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CAMPI ROSA di Elisabetta Tufarelli

Un’azienda su tre è condotta da una donna

Il direttivo di Confagricoltura Donna ha esaminato i dati sull’imprenditoria femminile soffermandosi, in particolare, su quelli dell’agricoltura. “Sono cifre positive quelle diffuse dall’Osservatorio Unioncamere – ha sottolineato la presidente Marina Di Muzio – che collimano con la crescita della nostra associazione sul territorio”. Le imprese femminili italiane, in generale, sfiorano 1,3 milioni. ”Soprattutto nel nostro settore – continua Di Muzio – la crescita è costante e un’azienda su tre è condotta da una donna. Incrociando i dati Unioncamere con quelli Enpaia (l’Ente Nazionale di Previdenza per gli Addetti

e per gli Impiegati in Agricoltura), si nota che le donne occupate nel settore come addette o impiegate sono ben rappresentate e sfiorano le quindicimila unità. Discorso diametralmente opposto quando invece si considerano i dirigenti: la rappresentanza femminile è molto esigua e non raggiunge l’8%”. Per Confagricoltura Donna è qui che è necessario agire, puntando sull’educazione, sull’innovazione e sullo sviluppo dell’imprenditoria agricola femminile e sulla comunicazione, sottolineando l’importante contributo delle donne nel successo del made in Italy nel mondo. A livello globale, secondo la Fao, il 70% del lavoro agricolo è realizzato dalle donne e molte analisi sottolineano che se queste avessero lo stesso accesso alle risorse degli uomini, la loro produzione aumenterebbe dal 20 al 30%. Il direttivo di Confagricoltura Donna, infine, si è soffermato sulla Carta di Milano, che riconosce l'importanza del ruolo dell'agricoltura a livello mondiale ed ha esaminato i prossimi impegni dentro e fuori Expo, a partire dall’assemblea che si terrà il prossimo 7 luglio.

A CASTELROTTO-BOLZANO all'evento ideato da Donne Imprenditrici Sudtirolesi è intervenuta anche Marina Di Muzio. La p resid ente, Hiltraud Erschb amer, ha sottolineato l’imp ortanza d i confrontarsi e tentare d i cond ivid ere p rogetti e collab orare su alcune tematiche. Ob iettivo comune a tutte le associazioni – erano p resenti tutte le rap p resentanze femminili agricole - è q uello d i sup p ortare l'imp rend itorialità agricola, d are voce alle d onne rurali e d are loro concrete p ossib ilità d i mettere in atto le loro iniziative, “facend o red d ito”. La p resid ente d i Confagricoltura Donna ha sottolineato che occorre ancora fare molto p er le d onne imp rend itrici, p er conciliare i vari e d ifferenti ruoli, d a q uello d i p rod uttrici d i cib o a q uello sociale. Le imp rend itrici si sono confrontare sulle d ifficoltà d i accesso al cred ito, d i formazione e informazione d egli organi d i rap p resentanza, d i Exp o, d ei camb iamenti climatici, d ell'imp ortanza d i trovare semp re p iù sp azio all'interno d ella società civile p er farsi conoscere ed essere rap p resentate.

THE ECONOMIST SULLE DISPARITÀ Il settimanale inglese the Economist ha affrontato recentemente la crescita inarrestabile delle donne: sempre più colte, più preparate, più studiose, più tenaci, ma soprattutto dotate di un’intelligenza multipla e plastica ed ha ironicamente ipotizzato che nel giro di non più di 1 0 anni molte professioni maschili, basate più sulla forza che sull’abilità, verranno spazzate via da una rivoluzione tecnologica di impatto pari a quella industriale. Eppure sono ancora gli uomini che detengono il potere: il 97% dei miliardari, nella statistica di Forbes sono maschi, così come il 95,2% degli amministratori delegati e il 92,8% dei Capi di Stato. Ma – sostiene il settimanale inglese - basta entrare in una scuola o in una università, per accorgersi di quanto le cose stiano cambiando. Le laureate sono sempre di più, hanno voti più alti e conquistano più borse di studio. Secondo the Economist anche se permane la disparità economica a parità di ruolo, i maschi sono destinati a rimanere indietro, perché incapaci di allinearsi al mondo che cambia.

Mondo agricolo 6  

Il mensile di Confagricoltura

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