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‘Imparare a mentire la verità’ è lo slogan della scuola di teatro... cosa significa? «Si dice che il Teatro sia il luogo della finzione. Molti italiani pensano (sempre più spesso) che il luogo della finzione sia l’anfiteatro di Montecitorio. Ecco che il confine fra Verità/Menzogna diventa sempre più sottile, e allora, un po’ per gioco e un po’ per studio, si cercherà di capire qual è il confine fra il vero/falso, e come in un grande quiz a risposta secca, chi partecipa avrà la risposta».

‘Learning to twist the truth ‘ is the slogan of the school of theatre... what does this mean? «It is said that the theatre is the place of fiction. Many Italians think (increasingly) the place of fiction is the amphitheatre of Montecitorio, (The Italian Parliament). Here the line between truth and lies becomes ever thinner and then, partly for fun and partly to study, we try to understand the boundary between truth and lies and like a great, quick answer quiz, the participants will eventually find the answer».

Se dico ‘Tovaglia a Quadri’, cucina e teatro vanno di pari passo? «Da sempre, e non l’abbiamo certo scoperto noi. Ma Tovaglia a Quadri, 18 anni fa, ha di sicuro reinventato e reso unico questo connubio gastro-teatrale, rendendolo inscindibile e strettamente legato al luogo dove si svolge e alla vita dei suoi abitanti. Tovaglia a Quadri è più di uno spettacolo con cena: è un’esperienza».

If I say “Tovaglia a quadri” (checked tablecloth), do cooking and theatre go hand in hand? «Forever, it has certainly not been discovered by us but the Tovaglia a quadri, 18 years ago, reinvented for sure this unique blend of gastro-theatrical, making it inseparable and closely linked to the site where it takes place and the lives of its inhabitants. “Tovaglia a quadri” is more than just a show with dinner, it is an experience».

Una caratteristica, direi molto originale, dell’attività del Teatro di Anghiari sono le Pulpito Nites. Da dov’è nata l’idea? «Il Pulpito nasce da sé stesso: tra il ‘700 e l’800, gli accademici recitavano da questo pulpito le loro orazioni accademiche, e facevano piccole performance/concerti in cima al ballatoio. Questo perché il Teatro era freddo da riscaldare d’inverno, e il Pulpito aveva il caminetto. Quella stanza cadeva a pezzi, e scatta l’idea: un Pulpito per artisti, di ogni razza e colore musicale/teatrale/letterario. L’amministrazione ci ha creduto e ci ha messo a disposizione un po’ di manovalanza. Michele Corgnoli ha messo in piedi una prima programmazione e siamo partiti. Ma dietro il Pulpito c’è un mondo. E ogni sera una sorpresa...»

One very original feature, of the Theatre of Anghiari I would say, are the Pulpit Nites. Where did the idea come from? «The pulpit was itself created: between the 17th and 18th century, academics used to recite from this pulpit their academic oration and gave short performances or concerts at the top of the gallery. This is because in the winter the theatre was too cold to heat and the pulpit had a fireplace. That room was falling apart and triggered the idea of a pulpit for the artists, encompassing every race and colour, musical, theatrical and literary. The management agreed and made ​​available some laborers. Michele Corgnoli put together the first program and we were off, there is a world behind the pulpit and every night was a surprise».

Cosa significa essere il direttore artistico di una realtà teatrale così vivace? «Tutto quello che ha generato questo luogo è un qualcosa di unico e irripetibile. Il pubblico ci ha dato sempre soddisfazione. Tenere insieme la “macchina” di questi tempi è durissima. Sembra che in Italia un Teatro aperto, sia considerato più un “lusso” che un “bisogno sociale”. Le amministrazioni municipali arrancano, e noi comprendiamo le difficoltà a garantire i servizi minimi ai cittadini. Ma crediamo altresì che un luogo di benessere psico-fisico, abbia sempre una ricaduta positiva su tutto il tessuto sociale. E non è mai invisibile».

What does it mean to be the artistic director of a lively, theatrical reality? «Everything that has been generated, this place is something unique and unrepeatable. The audience always gave us great satisfaction. All put together, the “machine” these days is very difficult. It seems that in Italy an open theatre, is considered more of a “luxury” that a “pressing social need “. Municipal governments limp along and we understand the difficulties ensuring basic services to citizens. However, we believe also that it is a place of physical and mental wellbeing, it always has a positive effect on the whole social fabric. It is never invisible».

n palcoscenico aperto e vivo diventa un punto di riferimento della comunità, come rispondono Anghiari e il comprensorio circostante? La risposta è molto varia e non sempre corrispondente agli sforzi organizzativi. Capita che un evento di secondo piano catturi il pubblico, così come capita che uno faccia sforzo mostruoso per portare ad Anghiari un grande artista internazionale, e venga ignorato o poco considerato. Non esiste una regola d’oro per riempire un teatro, in provincia così come in un contesto metropolitano, ma se conosci la “tua gente”, e gran parte del tuo pubblico lo chiami per nome, difficilmente ci si sbaglia.

live, open stage becomes a focal point for the community, how do they respond in Anghiari and the surrounding area? The answer is very different and not always corresponding to the organizational efforts. A side event that captures the audience’s imagination, as it takes a massive effort to bring a great international artist to Anghiari and only for them to be ignored or passed up. There is no golden rule to filling a theatre in the provinces or in the metropolitan area but if you know “your people “ and most of your audience by name, you can’t be going wrong.

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The Mag 7  

T alenti che arrivano. Talenti che vanno. Poi ci sono quelli che tornano... nel girotondo di persone che abbraccia il palcoscenico di The Ma...

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