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CAMPI SONORI di Gaetano Menna

SORPRENDENTE CONCEPT ALBUM DI “OLD ROCK CITY ORCHESTRA”

L’Io smarrito nel mondo a scacchi Il sito Internet (.COM) di “Old Rock City Orchestra” è costruito rigorosamente in inglese a sottolineare tangibilmente la dimensione di rock band internazionale. Il quartetto orvietano d’altronde si ricollega ai modelli d’oltreoceano e d’oltremanica a cavallo tra i ’60 ed i ’70. Dai Vanilla Fudge a Jimi Hendrix, dai Deep Purple agli Huriah Heep, ai Led Zeppelin. Hard rock, o meglio - come dice il nome - old rock, che appassiona ed elettrizza. La band è costituita da Cinzia Catalucci (voce e tastiere), Raffaele Spanetta (voce e chitarra), Giacomo Cocchiara (basso), Michele Capriolo (batteria e percussioni). Dopo l’esordio

discografico di tre anni f a e d i l ro d a g g i o internazionale (perché il progetto nasce per conquistare vaste platee) il quartetto torna con un secondo album che conquista già al primo ascolto. “Back to Earth” (M.P. Records) è ben confezionato e suonato, con citazioni di atmosfere e sonorità vintage ma di assoluta originalità. È un concept esoterico, surreale, onirico e psichedelico; racconta, in dieci brani, tra introspezione ed estroversione, il

“viaggio” alla (ri)scoperta del proprio Io originario e del Mondo-Natura (con un uomo senza tratti che intraprende un percorso nei meandri dell’universo a scacchi). “When you pick an apple from the tree” ha sonorità “dure” ma poi sorprende con le divagazioni classicheggianti del violino elettrico. “Melissa” – alla “Lemon song” dei Led Zeppelin per intenderci – è seducente. Parafrasando il titolo del brano d’apertura, questo CD è davvero una mela tentatrice. Da cogliere.

Saverio Pepe, canzone d’autore in jazz Saverio Pepe si presenta nell’immagine di copertina come una sorta di John Travolta della canzone d’autore in jazz. Poliedrico, istrionico ed ironico (lo si capisce già dal titolo del CD, “Canto male il jazz”), propone un disco travolgente, suonato da jazzisti stellari ed arrangiato da Valter Sivillotti (arrangiatore già per Elisa, Cristicchi, Mina, Antonella Ruggiero, Katia

Ricciarelli). L’artista materano canta talmente male il jazz che la prima edizione del CD viene allegata al numero di maggio del mensile cult “Musica Jazz”.

LE AVANGUARDIE OMAGGIANO LUCIANO CILIO

Approdi nella Napoli di frontiera Si intitola “Approdi” l’album sulle “avanguardie musicali a Napoli”, voluto dall’etichetta Konsequenz, che ha coinvolto molti musicisti impegnati in percorsi innovativi. Cos’è l’avanguardia? Indubbiamente la musica sperimentale di Cage, la classica contemporanea di Stockhausen e Berio, l’elettronica di Schulze, le sperimentazioni vocali di Stratos. Ma ci sono anche le ricerche sulla narrazione musicale, sul rapporto timbro/melodia di Luciano Cilio. L’artista napoletano è scomparso troppo presto (a 33 anni, nel 1983) ma ha lasciato un segno duraturo, un’eredità 66| MONDO AGRICOLO|GIUGNO 2015

«Pepe riesce a far combaciare con cura la lingua italiana con lo swing», annota il direttore di “Musica Jazz” Alceste Ayroldi. A giugno il cantautore ha quindi pubblicato l’edizione deluxe con tre brani in più. Si alternano nell’album atmosfere da fumoso jazz club, situazioni “latinsghembo-onirico” (la definizione è di Ayroldi), ballad intense. Canta male? Non credetegli!

Disancorare Per un suono diversificato

seducente che, tanti anni dopo, è ancora viva. “Approdi” è dedicato proprio all’indimenticabile musicista e si apre con una lirica declamata da Luca Buonaguidi, che trasuda amore per lui e la sua opera. La lezione di Cilio si ritrova nelle composizioni di De Simone, Mormile, Vignaturo, Amato, Viti, e di tanti altri della scena napoletana attuale. Le “musiche di frontiera” – come le definisce De Simone – non propongono una “omologazione” ma una “moltiplicazione di generi e tendenze”. E la compilation è un approdo nella diversificazione.

Mondo agricolo 6  

Il mensile di Confagricoltura

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