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VULCANICI VITIGNI • VINI DELLE DIMORE STORICHE • VINIFICARE IN COCCIOPESTO • ALLA SCOPERTA DELL’OLIO • LA SPESA DIGITALE • IL QUADERNO DEL CONTOTERZISTA • 50 ANNI DI WOLF • SOGGIORNO PENSIONATI • GUSTA IL VENETO • CINECIBO


L’ E D I T O R I A L E 

Buone e cattive notizie

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erto i problemi non mancano per il comparto vitivinicolo: il calo dei consumi, l’export che potrebbe essere ancor più incisivo, i brand che andrebbero rafforzati. Ma su due questioni - che ci stanno a cuore e su cui abbiamo lavorato molto – probabilmente al Vinitaly potremo dare delle buone notizie. La prima è che si dovrebbe arrivare all’appuntamento veronese con il “Testo Unico della Vite e del Vino” varato. Il relatore Massimo Fiorio e la Commissione Agricoltura della Camera ce la stanno mettendo tutta per licenziare definitivamente il provvedimento prima della kermesse scaligera. Il “Testo Unico” lo ha voluto e sollecitato fortemente la filiera che, due anni fa, aveva consegnato al Parlamento la sua articolata proposta normativa (a cura di Agrinsieme, Uiv, Federvini, Assoenologi, Federdoc). In questo lasso di tempo abbiamo continuato a seguire i lavori parlamentari, intervenendo con proposte e contributi. Con il “Testo Unico” si verrà a ridurre la normativa da tre leggi ad una e sarà rivisto l’impianto legislativo; si semplificheranno molte procedure e vi saranno importanti novità a carico del sistema dei controlli e di quello sanzionatorio. Mentre noi semplificavamo, Bruxelles complicava le cose con la modifica al regolamento 607/2009, rivedendo le norme sull’etichettatura delle denominazioni d'origine. L'ipotesi allo studio puntava a una profonda liberalizzazione; se fosse passata anche i produttori di altri Paesi della Ue avrebbero potuto riportare in etichetta termini come Nebbiolo, Fiano o Verdicchio. Ora – ed è questa la seconda buona notizia - grazie al pressing nostro e della filiera, l’iniziativa sembra rientrare. Così ha promesso il commissario europeo all'agricoltura Phil Hogan, l'8 marzo scorso a Strasburgo, nell'incontro con eurodeputati e associazioni del settore. Purtroppo non abbiamo buone notizie per il comparto oleario e siamo profondamente delusi e insoddisfatti per come si è conclusa la vicenda dell’olio tunisino, di cui si è aumentato il contingente di importazioni europee di 70 mila tonn in due anni. Adesso non è il momento di abbassare la guardia cercando almeno di attenuare l’impatto del provvedimento – come si è convenuto con Paolo De Castro distribuendo il contingente mensilmente per evitare che arrivi tutto insieme sul nostro mercato. Mario Guidi

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SOMMARIO L’EDITORIALE Buone e cattive notizie Mario Guidi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Porte aperte alla qualità Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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ATTUALITÀ RAPPRESENTANZA Misurare il welfare Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Affamati di futuro Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44 Direttore responsabile GABRIELLA BECHI Coordinatore di Redazione GAETANO MENNA Editrice Sepe Presidente DIANA THEODOLI PALLINI Direzione, Redazione e Amministrazione Corso Vittorio Emanuele II 101, 00186 Roma Tel. +39.06.6852329 mondo.agricolo@confagricoltura.it Abbonamento annuo

Saggezza e passione Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48 PRIMO PIANO VINITALY – SOL Brandiamo! Anna Gagliardi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Vulcanici vitigni Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10

Testata associata all’USPI

Italia, Euro 30,00 Conto corr. postale n. 33755000 Intestato a: Sepe – Mondo Agricolo, Roma Autorizzazione Tribunale di Roma, n. 1662 del 22/06/1950

ATTUALITÀ INNOVAZIONE Volano e-commerce e reti d’impresa Maria Cristina D’Arienzo . . . . . . . . . . . .

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Pubblicità

UNCAI NOTIZIE

Le news dei contoterzisti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 33 Edagricole – New Business Media srl Piazza Galileo Galilei 6, 40123 Bologna Tel +39 051.6575.822 Fax +39 051.6575.853

Benedetti dalla storia Anna Gagliardi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Rubriche

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pubblicita.edagricole@newbusinessmedia.it

Mappamondo “Champagne” . . . . . . 38

impianti.edagricole@newbusinessmedia.it

Il vino social-izza Antonio Paolini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Stampa e diffusione a cura di New Business Media srl Via Eritrea 21, 20157 Milano Stampa: Litorama spa - Milano

Alla scoperta dell’olio Marco Oreggia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Ufficio traffico Tel +39 051.6575.842

Confagricoltura

@Confagricoltura

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Il piacere del benessere Massimo Vincenzi . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Organizzazione Academy . . . . . . . . . 54

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Anga Affiancamento . . . . . . . . . . . . . 57 Over65 Home farm . . . . . . . . . . . . . . 60

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Agriturismo Pisa . . . . . . . . . . . . . . . . 62 Campi rosa Due domande a… . . . . . 64 Campi sonori Cinecibo . . . . . . . . . . . . 65

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PRIMO PIANO VINITALY - SOL & AGRIFOOD

Brandiamo!

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L’Italia del vino si presenta al 50° Vinitaly con un’immagine forte ma con brand (o marchi) da sfruttare meglio per rilanciare l’export

di Anna Gagliardi

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on circa 50 milioni di ettolitri la produzione enologica italiana (2015/2016) è la prima in Europa, seguita da quelle di Francia e Spagna. A livello europeo si producono 171 milioni di ettolitri di vino, il 2,9% in più rispetto alla vendemmia precedente. L’Italia aumenta del 13% il quantitativo rispetto alla magra vendemmia 2014 e sorpassa così la Spagna in termini di quantità. Nell’ambito dei 28 Stati membri, i primi tre Paesi continuano a rappresentare oltre l’80% del vino europeo, ma qualcosa si sta muovendo anche a fondo classifica. E’ il caso della Croazia, che nelle ultime cinque annate ha aumentato la produzione del 31%, della Repubblica Ceca (+48%), ma anche dell’Austria e della Bulgaria: quantitativi molto limitati, certo, ma con un trend in crescita costante che manifesta lo sviluppo del comparto. L’Europa è comunque la prima area di produzione, con il 58,7% del patrimonio vinicolo mondiale. Gli Stati Uniti seguono con l’8,3%, prima di Argentina e Australia. La Cina è il setMARZO 2016| MONDO AGRICOLO |7


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L’EXPORT REGIONALE

Dati Ismea

timo produttore mondiale di vino. In termini di valore, la Francia rimane salda al primo posto. Il vino prodotto in Europa è esportato in tutto il mondo: gli Stati Uniti detengono la quota principale con oltre 5 milioni di ettolitri. Mentre l’Europa importa principalmente dall’Australia (oltre 3 milioni di ettoli-

Andr ea Fac c io

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ternazionale l’Italia non sfrutta ancora il proprio brand, soprattutto in Paesi considerati emergenti, dove il mercato è in fase di crescita – precisa Andrea Faccio, presidente della Federazione nazionale vitivinicola di Confagricoltura –. Si pensi che in Cina la Germania è riuscita a vendere più vino di noi! Occorre un migliore utilizzo delle forze a livello nazionale, senza perdere di vista i mercati in cui invece primeggiamo, come gli Stati Uniti”. Un brand forte non solo porta nuovi clienti alla cantina, ma fa vendere ancora più vino ai clienti già acquisiti. Altra necessità è rilanciare l’e-commerce e il Vinitaly si allea con HFarm per rafforzare le vendite online. Nel frattempo in Italia continua a diminuire il consumo pro capite, poco più di 33 litri/anno, meno della metà Faccio: «Bisogna lavorare di trent’anni fa, e con previsioni di ulper rafforzare la fedeltà teriore diminuzione. I consumatori internazionali, più andei consumatori al brand» cora che da noi, si stanno interessando molto al biologico, o comuntri), dal Cile e dal Sud Africa. (fonte: que al green. Questo fenomeno fa sì UE - 2016). Per quanto riguarda l’Ita- che anche gli agricoltori tradizionali lia, si esportano soprattutto vini con- siano più attenti alla sostenibilità, atfezionati. Le prime regioni esporta- tuando scelte agronomiche ed enotrici sono il Veneto, l’Emilia Roma- logiche sempre più rispettose delgna, il Piemonte, Il Trentino Alto Adi- l’ambiente e della salute, dalla vigna ge e la Toscana, che da sole somma- alla bottiglia. no oltre l’82% del valore e l’81% del Ma green deve essere anche l’impovolume. Restringendo il campo alle stazione dell’azienda: piacciono i dop, primeggiano nell’export i vini concetti virtuosi di basso impatto della Toscana, quindi del Veneto, del ambientale, scarse emissioni, riciclo, Trentino, del Friuli e del Piemonte. risparmio energetico. In quest’ottica Le prime tre regioni esportano il di salvaguardia ambientale acquista 54% del valore totale dei vini dop. maggiore peso anche l’impegno ver(fonte: Ismea - 2015). so la valorizzazione del terroir e del L’Italia del vino si presenta dunque al territorio. Del primo beneficiano i vicinquantesimo Vinitaly con un’imma- ni, del secondo la comunità locale e i gine forte dell’alta qualità del pro- turisti.“Il legame tra vino e turismo è dotto (e una vendemmia 2015 sempre più stretto – afferma Faccio –. eccezionale), un migliore gra- La produzione enologica è di richiado di internazionalizzazione mo per il turista che va alla ricerca di e un ruolo di primaria im- enogastronomia di qualità e di un portanza sul mercato glo- luogo ricco di appeal. bale. Rimangono ancora In questo senso le regioni che hanno da risolvere le difficoltà iniziato a proporsi tempo fa oggi soa fare sistema per raffor- no più avvantaggiate e continuano zare il valore della pro- ad essere meta costante di turismo di  duzione. “In ambito in- qualità”.


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Vulcanici vitigni di Gabriella Bechi

Undici consorzi in tutta Italia hanno dato vita a “Volcanic Wines”, il marchio collettivo dei vini delle terre magmatiche

Salina: azienda Barone di Villagrande in contrada Brigaliere

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ndici consorzi, cento cantine da tutta Italia e un unico filo conduttore che attraversa tutta la Penisola. Comune denominatore è il vulcano e i vini che nascono da terreni neri magmatici, frutto di un costante lavorio che nel corso delle ere ha rimestato gli strati della terra riportando in superficie materiali preziosi.A metterli insieme è Volcanic Wines, il nuovo marchio collettivo che prende il posto del format Vulcania, ideato dal Consorzio del Soave cinque anni fa, che oggi ha assunto una nuova veste, presentata ufficialmente ad Expo 2015. Oggi uno dei più interessanti progetti che riescono a fare rete nel comparto vitivinicolo del nostro Paese, mettendo in relazione sistemi produttivi e organizzativi molto diversi e tutti fortemente motivati nella valorizzazione di territori e vitigni originali. Ne fanno parte il Consorzio del Soave, il Consorzio Tutela Vini Etna, il Consorzio Tutela Vini dei Campi Flegrei, il Consorzio Tutela Bianco di Pitigliano, il Consorzio Tutela Vini di Gambellara, il Consorzio Tutela Vini Lessini Durello, il Consorzio Vini doc Colli Euganei, il Consorzio di Tutela Vini d’Ischia, il Consorzio di Tutela Vini del Vesuvio, il Consorzio per la Tutela dei Vini Orvieto, l’Enoteca Provinciale della Tuscia. Il vulcano, dunque, continua a esercita-


re l’indubbio fascino dell’ambivalenza tra distruzione e creazione, tra la sua forza primordiale, catastrofica e invincibile e la sua capacità di dare vita e fecondità. Per questo l’uomo, nei secoli, ha sfidato le proprie paure e ha coltivato sulle pendici di vulcani quiescenti, su terre rese fertili dalla ricchezza dei nutrienti messi a disposizione dall’attività tettonica. A parere degli esperti, insomma, la migliore viticoltura italiana nasce ai bordi di un vulcano. Brecce, basalti, lapilli, trachiti, comuni a questi territori, donano alle viti che vi si allevano la possibilità di dare frutti che producono vini con acidità, mineralità, sapidità importanti, adatti ad essere longevi. I terreni vulca-

Affascina l’ambivalenza primordiale del vulcano, tra distruzione e creazione nici hanno questa capacità che da un punto di vista chimico viene chiamata ‘potere tampone’. Qualcuno l’ha definita mineralità. Semplificando è quell’effetto che si produce aggiungendo il sale su una fetta di limone. Il primo impatto è dato dall’acidità e può essere aggressivo, poi subentra la salinità. Il sale tampona l’acidità portando una dolcezza contenitiva che si traduce in uno stimolo profondo e lungo per le papille gustative.

L’Etna: azienda Pietradolce a Castiglione di Sicilia, in provincia di Catania

Si comincia dalla zona del Soave, dove, a differenza della maggior parte degli areali vulcanici presenti in Italia, i suoli si presentano estremamente evoluti, con caratteri strutturali complessi e sono inoltre caratterizzati da una accentuata alterazione dei minerali, come è testimoniato anche dalla loro elevata profondità, si arriva poi alle terre sabbiose originatesi dalle eruzioni, con ceneri molto fini, a elevata permeabilità e scarsa fertilità, diverse da quelle di fiuMARZO 2016| MONDO AGRICOLO |11


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me, come quelle di Salina e di Vulcano. In aree di questo tipo le viti sono ancora a piede franco, non intaccate dalla fillossera, l’insetto che causò la moria di fine ‘800, poi fermata con innesti su radici di vite americana. Le viti non innestate sono un valore aggiunto dei vini, che riescono migliori, perché la pianta è più longeva e robusta, e resiste a siccità, calcare e salinità, con frutti più contenuti. In Italia centrale i sette crateri del complesso dei Monti Vulsini,da cui è nato il bacino vulcanico più gran-

Le colline del Soave: azienda Cantina del Castello

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Si comunica, in modo nuovo, l’originalità e l’identità enologica de d’Europa, ovvero il Lago di Bolsena, il paesaggio è più spigoloso e ruvido. Terre etrusche di cave e tufo come quelle di Pitigliano, Orvieto e Montefiascone. O nel Lazio i vini dei Castelli Romani e dei Colli Albani, il Frascati. In Campania c’è la pregiata area del Ve-

Pantelleria: Donnafugata, Zibibbo coltivato ad alberello (foto di Pucci Scafidi)

suvio, i Campi Flegrei. Ma anche l’Irpinia è zona vulcanica di vini bianchi longevi, Falanghina, Fiano e Greco di Tufo, e del rosso Aglianico di Taurasi, vino che ha forse le stesse antiche origini dell’Aglianico del Vulture, vulcano spento della Basilicata. L’Etna è un vero e proprio laboratorio a cielo aperto, regno del Nerello Mascalese. A Pantelleria il moscato (Zibibbo) cresce su lave basaltiche e su vite ad alberello, allevata nella “conca”, la culla scavata nel terreno, in terrazze protette da muri a secco. Il progetto Volcanic Wines diventa quindi uno strumento non solo per continuare un percorso di ricerca che leghi sempre indissolubilmente i vini vulcanici al loro territorio, ma anche un’occasione importante, per comunicare in modo nuovo l’originalità e l’identità di questi vini. Una grande opportunità per lavorare in rete, grazie alla flessibilità del format che opera su più fronti, dalla ricerca fino alla comunicazione. 


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Benedetti dalla storia Alla scoperta dei vini delle Dimore Storiche Italiane, che coniugano enologia, territori arte e cultura di Anna Gagliardi

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è un’Italia da scoprire in ogni bottiglia di vino. E c’è un’Italia che ha un’identità culturale fatta di opere d’arte, cantine e storia racchiuse nella stessa bottiglia: è l’Italia delle Dimore Storiche che si presenta al cinquantesimo Vinitaly con le proprie produzioni enologiche. Si tratta di 43 cantine di proprietari di immobili storici aderenti all’ADSI, l’Associazione Dimore Storiche Italiane. Il percorso ideale tra terroir ed etichette si snoda dalle Alpi al Mediterraneo, in tappe esclusive di gusto e charme.

C’

Molte di queste tenute appartengono a famiglie che hanno scritto la storia dei rispettivi territori: castelli e terreni che oggi offrono anche ospitalità al turista più curioso di conoscere luoghi e secoli di dinastie. L’ADSI propone quindi un tour all’interno del Vinitaly attraverso i brand che coniugano la cultura enologica alla bellezza del paesaggio e dell’architettura: manieri, ville, colline e vigneti. “Scoprire l’Italia attraverso il vino prodotto in questi luoghi - spiega il presidente dell’ADSI Moroello Diaz della Vittoria Pallavicini - è un viaggio nel tempo. Il comparto enologico e quello oleario sono strettamente legati a


Moroello Diaz: «Scoprire il Belpaese attraverso il vino è un viaggio nel tempo» In Friuli da 55 generazioni la famiglia Porcia (Principe di Porcia e Brugnera) rinnova la tradizione agricola di qualità con particolare attenzione all’ambiente. Oltre 830 vendemmie sono il frutto di scelte oculate che non possono esulare da un grande rispetto della terra e buone partiche agricole, mentre il castello annovera il passaggio di re e imperatori che ap-

prezzarono il buon vino e l’ospitalità, come riportato dai memoriali dell’epoca. Sempre in Friuli, a Buttrio, a pochi chilometri a Sud di Udine, si trova la Tenuta Sottomonte del Conte d’Attimis Maniago. Siamo nel comprensorio DOC dei Colli Orientali del Friuli e la tenuta, che appartiene alla famiglia da oltre 500 anni, si estende per 110 ettari. Ulteriore motivo di vanto

Cantina Storica del Castello di Porcia (Pordenone)

Tenuta Regaleali di Tasca d’Almerita in provincia di Palermo

una crescita sostenibile del turismo nazionale e sono l’anello di congiunzione fra le eccellenze artistiche ed enogastronomiche del territorio”. Le Dimore Storiche dell’associazione impegnate in ambito vitivinicolo rappresentano 15.000 ettari di paesaggio e 30 milioni e mezzo di bottiglie di vino: una testimonianza del valore anche economico, oltre che culturale, di queste aziende. Gli esempi sono molteplici, da Nord a Sud. MARZO 2016| MONDO AGRICOLO |15


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per la famiglia è il fatto che il 70% dei vigneti è costituito da piante nate nei campi di elezione clonale della stessa tenuta. Il palazzo di famiglia, inoltre, è sede di un albergo e di un ristorante. In Veneto, Villa Emo Capodilista, detta anche “La Montecchia”, tra Padova

La Cappella San Jacopo del Castello di Brolio dei Baroni Ricasoli (Gaiole in Chianti)

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e Vicenza, è un capolavoro dell’architettura tardo rinascimentale, location ideale per eventi esclusivi e vacanze di charme, meta di visite di enoturisti e cultori dei vini dei Colli Euganei. In Toscana, su 230 ettari di vigneti dei 1200 complessivi a Gaiole e a Castelnuovo Berardenga, Barone Ricasoli perpetua la missione di eccellenza che nel 1872 portò Bettino Ricasoli a inventare la formula del Chianti. Nel 2016 “Brolio Bettino” Chianti Classi-

L’Italia delle Dimore Storiche conta15.000 ettari di paesaggio e 30 milioni e mezzo di bottiglie co docg è la nuova etichetta della casa vinicola che racchiude gli ultimi traguardi della storica famiglia. Sono nelle zone più vocate e celebri della Toscana le cinque tenute dei Marchesi de’ Frescobaldi: Chianti Rufina, Montalcino, Pomino, Colli Fiorentini, Maremma. I vini narrano di oltre 700 anni di viticoltura dedicata all’esaltazione dei vari terroir, mentre un viaggio nelle tenute permette di conoscere territori eletti e realtà produttive indipendenti. A Montalcino la tenuta Castello Banfi si estende a Sud, al confine con la Val d’Orcia: circa un terzo degli oltre 2800 ettari di proprietà è coltivato a vigneto, mentre nel borgo i turisti possono trovare accoglienza in camere e suites curate in ogni dettaglio. Banfi oggi non vuole dire solo Montalcino, ma anche Bolgheri, Vermentino, Chianti e, nel Sud Piemonte, spumante Alta Langa. Dalla Toscana al Lazio, con le Terre dei Pallavicini, il più grande vigneto privato di Frascati: 50 ettari su 80 complessivamente vitati nelle due tenute aziendali di Colonna e Cerveteri. Il viaggio ideale nel mondo dei Principi Pallavicini parte idealmente dalla tenuta Colonna nei Castelli Romani: vigneti e uliveti secolari, antichi casali e una cantina tecnologicamente avanzata che si integra perfettamente con la bellezza del paesaggio. Il gran tour delle Dimore Storiche presenti al Vinitaly non può escludere la Sicilia con Tasca d’Almerita: 600 ettari di vigne distribuiti nelle cinque tenute che annoverano anche due resort da favola. Da Marsala all’Etna, da Monreale a Salina (Eolie), Tasca d’Almerita racchiude il meglio della Trinacria: vini, paesaggio e accoglienza. L’elenco completo delle Dimore Storiche presenti al Vinitaly è consulta bile sul sito www.adsi.it.


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I love cocciopesto L'asettica sala di vinificazione diventa uno spazio da poter mostrare orgogliosamente ai visitatori

ccanto alla botte, la barrique, l'anfora e l'acciaio oggi arriva in cantina il vaso vinario in cocciopesto. E’ l’ultima invenzione di Drunk Turtle - azienda made in Italy toscana, della provincia di Pisa - presentata a Vinitaly 2015, che oggi è usata con successo già da molti imprenditori vitivinicoli. Il cocciopesto, utilizzato dai Romani e ben conosciuto dai Fenici, è un’antica miscela, composta da frammenti di inerti lapidei e laterizi macinati, sabbia di diverse granulometrie, legante cementizio in bassa percentuale e acqua de-

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clorata, che ha caratteristiche come la longevità, la resistenza e l’elevata porosità, che la rendono unica ed irripetibile. Il vaso in cocciopesto, disponibile nelle dimensioni da 10, 17, 25 ettolitri e 100 litri, ha forma ovoidale, che facilita la condensazione dei gas della fermentazione e la creazione di moti convettivi utili al mosto, ed ha un'estetica che lascia il segno, capace di trasformare anche un'asettica sala di vinificazione in uno spazio da poter orgogliosamente mostrare ai visitatori, proprio come già succede per la barriccaia e la bottaia, fiori all'occhiello di molte cantine. I vasi, infatti, possono essere realizzati su misura e, a richiesta del cliente, possono essere personalizzati e decorati con varie tecniche.

I vasi possono essere personalizzati e decorati con varie tecniche

I vasi in cocciopesto sono inoltre assolutamente ecosostenibili. Sono, infatti, prodotti con materiali naturali che non aggravano il deturpamento del paesaggio, in quanto vengono adoperati per l’impasto di colata scarti di lavorazioni. Inoltre, a differenza delle botti in acciaio, non ricorrono a materiali ferrosi e a lavorazioni con importanti cessioni di CO2. Rispetto alle botti in legno, non implicano l’abbattimento di alberi; a differenza di quelle in terracotta non ricorrono all’uso del forno di cottura e al contrario di quelle in cemento tradizionale non fanno uso di strutture di sostegno in quanto vengono aggiunte all’impasto fibre naturali rinforzate, per dare rigidità strutturale. (G. B.)


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Il vino social-izza Facebook, twitter e le altre “piazze” di Internet sono il motore del commercio enoico

di Antonio Paolini giornalista e curatore della guida “I vini de L’Espresso”

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er cominciare, vi parlerei di Nishino Yoshitaka. E mi pare già di sentire la classica domanda manzoniana. Yoshitaka? Chi era costui? Chi? Molto semplicemente il titolare (giapponese) dell’account commercialmente spendibile @viniditalia. Se cioè andate su twitter, un giochino cui, come immagino sappiate, partecipano con vigore decine di milioni di persone nel mondo per ogni oretta della giornata, ciascuno in base ai suoi interessi e al fuso orario, i Vini d’Ita-

P

lia non siete voi (che li fate), né noi che, pure (e qualcuno proprio sotto quel titolo per giunta) da anni li raccontiamo. Ma lui. Nishino. Come è potuto capitare? Semplice. Nessun produttore né associazione o testata dedicata (e men che mai un’istituzione preposta, continuando a preferire evidentemente alla platea mondiale potenziale lo speech inaugurale delle kermesse di zona) ha pensato a tempo di rivendicare quella label. Un po’ come se abitaste in un grande (e costoso) caseggiato, tenendo lì non solo casa ma


que fa shopping, e furbo chi le prende gratis, omettendo di pensare che in realtà la “merce” è lui) sono decisamente più popolari tra i possessori italiani di smartphone di tutto quello che (prima il sito, poi la pagina Facebook, twitter, Instagram e via andare) richiede studio, cura e lavoro per funzionare. Per chi non sa: Vivino è un pezzo di quella galassia di “sistemi” web che permettono di confrontare, reperire (e inserire, divenendo attori co-protagonsti, o almeno sentendosi tali) recensioni, notizie sui prezzi, indicazioni su e-commerce, etc., relative ovviamente al nostro “totem” del cuore (e del business): il vino. E non è un caso che, proprio mentre Vivino dava la lieta (per i suoi azionisti) novella, la concorrenza, “WineSearcher”, macchina informatica di ricerca di disponibilità e prezzo in tutto il mondo per acquisto diretto o in e.commerce di quasi 2 milioni di etichette, a cominciare dalle più importanti e con profondità verticali tarate per grandi lovers, ha fatto sapere di essere pronta a sua volta a partire con

La pagina facebook de “I vini de L’Espresso”

tocco “nature/deluxe” dei Palistorti di Valgiano... Intanto, mentre lui fa il suo su twitter, pochi giorni prima che io mettessi mano a questo pezzo “Vivino” (www.vivino.com), società con base anche studio, e lasciaste però nel a Copenhagen (!) e nata solo nel frattempo che a mettere il vostro no- 2010, ha annunciato di aver superato me sul campanello fosse un altro, il milione di utenti in Italia e i 15 nel magari titolare di uno studio concor- mondo con la sua app. Molti di voi, rente. P.s. per fortuna il nostro Nishi- penso, la conoscono. Le app, col loro no è uno bravetto. L’ultima volta bal- contenuto ludico/assistenziale (e il lava tra Braida e Giacosa, Barbera e pepe aggiunto che alcune si pagano Nebbiolo illustri, e innovatori di lus- e altre no, facendo così sentire imso come San Guido e Setteponti, col portante chi le compra, come chiun-

Il cibo e il vino sono tra le parole più ricercate sul web

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una nuova app che permetterà (cosa che fin qui non era) non solo di cercare bocce e costi e di leggere le recensioni di paludati magazine e critici d’ogni dove, ma anche, finalmente, di inserire le proprie, sentendosi così a pieno titolo allocati tra i robertparker de noantri. Sempre nel frattempo, mentre nel nostro mondo accadeva tutto questo, il sottoscritto non ha mai dimenticato di dare un’occhiata alla crescita costante (e meritata) dei followers, cioè i raggiunti dalle sue segnalazioni e recensioni, e che ne sono dunque in-

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Attraverso i media sociali si condividono testi, immagini e audiovideo fluenzati visto che gli riconoscono l’autorevolezza necessaria per seguirlo, di un illustre collega (e di più, visto che da 4 anni siamo insieme nella stessa giuria internazionale, il BIWA, che mette in fila i 100 top wine italiani secondo noi): il master of wine Tim Atkin, (@Timatkin) ormai a un passo dai 50.000 aficionados, e per questo

noto nel giro come “mr. twitter”. È per questi, e una miriade di altri fatti che non sto a dettagliarvi solo per risparmiare carta e tempo (il vostro), che quando un paio di mesi prima di Vinitaly L’Espresso mi ha affidato (in duo con l’impagabile amico e collega Andrea Grignaffini) la cura della nuova “cosa” dedicata al vino, che si chiamerà appunto “I Vini de L’Espresso”, prim’ancora di pensare a menabò, grafica e agli stessi coautori (in realtà per buona parte li avevamo già in mente) io, che pur anzianotto ho da anni la mia paginetta FB, mi sono messo in cerca di un “social media manager”. Uno cioè che in modo smart, fresco, starei per dire “contemporaneo” alla realtà in cui, volenti o no, navighiamo coi nostri prodotti e le nostre idee, curasse l’apertura erga omnes (questo è un social usato bene) del nostro lavoro, estraendolo dalle catacombe dei fumismi iniziatici e dalle guerre tra sette che funestano il comparto (il cibo e il vino sono la seconda cosa più cliccata sul web dopo il sesso e prima della religione; guai a farne però una roba per maniaci rinchiudendolo in un ghetto, fetish o nature che sia, o trattarlo, appunto, come un articolo di fede talebana) e permettendo a tutti di seguirlo giorno dopo giorno, capendo chi sta assaggiando cosa/dove, e di suggerirci, segnalarci, proporci altri posti/bottiglie/cose nuove e vecchie da tenere in considerazione. Sono nate così, e viaggiano benino vista la gioventù, la pagina Facebook e l’account twitter (@ViniEspresso), più un nostro gruppo interno di lavoro dove scambiare utilities via Telegram. Non ancora Instagram, perché la qualità delle foto che mandiamo a Guido Ramini, il nostro social man, non è ancora abbastanza buona. Siamo apprendisti. Ma miglioreremo. E vi faremo sapere. Voi intanto seguiteci sui due canali che già abbiamo in piedi per condividere la nostra e vostra mission. Pedaliamo nella stessa direzione. Ed essere social vuol dire, semplicemente, darsi il cambio, come in una gara in bicicletta, a tirare il gruppone del vino italiano controvento. 


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Il tesoro in bottiglia Una ricerca del Censis, per la tenuta Ornellaia, evidenzia che il vino è un affare: 1 euro investito in vino nel 2001, è diventato 5,4 euro nel 2016 di Jordan Nash

nvestire in vino rende. Non solo dal punto di vista enogastronomico perché permette di poter offrire ai propri ospiti bottiglie eccezionali, ma anche e soprattutto sotto l’aspetto finanziario, perché si traduce in un valore patrimoniale superiore a quello degli investimenti in Borsa. Lo sostiene una ricerca del Censis e Liv-ex, su dati Mediobanca, commissionata da Ornellaia, una delle tenute dei Marchesi de’ Frescobaldi. Secondo questo studio, chi ha investito i risparmi in marchi produttori di vino, nell'ultimo decen-

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nio, ha guadagnato molto di più rispetto a chi ha scelto i mercati finanziari mondiali. Certamente chi ha investito in etichette di vino pregiate ha avuto rendimenti maggiori, ma anche chi ha optato per l’acquisto di azioni dei normali produttori quotati nel mondo ha comunque guadagnato, rispetto agli andamenti dei mercati. Un euro investito in vino nel 2001 è diventato ben 5,4 euro a inizio 2016. Una performance notevole se si considera che lo stesso investimento, in Borsa, avrebbe dato un capitale finale di 1,6 euro. Ciò dimostra, senza alcun dubbio, che l’investimento nel settore vinicolo è più redditizio del 160% rispetto a quello nel settore finanziario. Ed è questo proprio il caso di Ornellaia. I dati Liv-ex mo-

Le bottiglie d’artista di Ornellaia Il top dell’investimento destinato ai collezionisti

strano rendimenti invidiabili, superiori a quelli dell’oro e del FTSE, con una Standard Deviation (volatilità) dal 2007 ad oggi di 0,11 e un indice di Sharpe di 0,49. Non c’è dubbio: collezionare vino rende e probabilmente questo mercato continuerà a crescere. Negli ultimi dieci anni, infatti, l’export di vino italiano è aumentato in quantità (+23%) e in valore(+84,3%), in pratica oltre 17 punti percentuali rispetto al valore dell’export manifatturiero. Il vino italiano nel mondo è rappresentato soprattutto da società private: almeno il 60% della loro produzione viene commercializzata all’estero. Lo studio, dopo aver preso in considerazione la sfiducia generale dei risparmiatori per la crisi economica, con il risultato di una grande liquidità inutilizzata, ha messo in evidenza che il 30,6% degli italiani amerebbe investire il proprio denaro in aziende agroalimentari nazionali, contro 29% che sceglierebbe il made in Italy di altri settori, il 19% in aziende informatiche e il 9,8% in multi nazionali. MARZO 2016| MONDO AGRICOLO |23


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Alla scoperta dell’olio

Per l’extravergine la qualità è l’unica arma di difesa sul mercato globale. L’esperto assaggiatore ci racconta la situazione del settore olivicolo

di Marco Oreggia

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olio extravergine di oliva - quando è di qualità eccellente - è un prodotto davvero unico perché porta dentro di sè l’odore, il sapore, la stessa natura di dove è nato. Per questo sono fermamente convinto della necessità, oltre che dell’opportunità, di promuovere e sviluppare un’olivicoltura basata sulla coltivazione e sulla trasformazione di varietà di olive autoctone, al fine di ottenere oli extravergine, con caratteristiche aromatiche specifiche e tipiche del territorio di provenienza. Puntare sulle varietà autoctone significa cioè rico-

L’

noscere e valorizzare le caratteristiche proprie di un territorio facendolo esprimere nel migliore dei modi, attraverso prodotti che si differenziano a livello aromatico. Da oltre 15 anni scrivo “Flos Olei” (www.flosolei.com), una guida al mondo dell’extravergine, ma sicuramente da più tempo, come giornalista del settore agro-alimentare, mi occupo con grande passione del tema olivicolo, cercando di dare voce a un comparto che risulta ancora troppo spesso abbandonato o relegato ai margini della produzione agricola. Il mio obiettivo è stato, fin dall’inizio, evidenziare le grandi potenzialità del-


l’olivo e dell’olio che non sono soltanto una pianta e un prodotto da vendere: entrambi infatti fanno parte in maniera indissolubile della vita di intere popolazioni da migliaia di anni, intrecciandosi con la loro storia e la loro cultura, condizionandone l’economia e la società, caratterizzandone il paesaggio e l’alimentazione. Da più 10 anni poi la guida – di cui è uscita l’edizione 2016 (864 pagine, 35 euro) - è diventata internazionale, perché la qualità non ha frontiere: ho ritenuto cioè non solo corretto, ma indispensabile per tutti - produttori, esperti e consumatori - dare spazio e visibilità alle produzioni di

Oreggia: «Non ci sono posizioni di rendita nell’era della globalizzazione» eccellenza di tutto il mondo, perché potessero emergere e distinguersi con le loro caratterizzazioni e specificità, contrapponendosi a un prodotto industriale pressoché neutro nelle caratteristiche aromatiche quando non chiaramente difettato che è quello che si ritrova per lo più negli scaffali della grande distribuzione. Il fenomeno della globalizzazione sta determinando infatti un MARZO 2016| MONDO AGRICOLO |25


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orientamento sempre più deciso all’apertura dei mercati, che per l’olio da olive significa la progressiva riduzione degli aiuti comunitari ai produttori e la realizzazione di una zona di libero scambio nel Mediterraneo, dove si produce il 95% e si consuma l’85% dell’olio da olive mondiale. Ne conseguirà, inevitabilmente, un aumento della concorrenza e una rivoluzione nelle tecniche di produzione, distribuzione e vendita del prodotto. Alcune tendenze sono già in atto e chiaramente visibili. Da una parte si assiste alla presenza sempre più massiccia sul mercato interna-

Marco Oreggia

26| MONDO AGRICOLO|MARZO 2016

greti rispetto al passato. Ed è proprio su questo terreno che si misura, a livello nazionale e internazionale, la vera sfida che interessa i tanti produttori e imprenditori con le loro realtà aziendali. E sempre qui si giozionale di un prodotto che si identi- ca peraltro lo stesso futuro del comfica soltanto con il marchio di una parto olivicolo mondiale, sottoposto catena di grande distribuzione e che alla pressione degli altri oli vegetali, è appiattito in una qualità medio-bas- il cui costo è 6 -7 volte inferiore a sa. Parallelamente si sta intensifican- quello dell’olio da olive. do, e anche qui a livello mondiale, Allo stato attuale dunque il settore un’offerta sempre più specializzata deve difendere la propria unicità, che si distingue con prodotti che conservando tradizione e qualità, ma esaltano la grande ricchezza e va- anche stare al passo con la velocità rietà organolettica, di sapore, di tra- delle trasformazioni in atto, che ridizione di un prodotto millenario chiedono apertura mentale, conocome l’olio da olive. Le frontiere del- scenza del mercato nazionale ed la qualità si stanno notevolmente e estero e capacità di innovazione: il stabilmente ampliando: una filiera di successo commerciale - e in molti eccellenza ha ormai molti meno se- casi la stessa sopravvivenza sul mercato - deve basarsi su questo binomio indissolubile e vincente. Gli extravergine di qualità, con le caratteristiche specifiche del territorio di provenienza, sono la punta di diamante di una strategia promozionale finalizzata a confermare l’unicità di un prodotto come l’olio, specialmente nei Paesi tradizionalmente produttori e consumatori. Ma attenzione a non adagiarsi sul passato: nell’epoca della globalizzazione non c’è spazio per posizioni di rendita. La prima strategia deve essere allora lavorare su una comunicazione trasparente, onesta ed efficace. Con un principio-guida: che l’immissione sul mercato di prodotti di qualità ha un effetto benefico su tutto il settore, perché innesca una dinamica sana e costruttiva tra gli imprenditori della filiera olivicola di tutti i Paesi produttori e rappresenta l’unico serio baluardo contro l’omologazione delle multinazio nali.

“Flos Olei 2016” è la guida all’extravergine di 49 paesi vocati


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Il piacere del benessere L’extravergine è il principe degli alimenti nutraceutici. Numerosi studi attestano i benefici per la salute

con un effetto benefico sul quadro lipidico ematico, svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Cosa questa estremamente importante in una popolazione anziana come quella del bacino del Mediterraneo ad alto rischio di mortalità per questo tipo di malattie. di Massimo Vincenzi In uno studio pubblicato su Diabetes Specialista in Scienza Care, inoltre, si è evidenziato come una dell’Alimentazione e Dietetica dieta ricca di olio di oliva sia in grado di ridurre fino al 50% la possibilità di insorgenza di diabete di tipo 2. Sembra anche che l’olio di oliva, grazie alla sua ricchezza di acidi grassi monoinsaturi, sia capace di intervenire nei e proprietà nutrizionali processi di prevenzione del tumore del dell’olio extra vergine di seno e che gli stessi acidi grassi, insieoliva, paragonate a qualsia- me ai composti fenolici, ai tocoferoli e si grasso da condimento, allo squalene, abbiano un ruolo imsono decisamente miglio- portante nella prevenzione dell’insorri. L’extravergine contiene, infatti, importanti elementi (acido oleico, polifenoli e vitamine) in grado di influenzare positivamente i processi metabolici dell’organismo. Numerosi studi scientifici hanno evidenziato che questo alimento possiede delle caratteristiche in grado di apportare benefici alla salute. Per questo è considerato ormai universalmente un vero e Massimo proprio “alimento nutraceutico”. Vincenzi Gli acidi grassi monoinsaturi, grazie ad un impatto metabolico positivo

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genza della neoplasia del colon e probabilmente anche in quelle del tratto digestivo alto e dell’apparato respiratorio. Tra i composti fenolici, l’oleocantale, responsabile della sensazione di pizzichio in gola indotta dall’olio, ha dimostrato specifiche caratteristiche antinfiammatorie con possibilità applicative nell’ambito delle patologie neurodegenerative, delle malattie croniche degenerative dell’apparato osteoarticolare e nel campo oncologico. Altri studi hanno dimostrato, ancora, come l’oleocantale possegga proprietà in grado di ridurre il rischio di sviluppare l’Alzheimer agendo su una sostanza denominata amiloide. Infine, i secoiridoidi contenuti nell’olio extravergine di oliva posseggono proprietà anti-aging e anti-tumorali. Grazie poi alle vitamine liposolubili (A,D, E,K) e agli acidi grassi che combattono la formazione di radicali liberi e svolgono quindi attività anti-aging anche a livello cutaneo, l’olio di oliva è impiegato in ambito dermatologico. Inoltre, nei bambini l’olio di oliva, grazie agli acidi grassi insaturi di cui è ricco, favorisce l’assorbimento di sostanze indispensabili alla crescita e sempre nei bambini, ma anche negli anziani, l’olio di oliva stimola la mineralizzazione delle ossa e l’assimilazione di sali minerali di primaria  importanza. MARZO 2016| MONDO AGRICOLO |27


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Una storia di impresa familiare di successo nell’agrigentino. L’azienda Mandranova, di Silvia Di Vincenzo, è specializzata in monocultivar di Elisabetta Tufarelli

Porte aperte alla qualità

ell’agrigentino, in piena terra del Gattopardo, a pochi chilometri dal mare, incontriamo Silvia Di Vincenzo, che conduce insieme al marito Giuseppe e al figlio chef Gabriele, a Palma Di Montechiaro, ‘Mandranova’ un’impresa familiare agricola. Una vera e propria oasi verde in collina, che si estende 180 ettari: quaranta di oliveto, 5.000 piante di mandorle, un agriturismo e campi coltivati a grano e fieno. “Nel 1995 - spiega l’imprenditrice associata a Confagricoltura - abbiamo piantato quello che continuiamo a chiamare l’oliveto nuovo, perché irriguo e fatto con criteri diversi dalla tradizione, che mescolava in campo le diverse varietà per ottenere il blend. Noi siamo specializza-

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ti in monocultivar e ogni campo è dedicato ad una varietà autoctona. Ciascuna oliva ha la sua tipicità e, nel nostro frantoio, adoperiamo una molitura differenziata per singola cultivar, fornendo una tracciabilità completa”.E la scelta di controllare minuziosamente tutte le fasi di lavorazione, spalancando le porte dell’azienda alla qualità, è indubbiamente stata vincente, come del resto confermano i numerosi premi e riconoscimenti nazionali ed internazionali ottenuti dagli oli Mandranova.“L’olivicoltura – racconta Silvia – per noi è innanzitutto una grande passione, che ci arricchisce ogni giorno consentendoci di ottenere prodotti di qualità elevata. Ma non solo: un ulivo è per la vita. Le nostre die28| MONDO AGRICOLO|MARZO 2016


nada e Giappone, anche le altre produzioni. L’agriturismo offre ospitalità in un vero e proprio resort di campagna, con un giardino di palme e piante africane e una piscina, che ha sostituito la tipica “gebbia”, anticamente utilizzata per l’irrigazione agricola. La location è prediletta, in particolare, da americani, neozelandesi, canadesi, inglesi, belgi e francesi. D’altronde l’azienda si trova in un’area ideale per i turisti: a breve distanza dalla Valle dei Templi e dal mare. “Con le nostre mandorle, i biscotti e i dolci ripieni assumono profumi e sapori dei tempi di una volta. Le conserve semplici, naturali e senza conservanti, sono realizzate – rivela l’imprenditrice – con ricette tramandate dalle nonne”. Proprio il luogo ideale per trascorrere una vacanza immersi nella natura, ma non solo.“Desideriamo – conclude Silvia - che i nostri ospiti sperimentino le emozioni di un viaggio gastronomico in un’atmosfera calda e familiare. La scoperta dell’olio, ad esempio, è un percorso di degustazione minuziosamente curato, che attraversa le proprietà organolettiche, la qualità e termina con corsi di cucina”. Da tre anni, infine, si organizzano in questo territorio ricco di meraviglie ambientali, paesaggistiche e storiche, veri e propri “soggiorni d’artista”. Gli scultori ospiti ricercano, approfondiscono ed utilizzano i materiali riciclati dalla campagna per creare le loro istallazioni ed opere d’arte.  Silvia Di Vincenzo ed il marito Giuseppe

cimila piante,tra le‘nuove’e gli alberi secolari, sono varietà autoctone come la Nocellara del Belice, Biancolilla, Cerasuola e Giarraffa, per fare alcuni esempi. Ma coltiviamo con l’obiettivo di preservare, intatto, l’habitat dell’ulivo,senza fitofarmaci e trattamenti anche le tipiche cultivar del territorio: Ogliarola, Passalunara, Tunna”. La famiglia Di Vincenzo, proprietaria dell’impresa da diverse generazioni, ha scelto di vivere in azienda proprio per seguire direttamente, oltre all'intero ciclo produttivo dell’olio, che esportano con successo in Europa, CaMARZO 2016| MONDO AGRICOLO |29


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La spesa digitale

Amazon Fresh sbarca in Italia e rivoluziona il food e-commerce. Al mattino si ordina la spesa, per trovarla a casa la sera

di Gabriella Bechi 30| MONDO AGRICOLO|MARZO 2016

ossiamo cominciare a dire addio alle file alle casse, al traffico da valicare per raggiungere il supermercato e a tutte quelle noie e quei fastidi che ci fanno sbuffare quando dobbiamo andare a fare la spesa? Lo sbarco in Italia, a Milano, e presto anche a Roma, di Amazon Fresh deve farci riflettere su quanto il digitale sia in grado di cambiare il mercato dell’agroalimentare ed anche sui ritardi del nostro Paese.

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Amazon Fresh funziona così: si ordina la spesa entro le 10 del mattino e la stessa vi viene consegnata a casa entro le 18 grazie ai furgoni di Amazon. Negli Stati Uniti i prodotti acquistati e consegnati con questo nuovo servizio sviluppato dal colosso di Jeff Bezos riguardano quasi tutte le tipologie: dal pane alle verdure, dalla carne alla pasta, dai vini ai condimenti, dai surgelati ai dolci. Il servizio è stato inoltre pensato per ordinare pranzi e cene take-away da parte dei locali affiliati ad Amazon Fresh.


Tutto con un touch, comodo, rapido e semplice. Una cosa è certa e viene ripetuta da più parti: il mondo della GDO trema, perché Amazon Fresh è un servizio che punta direttamente a incrementare la qualità della vita degli acquirenti, facendo loro guadagnare un sacco di tempo e probabilmente anche di soldi. Attualmente i prezzi sono allineati alla concorrenza, ma conoscendo le politiche di Amazon, si pensa che, superato il periodo di prova, i costi scenderanno drasticamente. Nonostante i crescenti investimenti per la diffusione della banda larga e dei dispositivi mobili, l’e-commerce rimane ancora una sorta di tabù per

rale ed anche una scarsa attenzione da parte delle istituzioni, che solo recentemente hanno messo in campo strumenti idonei, come il credito d’imposta del 40% dell’importo degli investimenti realizzati per l'avvio e lo gli italiani. Secondo uno studio inter- sviluppo dell’e-commerce, fino 50 nazionale di Centro Studi di MMOne mila euro, istituito con il provvediGroup, basato su ben 12 indicatori mento del ministero delle Politiche Eurostat, l’Italia è agli ultimi posti in agricole Campolibero. Europa per l’utilizzo dell’e-commer- Durante il 2015, secondo uno studio ce: siamo in 25° posizione, davanti condotto dall’Osservatorio E-comsolo a Grecia, Bulgaria e Romania, su- merce B2c (Business to consumer) bito dietro a Paesi come Portogallo, promosso dalla School of ManagePolonia, Lettonia e Cipro. E distanti ment del Politecnico di Milano e da soprattutto dai primi della classe Netcomm, il valore dell’acquistato (Regno Unito, Francia, Germania). online in Italia ha raggiunto i 16,6 miQuello che colpisce è in particolare liardi di euro, con una crescita del è il fatturato delle imprese italiane 16% rispetto al 2014 (pari a 2,2 miascrivibile alle vendite online, che è liardi di euro). pari al 6%, contro una media euro- Nello specifico, a questa crescita hanpea del 15%. no contribuito settori come il turiC’è quindi un ritardo imprenditoria- smo (+14%), con 7.762 milioni di eule, ma sicuramente anche uno cultu- ro e le assicurazioni con 1.235 milio-

E-commerce ancora tabù: in Italia siamo dietro a Portogallo, Polonia e Lettonia

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ni di euro, l‘informatica e dell’elettronica (+21%), l’abbigliamento (+19%), l’editoria (+ 31%). In questo contesto il settore alimentare si è classificato tra quelli emergenti, con 377 milioni di euro, pari al 2% del mercato. Crescono sia il Grocery (spesa da supermercato), sia il Food&Wine enogastronomico, grazie all’intraprendenza di produttori che valorizzano prodotti locali, retailer, enoteche e start up. Insieme all’e-commerce evolve anche il consumatore online. Oggi le persone che effettuano almeno un acquisto online, in un arco di tempo di tre mesi, rappresentano più del 36% di tutta la popolazione italiana su internet, ovvero 11,1 milioni di consumatori abituali con uno scontrino medio di 89 euro e una riparti-

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Per gli acquisti online in Italia si sono spesi 16,6 miliardi di euro (+16% rispetto al 2014) zione quasi equivalente tra prodotti e servizi. Ormai nell’esperienza d’acquisto del consumatore, i dispositivi mobili giocano un ruolo sempre più rilevante: l’acquisto effettuato da smartphone nel 2015 aumenta del 64% rispetto il 2014, con il 10% di peso, mentre il tablet vale l’11% del settore. E c’è anche un modo tutto italiano di interpretare e-commerce. Il legame tra il mondo virtuale e quello fisico, tra il negozio su internet e quello con muri, porte, scaffali, dove la merce si può vedere, toccare, odo-

rare, è uno dei punti fondamentali che distingue il nostro mercato da quello europeo. Una realtà che si riscontra, con una dinamica opposta, anche nel fenomeno che tecnicamente viene definito info-commerce, che è il cercare informazioni online mentre si valuta un prodotto in un negozio. Un'altra tipicità del nostro Paese è che il fattore principale per l'acquisto è la conoscenza del brand, del venditore: per questo diventa fondamentale il cosiddetto storytelling, ovvero la narrazione, il saper raccontare cosa c'è dietro quella bottiglia di vino o di olio, di quel formaggio o dolce. Convenienza, qualità e capacità di comunicare con il cliente diventano dunque i tre pilastri dell'ecommerce nel settore del food. 


L’A P E R T U R A

Il quaderno del contoterzista Albo, Pac, Psr, revisione dei mezzi agricoli, patentino, tabelle ettaro coltura, servizi fiscali su misura degli agromeccanici, sicurezza: le questioni aperte

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i stiamo giocando l’agricoltura che verrà”. Così il presidente di Uncai Aproniano Tassinari durante l’assemblea dei contoterzisti di Milano,Lodi,Como eVarese.“È in atto – ha detto – una vera e propria selezione naturale, ogni anno scompaiono sempre più aziende e il 60% degli addetti in agricoltura ha più di 65 anni. In questo scenario il contoterzismo rappresenta una risposta chiara alla gestione a costi variabili dell’agricoltura”. Sono però numerose le questioni aperte come la revisione dei mezzi agricoli prorogata nuovamente, questa volta al 30 giugno 2016, come era normale attendersi dal momento che“nessuno ha mai provato a spiegare come, dove e quanto costi la revisione, e neppure quali officine potrebbero essere attrezzate a farla”. C’è l’opportunità per le imprese conto terzi lombarde di accedere al loro albo professionale. Inoltre la revisione della Pac riapre il discorso agromeccanici e Psr. NUOVE TABELLE ETTARO COLTURA Sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale le nuove tabelle ettaro coltura con i quantitativi di gasolio che le Regioni devono assegnare alle imprese già nel 2016. Rispetto alle precedenti assegnazioni di carburante agricolo,oltre ad ampliare sia le colture sia le operazioni colturali, in gran parte dei casi le tabelle fotografano i consumi reali di gasolio nei

UNCAI L'Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici ed Industriali rappresenta e tutela su tutto il territorio nazionale imprenditori che lavorano per conto terzi nel settore agricolo e industriale. Aproniano Tassinari

diversi comparti, in particolare nelle operazioni di aratura e trebbiatura; per fare qualche esempio, i consumi passano, nei cerali autunno vernini, rispettivamente da 46 a 70 litri ad ettaro e da 28 a 45. Inoltre, per tenere conto dei trasferimenti extra aziendali delle imprese agromeccaniche, sono riconosciuti ulteriori 6 litri ad ettaro per tutte le operazioni svolte, contro i precedenti 3 l/ha. Le nuove tabelle hanno validità dal 1° gennaio 2016. Sul sito contoterzisti.it è possibile scaricare le tabelle. MA BERGAMO, BRESCIA E MANTOVA VOGLIONO L’ALBO? Uncai ha scritto alle associazioni di contoterzisti delle tre province lombarde (Bergamo, Brescia e Mantova) non aderenti all’Unione Nazionale. Non è infatti chiaro il motivo che spinge i contoterzisti di queste tre province a non fare domanda all’albo di categoria, a differenza di quanto avviene nelle altre province. Dopo più di un mese, non è giunta risposta. Intanto si ragiona su

Presidente: Aproniano Tassinari www.contoterzisti.it

meno controlli e bandi pubblici aperti solo alle aziende certificate iscritte all’albo. PATENTINI Per conseguire il patentino, chi guidava un trattore da almeno 2 anni (al 31/12/2015) dovrà fare un corso in aula di 4 ore entro il 12/3/2017. Chi non ha esperienza ha invece 24 mesi per il corso (31/12/2017). Quindi non c’è fretta. Inoltre le regole potrebbero cambiare, visto che l’obbligo di guida con il patentino riguarda i trattori e non le trebbiatrici. SERVIZI FISCALI SU MISURA A Fieragricola Verona Uncai ha incontrato contoterzisti di tutta Italia che si stupiscono quando scoprono che appoggiarsi all’associazione di categoria per i servizi fiscali permette di risparmiare fino al 50% rispetto al commercialista. Inoltre in caso di verifiche,le aziende sono tranquille. Non sono mancate sorprese, come agromeccanici “costretti” a pagare imposte non dovute e assegnazioni di gasolio strampalate. MARZO 2016| MONDO AGRICOLO |I


NOTIZIE

mona Clevio Demicheli, premiando le imprese agromeccaniche cremonesi che sin dall’inizio hanno condiviso il cammino “complesso ma anche ricco di sfide e soddisfazioni dell’associazione”. È stata un'assemblea nel solco della pluridecennale cooperazione tra agricoltori e contoterzisti nata da un'idea, un progetto e un destino che innerva, proietta e riscatta le due categorie. Premiare le storiche aziende conto terzi del territorio è stato come il rivelarsi del tempo come accidente e che la giovinezza in agricoltura non è un dato anagrafico, ma uno stato di tensione, l'estate invincibile che esiste sempre nelle profondità degli inverni. Non si spiega altrimenti la capacità di venti aziende agromeccaniche cremonesi di attraversare 70 anni di storia dell'agricoltura in una Italia da sempre in imbarazzo quando si tratta di valorizzare il suo comparto primario. "Se gli italiani conoscessero di più che cos’è l’agricoltura e il nostro ruolo, vedremmo il futuro con più ottimismo", ci confida Clevio Demicheli.

Clevio Demicheli, presidente Apima Cremona e vice di Uncai

I 70 anni di Apima Cremona Clevio Demicheli: “Un pezzo di storia vissuto con e per le imprese agricole”

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ettant’anni a fianco degli agricoltori e al servizio dell’agricoltura. Lo scorso febbraio, l’assemblea di Apima Cremona è stata l’occasione per celebrare i 70 anni dell’associazione provinciale dei contoterzisti agromeccanici. Una storia intrecciata con

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il territorio cremonese e con l’evoluzione dei mezzi meccanici, dalla prima mietitrebbia trainata, ai primi mezzi dotati finalmente di cabina ai moderni sistemi di guida satellitare. “Questi 70 anni sono un risultato importante, un pezzo di storia vissuto con e per le imprese agricole”, ha sottolineato il presidente di Apima Cre-

Eppure, grazie ad Apima e ad Uncai, i contoterzisti hanno raggiunto alcuni importanti risultati. Certo, da qualche anno in Lombardia si può edificare in area agricola e dallo scorso anno c'è un Albo di categoria. Lo spirito di impresa è da sempre nel Dna dei contoterzisti, l'albo serve però a confermare anche nelle nuove generazioni e in anni di crisi degli investimenti che la strada della professionalità non deve mai essere dismessa ed occorre tenere il passo delle esigenze strutturali di un'agricoltura che cambia in continuazione. Cosa comporta l'accesso all'Albo? È una qualificazione per l’impresa e per l’intera filiera. Permette di certificare le aziende che si impegnano a svolgere l’attività conto terzi nel rispetto del terreno, dell’ambiente e delle più severe norme sulla sicurezza per gli operatori. Eppure c'è chi definisce l'Albo una


scatola vuota, proprio non ci crede. L'esigenza dell’albo parte dal basso, dalle aziende agricole che preferiscono collaborare con professionisti in grado di dare delle garanzie sui servizi eseguiti e di essere corresponsabili dei risultati, anziché rapportarsi con improvvisati avventurieri. La maggior parte dei contoterzisti però non si iscrive. In Lombardia le provincie di Cremona, Lodi, Milano, Pavia, Como e Varese si sono attivate. Occorre però che la Regione ci dia una mano a riconoscere nell’Albo uno strumento capace di certificare la qualità dei servizi offerti. Oggi esiste il grosso problema dell’abusivismo nei servizi, si potrebbero quindi prevedere bandi in cui si richiede l’iscrizione all’Albo. Oltre all’Albo, da dove passa il riconoscimento del ruolo dei contoterzisti? Dall’inserimento fra le categorie beneficiarie dei Psr. Un anno fa ci abbiamo provato senza successo. La nostra proposta era chiara e semplice, non avremmo danneggiato gli agricoltori perché si voleva attingere dai finanziamenti riservati all’extra agricolo. Non è stato capito né a Roma né a Bruxelles con degli effetti assurdi. Per esempio, quando abbiamo partecipato a un convegno sulle direttive europee per la distribuzione dei fitofarmaci, un funzionario di Regione Lombardia ha detto chiaramente che toccherà a noi contoterzisti occuparcene, perché siamo gli unici ben attrezzati e qualificati a svolgere seriamente il lavoro. Inoltre dovremo predisporre costose vasche per il trattamento dei residui di fitofarmaci nelle botti. Ci chiediamo quindi per quale motivo i Psr prevedono finanziamenti per questo servizio solo agli agricoltori.

IL COSTO MACCHINA IN UN CLICK

Smart farming vuol dire innovazione per la competitività. Da 25 anni Rossano Remagni Buoli, vice presidente di Apima Cremona, collabora allo sviluppo di un programma, Agrogest di Progetto Software sas, per la gestione a 360° di un’azienda agromeccanica. Un sorta di quaderno di campagna Rossano Remagni Buoli, elettronico pensato per le esigenze vice presidente dei contoterzisti, dalla compilazione Apima Cremona delle schede Uma, al calcolo del margine di guadagno per ciascuna lavorazione, in base al tempo impiegato, ai prodotti usati in campo, all’operatore e al costo macchina (calcolato considerando il costo a listino, la vita utile del mezzo stimata, la ricambistica e i finanziamenti). In questo modo il contoterzista può fissare dei costi di lavorazione sostenibili per la sua azienda e si propone con sempre maggiore professionalità ai clienti. Per info: buoli.attilio.snc@gmail.com.

nitaria è possibile riprovare ad allargare le maglie. Ha anche sostenuto che a suo tempo c'era stato un impegno solenne del ministro delle Politiche agricole davanti alle Regioni per un’apertura del sistema agricolo ai contoterzisti. Invece, poi, il Mipaaf non ha mantenuto la promessa. Credo che a questo punto sia doveroso un chiarimento del ministero e stiamo cercando di incontrare il ministro Martina per capire cosa sia successo e ripetere che le macchine di

una certa dimensione e innovative in agricoltura le possiamo acquistare solo noi. Per continuare a investire in queste tecnologie occorrono grandi investimenti che l’impresa agromeccanica è pronta a fare ma con il sostegno di tutta la filiera agricola. 

I titolari delle venti aziende storiche cremonesi premiate durante l’assemblea di Apima

L'assessore Giovanni Fava di Regione Lombardia ha detto che la battaglia sui Psr non è ancora persa. Durante l'assemblea Apima, l'assessore Fava ha detto che in vista della revisione della Politica agricola comuMARZO 2016|MONDO AGRICOLO|III


NOTIZIE

Giulianoi Oldani

mio del prodotto potrebbe superare il 15%. La creazione di una banca dati per la mappatura dei terreni passerebbe attraverso le macchine da raccolta degli agromeccanici. Queste applicazioni andrebbero viste in un’ottica di progetti comprensoriali e sistemi informativi aziendali gestiti da professionisti esterni. Anche la corretta distribuzione dei reflui andrebbe vista in un ambito comprensoriale per favorire delle economie di scala.

IL POTERE DELL’OUTSOURCING Nel nord Europa è quasi normale trovare grandi aziende zootecniche senza macchinari per le lavorazione della terra. L’allevatore si concentra sul suo“core business” e affida al contoterzista per le operazioni esterne. L’azienda agricola diventa più competitiva sul mercato, mentre l’agromeccanico diventa corresponsabile dei risultati raggiunti per l’azienda agricola. Durante Giuliano Oldani: “Fare squadra con tutti gli attori della filiera l’ultima edizione di Fieragricola a Veroper avviare progetti concreti e abbattere i costi”. na si è svolto un convegno sui costi di manutenzione e riparazione dei mezzi agricoli. Con piglio analitico sono stati rezzi sempre più bassi ABBATTERE I COSTI SI PUÒ esposti dei calcoli previsionali. Aldo nei supermercati e fa- “Occorre trasparenza e conoscenza Calcante dell’Università degli Studi di miglie italiane sempre dei rispettivi ruoli. Fare squadra con Milano, tirando le somme, non solo ha più contente. È la globa- tutti gli attori della filiera, dall’agrono- dimostrato quanto la manutenzione lizzazione, bellezza. Ca- mo all’alimentarista fino alle associa- ordinaria sia importante per abbattere si come l'olio tunisino zioni di categoria, significa avviare dei i costi. Le sue conclusioni dovrebbero suggeriscono però che i prezzi progetti concreti per abbattere i co- essere poste a sistema. Per esempio, stracciati faranno anche bene alle ta- sti”, così Giuliano Oldani presidente considerando l’intera vita utile di una sche delle persone, ma nascondono dei Contoterzisti Apima di Milano, Lo- macchina, i costi di manutenzione e rifiliere produttive tutt’altro che sicu- di, Como e Varese.Vietato quindi navi- parazione dei trattori con potenza inre. Le tipicità e le eccellenze non gare a vista e muoversi come cani feriore a 100 kW sono, in proporzione mancano in Italia. Ma perché queste sciolti. Per fare il salto di qualità, l'a- al prezzo di listino, maggiori di quelli non vengano scambiate per un al- zienda deve cambiare la sua gestione. dei trattori con potenza maggiore a bergo di lusso e diventino la massi- I pilastri su cui l’attività si regge sono 100 kW e la manutenzione e le riparama aspirazione di una nazione in co- il fatturato, il margine e gli incassi. Se zioni costano meno alle imprese agroma, incapace di difendere e valoriz- uno dei tre pilasti viene meno cade meccaniche rispetto alle aziende agrizare i propri prodotti spazzati via tutto. Per un agromeccanico significa cole. Inoltre le riparazioni su una miedai venti della globalizzazione, vale non illudersi di salvare l’azienda ab- tititrebbia a flusso assiale incidono mela pena rimboccarsi le maniche e di- bassando troppo le tariffe, non avere no sul valore a nuovo del mezzo rifendere meglio e in prima persona costi fissi troppo alti rispetto al fattu- spetto alle riparazioni di una scuotipagli interessi dell’agricoltura italiana. rato e verificare prima la solvibilità del glia. Si dirà che sono solo modelli di In questa battaglia, il contoterzista cliente. Soprattutto vuol dire imporsi calcolo e la realtà è un’altra. Ma sono diventa il migliore alleato dell’agri- la gestione dei costi e introdurre le proprio questi modelli dai calcolo a coltore se porta valore aggiunto nel- tecniche dell’agricoltura di precisio- permettere a chi acquista un mezzo di le aziende agricole, abbassando i co- ne. Per esempio, una guida satellitare stimarne il costo orario (a preventivo) sti e garantendo la sostenibilità del- può aumentare l’efficienza nelle semi- e adeguare i tariffari delle lavorazioni  ne di oltre il 20%, nei diserbi il rispar- conto terzi. l’impresa.

Qualità in outsourcing

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AT T U A L I TÀ I M P R E S A La sede italiana di Campo di Trens

I primi 50 anni di Wolf Importante anniversario per il gruppo leader nelle costruzioni in legno e acciaio per settore agricolo e industriale e vasche circolari in cemento

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olf Holding GmbH è uno dei principali produttori europei di costruzioni agricole, industriali, civili, vasche circolari in cemento armato, stoccaggio liquami e impianti biogas. Il 9 marzo il gruppo ha festeggiato i 50 anni di attività. Il fondatore dell’azienda fu Johann Wolf, scomparso il 18 luglio 2015. Cresciuto a Scharnstein in un ambiente agricolo, a 33 anni, a Gmunden (Austria) diede vita alla sua impresa con il contratto societario redatto e certificato dal notaio Lindner. Ma la definitiva fondazione della società si ebbe soltanto il 9 marzo 1966, dopo la risolu-

zione di innumerevoli cavilli tecnicoburocratici e grazie ad una grande forza di volontà del giovane imprenditore. Gli anni seguenti alla fondazione furono caratterizzati da un susseguirsi di acquisizioni, ampliamenti dell’oggetto sociale e aumenti di capitale. Nel 1985 Johann Stadler - allora trentenne e oggi uno dei soci - fu nominato amministratore delegato. Lo sforzo di internazionalizzazione dell’attività aziendale fu, fin dall’inizio, uno degli obiettivi prioritari di Johann Wolf, che aveva già richiesto la registrazione di marchi e brevetti in diversi Paesi e la loro tutela anche in USA e Canada. Puntò prima alla Germania (1968) dove la sede di Osterhofen divenne la seconda società madre - seguita poi da

Francia, Italia, Svizzera, Lussemburgo, Ungheria, Danimarca, Belgio e Inghilterra. Dal 1990 al 1999 l’ampliamento a Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia. Furono aperte diverse sedi e realizzate joint-ventures in Russia, Ucraina, Spagna,Tenerife, Croazia, China, Giappone, USA. Con la costruzione di silos agricoli e serbatoi circolari l’attività subì un vero boom. Il reparto di costruzione dei serbatoi tondi in cemento armato, costruiti con la cassaforma sviluppata da Wolf, è ancora oggi tra le sezioni di maggior successo. La realizzazione di costruzioni in legno e acciaio per settore agricolo e industriale, di case prefabbricate con il marchio Wolf Haus e la produzione di vasche circolari in cemento armato sono i principali pilastri aziendali. Johann Wolf fu un geniale industriale che ha lasciato in eredità un’azienda solida, leader nel suo settore. Nel 2016 anche la filiale italiana Wolf System srl festeggia i 30 anni di attività. Infatti, nel 1986, Robert Stafler avviò l’attività nel nostro Paese. La sede di Campo di Trens si è progressivamente ampliata ed oggi comprende 220 collaboratori (amministrazione, agenti di vendita e produzione) e 106 addetti al montaggio suddivisi in una venti na di squadre. MARZO 2016| MONDO AGRICOLO |37


MAPPAMONDO di Jordan Nash

Lo “champagne” Taittinger approda a Canterbury La grande maison francese vuole produrre bollicine nel Regno Unito dopo gli investimenti in California

riscaldamento climatico che ha reso più temperati i climi d’Oltremanica. Pare anche che a Canterbury il suolo sia molto simile a quello di Reims, nella regione Champagne – Ardenne dove la maison, in 280 ettari di vigneti, coltiva

L’EXPORT ENOICO GUARDA ALL’AFRICA

Il futuro dell’export di vino europeo non incrocia solo le ricche rotte commerciali dell’Asia e degli Stati Uniti, ma guarda con sempre maggior attenzione anche all’Africa. La Francia si è già mossa ed ha gettato i primi ponti per cogliere le occasioni commerciali. In

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o “champagne” si farà anche nel Regno Unito. Taittinger, uno dei più famosi marchi francesi, inizierà a produrre le famose bollicine a Canterbury, nel sud-est della Gran Bretagna. La prima vendemmia è prevista nel 2020. L’obiettivo è quello di arrivare ad una produzione annua di 300 mila bottiglie. Lo spostamento in Kent si crede sia costato oltre 7 milioni di euro per 69 ettari e il motivo potrebbe essere il

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uve di Chardonnay, Pinot Meunier e Pinot Nero. Lo “champagne” che batte bandiera inglese si chiamerà “Domaine Evremond”. I sudditi di sua Maestà sono i maggiori consumatori di champagne in assoluto, seguiti dai tedeschi e dagli americani. Non è un caso che le bollicine rappresentino quasi i due terzi dell’intera produzione vinicola britannica. Nemmeno per la maison Taittinger si tratta di una novità: è dal 1988 che produce spumanti in California.

Etiopia, Kenya e Tanzania l’economia già galoppa e i costumi stanno occidentalizzandosi. In crescita sono anche Repubblica Democratica del Congo, Angola, Costa d’Avorio e Nigeria, che da qualche tempo è diventata la prima economia africana.

IMPORT VINO: LA CINA BATTE IL GIAPPONE

I quattro mercati principali dell’Asia, quelli di Cina, Giappone, Hong Kong e Corea del Sud, hanno chiuso il 2015 in forte crescita sul fronte delle importazioni di vino, sia in termini di volumi sia di valori. Per la prima volta la Cina ha superato il Giappone anche in termini di valori, grazie ad una crescita del 37,3%, e del 44,7% in volumi, mentre il Giappone, tra i Paesi asiatici, è quello che registra la crescita minore, il +4%. Anche se c’è un forte interesse per il vino italiano, il mercato cinese è diventato sempre più competitivo, grazie alla forte crescita di Cile e Australia, che hanno anche stretto con il Paese accordi commerciali specifici.


L’olio greco punta su brand, design e richiamo all’arte Per conquistare i mercati il packaging è un po’ articolo da regalo, un po’ opera artistica

EXPORT RECORD PER I VINI FRANCESI

Nel 2015 lo Champagne recupera sui mercati americani e cinesi ed è record, dopo due anni di calo, per l’export enoico d’Oltralpe: quasi 7,9 miliardi di euro che si traducono in un bel + 6,7%. Ma il panorama non è tutto rosa: nel 2015 sono scesi del 3% i volumi esportati, ad eccezione dello Champagne.

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a Grecia investe tutto sul packaging dell’olio d’oliva.La crisi economica ha spinto i produttori a puntare tutto sull’export di lusso.Così, aspettando la“NewYork International Olive Oil Competition”che si terrà ad aprile,gli imprenditori olivicoli hanno scelto linee

pulite e grafica minimale per immagini di alta qualità tecnica e visiva.Un po’ articolo da regalo,un po’ oggetto da museo le confezioni di oro verde ‘made in Greece’si contraddistinguono per una semplicità studiata, ispirata all’antica arte minoica,che segna il ritorno alle forme primarie.Identità di brand di grande impatto visivo con l’obiettivo di arrivare fin nei negozi di design e di altissima

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EXTRAVERGINE CALIFORNIANO SUL MERCATO INTERNO

Per l’olio extravergine d’oliva in California l’obiettivo è arrivare a soddisfare il 5% del fabbisogno nazionale. Attualmente ne copre il 3%, con i 15.000 ettari in produzione, coltivati in 75 diverse varietà che vengono, ogni anno, incrementati di circa il 10%. D’altronde gli Stati Uniti rappresentano il più grande mercato per l’oro verde extraeuropeo e dei 350 prodotti agricoli californiani è l’olio d’oliva quello decisamente più dinamico. La parola d’ordine, per il Golden state, quindi è quella di emulare il successo ottenuto dal vino, mettendo a frutto i palati sempre più sofisticati degli americani. Ma non solo California. L’olio di oliva a stelle e strisce si produce anche in Arizona, Texas, Georgia, Oregon, Hawaii e Florida, dove i produttori cercano una valida alternativa alla produzione agrumicola in crisi.

gastronomia e sbaragliare la concorrenza italiana e spagnola.Così oltre al packaging d’avanguardia si punta anche sul nome,che deve richiamare valori forti, come °39‘22 le coordinate geografiche che portano direttamente nel cuore della Grecia e enfatizzano l’origine delle olive dalla terra,per distinguere quattro varietà monovarietali:Atheniola, Manaki,Koroneiki e Koroneiki bio.L’olio

extravergine cretese Pdo Bienna ha scelto un albero che sembra un’impronta digitale a sottolineare l’autenticità del suo prodotto.Infine, Ladolea Megaritiki,premiato nell’edizione 2015 del NYIOOC,è un extravergine non filtrato“confezionato in un vaso di ceramica fatto a mano e riutilizzabile,che previene la penetrazione della luce,mantenendo il contenuto nella sua forma pura di aroma e gusto”. MARZO 2016| MONDO AGRICOLO |39


AT T U A L I TÀ R A P P R E S E N T A N Z A

Misurare il welfare

Definito il primo indice del benessere aziendale. Rapporto annuale sulle imprese virtuose di Gaetano Menna

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enerali Italia, con Confagricoltura e Confindustria ha messo a punto il “Welfare Index PMI”, il primo indice di autovalutazione del livello del welfare aziendale nelle PMI italiane: uno strumento grazie al quale ogni anno le imprese potranno accedere a un servizio gratuito per misurare le proprie iniziative di welfare e confrontarsi con le esperienze più avanzate dei

rispettivi settori. Sono 2.140 le piccole e medie aziende italiane (dei settori agricoltura, commercio e servizi, industria) che hanno partecipato alla ricerca e che hanno permesso di realizzare il rapporto nazionale e di costruire l’indice. L’indice misura dieci ambiti di intervento per una dettagliata analisi di tutti gli aspetti del welfare aziendale: previdenza integrativa, salute, assicurazioni per i dipendenti e le famiglie, tutela


delle pari opportunità e sostegno ai genitori, conciliazione del lavoro con le esigenze familiari, sostegno economico ai dipendenti e alle loro famiglie, formazione per i dipendenti e sostegno alla mobilità delle generazioni future, sicurezza e prevenzione, sostegno ai soggetti deboli e integrazione sociale, welfare allargato al territorio. L’8 marzo si è tenuta la presentazione del “Rapporto annuale 2016” e la premiazione dei migliori progetti. Undici

menti di suino nero calabrese più importanti d’Italia che ha deciso di mettere la comunità al centro dell’impresa con politiche occupazionali mirate per porre un argine alla migrazione ed all’abbandono del territorio. E così la le imprese premiate, delle tre catego- maggior parte dei dipendenti provierie, che hanno ottenuto i punteggi più ne dal paese di San Demetrio o da zoalti dell’indice. Per il settore agricolo al ne limitrofe e l’azienda, spesso, ha asprimo posto si è classificata Agrimad, sunto entrambi i coniugi o familiari società agricola srl di San Demetrio degli occupati. Corone (Cosenza). È uno degli alleva- Al secondo posto, nella classifica del

Guidi: «L'agricoltura ha una storia consolidata di welfare, a vantaggio della collettività»

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AT T U A L I TÀ R A P P R E S E N T A N Z A

da sinistra: Baban, Donnet e Guidi

settore agricolo, troviamo la società agricola Salvi Vivai s.s. di Ferrara, di cui è titolare Silvia Salvi. L’azienda promuove molte iniziative di welfare aziendale rivolte agli impiegati amministrativi, commerciali e agli operai, soprattutto nell’ambito della formazione. Altre aree di forte intervento di welfare sono le pari opportunità e la conciliazione vita-lavoro, con particolare attenzione alla maternità. Al terzo posto Barone Ricasoli spa di Gaiole in Chianti (Siena).L’azienda vinicola ha investito molto nel welfare aziendale. Supporta le famiglie con anticipi sulla retribuzione, prestiti senza interessi, lavoro part time per le neo mamme che ne hanno bisogno, flessibilità dell’orario di lavoro legata all’organizzazione familiare, una mensa, alloggi aziendali per i lavoratori stagionali stranieri e le loro famiglie. In evidenza anche l’assicurazione privata sugli infortuni a totale carico dell’azienda ed i corsi di formazione specializzati. 42| MONDO AGRICOLO|MARZO 2016

Sul podio Agrimad, Salvi e Ricasoli. Menzioni a “Fiore per la vita” e Fungar

Premiato anche l’impegno di altre due realtà agricole.“Menzione speciale valore donna” è andata all’azienda agricola Fungar di Coriano (Rimini) che, tra l’altro, porta avanti un progetto di integrazione sociale delle lavoratrici cinesi. “Menzione speciale agri-

coltura sociale” è andata alla cooperativa sociale “Un fiore per la vita” onlus di Aversa (Caserta) che dà risposte concrete ai problemi occupazionali di persone in difficoltà; oltre tutto la gestione di terreni e beni sequestrati alla camorra ha creato dinamiche economiche che combattono la criminalità. Tra l’altro il “Rapporto” ha dedicato un apposito capitolo all’indagine su “L’agricoltura sociale ed il welfare”, che ha realizzato in collaborazione con la Rete Fattorie Sociali. «Welfare Index PMI dimostra che non c’è solo caporalato e crisi in agricoltura, ma anche buone pratiche e storie di successo – ha detto Mario Guidi, presidente di Confagricoltura -. L’agricoltura ha una storia consolidata di welfare. Ha sempre svolto una funzione sociale a vantaggio della collettività, anche favorendo l’inserimento dei lavoratori nel contesto aziendale. Oggi l’evoluzione delle imprese porta a un sempre maggior impegno in questo senso». Philippe Donnet, country manager e amministratore delegato di Generali Italia, dal canto suo ha evidenziato: «Con l’indice vogliamo stimolare un cambio culturale nelle piccole e medie imprese, con l’obiettivo di valorizzare la centralità del welfare nella vita quotidiana delle aziende, dei lavoratori e delle loro famiglie. Ringraziamo Confagricoltura e Confindustria per aver creato un tavolo unico». «Accrescere la consapevolezza di quanto le PMI realizzano a favore dei propri collaboratori, e dunque del loro profondo senso di comunità, è positivo – ha osservato Alberto Baban, presidente della Piccola Industria di Confindustria - sia perché restituisce al Paese un’immagine più fedele di cosa oggi realmente significa fare impresa, sia perché può suscitare uno spirito di emulazione dagli effetti  estremamente benefici».


AT T U A L I TÀ R A P P R E S E N T A N Z A

Affamati di futuro Presentato lo studio di FNIFC e Pria: l’80% delle aziende è interessato a svolgere attività di ricerca e innovazione

di Gaetano Menna

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e PMI agricole hanno fame di ricerca ed innovazione». Lo ha sottolineato il presidente della Federazione Nazionale dell’Impresa familiare di Confagricoltura Roberto Poggioni, aprendo i lavori dell’incontro svolto a Roma, a Palazzo della Valle, il 17 marzo. L’incontro è stato finalizzato alla presentazione dello studio sui fabbisogni di ricerca ed innovazione nell’impresa familiare, realizzato da Pria. Si tratta di un’indagine effettuata attraverso interviste strutturate a 130 titolari di imprese, sulla base di un questionario. «Federimpresa ha sempre indicato un percorso innovativo che permetta alle aziende di crescere e rafforzarsi – ha proseguito Poggioni -. Ad esempio, da subito, ha lavorato attivamente per far conoscere il modello delle reti per aggregare le PMI agricole con la dovuta flessibilità». «Non è un caso – ha aggiunto il presidente - che tre imprese su quattro ritengano che attraverso le reti si raggiungano vantaggi economici, valorizzazione/aumento del valore

aggiunto, migliore commercializzazione e marketing del prodotto, maggiore competitività, innovazione, snellimento e diversificazione dei processi produttivi». «Pria - ha detto il suo presidente Sergio Ricotta – è l’acronimo di “Progetti di Ricerca e Innovazione in Agricoltura”. La nostra società fornisce i propri servizi di consulenza al sistema agricolo, agroalimentare e agroindustriale nel campo della ricerca, dello svilup-


po, dell'innovazione e del trasferimento tecnologico.Tra i nostri compiti anche quello di elaborare studi, ricerche, analisi, corsi di formazione, in materia economica e finanziaria» A presentare i risultati dello studio sono stati l’amministratore delegato di Pria Ruggero Targhetta ed i docenti dell’Università Ca’ Foscari di Venezia Carolina Gavagnin e Matilde Cassin. Dall’indagine – hanno posto in evidenza gli studiosi – è emerso che più

Poggioni: «Tre imprese su quattro sono attratte dal modello della rete» dell’ 80% delle imprese è interessato a svolgere attività di ricerca e innovazione; in particolare, l’interesse cresce sensibilmente con l’innalzarsi del titolo di studio dell’imprenditore. La ricerca ha approfondito anche il te-

ma dell’informatizzazione aziendale, propedeutica, per certi versi, alla realizzazione di attività di ricerca e innovazione in azienda. Risulta che la maggioranza delle imprese (80%) utilizza sistemi informatici nella gestione aziendale; di coloro che non ne fanno uso, il 61% intende comunque dotarsene in futuro. I sistemi informatici presenti in azienda vengono utilizzati principalmente a supporto della gestione aziendale (84%) e di atMARZO 2016| MONDO AGRICOLO |45


AT T U A L I TÀ R A P P R E S E N T A N Z A

tività di contabilità e amministrazione (70%). L’88% del campione totale dichiara, inoltre, di utilizzare normalmente la rete Internet per le proprie attività. Bassa, invece, la percentuale di aziende che possiedono un proprio sito web (solo il 42%) o che fanno e-commerce (34%), con notevoli differenze a seconda dell’indirizzo produttivo dell’azienda intervistata (le imprese di viticoltura e col-

Roberto Poggioni

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lontà di rispondere, in modo efficace, alle esigenze dei consumatori e al comportamento dei fornitori e, quindi, di mantenere l’impresa concorrenziale sul mercato. Infatti i principali benefici attesi dalle aziende, deture protette, ad esempio, registrano rivanti da tali attività, sono ricondupercentuali decisamente più alte del- cibili all’ incremento quali-quantitatila media, sia per quanto concerne la vo della produzione,del valore agpresenza di un sito, sia per l’utilizzo giunto del prodotto e alla riduzione dei costi di produzione». dell’e-commerce). L’indagine ha anche analizzato i «I dati dello studio di FNIFC e Pria – servizi che Confagricoltura potreb- ha commentato il presidente di Conbe fornire a supporto di attività di fagricoltura Mario Guidi - confermainnovazione.È seguita quindi la tavo- no la necessità da un lato di superala rotonda, moderata dalla conduttri- re il digital divide,che acuisce ancor ce di Sky Tg24 Federica de Sanctis, a più le divisioni tra nord e sud del Paecui sono intervenuti rappresentanti se, tra metropoli e campagna, dall’aldell’Agenzia per lo Sviluppo e del mi- tro di collegare sempre più il mondo nistero delle Politiche agricole, degli della produzione alla ricerca scientienti di ricerca pubblica (CREA,CNR, fica. Imprenditori e ricercatori devoENEA) e del coordinamento degli as- no cooperare, gli uni indicando i loro sessorati all’agricoltura delle Regio- fabbisogni, gli altri recependo e indini. «La spinta alle imprese a svolge- rizzando la sperimentazione, finalizre attività di ricerca e innovazio- zandola all’ottenimento di risultati ne è motivata principalmente - che possano essere immediatamente  ha osservato Poggioni - dalla vo- trasferiti sul campo».

Guidi: «Superare il digital divide e collegare mondo produttivo e scienza»


L’ente bilaterale dell’agricoltura italiana

EBAN, l'Ente Bilaterale Agricolo Nazionale, è costituito dalle organizzazioni datoriali e sindacali agricole, INSIEME, al fine di promuovere la qualità del lavoro in agricoltura.

EBAN opera in favore degli operai e dei datori di lavoro del comparto primario, svolgendo importanti attività in materia di welfare, mercato del lavoro, formazione, salute, sicurezza e pari opportunità. Attraverso un apposito Fondo, denominato FISA, vengono altresì garantite prestazioni Via Flavia, 3 | 00187 Roma Tel 06 47825051 | Fax 06 47824603 info@enteeban.it | enteeban@pec.it www.enteeban.it

sanitarie integrative ai lavoratori iscritti e ai loro nuclei familiari, quali il rimborso delle spese sostenute presso operatori sanitari privati convenzionati col SSN.


AT T U A L I TÀ R A P P R E S E N T A N Z A

Saggezza e passione Il Soggiorno Pensionati a Sorrento è stato una macchina oleata, forte della sua quasi quarantennale esperienza di Gaetano Menna

Abbiamo visto i “saggi” arrivare da tutte le provincie italiane. Sono stati in tutto 800 suddivisi in due turni nel periodo dal 2 al 19 marzo. Hanno animato con calore un appuntamento che ha 37 anni di vita, davvero atteso dagli interessati. Molti tornano tutti gli anni come Giovanni Merli (presidente degli Over 65 di Piacenza) che è al suo

Turismo e cultura, ma anche i temi della sanità, previdenza e sicurezza

ventesimo “Soggiorno”. Uno sforzo organizzativo non da poco quello posto in essere dal Sindacato Pensionati di Confagricoltura. Tutto è studiato sin nei minimi particolari per far sì che la permanenza, le escursioni, i tornei, i avvero la terza e quarta balli, i momenti conviviali si svolgano età è quella della saggez- in modo impeccabile. Per entrambi i za (e “L’età della saggez- turni è stata prevista l’apertura in pleza” è stata denominata la naria, con la relazione del presidente Onlus). Per gli anziani di degli Over 65 di Confagricoltura, BruConfagricoltura c’è un no Allegretti, e l’intervento del segremomento di incontro, partecipazione, tario nazionale,Angelo Santori, che ha aggregazione unico nel suo genere: il ricordato come “il Soggiorno sia “Soggiorno Pensionati” del Sindacato un’occasione di incontro, di apdegli Over 65 di Confagricoltura che, profondimento turistico, culturale e di quest’anno, si è tenuto a Sorrento. dialogo, ma anche un modo per af-

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frontare temi importanti per i più anziani come le pensioni e la previdenza, la sanità, la sicurezza”. “Il nostro obiettivo – ha detto il presidente Allegretti – è assicurare ai pensionati un’esistenza libera e dignitosa”. Il presidente della Onlus “L’età della saggezza”, Rodolfo Garbellini, ha posto in evidenza l’impegno nel sociale, con le opere di beneficenza, ma anche le iniziative per la salute per i più abbienti; come quelle svolte in collaborazione con il prof. Massimo Massetti direttore della divisione di cardiochirurgia dell’Ospedale Gemelli di Roma, per le visite mediche specialistiche agli anziani meno abbienti nelle piazze (con un


camper attrezzato). E il prof. Massetti è stato a Sorrento per dare ai partecipanti al Soggiorno indicazioni preziose per la prevenzione medica. In evidenza tra gli interventi quello del presidente nazionale dei Giovani di Confagricoltura Raffaele Maiorano che ha parlato della norma, fortemente voluta dalla sua Associazione, delle “società di affiancamento”. Permette l’incontro tra anziani che hanno la terra ma non nipoti a cui trasmettere i saperi e giovani che non hanno famiglie con tradizioni agricole e hanno bisogno di imparare sul campo.“Il progresso dell’agricoltura passa anche – ha detto dall’incontro tra generazioni”.  MARZO 2016| MONDO AGRICOLO |49


AT T U A L I TÀ I N N O V A Z I O N E

Volano e-commerce e reti d’impresa Operativi i provvedimenti connessi a #Campolibero per il credito d’imposta per investimenti connessi alla modernizzazione dell’agricoltura italiana

di Maria Cristina D’Arienzo

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ell’ottica della modernizzazione dell’agricoltura italiana vanno rilanciati gli strumenti d’innovazione come l’ecommerce e le reti d’impresa, che permetteranno alle imprese agricole di fare un salto di qualità in termini di commercializzazione e di aggregazione.Vanno in tal senso i decreti interministeriali relativi al credito d’imposta per l’e-commerce di prodotti agroalimentari, della pesca e dell’acquacoltura e per le nuove reti d’impresa di produzione alimentare (previsti nel pacchetto “#Campolibero” del febbraio 2015). È prevista la

concessione di credito d’imposta al 40% per investimenti fino a 50 mila euro per l’avvio e lo sviluppo del commercio elettronico e fino a 400 mila euro per gli investimenti compresi per la costituzione delle reti d’impresa e per l’innovazione. Ora, finalmente, i provvedimenti sono pienamente operativi e, per entrambe le misure, le aziende interessate hanno potuto presentare le domande al ministero delle Politiche agricole per il riconoscimento del credito d’imposta, relativo agli investimenti effettuati nel 2015, entro il 29 febbraio scorso. Per gli investimenti che verranno effettuati nell’anno in corso le richieste


Per gli investimenti 2016 richieste di credito d’imposta dal 20 al 29 febbraio 2017 dotti agricoli, della pesca e dell’acquacoltura compresi in un programma comune di rete. L’ammontare delle risorse disponibili è di 16,5 milioni di euro per il 2015 e di 9 milioni per il 2016. Il credito di imposta potrà essere fruito dalle imprese mediante riduzione dei versamenti dovuti nei confronti dell’erario dello Stato (Iva, Inps, Irap, Ires, Irpef). L’agevolazione non è cumulabile con altri aiuti di Stato, né con altre misure di sostegno dell’Unione Europea in relazione agli stessi costi ammissibili che danno diritto alla fruizione dell’agevolazione. Facciamo presente che il credito d'imposta è riconosciuto previa verifica da parte del Mipaaf. L’importo del contributo riconosciuto, al termine del controllo di ammissibilità, dovrà essere indicato dall’impresa nella propria dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in riferimento al quale il beneficio sarà concesso e sarà utilizzabile esclusivamente in com pensazione.

andranno presentate dal 20 al 29 febbraio 2017. Entrando nel dettaglio, per quanto riguarda l’e-commerce si prevede un credito d’imposta per le spese per nuovi investimenti sostenuti dalle imprese agricole per la realizzazione e l’ampliamento di infrastrutture informatiche finalizzate al potenziamento del commercio elettronico. Le spese dovranno essere relative a: dotazioni tecnologiche; software; progettazione e implementazione; sviluppo database e sistemi di sicurezza. I fondi a disposizione sono 2,5 milioni di euro per il 2015 e 1 milione di euro per l’anno in corso.

Il secondo strumento prevede l’attribuzione del credito d’imposta per le spese per i nuovi investimenti sostenuti per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie, nonché per la cooperazione di filiera, nell’ambito di reti di imprese che producono proMARZO 2016| MONDO AGRICOLO |51


AT T U A L I TÀ I N N O V A Z I O N E

Mucche in rete di di Selve Maurizio, Genagricola, Le Falcognane di Giacinta del Gallo di RoccaUn gruppo di attivi giovine, Gregorio Ambrosi De Magiallevamenti di Confagri stris, coop Produttori Latte Salaria, Cavazza Federico, Cinque Stelle. Il gruppo Roma dà vita intende operare attraverso un’azione al primo contratto coordinata volta a concentrare e organizzare l’offerta del latte sul mercato, di rete per il latte con lo scopo di valorizzare la produzione, creare nuovi sbocchi commerciali, stabilizzare quelli esistenti,potenziare la capacità contrattuale per ottenere condizioni economiche migliori e rendere efficiente ed efficace l’organizzazione e la gestione della logistica, garantendo stato sottoscritto, presso una distribuzione del prodotto nei moConfagricoltura di Roma, di, nei tempi e ai costi desiderati. In bacon il supporto della sede se agli obiettivi generali le imprese parnazionale, il primo con- tecipanti al contratto di rete, attraverso tratto di rete italiano in una stabile collaborazione, hanno premateria di latte fresco, de- disposto un programma comune, che nominato ‘Rete Latte Roma’. A definirlo consiste in: utilizzare alimenti, tecniche alcuni tra gli allevamenti più attivi del- e/o pratiche di gestione degli alleval’agro romano nel comparto lattiero, menti che migliorino la qualità della che rappresentano una produzione produzione; ricercare e sviluppare una giornaliera di latte fresco di circa 2000 produzione sempre più in linea con le quintali:Maccarese,La Castelluccia,Bau- nuove esigenze salutistiche dei consu-

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matori; realizzare linee guida e/o disciplinari che dettino parametri di qualità e metodi di produzione per i diversi soggetti economici coinvolti nella presente rete di impresa; arrivare alla tracciabilità del prodotto per garantire la provenienza della materia prima, ovvero la sicurezza alimentare e la qualità della produzione.E inoltre:realizzare un marchio che valorizzi l’immagine ed il nome delle imprese partecipanti; implementare una logistica in comune per garantire una organizzazione ed una gestione più efficace ed efficiente; partecipare a progetti di finanziamento per rafforzare l’attività di rete. “Abbiamo condiviso e scelto con grande determinazione - ha detto il presidente di ‘Rete Latte Roma’ Claudio Destro – il contratto di rete perché rappresenta per noi uno strumento che ci offre un’opportunità concreta e costituisce un nuovo modo di fare impresa, più moderno e organizzato. Un modello contrattuale più snello e flessibile, che permette alle imprese di trovare interessanti sinergie”. (C. C.)


AT T U A L I TÀ F O O D

Gusta il Veneto Confagricoltura regionale riunisce, in un apposito “contenitore web”, l’offerta territoriale enogastronomica di Clarissa Gulotta

I

che e culturali del Veneto. Nasce con l’intento di promuovere tutte le aziende del settore alimentare, dai produttori agricoli fino ai ristoratori, passando per le botteghe artigiane e i punti vendita. Il progetto unisce così, in un’unica “rete” , l’intero orizzonte enogastronomico regionale riunendo e promuovendo le imprese dell’intera filiera agroalimentare. Sono presenti 300 realtà: aziende agricole che effettuano la vendita diretta,agriturismi,fattorie didattiche, salumifici, caseifici, macellerie, ristoranti, trattorie, punti vendita e botteghe artigiane. Il portale www.gusta-veneto.it è il contenitore web per conoscere e promuovere tutta l’offerta enogastronomica con i suoi prodotti e servizi. Strategica la collaborazione e l’adesione al progetto di Agriturist Veneto, part-

l mercato odierno, saturo e concorrenziale, pone oggi le aziende, di qualunque settore, di fronte alla necessità di differenziare la propria offerta da quella dei concorrenti; allo stesso tempo pone l’accento sul bisogno dei territori di presentarsi in maniera “integrata”, coordinata e competitiva agli occhi del consumatore. In tale ottica Confagricoltura Veneto ha avviato “Gusta Veneto”, un progetto innovativo di promozione territoriale volto all’integrazione e alla valorizzazione delle ecL’homepage cellenze agricole, turistiche, di www.gusta-veneto.it gastronomiche, naturalisti-

ner d’eccellenza e parte fondamentale del programma. Ad avviso di Confagricoltura Veneto la sfida sul mercato si gioca oggi sulla capacità di saper comunicare non solo il proprio valore e la qualità dei propri prodotti agroalimentari, ma soprattutto l’unicità del territorio di cui essi sono il frutto. Punto di forza del progetto è proprio la sua trasversalità e la possibilità di creare sinergie tra mondo agricolo, vendita al dettaglio, offerta turistica e ristorazione. “Gusta Veneto” è quindi sia una vetrina di eccellenze, sia uno strumento di dialogo tra le realtà produttive del territorio e tra queste e i consumatori. Questi, infatti, tramite il portale, potranno conoscere il territorio, cercare prodotti e servizi, contattare direttamente le strutture offrendo anche valutazioni e commenti, ed essere informati sugli eventi enogastronomici del territorio, le manifestazioni, le offerte e le promozioni delle aziende aderenti, tramite la newsletter settimanale di Gusta Veneto. Confagricoltura Veneto si pone, con questo progetto,un obiettivo ambizioso destinato a proseguire e a crescere in futuro. Fare squadra è l’arma vincente per la crescita delle imprese e dell’ Organizzazione.  MARZO 2016| MONDO AGRICOLO |53


ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO VERONA FERRARESE ALL’ASSEMBLEA

Il presidente di Confagricoltura Verona, Paolo Ferrarese, all’assemblea, ha tracciato la panoramica di un mo mento difficile: «Le nostre imprese spesso non riescono a coprire neppure i costi di produzione. Tutti i s ettori, tranne il vitivinicolo, sono in sofferenza, per non parlare del tabacco che Verona rischia di p erdere terreno. La burocrazia non ci dà una mano e la r icerca langue. In questo scenario bisogna aggregare la p roduzione e ragionare in termini di filiera, se vogliamo conquistare un mondo sempre più globalizzato. Ci s ono progetti imprenditoriali forti, anche a Verona, che possono indicarci la strada gi usta per ridare competitività alle nostre imprese». L’evento ha visto un’ampia partecipazione di esponenti del mondo sindacale, politico ed economico. «In un mo ndo sempre più globalizzato - ha s ottolineato il presidente nazionale Mario Guidi - dobb iamo conquistare i mercati in maniera strutturata e aggregata, puntando su inno vazione, ricerca, qualità e q uantità. Non è più il tempo di mendicare contributi, ma di fa re scelte che siano redditizie e solide». 54| MONDO AGRICOLO |MARZO 2016

di Elisabetta Tufarelli

COME AFFRONTARE UNO SCENARIO IN TRASFORMAZIONE

L'Academy di Confagri Lombardia

"Il contesto in c ui viviamo e in c ui le imprese agricole svolgono la loro attività sta attraversando un p eriodo di profonde trasformazioni, che interessano l'assetto istituzionale, le p olitiche economiche e le dinamiche del mercato: compito di un'o rganizzazione di rappresentanza come la nostra, è q uello di comprendere pienamente i cambiamenti in atto per poter ridefinire il proprio ruolo e il proprio modello operativo, per continuare a s ostenere in maniera efficace le aziende ass ociate". Lo ha sostenuto il presidente di Confagricoltura Lombardia Matteo Lasagna, in occasione della due giorni dell’Academy organizzata dall’associazione regionale degli imprenditori agricoli. “Flessibilità di bilancio, flussi migratori, crediti deteriorati delle banche: li risolve l’Europa o r isolvono l’Europa? ”. Questo il q uesito centrale esaminato durante la p rima giornata dei la vori. “Spesso viene data la colpa all’Europa – ha sottolineato il presidente nazionale Mario Guidi - ma ci sono altri Paesi come l’Olanda, la Danimarca e il Belgio in grado di produrre in modo più efficace. Dobbiamo imparare ad ess ere più europeisti ed autocritici, altrimenti l’Europa rischia di sfalda rsi sotto il p eso

della pressione finanziaria e questo sarebbe un p eccato. Anche se i motivi per cui ci siamo riuniti circa 60 anni fa non sono più gli stessi”. Per Matteo Lasagna: “I fatti del mondo influenzano l’agricoltura e l’agricoltura incide sui cambiamenti in a tto. Maggiore sarà la rapidità con cui riusciremo ad intercettare la velocità di cambiamento, più rapido sarà il beneficio per le aziende”. A parere dell’assessore all’Agricoltura Gianni Fava: "Il mer cato agricolo è quello che oggi subisce più degli altri le scelte sbagliate dell'Europa, pur essendo di fa tto quello più assistito. La Ue deve tornare alle origini, avere a cuore la sua ossatura che è il mercato agricolo e maturare la consapevolezza che nasce come Europa delle Regioni". Eredità di Expo 2015 è la proposta di una riforma dell’ organizzazione per approdare a un vero e p roprio ministero dell'Agroalimentare italiano in grado di dare unità e forza al s ettore. “Il ministero dell’Agroalimentare – ha mess o in e videnza Angelo Zucchi, capo Segreteria del ministero delle Politiche agricole - se ben congeniato, è una b ella soluzione. Se sarà capace di eq uilibrare la p olitica agricola con quella agroalimentare e cercherà di r iordinare la distr ibuzione del reddito, prevedo risultati positivi. Per rendere più competitiva l’intera filiera del cibo e della sua p roduzione è necessario coinvolgere tutti i s oggetti che vi partecipano”. Nella seconda giornata, a cui è intervenuto il direttore generale di C onfagricoltura Luigi Mastrobuono, sono stati analizzati i temi più tecnici ed organizzativi.


CONVEGNO DI CONFAGRI LAZIO CON HAUSMANN E CIVITA

Un moderno rapporto tra aree urbane e rurali

"Il produttore è il protagonista della gestione e tutela dell'agroalimentare e l’impresa agricola è il s oggetto indispensabile per la definizione di un nuovo e p iù moderno rapporto tra aree urbane e r urali”. Lo ha s ottolineato il presidente di Confagricoltura Lazio, Sergio Ricotta, in occasione del convegno promosso dagli imprenditori agricoli a Roma, a Palazzo della Valle.“Anche all’interno delle aree protette si può far convivere attività produttiva e attività di tutela ambientale – ha p roseguito il presidente Ricotta -. F ondamentale la riforma del sistema, varando il testo unico sull’urbanistica”. Per l’assessore regionale all’Agricoltura del Lazio Carlo Hausmann:”Il nuovo PSR può essere utile in q uest’ottica perché presta grande attenzione alla multifunzionalità, che è indisp ensabile per rafforzare la p resenza delle aziende sul territorio, dove possono espletare una s erie di a ttività connesse a quel la agricola”. L’assessore regionale all’Urbanistica Michele Civita, dal ca nto suo, ha assic urato

che quella del testo unico è una delle tre priorità che riguarda l'urbanistica.” Contiamo di approvare entro l’anno - ha annunciato - un provvedimento che riordini, semplifichi e vada a innovare un settore in cui esistono 72 leg gi regionali differenti. Prevediamo quindi la stesura definitiva del P iano paesistico r egionale, infine la revisione del Piano casa. La finalità è anche quella di impedire la sottrazione del suolo agricolo”. A tirare le co nclusioni il vicep residente nazionale di Confagricoltura Massimiliano Giansanti. “Passano gli anni – ha oss ervato - ma il ra pporto tra agricoltura e territorio resta sempre difficile. È il t empo delle s celte per fare essere l’agricoltore il protagonista della tutela del territorio, con la sua attività primaria, ma anche con tutta una serie di altre inerenti il turismo rurale, l’impegno nel s ociale, la manutenzione del t erritorio e la salvaguardia dal degrado . Quest’azione va sostenuta e non contrastata con oneri e eccessi burocratici”.

BRESCIA FESTEGGIATI I CENTO ANNI

Il presidente di Confagricoltura Brescia Francesco Martinoni ha a vviato l’annuale ciclo di incontri con i soci. Quest’anno gli appuntamenti sono ancor più importanti. “Proprio nel 2016 – ha annunciato Martinoni – la nostra ass ociazione compierà cento anni di vita, anni in c ui non è mai mancato l’apporto ai nostri soci ed è p er questo che dobbiamo continuare sulla strada giusta tracciata dai nostri predecessori”. Il cen tesimo compleanno verrà festeggiato ad o ttobre prossimo, ma sarà preceduto da tutta una serie di incontri e iniziative che presteranno attenzione a questa ricorrenza. T ra gli appuntamenti di r ilievo va segnalato quello del convegno “ Progettare il f uturo dell’azienda agricola”, che si è t enuto l’11 febbraio. In tale occasione pensionati e gio vani si s ono confrontati nel co mune impegno sociale. Al cen tro delle r iflessioni la staffetta generazionale, l’esperienza degli over 65 e l’entusiasmo delle n uove leve. MARZO 2016| MONDO AGRICOLO |55


ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO WORKSHOP CON FA G RI COLTU RA DONNA

Si è t enuto, a P alazzo della Valle, il w orkshop dedicato alle dirigenti di C onfagricoltura Donna. Le imprenditrici, provenienti da t utta Italia, hanno apprezzato il percorso formativo, organizzato in collaborazione con l’Enapra, che ha attraversato la storia, il management , le risorse e le funzioni dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli. Dopo aver affrontato i temi della rappresentatività e quelli legati al mercato del lavoro, ci si è soffermati sulle azio ni di “lobby” e di pressing di Confagricoltura. Le imprenditrici hanno analizzato l’evoluzione della comunicazione, alla luce di una sempre maggiore necessità di integrazione e coerenza tra “ vecchi” e “ nuovi” media. E’ stata anche compiuta un’analisi sulla p rogrammazione dell'Unione europea 2014-2020: sfide e o pportunità, con un focus sulle aziende condotte da donne. La due giorni romana è co ntinuata con un vero e proprio laboratorio di public speaking e di “gestione delle emo zioni”. Il direttore generale di C onfagricoltura M astrobuono ha concluso il workshop soffermandosi su “Confagricoltura 3.0”, «un’Organizzazione che cresce». 55| MONDO AGRICOLO | MARZO 2016

TORINO: ASSEMBLEA CON OLIVERO, CIRIO E MASTROBUONO

Come superare la crisi

“Se da un la to l’agricoltura produce qualità e co ntribuisce a valo rizzare il made in I taly, dall’altro vive una cr isi drammatica: i p rezzi dei cer eali sono troppo bassi, la carne bovina è pagata ai produttori come 15 a nni fa, il p rezzo del latte sta precipitando a livelli insostenibili. Fortunatamente si registrano segnali positivi nel comparto vitivinicolo e dell’ortofrutta di qualità”. Il presidente di Confagricoltura Torino Paolo Dentis all’assemblea annuale ha tracciato un quadro di luci e ombre per il settore primario. La situazione particolarmente delicata per l’agricoltura piemontese, italiana ed europea è stata argomento di discussione all’affollato appuntamento al quale hanno partecipato il viceministro alle Politiche agricole Andrea Olivero, l’europarlamentare Alberto Cirio e il direttore generale della Confederazione, Luigi Mastrobuono. In Piemonte, l’attuale PSR non va nella direzione di aiutare le imprese agricole a crescere. Confagricoltura per prima ha denunciato la si tuazione, sottolineando la dif ficoltà per le aziende di svilupparsi con i parametri stabiliti dal Programma di S viluppo Rurale, che non valorizza le im prese veramente competitive, ma p unta l’attenzione su quelle meno strutturate. In Piemonte il 13% delle aziende fattura oltre 100.000

Euro all’anno e rappresenta il 70% della p roduzione standard; il 38% fa ttura meno di 8.000 Euro. “Il PSR - ha precisato il dir ettore di C onfagricoltura Torino Ercole Zuccaro - s embra voler penalizzare chi davvero ha g li strumenti per crescere”. “Dobbiamo cercare di fa re sentire meglio la nostra voce in Europa – ha aggiunto l’europarlamentare Aberto Cirio – perché per l’Italia, così come gli altri Paesi del S ud Europa, ha una q ualità della materia prima agricola che viene costantemente minacciata da altri interessi. E anche il Piemonte, a partire dal PSR, può fare di più la propria parte per far crescere l’agricoltura”. A li vello nazionale “il Governo ha fatto interventi per l’agricoltura – ha affermato il dg di Confagricoltura Luigi Mastrobuono ma manca una visione complessiva di sviluppo. Non bastano misure tampone, come ad esempio i 25 milioni di Euro per il comparto del latte, ma bisogna andare oltre, in un ’ottica di svil uppo delle imprese e del mercato, in cui Confagricoltura può giocare la propria parte in una nuova dimensione”. Il viceministro delle P olitiche agricole Andrea Olivero ha ribadito che il Governo è disposto a fare la propria parte per garantire all’agricoltura lo spazio che merita e per snellire la burocrazia, ancora troppo pesante per le imprese: “Il Governo ha dimostrato un’attenzione peculiare nei confronti del co mparto agricolo ha affermato - e il nostro impegno è teso, in particolare, a salvaguardare i settori in cr isi, come quello zootecnico e lattiero-caseario, per cui è necess ario agire tempestivamente e co n misure straordinarie”. (Anna Gagliardi)


Affiancamento generazionale per trasferire esperienze saperi e know how DEFINITA LA STRADA PROGETTUALE PER RENDERE PRATICABILE IL PASSAGGIO DEL TESTIMONE DA ANZIANI A NUOVE LEVE Beniamino ed Alessandro Tiozzo dell’azienda Ortosole

C

on il via libera al Collegato Agricoltura alla legge di giovani per il nostro settore agricolo sia grande, lo sono Stabilità è stata imboccata una strada progettuale anche di più le barriere all’ingresso: dall’accesso alla terra per rendere finalmente praticabile il ricambio gene- a quello al credito”. Al 31 dicembre 2015, come ha rilevarazionale del settore. D’altronde, come avevano più volte to il Centro Studi di Confagricoltura, si conferma più sendenunciato i giovani di sibile la diminuzione delle I L C O M M E N T O Confagricoltura, eravamo aziende agricole iscritte al arrivati all’emergenza e, Registro delle Imprese conOggi il futuro dell’agricoltura senza l’immissione di nuodotte dagli ‘under 35’, peritaliana è in mano a quasi 50.000 ve leve, il rischio concreto centualmente superiore di imprese condotte da giovani era quello di comprometteoltre tre volte (-3,04% conimprenditori. re il futuro dell’agricoltura tro -0,95%) rispetto alla diSono troppo poche per una italiana. Sono diverse deciminuzione della generalità responsabilità così grande e il ne di migliaia le aziende delle imprese agricole. In meccanismo dell’affiancamento agricole, ad esempio, che ricinque anni, sottolinea l’apotrà farle aumentare. schiano la chiusura perché nalisi, la quota di imprese Permettere ai giovani di collaboi figli o i nipoti dell'imprenagricole condotte da giovarare ed imparare dagli imprenditori agricoli over 65 o ditore pensionato non hanni è diminuita di oltre un pensionati, per al massimo 3 anni, stabilendo a inizio rapporto le modalità di compartecipazione agli utili dell'impresa, così no interesse a proseguire punto percentuale, attecome i reciproci obblighi e le modalità di conclusione, con il l'attività di famiglia. “Le sostandosi poco oltre il 6,5%. subentro, la trasformazione del rapporto in un contratto di cietà di affiancamento, da Anche i dati Istat degli ulticonduzione o forme di compensazione a favore del giovane noi fortemente volute, pomi due Censimenti dell’Aimprenditore, è una grande rivoluzione che potrebbe trebbero rivoluzionare l’ingricoltura (2010-2000) eliminare alcuni degli ostacoli insormontabili all’ingresso nel sediamento in agricoltura confermano che, in valori settore. Toccherà ora al governo, dopo l’ok definito del Senato, perché consentirebbero ai assoluti, le aziende a conadottare un decreto per favorire i processi di affiancamento giovani di trarre beneficio duzione giovanile sono dinella gestione delle imprese agricole. dall’esperienza di imprenminuite nel decennio del ditori esperti. Un provvedi38,7%. Un calo inesorabile Raffaele Maiorano Presidente Nazionale Anga mento importante perché, che va arrestato. nonostante l’interesse dei Elisabetta Tufarelli MARZO 2016 | MONDO AGRICOLO | 57


LOMBARDIA

Approfondito il negoziato di libero scambio

Un importante momento di approfondimento sul tra ttato transatlantico sul co mmercio e g li investimenti (Ttip) per il libero scambio, ancora in co rso di neg oziazione tra l’Unione europea e gli Stati Uniti d’America, è stato organizzato dai Giovani di Confagricoltura di Pavia e della L ombardia, con l’obiettivo di a pprofondire, insieme a r elatori, tecnici e rappresentanti dell’associazione, i contenuti dell’importante trattato commerciale e il suo im patto sulle p roduzioni agricole. Il tra ttato, pensato per integrare i d ue mercati che si affacciano per l’appunto sull’Atlantico, prevede la r iduzione dei dazi doganali e rimuoverà, in numerosi settori – co mpreso quello agricolo - le ba rriere non tariffarie, ovvero le differenze in regolamenti tecnici, norme e p rocedure di omologazione, standard applicati ai prodotti, regole sanitarie e fitosanitarie. Quando il Ttip sarà approvato, si realizzerà la lib era circolazione delle merci, favorendo di conseguenza il flusso degli investimenti e l'accesso ai rispettivi mercati dei servizi e degli appalti pubblici. 58 | MONDO AGRICOLO | MARZO 2016

P R O TO C O L L O D I I N TE S A TR A AN G A E AN C I

Giovani calabresi per la crescita sostenibile

È stato siglato, a Lamezia Terme, nella sede regionale dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli, un protocollo d’intesa tra Anci (l ’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) e Giovani di Confagricoltura della Calabria, che ha l’obiettivo di favorire la crescita sostenibile, il reciproco scambio di informazioni e conoscenze in materia di dir itti e protezione degli operatori agricoli, la s alvaguardia della superficie agricola utilizzata (Sau), concordando strategie di co ntenimento al consumo del suo lo, la co llaborazione per una più efficace tutela delle imprese agricole condotte da giovani, la promozione del ricambio generazionale dell'imprenditoria agricola, anche attraverso la diffusione della c ultura all'auto-imprenditorialità nel s ettore primario. “Un accordo importante – ha messo in evidenza il presidente regionale dei gio vani imprenditori Giuseppe Barbaro – che ci permette diventare interlocutori istituzionali dei co muni calabresi su t emi decisivi per lo sviluppo della nostra agricoltura. Il protocollo siglato è il p rimo passo di un percorso che seguirà una strada precisa. I nostri immediati obiettivi riguardano il censimento di t utti i t erreni incolti e di proprietà demaniale, che dovranno essere immessi nel circuito agricolo calabrese per aumentare la superficie agricola utilizzata. Rilevante è anche il s ostegno ad

alcune proposte di leg ge regionali che, sulla falsariga di quanto avvenuto con il decreto Terre Vive, agevoli la disponibilità di terreni demaniali per i giovani». Il delegato Anci Calabria, Domenico Idone, sindaco di Campo Calabro, dal canto suo, ha rilevato il concreto e visibile desiderio di cambiamento: “L'agricoltura – ha sottolineato – è uno dei settori più vitali, dinamici ed essenziali e i Comuni calabresi hanno il dovere di sostenere iniziative che possano aiutare l'imprenditorialità agricola, soprattutto quella giovanile». Grande soddisfazione è st ata espressa anche dal presidente di C onfagricoltura Calabria, Alberto Statti, per l’intelligente iniziativa intrapresa dai giovani dell'Organizzazione.”Il protocollo siglato stamani con il p residente Vallone, che ringrazio per la sua sensibilità, testimonia indiscutibilmente come l'agricoltura sia sempre di più percepita in t utti i suo i determinanti aspetti. Non solo settore primario nel quale viene prodotto il cibo, ma un asset strategico per lo sviluppo ed il governo dei territori e fattore decisivo per incrementare i li velli occupazionali”. Ha concluso ricordando che”Confagricoltura dà v oce a q uesta visione del mo ndo agricolo ed intende perseguire ogni sinergia utile ed a b eneficio delle aziende c he rappresenta e del sist ema economico regionale nel suo complesso”.


UN'OPPORTUNITÀ DI CRESCITA MANAGERIALE

A Brescia, formazione under 40 A Brescia l’Academy per le nuove generazioni in agricoltura. La proposta, lanciata in occasione dell’Assemblea per i cen to anni di Confagricoltura Brescia, è di Andrea Peri, presidente dei giovani imprenditori dell’Organizzazione. Una vera e propria accademia destinata allo studio e all’approfondimento delle conoscenze necessarie a fa r sviluppare l’imprenditoria del settore che sarà avviata già ad o ttobre.”Perché le n uove generazioni sono pronte sia a raccog liere la sfida - ha a nnunciato Peri – sia a fruire di questa grande opportunità di formazione professionale per rafforzare la nostra co mpetitività». L’entusiasmo, da Brescia è arrivato a Roma all’ultimo Consiglio Nazionale, dove l’Academy è stata ufficialmente presen-

tata da una f olta delegazione accompagnata dal direttore di C onfagricoltura Brescia, Gabriele Trebeschi: «Oggi più che mai gli imprenditori devono restare con gli occhi aperti. Il settore agricolo - ha spiegato Andrea Peri- si co nfronta con un mercato frenetico, che cambia di continuo e a velocità fino a vent’anni fa sconosciute. Serve una gra nde capacità di analisi e quindi di ascolto per poter prevedere cosa accadrà tra s ei, dodici mesi. E’ uno sforzo notevole, soprattutto per un agricoltore che non vede immediatamente i frutti del proprio raccolto. Ma anche per questo è essenziale immaginarsi cosa può accadere domani. Il mercato non va subìto e nemmeno inseguito, ma cavalcato e anticipato. Vogliamo fornire, con l’A-

cademy, ai giovani agricoltori un'opportunità di alta formazione manageriale, un percorso di alto livello, dedicato esclusivamente agli ‘under 40’ che possa essere tarato sulle esigenze di gestione di un'azienda agricola moderna».


OVER 65

di Elisabetta Tufarelli

Home farm a dimensione anziani ALZHEIMER E UDITO Frank Robert Lin, ricercatore presso la Johns Hopkins University di Baltimora sostiene che un caso di demenza su tre è collegato alla perdita dell'udito. Sforzarsi per capire suoni e voci, infatti, genera un forte stress nel cervello e impoverisce quelle aree che sono legate al linguaggio e alla memoria operativa, le stesse coinvolte nell’insorgenza dell’Alzheimer. Anche se ancora non è chiaro il legame tra le due condizioni, sarebbe sufficiente, a parere del ricercatore, non considerare la perdita dell’udito una conseguenza inevitabile dell’ invecchiamento e intervenire precocemente con protesi uditive. Il problema di come sostenere un rapido invecchiamento della popolazione è importante in moltissimi Paesi industrializzati. A Singapore, dove l’età media e le aspettative di vita

sono in continua crescita, aumentano le persone anziane. Nello stesso tempo si importano moltissimi ortaggi. La soluzione a questi problemi è stata individuata dallo studio internazio-

RINUNCIARE A GUIDARE causa depressione e deterioramento fisico. Lo ha dimostrato uno studio della Columbia University Mailman School of Public Health che ha indagato sull’impatto dello smettere di guidare sulla salute psicofisica dell’anziano. Analizzando i dati disponibili di sedici diversi studi, la ricerca, condotta da Guohua Li, ha dimostrato che non è solo il deterioramento della salute a causare l’addio alla guida, ma è anche l’abbandono dell’auto a provocare il peggioramento della salute psicofisica e una diminuzione delle funzioni cognitive. Smettere di guidare per gli anziani quasi raddoppierebbe il rischio di iniziare a soffrire di disturbi depressivi. Importante, quando si mette la macchina definitivamente in garage, è continuare ad avere una vita sociale e mantenersi attivi. 60| MONDO AGRICOLO | MARZO 2016

nale di architettura Spark, con l’innovativo progetto di “home farm”. L’iniziativa, presentata al World Architecture Festival, consentirà di conciliare la creazione di nuovi spazi verdi sul suolo urbano e la natura terapeutica dell’agricoltura, con il rispetto degli anziani, che vivranno in una struttura residenziale ad alta intensità abitativa, con alloggi flessibili, progettati per andare incontro alle loro esigenze. Dalla semina alla raccolta, dallo smistamento all’imballaggio, sino alla consegna e alla vendita, gli anziani saranno coinvolti nelle attività agricole e avranno la possibilità di essere ricompensati con lo stipendio, il pagamento dell’affitto della casa in cui vivono, il pagamento delle bollette e delle spese sanitarie, oppure ‘in natura’, scegliendo di trattenere parte degli ortaggi biologici. Il lavoro verrà svolto sotto la direzione di un team di agricoltori professionisti.


Vivere in campagna

L’azienda agricola è uno dei luoghi ideali per invecchiare in salute e un valido centro di aggregazione. Le attività collettive, specialmente se svolte in un contesto informale, come avviene in campagna, stimolano la vitalità e il benessere degli anziani, favorendo uno stile di vita più sano, migliorano l'autostima e l'umore. Lo dimostrano anche i primi risultati della sperimentazione condotta nelle Marche dall'Irccs Inrca (Istituto Nazionale Riposo e Cura Anziani). La campagna, si sa, è spesso il sogno di moltissimi pensionati che, dopo aver trascorso gran parte della vita in città, sono alla ricerca di zone tranquille dove poter continuare a vivere felicemente. Dalle Marche arriva ora la conferma che l’agricoltura può aiutare ad invecchiare in salute rimanendo attivi più a lungo, con un modello di agricoltura sociale, organizzato in modo diverso dai centri sociali per anziani, capace di favorire

attraverso esperienze di orticoltura e apicoltura, l’invecchiamento attivo.

In campagna, oltre alle attività agricole, anche ginnastica posturale, esercizi di memoria e pet-therapy con il supporto di psicologi, assistenti sociali, agronomi e fisioterapisti all’interno di aziende agricole. Il progetto di agricoltura sociale, promosso nel 2012 dalla Regione Marche in occasione dell’Anno europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra generazioni, ha già dato i primi positivi risultati dal punto di vista del miglioramento delle abitudini alimentari, dell’autonomia e del benessere percepito dagli anziani.

IL ROBOT BADANTE si chiama Enrichme, cioè “arricchiscimi” (in realtà l’acronimo sta per “ENabling Robot and assisted living environment for Independent Care and Health Monitoring of the Elderly”). Si tratta di un piccolo robot che si aggirerà nelle case delle persone anziane, per monitorarle 24 ore al giorno. La badante elettronica agirà attraverso sensori wireless presenti nell’abitazione e ricorderà l'ora della medicina, controllerà i parametri ambientali della casa, monitorerà l'attività fisica dell'anziano e la sua alimentazione. Sarà in grado anche di lanciare l'allarme in caso di necessità. Al progetto stanno lavorando dieci partner tra Italia, Regno Unito, Francia, Olanda, Polonia, Grecia. Di recente la Fondazione Don Gnocchi ha promosso un meeting tecnico, con tutti i partner, per fare il punto della situazione e procedere nella realizzazione della parte software della macchina. Ad agosto e settembre ci saranno le sperimentazioni in Italia e Olanda. MARZO 2016| MONDO AGRICOLO |61


AGRITURISMO di Anna Gagliardi

A PISA ANTICHE CASE COLONICHE TRA VIGNETI E OLIVETI

Vacanze al plurale Dici agriturismo e pensi Toscana, la regione che per prima ha saputo investire sulla multifunzionalità dell’azienda agricola e proporsi al resto del mondo come connubio perfetto tra natura, enogastronomia di eccellenza e secoli di storia. Tra Pisa e Firenze, a pochi chilometri da Casciana Terme, la famiglia Gaslini Alberti ha fatto di Badia di Morrona (www.gaslinialberti.it). a Terricciola una delle mete predilette da chi cerca la Toscana prima ancora che l’Italia. L’azienda agricola si estende per 600

ettari, di cui 110 a vigneto, 40 a uliveto e il rimanente a seminativi e boschi (è anche riserva di caccia). L’agriturismo si declina al plurale, con sette antiche case coloniche capaci di accogliere in tutto 130 persone: Badia di Morrona, La Sughera, Villa Sant’Angiola, La Fornace, Villa San Luigi, La Selvicciola e Vivaja, oltre a una winery e un wine shop. Chi arriva qui lo fa per scelta, non per caso: ogni struttura agrituristica si compone di camere o appartamenti con tutti i comfort e annovera una piscina privata. Si può avere a disposizione un cuoco nella propria dimora o un pizzaiolo per le ville dotate di forno a legna; si possono prendere lezioni di cucina o di cake design. Per chi preferisce non usare i fornelli c’è pure un ristorante, aperto anche alla clientela esterna, che propone menu stagionali basati sulla produzione aziendale di ortaggi, frutta, cacciagione, olio, e, ovviamente, vino. Tutte le dimore sono in posizione strategica per visitare la regione: Pisa e Volterra sono a 25 chilometri, Firenze a 50, Lucca a 45, Siena a 67. A pochi minuti ci sono le terme di Casciana che propongono trattamenti e percorsi benessere, mentre nella vicina San Miniato ci sono i campi da

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golf. Per raggiungere il Tirreno basta un’ora di automobile, ma nessuno finora, una volta qui, ha mai sentito la necessità di andare al mare. L’azienda propone anche il noleggio della mitica Vespa, lo scooter simbolo delle due ruote Made in Italy, per scollinare nella profonda Toscana. Per i più sportivi non mancano mountain bike, bici da corsa o versioni moderne della celebre “Graziella”. Concepito per il turista che vuole qualcosa in più, l’agriturismo diffuso di Badia di Morrona è l’interpretazione più avanzata del concetto di multifunzionalità, dove il core business aziendale è valorizzato al massimo:

nelle strutture gli ospiti trovano materiale e riferimenti alle produzioni agricole locali, vino e olio in particolare, a cui sono dedicate degustazioni private. Lisa Novi è la responsabile del comparto agrituristico dell’azienda: “Badia di Morrona - dice - è una realtà complessa, Dimora Storica che vanta storia millenaria e un percorso agricolo avviato nel 1939 dalla famiglia Gaslini Alberti” (v. pag.14, ndr). La Badia, monumento storico da sempre importante per la popolazione, fu fondata nel 1089 dal conte Uguccione. Grazie al restauro dei Gaslini Alberti oggi è utilizzabile per eventi e cerimonie,

arricchendo la proposta di ospitalità. Al tesoro architettonico si aggiunge quello viticolo: quando la famiglia acquistò i terreni, decise di rinnovare i vigneti con una selezione clonale atta a una produzione tipica e di qualità. Il Sangiovese, simbolo della Toscana vinicola, è il vitigno principale, coltivato per oltre la metà della superficie vitata aziendale, affiancato da Cabernet, Syrah, Merlot, Vernaccia e Colombana: “Il rapporto tra vino e ospitalità è molto stretto – afferma Lisa Novi – non c’è ospite che vada via senza aver degustato o acquistato le nostre etichette. Vini che vengono presentati al Vinitaly e che sono esportati in Germania, Stati Uniti, Giappone e Brasile”. Non secondaria è la produzione di olio extravergine di oliva, frutto di una selezione di cultivar tipiche toscane (Frantoio, Moraiolo e Leccino), di tempi minimi di raccolta e molitura, e di un controllo costante della temperatura di lavorazione, fattori che rendono il prodotto di altissima qualità. La famiglia Gaslini Alberti possiede inoltre una tenuta in Piemonte, “Poderi dei Bricchi Astigiani”, nel Monferrato. Qui il vitigno simbolo è il Barbera, coltivato su 20 ettari. La maggior parte dei vigneti ha più di 40 anni e garantisce una produzione limitata e di qualità. L’azienda comprende anche qui un agriturismo: un antico casale dell’Ottocento recentemente ristrutturato con una dozzina di camere, una sala ristorante e uno spazio esterno nel verde affacciato sul Monferrato, con vista fino alle Alpi. MARZO 2016| MONDO AGRICOLO |63


CAMPI ROSA

di Elisabetta Tufarelli

DUE DOMANDE A... CRISTINA BORDIGNON

«Prioritario il benessere psicofisico degli ospiti»

Cristina Bordignon

Questo mese incontriamo Cristina Bordignon che conduce, con intelligenza e tenacia, a Desenzano, sulle rive del Lago di Garda, “Le Preseglie” un’innovativa impresa agrituristica e vitivinicola .

“DONNE DI TERRA E DI ORIZZONTI, AGRICOLTURA TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE”, il titolo dell'iniziativa organizzata dalla vicepresidente della commissione Agricoltura Leana Pignedoli al Senato, in occasione della festa della donna. Tra le tre testimonianze delle imprenditrici per Confagricoltura Donna è stata scelta “Morgana”, un progetto innovativo che parte dalle essenze tipiche della campagna mediterranea: viti, ulivi, mandorle, agrumi, fichi che trasforma in prodotti per il benessere e la cura della persona, riutilizzando anche gli scarti. L’idea è di due imprenditrici agricole: Marinetta Boscarelli, della provincia di Cosenza e Rosabianca Trevisi, della provincia di Lecce. 64| MONDO AGRICOLO|MARZO 2016

Ci racconta come ha iniziato? Mio nonno era viticoltore, sarà per queste radici, sarà per la tradizione familiare, il fatto è che, dopo esperienze in altri settori, ho deciso di impegnarmi in agricoltura. L’ho fatto tenendo presente le mie passioni per l’ospitalità, il gusto, la medicina naturale ed il benessere. Nel 1999 sono partita con l’agriturismo, ristrutturando nel rispetto dell'architettura rurale un’antica cascina nella quale ho mantenuto lo stile campagnolo con soffitti e travi di legno e pavimenti in legno e cotto. Nel 2007 ho aggiunto l’azienda vitivinicola e una cantina tecnologica e funzionale dove si produce il nostro cavallo di battaglia: il Lugana Doc. Ci spiega, in particolare, come riesce a coniugare l’agricoltura con la medicina naturale, il benessere e il gusto? Ho improntato tutta la mia attività al benessere psicofisico dei miei ospiti. Penso che tutto parta dalla mia passione per la medicina naturale che mi ha spinto verso l’attenzione alla salute. Perciò la cascina Le Preseglie è diventata fattoria del benessere, come da regolamento regionale. Dalla lettura dell'iride per determinare lo stato di salute ai Fiori di Bach, dalla riflessologia plantare ai trattamenti Ayurveda, dall’osteopatia allo Shiatsu, dal Pilates alla scuola di yoga, l’attenzione al wellness è totale. La stessa filosofia l’ho portata in cantina dove si producono vini tipici, ma anche gradevoli, salubri e genuini. Utilizzando la fisica al posto della chimica in cantina riusciamo a vinificare senza aggiunta di solforosa.

RAPPORTO DEL SERVIZIO STUDI DI BNL In un recente rapporto sull’universo femminile, realizzato dal Servizio studi di Bnl, si è riscontrato che, nel Bel Paese, quasi due terzi dei lavoratori inattivi sono donne. Un numero quasi equivalente alla popolazione del Portogallo. Buone notizie dalla ricerca ‘in rosa’ dove l’Italia batte la media europea e dalla creazione di nuove imprese, dove quelle femminili crescono decisamente di più della media nazionale. “L’agricoltura è leader nella rappresentanza femminile ha messo in evidenza Gabriella Poli, presidente di Confagricoltura Donna -. Sono quasi 220.000 le aziende rosa che portano al settore innovazione di processo e di prodotto. Il dato, in occasione della festa della donna fa riflettere sulla portata di questo impegno, che riesce a conciliare la sfida del mercato con il rispetto dell’ambiente, la tutela della qualità della vita, l’attenzione al sociale e la valorizzazione dei prodotti tipici”.


BUONO A SAPERSI...

A ROMA LA SERATA DI GALA SULL’INTESA VINCENTE TRA CINEMA E FOOD

L’oscar di Cinecibo al film “Perfetti sconosciuti”

“C

inecibo”, di cui è ideatore Donato Ciociola, si alterna tra il festival del cinema enogastronomico e gli “oscar” a personaggi del mondo di celluloide che interpretano e valorizzano la liaison tra cinema e cibo nei film. Il 31 marzo la serata di gala di “Cinecibo Award”. Spetta al presidente di Cinecibo, l’attore e regista Michele Placido consegnare la statuetta al regista. Il premio quest’anno va a Paolo Genovese per il film commedia “Perfetti sconosciuti”, pellicola 2016 di grande successo di incassi e di critica. Gran parte delle scene del film si svolgono a tavola, durante una cena nella quale i protagonisti accettano una sorta di sfida per cui dovranno mettere il proprio telefono sul tavolo e accettare di leggere i messaggi o ascoltare telefonate pubblicamente, avendo la possibilità di mettere a nudo i segreti nascosti all'interno di quella scatola nera che

n

ormai fa parte della nostra vita. La cena si articola tra momenti goliardici e altri di forte contrasto. «Gli attori di “Perfetti sconosciuti” – ricorda Donato Ciociola – hanno interpretato magistralmente un comune spaccato di vita quotidiana e di convivialità in cui, ancora una volta, il cibo è protagonista di una pellicola di così grande successo». Il “Cinecibo Award” al miglior produttore della stagione lo si assegna a Riccardo Tozzi, patron della Cattleya, che ha prodotto numerose pellicole di successo in cui sono state previste scene di cibo e di buona tavola; tra queste “Benvenuti al nord” e “Benve-

A SCUOLA DI GUSTO CON I MOVIE

“Spaghetti & Cinema” è un progetto nuovo promosso da Regione Lazio e Arsial dedicato al mondo della scuola. L’iniziativa è stata pensata per coinvolgere gli studenti in una riflessione approfondita sulla sana e corretta alimentazione e sull’evoluzione della cultura enogastronomica, utilizzando la rappresentazione del rapporto tra cibo e società fornita dalla produzione cinematografica. Autori e protagonisti dialogano con docenti e studenti. Tre, per cominciare, i titoli prescelti: “La finestra di fronte” di Ferzan Ozpetek, “Pranzo di ferragosto” di Gianni Di Gregorio e “Immaturi” di Paolo Genovese.

nuti al Sud”, “Lezioni di cioccolato” 1 e 2, “Il principe abusivo”. «Tozzi - osserva l’organizzatore - è la vera conferma che si può lavorare a più progetti senza cadere nei cliché o esser attratti dalle mode o dai fenomeni del momento, privilegiando la qualità sempre, con un occhio di riguardo per il pubblico». A “Cinecibo Award” all’aspetto cinematografico si unisce quello culinario con l’allestimento di uno showcooking durante il quale vengono preparati i migliori piatti della cucina italiana. Questa volta in degustazione, tra gli altri, due prodotti alimentari della tradizione culinaria campana: il “Carciofo di Paestum IGP” (fornito dalla O.P. Terra Orti) e la “Zizzona di Battipaglia” (prodotta dal Caseificio La Fattoria). Un award, annualmente, va pure ad uno chef di spicco. Tra i premiati delle scorse edizioni figurano Filippo La Mantia, Andrea Fusco e Rosanna Marziale. Quest’anno il premio va alla chef stellata Cristina Bowerman. «Quella della Bowerman – conclude Donato Ciociola - è una cucina che sperimenta continuamente e si alimenta di rinnovamento, prediligendo materie prime di alta qualità e nel rispetto dell’ambiente. Se può esserci un modo compiuto per descrivere la sua cucina, questo è senz’altro rappresentato dalla parola “creatività”. E la creatività è certamente la qualità per eccellenza che accomuna l’estro culinario alla settima arte». Gaetano Menna MARZO 2016| MONDO AGRICOLO |65


CAMPI SONORI

di Gaetano Menna

L’EDIZIONE INGLESE DI “HEROES TEMPORIS”

Opera rock internazionale Heroes temporis world edition” (Baby Alliance Entertainment) è la versione internazionale della sontuosa ed evocativa opera rock dei “Magni Animi Viri” (Uomini di grande animo) sigla dietro cui si celano i musicisti e compositori Luca Contegiacomo e Gianluca Trotta. Di forte impianto evocativo si ispira ai classici, esaltando i valori e la magnificenza del passato. A dieci anni di distanza dall’edizione italiana, l’album è riproposto ora nella versione inglese e punta a conquistare gli appassionati del rock progressive d’oltre confine. Musicalmente le composizioni sono state suonata dal

gruppo ro ck e dalla Bulgarian Symphony Orchestra (la stessa che ha partecipato all’opera rock della PFM, “Dracula”), diretta dal maestro italoamericano Giacomo Simonelli. La band rock, guidata da Contegiacomo e Trotta alle tastiere, si è avvalsa dell’apporto di grandi professionisti internazionali come John Macaluso, il compianto Randy Coven, il chitarrista Marco Sfogli (oggi nella PFM, dove è subentrato a Franco

Mussida). L a novit à dell’edizione 2016 è data dalle voci potenti e versatili di due protagonisti del panorama hard & heavy internazionale, gli americani Russ ell Allen e la mezzosoprano Amanda Somerville. Accanto a loro, in veste di narratore, l’ attore (e cantante) Clive Riche. il ricavato delle vendite andrà in beneficenza e contribuirà alla realizzazione di un reparto ludico-diagnostico per bambini affetti da autismo.

La band “VIII Strada” tra prog e melodia A distanza di sei anni dal loro primo album il quintetto “VIII Strada” pubblica l’ambizioso “Babylon” (Fading Records/Altrock), validissimo esempio di prog rock aperto a varie influenze (jazz, blues), con un’anima melodica e mediterranea che lo caratterizza ed arricchisce. Per certi versi (come in “Preludio a Eclypse”) si avverte che la band ha metabolizzato la

lezione di gruppi come PFM, unendo sonorità energiche a situazioni più ariose. In evidenza la title track.

L’ALBUM DI ESORDIO DEI LOOMINGS

Il fascino delle geometrie sonore Ascoltando il disco di esordio dei Loomings, “Everyday Mythology” (Altrock) il primo pensiero va agli Opus Avantra ed al loro muoversi tra avanguardia e tradizione; il secondo pensiero va a Frank Zappa ed alla sua ecletticità, al suo essere dissacrante. Ma questo album è molto di più; impossibile inquadrarlo, catalogarlo proiettandosi in più contesti, cambiando continuamente registro. È coinvolgente ma allo stesso tempo spiazzante. Come annota Donato Zoppo, «sfrutta appieno le diverse provenienze dei musicisti coinvolti, spaziando tra musica eurocolta, rock d'avanguardia, funk e jazz, stuzzicando sia gli appassionati di 66| MONDO AGRICOLO|MARZO 2016

Dicono i musicisti: «Il nostro rock-progressive è ascoltabile anche da chi non è un appassionato del genere: la melodia, la chiarezza dei fraseggi dimostrano che non siamo circoscritti al solo ambito prog, ma riusciamo a spaziare anche in altri generi. Inoltre cantiamo in italiano e il nostro uso dei tempi dispari non interferisce con la scorrevolezza della musica».

Suoni al caleidoscopio Miriade di suggestioni”

“rock in op position” che di pop sperimentale». Il percussionista Jacopo Costa (milanese di stanza a Strasburgo), anima del gruppo, lancia un messaggio preciso: «Ascoltate la nostra musica e cercate di capire se vi piace o no e perché, piuttosto che preoccuparvi di definirla in un modo o in un altro». Senz’altro il sound è caleidoscopico, con geometrie sonore inaspettate, una miriade di suggestioni, un amalgama di suoni e voci. Ed è questo il vero fascino dell’operazione.


Mondo agricolo Marzo  
Mondo agricolo Marzo  

Il mensile di Confagricoltura

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