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ALLA CITTÀ DELL’ALTRA ECONOMIA A ROMA

Stazione di posta stellata Stazione di Posta è un posto unico a Roma. E forse unico al mondo. Collocato nell’ex mattatoio della Capitale, chiuso nel 1975 e rilevato dal Comune da un Consorzio di quattro cooperative, è il ristorante di quella che ora si chiama La Città dell’Altra Economia. In parte sede della Facoltà di Architettura di Roma Tre, in parte del Macro, il Museo di Arte Contemporanea, ospita un negozio bio, il Caffè Boario, una libreria/ ludoteca per bambini, botteghe dedicate al commercio solidale, grandi spazi aperti per famiglie, giochi per i più piccoli e ancora tanti edifici da ristrutturare. È stato proprio il fascino di questo luogo, decadente e modernissimo al tempo stesso, ad avere spinto Pino Cau nel 2012 a rilevare quella che allora era una trattoria bio. Un posto quasi sconosciuto alla maggior parte dei romani, dove non c’è transito e dove non arrivano i turisti, frequentato da una clientela giovane e da molti stranieri. Un posto dove si deve venire appositamente. I tipici sampietrini per terra, mattoni al soffitto, in quello che una volta era uno dei locali del mattatoio. Larghe vetrate che danno sul piazzale inondano di luce le due sale del ristorante. Informale e semplice, ma al tempo stesso elegante e curato. Un posto dove si sta bene, dove ci si sente in famiglia. Complici il servizio accurato, ma mai ricercato, i grandi divani della zona aperitivo, l’ampio bancone per una sosta veloce e un cocktail preparato da Luigi Di Cioccio, la cucina “di casa” dello chef Marco Martini. Ventinove anni , romano, si può dire che Marco Martini abbia vera-

mente bruciato tutte le tappe. Chef la stella Michelin. per passione, frequenta la scuola di Una stella ancora più meritata percucina di Antonello Colonna a ché la cucina di Marco è una cucina Labico e, dopo un anno, nel 2007, speciale, basata sui ricordi dei sapoquando Colonna apre a Roma ri dell’infanzia e della tradizione, “Open Colonna”, entra nella brigata che quasi miracolosamente si di cucina, prima sous chef e poi ricompongono in piatti assolutaexecutive chef per sei anni; quindi a mente innovativi. Come il “Tortello, Londra con Heinz Beck nel suo mortadella, pizza bianca e pistacristorante l’Apsleys, e sempre a Lon- chi”, che evoca il sapore della insudra da Tom Aikens. Dopo tre mesi, perabile pizza bianca e mortadella, tornato a Roma per le vacanze di ma che è un raviolo dalla pasta un Pasqua alla fine di marzo del 2013, po’ bruciata (la pizza), ripieno di Marco incontra mortadella e pistacPino Cau e a Londra chi, con salsa alla CAPESANTA , non ci torna più. Le pizza cosparsa di PROSCIUTTO E PISELLI soddisfazioni ed i gemme di sale. riconoscimenti non O il classico “Mare e tardano ad arrivare. Monti”, rigatoni al Nel 2013 conquista sugo di pesce, con il titolo di Miglior salame piccante e Chef Emergente nelmozzarella, o ancola gara organizzata ra l’ “Agnello, cagliaIn abbinamento con il Pinot Grigio da Luigi Cremona a ta, camomilla e Metodo Classico Brut Santa MarRoma, a Officine more”, cucinato con gherita lo chef Marco Martini consiglia Capesanta con prosciutto e Farneto. E nel 2014 gli ingredienti che piselli. arriva, inaspettata, l’agnello mangia. GIUGNO 2015| MONDO AGRICOLO |63

Mondo agricolo 6  

Il mensile di Confagricoltura

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