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N.61

Anno III - numero 20 9 luglio 2010

SEZZE

LATINA

- Ufficio postale fatiscente. L’attacco del Nuovo Polo - Assi benedice la posizione del ministro Galan sulla questione degli Organismi Geneticamente Modificati

- Nexans, arriva la cassa integrazione per i dipendenti - Bevilacqua lascia la segreteria provinciale aprendo la crisi del Partito Democratico

EDITORIALE

ATTUALITÀ

di Simone Di Giulio

SERMONETA - Bruciano cento ettari nella zona di Costa Pretara LEPINI - Premio per la Comunità Montana, ma chiusura in vista

E adesso? Facciamo come al solito? Lo sapevano tutti ma nessuno ha parlato perché sembrava brutto? Parliamoci chiaro... almeno per una volta. La sentenza non lascia spazio ad alcun dubbio. L’autovelox, che in questi quattordici mesi ha fatto le fortune di noi giornalisti faziosi che ogni tanto provavamo ad insistere su temi prontamente smentiti dagli interessati, è un falso. Non c’è un motivo per cui quelle macchinette che hanno fatto imbestialire i setini e non solo dovessero tirare fuori decine di migliaia di multe. Non c’è un motivo che sia uno. La relazione di Tesei parla chiarissimo. E’ stato sbagliato tutto, dal modello, alla segnaletica, alla velocità di percorrenza del tratto, all’altezza, al colore del palo, all’allaccio di corrente (vergognoso). Niente è stato fatto come si sarebbe dovuto fare. Niente. E non si può far passare il sezzese medio come un povero coglione. Non si può dire in un’aula del Giudice di Pace che la consulenza non risponde ai questiti. Non si può e non si deve. Nessuno adesso venga a dire che quelle macchinette hanno evitato morti. Vi scongiuro non fatelo. E nessuno cavalchi l’onda per farsi pubblicità. E’ inopportuno. Abbiamo fatto una figura di merda colossale ed è grazie all’impegno di poche persone che queste magagne da furbetti del quartiere sono state scoperte. Ognuno si assuma le responsabilità che ha deciso di prendere al momento della decisione di piazzare quei cosi solo per fare cassa.

ATTUALITÀ PRIVERNO - Tutti in piazza per difendere il centro diurno di San Martino PONTINIA - Eucalyptus sotto l’attacco di un gruppo di vandali

AUTOFINTOX IL GIUDICE DI PACE ADELAIDE FERRANTE ACCOGLIE IL RICORSO DI SANTORO E ACCENDE LA SPERANZA DELLE MIGLIAIA DI MULTATI DAI RILEVATORI SULLA 156 MONTI LEPINI

CULTURA - Antonio Pennacchi trionfa al Premio Strega 2010 - A Sezze la prima edizione della Partita dei Sogni


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MONDORE@LE | NUMERO 61 | 9 LUGLIO 2010

AUTOVELOX 156,

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Chiuso in redazione il 7 luglio 2010

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La tanto attesa sentenza del 7 luglio premia la relazione di Tesei. Irregolari il limite di velocità di 70 Km/h e la cartellonistica di segnalazione. Adesso il Comune trema di Simone Di Giulio

Alla fine le cose sono andate come molti si aspettavano. Il Giudice di Pace di Sezze, la dott.ssa Adelaide Ferrante, ha messo tutto nero su bianco in risposta alla causa numero 150/09 che vedeva opposto Giuseppe Santoro, difeso dallo studio legale Di Palma/Centra, al Comune di Sezze. Una multa del 31 maggio 2009, rilevata alle 14:47 dal dispositivo posto in direzione Latina. La dovizia dei dettagli presentati nel ricorso, unitamente agli oltre 2.100 altri ricorsi arrivati sul tavolo di Palazzo Rappini, aveva costretto il giudice a richiedere una Consulenza Tecnica d'Ufficio, utile strumento per aver più dettagliatamente un quadro di tutti gli aspetti tecnici dell'installazione dei due rilevatori di velocità posti sulla strada regionale 156 dei Monti Lepini. Le note tecniche redatte dal consulente Mario Carlo Tesei hanno portato alla luce tutte le incongruenze dei due segnalatori di velocità, costringendo il Giudice di Pace a dichiarare illegittima la multa nei confronti di Santoro e, di conseguenza, a creare le condizioni affinché tutte le altre sanzioni possano essere considerate accolte. Nel dettaglio la sentenza della Ferrante si limita alle questioni legate alla segnaletica, inappropriate per stessa ammissione dei consulenti incaricati dal Comune di Sezze, e al limite di 70 Km/h imposto su quel tratto di strada senza che all'Astral (che ha in gestione la strada dal 2001) risulti una varian2

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te del limite massimo posto originariamente a 90 chilometri orari in quanto strada statale. Limite e cartellonistica sottodimensionata hanno fatto scaturire questa sentenza, che adesso rischia di diventare un caso addirittura nazionale. Ma non solo. Le note che emergono dalla consulenza di Tesei pongono l'accento anche su altre incongruenze, peraltro segnalate anche durante il dibattito, sui due rilevatori, a cominciare dal modello dei macchinari, passando per l'altezza degli stessi, fino ad arrivare alla questione legata all'allaccio dell'energia elettrica. Tutte indicazioni che fanno pensare all'accoglimento totale dei ricorsi presentati secondo le corrette modalità stabilite dal Giudice di Pace prima di ordinare la consulenza tecnica. La sentenza 89/2010 sancisce, di fatto, la non giuridicità dei segnalatori.


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CRONACA DI UNA SENTENZA ANNUNCIATA A difesa dell’amministrazione il solo Caldarozzi, incalzato dagli avvocati Di Palma e Centra. Vano il tentativo di chiedere una nuova perizia. Troppe le incongruenze sui rilevatori di Simone Di Giulio

A difendere l'operato dell'amministrazione comunale il 7 luglio di fronte al Giudice di Pace di Sezze c'è il solo Lidano Caldarozzi, comandante della Polizia Locale. Nessuna traccia dei consulenti di parte indicati dal Comune per smontare pezzo per pezzo le teorie di Tesei sulla validità o meno degli autovelox sulla 156. Brutto segnale, ma Caldarozzi prova ugualmente a dare spiegazioni. La dott.ssa Ferrante introduce l'argomento più dibattuto dell'ultimo anno a Sezze. Parole chiavi quelle utilizzate dal giudice, che parla di validità sociale della questione, di migliaia di ricorsi presentati e di importanza nello stabilire che gli atti siano stati espletati nella maniera corretta. Il giudice spiega anche perché tanti ricorsi sono stati bocciati e pone alla base il principio del contraddittorio, condizione essenziale per un giudizio univoco, sottolineando, però, che i consulenti di parte (quelli pagati dal Comune) non si siano mai presentati durante i sopralluoghi di Tesei degli avvocati difensori. La faccenda si infiamma quando il giudice introduce il discorso sul segnale dei 70 Km/h :"Giuridicamente inesistente, considerato che manca l'ordinanza". Da qui il sussulto di Caldarozzi, che mette in dubbio la validità della CTU chiedendosi il motivo per il quale Tesei non sia riuscito ad ottenere l'ordinanza 20 dell'8 maggio 1978 dell'Anas, in cui si abbassa il limite di velocità a 70 Km/h. Stizzita la reazione dei due avvocati, Di Palma e Centra, che non gradiscono il tentativo del dirigente comunale di

gettare fango su una perizia ricca di dettagli. Da qui la lunga analisi della CTU da parte di Di Palma, che rende praticamente indifendibile l'operato dell'amministrazione sulla gestione dei rilevatori di velocità e sulla loro installazione. I dettagli che emergono dalla perizia di Tesei sono troppo palesi e la stessa dott.ssa Ferrante ritiene la consulenza tecnica d'ufficio "Fatta nel migliore dei modi". Vano il tentativo di Caldarozzi di chiedere una nuova perizia "non tenendo conto della presente, che

non risponde ai vari quesiti del giudice e si rileva contraddittoria e insufficiente per formare un giudizio". Da qui le decisioni, che per il momento si limitano a bocciare gli autovelox in materia di ordinanza sul limite di velocità e sulla segnaletica insufficiente e sottodimensionata, ma ancora non tengono conto delle altre incongruenze, che verranno analizzate nelle prossime sentenze, ma che potrebbero rendere nulle tutte le multe arrivate sugli automobilisti fotografati dai rilevatori di velocità.

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SEZZE UFFICIO POSTALE FATISCENTE MONDORE@LE | NUMERO 61 | 9 LUGLIO 2010

La critica di Paolo Casadei, esponente del Nuovo Polo: “I locali non sono idonei né sotto il profilo della sicurezza né per l'igiene pubblica” di Alessandro Mattei

Paolo Casadei, portavoce del Nuovo Polo setino, porta a conoscenza delle autorità preposte al controllo il problema dell'inadeguatezza dell'ufficio postale di Piazza De Magistris di Sezze. I locali dove sono ubicati gli uffici vengono definiti "fatiscenti" e le norme di sicurezza dette "discutibili". Quali i problemi principali? Gli spazi ridotti e i conseguenti disagi per gli utenti. "A fine mese, quando si concentrano le scadenze - afferma Casadei- le code arrivano sino in mezzo alla strada. I locali non sono idonei sia sotto il profilo della sicurezza che sotto l'aspetto dell'igiene pubblica". Il nuovo soggetto politico che si candidata come alternativa al centrosinistra e al centrodestra della città, punta

il dito anche sui servizi igienici. "Per qualsiasi attività destinata alla fruizione pubblica è richiesta la presenza dei servizi igienici quale requisito indispensabile. Ci risulta - aggiunte Casadei - che l'Ente Posta paga al Comune di Sezze un fitto

irrisorio, per cui si può immaginare il poco interesse a trovare un locale adeguato alle norme di legge. E' inaccettabile l'indifferenza delle Poste Spa rispetto ai bisogni e alle esigenze dell'utenza". Casadei ricorda il rispetto della Legge 626 che, tra le altre cose, prevede anche che ci siano uscite di emergenza, estintori ed altro. Il Nuovo Polo invita l'assessore ai servizi sociali, Umberto Marchionne, a farsi carico del problema e che siano gli organi comunali ad effettuare dei controlli e verificare se l'ufficio postale sia a norma. Si chiede alla Giunta comunale quali siano i provvedimenti urgenti che si intendono adottare per alleviare le utenze da una serie di disagi a dir poco vergognosi.

PENURIA E SALASSO IDRICO. ECCO L’ESTATE ALLO SCALO Immancabilmente con l'arrivo del primo caldo a Sezze Scalo e nelle zone di Suso inizia a scarseggiare l'acqua. Ogni anno gli stessi disagi, le stesse polemiche ma agli amministratori di questa città non interessa, trattandosi - secondo il loro modo di vedere le cose - solo di un breve periodo dell'anno. Insomma, mentre l'approvvigionamento idrico fa distinzione di zona e cittadini, la Dondi, gestore del servizio idrico e fognario della città, pensa a inviare bollette con tanto di conguagli da capogiro. Per il consigliere comunale Roberto Reginaldi si tratta di un salasso, di una vera e propria stangata. A tal proposito l'esponente di opposizione ha protocollato l'ennesima interrogazione per chiedere spiegazioni. "Sono centinaia leggiamo nel documento - le bollette che la Dondi sta facendo recapitare ad altrettante famiglie di Sezze, suscitando gravi disagi e paure. Danneggiando ulteriormente equilibri già provati dalla crisi che sta penalizzando ogni settore. Il caso di un cittadino che si vede recapitare una bolletta e preavviso di distacco per l'importo di € 5.962,05 somma di un conguaglio contabilizzato dal primo trimestre del 1998 fino al secondo trimestre del 2009". Le ultime mosse dell'Ente comunale facevano ben sperare, sembrava che la Dondi stesse lì lì per fare le valige come ricorda Reginaldi. "Dalle ultime dichiarazioni sembrava che il sindaco volesse scatenare una guerra contro la Dondi. Si può sperare in una Camera di Conciliazione in difesa del cittadino? Ma è possibile che questa società possa esigere ogni cosa, senza rispettare nessun obbligo?". L'esponente locale di Nuova Area vuole mandare a casa la Concessionaria Dondi e si schiera con gli utenti. Si chiede: "Perché mai il cittadino sia tenuto a subire ogni sorta di disservizio senza essere difeso dalla Giunta Campoli, malgrado le sue promesse pre-elettorali. Le famose penalità accertate e contestate alla Dondi l'amministrazione comunale le sta applicando?". Sarà difficile ottenere delle risposte. Agli utenti, invece, resta di armarsi di santa pazienza e sperare che l'estate passi il più veloce possibile. In attesa delle prime piogge e di una dignitosa pressione dell'acqua nei rubinetti delle abitazioni. (A.M.) 4


SEZZE ASSI: “IL MINISTRO GALAN HA RAGIONE” MONDORE@LE | NUMERO 61 | 9 LUGLIO 2010

Lidano Lucidi concorda con la posizione del responsabile dell’agricoltura sulla vicenda degli Organismi Geneticamente Mondificati di Simone Di Giulio

"Apprendiamo con favore l'approccio meno ideologico del neo Ministro dell'agricoltura Galan sugli OGM rispetto al suo predecessore. Ci fa piacere di aver visto giusto sul tema, ovvero di aver aperto un dibattito sulla questione degli organismi geneticamente modificati". Valuta positivamente la posizione del neo Ministro Galan l'associazione di imprenditori setini Ass.I, che in una nota firmata da uno dei responsabili, Lidano Lucidi, sottolinea la valenza delle dichiarazioni di Galan anche alla luce di quanto emerso sugli organismi geneticamente modificati nel convengo di recente realizzato a Sezze dall'associazione in collaborazione con Araba Fenice: "Nel convegno sono state affrontate alcune problematiche economiche e scientifiche, e siamo soddisfatti dell'invito rivoltoci dal Presidente del CRA Calvani di andare avanti in questo senso". Questo il Lucidi-pensiero riguardo gli sviluppi del dibattito sugli OGM. Il rappresentante di Ass.I. specifica: "Non è possibile che l'Italia, patria di scienziati che hanno rivoluzionato il mondo con le loro intuizioni, possa rimanere indietro nel campo della ricerca scientifica. Ora a livello locale noi ci domandiamo come un territorio che si dice agricolo, e in cui è presente un distretto chimico farmaceutico, possa non interrogarsi seriamente sul tema della ricerca scientifica applicata in agricoltura. La stessa legge regionale15/2006 prevede la possibilità di effettuare sperimentazioni sugli OGM. Non sarebbe il caso di promuoverle a livello locale con tutte le attenzioni del caso? Se l'agricoltura è in crisi sia per fattori esogeni che endogeni, allora bisogna trovare soluzioni innovative alla crisi del sistema". Un progetto che ha messo tutti d'accordo durante convegno è l'utilizzo degli OGM nel campo della biopharming, cioè la produzione in piante di sostanze da usare per curare le malattie. Semplificando curare o prevenire alcune

malattie, anche mortali, mangiando. Se sul territorio c'è il distretto chimico farmaceutico, perché non trovare le sinergie giuste tra agricoltori e ricerca pubblico/privata?: "Ci sono molte terre incolte - conclude Lucidi - che potrebbero essere utilizzate a questo scopo, senza contrastare gli agricoltori che volessero intraprendere strade diverse. Sezze potrebbe giocare un ruolo da protagonista. Il nostro paese potrebbe diventare il fulcro di questa politica in quanto si potrebbero trovare sinergie con l'ospedale coinvolgendo direttamente nella riconversione anche i privati. Una struttura enorme e sotto utilizzata come il San Carlo potrebbe essere utilizzata come punto di sperimentazione della biopharming, interessando l'università, gli enti pubblici, gli agricoltori e le aziende farmaceutiche".

INTERROGAZIONE SUL PONTE DI VIA ROCCHEGGIANA E' stata inoltrata nei giorni scorsi dai consiglieri provinciali del Partito Democratico Enzo Eramo e Loreto Bevilacqua la richiesta di messa in sicurezza del ponte in pietra sito sulla Strada Provinciale Roccheggiana, nella zona che delimita i Comuni di Sezze e Roccagorga. L'interrogazione del capogruppo provinciale del Pd e dell'ex sindaco di Roccagorga si è resa necessaria poiché il ponte, che delimita i due paesi confinanti, si trova ubicato lungo una strada soggetta giornalmente ad un elevato tasso di traffico. Inoltre il tratto è frequentemente percorso da autobus di linea, che rendono ancora più difficoltoso il passaggio. In passato tanti incidenti, alcuni dei quali gravi, ma nessun intervento straordinario per la messa in sicurezza del ponte in località La Foresta. Il tratto sottoposto alla richiesta di interventi, con la sua inevitabile conformazione, costituisce una strettoia 'innaturale' che rallenta il traffico veicolare. "Il ponte - si legge nell'interrogazione presentata dai consiglieri provinciali del Partito Democratico Eramo e Bevilacqua - è reso pericoloso dalla sua collocazione, trovandosi subito dopo una curva, e dalla sua struttura, che ne rende strette le carreggiate di percorrenza". La richiesta dei due consiglieri provinciali è che il ponte in pietra venga allargato, e di conseguenza anche la carreggiata, in modo da renderlo sicuro e adatto a sostenere l'elevato tasso di traffico. Una richiesta che probabilmente sarà condivisa dai molti automobilisti che nel corso dei decenni hanno lamentato la pericolosità della strada e del relativo ponte soprattutto nella stagione invernale, quando pioggia e gelo rendono già di per sé scivoloso il tratto in questione. 5


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NEXANS ARRIVA LA CASSA INTEGRAZIONE UGL: “I precari possono usufruire degli ammortizzatori sociali di fronte ad una cessione di attività” di Luisa Belardinelli

"Finalmente stiamo arrivando seppur lentamente ad un sistema lavorativo che rende giustizia a chi da anni richiede uguale dignità e diritti". Questo è quanto affermano dall'UGL durante l'incontro avvenuto i giorni scorsi nella sede dell'Assessorato al Lavoro e Formazione della Regione Lazio in merito all'esame congiunto della cassa integrazione in deroga. "Oggi con quest'accordo continuano dall'UGL - possiamo dire che anche i precari possono usufruire degli ammortizzatori sociali di fronte ad una cessione di attività". Commenta poi nello specifico in una nota anche Armando Valiani, Segretario Provinciale UGL-CHIMICI: "Questo è un chiaro segnale ai vari politici di Centro Sinistra e di Centro Destra che in questi giorni hanno fatto passerella all'interno della Nexans. La sinergia politica come quella sindacale è l'unico strumento che i lavoratori del nostro territorio possono vantare per arginare questa crisi ma lo

stesso strumento potrebbe aiutare oltre ai dipendenti Nexans anche quelli della Wyeth Pharma ex Pfizer". Presenti quindi all'incontro oltre ai rappresentanti dei lavoratori, Tasciotti di Confindustria, Fontana per la Regione Lazio e Visco in rappresentanza dello stabilimento. Mariella Zezza, assessore al Lavoro e Formazione della Regione Lazio, sottolinea come i giorni scorsi si sia raggiunto un traguardo importante e rivolto alla tutela di tutti i dipendenti: "Nel confermare il nostro impegno per un clima disteso e costruttivo la Regione ha ribadito la volontà di sostenere anche quei lavoratori che hanno meno tutele e rischiano di trovarsi a reddito zero, portando sullo stesso piano i diritti e le garanzie di ogni tipologia di contratto. Anche per i 28 dipendenti con contratto di somministrazione sarà quindi possibile accedere agli ammortizzatori sociali in deroga".

ARIA DI CRISI ANCHE ALLA SICAMB La mobilità per nove dipendenti fa scattare l’allarme per gli altri trecento di Luisa Belardinelli

Se qualcuno pensava che dopo il passaggio di proprietà dalle mani di Avion Interiors all’attuale marchio, potesse grantire una situazione di stabilità permanente, purtroppo gli ultimi venti di crisi fugano tali convinzioni. E i campanelli che si sono accesi negli ultimi giorni, considerata la situazione di crisi generale e diffusa che attanaglia la provincia pontina più dell’intera nazione, fanno si che i primi provvedimentidi dimensionamento assunti dallo stabilimento del capoluogo pontino, facciano siobbalzare sullo stato di allarme. Nove operai in mobilità alla Sicamb di Latina, industria impegnata nel settore aeronautico e aerospaziale, questo il verdetto deciso dalla direzione dello stabilimento. Nove operai su 311 dipendenti potrebbe non essere un numero preoccupante si potrebbeanche pensare. Sicuramente tale considerazione non è però valida per i diretti interessati dal provvedimento. Chiediamolo alle famiglie dei dipendenti in "bilico", chiediamogli cosa vedono per il loro futuro e perché no, cerchiamo di capire se per la Sicamb è l'inizio della fine o è solo un periodo di assestamento… "La procedura condivisa con le altre organizzazioni sindacali - sottolinea la segreteria provinciale Ugl Metalmeccanici, Maria Maria Antonietta Vicaro - avendo carattere di volontarietà e integrazione economica salariale al 100% e riassunzioni sulle uscite al 50% rappresenta, seppure strumento legato al licenziamento dei volontari con requisiti, uno strumen6

to che perm e t t e r à all'azienda di rinnovare metà delle uscite assumendo i lavoratori somministrati che potranno essere stabilizzati per migliorare l 'o rg a n i z z a zione aziendale. Ci auguriamo che con carichi di lavoro adeguati nel futuro si possa ricominciare a parlare di stabilizzazioni ulteriori e di sicurezze occupazionali per tutti. Avremo presto ulteriori incontri con l'azienda per affrontare i problemi interni che da tempo rimangono irrisolti".


LATINA IL PD TRABALLA: SI DIMETTE BEVILACQUA MONDORE@LE | NUMERO 61 | 9 LUGLIO 2010

L’ex segretario provinciale: “Serve dare una scossa per aprire una nuova stagione” di Luisa Belardinelli

"Le mie dimissioni spero servano a dare la scossa necessaria ad aprire una nuova stagione". Questo è quanto Loreto Bevilacqua segretario provinciale del Partito Democratico di Latina ha affermato prima di dimettersi. Tale reazione è generata a seguito dell'auto convocazione di alcuni eletti tra cui il presidente dell'Astral Titta Giorgi e il capogruppo del consiglio provinciale Enzo Eramo. "L'iniziativa è strumentale - ha spiegato Bevilacqua - il partito non è più orientato ad una discussione seria e costruttiva. Le mie dimissioni sono irrevocabili e spero siano funzionali ad una rinascita sana del partito". Come si muoverà ora il presidente del Partito Democratico, Sesa Amici? In città echeggiano voci di una imminente assemblea provinciale. A volerlo in primis è Claudio Moscardelli, vice capo gruppo del Pd in Consiglio regionale, il quale sottolinea la necessità di procedere all'elezione di un coordinatore territoriale che accompagni il partito al prossimo congresso previsto a settembre. "Auspico - afferma Moscardelli- che l'assemblea si svolga entro dieci giorni. Ritengo poi che Bevilacqua abbia voluto agevolare il confronto politico nel partito, visto che si era già deliberato di procedere al congresso, slittato per questioni attinenti al coordinamento regionale; non ritengo pertanto - conclude Moscardelli- che le sue dimissioni siano legate all'iniziativa organizzata a Sezze da Titta Giorgi, ed a cui prenderanno parte sindaci, consiglieri provinciali ed altri esponenti del Pd per stilare le prime proposte programmatiche . "L'incontro di Sezze - spiega per rassicurare Bevilacqua, il capogruppo del Pd in Consiglio provinciale, Enzo Eramo - nasce

sulla base di una volontà di incontro tra mozioni diverse, in una fase precongressuale. Si tratta pertanto - prosegue - di riunioni alla luce del sole, aperte a tutti, che si stanno svolgendo anche in altre province, e di cui Bevilacqua era i n f o r m a t o . Intendiamo quindi dare un contributo al dibattito, anche alla luce di alcune mozioni cristallizzate. Non si tratta di delegittimare nessuno- conclude Eramoe in particolare un segretario che non intende ricandidarsi a due mesi dal congresso, bensì lo scopo principale è quello di superare le divisioni interne".

SANITÀ, RIDIMENSIONAMENTO ANCHE PER IL PRIVATO I tagli della Polverini, ancora una volta squassano il sistema sanitario pontino di Luisa Belardinelli

I tagli alla sanità firmati dal presidente della regione Lazio Renata Polverini si fanno sentire e hanno toccato soprattutto le strutture sanitarie private senza tralasciare "giustamente" il nostro martoriato territorio. L'Icot uno dei più rinomati ospedali traumatologici della provincia è stato costretto a chiudere il secondo piano dedicato alla riabilitazione alla riabilitazione neuropsicomotoria per complessivi 80 posti letto. La conferma è arrivata da Emmanuel Miraglia, amministratore delegato della Giomi spa, la società che gestisce diverse cliniche ed ospedali privati a Roma e Latina. Egli in una nota comunica che: "gli avvocati Pellegrino e Bellini, sono stati incaricati ad affrontare il caso e a preparare i ricorsi al Tar". Se il Governo infatti dovesse accettare (ma non è così ovvio) il decreto con annessi i contratti allegati e firmati e consegnato dal commissario della Sanità nel Lazio, Renata Polverini, l'unica soluzione sarà il ricorso al Tar. Ricordiamo infatti il caso della Clinica San Marco che nel 2006 e nel 2007 aveva impugnato i decreti dell'allora governatore Marrazzo, relativi al ridimensionamento del budget e dei posti letto. I giudici diedero ragione alla Casa di Cura latinense. Ma tornando ad oggi e quindi alle nuove angosce che ci assalgono, quali sono le principali Case di Cura pontine che hanno subìto forti riduzioni di budget pari al 5,5 milioni di euro? L'Icot con 2,2 milioni di euro in meno e costretto a chiudere un intero

piano pari ad 80 posti letto, a seguire la clinica Città di Aprilia con 1,7 milioni dove i ricoveri ordinari sono stati sospesi e la formiana Casa del Sole con 1,6 milioni e nella quale verranno interrotti i contratti in scadenza con 10 operatori sanitari. E in cosa si tradurrà tutto ciò? Meno posti letto a disposizione, liste d'attesa più lunghe e licenziamenti degli operatori e assistenti sanitari. Un quadro a dir poco inquietante! "Le promesse della Polverini hanno le bugie corte! - ha sottolineato i giorni scorsi in commissione Sanità della Provincia Maurizio Costa, presidente provinciale dell'Aiop (L'Associazione italiana ospedalità privata) Marrazzo prosegue Costa - aveva già aggredito il privato accreditato, ma la neo-governatrice ha fatto altrettanto. Aveva dichiarato di tagliare solo il 4% dei posti per acuti ed il 10% per la riabilitazione, invece le riduzioni hanno toccato il 10-11%". 7


SERMONETA

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DEVASTANTE INCENDIO SU COSTA PETRARA 100 ettari di vegetazione bruciati dalle fiamme che hanno flagellato colline e campi di Domiziana Tosatti

Le colline lepino hanno ripreso a bruciare. Il primo, e ci si augura l'ultimo, incendio della stagione ha mangiato oltre 100 ettari di colline, tra uliveti e campi. La zona interessata è stata quella di Costa Pretara, sulla strada provinciale Consolare Romana vecchia, sulla Pedemontana nella piana subito sotto il Centro storico. La località in cui l'incendio è stato appiccato è tra i due noti ristoranti La Catena e la Sorgente e sull'origine dolosa non sembrano esserci dubbi, visto il momento in cui l'incendio ha preso vita, quando c'era un consistente venticello che ha aiutato le fiamme a prendere forza velocemente. La conta dei danni è stata disarmante, circa 100 gli ettari mangiati dal fuoco, tra sterpaglie ed uliveti. Ad intervenire sul posto la Forestale dello Stato, i Vigili del fuoco di Latina, la Protezione civile di Sermoneta, coordinata dal presidente Antonio mercuri l'Associazione nazionale carabinieri ed i Carabinieri ai comandi del maresciallo Antonio Vicidomini. Il supporto è poi arrivato da numerose associazioni di volontariato dei paesi vicini, per un interessamento di tantissime persone. Un incen-

dio violento, che rapidamente è salito per le coste, fino a lambire il centro storico, arrivando nella zona del cimitero e nella parte collinare del paese. Nelle operazioni di soccorso sono stati portati in salvo alcuni animali ed una donna in gravidanza, colta dal panico dopo che la propria abitazione è stata raggiunta prepotentemente dal fumo. Le operazioni di spegnimento hanno visto coinvolti per la maggior parte mezzi d'aria, con l'impiego di due canadair e tre elicotteri messi a disposizione dal Corpo forestale dello Stato e dalla sala regionale della Protezione civile. Gli uomini della protezione civile di Sermoneta hanno provveduto a supportare le operazioni di bonifica del territorio dove pian piano le fiamme venivano spente. Si tratta del primo incendio della stagione di origine ancora una volta dolosa. Confermata l'efficienza, oltre che di Forestale e Vigili del fuoco, delle associazioni di volontariato, sempre in grado di intervenire sul territorio sempre indispensabili alle operazioni di soccorso per la conoscenza dettagliata del territorio stesso.

IL PLAUSO DELL’ASSESSORE BATTISTI “Un intervento congiunto per sedare le conseguenze di un atto sicuramente doloso” Protezione civile regionale, comunale e dei paesi limitrofi, l'Associazione nazionale carabinieri di Sermoneta, il Corpo forestale dello Stato ed i Vigili del fuoco. A tutti, impegnati nello psegimento delle violente fiamme, è andato il plauso dell'assessore comunale alla Protezione civile. "L'innesco è sicuramente doloso. Per questo - ha spiegato Battisti- l'invito è a denunciare qualsiasi persona sorpresa ad appiccare incendi, solo così potremo scongiurare altri simili episodi, che ogni volta mettono a rischio la vita di decine di persone. La dedizione dei volontari della 8

Protezione Civile è un valore aggiunto per il nostro territorio, la loro disponibilità e prontezza ha permesso l'opera di bonifica di supporto ai Canadair". Di sole poche settimane fa è la notizia che vuole il Piano di Protezione civile di Sermoneta fra i tre scelti in un progetto comunitario, dalla cui sintesi nascerà un Piano europeo. "La fortuna di Sermoneta è di avere un Piano di Protezione civile, efficiente e funzionale, oltre al servizio di avvistamento antincendio operato dai volontari, che ha permesso l'intervento dei soccorsi in pochi minuti". (D.T.)


LEPINI

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UN PREMIO PER LA XIII COMUNITÀ MONTANA Mentre si discute sul suo futuro, arriva il riconoscimento dal Consiglio dei Ministri di Domiziana Tosatti

C'è chi vuole sopprimerla, ritenendola non in grado di svolgere le funzioni per le quali è nata e, nel merito, presenta una proposta di legge al Consiglio regionale del Lazio, e c'è, invece, chi la premia, proprio per aver svolto nel migliore dei modi quelle funzioni. La XIII Comunità Montana dei Monti Lepini sarà premiata dal Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del turismo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell'ambito del progetto comunitario Eden, all'interno del quale si individuano delle località di eccellenza turistica. La Comunità viene premiata per 'l'attività svolta nella promozione e nell'attuazione del turismo e del patrimonio immateriale locale'. L'evento è anche finalizzato alla creazione di reti tra le destinazioni scelte, avviando così una piattaforma di scambi delle migliori esperienze. La premiazione si terrà a Roma oggi, venerdì 9 luglio, presso la Sala monumentale della Presidenza del Consiglio e a ritirare il premio saranno il commissario dell'Ente, Franco Solli e Domenico Guidi, nel ruolo di dipendente dello stesso. "Il premio- ha spiegato il commissario, Franco Solliè un riconoscimento per chi opera nella montagna, risorsa fondamentale per l'intera nazione, riconosciuta come tale anche dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Un Premio che sottolinea come l'unico organismo sovra comunale obbligatori per le

BASSIANO IL PRIMO CONSUNTIVO DI CACCIOTTI L’assise approva all’unanimità l’atto E' stato approvato nell'ultimo consiglio comunale il primo bilancio consuntivo dell'era Cacciotti. Un conto riferito al 2009 e che ha fatto le spese di ingenti tagli ai trasferimenti statali. La seduta è stata necessaria anche per approvare all'unanimità l'istituzione ed il regolamento del question time, che servirà presumibilmente anche ad appianare in contrasti con la minoranza rispetto alle presunte mancate riposte alle interrogazioni presentate. Con il question time periodicamente verrà convocato un consiglio in cui la maggioranza si impegna a rispondere a tutte le richieste dell'opposizione. Approvate due mozioni presentata dall'intera coalizione guidata da Costantino Cacciotti, una riferita ai tagli alla scuola, i cui si chiede di cambiare direzione e di sostenere, invece, gli istituti esistenti e di affiancare gli enti locali nella gestione. Una seconda mozione ha riguardato invece il federalismo fiscale, ed in questa si è chiesto di modificare parte dei provvedimenti adottati dal governo. "La manovra finanziaria 2010- si legge nella mozione- mette a rischio la possibilità dei Comuni di rispondere ai bisogni delle comunità locali". Tra le richieste della mozione c'è l'attuazione del federalismo fiscale così come originariamente previsto nella legge 42 del 2009, finalizzato all'accrescimento dell'autonomia finanziaria dei Comuni e la responsabilità degli amministratori, la modifica degli obiettivi e delle regole del patto si stabilità, la restituzione completa ai Comuni dell'Ici della prima casa e l'adeguamento dei sostegni ai piccoli Comuni. (D.T.)

zone montane siano proprio le Comunità montane, per le caratteristiche specifiche del territorio e delle competenze cui assolvono". La premiazione si cala in un momento storico almeno 'particolare' per gli Enti montani, additati da più parti come canali preferenziali di sperpero di risorse economiche. Di qualche giorno fa la proposta di legge regionale sottoscritta tra gli altri anche dal consigliere regionale del Pdl pontino, Giovanni Di Giorgi, che prevede la soppressione degli Enti. Insomma, la Regione vuole abolirle e la Comunità europea e lo Stato le premiano.

NORMA IL CONSIGLIO DEI GIOVANI VARA IL PRIMO EVENTO DELL’ESTATE 2010 Prima iniziativa estiva per il nuovo Consiglio dei giovani eletto lo scorso dicembre. E la caratteristica, che sin dall'inizio ha animato i lavori per l'elaborazione del programma da patre soprattutto del presidente lUigi Mazzoli e del vicepresidente Alessandra Coriddi, è la valorizzazione delle risorse che il paese offre, nelle più numerose sfaccettature possibili. Si parte il 14 luglio, fino al 17, per una tre giorni tra musica, astronomia, artisti di strada, writers, corsi di fotografia e libri. Mercoledì 14, dalle ore 21, si terrà in piazza Caio Cestio il concerto delle due band locali The Mentos e Cromosoma4. Durante i concerti lungo il Corso si esibiranno degli artisti di strada e davanti ad ogni bar i parrucchieri di Norma realizzeranno delle eccentriche acconciature. Giovedì 15, invece, si inizia ancora alle 21 con il concerto degli Ex novo e dei Two for you. Nell'intervallo dei due concerto si terrà un saggio di danza hip hop della scuola dell'allenatrice della squadra nazionale di aerobica, Gigliola Carosi. Nella stessa sera dei writers realizzeranno dei murales, mentre nel locale Vida loca l'associazione Astronomia pontina farà una sorta di lezione sulle stelle. La manifestazione si chiederà sabato 17. Alle 17 ci sarà la 'NorMaratona', una maratona non agonistica di 2 chilometri, il cui ricavato sarà devoluto all'associazione Eco di Kinshasa. Intanto dalle 23.30, ancora presso la terrazza panoramica del Vida loca daranno prova della propria maestria dj normesi, tra cui Luca e Simone Tessitori, Luca De Mei e Marco Roma. Dal 14 al 16 ci sarà poi un corso di fotografia tenuto da Emiliano Toti, originario e residente a Norma e appassionato di settore, mentre il 14 ed il 15 si terrà una mostra di libri. (D.T.) 9


PONTINIA

MONDORE@LE | NUMERO 61 | 9 LUGLIO 2010

TROPPO IN GAMBA PER LA PENSIONE La preside Liliana Abbate si congeda dal lavoro dopo una militanza brillante di Roberto Tartaglia

La preside delle scuole medie di Pontinia, Liliana Abbate, nonché cittadina onoraria di Pontinia, siede dietro la sua scrivania. Lo sguardo sereno, il sorriso di sempre e la consueta classe che la contraddistingue. A sentirla parlare e ragionare dispiace proprio che per una donna così in gamba sia già arrivata l'età pensionabile. Quello che ha da dare è ancora moltissimo. Preside, un bilancio di questi anni di lavoro a Pontinia? Sono preside dall’87 e venivo dalle esperienze di Padova e Velletri. Nulla a che vedere con la realtà di Pontinia, così particolare, specie all'inizio quando ero a Quartaccio. Il problema non è mai stato il rapporto umano, che è sempre stato proficuo, ma l'idea della scuola come dispensatore di certificati cartacei. I ragazzi non venivano per imparare ma per portare a casa un certificato di studio. Il classico "pezzo di carta". Ma la soddisfazione è stata proprio quella di modificare, negli anni, questa visione errata della scuola. Ora ci sono diversi laureati che hanno fatto il loro percorso dell'obbligo a Quartaccio. Dal punto di vista didattico è stata un'ottima fucina di idee e sperimentazioni. Ad esempio, è stato lì che abbiamo messo in atto una sorta di tempo prolungato ante litteram. Abbiamo ottenuto risultati importanti grazie soprattutto alla preziosa collaborazione delle varie giunte Tombolillo ed ad un team di insegnanti professionali e motivate. Quella di Quartaccio, credo abbia dimostrato di non essere una "scuola di campagna", come veniva definita in passato. Poi, nel 1999, sono arrivata a Pontinia, mantenendo anche Quartaccio fino all'entrata in vigore dell'autonomia con il DPR 275/99, ad ho trovato una realtà ancora diversa dalla precedente. Come vede lei la scuola di oggi? Oggi l'insegnamento si gioca tutto su una flessibilità organizzativa. La vecchia istruzione non esiste più e non è più applicabile. Io poi non ci ho mai creduto. Ho sempre pensato che la scuola sia di tutti e di ciascuno. Ognuno ha il diritto ed il dovere di terminare la scuola dell'obbligo. Ma ognuno deve fare il proprio percorso di studi, approfondimenti individuali. Negli anni abbiamo studiato i migliori abbinamenti di insegnanti ed organizzato progetti che prevedevano aperture orizzontali e verticali delle classi. Ad un curriculum obbligatorio abbiamo affiancato sempre un curriculum proprio della scuola. Questo ha previsto, negli anni, collaborazioni con altre scuole e varie istituzioni su progetti importanti come quello sulla multiculturalità, ad esempio. Abbiamo lavorato sulla realtà delle fiabe nelle diverse zone del mondo, sui suoni tipici delle varie culture

ed abbiamo avuto modo di ascoltare le storie reali di stranieri dalle loro stesse bocche. Quest'anno, in particolare, abbiamo lavorato sui suoni ed è stato bellissimo, a fine anno, vedere i nostri ragazzi suonare le percussioni mentre adulti di diverse razze e colori ballavano insieme. Davvero emozionante. Come vede

il connubio tra scuola e lavoro al giorno d'oggi?

Purtroppo oggi le occasioni sono scarse per i giovani, il nepotismo è tornato ai livelli dei Borgia. Questo è disarmante, specialmente per ragazzi davvero preparati che vedono le loro opportunità spazzate via da amici di amici, parenti, amanti e così via. Viviamo in un Paese in cui il Medioevo non è mai finito, ci troviamo ancora davanti a Vassalli, Valvassini e Valvassori. Finché sarà così l'Italia non decollerà mai, le crisi non finiranno, le varie caste che governano prenderanno sempre il meglio, lasciando ai "Valvassini" solo le "briciole". La cosa più amara è che ci si trova a mentire ai ragazzi. E dire loro bugie, specie per chi insegna, è una bestemmia. Non si può negare loro la speranza e la motivazione, ma come si fa a dire "preparatevi perché dovrete affrontare un mondo lavorativo competitivo"? Non è vero! Ciò che li aspetta è un mondo in cui la meritocrazia sembra non esistere più. Ha qualche consiglio per il futuro della scuola a Pontinia? Spero davvero che continuino a guardare avanti e che non abbiamo mai paura di seguitare a sperimentare: la nuova didattica, la formazione degli insegnati, così che i ragazzi, oltre ad avere un "sapere nozionistico", possano sviluppare anche un sapere mobile, critico.

I VANDALI DANNEGGIANO GLI EUCALYPTUS Ancora opere di vandali nel Comune di Pontinia. Stavolta è toccato a delle piante di Eucalyptus giocare il ruolo di vittima. La Guardia Forestale di Terracina, infatti, ha scoperto dei fori sul colletto delle piante attraverso i quali sono state iniettate sostanze tossiche di varia natura. Un danneggiamento non da poco per il patrimonio della Regione Lazio. Le piante si trovano in Via Portosello. Gli autori sono ancora ignoti. Il lavoro ha portato via molto tempo al corpo Forestale ed ha 10

richiesto, oltreché impegno, anche pazienza e colpo d'occhio. Lo scopo dei balordi pare fosse quello di uccidere le piante: circa una decina per la precisione. Oltre agli agenti guidati dall'ispettore Giuseppe Pannone, le indagini per la cattura dei responsabili sta interessando anche il Consorzio di Bonifica di Latina che ha nominato un consulente tecnico con lo scopo di individuare le cause certe del dolo. (R.T.)


PRIVERNO

MONDORE@LE | NUMERO 61 | 9 LUGLIO 2010

CENTRO DIURNO: “NON ELEMOSINA, MA DIRITTI” Nella manifestazione sotto al Comune il coro di ragazzi del centro diurno, genitori e operatori di Luca Morazzano

Non si placano le polemiche sui tagli al centro diurno. La quota di partecipazione alle colonie marine infatti, è stata solo la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. E quando il liquido ha iniziato a venire fuori ha portato con sé una moltitudine di problematiche che pongono la situazione della struttura di assistenza ai disabili al centro delle attenzioni. Riunioni, comunicati e sit in hanno così richiamato l'attenzione pubblica su una questione che appare ben più profonda e problematiche rispetto ad una mera motivazione economica che possa essere rappresentata dalla quota in questione. Così, l'altro giorno la piazza del comune di Priverno si è trasformata in luogo di assemblea dove i disabili del centro diurno, i loro parenti e pure gli operatori impegnati nell'assistenza, si sono incontrati per dare voce alle proprie proteste. E' proprio una rappresentante dei genitori a tracciare i contorni della questione: "I 65 euro sono stati la classi goccia di troppo, ma rappresentano solo l'ultimo segnale di tanti che si sono susseguiti e che hanno portato il centro ad una situazione ormai critica. Nella sede di San Martino i ragazzi sono stipati in spazi angusti e non hanno una stanza in cui potersi radunare assieme tutti e venticinque. Anche gli operatori non riescono a lavorare bene e ciò che più preoccupa è l'assenza degli amministratori e il loro essere sordi alla nostra voce". A proposito di operatori impegnati, una rappresentante fa notare: "Continuiamo a percepire i nostri miseri compensi a singhiozzo, se va bene ogni tre mesi, Siamo costretti a svolgere il servizio domiciliare con le nostre autovetture anticipando le spese di carburante che poi ci vengono rimborsate solo in parte. Di certo non è questa la condizione ideale per operare nel migliore dei modi". Ci sono rappresentanti della politica di opposizione privernate che però non vogliono per l'occasione sventolare bandiere. Il presidente del centro, il signor Di Stefano, fa notare che una situazione prima positiva è andata peggiorando da un anno e mezzo con la nuova amministrazione: "Finché eravamo nella sede di Fossanova, con la prima giunta Macci, ci siamo trovati bene e nel centro abbiamo svolto tante attività che hanno permesso ai ragazzi di vivere con dignità la propria condizione. Poi sono cominciati i

problemi che sommandosi hanno portato la situazione a precipitare. Con il nuovo assessore non riusciamo ad aver un dialogo o una collaborazione fruttuosa". I ragazzi non vogliono l'elemosina di nessuno e nemmeno una donazione per coprire i 1300 euro delle colonie sarebbe ben vista perché quello che recriminano sono i propri diritti. A tal proposito, un attivista, Andrea, critica la gestione delle risorse del comune: "Magari nel programmare gli eventi dell'estate, si poteva rosicchiare questa cifra ai grandi eventi e far bella figura andando incontro ad una situazione meno di facciata ma più di sostanza".

ROCCAGORGA

NARDACCI CRITICA L’AUTOCONVOCAZIONE DEL PD Il segretario del circolo democratico di Roccagorga, Giampiero Nardacci interviene sulla stampa per criticare l'autoconvocazione degli eletti del PD. Questa iniziativa promossa in primis da Enzo Eramo capogruppo in amministrazione provinciale per il PD e da Titta Giorgi presidente Astral è in programma per il 9 luglio a Sezze e tra coloro che hanno aderito spunta anche il nome del sindaco di Roccagorga Carla Amici. Proprio rispetto all'adesione di Carla Amici a questa manifestatone Nardacci coglie lo spunto per evidenziare come il Partito ormai viene continuamente delegittimato del suo ruolo. E' impensabile - spiega lo stesso - che come segretario, come capogruppo consiliare, non sono messo al corrente dal mio sindaco di una iniziativa del genere e che solo dai giornali debba apprendere la notizia. Il mio intervento - prosegue Nardacci - vuole essere teso ad evidenziare come ormai nel PD ci sia l'urgente bisogno di affrontare la questione di quello che

siamo o che vogliamo essere: Partito? o Partito degli eletti? Credo che dobbiamo ritrovare il senso dello stare insieme e del rispetto dei ruoli e dei luoghi deputati alla discussione. In antropologia si dice che un partito può esistere senza un amministrazione ma che quest'ultima non ha ragione di essere senza un partito. Dobbiamo - conclude Nardacci - fare questo sforzo altrimenti il Partito Democratico è destinato ad una stagione di divisioni e di interessi personalistici. Interessi, che non aiutano il grande progetto politico, culturale e sociale per cui è nato il PD ed in fondo questa iniziativa se pur nasce con buone intenzioni finisce per consolidare il percorso di delegittimazione del Partito facendo sempre più avanzare l'idea di un Partito degli eletti. 11


CULTURA

MONDORE@LE | NUMERO 61 | 9 LUGLIO 2010

UN BRINDISI A SORSI DI “STREGA” Canale Mussolini di Antonio Pennacchi, primo classificato nell’ambito riconoscimento letterario di Paola Bernasconi

Canale Mussolini, il libro del quasi sessantenne scrittore di Latina Antonio Pennacchi, è stato eletto vincitore del premio Strega 2010 dalla giuria incaricata di esprimere le proprie preferenze tra le cinque opere concorrenti nella finale dell'ambito riconoscimento letterario, Canale Mussolini è un romanzo storico: così l'ha definito il suo stesso autore Antonio Pennacchi. Canale Mussolini è la storia di una famiglia di veneti, i Peruzzi, che spinti dallo zio Pericle scendono dal Nord per vivere nella Pianura Pontina. A bonificare questa grande palude, insieme a loro, trentamila persone che si ritrovano a vivere in città appena fondate per volere del Duce: Sabaudia, Pontinia, Latina e tante altre che nasceranno dal lavoro di tutti coloro che l'Agro Pontino l'hanno visto trasformarsi da una distesa di fango a centro abitabile. Una storia che è anche la storia di Pennacchi e della sua famiglia perché lui, come ha dichiarato, "sa raccontare solo storie vere". Un romanzo che porta alla ribalta la vicenda di migliaia di persone, non solo del Nord, che per lungo tempo sono state tenute in disparte. Una storia che fa parte del nostro passato recente e che in qualche modo narra la saga delle tante famiglie arrivate nella Palude Pontina. In questa, di famiglia, c'è il fascistissimo Pericle che porta tutti con sé, nonni, fratelli, sorelle, nuore, li porta in un universo contadino lontano dalla società cispadana dell'epoca: c'è Adelchi con le sue vanità e i fratelli Treves, Iseo e Turati legati da un legame fatto di poche parole ma solido; c'è Armida, moglie del capofamiglia, bella, generosa e un po' strega che nonostante i sussurri delle api che le ronzano in testa, non si salverà dal destino che la attende; c'è infine il nipote prediletto

Paride che come il Paride troiano porterà sventure alla famiglia Peruzzi. Una saga familiare è Canale Mussolini, e a fare da sfondo questo Agro Pontino nato dal lavoro e dalla fatica di tutte quelle persone che Pennacchi ha voluto raccontare.

LA CLASSIFICA Libro

Voti

1) Canale Mussolini (Mondadori) di Antonio Pennacchi

133

2) Acciaio (Rizzoli) di Silvia Avallone

129

3) Hanno tutti ragione (Feltrinelli) di Paolo Sorrentino

39

4) Sono comuni le cose... (Ponte alle Grazie) di M. Nucci

38

5) Accanto alla tigre (Fandango) di Lorenzo Pavolini

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IL PREMIO AD UNO SCRITTORE SUI GENERIS di Paola Bernasconi

Nato nel 1950 da una famiglia di coloni veneti giunti a Latina per la bonifica dell'Agro Pontino, Antonio Pennacchi continua a vivere nella sua città come nulla fosse; come se aver vinto il Premio Strega non fosse un evento che cambia la vita. In un intervista sulla Stampa ha dichiarato "continuerò ad andare a Latina dal barbiere e al bar a litigare come sempre di calcio e di politica": perché Pennacchi è così, un ex operaio laureatosi durante un periodo di cassa integrazione. Sin da giovanissimo si dedica all'attività politica ma, a differenza dei suoi numerosi fratelli, decide di iscriversi all'MSI. Espulso cambierà direzione per iscriversi all'Unione Comunisti Italiani marxisti-leninisti partecipando così alle contestazioni del Sessantotto. Divenuto operaio all'Alcatel Cavi, alla fine degli anni Settanta si iscrive al PSI ed entra a fra parte della CGIL. Espulso dal sindacato con l'accusa di essere filobrigatista, inizia un passaggio tra UIL, PCI e di nuovo CGIL dal

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quale viene escluso una seconda volta. Questa la vita intensa e movimentata che fa da sfondo al suo essere uomo di lettere, scrittore che raggiungerà per la prima volta un vasto pubblico con la pubblicazione de Il Fasciocomunista, romanzo autobiografico dal quale è stato tratto il film Mio fratello è figlio unico. Con Canale Mussolini, uscito nel 2010, Pennacchi si aggiudica il Premio Strega dedicandolo al fratello scomparso da poco e alla nipotina che dovrà nascere.


CULTURA

MONDORE@LE | NUMERO 61 | 9 LUGLIO 2010

SERRATA BATTAGLIA CON AVVERSARI DI RANGO Piegato sul filo di lana “Acciaio”, testo d’esordio di Silvia Avallone di Paola Bernasconi

A solo quattro voti di distanza da Canale Mussolini, il romanzo dell'esordiente Silvia Avallone, Acciaio (Rizzoli) si classifica secondo in questa edizione del Premio Strega 2010. La storia di Anna e Francesca in una zona della provincia industriale italiana dove le acciaierie danno lavoro: un racconto sulla periferia e il suo mondo, sull'adolescenza e tutto ciò che comporta, soprattutto vivendola a Piombino. Data per favorita, da questo Premio Strega la Avallone ne esce comunque a testa alta e le vendite lo dimostrano. Terzo, con cinquantanove voti, il regista Paolo Sorrentino e il suo Hanno tutti ragione (Feltrinelli): la storia di Tony Pagoda, cantante partenopeo cocainomane che dalla strada arriva a calcare le scene dei più grandi teatri mondiali. Ispirato alla storia di Tony Pisapia, protagonista del suo film del 2001 L'uomo in più, Sorrentino, al suo esordio letterario, si ritrova immediatamente tra i finalisti di un premio così importante. Con trentotto voti si aggiudica il quarto posto Matteo Nucci con Sono comuni le cose degli amici: classe 1970, Nucci debutta con questo suo romanzo edito Ponte alle Grazie, arrivando primo tra le case editrici minori. Quinto, con trentadue voti, arriva Lorenzo Pavolini con Accanto alla tigre (Fandango): un romanzo che torna all'epoca del fascismo, alla scoperta di un uomo che è stato l'anima della Repubblica di Salò nonché nonno del protagonista. È proprio di Pavolini la dichiarazione che rappresenta un po' il clima dello Strega 2010: "Chi pubblica con una casa editrice più piccola si

sente un outsider". E ha ragione. Salta subito agli occhi come la Mondadori, nelle ultime quattro edizioni del Premio, abbia riscosso tre grandi successi: Come Dio comanda di Ammaniti nel 2007, La solitudine dei numeri primi di Giordano nel 2008 e, ultimo, Canale Mussolini. Lo stesso Acciaio, pur non vincendo, dimostra la sua forza di vendita assoluta: lanciato dalla Rizzoli attraverso una grande strategia di marketing, se pubblicato da una casa editrice più piccola sarebbe forse passato molto più inosservato come il semplice romanzo di una esordiente. Invece Acciaio è divenuto un caso letterario, un must, un libro da avere a prescindere: non un brutto romanzo, certo, ma pur sempre il prodotto di una ragazza ventiseienne che, in una piccola casa editrice, ora non si ritroverebbe a scrivere anche per il Corriere della Sera. E intanto le grandi imprese editoriali continuano a muovere i gusti degli italiani, imponendo best seller e indirizzando la scelta dei lettori: e la Mondadori continua a vincere e a supportare testi che vincono le Strega, che incassano parecchio e che si lasciano dietro pubblicazioni edite da piccole case editrici. Tanto di cappello allora a Matteo Nucci anche se in fondo in fondo Ponte alle Grazie una casa editrice così piccola non è. Ma accontentiamoci.


CULTURA

MONDORE@LE | NUMERO 61 | 9 LUGLIO 2010

IL SALUTO ALLA SCUOLA DELLA MAESTRA ANNA MARIA ORSINI L’insegnante di Bassiano è stata un punto di riferimento per l'intera comunità di Domiziana Tosatti

Una bambina che voleva diventare maestra e che è stata una maestra che ha speso la vita per i propri alunni. Anna Maria Orsini ha trasmesso per 40 anni ai propri alunni la passione per la cultura, insegnando in diverse scuole elementari della Provincia, prima di approdare a Bassiano, dove ha trascorso professionalmente gli ultimi 30 anni. La maestra Anna, così come tutti la conoscono, ha dato il proprio commiato alla scuola e a quanti l'hanno stimata nel suo lungo percorso di insegnante. A rivolgerle il più caro saluto, ringraziandola per quanto ha saputo trasmettere agli alunni ed ai colleghi sono stati, i genitori, le insegnanti, il personale Ata e gli stessi allievi. L'insegnante prende una mano, apre una mente, tocca un cuore. Forte sarebbe stato il desiderio di non mandare mai in pensione una persona tanto valida, che lascia la scuola dopo tanti anni di servizi, trascorsi a trasmettere il proprio sapere ai bambini del Circolo didattico di Bassiano, che l'ha accolta già trent'anni fa con fiducia ed entusiasmo. Anna Maria Orsini è stata un punto di riferimento per l'intera comunità, che la ricorderà per l'attaccamento e l'amore dimo-

strarti in tutti gli anni del suo lavoro. La scuola è stata per lei impegno primario e possibilità di riscatto sociale, nell'attenzione e nello sforzo congiunto di genitori ed insegnanti che i una sola aula riunivano e formavano bambini dalla prima alla quinta classe, contribuendo alla formazione di quelli che oggi sono accreditati professionisti, figli di fieri pastori, contadini ed artigiani. Va quindi in pensione una donna divenuta una vera istituzione all'interno della scuola per la velocità con cui i suoi alunni imparano a leggere e scrivere e per la qualità dei loro elaborati, che più volte negli anni sono stati premiati in vari concorsi. L'auspicio, da parte di chi l'ha stimata, è che la maestra Anna abbia finalmente l'opportunità di dedicare più tempo alle tante attività di cui è appassionata e che possa, mediante nuove formule, spendere altrettanto bene gli anni della meritata pensione ancora al servizio dei bambini.

SEZZE

LA PRIMA EDIZIONE DELLA PARTITA DEI SOGNI di Paola Bernasconi

Anche a Sezze il binomio calcio e beneficenza prende il via: sabato 10 luglio alle ore 21, presso lo Stadio Comunale "Augusto Tasciotti", si terrà la prima edizione della "Partita dei Sogni". Patrocinato dal Comune di Sezze e organizzato dall'Inter Club locale, l'evento si concluderà con la consegna del Primo trofeo "Partita del Biscione" mentre l'incasso verrà totalmente 14

devoluto all'Associazione "Il Giardino dei Sogni". Obiettivo della manifestazione è quello di raccogliere fondi da donare a tutto colore che hanno quotidianamente bisogno d'aiuto. Così si legge nella nota divulgata dall'Inter Club: "la nostra attenzione si concentra quest'anno sull'aiuto ai ragazzi diversamente abili che sono al centro delle attività promosse dall'Associazione Il Giardino dei Sogni Onlus", associazione nata nel 2004 grazie all'iniziativa promossa da venti genitori di disabili che si propone di promuovere le pari opportunità e l'integrazione sociale. Un'iniziativa benefica che fa bene al cuore e offre la possibilità di intrattenere un pubblico anche attraverso musica e commento a bordo campo. A sfidarsi la selezione dell'"IC Sezze" e quella della "All Star Associazioni Setine". Il costo del biglietto d'ingresso, abbinato all'estrazione di premi, sarà di 5€ mentre i ragazzi sotto i quindici anni potranno entrare gratuitamente.


MUSICA

MONDORE@LE | NUMERO 61 | 9 LUGLIO 2010

LA QUOTIDIANITÀ È UNA BRUTTA BESTIA... di Marco Fanella

distrugge, lo mitizza. Onore a coloro che si prendono la briga di fare questo sporco lavoro, mentre la maggior parte di noi forse non si pone proprio questo problema, magari preferisce cercare la "forza sua" nelle copertine patinate dei cd di illustri mostri sacri della canzone contemporanea…italiana. Ogni tanto spegniamo il consumismo, possiamo benissimo riaccenderlo quando vogliamo, tanto è sempre lì. Nel frattempo però, quando il supermarket è chiuso, diamo un'occhiata alla bottega lì all'angolo della strada, proprio dove il lampione è fulminato e nessuno si prende la briga di ripararlo, si proprio lì dove lo spazzino sembra non essere mai passato. Andiamo a dare un'occhiata da vicino, magari qualcuno lì dentro starà suonando una canzone per noi e noi nemmeno lo sappiamo. Magari troveremo Vasco Brondi, in arte "Le luci della centrale elettrica", che starà cantando una delle canzoni di "Canzoni da spiaggia deturpata".

E-20 LIVE!

di Marco Fanella

La quotidianità è qualcosa che passa inosservata molte volte, forse perché abbiamo le teste occupate a pensare ad altro, forse perché non abbiamo tempo per elucubrazioni mentali, forse semplicemente perché siamo pigri. Invece ci sono dei loschi figuri che il quotidiano lo analizzano con la semplicità di una frase e la pesante consapevolezza del presente. Tali personaggi rispondono, ognuno a modo proprio, al nome di artisti, nonostante la tv e tante altre nefandezze contemporanee hanno fatto credere a tutti che tutti possono fare tutto, tipo che tutti, se vogliono, possono essere cardiochirurghi dotati di poteri magici, oppure, per farla breve, che tutti possono fare i cantanti e "infrattarsi" in virtù di questa qualifica, in tutti i cespugli vicini a tutti i laghi, a tutte le colline, e perché no a tutti i rifugi della forestale con conseguente multa salata per il vile fazzoletto rupestre, specie tutt'altro che in estinzione. Ma va bene, questa è un'altra storia, a noi preme parlare del presente, di quel quotidiano che ci passa vicino, ci tocca, ci colpisce, ci lascia indifferenti. Ci sono alcuni artisti che hanno una grande capacità di fagocitare, metabolizzare e cantare la realtà con semplicità e potenza, non tutti sono fenomeni, non sta a noi dirlo, ma alcuni di loro lasciano il segno. Ecco, quando sentiamo queste persone cantare, ascoltiamoli con attenzione, sentiamo quel che dicono, non importa se dietro ci sia la mega produzione, il batterista di grido, la chitarra super distorta, lo special guest all'ultima moda, oppure "fotosciop", spesso basta una chitarra acustica e un foglio di carta coi testi scritti sopra. Forse spesso bastano la rabbia, la disillusione, la poesia, sta di fatto che questa musica, questo "cantautorato" come siamo abituati a chiamarlo noi, ascoltatori col vizio delle categorie e delle etichette, in fondo fa bene. Fa bene perché descrive un'epoca, una situazione, anche solo un momento, fa bene perché può far riflettere, fa bene perché "dice", non "suona" e basta. Il quotidiano sfugge se non c'è qualcuno che lo accalappia, lo canta, lo 15

Sicuramente molti di voi stanno lavorando, ma io mi rivolgo a quelli che stanno in panciolle sulla spiaggia: ebbene si, vi odio! Vorrei fare un bagnetto anch'io ma mi ritrovo a fare una doccia di sudore nello scrivere questo articolo. E allora sapete che faccio? Mi rinfresco con un'ottima birra e delle fresche novità musicali per voi amanti della caciara e dello zompettio più scatenato. Venerdì 9 Luglio scatenate le ginocchia, sciogliete i muscoli e preparatevi a ballare come pochi, c'è "Giuliano Palma" a Sora, mi raccomando assumetene in piccole dosi, è micidiale! All'El Paso Beach invece si esibiscono i "Vintage" assieme ai "Call From The Bathroom" ed il rapper "Chiasso" per una serata adrenalinica a suon di rock e rap. Tango argentino caliente invece al Bacco e Venere col "Duo Metrò", temperature alte, freddare con delle ottime bevande ghiacciate. Nel frattempo all'Alive vanno in scena i "Bluesbeers", paladini del rock-blues senza fronzoli e devoti cultori della dea birra. Occhio ai fegati più che alle orecchie! Sabato 10 al Purple vanno a suonarsela e cantarsela gli "Alkimia", freschi di nuovo cd, accompagnati dai "Rusty Code": divertimento assicurato, ottime canzoni e tanta energia. Il rock nelle sue forme primordiali, intendo anni 50-60 per intenderci, va in onda all'Alive ad opera degli "Alkolica", sicuramente vedrete il fantasma di Elvis al bancone a bere una birra, non vi preoccupate, lo hanno evocato loro. A San Felice invece per le strade si esibiranno molti artisti, tanto per rallegrare le vostre menti, quindi, se vi va, allungate fino al Circeo e fatevi una passeggiata…artistica. Domenica 11 al Purple suonano i "Soul Fighters", guardate bene le vostre anime, questi ve le scannerizzano. Jazz di livello invece a Sabaudia, presso il Malugà con "The Valerio Sepe Quartet", mentre all'Alive gli "Oceans" ci suonano e cantano le migliori canzoni di una band di Seattle abbastanza famosa, che chiameremo con un nome di fantasia Pearl Jam. Beh, io la sudata me la sono fatta, adesso andate voi a sudare nei locali, possibilmente con un deodorante in tasca, onde evitare spiacevoli svenimenti!


EVENTI ENTRA NEL VIVO IL NORMA MUSICA FESTIVAL MONDORE@LE | NUMERO 61 | 9 LUGLIO 2010

All’Hotel Villa del Cardinale è la volta dei concerti finali di pianoforte e clarinetto di Domiziana Tosatti

Figlia di una famiglia umile e tradizionalista dove di artisti non ce n'erano, Maria Paola Manzi ha sentito forte il desiderio di far volare le mani sui tasti bianchi e neri di un pianoforte già da prima che imparasse a leggere e scrivere. E' nata a Pomezia, all'epoca distante sia da Roma che da Latina ed imparare a suonare il piano era per lei un po' un viaggio sulla luna, tanto affascinante quanto impossibile. Un giorno, aveva 8 anni, un'amichetta di scuola le disse con il viso triste che nel pomeriggio non potevano vedersi per giocare, perché 'doveva andare a lezione di piano'. "Un'emozione grandissima- ha ricordato- finalmente sapevo che un modo c'era". E' iniziata da lì la sua appassionata storia d'amore con l'elegante strumento. Una storia turbolenta, fino a quando a 16 fu ammessa al sesto anno del Conservatorio Santa Cecilia e lì ha incontrato la sua mentore, cui oggi riconosce di dovere tutto il patrimonio tecnico, Lya De Barberiis. Musica da camera, invece, la

studiò con Pierluigi Urbini. Diplomatasi col massimo dei voti ha conseguito anche il diploma del Corso triennale di perfezionamento tenuto da Lya De Barberiis presso l'Accademia Nazionale di "S. Cecilia". Svolge da anni attività concertistica, sia come solista che in gruppi cameristici, e ha registrato programmi per la Rai. E' questo il primo anno che prende parte al progetto del 'Norma Musica Festival'. "Avevo sempre pensato che per i ragazzi l'estate fosse fatta per riposare. Mi sono dovuta ricredere. Ho una classe che dai 10 ai 45 anni e sono tutti allievi altamente motivati. Una full immersione di pochi giorni, che produce risultati fuori raggiungibili in mesi. Qui si parla di musica e si studia l'intero giorno. Di impara e si insegna anche mangiando un boccone di pasta". Il concerto conclusivo del corso in piano forte della Maestra Manzi si terrà questa sera, a partire dalle 21 presso l'Hotel Villa del Cardinale. Un omaggio a Schumann e Chopin a duecento anni dalla nascita dei due pianisti e compositori romantici, che, destino volle, condivisero l'anno di nascita, il 1810.

IL 10 LUGLIO DI SCENA GLI ALLIEVI DI BELLI Sabato 10 luglio arriva un altro appuntamento da non perdere all'interno dell'edizione 2010 del Norma Musica Festival. Ad esibirsi saranno gli allievi che hanno partecipato al corso di clarinetto tenuto dal Maestro Francesco Belli. I dieci allievi, tra cui due studenti giapponesi e un coreano, che hanno seguito il corso del Maestro di origini maentine, si esibiranno nel concerto finale della loro classe eseguendo alcune tra le più importanti musiche di Rossini, Weber, Pierné e Schumann. Nell'occasione ad accompagnarli al pianoforte ci sarà il Maestro Remigio Coco. Un appuntamento da non perdere, si comincia alle 21, per gli amanti del clari-

netto, strumento ricco di sfumature. Il Maestro Francesco Belli è un altro importantissimo tassello dello scacchiere che si sta creando all'interno della Villa del Cardinale e dell'Accademia "Il Seminario". Clarinettista e direttore d'orchestra, Belli ha iniziato giovanissimo gli studi musicali con il nonno materno, completandoli in conservatorio sotto la guida di Daniele Paris e Luigi Neroni. Dopo il diploma, ottenuto con il massimo dei voti e la lode, si è perfezionato con il clarinettista Karl Leister e con Franco Ferrara e Nicola Samale. Fondamentale per la sua carriera è stato l'incontro con il Maestro Sergiu Celibidache.

Mondoreale Numero 61  

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