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Carla Demaria Protagonisti

LA DAME ITALIENNE E’ DETERMINATA, TENACE, DIRETTA, SENZA GIRARE AL LARGO. NELLA NAUTICA HA RICOPERTO RUOLI DI PRIMO PIANO. OGGI RIPARTE DA MONFALCONE, DOVE IL GRUPPO FRANCESE BÉNÉTEAU ENTRA NEL SEGMENTO DEGLI YACHT DI LUSSO, SCEGLIENDO L’ECCELLENZA ITALIANA E UNA DONNA A CAPO DEL PROGETTO di Marta Gasparini

V

iene da lontano l’esperienza di Carla Demaria, alla quale il vertice di Bénéteau ha affidato la gestione di Monte Carlo Yachts, il nuovo brand italiano specializzato nella costruzione di open e fly a partire da 20 metri. Un progetto italiano di proprietà francese la cui forza si basa sull’unione tra i know how delle due scuole e della loro esperienza. E come ci racconta Carla Demaria «Consideriamo la nostra doppia anima franco-italiana il maggiore atout del nostro progetto». E c’è da crederle. Il primo modello MCY 76, che farà il suo debutto al salone di Cannes a settembre, è l’espressione del valore di questo mix. La decisione del vertice Bénéteau di scegliere l’Italia per realizzare queste imbarcazioni è il riconoscimento della supremazia del nostro paese negli yacht di lusso di maggiore dimensione. Un valore aggiunto che ci è universalmente riconosciuto. Ma questo progetto ha una marcia in più: unire il patrimonio di capacità al più avanzato know-how in termini di progettazione, innovazione e utilizzo di tecnologie, al servizio della qualità, dell’affidabilità e dell’uso intelligente del prodotto, in cui Bénéteau eccelle.

Nella nautica ha sempre ricoperto ruoli importanti, Paolo Vitelli l’ha scelta per dirigere il cantiere Atlantis, marchio del gruppo Azimut Benetti e ora è Annette Roux (presidente del Gruppo Bénéteau) ad affidarle il timone di Monte Carlo Yachts. Come è nata la sua esperienza di manager di punta nel settore? «Ho cominciato a lavorare nell’azienda che era stata di mio padre. Era un’azienda attiva nel settore dell’insonorizzazione sia in campo clinico che industriale. Ero assistente del direttore commerciale e la società era in forte crescita sui mercati internazionali. Ho avuto così modo di mettere a frutto gli studi linguistici e una certa predisposizione a relazionarmi con clienti e rete di vendita. In seguito, per una circostanza che oggi considero molto fortunata, nel 1985 ho incontrato Paolo Vitelli. Cercava un’assistente per l’allora direttore commerciale di Azimut, Massimo Mariotti, ora a.d. di Bénéteau Italia. La mia crescita professionale negli anni successivi è andata di pari passo con quella straordinaria dell’azienda, che mi ha permesso di occupare posizioni di sempre maggiore responsabilità sino a quella di presidente e a.d. di Atlantis».


Si chiama MCY 76, il primo Monte Carlo Yachts. Lungo 23 metri, nasce dalla collaborazione dello studio Nuvolari & Lenard, del team di progettazione interno italo-francese e di Seaway. Il debutto è previsto al salone di Cannes in settembre. Tratti distintivi: personalità, funzionalità e sicurezza in navigazione.

prezzo rimane un fattore determinante “Ilnella decisione di acquisto e la sfida è di costruire in Italia senza rinunciare alla qualità di materiali ed esecuzione, intervenendo piuttosto sui processi di produzione, per ridurre il costo della manodopera

La nautica è un ambiente fatto prevalentemente di uomini, quanto il fatto di essere donna l’ha condizionata nel suo percorso professionale? «Questa domanda mi viene posta spesso e ne comprendo le ragioni. Un numero significativo di donne è discriminato sul posto di lavoro a tutti i livelli e, anche per le più talentuose e preparate, raggiungere posizioni importanti è difficile. Questo è vero in tutti i settori, con maggiore evidenza in quelli in cui le aziende sono in mano agli uomini. Devo però dire che per me non è andata così. Ho potuto cogliere un’opportunità come quella offertami da Bénéteau perché la mia crescita non è stata ostacolata e ho potuto costruire competenze allargate, grazie ai ruoli che ho ricoperto. Occorre peraltro dire che le donne si dovrebbero dotare di maggiore autostima e osare nel proporsi per nuove posizioni. Nel 1988 sono stata io a chiedere di gestire uno stato di emergenza di un cantiere terzista che stava fallendo e Paolo Vitelli, uomo coraggioso, ha accettato. E’ così che ho cominciato ad occuparmi di tutte le aree aziendali». Ci racconta il suo primo incontro con madame Roux? «Il mio primo contatto risale al mio ingresso nella nautica. Quando sono entrata in Azimut infatti, l’azienda era importatrice per l’Italia delle imbarcazioni a vela prodotte dal gruppo francese. E’ stato un contatto di breve durata perché dopo poco tempo le strade di Paolo Vitelli e di Annette Bénéteau Roux si sono divise e Azimut ha concentrato la sua produzione nelle barche a motore. Ho conosciuto personalmente Annette Roux solo 20 anni dopo, ma la stimo da sempre, sia per il successo che il suo gruppo ha saputo costruire nel tempo sia perché Paolo Vitelli, che ne ha grande rispetto, l’ha spesso portata ad esempio. Per un’altra fortunata circostanza, all’inizio del 2007 ci siamo


Carla Demaria Protagonisti incontrate su una spiaggia, lontanissime dal contesto nautico. C’è stata un’intesa immediata ed è nata un’amicizia solida. Intanto, forse senza che me ne accorgessi, stava maturando in me la spinta a cambiare, a rimettermi in discussione. Perché quando qualche tempo dopo un fondo di investimenti mi ha fatto una proposta allettante, ho seriamente considerato l’offerta ed è stato istintivo rivolgermi all’amica per chiederle un consiglio. L’ho raggiunta a Parigi e, superato lo stupore da parte sua nell’apprendere che consideravo di lasciare Azimut e mia nel venire a conoscenza che avevano un progetto che sembrava fatto per me, ci siamo messe al lavoro. Una settimana dopo incontravo i membri del directoire, corrispondente al nostro consiglio di amministrazione, con i quali c’è stata da subito un’altrettanto buona intesa e pochi mesi dopo nasceva in Italia Monte Carlo Yachts S.p.A.». Voi confermate la supremazia italiana a livello mondiale in fatto di luxury yacht design. In un momento in cui molte aziende tendono a delocalizzare la produzione in paesi emergenti per problemi di costi, come vede l’ostacolo dei prezzi? «Rispetto ad altri settori in cui la delocalizzazione è molto spinta, la nautica non vi ha ancora fatto un ricorso massiccio. Ma il processo è in atto e nasce anche dalla strategia di costruire direttamente nei paesi a più alto tasso di crescita, per rispondere con la massima competitività alla domanda interna o dei paesi limitrofi. Vedo più fattibile questo fenomeno per la produzione di imbarcazioni di piccole dimensioni, con volumi significativi e quindi economie di scala, che non per quella di uno yacht di lusso di maggiori dimensioni, con volumi limitati. Senza dimenticare che in questo segmento il fattore brand-paese è determinante, e l’Italia è per gli yacht quello che la Svizzera è per gli orologi. Quanti sarebbero disposti a pagare centinaia di migliaia di euro un orologio “master of complication”, perfettamente realizzato e funzionante, prodotto in Cina? I cinesi facoltosi vengono ad acquistarli a Zurigo o a Ginevra... Detto questo, il prezzo rimane un fattore determinante nella decisione di acquisto e la sfida è di costruire in Italia senza rinunciare alla qualità di materiali ed esecuzione, intervenendo piuttosto sui processi di produzione, per ridurre il costo della manodopera. E’ quello che abbiamo fatto in Monte Carlo

Yacths, dove abbiamo investito molto nella progettazione di un modello di processo altamente innovativo. L’intero modulo degli ambienti interni viene allestito a terra e offerto in un’unica soluzione allo scafo, accelerando i tempi di produzione e consentendo al tempo stesso di raggiungere eccellenti standard qualitativi, perché le tolleranze d’assemblaggio sono contenute al millimetro. Tutto questo è reso possibile da una modellazione tridimensionale spinta fino a elementi di dettaglio e una progettazione nei minimi particolari di strutture, interni e impianti di bordo». Ci parli del nuovo cantiere e quale è stato l’impegno nell’organizzare una struttura partendo da zero? «Poco meno di un anno fa abbiamo acquistato un terreno di circa 50.000 mq con affaccio sul mare nel golfo di Trieste, a Monfalcone, all’interno di un’area industriale oggetto di un’interessante conversione in polo nautico. Sono in corso opere importanti, incluso un marina di 2.700 posti barca, a qualche centinaio di metri dal nostro terreno. In attesa che venga realizzato il nostro cantiere, abbiamo preso in parziale locazione il moderno stabilimento costruito da Seaway, società slovena di eccellenza nella progettazione di scafi perfomanti con ampio utilizzo di carbonio e kevlar, nostra partner nell’engineering. Lo stabilimento ha una superficie di quasi 20.000 mq e si trova di fronte al nostro terreno. Circa l’impegno nell’organizzare un cantiere partendo da zero, rispondo che in realtà non ero in questa condizione, avendo potuto contare su un mix di competenze unico, formato dai miei più stretti collaboratori che mi hanno seguita dalla precedente esperienza, dai colleghi francesi, dai designer Nuvolari & Lenard, da Seaway stessa. Condizioni di base eccellenti, lo riconosco».

L’area di 50.000 mq dove è in fase di completamento l’unità produttiva di Monte Carlo Yachts a Monfalcone nel golfo di Trieste di cui farà parte anche un marina con 2.700 posti barca.


Carla Demaria Protagonisti Quanto ha pesato e sta pesando la crisi sullo sviluppo di questa iniziativa? «Monte Carlo Yachts è stata costituita durante il salone nautico di Genova del 2008, quando i segnali della crisi erano ormai tangibili. Da allora, la determinazione del gruppo di entrare condivisi con Nuvolari & Lenard che, a nostro parere, li hanno da protagonista nel settore degli yacht di lusso non è venuta espressi al meglio nel concept e nel design del MCY 76». meno, né la sua capacità di investimento, fatto questo non Ci sono molti cantieri che sanno costruire barche belle e certo trascurabile. concrete, ma in questo momento quale deve essere il plus Infatti a seguito della drastica caduta dei mercati e dell’enorvalore per essere vincenti? me difficoltà di ottenere credito non sono molti i cantieri «Siamo partiti da una posizione privilegiata: nel rispondere che possono difendere la competitività con nuovi prodotti e a queste nuove esigenze del lusso, i del’entrata in nuovi mercati che possano signer non hanno avuto vincoli alla creacompensare la riduzione di quelli storici. tività, non avendo family feeling di una Il gruppo ha invece deciso di mantenere gamma esistente da difendere. Hanno cola strategia in termini di lancio di gamsì creato un’imbarcazione elegante, non ma prodotti, rivedendone i volumi». estrema, rassicurante e bella: una bella Qual è l’aspetto migliore e più imporbarca italiana. Pensando che non bastastante della sua esperienza in Atlantis se, l’abbiamo dotata di forti contenuti che ha deciso di portare con sé in quetecnici e di innovazioni. L’esperienza del sta nuova sfida? Gruppo e la collaborazione con Seaway «Atlantis ha rappresentato moltissimo hanno permesso di introdurre nella proper me, professionalmente e personalgettazione e nei processi elementi di vamente. Senza l’esperienza in Atlantis non lore, che riguardano sicurezza, ambiente, sarei stata in grado di affrontare quefunzionalità e comfort. L’elenco è lungo, a sta sfida e ho tanti ricordi di momenti partire dalla struttura della carena, che ha esaltanti, ma anche di decisioni difficili, fasciame autoportante e rinforzi longitucompresa quella di lasciarla. Il valore più dinali e non richiede l’utilizzo di madieri, importante che avevamo creato e che una crash box di prua (una sezione fatta oggi è un valore forte di Monte Carlo per deformarsi o separarsi dalla barca nel Yachts, è il senso di appartenenza, il lacaso di collisioni n.d.r.) e un largo uso di voro di squadra». kevlar nelle aree a maggior impatto. Il vostro primo modello, il MCY 76, è Per continuare con pannelli fotovoltaici nel un 23 metri flybridge. Come sviluppeT-top in carbonio che producono energia rete la gamma? La percezione del elettrica, con un sistema di trattamento «La missione di Monte Carlo Yachts è di delle acque nere di derivazione aerospaprodurre yacht a motore a partire dai 20 lusso si sta modificando ziale che trasforma in acqua pura il contemetri, nelle versioni fly, sportfly ed hardperché sta cambiando la nuto della cassa degli scarichi dei bagni, top. Al di sotto di questa dimensione viene prodotta in Francia la linea Monte valorizzazione dei bisogni. con il processo di infusione esteso a tutti i componenti, anche di minime dimensioni Carlo, il cui successo è merito di un altro Oggi premia poter usufruire e complessità di forme, che riduce pesi e esperto designer italiano, Pierangelo consumo, con l’auto-trim: la ricerca autoAndreani, di cui ammiro la capacità di bene dell’oggetto matica di assetto attraverso l’utilizzo di utilizzo degli spazi, interni ed esterni. di lusso più che la sua interceptor per il comfort e la riduzione Nella prossima stagione il MCY 76 verrà dei consumi, con il sistema di manovra prodotto anche nella versione sportfly ostentazione pura ZF integrato con joystick multidirezionale ed è in progettazione un modello di per manovre precise e sicure, e infine con dimensioni inferiori, la cui prima unità il processo di costruzione di cui dicevo». sarà in versione fly e il cui lancio è previsto al salone di Cannes Oltre a un Monte Carlo Yachts, quale è la sua barca prefe2011». rita a motore o anche a vela e perché? Dopo la crisi come cambia il concetto di lusso a bordo? «Mi piacciono i grandi yacht a vela costruiti dal cantiere CNB Crede che si sia imboccata la strada verso un lusso più (Chantier Naval de Bordeaux), che fa parte del gruppo. Linee concreto e meno “capriccioso”? senza tempo che racchiudono tecnologie molto avanzate, in «Messa di fronte alle gravi conseguenze dei suoi eccessi, la perfetta armonia. Nella lista degli armatori ho trovato molti società è investita da un processo di ritorno ai valori tangibili, nomi altisonanti, appartenenti all’aristocrazia e alle più grandi alla concretezza. La percezione del lusso si sta modificando fortune economiche, che con CNB condividono un understaperché sta cambiando la valorizzazione dei bisogni. Oggi tement oggi più che mai apprezzabile». premia poter usufruire bene dell’oggetto di lusso più che la Come passa il suo tempo libero? sua ostentazione. Assistiamo all’affermazione di nuovi canoni, «In questo momento non ne ho molto, e lo trascorro in in cui prevalgono responsabilità, funzionalità, sostenibilità, compagnia degli affetti, degli amici di sempre e di personalità. Nelle decisioni d’acquisto, la qualità intrinseca qualche buona lettura». del prodotto torna ad essere prioritaria. Concetti sin dall’inizio


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