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www.mocapress.org Diffidate dalle comunicazioni Il vice-direttore de La Stampa Massimo Gramellini, in uno dei suoi interventi settimanali su Rai3, ha menzionato una notizia relativa al sito del Governo Italiano (www.governo.it). A quanto pare, da circa un paio di mesi, il Presidente Monti ha permesso si creasse sul sito un filo diretto cittadiniStato che consente a noi “inferiori” di comunicare via e-mail con le “sante santissime” cariche dello Stato per dire loro la nostra opinione a proposito della politica italiana. Bene bene...è interessante! Ma ancora più interessante è l’email che Gramellini, tra le tante elencate, cita. Per curiosità, siamo andati a leggerla sul sito e ve la riportiamo qui, senza alcuna modifica: “…Lisa, una bambina di due anni e mezzo, alla domanda «che cosa hai visto in tv?», risponde «Ho visto il nonno Mario, quello che dice le cose giuste per il futuro…»; questa mail è firmata da una coordinatrice pedagogica di una cooperativa sociale. Leggendola, onestamente, abbiamo pensato: “Porca miseria! È una bambina dal QI al di sopra della media, a due anni e mezzo capisce di politica!”; qualcuno potrebbe dire che, proprio per ciò che ha detto, dimostra di non capirci nulla. Ma andiamo oltre. Più

che sulla questione politica, la nostra attenzione si è focalizzata sul perché pubblicare una cosa del genere. Non vorremmo risultare scortesi, ma abbiamo il leggero sospetto che ci vogliano prendere in giro. Non siamo pedagoghi,

ma possiamo mai credere che una bambina di due anni e mezzo guardi il telegiornale e, vedendo Monti, esclami: “Mamma guarda! NONNO MARIO!”, magari con occhi scintillanti e il sorriso speranzoso, come se avesse visto davvero l'uomo del domani?! Ci teniamo ad informare il Governo che le bambine di quell'età al massimo guardano le Winx... Ma basta con queste prese in giro, abbiamo un cervello! Non possiamo pensare che il Governo (o chi per loro, nel caso specifico del sito) creda che ci beviamo questa baggianata! Va bene, forse esageriamo... “in fondo è solo una mail pubblicata su un sito internet, mica vanno a legger-

la tutti?”. Quello che vogliamo dire è che si tratta di un piccolo e chiaro esempio di quanto i mezzi di comunicazione vengano usati come mezzi “ipnotici”, dando per scontato che chi legge sia un emerito beota che abbocca a tutto. I telegiornali, ad esempio, filtrano palesemente le notizie con l'intento di distogliere la nostra attenzione da argomenti più importanti. È una cosa che ormai l'opinione pubblica già sa, ma quello che fa imbestialire è che i giornalisti (o per lo meno buona parte) non tentano nemmeno di mascherare questo “controllo dell'informazione” che praticano religiosamente. Possibile che ci ritroviamo a sapere quante cabine ha il Costa Concordia piuttosto che del movimento dei Forconi in Sicilia? Possibile che conosciamo tutti i dettagli di un omicidio mentre di una manovra di legge solo le linee generali? Non è ammissibile...consigliamo a telegiornali e affini di proporre da oggi in poi, anziché nove servizi su dieci su una nave che affonda, cinque su dieci; gli altri usateli per parlare di altro, così ci caschiamo di più! Bah, forse è meglio se ci sintonizziamo anche noi sulle Winx... La Redazione redazione@mocapress.org

Sommario Aria o benzina?

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People have the...

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Microcosmo MoCa... 2 Europa dei Popoli??? 3 Solidarietà...

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Il trapano nel...

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Il silenzio dell’onda

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Classifica libri

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Sono solo canzonette 5 Esenzioni e...

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Prigionieri di...

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MoCa (es)Press(ione) Marzo 2012

Aria o benzina? Durante questo periodo di neve e gelo perenne, la benzina non ha avuto pietà di noi e ha continuato la sua scalata vertiginosa verso l'aumento. In alcune aree del Centro, infatti, ha raggiunto quasi € 1.90 a litro. Sperare che il costo del carburante possa scendere credo sia davvero inutile, ma guardarsi intorno potrebbe farci scoprire delle grandi novità nel settore e ridarci nuove speranze per il futuro. Esiste, infatti, un prototipo di automobile che non solo ci farebbe risparmiare tantissimo sul carburante, ma addirittura contribuirebbe in maniera determinante alla salvaguardia dell'ambiente. Dal 2001 l'ingegnere francese Cyril Guy Nègre sta lavorando ad un progetto rivoluzionario e complicato allo stesso tempo: il motore ad aria compressa. Questa vettura, che non necessita assolutamente di carburante, va letteralmente ad aria. I risultati di questo difficile lavoro sembrano portare i loro frutti. Grazie a perfezionamenti continui, oggi questo motore può, con un pieno d'aria al costo di € 1.50, percorrere ben 200 Km. Ma soprattutto è un motore ecologico che, dal tubo di scarico, emette solo semplice aria fredda. Una auto del genere, che ora raggiunge i 110 Km/h, potrebbe essere molto utile soprattutto in città e in quelle grandi metropoli in cui l'inquinamento raggiunge livelli spesso preoccupanti. Per giunta non ha un costo elevato! A quanto pare costerebbe tanto quanto una normale automobile. Se le cose stanno così, perché non usarla? Perché renderci schiavi del caro benzina e per giunta contribuire all'inquinamento? La risposta c'è...nel caso in cui si adottasse un'automobile ad aria compressa, la benzina potrebbe annoiarsi, sentirsi sola e con lei soffrirebbero tutti coloro che lucrano su di essa. Non possiamo certo essere egoisti e pensare solo e soltanto ai nostri risparmi e all'ambiente! Quindi cosa scegliere, il risparmio e l'aria pulita o la benzina e tutto ciò che essa comporta?! È difficile scegliere... Rita Mola rita.mola@mocapress.org

People have the power Leggo su internet che il risultato referendario dello scorso giugno è messo seriamente a rischio dalla forte spinta privatizzatrice del governo Monti. Per un attimo ho un flashback: rivedo me e tante altre persone con le quali abbiamo cercato di sensibilizzare gli elettori montellesi ad andare a votare. Ricordo le camminate serali per distribuire quel poco di materiale referendario che eravamo riusciti a recuperare. In quello stesso attimo sono stata sopraffatta da una rabbia infinita perché, se dopo tanto, anzi troppo tempo in Italia si era raggiunto un quorum, lo dovevamo solo alla volontà popolare, lo dovevamo a quei 26milioni di italiani che, non solo avevano detto no alla privatizzazione dell’acqua, ma si erano resi protagonisti di una nuova stagione politico-sociale riassegnando il giusto valore alla partecipazione popolare (il referendum è il massimo strumento di democrazia che abbiamo a disposizione!). Schierarsi a favore o contro un quesito referendario è stata sì una battaglia politica, ma è stata soprattutto una battaglia di civiltà perché ci sono beni che non possono essere trattati come semplici merci, sui quali proprio non si deve e non si può lucrare. Eppure con un cavillo all’interno del decreto quadro sulle liberalizzazioni, è proprio il governo Monti che cerca di aggirare il referendum. Il Forum Italiano dei Movimenti per l'acqua si è subito mobilitato e ha consegnato al Senato l'appello per il rispetto del voto referendario sottoscritto da 37.680 cittadini. Abbiamo il dovere di difendere il risultato del referendum perché questo dimostra che, quando vuole, un popolo prende la parola e decide. Senza condizionamenti, ma semplicemente con gli strumenti della democrazia. Laura Bonavitacola laura.bonavitacola@mocapress.org

Il microcosmo MoCa. Metalinguaggio redazionale E puntuale arriva l’affettuosa e-mail minatoria del nostro caro capo redattore. Con toni pacati, educati, concilianti, altamente comprensivi ci ricorda che i tempi stringono: dobbiamo andare in stampa. Con toni pacati, dicevo. Ma cosa si legge esattamente fra quelle righe? Cosa raccomanda con estrema gentilezza l’entità suprema che si firma col nome di Redazione MoCa? Analizziamo alcune delle formule di rito più ricorrenti. “Buon lavoro”. Non è solo la laconica espressione di commiato. Niente affatto. È il modo delicato con cui stanno dicendo: “muoviti!”. Certamente meno ansiogena della più temibile “Attendiamo la tua produzione” che, oltre a dire “muoviti!”, ci invita anche a realizzare un pezzo al contempo: scritto per bene, accattivante, interessante, non prolisso, pungente e carezzevole, riverente e irriverente. Da annoverare, per finire, il famoso “Ti ricordo inoltre”, che introduce in genere una serie di informazioni da tenere bene a mente, pena la fustigazione pubblica in sala mensa… di fantozziana memoria. Pena sospesa, ma solo fino alla realizzazione della sala mensa. Eppure, in qualche modo, quei toni così concilianti risultano sempre finemente efficaci. L’articolo magicamente prende forma. Ispirazione, produzione, cura dei dettagli, revisione e… “Invio”. Leggere a quel punto “Il messaggio è stato correttamente inviato” sembra restituire un respiro di ritrovata pace. Vi ho raccontato così, a mo’ di facezia, la mia giovane esperienza nella grande famiglia di MoCa. Raccontarsi e raccontare è un modo per donare un po’ di sé a chi è ben disposto ad “ascoltarci”. Duecentocinquanta parole esatte. Sfida vinta. Angela Ziviello angela.ziviello@mocapress.org


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MoCa (es)Press(ione) Marzo 2012

Europa dei Popoli??? Non passa giorno senza che i tg nazionali non parlino della grave crisi economica che sta colpendo la Grecia. I motivi di questo bombardamento mediatico sono chiari a tutti. Un eventuale default economico della Grecia significherebbe, di fatto, la morte dell’Unione Europea. Il rischio grosso è quello dell’innestarsi di un effetto domino che colpirebbe le economie più deboli dell’Eurozona: Spagna, Portogallo e Italia. Con l’approvazione del finanziamento di centotrentamiliardi di euro alle condizioni richieste dalle istituzioni europee che, in “soldoni”, significa tagli ai servizi essenziali come sanità, pensioni, previdenza sociale, licenziamento di oltre 15000 dipendenti pubblici che si aggiungono a quelli già effettuati nel corso dell’ultimo anno vengono quasi cancellati lo stato sociale e le conquiste degli ultimi decenni in tema di welfare. Senza entrare nel merito delle questioni economiche, un dato salta subito agli occhi. Il massiccio intervento delle

Istituzioni Comunitarie ha ipotecato tizzazione dei beni statali. Spero di sbal’economia di uno stato e la sua sovrani- gliarmi, ma la verità è che in Grecia si stanno facendo le prove generali di uno spettacolo più ampio da esportare in larga scala. Il salvataggio della Grecia servirà soltanto a tentare di salvare le banche tedesche e francesi in primis, mentre i greci, continuando ad essere inadempienti, diventeranno sempre più schiavi dei loro nuovi padroni europei, i quali stanno acquistando a prezzo di realizzo tutto ciò che in Grecia ha un valore commerciale. Una domanda sorge spontanea: ma è questa l’Europa delle Nazioni che sognavano i nostri padri? A me sembra che al sogno di un “Europa dei Popoli” si stia sostituendo l’incubo dell’ “Europa delle banche” e dei potentati economici. Sarebbe bello se nascesse un nuovo Diogene che all’ombra del Partenone direbbe ai Merkel, Sarkozy e Cameron di turno: “spostati che mi copri il sole”. tà nazionale con il coinvolgimento interGianluca Capra nazionale nella riscossione e nella privagianluca.capra@mocapress.org

Inviaci un tuo articolo, lo pubblicheremo! Solidarietà cassanese La neve che si è abbattuta sull’Irpinia è stata spettacolare, ma ancor più bello è stato ritrovare un senso di comunità che si evince anche semplicemente dando un’occhiata al gruppo creato su facebook“Cassano- Il borgo delle sorgenti”. Neve, neve, neve, è la parola che nel mese scorso ha riempito le pagine del gruppo. Essa è un’espressione di felicità mista(con il trascorrere del tempo) ad una situazione disagevole per tutta la comunità, infatti si dice che una nevicata di tali proporzioni non avveniva dal ’56! Ebbene, in questa situazione di emergenza è stato spettacolare constatare come si sia messa in moto una macchina a dir poco meravigliosa. È riaffiorato (perché credo solo sopito) un senso fortemente empatico di appartenenza alla comunità. Sin dalle prime nevicate le persone si sono organizzate e riunite per discutere su come affrontare al meglio tale emergenza. Rimboccandosi le maniche, mettendosi a disposizione hanno partecipato in prima linea cercando di portar sostegno e, lavorando con fervore, hanno dimostrato prontezza e vivacità di impegno. Tramite il gruppo del social network e il servizio sms reso attivo dal Comune, è stata lanciata una simpatica ed utile proposta soprannominata “C’è una pala per te”e, devo dire che l’appello è stato raccolto da tanti cittadini. Trovo incredibile come questo social network sia diventato anche un punto di ritrovo per la comunità, un nuovo canale comunicativo che abbatte i confini rendendo partecipi pure le persone lontane. Il successo dell’iniziativa ha generato la seconda: premiare la foto più bella di Cassano sotto la neve. La pagina è stata “sommersa” da una valanga di immagini molto suggestive. Non voglio sminuire i disagi che la neve ha creato, ma solo sottolineare il lavoro svolto. Una situazione di emergenza è gestibile se alla base ci sono risorse non solo materiali, ma anche umane, e credo che Cassano in questa situazione abbia dimostrato di essere senza dubbio un archetipo di buona organizzazione. Lasciamo da parte le note stonate che si leggono su qualche altro gruppo riguardo al lavoro svolto perché se non sono costruttive, sono critiche sterili e fini a se stesse. Concludo prendendo in prestito le parole che ho letto nei giorni scorsi proprio su facebook, “tutto sommato anche la neve può essere un bel modo per stare insieme”. Assunta Gambone assunta.gambone@mocapress.org


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MoCa (es)Press(ione) Marzo 2012

La Narrativa… di Luigi Capone Il trapano nel cervello- Seconda parte E dalla fessura buia di uno di quei muri di cemento usciva un grassone, come fosse stato il protettore della mignotta, intento a fumare con noi senza aspettare inviti. È strano poi in che modi strani si cerca di riparare ai danni cerebrali fatti. Per calmarci la puttana ci consigliava di acquistare dell’ottimo Cobret tornando alla base. Ovviamente noi eravamo ragazzi coscienziosi e non potevamo fare altrimenti che accettare l’offerta. Poi ricordo che il mio amico si mise a piangere per aver perso una bottiglia di gin. Una delle prime cose che ho fatto stamattina è stata frugarmi addosso per vedere cos’avevo ancora addosso e l’unica cosa che ho trovato è stata il mio portafogli, pieno di scontrini, e completamente privo di carte di qualsivoglia valore. La paranoia di trovarmi davanti la Guardia di Finanza in qualsiasi momento. Mentre scrivo vado velocemente al cesso a vomitare un po’ di schiuma e espellere fragorosi spruzzi di merda ne-

ra e acida. Del resto, chi trangugia di tutto non caca certo fiori. Inciampo in un materasso e sbatto col piede contro la testa di Tony. Stasera dobbiamo suo-

nare in un locale e io sto male. Pure lui pare mezzo morto. Ma in qualche modo dobbiamo pur campare, mi ritorna in mente il fatto che la mia stanza buia e polverosa è in affitto e non so quando dovrò pagare la mensilità ma a breve. Mi rimetto a letto, chiudo totalmente la tapparella, gli operai fuori continuano a

fare un rumore infernale ma è quasi notte, devono essere le cinque del pomeriggio. Sono uscito soltanto per comprare il tabacco e per mangiare qualcosa. Mi sono trascinato fino a una specie di panificio ed ho chiesto un panino caldo. Il ragazzo del negozio mi ha guardato in faccia spaventato ed ha consultato il proprietario. Subito dopo è tornato con due panini belli fragranti infilati in una busta di carta e non ha voluto essere pagato. Da non so cosa aveva capito che non avevo soldi e che stavo morendo. Ottima cosa. Per avere un po’ di bontà dalla gente devi aspettare di crepare. Ho divorato letteralmente i panini e ho bevuto a una fontana dove poco prima si era dissetato un cane. Mi sono sentito felice e appagato per quel poco come se in quel momento tutto il mondo stesse mostrando il suo lato buono.Ero una merdina. (Continua…) luigi.capone@mocapress.org

La recensione di un libro…

Classifica libri

di Francesca Pennucci

Il silenzio dell’onda di Gianrico Carofiglio Ognuno di noi crede di sapere quale sia la sua identità, ma in alcuni casi averne una sola non è possibile. Roberto, carabiniere e Emma, attrice, sanno cosa vuol dire vivere recitando e trovarsi davanti ad uno specchio senza potersi riconoscere. Entrambi si incontrano ogni settimana davanti alla porta dello stesso psichiatra, con la speranza di superare i sensi di colpa. Bisogna ricordare e questo comporta sofferenza e ribellione. Non è facile rientrare nella propria vita dopo averne vissuta una parallela, dopo aver lavorato per tantissimo come agente sotto copertura o dopo aver tradito il proprio marito, portandolo ad una morte accidentale. C’è poi Giacomo, figlio di Emma, adolescente che “sogna la realtà”. Sogna Scott, un cane che lo accompagna a rivedere suo padre e che lo mette in guardia dai pericoli che corre Ginevra, che è finalmente un amico. Solo grazie a Roberto e ai suoi ritrovati sensi di carabiniere, Giacomo riuscirà ad aiutare la sua compagna. L’intreccio non è molto complesso e Carofiglio non raggiunge mai toni acuti, ma nel complesso leggere questo libro si rivela alquanto piacevole. Potrebbe tranquillamente rimanere accanto al divano per essere aperto quando si ha voglia di staccare un po’ dal trantran quotidiano e di immergersi nella vita di qualcun altro. francesca.pennucci@mocapress.org

1.“Amore, zucchero e cannella” di Bratley Amy € 9.90 2. “La carta più alta” di Marco Malvaldi € 13.00 3. “Il diavolo, certamente” di Andrea Camilleri € 10.00 4. “Uscita di sicurezza” di Giulio Tremonti € 12.00 5. “Auschwitz. Ero il numero 220543” di Avey Denis, Broomby Rob € 9.90 6. “Grazie NO” di Giorgio Bocca € 10.00 7. “Nebbia rossa” di Patricia Cornwell € 20.00 8. “Goodbye, Columbus” di Philip Roth € 19.50 9. “L'educazione delle fanciulle” di Luciana Littizzetto, Franca Valeri € 10.00 10. “1Q84” di Haruki Murakami € 20.00 Fonte: http://www.lafeltrinelli.it/fcom/it/ home/pages/classifiche/toplibri.html

La presente pubblicazione non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene pubblicata senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 7-3-2001”


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MoCa (es)Press(ione) Marzo 2012

Sono solo canzonette, non mettetemi alle strette! Non è necessario essere dei pargoletti per poter dire tutto quello che ci frulla per la testa ed essere giustificati dalla tipica frase: “È un bimbo! Da grande capirà!”. Per il rigido ordine sequenziale impostato dalle leggi di natura e, ahimé, anche per un po’di sfortuna che noi comuni mortali ci trasciniamo dalla nascita, siamo costretti ad avanzare con l’età. Oltre ad acquistare conoscenza di sé, delle conseguenze delle proprie azioni (cosa alquanto difficile per un bimbo che, ingenuamente, è guidato dalla spontaneità e meraviglia delle sue osservazioni) e della necessità di sopravvivere nell’ordine sociale, si capisce che a volte è meglio astenersi dall’esprimere propri giudizi o pareri su qualcosa perché si rischia di inimicarsi il resto del mondo ed essere etichettati come “i criticoni” o, come direbbe l’esuberante De Filippo in “Natale in casa Cupiello”, “gli eterni scontenti”. In ogni democrazia che si rispetti ognuno deve essere libero di dire sempre quello che pensa e chi riceve le critiche non dovrebbe prendersela. Anzi, da persona tollerante dovrebbe far tesoro di quello che viene detto. Ci lamentiamo sempre che i rapporti tra la gente finiscono male, che qualsiasi istituzione o organizzazione non funzionano. Ma ci siamo mai chiesti perché? Credo che la radice del problema sia proprio il silenzio che molta gente rende sovrano di qualsiasi questione. Se vogliamo migliorare le cose dobbiamo sempre esporre ciò che non va bene. Solo così si potrà davvero capire dove bisogna aggiustare “i meccanismi” inceppati. Perciò meglio trovare in sé quella ingenuità che soltanto un bimbo può avere e cacciare il coraggio per dire sempre quello che si pensa. In fondo… “Sono solo canzonette!”. Vero, ferisce più la lingua della spada, ma il silenzio danneggia ancora di più! Silvana Palatucci

Esenzioni e vittimismi

silvana.palatucci@mocapress.org

È bastato far annunciare a Monti una revisione delle esenzioni ICI/IMU affinché le bocche da fuoco mediatiche della Chiesa, approntassero l’artiglieria. Al contrattacco, stavolta, non ci si è appellati a “supplenze a mancanze dello Stato”, probabilmente perché chiunque in buona fede riesce a cogliere la differenza tra un albergo di lusso e una mensa della Caritas, ma piuttosto a negare l’esistenza dei privilegi per la Chiesa. Mischiando un po’ le carte in tavola è più semplice gabbare una distratta opinione pubblica e “declassare” un mero fatto ad opinione con connotati “ideologici”. La realtà, tuttavia, è che oltre all’ ICI, piovono decine e decine di odiosi privilegi e “aiutini” che delineano una volontà concreta di prevaricazione e di “statuto speciale”. E così oltre a un miliardo di euro percepito con l’8x1000, mezzo dell’esenzione ICI, tra le rilevanti voci di denari “sfilati “ indistintamente all’Erario, abbiamo anche l’esenzione IVA, le riduzioni IRES e IRAP e finanche le pensioni dei dipendenti della Santa Sede. Sul versante scuola e sanità, temi cari alle gerarchie, ci ritroviamo a pagare cifre stratosferiche per l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole, sovvenzioni a scuole e università cattoliche, convenzioni con cliniche private (l’impero di don Verzè ringrazia). Ma non è tutto. A queste alchimie fiscali si aggiungono altri privilegi di relativo impatto economico, ma di sicuro impatto simbolico e chiari indicatori del desiderio di essere esentati da lacci e lacciuoli delle leggi terrene. E dunque ecco che paghiamo il “simpatico” (per una organizzazione religiosa) ordine dei Cappellani Militari e finanche il canone RAI e tariffe postali agevolati. L’insieme di tanti piccoli e grandi privilegi, in tempi di ristrettezze, risulta sempre più indigesto da mandar giù e mistificare, con una spolverata di vittimismo, la tangibile posizione dominante che hanno le istituzioni ecclesiastiche è uno sgradito tentativo di raggiro ai danni dei contribuenti. Magari prima di fare la predica al primo Celentano che passa, sarebbe il caso di guardar la trave nel proprio occhio. Luigino Capone luigino.capone@mocapress.org

Prigionieri di illusioni, carcerieri di noi stessi Sembra, quello dell’Orlando Furioso, un mondo incantato, meraviglioso, fatto di anelli magici, di spade prodigiose, di animali straordinari. Un mondo fuori dal tempo, un altro mondo. Tuttavia la cornice fantastica è solo una costruzione, un involucro creato per parlare delle debolezze, delle fragilità, delle ossessioni dell’uomo. Corrono dame e paladini, eroi e eroine, al contempo inseguitori e inseguiti. Cercano perennemente la soddisfazione del loro desiderio. Tutti si muovono, senza alcun disegno logico, solo per raggiungere l’oggetto ambito: un elmo, un cavallo, una donna, E se esso continua a sfuggire possono, ma solo alcuni, sostituirlo con un altro più facilmente ottenibile, gli altri sono destinati a essere sconfitti da una ricerca vana. Così uomini, mascherati da eroi, si imprigionano in un palazzo incantato. Vittime del mago Atlante? Vittime di se stessi. Entrano nel castello perché credono di vedervi l’oggetto così a lungo cercato e, una volta entrati, non riescono più a uscirne. Vagano per le stanze, da un piano all’altro, cercano senza sosta, sembra che finalmente stiano per afferrare quel che vogliono, ma ogni volta la speranza di una gioia imminente si trasforma in delusione. Nessuno riconosce l’altro, nessuno parla con l’altro, la loro vita trasformatasi in ossessione ha reso impossibile la comunicazione. Ognuno trascina la propria esistenza nella più cupa solitudine; ognuno accecato da se stesso si condanna a una condizione di infelicità. Non c’è niente di straordinario in questo mondo, niente di incantevole. È il nostro tragico mondo. Marialuisa Giannone marialuisa.giannone@mocapress.org


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