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LunEdi’ 28 Marzo 2011

LA GEnTE d’iTALiAl 13

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Le moto italiane conquistano Atlanta 'Passione italiana: Design of italian Motorcycle' è il titolo di una rassegna che fino al 13 giugno sarà presente al Museum of Design Atlanta, in Georgia. Una mostra che ripercorre, attraversando oltre mezzo secolo, un pezzo di storia delle moto italiane. Dalla MV Augusta alla Ducati, dalla Bimota alla Moto Morini. E per quest'ultimo glorioso marchio, alla luce delle grandi difficoltà che sta attraversando in questo momento (è in liquidazione e rischia il fallimento), la mostra rappresenta una rivisitazione importante con la speranza che anche Atlanta possa aiutare l'aquila bo- presenti nelle sale del lognese a riprendere il MODA, si ripercorre un proprio volo. lungo tratto del cammino svolto dalla industria motociclistica italiana. di ROBERTO ZAnni MV Augusta, plurivincitrice di titoli mondiali soprattutto con Giacomo assione italiana. Un Agostini, poi la Ducati, titolo che non poteva es- l'industria bolognese atsere più azzeccato. Due tualmente presente nel parole che però non so- motomondiale con Vano state 'assemblate' in letino Rossi, e che negli Italia, ma negli Stati Uni- USA rappresenta quasi ti, ad Atlanta. 'Passione un mito, poi ancora la Italiana' è il nome di una Bimota, nome giovane, mostra davvero unica, è stato fondato nel 1966 speciale, dedicata alle a Rimini, ma che ha samotociclette, a quattro puto in fretta ritagliarsi marchi in particolare, uno spazio, sia nelle che si può dire abbiano competizioni che nel scritto buona parte de- mercato delle due ruolla storia motoristica a due ruote non solo nosal Museum of Design trana, ma anche a liveatlanta (MoDa), fino al 13 llo internazionale. 'Pasgiugno, saranno esposti vari sione Italiana: Design of modelli che ripercorrono una fase della storia Italian Motorcycle' è stadell’industria motociclistica ta inaugurata la settiitaliana. Le marche presenti mana scorsa al Museum saranno: la MV augusta, la Ducati, la Bimota, ma of Design Atlanta (MOsoprattutto la Moto Morini, DA) e ci resterà fino al la quale stà rischiando il fallimento. 13 giugno. Una mostra organizzata in collaborazione con il Barber Vintage Motorsports Mu- te. Ma soprattutto un sem, con l'obiettivo di marchio, la Moto Morini, mettere in rilievo gli che a causa delle granstraordinari progressi di difficoltà che sta attecnologici e di design traversando (è in liquifirmati dalle aziende ita- dazione e rischia il liane del settore. Una fallimento) con questa mostra voluta proprio presenza ad Atlanta è per far conoscere, an- come se volesse ribadiche al pubblico ameri- re la propria voglia di cano, i segreti che han- vivere, dopo aver fatto no portato alla ribalta storia per oltre setnegli anni le grandi mar- tant'anni. 'Passione Itache italiane. Ad Atlanta liana' in questa mostra, con la storia raccontata esplorando l'evoluzione e con i modelli di moto delll'ingegno creativo del

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design motoristico, espone la passione non solo dei progettisti, ma anche dei piloti. E per questo motivo non si può non ricordare chi quasi un secolo fa ha incarnato entrambi i ruoli, Alfonso Morini. Nacque a Bologna nel 1898 e l'anno dopo, nelle vie della città emiliana, il Touring Club fece sfilare le prime biciclette a motore. Morini scoprì la sua passione per i motori molto presto, a 16 anni aveva già la sua officina. Non lo ferma nemmeno lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, infatti il servizio militare, si arruolò volontario, lo svolse all'VIII Reparto Motocicli di Padova. Finita la Grande Guerra Alfonso Morini tornò a Bologna e nel 1925 Mario Mazzetti gli diede l'incarico di costruire una 125 cc, monocilindrica a due tempi. Morino così da meccanico si trasforma in progettista, costruttore e pilota. Nasce la M.M. e nel 1927 Morini al Gran P delle Nazioni a Monza in sella alla sua M.M. 125cc realizzò sei record mondiali che resistettero oltre vent'anni. Nel 1933, con una 175cc toccò i 162 chilometri all'ora, record di categoria. Durante gli Anni Trenta poi la M.M. fu l'unica moto italiana in grado di competere con le marche straniere. Passati 13 anni dall'ini-

zio del sodalizio con Mazzetti, Alfonso Morini decise di andarsene, di percorrere la sua strada da solo. Con 25.000 lire di liquidazione, una scatola di compassi e una moto usata: così nel 1937 nacque la Moto Morini. Prima con i motocarri a tre ruote, nell'officina di via Malvasia 37: ma ancora una volta la guerra ferma Morini, la sua piccola fabbrica viene convertita per la produzione bellica, poi in seguito a un bombardamento, distrutta nel 1943. Ma nel 1946, nemmeno un anno dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, dai nuovi stabilimenti di Berti esce la prima motocicletta, la T125, monocilindrica, due tempi, cambio a tre velocità e nel 1947 si aggiunge anche la versione Sport. Un successo inaspettato che lancia la Moto Morini su tutto il territorio nazionale. Nel 1948 c'è poi il ritorno alle competizioni prima nazionali, poi internazionali: nel 1952 Mendogni vinse il GP delle Nazioni e quello di Spagna. Arriva il tempo delle quattro tempi, in pista e in produzione, la sede nel frattempo si era trasferita in via Bergami. Se la 'Rebello' è stato un modello che ha fatto storia, nel 1958 la 250 Bialbero viene definita la monocilindrica più veloce del mondo. Nel 1961 poi proprio su una Moto Morini fece il suo debutto

Giacomo Agostini il più grande pilota italiano (con Valentino Rossi), l'esordio nella TrentoBondone, chiusa con un secondo posto. Nel 1963 poi Tarquinio Provini, altro mito delle due ruote, ottenne il secondo posto nel mondiale 250. È l'anno anche della nascita di un modello storico, il Corsarino, che con una versione da 60cc sbarcò negli Stati Uniti, seguito in USA poi anche dal Settebbello 250. Nel 1969 muore Alfonso Morini e la figlia Gabriella prende le redini dell'industria. La Camel 500 nel 1981 partecipa anche a una Parigi-Dakar, nel 1987 c'è poi passaggio alla Cagiva-Ducati. Nel 2003 però la Moto Morini torna in famiglia: con il 50% detenuto dagli eredi di Alfonso Morini e l'altra metà al gruppo Berti. C'è il trasferimento a Casalecchio, alle porte di Bologna, poi nel 2007 la Moto Morini ridiventa tutta di proprietà della famiglia, con la Morini Franco Motori. Poi la liquidazione fallimentare del 2010, un fallimento che purtroppo potrebbe materializzarsi presto, ma la produzione non si ferma, il cuore della Moto Morini continua a battere e chissà che anche una mostra al di là dell'Atlantico non possa aiutare a far tornare a volare l'aquila, il marchio della MM, ancora una volta.

Le moto italiane conquistano Atlanta  

Article on MODA's Passione Italiana exhibit from La Gente d'italia, an Italian newspaper in Miami!

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