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La canoa: un amore nato per caso oppure no? «Pratico canoa da circa dieci anni, sono arrivato che ero solo un bambino. Lo conoscevo già come sport, ma solo per sentito dire, una mattina mi capitò di vedere una gara in televisione. Non avendo mai visto niente del genere, mi venne subito voglia di provare!». Con il Canoa Club CDC si è creato un rapporto speciale, vero? «Il Canoa Club è una seconda famiglia per me, e probabilmente parlo anche a nome di molti ex canoisti. Il club è un ambiente incredibile in cui crescere, e molti dei rapporti che si creano durano una vita. Naturalmente per quanto mi riguarda un posto speciale è riservato ai compagni d'allenamento e all'allenatore, persone con cui ho stretto un rapporto in termini sportivi, ma anche umani». Quali trofei hai vinto? A che livello sei arrivato? «I risultati più importanti della mia carriera sono stati due primi posti ai campionati italiani, categoria juniores e under 23, e un secondo posto nei campionati italiani assoluti, tutti conseguiti nella categoria c2 e negli ultimi due anni». Sei molto giovane: è difficile parlare di rimpianti... ma se la vita fosse un fiume e tu potessi risalire la corrente, magari in canoa, rifaresti tutto alla stessa maniera? «Rimpianti in particolare non ne ho, probabilmente tornassi indietro con la maturità sportiva attuale mi allenerei più seriamente, perché secondo me il vero salto di qualità di un atleta non è fisico, ma mentale. Da adolescenti molto spesso non ci si rende conto di queste cose. Poi di recente ho avuto un infortunio e non posso nascondere un certo senso di amarezza che mi è rimasto e di dispiacere per il mio compagno di c2 Enrico Tornelli, una persona incredibile a cui devo molto e che probabilmente non ho ringraziato come si deve. Eravamo già pronti per fare le valige e dirigerci verso la Valtellina, sede degli ultimi mondiali assoluti, anche perché in quel periodo andavamo particolarmente bene».

Ti piacerebbe fare il ''modello''? «Questo è il primo vero servizio e devo dire che mi è piaciuto per una volta stare dall'altra parte dell'obiettivo. Non nascondo che mi piacerebbe un'eventuale carriera nel settore, anche se breve, ma non credo che farei molta strada!».

Con questo fascino così, un po' nordico, avrai molte fan sparse tra Umbria ed Emilia... «Lo prendo assolutamente come un complimento! Di solito quando mi va bene mi dicono che assomiglio a Gesù. Pensi di tornare in canoa al più presto? «È una cosa a cui penso spesso e che vorrei fare, ma per ades- In effetti questo mio nuovo look con il capello lungo attira molto l'attenzione, ma non sempre in senso positivo». so ho le mani legate». Ti sei iscritto a ingegneria meccanica, perché? «Ho sempre avuto il pallino per queste cose, le materie scientifiche mi hanno sempre appassionato e anche dopo diversi mesi di università capisco di aver fatto la scelta giusta».

Domanda banale N.1: la cosa più importante della tua vita? «Le persone che la rendono speciale, in particolare la famiglia e una cerchia molto ristretta di amici, risposta banale numero uno!».

Dimmi un tuo mito sportivo. «Non ho mai avuto una figura di riferimento, ma ho sem- Domanda banale N.2 e finale: cosa vorresti fare da grande? pre ammirato i professionisti in generale». «Quello che avrò voglia di fare in quel momento e non potendoti rispondere adesso per forza di cose, posso dirti Un hobby? «Ultimamente mi sto confrontando con una chitarra ma con certezza che non ne ho assolutamente idea. Spero solo di riuscire a fare qualcosa che mi diverta, che sia l'ingegnere, con risultati abbastanza deludenti (ride ndr)!». l'atleta, o magari il modello... improbabile!».

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Viaggio andata e ritorno, da Città di Castello a Milano, guardando attorno e cercando di raccontare le realtà che in questo periodo gravitan...

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