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c come biologico

DI CRISTINA MOSCA / FOTO_MODIV_SERGIO_PASQUAL

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comeMagazine speciale ancestrale LA CULTURA ENOGASTRONOMICA

ABRUZZESE IN UN FREEPRESS

Quanto costa mangiare sano? Un incontro con gli studenti sugli stili di vita

«Se le donne che non riescono a fare la spesa quotidianamente sapessero che un prodotto fresco biologico dura a lungo nel frigorifero, un pensierino in più ce lo farebbero».

Rubiamo questa riflessione alla produttrice Francesca Verrigni, che l’ha condivisa con noi durante il talk-show “Biologico e certificato… ma quanto mi costi?” organizzato il 31 marzo durante la Fiera dell’Agricoltura che si è svolta nell’Istituto Superiore “Di Poppa-Rozzi” con la collaborazione del Gal Appennino Teramano, ideatore e promotore del “Mercato contadino” di Teramo. La rubiamo perché dimostra che il concetto del mangiare sano non è affatto lontano dalla quotidianità e anzi può renderla migliore. Se è vero che un prodotto biologico certificato costa in media il 20/25% in più di un prodotto convenzionale, è altrettanto vero che dà garanzie maggiori in salute, in sapore e in durata. Come Emanuela Tommolini e Fabio De Cristofaro del ristorante “Esprì” di Colonnella hanno spiegato in una dimostrazione pratica, un chilo di pane a lievitazione naturale costa sì leggermente di più di un pane “normale”, ma dura anche una settimana di più: dov’è stato il guadagno nel pagare apparentemente di meno un pane convenzionale, se due giorni dopo lo dobbiamo già ricomprare? L’incontro è stato condotto da Pina Manente, e ha visto la partecipazione del presidente del Gal Appennino Teramano Carlo Matone, il dirigente scolastico Silvia Manetta, l’assessore al Commercio del Comune di Teramo Mario Cozzi, il medico nutrizionista Mario Di Pietro e Nicola e Livia di “Raggio C’Orto”, una realtà che andremo presto ad approfondire. Riavvicinarsi alla natura. La qualità può prescindere dal biologico, ma non può prescindere dal buonsenso: il buonsenso, ammettono i produttori, può venire meno di fronte al dio denaro, perché il mercato ha esasperato i ritmi di produzione. Come abbiamo riscontrato anche noi di C come magazine, chiamati a intervenire al convegno per testimoniare come l’Abruzzo stia cambiando, il ripristino del valore del prodotto “a chilometro zero” non è una semplice moda interprovinciale ma un bisogno diffuso di riavvicinarsi all’origine del prodotto, essere sicuri della cura che c’è dietro, magari anche a causa della crisi che spinge, più che a spendere di meno, a spendere meglio. PAG 37 / SPECIALE ANCESTRALE / C COME BIOLOGICO

C come magazine n. 24  
C come magazine n. 24  

E' uscito il nuovo C come magazine n. 24

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