Mondo agricolo n.6

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IL LATTE NELLA RETE • STUDIO ISPRA SUI NITRATI • ROBOT NELLE STALLE • PROFUMO DI MALGA • ROADSHOW SU AGROALIMENTARE • AGROFARMA RICONFERMA BARELLA • INCONTRO CON AMBASCIATE • ASSEMBLEE FEDERIMPRESA E CONFAGRI DONNA


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La scelta del professionista


L’ E D I T O R I A L E

Esami di maturità

È

tempo di maturità nelle scelte, nelle strategie e nell’assunzione di responsabilità di cui il nostro Paese ha bisogno ora più che mai, con lo sguardo rivolto ad un futuro sempre più delicato e ricco di sfide, su diversi fronti. Ce lo chiede lo scenario europeo, sicuramente nuovo e caratterizzato da appuntamenti di rilievo, soprattutto a partire da luglio, quando l’Italia assumerà la presidenza del Consiglio dell’Unione europea. In attesa di conoscere la definizione dei vari incarichi e la composizione delle commissioni dell’Europarlamento, non possiamo che sottolineare l'importanza per il settore della rielezioni di una figura competente e di lunga esperienza come Paolo De Castro. In materia di PAC, abbiamo ottenuto importanti risultati in tema di "agricoltore attivo”, sulla regressività e sullo sblocco dei pagamenti Agea: risultato ampiamente positivo, pur restando ancora molte discrepanze nell'attuazione del sistema "accoppiato" e nei problemi legati alla funzionalità di Agea. Di questo siamo consapevoli e continuiamo a farci portavoce degli interessi degli imprenditori e del settore. Alcuni traguardi sono stati raggiunti: molte nostre proposte presentate attraverso la consultazione voluta dal Mipaaf, #campo libero, sono state accolte e inserite nelle misure del Piano approvato in CdM il 13 giugno scorso e sembrano andare nella direzione auspicata (consolidamento dei rapporti tra imprese e lavoratori, incentivi per l’innovazione e l’e-commerce, incentivi per l’imprenditoria giovanile, semplificazione nei rapporti tra imprese e P.A., regolamentazione dei controlli sulle imprese, ecc.). Ci sono state novità importanti anche sul fronte delle Reti di impresa che, da poco, possono essere costituite senza necessità di ricorrere all'atto pubblico o alla redazione tramite utilizzo di un modello standard, con apposizione della firma digitale e con possibilità - novità introdotta da pochissimo - che partecipino alla rete anche imprese che svolgono attività strumentali o subalterne all’agricoltura. Traguardi messi a segno grazie all’impegno e alla maturità che ci contraddistingue. È tempo di maturità sul piano nazionale. Maturità e responsabilità utili anche a superare le recenti vicende di EXPO: sappiamo - e vogliamo ripetere - quanto rappresenti una grande opportunità per l'Italia e la sua agricoltura, da far conoscere al mondo. Se alcuni tiri sono andati a bersaglio, siamo pienamente consapevoli che l’impegno maggiore, in termini di responsabilità e scelte adeguate, deve ancora venire. Tutto in vista di una modernizzazione e di un rilancio del settore che non può più attendere. Mario Guidi

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SO MMA R I O L’EDITORIALE Esami di maturità Mario Guidi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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APERTURA GIUNTA Designati i vicepresidenti Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6 Profumo di malga Lara Buscato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30

Direttore responsabile GABRIELLA BECHI

Come cresce l’allevamento Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34

Coordinatore di Redazione GAETANO MENNA Editrice Sepe Presidente DIANA THEODOLI PALLINI Direzione, Redazione e Amministrazione Corso Vittorio Emanuele II, 101 00186 Roma Tel. +39.06.6852329 mondo.agricolo@confagricoltura.it

A mungere ci pensa il robot Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36 SCENARI ZOOTECNIA Nati con la cravatta Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8

Abbonamento annuo Testata associata all’USPI

Italia, Euro 30,00 Conto corr. postale n. 33755000 Intestato a: Sepe – Mondo Agricolo, Roma Autorizzazione Tribunale di Roma, n. 1662 del 22/06/1950

Medicinali, quando serve e quanto basta G.B. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12

Responsabile Pubblicità e Marketing CLAUDIO PIETRAFORTE

Stampa TIPOLITOGRAFIA EUROINTERSTAMPA

Confagricoltura

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Road Show a Mantova Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 43 ATTUALITÀ AGROINDUSTRIA Sementi glocal Patrizia Romagnoli. . . . . . . . . . . . . . . . . . . 45

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ATTUALITÀ INTERNAZIONALIZZAZIONE Incontro da Oscar R.M.A. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42

Rubriche La sfida del benessere Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14 Nitrati? Non è colpa dei maiali G.M. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Mappamondo Latte Scozia . . . . . . . . 40 Notiziario Energia Rinnovabili . . . . . 46 Organizzazione Didattica . . . . . . . . . 50 Anga #campolibero . . . . . . . . . . . . . . 53

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Over60 Vacanze . . . . . . . . . . . . . . . . . . 56

Il latte nella rete Teresa Borda . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24

Campi rosa Assemblea . . . . . . . . . . . 58 Agriturist Campi scuola . . . . . . . . . . 61


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APERTURA GIUNTA

Designati i vicepresidenti Guidi è affiancato da Consalvo, Giansanti e Veggia. Cooptati in Giunta Caprai e Mansuino

di Gabriella Bechi

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l Comitato Direttivo di Confagricoltura, riunito oggi a Roma, ha completato la squadra che lavorerà con il presidente Mario Guidi nei prossimi tre anni.Tra i nove componenti di Giunta sono stati nominati i tre vicepresidenti: Ezio Veggia, astigiano, già vicepresidente, imprenditore cerealicolo-zootecnico, fortemente impegnato nel settore delle energie rinnovabili; Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura Roma, che conduce insieme alla famiglia aziende agricole nel Lazio ed a Parma, ad indirizzo cerealicolo e zootecnico con produzione diretta di Parmigiano Reggiano; Giandomenico Consalvo, di Salerno, titolare di un’impresa ortofloricola a Pontecagnano, che fa anche IV gamma.

da sinistra: Giansanti, Consalvo, Guidi e Veggia

Lascia la vicepresidenza Antonio Piva, chiamato ad assumere l’incarico di presidente dell’Enpaia, l’Ente nazionale di previdenza per gli addetti e gli impiegati in agricoltura. Il direttivo di Confagricoltura, su proposta del presidente Guidi, ha approvato anche la cooptazione nella Giunta confederale di due imprenditori le cui competenze professionali ed esperienze organizzative porteranno valore aggiunto al lavoro della dirigenza. Andrea Mansuino, 53 anni, sposato, due figli, presidente di Confagricoltura Liguria, titolare di un’azienda agricola a Sanremo, specializzata nell’ibridazione nel settore delle piante ornamentali e presidente di Ciopora, l’associazione mondiale degli ibridatori. Mansuino è uno dei massimi esper-


ti nel campo del miglioramento genetico delle piante ornamentali e fruttifere e un profondo conoscitore del sistema dei brevetti e della protezione dei diritti a livello internazionale. In questo campo è azionista di un’azienda a capitale italiano, con quartier generale in Francia, presente in diversi Paesi del mondo, di cui dirige la sede del Kenya. Marco Caprai, importante produttore vitivinicolo di Montefalco, a cui si deve la riscoperta del celebre Sagrantino, iniziata nel 1989, con un progetto in collaborazione dell’Università di Milano. Moltissimi i riconoscimenti internazionali ottenuti per la sua attività imprenditoriale e il suo impegno per l’affermazione di un modello di sostenibilità diffuso sul territorio. Cinquant’anni, sposato, due figli, è presidente di Confagricoltura Umbria e autore della prima ristrutturazione del sistema di rappresentanza territoriale avviato dalla Confederazione, attraverso l’unione delle diverse associazioni provinciali in un’unica organizzazione regionale. Le decisioni del Direttivo rientrano nel più ampio processo avviato da Confagricoltura negli ultimi anni di un maggior coinvolgimento del territorio e di una più ampia valorizzazione delle competenze. I progetti messi in at-

to hanno l’obiettivo di mettere in rete i territori sempre più con le imprese, attraverso servizi mirati e personalizzati sulla frontiera dello sviluppo del settore, come l’internazionalizzazione, il credito, l’innovazione, gli strumenti digitali, le assicurazioni. Ed anche di mettere in rete i territori fra loro e con la Confederazione attraverso un metodo di lavoro che coinvolga le compe-

ranno concentrate sulle rinnovate Federazioni di Prodotto, grazie alle nuove funzioni che queste svolgeranno per orientare le scelte di Confagricoltura. E’ questa la nuova squadra annunciata tenze diffuse del sistema associativo, dal presidente Guidi nell’assemblea per finalizzare le iniziative al migliora- che lo ha riconfermato presidente per mento del contesto di impresa e delle i prossimi tre anni, il 15 aprile scorso. politiche imprenditoriali. La squadra La squadra che guiderà la Confagricoldella Giunta confederale, allargata per tura in un percorso già tracciato verso l’occasione ad altri dirigenti sindacali, il cambiamento del modo di intendelavorerà con deleghe mirate ai temi re il sindacato, che non è solo un camdell’aggregazione di impresa, dell’in- biamento organizzativo, ma una vera novazione, dei rapporti con l’agroin- rivoluzione politica, che pone al cendustria e la distribuzione organizzata, tro le imprese e gli uomini, per affroncosì come al sistema dei servizi ed al- tare le sfide e i nuovi scenari nazionale iniziative speciali, Expo in primis. Le li, europei e internazionali che ci atdeleghe per le politiche di settore sa- tendono.

Alle Federazioni di prodotto un ruolo centrale nelle strategie confederali

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Marco Caprai

Andrea Mansuino

PRIME MISURE DI #CAMPOLIBERO

Il Consiglio dei Ministri il 13 giugno ha approvato le prime misure del Piano ‘#campolibero’, che sono dirette a: stabilizzare il rapporto tra lavoratori ed imprese, prevedendo una nuova tipologia di contratto di lavoro, pur nelle forme specifiche dell'agricoltura; scommettere sull'imprenditoria giovanile; incentivare investimenti attinenti a innovazione, e-commerce; cominciare a semplificare le pratiche burocratiche ed i rapporti con la Pubblica Amministrazione ed a regolare i controlli sulle imprese. “A ciò vanno unite le misure, contestualmente prese dal governo con il ddl delega di riorganizzazione della Pubblica Amministrazione, nell’ottica di snellire e svecchiare l’apparato burocratico. “Ben venga ‘#campolibero’ – ha commentato Agrinsieme – Ora le misure previste vanno concretizzate a dovere ed in tempi rapidi. Il Parlamento apporti le opportune integrazioni”. GIUGNO 2014| MONDO AGRICOLO |7


SCENARI ZOOTECNIA

Nati con la cravatta

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Le imprese hanno portato la nostra zootecnia ad essere tra le principali nel mondo. La fotografia aggiornata fatta dai presidenti delle Federazioni di Prodotto

di Gaetano Menna

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li allevamenti zootecnici, nonostante gli sforzi per il miglioramento genetico, il benessere animale e la qualità in generale, pur con i distinguo settoriali, non riescono a superare le difficoltà in cui si trovano. Eppure gli imprenditori hanno portato la nostra zootecnia ad essere tra le principali nel mondo. Abbiamo titolato “Nati con la cravatta” (e non con la camicia) a sintetizzare la situazione in atto: grande impegno imprenditoriale e poca fortuna, dal momento che ci sono problemi endemici, strutturali che la crisi economica ha finito per acuire; difficile trovare il bandolo della matassa. Per comprendere la situazione attuale ed avere una fotografia aggiornata del settore zootecnico abbiamo sentito i presidenti delle varie Federazioni Nazionali di Prodotto di Confagricoltura. Per il settore lattiero-caseario la scadenza più ravvicinata che abbiamo è quella dell’accordo per il prezzo del latte definito fino al 30 giugno. «Ci auguriamo – ci dice Luigi Barbieri, presidente della Federazione Lattiero-Casearia, che la controparte si muova con lo stesso senso di responsabilità dimostrato nella precedente trattativa; auspichiamo equilibrio ed attenzione per un comparto come quello del latte che è strategico per l’agroalimentare». Barbieri sottolinea come la metà del latte prodotto sia destinato

Ci sono problemi endemici, strutturali, che la crisi economica ha finito per acuire alla caseificazione di formaggi DOP e ricorda come il 32% della produzione nazionale lattiero casearia sia indirizzata all’estero, con un giro d’affari che nel 2013 ha superato i 2 miliardi di euro. Si punta su nuovi mercati come India, Giappone e Cina ma pure nel consolidamento di quelli usuali, confermando la leadership negli Usa. Luigi Andretta, presidente della FN Allevamenti Bovini, tratteggia il quadro di imprenditori in grande difficoltà e preoccupati per le conseguenze della nuova Pac che prevede tagli ai premi aziendali. «I fondi europei sono stati una valvola di sicurezza, per far quadrare i conti negli ultimi dieci anni di crisi progressiva e calo dei consumi, non solo in Italia ma in tutta Europa». I consumi – osserva – sono in calo perché, in epoca di crisi, si tende a privilegiare altre carni più convenienti e spesso si rinuncia alla fettina. «Siamo un Paese che importa il 50% della carne ma non riesce a salvaguardare la propria zootecnia. Diminuiscono i consumi ma non le

importazioni e così le nostre aziende chiudono, affossate da cali di redditività, aumenti dei costi, burocrazia». Altro problema rilevante: la valorizzazione solo delle razze autoctone e non della qualità della carne. «Il consumo di carne avicola è in continua ascesa, in controtendenza con il trend degli anni precedenti in cui si registrava una diminuzione dei consumi - ci dice Oreste Massimino, presidente della “FN Allevamenti Avicoli -. Indubbiamente il nostro comparto sta dando un contributo fondamentale ai bilanci familiari e sta andando abbastanza bene per i nostri allevamenti; invece ci sono problemi notevoli per il comparto delle uova, con consumi stazionari, penalizzate dall’import che deprime anche le quotazioni all’origine». «Gli allevatori di broiler sono, per la stragrande maggioranza, dei soccidari che devono fare i conti con i soccidanti. Le aziende soccidarie hanno grossi problemi; molte devono ammodernare le strutture e devono sempre sperare che il soccidante non delocalizzi e non riduca le produzioni compromettendo l’attività di allevamento. Si spera che nei nuovi PSR anche il settore avicolo venga adeguatamente considerato». «Come produttori ci siamo risollevati GIUGNO 2014| MONDO AGRICOLO |9


SCENARI ZOOTECNIA

Si spera che nei nuovi PSR il settore avicolo sia adeguatamente considerato

dal crollo verticale delle quotazioni delle carni che, nel giro di un paio d'anni, aveva portato al dimezzamento degli allevamenti suinicoli, ma i costi produttivi continuano a salire esponenzialmente rispetto ai ricavi ed a compromettere il futuro aziendale». Lo rileva Giovanna Parmigiani, presidente della FN Allevamenti Suini, che aggiunge: «Stiamo cercando di ridefinire strategie commerciali attraverso azioni d'aggregazione e differenziazione delle linee produttive, così da poter interpretare le nuove tendenze di consumo che sembrano esigere,oltre al suino pesante,primo anello della filiera per i nostri prosciutti, anche altri prodotti visto che siamo grandi importatori di carni suini a scapito delle nostre produzioni locali. Non va dimenticato che, malgrado la drastica cura dimagrante dell'ultimo decennio, la filiera suinicola italiana garantisce ancora oggi più di centomila posti di lavoro». Ad avviso di Ernesto Buondonno, presidente della FN Allevamenti Bufalini 1 0 | MONDO AGRICOLO |GIUGNO 2014

sono molte le responsabilità del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala Dop: «Avrebbe dovuto essere, già negli anni passati, elemento catalizzatore per rilanciare il prodotto Dop, ma anche per valorizzare le connessioni con il territorio; questo permetterebbe di promuovere ancor più la mozzarella ma anche l’ampia gamma di prodotti della filiera bufalina. Bisogna dare la percezione di un territorio vocato, come si comprende nell’areale produttivo di Consorzi come quelli del Parmigiano Reggiano e del Chianti. La battaglia sulla trasparenza che stiamo conducendo (v. pag. 22, ndr) è proprio diretta a costruire un rapporto nuovo e differente con i consumatori e a dare una percezione diversa del comparto bufalino». Valerio Piredda, presidente della FN Allevamenti Ovi-caprini, ci parla di segnali positivi sotto il profilo commerciale anche se non sempre si hanno vantaggi. «Il prezzo del latte ovino è in aumento, ma in realtà non porta benefi-

ci per la riduzione di capi ed allevamenti. E’ in atto un rinnovamento anche produttivo: c’è meno pecorino romano Dop sul mercato e più prodotti freschi». «Il mercato della carne Dop – come le IGP Abbacchio romano,Agnello del Centro Italia,Agnello di Sardegna - non porta valore aggiunto».Tra i problemi in evidenza, quello dei predatori che creano danni notevoli in alcune aree; quindi l’“emergenza cronica” della blue tongue di cui non si riesce a venire a capo, con problemi che si trascinano da anni, relativi ai danni che subiscono i produttori anche per il blocco delle movimentazioni dei capi oltre a quello delle vaccinazioni. Un allarme che interessa soprattutto la Sardegna, territorio particolarmente vocato a questa forma di allevamento, ma pure Lazio e Toscana. «È in forte crisi l’allevamento dei cavalli destinati alle corse sia al trotto che al galoppo. La riduzione delle nascite è ben oltre il 50%. La crisi è dovuta al crollo delle scommesse sulle corse dei cavalli e la conseguente impossibilità di mantenere montepremi adeguati ai costi di gestione delle scuderie. Si riducono gli investimenti su questi cavalli con il rischio di perdere l’alto valore internazionale dei nostri allevamenti». Lo sottolinea Giuseppe Bicocchi, presidente della FN Allevamenti Equini. «C’è una diminuzione, più contenuta rispetto ai purosangue, anche dei capi da destinare allo sport equestre che, da 2300, passano a 1800. Giungono dall’estero cavalli con caratteristiche inferiori ma che comunque soddisfano il commercio». Preoccupazioni poi per i cambiamenti relativi a gestione dell’anagrafe equina, selezione e formazione. «Va meglio – conclude - per le razze tipiche locali, per le attività connesse all’equiturismo, dove gli investimenti sono più ridotti e rientrano nell’ambito delle attività multifunzionali delle aziende agri cole e agrituristiche».


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Tavola rotonda di Confagricoltura e Aisa Federchimica sul fenomeno dell’antibiotico resistenza

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uando serve e quanto basta”. E’ questa la risposta di Confagricoltura e Aisa Federchimica al fenomeno dell’antibiotico resistenza, un tema sempre più attuale e stringente tra quelli che riguardano la salvaguardia della salute animale e umana. E’ ormai, infatti, appurato che l’uso inappropriato degli antibiotici, soprattutto in ambito umano (ospedaliero o domestico), abbia contribuito alla comparsa di batteri resistenti a una o più famiglie di antimicrobici, molto pericolosi. Confagricoltura e Aisa Federchimica, consapevoli dell’importanza e dell’urgenza di prendere provvedimenti per ostacolare tale fenomeno, si sono impegnate a riunire un gruppo di esperti italiani che potesse fornire utili ri-

flessioni sulle azioni da intraprendere. I risultati di questo studio sono stati presentati Roma, nella sede di Confagricoltura, nel corso di una tavola rotonda a cui hanno partecipato Gianni Re, professore ordinario in farmacologia e tossicologia veterinaria Università di Torino; Chiara Durio, presidente Aisa; Simonetta Bonati, responsabile ufficio medicinali veterinari del ministero della salute; Agostino Macrì, responsabile sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare dell’Unione nazionale consumatori; Mario Guidi, presidente di Confagricoltura. Il professor Re, nel suo intervento, ha spiegato il fenomeno della farmaco resistenza, ovvero lo stato di insensibilità o ridotta sensibilità ai chemio antibiotici che causano l’inibizione della crescita o la morte cellulare, dando origine a batteri che possono aggredi-


ta preparazione del medico veterinario, il supporto di una diagnosi precisa a cui deve seguire una terapia mirata, lo sviluppo di sistemi di biosicurezza ed igiene dell’allevamento per evitare il contatto con i patogeni, lo ne, così da continuare a garantire la sa- studio di indicatori per meglio valutalute ed il benessere animale, la salu- re lo stato sanitario dell’allevamento e brità/qualità dei nostri prodotti di ori- la messa in atto di azioni mirate per gine animale e la salvaguardia della sa- migliorarlo. lute dei consumatori, nonché degli Chiara Durio ha ricordato che, fin dal operatori. Le politiche di diminuzione 2011, l’associazione ha messo insieme dei quantitativi utilizzati di antimicro- gli attori della filiera per stimolare il dibici non hanno un impatto positivo battito e trovare insieme le migliori soper la soluzione del problema. Una li- luzioni. Da questa attività è emerso il mitazione, senza un criterio razionale, documento congiunto del dicembre dell’utilizzo dei farmaci potrebbe por- 2013. L’incontro ha avuto anche lo tare a seri problemi sanitari negli alle- scopo di scindere la problematica delvamenti, che implicherebbero una di- l’antibiotico resistenza da quella della minuzione dell’efficacia terapeutica, presenza di residui di farmaci nei proun aumento di recidive con imposta- dotti di origine animale, troppo spesso zione di ulteriori trattamenti e con accomunate.“Le carni italiane – ha sotconseguente aumento della mortalità. tolineato Guidi – sono tra le migliori e Ciò comporterebbe rilevanti danni le più sicure del mondo. Il rispetto dei economici, sanitari e di benessere ani- tempi di sospensione da parte degli almale, senza risolvere la problematica levatori quando utilizzano un farmaco della resistenza ai farmaci. La scelta antimicrobico negli animali e i ferrei del trattamento deve portare al mi- ed efficienti controlli del servizio saniglior risultato terapeutico, con il mi- tario sono un’assoluta garanzia per i nore rischio di indurre antibiotico re- consumatori.” Di certo il mondo allesistenza. Si deve quindi razionalizzare vatoriale può solo in parte contribuire l’utilizzo dei farmaci tramite la corret- ad affrontare la problematica, visto che la selezione di ceppi batterici resistenti agli antibiotici avviene nelle strutture ospedaliere e nell’utilizzo da parte dei cittadini. L’uso razionale deve essere necessariamente calato in un contesto di gestione sinergica dell’allevamento, in cui sia l’allevatore sia il veterinario sono chiamati a condividere la sanità della mandria attraverso un’ottimizzazione dell’efficienza delle strutture e del management degli animali. E serve anche un’ attenta attività di informazione e formazione da parte del ministero della Salute e dei mass media “che coinvolga, oltre agli addetti ai lavori, anche i cittadini, che utilizzano questi farmaci in maniera troppo superficiale ignari delle conseguenze negative che ciò comporta”, come ha sottolineato Agostino Chiara Durio presidente Macrì, dell’Unione Nazionale Condi Aisa Federchimica sumatori. (G. B.)

Guidi: «Le carni italiane sono tra le migliori e le più sicure del mondo»

re l’organismo umano attraverso l’intestino o le vie respiratorie. “Gli antibiotici servono per la tutela della salute animale – ha sottolineato il presidente Guidi – ma certamente dobbiamo lavorare di più per utilizzarli in modo efficace e razionale, mettendo a punto linee guida e protocolli facilmente applicabili. E’ un problema di responsabilità sociale e Confagricoltura vuole sensibilizzare gli allevatori e le istituzioni pubbliche ad intraprendere un percorso che guidi l’Italia ad optare per azioni utili alla salvaguardia dei propri cittadini, del proprio patrimonio zootecnico e della propria capacità produttiva”. Confagricoltura e Aisa Federchimica ritengono fondamentale per le nostre produzioni proseguire ad utilizzare gli antibiotici a disposizio-

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La sfida del benessere

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Confagricoltura, Consenso e Zoetis su sostenibilità e attenzione per gli animali allevati. Parmigiani: «È una questione economica e di responsabilità sociale»

di Gabriella Bechi

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li animali sono il patrimonio degli allevatori. La loro salute e il loro benessere sono il presupposto basilare della nostra attività economica”. Con queste Giovanna Parmigiani, presidente della Federazione nazionale di prodotto Allevamenti suini di Confagricoltura ha voluto sintetizzare il significato dell’incontro organizzato, a Roma a Palazzo della Valle, da Confagricoltura, Consenso e Zoetis su “Benessere animale e sostenibilità della filiera agroalimentare”, un momento di confronto con ricercatori, politici e stakeholder su questi temi, per valutare le prospettive del sistema zootecnico italiano alla luce di uno scenario in costante evoluzione e nell’ottica di rispondere alle esigenze dei consumatori. Con oltre 17,2 miliardi di euro, la

zootecnia italiana rappresenta poco meno del 35% del valore dell’intera produzione del settore primario del Paese. Negli ultimi anni lo scenario è mutato radicalmente, sia per effetto dei cambiamenti profondi che sono intervenuti a livello della politica agricola comune, sia per le tendenze emerse sui mercati internazionali, anche a causa della crisi economica e finanziaria. Recentemente, inoltre, è aumentata la sensibilità dei consuma-

Giansanti:«Serve una strategia condivisa per l’agricoltura italiana» tori sui temi della sostenibilità complessiva delle filiere. Di conseguenza, è aumentata l’esigenza di comunicare maggiori informazioni sui metodi di produzione e sul percorso del cibo “dalla terra alla tavola”, esaltando processi e qualità intrinseche dei vari prodotti. Non è un caso che negli ultimi anni si sia affermato anche nell’agroalimentare il concetto di responsabilità sociale ed ambientale. Una sfida in più per gli operatori che si sono già dovuti confrontare con uno scenario di mercato e socio-economico profondamente mutato: un aumento sostanziale della volatilità dei prezzi delle materie prime e dei prodotti trasformati, una sostanziale eliminazione delle forme di intervento diretto sui mercati da parte dell’UE, un diverso modello di consumo alimentare in un mercato globale sempre più ampio. “In questo complesso contesto – ha rimarcato in occasione della tavola rotonda Giovanna Parmigiani - si è aggiunta un'evoluzione delle normative in tema di sostenibilità e di benessere animale con conseguenze che non si possono trascurare. Gli effetti di talune scelte possono infatti incidere sulla tenuta della competitività delle imprese agricole e, in particolare, degli allevamenti. Dobbiamo quindi affrontare questi temi con un occhio attento sia al GIUGNO 2014| MONDO AGRICOLO |15


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mercato, sia alle imprese. Questo significa anche politiche commerciali in grado di valorizzare, anche dal punto del prezzo, i nostri prodotti rispetto a quelli importati da Paesi che non rispettano i nostri stessi standard”. L’incontro è stato fortemente voluto anche da Zoetis (ramo veterinario della multinazionale farmaceutica Pfizer), attivamente impegnata sul tema della salute animale. “Come azienda operante nel settore degli animali, Zoetis è consapevole della responsabilità sociale della propria organizzazione - ha affermato l’amministratore Giovanna Parmigiani delegato Chiara Du16| MONDO AGRICOLO |GIUGNO 2014

rio, anche presidente di AISA Federchimica -. Salute significa animali che non soffrono, che vengono curati correttamente, il cui stato di benessere influenza positivamente quello dei cittadini e della popolazione, per salubrità e qualità degli alimenti. Il biennio 2014-2015 sarà un periodo cruciale in questo senso: il semestre europeo, Expo 2015 e il crescente interesse per i temi del benessere animale e la sostenibilità devono favorire il dibattito fra il mondo politico, le isti-

tuzioni e gli attori del mercato, per il bene delle produzioni Italiane”. Al dibattito, introdotto da uno studio realizzato dal Crefis (Centro ricerche economiche sulle filiere suinicole) hanno partecipato gli onorevoli Paolo Cova e Nicodemo Nazzareno Oliverio, componenti della Commissione Agricoltura della Camera; Pasquale Di Rubbio, policy advisor del Copa Cogeca. Le conclusioni dei lavori sono state affidate al componente della giunta confederale Massimiliano Giansanti che ha ribadito l’importanza di avere una strategia condivisa per l’agricoltura italiana. Un settore che avrà un ruolo sempre più determinante a causa del rapido aumento della popolazione mondiale.“Dobbiamo fare delle scelte – ha detto – e portarle avanti con determinazione. Perché è fondamentale per il nostro ‘made in Italy’, tanto importante nell’immaginario collettivo di tutto il mondo, poter contare su imprese solide, capaci di stare sul mercato e di esportare”.


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World milk day Anche quest’anno la “Giornata mondiale del latte”, indetta dalla Fao, è stata l’occasione per riflettere su un alimento indispensabile

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È

giunto alla 13° edizione il “World Milk Day”, che si è celebrato l’1 giugno. L’appuntamento, indetto dalla Fao, si tiene per sensibilizzare i consumatori sul ruolo e sull’importanza del latte (e dei derivati) che da 8 mila anni rappresenta il primo alimento per ogni essere umano che viene al mondo. È l’alimento “glocal” per eccellenza, visto che viene consumato ovunque, ma con profonde differenze locali che ne testimoniano il radicamento nelle realtà territoriali. In Europa si usa principalmente latte di mucca, pecora, capra; in India e Malesia il latte di bufala, in Lapponia quello di renna, in Medio Oriente quello di cammella o di asina, e in Madagascar quello di zebù. I nutrizionisti di tutto il mondo definiscono il latte un alimento “a bassa densità energetica e ad alta densità nutrizionale”, poiché fornisce un elevato numero di nutrienti ma con poche calorie. «Le evidenze scientifiche dimostrano che gli alimenti a bassa densità energetica giocano un ruolo importante nelle diete ipocaloriche e nelle diete di mantenimento del bilancio energetico, perché forniscono adeguate quantità di nutrienti ma con minore energia», ha sottolineato il nutrizionista Andrea Ghiselli. Nonostante queste fantastiche carat-

Il latte è l’alimento “glocal” per eccellenza, radicato nelle varie realtà territoriali teristiche, riconosciute dalla Fao a livello mondiale, il latte è spesso vittima di campagne denigratorie pseudoscientifiche. «Il latte e i suoi derivati sono presenti nelle raccomandazioni nutrizionali ufficiali di tutti i Paesi – ha spiegato Ghiselli –. In Italia, le ‘Linee guida per una corretta alimentazione’ elaborate dall’INRAN hanno suggerito di consumare ogni giorno 3 porzioni da 125g l’una di latte o yogurt. Così facendo ci si garantisce tutti i nutrienti di cui questi alimenti sono ricchi, in particolare il calcio, di cui latte e derivati rappresentano la fonte migliore e più significativa presente in natura». Il latte fa bene alla linea, oltre che alla salute. E in particolare questa regola riguarda i bambini. I piccoli che consumano poco latte hanno infatti un indice di massa corporea (stima dell'adiposità totale) maggiore rispetto ai bambini che lo consumano più frequentemente. E questo grazie alla proprietà del calcio di bruciare il grasso nelle cellule e di rallentarne la produzione. In questo senso uno studio epidemiologico del Cnr (centro nazionale delle ricerche), degli anni scorsi, sulle relazioni tra frequenza di consumo di latte e adiposità, realizzato su un campione di circa 1000 bambini delle scuole elementari in provincia di Avellino. (M. M.)


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Nitrati? Non è colpa dei maiali Studio di Ispra: l’impatto di natura zootecnica non supera il 10% delle superfici

S

i è svolta la riunione del tavolo Stato-Regioni-Organizzazioni professionali per l'applicazione della direttiva nitrati, alla presenza dei ministri per le Politiche agricole Martina e dell'Ambiente Galletti. Per Antonio Boselli, componente della Giunta confederale, deve aprirsi una nuova fase ed occorre un nuovo approccio integrato degli interventi che tenga conto delle specificità e di tutti gli sforzi già fatti dagli agricoltori in questi anni, sulla base dei piani d’azione regionali, che hanno permesso di ottenere rilevanti miglioramenti della qualità delle acque superficiali e profonde. Gli adempimenti van-

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no semplificati al fine di consentire una gestione dei nitrati di origine agricola, in modo responsabile e con minori vincoli burocratici per le aziende. Ed è compito dei piani di sviluppo rurale delle Regioni prevedere linee di finanziamento per supportare gli investimenti necessari per proseguire nel percorso già iniziato dalle imprese agricole nel ridurre gli impatti ambientali. Nel corso della riunione sono stati an-

Boselli: «Interventi proseguano sulla strada intrapresa dagli agricoltori» nunciati due decreti: il primo che modifica ed integra il DM 7 aprile 2006 relativo all’utilizzo agronomico degli effluenti; il secondo sulla caratterizzazione del digestato equiparabile ai concimi chimici. A tale proposito Confagricoltura ha chiesto che i due testi normativi risolvano le seguenti problematiche: semplificazione delle procedure relative alla comunicazione ed ai documenti di trasporto; valori di escrezione azotata e di produzione di reflui tarati sulle specifiche e reali condizioni aziendali, utilizzo agronomico del digestato; maggiore flessibilità nei divieti di

spandimento dei reflui zootecnici nei mesi autunnali ed invernali; garanzia del fabbisogno in elementi nutritivi delle diverse colture; esclusione dal limite dei 170 kg/ha di azoto nelle aree vulnerabili per il digestato equiparabile ai concimi chimici. Durante l'incontro sono stati pure presentati i primi risultati della ricerca condotta dall'Ispra sull'impatto ambientale delle pressioni antropiche sullo stato delle acque superficiali e sotterranee. I primi dati dello studio sono incoraggianti: nelle Regioni sotto esame (Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte e Friuli Venezia Giulia) l'impatto dei nitrati di natura zootecnica interessa non più del 10% delle superfici, tranne in Piemonte dove tale tasso sale al 19%. Si evidenzia quindi come il processo di contamina-


zione da nitrati non sia attribuibile alle n I VETERINARI DEL FUTURO sorgenti "zootecnico prevalente". Ora occorre accelerare la conclusione delLa Federazione nazionale degli Ordini veterinari italiani lo studio per procedere, in termini ra(FNOVI) si interroga sul ruolo dei veterinari. Dopo due ripidi, alla revisione delle aree vulnerabicerche condotte insieme a Nomisma per scandagliare la li. «È fondamentale – ha concluso Ancategoria dall’interno, ora lo fa aprendosi agli altri. La nuotonio Boselli - non ostacolare lo svilupva ricerca, sempre con Nomisma, nasce sulla base di centipo della zootecnica italiana e non liminaia di interviste a imprese, associazioni di produttori, tarne la competitività nel contesto inconsorzi, enti pubblici, soggetti datoriali. I risultati sono ternazionale; non possiamo permetcontenuti nel nuovo rapporto “La professione medico veterci pesanti ripercussioni negative riterinaria. Prospettive future” (Agra Editrice 2014, pp.156, guardo alla produzione agricola, all’oceuro 18). Si sono raccolti interessanti spunti conoscitivi cupazione ed alla tutela del territorio. che supporteranno le decisioni che riguardano il futuro Non va dimenticato che gli effluenti della professione medico veterinaria. Per una giusta proiezootecnici ed il digestato sono fertilizzione verso il domani. Dalla indagine emerge che, imprezanti estremamente utili per l’agricolse e associazioni del mondo produttivo, chiedono di potura in quanto contribuiscono a mantenziare le attività legate a igiene, sicurezza e qualità degli tenere livelli ottimali di sostanza orga- alimenti (17%), tecnologie alimentari e di produzione, igiene degli allevamenti e delle pronica del suolo e a diminuire l’utilizzo duzioni zootecniche (includendo il benessere animale e l’alimentazione del bestiame) e solledi concimi chimici». (G. M.) citano competenze manageriali (con un’incidenza del 12%). (G. M.) GIUGNO 2014| MONDO AGRICOLO |21


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Sfida tra Iphone e mozzarella

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Per Buondonno (Federazione Allevamenti bufalini) la gara proposta dal premier è stimolante, però non la si vince se non si assicura la massima trasparenza 22| MONDO AGRICOLO |GIUGNO 2014

e pensate all’Iphone pensate agli Stati Uniti, ma non c’è un solo pezzo di questo telefono che sia stato fatto in Usa; però è stata realizzata una grande operazione di marketing. Vorrei fare il derby tra l’Iphone e la mozzarella di bufala. L’Italia è l’unico Paese al mondo dove il direttore commerciale parla male del prodotto. E nel resto del mondo, rap-

presentiamo la bellezza; mancano le operazioni di marketing». Lo ha detto il premier Matteo Renzi a Napoli nel corso della Festa di Repubblica. «Il punto - ha aggiunto - è cosa siamo in grado di valorizzare». Le parole del presidente del Consiglio sono state accolte con piacere da Confagricoltura proprio perché vanno nella direzione della massima valorizzazione del “made in Italy”. «Dobbiamo far conoscere sempre meglio al mondo, anche e soprattutto in occasione del-


l'Expo, le eccellenze che esso rappresenta», ha sottolineato la Confederazione in una nota stampa in cui ha ribadito, ancora una volta che, per la mozzarella di bufala Dop, serve una rintracciabilità efficace e semplice da attuare. Nei giorni precedenti le Organizzazioni agricole ed industriali provinciali del territorio casertano – dove insiste il 70% della filiera Dop della “Mozzarella di Bufala Campana Dop”- avevano lanciato un grido d’allarme sui rischi derivanti da quanto sarebbe previsto dalle disposizioni specifiche per il settore, incluse nella bozza di decreto legge governativo per il rilancio del comparto agricolo”. «Confagricoltura, per la mozzarella di bufala Dop, chiede da anni la tracciabilità obbligatoria della materia prima di tutta la filiera, sul modello di quanto previsto dalla Regione Campania e l’immediata attuazione della norma sul doppio stabilimento – ha spiegato il presidente nazionale della Federa-

«Il comparto bufalino ha bisogno di una chiara assunzione di responsabilità della politica» zione di Prodotto Allevamenti Bufalini Ernesto Buondonno -. I produttori onesti chiedono che i caseifici non possano produrre mozzarella Dop insieme a qualunque altro formaggio o preparato alimentare derivato dal latte di bufala e dal latte vaccino, in un unico stabilimento. Ad esempio a pochi metri di distanza dal Consorzio di Tutela è stato commercializzato con la dicitura Mozzarella di Bufala Dop un prodotto “sottocosto” a 7,90 euro, che non riesce a coprire nemmeno il prezzo del latte necessario per produrre un chilo di mozzarella. Creando così problemi di distorsione di mercato e grave danno per gli allevatori ed i trasformatori che lavorano con correttezza».

Riferendosi ad alcuni fatti di cronaca, Buondonno ha poi aggiunto: « Non è nostro costume commentare indagini giudiziarie, ma non possiamo fare a meno di constatare che più la politica perde tempo ad adottare le norme che chiediamo, più è facile che si verifichino situazioni poco limpide». «Il comparto non intende e non può più accettare cambiali in bianco, c’è bisogno subito di una chiara assunzione di responsabilità da parte della politica», ha sollecitato Buondonno. In tal senso una nuova lettera inviata dalla Confagricoltura al ministro Martina. Una cosa è certa: la “sfida” tra Iphone e mozzarella di bufala, proposta dal premier, è stimolante; però non la si vince se non si assicura la massima trasparenza del prodotto. Il governo deve avviare, cogliendo l’opportunità di #campolibero, un’accorta politica, che eviti le zone d’ombra e rilanci una filiera che è strategica. (M. M.)

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Il latte nella rete Nasce il network “Excelso Lacte” tra sei aziende zootecniche di Novara e quattro di Varese di Teresa Borda manager di rete Confagricoltura Novara e VCO

Silvio Arioli e Nicola Botta

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onfagricoltura Novara e VCO sigla la nascita della prima rete tra imprese agricole del settore zootecnico. Il gruppo di aziende si è costituito intorno ad un progetto condiviso che possa permettere un riconoscimento sul mercato del latte e portare ad un livello di competitività superiore rispetto a quanto proponibile dal frammentario mondo che rappresentano. Lo strumento innovativo del contratto di rete, come alternativa alle tradizionali forme aggregative, permette a cia-

scuna impresa di mantenere la propria indipendenza e identità, migliorando però, la forza necessaria per competere sui mercati globali. Si tratta, pertanto, di uno strumento adatto al tessuto agricolo italiano, composto da imprese di piccole e medie dimensioni, molto efficaci, ma spesso incapaci di competere in termini di innovazione ed internazionalizzazione. La rete denominata “Excelso Lacte” composta da sei aziende agricole ad indirizzo zootecnico della Provincia di Novara e quattro della provincia di Varese, intende proporre un prodotto finale, il latte, di difficile gestione, proprio per la sua rapida deperibilità e i delicati aspetti sanitari, differenziandolo per qualità e salubrità nel rispetto attento della normativa in materia. Inoltre la rete, attraverso il progetto intrapreso, potrà razionalizzare, coordinare e condividere la fornitura mangi-


mistica-sanitaria, la consulenza tecnica e addirittura il personale dipendente specializzato. Gli allevatori sono entusiasti e fiduciosi del percorso intrapreso e sono motivati ad implementare il loro contratto prevedendo l’ingresso di nuove imprese per accrescere la produzione complessiva da offrire al mercato, disciplinando la produzione stessa per caratteristiche qualitative e creando un marchio di rete che le distingua e ne permetta la promozione. Nicola Botta, rappresentante legale dell’azienda agricola Allevatori Conduttori Agricoli S.S., nonché impresa di riferimento e presidente del Comitato di Gestione della rete, e Silvio Arioli, rappresentante per l’azienda agricola Arioli Silvio e Paolo S.S., impresa retista e membro del Comitato costituito, sono stati il motore di avviamento per la costituzione del con-

Si pensa ad un marchio di rete che distingua la produzione e ne permetta la promozione tratto. “Fino ad ora eravamo un gruppo, adesso siamo una rete, vediamo i benefici di un sistema cooperativistico, senza aver perso la nostra individualità e il mondo esterno si interessa a noi”, dichiara Arioli, a cui segue Botta che continua: “Confagricoltura nazionale e di Novara e VCO ci hanno supportati da subito, rispondendo alle nostre esigenze di gruppo scoordinato per proporci uno strumento nuovo, ma in cui crediamo e che riteniamo possa essere un buon trampolino per arrivare a costituire qualcosa di più strutturato in futuro e poter collaborare con enti del modo della ricerca e dell’agro-alimentare utili a innovare

le nostre aziende”. Paola Battioli, presidente della sede novarese, e Roberto Sonzini, direttore, confermano: “È stato un percorso lungo e non sempre facile per la novità che rappresentano i contratti di rete in agricoltura, ma siamo soddisfatti dello spirito di iniziativa e del coraggio che le nostre aziende hanno mostrato nel farsi coinvolgere. Abbiamo investito nella formazione di un manager di rete che ha seguito le aziende durante il loro “aggregarsi” e che continuerà nel lavoro di divulgazione di questo utile strumento per superare le difficoltà economiche degli ultimi tempi”. È una sfida nei confronti del prossimo futuro proprio per contrastare un mercato ballerino dei prezzi imposti agli imprenditori agricoli e per rafforzare l’aggregazione finalizzata ad aprire le porte verso nuovi mercati e nuove opportunità. GIUGNO 2014| MONDO AGRICOLO |25


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Carne sarda dalla A alla Z

Una rete strutturata di imprese, dall’allevamento alla commercializzazione porta avanti un innovativo progetto linea vacca-vitello di Gabriella Bechi

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he senso ha in un’isola come la Sardegna, ricca di pascoli, allevare vitelli di ottima razza, aspettare che i commercianti arrivino dal Piemonte, dalla Toscana, dalla Campania, per acquistarli e portarli nel continente o all’estero, per l’ingrasso, e poi comprare la carne che viene da fuori? Se

lo devono essere chiesti in molti, produttori e consumatori, fino a quando, due anni fa, un gruppo di allevatori riuniti nella cooperativa Arborea di Oristano ha dato vita ad un progetto linea vacca-vitello, che ha portato alla nascita della carne “proveniente da animali, nati, allevati e macellati in Sardegna”, con l’adozione di un disciplinare di etichettatura


Tammaro: «Attivo centro ingrasso cooperativo per allevatori associati»

facoltativa, approvato dal ministero delle Politiche agricole e certificato. A raccontarci questa storia è Pasqualino Tammaro, agronomo, presidente dell’Ordine di Oristano, e consulente della cooperativa, oltre che di numerose aziende socie di Confagricoltura.“In Sardegna – dice – ci sono molte imprese agricole estensive, dove gli animali vivono

allo stato brado, la fecondazione avviene con il toro e lo svezzamento dei vitelli con la mamma. La prassi diffusa fino a qualche tempo fa era vendere i vitelli, quando avevano raggiunto il peso di 350/400, chili ai commercianti da ingrasso che venivano una volta l’anno dal continente. Ciò comportava grossi problemi e una scarsa rimuneratività, perché

non sempre i vitelli si trovavano nelle giuste condizioni di peso e spesso venivano venduto sotto costo. La cooperativa di produttori Arborea ha risposto a questo problema, creando un centro di ingrasso, dove vengono portati i vitelli quando sono pronti, alimentati a mais e farine vegetali e dove, una volta raggiunto il peso ideale (450-480 kg), vengono macellati. La cooperativa, infatti, ha avuto in comodato d’uso anche il mattatoio comunale. Attualmente ci sono stalle per 5000 capi, in due cicli, a cui conferiscono 168 produttori. Ma ce ne sono 200 in lista di attesa. E speriamo presto di iniziare i lavori di ampliamento della struttura”. Il progetto, finanziato attraverso la misura 124 del Programma di Sviluppo Rurale della Sardegna 20072013, nato per incentivare la cooperazione fra aziende agricole ed imprese di trasformazione o commercializzazione di prodotti agroalimentari, si è posto l'ambizioso obiettivo di sviluppare una filiera della produzione di carne bovina in Sardegna, attraverso la creazione di una rete strutturata di imprese agricole e di altri soggetti, attraverso l'introduzione di un innovativo processo di produzione che valorizzi e integri le risorse e le competenze già presenti nel territorio regionale, ma mai messe a sistema. Il supporto scientifico viene garantito dall'Università degli Studi di Sassari, attraverso il Nucleo di Ricerca Desertificazione, un centro interdipartimentale dell'Ateneo sassarese, in grado di supportare le imprese coinvolte nel progetto attraverso una molteplicità di ambiti scientifici, come il profilo sanitario-veterinario, botanico, agronomico ed economico. L’allevamento è rivolto esclusivamente alla razza Sarda Modicana, inGIUGNO 2014| MONDO AGRICOLO |27


SCENARI ZOOTECNIA

Innovativo processo di produzione che valorizza il territorio crociata con tori di razza Limousine o Charolaise e alla produzione del vitello “baby beef”, con animali che vengono macellati ad una età di 9 mesi. Questo permette di ottenere carni giovani, molto tenere, saporite, di colore rosa, con una percentuale di grasso di molto inferiore alla media di un normale prodotto di categoria e con una qualità del grasso composta da acidi grassi insaturi molto digeribili dal corpo umano. Sicure dal punto di vista alimentare e molto apprezzate da quello organolettico. Attraverso l'impegno e le strutture della cooperativa produttori Arborea, capofila del progetto e una delle più importati realtà cooperativistiche nell'agroalimentare isolano, si è creata una filiera interamente sarda di bovini da carne allevati nei pascoli della Gallura o del Montiferru, ingrassati e lavorati nel centro specializzato di Arborea e venduti attraverso un marchio specifico e riconoscibile in tutta l'Isola.

n

“La filiera, seguita in tutte le sue fasi con estrema cura, attenzione e passione da tecnici dalla grande esperienza pratica e teorica – spiega Tammaro - si chiude con la commercializzazione della carne (al momento circa 2 milioni e 800 chili all’anno) attraverso le macellerie accreditate. Abbiamo fatto la scelta precisa di non andare nella grande

IL FASCINO DEGLI ORIGAMI AGRICOLI

Con il termine “orìgami” si intende l'arte di piegare la carta (termine derivato dal giapponese, “ori” piegare e “kami” carta). Alla base dei principi che regolano l'origami, vi sono senz'altro i principi shintoisti del ciclo vitale; il riferimento è al tempio che viene ricostruito sempre uguale ogni vent'anni. La valenza sacrale della carta è anche testimoniata dal fatto che, in giapponese, la parola “carta” e “dei” si pronunciano entrambe “kami”. Una tradizionale forma origami è dedicata alla rana, ciò perché la parola “kaeru”, ha un doppio significato, indicando sia "rana", sia "ritorno a casa"; quindi si considera l'animale come un buon augurio per coloro che stanno per intraprendere un lungo viaggio. Abbiamo apprezzato alcuni artisti che si sono cimentati nel realizzare “opere di carta” dedicate alla zootecnia. La mucca, il maiale, la pecora, nel gioco delle piegature rivelano la maestria dell’artista. Ma dimostrano, implicitamente, anche la vitalità e la sacralità dell’allevamento. (M. M.) 28| MONDO AGRICOLO |GIUGNO 2014

distribuzione perché il nostro è un prodotto che si deve contraddistinguere per la grande qualità - dice Tammaro -. E neppure di vendere fuori dalla Sardegna. Non abbiamo i numeri sufficienti per farlo, ma siamo in grado di soddisfare la domanda interna. Insomma, noi la facciamo e ce la mangiamo!” I vantaggi del progetto sono evidenti. La chiusura di una filiera della carne bovina della Sardegna, basata prevalentemente su risorse locali, ha portato benefici di carattere economico e ambientale alla regione. Non meno importante sembra essere la generazione di nuovi spazi di interazione e nuove sinergie tra la realtà produttiva della Cooperativa Produttori Arborea, caratterizzata da elevata professionalità e tecnologia, con quella dei sistemi pastorali estensivi della Sardegna, che oggi soffrono di scarsa competitività per la frammentazione del sistema produttivo. Le interazioni riguardano non solo aspetti di mercato, ma anche possibili sinergie per lo sviluppo di un sistema di allevamento brado competitivo, che coniughi produttività e tutela della biodiversità vegetale e delle risorse ambientali.


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SCENARI ZOOTECNIA

Profumo di Malga 30| MONDO AGRICOLO |GIUGNO 2014


Visita, nel trevigiano, alle strutture sul Monte Cesen. Natura ed antiche tradizioni per prodotti di alta qualità

di Lara Buscato

I

l protagonista è il Monte Cesen, nel trevigiano, che, con i panorami mozzafiato, i prati pieni di colore, le mucche al pascolo e le sue malghe, regala al viandante esperienze uniche. Sul latte si fonda l'esistenza delle malghe, aziende casearie a 360°, che grazie ad alpeggi ad alta quota producono formaggi di assoluta bontà e dal sapore antico. L'incontro con la signora Stramare della Malga Binot (a 1050 metri) avviene proprio nel laboratorio per la lavorazione manuale del latte alla quale assistiamo con curiosità.Terminata la produzione, ci mostra la cantinetta – magazzino per il riposo delle forme dove ci assale un inconfondibile profumo. All'esterno della malga, si trova una lunga tavolata dove poter accomodarsi ed assaggiare le varie stagionature del formaggio. Dalla terrazza panoramica si gode di una vista incredibile sul Monte Grappa, sul Monte Ortigara e sulle vette feltrine e, in basso, su Segusino, Alano e Quero. Parlando con l’agricoltrice scopriamo che la malga Binot appartiene alla Comunità delle Prealpi trevigiane e che non sempre la vita in malga è semplice, ma a chi ama questo lavoro, può dare grande soddisfazione. I formaggi di malga sono infatti diversi da periodo a periodo, e da pascolo a pascolo, tutto GIUGNO 2014| MONDO AGRICOLO |31


SCENARI ZOOTECNIA

za e dal 2003 gestisce la Malga con 70 ettari di pascolo ad una altitudine di 1460 metri. Anche qui la mungitura e la lavorazione del latte avviene quotidianamente e si arriva a raccogliere 8 ettolitri di latte nei mesi di giugno e luglio. Il latte viene trasformato in 30 forme di formaggio di malga e ogni 2 giorni vengono fatti anche 3 kg di ricotta. Veniamo accolti nel piccolo negozio dove si possono acquistare i formaggi, il burro, le ricotte affumicate ed i salumi dal piccolo allevamento suino di montagna adiacente alFabio Curto la malga. Dopo aver assistito alla interessante lavorazione dipende da cosa gli animali mangiano. manuale del formaggio, Gallina ci acDi mese in mese variano i fiori e anche compagna nella sala dove offrono molte erbe officinali. Da Segusino, dove il figlio Giulio porta I formaggi sono diversi avanti la tradizione e l'azienda agricola da periodo a periodo e di famiglia, le mucche vengono trasferite in malga dove sono libere di pascoin base all’alimentazione lare e di muoversi. Alle 5.30 del mattino e alla sera vengono munte ed ogni giorno viene lavorato il latte raccolto piatti tipici di malga (le specialità: dalla mungitura. Dai circa 4 quintali di spezzatino di asino e di manzo, forlatte vengono realizzati 2 kg di formag- maggio di malga cotto sul tegame) e ci gio di malga (ciò significa 18-20 forme presenta la sorella che si occupa proal giorno), burro e 4 kg di ricotta da af- prio della cucina, davanti ad un piatto fumicare. Scopriamo che, oltre la stalla di produzioni composto dai loro saluche ospita 32 mucche, c'è un recinto mi e dai loro formaggi.Vi sono numenel quale si trovano 10 maiali. La malga rosi clienti al tavolo e tutti passano al aderisce al PPL Pedemontana, ovvero un progetto di valorizzazione delle produzioni locali tipiche, sostenuto da istituzioni ed enti locali, che riunisce 40 produttori accomunati dal fatto di allevare al massimo 40 maiali. Quindi alla malga Binot si può acquistare e degustare la soppressa Altamarca e dell'ottimo formaggio. Proseguiamo la nostra visita alla volta della Malga Barbaria, gestita da Luca Gallina. Gallina possiede un allevaLuca Gallina mento di 90 capi di razza bruna a San Pietro in Barboz32| MONDO AGRICOLO |GIUGNO 2014

negozio per acquistare il formaggio di malga o i salumi. Tutti i componenti della famiglia Gallina sono coinvolti nel lavoro quotidiano della malga uniti da un'unica passione: l'amore per gli animali e per la montagna tramandata dal nonno e poi dai genitori. “Certo la passione non può bastare perché tanto lavoro merita soddisfazione e questa c'è se arriva la gente ad acquistare i prodotti e ad assaggiare i nostri piatti. Il valore aggiunto del nostro lavoro è dato proprio dalla lavorazione quotidiana del latte e dalla differenza delle nostre produzioni da malga a malga e il fattore determinante è proprio il pascolo. Pochi sanno che le erbe medicinali che le mucche trovano al pascolo arricchiscono di valore nutrizionale il formaggio prodotto in malga. Inoltre, quasi nessuno viene in malga per acquistare una o più forme di formaggio, si tende ad acquistarne un pezzo, ma la cosa migliore è portarsi a casa una forma e tenerla in cantina, perchè nel tempo


acquisirà nuovi profumi. Molti anziani vengono da noi per comprare 10 forme e metterle a riposo”. Ci congediamo dal signor Gallina ammirando, ancora una volta, il panorama e ci incamminiamo verso Malga Mariech (1504 m) dove incontriamo Fabio Curto, figlio di Italo, laurea in veterinaria e vice presidente di Confagricoltura Treviso, che ci illustra la storia di Mariech. La proprietà della Malga è di Veneto Agricoltura concessa per 30 anni al Consorzio di valorizzazione montana Monte Cesen, di cui è presidente il papà Italo Curto. La concessione fu data 8 anni fa in cambio di onerose ristrutturazioni. La sinergia creatasi tra pubblico e privato consentì allora a Mariech di tornare a funzionare. La malga dispone di 300 ettari di pascolo, 200 mucche razza bruna, 30 maialini ed è attiva tutto l'anno. La chiacchierata si svolge su una terrazza panoramica che si apre su un incantevole vallata, dopo esser stati accolti nel negozio per la vendita dei prodotti. La varietà e la ric-

chezza della vetrina colpiscono. Trovano posto infatti vari formaggi, in prima fila il Monte Cesen (da 10 anni Denominazione Comunale registrata), robiola, caciotta, stracchino, yogurt e salumi,ma anche gnocchi ed altre produzioni. Siamo in presenza di una malga strutturata, molto ben organizzata, dove nulla è lasciato al caso.Il caseificio interno ha recentemente ottenuto il bollino CE e alle pareti incorniciate troviamo le certificazioni di numerosi premi ricevuti nei più importanti concorsi legati ai forSerena Stramare maggi di malga. Qui viene offerta una raffinata ristorazione (la cucina è curata dalla signora Cur- lezione genetica del proprio allevamento, abile cuoca) ed ospitalità, (sono 9 le to, con una filosofia che vuole proiettar Malga Mariech nel futuro. Infatti siamo in presenza di una struttura moderna L'amore per gli animali che tiene conto delle esigenze del cliene per la montagna te. “Ogni giorno qui vengono raccolti 20 quintali di latte che servono a protramandato dagli avi durre 2 quintali di formaggio realizzati in varie forme ed ospitati in un ampia camere camere arredate con gusto). stanza”. Ogni forma è contrassegnata Dalla cortese conversazione emerge dal nome Mariech Monte Cesen e dal che i nonni dell'interlocutore gestivano numero del lotto, così da poter risalire un alpeggio negli anni '30 e che l'im- alla data di produzione. Posta la domanpresa che vede la famiglia Curto gestire da di rito “perchè scegliere un formagMalga Mariech ha radici lontane nel gio di malga ?”, veniamo a conoscenza tempo. Una tradizione familiare che ri- di ulteriori fattori davvero interessanti. torna, dopo un periodo dedicato alla se- Ogni forma di formaggio di malga è influenzata dalla diversità offerta dai vari mesi della stagione, quindi dai fiori, dall'erba e dalle erbe medicinali presente al pascolo in quel momento, e le caratteristiche nutrizionali del latte sono molto elevate, perchè il latte viene lavorato a crudo e perciò mantiene la sua flora microbica utile. Al termine dell'incontro comprendiamo però che ciò che rende unici questi luoghi e i loro prodotti è soprattutto la passione che queste persone hanno per la montagna e per que sto lavoro. GIUGNO 2014| MONDO AGRICOLO |33


S C E N A R I ZOOTEC NIA

Una storia di impresa familiare, quella di Stefano Salvarani, che gestisce, con il padre e il fratello, un’azienda suinicola a Roncoferraro (MN). Sono agricoltori di prima generazione che hanno ottenuto eccezionali risultati

Come cresce l’allevamento

di Elisabetta Tufarelli

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antova, con un terzo dei capi allevati in Lombardia e circa il 15% a livello nazionale, è la capitale indiscussa della suinicoltura italiana. E’ proprio qui, infatti, che si fissa il prezzo di riferimento del mercato nazionale. A Roncoferraro, proprio dove avvenne lo storico incontro tra Attila e Papa Leone I, è nata e cresciuta un’impresa familiare di tutto rispetto, un allevamento di suini condotto direttamente da Stefano, Renato e Sandro Salvarani.“Abbiamo ini-

Stefano Salvarani

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ziato ad occuparci di agricoltura nell’83, quando con la prima grande crisi del settore edilizio, insieme a mio padre e mio fratello, ci siamo guardati attorno e ci siamo letteralmente tuffati, senza esperienza, nel settore agricolo”, spiega Stefano Salvarani, che aggiunge: “Siamo agricoltori di prima generazione, ci è toccato impegnarci molto e lavorare sodo. Quando abbiamo iniziato avevamo soltanto 20 scrofe ‘senza terra’ e, all’inizio, addirittura non sapevamo nemmeno cosa fossero i suini. Man mano che continuava-

mo questa bella avventura, però, salivano anche entusiasmo e passione. Abbiamo quindi deciso di investire ancora e di lavorare a tempo pieno nel settore”. E’ iniziato così il processo di crescita dell’azienda che, oggi, con 450 scrofe a ciclo chiuso, produce 8/9.000 suini. “Puntiamo moltissimo sulla qualità – sottolinea l’imprenditore di Federimpresa -. Alleviamo suini pesanti, alimentati con cereali, che vengono macellati intorno ai 180 kg. L’indiscussa superiorità dei nostri salumi, dipende proprio dalla qualità


delle nostre carni ed è proprio l’età più matura di macellazione che permette di ottenere prosciutti certificati d’eccellenza come quelli di Parma e di San Daniele”. In effetti il disciplinare del suino pesante padano impone vincoli ben precisi riguardo la razza, l'alimentazione, l’età e il peso del maiale alla macellazione. “Ci serviamo di un macello cooperativo – continua Salvarani - abbiamo lavorato con la Coop per quattro anni, poi abbiamo deciso di continuare ad investire sempre di più sul gran suino pesante, con l’o-

L’indiscussa superiorità dei salumi dipende dalla qualità delle carni biettivo di perfezionarci ancora ed arrivare a chiudere la filiera, fatto direi essenziale nell’evoluzione di un’impresa suinicola”. In azienda è appena entrato il ventiduenne Simone, figlio di Stefano e fra qualche anno toccherà anche ai figli di Sandro. Oltre alla famiglia, in azienda lavorano cinque di-

pendenti, più tre stagionali. Il percorso di crescita produttivo commerciale, viene scandito con precisione e determinazione. Partendo proprio dal ‘bene terra’, quaranta ettari di proprietà e 120 in affitto, attraverso le certificazioni, fino alla chiusura della filiera e l’assetto di società agricola. ”Produciamo noi i cereali per alimentare i nostri capi, ci occupiamo della macellazione e siamo molto avanti anche nelle fasi di trasformazione e vendita”, conclude con fierezza Stefano Salvarani. GIUGNO 2014| MONDO AGRICOLO |35


SCENARI ZOOTECNIA

A mungere ci pensa il robot La tecnologia si è evoluta e permette di ottenere vantaggi in termini di qualità dell’attività lavorativa, redditività, benessere animale ed efficienza energetica di Gaetano Menna

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a mungitura, un tempo manuale, ormai in Italia è quasi ovunque eseguita con mungitrici meccaniche e, a seconda del tipo di stabulazione, può essere alla posta, cioè senza far muovere gli animali; oppure nella sala mungitura, davvero irrinunciabile negli allevamenti, di cui esistono diverse tipologie: a giostra, a spina di pesce e a tandem. Cominciano ad avere una certa diffusione i robot di mungitura. I primi brevetti in materia risalgono ad una quarantina di anni fa ed il primo robot fu venduto nel 1992, in Olanda. Nel nostro Paese si contano sui 500/600 impianti robotizzati; sono ancora pochi se si pensa che in Eu-

ropa la metà delle nuove installazioni ha scelto questa tecnologia. Un limite è dato dal costo degli impianti che li rende vantaggiosi solo per stalle di dimensioni consistenti. La differenza fondamentale tra la classica sala di mungitura ed il robot è che la prima è gestita dall’operatore, la seconda dall’animale. Le bovine in lattazione vi accedono spontaneamente, anche più volte durante la giornata, attirate dalla distribuzione individualizzata via sensori/computer e vengono munte automaticamente. La tecnologia nel tempo si è evoluta. Per l’impresa costruttrice Lely al centro dell’attenzione vanno poste le bovine che vengono munte con un sistema di bassa soglia. Chiari esempi di


questa strategia sono il particolare braccio del robot ed il concetto Iflow per ingresso e uscita rapidi dal box. Il sistema di rilevamento delle mastiti è molto affidabile. L’indicazione inline quotidiana del tasso di grasso e di proteine, relativamente ad ogni singola bovina, può essere usata per la mungitura dinamica del robot Lely Astronaut e abbinato al modulo di alimentazione, per arrivare a una redditività ottimale dell’allevamento. Previsto un insieme di strumenti particolari, per controllare la qualità del latte e gestire le singole bovine che compongono la mandria. A tale proposito è stato sviluppato un software di gestione grazie al quale si può dedicare maggiore attenzione alle bovine che effettivamente la richiedono e, nel contempo, mantenere il controllo dell’intera mandria. DeLaval ha previsto pure un innovativo impianto di mungitura rotatorio progettato per grandi mandrie. Elemento integrante della strate-

risciacqui esterni del prendicapezzolo e il lavaggio del piano. Enne Effe (marchio BouMatic) con il robot MR prevede un sistema di mungitura posteriore. Accedendo alla mammella attraverso le zampe postegia AMS di DeLaval è la riduzione del riori, il braccio d’attacco non risulta consumo di energia e acqua. L’impe- esposto ai calci della bovina. Le telegno è di raggiungere una maggiore ef- camere 2D e 3D sono installate nella ficienza energetica.Analizzando il con- parte più remota del braccio, al di fuosumo energetico per tonnellata di lat- ri dell’area di cattura della bovina, opete prodotto si apprende che VMS uti- rando pertanto in condizioni di pulilizza tra i 15 e i 25 kWh/ tonn. zia e visibilità perfette. L’area operatiCome nell'industria automobilistica, va del robot di mungitura è compleper identificare realmente l'efficienza tamente chiusa ed equipaggiata di un di un'auto è necessario conoscere sistema di ventilazione. In questo moquanti chilometri percorre con un li- do il robot è conforme alle direttive tro di carburante; in questo caso i europee in materia di sicurezza. GrakWh usati per tonnellata di latte pro- zie allo spazioso e ordinato layout del dotto forniscono agli allevatori le vano tecnico, l’accesso a tutti i cominformazioni pertinenti e necessarie ponenti è semplice e comodo, settagsull'efficienza e i costi reali. gio dei parametri e analisi delle Il sistema comprende varie procedure performance sono possibili in remoigieniche secondarie, quali il lavaggio to via computer, smartphone o tablet singolo e approfonevitando agli addetti di accedere di dito del capezzolo, i rettamente al box.

Sono 600 gli impianti in Italia, ma all’estero sono presenti nella metà delle nuove stalle

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SCENARI ZOOTECNIA

Il successo del made in Italy

Simonetta Ravizza Una delle griffe italiane più apprezzate

Incontro con il viceministro Andrea Olivero presso l’allevamento del presidente di AIAV Giovanni Boccù

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Boccù: «L’impegno informativo ha permesso di farci conoscere e coinvolgere nuove imprese»

reddito e, come tale, segue l’andamento dei mercati internazionali, dove la moda “made in Italy” riscuote grande interesse. In questo caso la globalizzazione non è un problema, ma costituisce un’opportunità da cogliere assolutamente”. Giovanni Boccù ha posto in risalto come il lavoro che AIAV ha compiuto negli ultimi anni, sempre di informazione e mai di scontro – vedasi gli ormai consueti appuntamenti a “porte aperte” presso gli allevamenti – abbia portato a far meglio conoscere l’attività, che consente, data la sua redditività, di recuperare strutture agricole abbandonate o di integrare efficacemente altri tipi di allevamento, coinvolgendo nuovi imprenditori, soprattutto giovani e motivati. Il presidente di Aiav ha anche rimarcato come le tematiche dell’ambiente e del benessere animale siano tenute in grande considerazione dagli allevatori di visoni. Infatti l’associazione europea EFBA (European Fur Breeders Association) di cui fa parte l’Associazione Italiana allevatori di Visone, ha lanciato nel 2009 il progetto Welfur che valuta il benessere degli animali da pelliccia in allevamento sulla base di metodi scientificamente provati.Tale programma si basa sul progetto Welfare Quality della Commissione Europea, che stabilisce principi e criteri I viceministro delle Politiche generali per la valutazione del benesagricole Andrea Olivero ha vi- sere degli animali negli allevamenti. sitato il Mi-Fo, allevamento di Ad oggi sono già stati pubblicati i provisoni fra i maggiori in Italia, di tocolli di valutazione per i visoni e le proprietà di Giovanni Boccù, volpi; entro al fine del 2015, Welfur presidente dell’Associazione verrà implementato in tutti gli allevaItaliana Allevatori Visoni (AIAV, menti di animali da pelliccia associati www.aiav.it). Al vice ministro, Boccù all’EFBA. Olivero, nella visita effettuaha mostrato l’allevamento e le varie ta, era accompagnato da Pierluigi Lanfasi che ne contraddistinguono il la- zeni sindaco di Capralba - sede dell’alvoro soffermandosi sulle problema- levamento - Paolo Spadari e Ausilia tiche che il settore deve affrontare. Bianchessi della Libera Associazione “Il visone, così come le altre specie Agricoltori di Cremona, Gabriele Trezootecniche allevate – ha evidenziato beschi direttore dell’Unione Provinil presidente di Aiav - è un animale da ciale Agricoltori di Brescia. (R.M.A.)

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MAPPAMONDO di Jordan Nash

Latte: protestano gli allevatori scozzesi Scoppia la rivolta per i tagli unilaterali delle quotazioni. Si chiedono parametri oggettivi

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li allevatori scozzesi sono in rivolta per il prezzo del latte. Ad innescare la crisi è stata Arla Foods con l’annuncio, a partire dall’ 1 luglio, della diminuzione del prezzo ai suoi fornitori diretti di 1,5 penny, portando il prezzo standard per un litro a 32 pence. Dairy Crest ha immediatamente seguito l'esempio, annunciando la riduzione del proprio prezzo per il latte liquido di 1,25 penny, arrivando

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ad un prezzo standard di 31,19 pence.Anche il prezzo per i produttori che conferiscono latte alla First Milk scenderà di 1,15 penny, mentre sarà invariato per chi fornisce latte fresco. Graham's Dairies ha anticipato tutti, fissando il calo del prezzo dall’ 1 giugno (31,5 pence).Anche Fresh Milk Company, che rifornisce la Caledonian Cheese Company (gestita da Lactalis), ha deciso un calo di 0,76 penny nel suo contratto trimestrale dall’ 1 luglio, portando il prezzo a 32,18 pence, mentre i produttori con contratto a dodici mesi vedranno un calo di 0,77 penny, portando il loro prezzo standard al litro a 32,60 pence. FFA (Farmers for actions), ritiene non esistano giustificazioni per questi tagli. NFUS (National Farmers Union) sostiene che il settore lattierocaseario ha urgente bisogno di modelli di determinazione dei prezzi più oggettivi e pertinenti, perché gli acquirenti di latte tendono a seguire il gregge; e se uno taglia, tagliano tutti.

GERMANIA: GUADAGNARE DI PIÛ CON MENO CAPI

In Germania la carne è veramente troppo economica. In altri Paesi europei, come la Francia, Olanda o Austria, la gente spende molto di più per i prodotti alimentari. L'obiettivo deve essere: guadagnare di più con meno capi suini. In questo modo potrà essere garantita anche la sopravvivenza economica degli agricoltori. Attualmente i prezzi della carne di maiale e di pollame non consentono infatti di coprire i costi e i bilanci di molti allevatori sono in rosso. I prodotti alimentari hanno un valore che va riconosciuto. Se i prezzi fossero ade-

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guati si sprecherebbe e verrebbe buttato via meno di quanto non accade ora. Questo è il parere del ministro dell'Agricoltura e della Tutela dei consumatori della Bassa Sassonia,Christian Meyer (Verdi), che sostiene anche di non volere lo spostamento produttivo all'estero. “Vogliamo un'altra produzione che punti sulla qualità invece che su prodotti di massa a basso costo”. In pratica, per Mayer, la produzione continuerà, aumentando le stalle costruite nel rispetto del benessere degli animali e migliorando il sistema di allevamento.

MENO MANZI NEGLI STATI UNITI

Negli Usa diminuisce la produzione di manzo, che cala del 4% rispetto al 2013. Lo segnala l’ultimo rapporto del Dipartimento all'Agricoltura degli Stati Uniti. Da 2,04 miliardi di libbre, si è scesi del 4%, rispetto allo scorso anno. La macellazione dei bovini ha interessato 2,59 milioni di capi di bestiame, in calo del 5%, rispetto ad aprile del 2013. In media, il peso vivo è aumentato di 10 libbre, contro l'anno precedente, attestandosi a 1.306 libbre. Si registra anche una diminuzione della produzione di carne di vitello pari all'8% e un calo del 17% della macellazione, mentre il peso vivo ha registrato un aumento medio di 28 libbre, rispetto all'anno precedente. Il calo ha riguardato anche la produzione dei suini (-2%). Un segno più, invece, è stato registrato per quella di agnello e di montone, con un incremento del 13% su aprile 2013.


In Cina i giovani portano il cavolo al guinzaglio Una verdu ra per amico. Dice un teenager: «Quando la butto elimino anche i pensieri negativi»

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on capita tutti i giorni di vedere qualcuno che porta a spasso il proprio cavolo al guinzaglio. Non un gatto o un cane da accudire, far passeggiare, amare, ma proprio parafrasando Lucio Battisti - una verdura per amico. Succede in Cina dove, secondo quanto riferiscono i media, questa sarebbe l’ultima moda per i teenager. L’amico immaginario, un passaggio comune a molti

bambini, che crescendo, in genere, sparisce. Invece negli adolescenti cinesi resta. I ragazzi adottano un vegetale per aiutarsi ad essere più allegri, tranquilli, combattere solitudine e depressione, trasferendogli tutte le proprie insicurezze. Non si finisce

mai d’imparare! Sapevamo che il cavolo nelle sue innumerevoli varietà cavolo riccio, cavolo nero o rosso, cavolo verza, cavolo cappuccio, cavolo broccolo e cavolfiore, è una delle verdure più nutrienti e salutari al mondo, fondamentale per la nostra alimentazione e con grandi proprietà benefiche. Non conoscevamo ancora la sua capacità di assorbire i pensieri negativi, di

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INGHILTERRA: PREOCCUPA LA CRESCITA DELL’IMPORT

Cala, per il terzo anno consecutivo, l'autosufficienza inglese e gli agricoltori sollecitano provvedimenti che possano contribuire a invertire la tendenza e ad aumentare la produzione interna. I dati provvisori diffusi nei giorni scorsi dal Defra parlano del 7 3 % nel 2 0 1 3 . Questo significa che, lo scorso anno, la Gran Bretagna ha prodotto solo il 6 0 % degli alimenti consumati dai suoi abitanti. Secondo il rapporto governativo "Agriculture in theUnited Kingdom" la crescita delle importazioni, in maggior parte, ha riguardato i cereali. Sono aumentate anche quelle di latte, panna e verdure fresche. Nel 2 0 1 3 , complessivamente, il valore delle importazioni di alimenti, foraggio e bevande è salito a 4 0 miliardi di sterline, contro un valore delle esportazioni di 1 8 ,9 miliardi di sterline. Guy Smith, vicepresidente dell'NFU (National Farmers' Union) ha sottolineato con forza la necessità di aumentarelaproduzione in Gran Bretagna prendendo esempio dall’Irlanda che, nel 2010, ha predisposto un ambizioso progetto per aumentare, entro il 2020, produzione ed esportazioni.

spingere i ragazzi a scendere di casa per socializzare. Incontrarsi tenendo una verdura al guinzaglio permette, proprio come si fa quando ci si incontra tra cinofili nei parchi, di relazionarsi ed interagire. Uno dei giovani, intervistato, ha detto: “I cavoli sono meglio dei cani perché non abbaiano, non lottano tra di loro, non hanno rivalità e sono facilmente sostituibili. Non li devo

nutrire e non sporcano. Quando lo butto via sento di aver gettato via anche tutti i miei pensieri negativi”.Tutto è partito dal Midi Music Festival di Pechino, dove un gruppo di giovani è stato fotografato a spasso con il proprio cavolo. E l’idea si è diffusa a macchia d’olio. Forse questa moda diventerà – se il trend dovesse allargarsi a livello mondiale -uno ‘sbocco’ insolito di mercato per i nostri produttori? GIUGNO 2014| MONDO AGRICOLO |41


A T T U A L I TÀ I N T E R N A Z I O N A L I Z Z A Z I O N E

Alcuni dei c onsiglier i agr ic oli intervenuti a Palazzo della Valle

Gruppo O.S.C.A.R. circa 70 consiglieri. Il Gruppo si riunisce una volta al mese per scambi di informazioni e riflessioni sull’agricoltura italiana. La lingua comune è l’italiano, volutamente scelto al fine di dimostrare l’intenzione di aprirsi al nostro Paese. Confagricoltura organizza periodicamente un appuntamento amichevole con il Gruppo per scambiare informazioni e punti di vista sulle tematiche agricole più attuali. Sedici i consiglieri intervenuti all’appuntamento 2014 a Palazzo della Valle, rappresentanti Paesi dell’Unione europea ma anche di realtà come Cina, Sud Africa, Nuova Zelanda, Canada, Estonia. Un incontro importante anche nell’imminenza di Expo 2015. Nel corso del dibattito sono stati affrontati gli aspetti relativi al recepimento negli Stati della riforma della PAC 2014-2020 ed alle riduzioni delle emissioni 2030 con particolare riferimento ai problemi per l'agricoltura. Questi gli intervenuti:Austria (Natalie Feistritzer), Rep.Ceca (Milan Tous), Estonia (Siim Tiidemann), Francia (Brice Huet), Finlandia (Pekka Hirvonen),Albania (Vera Cara),Canada (Eric Robinson), Germari Agricoli a Roma) è un gruppo infor- nia (Stefano Ajola), Sud Africa (Moshimale costituito circa trenta anni fa su budi Rampedi e Loredana Federici), iniziativa dei rappresentanti di Belgio, Slovakia (Marieta Okenkovà), RepubDanimarca, Francia, Germania e Paesi blica Popolare Cinese (Quan AN),RoBassi. mania (Alina Popescu), Nuova Zelanda Nel corso del tempo si è allargato a tut- (Anthe Crawley), Paesi Bassi (Margueriti i consiglieri agricoli che vogliano ade- te Sipman), Ungheria (Dávid Mezei e rirvi. Attualmente fanno parte del Dóra Egri). (R.M.A)

Incontro da Oscar Confagricoltura ha incontrato i consiglieri agricoli delle ambasciate estere. In primo piano riforma della Pac, riduzione emissioni ed Expo 2015

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i è tenuta a Roma, a Palazzo della Valle - sede nazionale di Confagricoltura - l'incontro periodico tra l'Organizzazione ed i consiglieri agricoli delle Ambasciate estere in Italia riuniti nel Gruppo O.S.C.A.R. . O.S.C.A.R. (Ordine Speciale Consiglie-

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IL COPA SU GESTIONE POTENZIALE VITIVINICOLO

Resta di grande attualità il problema della gestione del potenziale vitivinicolo nell’ambito della nuova politica agricola comune. Agrinsieme ha concordato con le organizzazioni europee una lettera, che è stata inviata dal segretario generale del Copa-Cogeca Pekka Pesonen ed indirizzata ai ministri europei dell’Agricoltura. Con la missiva si sono sensibilizzati sulla necessità di prendere, a livello europeo, tutte le misure necessarie per garantire una transizione graduale e ordinata dal regime dei diritti di impianto a quello delle autorizzazioni, consentendo il trasferimento dei diritti di impianto fino al 2020. Dal canto suo Agrinsieme, ancora una volta, ha sollecitato il ministero delle Politiche agricole.


A T T U A L I TÀ I N T E R N A Z I O N A L I Z Z A Z I O N E

Road Show a Mantova Per la prima volta insieme tutti i soggetti pubblici e privati del Sistema Italia, impegnati in un'azione congiunta di medio termine per ampliare le possibilità dell’export

di Elisabetta Tufarelli

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er il Censis l’Italia è la seconda economia agricola europea, dopo la Francia, con un peso sul valore totale dell’Unione europea pari al 15,2% con un valore aggiunto superiore a 30 miliardi di euro. A fronte di questo dato, siamo solo al sesto posto tra i Paesi europei per volumi delle esportazioni, un gap che il settore può colmare.“Abbiamo voluto dare alle nostre aziende un’occasione concreta per confrontarsi direttamente con le istituzioni dell'internazionalizzazione attraverso incontri bilaterali, per mettere a fuoco i problemi e gli

gno di fatti, di aziende moderne ed innovative e non di populismo e protezionismo. La crescita del sistema agriaspetti per migliorare la loro presenza colo naziosui mercati esteri”. Lo ha detto il presinale esige dente Mario Guidi, aprendo i lavori del- strategie e progetti imprenditoriali forla giornata dedicata all’agroalimentare, ti, coraggiosi, legati a mirate politiche in occasione della tappa mantovana di investimento. In questo senso Expo del Road Show per l'Internazionalizza- 2015, per noi, non è un traguardo, ma zione delle imprese. un punto di partenza”. “Il futuro dell’agricoltura - ha prosegui- «Il nostro obiettivo – gli ha fatto eco il to - lo fanno imprese che guardano al viceministro dello Sviluppo economiterritorio ed all’internazionalizzazione, co Carlo Calenda – è quello di aumencon lo stesso interesse. Imprese che ra- tare di 22mila unità il numero delle imgionano in termine di filiera, capaci di prese stabilmente esportatrici. Vogliaorganizzarsi ed associarsi, che cercano mo intervenire sui principali settori aggregazioni intersettoriali. Muovendo- economici, tra cui l’agricoltura, e spiesi con la stessa disinvoltura sul mercato gare alle aziende quali e quante opporinterno e oltre frontiera”. Il percorso tunità possono cogliere. Per ora è prio(oltre venti tappe in altrettante città ita- ritario lavorare su tre aspetti: lotta alla liane nell’arco di due anni) è stato pia- contraffazione, una campagna di conificato dalla Cabina di Regia per l’Ita- municazione efficiente che renda giulia Internazionale, patrocinato dal mini- stizia al made in Italy e su Expo, che, al stero degli Affari esteri e promosso e di là di polemiche,resta una vetrina prisostenuto dal ministero dello Sviluppo vilegiata agli occhi del mondo». Per il economico, oltre che da Ice, SACE e SI- direttore generale dell’Ice, Roberto MEST. “La campagna – ha concluso Luongo, il 30% del Pil deriva dall’interGuidi - è fatta di imprese che fanno red- nazionalizzazione, l’obiettivo è avvicidito, che danno occupazione, che pun- narsi quanto più alla Germania che ogtano sull’export e si aggregano per gi è a quota 50%. Grande la soddisfacompetere attraverso le reti, con pro- zione del presidente di Confagricoltugetti su cui si cercano anche investitori ra Mantova, Matteo Lasagna:«Abbiamo stranieri per introdurre innovazioni di centrato l’obiettivo, riuscendo a forniprocesso e di prodotto fortemente re ai nostri imprenditori strumenti uticoncorrenziali. L’agricoltura ha biso- li per approcciare i mercati esteri».

Analizzate opportunità e strumenti per accedere ai mercati esteri

GIUGNO 2013| MONDO AGRICOLO |43


A T T U A L I TÀ A G R O I N D U S T R I A

Riconferma ad Agrofarma Andrea Barella rieletto al vertice dell’associazione che fa parte di Federchimica di Claudio Pietraforte

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ndrea Barella è stato rieletto all’unanimità per il suo secondo mandato di presidenza di Agrofarma, l’associazione nazionale imprese agrofarmaci che fa parte di Federchimica. “Sono molto orgoglioso dei passi avanti compiuti nel corso di questi miei primi tre anni alla guida di questa Associazione, alla quale abbiamo saputo dare un’impronta sempre più innovativa – ha detto Barella –. Ora, per l’associazione, si apre un nuovo ciclo nel quale ci attendono sfide importanti e dove sarà prioritario l’impegno nel presidiare attivamente alcuni temi che oserei definire cruciali”. Tra questi, quello regolatore, alla luce di un trend normativo europeo sempre più stringente e impattante.“L’auspicio – ha proseguito - è che possa essere ulteriormente rafforzato il dialogo con le Istituzioni, il

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ministero della Salute in primis, al fine di ottenere i risultati sperati riguardo a temi molto delicati sui quali stiamo già lavorando, come l’implementazione del Pan riguardo l’uso sostenibile degli agrofarmaci”. “Tra poco meno di un anno avrà inizio Expo 2015, la più grande manifestazione degli ultimi decenni in tema di agroalimenAndrea Barella tare, nonché un’opportunità unica per Agrofarma, nella quale il valore dei mezzi tecnici a sup- cessari per sfamare una popolazione porto dell’agricoltura globale non po- mondiale che nel 2050 raggiungerà i 9 trà certo essere ignorato – ha concluso miliardi di abitanti”. Andrea Barella, 57 Barella – ‘Nutrire il pianeta’, infatti, è l’o- anni, è vicepresidente e amministratobiettivo ultimo e più alto delle aziende re delegato di Sumitomo Chemical Itache producono agrofarmaci, senza il la- lia; da aprile 2013 è anche direttore gevoro delle quali non avremmo garanzia nerale di Sumitomo Chemical Agro Eu di raccolti abbondanti e di qualità, ne- rope s.a.s. (SCAE).

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SCATTI D’AUTORE PER EXPO

“Documenta l’Italia agricola”. È con questo claim che Agrofarma ha lanciato il primo challenge Instagram dedicato all’agricoltura; una vera e propria sfida a colpi di immagini, che ha avuto luogo dal 4 al 18 Giugno, contrassegnata dall’hashtag #AgricolturAMOdomio. Sul social network, per due settimane sono state raccolte le istantanee dei membri della community, che hanno raccontato in immagini la propria idea di agricoltura, nonché i ricordi e le emozioni legati al settore primario, tra tradizione ed innovazione. Le dieci migliori fotografie postate saranno le protagoniste, insieme ai loro autori, di una mostra realizzata da Agrofarma all’interno di “Expo 2015”.


varietà sono coltivate su più di 330.000 ettari. La struttura comprende, oltre alla sede centrale di Argelato, un’azienda agricola di 450 ettari in provincia di Ferrara. PSB dispone, inoltre, di un’esperienza centenaria nella selezione di frumento tenero, con una lista varietale in grado di soddisfare le attuali esigenze della filiera agroalimentare, e di erba medica per la filiera dei foraggi, selezionate e mantenute in purezza attraverso innovative linee di ricerca e controllo. Un aspetto fondamentale, nell’accordo, è la conservazione del marchio centenario di PSB, che continuerà ad essere sinonimo di produzione di che mette insieme una società fortegrano duro italiano di altissima qualità, Concretizzata l’operazione mente radicata sul territorio ed una ra- attraverso il riconoscimento e la valoper il miglioramento mificata in 90 Paesi, tra Europa, Ameri- rizzazione del know-how e della proche ed Asia, dove sono oltre cinquemi- fessionalità dei collaboratori. del grano duro che mette la le persone che lavorano alla ricerca Per valorizzazione Syngenta intende la insieme Syngenta, società & sviluppo, con un budget di oltre 1,25 possibilità di mettere all’opera la sua ramificata in 90 Paesi miliardi di dollari. Nonostante questi organizzazione commerciale per punnumeri impressionanti, i quaranta di- tare a una crescita - definita “non age Prosementi radicata pendenti della società bolognese han- gressiva”, ma graduale - della penetrasul territorio no un ruolo da svolgere, all’interno del- zione della Società sui mercati. Fino ad l’offerta Syngenta, organizzata non più oggi infatti, PSB ha lavorato senza una per tipologia di prodotti, ma per i quat- vera e propria organizzazione di di Patrizia Romagnoli tro principali gruppi colturali, cereali, marketing ma puntando sulla qualità mais e colture industriali, colture orti- e affidabilità per essere scelta dai suoi cole, vite e frutta. Prosementi si inseri- clienti. Conquistandosi la leadership sce a buon diritto nella filiera cereali, di mercato nel segmento grano duro grazie al suo lavoro di selezione di se- con una quota del 29% in quantità (a menti certificate di qualità per il grano dieci punti di distanza dal successivo duro anzitutto, ma anche per il tenero concorrente) grazie alla qualità del e per l’erba medica, ambito strategico suo lavoro. Non va dimenticato che a già i piani di lavoro nel quadro di un’offerta integrata basa- PSB ha sviluppato il progetto “From pronti Syngenta che, nel- ta sulla rotazione colturale. seed to pasta”, filiera di ricerca intel’aprile scorso, ha acqui- La società sementiera è infatti leader grata per la produzione di grano duro sito da Fondazione Cari- nella selezione e miglioramento delle di alta qualità, nato con l’obiettivo di sbo la storica Società Pro- sementi di grano duro in Italia; le sue favorire la produzione di grano duro duttori Sedi alta qualità attraverso il menti - PSB di Argelato (Bopotenziamento delle condilogna). L’azienda sementiera zioni precompetitive nei dibolognese, fondata oltre un versi settori della filiera. secolo fa, manterrà il suo “From seed to pasta” è commarchio, un autentico plementare al progetto Syn“brand” in Italia e non solo, e genta “The goof growth quanto lo sarà anche all’esteplan”, che mira a rendere le ro, sta al lavoro di Syngenta, colture più efficienti, preserche guarda alla produzione vare i terreni, favorire lo sviDa sinistra:Stefano Ballerini (responsabile agricola mondiale nella sua luppo della biodiversità, cereali Syngenta Italia),Andrea Massi globalità. Si tratta, quindi, di contribuire alla salute ed al (responsabile breeding PSB),Luigi Radaelli un esempio di operazione benessere di agricoltori e (amministratore delegato Syngenta Italia) “glocal” (locale + globale) consumatori.

Sementi glocal

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N O T I Z I A R I O E N E R G I A E A M B I E N T E D I C O N F A G R I C O LT U R A R U B R I C A

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C U R A

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NORMATIVA Emendamento sulle rinnovabili Nel corso dei lavori parlamentari relativi al decreto legge Irpef - che ha introdotto una diversa tassazione sulla produzione di agroenergie – il governo ha presentato un emendamento approvato nelle Commissioni riunite Bilancio e Finanze del Senato; che ha evitato di compromettere definitivamente l’equilibrio economicofinanziario delle imprese agricole che hanno investito nel settore delle rinnovabili. Resta il problema che l’emendamento produce effetti solo per l’anno in corso, da ciò la richiesta di Confagricoltura di stabilizzare la norma anche per gli anni futuri. Su questo aspetto Confagricoltura si è attivata prontamente e in modo fermo e determinato chiedendo al governo, al ministro delle Politiche agricole ed al Parlamento un profondo ripensamento della misura che penalizza irrimediabilmente gran parte della green economy agricola, pregiudicando la sopravvivenza delle iniziative in essere su fotovoltaico, biomasse e biogas. A fronte dell’obiettivo prioritario di evitare l’introduzione dell’ennesima norma con effetti retroattivi si è riusciti, per ora, a limitarne l’impatto sul settore. Con la nuova formulazione del comma 1 dell’art. 22 del provvedimento di conversione in legge del DL 66/14 la tassazione viene limitata ai corrispettivi relativi alla valorizzazione dell’energia ceduta; ed è confermato il reddito agrario per la produzione di energia corrispondente ad una potenza di 200 kW per il fotovoltaico e di 300 kW per il biogas e le biomasse. La modifica introdotta 46| MONDO AGRICOLO | GIUGNO 2014

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va prevista anche per gli anni successivi. Le imprese agroenergetiche hanno necessità di stabilità e di certezze, al fine di assicurare un futuro alle rinnovabili agricole che stanno dando un grande contributo alla diminuzione delle emissioni e, più in generale, alla tutela dell’ambiente. (C.C.) RIFIUTI Accordo tra Netafim e Cascina Pulita per smaltimento ali gocciolanti Si intitola suggestivamente “Ali Verdi”, l’iniziativa che nasce dalla collaborazione tra il leader mondiale nello sviluppo, produzione e commercializzazione di soluzioni innovative e intelligenti per l’irrigazione a goccia e la micro-irrigazione ed il leader in Italia nella gestione dei rifiuti agricoli. Netafim e Cascina Pulita si sono accordate per risolvere il problema della raccolta e dello smaltimento delle ali gocciolanti a fine stagione, proponendo anche benefici di assoluto rilievo. Gli agricoltori che aderiranno ad Ali Verdi potranno contare innanzitutto sul servizio di raccolta gratuito delle ali gocciolanti Netafim, curato in situ da Cascina Pulita. L’Azienda di Borgaro Torinese, infatti, dispone di flotte mezzi dimensionate per operare in qualsiasi contesto, dalle piccole aziende agricole a quelle di grandi dimensioni, nonché di mezzi “multi raccolta” costruiti, omologati e brevettati dall’azienda stessa per raccogliere contemporaneamente tutti i rifiuti agricoli in un unico viag-

gio. Oltre alla gratuità del servizio di raccolta, garantito ai clienti Netafim in tutte le aree del Nord e Centro Italia, il vantaggio immediato per l’agricoltore è rappresentato dall’essere affrancato da tutte le incombenze legate allo smaltimento a norma: dal deposito temporaneo all’espletamento delle pratiche amministrative, fino al rispetto dei tempi massimi di stoccaggio dei rifiuti. Anche le aziende agricole del Nord e del Centro Italia che non sono clienti Netafim potranno accedere all’iniziativa, a condizioni diverse, ma comunque vantaggiose rispetto alle tariffe per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti agricoli praticate sul mercato. La collaborazione tra Netafim e Cascina Pulita nel progetto Ali Verdi non si limita ad alleggerire le aziende agricole e l’ambiente dal peso delle ali gocciolanti da rimuovere e smaltire, ma trasforma una voce di costo in un vantaggio concreto. Al momento della raccolta, infatti, l’agricoltore si vedrà erogato un premio pari a 15 Euro per tonnellata di peso raccolto per le ali


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gocciolanti Netafim che rispondano alle condizioni di corretto recupero del rifiuto. Netafim, inoltre, “raddoppia il premio” riconoscendo ai propri clienti un buono spesa valido per l’acquisto di ala gocciolante destinata alla stagione 2015, il cui importo sarà equivalente al contributo effettivamente erogato alla raccolta.Tutte le condizioni e il regolamento dell’iniziativa Ali Verdi sono disponibili online sul sito www.aliverdi.net o telefonando al numero verde 800910394. (C. P.) L’energia dall’organico Produrre biogas ed energia elettrica dai rifiuti organici domestici, selezionando – alla fine del processo – compost di alta qualità, è possibile. E’ il risultato del ciclo di sperimentazione del progetto No.Waste, realizzato in Sicilia dall’Irssat, l’istituto di ricerca e finanziato dalla Commissione europea nell’ambito del programma Life plus, ospite d’onore della “Green Week” che si è aperta oggi a Bruxelles. L’ Irssat ha messo a punto un piccolo robot elettrodomestico in grado di triturare i rifiuti organici domestici e agevolarne la trasformazione in pre-compost . Il prodotto ritirato a intervalli regolari – di una o due settimane, in ragione dei quantitativi prodotti – viene sottoposto poi a una seconda fase di lavorazione, che permette la produzione di biogas. Il gas così generato, può essere utilizzato come fonte energetica primaria, o subire una ulteriore trasformazione in energia elettrica. Il “residuo” finale del processo, sarà comunque un compost di alta qualità, ottimo come biofertilizzante in agricultura. Le ricerche dell’istituto siciliano hanno permesso di appurare che se il robot No.Waste fosse utilizzato da una comunità di 10/15 mila persone, la resa annua in termini di produzione di energia elettrica supererebbe il valore di 70/100 mila euro/anno, alle attuali tariffe degli enti di gestione in Italia. (M. M.)

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U N P R O G E T T O D I “T H E G O O D G R O W T H P L A N ”

Artesian, il mais ad alta efficienza idrica

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l mais è una delle colture più diffuse in Italia e negli anni, per adattarsi all’evoluzione dell’ambiente e alle esigenze del mercato, sono stati compiuti notevoli sviluppi nella sua coltivazione, grazie a ricerca genetica e ad avanzate tecniche agronomiche. Una delle risorse naturali chiave, necessarie a questa coltura per ottenere i migliori risultati produttivi, è l’acqua, sia in termini di adeguata disponibilità nelle fasi critiche del ciclo di vita del cereale, sia nel suo efficiente utilizzo. Syngenta, con l’obiettivo di garantire una massimizzazione delle rese produttive del mais attraverso un utilizzo più efficace di questa risorsa, ha sviluppato nuovi ibridi, le varietà Artesian; caratterizzate da un patrimonio genetico con una elevata efficienza idrica che è il risultato di un lavoro di ricerca, di screening molecolare, di selezione varietale e di verifica del comportamento degli ibridi nei campi sperimentali. Un ibrido Syngenta acquisisce la denominazione di Artesian al termine di un processo

composto da due fasi: la prima relativa alla selezione genetica assistita dall’impiego dei marcatori molecolari e la seconda che prevede la verifica del comportamento degli ibridi nei campi sperimentali. Questi ibridi hanno mostrato, in ogni fase del ciclo colturale, un’alta produttività in condizioni ottimali e minori cali produttivi in caso di stress idrico, registrando un 15% in più di rese rispetto ai mais convenzionali. Gli ibridi Artesian, inoltre, permettono di ridurre il rischio che imprevedibili e avverse condizioni climatiche possano compromettere significativamente la produzione e il reddito della coltura. Artesian rientra ne “The Good Growth Plan - Gli impegni concreti per il futuro dell’agricoltura”, il piano lanciato da Syngenta a livello mondiale, costituito da sei impegni da raggiungere entro il 2020, con il proposito di guidare il radicale cambiamento della p ro d u t t i v i t à agricola mondiale in modo sostenibile.


A T T U A L I TÀ R A P P R E S E N T A N Z A

nizzazioni agricole e cooperative europee) nell’ “Anno internazionale dell’agricoltura familiare”. Poggioni ha citato, in particolare, i seminari sui progetti di rete, che si sono svolti sul territorio e che si inseriscono in un percorso formativo/informativo già collaudato grazie al Progetto Reti di Confagricoltura, di cui Federimpresa ha visto la validità e le potenzialità. “Abbiamo proposto – ha sottolineato il presidente delle imprese familiari di Confagricoltura – tre appuntamenti per quest’anno: Cremona, Bari e Roma, in collaborazione con Anga –Giovani di Confagricoltura, per permettere ai nostri associati approfondire masenza. I vicepresidenti, in rappresen- terie specifiche sulle reti di impresa e tanza di nord, centro e sud verranno promuovere l’aggregazione delle nominati in occasione del prossimo aziende. Non ci fermeremo qui. Conconsiglio, mentre è stato confermato tinueremo, anche nel futuro, questo segretario Carlo Rosati. percorso essenziale soprattutto per “Tra tutte le componenti della nostra aziende come le nostre”. Le reti di imFederazione – ha osservato Roberto presa, a parere di Poggioni, sono diPoggioni nella sua relazione - si è ventato un ‘must’. “Sono convinto – creato un forte spirito di gruppo e un ha detto- che attraverso la maggiore grande affiatamento, che sono stati, in conoscenza di questo strumento nei suoi principali aspetti, da quelli civili a quelli fiscali e del lavoro, si darà imSeminari sui progetti di rete pulso all’aggregazione delle aziende, indispensabile per competere sui in un percorso formativo mercati nazionali e soprattutto estee informativo già collaudato ri”. Il presidente ha ringraziato caldamente i consiglieri uscenti: Aldo Giovanni Turi, Antonio Sidoli, Francesco questo triennio appena trascorso, l’e- Aloi, Mauro Begatti, Lorenzo Nicoli e lemento determinante, che ci ha per- Pierangelo Cumino. “La collaboraziomesso di costruire e consolidarci an- ne, il sostegno e l’amicizia – ha ossercora di più sul territorio, determinan- vato Poggioni – che avete dimostrato do l’ottima riuscita di tutte le attività alla nostra Federazione ci hanno perche abbiamo svolto. Quest'anno è messo di raggiungere gli obiettivi che l’anno internazionale dell’impresa ci eravamo fissati. Indispensabile anagricola familiare e la nostra federa- che l’apporto degli operatori di pazione è stata l’unica associazione di tronato ENAPA”. All’assemblea è inimprese familiari invitata a Bruxelles, tervenuto anche il presidente di Conin occasione del convegno indetto fagricoltura, Mario Guidi, che ha vocongiuntamente da WFO (Organizza- luto testimoniare l’importanza delle zione Mondiale degli Agricoltori) e imprese familiari all’interno del siste Copa-Cogeca (il Comitato delle Orga- ma confederale.

Spirito di squadra

Poggioni e Guidi

L’Assemblea della Federazione Impresa Familiare ha confermato al vertice Roberto Poggioni. Affiatamento ed impegno hanno permesso di crescere sul territorio di Elisabetta Tufarelli

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n occasione dell’assemblea ordinaria della Federazione Nazionale dell’Impresa Familiare Coltivatrice si è proceduto al rinnovo dei componenti il consiglio direttivo e alla nomina del presidente. Roberto Poggioni è stato confermato all’unanimità e, per la prima volta, in consiglio sono entrate due imprenditrici: Danila Massaroli di Ferrara e Paola Granata di Co-

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ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO

SICILIA POTTINO SULLA PAC

di Elisabetta Tufarelli

INIZIATIVE AGRODIDATTICHE DI CONFAGRICOLTURA SALERNO

L’agricoltura spiegata ai bambini

Nella Pac l’agricoltura siciliana resta alla finestra. “Sono escluse – ha detto il presidente regionale, Ettore Pottino, al consiglio direttivo – produzioni importanti come agrumi e frutta secca. Poca sostanza, se si confermerà l’ipotesi di un premio solo alle produzioni certificate, anche per il grano duro. Unica ad essere presa in considerazione è l’olivicoltura, con il riconoscimento di un premio per gli impianti che producono olio Dop e Igp”.

VENETO NICOLI PRESIDENTE

Lorenzo Nicoli è stato eletto all’unanimità presidente di Confagricoltura Veneto, per il prossimo triennio, in sostituzione di Giangiacomo Bonaldi, entrato nella giunta esecutiva nazionale. Sarà affiancato dai vicepresidenti, Giordano Emo Capodilista, presidente di Padova e Lodovico Giustiniani, presidente di Treviso. Nicoli, presidente anche di Rovigo, è titolare dell’azienda agricola di famiglia, ad indirizzo frutticolo e seminativo a Pontecchio Polesine. 5 0 | MONDO AGRICOLO | GIUGNO 2014

Confagricoltura Salerno ha organizzato a Mercato San Severino: "Tutti giù per Terra. La nostra agricoltura spiegata ai bambini". E’stataunagrande festa per i più piccini ed i loro genitori, che hanno partecipato numerosi da tutta la provincia. L’iniziativa chiude il ciclo di incontri didattici che l'organizzazione degli imprenditori agricoli salernitani ha progettato per avvicinare i bambini della scuola primaria all’agricoltura. Per tre mesi gli alunni dell'agro sarnese nocerino e della città di Salerno hanno avuto modo di apprendere le nozioni fondamentali per una corretta alimentazione, in particolare l'importanza di consumare con regolarità latte fresco, frutta e verdura. Gli associati ed il personale di Confagricoltura hanno poi aiutato i bambini a comporre una piantina, chiedendo loro di averne cura e di portarla con sé nel giorno di festa finale, per mostrarne i progressi. Per l’ occasione, all'interno dell’azienda Vivai-Piante Luigi Gambardella, è stato organizzato un percorso di-

dattico che, attraverso stand e postazioni, ha fatto conoscere le attività più importanti della nostra agricoltura, così ricca di varietà e di produzioni particolari. Produttori di olio, di mozzarella, allevatori, frutticoltori, apicoltori insieme al WWF e al Consorzio per il riciclo della carta e del cartone sono stati pronti a rispondere alle tante domande. L'attiva partecipazione del comune di Mercato San Severino e dell'Istituto Alberghiero "R.Virtuoso" di Salerno, ha permesso di servire un pasto rigorosamente composto da prodotti salernitani. “E’ stata un’esperienza meravigliosa e nuova per Confagricoltura Salerno, che ci ha molto coinvolto. Ritengo importante ripeterla perchè ci permette di trasmettere a quanti più bambini possibile e ai loro familiari i principi di una corretta alimentazione e l'amore per un settore economico che non a caso viene definito primario”, ha commentato con soddisfazione il presidente di Confagricoltura Salerno, Rosario Rago.


A PIACENZA A CENA CON LA SCIENZA

Coltivare l’acqua Terzo appuntamento sull’acqua, in un agriturismo di Fossadello (Caorso), per “A Cena con la scienza”, gli appuntamenti scientifico-divulgativi organizzati da Confagricoltura Piacenza. “Sia che parliamo di ecosistemi acquatici, sia che vogliamo analizzare l’agricoltura della Pianura Padana, così come quella collinare – ha spiegato Alberto Basset, professore ordinario presso il DiSTeBA dell’Università del Salento – dobbiamo avere un approccio responsabile e razionale nella gestione delle risorse. La mia impressione è che oggi siamo fuori da questo contesto. La sostenibilità è un concetto indipendente e trasversale, che impone una prospettiva di lungo periodo. Invece, in molti ambiti, prevale la progettazione a breve termine”.

L’agricoltura del settentrione può contare su disponibilità di acqua, anche se il problema della gestione, come più volte sottolineato da Confagricoltura Piacenza, che da anni chiede un piano irriguo, si fa sempre più grave. “Sarebbe positivo poter utilizzare l’acqua che fuoriesce dagli impianti di depurazione – ha spiegato Basset – però le norme oggi sono tali da consentire una variazione dei parametri della qualità dell’acqua in uscita che, di fatto, la rendono inutilizzabile a scopi irrigui”. Al professore è stato chiesto se sfruttare il mare dal punto di vista produttivo potrebbe essere una possibile strada per

dare risposte al crescente fabbisogno di cibo della popolazione mondiale. “C'è già un utilizzo del mare in tal senso – ha concluso - perché buona parte di quello che mangiamo, pesce e molluschi, è allevato in mare in gabbie galleggianti”.



Diciotto mosse per rilanciare l’agricoltura #CAMPOLIBERO GUARDA SOPRATTUTTO AI GIOVANI CHE VOGLIONO INVESTIRE IN AGRICOLTURA

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campolibero’ è un piano strategico per definire sottolineato il presidente dei giovani di Confagricoltura azioni concrete che sostengano il settore dal lato ha bisogno di certezze”. E’ positivo, a parere dell’Anga che delle semplificazioni, della competitività e della si- il decreto “Campo Libero” guardi soprattutto ai giovani che curezza alimentare, per liberare le energie dell'agricoltura vogliono investire in agricoltura. In particolare la nostra asitaliana e favorire questo settore nella fase di rilancio del sociazione ha sempre messo in evidenza la difficoltà di acPaese". Così il ministro delle Politiche agricole Maurizio cesso al ‘bene terra’. Come riporta il comunicato ufficiale Martina, ha presentato il nuovo piano, che era stato già an- del ministero, l’attenzione è tanta: dalla detrazione per l’afticipato, in occasione del 'Vinitaly' di Verona, dal presiden- fitto dei terreni del 19% per coltivatori diretti e imprendite del Consiglio Matteo Renzi (v. pag. 7, ndr). Sono 18 le tori agricoli fino a 35 anni, agli incentivi per l’assunzione di mosse individuate per il rilancio dell’agricoltura, che pre- giovani con contratto a tempo indeterminato o determivedono grande attenzione ai giovani e al lavoro. La novità nato di minimo 3 anni, con sgravio di 1/3 della retribuzioè che, per la prima volta, è ne lorda. Alle altre misure I L C O M M E N T O stato introdotto un confronpreviste dal piano, ad esemto diretto online con il terripio quella dei mutui a tasso Di campo libero soprattutto ci piace torio. Anche i giovani di zero per nuove imprese l’idea portante: riportare l’agricoltura Confagricoltura, singolaragricole “under 40” e quella al ‘centro’ e dare grande attenzione mente e come associazione, che riguarda l’apertura di alle nuove leve. Troppe volte ci sono intervenuti con le loro una società agricola in 60 hanno portato a credere che i giovani, proposte. “Valutiamo molto giorni (che per l’Anga popiù di un segmento, fossero uno positivamente la volontà di trebbero diventare anche slogan che servisse semplicemente a considerare finalmente l'at30), dovrebbero essere riempirsi la bocca. tività agricola centrale nel comprese nel collegato alla Sono anche stanco – a 30 anni suonati – di continuare a rilancio dell'economia e l’atLegge di Stabilità attualsentirmi dire che i giovani sono il futuro dell’agricoltura! Basta. Siamo il presente ed occorre rendersi conto che tenzione specifica al settore mente in discussione in bisogna iniziare a ragionare in prospettive di sviluppo che si potrà concretizzare parlamento. Importante il almeno ventennali. Diamo atto al ministro Martina che proprio con #campolibero” credito di imposta, al 40% l’idea, così come la consultazione popolare, sono ottime. - ha commentato Raffaele degli investimenti e fino a Attenzione, però, a non creare discriminazioni né Maiorano - ma è soprattutto 400.000 euro, per innovaaccentuare la burocrazia a favore di soggetti terzi che necessario riuscire a garanzione e sviluppo di prodoterogano servizi alle aziende. Soprattutto non va rimandata tire una base normativa e ti e tecnologie o per la creal’iniezione di fiducia, chiarezza e trasparenza che si intende condizioni valide nel medio zione di nuove reti di imdare ai cittadini del nostro Paese e a noi giovani in e lungo periodo”. L'imprenpresa e di produzione aliparticolare. ditore agricolo, ma anche di mentare e fino a 50.000 euqualsiasi settore:”Per riro per l’e-commerce di proRaffaele Maiorano Presidente Nazionale Anga schiare, investire, creare indotti agroalimentari. dotto e posti di lavoro – ha Elisabetta Tufarelli GIUGNO 2014 | MONDO AGRICOLO |53


MANTOVA

ALMALAUREA E ANGA SUGLI SBOCCHI PROFESSIONALI

I giovani puntano su cucina creativa

Laureati in Agraria al lavoro entro un anno

I giovani di Confagricoltura Mantova hanno partecipato alla manifestazione artistica Mantova Creativa, selezionando e distribuendo prodotti agricoli delle loro aziende a rinomati chef della zona che, dal 29 maggio al 2 giugno, li hanno proposti con ricette originali agli ospiti del ristorante La Cucina. In questa edizione, infatti, la manifestazione ha puntato ad esprimere la creatività del territorio. L’Anga Mantova si è inserita in un evento consolidato portando un’idea vincente: cucinare piatti creativi con cibo di qualità. E’ stato centrato con successo l’obiettivo di uscire dagli schemi quotidiani con la consapevolezza che solo un territorio creativo è fertile per la crescita. In un periodo in cui i vertici di Confagricoltura parlano della necessità di un nuovo rinascimento agricolo, non esiste collegamento più diretto tra il rinascimento che invochiamo per Mantova e la creatività. (G.C.) 54 | MONDO AGRICOLO | GIUGNO 2014

Quali sono le lauree più spendibili ed appetibili nel mercato del lavoro? Secondo i dati di Almalaurea è “Agraria” la capofila, con oltre il 52% dei laureati che trova lavoro entro 12 mesi dall’acquisizione del titolo magistrale. Questo in controtendenza rispetto alle immatricolazioni alle università italiane, che diminuiscono ogni anno di più, mentre le facoltà agrarie sono le uniche che non solo resistono al calo di iscritti, ma registrano un +45%. Come rivela anche l’Anga questo percorso di studi oltre ai tradizionali sbocchi, come gestione delle aziende agroindustriali e attività di laboratorio, comincia ad attrarre anche agli imprenditori under 30 sempre più orientati su export e commercio elettronico del

‘food’. Il fascino della campagna è confermato anche alle superiori, con un boom del 29% di iscrizioni negli istituti professionali agricoli e del 13% negli istituti tecnici di agraria, agroalimentare ed agroindustria. “Il motivo di questa nuova tendenza è non soltanto una questione occupazionale – ha commentato il presidente dei giovani di Confagricoltura, Raffaele Maiorano - ma anche il fascino per un settore che fa da traino al made in Italy. I giovani credono sempre più nell'agricoltura come possibile sbocco professionale. Certamente è necessario rafforzare le politiche di insediamento, battere la burocrazia e stimolare la ricerca, incentivando gli investimenti produttivi innovativi”. (Giulia C allini)


“FOOD MADE IN” DALLA PROGETTUALITÀ ALLA FASE ESECUTIVA

Distretto digitale delle eccellenze agroalimentari ‘Food Made In’, il primo distretto digitale delle eccellenze agroalimentari italiane voluto e creato dai giovani di Confagricoltura è ora entrato nella sua fase esecutiva. Da una recente ricerca di mercato è emerso che l’olio extra vergine certificato ed il Parmigiano Reggiano Dop rappresentano l’Italia alimentare nell’immaginario del consumatore estero. “Ma la nostra ricchezza dell’agroalimentare – dice il presidente dell’Anga – è molto più grande, occorre solo riuscire a promuoverla. C’era uno spazio libero e l’abbiamo occupato”. ‘Food Made in’ è una importante opportunità di sviluppo e crescita per le im-

prese. Le produzioni del “made in Italy” sono fondamentali per l’economia nazionale anche perché hanno un effetto trainante per altri settori. Fare shopping on line piace sempre di più e l’e-commerce sui siti italiani, secondo le ultime stime, registrerà que-

st’anno una crescita del 17% in più rispetto al 2013 con una punta del +23% per le vendite di food in rete. Tutte le aziende associate al sistema confederale possono iscriversi gratuitamente alla piattaforma collegandosi al link http://www.foodmadein.com/, anche se al momento non è ancora possibile caricare materialmente sul sistema i propri prodotti, l’Anga sottolinea l’importanza dell’iscrizione, al termine della quale si riceverà, all’indirizzo di posta elettronica indicato nel form di registrazione, una mail di conferma. Per ulteriori info: anga@confagricoltura.it. (E.T .)


OVER 60

di Elisabetta Tufarelli

Vacanze “over”: convenzioni con alberghi e villaggi turistici

Anche per la prossima estate il Sindacato dei pensionati di Confagricoltura ha rinnovato le convenzioni con hotel e villaggi turistici a 4 stelle, dislocati in tante località termali e di mare italiane. “Teniamo ai nostri associati e li seguiamo costantemente in tutte le loro esigenze, anche quelle delle vacanze estive. Le strutture che abbiamo scelto, oltre ad essere situate in località di particolare bellezza, sono state selezionate perché sono capaci di garantire quel ‘plus’ necessario agli svaghi e alla vacanza dei nostri ‘ragazzi’ con i capelli bianchi”. Lo ha det-

to Angelo Santori, Segretario nazionale degli ‘over 60’ di Confagricoltura. “Frequento sempre e con vero piacere gli incontri che si svolgono in varie parti del nostro territorio per toccare con mano necessità ed esigenze dei nostri associati – ha aggiunto -. Mi fa piacere vedere l’approccio genuino ed entusiasta di chi sa di aver dato molto per la crescita della propria azienda, ma anche per l’intera collettività ed è giusto e dovuto pensare anche a vacanze ad hoc per i nostri pensionati”. Ci sono iniziative collettive come i ‘Soggiorni’, piacevole attività che il sindacato degli ‘over 60’ organizza con precisione ed attenzione, fin dal 1978. Ma ci sono pure le vacanze personali, con la famiglia; quest’anno gli associati potranno scegliere, a tariffe competitive, tra vari hotel e villaggi vacanze in varie località marine in Sardegna, Sicilia, Puglia, Abruzzo e Calabria. Per i soggiorni termali, invece, la convenzione è operativa con tre Hotel a Montegrotto terme (Pd).

TENERSI IN FORMA camminando all’aria aperta, divertirsi e trascorrere qualche ora in compagnia degli amici e, perché no, degli atletici nipoti. Il walking (l’arte di camminare), è uno sport che, per i suoi benefici, si addice soprattutto agli overAnta. Infatti migliora l’umore e ristabilisce i valori della pressione sanguigna e del colesterolo. Camminare per un’ora, permette di consumare fino a 262 calorie ma, per ottenere risultati importanti, è necessario essere costanti e regolari. La camminata a passo sostenuto consente anche di migliorare l’umore: il corpo, infatti, rilascia le sostanze capaci di eliminare stress e ansie. Applicandosi con regolarità, si riesce anche ad armonizzare il battito del cuore, a regolarizzare il respiro e si ristabiliscono i valori della pressione sanguigna e del colesterolo, in virtù del consumo di grassi. E’ consigliato, prima di iniziare, sottoporsi a una visita medica. 56| MONDO AGRICOLO | GIUGNO 2014

SALUTE La vitamina D è un'alleata per la salute delle ossa, contro osteoporosi e rischio fratture, ma anche un possibile scudo per diverse malattie. Dai tumori al seno, prostata e colon, a patologie autoimmuni come la sclerosi multipla, a quelle neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson. Anche se il fabbisogno giornaliero della sostanza si raggiunge difficilmente con l'alimentazione (in gran parte viene sintetizzata esponendo la pelle ai raggi ultravioletti del sole, soprattutto in estate), la dieta gioca comunque un ruolo chiave. Eppure, da un’indagine dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano sulle abitudini alimentari di 1000 anziani italiani, emerge un insufficiente introito giornaliero di vitamina D assunta con il cibo: gli over 65 ne introducono in media 3,7 microgrammi, meno della metà rispetto alla dose consigliata che arriva fino a 10 microgrammi. Basterebbe fare una passeggiata tutti i giorni al sole affinché la vitamina D si attivi. Esporsi alla luce solare (non filtrata da vetri, con la maggior superficie del corpo possibile e per un periodo variabile in base al proprio fototipo) circa 1015 minuti al giorno in estate e 20-30 minuti in inverno, tra le 11 e le 15 quando i raggi Uv sono più attivi.


Le dieci regole d’oro per combattere il caldo

Con l’estate arriva il caldo e i consigli degli esperti del ministero della Salute. Sono 1 0 semplici regole per ridurre le conseguenze delle ondate di calore. Uscire di casa nelle ore meno calde della giornata. Indossare e abiti leggeri, non aderenti, preferibilmente di fibre naturali per assorbire meglio il sudore e permettere la traspirazione della cute. Rinfrescare l’ambiente domestico schermando le finestre con tapparelle, persiane e tende. Ridurre la temperatura corporea facendo docce con acqua tiepida e rinfrescando viso e braccia con acqua fresca. Evitare nelle ore più calde della

giornata attività fisica intensa o lavori pesanti. Bere almeno 2 litri di acqua al giorno anche se non se ne sente il bisogno. Evitare gli alcolici e limitare le bevande gassate o troppo fredde. Mangiare preferibilmente cibi leggeri e con alto contenuto di acqua (frutta e verdura). Se si entra in un’auto parcheggiata al sole, prima di salire aprire gli sportelli, poi iniziare il viaggio a finestrini aperti o utilizzare il sistema di climatizzazione. Conservare correttamente i farmaci. Quando arriva il gran caldo, si consiglia alle persone anziane, con patologie croniche (cardiovascolari, respiratorie, neurologiche, diabete ecc) di consultare il medico per un eventuale aggiustamento della terapia o della frequenza dei controlli clinici e di laboratorio, segnalando al medico qualsiasi malessere. Nei periodi prolungati di caldo intenso, prestare attenzione a familiari o vicini di casa anziani, specialmente se vivono da soli e, ove possibile, aiutarli a svolgere alcune piccole faccende, come fare la spesa, ritirare i farmaci in farmacia, ecc.

NEGLI ULTIMI DIECI ANNI la popolazione degli ultrasessantacinquenni è cresciuta del 1 5 ,8 per cento, mentre il welfare ha subito continui tagli. Sono 9 milioni, secondo il Censis, gli italiani che negli ultimi anni hanno rinunciato del tutto a curarsi. Di questi, 2 milioni sono anziani, pensionati per i quali prezzi di farmaci e visite specialistiche sono diventati insostenibili. Se la sanità italiana ha costi troppo elevati e tempi biblici per le liste d’attesa, si guarda oltrefrontiera. Sarebbero almeno 400 mila gli over 65 che,negli ultimi cinque anni, hanno deciso di farsi curare all’estero. Questi migranti della salute hanno una pensione tra i 650 e i 1000 euro al mese e solo 130mila arrivano a 1500 euro. Per risparmiare i nonni italiani partono con pullman organizzati verso studi medici privati in Croazia, Romania e Ungheria, ma anche Malta, Cipro, le Canarie. Il settore che raccoglie la maggior parte di clienti è quello odontoiatrico, meno coperto dall'assistenza sanitaria pubblica. Le isole Canarie, in particolare, sarebbero ‘a misura di pensione’. Hanno già scelto di viverci circa 20mila nostri connazionali, attratti dal clima mite e da un sistema sanitario corrispondente agli standard europei. E’ possibile avere una copertura totale, con una polizza medica privata che costa tra i 40 e gli 80 euro al mese, una cifra alla portata anche di chi percepisce una pensione medio-bassa.

MEMORIA E RISATE Per migliorare la memoria basta ridere. È questa l'ipotesi di un gruppo di ricercatori della Loma Linda University (Usa) che in occasione del convegno Experimental Biology di San Diego hanno presentato i risultati di una serie di esperimenti secondo cui ridere riduce i livelli di cortisolo, l'ormone dello stress che, danneggiando i neuroni, può portare alla perdita di memoria. Farsi una bella risata può aiutare a mantenere vivi i ricordi. I ricercatori, hanno organizzato due esperimenti. Nel primo è stato chiesto ai partecipanti di visionare un filmato divertente prima di partecipare a test specifici per la valutazione della memoria. Nel secondo i partecipanti hanno completato i test senza vedere nessun filmato. In entrambi i casi prima e dopo l'esperimento sono stati misurati i livelli di cortisolo in ciascun partecipante. È stato così scoperto che oltre a ridurre i livelli dell'ormone dello stress vedere i filmati migliora anche i risultati ottenuti nei test per la valutazione delle capacità mnemoniche. A ottenere i benefici maggiori sono stati gli anziani affetti da diabete. Ridere aumenta la secrezione di endorfine e didopamina nel cervello e questi cambiamenti neurochimici cerebrali aumenterebbero anche la “frequenza delle onde gamma”, fenomeno che può migliorare anche la memoria.

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CAMPI ROSA di Elisabetta Tufarelli

Assemblea Confagri Donna: focus sulla situazione femminile

Mar ina Di Muzio

Approfondire la dimensione di genere, poiché la situazione femminileinItalia non ha ancora raggiunto gli obiettivi fissati per il 2020 dall'Europa, sia sul versante dell’istruzione e formazione, sia sul versante dell’occupazione. “I problemi che affrontiamo quotidianamente sono tanti, dalle difficoltà di accesso al credito ed ai fondi europei per arrivare ai temi della conciliazione - ha osservato il presidente di Confagricoltura Donna, Marina Di Muzio, aprendo i lavori dell’assemblea. In vista dell'imminente semestre di presidenza italiana dell'Unione europea, occorre intervenire con determinazione, per arrivare ad un aumento dell’occupazione femminile”. L’ampia relazione ha affrontato tutte le iniziative ed i progetti futuri. A partire dalla volontà di fare adottare la Clementina della piana di Sibari come simbolo dell’antiviolenza di genere. Di Muzio ha ricordato l’iniziativa delle imprenditrici calabresi che, lo scorso anno, hanno offerto in collaborazione con le associazio-

ni regionali, l’agrume in ricordo di Fabiana Luzzi, giovane studentessa di Corigliano Calabro massacrata dall'ex fidanzato in un agrumeto della cittadina ionica. E’ intervenuta anche Isabella Rauti consigliere per le politiche di contrasto della violenza di genere e del femminicidio. “Sul tema dell'Expo 2015, che già nel titolo ‘Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita’ ci dice quale sarà la grande sfida collettiva cui l'Umanità sarà chiamata a rispondere, siamo molto attive per la preparazione dell’appuntamento. Le donne, in agricoltura rappresentano il 70% della forza del lavoro agricolo a livello globale, ma ancora oggi ci sono Paesi in cui l'accesso alla proprietà della terra è loro vietato o il lavoro viene remunerato in misura inferiore rispetto a quello degli uomini”. La Maratona delle Imprenditrici verso l'Expo 2015, nel suo progetto di tappe itineranti, vuole far conoscere come le donne fanno agricoltura. “Stiamo organizzando anche altre iniziative – ha osservato - la forza dell'Expo si misurerà per il messaggio culturale che saprà lanciare e per la capacità di risolvere i grandi paradossi su cibo e alimentazione con cui il mondo contemporaneo si sta confrontando. Tra questi la scarsità di cibo da un lato e la sovranutrizione dall'altro, lo sfruttamento delle risorse naturali e gli sprechi alimentari”. Di Muzio si è anche soffermata sulla formazione e sui progetti di rete ed ha concluso rammaricandosi che ‘Campo libero’ non presti: “Sufficiente attenzione alle problematiche delle imprenditrici, nonostante le nostre sollecitazioni”.

MARIA TERESA MELCHIOR ha riassunto in occasione dell’assemblea annuale del Piemonte, l’attività svolta e si è soffermata sui progetti futuri e sull’importanza della crescita sul territorio. “E’ importante partecipare alle iniziative in ‘casa nostra’, ma anche a quelle all’esterno per le opportunità che offrono a noi donne di Confagricoltura – ha sottolineato la presidente del Piemonte - di farci conoscere”. Moltissime restano le problematiche agricole femminili: “Ma al nostro interno – ha continuato - abbiamo realtà importanti che meritano di essere adeguatamente Mar ia Ter esa Melc hior valorizzate. L’agricoltura femminile, anche nella nostra regione, è in crescita costante; le imprese condotte da donne rappresentano il 24,2% del totale. Vogliamo puntare su attività di formazione, informazione e favorire l’aggregazione, per promuovere crescita aziendale e personale”. 58| MONDO AGRICOLO | GIUGNO 2014

CONVEGNO FIDAPA “Sono una delle 227.779 donne che in Italia fanno impresa agricola e, con la mia attività, concorro a costruire i 60 miliardi di euro mossi dalle imprese femminili dell’agroalimentare. Ringrazio la Fidapa BPW Italia (Federazione italiana donne arti professioni affari) che, come movimento di pensiero, di cultura, con l'autorevolezza che la distingue, ha il merito di contribuire in maniera determinante al cambiamento, sottolineando l’importanza del nostro settore, che rappresenta il 17% del Pil, più del settore automobilistico”. Lo ha detto il presidente Marina Di Muzio, intervenendo a Cesena al convegno.“Politiche agricole europee, mercato globale”. Federica Busso, Maria Grazia Calzoni Goio, Marilena Gabutti, Renata Ghislieri, Maddalena Francese, Marilena Mezza, Paola Picco, Paoletta Picco, Maria Vittoria Serazzi, Licia Vandone, Vittorina Vercellotti.


Maratona delle imprenditrici verso Expo 2015 Bella iniziativa ed efficace il nome: “Maratona delle imprenditrici verso Expo 2015”, dà il senso di un impegno in progress, in marcia verso il traguardo dell’Esposizione mondiale di Milano. Le imprenditrici hanno avviato ora il loro “percorso di avvicinamento” proponendo un itinerario di visite guidate ad aziende agricole all’avanguardia. La maratona “in rosa” si propone di far conoscere le realtà aziendali più innovative sia agli addetti ai lavori, sia al grande pubblico e si svolgerà secondo un calendario prestabilito fino alla data di inizio dell’esposizione universale. “Ideata in Lombardia, da quest’anno– ha detto la vicepresidente di Confagricoltura donna, Gabriella Poli – l’iniziativa è diventata nazionale. Sono previste

tappe in altre regioni, e in piccola parte a riso. per coinvolgere semHa una stalla all’avanpre più imprese femguardia e nello spaccio minili dai tratti innoaziendale vengono venvativi, fino alla vigilia duti il latte crudo di alta di Expo 2015, quando qualità, i formaggi del queste eccellenze caseificio aziendale recuimprenditoriali verperato in una vecchia ranno fatte conoscere stalla e il riso lavorato anche ai visitatori come una volta. L’azienda stranieri ”. L’Azienda organizza anche visite Gabriella Poli Agricola Zipo, nel guidate condotte da percuore del Parco Sud sonale esperto e rivolte Milano, è condotta da Elisa Emma Pozzi, alle scuole di ogni grado. La casa padro28 anni e tanta voglia di far conoscere la nale, Ca’ Grande, risale al 1300 ed è un sua attività e i suoi elementi innovativi, bene tutelato dalla Sovrintendenza ai con l’entusiasmo che caratterizza i giovaMonumenti dello Stato per l’importanza ni. L’azienda è coltivata a mais e foraggio storico-artistica.


AGRITURISMO di Veronica Mazzanti

VACANZA E INTRATTENIMENTO SLOW PENSATO SU MISURA PER LE FAMIGLIE

Per i bimbi campi scuola negli agriturismi In campagna c’è tutto.C’è chi passa il tempo in bici, chi ci porta i bambini, chi percorre le ippovie, chi decide di darsi uno stop per ‘sciacquarsi il cervello’ dallo stress. Da qualche anno è stata riscoperta l’agricoltura e, con questa, i sapori e i saperi che si intrecciano ai sentieri e ai prodotti tipici invidiati da tutto il mondo. “Per noi nutrire il mondo, non è uno slogan. L’agricoltura ha assunto anche un ruolo sociale, oltre che storico, culturale e didattico e ora, alla vigilia delle vacanze estive Agriturist presenta un’offerta variegata rivolta alle famiglie. L’agriturismo, infatti, è il posto ideale per trascorrere una vacanza divertente ed educativa per i bimbi, piacevole e rilassante per i genitori”. Lo ha detto Cosimo Melacca, presidente di Agriturist (Confagricoltura). L'agriturismo italiano, nonostante le limitate dimensioni (circa diciassettemila imprese su tutto il territorio nazionale), è ormai un modello affermato. La sua immagine fortemente caratterizzata è ben conosciuta dai turisti italiani, europei e di molti altri Paesi del mondo. Agriturist invita a provare non solo buona cucina e vita all’aria aperta, ma tante attività sportive, ricreative e didattico/culturali. Da veri e propri ‘campi scuola’ ai corsi di lingua, quelli di equitazione, al cicloturismo, dai corsi di cucina all’educazione alimentare. Sono originali quelli di arti manuali per imparare, ad esempio, a lavorare la canapa in Lombardia o il tombolo e lo sfilato in Sicilia. Aumen60| MONDO AGRICOLO | GIUGNO 2013

ta la richiesta e il grado di appeal verso i consumatori. “La vacanza è tempo di libertà. Occorre cambiare proprio i ritmi e le nostre proposte sono per una vacanza ‘slow’ – continua il presidente di Agriturist – che venga incontro alle esigenze delle famiglie e metta in evidenza il valore del territorio italiano e dei tanti tesori dell’Italia minore”. Sono più di mille le aziende agrituristiche associate che offrono attività didattica, ludica e ricreativa per tutte le età. Il ‘catalogo’ delle proposte soddisfa tutti i gusti. Le vacanze scolastiche, si sa, non coincidono con le ferie lavorative e ci si chiede cosa far fare ai ragazzi. “Questa estate si preannuncia interessante soprattutto per la presenza straniera, in cerca di pace e relax, di natura incontaminata e di cibo genuino.Le aziende agrituristiche – continua Melacca - danno la possibilità di esplorare l’agricoltura, offrendo la

possibilità di vivere immergendosi totalmente nella vita rurale e nella natura, per scoprirla ed apprezzarla. Il nostro obiettivo è comunicare in modo chiaro ed efficace il nostro territorio e le imprese che lo presidiano”. L’estate è alle porte e può essere l’occasione, anche per le famiglie italiane, di pianificare la propria vacanza in campagna, gratificandosi in pieno contatto con la natura e conoscere le quasi 5.000 specialità regionali prodotte direttamente dalle aziende agricole. Agriturist ricorda che oltre il 50% degli ospiti delle aziende agrituristiche è costituito da famiglie con figli con meno di 15 anni. La gran parte delle aziende associate, inoltre, prevede facilitazioni e sconti per i bimbi ed è dotata di aree attrezzate per lo svago dei più piccini. Grandi opportunità anche per i nostri amici a quattro zampe: moltissime sono le aziende ‘pet friendly’. Info:www.agriturist.it.


The Good Growth Plan

Gli impegni concreti per il futuro dell’agricoltura. Come unico Gruppo mondiale interamente dedicato all’agricoltura siamo consapevoli che in futuro una delle maggiori sfide per il nostro pianeta sarà soddisfare in modo sostenibile il fabbisogno alimentare di una popolazione in rapida crescita a fronte di risorse naturali sempre più scarse. Nei prossimi cinquant’anni il mondo dovrà produrre una quantità di cibo superiore a quella prodotta negli ultimi diecimila anni, mentre l’erosione dei suoli causata dai cambiamenti climatici e dall’urbanizzazione ridurrà progressivamente i terreni coltivabili. In Syngenta crediamo sia assolutamente necessario promuovere un cambiamento radicale nella produzione agricola, indirizzandola sui binari di una intensificazione colturale sostenibile, mettendo al centro della nostra azione l’imperativo categorico del “produrre di più con meno risorse”. Da qui nasce The Good Growth Plan - Gli impegni concreti per il futuro dell’agricoltura - un programma lanciato globalmente da Syngenta il 19 settembre 2013 che rappresenta il nostro impegno per la sicurezza alimentare e la sostenibilità del pianeta. The Good Growth Plan consiste in un piano di azioni concrete e misurabili con cui Syngenta vuole dimostrare che agricoltura e salvaguardia dell’ambiente possono coesistere e che l’aumento della produzione agricola può avvenire in modo sostenibile, senza spreco di risorse.

The Good Growth Plan contribuisce a cambiare il modo di fare agricoltura e fissa 6 impegni da raggiungere entro il 2020:

1

Aumentare la produttività media delle colture del 20% senza utilizzare più risorse naturali e mezzi tecnici per l’agricoltura

2

Migliorare la fertilità di 10 milioni di ettari di terreno agricolo a rischio degrado

3

Arricchire la biodiversità di 5 milioni di ettari di terreno agricolo

4

Aumentare la produttività agricola del 50% di 20 milioni di piccoli produttori, in particolare nei paesi in via di sviluppo

5

Formare 20 milioni di agricoltori sulla sicurezza sul lavoro, in particolare nei paesi in via di sviluppo

6

Garantire condizioni di lavoro eque in tutta la nostra rete di fornitori.

Un pianeta. Sei impegni. Scopri di più su www.goodgrowthplan.com

Anche noi, come Syngenta in Italia, siamo chiamati a dare il nostro contributo al sistema agricolo nazionale valorizzando la tipicità delle nostre produzioni e ponendoci al fianco di tutti gli operatori che ogni giorno lavorano per esportare nel mondo la qualità dei prodotti agroalimentari “Made in Italy”. Per far ciò, includeremo questi impegni concreti nelle nostre attività che, a partire dal 1° gennaio 2014, saranno ancor più connesse ed integrate grazie alla fusione societaria dei due rami d’Azienda Syngenta Crop Protection S.p.A. e Syngenta Seeds S.p.A. in un unico soggetto che assumerà la denominazione di Syngenta Italia S.p.A. La nascita di Syngenta Italia S.p.A. è molto di più di un semplice cambiamento legale e societario. Questo nuovo assetto racchiude in sé lo spirito d’innovazione che da sempre caratterizza la nostra Azienda come leader nel settore dell’Agribusiness e, grazie all’unicità nell’agire scaturito da questa nuova struttura, faciliterà il lavoro che siamo chiamati a svolgere per tradurre The Good Growth Plan in realtà.

t Sementi t Agrofarmaci t Insetti ausiliari t Servizi ad alto valore aggiunto t Programmi di Agricoltura Responsabile

TM


VINO di Gabriella Bechi

GELSOROSA DI VILLA DORA

Il “Lacryma ritrovato” nel Parco del Vesuvio La Doc Lacryma Christi, nonostante il nome evocativo, i quasi duemila anni di storia che questo vino si porta alla spalle e anche la sua notorietà, sia in Italia, sia all'estero, per molto tempo è stata piuttosto avara di etichette in grado di competere con l'eccellenza qualitativa raggiunta in altre zone non solo d'Italia, ma nella stessa Campania. Solo in questi ultimi anni si è gradualmente e finalmente assistito ad una rinnovata valorizzazione territoriale e produttiva. Tra le aziende che più si sono impegnate nel processo per la riqualificazione di questa denominazione sicuramente c’è Villa Dora, il cui Lacryma Christi è stato spesso definito dalla critica enologica il “Lacryma ritrovato”. Nata nel 1997 dal desiderio di Vincenzo Ambrosio, imprenditore olivicolo, di dedicarsi all’attività vitivinicola alle falde del Vesuvio, con la passione e l'esperienza di chi conosce molto bene questo territorio, l’azienda, che porta il nome della moglie Dora, vede impegnati anche i tre figli: Giovanna, laureata in economia;Antonio, formazione legale; Francesca, farmacista, che, con competenze diverse contribuiscono alla gestione della società agricola. “Quando l’abbiamo acquistata - dice Giovanna - esistevano già viti ed alberi di olivo molto antichi. Tutta62| MONDO AGRICOLO | GIUGNO 2014

via è stata realizzata una ristrutturazione radicale delle colture, diretta a creare le basi per una produzione di alta qualità, al più basso impatto ambientale possibile. Abbiamo subito avviato le pratiche di coltivazione biologica ed oggi siamo certificati in tutte le fasi dell'attività aziendale. Questa è stata dall'inizio la nostra filosofia, condivisa dall’enologo Roberto Cipresso, che ci ha seguito per molti anni e che adesso portiamo avanti con Fabio Mecca”. Otto ettari di vigneto e cinque di oliveto a Terzigno, a circa 3 chilometri da Pompei, immersi nel suggestivo paesaggio del Parco, sulle falde del vulcano con esposizione sud-ovest ad un'altitudine di 250 metri sul livello del mare. I terreni ricchi di minerali e potassio, per la presenza di roccia lavica e lapilli, rappresentano un terroir unico e ideale per la coltivazione delle viti e conferiscono ai vini note olfattive e di gusto molto intense. Vengono coltivate le uve tipiche della

denominazione: Piedirosso e Aglianico per ottenere il Lacrima Christi rosso (rispettivamente (80% e 20%) e Coda di Volpe e Falangina per il Lacryma Christi bianco (80% e 20%). Settanta, ottanta mila bottiglie, esportate anche in Germania, negli Stati Uniti, in Canada, per una gamma enologica che comprende anche il Vesuvio, bianco e rosso (la seconda denominazione della zona), due Lachryma Christi rossi, il Gelsonero (che fa 12 mesi in legno) e il Forgiato ( secondo passaggio in legno da 4 ai 6 mesi), il Vesuvio Lacryma Christi bianco Vigna del Vulcano, e il Lacryma Christi rosato Gelsorosa, particolarmente originale, le cui note di fragola e di lampone ricordano quasi un Pinot nero. Fresco ed elegante, incisivo e saporito al palato, particolarmente apprezzato dalle signore, da abbinare sia ai piatti di pesce, sia alle carni. Completano l’offerta un passito ottenuto dalle uve di Gelsobianco e una grappa barricata prodotta con le vinacce di Gelsonero. Il complesso aziendale è costituito da un unico corpo, i vigneti si trovano a pochi passi dalla cantina e i 1400 alberi di olivo, si susseguono fino a circondare il frantoio. Ancora pochi metri e si raggiunge la villa, un'accogliente struttura ricettiva con sale riservate per la degustazione dei vini, la ristorazione e per eventi enoturistici, particolarmente attrattivi, soprattutto per gli stranieri che ogni anno visitano il Parco del Vesuvio.Il tutto, in una splendida cornice di ginestre, pini, giardini con rose e piante ornamentali.


CRISTOFORO TRAPANI DI “PIAZZETTA MILÛ” A CASTELLAMARE DI STABIA

La verve creativa del miglior chef emergente del Sud A Castellammare di Stabia c’è una RAVIOLO RIPIENO DI AGNELLO tappa d’obbligo, Piazzetta Milù, ristorante immediatamente alle spalle del lungomare, giovanile e raffinato ma, al tempo stesso, familiare e confortevole, gestito dalla famiglia Izzo, papà Michele (figlio dell’ex comandante dei carabinieri della sua città che ha abbandonato il lavoro in una struttura pubblica per dedicarsi alla cucina), mamma Lucia e i figli Maicol, Valerio e Emanuele, attento sommeCon il Lacryma Christi dell’azienda Villa Dora, lier, che governa la cantina (800 etiCristoforo Trapani propone un piatto complesso e straordinario: il Raviolo ripieno di agnello su chette, di cui 200 straniere). Da sette fonduta di parmigiano vacche rosse, crumble al mesi la squadra si è arricchita di un cioccolato fondente, fior di sale e briciole d’oro. giovane chef che ha fatto fare al locale un vero salto di qualità. Cristoforo cammino verso Moreno Cedroni de Trapani, 26 anni soltanto, ma già “La Madonnina del pescatore”, per noto negli ambienti della grande arrivare a David Scabin al ristorante cucina, destinato, a detta di molti, a diventare uno degli chef più afferma- “Combal.Zero”, l’ultima esperienza prima di Piazzetta Milù che, grazie ti della Penisola Sorrentina, quel all’immediata sintonia con la famimagnifico lembo di terra che oltre alle sue bellezze, uniche al mondo, ha glia Izzo, ha coronato il suo sogno di ritornare in costiera.“Da questi granil vanto di aver nato i natali a grandissimi cuochi del calibro di Genna- di chef - racconta Cristoforo - ho imparato tutto. Sono stati i miei ro Esposito e Alfondo Iaccarrino e avere una fortissima concentrazione maestri, come per un bambino che va a scuola. Con loro ho imparato le di ristoranti stellati. tecniche per impostare il mio stile di Nato a Piano di Sorrento, per Cristoforo la cucina è una vera e propria passione. Inizia a soli 13 anni “la gavetta”, come lui stesso dice, negli alberghi e nei ristoranti della Penisola Sorrentina. “Ma per crescere, dovevo a andare al Nord”. A 19 anni arriva a Roma al ristorante “La Pergola” da Heinz Beck, il suo primo trampolino di lancio. Poi va a lavorare in Piemonte, a Villa Cristoforo Trapani Crespi, con Cannavacciuolo, proseguendo il suo

cucina”. Uno stile mediterraneo, gustoso, basato sulla tradizione della cucina campana (“prima di tutto bisogna saper fare un buon ragù napoletano e una buona genovese”), ma assolutamente originale. Una verve creativa fuori dal comune caratterizza tutti i suoi piatti, molti di pesce, dai Gamberi blu marinati al succo d’Ace, Gelato al foie gras e spuma d’arancia, al Cannolo di tonno rosso su salsa caprese, fino all’omaggio a Cannavacciolo: mescafrancesca con cicerchie e frutti di mare. Ma nel menù non mancano i piatti di carne, come l’Anatra e verdure baby con topinambur e riduzione di Ratafià, l’Insalata di animelle con salsa di rapa rossa, cipolle e carciofi, l’ Uovo della nonna: tuorlo al tegamino, albume di mozzarella di bufala, ragù di cotiche e lingua, fonduta di parmigiano. Tra i dolci, oltre ad un prezioso tiramisù, cioccolato al latte, ricci di mare, arancia e manioca o Cheesecake ai frutti tropicali con gelato al cioccolato bianco. La sua bravura, unita ad una simpatia spontanea e disarmante, gli hanno vincere il titolo di miglior chef emergente del Sud, nella competizione ideata da Luigi Cremona e Witaly, che si è svolta a Napoli al Circolo Canottieri, dal 7 al 9 giugno. Le sue Capesante arrostite con salsa di mango e frutto della passione e il tofu in crema di asparagi hanno convinto l’attenta giuria che comprendeva chef famosi e giornalisti gastronomici di tutta Italia. Ora lo attende, in autunno, la finale nazionale, a Roma. GIUGNO 2014| MONDO AGRICOLO |63


BUONO A SAPERSI...

INCONTRO CON MARCELO CARAOCHE, AUTORE DE “LA CUCINA DELLA MEMORIA”

Manuale d’internazionalismo culinario

U

n bel giorno Marcelo Caracoche, scrittore e musicista argentino, ritrova il libro di ricette di sua nonna, italiana emigrata a Buenos Aires alla fine dell’’800, epensa bene di riunirle nella sua ultima opera “La cucina della memoria”, edito da Rayuela Edizioni. Il libro non è un semplice ricettario che, come lui stesso dice, “si può trovare in tutte la case in cui si cucina ancora”. Ma è un vero e proprio “manuale d’internazionalismo culinario”, ricco di consigli sui piatti tipici di Paesi come la Spagna, l’Italia e la Francia, ma anche sul vino, “che appartiene alla nostra vita alimentare tanto quanto un piatto di spaghetti o un pezzo di pane”. “Il sole è della California, i vitigni sono francesi, ma il vino parla italiano”. È solo una delle tanti citazioni che si trova nel libro di Marcelo;oltre alla storia della paella, di come lo champagne sia arrivato su tutti i tavoli del mondo, del migliore Dry Martini di Barcellona. Ma c’è anche la ricetta dei pasti afrodisiaci (esistono?), del risotto alla milanese, della trippa alla romana. Incontriamo Marcelo in occasione dell’apertura del “Festival della Letteratura” di Milano in un luogo molto suggestivo, anch’esso ricco di storia: Cantina Scoffone, la bottega del vino nata negli anni ’20, oggi in zona Navigli, gestita da Mauro Chiodo, appas64| MONDO AGRICOLO | GIUGNO 2014

Marcelo Caracoche La cucina della memoria Rayuela Edizioni dicembre 2013, € 15

sionato cultore della musica jazz e della letteratura, tanto quanto della cucina toscana e dei migliori vini di produzione italiana. Allo scrittore abbiamo rivolto alcune domande. Marcelo, il titolo del tuo ultimo libro “La cucina della memoria” si differenzia dai soliti noti “La cucina

del territorio”, “La cucina vegana”, quella “per diventare magri”, e così via. Cosa devono aspettarsi i tuoi lettori? “In effetti oggi in libreria l’area della gastronomia è diventata molto importante, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Io però propongo un libro che è una vera e propria evocazione, un esercizio di memoria personale e collettiva: propongo al lettore di abbandonare per un momento il territorio, la filiera corta, il kilometro zero, le tendenze che la televisione ci propone ormai ogni giorno. Propongo di viaggiare oltre i confini e di lascarsi prendere dalla storia”. Ma parliamo di un libro di cucina, non di viaggi… “Certo, infatti la mia proposta consiste nel viaggiare tramite la cucina, una cucina che si può fare in famiglia, fatta di ricette semplici ordinate nella normale successione di un pasto: piatti freddi, zuppe, pasta e risotti, pesci, carne rossa, dessert e salse. Ma non si tratta solo di un elenco d’ingredienti: ci sono storie nascoste, qua e là appaiono cuochi leggendari come Escoffier con la sua ricetta delle pesche alla Melba. Ci sono anche le famiglie andaluse che hanno inventato lo sherry, o Alex Cardini, il creatore italiano dell’insalata Cesar, per lo più sconosciuto in patria. Vi racconto del rapporto tra il tango e lo


rogo” parlo anche del film “Il vizietto” di Edouard Molinaro con Ugo Tognazzi. O nel “pollo alla Marengo” cito il famoso quadro di “Napoleone che attraversa il San Bernardo”, che rappresenta la battaglia di Marengo in cui l’esercito del comandante annientò le truppe austriache”. Ad un certo punto parli di un dessert che appartiene alla tua infanzia trascorsa in Argentina e che hai poi ritrovato in Italia dopo tanti anni. “La pignoccata è uno dei piatti più interessanti che ho ritrovato nel libro di ricette che mia nonna ha traman-

Marcello Caracoche

champagne, della connessione tra il cinema noir e i ristoranti di Los Angeles. O di quando l’Hotel Waldorf Astoria di New York nel 1896 aprì le sue porte e lo chef rivelò le sue ricette fino ad allora segrete. I lettori potranno riproporre tutto questo a casa loro, cucinare per i propri amici e raccontare le storie nascoste”. Racconti anche del bistrot che frequentava Lenin a Parigi nel capitolo dedicato alla carne macinata, o come si prepara una olla popular nella fabbriche occupate in Argentina. E dai moltissima importanza al vino. “Toulouse Lautrec sosteneva che il vino era il 50% di un pasto, una teoria che lo portò direttamente alla pratica visto che probabilmente fu l’artista con il rapporto più stretto con la cucina: era un cuoco bravissimo e i miei lettori avranno la possibilità di cucinare a casa loro i piccioni alle olive, un piatto che arriva proprio dal castello de Bosc, della famiglia dell’artista”. Fornisci pure moltissimi consigli su pittura, musica, libri. “Si tratta di suggestioni che appartengono alla memoria collettiva. Per esempio nella ricetta “La checca sul

dato a mia madre. Nella zona dove sono nato, in Argentina, era una ricetta unica, mia madre era la sola ad averla e mai più la ritrovai, nemmeno in Spagna. Poi negli anni ’90 a Milano mi imbattei in un’edizione speciale del Gambero Rosso in cui il cuoco di casa Tasca d’Almerita spiegava proprio questa ricetta! La provai immediatamente e fu come un viaggio nel tempo, mi ritrovai tutto d’un tratto di fronte ad un pezzo della mia infanzia. Questo è senza dubbio per me il senso della cucina della memoria”. Serena Scarpello

All’ambasciata argentina il recital su Evita

Sonia Belforte

La storia di Evita Peron e le vicende politico-sociali del suo Paese sono state in scena a Roma, presso la sede dell’Ambasciata Argentina, nel suggestivo recital “Evita ay che vita!”,che ha visto protagonista l’artista italo-argentina Sonia Belforte; è stato proposto in occasione del workshop dedicato dall’Ambasciata ai tour operator, per approfondire la realtà culturale e gastronomica dell’Argentina del nord. Con semplicità, naturalezza, ironia Belforte ha narrato le vicende di Evita, ritrovando parallelismi con la propria vita. Evita e Sonia: entrambe argentine, entrambe emigrate, partite per realizzare lo stesso sogno, quello di diventare attrici. Grande e piccola storia così si intrecciano, coniugandosi, tra l’altro, al canto di Sonia e alla musica eseguita dal vivo. “Evita ay che vita!” – ha detto - è una grande storia d’amore e di speranza. Sonia Belforte si è trasferita da Buenos Aires in Italia ed ha all’attivo un ricco carnet di spettacoli teatrali, film, fiction, doppiaggi. Recita e canta con voce travolgente e inconfondibile, conquistando letteralmente gli spettatori; rappresenta la nuova Argentina e si fa apprezzare per il suo straordinario talento. (C. C.)

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CAMPI SONORI di Gaetano Menna

RICKY PORTERA, CD POLITICALLY UNCORRECT

Chitarra, rabbia e amore Ricky Portera è stato lo storico chitarrista di Lucio Dalla. Se chiudiamo gli occhi e pensiamo al cantautore bolognese sul palco, al suo fianco c’è lui con i pantaloni lucidi di pelle nera e la chitarra dal suono inconfondibile. A lui il grande Lucio dedicò la canzone “Grande figlio di puttana” (primo 45 giri degli Stadio). Ascoltando l’ultimo CD del chitarrista messinese, “Fottili” (Videoradio), ci si rende conto di quanto il g rande figlio di puttana sia cresciuto. Un disco che non ha certo un titolo politically correct, ma che ben esprime il personaggio, la rabbia e l’amore che emergono dalle sue composizioni. Che Portera sia un eccezionale chitarrista

lo si sa; scopriamo però che è anche un bravo bassista e che se la cava egregiamente con le tastiere. Al suo fianco per realizzare l’album, tra gli altri, artisti del giro Dalla (Gaetano Curreri e Giovanni Pezzoli degli Stadio, Iskra Menarini, PierDavide Carone, Roberto Gualdi, Roberto Costa) e del giro Vasco (Claudio Golinelli, Andrea Innesto “Cucchia”). Al compianto Massimo Riva (il chitarrista di Zocca scomparso 15 anni fa) dedica la ballata “Che male fai”). E’ un disco di hard rock, a tratti alla Black Sabbath;

metallo puro come la title track in cui, con Ricky, canta Pino Scotto; ci s ono p oi sprazzi cantautorali come “Sicilia” proposta con Luca Madonia e “Ma pensa a te” con Carone. Canzoni alla Vasco (“Solo un po’ giusto un po’”) ed alla Stadio (“La tua vita”, duettando con Curreri ), un momento rap (“Provaci”), uno strumentale (“Piazza Maggiore”), un live (“Quelle come te”, del ’90). CD davvero completo, tanto che l’artista, parlando in terza persona, dice: «Un album di grande verità, Ricky Portera, nel bene e nel male, ce lo trovi tutto».

Marco Masoni nel multiforme cammino della vita S i i n tit o l a “ Il M u ltif o r m e ( p a e s a g g i c a t a r ti c i e o p e r e t t e m o r a li) ” il d i s c o s o li s t a d i M a r c o M a s o n i ( A M S / B T F ) n o m e n o t o a g li a p p a s s i o n a t i d i n e o p r o g r e s s i v e p e r a v e r m ilit a t o n e ll a b a n d “I G e r m i n a li” . E m u ltif o r m e è l a c o v e r c o n u n c o ll a g e d i i m m a g i n i ( c o n i v o lti d i B e a tl e s e L u c i o B a tti s ti , F r a n k Z a p p a e B o b D y l a n , t r a g li a lt ri ) ; m u ltif o r m e è il s o u n d , t r a p o p , p r o g , f o l k , r o c k , b a ll a d . M a s o n i s p a z i a , n o n h a v o g li a d i f a r s i i n c a s e ll a r e e a p r e

il d i s c o c o n “ T u t ti i n c o l o n n a ” ( e d il b ela r e di p e c o r e ) . L a c a n z o n e “ M a g gio d ’i m p r o v v i s o ” , d a ll e s o n o rit à v i n t a g e , c i ri c o r d a c o m e s i v i v a i m m e r s i n e ll a r e t o ri c a ( « L a r e t o ri c a d e i p a n n i s t e s i n e i v i c o li d i N a p o li / L a b e ll e z z a s t a ti c a

“DUSTING THE TIME” DI GIANFRANCO CONTINENZA

Il jazz-rock made in Italy che piace tanto agli americani Ancora un talentuoso chitarrista nella scuderia Videoradio di Beppe Aleo. Si tratta di Gianfranco Continenza che si è guadagnato la fama di “guitar wizard”, ottenendo grande successo negli Usa e crediti di artisti del calibro di Billy Cobham, Joe Diorio, Jimmy Bruno, Phil Upchurch, Vic Juris, Don Mock, Bob Mintzer, Bill Evans, Dean Brown, John Beasley, Mark Egan, John Stowell, Carl Verheyen. Mago di fusion, incide l’album di jazz-rock “Dusting the time”. Emerge la sua passione viscerale per John McLaughlin (di cui propone una rilettura di “On word”) e per la Mahavishnu Orchestra 66| MONDO AGRICOLO|GIUGNO 2014

d e l c a s o l a r e i n c i m a a ll a c o lli n a / L a p e r f e z i o n e m i s t e ri o s a d i t a n t e c a n z o n i t r a i ' 6 0 e i ' 7 0 / m i d a n n o t r a n q u illit à sui destini di questo mondo»). Contano la musica, ma anche e soprattutto i testi. Non perdetevi la particolare, caleidoscopica, cangiante ghost track (armatevi di pazienza è davvero nascosta). Arrangiato con la complicità di Edoardo Magoni, l’album annovera valenti musicisti, tra i quali Maurizio Di Tollo (Maschera di Cera).

Guitar Wizard: Passione viscerale per John McLaughlin

(e non a caso uno dei suoi brani si intitola “Mahavishnology”). Si alternano brani ariosi,di grande feeling, in cui si dà ampio spazio a tutti i partecipanti con esuberanti assoli. La sua chitarra è incisiva ed estrosa ma mai esagerata, duttile e sempre al servizio dell’ensemble. Gli ospiti sono di fama internazionale: Don Mock, Bob Mintzer (Yellowjackets, Jaco Pastorius), John Beasley (Steely Dan, John Patitucci), Mark Egan (Elements, Pat Metheny Group, Gil Evans Orchestra, Sting), Michael Manring, Tetsuo Sakurai (Casiopea), Walter Martino (Goblin), Alessandro Centofanti.


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