Page 1


“Credo che un bravo designer debba sempre essere un passo più avanti del proprio tempo. Dovrebbe mettere in discussione qualunque cosa che venga generalmente considerata ovvia. Deve avere un naturale intuito per come cambiano le abitudini delle persone, per la realtà in cui vivono, per i loro sogni, i loro desideri, i loro problemi, le loro necessità. Deve inoltre saper considerare realisticamente le opportunità e i limiti che offre la tecnologia”


Dieter Rams è nato in Germania a Wiesbaden nel 1932. É un industrial designer tedesco, tra i più importanti del 20 secolo, considerato uno dei più eminenti rappresentanti del funzionalismo. Studiò architettura al Ulmer Werkkunstschule Wiesbaden e al tempo stesso imparava l’arte della carpenteria dal padre, tra il 1943 e il 1957. Dopo aver lavorato per l’architetto Otto Apel, dal 1953 al 1955, entrò a far parte di un’azienda che produceva articoli elettronici, la Braun, e diventò direttore del dipartimento di design nel 1961 - ruolo che ha mantenuto con enorme successo fino al 1995. Insignito di numerosi premi, ha esposto i suoi progetti nelle maggiori gallerie del mondo. Lo si può senza dubbio considerare uno dei pionieri della tecnologia amichevole, applicata soprattutto ai piccoli oggetti ed elettrodomestici di uso quotidiano.


“Gli oggetti devono essere come maggiordomi inglesi, sempre presenti al bisogno, ma completamente invisibili per il resto del tempo e magari alla portata della maggior parte delle persone.�


1928, nuova e moderna sede dell’azienda Braun a Idsteiner Strasse a Francoforte


La nascita dell’azienda Braun

Max Braun, 25.10.1890, Est Prussia – 6.11.1951, Francoforte

Stand fieristico a Parigi nel 1937

È il 1921 quando Max Braun, ingegnere con una lunga esperienza nell'industria meccanica di precisione, apre la sua piccola attività a Francoforte. L'epoca della radio è soltanto agli inizi ma Braun intravede in questa nuova tecnologia grandi potenzialità. Mentre frequenta i corsi serali della Gesellschaft der Freude der Radio-Phonie und Telegraphie (una delle prime società di radioamatori a Francoforte), comincia a produrre in proprio i primi componenti. Con un amico farmacista sperimenta, nella lavanderia di casa, un nuovo modello di rivelatore di frequenza a cristalli: il risultato è un prototipo che riscuoterà grande successo alla seconda fiera del settore radiofonico in Germania. La richiesta del mercato è in crescita e, alla fine degli anni '20, la radio si avvia a diventare un mezzo di comunicazione di massa. Anche la piccola azienda di Max Braun cresce in maniera esponenziale: nel 1926 l'attività conta 20 impiegati che diventano 400 due anni dopo, nella nuova sede di Idsteiner Strasse.


637 GW, 1936

1935 nasce il marchio Braun. Il logo dell’azienda è stato disegnato da Will Munch nel 1934.

Anche la gamma di prodotti Braun è sempre più ampia: oltre ai singoli componenti, come radio ricevitori e amplificatori, produce anche apparecchi radio completi che riscuotono sempre più successo: l'azienda supera quasi indenne la crisi economica del 1929.

Questa opzione nasce nel 1939.

Gli anni '30 segnano per la Braun l'espansione nel mercato europeo, soprattutto in Inghilterra, dove dal 1921 esiste la BBC, la prima radio di stato al mondo, e gli apparecchi radiofonici sono diffusi in ogni abitazione. L'azienda di Francoforte si prepara alla conquista dell'Europa, creando il proprio brand a partire dal logo, la scritta “Braun” con la A più grande delle altre lettere. All'esposizione Mondiale di Parigi del '37, la Braun riceve un riconoscimento importante nel campo della fonografia.

Nel 1952 Wolfgahg Schmittel aderisce al dipartimento di design e rivede il logo Braun dandogli una forma costruttiva più ridotta, che rimane invariata fino ad oggi.

638W, 1937

4650, 1949


Nel 1933 Adolf Hitler è al potere in Germania e il regime nazista vede in tutti i mezzi di comunicazione di massa, radio compresa, un ottimo veicolo di propaganda. Nonostante le buone opportunità di espansione, le idee liberali Max Braun non collimano con la dittatura nazionalsocialista. Inoltre i bombardamenti degli Alleati nel '44 radono al suolo entrambe le sue..fabbriche. Alla fine della guerra l'economia tedesca è in ginocchio ma Max Braun è pronto a ricominciare con 140 operai che diventeranno 400 dopo soli tre anni. Anche l'azienda è diversa: produce non più solo radio ma anche elettrodomestici da cucina e un prodotto del tutto nuovo, il rasoio elettrico. Rasoio elettrico - il primo modello sul mercato nel 1950, si chiama S50, ha un'impugnatura ergonomica color crema

Il primo modello appare sul mercato nel 1950, si chiama S50, ha un'impugnatura ergonomica color crema: gli uomini non saranno più costretti ad armeggiare con lamette, pennelli e schiuma da barba.


Erwin Braun

Artur Braun

Centro Benessere Braun

Il 6 novembre 1951 Max Braun muore mentre è al lavoro alla sua scrivania. I due figli, Erwin e Artur Braun, prendono le redini dell'azienda. Hanno rispettivamente 30 e 26 anni, sono giovani, dinamici e dirigono un'attività che gode di ottima salute finanziaria. Ervin ha una laurea in business e Artur è un ingegnere qualificato. I fratelli rimangono profondamente influenzati dalle loro esperienze negative di guerra e la dittatura nazista. Il loro sogno di un futuro migliore è basato sul rispetto per le persone – dipendenti e clienti. Per rendere questa visione una realtà, sviluppano un globale concetto imprenditoriale. Introducono nel 1951 una rivista per dipendenti, presto seguita dall’innovativo Centro Benessere Braun e una caffetteria moderna che offrirà pasti nutrienti di alta qualità – tradizioni che continuano fino ad oggi.


La Germania sembra aver superato gli orrori della guerra e, con un'economia in piena ripresa, è lo scenario ideale per la svolta della Braun. La nuova filosofia è semplice: ricerche di mercato per scoprire cosa vuole il cliente, cui l'azienda deve rispondere con prodotti adeguati non solo dal punto di vista tecnologico ma anche da quello della fruibilità e del design. La Casa tedesca sotto la direzione di Firtz Eichler, nel 1954 inizia la collaborazione con l’Hochschule fur Gestaltung, la celebre scuola di design di Ulm, ereditiera del Bauhaus. Questo rapporto segna l’introduzione del design funzionale e creazione di un settore dedicato allo studio e allo sviluppo del design dei prodotti, dipartimento che nel 1956 accoglie un giovane e promettente designer, Dieter Rams. Firtz Eichler

“MENO DESIGN È PIÙ DESIGN” Questo è lo slogan che potrebbe sintetizzare il pensiero progettuale di Dieter Rams e di tutta la scuola di Ulm, parafrasi del più noto “ Less is more” del maestro razionalista Mies van der Rohe. L’uno e l’altro slogan afferiscono al più ampio concetto di minimalismo della forma, alla quale si riferiscono tutti i maestri e gli allievi della Hochschule fur Gestaltung di Ulm, la scuola di design più importante degli anni Cinquanta. Nata idealmente sulle ceneri del Bauhaus, questa scuola riuscì proprio dove quella aveva fallito, creando un rapporto di collaborazione aziendale che sapeva trasferire al grande pubblico i principi imparati dalla didattica. Dieter Rams


Rams e la Scuola di Ulm Scuola di design di Ulm (1953-1968). Facciata dell'edificio.

I ragazzi della Rosa Bianca: Hans Scholl, Sophie Scholl, Alexander Schmorell (a destra)

Nel 1946 Inge e Gretel Scholl, per ricordare i fratelli Hans e Sophie, membri del gruppo antinazista La rosa bianca e condannati a morte da Hitler, si proposero di riaprire il Bauhaus, fondando a Ulm la Hochschule für Gestaltung e affidandone la direzione a Max Bill, a cui nel 1956 succedette Tomas Maldonado, teorico di origine argentina. Sotto la guida di Maldonado la scuola di Ulm abbandonò l’idea di dare semplice continuità alle strategie domestiche del Bauhaus e si inoltrò nell’area inesplorata della progettazione per la grande serie industriale, elaborando una strategia didattica basata sull’individuazione di metodologie di progetto razionalmente definite e ripetibili su basi scientifiche. Il codice formale definito dalla scuola di Ulm consisteva nel raffreddare l’energia espressiva del prodotto, al fine di ridurre il rischio di un suo rifiuto sui grandi mercati di massa. I prodotti creati nella scuola, in un programma di design in stretta collaborazione con la Braun rappresentano un aspetto significativo del design purista che portano alla rinascita del design tedesco dopo la fine della seconda guerra mondiale. Alla luce degli sviluppi tecnologici e dei mutamenti sociali, la linea degli elettrodomestici si configurò attraverso uno stile molto deciso, dalle forme molto nette e semplificate, proponendosi con assoluta coerenza, tanto da essere definito "stile Braun". Uno dei lavori più importanti di questa parte della scuola viene condotto nel 1963 sotto la guida di Dieter Rams, che è già all'epoca direttore dell'ufficio progettazione della Braun. Rams inaugura una nuova prospettiva per i prodotti domestici, destinata a cambiare per sempre il rapporto tra design e utente. In questi anni la Braun inizia a produrre tra l'altro un impianto che integra un sintetizzatore, un registratore a nastro e un amplificatore.


Tutti i prodotti Braun dovevano avere un design semplice e chiaro, essere di facile utilizzo e tecnicamente perfetti in ogni dettaglio. Il motto di Rams è:

“NEL BUON DESIGN, IL DESIGN È RIDOTTO AL MINIMO“.

Radio sveglia, Dieter Rams e Dietrich Lubs, Braun, 1978

Ognuno delle centinaia di oggetti che progettò durante i suoi 40 anni di carriera sono da una parte eleganti e estremamente minimali, dall’altra incredibilmente facili da usare ed immediati. Sviluppò un codice colore per tutti i prodotti Braun: i prodotti erano inizialmente tutti bianchi e grigi: potevano essere utilizzati altri colori solo per particolari pulsanti (quello di accensione per esempio) in modo da mettere quest’ultimi in assoluto rilievo e da mantenere una linearità visiva assoluta. Quando nel 1965 cambiò radicalmente e introdusse il nero come colore per gli apparati audio fece una scelta che influenzò tutti i produttori: ancora oggi il nero è il colore preferito per questo tipo di prodotto.


TP1, radio e giradischi portatile, 1959 Pocket Radio, model T3, 1958

Portable Radio Exporter 1, 1954

UKW-Transistor T 52 [Radio], 1961

Invenzioni rivoluzionarie disegnate con impeccabile rigore, come i primi modelli di radio portatili o la combinazione radio-giradischi. Le scale numeriche venivano semplificate al minimo e sempre messe in orizzontale o verticale. I pulsanti venivano ridotti e ordinati su file ordinate. L’obiettivo di Rams era quello di creare prodotti utili che fossero facili da utilizzare. Creò un rigore estetico assoluto che rendeva i suoi progetti semplicemente belli.


Tape recorder & TS 45 control unit, 1962-64


T 1000 Radioricevitore del 1963 Il Radioricevitore T1000 del 1963, Dieter Rams. Icona del raffinato design minimalista e funzionalista della Braun, anticipa i tempi utilizzando l’alluminio satinato. Ăˆ in grado di ricevere tutte le stazioni radio del mondo, e il suo sportello frontale si richiude proteggendo i comandi: un capolavoro che rimane tutt’ora molto apprezzabile.


Phonosuper SK 5

Si tratta anche di prodotti che faranno scuola, come il Phonosuper SK 5, soprannominato “snow white coffin”, il cui coperchio trasparente in plexiglass è diventato standard per tutti i giradischi da quel momento in poi. E il Calculator control LCD ET 33, che con i suoi tasti rotondi e colorati, e il design dai bordi smussati, è considerato l'antenato dell'Iphone.

Calculator control LCD ET 33

MOMA, collezione permanente di prodotti Braun

Un design che non passa inosservato al Museum of Modern Art di New York che, nel 1964, in occasione dell'apertura di una nuova galleria di design, dedica una mostra all'intera linea di prodotti Braun. Dal 1958 molti di questi oggetti fanno parte della collezione permanente del MoMa.


“La forma deve venire dopo la funzione, io non posso immaginare la progettazione in nessun’altro senso. Ci sono funzioni psicologiche pure, questo è un aspetto che rende equilibrata la pura estetica.”


Già nei primi anni '80 come capo progettista per Braun, Dieter Rams era preoccupato per lo stato del mondo materiale che lo circondava, definito come "un impenetrabile confusione di forme, colori e rumori". Si è posto dunque una domanda:

“IS MY DESIGN GOOD DESIGN?" Ha espresso così i dieci principi più importanti per quello che lui considera un buon design.


Non copia le forme di prodotti esistenti, non produce novità per il solo scopo di farlo. L’essenza dell’innovazione deve essere chiaramente visibile in tutte le funzioni di un prodotto (o progetto). Entro questi limiti le possibilità sono infinite. Lo sviluppo tecnologico offre continuamente soluzioni innovative. Braun Portable Transistor Radio and Phonograph TP1, 1959.


Un prodotto viene acquistato per essere utilizzato. Deve servire per un determinato proposito, sia nella sua funzione primaria che in quelle secondarie. Il principale obiettivo del design è di ottimizzare l’utilità di un prodotto.

Braun KSM 1/11 Coffee Grinder, 1967.


La qualità estetica di un prodotto – ed il fascino che sprigiona - è parte integrante della sua utilità. Senza dubbio è difficile aver a che fare con prodotti che irritano, creano disordine, confondono e con i quali si fatica ad entrare in sintonia. Non si può però negare quanto sia complesso lavorare sulla qualità estetica degli oggetti, per due ragioni: primo, è difficile parlare di aspetti visivi quando le parole hanno significati diversi per le persone; secondo, l’estetica è la somma dei dettagli, dell’armonia delle parti, del ritmo degli elementi che compongono l’oggetto. Per questo motivo un buon designer dovrebbe avere una buona base di teoria delle forme. Braun Electric Shaver S60, 1958.


Chiarifica la struttura dell’oggetto. Ancora meglio, può “far parlare” il prodotto. Quando il design è ben studiato è in grado di spiegare da solo il funzionamento dell’oggetto, risparmiando tempo ed impegno all’utente finale. Braun SK55 Phonosuper Tube Radio Record Player, 1958.


I prodotti che soddisfano questo criterio vengono comunemente definiti “strumenti”. Non sono né oggetti decorativi né pezzi d’arte. Il loro design deve perciò essere neutrale e lasciar spazio all’utilizzatore di esprimere se stesso. Braun Table Radio RT 20, 1961.


Un oggetto progettato onestamente non promette qualitĂ o caratteristiche che non possiede. Non deve influenzare o manipolare gli acquirenti e gli utilizzatori. Braun SK22 Tube Radio, 1960/61.


Non c’è niente di trendy oggi che non possa diventare fuori moda domani. Evita di essere alla moda e quindi non appare mai antiquato. A differenza del design della moda, dura per molti anni, anche nella società usa e getta di oggi. Questa è una delle maggiori differenze fra un prodotto ben progettato ed un oggetto che occupa inutilmente gli scaffali dei negozi. Lo spreco non è tollerabile. Braun Watches, anni ‘70.


Nulla deve essere lasciato al caso o arbitrario. Cura e precisione nel processo di progettazione mostrano rispetto nei confronti del consumatore. Minuziosità ed accuratezza nel design sono sinonimi con il prodotto e le sue funzioni, come visti dagli occhi dell’utilizzatore. Braun Nizo S800 Super-8 Camera, 1970.


Il design deve contribuire al benessere dell’ambiente e delle sue materie prime. Esso conserva le risorse e riduce al minimo l’inquinamento fisico e visivo durante tutto il ciclo di vita del prodotto. Vitsoe 606 Universal Shelving System, 1960.


Ritorniamo alla purezza, ritorniamo alla semplicitĂ . Meno ma meglio, perchĂŠ si concentra sugli aspetti essenziali del prodotto, e i prodotti non sono gravati da elementi non essenziali. Braun LE1 Loudspeaker, 1960.


“Due pregi che ciascuno dovrebbe aspirare ad avere nella professione e nella vita: la chiarezza e la sintesi.�


Niels Vitsoe

Rams con Niels Vitsoe

Vitsœ+Zapf Le straordinarie capacità di Rams vennero notate nel 1958 da Niels Vitsoe e Otto Zapf, quando il giovane designer era già un dipendente della Braun e lavorava al rivoluzionario progetto del giradischi SK4 definito “Barra di Biancaneve”. Nel 1959 venne fondata la società Vitsoe+Zapf, che permise a giovane Rams realizzare i suoi sogni anche nel settore dell’arredamento.


606 Universal Shelving System “ Una libreria deve essere neutra, la vita viene dai libri che ci sono dentro.”

Realizzata da Rams nel 1960 per Vitsoe e da allora prodotta costantemente sino a oggi. È stata progettata come modello classico e intramontabile, funzionale e raffinato. In casa è libreria, contenitore o cabina armadio. In ufficio è archivio o display per ordinare oggetti e accessori. La 606 non è solo libreria, ma vero e proprio sistema versatile adatto a differenti usi. Un elemento d’arredo di un’eleganza sobria e dallo stile essenziale che grazie a un limitato numero di semplici componenti facilità assemblaggio e offre innumerevoli possibilità di combinazione.


620 Chair Programmme Rams desiderava realizzare un elemento d’arredo particolarmente comodo e caratterizzato allo stesso tempo da un design leggero e lineare. Dal suo genio creativo nasce così nel 1962 la 620 Chair Programme, una poltrona creata per Vitsœ. La seduta è costituita da un insieme di elementi adattabili. Questo modello di poltrona dal design classico si distingue per alcune sue caratteristiche peculiari, dalla semplice interscambiabilità delle ruote a sfera dei piedini, alla possibilità di sostituire questi elementi con una base girevole. Le combinazioni sono infinite: lo schienale basso può essere sostituito con uno schienale alto; i braccioli possono essere rimossi per aggiungere una, due o tre sedute e creare così un divano delle dimensioni desiderate, ed è anche dotato di rivestimento sfoderabile. È stato definito nel 1973 una vera e propria..opera..d’arte.


“Meno design è più design.”


Exhibition

Radio Exhibition Braun, Dusseldorf, 1955. Fot. Ingeborg Kracht e Marlene Schnelle

Padiglione Braun, Francoforte 1959

1955 Al Dusseldorf Radio Exhibition Braun espone l'intera sua produzione di radio attraendo l'attenzione di tutto il mondo. Nasce il "Braun Design". Anche la fotografia ha giocato un uolo significativo nella comunicazione aziendale. Le fotografe di quei anni erano Marlene Schnelle e Ingeborg Kracht, che in seguito diventa la moglie di Dieter Rams.


In un intervista ad una rivista americana Rams ha raccontato un aneddoto: Durante un evento vide l’architetto e designer fancese Philippe Starck correre verso di lui il quale, senza troppi convenevoli, gli disse: “Apple ti ha copiato!” Rams rispose a Starck con la massima: “L’imitazione è la più sincera delle adulazioni.”


Le regole e concetti di Dieter Rams sono a tutt’oggi non solo valide, ma utilizzate ed imitate dai piÚ grandi industrial designers viventi.

Dieter Rams, (1932) designer tedesco, ex direttore del dipartimento di design di Braun.

Jonathan Ive, (1967) designer britannico, Senior Vice President Industrial Design di Apple.


Dieter Rams T3 Pocket Transistor Radio 1958

Jonathan Ive 6 th Generation iPod 2007


Dieter Rams LE 1 Electrostatic Loudspeaker 1959

Jonathan Ive iMac 2009


Dieter Rams T 1000 World Receiver 1963

Jonathan Ive Mac Pro 2009


Dieter Rams

Jonathan Ive


“Mio nonno faceva il carpentiere, da lui, nel suo laboratorio, ho imparato l'amore per i materiali ma anche il gusto per la semplicità e l'attenzione per i particolari. Sembrano banalità, ma è la verità. E tanta era questa mia passione per l'artigianato che ad un certo punto ho lasciato persino l'università.”


Riconoscimenti • Al MoMa di New york, nel 1964 in occasione dell’apertura di una nuova galleria di design, è stata dedicata una mostra all’intera linea di prodotti della Braun, molti dei quali erano di Dieter Rams. • Nel 1968 è eletto Honorary Designer for Industry dalla Royal Society of Arts di Londra. • Dal 1981 al 1997 ha insegnato disegno industriale all’Università di Amburgo. • Dal 1988 è stato presidente del Consiglio tedesco di disegno. • Nel 1991 ha ricevuto la laurea honoris causa dall’Università reale delle Arti a Londra. • Dal 1992 è membro del consiglio esecutivo di ICSID (Consiglio Internazionale delle società del disegno industriale). • Nel 1996 ha vinto la Medaglia di Disegno della Società Industriale dei Progettisti Americani. • Nel 2007 premiato dalla fondazione internazionale Raymond Loewy. Molti altri sono i premi vinti e i libri scritti sul suo lavoro. La maggior parte dei suoi disegni per la Braun sono nei musei più importanti del Mondo: MoMa, Beerlino, Londra ed Amsterdam. Dieter Rams premiato nel 2007 La fondazione internazionale Raymond Loewy, che ha sede in Germania ed è attiva dal 1991 ha istituito un premio prestigioso, il Lucky Strike Designer Award, che riconosce ogni anno il valore mondiale di designers già noti, personaggi che con il loro lavoro hanno contribuito al miglioramento delle condizioni sociali e culturali della vita quotidiana.

Raymond Loewy


Dieter Rams con il suo Braun team

"Come designer abbiamo una grande responsabilità. Credo che i progettisti dovrebbero eliminare il superfluo. Ciò significa eliminare tutto ciò che è alla moda, perché questo genere di cose è solo di breve durata. “


Dieter Rams e la sua casa a Francoforte


Bibliografia: Domus rivista IL sole 24 0re – Settimanale Milano http://www.ultrafragola.tv/it/03280/1240/page.html http://flickriver.com/photos/15680460@N07/popular-interesting/ Citazioni di Dieter Rams

Dieter Rams  

I Dieci Principi del Buon Design

Dieter Rams  

I Dieci Principi del Buon Design

Advertisement