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Cultura • Spettacoli

capitato infatti che, quando ho iniziato a andare a ballare coi miei compagni di scuola al Rolling Stones di Milano, sono stata notata dallo staff del locale, che cercava un nuovo personaggio da lanciare come deejay. Ho accettato al volo perché mi sembrava una bella occasione e, grazie ai consigli di Marco Garavelli e degli altri che mi hanno insegnato il mestiere, ho iniziato quasi per gioco quello che poi sarebbe divenuto un vero e proprio lavoro». Oggi com’è il tuo rapporto con la consolle? «Ottimo, perché pur essendo un bell’impegno, che richiede il massimo dell’attenzione e una grande forza di volontà, si tratta di una cosa che faccio con tantissima passione». In Italia però il rock per i dj set dei locali è sempre stato considerato un genere alternativo, rispetto alla dance e alle sonorità elettroniche legate alle tendenze di house e techno. Secondo te c’è un complesso di inferiorità o le due situazioni possono convivere? «Nessun complesso di inferiorità, semplicemente bisogna capire che è molto più facile far ballare la gente con una musica che ha la cassa in quattro quarti come la dance, piuttosto che con il rock che possiede un ritmo diverso e richiede più passione per essere vissuto come motore di una serata. Inoltre, negli ultimi anni mi pare che il rock sia prepotentemente uscito dalla nicchia, diventando un genere meno estremo e più generale, quindi considerarlo ancora oggi alternativo credo sia un errore di valutazione». E come deejay donna qual è il tuo

MARI K.

rapporto col cosiddetto mondo di plastica del by-night, generalmente considerato maschilista per la tendenza a relegare le ragazze a ruoli oggetto come quelli di cubista, ragazza immagine, driver? «Un po’ di maschilismo può esserci, in certi ambienti, però anche qui mi pare siano stati fatti dei passi avanti, perché negli ultimi anni, in discoteca come altrove, la donna sta diventando sempre più soggetto e sempre meno oggetto, nel senso che svolge il suo lavoro in maniera consapevole e spesso è proprio lei a prendere in mano le redini della situazione, distinguendosi non solo per l’eventuale bella presenza, ma anche per le capacità di organizzare e dirigere il lavoro degli altri, uomini o donne che siano». Marco Vallarino

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Mari k . alla consolle del Pub Dreamers di Imperia

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Momenti di Gusto #3  

Bimestrale cartaceo di società, costume, cultura, turismo, attualità, diretto da Giò Barbera e edito da Vie de Charme.

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