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OTTOBRE 2012

Anno 1 Numero 3

MOTORSPORT BUSINESS MAGAZINE

La prima newsletter per gli operatori del settore

Mostra convegno internazionale ModenaFiere - 31 gennaio • 1 febbraio 2013 www.motorsportexpotech.it

Ghinzani, missione giovani talenti Ha vinto tutto, ora cerca nuovi campioni a pag. 12

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Tra costi e prestazioni

Inchiesta sul mondo delle gomme

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Pistal, cuore d’acciaio

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Più spazio in tv

10 Casolari punta sulla ricerca

26 Ricci: più visibilità al motocross


ModenaFiere

31 Gennaio - 1 Febbraio 2013

www.motorsportexpotech.it

Motorsport è un marchio di: viale Virgilio, 58/B • 41123 Modena ph. +39 059 848380 · fax +39 059 848790 segreteria@motorsportexpotech.it

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Motorsport Business Magazine | Ottobre 2012

Sommario 04 Editoriale 06 Costi e prestazioni: inchiesta sul mondo delle gomme 10 Giorgio Casolari racconta la crescita di Pistal Racing 12 Ghinzani a caccia di giovani talenti 14 MPE, progetti d’alto livello tra ricerca e competizioni 20 Gieffe, il segreto è l’information technology 24 Rally: A-Style, il coraggio di sfidare i “grandi” 26 Motocross: Ricci Racing apre il dibattito sulle tv 28 Al volante con… Thomas Biagi 30 MTS, una scuola dedicata al motorsport 36 Le novità in libreria 38 Il punto sui campionati 42 Da non perdere: le gare di novembre

Motorsport Business Magazine N. 03 Ottobre 2012

www.motorsportexpotech.it

Hanno collaborato Vincenzo Barreca Alessandro Bertuzzi Federica Cazzola Rosario Giordano Carlotta Giuliani

Impaginazione Joele Lucherini studiono.it

Contatti Ufficio Stampa: press@motorsportexpotech.it Commerciale: commerciale@motorsportexpotech.it

Un bel duello tra Frassineti e De Benedetto al Mugello in una prova del Campionato GT. Il calendario con le prossime gare li potrete trovare nella rubrica appuntamenti n. 03 | pag. 3


Motorsport Business Magazine | Ottobre 2012

Editoriale

Un business senza confini

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’appuntamento del 31 gennaio si avvicina, Motorsport Expotech sta già raccogliendo adesioni e consensi e noi, con la nostra newsletter, cerchiamo ogni mese di dare spazio a più voci possibili in questo bellissimo mondo del motorismo da competizione. In questo numero leggerete la prima parte di una nostra inchiesta sul mondo degli pneumatici, poi le storie dei protagonisti, i team e i produttori, i distributori e i piloti. Immancabili, come sempre, le sezioni sui risultati dei campionati più importanti e quella dedicata agli appuntamenti. Ma c’è un tema che fino ad oggi, in questi tre numeri, abbiamo sempre avuto come filo conduttore: l’attenzione nei confronti dei giovani. Nello scorso numero abbiamo parlato della Scuola Federale Piloti, questa volta invece proponiamo la Motorsport Technical School, un’opportunità senza eguali in Italia per formare meccanici professionisti. Ma la nostra attenzione nei confronti dei giovani è confermata anche dallo stretto rapporto con Democenter Sipe, un centro di eccellenze imprenditoriali del territorio con un occhio di riguardo per le nuove imprese che si dedicano alle tecnologie. Motorsport Expotech 2013 e Democenter Sipe saranno nello stand di Promec al Salone di Colonia dal 13 al 15 novembre come espositori, per esportare il meglio del motorsport nazionale. Con Democenter Sipe, inoltre, sarà rafforzata la sinergia con l’Università, elemento in grado di contribuire come propulsore del settore. Lo dicono in tanti, il futuro è dei giovani. Nel nostro piccolo, cerchiamo di affermarlo ogni mese, con questo piccolo grande strumento che state leggendo in questo momento.

Motorsport Expotech e Democenter Sipe saranno a fianco al Salone di Colonia dal 13 al 15 novembre come espositori e per esportare il meglio del motorsport nazionale. Con Democenter Sipe, inoltre, sarà rafforzata la sinergia con l’Università, elemento in grado di contribuire come propulsore del settore

n. 03 | pag. 4


Gomme/1° parte Avon/Khumo

Il segreto del successo tra dure e morbide Avon e Khumo analizzano le problematiche del settore: qualità, disponibilità e grande impegno sono le risposte ai momenti più difficili. E per accontentare i clienti non si può fare a meno di un’accurata analisi del mercato e un occhio di riguardo sul contenimento dei costi.

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Questa è la prima parte di un’inchiesta sul mondo delle gomme. A parlarci delle novità, delle problematica e di tutto ciò che riguarda gli pneumatici sono le aziende Avon e Khumo. Nel prossimo numero toccherà ad altre aziende di primo piano fare il punto su questo campo così affascinante, competitivo e fondamentale nel settore motorsport.


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a quali elementi parte la vostra azienda per lo sviluppo di un nuovo prodotto? MAGANZA (AVON) - Per il mercato libero l’elemento principale è una costante e selettiva analisi del mercato che porta ogni anno ad aggiornare la gamma in funzione delle varie applicazioni. Le priorità sono generalmente il Regno Unito dove risiede la Casa Madre e l’Italia dove esiste l’unica Filiale che segue esclusivamente le competizioni. Anche il mercato americano vede alcuni campionati correre sui nostri pneumatici. Cooper attraverso il proprio marchio insieme a Avon e MT è il produttore che oggi vanta la più ampia gamma racing che va dai pneumatici slick crossply e radiali a quelli omologati uso stradale e applicazioni speciali. Per i campionati “monogomma” si sviluppa un prodotto specifico fino a ottenere il miglior compromesso tra prestazioni e durata aggiornandolo qualora anche le vetture fossero sottoposte nel tempo a evoluzioni. KHUMO - Lo sviluppo di un nuovo prodotto parte principalmente da esigenze di fornitura e in seconda battuta si sviluppa ulteriormente sulle esigenze di mercato. Tuttavia in alcuni casi ci si trova davanti a pneumatici dedicati esclusivamente ad una vettura. Quanto influisce il dialogo con il cliente nello sviluppo del prodotto? MAGANZA (AVON) - Molto, ciò innesca un’interessante quantità di scambio di informazioni che vengono elaborate generando tutte le possibili opzioni da seguire. KHUMO - Fondamentale il dialogo tecnico Che parte ha il prodotto racing nello sviluppo di quello stradale? MAGANZA (AVON) - La prima fase di

Osella monta pneumatici Avon

sviluppo della gamma ad alte prestazioni prevede test comparativi su vetture da competizione, in particolare GT, da dove si ricavano dati importanti relativi a carcasse e mescole per poi proseguire con le vetture di serie. KHUMO - L’esperienza racing influi-

sce sempre nello sviluppi di pneumatici di alta gamma Per una partnership efficace cosa è fondamentale? MAGANZA (AVON) - Un lavoro di squadra e le sinergie che si generano tra team e i nostri tecnici, ognuno deve n. 03 | pag. 7


Un Formula 3 gommata Khumo sul circuito di Vallelunga

mettere in campo le proprie risorse per arrivare all’unico obiettivo ossia il successo finale; ciò da luogo a quel ritorno di immagine oggetto dell’investimento finanziario e tecnologico. KHUMO - Possibilità di test e quindi budget adeguati al programma, è impensabile in alcuni casi che il carico economico sia interamente sulle spalle del “gommista” mentre a fronte di sviluppi importanti vedi le Mans si necessita da parte nostra di un budget, una volta stabilito il programma, praticamente illimitato. In un momento in cui il contenimento dei costi è una necessità imprescindibile, come risponde la vostra azienda all’esigenza di un prodotto di qualità ma dal costo accessibile? MAGANZA (AVON) - Nel settore dei pneumatici competizione è difficile coniugare la performance e i costi sostenuti per il suo raggiungimento n. 03 | pag. 8

con una economicità di prezzo finale del prodotto e questa è anche in generale la filosofia delle corse. E’ anche vero che il cliente che necessita di prestazioni, qualità e assistenza si rivolge spontaneamente ad uno dei marchi primari; il maggior costo iniziale viene assolutamente ripagato dai risultati che quel prodotto può garantire nel suo insieme. KHUMO - Da sempre la nostra azienda è impegnata alla riduzione dei costi, abbiamo inoltre degli pneumatici dedicati che sono l’ideale per caratteristiche a campionati con basso costo, vedi ad esempio la Formula Junior Monza dove in pneumatici i concorrenti non spendono più di 1700 euro cambiando le gomme mediamente ogni 3 gare. comunque sul panorama mondiale i nostri prodotti sono tra i più interessanti dal punto di vista costo/prestazione.

Perché il cliente racing è invogliato a scegliere il vostro prodotto (nei campionati senza vincolo di monogomma)? MAGANZA (AVON) - Come detto inizialmente Avon offre all’interno della sua produzione una tale gamma di misure, mescole e specifiche da poter confezionare quasi il vestito su misura. Potendo contare su un’unica fabbrica in UK ed estremamente flessibile anche la disponibilità di prodotto è assicurata. Il marchio è rappresentato direttamente dalla Filiale che garantisce al cliente il massimo supporto pre e post vendita. KHUMO - Credibilità dell’interlocutore che consiglia al meglio l’utilizzo. I nostri clienti sono abituati da sempre ad un dialogo continuo con noi, di fatto durante il W.E. siamo un numero verde e siamo disponibili sempre.


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Pistoni

Giorgio Casolari - Pistal Racing

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a vostra azienda può essere considerata un’eccellenza nell’ambito del motorsport, come nasce Pistal Racing? Nasce alla fine degli anni novanta per volontà di tecnici e imprenditori che avevano già maturato decennale esperienza nel progettare pistoni ad alto contenuto tecnologico provenienti dalla Pistoni Borgo di Alpignano. Affrontate quotidianamente le competizioni dei campionati più impegnativi, quali sono i reparti corsa con cui lavorate? Decine di differenti realtà artigianali e industriali sia nel mondo auto che moto, solo per dare alcuni esempi Pistal Racing è fornitore del gruppo Fiat, Renault, Peugeot, Nissan, BMW, MV Agusta, Husqvarna e molti altri… Tecnologia e innovazione sono le parole chiave per la vostra azienda: qual è stata la novità più importante prodotta da Pistal Racing in questi anni? Pistoni in leghe speciali d’acciaio prodotti da polveri con processi di “laser melting” connessi al “Rapid Manufacturing” Leggerezza e resistenza, qual è il processo per ottenere il pistone perfetto? Il pistone perfetto non esiste, tutto è migliorabile, ci sono decine di compromessi in una parte complessa come il pistone, l’evoluzione continua e una ricerca introspettiva autocritica ci porta sempre a considerare sorpassato

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Pistal, si vince con la ricerca quanto di meglio viene progettato e testato anche solo pochi mesi prima Com’è cambiato il mondo del motorsport in questi anni? I motori devono durare di più e i regolamenti li fanno i costruttori assieme alle varie federazioni, se i “tuoi” pistoni non sono quelli omologati che fornisci alla casa, restano veramente poche briciole da raccogliere. Ma il mondo del motorsport è molto variegato e in

continuo fermento per cui c’è sempre una finestra che si apre quando viene chiusa una porta, l’unica certezza che abbiamo quando veniamo interpellati è che il cliente ha fretta, nessuno programma il proprio fabbisogno, siamo abituati a correre sempre e come tutti a volte lo facciamo per niente… La crisi colpisce anche il mondo delle competizioni, come si riesce a contenere i costi e allo stesso tempo garantire prestazioni sempre migliori? Il contenimento dei costi colpisce maggiormente chi produce in larga scala, noi perdiamo un cliente se non abbia-

mo saputo rispondere appieno alle sue aspettative, acquisiamo un nuovo cliente quando abbiamo interpretato bene il suo problema e offerto una soluzione credibile. Nel nostro settore non si comincia mai un rapporto dall’ufficio acquisti, si entra come tecnici in una discussione tecnica, se le proposte e risposte ai vari quesiti vengono ritenute soddisfacenti, i nostri interlocutori in ufficio tecnico solitamente riescono ad imporre il fornitore all’ufficio acquisti. Se succede diventano grossi guai… Chi vuole restare sul mercato ed è piccolo come noi deve concentrarsi su un segmento del mercato e dare un ottimo servizio, essere affidabile non solo con un prodotto eccellente ma a 360°, finitura, certificati di collaudo, imballaggio e consegne puntuali. Siete partiti affidandovi all’alluminio, ma avete aggiunto anche l’acciaio microfuso: qual è il percorso tecnologico che vi ha fatto raggiungere questo obiettivo? L’obbligo per restare leader in un settore è testare tutto quello che le nuove tecnologie possono offrirci, continuiamo a fare pistoni in lega d’alluminio forgiato prevalentemente, pensiamo comunque che i passi da gigante fatti nella produzione di componenti per fusione a raggio laser in atmosfera controllata di polveri metalliche aprano a tutti nuovi orizzonti. Oggi se un progettista pensa un prodotto che non si può realizzare con processi


Giorgio Casolari ripercorre la storia di un’azienda all’avanguardia: “La ricerca non si ferma mai, grazie a un duro lavoro siamo riusciti a realizzare pistoni in leghe speciali d’acciaio prodotti da polveri con processi di laser melting connessi al Rapid Manufacturing”

tradizionali, può vedere un organo funzionante in pochi giorni. C’è ancora chi pensa che dalle polveri si facciano solo manichini, ma non è così e questo lo sappiamo perché abbiamo osato progettare, produrre e provare pistoni con questa tecnologia, ciò non sarebbe stato possibile se non avessimo trovato un partner come l’ing. Cesare Zanetti in Protoservice ed un maestro come l’ing. Alfonso Galvani, al quale dobbiamo molto per quanto ha saputo trasmetterci della sua conoscenza in campo metallurgico. Tra i nomi a cui fornite i vostri pistoni ci sono le principali auto e moto che prendono parte ai migliori campionati: quanto è difficile accontentare Case così importanti? Fornire una casa o un piccolo preparatore dal punto di vista burocratico è diverso ma tecnicamente è la stessa cosa. Diventa molto difficile servire grosse industrie quando a capo della divisione motorsport mettono ingegneri che vengono dalla produzione e/o dalla F1. I primi perché vogliono un pistone che sia eterno, facendoci fare cose che nel motorsport sono assolutamente da evitare. I secondi perché ti chiedono due modifiche alla settimana e sembra che non debbano ottenere un prodotto da mettere in un motore, ma solo fare esperimenti! Tra le vostre produzioni c’è un momento particolare o un prodotto che vi ren-

de particolarmente orgogliosi? Qual è stata la sfida professionale più difficile? L’orgoglio precede la rovina, cerchiamo quindi di restare umili. Ci sono cose che ci hanno contraddistinto e i fatti lo confermano, la cosa più difficile è avere avuto il coraggio di fare da stampo forgiati con struttura a “doppio ponte”. Di stampi ne abbiamo rotti decine prima di riuscire a farli durare, ma ci siamo riusciti… Alla fine degli anni novanta pistoni simili si

facevano solo per la F1 dal pieno. C’erano ancora fior di progettisti convinti che il pistone fosse più o meno una membrana che doveva deformarsi molto nel cilindro per fare bene il suo lavoro, oggi crediamo ne siano rimasti pochi, mentre la maggioranza è convinta che il pistone, biella e la canna cilindro devono essere organi il più stabili possibile in fase di carico e trazione, e la logica del “doppio ponte” porta in quella direzione. La vostra azienda, oltre a garantire prestazioni di alto livello, è impegnata anche per la tutela dell’ambiente. Quali sono le vostre iniziative?

Stiamo lavorando da molti anni su pistoni in acciaio e non per motori Diesel 2t e 4 t , ci sono progetti in corso con clienti primari che devono restare al momento riservati, comunque non stupitevi se tra qualche anno ci saranno veicoli a due ruote capaci di trasportare comodamente due persone e consumare 1,5lt per 100km, è probabile che se ciò avverrà ci sarà stato anche il nostro contributo. Cosa prevede per il futuro del motorsport? Una volta le priorità erano le prestazioni in senso assoluto e le sfide tra i vari preparatori erano continue, si tenevano i motori freschi per la domenica, mangiando panini duri seduti per terra e dormendo nei furgoni quando andava bene. Oggi le priorità sono fare felici gli sponsor e tenere tante cose buone al fresco per la domenica quando arrivano quelli importanti. I regolamenti quasi in tutte le categorie sono castranti per chi era abituato a inventarsi qualcosa di notte… Cosa dobbiamo aspettarci invece dalla ricerca tecnologica di Pistal Racing? Quando l’uomo ha fatto i primi motori ha inventato lo spinotto che ancora domina la scena mondiale come organo di collegamento tra biella e pistone. Pensiamo che un giunto sferico sia molto più idoneo di uno spinotto, soprattutto su motori 4v Diesel… Il resto lo saprete prossimamente. n. 03 | pag. 11


Team

Giancarlo Ghinzani - Team Ghinzani

Ghinzani l’esperienza al servizio dei giovani

Ex piota, ora guida un brillante team: ha vinto in tutte le categorie in cui ha partecipato: “Rimpiango solo di non avere avuto una Formula Uno all’altezza” Adesso una nuova missione: “Posso fare crescere le nuove leve, a questo livello la voglia di arrivare è tutto”

n. 03 | pag. 12


P

erché Piercarlo Ghinzani ha iniziato a correre? Sono nato nell’officina di mio padre. Passione di fa-

miglia. Cosa cercava da pilota in un team? Il mezzo per vincere. Ho vinto in tutte le categorie dove ho partecipato tranne in F1 dove non ho mai avuto una macchina competitiva di serie A. Dopo una carriera brillante cosa la ha spinta a passare dall’altra parte del muretto box? Trasferire ai giovani le qualità per diventare professionista ed allo stesso tempo rimanere nel mondo che fa parte della mia vita. Cosa offre ai giovani piloti che entrano nel suo team? Le qualità per fare carriera, ma pretendo serietà e determinazione. Qual è un elemento imprescindibile per entrare nel suo team, oltre naturalmente alla passione e al talento? Un curriculum significativo nelle categorie minori. Che cosa fa la differenza in un team che non è ufficiale? La qualità del materiale. Per pianificare una stagione ai ver-

tici, si devono programmare investimenti anche cospicui, con che criterio il vostro team sceglie i partner fornitori? Devono accettare un abbinamento almeno triennale e vengono considerati in base anche alla loro solidità e serietà. I partner che affiancano una o più stagioni hanno un’importanza fondamentale, ma cosa offre il team agli stessi? Grazie all’appoggio dei media e alle nostre vittorie, garantiamo un ritorno pubblicitario vero.

Cosa porta un pilota ad optare per il vostro Team? Sono uno dei pochi piloti di F1 che gestisce direttamente un team. Posso dare consigli tecnici di guida, di vettura, di strategia gara da un punto di vista psicologico superiori alla concorrenza. Una realtà come Motorsport Expotech quanto è utile, dal suo punto di vista, alla crescita ed alla circolazione di informazioni? Cosa nello sport e in questo mondo, non ruota intorno alla comunicazione e alle informazioni? Nulla.

Le vetture Ghinzani protagoniste della Formula 3 Italia n. 03 | pag. 13


Materiali

Federico Pistillo - MPE

Tra elettrico e low cost uno splendido... Mirage Mpe è una delle aziende che punta di piÚ sulla ricerca e le idee, dal progetto Mirage M012, che permette ai giovani e agli appassionati di correre a costi contenuti, fino alla preparazione della vettura in vista di un Campionato mondiale di Formula Elettrica in programma nel 2014

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M

PE si caratterizza per la propria versatilità e per i prodotti all’avanguardia. Come nasce la vostra storia? La MPE Srl nasce dalle esperienze e competenze dell’ing. Marco Pistillo il quale, dopo aver ricoperto ruoli di responsabilità in Aziende come Aprilia (1997-1999), Ferrari (1999-2003) e Piaggio (2003 -2006) e dopo essersi occupato della direzione dell’ATR Group (2006 -2010), ha deciso di impegnarsi direttamente nel campo dei servizi di ingegneria, di project supervising e di produzione dei componenti in materiali composito per i settori automotive e racing.
La MPE Srl ha instaurato rapporti collaudati e duraturi con le principali aziende italiane ed estere nel settore dei compositi, grazie ai quali porta a compimento numerosi proget-

ti commissionati dai più prestigiosi marchi del mondo racing e automobilistico.

Inoltre, la MPE Srl svolge anche l’attività di sviluppo progetti e marketing per il mercato Italiano per la GURIT Automotive, Azienda leader nella produzione di carrozzerie in composito ad alta produttività. Siete impegnati in quasi tutti i segmenti del motorsport, come si riesce a gestire richieste e prodotti così tanto diversi uno dall’altro? L’esperienza della MPE Srl ci permette di essere il partner ideale per un’ampia varietà di aziende impegnate in diversi campi: Formula 1, Motogp, Fia GT, Le Mans Series. L’approccio che rivolgiamo a questi settori è specifico perché ognuno ha esigenze e bisogni particolari e costi particolari. Inoltre siamo convinti che occorra conoscere alla perfezione un prodotto per proporre soluzioni personalizzate e le tec-

nologie più indicate per raggiungere gli obiettivi prestazionali ricercati. Il vostro interesse adesso è puntato soprattutto sulla Formula Monza con la Mirage. Un investimento importante in ricerca e tecnologia: com’è scattata la scintilla verso questa avventura? Il mondo racing è sempre stato nel dna della MPE Srl, e la costituzione della Mirage Motor Company ha come obiettivo quello di ritagliarsi un posto da protagonista nel panorama automobilistico europeo. Il progetto Mirage M012 nasce per rispondere a un’esigenza diffusa nel mondo del motorsport italiano ed europeo: offrire una monoposto ai giovani talenti e a piloti non più giovanissimi ma appassionati, che garantisse alcuni requisiti: sicurezza in conformità con i più elevati standard F3 FIA, qualità didattiche e addestrative, economia

La MIRAGE M012, la vettura del Campionato Formula Monza 2012 con telaio monoscocca interamente in carbonio, omologato F3 FIA 2011 e sviluppato e prodotto da MPE n. 03 | pag. 15


t r o p s à t i l a attu e v o r p

superbike Ducati torna ufficiale. Con la panigale “leggera”

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mOtO2 marquez e espargaró beffano iannone mOtO3 Fenati illude Cortese vince

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Euro (Italy only)

Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 46/2004) art.1, c.1, DCB Bologna PTE CONT. 5,50 Euro - CH CT 8,50 Chf

prOvA NOvità Husqvarna tr 650 terra e strada

18/24 SETTEMBRE 2012 Settimanale Anno XXXV Fascicolo 1787

nto e m a unt p p dì e l’a t r ma del

Ormai è tardi

mOtOGp sAN mAriNO e rivierA Di rimiNi Finalmente un nuovo telaio per la Ducati. e rossi è secondo. siamo sicuri che separarsi sia stata la scelta giusta?

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il settimanale da corsa


di acquisto della vettura, economia di gestione della vettura, un campionato propedeutico che segna lo “svezzamento” dal kart e porta all’automobilismo organizzato sui circuiti più importanti d’Italia. La strategia che guida il progetto Mirage M012 ha dovuto quindi considerare la fase economica poco favorevole, che ha ridotto le possibilità di spesa dei team e dei piloti, e la soluzione è stata quella di offrire una Formula che ha raggiunto gli standard di costo grazie all’ottimizzazione del lavoro di tecnici e progettisti ed una filiera accorciata. L’investimento è sicuramente importante e nasce dal fatto che a nostro avviso manca una categoria intermedia tra il karting e la F3, che permetta ai giovani piloti e team di fare esperienza verso le serie maggiori, con budget lowcost rispetto ai competitors, facilità di gestione e sicurezza al top grazie al telaio monoscocca in carbonio omologato FIA F3 2011 Auto e moto da competizione, ma anche un grande impegno nel settore civile. Nel mondo del mostorsport la tecnologia è la parte più importante e impegnativa: quali sono le vostre innovazioni a cui

tenete di più? Innovare vuol dire anche rendere possibile qualcosa che già esiste in una forma diversa oppure a dei costi diversi e questo grazie ad un trasferimento tecnologico. Attraverso i materiali compositi questo è ancora più vero perché la combinazione studiata di un certo numero di componenti rende fattibile e reale qualcosa che normalmente si considererebbe impossibile. Il forcellone della Moto2 e le soluzioni economiche per la realizzazione dei componenti racing sono le nostre principali innovazioni. Altro campo in cui state focalizzando la vostra attenzione è quello dell’elettrico. Quali sono i passi che state compiendo in questa direzione? In occasione del recente Gran Premio d’Italia di Formula 1, è stato presentato il team di lavoro che proseguirà il progetto, già avviato nel 2011, della Mirage Formula Monza M012 motorizzata Renault 1.600 cc. La cabina di regia del team è formata da SIAS Autodromo Nazionale Monza div. MRI, CIRP Consorzio Interuniversitario Regionale Pugliese, Mpe, Mirage, Veb, Picchio, RS&TA, ed effettuerà l’analisi e lo studio di fattibilità per la vettu-

ra Formula Monza “E” Electric Power. Le specifiche tecniche e funzionali sono allineate al recente annuncio, da parte della FIA, del debutto di un campionato mondiale di Formula Elettrica previsto per il 2014. I contenuti tecnici di riferimento dell’analisi sono: motore elettrico sincrono di tipo “brushless” trifase a magneti permanenti con potenza di picco di 120 kWh, batterie al litio ad alte prestazioni con capacità di 20 kWh, cassa batterie estraibile in carbonio con sostituzione rapida del pacco batterie, funzione rigenerazione (il motore elettrico funge da generatore in fase di rilascio e frenata, convertendo l’energia in eccesso in energia elettrica con incremento di autonomia). I vostri partner rappresentano eccellenze del settore, come nascono queste collaborazioni? Le esperienze professionali dell’Ing. Marco Pistillo, titolare della MPE Srl, hanno permesso di avviare i primi contatti con i protagonisti del settore. Il successo nella gestione dei vari progetti ha portato naturalmente a consolidare le collaborazioni e farsi strada con l’affidamento di nuovi obiettivi. Con i vostri progetti siete presenti

Il render della Formula Monza n. 03 | pag. 17


in molte competizioni, qual è il vostro rapporto col mondo delle gare? Le gare per la MPE Srl rappresentano un’occasione fondamentale in cui il lavoro quotidiano di progettazione può dare la prova concreta della sua qualità. È in pista che le soluzioni della MPE Srl devono funzionare, aiutando i nostri partner a cogliere i propri obiettivi; inoltre le gare sono anche lo spunto per i lavori successivi, laddove emerge un’esigenza tecnica che noi affrontiamo per soddisfare il cliente. Un tema che sta caratterizzando il mondo del motorsport è il contenimento dei costi: come si trova un giusto equilibrio con la necessità di garantire massime prestazioni? La Mirage M012 è semplice da gestire, e utilizza strumentazioni ed equipaggiamenti facili da reperire sul mercato e modificare. Ovviamente una grande attenzione è dedicata

alla sicurezza, visto che molti componenti sono sovradimensionati. Il campionato Formula Monza che si corre con la vettura ufficiale Mirage M012 si distingue per la sua natura low-cost e la comodità di gestione tecnica e logistica. Tutto questo ovviamente è stato integrato con aspetti tecnologici all’avanguardia come l’impiego di un telaio monoscocca in carbonio omologato FIA F3 2011, che garantisce la cella di sopravvivenza e la sicurezza ai più elevati standard FIA, come l’adozione del piantone sterzo collassabile, che è un altro brevetto della MPE Srl, o ancora come l’uso del cambio sequenziale a 5 velocità o dello sterzo con cruscotto integrato. L’eliminazione di taluni passaggi consente poi di ridurre i costi e la logistica. Regolamenti, sicurezza, calendari e necessità di trovare nuove opportu-

nità di business: come valuta l’esperienza di una fiera come Motorsport Expotech, alla quale avete partecipato in passato? Sicuramente una fiera come Motorsport Expotech rappresenta un’occasione importante di scambio e confronto con i protagonisti del mondo racing. Oltre a clienti e fornitori è possibile incontrare partner con i quali instaurare collaborazioni durature che avranno conseguenze positive sul reciproco business. Apprezziamo in particolare la scelta della fiera di affiancare all’aspetto espositivo anche quello divulgativo, con l’organizzazione di un denso programma di convegni che permettono di fare il punto sulla tecnologia e sulle soluzioni sviluppate per il motorsport. Modena inoltre rende la logistica molto comoda per gli operatori di tutta Europa, vista la vicinanza con Bologna e Milano la tradizione dell’Emilia come terra di motori.

L’innovativo forcellone in carbonio progettato e realizzato dalla MPE per il team Speed Up di Moto2

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Distribuzione

Damiano Lo Giudice - GIeffe

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ieffe entra nel quarantesimo anno di attività, quali sono i principali cambiamenti avvenuti nel vostro percorso professionale? La risposta potrebbe apparire banale ma il primo grande cambiamento che mi viene in mente è sicuramente legato alla tecnologia. La quantità di informazioni che siamo in grado di gestire oggi è enormemente superiore rispetto al passato. Questo ci consente oggi di seguire un numero maggiore di clienti e con più efficienza. La merce viaggia in modo più rapido e a costi inferiori rispetto al passato, tutto si svolge praticamente in tempo reale. Noi abbiamo sempre creduto molto nell’information

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Gieffe, distribuire grandi sogni technology, ci siamo sempre dotati di software gestionali avanzati, investendo parecchio. Da dieci anni siamo certificati ISO9001, questo ci ha consentito di sviluppare una serie di procedure per la gestione del nostro business che ci permettono di limitare gli errori e garantire sempre la massima qualità di servizio ai nostri clienti. Il mondo del motorsport è in continua evoluzione, com’è cambiato negli anni il rapporto con i clienti? Oggi abbiamo un portafoglio clienti composto da oltre 5000 anagrafiche, solo 10/15 anni fa, lavoravamo con meno di mille. La crescita tuttavia, non ha snaturato le nostre radici di piccola azienda, l’evoluzione tecno-

logica non ha sminuito l’importanza che diamo alle risorse umane. Funzioniamo bene come squadra quindi ogni elemento ha un’importanza strategica fondamentale. Credo che i nostri clienti continuino ad apprezzare il contatto diretto con il nostro personale, nell’era dei call center, chi si rivolge a Gieffe, può chiamare per nome i nostri addetti, trova risposte competenti ed è sicuro che all’altro capo del telefono o del computer ci sia una persona che si sta occupando, con dedizione e zelo, della propria richiesta che sia commerciale, tecnica o amministrativa. Distribuite i migliori prodotti sul mercato svariando tra auto, moto e nautica. Come avvengono le scelte


Damiano Lo Giudice racconta lo sviluppo di una grande azienda “Abbiamo sempre creduto molto nell’information technology, ci siamo sempre dotati di software gestionali avanzati, così oggi abbiamo un portafoglio clienti composto da oltre 5000 anagrafiche, solo 10 o 15 anni fa lavoravamo con meno di mille”

dei marchi che volete proporre al pubblico? La condizione fondamentale per diventare un partner Gieffe è sicuramente essere in grado di fornire un prodotto di massima qualità. Se scorre rapidamente l’elenco dei nostri fornitori, troverà solo aziende leader nel loro settore. La guerra dei prezzi non ci interessa, i quarant’anni di esperienza ci insegnano che qualità, serietà e servizio pagano sempre. Il vostro catalogo è in grado di soddisfare ogni esigenza, qual è il prodotto di cui andate più orgogliosi? E’ difficile citare un solo prodotto, le collaborazioni con i nostri partner durano da molti anni, i rapporti umani che abbiamo creato con i nostri

fornitori sono tutti eccellenti, citarne uno solo sarebbe un’ingiustizia per gli altri. Comunque, possiamo affermare che, per fatturato, qualità e tempo di collaborazione (ci seguono fin dal primo giorno) il nostro sodalizio con Goodridge per la distribuzione della loro gamma di tubi e raccordi è fra quelli che ci ha dato le maggiori soddisfazioni. Il campo in cui operate è contraddistinto dalla tecnologia e dalla ricerca, come riuscite a stare al passo con le continue innovazioni? Per quanto riguarda la nostra azienda il segreto è solo uno, continuare ad investire in tecnologia. Dobbiamo tuttavia ringraziare tutti i nostri fornitori poiché tutti, senza alcuna

esclusione, ogni anno ci forniscono prodotti evoluti e ci consentono di presentare ai nostri clienti idee e soluzioni sempre innovative. Il motorsport è l’elite delle competizioni, quali sono i principali clienti che rifornite? Qual è il vostro rapporto con il mondo delle gare? La riservatezza è essenziale nel nostro lavoro. Molti nostri clienti sono fra loro avversari durante i week end di gara, quindi siamo abituati a non divulgare informazioni circa le collaborazioni che portiamo avanti con ciascuno di loro. Penso però di non tradire la fiducia di nessuno dicendo che tutti, ripeto tutti, i costruttori di automobili da competizione italiani dalla F1 ai rally si affidano alla nostra

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esperienza ed al nostro servizio. Per questa ragione, spesso siamo presenti in pista o nei parchi assistenza dei rally per vivere insieme ai nostri clienti le emozioni del week end di gara, anche se, come ho già detto, il numero di clienti è enorme, e purtroppo la nostra presenza non è ancora sufficiente, vorremmo essere in grado di coprire più eventi e con maggiore continuità. Tra i materiali e i prodotti che trattate qual è quello che ha rappresentato la svolta per il vostro mercato? I marchi che ci hanno consentito di farci conoscere al mercato italiano, fin dagli inizi della nostra storia, sono certamente le trasmissioni Hewland, i freni e le frizioni AP Racing, i raccordi ed i tubi Goodridge. Le aziende che ho citato sono ancora leader oggi ma negli anni ’70 e ’80 rappresentavano l’unica scelta, senza di loro il nostro successo non avrebbe avuto le stesse dimensioni. Partner, aziende, team: come si riesce a equilibrare le esigenze di tutti in un mondo così difficile comne quello del motorsport? In realtà si basa tutto su regole molto semplici: ai fornitori devi garantire

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lavoro, crescita costante e pagamenti puntuali, ai clienti prodotti di qualità ad un prezzo corretto, assistenza e servizio. Certo non è facile far coincidere gli interessi di entrambi e trarne anche profitto, il segreto spesso sono le relazioni, ancora una volta contano molto le risorse umane.

Ci siamo fatti conoscere con le trasmissioni Hewland, i freni e le frizioni AP Racing, i raccordi e i tubi Goodridge La congiuntura economica sta penalizzando anche gli investimenti nel motorsport, qual è la strategia per superare le difficoltà e coniugare prestazioni e contenimento dei costi? Credo che sia necessario partire dai regolamenti, mantenendo invariate le vetture per più stagioni. Ritengo invece che promuovere le competizioni monomarca si sia rivelato controproducente poiché spesso i fornitori applicano forti sconti al costruttore per rendere economico

l’acquisto della vettura ma necessariamente sono costretti a rifarsi sulla vendita dei ricambi approfittando della posizione privilegiata garantita dall’imposizione regolamentare. L’autoregolamentazione dei prezzi dettata dalla libertà di mercato risulta, a mio avviso la scelta più efficace. A gennaio tornerà la fiera Motorsport Expotech, quale spinta può dare un evento dedicato in cui confrontarsi con altre realtà e mettere in mostra i propri prodotti? Le fiere di settore sono un momento importante di incontro e di confronto con la propria clientela. L’approccio deve essere necessariamente professionale, dedicato ai soli operatori del settore, fornendo spazi dedicati a seminari ed approfondimenti tecnici. E’ inoltre necessario che l’evento sia di respiro internazionale poichè è proprio ai nuovi mercati che le aziende italiane devono guardare per trovare nuove opportunità di crescita. Credo di poter dire che Motorsport Expotech ha centrato tutti gli obbiettivi anche se, in termini di visitatori e di espositori, paga ancora la giovane età rispetto ad eventi più lunga tradizione che si svolgono all’estero.


Rally

Fabio Butti - A-Style Team

Come nasce A-Style Team? Il team nasce sul finire del 2008 dopo che in passato io e mio fratello Mirko avevamo lavorato ad un altro progetto rallystico ma riferito ad un ambito locale. Insieme all’amico Filippo Prestinari abbiamo dato vita ad un progetto che già in partenza aveva delle basi ambiziose che sono andate crescendo con l’inserimento dell’A-Style; un nostro cliente ed amico, Nicola Botta, ci ha presentato Marco Bruns, titolare ed inventore del celebre marchio di moda ed ecco che la nostra avventura è partita. Con che spirito nasce il vostro Team? Lo spirito che ci ha animato e che tutt’ora ci spinge è la passione; da lì si è poi fondato l’aspetto imprenditoriale. Credo che ogni attività che si

A-Style, le mani sul futuro svolga, che si organizzi o che si intraprenda debba avere di base la passione; così facendo si ha sicuramente una marcia in più. E poi è necessario essere ambiziosi mettendosi sempre in gioco, affrontare nuove sfide. Solo così si può migliorare e crescere. Piloti importanti e programmi impegnativi pianificati in un momento non facile per nessuno, una strategia senz’altro coraggiosa. Con che criterio scegliete i vostri piloti? Stavamo cercando, all’interno del mercato italiano, un pilota forte capace di confrontarsi senza alcun timore contro i top driver d’Italia e dell’Irc: abbiamo puntato su Basso perchè a mio avviso è un pilota con pochi eguali. Un team vincente ha

Offriamo lo stimolo ad affiancare un team privato all’interno di un progetto ambizioso; ma non solo: offriamo la spontaneità di una squadra che, non dimentichiamolo, ha alla base un’impresa famigliare; chi collabora con noi appartiene ad un grande gruppo; A-Style Team ha fatto investimenti con le proprie risorse e gli sponsor vedono ed apprezzano quello che facciamo proprio per questo; noi coinvolgiamo gli sponsor a 360° nel nostro progetto; creiamo stimoli continui nei nostri partners che è facile vedere nei parchi assistenza mentre chiacchierano con i meccanici o che conversano con i nostri equipaggi. Aderire al progetto è anche questo: coinvolgere lo sponsor nella “fame di fare le cose”.

bisogno di un pilota vincente e se arrivano i risultati, poi anche gli altri clienti ti cercano; se sei un buon team ma non hai piloti vincenti, non verranno mai a cercarti piloti di alto livello perché un pilota cerca sempre un team vincente! Noi vogliamo diventare un team importante così abbiamo scelto un pilota forte. Cosa offrite ai vostri partner e qual è secondo voi l’elemento distintivo? n. 03 | pag. 24


Il team si definisce “ambizioso e coraggioso”, i risultati gli danno ragione. Fabio Butti racconta lo spirito di un gruppo che non si pone limiti: “Come privati abbiamo lottato alla pari con team ufficiali e ci siamo tolti grandi soddisfazioni. Il segreto? La fame di fare le cose... e il coinvolgimento di chi sposa il nostro progetto”

Cosa chiedete ai vostri partner? Ovviamente di base chiediamo il sostegno finanziario ed è inutile negarlo; per sostenere il nostro progetto ci vogliono delle risorse economiche che sono quelle che chiediamo ai partners: però, come detto prima, chiediamo il coinvolgimento e la partecipazione attiva al nostro progetto. Con che criterio scegliete i vostri fornitori e cosa volete da loro? Vogliamo un rapporto di lavoro che sia serio, professionale e schietto; può capitare a tutti di commettere degli errori ma l’umiltà e la schiettezza nell’ammettere gli sbagli - che prima o poi accadono - è fondamentale nel rapporto di prosecuzione: fa parte del lavoro di squadra; si condividono i momenti up e quelli down. Ovviamente vogliamo ottimi fornitori con ottimi prodotti! Qual è una caratteristica che esigete da un partner fornitore? Il miglior prodotto! Il 2012 vi ha regalato soddisfazioni importanti, quali sono quelle che inserirete senz’altro nei vostri annali e come le avete costruite? I successi di quest’anno sono stati tutti molto belli e verranno ricordati tutti per via del fatto che siamo un team privato che si è scontrato – vincendo - con le squadre ufficiali. Se però devo indicare due momenti dico la vittoria di Medici al Valli Piacentine Irc Cup e

Butti e Burns in un momento di relax ai box

quella di Basso al 1000 Miglia: quello di Medici è stato il primo esame che ci ha fatto capire di aver fatto le scelte giuste e di essere sulla strada retta dato che con una Wrc 16000 abbiamo battuto dei forti piloti con le 2000. Poi quella di Giandomenico Basso al 1000 Miglia: il mercato non vedeva positivamente le Regional Rally Car e noi lo abbiamo smentito aprendoci – di fatto- il mercato. A Brescia poi, la vit-

toria è stata imponente. Come vedete il vostro futuro? In questo momento storico è difficile; il nostro obiettivo è quello di essere presenti come team privato nel Wrc. Fino ad ora molte sfide le abbiamo vinte grazie anche alla fiducia che ci hanno dato Malcolm Wilson e John Steele di M-Sport e Terenzio Testoni di Pirelli. Da qui gettiamo le basi per costruire le prossime ambiziose sfide. n. 03 | pag. 25


Motocross

Ilario Ricci - Ricci Racing

Ricci, appello alle tv “Più spazi al motocross” Uno dei veterani del circuito chiede più attenzione verso gli eventi: “Ci sono grandi investimenti che meritano più copertura mediatica”. Il Ricci Racing lascia Husqvarna: “Per me è stata una grande sfida, ci siamo impegnati moltissimo, ma i risultati non mi hanno soddisfatto”

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N

ato nel 1998 per volontà di Ilario Ricci, già Campione Italiano Motocross cl. 125 nel 1985, il Ricci Racing Team si è subito imposto alla ribalta del motocross con risultati sorprendenti. Quest’anno ha intrapreso l’avventura della MX2 con Husqvarna. Com’è cambiato il suo approccio al motocross da quando correva? È cambiato notevolmente, ci sono stati dei progressi molto elevati. Ai miei tempi partecipavo al Mondiale con 1 furgone 242, con 2 moto facevi tutta la stagione, oggi ci sono grandi strutture e un numero notevole di moto e ricambi. Con Husqvarna avete puntato sull’MX2, quasi una novità per voi: come è nata questa scelta? Abbiamo puntato su MX2, perché Husqvarna ad oggi non ha un 450 all’altezza. Avete piloti molto giovani: quali sono i pregi e i difetti di una strategia che punta sulla linea verde? I pregi sono la grinta e la voglia di emergere dei giovani, che rischiano di più. I difetti l’immaturità nell’affrontare la vita. Per restare ai vertici è necessario dedicare grande impegno alla tecnologia e all’innovazione: come funziona il vostro rapporto con Husqvarna e i tecnici? C’è sempre stato un grande impegno da entrambi per fare numerosi test per sviluppare e migliorare la moto Considerati i regolamenti e i tempi sempre molto stretti, c’è ancora spazio per portare cambiamenti significativi in corsa? Lo spazio c’è sempre, ma è necessaria la voglia e la volontà, in certe aziende manca in modo evidente Prima da pilota poi come Ricci Racing Team ha assistito a grandi

cambiamenti: qual è stato il passo più importante per il motocross? Da una parte è stato l’arrivo dei quattro tempi, dall’altra il grande impegno a livello economico. Io penso che bisognerebbe dare più visibilità a questo sport, soprattutto in TV . Il motocross da sempre attira i giovani: quale consiglio darebbe a chi si avvicina a questo mondo e al mondo del motorsport in generale? Impegnatevi al 100% a sacrificarvi e a impegnarvi nella preparazione. Come team avete un nome “pesante” come Husqvarna come punto di riferimento, è più la pressione o l’entusiasmo di rappresentare un’istituzione del motocross? Fino ad oggi, avevo affrontato il progetto Husqvarna come una sfida personale, marchio Italiano , team Italiano, però purtroppo da qualche mese ho avuto la notizia che non lavorere-

mo più insieme . Qual è l’intervento tecnologico che avete compiuto sulla moto che più la rende orgoglioso? Nella preparazione della moto c’è ancora spazio per l’intuito e la fantasia? Come dicevo prima c’è ancora tanto spazio, ma se non esiste la volontà dell’azienda non si può fare nulla. Stagione conclusa, i risultati la soddisfano? Sinceramente no . Che consiglio darebbe per rendere questo sport ancora più accattivante per il grande pubblico? Dare più visibilità a livello televisivo. Lei deve confrontarsi con piloti, partner, sponsor, tecnici e preparatori, come si gestisce un team così importante? Si gestisce lavorando duramente e sperando sempre di fare risultati. Non è facile tenere in piedi una struttura.

Lupino del Team Husqvarna n. 03 | pag. 27


Al volante con... Thomas Biagi

Biagi ha ancora voglia di stupire

A

bbiamo intervistato Thomas Biagi, neo campione Italiano Gran Turismo classe GT3, appena rientrato da una giornata intensa per l’evento Sogno Rosso di cui è promotore e coordinatore di tutti gli istruttori che permettono di far passare a tutti una giornata in pista a bordo di vetture da competizione del cavallino Rampante. Perché hai iniziato a correre? È una passione che è nata da quando ero piccolo. Non solo guardavo affascinato il Gran Premio di F1 in televisione ma una domenica vidi, nella zona industriale vicino casa mia, un nonno che aveva portato a girare per quelle strade, disabitate nei giorni festivi, il nipote con il kart. Fu il vero colpo di fulmine e da lì è iniziata la mia passione che mi ha spinto a diventare pilota professionista.

n. 01 | pag. 28

Secondo te è arrivato l’apice della tua carriera, lo stai vivendo o deve ancora arrivare? Dico sempre che la vittoria più bella è quella che deve arrivare. Ho fatto tante belle imprese, ottenuto vittorie emozionati che resteranno per sempre nel mio album dei ricordi, ma per il momento non posso dire di essere arrivato all’apice della mia carriera. Quando ci arriverò sarà il momento in cui mi fermerò. Ad un certo punto hai deciso di mettere la tua esperienza ed il tuo talento al servizio di altri piloti, cosa ti ha spinto? La volontà di lasciare qualcosa di mio agli altri. Tramandare la mia esperienza, la mia passione e tutto quello che ho imparato ai giovani piloti per poter rivede in loro qualcosa di me, in un certo senso per vivere un po’ più allungo.


Tu cosa offri al tuo team e cosa desideri dalla squadra? Sono orami tre anni che collaboro con la BMW e devo dire che mi sono sempre trovato molto bene. Sono di natura molto ottimista e quindi non potrei chiedere niente di più di quello che già riescono a darmi a livello professionale, di affetto e di gratitudine. Mi reputo molto fortunato e soprattutto sono molto grato per tutto quello che ho fino ad ora ricevuto. Quando pianifichi un campionato o una stagione da cosa parti? Da molti anni sono manager di me stesso per tanto le prime cose a cui pongo attenzione sono senza dubbio il calendario delle gare e la copertura televisiva e della stampa che sono fondamentali per gestire al meglio il campionato soprattutto per l’uomo marketing che è in me. I partner sono fondamentali per competere al top, come li scegli? Si, senza dubbio i partner sono fondamentali in particolare per affrontare un campionato ai massimi livelli in cui servono molte risorse. Da pilota professionista la scelta dei partner è come un matrimonio, ci piacciamo ci scegliamo e cerchiamo di svolgere assieme il miglior percorso possibile. Su cosa ti basi per la scelta della componentistica da competizione? Sono molto sensibile a questi temi e mi piace essere coinvolto e influenzare la decisione finale di tali scelte, ma è anche vero che il lavoro più grande lo svolgono in maniera eccellente gli ingegneri del mio team. Hai modo di mettere la tua attività al servizio degli altri? Grazie al Fan club che mi segue da anni abbiamo spesso organizzato attività sociali che per me sono un tema molto importante.


Scuola motorsport Intervista a Eugenia Capanna

Tutti a scuola MTS, è qui il futuro

Eugenia Capanna racconta il progetto della Motorsport Technical School: “Qui formiamo i meccanici del futuro, i team hanno risposto con grande entusiasmo a questa iniziativa unica in Italia. I punti di forza sono i nostri insegnanti e la possibilità di tenere il corso sul circuito di Monza”


L

a vostra è la prima scuola italiana per meccanici da competizione, un’idea di grande prospettiva e che sta già raccogliendo consensi. Qual è il percorso che vi ha portato a intraprendere questa avventura? Lavoro come Team Manager nelle gare automobilistiche ormai da 15 anni e, seguendo vari Campionati europei, mi sono resa conto che realtà formative in questo senso all’estero esistono già. In Italia abbiamo la Ferrari e tanti appassionati, nei Team italiani esiste una reale esigenza di figure professionali preparate, tutti elementi importanti che mi hanno convinta ad avventurarmi in un progetto dedicato al Motorsport. Alta specializzazione, capacità di adattamento e studio. Com’è la risposta dei ragazzi a un corso di livello così avanzato?

Decisamente positiva. Chi si iscrive alla nostra scuola lo fa con grande motivazione ed entusiasmo, prerogative fondamentali che spingono i ragazzi ad applicarsi al meglio. MTS esige da tutti i suoi allievi un livello alto di conoscenze e competenze tecniche, la scuola è un polo di eccellenza formativa professionale che ha l’ambizione di preparare ogni ragazzo al duro lavoro in Team dove si deve dare sempre il massimo. Il pilota finisce sulle copertine, ma sappiamo che l’anima di un team è rappresentato dal lavoro dei meccanici. Com’era il suo rapporto con i meccanici quando correva? Li consideravo un po’ i miei angeli custodi. Ho sempre avuto un gran rispetto per chi è disposto a dare il sangue per far funzionare al top la macchina. Insegnare, a tutti i livelli, non è mai

facile: quali sono gli elementi su cui far leva per ottenere il massimo dagli studenti? Al primo posto metterei la passione, che può rendere il mestiere del meccanico (professione dura e di sacrifici) una grande soddisfazione. Poi è importante far capire ai ragazzi che anche diventare un meccanico di F1 non è un sogno irraggiungibile per chi crede nelle proprie potenzialità e motivazioni. Preparate i meccanici del futuro, qual è il vostro rapporto con le squadre? Come hanno accolto i team questa opportunità? In modo positivo e collaborativo. Le squadre sono molto contente di avere finalmente la possibilità di disporre di tecnici ben preparati, risparmiando così l’investimento economico e di tempo che richiederebbe la formazione di un ragazzo dalla base.


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Tanta teoria, ma soprattutto pratica: quando un vostro studente esce dalla scuola è già pronto per affermarsi nel mondo delle competizioni? È pronto per affrontare la vita tecnica e impegnativa di un Team, poi sta all’esperienza dare il valore aggiunto necessario per raggiungere il top del livello. Il tirocinio è un aspetto della vostra proposta che può fare la differenza: quali sono le squadre più interessate ad accogliere i vostri studenti? Un po’ tutte, non ho trovato ostacoli in questo senso, anzi ci sono stati dei periodi in cui la richiesta è stata maggiore dell’offerta di personale che la scuola poteva offrire. Detto degli studenti, parliamo degli insegnanti e del metodo di insegnamento. Come avete scelto i vostri docenti? In base alla loro esperienza (cito un nome su tutti, a titolo di esempio, Iva-

no Barletta, ex capo macchina di Michael Schumacher) e alla capacità di trasmettere competenze e passione. Sono molto soddisfatta di aver creato una grande “squadra” dove ogni docente ha la sua caratteristica distintiva, che si completa alla perfe-

Servono professionisti preparati, per questo mi sono avventurata in questo progetto. zione con quella dei colleghi. L’iscrizione è aperta agli studenti delle superiori, ma anche a meccanici e team: come convivono corsisti così eterogenei? La passione quando è sincera ha il potere di unire. Quasi tutti i nostri studenti arrivano da esperienze scolastiche di meccanica, ma abbiamo

visto che anche il tipico ragazzo che passa le sue giornate in garage a smontarsi il motorino, alla fine riesce a integrarsi bene nella didattica. Iniziative simili in Spagna o Inghilterra quanto hanno influito nel vostro progetto? Sono state la miccia (o fiamma) che ha acceso l’idea. Quanto conta avere a disposizione il circuito di Monza per le vostre lezioni? L’autodromo di Monza è considerato il tempio della velocità e per i ragazzi anche solo l’idea di ritrovarsi dentro un box con le mani in una vera auto da corsa è un grande “godimento”. Il motorsport si evolve in continuazione, soprattutto per i problemi legati al contenimento dei costi. Quale futuro si aspetta in un settore così elitario? Pochi professionisti, ma selezionati e competenti, su questo punta la MTS.


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Le grandi sfide I verdetti della pista

U

na stagione decisa in appena 45 millesimi quella del Campionato Italiano Formula ACI-CSAI Abarth e della Formula Abarth European Series, la serie propedeutica della Federazione che ha visto trionfare il brasiliano del team Euronova Racing, Nicolas Costa. Solo l’ultima bandiera a scacchi del campionato ha incoronato vincitore il pilota verde-oro, dopo che Luca Ghiotto, alfiere del team Prema Powerteam, è stato battuto sull’ultimo traguardo di Monza da Antonio Giovinazzi, pugliese di BVM, per soli 45 millesimi. Proprio Giovinazzi è stato il grande protagonista dell’ultima gara stagionale sul circuito brianzolo, dove ha collezionato 2 vittorie ed un secondo posto, alla sua prima apparizione nella serie continentale, dopo una entusiasmante stagione nella Formula Pilota China. Anche la classifica riservata agli esordienti è andata ad un pilota sudamericano, l’uruguagio Santiago Urrutia, che a Monza ha conquistato la vittoria in gara 2 davanti al proprio compagno di team in BVM, Antonio Giovinazzi e ha racimolato i punti necessari per mettersi alle spalle l’elvetico di Jenzer Motorsport Kevin Joerg. Campionato appena concluso, ma già in fermento per la stagione 2013 dove importanti novità dovrebn. 03 | pag. 38

Il punto sui campionati il podio del CIP: Visconti è campione davanti a Uboldi e Faccioni

bero essere svelate a breve. Il Campionato Italiano CSAI Karting si è concluso a Ortona sul Circuito Internazionale d’Abruzzo con l’assegnazione degli ultimi titoli in palio, che sono andati al pugliese Federico Pezzolla in KF2 e ai due fratelli bresciani Alessio e Leonardo Lorandi rispettivamente in KF3 e nella 60 Mini. Emozionante l’epilogo soprattutto in KF2, dove Pezzolla (Kosmic-Tm) è riuscito a imporsi sui due fratelli Andrea e Marco Moretti nelle due finali conclusive di Ortona con una vittoria in gara-1 che gli ha fatto guadagnare

i 40 punti decisivi per l’assegnazione del titolo. In KF3 il compito è stato invece più facile per Alessio Lorandi (Tony KartVortex), ormai con un buon vantaggio rispetto agli avversari, così come nella 60 Mini per il fratello Leonardo Lorandi (Tony Kart-Lke) al quale è stato sufficiente la vittoria in finale-1 per appropriarsi del titolo. In KZ2 il campionato era già stato conquistato con una gara d’anticipo dal marchigiano Alessandro Giulietti (Intrepid-Tm), che ha comunque onorato l’ultimo appuntamento del-


Magliona impegnato nel campionato Montagna

la stagione con una bella doppietta. L’ultima prova del Campionato Italiano CSAI karting è stata anche valida per il Trofeo Nazionale Provider disputato in prova unica. Nella finale di Ortona, a imporsi nella categoria “Pro” è stato il vicentino Nicola Cogato (Intrepid-Tm), Nella categoria “Am”, la vittoria è stata appannaggio del giovane ferrarese Alessandro Pellizzari (Kalì-Kart-Tm). Nella pista che solo tre settimane prima ha ospitato il Gran Premio d’Italia di Formula Uno, l’ottavo e penultimo round del Campionato Italiano Prototipi ha visto la vittoria da Campione per Marco Visconti. Il pilota di Concorezzo (MB) alfiere della MG Motorsport, si è imposto a Monza al termine di un duello appassionante con il poleman Davide Uboldi nel corso di un primo giro incandescente. Con il suo terzo successo stagionale Visconti ha così chiuso definitivamente i conti per il titolo tricolore dopo aver detenuto la vetta della classifica fin dal primo appuntamento. In un podio monopolizzato tutto dalle Osella Honda, Jacopo Faccioni (Scuderia NT) conquista il terzo gradino, in gara ed in Campionato, dopo aver avuto ragione di Ronnie Valori (Wolf Honda LineRace), quarto al traguardo.

Il successo nel Campionato Italiano Rally Autostoriche va in Valtellina per il 2012 con Lucio Da Zanche. Con il Tricolore assegnati anche tutti i Trofei e Coppe. Dopo una stagione lunga nove tappe che ha messo in evidenza campioni conosciuti a riconfermarsi assieme a nomi nuovi e vincenti nelle singole competizioni, sono assegnati così tutti i Tricolori 2012. Campionato Italiano Lucio Da Zanche - vari copiloti su Porsche 911 RSR Piacenza Corse Trofeo Nazionale 1° Raggr. Luigi Zampaglione - Giuseppe Li Vecchi Porsche 911 S Mirabella 1000 Miglia Trofeo Nazionale 2° Raggr . Lucio Da Zanche - vari Porsche 911 RSR Piacenza Corse Trofeo Nazionale 3° Raggr. Alessandro Fontana - Piero Vianello Opel Kadett Gt/e Club 91 Sq. Corse Trofeo Scuderie Team Bassano Trofeo Femminile Lisa Meggiarin - Anna Ferro Autobianchi A112 Abarth Team Bassano Coppa Csai 1° Raggr. T/TC Massimo Giuliani - Claudia Sora Lancia Fulvia HF Scaligera Rallye Coppa Csai 1° Raggr. GT/GTS Luigi Zampaglione - Giuseppe Li Vecchi Porsche 911 S Mirabella 1000 Miglia Coppa Csai 2° Raggr. gr. 1/3 Isabella Bignardi - Paola Boggio Porsche 911 Carrera Biella Corse Historic Coppa Csai 2° Raggr. gr. 2 Maurizio

Elia - Flavio Zanella Ford Escort RS Rododendri Historic Coppa Csai 2° Raggr. gr. 4 Lucio Da Zanche - vari Porsche 911 RSR Piacenza Corse Coppa Csai 3° Raggr. gr. 1/3 Giuseppe Cazziolato - vari Autobianchi A112 Abarth Team Bassano Coppa Csai 3° Raggr. gr. 2 Alessandro Fontana - Piero Vianello Opel Kadett Gt/e Club 91 Sq. Corse Coppa Csai 3° Raggr. gr. 4 Matteo Musti - Vari Porsche 911 SC Piloti Oltrepo. Il Campionato Italiano Velocità Montagna ha emesso altri due verdetti tricolori nella trasferta sarda della 28^ Iglesias – S. Angelo. Vittoria in casa e Federico Pezzolla, campione di kart

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conquista del titolo di Campionato Italiano Velocità Montagna di gruppo CN per Omar Magliona. Il pilota sassarese portacolori della siciliana Ateneo ha vinto la gara di C.I.V.M. nella sua regione ed ha chiuso il discorso di categoria, perfettamente assecondato dalla Osella PA 21/S EVO Honda curata dal Team Faggioli, biposto che ha fatto la differenza per l’abile driver in una stagione molto combattuta. Per Magliona è stato determinante il successo in gara 2, dove ha rimontato un arrembante Christian Merli, che si è imposto in gara 1 con l’agile Radical SR4 Prosport, con la quale il trentino di Vimotorsport era all’esordio sui guidati 6.020 metri del tracciato sardo, dopo aver già vinto il Trofeo E2/B ed essere matematicamente secondo nella classifica assoluta di C.I.V.M.. Tra i due alla fine solo 72 millesimi di secondo di differenza, dopo i 75 a favore di Merli nella prima salita di gara. Già vincitore della Coppa di classe 2000 tra le monoposto di gruppo E2/M Samuele Cassibba su Tatuus F. Master ha vinto il Trofeo Under 25 del C.I.V.M., il giovane ragusano di Comiso alfiere della Catania Corse ha centrato l’obiettivo n. 03 | pag. 40

della trasferta sarda, dove ha usato molta intelligenza tattica e non solo aggressività. Zampata vincente del teramano di AB Motorsport Marco Gramenzi, che è Campione Italiano Velocità Montagna di gruppo E1, contando appieno su un’Alfa 155 V6 al massimo della forma per battere un mai domo bolognese Fulvio Giuliani che non ha risparmiato nulla della sua abilità e del potenziale della Lancia Delta EVO. Il gruppo A è matematicamente nelle mani del bolzanino Rudi Bicciato su Mitsubishi Lancer EVO, successo decretato dall’assenza in Sardegna del diretto rivale campano Luigi Sambuco per noie tecniche sulla sua Mitsubishi. Il 54° Rallye di Sanremo ha emesso i verdetti tricolori. Paolo Andreucci ed Anna Andreussi, su Peugeot 207 Super 2000, sono i Campioni Italiani Rally 2012. Il toscano, giunto al settimo titolo tricolore, e la navigatrice friulana, si sono aritmeticamente aggiudicati il Campionato Italiano Rally, serie organizzata da ACI CSAI, con una gara di anticipo rispetto alla conclusione della serie che avrà il suo degno epilogo sulle strade del Rally Costa Smeralda Sardegna. La gara sanremese ha emesso

anche un altro atteso verdetto. I siciliani Andrea Nucita e Giuseppe Princiotto, Citroen C2 Max, si sono infatti aggiudicati il Campionato Italiano Junior. I due piloti della Vieffecorse hanno concluso nel migliore dei modi una stagione che gli ha sempre visti protagonisti di questa serie riservata ai giovani. Il romano Max Rendina ha conquistato il titolo indipendenti con la Mitsubishi EVO X. Fabrizio Junior Andolfi e Andrea Casalini vincono il Trofeo Renault Twingo Gordini Top R2 con il successo a Sanremo, arrivato al’ultima prova speciale, dopo che una foratura ha attardato Michele Tassone, leader fino a quel momento. Il cuneese Damiano Defilippi e la genovese Giulia Cresta vincono la Suzuki Rally Cup 2012. L´equipaggio della scuderia Provincia Granda s´è aggiudicato la quinta edizione del trofeo a conclusione di un rally di Sanremo particolarmente difficile. Andrea Crugnola e Michele Ferrara sono i vincitori del CITROËN RACING TROPHY ITALIA 2012, che ha corso l’ultima prova stagionale al 54° Rallye Sanremo. La vittoria in gara è andata ai toscani Rudi Michelini e Michele Bosi, secondi nella classifica finale del monomarca. Per i vincitori ora l’opportunità di partecipare come equipaggio ufficiale Citroen al Rallye di Montecarlo 2013. Assegnato ad Adria anche il Campionato Italiano Energie Alternative Green Scout, vinto da Gimmy Ghione, il noto inviato di “Striscia” da sempre abile pilota, che quest’anno è stato sempre ai vertici della neonata serie tricolore animata dalle Kia Venga alimentate a GPL con impianti della BRC, l’azienda italiana leader negli impianti a gas per autotrazione. Podio di campionato completato da due giovanissimi come il’irruento kartista torinese Gabriele Volpato e la formulista Alessandra Brena.


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