Issuu on Google+

Monselice

O M A I U R COST RO FUTU

BENE COMUNE

Case popolari: M dove sono?

arica ha un figlio di otto anni e da quando è nato provvede da sola ad affitto e spese varie. Prima il lavoro bene o male non mancava ma oggi la sua vita sta diventando un incubo. Si barcamena con lavoretti di poche ore che le garantiscono un introito famiglie irrisorio. Lei è una italiana trentenne bisognose madre residente a restano Monselice che vive sotto la soglia di poin attesa vertà. Se i suoi anziani genitori non la forse aiutassero a pagare per sempre l'affitto del mini appartamento dove vive, oggi non potrebbe forse neanche tenere suo figlio con sé. Ha bussato a tutte le porte, specie a quelle del Comune. Ha pieno diritto alla casa popolare ma nessuno le sa dire quando potrà averne una e in che condizioni sarà.

108

Pag. 2 Rifiuti:una nuova tassa

E se pagassimo solamente ciò che consegnamo?

A

Capodanno è scattata la Tares, la nuova tassa sui rifiuti e servizi urbani. La prima rata si pagherà a luglio e peserà sui bilanci familiari per una media di 80 euro in più l'anno rispetto alla vecchia Tarsu. Colpirà chiunque "possieda, occupi o detenga locali atti a produrre rifiuti"; case, quindi, ma anche uffici, negozi o capannoni. Questa tassa può prevedere delle riduzioni di tariffa riferibile alle utenze domestiche relativamente alla raccolta differenziata e al contestuale recupero dei rifiuti. I monselicensi si contraddistinguono per essere degli ottimi “ricicloni”. Secondo i dati forniti da Bacino Padova 3, siamo passati dal 59,1% di rifiuto differenziato raccolto nel 2008 al 69,22% del 2011. Il trend per altro è di ulteriore crescita. Sarebbe quindi importante premiare i cittadini con politiche di risparmio introducendo una tariffa che rispecchi il principio comunitario per il quale “paga chi inquina”, ovvero più secco indifferenziato produci più paghi. Giusto commisurarla al numero di residenti di un’abitazione ma anche a quanto questi sanno essere virtuosi. Basta prevedere, così come si fa in alcuni comuni, una tariffa commisurata alla quantità di rifiuti calcolata in base agli svuotamenti effettivi calcolando un numero di svuotamenti minimi per evitare lo smaltimento illegale. Staremo a vedere come deciderà di interpretare questa normativa l’amministrazione comunale. Il nostro appello lo abbiamo lanciato. di P.G.

Editoriale La comunità prima di tutto di Germana Urbani “Bene comune vuol dire coltivare una visione lungimirante, vuol dire investire sul futuro, vuol dire preoccuparsi della comunità dei cittadini, vuol dire anteporre l'interesse a lungo termine di tutti all'immediato profitto di pochi”. Sono parole che prendiamo a prestito dall'ultimo libro di Salvatore Settis, Azione popolare, cittadini per il bene comune, e che ben si prestano a spiegare l'obiettivo che ci poniamo attraverso il giornale che avete in mano. Siamo cittadini volonterosi, crediamo nell'impegno civico e nella democrazia partecipativa. Perciò su questo giornale ospiteremo ogni volta un intervento di un protagonista della vita economica o sociale della nostra città e volentieri pubblicheremo lettere o articoli che vorrete mandarci. Siamo convinti che costruire futuro a Monselice significhi dialogare con chi ci vive e lavora, significhi porci delle domande e cercare le risposte utili a realizzare davvero il bene della comunità.

Vita da pendolare, la politica guardi lontano!

Treni e autobus: vogliamo l’intermodalità

N

on è di certo facile la vita del pendolare se vivi nella Bassa Padovana. Quotidianamente a farla da padrone è l’incertezza di arrivare in orario in ufficio o a lezione, l’insicurezza di poter rispettare i propri appuntamenti o di tornare a casa in orari decenti. Dopo un po’ ci si fa l’abitudine e s’impara a prevenire il disservizio anticipando la partenza di mezz’ora (se non di più); molti sono così costretti a partire addirittura un’ora e mezza prima per

riuscire ad arrivare puntuali, compiendo una tratta che impiega al massimo 30 minuti; ciò ovviamente non evita un’ulteriore attesa che varia tra i 5 e i 30 minuti nella quale l’unico riparo dalle intemperie invernali risulta essere il sottopassaggio d’accesso ai binari; quando il treno finalmente giunge nulla di meglio attende i viaggiatori paganti: se va bene il convoglio è il più delle volte “poco” confortevole, sporco, a volte freddo, a volte con il riscaldamento che spara un calore quasi insopportabile; quando va male ci si deve accontentare invece di un piccolo spazio vitale in piedi, e spesso stipati nei corridoi, davanti ai gabinetti o sulle porte.

Per pungolare le istituzioni a individuare delle soluzioni concrete si è discusso in Consiglio a Monselice approvando una mozione del Centrosinistra. Intanto in Regione i consiglieri Pigozzo e Tiozzo (PD) hanno presentato un emendamento al bilancio 2013 per aggiungere 20 milioni alle risorse statali a cui si era limitata la Giunta Zaia per il finanziamento del trasporto pubblico locale. Ancora per quanto la stazione delle corriere deve essere provvisoria e non collegata con quella dei treni anch’essa sprovvista di un parcheggio adeguato e capiente che favorisca la cosiddetta intermodalità del trasporto pubblico e privato? Con il contributo di Luca Bernardini

INTERVENTO

Sostenere il commercio locale per un centro storico vivo e sicuro Stella Marcolongo Confesercenti Monselice

Io guardo le cose con ottimismo e fiducia nel futuro grazie all'amore per il mio lavoro e per la città. E come me moltissimi altri che in questi anni, hanno creduto nei vari progetti che Confesercenti e Ascom hanno portato avanti insieme per favorire i negozi del nostro bellissimo centro storico. Cerchiamo di organizzare delle attività che possano animarlo nel migliore dei modi per coinvolgere cittadini e turisti, accompagnarli lungo le vie e incuriosirli con le merci esposte nelle nostre vetrine. Anche le manifestazioni organizzate lungo il corso dell'anno sono molto apprezzate dalla gente che, nonostante abbia poco tempo per gustarle appieno, riesce a cogliere il nostro sforzo e anche a premiarci. Nonostante la forte crisi dei consumi e la conseguente contrazione dei guadagni, io non posso dire che il commercio del centro di Monselice sia sull'orlo di un precipizio. Senza contare uffici e agenzie i negozi al dettaglio sono un centinaio e credo che più o meno tutti siamo un po' spaventati più che preoccupati dalla situazione in cui versa il Paese. Perciò cerchiamo di essere cauti, vedere un po' ciò che succederà. Continua a pag 3


2

Approfondimenti locali Edilizia pubblica

Ferma da 15 anni, cosa c’era di più importante da fare?

Case popolari: urgente un nuovo piano L'unico progetto attualmente in fase attuativa, oltre a procedere a rilento, è stato ideato dalla giunta Bettin, oltre 15 anni fa

L

a crisi economica che sta crescita della domanda dovuta affliggendo anche il nostro alla contingenza economica. produttivo nord-est sta Di fronte a queste difficoltà queavendo effetti drammatici sulla sta amministrazione non ha sapopolazione monselicense, al puto trovare soluzioni, tanto che punto tale che per 108 famiglie il appunto l'unico progetto di edilidiritto ad avere un tetto è ormai zia pubblica attualmente in fase un miraggio. A tale cifra ammon- attuativa, oltre a procedere a ritano infatti i nuclei familiari che, lento, è stato ideato dalla giunta pur avendo diBettin. Fatto queritto, non accesto che testimonia dono agli alloggi l'incapacità di popolari per la questa amminimancanza degli strazione che in gli alloggi stessi. 15 anni non ha La situazione insaputo promuoche il comune fatti nella città vere soluzioni al della Rocca proproblema. vorrebbe cede sempre Il fallimento della verso situazioni cessione degli imalienare ma di maggior gramobili risulta di faad oggi solo 5 vità: dal 2009 il cile spiegazione comune tenta di in quanto per una sono stati commutare l'affamiglia in diffifitto degli alloggi coltà anche solo venduti di edilizia popol'anticipo richiesto lare in una cesdel 20% può risulsione a prezzi inferiori del 20% tare un ostacolo insormontabile. rispetto alle quote di mercato, Da qui la necessità di promuoma su100 alloggi interessati, vere soluzioni alternative, in parl'operazione ha portato alla ven- ticolare andando a posare dita di solo 5 unità abitative. Il ri- l'attenzione su tutte quelle realtà sultato del fallimento di questa che il privato non riesce a colloforma di collocamento ha rallen- care nè con le vendite nè con gli tato la costruzione di nuovi al- affitti ma che potrebbero rigualoggi che doveva beneficiare dagnare appetibilità a fronte di degli introiti dell'operazione di affitti calmierati grazie al contrivendita. Si sta così assistendo buto dell'amministrazione comuad una forte crisi dell'offerta di al- nale. loggio parallelamente ad una Federico Bettin

San Giacomo: finalmente si costruisce

100

D

ove c'è attenzione ai propri cittadini e volontà politica di dare risposte serie a problemi gravi, come la mancanza di una casa in situazioni di grave disagio economico, le soluzioni si trovano e in fretta. Un esempio concreto è stato realizzato in Veneto, in una Montebelluna guidata dall'allora sindaco Laura Puppato, oggi capolista al Senato per il PD. La giunta seppe dimostrare con i fatti che i giovani non sono bamboccioni che restano in famiglia a lungo perchè lo voglio ma perchè

sono costretti dalle circostanze. Grazie ad un percorso di democrazia partecipata, che ha visto gruppi di giovani studiare progetti da presentare e realizzare poi insieme all'amministrazione, sono stati messi a disposizione 6 alloggi Ater in una palazzina peraltro già messa ad un'asta, andata deserta. Un canone agevolato per giovani tra i 18 ei 35 anni che a tutt'oggi va da un minimo di 225 a un massimo di 280 euro. Nell'ambito della stessa operazione sono stati conse-

1996. Dal 2000 in poi si sono susseguite una serie infinita di richieste burocratiche avanzate dal comune all’impresa che doveva costruire, bloccando i lavori. Risale poi al 2009 la demolizione delle vecchie case popolari dopo un’ordinanza di sgombero. Il progetto era già approvato e i permessi rilasciati. Ma invece di iniziare i lavori è iniziato un nuovo calvario fatto di varie prescrizioni. Ma con più di cento famiglie in attesa, davvero non si poteva seguire con più urgenza questo progetto? Quanti anni si sono persi? Rino Biscaro

La proposta

Qualche idea concreta per rispondere a chi un tetto non ce l'ha

Si può fare

Un'esperienza a cui ispirarsi Altro che ascensore per la rocca!

F

inalmente lo scorso ottobre la ditta proponente, l’ Ater e il comune di Monselice hanno aperto il cantiere per iniziare i lavori dal progetto di edilizia pubblica privata, denominato P.I.R.U.E.A. San Giacomo. Nato formalmente nel 2000, ma in incubazione dagli inizi degli anni ’90, i lavori erano stati annunciati più volte soprattutto in

campagna elettorale, restando a lungo lettera morta. Attualmente la situazione abitativa è critica: non ci sono sbocchi per nessuna assegnazione e i prossimi alloggi verranno assegnati nel 2014 a cantiere ultimato: 24 appartamenti, 12 all’Ater e 12 ai privati, di cui ne spettano 3 al comune. In tutti questi anni in consiglio comunale dai banchi della minoranza sono state presentate diverse interrogazioni su questo spinoso tema alle amministrazione di centrodestra ma durante il mandato Conte è stato riproposto lo stesso progetto della giunta Bettin dell’anno

gnati altri quindici appartamenti per famiglie in situazioni di disagio. A questa progettualità ne sono seguite altre e l’esperienza delle numerose progettualità messe in campo in questi anni dai 7 Comuni dell’Area Montebellunese all’interno della sperimentazione del Piano Locale Giovani continua ad essere un modello a livello nazionale. L'esempio parla chiaro: a Montebelluna dare un tetto a chi ne ha bisogno era più importante che fare ascensori per salire alla rocca! Germana Urbani

O

gni amministrazione comunale dovrebbe dotarsi di un piano casa con obiettivi immediati e a medio termine, tenendo conto che l’incremento del patrimonio abitativo di ERP (edilizia residenziale pubblica) deve essere ottenuto innanzitutto intervenendo sul costruito, al fine di non aumentare la cementificazione del territorio. Si potrebbe innanzi tutto provvedere utilizzando le leve urbanistiche prevedendo che anche nei piani di recupero o nuova costruzione messi in atto da privati siano previste quote di ERP, ma si può sempre intervenire nell’ambito del costruito invenduto o degli immobili sfitti. Dotandosi di strutture e incentivi comunali per favorire l’incontro tra domanda ed offerta sul mercato privato della locazione, incentivando la stipula di contratti d’affitto a favore di famiglie in condizioni di emergenza abitativa e Incentivi fruenti di reddito modesto ma non pre- pubblici cario, ovvero incentivi economici e garanzie a favore dei proprietari e di un per affitti contributo economico a favore dell’in- agevolati quilino. Un’altra formula interessante è quella e sicuri dell’affitto a riscatto: gli inquilini possono infatti trasformare l'affitto in una rata per l'acquisto, dandosi il tempo (di norma 5 anni) per accedere con più facilità ad un finanziamento, avvalendosi nel frattempo dei contributi previsti dal fondo per il sostegno alla locazione in caso di giovani coppie. Pierluigi Giaccarello


Cronache dal consiglio

Una denuncia dovuta

WI-FI LIBERO

Biblioteca a misura di studenti

Palasport di via Carrubbio: bene da gestire meglio

D

U

supera i 17 gradi. Tenuto conto che un atleta dovrebbe mantenere una minima temperatura corporea, non sono certo sufficienti 17 gradi per evitare contratture o strappi dovuti a sbalzi termici. Durante le piogge, poi, il pavimento inizia a diventare un cimitero di stracci e secchi destinati a raccogliere tutta l'acqua che cade dal soffitto, situazione questa che rischia settimanalmente di compromettere allenamenti e incolumità degli sportivi. Altro punto che evidenzia lo

Pari opportunità, per ora un miraggio

A

nche Monselice si è dotato di uno strumento che col tempo potrà diventare il perno dell'attività locale in tema di diritti e parità di genere. Su proposta del consigliere di minoranza Gabriella Zanin, ha visto la luce la Commissione per le Pari Opportunità, che ha come scopo la realizzazione della reale parità di genere, in linea con i principi nazionali e comunitari, per sostenere e promuovere l'uguaglianza fra uomini e donne, nonché l'effettiva attuazione del principio di eguaglianza di tutti i cittadini, come sancito dalla Costituzione Italiana all'articolo 3, eliminando gli ostacoli che limitano od impediscono

l'effettiva partecipazione economica, politica e sociale. La commissione finora ha presentato due progetti all'intero di bandi regionali che si occupavano della condizione femminile e si è interessata della spinosa, e purtroppo fin troppo attuale, tematica della violenza sulle donne. In commissione: Lucio Fortin (Presidente), Valentina Vallarin (Vicepresidente), Gabriella Zanin, Nadia Donato, Valeria Polato, Marissa Mary Galliani, Buson Filippo. Se qualche cittadino/a o associazione volesse organizzare iniziative volte a promuovere tematiche legate alla parità di genere può rivolgersi ad uno dei membri della commissione. Valentina Vallarin

San Cosma merita di più

I

scarso interesse dei gestori per quella palestra è l'impianto di illuminazione che viene acceso, affermano loro, solo per attivazione "crepuscolare", questo significa che, ad un certo grado di oscurità, le luci si accedono in tutti gli altri casi no! Con tale giustificazione però molte volte gli allenamenti si fanno in semioscurità....risparmio energetico o disinteresse? Nessuno lo sa e nessuno si informa. Credo sia tempo di prendere in mano la situazione. Pietroantonio Aldrigo

n molti chiediamo da anni una politica di intervento per aree residenziali a San Cosma, non solo per l'insediamento di nuove famiglie provenienti da altri territori ma affinchè gli stessi giovani del paese non si trovino costretti a lasciarlo per trovare casa. Ciò avrebbe dato qualche numero in più al bilancio demografico ed aiutato la scuola negli anni passati (oltre ai benefici per altri servizi presenti nella frazione). Ero poco più di un giovanotto quando dopo la costruzione dell'area PEEP e poi di una serie di abitazioni in una nuova area dedicata (via Paolo VI e Papa Luciani) si discuteva già delle future aree edilizie. Da quel tempo sono passati 15-20 anni, i primi nati sono già maggiorenni; siamo stati testimoni della crescita della vicina frazione di San Bortolo e di svariati comuni limitrofi. Ma San Cosma? Eppure è frazione, e parrocchia, ricca di iniziative, impegno, di (passatemi il termine) energie svariate. Peccato non favorire nuovo sviluppo ed il "ringiovanire" del paese. Claudio

n passo in avanti a favore di giovani e studenti. Grazie ad una mozione presentata dai consiglieri del PD, e fortemente voluta dal gruppo giovani, la biblioteca è oggi assai più funzionale. La mozione prevedeva, infatti, di aumentare il numero delle ore di attività giornaliera, rendere gratuito il servizio di rete wi-fi e che fosse redatto un regolamento di utilizzo della stessa. Sono state apportate modifiche al testo originario, ma alla fine la mozione è stata votata all’unanimità.

È guerra di parcheggi

P

archeggi insufficienti a Monselice?! Sempre più spesso, anche nei quartieri, si trovano macchine in doppia fila: il fenomeno del “parcheggio selvaggio” scatta con facilità e ne pagano le conseguenze come sempre i cittadini. Negli anni gli uffici e le abitazioni sono aumentati ma i posti di parcheggio sembra non vadano di pari passo. Il consigliere Biscaro ha presentato un’interpellanza in consiglio, speriamo il comune si abiliti a prendere provvedimenti.

TEMPO DI SCELTE

ove c'è fumo di solito c'è anche altro... E di lamentele attorno alla gestione della palestra di via Carrubbio noi consiglieri ne raccogliamo tante. Il palasport è gestito da da più di 10 anni da una società di Dolo, che segue prevalentemente l'attività di nuoto. Di questa loro predilezione però si riflette negativamente sul mantenimento della palestra. Sarà per un contenimento dei costi, ma sta di fatto che, a quanto lamentano atleti e famiglie, la temperatura difficilmente

3

Recuperare subito i soldi

L 384 mila euro da investire per il bene della città

a società “Monselice 1” deve al comune di Monselice 384.000 euro. Si tratta delle rate di oneri di urbanizzazione 2006 e 2007 , che però non sono mai state pagate e alle quali nel tempo si è aggiunta anche la mora. Il consigliere comunale Rino Biscaro ha denunciato il fatto in consiglio, sottolineando che in un periodo in cui i comuni sono afflitti da crisi e patto di stabilità è di vitale importanza recuperare tutte le risorse che di diritto spettano all’ente. Brevi a cura di Vittorio Ivis

Idee in libertà

Lettere scrivi@monselicebenecomune.it

Lavorare meno per...guadagnare di più!

P

ensando alla grave crisi economica che coglie più o meno tutte le famiglie anche qui a Monselice mi viene in mente che un tempo era popolare lo slogan “lavorare meno per lavorare tutti”, ma oggi sarebbe giusto sostituirlo con “lavorare meno per guadagnare di più!”. Se in una fabbrica si riducesse l'orario di lavoro, per continuare a produrre gli stessi beni e servizi a produttività costante, sarebbero necessari altri lavoratori. Mantenendo invariata la paga oraria lorda, il costo per le stesse ore totali lavorate resterebbe immutato. La disoccupazione verrebbe in questo modo a mio giudizio ridotta, rendendo superflue le tasse per gli ammortizzatori sociali: cassa integrazione, mobilità e sussidi vari per disoccupati e poveri. Si potrebbero così abbassare le tasse sui

redditi da lavoro più bassi fino a far percepire, per la fascia inferiore, lo stesso stipendio netto di prima. I lavoratori ne guadagnerebbero così sia l'aumento della paga netta oraria sia in tempo libero e qualità della vita. Mi rendo conto che quella che presento è una sintesi che non tiene conto né di alcuni problemi né di molti altri vantaggi come l'abbattimento dei fondi aziendali per la CIG e l'impulso alla crescita. Lavorare meno per lavorare di più, pensiamoci. Cambiare slogan sarebbe importante sia per la verità che si andrebbe a comunicare sia per motivare a lottare per i propri interessi, affinché la società adotti questa proposta tenendo anche conto dell'esempio francese delle 35 ore. Emanuele Rosi

INTERVENTO

Sostenere il commercio locale per un centro storico vivo e sicuro Continua da pag 1 Stella Marcolongo Confesercenti Monselice

Le clienti che ti raccontano di essere state licenziate o di avere il marito in mobilità ti comunicano anche che non hanno la disponibilità che avevano fino a poco tempo fa e quindi occorre mettere in conto che gli introiti caleranno a fronte, invece, di spese – luce, affitto, personale – che restano costanti. Così credo che ogni buon commerciante sappia prendere le misure e ridimensionare anche la sua offerta in attesa che questo brutto momento passi, come ne sono passati altri. Nel 2000, quando io ho aperto la mia attività, in via Roma c'erano tante ser-

rande chiuse, forse addirittura le più importanti. Oggi la situazione è cambiata. Se un commerciante decide di cessare l'attività nel giro di poco c'è qualcuno che apre e lo sostituisce. Adesso possiamo vantare un centro ricco di bei negozi dove trovano spazio le grandi firme dell'abbigliamento per tutte le età ma anche alimentari di qualità, preziosi e oggettistica di pregio. Per non parlare dei locali, sempre più apprezzati anche da chi arriva da fuori. Grazie all'offerta che garantiamo alla clientela direi che non ci sentiamo in concorrenza con i centri commer-

ciali e per questo possiamo permetterci di passare le domeniche a casa con la famiglia, nonostante la legge consentirebbe di tenere aperto ad oltranza. Il nostro è un servizio diverso che, infatti, coglie la domanda di una clientela che non è quella che vaga per i paesi, consumando soldi in benzina, alla ricerca del prezzo migliore. Perciò io invito i monselicensi a cogliere i nostri sforzi e a preferire i negozi di “casa loro”, sostenendo il commercio locale perchè un centro storico vivo è un valore aggiunto per una città in termini di bellezza e anche di sicurezza.



Monselice Bene Comune