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c come territorio

DI ROBERTO PARISIO / FOTO_MODIV_MARIO SABATINI

Le nuove vie del turismo Sono i sentieri

Il patrimonio naturalistico, contrassegnato da una grandissima varietà di paesaggi; l’artigianato, espressione di antichi saperi; la terra, i prodotti enogastronomici; i sistemi di coltivazione e l’ingegno della gente che sono nella storia d’Abruzzo costituiscono una identità che deve ancora emergere. È quanto risulta da uno studio statistico prodotto in marzo dall’ISNART (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche) per conto dell’associazione interregionale delle Camere di Commercio del Centro Italia, intitolato “L’identità del territorio e nuovi prodotti turistici nelle regioni del Centro Italia”. Per l’Abruzzo è un’occasione per riflettere sul proprio ruolo cercando di svincolarsi dall’immagine di una regione che vuole competere con le realtà del Nord e del Sud attraverso la classica offerta-contenitore divisa in mare, montagna e laghi. La ricetta suggerita dagli esperti è infatti diversa: cercare i sentieri che attraversino, fondendole, le specificità del territorio, della cultura e dello stile di vita, valorizzandole con creatività imprenditoriale tramite proposte nuove ed originali che possano trarre spunto dal patrimonio dei saperi, dai prodotti tipici alle ricette, dallo stile di vita ai costumi, dall’arte alla natura. Il territorio abruzzese è ricco di storia, d’arte e di cultura ed anche i piccoli centri meno conosciuti possono vantare l’appartenenza ai circuiti delle Bandiere Arancioni, del Marchio Ospitalità Italiana,

dei Borghi Più Belli d’Italia e delle Bandiere Blu, perciò meriterebbero di essere opportunamente valorizzati. La ricchezza e la varietà delle produzioni agroalimentari fanno riferimento sì a quelle più diffuse come il vino, l’olio ma anche a quelle più particolari come il tartufo, lo zafferano, le castagne, il miele. La ricerca ci consegna purtroppo un’Italia Centrale in cui il sistema dell’accoglienza è caratterizzato dal sottoutilizzo della ricettività tipica, da una bassa incidenza di una hôtellerie qualificata, da un’esigua presenza di tour operator interessati ad inserire tra le proposte le province meno note alla massa turistica. Poco diversificati appaiono anche i canali di promo– commercializzazione, deboli i legami con le agenzie di viaggi ed i tour operator, marginali i contatti con operatori online: la rete internet è utilizzata solo come visibilità nel mondo dei navigatori. La gastronomia, non associata a luoghi particolari, ed il “prodotto turistico”, che presenta uno scarso legame culturale con i temi d’identità del territorio (cibo, storia, agriturismo, religione ), sono poco venduti dagli intermediari e non hanno la forza di un’attrattiva proposta turistica. Colpisce, in particolare, che i valori immaginati per l’Italia Centrale non connotano una precisa identità di un territorio, un modo d’essere, un prodotto particolare, un paesaggio ricercato, quanto piuttosto un luogo dai contorni sfumati: nei cataloghi delle agenzie di viaggio e degli operatori turistici non

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C come magazine n. 24  

E' uscito il nuovo C come magazine n. 24

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