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STORIE DI successi quotidiani

DAVID MEACCI UN PICCOLO GENIO AL SERVIZIO DEGLI ALTRI QUALE CONCORSO HAI VINTO E IN QUALE AMBITO? «Sono arrivato tra i primi dieci a livello italiano al concorso “IFOM, lo studente ricercatore” in ambito scientifico. Le scuole partecipanti sceglievano un solo studente in base a vari criteri, come la media scolastica e il numero di attività pomeridiane portate a termine. Successivamente il ragazzo o la ragazza designati dovevano svolgere un test online di quaranta domande in quaranta minuti riguardante chimica, biologia umana, biologia molecolare, genetica, evoluzionismo, biotecnologie e metodo scientifico. A questo punto è stata redatta una classifica in base al risultato del test, alla media scolastica e alle attività portate a conseguimento. I primi dieci ragazzi classificati svolgeranno uno stage di due settimane all'IFOM, un centro di ricerca di oncologia molecolare». COSA HAI PROVATO QUANDO TI HANNO DETTO: DAVID HAI VINTO! «Allora, ero nel corridoio della scuola. Il bidello è venuto a chiamarmi dicendomi che c’era una telefonata per me. La voce dall'altra parte diceva di chiamarsi Gilda e che chiamava dall’IFOM. Dopo alcuni minuti passati a farmi domande riguardo alla mia iscrizione, che a me sono parsi secoli, mi ha comunicato risultato... Sprizzavo letteralmente di gioia! Ho iniziato a saltare per il corridoio... Mi sono sentito veramente realizzato, tutti gli sforzi che avevo impiegato fino a quel momento erano stati ampiamente ripagati». E QUANDO SEI TORNATO IN CLASSE? «Avevo le lacrime agli occhi e i miei compagni, che avevano realizzato cosa era successo, hanno iniziato anche loro ad urlare per la gioia. La sensazione più bella è stato comunicare alla mia professoressa di scienze, Marcella Mancini, la quale mi aveva aiutato nella preparazione per

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il concorso, che avevo raggiunto questo traguardo. Lei era persino più felice di me». HAI SEMPRE AVUTO IL “PALLINO” PER LA SCIENZA? «Quella per la scienza, in particolare per la medicina, è una passione che coltivo sin da molto piccolo (a tre anni dicevo di voler fare da grande il medico la mattina e il pizzaiolo la sera, per dare spazio alle due mie grandi passioni: la medicina e il cibo). Sia mio nonno che mia madre si sono laureati in medicina e vedevo in loro due grandi punti di riferimento. Quando più tardi mi hanno regalato la scatola del piccolo chimico, ho capito che il mio futuro sarebbe stato legato alle materie scientifiche, passavo ore a provare e riprovare esperimenti!». QUINDI LA TUA GRANDE PASSIONE È LA MEDICINA, VERO? «Sì, la scienza medica mi interessa molto perché è sempre in evoluzione, come del resto i patogeni e le malattie contro cui combatte, ma soprattutto perché permette di aiutare le persone. Il mio obiettivo è infatti questo, tentare in qualche modo di essere utile agli altri nel modo migliore che conosca, e credo che la scelta più indicata nel mio caso sia la medicina». LE TUE PROSPETTIVE FUTURE? «I miei prossimi obiettivi sono: concludere il quinto anno di liceo scientifico e la maturità, quella mette sempre un po’ di paura, passare il test di medicina e magari riuscire ad entrare alla Cattolica di Roma! Il mio sogno sarebbe quello di diventare chirurgo d’urgenza o medico internista. Molti rimangono sorpresi quando glielo dico perché sono due rami completamente opposti, però, che ci posso fare io?! Sinceramente non mi dispiacerebbe nemmeno un posto da ricercatore da qualche parte. Vedremo quello che ha in serbo il futuro, l’unica cosa che so è che darò sempre tutto e mi impegnerò al massimo per realizzare i miei sogni».

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