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3. PODCAST E WEB 2.0

3.1 Cos’è il web 2.0 Il fenomeno web 2.0 nasce intorno al 2000, frutto dell’evoluzione tecnologica che mette a disposizione tutta una serie di nuovi servizi e applicazioni che trasformano la realtà di Internet. Solo qualche anno prima era stato inventato il World Wide Web (1) e già aveva portato una rivoluzione culturale ed economica rendendo disponibili, tramite il PC, qui e ora una grandissima mole di informazioni. L’avvento di nuove tecnologie secondo quanto identificato da Tim O’ Reilly (2), determina nel giro di pochi anni una profonda trasformazione di Internet.

Le nuove tecnologie rendono possibili interazioni e scambi tra i diversi siti, alla ricerca di contenuti che poi possono essere remixati (mush-up) per creare qualcosa di nuovo e inedito; collegamenti che ampliano e arricchiscono le informazioni (per esempio un database di ristoranti con uno di mappe stradali); possibilità di incontro tra persone che condividono e coltivano gli stessi interessi. Con le applicazioni (3) web 2.0 Internet si trasforma da una piattaforma per pubblicare, per ricercare informazioni ad una piattaforma per comunicare. Il modello cambia da verticale-erogativo, web-master- utente a orizzontale, utente-utente, persona- persona, persona-persone in una nuova forma di comunicazione di gruppo.


Figura 5, Web 1.0 modello verticale di comunicazione: uno/molti Web 2.0 modello orizzontale di comunicazione : molti/molti

Internet quindi da grande raccoglitore di informazioni organizzate in siti statici dei quali gli utenti sono prevalentemente fruitori a luogo di produzione, di incontro, di socializzazione grazie alla disponibilità di strumenti relativamente facili da utilizzare. Questa facilità d’uso è maggiormente propria delle generazioni più giovani ‘Digital Natives’ ma alla portata di tutti coloro che con animo curioso per quanto critico si accostano alle novità che emergono dal panorama sociale, culturale ed economico. Riprendendo quanto evidenziato da Formiconi in un suo post (4) anche il computer più che un raccoglitore di programmi o di documenti, diventa una porta che si apre sul mondo: da questa porta entrano ed escono persone che si incontrano in internet interagendo tra loro. “Il Web 2.0 è un prodotto open-source, che permette di condividere le informazioni sulle

quali è stato creato Internet e rende i dati più diffusi.

Questo permette nuove opportunità di lavoro e di informazioni che possono essere costruite sopra le informazioni precedenti.” (5) Grandi cose sono emerse dalla Rete come prodotto di una massa non più corpus indifferenziato ma entità composta da tante individualità. Le possibilità di interconnessione globale permette l'incontro tra persone che coltivano i


medesimi interessi e condividono le stesse idee sui più svariati argomenti. In questo contesto anche un podcast si propone per l’ascolto, la condivisione, l’arricchimento. “E giungiamo a un’altra semplice considerazione: che usando le applicazioni web 2.0, e generando contenuto, otteniamo sempre di più di quello che diamo. Pubblicando un link, una notizia, una foto o un video con un determinato tag, per esempio, potremo facilmente vedere quello che tutti gli altri utenti hanno classificato nel nostro stesso modo. Trasformandoci da spettatori ad autori, troviamo strumenti e fonti prima impensabili per realizzare ogni nostro interesse.” (A.D’Ottavi) (6) “(…) sono molto interessato a sottoporre i miei scrittarelli alla maggior esposizione e critica possibile, che prima o poi mi torna indietro, perché così io imparo molto. In sintesi, scrivo per imparare.” (Formiconi,in un commento a un post). (7) Ancora nel testo di D’Ottavi si trova un riferimento a Bernard Cova, professore di sociologia del consumo alla Scuola di Management di Marsiglia e visiting professor all’Università Bocconi di Milano. Cova nel suo testo “Il marketing tribale” delinea alcuni criteri di interpretazione dei nuovi comportamenti sociali , criteri secondo D’Ottavi, utili anche per comprendere gli aspetti “social” del web 2.0: partecipazione e condivisione. Cova parla di un nuovo concetto di regresso moderno: uomini alla ricerca di un nuovo senso di appartenenza, appartenenza a comunità in sostituzione delle tribù. Le neo tribù di Internet, microgruppi sociali dove gli individui interagiscono e intrattengono tra loro legami emozionali, condividono passioni ed esperienze similari. Ciò che le applicazioni del web 2.0 consentono di fare.


Michael Wesch, docente di antropologia culturale presso l’università Kansas State afferma: «We are the web…web 2.0 is linking people (…)».(8)

Figura 6, Michael Wesch, “We are the web”

Figura 7, Michael Wesch: “Web 2.0 is linking people…people sharing, trading and collaborating…”


3.2 Podcast: strumento web 2.0

Il podcast si inserisce a pieno titolo tra gli strumenti web 2.0. Come gli altri che compongono questa realtà (blog, wiki, forum, chat, delicious, face book, twitter, myspace) si caratterizza come strumento di espressione e di comunicazione della massa, la massa che fa qualcosa, anzi fa molte cose e molto importanti, come afferma Formiconi in una sua riflessione.(9) Attraverso un podcast per esempio si mettono in rete conoscenze, progetti, idee secondo modalità di trasmissione particolarmente in sintonia con i tempi moderni (mobilità, oralità, multicodicalità). Il podcast si configura come una proposta di ascolto su argomenti che si inseriscono in filoni tematici specifici ma può diventare anche luogo di scambio, di interazione e di partecipazione tra le persone particolarmente interessate a determinati argomenti “Con i podcast possiamo addirittura produrre programmi di tipo radiofonico, e da sempre facciamo video di gatti o cani, dei figli, delle feste, eccetera. Ma soprattutto esprimiamo preferenze, indichiamo gusti, segnaliamo ciò che ci piace e cosa no. In sintesi, produciamo contenuto e vogliamo condividerlo. Partecipiamo.” (10)

_________________________________ 1. “La nascita del Web risale al 6 agosto 1991, giorno in cui Berners-Lee mise on-line su Internet il primo sito Web. Inizialmente utilizzato solo dalla comunità scientifica, il 30 aprile 1993 il CERN decide di rendere pubblica la tecnologia alla base del Web. A tale decisione fa seguito un immediato e ampio successo del Web in virtù della possibilità offerta a chiunque di diventare editore, della sua efficienza e, non ultima, della sua semplicità. Con il successo del Web ha inizio la crescita esponenziale e inarrestabile di Internet ancora oggi in atto, nonché la cosiddetta "era del Web". http://it.wikipedia.org/wiki/World_Wide_Web 2. I diritti d’autore per l’etichetta «2.0» vanno a Dale Dougherty, vice presidente della O’Reilly Media. 2O’Reilly Media è una casa editrice americana fondata da Tim


O’Reilly che pubblica libri e siti che discutono di Informatica. Il documento che ha ufficialmente sancito l’inizio del web 2.0 risale al 30 settembre del 2005. Si tratta di un articolo di Tim O’Neil editore ed esperto di tecnologie, Tim O’Really, What is Web 2.0 - Design Patterns and Business Models for the Next Generation of Software, O’Really.com, 30 Maggio 2005 <http://oreilly.com/web2/archive/whatis-web20.html> 3. Le applicazioni a tutta prima possono sembrare un normale sito web ma in realtà offrono un gran numero di funzionalità. Più che qualcosa da “leggere” o in generale da cliccare sono strumenti da “usare”. ( A.D’Ottavi, Web 2.0, 2006, CC http://www.scribd.com/doc/2960860/Web-20-Il-libro-Gratis, pagg.7) 4. A.R.FORMICONI http://iamarf.wordpress.com/2010/03/18/assignment-3-ormai-ilcomputer-e-la-fuori/, 18 marzo 2010 5. L.CANALI DE ROSSI, http://www.masternewmedia.org/it/Web_2.0/ scopri_tutti_gli_usi_e_le_occasioni_di_business_del_We b_2.0_20050710.htm , 17 ottobre 2005 6. A.D’OTTAVI, Web 2.0, 2006, CC http://www.scribd.com/doc/2960860/Web-20-Il-libroGratis, pagg.5 7. A.R.FORMICONI http://monicaiul2009-2010.blogspot.com/2009/12/assignement-4-codasocial- networking.html, 29 dicembre 20098. 8. MICHAEL WESCH, Web 2.0 in just under 5 minutes, 31 gennaio 2007, http://www.youtube.com/watch?v=6gmP4nk0EOE 9. A.R.FORMICONI, http://iamarf.wordpress.com/2008/03/10/web-20/ , 10 marzo 2008 10.A.D’OTTAVI, op.cit., pp.4


Podcast e web 2.0