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Accanto all’attività agrituristica, quella della coltivazione del vigneto e frutteto. Si producono pure fragole, more, orticole e piante officinali. Tutti i prodotti vengono utilizzati per realizzare vino (Sangiovese) e marmellate; bottiglie e confezioni sono venduti direttamente e online. La colazione è servita proprio con le marmellate aziendali. «Abbiamo una clientela fissa, ospiti che si riforniscono puntualmente per ricordare il gusto, la vacanza vissuti da noi». «Il nuovo progetto che ho in animo – aggiunge - è quello di realizzare, con il raccolto del lavandeto, del sapone». Il rispetto della tradizione e l’amore

Il buen retiro di molti turisti, soprattutto stranieri, che trovano l’approdo giusto per la semplicità si coniugano con la disponibilità dei servizi più moderni: dalla connessione wi-fi in tutte le camere, alla piscina con acqua salata. «Il nostro agriturismo è associato ad Agriturist ed è certificato da Legambiente, che ci hanno riconosciuto l’impegno rispetto all’ecosistema circostante – prosegue a dirci l’imprenditore -. L’energia utilizzata proviene solo da fonti alternative. Non solo. Il

Cavicchio è stato costruito con materiali naturali, e anche per questo può vantare un ottimo isolamento termico. Le piante che cresciamo sono coltivate con i dettami dell’agricoltura biologica. Crediamo fortemente nella sostenibilità». Cinque le camere disponibili (ma sono in corso lavori di ampliamento che porteranno ad aggiungerne altre due), che sono distinguibili dal colore dell’armadio. Quelle a piano terra, con gli armadi avorio e rosa, sono anche accessibili da disabili (una delle due ha anche un angolo cottura ed un accesso diretto al giardino). Tre stanze sono al primo piano con gli armadi, giallo, azzurro e verde. In azienda non è previsto il servizio di ristorazione, comunque sono fruibili vari barbecue, per chi vuole cucinare alla brace. Federico è colto, plurilingue, ama la poesia e la musica. È sempre disponibile con gli ospiti a cui dispensa consigli, itinerari di viaggio, mappe escursionistiche; una guida preziosa per chi vuole ottimizzare le vacanze. La sua vita è stata movimentata. Da giovane aveva abbandonato la città per allevare capre. La voglia di vedere il mondo l’ aveva poi portato, dopo cinque anni, a lasciare l’agricoltura e ad occuparsi di vendite all’estero, girando moltissimo. Così aveva potuto soddisfare la sua voglia di mondo, per poi tornare, dodici anni fa, al settore primario, riconvertendo un antico manufatto e facendolo diventare una location di turismo di classe. «La mia è un’attività a tempo pieno ma due mesi all’anno, a cavallo tra fine e inizio anno, lo dedico alla mia sete di conoscenza e di viaggio. Da operatore mi trasformo in turista; ho così anche modo di aggiornarmi, di conoscere colleghi stranieri e nuove modalità. Un bagaglio di esperienze preziose per chi, come me, non vuole fermarsi». GIUGNO 2015| MONDO AGRICOLO |61

Mondo agricolo 6  

Il mensile di Confagricoltura

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