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Scuola dell’infanzia "H.C. ANDERSEN" Istituto comprensivo CARPI 2

DOCUMENTAZIONE

Anno scolastico 2002/2003 SEZIONE 5 ANNI Insegnanti : MONICA BATTINI - ANNALISA MORA

SCHEDA DI FORMALIZZAZIONE DELL’ESPERIENZA RESPONSABILITA’: RESPONSABILITA’ Monica Battini – Insegnante di sezione TITOLO: LA SCUOLA CHE VORREI ANNO SCOLASTICO: SCOLASTICO 2002/2003 SCUOLA: SCUOLA scuola dell’infanzia “Andersen” CLASSE: sezione 5 anni DESTINATARI: DESTINATARI bambini della sezione PERSONALE COINVOLTO: COINVOLTO insegnanti di sezione PROGETTAZIONE: PROGETTAZIONE di sezione IDEA E TEMA CENTRALE: Attraverso il progetto si è voluto dar voce ai pensieri, alle idee, alle esigenze dei bambini in relazione alla scuola che vivono quotidianamente, facendo emergere le aspettative e i desideri che possono coniugarsi con la realtà, anche grazie all’ausilio degli adulti che sapranno porsi in atteggiamento di ascolto e riusciranno a tradurre nel reale le sollecitazioni che da essi verranno. DESCRIZIONE DEL PERCORSO/PROCESSO: Analisi dei bisogni /e motivazioni Il progetto è stato finalizzato alla partecipazione di un concorso a premi dal titolo “La scuola che vorrei”, indetto dall’associazione ScuolaFutura, che si è concretizzato nell’allestimento di una mostra in cui sono stati esposti gli elaborati conclusivi dei progetti realizzati dalle varie scuole. La partecipazione all’iniziativa nasce dall’esigenza di effettuare al termine del triennio di attività con i bambini una verifica del lavoro svolto, da cui trarre indicazioni e suggerimenti per il futuro. Finalità/obiettivi • Creare occasioni che stimolino nei bambini atteggiamenti di analisi e riflessione nei confronti della scuola • Aiutare i bambini ad esprimere il loro punto di vista in forma critica e progettuale • Sviluppare nei bambini capacità di valutazione e autovalutazione

• Incentivare modalità di lavoro collaborative che valorizzino le diversità • Favorire l’incontro e lo scambio di esperienze tra generazioni diverse • Consolidare il rapporto tra scuola e territorio • Potenziare le capacità di ascolto degli adulti • Fornire agli adulti dati concreti di riflessione sulle esigenze dei soggetti in apprendimento Articolazioni delle fasi di attività FASE di APPROCCIO Si introdotto il tema in questione stimolando delle riflessioni da parte dei bambini sulla scuola in senso generale, in modo da focalizzare l’attenzione del gruppo-classe sull’argomento e al tempo stesso, permettere alle insegnanti di farsi un’idea di come i bambini percepiscono e vivono la scuola. FASE di ANALISI In questa fase l’argomento “scuola” è stato approfondito attraverso le tre tematiche indicate nel bando di concorso: edificio-spazi, argomenti-attività-tempi, persone-relazioni. Tali aspetti sono stati analizzati in modo “oggettivo”, cioè attraverso osservazioni e ricostruzioni dell’esistente, cercando tuttavia di far emergere rispetto ad essi preferenze, desideri e proposte dei singoli bambini. FASE PROGETTUALE Attraverso un continuo rilancio al gruppo sezione delle analisi fatte individualmente e collettivamente e dunque attraverso una lettura trasversale fatta dalle insegnanti di quanto emerso sono state individuate e condivise tre proposte da presentare in sede di concorso. Ne è seguita la progettazione e la realizzazione concreta degli elaborati da esporre. Tempi: indicativamente da marzo ai primi di maggio per 3 giorni alla settimana Strategie di lavoro: lavoro intervista e conversazioni individuali, discussioni di gruppo, rappresentazioni grafiche individuali e a coppie Materiali e strumenti: facile consumo, materiali di recupero

Spazi: sezione Uso di risorse esterne: / Costi per la realizzazione: / Prodotto realizzato: il progetto ha dato origine a 3 elaborati di gruppo (a carattere grafico-pittorico e verbale), che sintetizzano i desideri dei bambini in merito ad attività, relazioni, spazi della scuola. Risultati raggiunti: Si ritiene che il percorso realizzato abbia potenziato le capacità di analisi dei bambini in merito al loro vissuto scolastico e favorito una maggior consapevolezza delle proprie preferenze e dei propri desideri. Riflessioni: Riflessioni: gli aspetti più interessanti dell’esperienza / i nodi critici Un aspetto particolarmente significativo dell’esperienza è stata la metodologia seguita che ha consentito, partendo da idee e opinioni individuali dei bambini, di arrivare, attraverso il confronto e la cooperazione, ad un lavoro condiviso dal gruppo. In questo percorso non si individuano nodi critici di rilievo se non la difficoltà di riuscire a favorire una reale partecipazione di tutti i bambini e nel proporre sollecitazioni appropriate a stimolare la fantasia e la creatività dei bambini e dunque utili a superare stereotipi consolidati. L’esperienza ha rappresentato inoltre un’occasione per l’insegnante per discutere in modo approfondito con i bambini della loro esperienza scolastica, da cui trarre elementi utili ai fini di un’autovalutazione del lavoro svolto. Presentazione e diffusione dell’esperienza: Gli elaborati finali sono stati esposti alla “mostra-concorso” che si è tenuta in Sala dei Cervi a Carpi e alla mostra di fine anno scolastico dell’IC Carpi 2. La documentazione integrale dell’esperienza verrà consegnata ai Centri di Documentazione di Carpi e Modena e conservata nell’archivio interno dell’IC Carpi 2. Condizione di trasferibilità dell’esperienza: nessuna in particolare DOCUMENTAZIONE ALLEGATA: cd e fascicolo cartaceo del percorso metodologico seguito e delle attività didattiche realizzate.

PERCORSO METODOLOGICO

PREMESSA Il progetto si inserisce all’interno di un percorso di lavoro intitolato “CITTA’, CASTELLO, SCUOLA: a spasso tra realtà, fantasia e desideri” , nel quale sono stati assunti differenti approcci (che potremmo definire “realistico”, “fantastico” e “propositivo”) e categorie temporali quali “passato – presente – futuro” per analizzare alcuni “ambienti di vita”, quali appunto la città, il castello e la scuola. Nel trattare l’ambiente scuola abbiamo cercato di intrecciare ed integrare tra loro questi diversi “approcci”: partendo infatti dall’analisi della scuola “così com’è” e da come i bambini la vivono quotidianamente, si è cercato di fare emergere, esigenze e bisogni, desideri e sogni, per poi coinvolgerli nella ricerca di idee e proposte concrete per il miglioramento della scuola. Il progetto è stato finalizzato alla partecipazione del concorso a premi “La scuola che vorrei”, indetto dall’associazione ScuolaFutura, che si è concretizzato nell’allestimento di una mostra in cui sono stati esposti gli elaborati conclusivi dei progetti realizzati dalle varie scuole. Il bando di concorso prevedeva che il gruppo classe si esprimesse in relazione a 3 tematiche della scuola dei desideri:  edificio edificio--spazi  argomentiargomenti-attivitàattività-tempi  personepersone-relazioni Per questo motivo dunque, dopo una fase di studio e analisi dei vari “aspetti” della scuola (ambiente fisico, proposta formativa, comunità sociale) abbiamo cercato di guidare i bambini verso scelte partecipate su cui elaborare delle proposte, il più possibile condivise dal gruppo e il più possibile concrete, da presentare in sede di concorso. Il progetto inoltre ha rappresentato un’occasione importante per parlare con i bambini della “scuola del passato” (visita al Centro anziani dei quartiere ed intervista ai nonni sulla loro esperienza scolastica ) e della “scuola del futuro” (visita alla vicina scuola elementare, intervista ai bambini ed realizzazione di un’attività didattica insieme a loro).

FASE di APPROCCIO

FASE di APPROCCIO Si introdotto il tema stimolando osservazioni e riflessioni da parte dei bambini sulla scuola in senso generale, in modo da focalizzare l’attenzione del gruppo-classe sull’argomento e, al tempo stesso, permettere alle insegnanti di farsi un’idea di come i bambini percepiscono e vivono la scuola. Attivita’: ►

“SE DICO SCUOLA MI VIENE IN MENTE ...”: ...”: brainstorming di gruppo, attività grafico-pittorica individuale

SCUOLA” Intervista individuale: “CHE COSA SO DELLA SCU OLA” (“Che cos’è una scuola? Com’è fatta? A cosa serve? Chi va a scuola? E tu?”)

Intervista individuale : “COME VIVO LA SCUOLA” (Ti piace venire alla scuola materna? Perché? Ti diverti quando ... Ti annoi quando …Cosa ti piace della tua scuola? Cosa non ti piace della tua scuola?”).

Attività di gruppo ed individuale sulle “COSE che PIACCIONO e NON PIACCIONO”: PIACCIONO” individuazione e rappresentazione grafica

Ragazzi ... maestra ... giochi cucina ... banco ... bambini ... zaino ... libri . . . mobili ... bacchetta (per indicare le cose ) ... lavagna .... gessi ... cuoca ... merendina .... astucci ... cartella ...diario ....matite ... banco della maestra ... puntine .... bimbi che fanno l'appello ... segnare il tempo ... temperino ... gomma ... scotch ... sedie ... penne ... tavoli ... bidella . . . giardino ... bimbi che vanno a scuola ... bimbi che mangiano ... bimbi che dormono ... orologio (per segnare le ore) ... semaforo (quando si va a scuola ...) ... disegni ... giocare ... fare merenda ... colorare .... andare a letto ... guardare i libri .... fare i compiti ... leggere ... studiare ... palestra ... calcio ... canestro ... basket ... pallavolo ... baseball ... scrivere ... andare sull'altalena ... giocare tutti insieme .... fare le corse dietro alla scuola .... andare sullo scivolo ... rete che circonda la scuola ... cancello per uscire e per entrare .... andare a casa ... cancello bloccato .... parcheggio ... tenda (per quando bisogna andare a dormire ...) ... tapparella ... termometro (per misurare la febbre a scuola ...) ... correre alla scuola elementare (seno il bambino fa tardi, perchÊ alla scuola elementare bisogna arrivare presto senò la maestra sgrida) ... mobili ... pattini ... colla ... biciclette (per andare a scuola) ... carrelli per dare da mangiare ... luce per vedere ... tappeto ... coperte ... pupazzi ... macchinine ... custodie per disegni ... cassetti ... televisione .... ricambi (per cambiarsi se uno si sporca ...) ... stipetti ... marionette ... colori ... salone ... i nomi ... colori a cera ... gessi ... contrassegni ... bavaglia ... porte ... acqua ... sapone ... lavandini e bidè' ... asciugamani

(CHE COSA SO della SCUOLA – Intervista individuale)

STEFANO: E’ una specie di casa dove là si imparano delle cose LORENZO: E’ quando si fa i compiti e si impara … si imparano le cose, l’alfabeto. SARA : E’ una cosa dove ci stanno i bimbi MATTEO B.: E’ dove si va ad imparare le cose nuove che uno non sa PIETRO: E’ dove si impara EMANUELE: E’ dove ci sono i bambini che lavorano e studiano e fanno i compiti e scrivono. GIULIA: E’ un posto che protegge i bambini dalla pioggia e dal freddo GIUSEPPE: E’ una cosa dove devono fare tutto quello che dice la maestra ALEX:E’ una cosa dove si impara … si guardano i libri, si disegna, si gioca, si fanno le attività LUCA:La scuola è dove si vengono a fare dei lavori molto belli GRETA: Dove ci sono tanti giochi ARIANNA: E’ un asilo CHIARA R.: E’ una cosa dove ci vanno tutti i bambini ANTONY: E’ un posto dove vanno i bambini FEDERICO: E’ tipo una casa MICHAEL: E’ dove ci puoi giocare, dove si fa l’appello ALESSANDRO: E’ dove si imparano delle cose … si impara tutto … che quando diventi grande dopo sai già tutto UMBERTO: E’ una scuola dove ci stanno tanti bimbi e le maestre imparano ai bimbi a leggere, a scrivere, a fare tutte le cose

STEFANO: E’ fatta di mattoni e anche di sassolini bianchi come questa scuola. Ci sono dei bambini che portano tutte le cose che gli servono: zaini, cartelle e astucci … LORENZO: La scuola è fatta con le porte, i muri e poi ci sono anche i cartelloni attaccati … fuori c’è il prato e le panchine per sedersi e dentro ci sono le seggiole per sedersi quando si deve fare lezione SARA: E’ fatta di mattoni, perché così quando c’è il terremoto non trema tutta MATTEO B.:E’ fatta di recinto, intorno c’è un recinto che è fatto di ferro. E’ tipo come una casa, ma è grossa e ci sono tanti bambini PIETRO: Ci sono i tetti, le finestre, i tavoli, i giochi, i colori, le sedie. In alcune scuole ci sono anche i quadri. EMANUELE:E’ fatta quadrata e poi dentro è fatta con tanti bambini, Poi bisogna lavorare e i bimbi devono fare sempre quello che dicono le maestre. Se le maestre sgridano i bambini hanno ragione , se i bambini hanno fatto qualcosa di male. Perché le maestre e i maestri guardano bene i bambini e se qualcuno fa arrabbiare va fuori dalla scuola perché lui è piccolo e deve andare alla scuola nido perché deve ancora imparare tutto e così impara ad obbedire alle maestre!! GIULIA: E’ fatta con i mattoni e dentro è spaziosa e c’ha tanti giochi e può fare divertire i bambini. GIUSEPPE: Di mattoni e di cemento ALEX: E’ grossa, con tanti bambini e poi c’è un giardino, c’ha un salone, una saletta dove sono i bambini e una dove guardare la tv LUCA: Fuori c’è tanta erba e tanti giochi per divertirsi. Dentro ci sono i tavoli e le sedie per mangiare e per scrivere e anche per colorare ARIANNA :E’ grande e anche dove si studia CHIARA R.: In una scuola ci sono i mobili, i giochi, ci sono anche i libri per fare i disegni e ci sono anche i tavoli delle maestre FEDERICO: C ‘ ha le sedie, i tavoli, i banchi, i lavandini e i water e anche i colori MICHAEL: E’ una specie di casa … di diverso ha i libri perché io a casa non ce li ho i libri ALESSANDRO: Dipende. Se è quella dei grandi ci sono dei tavolini e delle sedie. Se invece è quella dei piccoli ci sono sempre i tavoli e le sedie per il mezzogiorno, ma di diverso c’ha dei giochi. UMBERTO: Con tante cose scritte e poi ci stanno delle cose che le prendono e fanno imparare ai bimbi

STEFANO: Serve per imparare delle cose, ad es. come si chiamano i nomi dei signori dei castelli, eccetera eccetera … LORENZO: Serve per imparare … le tabellone, i numeri, gli animali all’inglese … SARA: Serve per farci stare i bimbi dentro, perché così le mamme e i papà devono andare a lavorare, così ci stanno i bimbi. Serve anche a farli mangiare, a farli dormire … MATTEO B.: Serve a imparare le cose … tipo se uno non sa come è fatta una macchina viene qua e dopo impara come è fatta una macchina PIETRO: Per imparare tante cose EMANUELE: Serve per divertire i bambini e per giocare tutti insieme. GIULIA: Serve per fare divertire i bambini e fargli imparare …imparare i compiti e tante altre cose ancora. GIUSEPPE: Serve a scrivere … e anche a disegnare ALEX: Per imparare, ad esempio a disegnare, si impara a leggere e poi si può giocare … si impara a non fare i birichini e si impara a non dire le parolacce LUCA: Per divertirsi tanto e ci sono anche i libri GRETA: Per imparare tante cose ARIANNA: Serve per imparare … per imparare a leggere CHIARA R.: Serve per fare imparare ai bambini come si devono comportare e anche a leggere e a scrivere. ANTONY: Per fare andare i bambini a scuola, Serve per giocare, FEDERICO: Per fare i compiti e poi per fare un disegno e anche per giocare MICHAEL: Per giocare, per divertirsi e poi anche per fare l’appello e guardare il tempo ALESSANDRO: Per imparare … tutte e due (le scuole) servono per imparare. Nella scuola elementare si imparano altre cose … UMBERTO: Serve così quando vanno a casa devono fare i compiti, sanno che cosa fare.

STEFANO: I bambini e poi ci sono anche le maestre e poi ci vanno le mamme ad accompagnare , oppure se sono grandi ci vanno da soli. Io ci vado quando sono un po’ più grande. Adesso vengo qui, all’asilo, alla scuola materna. LORENZO: I bambini più grandi che hanno 6 anni, 10 anni, 11 anni. Io ci vado … in questa, quella lì’ … alle Guido Fassi. Adesso ancora non ci vado. Questo è un asilo, non una scuola … qui non si legge, là invece si legge. SARA: Vanno le persone che sono grandi, ma non i genitori. Sono i bimbi che hanno 6 anni, 7, 9. Io non ci vado a scuola. Questo è l’asilo. MATTEO B.: Tanti bambini. Io ci vado, nella mia scuola ci sono tanti disegni e tante cose. PIETRO: I bambini. Io ci vado: è questa la mia scuola. EMANUELE: Ci vanno i bambini che hanno alcuni anni che vengono qua ( o 5, o 4 o 3 anni). Io ci vado a scuola, alla scuola materna. GIULIA: I bambini grandi e i bambini piccoli. Io ci vado, sì, certo. La mia è la scuola “Andersen”, E’ una scuola dove si impara e si può giocare. GIUSEPPE:

I bambini. Io ci vado, qua.

ALEX: I bambini. Io ci vado a scuola. La mia è bella perché ha dei libri in saletta e poi anche dei libri al “cinema” … e poi si fa l’appello ! LUCA: I bimbi e le bimbe. La mia scuola è questa qua. GRETA: I bambini. Quelli piccoli non ci vanno. Io ci vado. La mia scuola è … questa? ARIANNA: I bimbi grandi. Io ancora non ci vado, ancora no. Questo è un asilo. La scuola è più alta dell’asilo e poi ci sono i bimbi ancora più grandi CHIARA R.:

I bimbi. Tutti, Io ci vado. E’ questa, l”Andersen”

ANTONY: I bambini. Tutti. Io ci vado. La mia scuola è questa. FEDERICO: I bambini. I bambini piccoli non ci vanno, vanno forse all’asilo nido. Io ci vado: è questa! MICHAEL: Dei bambini. Tutti, ma quelli che sono ammalati però non vanno. Sì, io ci vado, sono qua! ALESSANDRO: Vanno a scuola i miei amici. Io ci vado. Questa è la mia scuola, è la scuola “Andersen” UMBERTO: I bambini. Tutti. Si …no, io vado all’asilo. All’asilo fanno giocare e fanno imparare altre cose … le scritte … tutto.

(COME VIVO LA SCUOLA - Intervista individuale)

STEFANO: Si perché si gioca e si imparano delle cose anche LORENZO: Si, perché si impara, dopo si scrive … si mangia, si colora … SARA: Si, perché ci sono i giochi, ci sono le attività e poi dopo si va fuori MATTEO B.: Si, perché ci sono tanti bambini PIETRO: Sì, perché si impara e ci sono tanti giochi VANESSA: Si, perché ci sono i giochi GIUSEPPE: Si, perché ci sono i giochi, le sedie e i tavoli LUCA: Si, perché ci sono tanti giochi GRETA: Si, perché ci sono tanti giochi CHIARA R.: Si, perché posso giocare con i mie amici ANTONY: Si FEDERICO: Si, perché ci sono i giochi MICHAEL: Si, perché ci sono tanti giochi e mi piace anche giocare a pallone ALESSANDRO: Si, perché posso giocare con i miei amici, e posso anche fare delle attività

UMBERTO: Si perché le maestre mi fanno imparare tante cose

STEFANO: Si gioca … tipo a calcio con Lorenzo LORENZO: Quando gioco, ritaglio, incollo SARA: Mi diverto ad andare fuori perché c’è il sole, giochi …tutta MATTEO B.: Quando gioco con i miei amici PIETRO: Gioco …faccio il gioco delle costruzioni VANESSA: Mi metto la gonna e gioco alla mamma GIUSEPPE: Gioco LUCA: Perché ci sono i giochi e i libri GRETA: Coloro CHIARA R.: Quando gioco , per esempio quando facciamo le mamme ANTONY: Quando faccio i giochi FEDERICO: Faccio delle torri, gioco con le costruzioni MICHAEL: Quando gioco a pallone ALESSANDRO: Si gioca, ad esempio con i giochi che si possono fare in giardino o anche qui dentro con le costruzioni UMBERTO: Gioco con i bimbi

STEFANO: Si deve dormire LORENZO: Mai SARA: Mi annoio quando bisogna aspettare tanto perché si sta a sedere MATTEO B.: Quando non ho voglia di fare niente … quando ascolto la musica … PIETRO: Devo lavorare molto, molto, molto GIUSEPPE: Quando corro sempre LUCA: Qualcuno mi manda via e non mi vuole a giocare GRETA: Coloro troppo CHIARA R.: Quando corriamo ANTONY: Mai FEDERICO: Se gioco molto mi annoio MICHAEL: Quando gioco con i giochi mi stufo perché non so che cosa fare ALESSANDRO:Non so che cosa fare e sto lì girando perché non so che cosa fare UMBERTO: Nessuno gioca con me

STEFANO: Mi piace quando posso giocare con gli amici e quando si fanno delle cose belle, tipo devi fare un disegno e ti viene bene LORENZO: Disegnare SARA: Mi piacciono le gonne, la cucina … anche il castello che c’è di là MATTEO B.: I disegni, tipo quelli lì appesi al muro PIETRO: Giocare VANESSA: I libri GIUSEPPE: I soldatini, il castello LUCA: I giochi e la saletta che ci sono tante attività GRETA:I disegni, quelli che faccio io e quelli che fanno i mie amici CHIARA R.: Mi piace … mi piacciono le gonne … i travestimenti ANTONY: Colorare FEDERICO: Il gioco dello stagno, con i pesciolini MICHAEL: Giocare a pallone ALESSANDRO : Della mia scuola mi piacciono i giochi dei soldati UMBERTO: Tutti i giochi mi piacciono, tranne le cose delle femmine

STEFANO: Non mi piace quando gli amici danno le botte, specialmente Ajimal perché lui è molto birichino e non fa quasi mai quello che dice la maestra LORENZO: Quasi niente … SARA: Non mi piacciono le cose dei maschi … i cavalieri, perché ci disturbano sempre

MATTEO B.: Non mi piace giocare con la cucina PIETRO: Lavorare molto … non mi piace andare molte volte fuori perché se dopo piove ci bagniamo VANESSA: Disegnare GIUSEPPE: Il banco di lavoro che sta là nell’angolo LUCA: La cucina non mi piace … CHIARA R.: Non mi piace quando mi fanno troppo correre … i maschi FEDERICO: Non mi piace colorare perché non è un gioco MICHAEL: Guardare i libri ALESSANDRO: Ascoltare un po’ di musica, non è che mi piace tanto UMBERTO: Niente

INTERVISTA E RAPPRESENTAZIONE GRAFICA INDIVIDUALE

MI PIACE MENO ... MI PIACE DI PIU’... STEFANO

Usare il computer (perché ci sono dei giochi … perché fa anche vedere il cartone del drago Tommasone)

Colorare (perché delle volte i colori si scaricano e si perdono anche … se c’è da colorare tanto non mi piace)

LORENZO

Ritagliare e incollare (perché si fanno delle cose belle)

Usare il computer (perché mi stanco)

SARA

pitturare con i pennelli e gli acquarelli (perché si intinge nell’acqua e si colora bene)

giocare con il pongo (perché subito è troppo duro e poi ci si stanca)

MATTEO B.

Fare l’attività con il computer (perché c’è il gioco del drago Tommasone)

Fare l’attività con Marianeve (religione) (perché ci fa sempre fare delle cose difficili)

PIETRO

Usare il computer (perché si fanno le storie del drago Tommasone e altre cose)

Colorare (perché alcune volte alcuni bambini si possono stancare)

EMANUELE

Giocare con il computer (perché c’è Tommasone)

Andare a visitare le cose (perché mi stanco e mi vengono male alle gambe)

VANESSA

Scrivere le lettere e i numeri

Fare i giochi di movimento

GIUSEPPE

Andare a visitare le cose (perché vedo delle cose belle)

Fare la attività con Marianeve (religione) (perché coloriamo sempre)

ALEX

Usare il computer (perché è divertente)

Disegnare (perché a volte ci sono delle attività che mi stancano)

GRETA

Fare inglese (perché facciamo tante cose)

Disegnare e colorare con i pennarelli (perché dopo mi stanco)

CHIARA R.

Fare l’attività con Federica Fare i lavori con Marianeve (inglese) (perché impariamo il (religione) (perché dopo mi nome della frutta e anche stanco) degli animali in inglese )

GIADA

Fare inglese (perché impariamo delle cose che si dicono in inglese)

Fare le attività con Marianeve (religione) (perché delle volte mi stanco)

LUANA

Usare il computer

colorare

ANTONY

Usare il computer (perché c’è il drago Tommasone)

Giocare con il pongo (perché mi sporco le mani)

FEDERICO

Giocare con il computer (perché ci sono i giochi)

Colorare (perché dopo si scaricano i colori)

MICHAEL

Usare il pongo (perché si può fare delle cose)

Cantare sul tappeto (perché dopo mi fa male la gola)

ALESSAN

Usare il computer (perché non fa stancare)

Colorare (perché mi fa stancare la mano)

Giocare on il computer (perché ci stanno i giochi)

Colorare (perché a colorare per tanto tempo poi mi scoccio)

DRO UMBERTO

FASE di ANALISI

FASE di ANALISI In questa fase l’argomento “scuola” è stato approfondito attraverso le tre tematiche indicate nel bando di concorso: edificio-spazi, argomenti-attività-tempi, persone-relazioni. Tali aspetti sono stati analizzati in modo “oggettivo”, cioè attraverso osservazioni e ricostruzioni dell’esistente, cercando tuttavia di far emergere rispetto ad essi preferenze, desideri e proposte dei singoli bambini. Attivita’: ►

Individuazione degli SPAZI più importanti della scuola (conversazione di gruppo), degli ambienti preferiti e di quelli che si vorrebbero cambiare (conversazione individuale). Rappresentazione grafico-pittorica di un ambiente della scuola.

Analisi dei GIOCATTOLI e delle “STRUTTURE di GIOCO” presenti a scuola ed individuazione di quelle che si vorrebbero avere (ritaglio dai giornali).

Ricostruzione dei momenti significativi della GIORNATA SCOLASTICA attraverso fotografie. Attività di riordino cronologico. Individuazione dei momenti preferiti e non.

Ricostruzione e analisi delle ATTIVITA’ ATTIVITA’ che si fanno a scuola. Individuazione delle attività preferite e non. Rappresentazione grafico-pittorica.

Espressione di desideri in merito a ”COSA VORREI FARE A SCUOLA” (rappresentazione grafico-pittorica)

Individuazione degli STATI D’ANIMO vissuti a scuola e rappresentazione grafica delle situazioni che li possono generare ( “A scuola sono felice … triste … arrabbiato … impaurito quando …)

Le INSEGNANTI: INSEGNANTI rappresentazione grafica e conversazione individuale (“Le mie maestre mi piacciono quando … non mi piacciono quando … Vorrei che le mie maestre … Per essere brave le maestre devono …”)

I COMPAGNI: COMPAGNI conversazione di gruppo “Quando sono vostri amici? Come si devono comportare per diventare vostri amici?”

IPOTESI FANTASTICA: FANTASTICA “Se tu avessi la bacchetta magica per trasformare la scuola, come la vorresti?” (intervista individuale) e rappresentazione grafico-pittorica della “scuola dei sogni”

QUALI SONO GLI AMBIENTI PIU’ IMPORTANTI della nostra scuola? CONVERSAZIONE DI GRUPPO RAPPRESENTAZIONE GRAFICA INDIVIDUALE

La stanza dei giochi e del tappeto perché così le maestre spiegano le attività (ALEX)

La stanza con i tavoli per mangiare e colorare (MATTEO B.)

Il bagno perché quando andiamo a mangiare e a dormire dobbiamo prima fare la pipì e lavarci le mani (EMANUELE)

La cucina perché altrimenti non possiamo mangiare (GABRIELE)

La stanza coi libri e il divano perché aiuta i bambini a leggere (GIULIA) La saletta per guardare le cassette (GIADA)

Il salone perché si possono fare le acrobazie oppure i giochi di movimento (SARA)

Il giardino …(AJIMAL) … perché si può correre e giocare all’aperto (GIULIA)

Il posto per dormire (LUCA)

INTERVISTA INDIVIDUALE:

QUALE AMBIENTE PREFERISCI? STEFANO

LORENZO SARA

CHIARA B. GABRIELE

MATTEO B. PIETRO EMANUELE GIULIA VANESSA GIUSEPPE MATTEO E. ALEX L LUCA ARIANNA CECILIA CHIARA R. GIADA LUANA ANTONY FEDERICO MICHAEL ALESSANDRO

Il giardino perché si può correre e ci sono tanti giochi e quando si gioca a nascondino ci sono tanti nascondigli e quando si va sulle altalene ci divertiamo e mi piace anche quando si gioca a calcio perché spesso vinciamo noi Il giardino, perché c’è l’altalena, poi si va sullo scivolo, si gioca a calcio, c’è lo spazio per giocare La cucina della sezione perché ci sono i tegamini da cucinare … ma preferisco anche fuori in giardino perché ci sono le dondole La saletta perché si può leggere le favole e cantare, ascoltare la musica e poi ci sono i letti bassi Il salone perché là ci sono i tricicli, poi i giochi e poi perché si può correre e giocare a palla … in giardino la palla può andare fuori La sezione, perché c’è da colorare La saletta perché ci sono tanti giochi … mi piace fare i giochi con le scimmie Mi piace di più il giardino perché ci sono tanti giochi e così quando va fuori il pallone passa un signore e me lo prende La stanza che mi piace di più è dove si va fuori perché si può correre e fare tante cose La saletta La saletta perché ci sono di più di giochi Il salone perché gioco a calcio Il giardino perché lì posso correre molto di più e posso andare sulle altalene e poi posso anche cantare sulle altalene Il salone perché c’è anche lo scivolo e le bici La saletta perché ci sono molti giochi e perchè giochiamo anche con il castello Fuori in giardino perché quando c’è una bella stagione mi piace andare fuori a giocare con le mie amiche La stanza da guardare i libri, perché mi piace guardare i libri Il salone perché gioco con le mie amiche Il giardino perché ci stanno tanti f Il salone perché gioco a calcio giochi Il giardino, perché ci sono le altalene e lo scivolo e la capanna Il salone perché ci sono tanti giochi e poi giochiamo La stanza dei giochi perché ci sono tanti giochi e poi si può anche fare alcune chiaccherate

INTERVISTA INDIVIDUALE:

QUALE AMBIENTE CAMBIERESTI? STEFANO LORENZO SARA

CHIARA B. GABRIELE MATTEO B. PIETRO EMANUELE GIULIA

VANESSA GIUSEPPE MATTEO E. ALEX LUCA ARIANNA

CECILIA CHIARA R. GIADA ANTONY FEDERICO MICHAEL ALESSANDRO

La saletta. La cambierei con degli altri nuovi giochi La saletta, vorrei aggiungerci dei giochi, ad esempio un gioco gonfiabile o una casa gonfiabile come il castello La saletta … ci mettiamo i giochi bene a posto, poi dopo le brandine le mettiamo di là, da un’altra parte … il termo vorrei che non ci sia … le bavaglie vanno al posto del termo La sezione … la vorrei che si trasformi con delle scale, perché mi piacciono di più le scale Dove c’è la tele. Ci metterei anche un po’ di giochi. Ci metterei i soldatini e i colori Vorrei trasformare il giardino così diventa più grosso e più si allarga e più ci sono tanti giochi Il bagno … i rubinetti li vorrei u po’ più lucidi … ma la scuola va bene così La saletta, la vorrei trasformare con tante casse di tesoro Tipo farei diventare il giardino la spiaggia e mi piacerebbe avere una piscina fuori dalla scuola e cambiare l’aspetto del parco che abbiamo noi Il giardino La sezione … la vorrei più bella, con più giochi Il giardino … vorrei la casa come lo scivolo Il salone, vorrei farci delle scalette perché così possiamo giocare, andare giù e fare finta che sotto c’è una piscina Il giardino … lo vorrei senza il tubo e vorrei più cespugli perché così ci nascondiamo La saletta del computer … la vorrei bella, cambierei tutto: dove c’è la televisione la mettiamo dove c’è la finestra, vicino, e poi il computer lo mettiamo al posto della televisione e poi i divani li mettiamo tutti dove c’è la televisione e gli altri li mettiamo dietro La saletta, ci vorrei mettere dei vestiti finti che possiamo usare a scuola … tanti di più di quelli che abbiamo Vorrei cambiare i giochi della saletta … vorrei “piccole magiche sirene” Il giardino, per farlo diventare più bello. Ci metterei tanti fiori, anche delle rose Fuori La saletta che vorrei trasformare con dei giochi nuovissimi La saletta … la vorrei con tanti giochi e vorrei altri castelli con gli omini dentro Mi piacerebbe trasformare la saletta dove c’è il computer … un po’ più grande e poi ci vorrei mettere altri libri e un altro computer, se la stanza fosse più grande.

I GIOCHI CHE VORREMMO AVERE A SCUOLA … (che non abbiamo !) STEFANO: Vorrei una pista con delle moto piccole telecomandate LORENZO : … un castello con il ponte levatoio vero e con il lago davanti e delle costruzioni da montare le case SARA: … delle bambole che se le butti nell’acqua ci viene il colore, e la casa dei cricetini CHIARA B.: … un telefonino come il mio GABRIELE: … uno scivolo morbido, gonfiabile MATTEO B.: … un robot telecomandato grande PIETRO: … dei robot da poter giocare da solo e con gli amici GIULIA: … la casa sull’albero di Winnie the Pooh VANESSA: … delle Barbie GIUSEPPE: … un camion che scarica la terra vera MATTEO E.: … un telefonino ALEX: … delle trottole da combattimento GRETA: … delle Barbie ARIANNA: … il gioco delle Barbie CECILIA: … le Braaz, delle specie di signorine, e i trucchi CHIARA R.: … le piccole magiche sirene GIADA: … delle bambole a forma di sirena EMANUELE: … il gioco del microfono per cantare e parlare

PREFERISCO …

NON PREFERISCO ...

STEFANO

andare in giardino

andare a dormire

LORENZO

andare in salone

andare a dormire

MATTEO B.

andare in giardino

andare a dormire

PIETRO

andare in giardino a giocare

fare le attività

EMANUELE

andare in giardino perché là ci sono tanti giochi

andare in salone perché c’è troppa confusione e se corro troppo poi sudo

VANESSA

la conversazione sul tappeto

andare a casa

GIUSEPPE

andare in salone

andare a dormire

andare in salone

andare in giardino perché ci sono poche cose da giocare

GRETA

fare l’appello

fare le attività

ARIANNA

andare a letto perché dopo andiamo a casa

fare le attività

CHIARA R.

andare in giardino

fare le attività

LUANA

andare in giardino

fare le attività

ANTONY

andare in salone

andare fuori

FEDERICO

andare in salone perché c’è la casetta e il tubo

guardare la tv dopo mangiato

MICHAEL

andare in salone perché ci sono tanti giochi

fare l’appello

LUCA

ALESSANDRO andare in salone

andare a dormire

UMBERTO

fare l’appello

andare in giardino

Un bagno nella piscina con l’acqua tiepida (Emanuele) I tuffi in piscina (Giuseppe) Imparare a nuotare con la testa fuori dall’acqua (Chiara B) Avere un grande mare vicino alla mia scuola (Sara) Avere una piscina e anche la sabbia (Giulia) – Andare nella piscina ... Se ci fosse davvero una piscina nella scuola sarei contenta (Arianna) Mi vorrei tuffare e nuotare con i miei amici (Cecilia) Trovarmi in una piscina con lo scivolo (Alex) Nuotare in una piscina (Lorenzo) – Andare dentro alla piscina (Greta) Le torte e cucinare (Vanessa) Portare il cane per farlo vedere agli amici (Giada) Portare un gatto così ci posso giocare (Chiara R.) Imparare a usare lo skateboard (Pietro) Fare le gare con le trottole con i miei amici (Stefano) Giocare con i palloni gonfiabili Tagliare gli alberi perchè così ho un parco tutto pulito (Matteo B.) Scivolare su uno scivolo gigante (Matteo E.)

INTERVISTA E RAPPRESENTAZIONE GRAFICA INDIVIDUALE

A SCUOLA SONO FELICE quando ... Vado fuori (Pietro) Gioco con gli animali (Giuseppe) Sono fuori in giardino (Emanuele) Mi fanno giocare (Chiara B.) Si canta tutti insieme (Sara) Vado fuori in giardino (Luca) Non mi picchiano e gioco (Matteo E.) Le mie amiche mi danno una cosa che io non ho (Cecilia) Gioco in giardino con un amico (Alex) Gioco con le mie amiche (Vanessa) Vado in giardino a giocare (Alessandro) Gioco con un amico (Antony) - Tutti giocano con me (Giada) Gioco con le mie amiche (Giulia) - Mi fanno giocare (Gabriele) Vado sull’altalena con le mie amiche (Chiara R.) Gioco a calcio con gli altri (Lorenzo) Vinciamo a calcio (Stefano) Gioco in salone con i miei amici (Matteo B.) Gli amici mi fanno giocare (Federico) Le amiche mi fanno giocare (Arianna) Vado sull’ altalena con le mie amiche (Luana) Vado in giardino a giocare a calcio (Michael)

A SCUOLA SONO TRISTE quando ... Non mi fanno giocare (Gabriele) Mi prendono in giro (Giulia) Gli amici non mi fanno giocare (Pietro) Un mio amico mi dà le botte (Giuseppe) I miei amici mi fanno male (Emanuele) Non mi fanno giocare (Chiara B.) Un amico mi dà le botte (Sara) Vado a letto (Luca) - Mi picchiano (Matteo E.) Uno non mi dà una cosa (Cecilia) Mi mettono in punizione (Alex) Uno mi picchia (Vanessa) Ci litighiamo e ci diamo delle botte (Alessandro) Dormo (Antony) - Uno mi prende in giro (Giada) Mi buttano per terra (Chiara R.) - Mi picchiano (Lorenzo) Lori mi dice che non posso giocare (Stefano) Sto a dormire a scuola (Matteo B.) Gli amici mi picchiano (Federico) Non mi fanno giocare (Arianna) Non mi fanno giocare (Luana) Mi fanno male (Michael)

A SCUOLA SONO ARRABBIATO quando ... Devo fare delle attività difficili (Gabriele) Gli amici non mi fanno giocare (Pietro) Non mi fanno giocare a pallone (Giuseppe) Gli amici non mi fanno giocare (Emanuele) Gli amici mi prendono in giro (Chiara B.) Le mie amiche non mi fanno giocare (Sara) Stefano non mi fa giocare a calcio (Luca) Non mi fanno giocare (Matteo E. ) La Giulia non mi fa giocare (Cecilia) -Sono in punizione (Alex) Non mi fanno giocare (Vanessa) Non mi fanno giocare (Alessandro) - Vado sull’altalena (Antony) La Giada non mi fa giocare (Chiara R.) Non mi fanno giocare (Lorenzo) Lorenzo non mi fa giocare (Matteo B.) Gli amici mi picchiano (Federico) Non mi fanno giocare (Arianna) Gli amici non mi fanno giocare (Luana) Non mi fanno giocare (Michael) Non mi fanno giocare (Greta)

A SCUOLA SONO IMPAURITO quando ... La tata mi sgrida (Pietro) Ho paura del buio (Giuseppe) Le tate mi portano in punizione (Emanuele) Dondolano le brandine e ho paura che mi cascano addosso (Chiara B.) Le mie amiche mi fanno gli scherzi e mi spaventano (Sara) La maestra mi mette in punizione (Luca) Ho paura del buio (Matteo E.) La Giulia mi dà un calcio (Cecilia) C’è della legna e rischio di inciampare (Alex) Mi mettono in punizione (Alessandro) Sono al buio (Antony) La Giada mi dà un calcio (Chiara R.) Sono al buiio (Lorenzo) Non sono mai impaurito (Gabriele) Vado troppo forte in altalena e ho paura di cadere (Matteo B.) Sono al buio (Federico) Vado forte sull’altalena (Arianna) Faccio un brutto sogno (Michael) Vado sull’altalena e vado tanto forte (Greta)

INTERVISTA e RAPPRESENTAZIONE GRAFICA INDIVIDUALE

LE MIE MAESTRE MI PIACCIONO QUANDO … STEFANO: mi fanno fare dei disegni in libertà, cioè dei disegni liberi LORENZO: … mi dicono una cosa e io la faccio … quando mi fanno fare delle cose che mi piacciono SARA: … mi fanno colorare, perché a me piace colorare CHIARA B. : … ci portano fuori in giardino o in salone GABRIELE: … mi fanno fare le attività e quando gioco MATTEO B.: …. quando non sgridano, o quando mi fanno colorare con i colori pastelli che piacciono a me

PIETRO: … fanno fare delle cose facili … EMANUELE: … quando mi fanno fare delle cose facili, ad esempio come adesso GIULIA: … ci fanno andare fuori a giocare VANESSA: … fanno colorare GIUSEPPE: … dicono che dobbiamo far poche cose MATTEO E.: … quando scrivono perché a me piace scrivere ALEX: … non sgridano o ci fanno fare dei lavori corti ARIANNA: … mi fanno ritagliare e incollare CECILIA: … fanno fare dei lavoretti GIADA: … ci aiutano, ad esempio a fare le attività ANTONY: … mi fanno colorare FEDERICO: … fanno fare i disegni

MICHAEL: … mi fanno giocare, perché mi piace ALESSANDRO: … abbiamo finito l’attività e loro ci fanno andare fuori in salone

NON MI PIACCIONO QUANDO … STEFANO: … sgridano e fanno fare delle cose che fanno stancare LORENZO: . quando mettono in punizione, oppure quando non fanno andare dove io vorrei SARA:… mi fanno pitturare con i pennelli … oppure mettono i bimbi in punizione CHIARA B.: … ci fanno mettere in ordine GABRIELE: … andiamo al cinema perché dobbiamo stare fermi MATTEO B.: … sgridano o mettono in punizione … PIETRO: … fanno fare delle cose difficili, per esempio spiderman oppure tagliare EMANUELE: …. quando mi fanno fare delle cose difficili o mi mettono in punizione oppure mi sgridano GIULIA: … fanno fare dei lavori che fanno stancare VANESSA: … mi piacciono sempre GIUSEPPE: … fanno lavorare troppo MATTEO E.: … quando sgridano ALEX: … ci fanno fare dei lavori troppo lunghi oppure ci mettono in punizione ARIANNA: … mi piacciono sempre CECILIA: … mi sgridano GIADA: … non ci aiutano ANTONY: … mi fanno fare delle cose difficili FEDERICO: … fanno fare i compiti difficili MICHAEL: … mettono in punizione

VORREI CHE LE MIE MAESTRE … STEFANO: … ci comprano dei giochi belli LORENZO: … fossero buone e fanno lavorare poco SARA: ….ci facessero solo giocare e solo colorare CHIARA B.: … ci facessero sempre fare quello che vogliamo noi MATTEO B.: … mi portassero sempre a guardare le cassette

PIETRO: … vanno bene così EMANUELE: … fossero sempre buone …. e che quando le chiamo loro rispondono GIULIA: … fossero delle principesse, perché mi piaceva il vostro vestito che avevate alla festa di Carnevale MATTEO E.: …giocano con i bambini ALEX: … non mettessero mai in punizione e non sgridassero CECILIA: … fossero come adesso GIADA: … buone ALESSANDRO: … non ci facessero fare delle attività che non mi piacciono come ritagliare e incollare

PER ESSERE “BRAVE” le MAESTRE devono …. STEFANO: … far fare delle cose che non fanno stancare … e poi devono fare disegnare e colorare delle cose belle LORENZO: … far fare tutti i giochi ai bambini e anche le attività …. devono fargli fare tante cose ai bambini SARA: … essere buone e fare imparare ai bimbi le cose che vanno bene e non quelle che non vanno bene CHIARA B.: … far fare ai bambini quello che vogliono GABRIELE: … fare giocare tanto MATTEO B.: … insegnare delle cose nuove PIETRO:… fanno fare delle cose difficili, ma non troppo difficili EMANUELE:…far fare ai bambini delle cose belle GIULIA:… far fare ai bambini tante cose, ad esempio al computer … ma delle cose che non fanno stancare ,,, VANESSA:… portare in giardino GIUSEPPE:… far fare le cose facili MATTEO E.: …non sgridare mai mai ALEX:… essere gentili … quando qualcuno fa il cattivo si deve sgridare … quando non si vede chi è stato a fare male non si sgrida fintanto che non si è scoperto chi è stato. ARIANNA:… essere buone CECILIA:… non essere cattive, perché sono delle maestre. Le maestre possono essere cattive solo quando uno fa una cosa che non deve fare GIADA:… intelligenti FEDERICO:… fare sempre giocare MICHAEL:… far fare delle cose belle ALESSANDRO: … dire ai bambini la cosa giusta … lo sanno le maestre qual è la cosa giusta

CONVERSAZIONE DI GRUPPOGRUPPORAPPRESENTAZIONE GRAFICA INDIVIDUALE

.... QUANDO SONO VOSTRI AMICI? ALEX: Ci dobbiamo prima conoscere, poi un bambino porta a scuola delle caramelle e l’altro lo ripaga portando a scuola delle altre caramelle (quindi è gentile e generoso) MATTEO B.: quando fa conoscere un amico a un altro amico SARA: quando un amico gioca con me LORENZO: quando un bambino piange e io lo accontento di quello che vuole ALESSANDRO: quando gli serve un pezzo di gioco lui glielo dà e dopo giocano insieme CHIARA ROSSI: quando mi dà tutti i giochi che io vorrei EMANUELE: vorrei fare amicizia perché lui mi ha dato dei giochi ALEX: se viene un bambino nuovo lo invita a casa sua per conoscerlo e così diventano amici

MATTEO E.: quando giochiamo tutti insieme senza litigare CECILIA: quando un amico non ha nessuno e io divento sua amica GIADA: quando qualcuno le dà un gioco e così facciamo amicizia GIUSEPPE: quando mi fanno provare i giochi e giocare a palla con loro

.... COME SI DEVONO COMPORTARE PER DIVENTARE VOSTRI AMICI ? EMANUELE: Vorrei che fossero bravi e che vogliono giocare con me ALEX … che se a me manca un pezzo di gioco il mio amico me lo dà SARA: … gentili e che le mie amiche giocano con me CHIARA B.: vorrei che i miei amici quando hanno un segreto che me lo dicono CECILIA: … che le mie amiche fossero brave a darmi a darmi delle cose che non ho … dei pezzi di una costruzione ALESSANDRO: io vorrei che i miei amici farebbero dei giochi con me che mi piacciono LUCA: che mi fanno giocare GIULIA: vorrei che fossero educati e ascolterebbero le maestre LORENZO: che non mi dassero le botte perché a volte mi danno le botte GRETA: che mi fanno giocare GIADA: che fossero intelligenti e mi fanno giocare

FEDE: che se uno mi ruba un gioco, l’altro mi dà l’altro pezzo LORENZO: che fossero buoni, che giocano con tutti CHIARA R.: … generosi, perché danno i giochi agli altri LORENZO: … generosi perché danno le caramelle agli amici e portano a scuola le cassette da fare vedere agli altri

INTERVISTA E RAPPRESENTAZIONE GRAFICA INDIVIDUALE

LUCA: Vorrei una scuola elementare perché così dopo imparo a leggere e a scrivere. Vorrei una scuola dove i bambini sognano … sognano di giocare perché ci sono dei giochi nuovi in giardino … lo sognano con tante cose belle, esempio le panchine per sedersi … e poi i segnali stradali così imparano a guidare le macchine … con una pista come abbiamo fatto in salone … e poi giocare a calcio, con le porte e il canestro per pallacanestro. CECILIA: … sarebbe come adesso. Vorrei un castello con dentro una principessa, qui in sezione, E fuori in giardino vorrei la giostrina da girare con sopra la corda. Invece là dove c’è la sabbiera vorrei una piscina e vicino alla sabbiera con tutti i giochi.

LORENZO: … con tanti giochi, con i giochi gonfiabili e di vetro perché così quando fanno gli scontri le macchine si rompono e poi ne prendiamo delle altre. Poi la vorrei con dei disegni di Dragonball SARA: … la vorrei fuori di colore rosa, dentro i mobili vorrei che fossero tutti rosa. I libri della biblioteca li vorrei violetto e anche i tavoli. Poi la vorrei rotonda perché rotonda ci stanno più cose. Ci vorrei una stanza più grande per i libri. Questa invece (la sezione) la vorrei più piccolina perché così ci stanno anche i bambini piccoli. La saletta la vorrei un po’ più grandina. Poi dopo il giardino lo vorrei con le altalene spostate là dietro perché così dopo si può anche andare là dietro. CHIARA B. : Vorrei una scuola della magia. Ci possono essere delle bacchette… quello che desidero: un cagnolino cucciolo, un criceto, un coniglietto, un piccione, un ricetto. Poi un toro che spacca la porta. GABRIELE: … con tanti libri e tanti giochi e tante cassette. Vorrei il giardino dentro e la scuola fuori. Perché così dopo se vogliamo

giocare possiamo andare sull’altalena anche quando c’è brutto tempo. E così andando fuori ci sono anche i libri che se abbiamo voglia di guardarli possiamo fare. STEFANO: La vorrei più grande perché così si fanno degli altri giochi… la scuola deve avere i muri più grandi. Fuori in giardino con degli altri giochi perché non ce ne sono molti. MATTEO B.: … con tanti giochi. Il giardino lo vorrei più grande, così c’è un po’ più di posto e ci possiamo mettere degli altri giochi PIETRO: I muri per me mi piacerebbero arancioni e poi mi piacerebbe avere un coccodrillo piccolo come gioco e poi nel giardino avere tanti conigli e anche tanti uccelli e poi vicino una gelateria. E poi gli alberi pieni di foglie e di frutta ALEX: Vorrei una piccola piscina nella scuola e vorrei che ci rimanessero quei giochi che ci sono fuori e poi vorrei della sabbia perché ci possiamo divertire con le palette, il secchiello, il rastrello. Poi nel salone vorrei togliere quello scivolo e quei cubi e metterci uno scivolo come tutti gli altri, con solo la scala.

EMANUELE: … tutta d’oro così dopo ci sono tanti soldi e tutti siamo ricchi. Poi deve essere bellissima, piena di girelli, bellissima come tutte le scuole belle che hanno dentro delle cose belle. Fuori di devono essere delle farfalline e in giardino degli uccellini belli e poi delle api che fanno il miele, così se noi non le disturbiamo loro ci fanno compagnia. ALESSANDRO: … mi piacerebbe trasformarla con più angoli di gioco e poi con più mobili perché così ci possono stare ancora più tante cose … sarebbe bello avere tutti i giochi del mondo FEDERICO: … la vorrei con i giochi nuovi e i libri e la tv. La vorrei trasformare con il tappeto con la sabbia e la spada di Dragonball. il giardino per trasformarlo lo vorrei con il ponte più grande … vorrei avere cose nuove. CHIARA R. : …con tanti giochi, così possiamo giocare tutti e con tanti mobili … con dentro tanti fiori e con degli anelli e dei gioielli e la scuola sarebbe di colore rosso. MICHAEL : con tanti giochi, tutti belli, con tanti colori … con il rosso e il verde e poi vorrei giocare sempre fuori in giardino. GIUSEPPE: … con tanti giochi belli …. con degli altri giochi … perché sono più belli gli altri MATTEO E.: … con tanti giochi … che dentro c’era il giardino e fuori la sezione … fuori con i giochi gonfiabili e dentro di tavoli come al bar GRETA: … il giardino con i fiori belli … le rose e le viole

FASE PROGETTUALE

FASE PROGETTUALE Attraverso un continuo rilancio al gruppo sezione delle analisi fatte individualmente e collettivamente, ed anche attraverso una lettura trasversale fatta dalle insegnanti di quanto emerso, sono state individuate e condivise tre proposte da presentare in sede di concorso. Ne è seguita la progettazione e la realizzazione concreta degli elaborati da esporre. ► AMBIENTE FISICO: IL GIARDINO DELLA SCUOLA SCUOLA (in cui compare anche l’aspetto esterno dell’edificio scolastico) Progettazioni preliminari attraverso conversazioni e disegni e realizzazione di gruppo dell’elaborato finale. ► ATTIVITA’ FORMATIVA: FORMATIVA individuazione a grande gruppo delle attività che si vorrebbero fare all’aperto (attività ipotizzate e pensate in stretta relazione con la progettazione del giardino). Rappresentazione grafico-pittorica a coppie. ► COMUNITA’ SOCIALE: SOCIALE individuazione in gruppo di come dovrebbero essere i compagni e le maestre “ideali”, successivamente rappresentato attraverso una “ricetta per star bene con gli altri”. Realizzazione di gruppo degli “accessori” per apparecchiare la tavola.

IDEAZIONE DI GRUPPO E RAPPRESENTAZIONE GRAFICA A COPPIE

Nel nostro giardino vorremmo:

LA PISCINA UN CAMPO DA CALCIO UNA RETE DA PALLAVOLO

DEI CANESTRI LA SABBIERA LA PISTA DI PATTINAGGIO E SKATEBOARD DEI CESPUGLI CESPUGLI PER GIOCARE A NASCONDINO

TANTI GIOCHI UNA POSTO DOVE TENERE GLI ANIMALI UN POSTO DOVE POTER COLORARE o MANGIARE

UN ORTO PER COLTIVARE UN TAPPETO PER SALTARE E FARE LE ACROBAZIE UNA STRADINA PER ANDARE CON TRICICLI E IMPARARE I SEGNALI STRADALI STRADALI

... alla fine è diventato cosÏ ...

BRILLANTE (Giulia) CHE CASCANO DELLE MONETE DAL CIELO (Chiara B.) CON I DOLCI (Sara) CON DISEGNATO DELLE CORONE (Chiara R.) CON GLI ORSACHIOTTI (Cecilia) CON LE MONETE D’ORO (Alessandro) CON GLI ANIMALI ANIMALI (Michael, Matteo E., Giuseppe) CON LE MOTO (Lorenzo) CON DISEGNATO DEI MONDI (Luca) CON TUTTI I COLORI COLOR (Gabriele) CON GLI SMARTIES (Federico) CON DELLE STELLE (Giada) CON DEI CIOCCOLATINI E CHUPA CHUPA (Emanuele) DI TUTTI I COLORI, COME L’ARCOBALENO (Pietro) DI DOLCI (Matteo B.) DI BARBIE (Luana)

... alla fine la scuola è diventata cosÏ ...

IDEAZIONE DI GRUPPO E RAPPRESENTAZIONE GRAFICA A COPPIE

ELABORIAMO in GRUPPO una

“RICETTA “ PER STAR BENE A SCUOLA CON GLI ALTRI”

BAMBINI BUONI che ... … non litigano tra loro … … non spingono … … non prendono i giochi che stanno usando gli amici … … non distruggono i giochi degli altri … … non picchiano, non danno le botte, i calci e i pugni agli amici …

BAMBINI SIMPATICI

che

... fanno ridere ... ... ti fanno fare dei giochi giochi che non fanno stancare .... ... ti invitano a casa sua ... ... fanno dei trucchetti o degli scherzetti... ... raccontano le barzellette ...

BAMBINI INTELLIGENTI che … sono furbi, cioè invece di litigare usano il cervello per farsi venire un’idea … … pensano invece di fare la lotta … … usano le parole per dire “non picchiamoci e facciamo pace”… … invece di picchiarsi lo vanno a dire a qualcuno …

BAMBINI GENEROSI che … prestano i giochi agli altri … … danno le caramelle agli amici … … portano a scuola scuola le cassette da fare vedere agli altri … … aiutano se qualcuno ha bisogno … …giocano insieme con gli altri e fanno giocare tutti i bambini …

BAMBINI EDUCATI che … non dicono le parolacce … … non si mettono le dita nel naso … … non sputano agli amici … … non fanno le pernacchie o le linguacce in faccia agli altri… … ascoltano le maestre e i parenti perché loro vogliono bene ai bambini bambin …

MAESTRE BUONE e BRAVE che … non fanno stancare i bambini … … non fanno lavorare troppo … … non mettono in punizione … … non sgridano, oppure se sgridano devono prima scoprire chi è stato … … non fanno fare delle attività che non piacciono … … fanno disegnare e colorare delle cose belle … … fanno fare ai bambini delle cose facili,oppure difficili ma non troppo … … quando i bambini chiamano, loro rispondono … … comprano dei giochi belli … … fanno fare ai bambini tante cose, tante attività … … insegnano delle cose nuove … … dicono ai bambini la cosa giusta … … giocano con i bambini … … fanno giocare tanto …


La scuola che vorrei