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Il laboratorio-bottega sembra incastonato nella piazza del paese: anche tra le tue opere e questo territorio c'è un rapporto particolare? «A volte ho pensato che la mia bottega fosse legata ad Anghiari in maniera indissolubile, come se i vecchi legni che recupero e rimetto in vita fossero dei proseguimenti di cose belle e incomprese, troppo presto abbandonate. Spesso mi sono chiesta cosa in particolare di questi luoghi, avesse potuto generare così tante menti creative, soprattutto pensando al passato. C'è un connubio geniale tra luce, paesaggio, colori che non dà scampo a quelli che hanno un animo sensibile. Il legame con questi luoghi è indiscutibile. Tutti gli animali che dipingo sono un omaggio a questa terra e le mie donne sono la terra. Non c'è un giorno che io non mi lasci sorprendere dalla natura, il mio lavoro è totalmente dedicato a questa».

cia allo spettatore di turno tutta la bellezza di questo pianeta che troppo spesso viene trascurata». Le tue opere a forma di nido cosa significano? «Nella scultura nido, che ormai è diventata il simbolo del mio lavoro, c'è rappresentato tutto. C'è il ciclo della vita, dalla nascita alla morte. C'è il rifugio sicuro e protetto, l'attesa. Mi piace molto sentire le impressioni delle persone a proposito di questa piccola scultura». Ovvero? «È incredibile come a seconda del proprio vissuto, ognuno interpreti e si lasci suggestionare anche solo per necessità. Nessuno ha voglia di leggerci il tragico finale, ma c'è. Credo che ogni creativo, col proprio lavoro, "combatta" quotidianamente con la morte, la esorcizzi, conquistandosi quasi l'immortalità per mezzo del proprio operato. Penso che molte persone dotate di un particolare temperamento possano trovare conforto o riconoscersi in questa donna-nido». Oltre che nei nidi, le tue creature trovano spazio su superfici dal sapore antico: sono altrettanto confortevoli? «Dedico una particolare attenzione alla scelta dei supporti e alla sua preparazione. Non sono riuscita ad abbandonare la tecnica appresa all'accademia, dalle ricette del Cennino Cennini sulle imprimiture e sulle finiture. Tutte queste accortezze rendono prezioso qualsiasi pezzo di legno. Il mio lavoro è un innamoramento continuo. Mi stanco dell'argilla e ritorno al colore, scoprendo soggetti o supporti nuovi».

In effetti, i tuoi soggetti femminili sono spesso immersi in elementi naturali... «Sia che si parli di scultura o di pittura, tutto si ispira e ruota intorno a questo. Le mie donne malinconiche, a volte ironiche, sono anche la madre terra, stanno lì a "spiattellare" in fac-

Per esempio? «Quest'anno ho scoperto i "cassetti". Antichi cassetti di legno adatti a ospitare piccole sculture o a essere dipinti. Restaurare un oggetto di questo tipo ha il suo meticoloso e "nutriente" rituale. È impossibile, mentre ci lavori, non venire intrappolati dentro dal suo trascorso. Ognuno di essi ha una vita da raccontare:

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Estate è quando non riesco a smettere di meravigliarmi di fronte a un campo di grano dorato, alle distese di girasoli, al verde ridondante d...

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