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LE SPIGHE VERDI DEI TERRITORI • SI RAFFORZA LA BILATERALITÀ • AGRINSIEME VALORIZZA LA FRUTTA • VINO SOSTENIBILE • DRONI E CONTOTERZISMO • WORKSHOP SU AGRICHECK • CARBURANTI GREEN


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L’ E D I T O R I A L E 

Crescita e sostenibilità

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agli “Appuntamenti con la sostenibilità”, realizzati fuori e dentro Expo siamo usciti con una maggiore convinzione, molte conferme e numerosi spunti positivi ed interessanti. Quella della sostenibilità non è una bandiera che ci vantiamo di sventolare per suscitare consensi, com’è nostra buona abitudine e convinzione fare, diversamente da chi si preoccupa solo di agitare le folle. Piuttosto per noi è una necessità, se non addirittura un’urgenza: via maestra per attuare il modello di agricoltura del futuro. Con un’avvertenza: senza economia, senza reddito per le imprese agricole, non c'è sostenibilità ambientale o sociale. Per questo abbiamo voluto portare ad Expo il nostro contributo su questo tema. Gli appuntamenti con la sostenibilità – convegni, workshop, momenti conviviali, mostre – sono stati il punto di arrivo di un percorso iniziato tempo fa. Il nostro progetto “EcoCloud, la rete delle imprese sostenibili” ha preso il via nel 2013: con esso abbiamo “messo in rete” le esperienze di sostenibilità che alcune imprese già attuavano, per divulgarle e far sì che altre imprese potessero farne tesoro. Nel 2014 abbiamo stilato il “Manifesto delle buone pratiche” e da allora abbiamo continuato un importante percorso che ci ha condotto a questa Esposizione Universale il cui cuore è la sostenibilità, come il titolo “Nutrire il pianeta. Energia per la vita” lascia intendere immediatamente. Abbiamo quindi analizzato le tre declinazioni della sostenibilità: ambientale, approfondendo come si possa produrre di più con un minor impatto sull’ambiente, utilizzando energie rinnovabili, riciclando i sottoprodotti dell’industria agroalimentare; economica, che si traduce anche nel fare rete, mettendo in comune risorse, conoscenze, strumenti e macchinari, con una riduzione dei costi; sociale: abbiamo ribadito la funzione sociale dell’agricoltura a vantaggio della collettività. Una sottolineatura va fatta sul ruolo dell’agricoltura sociale - ora disciplinata da un testo legislativo che abbiamo seguito attivamente – che va vista come risorsa per nuovi modelli di welfare e come occasione di sviluppo per le imprese agricole. L’agricoltura promuove l’occupazione, l’inclusione sociale e la lotta alla povertà, investendo in istruzione ed apprendimento permanente. Abbiamo illustrato tutto questo attraverso la voce delle nostre imprese, dando loro la possibilità di raccontarsi in un contesto internazionale straordinario come Expo e di confrontarsi con personalità autorevoli del mondo della ricerca e delle istituzioni legate al nostro settore e non solo, anche provenienti dai Paesi più diversi. Perché ricerca, sviluppo ed innovazione sono tasselli indispensabili per la crescita delle imprese agroalimentari, una crescita che deve essere capace di salvaguardare il futuro delle nuove generazioni e di farlo in modo sostenibile. Mario Guidi

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SOMMARIO

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EXPO TERRITORI Eccellenze sarde Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32

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INCONTRI PRODOTTI Formaggi da premio Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42

L’EDITORIALE Crescita e sostenibilità Mario Guidi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

EXPO 2015 SOSTENIBILITÀ Le virtù del vino Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

ATTUALITÀ CREDITO Workshop su Agricheck Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 46

Direttore responsabile GABRIELLA BECHI Coordinatore di Redazione GAETANO MENNA Editrice Sepe Presidente DIANA THEODOLI PALLINI Direzione, Redazione e Amministrazione Corso Vittorio Emanuele II, 101 00186 Roma Tel. +39.06.6852329 mondo.agricolo@confagricoltura.it

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Emozioni d’autore Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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La tavolozza del benessere Paola Castello . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18

Testata associata all’USPI

Italia, Euro 30,00 Conto corr. postale n. 33755000 Intestato a: Sepe – Mondo Agricolo, Roma Autorizzazione Tribunale di Roma, n. 1662 del 22/06/1950

ATTUALITÀ RAPPRESENTANZA Per una comune crescita Claudio Costantino . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48

UNCAI NOTIZIE Le news dei contoterzisti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 33

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Responsabile Pubblicità e Marketing CLAUDIO PIETRAFORTE

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Confagricoltura

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4| MONDO AGRICOLO|OTTOBRE 2015

Consumo responsabile Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22

Mappamondo Rinnovabili . . . . . . . . . 44 Organizzazione Futuro agricolo . . . . 50 Anga Convegno Quadri . . . . . . . . . . . 52

Sulla strada del biometano Giuseppe Bucca . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24 Gusto in bicicletta Barbara Bertuzzi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28

Campi rosa Women for Expo . . . . . . 56 Over65 Tai Chi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 58 Agriturismo Siena . . . . . . . . . . . . . . . 60 Buono a sapersi X Tractor . . . . . . . . 64


EXPO 2015 SOSTENIBILITÀ

Appuntamenti con la sostenibilità

lità”, una serie di eventi che si sono svolti a partire dal 14 settembre, dentro Expo, all’auditorium di Palazzo Italia, e fuori, alla Casa degli Atellani - La Vigna di Leonardo a Milano e al Parco Tecnologico Padano di Lodi. Il settore agricolo e quello agroalimentare sono chiamati ad affrontare due importanti sfide: favorire la produzione e la produttività, mantenendo alti livelli di qualità, e puntare con sempre maggiore determinazione alla sostenibilità economica, ambientale e sociale Tale percorso non può che essere accompagnato da un forte impulso all’expo 2015, dedicata al co-innovazione, da una sempre maggrande tema della nutri- giore attenzione alle potenzialità della zione, è il palcoscenico bioeconomia, da una maggiore collaideale per richiamare l’at- borazione tra le imprese di tutto il settenzione sul concetto di tore agroalimentare ed agroindustriasostenibilità, una vera e le, con la creazione di reti tematiche propria filosofia, per Confagricoltura, capaci di rendere più efficienti, anche che ne ha fatto un modello di sviluppo agricolo attento all’economia, all’ambiente e alla società,capace di garantire la crescita dell’economia senza compromettere il futuro delle prossime generazioni. Per tale motivo Confagricoltura ha deciso di lanciare in occasione dell’Esposizione universale gli “Appuntamenti con la sostenibi-

Eventi dentro e fuori Expo per confrontarsi sui grandi temi della bioeconomia e dell’ecoinnovazione. Per un modello di sviluppo agricolo

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in chiave green, i processi aziendali. Tanti i temi affrontati negli “Appuntamenti con la sostenibilità”, dalla nutraceutica alla precision farming, dalla presentazione di alcune filiere che hanno adottato strategie produttive sostenibili, come nel caso dell’orticoltura, del vino e della distillazione, alle agroenergie, con particolare riferimento al biometano. Senza trascurare le iniziative sull’agricoltura sociale e l’attenzione ai territori. Gli “Appuntamenti sulla sostenibilità” rientrano nel progetto “Ecocloud: la rete delle buone pratiche sostenibili” promosso da Confagricoltura, a cui hanno aderito più di cento aziende agricole al fine di divulgare i molteplici percorsi di sostenibilità già avviati e di favorirne la condivisione attraverso la rete confederale, ponendo così le basi per lo sviluppo di nuove iniziative. Prima fra tutte, la sottoscrizione del Manifesto della sostenibilità, riferimento per le imprese che pongono particolare attenzione alla sostenibilità economica, ambientale e sociale.Dopo l’avvio ad Expo 2015, Confagricoltura intende dare continuità a questi incontri, facendoli diventare un “Appuntamento” fisso. (G. B.)


Ortaggi sempre più green A Milano alla Vigna di Leonardo focus sulla filiera orticola, dal fresco al conservato, dalla IV gamma al freddo

di Gabriella Bechi

l primo degli “Appuntamenti sulla sostenibilità” è stato un seminario per approfondire il binomio sostenibilità ambientale ed economica in questo settore. L’incontro aveva l’obiettivo di illustrare come le strategie europee e nazionali stiano assegnando sempre più attenzione alla sostenibilità ambientale delle produzioni e allo stesso tempo ha messo in evidenza come a livello aziendale, sia nella produzione del fresco, sia della quarta gamma e dei prodotti surgelati, l’adozione di specifiche tecniche agronomiche, di raccolta, di trasformazione dei prodotti ed organizzative, permetta non solo di migliorare la sostenibilità ambientale, ma anche quella economica, attraverso minori costi produttivi e maggiore visibilità sui mercati. “Fino ad oggi – ha detto il vicepresidente di Confagricoltura Ezio Veggia – la filiera è stata caratterizzata dalla

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foto Sinibaldi/Snam

contrapposizione. Oggi non è più il momento.Tutti insieme dobbiamo andare nella direzione della sostenibilità investendo in ricerca e innovazione”. Sul fatto che la sostenibilità sia la strada giusta non ha dubbi Sandro Gambuzza appena eletto presidente della Federazione nazionale di prodotto dell’Orticoltura, che ha ricordato che l’ortofrutta rappresenta il 25% del valore della Plv nazionale agricola, con un export che sfiora i sette miliardi di euro e un primato mondiale per la sicurezza. “Questo impegno dei nostri agricoltori dovrebbe essere valorizzato – ha detto – soprattutto in un momento di calo dei consumi come questo, perché la buona etica paga.” Sono seguiti gli interventi istituzionali di Giovanni Di Genova, responsabile della segreteria tecnica del dipartimento delle Politiche competitive, della qualità agroalimentare, ippica e della pesca del ministero delle PolitiOTTOBRE 2015| MONDO AGRICOLO |7


EXPO 2015 SOSTENIBILITÀ

Azienda Rolli

che agricole, e di Giuseppe Ruocco, direttore generale per l’Igiene e la Sicurezza degli alimenti e la nutrizione del ministero della Salute, che hanno

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Veggia:«Filiera caratterizzata dalla contrapposizione. Oggi non è più il momento»

fornito un quadro sullo stato dell’arte della qualità del settore orticolo italiano e sulla sicurezza delle nostre produzioni. Di Genova, in particolare, ha sottolineato la necessità di rivedere la normativa sulle Organizzazioni di produttori, per favorire le aggregazioni e la crescita dimensionale, e di razionalizzare il sistema della ricerca, oggi frammentata in mille rivoli, facendo in modo che crei sviluppo e trasferimento tecnologico. Un tema quello delle relazioni interprofessionali cruciale per il comparto orticolo e che è stato affrontato dal presidente dell’Organizzazione interprofessionale di settore, Nazario Battelli. Mentre il prof. Michele Pisante di CREA/Università di Teramo ha messo in evidenOrtosole za l’importanza della ricer-


ca dell’eco-innovazione e del trasferimento delle conoscenze applicate alla sostenibilità economica ed ambientale. “La sostenibilità è nata dal basso, dalle imprese, come dimostra il nostro progetto Ecocloud, che le ha riunite in rete – ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi -. Oggi più che mai bisogna che questa strada sia percorsa con determinazione dalle associazioni e da tutta la filiera, se vogliamo che le future generazioni continuino a nutrirsi dei prodotti della nostra agricoltura”. Il seminario è stato realizzato in collaborazione con Basf, azienda chimica leader nei più diversi settori merceologici, da oltre 100 anni impegnata nella messa a punto di soluzioni e progetti per lo sviluppo sostenibile, e con Industrie Rolli Alimentari, tra i principali produttori nazionali di alimenti surgelati e leader in Italia nella produzione di vegetali surgelati, da anni impegnata nella implementazione di soluzioni ecosostenibili per la gestione della propria filiera agroindustriale.

fase di trasformazione dei vegetali surgelati, l’ecosostenibilità è garantita dalla copertura del 60% del fabbisogno energetico con autoproduzione anche da fonti rinnovabili”. Oltre alle Industrie Rolli Alimentari so“In Basf – ha detto il Country manager no state presentate altre due case hiItalia divisione Crop Protection Alber- story. Quella di Ortosole, azienda agrito Ancora - il concetto di sostenibilità cola a conduzione familiare nell’area è inscindibilmente legato all’innova- protetta della riserva naturale di Fiuzione applicata a prodotti, processi, micino, gestita ormai da oltre trent’ancultura. Grazie al costante investimen- ni dalla famiglia Tiozzo, che si estende to in ricerca e sviluppo offriamo a su circa 300 ettari di superficie e proclienti e consumatori le nostre solu- duce ortaggi, tra cui carota, carciofo, zioni ad elevato valore aggiunto e le li- zucchina, melone, indivia, pomodoro, nee guida per gestirle al meglio, non- sia in serra sia in pieno campo. Quindi ché le competenze dei nostri collabo- quella della Cooperativa Finagricola, ratori.” “Industrie Rolli Alimentari – ha nata nel 1986 dalla volontà di cinque evidenziato il suo consigliere delegato famiglie, situata in un’area territoriale Maurizio Oliveri – produce il 25% del- altamente vocata, la Piana del Sele, in la produzione nazionale di vegetali Campania, dove produce, confeziona surgelati, al cento per cento coltivati e distribuisce ogni anno 40 mila tonin Italia, con brevetto esclusivo U.E. di nellate di verdure e ortaggi freschi, su “ecosostenibilità” e certificazione “pe- 350 ettari, utilizzando tecniche di colsticide-free” (senza residui di fitofar- tivazione e di difesa a basso impatto maci o con livelli di residui inferiori al- ambientale ed impiegando circa 2500 la soglia di rilevabilità). Non solo, nella operai. 

Gambuzza: «Nonostante la crisi l’impegno delle aziende virtuose»

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EXPO 2015 SOSTENIBILITÀ

Le virtù del vino

Antico Podere di Pomaio, Berlucchi, Planeta, Caprai, Distillerie Bonollo hanno raccontato le pratiche virtuose che mettono in campo di Gabriella Bechi

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è un settore che nel campo della sostenibilità ha fatto da apripista a tutti gli altri e che continua a fare da traino ad un sempre un maggior numero di aziende che si distinguono per l’adozione di buone pratiche nei loro cicli produttivi, sia dal punto di vista ambientale e sociale, sia economico. È il settore vitivinicolo da anni ha intrapreso questa strada, con lungimiranza e spirito imprenditoriale. Lo hanno dimostrato le cinque

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I vini certificati sostenibili influenzano positivamente la percezione sensoriale aziende della filiera che hanno portato la loro testimonianza al seminario organizzato da Confagricoltura a Milano alla Vigna di Leonardo - dedicato alla sostenibilità della filiera vitivinicola, dalla raccolta dell’uva alla distillazione, nell’ambito del ciclo di incontri,“Appuntamenti con la sostenibilità”, che l’Organizzazione ha


tello dell’Antico Podere di Pomaio, azienda giovanissima, nata da un progetto familiare nel 2004 con l’obiettivo di essere da subito un’azienda sostenibile a 360 gradi.Tre ettari e mezzo di vigneto a 500 metri di altitudine in provincia di Arezzo, 15.000 bottiglie di vino biologico, le più leggere sul mercato, tappi provenienti da foreste sostenibili. Cantina e wine bar a basso impatto ambientale. Niente carta, neppure per i depliant. Ridurre, riciclare, riusare, ripensare è il motto aziendale, applicato anche agli altri prodotti, olio e miele. Arturo Ziliani, titolare della Guido Berlucchi, inventore nel lontano 1961 delle bollicine in Franciacorta, da sempre attento ai valori della sostenibilità (impianto fotovoltaico, riduzione di CO2 e del consumo idrico), sta convertendo la sua azienda e quelle dei suoi fornitori in biologico. I primi 5 ettari sperimentali diventeranno 80 dalla prossima vendemmia, così come 420 ettari dei 500 da cui acquista le uve. Molto soddisfatto dei risultati raggiunti, ha un sogno nel cassetto: far diventare tutta la Franciacorta, con i suoi 15 milioni di bottiglie l’anno, zona biologica. Sostenibilità per Alessio Planeta si-

Importanti le distillerie che raccolgono gli scarti della produzione vinicola gnifica soprattutto territorio. Così l’azienda, fondata dallo zio Diego Planeta nel 1995, a Menfi, in provincia di Agrigento, attraverso il vino ha voluto far rinascere e far conoscere nel mondo il territorio siciliano. Lo ha fatto attraverso le cantine, simbolo di tradizione e cultura, che sono, oltre a luogo di produzione, centri vitali, luoghi d’incontro, mete turistiche. Ora le cantine sono sei.Alla storica Ulmo, si sono aggiunte Dispensa, nucleo storico della famiglia, Dorilli a Vittoria, Buonivini a Noto, Feudo di Mezzo sull’Etna e ultima nata La Baronia a Capo Milazzo, una cantina smontabile. Per Marco Caprai, a cui va il merito della riscoperta del celebre Sagrantino, la sostenibilità non si può fare da soli. Così dopo essersi impegnato in prima persona, nella sua azienda, in un progetto ambientale e sociale, ha voluto coinvolgere l’intero territorio di Montefalco. E’ nato “Montefalco nel cuore”, un progetto di territorio per il territorio che ha coinvolto gli altri produttori, artigiani, ri-

realizzato in occasione di Expo 2015. Antico Podere di Pomaio, Guido Berlucchi, Planeta, Arnaldo Caprai, Distillerie Bonollo hanno raccontato, attraverso le loro storie, la loro attenzione alla riduzione delle emissioni di CO2, dei consumi di acqua e di sostanze chimiche, ma anche il loro impegno per la produzione di energia rinnovabile, per la valorizzazione dei sottoprodotti e per la tutela del paesaggio e l’ interesse per la collettività ed il sociale. Marco Rossi, titolare insieme al fraOTTOBRE 2015| MONDO AGRICOLO |11


PRIMO PIANO EXPO 2015

storatori, operatori turistici, con l’obiettivo di far rivivere non solo un vino dimenticato, ma un modo di operare attento all’ambiente e alla collettività che coinvolgesse una parte dell’Umbria. Simbolo di questo progetto i braccialetti di pizzo Cruciani, azienda di famiglia, diventati ormai oggetto di culto.E poiché si parlava di filiera, l’intervento di Maria Carla Bonollo, delle Distillerie Bonollo, ha chiuso il cerchio, spiegando l’importante ruolo che distillerie svolgono in fatto di sostenibilità, raccogliendo gli scarti della produzione vinicola. Quantità importanti di vinacce e fecce dalle quali, oltre alla grappa, si ricavano molti elementi indispensabili per altri settori merceologici, come l’acido tartarico, alcoli per uso industriale e domestico, olio di semi di vinaccioli, pellets per il riscaldamento, mangimi e fertilizzanti. Oltre a energia

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Agraria dell’Università di Napoli, ha mostrato che i vini certificati sostenibili, possono influenzare positivamente la percezione sensoriale e spuntare incrementi di quotazioni superiori al 20%. Permettendo dunelettrica e bioetanolo. Tutti prodotti que di compensare i maggiori costi di origine naturale e lavorati prima- di produzione legati all’utilizzo di riamente con vapore acqueo, che queste pratiche. Comunicare questi mantengono intatte tutte le proprie risultati è dunque importante e i siqualità. Ma la sostenibilità ambienta- stemi di certificazione attuali, tra cui le e sociale può dare anche risultati ‘Viva’ e ‘Tergeo’, presentati rispettiimportanti in termini economici, vamente da Pieter Ravaglia del mininon solo in Italia, ma anche all’este- stero dell’Ambiente e da Giovanni ro. La presentazione sul mercato di Rizzotti dell’Unione Italiana Vini, sovini che prestano particolare atten- no punti di riferimento.“Occorre zione a questi temi della sostenibi- ora fare ulteriori passi avanti – ha lità consente di accrescere il loro va- detto il vicepresidente Ezio Veggia lore agli occhi degli acquirenti, sem- per individuare disciplinari il più pre più attenti a queste tematiche possibile omogenei condivisi e che nelle loro scelte d’acquisto. La rela- siano di semplice applicazione e zione del prof. Eugenio Pomarici controllo al fine di raggiungere il dell’Università di Padova, su uno stu- maggior numero di imprese vitivinidio effettuato dal Dipartimento di cole e della distillazione”. 

L’esempio di “Montefalco nel cuore” progetto di territorio per il territorio


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EXPO 2015 SOSTENIBILITÀ

Emozioni d’autore

Snam e Confagri, alla Casa degli Atellani, hanno parlato dell’impegno nel sociale. Allestita la mostra fotografica di Christian Sinibaldi di Gabriella Bechi

è una parte di agricoltura in grado di emozionare e commuovere. Non solo per la bellezza dei suoi paesaggi, per l’abbondanza dei frutti della terra, per la laboriosità di chi ogni giorno vi presta la sua opera, ma pure per il lavoro silenzioso che svolge a favore della collettività e delle persone più bisognose di aiuto. È l’agricoltura so-

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ciale che, attraverso centinaia e centinaia di aziende, spesso si sostituisce al pubblico offrendo servizi alle persone meno fortunate, con disabilità psico-fisiche, o con un passato problematico alle spalle. Questa funzione sociale che l’agricoltura ha sempre svolto, sin dai suoi albori, a vantaggio della collettività e che continua a svolgere adattandosi al nuovo contesto socio economico in cui opera, rientra nel concetto di sostenibilità che ogni azienda dovrebbe perseguire, intendendo come tale l’insieme di buone pratiche tese ad uno sviluppo del settore rispettoso dell’ambiente, della società ed economicamente valido. All’agricoltura sociale è stata dedicata un’intera giornata in occasione di Expo 2015, con il convegno “Agricoltura sociale e microcredito”, organizzato nel Padiglione Italia dal ministero delle Politiche agricole e dall’Ente nazionale per il Microcredito, alla presenza del ministro Maurizio Martina, del viceministro Andrea Olivero, del presidente dell’Ente per il Microcredito Mario Baccini, degli onorevoli Luca

Positiva la nuova L. 141/15 di cui si attendono ora i decreti attuativi Sani e Massimo Fiorio, dell’ex procuratore di Torino Gian Carlo Caselli e, ospite di eccezione, l’ex presidente dell’Uruguay José Pepe Mujica.“Confagricoltura – ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi inter-


foto Christian Sinibaldi

venendo al convegno – è fortemente impegnata nella valorizzazione di queste aziende, che fanno parte del progetto Ecocloud, la rete delle buona pratiche, in cui sono state raccolte e condivise con le imprese, i consumatori ed i trasformatori, esperienze di sostenibilità in campo ambientale, economico e sociale”. In Italia, con la recente approvazione e pubblicazione della Legge 141/2015 sulla promozione dell’agricoltura sociale, si

Snam ha presentato l’ iniziativa per il sociale “Un orto nella rete” valorizza e si uniforma quella parte di agricoltura che ha saputo sfruttare nuove potenzialità, direttamente legate alla capacità di generare benefici per le fasce svantaggiate e vulnerabili della società, anche attraverso

servizi innovativi, che spesso coprono la crisi dei sistemi tradizionali di assistenza sociale.“In questo modo – ha detto Guidi – si riconosce e si valorizza il ruolo multifunzionale dell’agricoltura anche nel campo dei servizi alla persona, che nasce da una tradizione connaturata al settore, caratterizzata dal legame tra azienda agricola e famiglia rurale e da pratiche di solidarietà e mutuo aiuto. Quindi la tradizione in un’ottica di innovazioOTTOBRE 2015| MONDO AGRICOLO |15


EXPO 2015 SOSTENIBILITÀ

ne, attraverso un diversificazione che non è soltanto legata al prodotto o alla salvaguardia dell’ambiente, ma anche a forme di welfare sempre meno basate sull’assistenzialismo”. “Il pregio di questa legge – ha aggiunto Marco Di Stefano, presidente della Rete delle Fattorie Sociali, di cui fanno parte numerose aziende agricole di Confagricoltura – non è solo quello di creare un primo quadro uniforme di regole per la definizione del settore, ma anche di fornire indicazioni per sostenere tali attività (costituzione in organizzazioni di produttori, criteri di priorità per i prodotti agroalimentari provenienti da operatori dell’agricoltura sociale nei bandi per l’assegnazione di mense scolastiche e ospedaliere o per favorire l’insediamento di attività di agricoltura sociale o nell’assegnazione dei terreni confiscati dalle mafie).Ora serve continuare nel solco della legge con l’emanazione dei decreti attuativi e

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Guidi: «L’impegno sociale nasce dal mutuo aiuto delle famiglie rurali»

L’EX “TUPAMARO” DELL’URUGUAY: «AGRICOLTORE PER SEMPRE»

“Aiutare chi vuole tornare a vivere a contatto con la natura e ricordare che solo l'agricoltura familiare sa occuparsi della terra, che è il capitale più importate per il futuro". Questo l' appello dell' ex presidente dell' Uruguay con un passato da guerrigliero, José Pepe Mujica, pronunciato alla presentazione, alla Vigna di Leonardo a Milano, del progetto di agricoltura sociale di Snam “Un orto nella rete” nella serata organizzata in collaborazione con Confagricoltura. Il vero protagonista è stato lui, l'ex guerrillero tupamaro, ex presidente, oggi senatore e - parole sue - "contadino per sempre". Durante la serata ha raccontato il suo modello di agriMujica e Guidi coltura: significa "prendersi cura della Terra affidandola in primo luogo alle donne, ai piccoli agricoltori, ai 'chicos'". Sono questi i valori che hanno ispirato per la sua intera esistenza José Mujica, ed è a questi valori che intende ispirarsi l'agricoltura sociale italiana. E' il modello fondato sul microcredito, quello che lo stesso Mujica considera centrale, anche se può convivere con altri modelli agricoli, come quelli su larga scala". "Bisogna sostenere i piccoli produttori con tecnologie e innovazioni efficaci. Il microcredito deve basarsi sulla fiducia, in particolare sulla fiducia alle donne". Per lui, deve essere lo Stato a sviluppare meccanismi di microcredito. Nelle parole di Mujica, nato da padre spagnolo e madre ligure, non sono mancati riferimenti all'Italia e all'eredità che il nostro Paese ha lasciato in Uruguay: "Grazie all'Italia per il sangue che mi avete dato e per il rapporto con la terra che mi avete trasmesso - ha concluso -. Non perdete l'amore per la campagna, avete un capitale, una storia, non perdeteli”. (G.B.) 16| MONDO AGRICOLO|OTTOBRE 2015

con il lavoro delle Regioni per il riconoscimento delle attività già esistenti e di quelle nuove”. “La giornata dell’agricoltura sociale è stata preceduta da una serata alla Vigna di Leonardo realizzata da Confagricoltura in collaborazione con Snam, che ha presentato la propria iniziativa di agricoltura sociale “Un orto nella rete”, avviata quest’anno a Terranuova Bracciolini in provincia di Arezzo e realizzata in collaborazione con la cooperativa sociale Betadue. “Costruiamo, ma non scappiamo – ha detto il CEO di Snam Carlo Malacarne - per questo abbiamo dato alla cooperativa in comodato d’uso gratuito un’area confinante con l’impianto di compressione del gas naturale per coltivarla impiegando persone socialmente svantaggiate e destinare i prodotti alle mense degli asili del Valdarno, in un’ottica di condivisione del valore e stimolo delle attività economiche sul territorio. Per l’occasione nei saloni della Casa degli Atellani è stata allestita una mostra fotografica che racconta il progetto attraverso gli scatti del fotografo Christian Sinibaldi, collaboratore del Guardian e vincitore di numerosi premi internazionali che, nei mesi scorsi, ha ritratto diversi momenti di lavoro nell’orto attraverso una serie di istantanee vivide e coinvolgenti. 


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EXPO 2015 SOSTENIBILITÀ

La tavolozza del benessere

18| MONDO AGRICOLO|OTTOBRE 2015


Convegno a Lodi sulla nutraceutica, via colorata per la salute. Promosso da Confagricoltura, Accademia Nazionale dell’Agricoltura, Parco Tecnologico Padano e Assobiotec

di Paola Castello

“L

ascia che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”. La massima di Ippocrate, a distanza di secoli, è ancora attuale ed è alla base della nuova frontiera della scienza della nutrizione, la nutraceutica. A questo tema Confagricoltura, insieme con Accademia Nazionale dell’Agricoltura, Parco Tecnologico Padano e Assobiotec, ha dedicato il convegno “La nutraceutica: la via colorata per la salute” svoltosi a Lodi nella sede del Parco Tecnologico; iniziativa prevista nell’ambito degli “appuntamenti con la sostenibilità” della Confederazione in occasione di Expo. Per Confagricoltura è intervenuto il componente della giunta Giangiacomo Bonaldi che ha sottolineato l’impegno delle aziende agricole per la sostenibilità ed il ruolo aggregante che svolge Ecocloud.

I cibi funzionali, per i loro benefici, sono veri e propri farmaci Nella prima sessione, coordinata dal prof. Giorgio Cantelli Forti, presidente dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, sono stati analizzati gli aspetti scientifici del tema. Sono intervenuti: Silvana Hrelia, direttrice del Centro Biochimica della Nutrizione Università di Bologna; Patrizia Hrelia, presidente della Società Italiana di Tossicologia; Arrigo Cicero, presidente della Società Italiana di Nutraceutica e Giovanni Scapagnini della Società Italiana di Nutraceutica. Nato dall’unione degli aggettivi “nutrizionale” e “farmaceutico” - come ha ricordato Cantelli Forte - il termine “nutraceutica” indica lo studio dei principi attivi presenti negli alimenti in grado di svolgere funzioni protettive e di prevenzione per la nostra salute. “In passato – ha ricordato lo studioso - l’alimentazione è stata associata quasi esclusivamente ai sapori, per

Giangiacomo Bonaldi

poi essere legata, in un momento successivo, soprattutto all’estetica. Oggi l’attenzione deve essere posta sul nesso alimentazione/salute. Sono le previsioni per il futuro che ci obbligano a questo: andiamo incontro ad un’epoca in cui la popolazione mondiale sarà sempre più longeva e proprio per questo sempre più soggetta a quelle patologie che si manifestano con l’età”. In quest’ottica, lo ha ricordato anche Silvana Hrelia, la medicina preventiva sarà una branca sempre più importante e una “dieta nutraceutica”, basata su alimenti che attivano funzioni protettive nel metabolismo, avrà un ruolo chiave. Si è quindi parlato dettagliatamente di quali alimenti (ad esempio quelli più colorati, la frutta e determinati tipi di verdura) contengano più nutraceutici (flavonoidi, polifenoli, antiossidanti per citarne alcuni) e di quali, tra queOTTOBRE 2015| MONDO AGRICOLO |19


EXPO 2015 SOSTENIBILITÀ

sti, agiscano per prevenire malattie cardiovascolari, quali per la prevenzione del diabete o delle malattie neurodegenerative o di altre disfunzioni metaboliche. La seconda sessione è stata coordinata da Ruggero Targhetta, amministratore delegato di PRIA (Progetti di Ricerca e Innovazione in Agricoltura), società costituita da Confagricoltura ed Euris per favorire il dialogo tra mondo agricolo, istituzioni della ricerca e sistema industriale. In essa sono state presentate le storie di imprenditori che, negli ultimi anni, hanno dato alle loro aziende un forte orientamento all’innovazione e alla ricerca, con una grande attenzione alla sostenibilità. A partire da quella raccontata da Gianluca Salvadori, di LB Lyopharm s.r.l., impresa produttrice

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rizzando verso la nutraceutica. Produce sia ingredienti per industrie alimentari, sia prodotti salutistici naturali come vitamine, flavonoidi e antiossidanti, concentrandosi sui succhi di ortaggi come alimenti funzionali e sulle cadi alimenti clinici, dietetici e di edul- rote (una peculiarità della produzione coranti, capaci di migliorare la salute; sono le carote viola che contengono l’azienda è anche la capofila di una più nutraceutici delle tradizionali). Da Rete di Imprese, Nutribiotech che ha queste storie e dalle riflessioni condicome obiettivo la ricerca per la crea- vise traspare che la nutraceutica è il fuzione di alimenti funzionali. turo della nutrizione e che orientare le Quindi si è passati a Bionap, nata nel produzioni in questa direzione è una 1997 e specializzata nella produzione scelta strategica, lungimirante e “sostedi estratti vegetali utilizzati nei ‘cosme- nibile” dal punto di vista ambientale, ceutici’ e negli integratori alimentari e sociale ed economico, per produrre di che, per la sua produzione, utilizza i più ed in modo salutare e consentire sottoprodotti dell’industria agroali- così alle generazioni future di vivere mentare. L’azienda Aureli Mario, leader più a lungo e meglio. mondiale nella produzione e trasfor- Anche in questo l’agricoltura può svolmazione degli ortaggi, che si sta indi- gere un ruolo decisivo. 

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EXPO 2015 SOSTENIBILITÀ

Consumo responsabile Corea, i piatti della tradizione (Foto R. Ciani Bassetti)

I padiglioni di Svizzera, Corea e Santa Sede invitano a riflettere sulla scarsità delle risorse alimentari di Gaetano Menna

o Swiss Pavilion, ad Expo 2015, è costituito da quattro torri che, all’inizio dell’Esposizione universale, erano stracolme di mele a rondelle, acqua, sale, caffè, dai quali i visitatori attingono. Ma c’è un limite alle risorse disponibili, superarlo

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significa privare gli altri visitatori delle stesse possibilità. Il 10 ottobre è stata colta l’ultima rondella. La torre vuota fa riflettere. Nelle altre tre strutture restano acqua, caffè e sale… ce n’è per tutti i visitatori? Lo si vedrà il 31 ottobre. L’obiettivo del padiglione degli svizzeri è

quello di promuovere lo sviluppo sostenibile ed il consumo responsabile, riflettendo sulla scarsità delle risorse alimentari nel mondo. Grazie alla modulaVaticano, evangelizzazione digitale


rità della struttura, mano a mano che le torri si vanno svuotando il livello delle piattaforme su cui poggiano si abbassa, permettendo così al pubblico di visualizzare il proprio comportamento in relazione ai consumi. Le rondelle di mele, in particolare, rappresentano la biodiversità, la capacità di diversificazione e il ruolo fondamentale dell’agricoltura nella tutela del paesaggio; la frutta è un elemento essenziale per una dieta sana e naturale. Una delle torri presenta al grande pubblico le sfide legate alla gestione durabile dell’acqua, che costituisce uno dei maggiori problemi del XXI secolo. Il padiglione della Repubblica di Corea, dal colore bianco, ha una forma ispirata al “vaso luna” (moon jar), una ceramica tipica del paese; al suo interno la scultura di un piatto tradizionale coreano riporta un’iscrizione inglese che dice:“Sei ciò che mangi”. La risposta della Corea alle cattive abitudini alimentari si chiama “Hansik”; è il modello della tradizione locale composto da piatti equilibrati che tengono in considerazione numerosi aspetti, come la stagionalità, l’alternarsi di colori diversi, gli ingredienti. La fermentazione costituisce il concetto base dell’alimentazione coreana. Nel padiglione, il processo di fermentazione che avviene in un grande “onggi”, viene paragonato al fenomeno della “creazione della vita”. Le tradizioni – si spiega - si basano sull’antica credenza coreana che la natura non sia un oggetto che deve essere conquistato dagli esseri umani; deve essere compresa e trattata con rispetto. Tema questo affrontato, in tutta la sua sacralità, dallo spazio espositivo della Santa Sede che ci ricorda che il creato è un giardino da custodire, affidato da Dio come un dono da contemplare e non da consumare. Attraverso la disciplina del cibo l’uomo può imparare molto a proposito del

Papa Francesco: «Non è tollerabile che si getti il cibo. Questo è iniquità» suo legame con il creato come anche sulla sua relazione con Dio. Il pasto rituale dell’eucarestia rivela il bene che Dio nutre per gli uomini; allo stesso tempo è il luogo di verifica dell’accoglienza del dono avuto. E quindi il nutrire è un modo per generare comunione. Il cibo va condiviso e non sprecato;

Svizzera, colta l’ultima mela

le riflessioni di Papa Francesco, contenute nell’esortazione apostolica “Evangelii Gaudium”, vanno al cuore della questione antropologica legata anche al tema dell’Expo: «Non si può più tollerare il fatto che si getti il cibo, quando c’è gente che soffre la fame. Questo è iniquità».  OTTOBRE 2015| MONDO AGRICOLO |23


EXPO 2015 SOSTENIBILITÀ

Sulla strada del biometano

Convegno di CIB e Confagricoltura a Palazzo Italia. Il biogas può innovare sensibilmente i modelli di mobilità sostenibile

energia elettrica o biocarburanti avanzati, dando un notevole contributo al raggiungimento degli obiettivi climatici fissati dal protocollo di Kyoto e Europa 2030. Biogas e biometano sono stati al centro di un convegno che si è svolto a Palazzo Italia, promosso dal CIB, Consorzio Italiano Biogas e Confagricoltura, nell’ambito degli “Appuntamenti con la sostenibilità”. «L’agri-

coltura – ha esordito Camillo Zaccarini, dell’Ismea – è chiamata a dare il suo contributo alla riduzione delle emissioni clima alteranti. Il biogas è la tecnologia più concreta e promettente per consentirci di produrre di più a minor impatto». Il biometano, biocarburante avanzato che si ottiene dal biogas sul quale sono state appena pubblicate, per le modalità extra rete,

di Giuseppe Bucca

utrire il pianeta, energia per la vita. Il celebre slogan di Expo Milano sottolinea la perfetta sintesi del ruolo svolto dall’agricoltura, capace di fornire alimenti, ma anche di riutilizzare i suoi sottoprodotti per produrre

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Gattoni e Guidi


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Guidi: «Superare incertezze normative su fiscalità e digestato» le procedure operative, può innovare sensibilmente i modelli di mobilità sostenibile. Il biometano, che, come ha ricordato Massimo Centemero del Consorzio Italiano Compostatori, si può ottenere anche dalla frazione umida dei rifiuti urbani e presenta nell’autotrazione le stesse emissioni di un’auto alimentata a elettricità da fonti rinnovabili. Per questo agli sviluppi di questo biocarburante guarda con attenzione anche l’industria italiana del gas.A cominciare da Fiat Chrysler Automobiles e da CNH Industrial, che ha presentato a Expo il primo trattore alimentabile a biometano. Per proseguire con Snam, il principale operatore nella distribuzione del gas in Italia. «Il governo – ha commentato Giuseppe Castiglione, sottosegretario al Mipaaf con delega alle agroenergie – ha deciso di sostenere le imprese agricole che decidono di investire nella generazione diffusa di energia da fonti rinnovabili, anche nel settore dei trasporti. Continua, pertanto, il percorso verso una green economy concretamente attuabile dalle imprese agricole». «La filiera biogas-biometano è winwin – ha commentato Piero Gattoni, presidente del CIB –. Da un lato produce elettricità e biocarburanti rinnovabili. Dall’altro contribuisce a creare un’agricoltura carbon negative». «L’Italia – ha infine concluso Mario Guidi, presidente di Confagricoltura – deve proseguire su questa strada con sempre più determinazione completando il quadro normativo anche per l’immissione in rete del biometano, rendendo maggiormente trasparente il mercato dei certificati di immissione e recependo in tempi rapidi le nuove disposizioni europee sui biocarburanti che privilegiano anche l’utilizzo delle colture di secondo raccolto». Infine, il presidente Guidi ha ricordato l’urgenza di superare tutte le incertezze normative sulla fiscalità del settore e sull’utilizzo del digestato. 

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SYNGENTA PER UN MODELLO DI AGRICOLTURA SOSTENIBILE E SOLIDALE

“IncontrArmando”, si rafforza il patto di filiera arte dall’Irpinia la filiera italiana di Grano Armando, il brand di pasta che nasce da un accordo innovativo fra industria e agricoltura. È qui, presso il pastificio campano De Matteis, che si è svolto lo scorso 2 ottobre IncontrArmando, l’evento annuale che riunisce le aziende agricole italiane aderenti al patto di filiera che ha cambiato il ruolo dei coltivatori, rendendoli protagonisti di un modello di agricoltura sostenibile e solidale. Grano Armando è un contratto di filiera nato dalla collaborazione tra Syngenta, il pastificio De Matteis e la ditta sementiera Coseme per creare un marchio di pasta che con chiarezza ponga l’accento, oltre che sull’eccellenza dei processi produttivi, anche sulla qualità e l’origine delle materie prime. Gli agricoltori che aderiscono a questo contratto seminano specifiche varietà di grano duro selezionate da Coseme e le coltivano secondo il disciplinare sviluppato da Syngenta, usufruendo anche dell’assistenza in campo dei suoi agronomi. Syngenta vuole aiutare gli agricoltori ad ottenere maggiori vantaggi migliorando le produzioni di grano duro sia in termini qualitativi, incrementandone il contenuto proteico e l’indice di glutine, che quantitativi, aumentandone le rese del 15%. Centi-

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naia di agricoltori, che risiedono in 9 regioni (Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio, Molise, Puglia, Toscana, Umbria e Marche), hanno aderito al progetto. Un totale di oltre 8 mila ettari di superficie coltivata a grano duro secondo un severo disciplinare e tassativi standard qualitativi, per produrre Pasta Grano Armando. La superficie media coltivata a Grano Armando è aumentata inoltre del 35% rispetto all’anno precedente. Dato ancora più rilevante, sale anche la resa media per ettaro, superiore del 6,5% alla media nazionale. La forza della filiera sta infatti nella garanzia e nella continuità: i coltivatori che stipulano l’accordo con il pastificio campano percepiscono un compenso minimo garantito per il grano conferito, che aumenta tanto è maggiore la qualità del raccolto. Un meccanismo virtuoso che permette di salvaguardare la professione dell’agricoltore, di evitare i meccanismi speculativi propri del settore e di raggiungere con Pasta Grano Armando risultati d’eccellenza.


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Le “Spighe verdi” dei comuni rurali Presentato a Milano il progetto delle “bandiere blu dell’agricoltura”, realizzato da Confagri e FFE Italia di Gabriella Bechi

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opo le “Bandiere Blu” arrivano le “Spighe Verdi”. Anche i comuni rurali, infatti, dal prossimo anno, potranno fregiarsi di una certificazione simile a quella esistente per i comuni delle zone costiere. Il progetto, presentato a Milano lo scorso 1 ottobre alla Vigna di Leonardo, è nato dalla collaborazione di Confagricoltura e FFE Italia, Ong internazionale, nata oltre trent’anni fa, con quartier generale a Copenhagen

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e promotrice della nota eco-label volontaria “Bandiera Blu” e di altre certificazioni come Eco–Schools, che riunisce 18 milioni di studenti nel mondo, o Geen Key dedicata alle strutture alberghiere. “Spighe verdi” è la naturale emanazione di “Bandiera Blu” e nasce proprio dal successo e dalle aspettative generate da questa esperienza, collaudata da ormai 27 anni e adottata in 67 Paesi del mondo. “Sono numerosi i benefici che hanno avuto in questi anni le amministra-


zioni locali che hanno aderito a “Bandiera Blu” - ha sottolineato Claudio Mazza presidente di FEE Italia - in quanto il progetto ha sollecitato e facilitato la loro programmazione ambientale e delle politiche del territorio. Molti comuni delle zone costiere hanno anche territori rurali all’interno e desiderano completare il percorso, altri totalmente rurali hanno già intrapreso la strada dello sviluppo sostenibile e sono desiderosi di ottenere una certificazione simile. Con “Spighe Verdi” vogliamo coinvolgere le amministrazioni locali delle aree interne per promuovere un miglioramento continuo della gestione ambientale al fine di favorire la conservazione del paesaggio, il corretto uso del suolo, la valorizzazione dei centri storici e degli aspetti culturali dei luoghi, per finire con lo sviluppo turistico e l’educazione ambientale”. “L’attività agricola - ha affermato Luigi Mastrobuono, direttore generale di Confagricoltura - è parte fondamentale del processo di sostenibilità dei territori e il ruolo di Confagricoltura

Mastrobuono: «Spighe Verdi si integra con i principi del progetto Ecocloud» è quello di evidenziare e diffondere tutte quelle buone pratiche di sostenibilità ed innovazione che le aziende già attuano o sperimentano. Ecco perché l’esperienza di FEE nella gestione del programma internazionale “Bandiera Blu” si integrerà con i principi del progetto EcoCloud di Confagricoltura, esempio di come le aziende agricole possano attuare pratiche sostenibili che coinvolgano e migliorino tutta l’azienda nei suoi aspetti ambientali, economici e sociali.” A portare la loro entusiastica testimonianza di “Bandiera Blu”, un comune tra i più “vecchi” (21 anni), Castagneto Carducci (Li), con il sindaco Sandra Scarpellini, e uno che, dopo aver superato problematiche importanti, in una zona difficile, è stato capace di riprendersi la “Bandiera” nel 2007, dopo averla persa nel 1988:

Agropoli (SA), con il vice sindaco Adamo Coppola. Quindi l’intervento dei sindaci di tre comuni pronti a candidarsi per la “Spiga Verde”, Donatella Tesi di Montefalco (PG), Claudio Bariselli di Lodi, Paolo Castellano di Tassarolo (AL). “La forza di questo progetto sta nel coinvolgimento di tutti i soggetti che operano sul territorio - ha concluso il presidente di Confagricoltura Mario Guidi – dalle Istituzioni, alle associazioni di categoria di tutti i settori, dalle imprese ai cittadini. Solo con l’aiuto di tutti saremo in grado di rafforzare e sviluppare politiche territoriali che avranno positive ricadute anche sul turismo, sulla valorizzazione e sulla commercializzazione dei prodotti agricoli e dell’artigianato”. Il disciplinare, basato su criteri molto rigidi, redatto in collaborazione con Confagricoltura, è pronto e presto sarà diffuso alle amministrazioni, che potranno rispondere ai questionari e candidarsi alla “Spiga”. A partire dai primi mesi del 2016 saranno rilascia te le prime certificazioni.

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Gli chef agli stand-bici

Gusto in bicicletta Il “Viaggio verso Expo”, di Confagri Emilia Romagna, dopo 30 tappe, si è concluso alla Vigna di Leonardo. L’evento ha arricchito il calendario degli “Appuntamenti con la sostenibilità”

di Barbara Bertuzzi 28| MONDO AGRICOLO|OTTOBRE 2015

i narra che lungo la via Emilia, l’arte culinaria non abbia sopraffatto bensì assecondato la natura, l’istinto e gli umori e che i cibi, da Rimini a Piacenza, abbiano conservato le proprie qualità naturali. Ci sono voluti 45 giorni per raccontare la straordinaria biodiversità di questa regione attraverso itinerari sostenibili, in un Appennino percorso a piedi dai trekker ma anche in barca lambendo le acque del Po, oppure con le bici condotte dai produttori sull’antica strada romana costruita dal console Marco Emilio Lepido nel 187 avanti Cristo.

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Oltre 30 appuntamenti e 30 mila strette di mano. Il “Viaggio dell’Emilia Romagna verso Expo”si è chiuso il 21 settembre alla Vigna di Leonardo in Casa degli Atellani con una grande tappa conclusiva, che ha arricchito il calendario degli “Appuntamenti con la sostenibilità” promossi ad Expo da Confagricoltura, per rimarcare l’impegno profuso costantemente dagli agricoltori nel preservare la biodiversità e l’ambiente e nel tutelare il territorio. C’erano proprio tutti. Dagli chef agli agricoltori, dai produttori ai rappresentanti delle varie comunità toccate dai tre percorsi, nell’affascinante giardino restituito al vigneto originale che


coltivava Leonardo mentre, poco distante, dipingeva l’Ultima Cena. Organizzata dall’associazione Cheftochef emiliaromagnacuochi (che riunisce grandi cuochi e agricoltori assieme ai produttori di Parmigiano-Reggiano, Culatello,Aceto Balsamico; di farine di cereali bio e di pasta) e da Confagricoltura Emilia Romagna, tra i partner del progetto assieme alla Regione Emilia Romagna, la serata è iniziata con le parole dell’ideatore, Luigi Franchi: «La biodiversità va difesa insieme ai territori e alle persone che la praticano ogni giorno». E il pensiero tocca la città di Piacenza e la sua provincia, che avrebbero dovuto essere il punto di arrivo dei tre itinerari ma che le imponenti calamità che si sono scagliate su questo territorio, hanno impedito. C’era il presidente di Confagricoltura Mario Guidi assieme al coordinatore del progetto “L’Emilia Romagna verso Expo” per Confagricoltura Emilia-Romagna, Guglielmo Garagnani: «Confagricoltura è lieta e onorata di ospitare proprio qui l’arrivo del Viaggio dell’Emilia Romagna. La rinascita della vigna di Leonardo è il filo conduttore di questa serata all’insegna della sostenibilità e della biodiversità: l’innovazione della scienza, con l’aiuto degli agricoltori, ha fatto rivivere il vigneto piantato dal Genio 500 anni fa. Innovazione e tradizione sono quindi i due ingredienti principali che, dosati dalle sapienti mani dei cuochi, possono davvero rappre-

Ottavio di Canossa in bici verso Milano

sentare la nostra agricoltura del futuro». C’erano i ricercatori e gli scienziati provenienti da ogni parte del mondo e riuniti a Milano dalla Regione Emilia Romagna per la due giorni del World Food Research and Innovation Forum. «Vorremmo lanciare – ha rimarcato l’assessore all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna Simona Caselli - una piattaforma mondiale sui temi della ricerca e dell’innovazione, della salubrità degli alimenti e della loro accessibilità, forti della nostra rete di Università e centri di ricerca e consapevoli che, oggi più che mai, il futuro dell’agricoltura mondiale passi dalla capacità che avremo di innovare tecniche produttive, agronomiche, di trasformazione e che l’Emilia Romagna deve es-

Tosi: «Gli imprenditori emiliano-romagnoli orientati all’export» sere all’avanguardia nei processi». E poi sul viaggio vissuto tappa dopo tappa: «Siamo di fronte ad un vero fenomeno sociologico che merita riflessione e segnala il potenziale che si offre alle nostre produzioni di qualità e

che l’agricoltura regionale deve saper sfruttare al meglio». Un patrimonio agroalimentare di qualità che vale 25 miliardi di euro con un giro d’affari legato all’export pari a 5,5 miliardi. «Produttori, industriali, cuochi e istituzioni si sono ritrovati per la prima volta insieme con l’obiettivo di comunicare al mondo, ai tempi di Expo e proseguendo anche dopo, la ricchezza di un territorio simbolo del cibo made in Italy», ha detto il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Gianni Tosi, sottolineando che «l’agricoltura produttiva nutre il pianeta e la sfida globale si giocherà in futuro sulla capacità di fare sistema e aggregazione e sulle abilità imprenditoriali degli emiliano romagnoli sempre più orientate alla conquista di nuovi mercati». Così le conclusioni del presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini: «In Viaggio verso Expo ha rappresentato un progetto innovativo per raccontare una regione, il suo territorio, la sua gente, i suoi punti di forza. I 41 prodotti DOP e IGP, espressione di un'agricoltura che salda innovazione e tradizione; le eccellenze dell'enogastronomia; la cultura, l'arte, il paesaggio e, non ultima, un'offerta turistica che non ha eguali».  OTTOBRE 2015| MONDO AGRICOLO |29


EXPO 2015 TERRITORI

Barbaglini e Lasagna

Opere d’arte e sapori Evento alla Casa degli Atellani di Confagri Lombardia sui capolavori della cucina e dell’arte. Piatti dello chef stellato Barbaglini e sculture di Luciana Gallo

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a vera Expo è alla Casa degli Atellani”. Così il critico d’arte Vittorio Sgarbi, ospite il 15 settembre ad uno degli appuntamenti “Sei personaggi in cerca d’autore” organizzati da Confagricoltura Lombardia, che hanno reso omaggio all’eccellenza del Made in Italy, nella prestigiosa Vigna di Leonardo a Milano. “Non voglio dire che l’esposizione universale non abbia centrato rilevanti obiettivi, perché i numeri stanno premiando il progetto - ha proseguito il critico d’arte più graffiante d’Italia - tuttavia un ciclo di eventi come questo, finalizzato a celebrare l’eccellenza del Made in

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Italy riconosciuto in tutto il mondo: arte, cultura, agroalimentare e stile di vita, in questa splendida location, avrebbe rappresentato meglio l’identità di un Paese che ha come biglietto da visita Il Cenacolo, solo per fare un esempio.” Una serata premiata da una vasta partecipazione di pubblico, che ha apprezzato i capolavori della cucina e dell’arte italiani. Tema gastronomico gli affinati ed il pane deglutinato Giuliani. La firma quella dello chef stellato Fabio Barbaglini. Ad esporre le proprie sculture “termo radianti”, nel giardino di Leonardo da Vinci, l’artista internazionale Luciana Gallo. Presenti numerose aziende casearie e agro-alimentari lombarde, che hanno


esposto e fatto degustare ai numerosi ospiti i loro prodotti. Il presidente di Confagricoltura Lombardia Matteo Lasagna ha ricordato che i formaggi rappresentano un patrimonio di eccellenza del Made in Italy e che la Lombardia è il principale produttore di latte in Italia, in quanto copre oltre il 40% della produzione nazionale. Quello dedicato al formaggio è stato il terzo dei quattro appuntamenti organizzati da Confagricoltura Lombardia dedicati ai più importanti prodotti della regione: pane, riso, ortaggi, latte, formaggi e Vittorio Sgarbi salumi, con l'obiettivo di legare il mondo dell'agricoltura e dell'alimentazione alla cultura e all'arte e soprattutto alla tradizione italiana enoVittorio Sgarbi: gastronomica d'eccellenza. Ospiti del «La vera Expo primo aperitivo l’11 giugno l’artista di è alla Casa degli Atellani» pop art Ludmilla Radchenko, personaggio la cui arte si nutre di vita reale grazie

a composizioni ricche di messaggi visivi e collage di vita quotidiana. A commento delle opere e ospite della serata Stefano Zecchi, filosofo, scrittore, giornalista e critico d’arte di consolidata fama. La serata del 21 luglio è stata dedicata al riso.Al presidente di Confagricoltura Lombardia l’ambito riconoscimento “4chetta” firmato dallo stilista Luca Paoloross e consegnato da Francesco Villa, meglio conosciuto come Franz della coppia di comici Ale e Franz. Critico d’arte Luca Nicoletti. L’ultimo aperitivo il giorno 8 ottobre dedicato alle carni suine insaccate in cui la Lombardia vanta ben dieci produzioni a marchio Igp e Dop. Artisti della serata Paola Michela Mineo e il danese Misja Kristoffer Rasmussen. Come critico l’ associazione culturale “In Donne veritas”,con l’architettoAlessandra Morra e la poetessa Roberta Castoldi. (G.B.)

Le sculture di Luciana Gallo

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EXPO 2015 TERRITORI

aumento di impegno e di attenzione per i mercati esteri. Alla caffetteria adiacente alla Vigna, dal 14 al 21 settembre, ogni sera si sono alternate presentazioni di prodotti, promozioni e degustazioni di olive, olio extravergine, birra artigianale, prodotti sott’olio (verdure, creme di verdure) e vini, che hanno attirato un pubblico numeroso. Come in un crescendo magistralmente organizzato, i viticoltori in occasione di“Vini in Vigna”, hanno incontrato 20 buyer provenienti da Usa, Russia India, Singapore e Corea del Sud, nell’ambito del programma “World Wine – I vini Italiani incontrano il mondo”. Dal vino l’attenzione si è allargata ai prodotti che meglio esprimono l’identità e le tradizioni agroalimentari sarde, come l’olio extravergine, i formaggi e il pane carasau. Momenti importanti, che hanno permesso alle imprese associate di rafforzare il proprio posizionamento strategico, consolidando o sviluppando l’attività di internazionalizzazione. “Formaggi, olio e prodotti sottolio, carciofi e vino, solo per citarne alcuni sono le nostre migliori armi per acquisiAzienda Sa Marigosa sul “Cubo” a Palazzo Italia re, con i nostri sapori, i mercati esteri – ha detto il direttore di Federsardegna, Maurizio Onorato -. Attraverso le noto tutte le manifestazioni, è stata valo- stre iniziative siamo riusciti ad affermarizzare per conquistare i mercati. re in modo forte e far conoscere l’im"Obiettivo principale - ha sottolineato magine migliore dell’agricoltura della l'assessore dell'Agricoltura della Sarde- nostra isola”. Ultimo appuntamento, la gna Elisabetta Falchi, intervenendo alla serata di gala, a cui hanno partecipato cena tipica sarda organizzata alla Vigna numerosi ospiti, che sono stati letteral- è quello dell'internazionalizzazione: mente ‘presi per la gola’, dai piatti tipifar conoscere i nostri prodotti al mon- ci, cucinati magistralmente dallo chef do". Non è un caso, quindi, che gli ap- Claudio Ara del ristorante ‘Sotto la tor(E. T.) puntamenti sardi abbiano registrato un re’, di Cagliari.

Eccellenze sarde

L’impegno di Confagri Sardegna per valorizzare i prodotti e conquistare i mercati

onfagricoltura Sardegna in gran forze a Milano - all’Esposizione universale e fuori Expo, alla Casa degli Atellani-Vigna di Leonardo - per presentare e promuovere le eccellenze della regione. Già dall’apertura l’azienda Sa Marigosa ha firmato il cubo all’ingresso di Palazzo Italia, poi l’intensa due giorni che ha visto gli imprenditori del florovivaismo sardo incontrare gli importatori esteri. La parola d’ordine, che ha caratterizza-

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Falchi, Sanna e Mastrobuono con imprenditori e buyer


L’A P E R T U R A

Diventare agromeccanici digitali Parte “Formazione Uncai”, per competere nel mondo dei contoterzisti

e sfide si chiamano innovazione e ambiente,sicurezza e corretta gestione del campo,con meno sprechi possibili. Parte il programma “Formazione Uncai”rivolto agli operatori delle imprese agromeccaniche, con lezioni in aula completate da “training on the job”, simulazioni in campo. Costruttori di macchine agricole e società di informatica lavorano sempre più a stretto contatto per fornire agli operatori strumenti dotati di sistemi intelligenti: software di bordo in grado di aiutare il contoterzista a ottimizzare la produzione, segnalando con esattezza quali parti del terreno hanno bisogno di acqua o fertilizzanti, quali soffrono per l’attacco di parassiti e hanno bisogno di agrofarmaci, quali invece sono pronte per il raccolto. Tecnologie che promettono di produrre di più, con meno carburante, concime, agrofarmaci, acqua e addirittura con meno seme, ma che per funzionare a pieno regime chiedono ai contoterzisti una marcia in più e diventare agromeccanici digitali, perché l’agricoltura di precisione non si impara da un giorno all’altro. Occorre tirarsi su le maniche per apprenderne le basi scientifiche e gli strumenti. Il corso, finanziato dal Fondo interprofessionale per l'agricoltura (For.Agri) ed erogato da T Con Zero, prevede tre edizioni tra novembre e febbraio e vedrà coinvolte imprese conto terzi del Lodigiano e del

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Cremonese. Interverranno agronomi e professionisti in meccanizzazione agraria e agricoltura di precisione per complessive 34 ore di lezioni teoriche e pratiche sull'uso e la programmazione dei sistemi GPS che da anni scandagliano dall'alto l'Italia e sul funzionamento dei sensori montati da trattori, trebbiatrici e droni, in grado di raccogliere diversi tipi di informazioni dal vigore vegetale, allo stato di erosione del suolo, fino a prove utili per

perseguire reati ambientali. Il percorso formativo è la risposta di Uncai alla crescente domanda di una gestione dei terreni sostenibile. Oltre all'uso delle tecnologie di precision farming,saranno affrontati anche altri aspetti rilevanti per le imprese agromeccaniche, come la manutenzione di trattori e attrezzature e la Direttiva macchine. Al termine del corso i partecipanti riceveranno un attestato riconosciuto dal sistema di certificazione di Regione Lombardia. Per iscriversi: le classi, commisurate a una erogazione ottimale del servizio, sono al completo. Se qualche azienda fosse ancora interessata a partecipare, può rivolgersi a Uncai scrivendo a segreteria@contoterzisti.it. Non è tuttavia possibile garantire la partecipazione ai corsi perché ogni richiesta aggiuntiva dovrà essere valutata in accordo con For.Agri.

SISTI PRESIDENTE DEGLI AGRONOMI MONDIALI Il dottore agronomo è anello di congiunzione tra agricoltori e contoterzisti, favorendo l'introduzione delle tecnologie più sofisticate, in grado di garantire la sostenibilità dell'intero sistema. "Uncai auspica - ha detto il presidente dell'Unione Contoterzisti Aproniano Tassinati - che l'elezione di un italiano alla presidenza di AMIA - WAA,World Association of Agronomists, possa ispirare tutti gli attori del comparto a lavorare insieme Sisti e Tassinari per raccogliere l’eredità di Expo". Tra i primi obiettivi del presidente del Conaf e ora anche degli agronomi Mondiali Andra Sisti, portare una sede dell’Associazione mondiale a Roma all’interno della Fao, puntare sulla formazione e favorire la cooperazione internazionale a tutti i livelli.

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NOTIZIE

Droni e contoterzismo Un mercato in grande espansione al servizio dell’agricoltura di precisione. Ma serve una dettagliata analisi economica delle possibili applicazioni, per capire quando c’è vera convenienza per le imprese agricole e agromeccaniche

i stima che nei prossimi 3 anni, negli Usa, circa l’80% del mercato dei droni sarà assorbito dal settore “Precision Agriculture” per un volume di affari di circa 11 miliardi di dollari e almeno 66 milioni di dollari nei successivi 11 anni. Le previsioni dicono che da qui al 2050 il settore degli APR (aeromobile a pilotaggio remoto) creerà in Europa oltre 150 mila posti di lavoro, mentre oggi, in Italia, esistono già circa 500 aziende di settore. È soprattutto l’agricoltura di precisione a tratte il maggior vantaggio da quadricotteri, esacotteri e ottacotteri.A Milano,nell’ambito di Dronitaly, un convegno rivolto agli agromeccanici ne ha presentato le principali applicazioni. Organizzato dal professor Tommaso Maggiore del Dipartimento di Agraria dell’Università de-

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gli Studi di Milano, l’incontro ha visto tra i relatori agronomi, ricercatori e contoterzisti, tra i quali Giuliano Oldani, presidente dei Contoterzisti Uncai - Apima di Milano, Lodi, Como e Varese. DRONI E PRECISION FARMING Gli APR permettono un monitoraggio diretto delle colture meno costoso dei rilievi da terra e più preciso e veloce di altri sistemi di telerilevamento come satelliti e aerei.“Il loro utilizzo con fotocamera multi spettrale e termo camera – ha illustrato Aldo Calcante dell’Università degli Studi di Milano – permette un’accurata identificazione di stress idrici, nutrizionali, da malerbe o da patologie di una pianta.I dati raccolti da voli radenti e programmati con il gps (anche 50 ha/giorno) permettono all’agronomo di realizzare mappe di prescrizione precise”.

STATO DELL’ARTE La ricercatrice Martina Corti ha spostato l’attenzione sullo sviluppo dei sensori collocati sui droni.È infatti compito di fotocamere digitali e camere termiche indagare lo stato della coltura, rilevando l’energia elettromagnetica riflessa dalla foglia. Gli indici vegetazionali (NDVI) ricavati permettono di discriminare lo stress azotato (per mezzo di camere digitali), lo stress idrico (con sensori termici), la presenza di infestanti e malattie e di stimare la resa di una coltura. DRONI E VITICOLTURA La viticoltura di precisione ha bisogno di monitorare costantemente il regime termico e idrico, il contenuto di nutritivi e le condizioni microclimatiche. Tali indagini “sito specifiche” servono a riconoscere diversi potenziali produtti-


vi, aree vocazionali, date di vendemmia e qualità all’interno di un appezzamento, e possono essere eseguite efficacemente anche con i droni, ha spiegato Luca Toninato di Ager.I dati raccolti permetteranno poi all’agronomo una gestione più precisa del vigneto, uniformando, per esempio, la maturazione o procedendo a raccolte differenziate per massimizzare la qualità.

GRANI TENERI E DURI L’Università del Molise ha provato un Drone Sensefly eBee, dotato di una camera RGB (nel visibile) ed una NIR (vicina all’infrarosso) a un’altezza di 80 metri, per stimare la variabilità produttiva di grani teneri e duri. Al termine della sperimentazione, durata tutto un ciclo colturale, le immagini acquisite dai droni si sono rivelate uno strumento oggettivo per individuare e quantificare i fattori che possono limitare le produzioni (numero piante m2, sostanza fresca e secca pianta, rilievo fase fenologica, altezza, produzione, ecc.).

DRONI E PIRALIDE DEL MAIS L’operatore SAPR e agronomo Antonio Vigoni ha illustrato l’utilizzo dei droni nella lotta integrata alle larve della piralide del mais, un infestante in grado di compromettere fino al 30% del raccolto potenziale e di favorire lo sviluppo di micotossine. L’arma per combattere la piralide è nota, si tratta di una micro vespa, il Trichogramma brassicae, le cui larve,“depositate” all’interno delle uova della piralide, si nutrono del contenuto dell’uovo. Seguendo un piano di volo programmato dall’operatore, i droni permettono la distribuzione meccanizzata di ovuli di cellulosa contenti Trichogramma anche in parcelle ridotte con una precisione nell’ordine di un metro. Con un’autonomia di volo di 25 minuti, il drone è in grado di trattare in un singolo volo fino a 10 ha, distribuendo 125 ovuli/ha. L’utilizzo del drone ha alcuni vantaggi come il bassissimo impatto ambientale, la possibilità di effettuare il trattamento anche in terreni molto allentati, senza compattamento e danni alla pianta. Gli svantaggi sono il costo ancora eccessivo, in media di 90 €/ha con 125 ovuli, destinato però a scendere, e la rigida tempistica da rispettare affinché vi sia sincronizzazione tra i cicli della piralide e del Trichogramma.

ni non bastano.Al contrario, in risaia, il drone può essere utilizzato per ottimizzare la fertilizzazione, ha spiegato l’agronomo Luca Rognoni, perché in questo caso può essere equipaggiato di termo camera e camera multi spettrale di qualità con vantaggi sia economici sia ambientali.

DRONI E CONCIMAZIONE I costi sono ancora un problema, soprattutto in coltivazioni con poca marginalità come il mais da biomassa. Con Giovanni Cobassi, il Crea ha condotto una sperimentazione impiegando droni e sensori multi spettrali economici per stimare la biomassa aerea. In questo caso, per un consiglio di concimazione corretto i dati ricavati con i dro-

NORMATIVE E SVILUPPI L’APR non può essere considerato alla stregua di una macchina agricola in quanto servono competenze specifiche per il pilotaggio e la programmazione e occorre adempiere a una serie di obblighi di legge tra cui possedere un Attestato di pilota di droni;possedere una certificazione medica di tipo LAPL (Licenza di Pilota di Aeromobili Leggeri); sottoscrivere un’assicu-

PROGETTO SMILE Dell’Università di Bolzano, il progetto SMILE (Sistema a pilotaggio remoto per il supporto all’agricoltura di precisione - www.progettosmile.it ) consiste in un sistema di ricognizione per mezzo di un drone in grado di eseguire voli radenti (non superiori ai 2 m) in modalità automatica. Questo permette l’utilizzo per i rilievi di sensori attivi anziché passivi, vera novità del progetto. I sensori attivi sono infatti in grado di elaborare già le misure di riflettenza per ottenere gli indici vegetativi e non hanno bisogno di ricalibrazione tra un rilievo e l’altro. Inoltre l’elaborazione delle mappe di vigore è immediata, grazie al software installato sul sensore.

MAPPE DI MALERBE Applicare erbicidi in modo omogeneo su tutto il campo è inefficiente e dannoso per l’ambiente. Un trattamento differenziato in base al diverso livello di infestazione e al tipo di malerba può, al contrario, permettere un risparmio di erbicidi fino all’80-90% delle dosi. L’Università di Bologna ha quindi testato un software per elaborare le immagini acquisite da un drone, in grado di distinguere specie monocotiledoni da dicotiledoni e suolo nudo. Il risultato sono mappe di infestazione con una precisione dell’80%. razione aeronautica per il proprioAPR;essere riconosciuti da ENAC come operatore per operazioni non critiche.Occorrerà, quindi, mettere insieme gruppi di agricoltori e contoterzisti,hanno commentato in conclusione del convegno Tommaso Maggiore e Giuliano Oldani, per fare una dettagliata analisi economica sulla convenienza ad assumere o formare il proprio personale in base alle qualifiche richieste da ENAC o se sia più economico rivolgersi a Operatori SAPR specializzati. Una cosa è però certa, il mondo della ricerca, gli agronomi, gli agromeccanici, i proprietari dei droni hanno, ad oggi, una grande occasione per sviluppare sinergie per ottenere produzioni sempre più sostenibili dal punto di vista qualitativo, economico e ambientale.  OTTOBRE 2015|MONDO AGRICOLO|III


NOTIZIE

Innovazione tecnologica conto terzi Agromeccanici, volano per l’introduzione della tecnologica nelle filiere agricole di Silvio Balloni - lettere@contoterzisti.it Dottore Agronomo, Dottore di Ricerca in Ingegneria Agraria ed Esperto di Meccanizzazione Agricola

in campo, proponendo agli agricoltori migliori tecniche di lavorazione del terreno, la riduzione dei passaggi con le macchine, la tracciabilità delle operazioni colturali, il corretto dosaggio degli agrofarmaci,il posizionamento ottimale del cantiere di lavoro. Come è naturale che sia, un’impresa conto terzi ha successo se si confronta ogni giorno con le esigenze degli agricoltori, fornendo soluzioni efficaci e vantaggiose per specifiche problematiche aziendali. Problematiche che quando risolte, anche con l’introduzione di nuove macchine, divengono la chiave di volta per raggiungere importanti ri-

sultati imprenditoriali. Non è un caso che il numero di costruttori di macchine agricole in Italia sia nettamente superiore rispetto a quello di altri paesi della UE. Infatti è il sintomo di una elevata specializzazione dell'agricoltura italiana, che si riflette su tutto l’indotto, compreso quello dell'ingegneria agraria. Ma la connessione tra necessità degli agricoltori e proposte del settore industriale è ormai appannaggio proprio del contoterzista, che non di rado è di supporto persino nella definizione dei prototipi di macchine agricole.

pesso l’introduzione di nuove tecnologie nel settore agricolo, caratterizzato da ridotti margini di valore aggiunto, è resa difficoltosa per le dimensioni ridotte delle aziende. Il Gap tecnologico viene di solito colmato dagli agromeccanici, professionisti storicamente fra i più propensi a ricevere,dotarsi e far beneficiare la clientela delle innovazioIL NODO DEI FINANZIAMENTI ni nel settore. Considerando che le politiCiò grazie a superfici domi- GIÙ LE MANI DAL GASOLIO AGEVOLATO che europee di sostegno al nabili nettamente superiori a settore agricolo prevedono Il viceministro all'economia Enrico Morando ha quelle di una media azienda smentito alcune voci che ipotizzavano interventi fra gli obiettivi prioritari agricola italiana e alla cre- sul gasolio agricolo a parziale copertura dei non solo l’introduzione di scente necessità di fornire mancati introiti dall’annunciata riduzione fiscale tecnologie innovative nelle servizi sempre più completi di 45 miliardi. "Siamo certi che fra qualche anno aziende agricole, ma anche tutti i mezzi agricoli saranno mossi da biometano e competitivi. la promozione del trasferiEcco così che l'attività del rinnovabile e made in Italy – ha commentato il mento di conoscenze e contoterzista non può essere presidente di Uncai Aproniano Tassinari –. Fino l'innovazione nel settore scandita semplicemente dal- ad allora, tuttavia, il carburante agevolato è di agricolo, si ritiene che confondamentale importanza per la sostenibilità la periodica sostituzione del- delle aziende agromeccaniche. Eliminarlo o toterzismo e PSR regionali le macchine motrici e opera- ridurlo ulteriormente sarebbe in contraddizione dovrebbero vivere un ditrici quando non sono più af- con la volontà del Ministero dell'agricoltura di verso e più concreto rapfidabili ed è antieconomico sostenere la competitività del comparto agricolo”. porto. Ma questa è un’altra mantenerle. Il suo obiettivo È invece attesa alla prova dei fatti l’intenzione storia, che merita un apprincipale è fornire presta- del Governo di eliminare imu-tasi sui terreni profondimento in una zioni che fanno la differenza agricoli e sui macchinari imbullonati già dal 2016. prossima occasione. 

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INCONTRI PRODOTTI

L’irrigazione a goccia del riso Convegno al Parco Tecnologico di Lodi su una tecnologia che presenta grandi vantaggi, sia produttivi sia ambientali

onvegno al Parco Tecnologico di Lodi (PTP) su“Uso dell’acqua e sostenibilità delle produzioni risicole: una prospettiva globale”, appuntamento clou del progetto “Demo Field Agriculture of Tomorrow” coordinato dal PTP in partnership con 18 aziende private. L’irrigazione a goccia del riso - sviluppata per la prima volta in Israele negli anni passati - nonostante i suoi vantaggi in termini produttivi ed ambientali è ancora scarsamente applicata.Considerando le proiezioni di crescita della popolazione e la diminu-

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zione dell’acqua dolce in conseguenza dei cambiamenti climatici, la possibilità di produrre riso senza sommersione rappresenta una delle sfide principali dell’agricoltura del domani. Nel sito dimostrativo a pochi metri dal PTP è stata allestita una parcella di riso di 1.000 m2 irrigato a goccia. Un terzo di questa superficie è costituito da un pendio artificiale, per mostrare le potenzialità dell’irrigazione su riso in aree marginali dove è impossibile praticare la coltivazione tradizionale in sommersione. Netafim - l’azienda israeliana che ha ideato il sistema di irrigazione a goccia - ha fornito la tecnologia che ha reso possibile l’esperimento. «L’esperienza del Demo Field – ha sottolineato Eli Vered di Netafim – dimostra che abbiamo una possibile soluzione per l’agricoltura del futuro su piccola scala: coltivare in tutti i tipi di terreno e di topografia e irrigare usando sistemi di pompaggio alimentati da energia rinnovabile. In particolare, la tecnologia di irrigazione a goccia elaborata non solo è decisiva per estendere la risicoltura a terreni dove non si può irrigare per sommersione, ma ci aspettiamo possa rappresentare in fu-

turo la prima scelta per coltivare il riso in maniera efficiente e sostenibile, dato che permette un risparmio considerevole di acqua e sostanze nutritive a parità di obiettivi produttivi». Oltre a un risparmio idrico del 45-50% rispetto alla sommersione tradizionale, la tecnica della goccia permette infatti di risparmiare fino al 30% dei fertilizzanti normalmente utilizzati, con minore inquinamento delle falde sottostanti, riduzione delle emissioni di gas serra e incremento delle rese del 20-40%. «Il futuro del riso è a goccia, per le molteplici implicazioni positive di tipo agronomico, produttivo ed economico implicite in questa rodata e al contempo innovativa tecnica irrigua ha sottolineato Alberto Puggioni di Netafim Italia -. In particolare, sono davvero notevoli le implicazioni ambientali connesse alla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra: si potrà coltivare riso fuori dal sistema risaia, inserirlo in rotazioni colturali da reddito, produrlo su suoli marginali o addirittura in pendenza con il supporto del sistema Netafim e delle competenze sviluppate in dieci anni di studi nel mondo risicolo». (M. M.) OTTOBRE 2015| MONDO AGRICOLO|37


INCONTRI PRODOTTI

Un tuffo nella frutta ta la più grande tuffatrice italiana di tutti i tempi (vanta, nella sua specialità, il più ricco carnet di medaglie di sempre nella storia d’Italia). «Salutiamo con soddisfazione la riedizione del programma europeo “Frutta nelle scuole”, ma volevamo dare un segno più forte e un’immagine ancora più positiva, così abbiamo incontrato Tania Cagnotto per parlare del valore dell’ortofrutta italiana, valore economico, valore sociale, valore nutrizionale. In una parola il buono e il Rimini, al Macfrut, bello d’Italia - ha detto il vicepresidente Agrinsieme, - il Coordi- confederale Giandomenico Consalvo namento tra Cia, Confa- conversando con i giornalisti - .Con lei gricoltura, Alleanza del- lanciamo una campagna che è un invile cooperative agroali- to a tutti i consumatori: “Tuffati nella mentari e Copagri - ha frutta perché è buona e sana, è ortolanciato un messaggio ai consumatori: frutta italiana”». Tania ha accettato con mangiate frutta e verdura, pensate alla entusiasmo di fare da sponsor del ‘cibo salute. Testimonial d’eccezione è stata della salute’: «Amo la frutta e la verdura, Tania Cagnotto, giustamente considera- ne mangio moltissima e credo davvero che sia indispensabile per stare in salute e in forma – ha sottolineato l’atleta -. Penso che i ragazzi che ci prendono a modello dovrebbero seguirci non solo nei successi sportivi, ma anche nel nostro modello di vita.Per arrivare a vincere bisogna sacrificarsi, lavorare tanto e tenersi in forma, rispettando il nostro corpo. Mangiare frutta e verdura significa volersi bene».

Agrinsieme, al Macfrut, ha presentato la campagna promozionale sull’ortofrutta. Testimonial la tuffatrice Tania Cagnotto

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«Diventa chiaro che oggi occorre incoraggiare e sostenere un’alimentazione sana e corretta - hanno ribadito i vertici di Agrinsieme -. Le due parole chiave devono essere ‘informare’ ed ‘educare’. C’è bisogno di un’alleanza tra produttori e cittadini per incentivare il consumo di ortofrutta, necessaria sia per il benessere quotidiano che come prevenzione all’insorgere di malattie e al tempo stesso per sostenere il reddito delle 490 mila aziende agricole che, in Italia, coltivano frutta e ortaggi, con la partecipazione attiva dell’Esecutivo per campagne di promozione e azioni di sostegno al settore». È allarme rosso per la salute degli italiani, soprattutto per i bambini che non danno il giusto peso al consumo di frutta e verdura. In quindici anni i consumi di frutta e verdura sono diminuiti di 1,7 milioni di tonnellate (-18%) e la contrazione non accenna a diminuire. Nel 2014 i consumi pro capite di prodotti ortofrutticoli freschi si sono fermati a 360 grammi al giorno,al di sotto delle raccomandazioni OMS (almeno 400 grammi a persona al giorno). È la negazione evidente della dieta mediterranea. Paradossale per un Paese come il nostro che non solo ha nel proprio patrimonio culturale la dieta mediterranea, ma che è il primo produttore europeo di frutta e verdura e che ricopre il record della sua qualità e salubrità in Europa. (M. M.)


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INCONTRI PRODOTTI

Nasce FuturPera A Ferrara, dal 19 al 21 novembre la prima fiera italiana dedicata totalmente alla filiera pericola, dalla produzione sostenibile al consumo

a un nome evocativo che guarda al futuro e all'innovazione. È “FuturPera” la word pear fair che si terrà presso il quartiere fieristico di Ferrara dal 19 al 21 novembre 2015. È il primo evento internazionale dedicato alla valorizzazione della pera e dell'intera filiera pericola, dal vivaismo al consumo. La manifestazione - che cade in un momento particolarmente delicato a livello economico - punta fortemente al rilancio del comparto e si pone come evento di riferimento per la pericoltura italiana ed internazionale. L’obiettivo pri-

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40| MONDO AGRICOLO|OTTOBRE 2015

mario è quello di catalizzare l’attenzione e l’interesse degli operatori del settore e soprattutto di favorire gli incontri tra domanda e offerta, finalizzati alla promozione e commercializzazione del prodotto. Centro di interesse focale della manifestazione per tecnici, produttori e operatori del settore sarà la sezione espositiva, con macchine ed attrezzature in primo piano, ma anche il ricco programma convegnistico, comprendente numerose iniziative di formazione ed informazione come seminari, prove dimostrative sul campo, oltre a convegni internazionali di altissimo profilo tecnico e scientifico. Tra gli appuntamenti spicca quello con “Interpera”, la conferenza internazionale della pera, organizzata da AREFLH (assemblea delle regioni europee produttrici di frutta, vegetali e piante ornamentali), che si svolge ogni due anni e raccoglie gli esperti mondiali per la produzione e la commercializzazione del-

le pere. Integrata all'area espositiva vi sarà una sezione B2B dedicata all'internazionalizzazione del prodotto che diventerà il luogo privilegiato di incontro dei principali buyer esteri invitati a partecipare. Le attività di accoglienza commerciale nei confronti dei buyer saranno precedute da un intenso lavoro di relazione, mirato a favorire la loro presenza e dunque a ottimizzare l’esportazione del prodotto sui mercati esteri. Futurpera non è pensata e organizzata come una consueta fiera di settore, ma come un format innovativo ed originale che metterà a disposizione degli espositori una serie di servizi e di iniziative per consolidare e rafforzare i propri scambi commerciali. La manifestazione sarà arricchita, inoltre, da una serie di eventi collaterali cittadini quali: degustazioni, cooking show, proiezioni cinematografiche, mostre d'arte capaci di creare una perfetta cornice di accoglienza e presentare la Pianura Padana con i suoi luoghi di produzione, come un territorio unico, vocato alla pericoltura sostenibile. (M. M.)


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Formaggi da premio Una storia di impresa familiare di successo, quella dell’azienda agricola “Ponte Vecchio” di Fabio Curto. L’allevamento moderno con vacche al pascolo, il caseificio efficiente e l’agriturismo con ristorazione di Elisabetta Tufarelli 42| MONDO AGRICOLO|OTTOBRE 2015

azienda agricola Ponte Vecchio è sulle rive del fiume e si chiama così perché è lì che fu costruito il primo ponte per attraversare il Piave, di cui restano solo due archi. “L’impresa risale a mio nonno – spiega l’imprenditore Fabio Curto -. Mio zio si occupa della parte vitivinicola e della cantina, mio padre, prima da solo e poi con noi, segue l’azienda agricola e l’allevamento”. È una bella impresa familiare (oltre a Fabio, suo padre Italo, sua madre Patrizia e il fratello Stefano con la compagna Lara), che si avvale anche di manodopera, sopratutto nel periodo estivo. La grande svolta dieci anni fa

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con l’affitto della malga Mariech e la decisione di diventare, oltre che allevatori, trasformatori.“Abbiamo affittato e ristrutturato un vecchio alpeggio di Veneto Agricoltura, la malga Mariech – racconta il giovane imprenditore – l’abbiamo resa agibile e a norma, per ridare vita alla tradizione secolare delle malghe e degli alpeggi, rivisitandola in chiave moderna senza però abbandonare mai il legame con il nostro passato. Una struttura di allevamento moderno, vacche al pascolo, un caseificio efficiente con alti standard di sicurezza sanitaria e alimentare, un agriturismo con ristorazione e venti posti letto” . Gli imprenditori sono capaci di vivere e lavorare con la natura, pur evolven-


dosi, sviluppandosi e usando le nuove tecnologie, sempre attenti alla sostenibilità e a non abbandonare mai il legame con il territorio e i suoi antichi saperi.“E’ questo il nostro punto di forza – sottolinea Curto – riuscire a coniugare perfettamente il passato con il futuro”. E lo fanno in ogni attività: nell’allevamento (300 capi, 120 in lattazione), nella produzione Fabio Curto con il padre Italo ed il fratello Stefano di formaggi e nell’agriturismo. “Nasciamo come allevatori. Le nostre vacche sono di Razza Bruna Italiana, molto adatLa svolta dieci anni fa ta alla trasformazione casearia per gli decidendo di diventare alti tenori di grassi e proteine utili. Lavoriamo circa 30 quintali di latte al anche trasformatori giorno, che viene trasformato in diversi prodotti caseari: burro, yogurt, ricotta e formaggi di diverse stagiona- nostro core business – rileva Fabio – ture”. Con le vacche hanno parteci- sono i formaggi. Ne produciamo una pato – e vinto – numerosi concorsi al- quindicina di varietà nei due caseifile fiere di Verona e Cremona. “Ma il ci, quello a valle, a Vidor, e d’estate in

quello della malga, dove produciamo il Formaggio di malga Monte Cesen – Mariech, da fine maggio a fine settembre, quando gli animali sono al pascolo e si nutrono delle erbe verdi prealpine”. Un formaggio dalle caratteristiche uniche in colore, note aromatiche, profumi e gusto che l’hanno reso un prodotto di nicchia sempre più apprezzato. E’ stato premiato con una medaglia d’oro al Caseus Veneti 2015, al quale l’azienda Ponte Vecchio aveva partecipato con sei prodotti ricevendo ben 5 medaglie. L’impresa familiare, per allargare ancor più l’offerta, ha aperto di recente uno spaccio aziendale dove, oltre ai formaggi, si possono acquistare ‘in filiera cortissima’ la carne dei bovini e i salumi dei maiali allevati in azienda e il Prosecco Docg della cantina familiare. 


MAPPAMONDO di Jordan Nash

In Francia cambia il sostegno alle rinnovabili Parigi mette a punto la nuova normativa che rilancia le agroenergie

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ttesissimo,in Francia,dai produttori di energia rinnovabile e dalle industrie,il decreto sulla compensazione supplementare che è stato presentato dal ministero dell'Ecologia a metà settembre.Grande

FRANCIA: TRADIZIONI VITICOLE PATRIMONIO UNESCO

I 1247 “climats” (parcella di vigneto) della Borgogna - insieme ai coteaux, maison e cantine della Champagne - fanno ormai aperte dei “paesaggi culturali francesi”, dimostrando di possedere, secondo l’Unesco, un Valore Universale Eccezionale. I climats dei vigneti della Borgogna rappresentano i vigneti che si trovano sui pendii della côte de Nuits e della côte de Beaune. Ognuno produce dei cru unici, tra i più rinomati al mondo: Romanée-Conti, Montrachet, Vosne-Romanée ecc. Il Valore Universale Eccezionale premia, oltre al patrimonio straordinario, le tradizioni e il savoir-faire dei viticoltori della Borgogna. Il paesaggio è composto da due elementi: il primo include le particelle viticole, i villaggi e la città di Beaune per un totale di circa 8mila ettari, una striscia di vigneti lunga 60 chilometri e larga al massimo 2 da Digione a Santenay, a sud di Beaune, la capitale vinicola della Borgogna riconosciuta come centro dei commerci; il secondo è il centro storico di Digione, dove “prende forma l'impulso politico per la formazione del sistema dei climats”, dice l'Unesco, ricordando il "notevole esempio di produzione di vino sviluppato a partire dal Medioevo. Un paesaggio modellato dagli uomini da 2000 anni, ricco di un patrimonio architettonico eccezionale e modello di una viticultura regionale famosa nel mondo intero. Premiato pure lo Champagne, i cui coteaux, maisons e cantine sono la testimonianza vivente di un complesso patrimoniale viticolo unico e perfettamente integrato, che ha consentito la trasformazione graduale da un'attività artigianale molto specializzata a una produzione agroindustriale e di eccellenza associata all’immagine della Francia. 44| MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2015

attenzione francese alla sostenibilità ambientale. Questo meccanismo di sostegno per le rinnovabili è previsto dalla ‘legge di transizione per una crescita verde’ approvata durante l’estate. La posta in gioco è alta. Il progetto di decreto definirà il futuro del sostegno finanziario per gli impianti di produzione di energia rinnovabile a partire dal primo gennaio 2016,per filiere e metodi di attribuzione. Ad esempio,l’eolico continuerà a beneficiare della tariffa di acquisto e, in seguito,di una remunerazione complementare.Per la produzione di biogas da digestione anaerobica,il geotermico,l’idroelettrico sotto 1 MW o la cogenerazione la compensazione supplementare verrà effettuata direttamente attraverso l'acquirente. Oltre ai dispositivi quadro, il testo,sottoposto a consultazione,prevede il mantenimento del prezzo di acquisto. A seconda delle filiere e

delle potenze,saranno effettuate le procedure direttamente con l'acquirente o attraverso gare di appalto. Anche se ci sono ancora incertezze,il ministero dell'Ecologia rassicura che i calcoli saranno proporzionali alla energia prodotta e quantificati sulla base della differenza tra il prezzo di riferimento e quello del mercato. La compensazione supplementare,pagata mensilmente,verrà regolarizzata entro la fine dell'anno. Lo schema di decreto deve ancora fare alcuni passaggi: il Consiglio superiore dell’energia, la Commissione per la regolamentazione dell’energia, il Consiglio di Stato,la Commissione europea,prima dell’entrata in vigore prevista per il primo gennaio 2016.


Petizione in Canada: «La politica si occupi del cibo!» Petizione per sollecitare la politica ad occuparsi di agroalimentare

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i interessa il cibo? Allora rendilo importante anche per i nostri politici!”.Con questo slogan Food Secure

Canada ha lanciato un’accattivante campagna per far prendere coscienza ai cittadini ed ai candidati alle prossime elezioni federali quanto sia importante l’agroalimentare per il Canada.E’possibile firmare una petizione online. L’agricoltura sta affrontando una crisi di ricambio generazionale. Più della metà della popolazione agricola ha

DA 50 ANNI SCENDIAMO IN CAMPO CON TE

più di 55 anni e l'80% di questa si ritirerà nei prossimi 10 anni.Tre quarti di loro non ha successore. Il futuro alimentare,in Canada,dipende in buona parte dalle politiche pubbliche:se c’è necessità di nuovi agricoltori,

occorre sostenerli dando un migliore accesso alla terra anche attraverso sovvenzioni e prestiti a basso tasso d’interesse.La terra coltivata continua a diminuire:serve una politica multifunzionale di sostenibilità economica e sociale per l’agricoltura e per le aree rurali.Ad avviso del Canada occorre anche far partire una campagna di informazione alimentare nelle scuole.

Fondata 50 anni fa da un gruppo di agricoltori, Netaim comprende perfettamente le side che i coltivatori devono affrontare ogni giorno. Assieme al nostro network di esperti locali assistiamo gli agricoltori passo passo, offrendo soluzioni irrigue afidabili, convenienti e facili da utilizzare. Sappiamo ciò che serve per soddisfare l’esigenza di rese più elevate e miglior qualità.


A T T U A L I TÀ C R E D I T O

Workshop su Agricheck

L’Osservatorio Supply Chain Finance approfondisce il servizio finanziario di Confagri giudicato tra i più innovativi per facilitare i rapporti tra imprese e banche di Elisabetta Tufarelli

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a situazione economica e politica è stata e continua ad essere difficile. Partendo da questo presupposto Confagricoltura, che vive questa fase d’instabilità mai sulla difensiva, ma rinnovandosi e innovando, ha studiato e realizzato nuovi servizi dedicati alle aziende associate. Progetti di successo, a partire da Agricheck, che destano l’interesse di prestigiosi interlocutori, come l’Osservatorio Supply Chain Finance della School of Management del Politecnico di Milano, uno dei più autorevoli poli di ricerca in materia. Per dare credito all’impresa assume sempre maggiore rilevanza comprendere criticamente come si compone la “supply chain” (la catena di fornitura) in cui l’impresa opera. L’Osservatorio ha valutato “Agricheck” uno dei programmi più innovativi messi in atto negli ultimi anni per il settore agroalimentare, invitando Confagricoltura

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a illustrare la propria esperienza in un workshop a porte chiuse, riservato a partner, sponsor e Advisory Board. L’Osservatorio del Politecnico comprende numerose e prestigiose realtà imprenditoriali italiane e non, come Barilla, Bayer, Ferrovie dello Stato, Henkel, Leroy Merlin, Fincantieri, Nestlé, Pernigotti, solo per citarne alcune.A Roberto Sonzini - direttore di Confagricoltura Novara e team manager di Agricheck - il compito di sottolineare come l’organismo fornisca un servizio di assistenza Roberto Sonzini


Innovativa tecnologia informatica per elaborare le richieste finanziarie territoriale agli associati, per facilitare il rapporto con le banche, orientandoli verso le migliori soluzioni di finanziamento. Il progetto, che si serve di un’innovativa tecnologia informatica, permette di elaborare una precisa richiesta economico finanziaria attraverso l’analisi dei numeri dell’impresa, che vengono organizzati e presentati in modo analitico, secondo i canoni accettati dal sistema bancario. Numerosi sono gli istituti bancari partner di Agricheck. Uno dei problemi più complessi che fronteggia l’impresa agricola – ha evidenziato Sonzini - è quello dell’accesso al credito. Il settore agricolo ha, infatti, criticità specifiche che contribuiscono a rendere più difficoltosa l’accettazione di una domanda di finanziamento da parte di una banca. I rapporti diventano difficili, vengono richieste garanzie suppletive, si allungano i tempi delle istruttorie e i prodotti e i servizi creditizi offerti spesso sono inadeguati alle esigenze delle imprese. Confagricoltura ha messo in atto il “progetto credito” per ovviare a tutto questo. Partendo dal presupposto che, nella difficile fase economica, il Supply Chain Finance può certamente rappresentare una nuova opportunità di collaborazione nella filiera, proprio attraverso Agricheck.“Quella dell’Osservatorio è stata una straordinaria opportunità di confronto, che potrebbe portare ad ulteriori sviluppi e collaborazioni – ha detto Sonzini al termine del workshop -.Tra gli obiettivi dell’Osservatorio c’è, infatti, quello di trovare soluzioni e modelli innovativi per l’ottimizzazione delle prestazioni finanziarie e l'accesso al credito, creare occasioni di condivisione delle conoscenze acquisite, anche attraverso una community che riunisca esperti altamente qualificati della finanza applicata ad ambiti a noi af fini”.

PORDENONE BRESCIA

ROMA

COSENZA C ENZA

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A T T U A L I TÀ R A P P R E S E N T A N Z A

Per una comune crescita

Il presidente di EBAN Roberto Caponi spiega i passi avanti compiuti dalla bilateralità in agricoltura di Claudio Costantino

residente Caponi come e perché nasce EBAN? Recenti innovazioni legislative – a partire dalla legge 30 del 2003 (cosiddetta legge Biagi) – hanno valorizzato in modo significativo la bilateralità, assegnando alle parti sociali la gestione di fun-

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zioni sussidiarie, in alcuni casi addirittura sostitutive, di quelle pubbliche, in materia di collocamento, immigrazione, previdenza, sanità, formazione, integrazione al reddito, certificazione dei contratti. In altre parole lo Stato è consapevole che, in una società articolata e complessa come quella moderna, non sia possibile soddisfare direttamente le variegate e crescenti esigenze di tutela e assistenza che provengono dai lavoratori (e dalle imprese) e che quindi sia necessario affidarsi ad altri soggetti qualificati, quali appunto gli enti bilaterali, espressione diretta delle stesse parti sociali interessate. E proprio al fine di cogliere le opportunità offerte dal nuovo quadro normativo, le organizzazioni datoriali e sindacali agricole – in occasione degli ultimi rinnovi del CCNL operai agricoli e florovivaisti – hanno rimesso mano al sistema

di bilateralità, cercando di creare un impianto più semplice e razionale. Negli ultimi cinque anni (dal CCNL Operai agricoli e florovivaisti del 2010) le organizzazioni datoriali e sindacali agricole hanno ridisegnato totalmente il sistema della bilateralità. Qual è il ruolo della bilateralità in agricoltura? L’agricoltura vanta una lontana e consolidata tradizione in materia di enti bilaterali. Tradizione che, negli ultimi anni, si è sviluppata e rafforzata grazie anche alle buone relazioni sindacali che caratterizzano il settore agricolo e che hanno consentito, nel recente passato, di creare organismi (enti bilaterali), che assolvono a funzioni non certo secondarie sia rispetto alle stesse parti costitutrici, sia rispetto ai datori di lavoro ed ai lavoratori dell’agricoltura. Si pensi ad esem-


ti a livello nazionale e territoriale, semplifica e razionalizza il quadro complessivo prevedendo un unico ente a livello nazionale, appunto l’EBAN che è stato recentemente costituito, e da la possibilità – demandata alla contrattazione territoriale – di prevedere un unico ente (Cassa extra legem/EBAT) per ciascuna provincia. Pertanto le funzioni in precedenza svolte dai vigenti organismi bilaterali di livello nazionale (Osservatorio nazionale, Agriform, Commissione nazionale paritetica per le pari opportunità, Comitato paritetico nazionale per la salute e la sicurezza sul lavoro, FISLAF) sono state trasferite al nuovo Ente bilaterale agricolo nazionale (EBAN), con conseguente messa in liquidazione dei predetti organismi. Analogamente le funzioni svolte dagli organismi bilaterali di livello provinciale (Osservatorio provinciale, Centri di formazione agricola, Comitato paritetico provinciale per la salute e la sicurezza sul lavoro) potranno essere trasferite dalle parti provinciali alle Casse extra legem/Enti bilaterali agricoli territoriali (EBAT). Lei, nel convegno di EBAN a Expo 2015 ha sottolineato che «un’adepio a FORAGRI ed AGRIFORM in ma- guata rete di servizi e tutele, gestiteria di formazione, o al FISLAF ed al ta autonomamente dalle parti FIA in materia sanitaria, e soprattut- contrattuali, può contribuire a to ad AGRIFONDO in materia di pre- realizzare quel lavoro di qualità videnza complementare, rispetto al indispensabile per un’agricoltura quale un ruolo importante, quello di di qualità». Mi sembra una diservice, è stato affidato all’ENPAIA; chiarazione efficace su come si questo per quanto riguarda il livello stia muovendo EBAN… nazionale, ma anche a livello provin- Una volta completato, il nuovo siciale si è sviluppata una rete articola- stema di bilateralità dovrebbe risulta di enti bilaterali quali le Casse ex- tare più solido e razionale di quello tra-legem (strumento ormai consoli- attuale, assicurando alle imprese agridato di gestione mutualistica delle in- cole migliori servizi e tutele, e garantegrazioni in caso di malattia ed infor- tendo ai lavoratori maggiori e più tunio), gli Osservatori, i Comitati per efficaci forme di protezione sociale. Non si può dila sicurezza, e così via. menticare, infatti, che la È stato concretizzato un impian- cosiddetta bilateralità to articolato dell’ ente su due li- svolge un ruolo di fonvelli: nazionale e provinciale. Ce damentale rilievo nel tessuto sociale e prone può parlare? In sostanza il nuovo sistema, in luogo duttivo: avvicina il di una pluralità di organismi operan- mondo delle imprese a

L’agricoltura vanta una consolidata tradizione in materia di enti bilaterali quello dei lavoratori. E in un momento come questo, ove a torto o ragione, il lavoro agricolo è sotto i riflettori dell’opinione pubblica e delle Istituzioni, anche il sistema di bilateralità, soprattutto attraverso la sua capillarità territoriale, può contribuire a garantire la qualità e regolarità del lavoro. Possiamo dire, in conclusione, che EBAN indica un percorso innovativo che può essere preso ad esempio da altri settori? Non vorrei peccare di presunzione. Di certo abbiamo sull’argomento una consolidata esperienza, che risale addirittura al 1937, con la costituzione dell’ENPAIA, primo ente bilaterale del nostro Paese. Esperienza che ci consente di avere quelle solide basi indispensabili per innovare con intelligenza. Ma anche altri settori produttivi, come l’edilizia, l’artigianato, il commercio possono contare su sistemi bilaterali consolidati che hanno intrapreso percorsi di innovazione e razionalizzazione, altrettanto interessanti. Forse potrebbe essere utile un maggior interscambio di esperienze per una comune crescita. 

Roberto Caponi

OTTOBRE 2015| MONDO AGRICOLO |49


ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO FRIULI V.G. L’ADOZIONE DEL PSR

L’adozione formale del Psr 2014-2020 della Regione Fvg, da parte della Commissione Ue, è stata accolta con favore dalla Confagricoltura regionale. Si tratta di un documento strategico, importante per il comparto – ha detto Claudio Cressati, presidente di Confagricoltura Fvg -. Auspichiamo una rapida applicazione e una altrettanto veloce predisposizione degli atti relativi per consentirne la completa operatività”.

CAMPANIA AGRINSIEME ALLA POLITICA

Agrinsieme Campania ha incontrato le forze politiche presso la Camera di Commercio di Napoli, richiamando l’attenzione delle istituzioni e dei media su una serie di temi imprescindibili per il decollo del settore, da inserire repentinamente nell’agenda del governo regionale. Sollecitata l’approvazione e l’avvio rapido del nuovo PSR. 50| MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2015

di Elisabetta Tufarelli

DIBATTITO SUGLI ELEMENTI DI RINNOVAMENTO

A Teramo sul futuro agricolo

Quale sarà il futuro dell’agricoltura? Se lo è domandato e lo ha chiesto Confagricoltura di Teramo che, subito dopo la sua assemblea, ha organizzato un incontro con Paolo De Castro, coordinatore della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento europeo, Giuseppe Blasi, capo dipartimento politiche europee, internazionali e dello Sviluppo rurale del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali e Mario Guidi, presidente di Confagricoltura. Il presidente regionale, Concezio Gasbarro, moderando il convegno, ha messo a fuoco gli elementi più “sensibili”, a partire dalla remunerazione dei prodotti ai PSR. “Il problema fondamentale – ha spiegato il presidente provinciale BernardoSavini Giosia Bernardi - è il reddito reale dell'impresa agricola, che in Italia è ancora molto basso e che non lascia spazio a teorie filosofiche: essere agricoltori vuol dire fare un lavoro duro e investire capitale, vuol dire seminare
 senza sapere se ci sarà il raccolto e quale sarà il prezzo del prodotto finale. Abbiamo bisogno di certezze su quale

futuro ci sarà. Un sostegno al settore, a nostro parere, non può manifestarsi solo attraverso la concessione di finanziamenti, ma deve prevedere un progetto concreto per l’agricoltura italiana, che sappia interpretare le molteplici differenze che vi sono in questa complessa e variegata attività e che snellisca gli adempimenti burocratici in modo da facilitare gli agricoltori nella sfida con i mercati”. Il presidente Mario Guidi, nelle conclusioni, ha evidenziato come all’Expo non sia stato analizzato il tema del futuro dell'agricoltura: “C’è un grande paradosso. Mai come in questo momento - ha affermato - l’agricoltura cattura l’attenzione dei media e della società. E mai come in questo momento il settore è in crisi. Confagricoltura ha portato a casa la normativa sulle reti di impresa e sul lavoro, è riuscita a correggere o a mitigare provvedimenti, come l'Imu sui capannoni, ma ci sono un sacco di problemi che attendono risposte, dalla Pac alla burocrazia. Non possiamo sempre lavorare sulla difensiva: vedremo se almeno dopo Milano ci sarà un cambio di passo”.


LE INIZIATIVE DI CONFAGRICOLTURA ROMA

Le priorità di Destro sul Psr del Lazio Si è svolto a Roma, sabato 10 ottobre scorso - nell’ambito della tradizionale manifestazione “October Truck Fest” a cura della Romana Diesel - il convegno organizzato dalla Confagricoltura di Roma dal titolo “Il Psr 2014-2020: le opportunità per le aziende agricole anche in materia di meccanizzazione e sicurezza”. «Le nostre priorità - ha ricordato il presidente della Confagricoltura di Roma Claudio Destro all’assessore regionale all’Agricoltura Sonia Ricci - sono legate in particolare ai progetti integrati di filiera (PIF), ai progetti agroambientali integrati (PAI) e ai progetti che prevedano aggregazioni di reti di impresa, che per l’Organizzazione rappresentano le

opportunità più innovative nell’ambito del PSR per competere con maggiore incisività sul mercato nazionale ed internazionale». In evidenza anche la partecipazione di Confagricoltura Roma, alcuni giorni prima, alla “Notte Verde” di Tivoli in cui, al pubblico, sono stati presentati ed offerti i prodotti delle aziende associate. C’è stato un grande successo di pubblico e un vivace riscontro, con oltre ventimila ‘nottambuli’ che, insieme alle imprese agricole e agrituristiche, hanno parteci-

pato all’iniziativa. «La nostra presenza– ha detto il presidente Destro – è estremamente importante perché mette in evidenza la vicinanza al territorio e ai consumatori. Abbiamo fatto emergere il ruolo che assolviamo come “produttori di cibo”: di noi c’è bisogno tutti i giorni, per questo l’agricoltura è fondamentale». Claudio Destro


Dare un’alternativa agricola ai giovani che fuggono CONVEGNO QUADRI: L’ECONOMIA RIPARTE DAL SETTORE PRIMARIO. VORREMMO CHE LE NUOVE LEVE RESTINO IN ITALIA E PROVINO QUI A REALIZZARSI

L

a contraddizione Italia e la contraddizione agricoltura. tive agricole vere e proprie non ce ne sono quasi per nienL’Italia, si sente da più parti, non è un Paese per i gio- te. Poi, ancora più paradossale, al fascino dell’agricoltura si vani. La distanza tra le generazioni cresce sempre più, contrappongono i numeri, impietosi. Le aziende agricole le misure – buone sulla carta – non riescono a invertire il continuano a diminuire (ma erano vere imprese?), c’è un petrend che ci porta, ineluttabilmente, verso un Paese di pen- ricoloso incremento delle sofferenze, mentre l’occupazione sionati. Siamo maglia nera per la disoccupazione giovanile. tiene (anzi aumenta) solo nelle realtà più strutturate e innoAlle nuove generazioni sembra impossibile realizzare i pro- vative (le uniche dove si può insediare un giovane). Le impri sogni e allora non si impegnano più a cercare e tentare, prese in agricoltura crescono di dimensione (ma diminuisce oppure partono. Eppure proprio il Bel paese avrebbe tutti la SAU) e aumentano quelle che puntano ad accorciare la figli atout per diventare una ‘terra promessa’. Non è certa- liera, producono agroenergie (che segnano un aumento di mente un caso che l’Italian 6 volte in 3 anni), fanno agriI L C O M M E N T O style piaccia. E la storia d’Itaturismo o vendita diretta lia – il boom degli anni 60’ in (che raddoppiano). “Punta in alto. Punta sugli strumenti questo docet – è fatta di gen“Ci piacerebbe offrire l’altergiusti”. Questo il titolo che abbiamo te che ha saputo fare nascenativa agricola a giovani che scelto per il nostro prossimo re imprese e farle crescere. fuggono per realizzare il loConvegno Quadri di Palermo. Una Certo ci sono handicap di ro desiderio d’impresa – località “faro” sul Mediterraneo e partenza piuttosto forti, ma spiega Raffaele Maiorano -. sull’Europa, che rappresenta una ci si può ancora riuscire. Vorremmo che decidessero logica continuità con l’Expo 2015 Simile è il problema dell’adi restare in Italia per provaNutrire il pianeta energia per la vita. gricoltura che continua a re qui ad avere il futuro che “Punta in alto. Punta sugli strumenti giusti” non si limita ad piacere ed affascinare i giosognano. E’ da più di un anessere un claim accattivante, ma è la sintesi delle attività vani. Nel primario l’handino che abbiamo iniziato un realizzate dalla nostra associazione. Un incontro interno, pratico e ricco di contenuti che ci permetterà di ripartire cap (e di conseguenza anpercorso multitasking (da rafforzati. Costruiremo, insieme, il percorso imprenditoriale in che il paradosso) è ancora Filiere intelligenti al Road agricoltura per gli anni che verranno e lo faremo puntando in più grande.”Dove vai, se la Show) che culminerà a Paalto e guardando lontano. Ci impegneremo, dopo l’analisi dei terra non ce l’hai?” verrebbe lermo con il prossimo Convari contesti nei quali l’impresa agricola opera, per proporre, ironicamente da dire. In vegno dei Quadri Dirigenti, in un seguito logico al cammino svolto fin qui e che ci ha portato realtà le imprese agricole dove faremo la nostra parte a Palermo, un modello economico, innovativo e praticabile, giovani sono tante (quelle e riveleremo i cinque step per l’agroalimentare nazionale. dove c’è il figlio o il nipote di fondamentali perché la riRaffaele Maiorano un agricoltore che s’insepartenza dell’agricoltura sia Presidente Nazionale Anga dia), ma – senza levare nulla possibile, reale e duratura”. a queste – di startup innovaElisabetta Tufarelli

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GLI IMPE IMPEGNI GNI N CONCRETI PER P IL FUTURO O DELL DELL’AGRICOLTURA L’A ’ GRICOLTURA T The Good Growth Plann - Gli impegni concreti per il futuro dell’agricoltura - è l’ambizioso l piano relativo all’imp all’impegno pegno concreto che Syngenta intende assumere assumeere per contribuire alla sicurezza alimentare a dell’ambieente. The Good Growth Plan consiste consisste in tre sfide e sei nel rispetto dell’ambiente. impegni misurabili con cui cuui Syngenta vuole dimostrare che agricoltura e salvaguardia salvaguardia dell’ambiente dell’ambiente possono coesisteree e che l’aumento sostenibile, della produzione agricola agriccola può avvenire in modo sosteni ibile, senza spreco di risorse. risorse. Growth Plan - Gli iimpegni dell’agricoltura” agricolo Il piano “The “Th G Good dG h Pl impegnnii concretii per il futuro f ddell’agr ll’ ricoltura” nel contesto agricol lo italiano elementi progetti si basa su 3 element ti fondamentali declinati declinati in pro ogetti specifici: specifici:

t Promuo Promuovere vere un’Agricoltura Intensiv Intensivaa Sostenibile S t Salv Salvaguardare aguaardare la qualità delle prod produzioni duzioni t Promuo Promuovere vere le peculiarità peculiarità delle filiere agroal agroalimentari imentari italiane Gestionee multifunzionale del territo territorio orio

Water W a Optimization Corn ater

Mira a dimostrare d come un’agricolturaa intensiva produttiva e un ambiente ricco e vivo in termini di biodiversitàà possano coesistere sfruttando sfruttanddo le aree marginali delle d aziende agricole come i bordi bordi campo.

è un u programma di coltivazione cre creato eato per ottimizzare le risorse idriche nella coltura del deel mais grazie alla com mbinazione di ricerca geneticaa tradizionale con combinazione pro ogrammi di semina e difesa fitosanitaria. fitosaanitaria. programmi

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Filiera dii Qualità del P Pomodoro omodoro da Industria I

Formazione Foormazione sulla sicurezzaa alimentare, la tutela tu tela del lavoratore e dell’a dell’ambiente ambiente Haa lo scopo di sensibilizzare chi lavora laavora in agricoltura ad avere un ruolo centrale in termini termini di responsabilità soc ciale, di tutela della salute e dell’a ambiente. sociale, dell’ambiente.

è un protoc protocollo collo di coltivazione del pomodoro da d industria trasformatori che aiuta a far sistema tra produttori e tra asformatori italiani e a rispondere ai requisiti di sostenibilità sosteenibilità dei mercati nazionali nazzionali e internazionali.

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#BRENTASTANDUP:

TRADIZIONALE INIZIATIVA DELL’ANGA DI PAVIA

la solidarietà è giovane

Festa del riso in cascina

La solidarietà è giovane e l’Anga, sul territorio compie buone iniziative a dimostrazione che i giovani agricoltori sanno dimostrare impegno, capacità di mobilitazione e attenzione al sociale. I giovani della sezione di Treviso e del Veneto si sono mobilitati per i comuni della Riviera del Brenta colpiti la scorsa estate dal tornado. Lo hanno fatto organizzando una cena di beneficienza a Roncade (TV) dal titolo accattivante: #Brentastandup. L’obiettivo, raggiunto, è stato quello di raccogliere fondi a favore di quei comuni. I giovani agricoltori di Rovigo, invece, riuniti all’interno del sodalizio SuperG (che raggruppa le associazioni professionali giovanili polesane), hanno organizzato una serata di raccolta in favore dell’associazione Pianeta Handicap. L'incasso della serata, che contribuirà alla realizzazione di un laboratorio, è stato consegnato dal presidente dell’associazione SuperG, Federico Visentini (Anga).

In occasione della XXVII Festa del riso in cascina a Sant’Alessio con Vialone (PV), organizzata dai Giovani di Confagricoltura Pavia, si è voluto creare un punto d’incontro per sottolineare la linea confederale e il supporto al settore agricolo. Ricchissimo il programma che ha attirato numerosi visitatori. L’inaugurazione di un’opera agroambientale che permetterà, all’interno dell’azienda, di svolgere numerose attività all’aria aperta; la mostra fotografica “Underwater Farming”, la “Degustazione illustrata” dedicata ai prodotti principali della provincia di Pavia, con uno show cooking condotto da Eleonora Federici, finalista di Masterchef Italia, che ha proposto ai presenti diverse preparazioni a base di riso accompagnate dai vini del “Distretto del vino di qualità dell’Oltrepo Pavese”, serviti dall’Associazione Italiana Sommelier. Prestigiosi momenti d’incontro con il professor Graziano Rossi dell’Università di Pavia, il dottor Franco Sciorati dell’Ente Nazionale Risi e con il presidente regionale di Confagricoltura Lombardia, Matteo Lasagna che, alla presenza dei rappresentanti delle Istituzioni (dal presidente della Provincia di Pavia, al presidente della Commissione Attività produttive regionale, ai Deputati della

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Commissione Agricoltura della Camera), ha analizzato il contesto economico agricolo attuale e illustrato la linea di politica strategica portata avanti dall’Organizzazione per la difesa e la promozione dell’agricoltura lombarda, con particolare riferimento al comparto risicolo. La giornata ha ospitato anche i lavori dell’Internord dei Giovani di Confagricoltura, coordinati dalla vicepresidente nazionale, Francesca Picasso. Diversi i temi trattati: dai focus di settore aziendale sui comparti produttivi del nord Italia, ai contributi provenienti dalle sezioni e federazioni territoriali, agli aspetti tematici, programmatici ed organizzativi del prossimo Convegno Quadri di Palermo. Ai lavori è intervenuto il direttore provinciale Luciano Nieto, che ha illustrato i contenuti dell’azione sindacale ed organizzativa di Confagricoltura. Apprezzate le relazioni tecniche di Europam Srl, che ha spiegato la convenzione per la fornitura di carburanti e prodotti petroliferi e di Arvatech Srl che ha illustrato l’implementazione dei sistemi di agricoltura di precisione nelle aziende agricole. L’internord è terminato con una visita-studio allo stabilimento Riso Scotti SpA, un gruppo fortemente integrato con il tessuto produttivo agricolo del territorio pavese e lombardo.


CONFAGRI E CIA DI EMILIA ROMAGNA E LIGURIA

Un progetto congiunto per il ricambio generazionale Ha preso il via il progetto cogestito da Confagricoltura e Cia di Emilia Romagna e Liguria per il ricambio generazionale. L’iniziativa: “Imprenditoria giovanile: strumenti per crescere”, approvato da Ismea prevede una serie di iniziative formative per favorire la nascita, presso le aziende agricole esistenti o nelle nuove realtà imprenditoriali, di progetti e spazi di business, corrispondenti alle richieste di cittadini, turisti, anziani, utenze speciali. E contribuire all’ingresso di giovani motivati nei nuovi bacini d’impiego di un’agricoltura al servizio della collettività. I percorsi predisposti

da Confagricoltura Liguria,già iniziati, vanno dalla stesura del business plan per i nuovi servizi, all’analisi del merca-

to, dall’inglese commerciale all’e-commerce, dalle tecniche di management dell’azienda agricola all’informatica avanzata. “Confagricoltura – sottolinea Andrea Mansuino, delegato dalla giunta nazionale all’internazionalizzazione – crede fermamente che le imprese siano sempre più consapevoli delle dinamiche del mercato globale, implementando azioni e politiche conseguenti, atte a sviluppare la propria attività”. Il secondo modulo è strettamente connesso all’organizzazione e gestione dell’impresa agricola, dalla produzione ai servizi multifunzionali.


CAMPI ROSA di Elisabetta Tufarelli

Women for Expo

Expo dopo Expo: le eredità di Milano 2015 su “L’altra metà della terra: We Women for Expo”, il tavolo a cui ha partecipato la presidente di Confagricoltura Donna, Gabriella Poli. “È stato importante partecipare, anche se avremmo voluto contribuire di più. Il lavoro è stato intenso su temi che conosciamo bene. Di molti – ha detto - è utile riparlarne, in modo che si diffondano sempre più, altri sono temi già ‘nostri’ come considerare l’empowerment femminile un fattore di crescita economica”. Le stime dicono che la discriminazione di genere non soltanto danneggia milioni di persone in tutto il mondo, ma paralizza anche la crescita economica delle nazioni. Più donne nel mondo del lavoro aumentano la produttività e i consumi. “Action Aid ha calcolato – ricorda Gabriella Poli - che l’inclusione femminile attiverebbe le leve di crescita del mercato, generando nuovi consumi per 9 miliardi di dollari l’anno, perché le donne spendono in media 10 volte più degli uomini, essenzial56| MONDO AGRICOLO|OTTOBRE 2015

mente in istruzione e cure per i propri figli. E sempre a proposito d’istruzione il tavolo ha deciso di incentrarsi su un progetto d'istruzione. In particolare è stata individuata una studentessa, Rose Sukala, scelta anche come la testimonial di We Women for Expo, da supportare economicamente”.

RAPPORTO FAO Secondo un rapporto della FAO del 2011, se le donne avessero a disposizione le stesse risorse e lo stesso accesso alla tecnologia che hanno gli uomini, il loro contributo sarebbe impressionante: un aumento tra il 20 e il 30% dei raccolti e la liberazione dalla fame di 100150 milioni di persone. La FAO è consapevole del fatto che la sicurezza alimentare e lo sviluppo agricolo nelle aree rurali non possano essere raggiunti senza la completa e paritaria partecipazione maschile e femminile. Per questo, il 9 ottobre ha organizzato l’evento internazionale: “Women's Empowerment”, supportato da USCIB, la International Chamber of Commerce negli Stati Uniti, a cui ha partecipato la presidente di Confagricoltura Donna Roma, Orsola Balducci, che ha condiviso la sua esperienza d’imprenditrice agricola.

IL CENTRO ITALIANO FEMMINILE nell'ambito del progetto We Women for Expo, ha tenuto a Milano il convegno su "Donna oggi. Un pianeta nutrito dalle donne"; un’occasione importante per confrontare esperienze imprenditoriali diverse. La presidente di Confagricoltura Donna, Gabriella Poli, si è soffermata, in particolare, sul ruolo femminile nell'innovazione dell'impresa agricola. “Noi donne – ha messo in evidenza - siamo motore dell'agricoltura italiana, produciamo cibi e servizi, diamo lavoro, che salvaguardano il paesaggio, che tutelano l'ambiente. Vorrei ricordare anche l'importantissimo ruolo nella difesa dall'abbandono delle campagne e nei servizi sociali alla persona: cura dei bambini e degli anziani”. Alla manifestazione sono intervenute anche Silvia Stringa di Voghera, in provincia di Pavia, e Michela Marenco di Strevi, in provincia di Alessandria, che hanno raccontato le loro esperienze di imprenditrici.


OVER 65

di Elisabetta Tufarelli

Curarsi con il Tai Chi

Secondo uno studio pubblicato sul British Journal of Sports Medicine, il Tai Chi cura i sintomi di osteoartrosi, malattie cardiache e respiratorie. La ricerca canadese, pubblicata sul British Journal of Sports Medicine e ripresa dal quotidiano britannico The Guardian, ha spinto l’Istituto della Sanità britannico ad invitare medici e terapisti occupazionali a prescrivere sempre più spesso questa disciplina ai loro pazienti, sottolineando come questa pratica possa diventare un ottimo impulso per le persone

a mantenersi fisicamente attive soprattutto in vista dell’invecchiamento. Sarebbe il sistema cinese dei “calisthenic”, ossia quell’insieme di esercizi ginnici eseguiti a corpo libero utilizzando come carico il peso del proprio corpo e mettendo in atto una respirazione profonda, a portare ad un miglioramento della funzione fisica e della forza muscolare in soggetti tra i 50 e i 70 anni. Il Tai Chi allevierebbe alcuni dei sintomi più invalidanti dovuti a osteoartrosi, malattie cardiache, problemi respiratori cronici nelle persone anziane. Ma non solo, ha anche un positivo effetto psicologico sul consolidamento di fiducia e stabilità interiori. La disciplina cinese, infine, porta ad un significativo miglioramento delle prestazioni fisiche, a cominciare dalla forza di estensione ed articolazione delle ginocchia, e alla maggiore resistenza nella percorrenza di brevi distanze a piedi.

INFARTO: la proteina follistatina-like (FSTL1) su topi e maiali, si è rivelata in grado di riparare il cuore dopo un infarto stimolando la formazione di nuove cellule del muscolo cardiaco. La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature, è di un gruppo di ricercatori dell’Università di Stanford. Il cuore dei mammiferi, infatti, non è capace di auto-ripararsi completamente dopo una grave perdita di cellule cardiache, che si ha in seguito ad un infarto e questa straordinaria scoperta potrebbe aprire una nuova pagina nella terapia, perché ripristinando la presenza della FSTL1 nell’epicardio si avrebbe una opportunità in più per rigenerare il cuore infartuato. Gli studiosi hanno scoperto che nei cuori sani, a differenza di quelli infartuati, questa proteina si trova sull’epicardio, cioè la membrana che circonda la parete del cuore. Mettendo negli animali infartuati una sorta di cerotto bioingegnerizzato, in grado di imitare il tessuto dell’epicardio e di funzionare come una ‘fonte’ di questa proteina, il team di ricercatori è stato in grado di dimostrare come la follistatina-like 1, inducendo la crescita delle cellule del miocardio, migliori le funzioni cardiache e la sopravvivenza. 58| MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2015

FELICI? DOPO I 50 ANNI Dai 50 anni in su la felicità diventa ‘stabile’. Lo rivela una ricerca dell’Australian Institute of Family Studies che sottolinea come la vita cominci proprio a 50 anni. Secondo i dati raccolti, infatti, fino a 15 anni si è piuttosto contenti, ma il livello di soddisfazione scende bruscamente sino a poco dopo i 20 anni. Continua poi,una diminuzione graduale che si arresta attorno ai 35 anni. Da allora il livello di soddisfazione rimane a livelli minimi. Al raggiungimento dei 50 anni, finalmente, comincia a migliorare stabilmente e raggiunge il massimo – ovviamente purché di si mantenga in buona salute -a 80 anni. La ricerca ha seguito un campione di oltre 27 mila persone di età fra 15 a 90 anni in un arco di tempo di 12 anni, interrogandole sul livello di soddisfazione, da zero a 10, riguardo a comuni eventi della vita, fra cui andare via da casa, avere figli, divorziare, andare in pensione o assistere alla morte del partner. In eta’ adulta gli uomini mostrano livelli di soddisfazione più alti livelli rispetto alle donne, ma i ruoli si invertono nella mezza età, per poi assestarsi a livelli analoghi al raggiungimento della pensione.


Nutrire la salute nella terza età "Fa che il Cibo sia la tua Medicina e che la Medicina sia il tuo Cibo" così Ippocrate (400 a.C.), padre della medicina, sottolineò l'importanza dell'alimentazione per il benessere umano, nella prevenzione e nella cura delle malattie. Se un'alimentazione corretta è senza dubbio importante per tutta la popolazione, assume una rilevanza particolare negli anziani, che subiscono una modificazione del metabolismo, anche a causa di una ridotta attività fisica e che richiedono una dieta appropriata. Partendo da questi elementi i pensionati di Confagricoltura Veneto, in occasione della loro tradizionale assemblea annuale al Park Hotel Villa Fiorita a Monastier di Treviso, hanno

tenuto un incontro sul tema: “Nutrire la salute: il cibo come cura del nostro corpo. La cultura del cibo e della salute non ha età". Si sono esaminati gli

aspetti clinici e fisiologici dell’alimentazione della terza età, con il responsabile U.O. Nutrizione Clinica presso l'ULSS 9, Agostino Paccagnella. Numerosissimi i pensionati di Confagricoltura da tutte le sette provincie venete. Dopo i saluti di benvenuto di Lodovico Giustiniani presidente di Confagricoltura Treviso, di Lorenzo Massignan presidente del Sindacato Pensionati del Veneto, di Lino Zambon presidente del Sindacato Pensionati di Treviso e del segretario nazionale Angelo Santori sono stati affrontati anche i problemi legati alle pensioni e alla sanità. Ha concluso i lavori Giangiacomo Bonaldi, componente della Giunta nazionale di Confagricoltura.


AGRITURISMO di Anna Gagliardi

FATTORIA BIOLOGICA IL PODERACCIO A SIENA

Cavalcare il futuro “Il Poderaccio” è un’azienda biologica a cinque chilometri da Siena con agriturismo e allevamento di cavalli. La conduce Lisa Ravà, che nel 1997, un anno dopo l’apertura dell’agriturismo, iniziò la conversione al bio di tutta la produ-

Lisa Ravà

60| MONDO AGRICOLO |OTTOBRE 2015

zione “per profonda convinzione e forma mentis”. “È una strada in salita – ci racconta - poiché fare agricoltura biologica significa sostenere costi maggiori e talvolta non avere nessun raccolto, ma sicuramente se tornassi indietro rifarei la stessa scelta”. La fattoria è un esempio virtuoso negli ambiti della sostenibilità e della multifunzionalità per le scelte coraggiose effettuate nel corso del tempo, indirizzate sempre a rafforzare il profondo legame con il territorio. La modernità dell’accoglienza qui si sposa con il rispetto della terra senese e delle sue tradizioni. Il Poderaccio si estende su trentadue ettari, di cui sei coltivati a vigneto e tre a oliveto. L’agriturismo offre appartamenti spaziosi e indipendenti l’uno dall’altro, immersi in un parco con piante e fiori di varie specie e una grande piscina circondata da agrumi e bouganville. Ogni dimora è dotata di tutte le attrezzature e le comodità per un soggiorno all’insegna del relax e della natura, garantendo libertà e quiete. La capacità ricettiva

complessiva è di trenta posti letto, senza ristorazione. La maggior parte della clientela è straniera, proveniente soprattutto dal Nord Europa, richiamata dal fascino immortale della Toscana. “Chi sceglie di venire qui deve necessariamente amare gli animali – dice Lisa. – Abbiamo i cavalli, ma anche un asino, una vacca, oltre a cani e gatti che circolano liberamente nella fattoria” . A prendersi cura di loro è sempre la titolare, che ha reso il suo allevamento ippico un punto di riferimento importante nel panorama nazionale del set-


tore, in particolare in relazione alla produzione del Sella Italiano indirizzato alla disciplina del salto ostacoli. La passione per i cavalli è antecedente a quella agricola vera e propria: l’acquisto del primo esemplare (“Lord” , un foal figlio di una purosangue e di un Paint Horse) risale infatti al 1989, cinque anni dopo la “folgorazione” avvenuta da parte dell’allora studentessa Lisa nella scuderia di Canapino, celebre fantino del Palio di Siena. Si deve anche a questo colpo di fulmine la scelta di vita di trasferirsi in terra toscana, dopo gli studi superiori a Venezia, per fre-

La passione per i cavalli, l’agriturismo, il Chianti e l’olio bio da esportare quentare la facoltà di Economia. Allora la Fattoria Il Poderaccio era di proprietà dei genitori: Lisa immaginò il suo futuro lì, partendo proprio dalla sua passione per i cavalli. E iniziò a lavorarci seriamente. Da quel momento ad oggi Il Poderaccio ha dato i natali a numerosi esemplari premiati nelle varie categorie e

competizioni. Il palmares è piuttosto ricco, così come la storia dell’albero genealogico ippico, di cui l’azienda è ovviamente orgogliosa. Adesso in fattoria sono ospitati ben diciassette cavalli, di cui quindici di proprietà: solo chi conosce questo mondo può capire il lavoro quotidiano e la costante dedizione che ogni animale richiede. Sul fronte delle coltivazioni, dai sei ettari di vigneto si ricavano tre vini biologici: il Chianti classico riserva docg “Keekorok” (dall’omonimo cavallo), il Chianti Colli Senesi docg e il Brunaccio Rosso toscano Igt. In tutto 250 ettolitri di vino in parte imbottigliato, in parte venduto sfuso. L’etichetta “Keekorok” è la punta di diamante della produzione enologica aziendale: è un assemblaggio delle varietà Sangiovese, Canaiolo, Malvasia nera e Ciliegiolo; affina ventiquattro mesi e ulteriori quattro in bottiglia prima di essere venduto. Il resto della produzione si concentra soprattutto sul Chianti Colli Senesi. Dai tre ettari di oliveto si ricava invece l’olio extravergine di oliva biologico, circa cinquecento litri, a seconda delle annate. I prodotti dell’azienda sono conosciuti e apprezzati, ma al momento le vendite non superano i confini nazionali. Il noto interesse dei consumatori stranieri per i vini e gli oli “organic” sta spingendo Lisa Ravà ad allargare gli orizzonti commerciali senza snaturare la filosofia aziendale. Tra i suoi obiettivi figura pertanto al primo posto l’export , traguardo che richiede costanza e applicazione, proprio come i suoi cavalli. OTTOBRE 2015| MONDO AGRICOLO |61


VINO

di Gabriella Bechi

CONTRADA SANTO SPIRITO DI ANTONIO MORETTI

L’anima ardente e lucente dell’Etna C’è un nuovo nato in casa Moretti. È il vino prodotto nell’ultima azienda acquistata sull’Etna, Contrada Santo Spirito. Due le etichette, Animardente e Animalucente. Settemila le bottiglie commercializzate.. Da tempo dedito alla produzione di ottime etichette in Toscana – come i supertuscans di Tenuta Sette Ponti (Castiglion Fibocchi, Arezzo) e di Podere Orma (Bolgheri, Livorno) – Antonio Moretti, imprenditore solido e concreto, con interessi nel campo della moda internazionale, può ormai vantare anche una lunga presenza in Sicilia con Feudo Maccari a Noto, frutto di un progetto d’investimento tecnologico e di recupero di vitigni autoctoni inaugurato negli anni Novanta. Ma anche lui è stato stregato da quel vulcano che negli ultimi anni ha attratto grandi quantità di investimenti da parte di cantine di tutta Italia. Moretti, il cui sogno dichiarato è quello di dedicarsi sempre più al vino, non nasconde il suo legame con la Sicilia.“Un universo a sé che per essere capito va vissuto viaggiando, mescolandosi e parlando con la gente, ascoltando gli odori, mangiando il pesce e i loro piatti che adoro”. Siamo nella zona Nord dell’Etna, particolarmente vocata alla viticoltura, a Castigliane di Sicilia, uno dei borghi più belli d’Italia, tra Passopisciaro e Randazzo, dove il produttore toscano ha acquistato circa quattro anni fa 14 ettari di vigneti con un’età di oltre sessanta anni, coltivati ad alberello, a 700 metri sul livello del mare. Qui l’equilibrio è dato da 62|MONDO AGRICOLO|OTTOBRE 2015

un crogiuolo di elementi violenti e primigeni: il fuoco e l’aria, attraversata dai moti caldissimi della bocca del vulcano e da quelli freddissimi della sua sommità, che spazzano le pendici del monte sollevando una polvere nerissima e provvidenziale. Un manto che ricopre di fertilità la terra e che depositandosi sui suoi frutti, di notte, ne iberna l’essenza, fissandone le essenze in un concentrato che definire intenso sarebbe riduttivo. Questa terra, dunque, queste terrazze sbieche sono diventate la nuova dimora di Antonio Moretti,mentre lo sono sempre state per gli storti, nerboruti e coriacei alberelli viniferi di Nerello Mascalese, Carricante e Minnella. E non c’è solo il vulcano a impreziosire il suolo, ma anche le striature di ciottoli, ghiaia e sabbia cinerea e poi le grandi escursioni termiche che dividono anche di 25 gradi il giorno dalla notte. E così accade che i due vini che nascono da questa terra siano anche, oltre che un piacere per il palato, i

veicoli di questa storia: nettari intensi, ricchi in essenze e aromi screziati in un caleidoscopio di suggestioni minerali ed eteree che parlano della lava che illumina la notte ed di una montagna, quella dell’Etna, che restituisce nella bottiglia la sua anima antica. E lo fa nell’Etna Rosso a lei dedicato e chiamato, appunto, Animardente e nell’Etna Bianco Animalucente. Cento per cento Nerello Mascalese, Animardente dopo la vinificazione affina per 12-18 mesi in botti e tonneaux e per 6 mesi in bottiglia. Nel bicchiere è rosso rubino, luminoso e vivace. Nei profumi trionfano le spezie: pepe, chiodi di garofano, liquirizia, note tostate e lievemente fumè. Avvolgente, setoso, delicato, con tannini eleganti e vellutati. Ottimo con le carni ma anche con il pesce, dal pesce spada ai moscardini in umido. Ottantacinque per cento Carricante e 15% Minnella, Animalucente, invece, fa tre mesi in botti di acciaio e tre mesi di affinamento in bottiglia. Colore giallo dorato con riflessi verdognoli. Il naso coniuga la generosità del vitigno con la verve minerale dei terreni vulcanici. La coltivazione in altura, invece, cesella un buquet che ricorda la frutta a pasta gialla, il cappero e le erbe aromatiche secche. In bocca alterna succosità fruttata ad una forte componente sapida. E’ perfetto con tutta la cucina di mare, dai molluschi agli antipasti, ai primi piatti delicati.


DA CARLO “IL SALUMIERE” ALLO STORICO MERCATO DI PALERMO

Colori e profumi di Ballarò Immerso nei colori e nei profumi del mercato di Ballarò, il più antico della città di Palermo, c’è un ristorante veramente unico, che rispecchia la Sicilia dei contrasti e delle tinte forti. Ci si arriva passando tra vicoli chiassosi gremiti di bambini che giocano, di bar e trattorie dove si cucina alla brace per strada, in mezzo a case per lo più fatiscenti e antichi palazzi abbandonati, tra cui spicca un grande portone ottocentesco che si apre su un cortile elegantemente ristrutturato. E’ l’androne di Palazzo Prestipino che è stato recentemente oggetto di un sapiente lavoro di restauro che lo ha riportato agli antichi fasti. Residenza nobiliare di grande prestigio ospita oggi sei eleganti appartamenti, una salumeria gourmet e un ristorante, che prende il nome dall’ esuberante titolare e chef Carlo Napoli, “Da Carlo”. Carlo, praticamente, a Ballarò ci è nato. Suo padre era un affinatore di olive, come suo nonno, e anche lui ha iniziato così, nella bottega del mercato. Ma andando in giro per le campagne ad acquistare olive si è appassionato presto ad altri prodotti, in particolare ai formaggi e ai salumi. Così nel 2000 ha aperto, sempre dentro al mercato, una salumeria con una piccola offerta gastronomica, che presto è diventata punto di riferimento per i palermitani “gourmet”. Spinto dalla passione e dalla curiosità, Carlo, infatti, ha cominciato a girare l’Italia alla ricerca di prodotti di altissima qualità e di vere e proprie nicchie di eccellenza, che gli hanno valso il soprannome di “Salumiere”. Dal mercato di Ballarò a Palazzo

Prestipino il passo è stato breve, ma molto impegnativo. Dal 2012 Carlo ha un vero e proprio ristorante, tutto suo, con annessa una salumeria-formaggeria. Un ambiente informale, ma elegante, arredato in modo originale che si dipana attraverso il cortile e le diverse sale del palazzo. L’offerta è variegata. Piatti di salumi e formaggi che sono vere e proprie opere d’arte, che coniugano la qualità eccelsa dei prodotti con una presentazione da gran gourmet, si alternanoa piatti tradizionali cucinati con un pizzico di fantasia, come la Tartare di melanzane con cipolla di Tropea, la Caponata siciliana al basilico, il Carpaccio di polpo, i Paccheri con tenerumi, gamberi e ricci, i Calamarati con spada e bottarga o i Riccioli al cacao, bufala e bottarga e tra i secondi tutti i tipi di pesce, freschisBUSIATE CON PESCE SPADA

Con il vino “Animardente” di Contrada Santo Spirito di Passopisciaro, Carlo Napoli propone la tipica pasta fresca trapanese “busiate”, con pesce spada, bottarga, pomodorini e mentuccia.

simo, dal tonno allo spada, al pescato del giorno. Originali i dessert a base di frutta, come quello ai fichi d’india, o quello fichi e loti, che si affiancano ai tradizionali, come la sfoglia di cioccolato con pasta di mandorle. Ricca e sapientemente selezionata la carta dei vini, con etichette siciliane e nazionali che rispecchiano la ricerca per l’eccellenza dello chef. Ma oltre che per mangiare, e bene, Da Carlo, che ha una clientela molto selezionata anche straniera, si va per passare una serata, per ascoltare lui, veterano del mercato, che delizia gli ospiti con aneddoti e storie affascinanti che parlano di tradizione e di folklore. OTTOBRE 2015| MONDO AGRICOLO |63


BUONO A SAPERSI...

“X TRACTOR”, VIAGGIO IN AUSTRALIA A BORDO DEI BOLIDI AGRICOLI

L’avventura corre sul trattore

A

ttraversare l’Australia in trattore. È stata l’avventura lanciata da Argo Tractors e BKT. A bordo di trattori si sono percorsi 8500 km alla scoperta di paesaggi e culture sconosciuti attraverso il mondo dell’agricoltura.. Si intitola “X tractor Around the World”, la spedizione in trattore ai confini del mondo con copertura mediatica multicanale, che si è conclusa ufficialmente ai piedi del monolite sacro di Uluru. Un docureality attraverso un continente selvaggio e aspro come l’Australia, in mezzo agli spazi sconfinati e aridi dell’Outback, incamminandosi da Melbourne ad Ayers Rock, attraverso gli stati di Victoria, Nuovo Galles del Sud e Territori del Nord. I trattori utilizzati, prodotti da Argo Tractors/MCCormick di produzione italiana, sono stati quattro: tre X7 ProDrive, ed un X6 con robusti pneumatici BKT Agrimax RT 657 e completi di equipaggiamenti da trasporto. L’avventura diventa anche un programma TV stile Overland con il trattore che, per la prima volta, è protagonista spericolato e spettacolare. Ma perché l’avventura sul trattore? «Per evidenziare – hanno detto gli organizzatori - che l’agricoltura giocherà un ruolo decisivo nelle sfide che si delineano all’orizzonte del nostro pianeta, sempre più sovrappopolato e surriscaldato. La tecnologia e l’agricoltura dovranno stringere un’alleanza sempre più stretta per affrontare con successo queste sfide». 64| MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2015

Abbiamo voluto mostrare – ha spiegato Argo Tractors - «come l'eccellenza tecnologica si traduca in rispetto per l'ambiente e le risorse naturali, grazie anche all'esperienza del Gruppo Argo Tractors nel Programma Comunitario LIFE+». Per BKT è stato un trovarsi «in prima linea, a fianco degli agricoltori e dei loro mezzi, che richiedono pneumatici sempre più performanti e rispettosi dei suoli su cui si muovono». Viaggiare in trattore attraverso l’Australia, dove esiste un gran numero di aziende agricole altamente efficienti e innovative, tra le più produttive al mondo, è un modo per richiamare l’attenzione del pubblico sul tema della tecnologia al servizio dell’agricoltura, con realizzazioni televisive e per il web (www.xtractor.tv)

appassionanti ed istruttive Oltre ai 4 trattori McCormick di produzione italiana, la carovana di X tractor è stata composta da 3 veicoli fuoristrada per la troupe televisiva. L’equipaggio è composto da 2 autisti specializzati nella guida dei trattori, 2 per la guida dei fuoristrada, 2 cameraman e un fonico per le riprese televisive, 1 fotografo naturalista e 1 medico. La produzione video, in formato UltraHD, è stata realizzata grazie a 3 unità mobili, 4 action camera, un drone e una steady-cam motorizzata per documentare tutte le fasi della spettacolare spedizione. Un veicolo di supporto configurato come un mini studio di editing televisivo ha permesso di inviare clip per TV e WEB delle immagini, dei commenti e degli eventi che si sono susseguiti durante la spedizione. Come si vede si è trattata di una spedizione altamente tecnologica che ha messo a dura prova uomini e materiali, dagli pneumatici ai motori e che ha richiesto a tutti i membri del team molta passione, impegno, costanza, spirito d’adattamento, inventiva e intraprendenza. Le stesse doti che sono richieste agli agricoltori nel loro lavoro quotidiano per produrre nutrimento. «“Xtractor – Around the world” cattura l’audience televisiva – hanno concluso gli organizzatori dimostrando che le condizioni estreme non s’incontrano solo affrontando l’avventura, ma sono la norma per gli agricoltori e i loro veicoli». (G. M.)


A T T U A L I T À DA L L E I M P R E S E

 “WELFUR QUALITY PROJECT”, A CURA DEL SETTORE DELLA PELLICCERIA

Sistema di valutazione del benessere negli allevamenti di visoni egli ultimi decenni i cittadini europei hanno dimostrato un enorme interesse ed una spiccata sensibilità per il benessere all'interno degli allevamenti del vecchio continente. Per rispondere a tali istanze è nato nel 2004 il Welfare Quality Project, cofinanziato dalla Commissione europea. In questo contesto si colloca la nascita nel 2009 del “WelFur Quality Project”. Se infatti il benessere degli animali e la loro salute sono divenuti concetti fondamentali per l'allevamento in generale, essi sono delle priorità chiave e basilari per il settore della pellicceria. Il continuo dibattito attorno a tutta la

N

filiera del settore, dall'allevamento alla pelliccia finita, e la scarna, a volte assai imprecisa, conoscenza dell'intero sistema ha spinto l'EFBA (European Fur Breeders Association) a promuovere una visione scientifica e trasparente dello stato di benessere e salute degli animali da pelliccia allevati in Europa. Il protocollo si ispira largamente al Welfare Quality Project. Anch'esso infatti si basa sui quattro fondamentali principi di benessere per gli animali: alimentazione corretta, stabulazione adeguata, buona salute e comportamento adeguato. All’interno di tali principi, sono stati indivi-

CERTIFICAZIONE SU RILEVAZIONI E DATI SCIENTIFICI Nel 2009 EFBA ha istituito una convenzione con sette Università ed Istituti europei per giungere alla creazione di due protocolli:   

 





INRA (National Institute of Agronomic Research), Francia; University of Eastern Finland (UEF, Department of Biology), Finlandia; MTT Agrifood Research Finland (MTT, Animal Production Research), Finlandia; Aarhus University (AU, Department of Animal Science), Danimarca; Norwegian University of Life Science (UMB, Department of Animal and Aquacultural Sciences), Norvegia; Swedish University of Agricultural Science (SLU, Department of Animal Environment and Health), Svezia; University of Utrecht (UU, Faculty of Veterinary Medicine, Department of Animals in Science and Society), Olanda.

duati 12 criteri di valutazione del benessere distinti, ma comunque complementari. Ad oggi né la legislazione nazionale né quella europea prevedono l'applicazione di un protocollo sul benessere degli animali da pelliccia. I livelli di controllo e la legislazione relativi al benessere animale attualmente non sono omogenei nei paesi che fanno parte dell'Unione Europea. Per questo motivo WelFur si pone come obiettivo anche quello di influenzare la legislazione, sia a livello nazionale che europeo, cercando di uniformarla e proponendosi come riferimento scientifico per la regolamentazione ed il controllo. Il progetto è quindi una iniziativa autonoma del settore con lo scopo di far conoscere le reali condizioni in cui si svolge l'allevamento di animali da pelliccia in Europa, rispondendo sia alle esigenze di una corretta informazione da parte dei consumatori sia ai rilievi che vengono mossi da parte dei detrattori. L'obiettivo primario del WelFur Quality Project è quello di testare il livello di benessere e salute all'interno degli allevamenti europei di animali da pelliccia. L'intento viene raggiunto tramite una certificazione, basata su rilevazioni e dati scientifici e verificabili. Complessivamente, oggi vi sono circa 4.500 allevamenti di animali da pelliccia in Europa. Saranno necessari  alcuni anni per visitarli tutti.


CAMPI SONORI di Gaetano Menna

ELIAS NARDI PRENDE SPUNTO DALLE VISITE AI CIMITERI DELLE FIANDRE

I fiori fragili della Grande Guerra Canzoni che sono fiori di fragilità, aeree come il vento; frutti succosi di migrazioni sonore. “Flowers of fragility” (Visage Music, 2015) è il nuovo disco di Elias Nardi Group che rilancia il dialogo tra jazz e world music, ma non è né l’uno né l’altro. Nonostante sia un disco non catalogabile, fuori dai luoghi comuni e dalle gabbie di genere, con brani eterogenei, il CD ha una sua armonia e fluidità. Nardi si può definire un “cantastorie strumentale”, che racconta in musica. Se, nell’album precedente, erano protagonisti i tarocchi, ora prende spunto dalle sue visite nei cimiteri di guerra delle Fiandre Occidentali, in

occasione dei cento anni dalla Grande Guerra, e presenta un album ricco, figlio di una grande immaginazione musicale. Al di là del titolo, le composizioni, strutturalmente sono tutt’altro che fragili. All’ascolto emerge un lavoro dalla personalità forte, con uno sviluppo armonico consistente, che unisce la ricerca della finezza classica e la sperimentazione. I brani prevedono strutture complesse, cambi di tempo e la totale assenza di percussioni. Nardi,

studioso di musica araba e mediterranea, possiede un'inconfondibile tecnica all'oud, strumento – spiega - dalle «enormi possibilità espressive anche in contesti diversi, le cui qualità timbriche è messo al servizio di uno sviluppo musicale e di concetto che lo avvicina alla musica occidentale». Fiori di fragilità sono, a ben riflettere, i milioni di soldati morti nel conflitto bellico, boccioli di gioventù appassiti prima di fiorire, delicate vittime.

L’orchestra “a bottoni” della musica etnica “L’Orchestra Bottoni” a Roma - in una serata speciale all’Auditorium Parco della Musica – ha presentato l’ultimo disco “L i v e ” (Obot), interamente registrato dal vivo. L’album, accolto positivamente da critica e pubblico, è stato finalista al Premio Tenco 2014 e ora eletto secondo miglior album del 2014 al Premio di Musica Tradizionale di Loano. Interseca tradizione popolare

e composizioni d’autore. Un’orchestra “a bottoni” - che sono quelli dell’accordéon – composta da un sestetto di organetti (vera e propria sezione orchestrale

come quelle di ottoni, violini), un organetto basso ed un organetto solista (suonato da Alessandro D’Alessandro che cura pure il “coordinamento”), supportati da ritmica, percussioni e voce (Antonella Costanzo). Un piccolo (grande) ensamble che sa trascinare per la verve ma che, allo stesso tempo, sa curare anche il lavoro di scrittura orchestrale di melodie ed armonizzazioni.

IFSOUNDS PUNTA AL RINNOVAMENTO MUSICALE

Passato azzerato e svolta rock Si intitola “Reset” (Melodic Revolution Records) il sesto album degli “Ifsounds”. La band ha azzerato il passato per avviare un percorso innovativo. Nuove sonorità, nuova formazione, ma soprattutto nuova vitalità. Si propone un disco di ripartenza. Se gli ultimi lavori della band erano opere concettuali molto vicine alla poetica e ai suoni del progressive rock, Reset cambia parzialmente direzione e si abbevera alla tradizione del grande rock anni '70. Non è un caso che, al posto delle voci femminili dei vecchi dischi, ci sia ora quella di Runal, vocalist di estrazione rock-blues, che ha una parte decisiva nell'economia dell’album. Nel brano “Laura” appaiono anche Alessandra Santovito, Francesco 66| MONDO AGRICOLO|OTTOBRE 2015

Reset Per un CD di ripartenza

Forgione e Alessandro Pensa, flauto e archi degli Hexperos, una delle più apprezzate realtà internazionali nel campo del gothic folk barocco. Un'altra novità è la lingua. La band ha pubblicato due versioni dell'album, in inglese e, per la prima volta, anche in italiano. La doppia versione nasce dall'esigenza di non spiazzare troppo i fan storici, che già devono digerire il cambio di rotta. Avranno però la sorpresa di ascoltare un disco sanguigno e robusto.


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Mondo agricolo n.10  
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Il mensile di Confagricoltura

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