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È uno dei giovani illustratori italiani più apprezzati e conosciuti. Il suo è un tratto unico, così come la delicatezza delle sue storie. Fiabe leggere. Lui è Marco Somà, cuneese classe 1983 laureato in Pittura all’Accademia della sua città. Lavora come illustratore di libri per ragazzi, è docente di illustrazione e nei giorni scorsi è venuto a Città di Castello con una dote eccezionale: alcune sue tavole che hanno fatto sgranare gli occhi a grandi e piccini. Noi di The Mag l’abbiamo incontrato a margine del suo laboratorio di illustrazione che si è tenuto presso l’Oratorio degli Angeli all’interno del progetto “Dentro la fiaba” e abbiamo cercato di scoprire chi c’è dietro i disegni che potete ammirare in queste pagine. Quando hai scoperto di avere un talento per il disegno e le illustrazioni? «Non so se si può parlare di una scoperta e non so se si può parlare di talento perché io vedo l’illustrazione come un lavoro per cui ho scoperto a 19 anni che questa era la mia strada. Vedendo delle illustrazioni pubblicate ho detto ‘ok, questa deve essere la direzione in cui andare’. Quindi ho iniziato a studiare, ho lavorato tanto, per tanti anni, ho fatto un po’ di gavetta e poi sono arrivato a pubblicare il primo libro dopo 10 anni di studi, prove, cose sbagliate. Insomma la strada è stata lunga. Per questo che non parlo di talento, è il frutto di tanto lavoro con alla base la passione». Hai deciso da subito quindi che sarebbe stato il tuo mestiere? «Si lo ho deciso a 19 anni. Ho avuto la fortuna di capirlo abbastanza presto. Avevo le idee chiare». È stato il tuo unico lavoro? «Beh ho fatto tanti lavori. Ho fatto anche l’insegnate, ho lavorato in fabbrica… Chi fa l’illustratore lo sa bene che è difficile iniziare vivendo subito di questo.

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GRAFICHE EVASIONI

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Shake it out!  

La luce in fondo al tunnel! Dove vai? Se lo chiede, con le sue foto, il giovane Matteo Bianchi. Il ragazzo che ha realizzato il progetto “Qu...

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