza legale per un anno, all'abbonamento al mensile Consumers' magazine e alla polizza assicurativa di tutela legale "Contratto protetto", per un anno. Socio Sostenitore – quota 50 euro: iscritto al Movimento Consumatori con diritto alla consulenza legale per un anno, all'abbonamento al mensile Consumers’ magazine e alla polizza di tutela legale "Vita privata”, per un anno. Puoi versare la quota associativa tramite bollettino postale c/c n° 66.700.709 o bonifico bancario BANCOPOSTA - IBAN: IT 36 N 07601 03200 0000 66700709 intestato a Movimento Consumatori Sede Nazionale - via Piemonte, 39/A - 00187 Roma. Puoi utilizzare anche la carta di credito, pagando on line (http://www.movimentoconsumatori.it/associarsi.php). Per attivare il prima possibile il sistema di tesseramento invia una e-mail confermando i tuoi dati a tesseramento@movimentoconsumatori.it oppure invia un fax allo 06-48.20.227 all’attenzione dell’ufficio tesseramento MC. informazioni: tel. 06- 48.800.53

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Contatti

Sezioni e sportelli Ecco la rete territoriale Il Movimento Consumatori conta attualmente circa 50 tra sezioni e sportelli, operanti in tutta Italia. Per usufruire del servizio di consulenza legale cercate la sede locale del Movimento Consumatori a voi più vicina. Gli indirizzi delle sedi MC si trovano sul sito nazionale

www.movimentoconsumatori.it

ABRUZZO Vasto 0873/370783

CALABRIA Cosenza,Tel. 0984/437781 Reggio Calabria,Tel.0965/33051

CAMPANIA Avellino,Tel. 0825/22626 Benevento,Tel. 0824/944500 Caserta,Tel. 0823/220742 Napoli,Tel. 081/4976238 Salerno,Tel. 089/2580829

EMILIA ROMAGNA Modena,Tel. 059/3367171 Parma,Tel. 0521/289951

LAZIO Roma,Tel. 06/39735013 Roma Centro,Tel. 06/45476910 Tivoli (RM),Tel. 0774/334270

LIGURIA Genova,Tel. 010/2471188 Sanremo (IM),Tel. 0184/597675

LOMBARDIA Brescia,Tel. 030/2427872 Lecco,Tel. 0341/365555 Milano, 02/80583136 Pavia, 0382/22772 Varese, 0332/810569

MOLISE Campobasso,Tel. 0874/411086

PIEMONTE Bra,Tel. 0172/431281 Cuneo,Tel. 0171/602221 Torino, 011/5069546

PUGLIA Andria,Tel. 0883/591030 Bari,Tel. 080/5227965 Cerignola (FG),Tel. 0885/420637 Molfetta (BA),Tel. 080/3354776 Noci (BA),Tel. 080/4978650 Ostuni (BR),Tel. 0831/305991 San Severo (FG),Tel. 0882/376032 Taranto,Tel. 099/7324647

SICILIA Biancavilla (CT),Tel. 338/6322345 Catania,Tel. 095/7128729 Messina,Tel. 090/2924994 Palermo,Tel. 091/6373538 Paternò (CT),Tel. 095/858449 Siracusa, 333 4111233 Trapani, Tel. 0923/712879

TOSCANA Cecina (LI),Tel. 0586/754504 Firenze Nord,Tel. 055/4250239 Livorno,Tel. 0586/892984 Lucca Tel. 0583/490004 Pistoia Tel. 0573/946482 Pontedera-Valdera (PI),Tel. 0587/57467 Prato,Tel. 0574/635298-546130 Versilia (LU),Tel.0584/31811

UMBRIA Perugia, 075/5731074

VENETO Padova,Tel. 049/8071318 Treviso,Tel. 0422/545000 Venezia-Mestre,Tel. 041/5318393 Verona,Tel. 045/595210 Vicenza,Tel. 0444/1832641

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CONSUMERS' MAGAZINE - ottobre 2008