UM CONTEST 2011

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UtilitĂ manifesta / Contest 2011 / /

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Dopo Fight Poverty / Meno Spreco Più Diritti

Ci ritroviamo a parlare di progetto come condizione indispensabile alla vita. Senza progetto non si vola, il sogno svanisce, la realtà è dura ma non durevole. Si esaurisce su se stessa se non trova il progetto, la virgola, la parentesi aperta, quella sospensione che alimenta il desiderio di spingersi in là, di scoprire cosa ci possa essere ancora di nuovo. Grazie ai designers che hanno preso parte a Design for Volunteering, seconda edizione del design contest dedicato alla promozione e alla tutela dei diritti umani, è arrivato un messaggio forte e chiaro: dietro alla cortina di fumo, dietro alle ingiustizie, dietro alle negazioni verso l’uomo e il pianeta c’è ancora tanto da immaginare, tanto da progettare e da rendere realtà. Certamente realtà e utopia sono spesso lontane, non aderiscono mai e completamente, è difficile, se non impossibile, immaginare una loro fusione. Eppure tra i due estremi ci sono tanti livelli intermedi di azione che aiutano a intravedere possibilità inesauribili di miglioramento di tutte le cose - dei rapporti umani, dei rapporti tra uomini e cose, dei rapporti tra cose e ambiente -. Un’infinita combinazione di possibilità che ad altrettante proposte lascia spiragli aperti. E a tutte queste, attraverso Utilità Manifesta/design for social, dal 2004 diamo un unico nome: progetto.

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After Fight Poverty / Less Waste More Rights

Here we are again speaking about design as a necessary condition of life. Without design we don’t fly, the dream disappears, reality is hard and hardly long lasting. Life spends itself uselessly if it doesn’t find a project, a comma, an open parenthesis, a point of suspension that feeds one’s desire to push oneself further, to discover something that may still be new. Thanks to the designers who took part in Design for Volunteering, the second edition of the design contest focusing on the promotion and protection of human rights, a strong and clear message has made itself heard: behind the smoke curtain, behind injustice, behind the negation of man and the planet there is so much to imagine, so much to design and make real. Certainly, reality and utopia are often far apart, they never fit perfectly and it is difficult, if not impossible to imagine a way to make them blend. Nevertheless, between two extremes there are so many intermediate steps to take, which make us discern inexhaustible improvements for everything – from relations among human beings, to relations between men and objects and between objects and the environment. An endless combination of chances which leaves open way to endless suggestions. And to all of these, Utilità Manifesta/design for social has since 2004 given one name: design.


Design for Volunteering / Peace, Human Rights /

Design contest

D La parola futuro è tra le più inflazionate quando si parla di malessere sociale. Ma il malessere sociale è presente, adesso, in ogni parte del mondo. La parola futuro è tra le più usate anche quando si parla di impegno sociale ma l’impegno sociale è già presente, adesso, in ogni parte del mondo. Quando non si ha una percezione chiara del presente, la parola futuro può confondere: autorizzare a credere che il tempo trascorso a vivere, giorno dopo giorno, non sia degno di attenzione e di cura, di partecipazione e di condivisione, di doveri e di diritti. La parola futuro sta diventando un alibi, una parola troppo comoda dietro la quale nascondere la necessità, da parte di tutti, di agire attivamente il cambiamento. La Commissione Europea ha dedicato al 2011 un anno di attenzione universale al tema del Volontariato, nella tensione a promuovere una più forte percezione dell’oggi e dei temi sociali che lo caratterizzano.

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L’Unione Europea ha mirato, soprattutto, a valorizzare l’impegno di tutti coloro che con azioni quotidiane danno voce al presente, dando forma a realtà di evoluzione etica e civile, a soluzioni possibili per affrontare problemi di entità locale e mondiale, premettendo ai propri diritti il proprio dovere, decidendo di dare prima di avere.

100 milioni di europei dedicano già il proprio tempo al volontariato: sono il motore delle società, le fondamenta di quella crescita culturale basata sulla tutela dell’infanzia e dei ragazzi, sul dialogo intergenerazionale ed interculturale, sulla lotta alle mafie, sugli aiuti umanitari e sullo sviluppo economico dei paesi poveri, sullo sviluppo sostenibile, sulla tutela del diritto al lavoro, sull’abbattimento delle barriere architettoniche, sul rispetto delle religioni e delle etnie, sull’affermazione e sulla tutela della democrazia, sulla lotta alle povertà e alle emarginazioni. Volontariato è sinonimo di pace, non separa ma crea legami, non conosce verità assolute ma realtà progettate e vissute in prima persona, non persegue il suo interesse nè quello del singolo.

Utilità Manifesta/design for social ha sostenuto attivamente l’Anno Europeo del Volontariato legando le origini della parola “progetto” a un tempo di intuizioni, visioni, sogni e utopie al futuro, senza rinunciare mai a un solido legame con il presente che lo ispira e gli indica la direzione. Utilità Manifesta ha affidato al progetto grafico e al design industriale la responsabilità di generare il nuovo linguaggio della solidarietà e della partecipazione sociale. Questo il punto di partenza: fino a quando ogni relazione interpersonale sarà guidata dal principio del dare per avere, emarginazione, povertà, sopraffazione avranno sempre il sopravvento sui diritti e sulle persone.


Design for Volunteering / Peace, Human Rights /

Design contest

v The word future is among the most commonly used whenever social unease is addressed. But social unease is now existing in every part of the world. The word future is also the most commonly used to address social commitment. But social commitment is already existing in every part of the world. When there is no clear perception of the present, the word future may be confusing and it may lead to think that the time spent to live our everyday life is not worth attention, care and participation or it does not imply the sharing of rights and duties. The word future is becoming an alibi, a too convenient word behind which everybody may conceal their need to actively make a change. The European Commission devoted the year 2011 to the universal awareness of volunteering, in an effort to promote a stronger perception of the present-time social issues. The European Union intended above all to reward the commitment of all those who every day give voice to today’s social issues by promoting an ethical and civic progress, envisaging possible solutions to local and international problems, putting duties before rights and deciding to first give and then take.

100 million Europeans are already devoting their time to volunteering. They are the drive of society, the foundation of a cultural growth that is based on children and youth protection, intergenerational and inter-cultural dialogue, mafia fight, humanitarian support, the economic development of poor countries, sustainable development, the right to work, the removal of architectural barriers, the respect for different religions and races, the enforcement and protection of democracy and the fight against poverty and ostracism. Volunteering is a synonym for peace, it does not divide people, it unites them, it is based on no absolute truth, but on individual realities which everyone plans and develops personally, it does not pursue its own interest nor the interest of individual subjects.

Utilità Manifesta/design for social actively supported the European Year of Volunteering 2011 by linking the word “design” to a time of intuitions, visions, dreams and utopias on tomorrow, without dropping the strong link with today that inspires and steers it. Utilità Manifesta has charged graphic and industrial designers with the responsibility for generating a new language for solidarity and social commitment. This is the starting point: as long as all interpersonal relations fall in the economic vicious circle of give to take, ostracism, poverty and oppression will have the upper hand over people’s rights.


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Armando Milani /

Final Selection Jury

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Desidero esprimere le mie congratulazioni agli organizzatori di Design for Volunteering perché hanno sviluppato un progetto che ha saputo stimolare in molti giovani designers la ricerca della verità sulla situazione della società attuale. Oggi uno dei più rilevanti problemi consiste nel sapere risvegliare il valore della cultura e della civiltà per il miglioramento della nostra vita in comune nel nostro pianeta. È un modo efficace ed energico per difendersi dalla manipolazione culturale e dalla disinformazione. Un modo per combattere l’anestesia in cui vogliono addormentarci i sistemi mediatici e per aumentare la nostra consapevolezza. Lo scopo è di sviluppare nei giovani la passione per la ricerca degli strumenti adatti alla denuncia e alla battaglia contro questi pericoli e alla loro ricezione passiva. Stiamo attraversando un periodo di grandi incertezze, molte idee dei partecipanti hanno espresso la volontà di riprendersi il futuro attraverso la conoscenza, la denuncia e la volontà di cambiare. Non è stato facile scegliere tra i lavori da premiare perchè il livello degli elaborati era piuttosto elevato ed hanno saputo rispondere a questi concetti con grande capacità di sintesi e di immediata comuni-

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cazione che hanno saputo trasformare emozioni in memoria. Un felice connubio fra etica ed estetica.

I would like to congratulate the organizers of the Design for Volunteering contest, because the project they have developed has been able to stimulate several young designers to search for the truth on the present-time social situation. Today one of the most severe problems consists in making people aware of the value of culture and civilization for the improvement of our common living on the planet earth. This is an efficient and energetic way to defend oneself from cultural manipulation and misinformation. A way to fight against the anaesthetic sleep that mass media is using on us and increase our consciousness. The purpose is to arouse in our youth the passion for search of those instruments which are most suitable to denounce and fight against these dangers and their passive acceptance. As we are going through a period of great uncertainty, the participants’ ideas have often expressed the will to repossess their future through knowledge, denunciation and will to change. Selecting the winners has been a hard job, because the quality of works was quite high and all participants have been able to express concepts with great synthetic ability and immediate communication, which have turned emotions into memory. A happy combination of ethics and aesthetics.


David Graas /

Final Selection Jury

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Che cos’è il buon design? Una domanda apparentemente semplice, ma come succede sempre con le domande semplici,

la risposta non lo è affatto. Oggigiorno, il design è così onnipresente che porre la questione: che cos’è il buon design? equivale a chiedere: che cos’è il buon cibo o che cos’è la buona musica? La risposta, naturalmente, dipende da chi giudica. La qualità del progetto è determinata dalle esigenze, dalle aspettative e dalle motivazioni dei progettisti e degli utenti. La natura del progetto riflette direttamente il sistema di valori della società che lo produce. Arrivo perfino a dire che oggi, nel nostro mondo, la definizione di “buon design” è rappresentata dal successo commerciale. Il principale (e spesso unico) punto di riferimento per determinare la qualità del prodotto sta nel fatto che la gente desideri comprarlo, senza preoccuparsi troppo della soddisfazione a lungo termine o dell’ambiente, ma solo che il prodotto si venda come il pane! Ora, è qui che viene il bello. Ovunque ci accorgiamo che il sistema di valori della nostra società (occidentale) si sta rivalutando. Cresce la richiesta di più collaborazione che competizione, più scambio che chiusura, più qualità che quantità e – parlando di progettazione – più “piacere di utilizzare” che “piacere di acquistare”. Al tempo stesso, il successo personale non sembra più corrispondere alla capacità di arricchirsi. Il banchiere con la sua posizione privilegiata è diventato “persona non grata”. Oggi il successo è principalmente determinato dalla capacità di contribuire al benessere del gruppo, della società nel suo complesso. Nel nuovo modello economico che va gradualmente delineandosi, l’altruismo si scopre abile a tradurre la natura primordiale del design. Alla fine il design si identifica con i suoi utenti. E i designers, qualunque siano le loro priorità, devono sempre avere ben chiaro l’interesse dell’utente. Quindi, mettere in primo piano l’utente è, per noi progettisti, un piccolo passo ed ora che si afferma ed è addirittura apprezzato per essere veramente al servizio della gente, possiamo finalmente fare ciò che facciamo meglio: studiare la migliore soluzione possibile per rispondere alle esigenze fondamentali della gente. La definizione di “buon design” potrebbe essere riassunta in una sola e semplice regola: progetta per gli altri ciò che vorresti fosse progettato per te. What is good design? A simple question it seems, but, as always with simple questions, the answer is everything but simple. Design nowadays is so omnipresent that posing the question: what is good design? is the same as asking: what is good food or what is good music? The answer of course depends on the person judging. Quality of design is determined by the demands, expectations and motives of the design producers and the design users. The nature of design directly reflects the value system of the society that produces it. I dare to say that the definition of good design today in our world is commercial success. The main (and often only) benchmark for the quality of design is that people want to buy it. Don’t bother too much about long term satisfaction or the environment, make sure the stuff sells as hot cakes! Now, here is where it becomes interesting. Everywhere we see the signs that the current value system of our (western) society is being re-evaluated. There is a growing call for more collaboration instead of competition, more exchanging instead of foreclosure, more quality instead of quantity and – in relation to design specifically- more “the pleasure of using” instead of “the pleasure of buying”. At the same time personal success seems no longer equal to the ability to grab as much wealth as possible.

The banker with the big bonus has become a persona non grata. Being successful now is far more determined by the degree you contribute to the happiness of the group. To society as a whole. In this new economic model that is gradually taking shape there is an altruistic element that is very much suiting the primal nature of design. In the end design is about users. And designers, wherever their priorities may lie, should have the interest of the user always in clear sight. So putting the user first is for us designers a small step. And now that it is accepted and even appreciated to truly serve people, we - designers - can finally do what we do best: give the best possible shape to solutions for sincere needs of people. The definition of good design could be summed up by a single and simple rule of thumb: design for somebody else what you want somebody else to design for you!


Ayşegül Izer /

Final Selection Jury

A i Il Manifesto Icograda sulla Formazione al Design pubblicato a Seoul nel 2000 affronta il futuro dell’istruzione sul design e il nuovo programma di design. “Il nuovo programma di design prevede le seguenti dimensioni: immagine, testo, movimento, tempo, suono e interattività. La formazione al design deve concentrarsi sulla mentalità critica unita agli strumenti di comunicazione. Deve coltivare un approccio ed una capacità di auto-riflessione. Il nuovo programma deve incentivare strategie e metodi di comunicazione e collaborazione. La teoria e la storia del design devono diventare parte integrante della formazione al design. La ricerca progettuale dovrebbe incrementare la produzione di conoscenze sul design, per migliorare le sue prestazioni attraverso la comprensione, cognizione ed emozione, tutti fattori umani fisici, sociali e culturali.

Oggi più che mai la formazione progettuale deve preparare gli studenti al cambiamento e per questo 16 /

motivo deve trasformarsi da una realtà incentrata sull’insegnamento ad una incentrata sull’apprendimento, tale da permettere agli studenti di sperimentare e sviluppare il proprio potenziale all’interno ed al di là dei programmi accademici. Pertanto, il ruolo dell’educatore al design si modifica da quello di semplice fornitore di conoscenze a quello di soggetto ispiratore, che promuove l’orientamento verso una pratica più sostanziale”. Quindi la capacità di riflettere su un futuro vicino e lontano diventa parte integrante del design di comunicazione visiva. Nella società consumistica contemporanea, il designer è percepito come “qualcuno che sa rendere prodotti e servizi più attraenti di quanto non siano in realtà”, e secondo molti designers “il design è un lavoro”, quindi non deve diventare una priorità etica. Ciononostante, un numero crescente di progettisti hanno dato nuova luce a questo problema ed adottato il design etico come il compito della propria vita. “Il designer deve sempre lavorare con una netta consapevolezza dell’armonia e dell’equilibrio; deve operare per il bene dei soggetti meno privilegiati della società, verificare i risultati degli interventi progettuali ed accettare una responsabilità sociale e morale”. In questo contesto, dobbiamo iniziare oggi stesso ad immaginare dei modi con cui “il concetto di design” possa contribuire ad un futuro sostenibile, intellettuale e ben equipaggiato verso il prossimo millennio. Secondo il filosofo italiano Gramsci, ognuno di noi a prescindere dalla propria professione è per sua natura in grado di cambiare, trasformare e ricreare il futuro. Gli intellettuali di una società devono, attraverso i propri scritti ed altre opere, condividere con le masse il potere di questo potenziale. Gramsci aggiunge che un intellettuale nella società moderna non può permettersi di rinchiudersi in una torre d’avorio, ma deve partecipare attivamente alla vita della gente.


Nella realtà di oggi, se tutti coloro che operano in settori attinenti alla produzione e distribuzione della conoscenza diventassero – come dice Gramsci – intellettuali organici, ci potremmo aspettare un cambiamento del mondo in senso positivo. In tale ambito, l’obiettivo del graphic designer è “parlare di design, produrre design e persino creare problemi da risolvere con il design; discutere i modi possibili con i quali il designer può contribuire ad un futuro sostenibile in termini di interazioni sociali, politiche, economiche ed ecologiche”. Seguendo tale punto di vista, dobbiamo riunire progettisti, educatori al design e studenti non solo all’interno dei propri paesi, ma provenienti da tutte le parti del mondo, intorno ad una disciplina di comunicazione del design e permettere il dialogo e l’interazione ad un livello universalmente accessibile, promuovendo pratiche interdisciplinari, aumentando la qualità degli elaborati e fornendo un contributo positivo agli sforzi compiuti da ogni studente per costruirsi un’identità professionale. In omaggio alla nostra missione di formare progettisti capaci di approcciare i problemi da tutti i possibili punti di vista per cercare delle risposte, estroversi, partecipativi, in grado di pensare per conto proprio, con un alto livello di consapevolezza e considerazione per i risultati ecologici e psicologici del proprio lavoro e professionalmente ed umanisticamente etici.

The Icograda Design Education Manifesto which was published in Seoul in 2000 tackles the future of design education and the new design programme. “The new design program includes the following dimensions: image, text, movement, time, sound and interactivity. Design education should focus on critical mentality combined with tools to communicate. It should nurture a self-reflective attitude and ability. The new program should foster strategies and methods for communication and collaboration. Theory and design history should be an integral part of design education. Design research should increase the production of design knowledge in order to enhance design performance through understanding cognition and emotion, physical and social and cultural human factors. More than ever, design education must prepare students for change. To this end, it must move from being teaching-centered to a learningcentered environment, which enables students to experiment and to develop their own potential in and beyond academic programs. Thus the role of design educator shifts from that of only knowledge provider to that of a person who inspires and facilitates orientation for a more substantial practice”. So the ability to reflect on the close and distant future will be integral to visual communication design. In contemporary consumer society, the designer’s role is perceived as “someone who renders products and services more attractive than they are”, and according to many designers “designing is a job” so it doesn’t have to be an ethical priority. Nevertheless, a growing number of designers shed new light on this issue and adopt ethical design as a lifelong responsibility. “The designer should always work with an acute awareness of harmony and balance; s/he must work for the sake of those members of the society who are less privileged, confront the results of design interventions and accept social and moral responsibility”.

In this context, we need to start today to think about the ways in which “The Design Concept” can contribute towards a sustainable, intellectual and well-equipped future into the next millennium. According to the Italian thinker Gramsci, each and every person, regardless of his or her profession, is inherently able to change, transform and re-create the future. Intellectuals in a society must, through their writings and other creations, share the power of this potential with the masses. Gramsci adds that an intellectual in modern society cannot afford to be a recluse in an ivory tower; he needs to actively participate in the life of the people. In today’s world, if everybody working in fields related to the production and distribution of knowledge, could become – in Gramsci’s words – an organic intellectual, then we could expect to see the world changing in a positive direction. Graphic designer’s objective is to “talk about design; produce design; and even create problems, henceforth solutions in design; discuss possible ways in which the designer can contribute towards a sustainable future in terms of social, political, economic and ecological interactions”. Following the path of this vision, we must aim to bring together designers, design educators and students not only in their countries but living in different parts of the world, around the communicative discipline of design; and to enable dialogue and interaction on a universally accessible level, promoting interdisciplinary practices, raising the quality of works and making positive contributions towards each student’s efforts in building a professional identity. In celebration of our mission to nurture designers who approach problems from all possible angles, looking for answers; who are extroverted, participatory, able to think independently; with a high level of awareness and a regard for the ecological and psychological results of their work and are professionally and humanistically ethical.


Donald Beeckman

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Final Selection Jury

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Mauricio Cardenas

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Final Selection Jury

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Una bellissima idea, un tema affascinante che invita a riflettere sul ruolo del designer e del suo con-

tributo attraverso la progettazione per la società di oggi in un contesto di grandi sfide dove il tema sociale non è quasi mai al centro in modo sincero. Chi ha partecipato denota, secondo me, un livello di sensibilità attualmente fuori dalla norma anche tra di noi creativi. È stato un vero piacere avere avuto l’occasione di aver fatto parte della giuria.

A great idea, a fascinating topic stimulating reflection about the designer’s role and contribution by designing for today’s society in a context of great challenges, where the social issue is almost never focused in a sincere manner. In my opinion, those who took part in the Design for Volunteering contest have shown an amount of sensitivity, which is extraordinary even for us creatives. It has been a real pleasure to be part of the jury.


Gordon Young /

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Final Selection Jury

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I designers hanno scelto una strada diversa rispetto agli artisti, hanno scelto di dare una risposta a problemi, compiti, questioni in modi che gli artisti non necessariamente sono chiamati ad affrontare. Hanno talenti e accumulano abilità con un alto valore di mercato, per cui non ho alcun problema a riconoscere loro la possibilità di ricavarci un profitto. Nonostante il detto “chi paga comanda”, essi restano cittadini come noi e conducono vite simili sullo stesso nostro pianeta. Gli amici progettisti, che professano di voler lavorare per chiunque [anche il Manchester United] non rimarrebbero amici a lungo se li vedessi riempire le ampie tasche dei grossi calamari che nuotano sopra di noi, divorando i nostri giovani. Ci saranno sempre dei progettisti abbastanza stupidi e avidi da operare come assistenti di tali sfruttatori, ma consideriamoli di seconda classe e sterili. Quelli con talento, immaginazione e ponderazione devono essere incoraggiati ad usare le proprie capacità come gli astuti e insipidi calamari non potranno mai fare. Abbiamo bisogno che i creatori di immagini e gli ideatori di messaggi più talentuosi prendano semplicemente in considerazione i problemi che le loro famiglie ed i loro amici non possono evitare. Benvenuti progettisti sul pianeta terra, che sorpresa, anche voi

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siete umani.

Designers chose a different route to artists, they chose to answer problems,tasks,issues in ways that artists don’t necessarily need to face. They have talents and accrue skills that has broad value in the marketplace, for which I have no problem with them making some profit. Despite the guise of “he who pays the piper calls the tune” they remain citizens with the rest of us leading similar lives in the same world. Designer friends who profess they will work for anyone [even Manchester United] would not remain friends for long if i saw them pandering to the large pockets of the Vampire Squids which swim above us, devouring our young. There are always those designers who will be stupid and greedy enough to work and assist such exploiters but let them be the second rate and sterile. The talented, the imaginative, the thoughtful should be encouraged to use their abilities in ways that the clever, bland Vampire Squids won’t. We need the most talented image makers and message senders to simply consider the issues which their family and friends cannot avoid. Welcome to planet earth designers, big shock, you’re earthlings too.


Oded Ezer /

Final Selection Jury

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Abbiamo il diritto, il dovere e la missione di alimentare un pensiero collettivo propositivo sui problemi che sono condivisi da tutti noi come esseri umani e che tutti noi coinvolgono, senza distinzione di razza, sesso o credo; abbiamo il diritto, il dovere e la missione di utilizzare tutti gli strumenti creativi a nostra disposizione per combattere l’odio, l’abuso e la paura nel mondo in cui viviamo; abbiamo il diritto, il dovere e la missione di farlo, grazie ai nostri talenti e grazie al fatto che abbiamo ragione quando affermiamo di volere un mondo migliore, più equo e rispettoso per ognuno di noi; abbiamo il diritto, il dovere e la missione di educare le generazioni future alla compassione e alla positività – molto al di sopra delle teste dei nostri irresponsabili governanti. Non sempre i nostri sforzi produrranno risultati, almeno non nel breve periodo, ma vale la pena di provarci, non dovremmo mai smettere di provarci.

We have the right, duty and mission to create a positive public opinion about issues that are shared by all of us as human beings, and that we all are affected by, regardless of race, gender or belief; We have the right, duty and mission to use all creative tools that we may have, to fight hatred, abuse and fear in the world we live in; We have the right, duty and mission to do so, thanks to our talents, and thanks to the fact that we are right when we say that we want a better, more equal and respectful world for each and every one of us; We have the right, duty and mission to educate future generations for compassion and positiveness - high above the heads of our irresponsible leaders. It may not always be helpful, at least not in the short term; But it is always worth a try, we should always continue trying.


Stefano Asili / AIAP - Associazione Italiana Design della Comunicazione Visiva Pre-selection Jury

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L’unica cosa che detesto di Utilità Manifesta è che non posso partecipare. L’onore di essere giurato, infatti, mi lusinga, ma mi impedisce di fare due cose. Da un lato, appagare la mia necessità di competizione di sportivo da poltrona. Dall’altro, pensarmi parte, almeno ogni tanto, di un mondo che cerca ancora un senso a questo mestiere, che troppo spesso lubrifica - magari contraddicendoli ma, proprio per questo, certificandone l’ineluttabilità - i meccanismi di un’economia mondiale mai sazia di guardarsi allo specchio. UM è confrontarsi con capolavori assoluti e soluzioni ingenue, accomunate tuttavia (quasi) sempre da una profonda autenticità. UM è una chiamata: alcune domande sono sempre le stesse, e spesso sono le stesse le risposte. Perché la grafica, almeno per ora, è ancora fatta per gli umani, organismi, in fondo, molto simili al di là delle differenze culturali. Per questo non importa trovare la risposta più intelligente o più originale: l’importante è, come sempre, cercarla.

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The only thing I hate about Utilità Manifesta is that I cannot enter the competition. Although I feel honored to be a juror, this prevents me from doing two things: on the one side, fulfilling my competition need as a “sofa sportsman” and, on the other, thinking of myself as a part – at least once in a while – of a world which is always trying to give a meaning to this job. As a matter of fact, this profession too often oils the gears – often by contradicting them, but then again certifying their unavoidability – of a world economy which never gets tired of looking at itself in the mirror. UM is absolute masterpieces and naive solutions, (almost) always united by deep authenticity. UM is a call: some questions are always the same, and sometimes even answers are always the same. Because gratification, at least for the time being, is for human beings, i.e. organisms which – beyond their cultural differences – are very similar to one another. For this reason, it is not finding the smartest or most original answer that counts, but – as usual – looking for one.


Luisa Bocchietto

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/ Presidente ADI - Associazione per il Disegno Industriale

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Il design si evolve da design del solo prodotto a design del processo e del servizio. In questa concezione evolutiva cambiano anche i criteri di selezione che accolgono, accanto ai principi del rispetto della congruenza tra forma e funzione, anche quelli del rispetto del design for all, dell’ergonomia, della sostenibilità, della disassemblabilità, della riduzione dei rifiuti, del rispetto dell’ambiente. Pensare ad un design per tutti significa ragionare in termini di semplificazione dei messaggi, di utilizzo dei prodotti pensati come fruibili nell’arco temporale della vita dell’individuo, comprendendo infanzia, vecchiaia, malattia, disabilità. Quest’ultima viene vista come una delle particolari situazioni di difficoltà che possono interessare l’individuo, non la sola; progettare in modo consapevole vuole dire tenere conto di tutte le barriere all’uso: fisiche, mentali, culturali. Il ruolo sociale diventa una componente del progetto che non si accontenta di produrre “merci” ma desidera migliorare la qualità complessiva degli individui. Fare bene, fare bello, fare meglio si integrano alla conoscenza tecnica e all’innovazione tecnologica per colmare nuove esigenze ed anche un desiderio vitale di evolvere verso nuovi traguardi mentali. In questo senso progettare significa pro-iettarsi oltre, accettare la sfida di contribuire, con il nostro lavoro, a creare condizioni di vita migliori per tutti. Il coinvolgimento dei giovani è fondamentale sia per permettere loro di confrontarsi con la realtà ed iniziare un percorso professionale, sia per continuare a lasciare aperti luoghi di confronto con le nuove generazioni, i loro bisogni, le loro attese.

Design is evolving from product design to process and service design. In this evolutionary trend, also selection criteria are changing and, besides the principles of respect for consistency of shape with function, new principles are being accepted, such as the respect for design for all, ergonomy, sustainability, demountability, waste reduction and environmental protection. Thinking of design for all means reasoning in terms of simpler messages, or using products which remain usable throughout the life of users, including their babyhood, old age, disease or disability. Disability is seen as just one of the special trouble situations which may hit an individual. Designing with awareness means taking all use barriers into consideration, including physical, mental or cultural barriers. Social role becomes a component of design, which does not content itself with producing “goods”, but wishes to improve the overall quality of individuals. Doing good, doing well, doing right or doing better integrate with technical know-how and technologic innovation, to meet new requirements and fulfil a vital desire to evolve towards new mental targets. Designing means projecting oneself beyond, accepting the challenge of aiding, with our work, the creation of better living conditions for everybody. Involving young designers is fundamental, both to allow them to face reality and start a professional path, and to continue to leave an open space for interacting with the new generations, their needs and expectations.


Francesco Maria Giuli

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Il design salva la vita / Design saves lives

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Luoghi, persone, città, identità, bisogni, comunità. Non c’è un modo diverso per relazionarsi al mondo senza pensare alla propria vita. Ci spostiamo, incontriamo persone, viviamo l’ambiente, la strada, gli alberi, le case, il traffico, interpretiamo segni, simboli, segnali, insegne, colori, il caldo e il freddo, ci beviamo un caffè. Ci alteriamo, ci innamoriamo; una chiesa, un caro amico, soffriamo, sfidiamo il futuro ogni giorno. E ogni giorno il design svolge la sua funzione - o finzione - aiutandoci a prendere su uno spaghetto e sorreggendoci dentro il bus con una bella maniglia, indicandoci un attraversamento pedonale, segnalandoci un taxi libero, un aiuto ed un sostegno per la vita, un salvataggio d’emergenza con le strisce gialle.

Questa è la “... carta d’identità del design utile” per dirla alla Massimo Dolcini; l’espressione “grafica di pubblica utilità”, nasce per evidenziare il profondo legame tra progetto e vantaggio concreto/reale che il destinatario ne trae. Per il gruppo di UM è una tensione costante, un convenzione che attiene al proprio percorso di vita e rende intolleranti della mediocrità, del non impegno, della non-scelta che opacizza l’individuo nella massa e lo nasconde alle sue responsabilità nella comunità, dell’eterna paura del nuovo, dell’estraneo, della mescolanza, dello sconosciuto. Una visione dal basso che rende 24 / visibile l’invisibile. Il design utile si realizza allora, quando il progettista sta, vive e si relaziona attivamente con il sistema

economico e sociale e quando ha la capacità di pro-jectare, vale a dire di gettare avanti lo sguardo, di mettere avanti l’intuizione/istinto a immaginare il futuro prossimo in funzione del presente. Visionario, inventore, esploratore, sognatore, pensatore, il designer è prima di tutto un uomo. Attraverso la pratica del design utile pre-serva la sua umanità, la capacità di immaginare l’impossibile e di realizzarlo avvalendosi di competenze professionali, relazioni, osservazione; ancora dell’attitudine a domandarsi il perché delle cose, a partire dalla propria esperienza di vita, dal proprio quotidiano di gesti, abitudini, persone per immaginare il futuro. Vogliamo progettisti più “umani”, vicini alle persone e ai bisogni della comunità. Il designer e il progetto hanno una grande responsabilità verso il futuro: quella di renderlo migliore.

Places, people, cities, identities, needs, communities. There is no other way of relating to the world without thinking of our own lives. We travel, meet people, live the environment, experience roads, trees, houses, the traffic; we interpret marks, symbols, signals, signs, colors, heat and cold. We drink coffee, get angry, fall in love, see a church, meet a dear friend, suffer and face the future every day. And every day design plays its role - or fiction - helping us to eat spaghetti or grab hold of a nice bus handle; showing us where a pedestrian crossing is, which taxi is vacant, where we can find a life aid or a rescue area marked with yellow stripes. This is the “… identity card of good design” as Massimo Dolcini put it. The term “public utility graphics” was created to highlight the strong link between design and the concrete/real benefit it offers to all recipients. For the UM team, this means constant pressure, a convention holding by our lifestyle and making us intolerant of mediocrity, non-commitment, non-choice, that blurs the individual among the masses and diverts it from its responsibilities towards the community. It relates to the endless fear of what is new, alien, mixed up or unknown. A bottom-up view that makes the invisible visible. Then, good design becomes reality when the designer integrates with the economic and social system where he lives and which he actively faces, and when he has the ability to project, i.e. to cast his eyes/intuition/instinct over, the near future as a function of the present. Although a visionary, inventor, explorer, dreamer and thinker, the designer is first of all a man. Through the practice of good design, he can save his humanity, his ability to imagine the impossible and achieve it with the help of professional skills, relations and observation, or the aptitude for wondering why things happen starting from his own life experience and everyday routine made up of gestures, habits and people to imagine how the future will be. We want a more “human” designer, one who is closer to the people and the needs of the community. The designer and the project have a great responsibility towards the future: to make it better.


Libera

/ Associazioni, nomi e numeri contro le mafie

l

Nasce nel 1995, sulla scia dell’onda emotiva delle stragi di mafia del ‘92 e ‘93: un progetto declinato da subito al plurale come rete di associazioni, familiari di vittime di mafia, uomini e donne che decidono di unirsi per dare più forza e più voce alla società civile contro le organizzazioni criminali mafiose e contro coloro che con le proprio connivenze, le collusioni e i silenzi rendono più forti le mafie. In questi anni il progetto di Libera è cresciuto, la rete si è rafforzata grazie all’impegno dal basso di tante e tanti, nella maggior parte dei casi giovanissimi, che hanno deciso di donare volontariamente il proprio tempo e le proprie intelligenze per costruire sul territorio presidi di democrazia, partecipazione e giustizia sociale contro mafie e corruzione. Sosteniamo il progetto Design for Volunteering di Utilità Manifesta perché crediamo fortemente nella necessità di condividere “la responsabilità di generare il nuovo linguaggio della solidarietà e della partecipazione sociale”, anche a partire dalla capacità di comunicare il bello. D’altronde, come recitava un manifesto di Libera del 2010: l’etica libera la bellezza.

Libera, Associations, names and numbers against mafias was established in 1995, following the lead of the mafia bloodsheds in 1992 and 1993 and it soon started as a collective project to include a network of associations, mafia victims’ family members, men and women who have decided to join together to give voice and more power to civil society against mafia and criminal organizations and against those who, with their connivance, collusion and silence make mafias stronger. In three years, the Libera project has increased, the network has grown stronger thanks to the bottom-up commitment of many men and women, in most cases very young people, who have chosen to willfully devote their time and intelligence to build a garrison for democracy, participation and social justice against mafias and corruption. We support the Design for Volunteering project by Utilità Manifesta because we strongly believe in the need to share “the responsibility for generating a new language of solidarity and social participation”, which even starts from the ability to communicate beauty. After all, as a 2010 Libera poster goes: ethics sets beauty free.


Gruppo Cordenons

/

Per dimostrare il nostro rispetto nei confronti dell’ambiente non abbiamo bisogno di ricorrere ad azioni eclatanti, le nostre attività quotidiane sono il nostro miglior impegno in tal senso.

Gli stabilimenti del Gruppo Cordenons sorgono in epoche lontane in aree a stretto contatto con la natura, e da centinaia d’anni vige uno stretto equilibrio nello sfruttamento delle risorse naturali locali, garantendo tuttavia il rispetto dell’ecosistema circostante. L’impegno aziendale verso l’ambiente, nell’ottica della Comunità Europea, è evidenziato dal conseguimento della Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA D.Lgs 59/05) derivante dall’applicazione della IPPC (Integrated Pollution Prevention and Controll) al fine di ottenere un elevato livello di protezione ambientale attraverso la prevenzione e la riduzione integrale dell’inquinamento. L’approvvigionamento delle materie prime fibrose vergini legno-derivate è implementato a livello dinamico, garantendo nonostante le fluttuazioni di mercato un adeguato rifornimento di materiale certificato e/o controllato derivante da zone a basso rischio. L’attenzione all’ambiente non è limitata alle sole unità produttive ma è volta anche verso i propri clienti, per questo il packaging delle nostre carte è realizzato con materiali facilmente separabili e smaltibili, i quali vengono impiegati nei quantitativi minimi necessari a consentire l’integrità del prodotto garantendo tuttavia un limitato impatto sul conseguente smaltimento. Il progetto di Utilità Manifesta è in piena sintonia con la filosofia di Gruppo Cordenons, che ha dunque deciso di sostenere con la fornitura della carta il “Design for Volunteering, Peace and Human Rights Contest”. 26 /

We don’t need to resort to spectacular stunts in order to show our respect for the environment, our daily activities are our best commitment in that sense.

The Gruppo Cordeonos factories rose in distant times in areas that are closely in contact with nature, and since hundreds of years a careful balance has been in place for the utilisation of the local natural resources, assuring nevertheless the respect due to the surrounding ecosystem. The company commitment to the environment, from the European Community perspective, is highlighted by the obtainment of the Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA D.Lgs 59/05) deriving from the application of the IPPC (Integrated Pollution Prevention and Control) in order to reach a high level of environmental safeguard through prevention and sweeping reduction of pollution.

Provision of wood-derived pure fibrous raw materials is implemented dynamically, thus ensuring, notwithstanding market fluctuations, an adequate supply of certified and/or controlled material that comes from low risk areas. Care for the environment is not limited to the production units but it also addresses our customers, thus packaging for our paper is made with materials that are easily separable and disposable, used to a minimum quantity to allow the product integrity while ensuring a limited impact on later disposal. The project Utilità Manifesta is in full harmony with the philosophy of Gruppo Cordenons which has therefore decided to support the “Design for Volunteering, Peace and Human Rights Contest” providing the paper.


Vicina ai creativi, vicina all’ambiente.

Scegliere la carta giusta per un progetto non è una decisione banale, è una scelta che nasce dal bisogno di comunicare qualcosa in più, qualcosa che lasci un segno distintivo ben preciso. E così come la creatività non ha limiti, la carta non può essere un limite ma una risorsa dalla quale attingere quotidianamente. FLORA, con la sua gamma di colori ispirati alla natura, vuole essere sempre più vicina alle esigenze dei creativi. Ed è per questo che è una carta riciclata certificata FSC®, per meglio rispondere all’esigenza di un messaggio creativo che sia anche sensibile alla salvaguardia dell’ambiente.

www.gruppocordenons.com


Graphicmasters /

28 /



Paesi

/ Countries

p c 30 /

Afghanistan

Mexico

Argentine

Nepal

Australia

Oman

Austria

Plurinational State of Bolivia

Canada

Portugal

China

Republic of Korea

Colombia

Romania

Croatia

Russian Federation

Democratic People’s Republic of Korea

Serbia

Ecuador

Singapore

Finland

Slovakia

Germany

Spain

Greece

Taiwan

Indonesia

Turkey

Islamic Republic of Iran

Ukraine

Israel

United Arab Emirates

Italy

United Kingdom

Japan

United States

Lebanon

Venezuela

Lithuania



fi n 32 /

/ 40 finalist PROJECTS

20


a li +20

s

st


gr a de 34 /

/ 20 finalist PROJECTS / graphic design


ph i c s i gn /


36 /

Alessandra Selene De Marchi / Italy / Life


Ali Seylan / Turkey / Interconnected World / Institute: Ondokuz Mayis University


38 /

Ali Tomak / Turkey / Peace / Institute: Ondokuz Mayis University


Wuzhonghao / China / View / Agency: Beijing China Television Yuantu Media Co., LTD


40 /

Bangwon-lee / Republic of Korea / Peace / Institute: Hongik University


Cesar Espinosa / Mexico / Not only see a smile


42 /

Emmanuel Portillo / United States / End Sex Slavery / Agency: Magnet Studio


Francesca Grillo / Italy / Crisi economica e superamenti


44 /

Johnny Xu / China / In the name of peace / Agency: Jhonny&Jane United Brand


Ali Tomak / Turkey / Child brides / Institute: Ondokuz Mayis University


46 /

Mariano Coco Cerrella / Argentine / Human Rights / Agency: LuminaSur Design


Mattia Rivetti, Davide Melotti, Andrea Pinca / Italy / 160 donne italiane / Institute: Istituto Europeo di Design Milano


48 /

Ali Tomak / Turkey / Inequality / Institute: Ondokuz Mayis University


Maxwell A. Davis / United Kingdom / Anti-wildfire Poster / Agency: Thinkverylittle


50 /

Nelu Wolfensohn / Canada / Live, Learn And Achieve / Institute: School of Design, University of Quebec in Montreal


Rasool Parvari Moghaddam / Islamic Republic of Iran / Peace Poster Institute: Faculty of Arts and Architecture, University of Guilan


52 /

Shin Jeong Chul, Lee Bang Won / Republic of Korea / Whales are not fish / Institute: Hongik University


Thomas Bohm / United Kingdom / Ban Public Smoking / Agency: User design


54 /

Wuzhonghao / China / View / Agency: Beijing China Television Yuantu Media Co., LTD Beijing


Yi Ching-Lin / China / Only Love / Institute: National Taipei University of Technology


in d us de 56 /

/ 20 finalist PROJECTS / INDUSTRIAL design


tr ial s i gn /


58 /

Simona Merlini, Alessandra Colella / Italy / Pot On / Institute: Isia Roma Design


Trovare l’acqua pulita in Africa è una necessità primaria. Così nasce “Pot On”, strumento che consente di ottenere acqua dai vapori prodotti dalla cottura dei cibi. I liquidi presenti nella pentola giungono ad ebollizione. Il vapore attraversa il condotto del coperchio e condensa nella brocca. Forma e materiali sono concepiti sulla base delle tradizionali pentole africane. L’acqua ricavata, priva di batteri, può essere usata per la preparazione di alimenti per neonati, medicine, per lavarsi e per bere. Obtaining clean water in Africa is a primary need. That’s why we designed “Pot On”, a tool for obtaining water out of the vapors released from food cooking. When liquid in the pot reaches the boiling-point, its vapors cross the small tube in the lid and go into the jug. Shape and materials are conceived bearing the traditional African pots in mind. As distilled water is bacteria free, it can be used to prepare food for newborns and medicaments, have a wash and even drink.


60 /

Eleazar Cosìo Gutiérrez, Arturo Iván Gutiérrez Guerra / Mexico / Nature Water / Agency: VCO Firma de Diseño


La raccolta delle acque piovane è un’alternativa intelligente alla gestione tradizionale dell’acqua. L’acqua piovana viene utilizzata principalmente per l’irrigazione delle piante, per cui “Nature Water” rappresenta un’alternativa efficace e vitale per il consumo umano. Si tratta di un contenitore di vetro, la cui parte superiore a forma di cono poggia su uno stelo cilindrico e una base. Oltre ad essere usato come elemento di arredo urbano o per il giardino, può anche raccogliere acqua al suo interno da utilizzare in diversi modi. La parte conica può essere più larga possibile, per raccogliere e immagazzinare più acqua. Passando attraverso un filtro nella parte cilindrica, l’acqua si depura dalle impurità solide e diventa ottimale per il consumo umano. Nel tempo il filtro può essere sostituito facilmente, mentre un indicatore indica la quantità d’acqua immediatamente disponibile. In breve, “Nature Water” è un’idea originale e semplice per fornire acqua potabile in modo facile e sicuro e per sensibilizzare la popolazione. Concept: ricorda la forma di un fiore che, simbolicamente, rappresenta i concetti di solidarietà, amore e rispetto per gli altri. L’acqua scorre all’interno del fusto, elemento elegante che colpisce sia per il design che per i materiali utilizzati. La sera si accende e funziona da illuminazione stradale. Grazie alla presenza dell’acqua contenuta nel cono, si creano effetti unici ed originali per le strade o in giardino. Collecting rainwater is a smart alternative to the traditional handling of water for various purposes. As rainwater is mainly used for plant irrigation, “Nature Water” is a genuine alternative and one which is viable for human consumption. “Nature Water” is a glass collector, with a funnel-shaped top, a cylindrical stem and a base. In addition to being an element of urban or garden furniture, it can collect water inside the cone, to be used for human consumption or for different purposes. The conical top can be as large as possible to collect and store more water, which crosses the cylindrical section passing through a filter to separate solid impurities and optimize water for human use. Over the time, the filter can be replaced easily. A display shows the amount of water available for immediate use. In a nutshell, “Nature Water” is an original and simple idea that provides water safely and easily and encourages everybody to collect rainwater, increasing the awareness of the population. Its concept takes inspiration from a flower, which in turn represents the theme of solidarity, love and respect for the others. Formally, a cone design or “flower concept” guides water into the stem, a stylish and striking element in terms of design and materials. At night it lights up and is used as a streetlamp, while the water contained in the cone creates original and unique effects in the street or garden.


62 /

Ester Coppola, Patrizia Ranzo, Rosanna Veneziano, Mario Montanino / Italy / Xerofood, Cultivate Life Institute: Fac. Architettura L. Vanvitelli, Dip. Industrial Design, Ambiente e Storia SUN Aversa


Xerofood nasce da una riflessione sulle cause della malnutrizione dei Paesi in Via di Sviluppo. Il progetto è composto da una serra che ottimizza e rende performante l’ambiente di coltivazione e da un servizio immateriale. Fonte di ispirazione sono le piante grasse, un sistema conservativo naturale. Grazie al materiale progettato, Xerofood favorisce la coltivazione in condizioni climatiche avverse. Il servizio associato promuove il progetto on-line e lo sostiene attraverso il coinvolgimento della comunitĂ virtuale. The project originates from a reflection about malnutrition in developing countries. The project includes a greenhouse which optimizes the performance of the cultivation environment plus an associated service. Xerofood inspiration comes from fat plants, a natural conservative system. Thanks to the peculiarities of the material, Xerofood allows plants to be cultivated in adverse weather conditions. The associated service aims to the online promotion of the project and its support with the involvement of the virtual community.


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Stefano Antonelli, Lorenzo Degli Esposti, Paolo Lazza, Valia Barriello / Italy / Shube Sharing Tube Agency: ZUFF design


L’immigrazione ha raggiunto proporzioni tali da costituire una nuova emergenza per i volontari. “Shube” non è una risposta al problema ma un aiuto ad accogliere le persone al momento degli sbarchi. Risolve le necessità primarie quali coprirsi e dissetarsi. Il tubo, che può essere indossato a tracolla, contiene una coperta poncho, due bottiglie d’acqua e due tazze. Ogni componente può essere utilizzato individualmente o in maniera condivisa affinchè le stesse persone soccorse imparino ad aiutarsi. Immigration has become so significant that it constitutes a new emergency for volunteers. “Shube” is not a response to the problem, but an aid for the reception of landing immigrants. Shube meets such basic needs as covering oneself up and drinking. The tube, which can be worn over the shoulder, contains a poncho blanket, two bottles of water and two mugs. Each set can be used individually or shared with the others, so that the rescued people learn how to help each other.


66 /

Kim Beom-Jun, Lee Do-Hoon / Republic of Korea / Folding Relief Food / Institute: Hoseo University


In generale, i prodotti inviati come soccorsi alimentari vengono trasportati sulla testa o sulle spalle. Oltre a tali sistemi, questo progetto aumenta l’efficienza del trasporto degli aiuti alimentari sulla breve e lunga distanza, in quanto i prodotti possono essere portati come una borsa. Gli aiuti alimentari inviati dalle organizzazioni internazionali sono effettivamente distribuiti ma è faticoso trasportarli fino a casa. I bambini, per esempio, sono costretti a dividerli a causa del peso. Anche se gli adulti trasportano i prodotti sulla testa come mostra la figura in alto, è comunque uno sforzo molto grave. Dato che molti sono costretti a percorrere tanti chilometri per andare a prendere gli aiuti alimentari, ho cominciato a chiedermi se fosse più efficace trasportarli sulle spalle piuttosto che sulla testa. In general, emergency aid food products are transported by carrying them over the head or on the back. To supplement such matters, this design increases the efficiency related to the transportation of emergency aid food products by enabling easier transport for people traveling short and long distances by carrying the products like a bag. The emergency aid food products sent from the international organizations are distributed, but it is difficult for people to carry the food products back home and there are cases where the little children have to divide them into parts because of the heavy weight. Although the adults carry the products on their heads as shown in the picture above, it is also very strenuous. Since these people travel many kilometers to receive such emergency aid food products, I began to question whether it would be efficient to carry the products over their head or on their backs.


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Kim Yo Hwan, Kim Dong Gyum, Park Hyun Soo, Choi Young Chul / Republic of Korea / Two Any One Institute: Pukyung National University


Usiamo fornelli a gas o forni a microonde per bollire, cucinare e arrostire, per preparare o conservare il cibo. I tradizionali fornelli a gas sono ingombranti e mettono a rischio la nostra sicurezza con possibili esplosioni e incendi. Inoltre, possono danneggiare la nostra salute perchè contengono gas nocivi. Per risolvere questi problemi, sono stati inventati i fornelli elettrici, ma anche questi hanno dei limiti. Non si possono utilizzare senza corrente elettrica e possono cuocere un cibo solo alla volta. Inoltre danno problemi di trasporto a causa delle dimensioni. Per questo abbiamo progettato “Two Any One“ (2 Any 1). Si tratta di un fornello elettronico ricaricabile, che può essere portato con sé per un picnic ed usato ovunque. We use gas range or microwave to boil, heat and grill food as a method of preparing and storing food. The traditional gas burner takes up much space and it may threaten our safety with a gas explosion and fire accident. It can also harm our health because it contains harmful gases. To solve these problems, the electric range was introduced. But electric range is limited. It can’t be used without electricity and you can cook only one food at a time. Because of its size, you may have trouble carrying. We suggest “2 Any 1”. It is a rechargeable electronic built-in range. When you are going on a picnic, you can bring it with you. You can use it anywhere you want.


70 /

Mattia Menegatti, Mara Melloncelli / Italy / Dress Home Less / Agency: Altrosguardo Design


Dress Home Less svolge 3 funzioni: abito/coperta, impermeabile, riparo. Il progetto nasce per fornire alla fascia di persone particolarmente svantaggiate dei senzatetto un oggetto che sia utile e pratico, costruito con semplici materiali e tecniche, facilmente trasportabile e a basso costo di produzione. È composto da 2 parti: la prima (foto 1a) è ricavata da materiale impermeabile utilizzato nelle cerate. La seconda (foto 1b) è costituita da un tessuto caldo come il pile. Le due parti possono essere facilmente assemblate, ad esempio attraverso l’utilizzo di bottoni a pressione o strap (foto 1c). La parte in tessuto (foto 2) è utilizzabile come cappotto con cappuccio, ma può anche fungere da coperta. Il telo cerato, invece, si può applicare al tessuto/abito con bottoni a pressione diventando così impermeabile alla pioggia e al vento (foto3). All’occorrenza, il telo impermeabile si può trasformare in un piccolo rifugio, utilizzando semplici pezzi in legno o rami che vengono inseriti in apposite asole applicate sulla parte interna del telo (foto 4). Entrambe le parti possono essere piegate e trasportate con estrema facilità. Materiali principali: Telo cerato, tessuto, bottoni, bottoni a pressione o strisce strap. Dress Home Less può essere realizzato industrialmente o autonomamente utilizzando materiali reperibili a bassissimo costo o addirittura a costo zero, poiché possono essere recuperati da mercatini dell’usato, associazioni di volontariato ecc.. Dress Home Less performs 3 functions: dress/blanket, trench coat and shelter. The idea is to provide the especially disadvantaged range of homeless people with an object that is useful and practical, manufactured with simple materials and techniques, portable and inexpensive. Dress Home Less is composed of 2 parts: one part (picture 1a) is made with a waterproof sheet used for waxed jackets; the other part (picture 1b) consists of a warm fabric such as fleece. Both parts can be assembled together, for example using press studs or straps (picture 1c). The part in fabric (picture 2) can be used as a hooded coat and even as a blanket. The waxed sheet can be applied to the fabric/dress with press studs, so that it becomes rain and wind resistant (picture 3). If necessary, the waterproof sheet can be transformed into a small shelter, inserting simple wooden pieces or branches in special slots on the inside of the tarpaulin (photo 4). Both parts can be folded and carried easily. Main materials: waxed sheet, fabric, buttons, press studs or straps. Dress Home Less can be manufactured industrially or individually using simple materials at a very low or zero cost, as they may be collected at flea markets, from charitable associations etc.


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Mun Seungji / Republic of Korea / Four Brothers / Institute: K-SAD (Kaywon School of Art & Design)


“Four Brothers” sono quattro sedie realizzate con un singolo pezzo di compensato. Queste quattro sedie sono prodotte senza scarti, come avviene con il compensato ottenuto mediante CNC (la tecnica di taglio al laser). “Four Brothers” è un prodotto ecologico, che utilizza tutto il materiale fino alla fine. Ho progettato questo articolo per cambiare la percezione della gente sui problemi ambientali riducendo gli scarti industriali e per permettere a chi vive in città devastate di usare un prodotto ecologico, così da poter avere una vita più piacevole. “Four Brothers” are made of one single plywood sheet producing four different chairs. These four chairs are made without wasting any plywood material, as with CNC (the laser cutting technique). “Four Brothers” is an eco-friendly product using the whole of the material up until the working course. I designed this product to change people’s perception of environmental problems by reducing industrial wastes and to allow people who live in desolated cities to use an eco-friendly product, so they might have a more pleasant life.


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Kim Dong Gyum, Hoon Hee Shin / Republic of Korea / Food Litmus / Institute: Pukyung National University


Ti ricordi quando hai messo i pomodori nel frigorifero? La gente butta via il cibo troppo facilmente, solo perché non ricorda da quanto tempo lo tiene in frigo. Se fosse possibile capire più o meno da quanto tempo si conserva il cibo, se ne butterebbe via di meno. La superficie del contenitore da me progettato cambia colore e diventa sempre più scura. Un mese dopo averlo inserito in frigo, sarà diventato nero. In questo modo si capisce che il cibo è avariato. Se si desidera ripristinare il colore, basta lavare il contenitore in acqua. Come una cartina al tornasole, il contenitore ricorda da quanto tempo le provviste si trovano in frigorifero. Do you remember when you put your tomatoes in the refrigerator? People throw away food too easily, just because they don’t remember since when it has been stored in the refrigerator. If you could make a rough guess of when you stored your food, you wouldn’t have to dump your rotten food. The surface of the container I am proposing becomes darker and darker, and one month after the day you put it in the refrigerator it becomes black. This alerts you that your food is rotten. To bring the container back to the original color, you can wash it in water. Like litmus paper, this container informs people of how long food has remained in the refrigerator.


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Giuseppe Muriglio, Michele Mingozzi / Italy / Plan Bee / Agency: Progeo sas


La modularità, la semplicità d’uso, la facile smontabilità e l’utilizzo diretto dell’energia a 24 volt per alimentare antenne wi-fi e altri apparecchi fanno del sistema fotovoltaico “Plan Bee” un prodotto user friendly, indicato per uso domestico e urbano. I pannelli solari in vetro, il film fotovoltaico (o altre tecnologie fotovoltaiche) e il polipropilene raccolgono l’energia solare in una batteria sita all’interno delle abitazioni, che alimenta il wi-fi e presenta uscite per la ricarica di altri apparecchi. A livello urbano, “PlanBee” punta a creare luoghi sociali e centri energetici con wi-fi e illuminazione a energia solare, per creare nuovi scenari d’uso e atmosfere in spazi cittadini inutilizzati. Modularity, simple use, easy disassembly and the application of 24 V energy to recharge wi-fi antennas and other devices make “PlanBee” Solar System a user-friendly product, especially fit for household and urban applications. Glass solar panels, a photovoltaic film (or other PV technologies) and polypropylene collect solar energy in a battery inside the house, that feeds the wi-fi system and incorporates sockets for the recharge of other devices. In the city, “PlanBee” can be used to design new meeting areas provided with solar-energy wi-fi and lighting systems and create new applications and atmospheres in unused urban locations.


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Junwon Yang / Republic of Korea / Portable Saving Basin / Institute: Yeungnam University


Quanta acqua sprechi? La maggior parte dell’acqua del pianeta è salata. In realtà, solo il tre per cento dell’acqua del pianeta è potabile. Quindi bisogna risparmiarla. Ci sono alcune cose che puoi fare. Ad esempio, ti puoi lavare mani e viso in una ciotola invece che sotto il rubinetto. Se non lo fai, sprechi un sacco di acqua. Puoi usare l’acqua residua per innaffiare fiori o alberi. Oppure puoi farci le pulizie. Se risparmiamo acqua aiutiamo noi stessi. How much water do you waste? Most of the earth’s water is salty. Actually, only three percent of the earth’s water is fresh. So make sure that you save this water. There is some thing you can do. For example, you can wash your hands & face in a bowl rather than under a running tap. If you don’t, you will waste a lot of water. And the remaining water may be used for flowers or trees. Or you can clean anything. If you save the water, you help yourself.


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Lee HyunJin / Republic of Korea / Watervest / Institute: Hoseo University


Il numero delle nazioni che soffrono di carenza idrica è globalmente in aumento e per questo cerchiamo di trovare soluzioni in vari modi. Poichè molti paesi oltre l’Africa soffrono di scarsità d’acqua, suggerisco di rendere l’acqua potabile facilmente attraverso la sua evaporazione. The number of water-stressed nations is globally increasing and we are trying to find solutions in various ways. As many different countries besides Africa are suffering from water shortage, I suggest an idea to make drinking water easily by water evaporation.


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Back Hye-Joo, Kim Byung-Soo, Ryu Seung-Yeon / Republic of Korea / [Dri:m] / Agency: Drim Design Studio


Con [Dri:m] speriamo di realizzare un sogno. [Dri:m] significa “dare” in Coreano. Fra i poveri c’è poco rispetto per gli anziani. Questi vivono soli e si sentono abbandonati nel proprio spazio vitale. Il concetto alla base del vassoio [dri:m] prende spunto dalla cultura tradizionale asiatica di rispetto per gli anziani. Quando i volontari servono i pasti con [dri:m], gli anziani ricevono il cibo ma anche calore e rispetto. Funzionamento: 1. Vassoio: permette di presentare il cibo educatamente. Il colore del vassoio è pastello, che aumenta l’appetito dell’anziano. È diviso in 5 scomparti separati, così da sistemare facilmente i singoli cibi. La parte superiore e inferiore del vassoio si incastrano perfettamente, in modo che il contenuto non si mischi. 2. Borsa per vassoio: quando si porta un oggetto importante, si tende a tenerlo vicino al cuore. Lo scopo di questa borsa è dare un messaggio di rispetto per gli anziani, tenendo il vassoio vicino al cuore e portandolo vicino al cuore dell’altra persona. Leggera, facile da trasportare per i volontari. L’estrazione del vassoio è comoda. Il sistema di chiusura è composto da due parti e tiene fermi i vassoi all’interno. 3. ID card: è appesa su un lato della borsa e mostra il marchio [dri:m] come una normale targhetta. Aprendola, ci sono alcune informazioni sulla consegna del vassoio: consegnato, ritirato e condizione dell’anziano. Materiali principali 1. vassoio: Plastica, Polipropilene (PP) 2. borsa per vassoio: Neoprene 3 mm. Through [dri:m], we hope to make a dream true. [dri:m] means “give” in Korean. Among the poor people, there is little respect for the elders. As a result, the elderly who live alone feel lonely in their living space. [dri:m] lunchbox package design is based on the Asian traditional culture of respect for the elderly. When volunteers serve meals with the [dri:m] package, the elderly will get not only their meals, but also warm-hearted respect, which we think is more important. Function: 1. Lunch box: it allows to offer food in a polite way. The color of the lunch box is pastel, which increases the elderly’s appetite. The tray has 5 separated areas, which help to put mass meals easily. The upper side and bottom side of the lunchbox fits very well, so the contents do not mix up. After you get back the used lunchbox, collect each bowl and wash them. 2. Bag for lunch box: When people bring something important, they tend to keep it next to their heart. This bag is intended to convey the message of respect for the elderly by keeping the lunchbox next to one’s heart and handing it over to the other person’s heart. The bag is easy and light to carry for volunteers, and pulling out the lunchbox is also convenient. The wrapping system is composed of two layers and it holds the box in tight. 3. ID card: This card is hanged on the side of the bag. Like a name tag, it shows the brand name [dri:m]. When you open the card, there are some parts to check about lunchbox delivery. This card can be hanged on the bag with a hook. Target: elderly people who live alone or marginalized social class. Main materials 1. Lunch box: Plastic: Polypropylene(PP) 2. Bag for lunch box: Neoprene 3 mm.


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Mun Seungji, Heeyun Syn / Republic of Korea / Heart In The Box / Agency: K-SAD


Sappiamo che il contenitore dei vestiti riciclati è brutto da vedere. È irritante passarci davanti. Se depositi i tuoi vecchi vestiti in questo contenitore, avrai la sensazione di stare vestendo un bambino. Con “Heart in the Box” puoi donare vestiti ad altra gente invece di buttarli via. E la consapevolezza di farlo con questo contenitore per il recupero dei vestiti produrrà un cambiamento positivo. We know that the clothing recycling bin looks bad. It is irritating to pass before it. If you put your old clothing into this clothing recycling bin, you can feel as if you were dressing a child. With “Heart in the box”, you can donate your clothes to other people instead of wasting them. And the awareness of doing this through the clothing recycling bin will make a change.


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Serena Leonardi, Daniel Scheidler / Italy - Germany / Guerrilla Speaker Institute: Politecnico di Milano, Bauhaus Universitaet di Weimar


Le manifestazioni degli attivisti possono essere fondamentali per comprendere le necessità della società e le sue convinzioni, ma non dovrebbero essere violente. “Guerrilla Speaker” risponde a questa necessità. Si tratta di un contenitore solido con una parte elettrica al suo interno, che permette di registrare i messaggi e diffonderli come un altoparlante. È progettato per essere resistente, difficile da distruggere ed economico. È anche facile da costruire, nel rispetto di una filosofia open source: le istruzioni per realizzarlo possono essere trovate su un sito di attivismo sociale. Activists’ manifestations can be fundamental to understand the needs and beliefs of society, but they shouldn’t be violent. “Guerrilla Speaker” responds to this need. It is a concrete case that hides an electrical part inside. It allows messages to be recorded and spread as a loudspeaker. It is designed to be strong, difficult to destroy and cheap. It is also easy to built, in compliance with an open source philosophy: user instructions can be found on any activist website.


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Brian Leung, Jack Chen / Canada / Solar Hydration Pack


L’acqua pulita è essenziale per una vita sana, eppure 884 milioni di persone non hanno acqua potabile. Il sistema di disinfezione dell’acqua Solar è un metodo estremamente efficace e sostenibile per uccidere i germi e i batteri nocivi dell’acqua. Il “Solar Hydration Pack” consente ai lavoratori nei paesi in via di sviluppo di trasportare e disinfettare l’acqua ovunque. La nostra idea ha preso ispirazione dalla ricerca dei modelli di consumo dell’acqua filtrata nei paesi in via di sviluppo. Molti lavoratori agricoli devono percorrere lunghe distanze per trovare l’acqua, senza parlare della sua disinfezione (es. acqua bollente). L’idea è creare un sistema portatile a zaino. Gli utenti possono indossare lo zaino mentre viaggiano, tenendo le bottiglie d’acqua all’esterno per permettere la disinfezione solare. Quando gli utenti si fermano a riposare in un punto stabilito, è possibile togliersi lo zaino e continuare a disinfettare l’acqua. Durante i giorni di pioggia, lo zaino può servire anche a raccogliere l’acqua piovana. Inoltre, il “Solar Hydration Pack” può essere utilizzato per portare bottiglie d’acqua, prodotti alimentari, ecc. Il “Solar Hydration Pack” è costruito con materiali comuni che possono essere reperiti o realizzati nei paesi in via di sviluppo. Il telaio dello zaino è composto da sei pezzi di legno, che scorrono uno dentro l’altro. Gli elementi di legno servono a sostenere la struttura superiore e fissare il sacco di stoffa sul fondo. Un piccolo pezzo di lamiera ondulata, di quella che si usa sui tetti, viene utilizzata per migliorare il processo di disinfezione solare e agire da imbuto per raccogliere l’acqua piovana. Invece di progettare “nuove” bottiglie che funzionano efficacemente sotto il sole, abbiamo scelto di utilizzare le comuni bottiglie PET, perché le bottiglie speciali sono generalmente meno reperibili nei paesi in via di sviluppo. Inoltre, i graffi e i depositi sulle pareti possono ridurre l’efficacia del processo di disinfezione solare, accorciando il periodo di vita della bottiglia. Con il “Solar Hydration Pack” puntiamo a suggerire interventi costruttivi che possano creare maggiore disponibilità di acqua potabile, fornendo un modo personalizzato di ottenere acqua. Clean water is essential for healthy living, yet 884 million people lack safe drinking water. Solar water disinfection is an exceptionally sustainable and effective way to kill germs and harmful bacteria in the water. Using this method, the “Solar Hydration Pack” allows workers in developing country to carry and disinfect water wherever they go. Our inspiration came from researching the consumption patterns of filtered water in developing countries. Many agricultural workers need to walk long distances in order to obtain water, not to mention having to clean the water (ex. boiling). The idea is to create a portable backpack system. Users are able to wear the hydration pack when traveling, allowing them to hold water bottles on the outer structure of the backpack for solar disinfection. When users stop to rest at an established point, they can set the backpack down and continue to disinfect their water. During rainy days, the hydration pack can also be used to collect rainwater. Furthermore the “Solar Hydration Pack” can be used to carry bottles of water, produce, etc. The “Solar Hydration Pack” is constructed from common materials that can be found and crafted in developing countries. The structural frame of the hydration pack is composed of six wooden pieces that slides into each other. The wooden pieces support the upper structure and secure the bottom cloth sack. A small piece of corrugated metal, often used for roof shingles, is used to enhance the solar disinfection process and provide a funnel to collect rainwater. Instead of designing “new” bottles that may work more effectively in the sun, we chose to use common PET bottles. Newer bottle designs made specifically for solar disinfection tends to be less accessible to developing countries. Furthermore, scratches and cleanliness of the bottle may reduce the effectiveness of the solar disinfection process making each bottle’s lifespan very short. Through the Solar Hydration pack, we aim to inspire constructive actions that may lead to more clean drinking water conditions, and providing a personalized source of obtaining water.


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Giulia Romiti / Italy / Slowly / Institute: Isia Roma Design


Target: 3-5 anni (sviluppo sindrome ADHD - Attention deficit hyperactivity disorder). I bambini malati sono aggressivi, disattenti e impulsivi. Elementi: tavoletta di forex con area calamitata centrale, elementi pre-tagliati di nastro adesivo metallico (rende incollabili alla tavoletta le figure e qualsiasi materiale), disegni da colorare (scaricabili dal sito internet). Ho usato materiali disassemblabili e smaltibili in casa. Grazie alle ridotte dimensioni della tavoletta (25x35cm), degli elementi e alla pratica shopper è possibile trasportare “Slowly” facilmente. Target: 3-5 year-old children affected by ADHD syndrome. ADHD children are aggressive, inattentive and impulsive. Components: forex tablet with a magnetic core, items made of pre-cut metallic tape (figures made of any material can be stuck onto the tablet), drawings to be colored (can be downloaded from the website). I used materials that can be disassembled and disposed of in the house. The small sizes of the tablet (25x35cm) and items makes “Slowly” easy to carry in the convenient shopper.


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Lee Hyun-Woo / Republic of Korea / Long Handle (Fingerprint Recognition Recognition Door-Lock) Institute: Yongin University


La maniglia “Long Handle_door-lock” è facile da aprire e chiudere attraverso il riconoscimento dell’impronta digitale. Tuttavia, un piccolo sensore troppo alto può renderne l’uso molto difficile per un bambino, una persona bassa, un anziano o un infermo. Così ho realizzato il “Long Handle_doorlock” con una maniglia più lunga per permettere a tutti di usarla. L’altezza umana può variare ma con questa proposta il problema è risolto. Anyone can open & close “Long Handle_door-lock” easily using fingerprint recognition. However, a highly positioned, tiny sensor can make it very inconvenient to use for a child, a short person, the elderly or the infirm. So I made the “Long Handle_door-lock” longer in order to make its use easy for anybody. Human height may vary, but this solution of problem will work.


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Lee Eunji, Kang MyungShin / Republic of Korea / Save Paper Save Animal / Institute: Hong Ik University


Gli animali stanno sparendo a causa del crescente riscaldamento globale. Abbiamo pensato come fare per preservare il nostro ambiente e gli animali semplicemente progettando una perforatrice. La perforatrice “Save Me”. Questo prodotto è progettato per fare meccanicamente un foro di diverse forme. Per aiutare ancora di più il nostro ambiente malato il riciclo è la cosa migliore, per esempio raccogliendo carta già utilizzata e cambiandone la forma con la perforatrice “Save Me”. Il foro a forma di orso è pensato non solo per divertire, ma anche per ricordare alle persone quanto siano seri i problemi ambientali e per sensibilizzarle sull’estinzione di alcuni animali nel mondo. Descrizione prodotto: un sistema a molla che produce meccanicamente un foro su carta. Funzionamento: inserire un foglio di carta e sollevare la maniglia, così da vedere il foro che si sta per realizzare. Premere la maniglia e rilasciarla per ottenere la forma desiderata. Target: tutti. Materiali principali: plastica, alluminio. Animals are disappearing because of the worsening of the global warming. We thought of how to preserve our environment and animals through simple act by designing a punch. The “Save Me” punch. This product is designed to make a hole mechanically in different shapes. To help more our dying environment, recycling is best recommended for example collecting scrap papers and modifying them using the “Save Me” punch. The bear-shaped hole is specially designed not only for fun but also to remind people of how serious our environmental problems are and to make them aware of the extinction of some animals from the world. Product description: The “Save Me” punch is a spring-loaded device which mechanically punches out a shape on a paper sheet. Product operation: Insert a piece of paper and flip the handle over and you can see the paper you are going to punch. Press the handle of the punch and loose it and you can see your desired shape. Target : all people. Main material : plastic, aluminum.


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Kim Yo Hwan, Lee Won Hee / Republic of Korea / Trace Of Light / Institute: Pukyong National University


Che cos’è Trace of Light. Una traccia è quello che resta del tocco umano. La luce si accende premendo il prodotto come si battono i tasti di un piano. L’intensità d’illuminazione è data dal numero di tasti premuti. Concept: la varietà di luci e motivi che si ottengono è pensata come le nostre innumerevoli vite. Cerchiamo di fare incontrare le persone in modo naturale e di lasciare tracce nelle loro vite. Non ci interessa tanto la semplice azione di accendere e spegnere una luce, quanto agire per realizzare gli effetti di luce che desideriamo ottenere, così come fa il pianista con le note della sua tastiera. Desidero lasciare tracce ed apportare nuovi valori usando le luci a LED come un naturale incontrarsi e ripartire. What Trace of Light is: A trace is what is left by human touch. Light turns on when you press the product like striking on piano keys. The intensity of illumination is controlled by the number of pressed keys. Concept: the variety of lights and constructions is structured like our countless lives. We hope to gather people naturally and leave traces in their lives. We do not just concentrate on a simple action like pressing an on-off button for a purpose, but we need to act for our goals, like a young lady touches the piano keys with a soft hand. Therefore, I wish to leave traces and bring in new values using LED lights as a natural meeting and parting.


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/ 10 NOTABLE PROJECTS / GRAPHIC DESIGN


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Chiulin / China / Carbon too much emission is dangerous


Claudia Giacinti / Italy / Not a toy / Agency: Gentil srl


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Claudia Rossi / Italy / Unveil me


Fang Chen / United States / Peace / Agency: FC Graphic Design


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Kelvino Widagdo / Singapore / Tropical rainforest


Laura Bertinelli, Giulia Nicolosi / Italy / Water Economy


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Maryam Khaleghi Yazdi / Islamic Republic of Iran / Protect animals freedom


Thomas Bohm / United Kingdom / Ban publik smoking / Agency: User design


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Valentina De Luca / Italy / Meat consumption / Institute: Istituto Europeo di Design Milano


Yi Ching-Lin / China / Save them Save us / Institute: National Taipei University of Technology


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/ 10 NOTABLE PROJECTS / INDUSTRIAL DESIGN


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Cho Yong Jun / Republic of Korea / Handle-cap / Agency: Uniworks


Materiali: plastica Caratteristiche: per tutti (bambini, donne, anziani e giovani), design semplice, non richiede forza per aprire il coperchio. Materials: plastic Features: all people (children, women, seniors, and youngsters), easier design requiring less force to open the lid.


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Sara Montelatici, Paolo Massenzi / Italy / Don Vito – V.A.G. / Agency: Recuperiamoc!


Don Vito è un prodotto della collezione VAG. Nel rispetto dell’ambiente, il progetto di Paolo Massenzi trasforma i cestelli delle lavatrici destinati alla distruzione in comodini e settimini. Promuove il recupero e l’integrazione dei detenuti attraverso il lavoro creativo a cui è affidata l’intera realizzazione del prodotto. Don Vito is an item of the VAG series. In respect of the environment, Paolo Mssenzi’s design tranforms the washing-machine drums intended for demolition into bedside tables and cabinets. The project promotes prisoners’ rehab and integration through creative work, which is the basis for the entire product realization.


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Lee Hyunwoo / Republic of Korea / Sight up / Institute: Yongin University


Questo tiposcopio è utile per i soggetti con problemi di vista. Può espandere le immagini e migliorare la lettura. “Sight Up” utilizza un pannello in fibra ottica. Le lenti tiposcopiche e di ingrandimento normalmente hanno problemi di distorsione, noi abbiamo migliorato questo inconveniente. È facile da usare, basta appoggiarlo all’oggetto da ingrandire. Materiale: pannello in fibra ottica – lenti di ingrandimento. This typoscope will help those people with sight problems. It can expand images and improve reading. “Sight Up” typoscope uses optical fiber board. Existing typoscope and magnifying glasses have distortion problems, so we have improved that inconvenience. You can use it easily, by putting it on anything you want to expand. Material: optical fiber board - reading glasses.


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Sera Park / Republic of Korea / Fair-pingpong / Institute: Samsung Art and Design Institute (SADI)


Tutti possono giocare a ping pong: uomini, donne, anziani e giovani. Il tavolo da ping pong ha l’effetto di “rimbalzare + giocare + fare esercizio”. Il giocatore può cambiare la forma della rete prima di giocare. Esistono due tipi di rete in materiale velcro. Prima si attacca un lato e poi il lato opposto, per creare un elemento fisso. All people including men, women, seniors and children can play ping pong. The ping-pong table gives the effect of “bond + fun + exercise”. User can change the shape of the net freely before racing. Two types of nets made of Velcro material. First one side is attached, then the opposite side, to create a fixed rod.


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Lee Hyunwoo / Republic of Korea / Folding hanger / Institute: Yongin University


Tutti hanno degli appendiabiti. O quasi. Gli armadi moderni possono essere scomodi per le persone con disabilità o di bassa statura. Questo prodotto è realizzato per “loro”. Ho posto l’accento sul cambiamento strutturale, per mettere queste persone a proprio agio. Chiunque può utilizzare questo appendiabiti in modo semplice e confortevole. Anyone has ‘Hangers’. Ordinary people, there aren’t differences. Almost. But a modern wardrobe may be uncomfortable for someone who has a disability or short height. This product is made for ‘them’. I put emphasis on structural change to make things comfortable for them. Anyone can use this easy and comfortable item.


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Lee Hyunwoo / Republic of Korea / Cleanion / Institute: Yongin University


Sulle mani ci possono essere molti batteri invisibili. Le mani sembrano pulite, ma i batteri che risiedono su di esse possono essere pericolosi. Ecco perchè è così importante lavarsi le mani. Le maniglie delle porte vengono toccate da molte persone e possono contaminare le mani. La sterilizzazione mediante anioni può risolvere questo problema. Un generatore di anioni a bassa potenza può eliminare i germi dalla maniglia. Può essere utile anche per altre infezioni batteriche. There are many invisible bacteria on one’s hands. Hands may look clean but the bacteria residing on them can be harmful. That is why washing hands is so important. Door handles are touched by a lot of people and can contaminate hands. Sterilization by using anion can solve this problem. A low-power anion generator can remove the germs on the handle. It can be helpful for other bacterial infections.


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Jaeyoung Jang, Choi Sungwook, Park Jungwon, Lee Sunhyo / Republic of Korea / Cutissue Institute: Samsung Art and Design Institute (SADI)


Hai mai pensato che un intero fazzoletto di carta sia troppo? Cutissue serve a tagliare il fazzoletto in due parti. È realizzato in acciaio inox e si può usare inserendolo nel normale contenitore dei fazzoletti. Tirando fuori il fazzoletto, premi Cutissue e taglialo. Se vuoi usare un fazzoletto intero, tiralo semplicemente senza tagliarlo. Dobbiamo pensare che inconsciamente usiamo i fazzoletti più del necessario. Dimezzandone l’uso, si riducono i rifiuti e si risparmiano risorse. Have you ever felt that a piece of tissue is too much at a time? Cutissue is support for cutting up a tissue into two pieces. It is made out of stainless steel and people use it by putting it on a common tissue box. While pulling out a tissue, just push the Cutissue and tear the tissue in two. If you need a whole piece, just pull it without cutting. People need to be aware that they waste tissues more than necessary unconsciously. Using a half piece of tissue reduces garbage and save resources.


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Jaeyoung Jang, Choi Sungwook, Park Jungwon, Lee Sunhyo / Republic of Korea / Platree Institute: Samsung Art and Design Institute (SADI)


Platree aiuta la raccolta separata delle bottiglie PET destinate al riciclo, inserendole in un oggetto a forma di albero molto comodo per portare le bottiglie voluminose fino alla raccolta. Realizzato in gomma riciclata, può essere utilizzato anche come oggetto da cucina o da balcone. Inserendo l’estremità a sfera nella testa ad anello, è facile da portare fino ai bidoni per il riciclaggio. Platree is a support for the collection of PET bottles that need to be recycled. It encourages people to separate PET bottles by hanging them on the treeshaped object and very convenient for disposing of PET bottles in volume. It is made of recycled rubber. It could also be an object in the kitchen or balcony. By inserting the ball-shaped tail into the ring-shaped head, people take it to the recycling bin easily.


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Marcello Cannarsa / Italy / Invisible bookstore / Institute: Isia Roma Design


Liberateca è una biblioteca online che vuole far rivivere i nostri libri, farli girare, viaggiare, renderli un mezzo attraverso il quale le persone possano parlare, relazionarsi, scoprire nuove realtà e informazioni. Liberateca è un sistema di biblioteca diffusa che mira alla sensibilizzazione di una comunità, incita le persone ad aiutarsi a vicenda, è un progetto ecologico ed economico. Liberateca è un esperimento sociale innovativo, un pensiero ecosostenibile da diffondere e imitare. Liberateca is an on-line bookstore that is intended to relive our books, circulate them, make them travel around, turn them into a tool for people to talk, meet, discover new stories and information. Liberateca is a networking books service to sensitise the community and incite people to help one another in an eco-friendly and cheap way. Liberateca is an innovative social experiment,a sustainable lifestyle to diffuse and imitate.


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Laima Lisauskiene / Lithuania / Bipolar smile-Cardboard Packaging and EcoNotebook Agency: SCA Packaging


Usando il cartone abbiamo tutti i benefici di un materiale ecologico con un design originale e innovativo. I singoli pezzi ritagliati da fogli di cartone ondulato e montati su strati multipli dimostrano come la bellezza del corrugato può diventare facilmente un sistema di montaggio statico. “Bipolar Smile” è realizzato con il logo “Design for Volunteering”. Questa cartellina ecologica completa di porta carboncino è realizzata con risparmio di energie e materiali. Non ha richiesto una produzione apposita, perché sia la carta che il cartone ondulato provengono dai rifiuti. Ogni foglio è diverso e questo vuol dire che non esistono due cartelline uguali. Materiali: cartone ondulato, carta riciclata 20%, spirale di metallo nero. Using cardboard materials we have all the benefits of eco-considerate as well as original and innovative design. The layered corrugated cardboard cutouts show the beauty of “fluting” patterns can easily become static, mounted pieces of packaging. “Bipolar smile” is made using “Design for Volunteering” logo. Packaging and charcoal support are made of recycled sheet of corrugated cardboard. No sheets were specially produced for the packaging, instead all the paper was gathered from waste of production. Each sheet is different, which means that no two packages are the same. Materials: corrugated cardboard, 20% waste brown paper, black metal spiral.


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Alberto Bolzonetti / Italy / Right of Education

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Alessandra Capobianco / Italy / No war

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Michael Hollenbeck / United States / End Whaling or End Whales

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Alexander Smith / United States / Clean water is a human right

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Alexandros Nikou, Yiannis Charalambopoulos, Michail Rafail, Vangelis Liakos

Greece / One is most important part of every one

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Alice Iuri / Italy / Fight for equal Rights!

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Ana Deskar / Croatia / Restart

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Andrea Casale / Italy / We have a problem

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Andrea Cioffi / Italy / L’Italia Sì Sì Sì Sì. È desta.

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Andrea Da Silva Amorim / United Kingdom / Peace symbol revisited

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Andrea Eguiguren Arias / Ecuador / I’m important too

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Andrea Forti, Rachele Forti / Italy / Empirical measurement

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Andrea Giovannone, Clara Vettori, Patrizia Vaccino / Italy / Defend the value of being a woman

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Andrea Martinucci / Italy / Articolo 1

/ 15

Andrej Hascak / Slovakia / Stop deforestation

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Andrew P Linde / United States / Add water

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Anne Ferencik / United States / Save our trees

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Anton Stolar / Slovakia / Chauvinism

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Antonella Aimone / Italy / Free Tibet

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Antonella Morico / Italy / Man to man

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Antonio Vecchione, Lara Matrone / Italy / Human rights

/ 22 Barbara Valentini / Italy / Our world

/ 23 Chris Semertzidis / Greece / People network

/ 24 Christopher Scott, Viviana Urvina / United Kingdom / You need me

p. 146 / 25 Claudia Giacinti / Italy / Freedom for justice

/ 26 Csizmarik Francisc / Romania / Antitraffic poster

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Daniel Brevick / United States / Me verses ruth

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Daniel Montalvo Colìn / Mexico / Prejuicios sexistas

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Daniela Demaria / Italy / Tutela della donna

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Daniele Bucci / Italy / Hearth

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Daniele Frattolin / Italy / Loves me - Loves me not

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Danielle Foster / United States / Consequences of silence

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Dario Marvulli / Italy / The hard truth

David Copestakes / United States / Doctors without borders

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David Criado / Bolivia / Beauty and the beast

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Debora Manetti / Italy / Future is as you are

p. 149 / 37

Diego Facta / Italy / Lesson n. 2011

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Din Amri / United Kingdom / The end is nigh

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Domitilla Biondi / Italy / The right man

/ 40 Edward Lepine / Canada / Aiguilles

p. 150 / 41 Elena Popovskaya / Russia / Silence gives consent

/ 42 Eleonora Drudi / Italy / Eco friendly

/ 43 Elisa Lucaccini / Italy / What will happen?

/ 44 Elisabetta Alesi / Italy / Scioglici da questo destino


p. 151

/ 45 Elman Padilla / United Arab Emirates / Remember your rights

/ 46 Elsa Neves / Portugal / Building a safer world

/ 47 Emanuela Campidelli / Italy / No means no

/ 48 Emilie Snaith / United Kingdom / Saving the environment

p. 152 / 49 Enrico Fioraso / Italy / Garden of Eden

/ 50 Erica Adams / United States / Stop Child Warfare

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Francesca Magliani, Marco Furio Magliani / Italy / No more silence

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Gabriella Giampietro / Italy / Human dreams to fly

p. 153 / 53

Gaia Piazza / Italy / The woman

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Martina Kac Nemanic / Slovenia / Global Warning

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Geray Gencer / Turkey / Human is nature

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Giancarlo Dellantonia / Italy / The most beatiful thing in the world

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Giancarlo Vinci, Luca Previdi / Italy / Green Heaven

Giorgia Bimbatti / Italy / Legality and civic mindedness

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Giorgio Bartocci / Italy / Equality

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Giovanna Palladino, Filomena Cangiani / Italy / Se premiassimo il tuo coraggio?

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Giovanni Zuccarello / Italy / I Diritti non sono un contorno

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Giulia Papetti, Mariachiara Tirinzoni, Alessandra Bonomo / Italy / Work Harder

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Giulio Tonincelli / Italy / Dead Drunk

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Giuseppe F. Rodano, Hans L. Helm, G. Viapiana / Italy / Benvenuti nella Terra Promessa

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Giuseppe Muriglio, Carlo Basci / Italy / Choose your word

Guido Torralba / Bolivia / Environment

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/ 67 Han-Yun Hsiao / China / Time for Action

/ 68 Hélène Barraud / Italy / Difendila

p. 157

/ 69 Ideo Palmisano / Italy / New poverty - New communication

/ 70 Ilaria Foscarin / Italy / No allo spreco di energia

/ 71 Isabella Mara / Italy / Equilibrium

/ 72 Itzel Ramirez / Italy / Agressivo?

p. 158 / 73 Ivan Kostadinov, Perry Davis, Myisha Carter, Jasmine Everett / USA / Legal Blood Diamonds

/ 74 Ivana Cokrlic / Serbia / Environmental Kitchen

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Jacopo Piccini / Italy / Go on Home

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Jae Tan / Australia / Support Our Roots

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Jordan Sears, Shavon Reeder / USA / Womens Rights

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Jung Su Yeon / Democratic People’s Republic of Korea / Tombstone

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Junha Lee / Republic of Korea / Green is not Green

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Kaleigh Dixon, Whitney Kirk, Josh Taylor, Zack Jones / USA / Empowerment

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Karla Blanco Esqueda / Mexico / The Mexico that is lost

Kateryna Bortsova / Ukraine / Free press

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Kathiana Cardona Reyna / Venezuela / Animals Rights

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Klaus Pinter / Austria / Environment

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Lara Matrone / Italy / And this isn’t a fairy tale

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Laura Alfonsi / Italy / Ambition Ambiente

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Laura Bertinelli, Giulia Nicolosi / Italy / Human Rights

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Laura De La Cruz / Italy / Hiding does not mean solving


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Leonardo Liziero / Italy / Looking for expression

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Linda Finne / Finland / We deserve better

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Luca Capretti / Italy / The protection of women

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Lucia Becca / Italy / Target

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Lucia Carraro / Italy / Not Just Sometimes

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Ma. Laura Vergara Castillo / Mexico / Love does not kill

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Mahood Mazaheri Tari / Islamic Republic of Iran / Women’s protection

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Manuel Nurra / Italy / Revival

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Mara Gardin / Italy / Rights wanted

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Marco Formaioni / Italy / Graphic designer

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Marco Lacerenza / Italy / We repair the Greece

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Marco Mancinelli / Italy / Freedom is

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Maria Cristina Sacchetti P. / Italy / Carta dei Diritti Umani

Mariachiara Tirinzoni, Giulia Papetti, Alessandra Bonomo / Italy / My freedom is your freedom

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Jordan Sears / United States / HumanRightslowres

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Marlena Buczek Smith / United States / Somalia

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Martina Kač Nemanič / Slovenia / Universal volunteering

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Mary Ellen Mazzoli / United States / You Can’t Hide What’s Inside

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Maryam Khaleghi Yazdi / Islamic Republic of Iran / The women have the right to education

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Matteo Antonio Zennaro / Italy / Men at work

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Mino Parisi / Italy / We Want You

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Mohammad Qasim Hussaini / Afghanistan / The last Peace

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Moisés Romero / Mexico / The Damage Continues

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Monica Leinardi / Italy / Volontariato: agire quotidiano

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Monica Monzon / United States / Thats what the future looks like

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Matteo Perazzoli / Italy / Old bird peace

/ 115

Peter Ondrejka / Slovakia / Child labor

/ 116

p. 169 / 117

Pica Marina / Italy / Dalla parte delle bambine Pier Antonio Zanini / Italy / Trees-Houses-Trees

/ 118 Rachel Berryman / United States / Envision Your Decision

/ 119 Rachele Forti / Italy / Minesweeper

/ 120 Rosario Nocera / Italy / Orient Occident

p. 170

/ 121 Sabrina Watt / United States / Small Steps Make a Huge Difference

/ 122 Sajad Safajooee / Islamic Republic of Iran / No Nukes

/ 123 Saleh Zanganeh / Islamic Republic of Iran / Equal Opportunity

/ 124 Salvatore Piazzolla / Italy / Caution: you may slip

p. 171

/ 125 Sanghwa Park / Republic of Korea / Truth of Chocolate

/ 126 Selma Karaahmet / Turkey / Prisoner

/ 127 Serena Piaser / Italy / Think green, save world

/ 128 Seung Ho Kwon / Republic of Korea / Tears of African’s

p. 172

/ 129 Seungyoun Lim / Republic of Korea / Treat it Valuably

/ 130 Shadi Al Hroub / Oman / Sleeping Eye

/ 131 Shahriar Asadi / Islamic Republic of Iran / Where is the song place?

/ 132 Shannon Sloan / United States / Break the Silence


p. 173

/ 133 Shen-Fung Lin / China / Save polar bear and save us

/ 134 Shin Jeong Chul, Lee Bang Won / Republic of Korea / Boiling planet

/ 135 Shpetim Gjika / Italy / Keep

/ 136 Silvia Capoccia / Italy / Same needs. Same rights

p. 174

/ 137 Silvia Dori / Italy / Cancel racial inequality

/ 138 Sonia Gazzelloni / Italy / Hearth I love you

/ 139 Stefania Cinquini / Italy / To do today

/ 140 Stefania Piccinno / Italy / Stalking

p. 175

/ 141 Stefano Maria Torchio / Italy / No oil

/ 142 Stefano Zugno, Leonardo Liziero / Italy / Talking about man and woman

/ 143 Tien Le / United States / Cut the cord

/ 144 Toa Rivera / United States / Feed...me

p. 176

/ 145 Tomaso Marcolla / Italy / The solution

/ 146 Toshifumi Kawaguchi / Japan / Education for visually impaired people

/ 147

Valentina Longhi / Italy / In bilico

/ 148

Valeria Arcoleo / Italy / Human Rights

p. 177

/ 149

Valeria Rivetti / Italy / Woman!

/ 150

Valerio Semprini / Italy / Volunteers clean up

/ 151

Varda Raz De Miranda / Israel / Untitled

/ 152

Victoria Flagg-Durkin / United States / The Thin Blue Line

p. 178

/ 153

Vincenzo Salerno / Italy / Ice-Lolly

/ 154

Yi Yi Myint / United States / Olympics Triptych

/ 155

Youngsik Park / Republic of Korea / Wrong desire

/ 156

Yue Lei / China / Peace melody



in d us de 182 /


tr ial s i gn /


184 /

Jose Vicente Due単as Lasso, Carolina Lugo Roman, Francisco Santacruz Lasso / Colombia / Bicivilizate


Erika Rossi / Italy / I Mirabilia / Institute: IUAV, Istituto Universitario Architettura Venezia


186 /

Hyunwoo Lee / Republic of Korea / Blue medicine / Institute: Yongin University


Lee Hyun / Republic of Korea / Toastbox / Agency: K-sad


188 /

Park Kyungmok, Dong Gyum Kim / Republic of Korea / Green Rabbit


Sara Montelatici, Lorella Rana, Paolo Massenzi / Italy / Desdemona / Agency: Recuperiamoc!


190 /

Marco Zummo, Giancarlo Zucca / Italy / Donabbracci / Agency: Nonostante progettazione


AlChemist, Ling Ching Yin Kat, Ho Chun Kin Kenneth, Siu Tien Sum Samuel / Hong Kong / Upcycled Can. Time series /


192 /

AlChemist, Ling Ching Yin Kat, Ho Chun Kin Kenneth, Siu Tien Sum Samuel / Hong Kong / Can. Lighting series /



Acknowledgements

A project by Utilità Manifesta/Design for Social Associazione di promozione sociale Terni/Italy

In collaboration with Molly&partners Terni/Italy Team Francesco Maria Giuli Stefania Dell’Aquila Marco Piroli Emanuela Zara Federica Iacobis Alessio Bernardini

Under the patronage of Rappresentanza in Italia della Commissione Europea Regione Umbria Endorsed by Icograda - International Council of Graphic Design Associations Aiap - Associazione Italiana Design della Comunicazione Visiva ADI - Associazione per il Disegno Industriale, delegazione Umbria RAI Segretariato Sociale Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi

Project partners Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie ISIA Roma Design Pagine Sì Aria Viaggi Media partners Paper&People Progetto grafico Artribune Main Sponsors Gruppo Cordenons Graphicmasters srl


Special thanks to Preselection jury Stefano Asili Lorenzo Damiani Roberta Manzotti Francesco Subioli Final selection jury Donald Beekman Mauricio Cardenas Giovanni Del Vecchio Oded Ezer David Graas Aysegül Izer Maxime Lemoyne Rico Lins

Graphic design

Saki Mafundikwa

Molly&partners Francesco Maria Giuli

Andrea Magnani

Marco Piroli

Borja Martinez Armando Milani

Translation

Gordon Young

Angela Carnicelli

Printed by Graphicmasters srl, Tipografia, litografia Perugia, Italy Paper Gruppo Cordenons FLORA Gardenia Vellum 130 g/m2 FLORA anice 350 g/m2

www.utilitamanifesta.it

®Tutti i diritti riservati. La riproduzione totale o parziale in qualunque forma, su qualsiasi supporto e con qualunque mezzo senza autorizzazione è proibita. All rights reserved. No part of this publication may be reproduced or transmitted in any form or by any means without permission.


Thanks to

Desideriamo ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile Design for Volunteering design contest. I Presidi di facoltà , i docenti, gli studenti, i partners di progetto che hanno aderito all’iniziativa, prendendo a cuore il progetto e contribuendo attivamente al suo migliore svolgimento. Un grazie speciale a tutti i membri di Giuria che con passione e dedizione hanno dedicato tempo e attenzione ai designers partecipanti e che hanno sempre accolto ogni nostra richiesta. Grazie a Graphicmasters srl e al Gruppo Cordenons che hanno creduto al progetto e aderito al sogno.

196 /

We wish to thank all those who made the Design for Volunteering design contest possible. In particular, college deans, teachers, students and project partners who have joined our initiative, taking the project to their heart and actively contributing to its success. A special thanking to all members of the Jury, who have passionately devoted their time and attention to the participating designers and met all our requirements. Thanks to Graphicmasters srl and Gruppo Cordenons for believing in the project and sharing our dream.


Special thanks to ISIA Roma Design Accademia delle arti e nuove tecnologie, Roma IED - Istituto Europeo Design, Milano IUAV - Istituto Universitario di Architettura di Venezia La Sapienza - UniversitĂ di Roma UniversitĂ Luigi Vanvitelli - fac. architettura, Aversa Politecnico di Milano


Under the patronage of

Endorsement

associazione italiana design della comunicazione visiva

198 / Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi


Main Sponsor

Media partners

Project partners