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Mona Hatoum (Beirut – Libano 1952) ad esempio, è un'artista libanese di fama internazionale che vive a Londra. Molte delle sue opere si ispirano all’artigianato del suo popolo d’origine e portano con sé messaggi nuovi e universali. In Bukhara (multicoloured) del 2008 ci dà piena dimostrazione di ciò che lei intende per recupero della tradizione verso un futuro condiviso. L'opera è un tappeto al quale l’artista ha strappato alcune fibre fino a disgregare le silhouettes dei continenti, schiacciati a planisfero, ma tenendo come centro il polo nord (territorio neutrale) e non l'Europa. In questo senso, le terre emerse sono rappresentate dai vuoti e invece gli oceani dai pieni, come a voler significare che le acque sono l’unico terreno di uguaglianza per le civiltà che ne abitano i confini. Adrian Paci (Scutari – Albania 1969) invece ha trovato in Italia un consenso culturale che gli ha consentito di far progredire la propria direzione di ricerca. Con Home to go del 2001, ci mette al corrente della sua condizione di nomade/rifugiato. L’opera è composta da una serie di fotografie, sulle spalle porta legato con delle corde, un tetto in tegole rosse capovolto. L’artista per Paci non ha una fissa dimora, ma la sua casa viaggia con lui e in un certo senso quel tetto è sia dimora che ali per spiccare il volo verso la libertà.

Dina Danish (Parigi – Francia 1981) è un'artista egiziana nata a Parigi, vive e lavora ad Amsterdam: un esempio perfetto di moderna cosmopolita. Con la sua opere You've crossed the line, semplice linea in vinile incollata a terra, ci mostra la sineddoche di tutti i confini che l'uomo ha varcato, siano essi reali, immaginari o metaforici. Essa è la costatazione malinconica dell'avvenuto danno, quella linea che l'uomo ha oltrepassato, ormai si trova alle nostre spalle; inutile è quindi tentare di riparare ciò che è stato fatto, auspicabile sarebbe trovare una nuova via da percorrere. È particolarmente interessante notare quanto gli artisti presi ad esempio si trovino anni luce distanti dalle questioni che chiunque di noi ha sentito prendere in esame da governi e persone in genere: l'immigrato è una risorsa, non un problema, è un essere umano e come tale con sè porta nuove tradizioni, nuove idee utili a far progredire anche il nostro cammino.

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The mag27 issuue  

Addio, o forse basta un ciao. La decisione è una: partire, poi si vedrà. Casomai si torna a casa. Anzi no. Cresce di anno in anno il numero...

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