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Agosto 2013

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Sommario:

“La morte di qualsiasi uomo mi diminuisce, perché io sono parte dell'umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: essa suona per te”

L’erba cattiva...

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Ma che spreco!

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Basta un click

2

Stamina: dolore...

3

Due banane...e

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Un’altra estate...

4

Zero Zero Zero...

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Classifica libri

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Scegliere soli

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Firma l’appello!

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MoCa Press(ing) Agosto 2013

L'erba cattiva non muore mai Vorrei parlare di una specie ben nota a molti di noi che ha origine nella notte dei tempi e che non ha alcuna intenzione di estinguersi: gli ignoranti. Molti si chiedono perché Dio abbia voluto che esistessero, altri pensano siano semplicemente frutto di uno spiacevole scherzo della natura e per tale ragione, l'Homo Sapiens ne accetta, rassegnato, la presenza. Le persone ignoranti passano le loro giornate cercando di nascondere le schifezze che fanno nel loro privato, ma criticando senza pietà la vita altrui. Il giudizio, infatti, non è per loro soltanto un passatempo: è la loro ragione di vita, il motivo per cui hanno voglia di alzarsi al mattino e uscire di casa. La persona ignorante, inoltre, è notoriamente insensibile e per nulla empatica: ama nutrirsi avidamente delle disgrazie altrui e desidera conoscerne tutti i dettagli più succulenti. Spesso simula smorfie di comprensione, ma la luce nei suoi occhi non mente, freme dalla voglia di conoscere i dettagli e criticare. L'ignorante è, per antonomasia, una persona convinta: qualunque cosa dica o faccia è giusta e qualsiasi cosa l'altro possa dire o fare è potenzialmente criticabile. Se, ad esempio, una persona ha un problema e cerca di risolverlo dignitosamente e nel modo che lei ritiene migliore, l'ignorante è lì pronto a puntargli il dito contro o, con la sua nota insensibilità, a schernirlo e apostrofarlo, senza poterselo nemmeno permettere. L'ignorante è, infine, un impunito; vive bene, gli va sempre tutto bene, è sempre felice e dorme beatamente fra due guanciali tutte le notti. La sua presenza irrita vistosamente e, spesso, la rabbia spinge ad avere brutti pensieri nei suoi confronti come, ad esempio, sperare che la vita costringa anche lui ad avere gli stessi problemi per cui un qualunque Homo Sapiens viene ingiustamente criticato. Il tutto, me ne rendo conto, è decisamente sbagliato perché frutto di rabbia irrazionale. Nel mio caso, a fermare la nascita di questi brutti pensieri è la voce di una persona, la più intelligente che io abbia mai conosciuto, ricca di saggezza e di educazione, riservatezza e rispetto, che, col suo classico tono perentorio, spesso mi diceva: ”Rì, è inutile ca ti pigli veleno: ro vuò capì o no ca l'erba cattiva no more mai!?”. Rita Mola

Ma che spreco!

rita.mola@mocapress.org

Come ogni anno, in occasione del Forum della grande distribuzione, il Commissario europeo per l’Ambiente, Janez Potocnik, ha provveduto a divulgare i dati relativi allo spreco del cibo. Si stima infatti che in tutta Europa, in un anno, vengano gettate 89 milioni di tonnellate di alimenti. Dati che fanno accapponare la pelle se si pensa al vero e proprio disastro economico, ambientale, ma soprattutto etico. E sì, perché se da un lato veniamo bombardati da notizie poco confortanti sulla crisi che investe tutto il globo, dall’altro assistiamo a sprechi enormi. Non dimentichiamo che ogni pezzo di cibo gettato diventa un rifiuto, raramente trasformato in compost, anzi spesso interrato o bruciato. Il che significa inquinamento (tramite produzione di metano, un gas serra 21 volte più potente della già impattante CO2) e a seguire riscaldamento globale. Come evitare tutto questo? Innanzitutto iniziando a fare spese più oculate, a controllare scadenze e a comprare le giuste quantità, per evitare così gli sprechi. Le nostre nonne rimarrebbero esterrefatte e inorridite nel vedere buttare il cibo. Loro che hanno patito la fame, hanno anche imparato come riutilizzare gli avanzi, preparando ottime pietanze. In ultimo se proprio abbiamo cibo in scadenza o sovrabbondanza e non ci viene in mente nulla, esiste sempre la possibilità di offrirlo agli altri, riprendendo pratiche di buon vicinato, che al giorno d’oggi sono spesso dimenticate, oppure, quando e se possibile, aiutando chi ne ha più bisogno. Laura Bonavitacola laura.bonavitacola@mocapress.org

Basta un click “Sì, ma io cosa posso fare?” quante volte abbiamo sentito o pronunciato questa domanda! Sentendoci disarmati di fronte a situazioni più grandi di noi, reagiamo spesso con rassegnazione e sconforto. L’unica risposta consolatoria che ci diamo è che noi da soli non possiamo fare nulla, perché non abbiamo né gli strumenti né la forza di chi dall’alto della sua posizione, politica e/o economica, impone decisioni tutt’altro che condivisibili. Una “soluzione” dettata da un crescente senso di sfiducia verso le istituzioni, da una fatalistica accettazione della realtà, ma anche dalla mancanza di volontà di assumersi delle responsabilità. Eppure a volte basta veramente poco, basta un semplice click! Un esempio? Change.org! Una piattaforma che consente alle persone di lanciare petizioni per realizzare il cambiamento. Il sito offre la possibilità di richiamare l’attenzione, locale o globale, su temi di una certa rilevanza che abbracciano tutti gli aspetti della società umana. Grazie alle firme raccolte su change.org è stato oscurato un sito che offendeva la memoria di Falcone e Impastato; è stato possibile espellere Borghezio, per i suoi insulti razzisti e xenofobi, dal Parlamento Europeo; è stato possibile candidare, al Premio Nobel per la Pace, Malala Yousafzai, la quindicenne pakistana ferita da un talebano per aver condotto una battaglia contro la distruzione delle scuole per ragazze in Pakistan. Senza grande dispendio di energie e di denaro è possibile fare un gesto che richiede un minuto e che può contribuire a migliorare la realtà o a difendere la nostra democrazia. Vista la passione che ha contraddistinto la nostra comunità nell’aderire a petizioni di ogni genere, non dovrebbe essere difficile firmare una petizione in difesa della Costituzione. Marialuisa Giannone marialuisa.giannone@mocapress.org


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MoCa Press(ing) Agosto 2013

Stamina: dolore, clamore, squallore Viste le corde emozionali profonde sollecitate nell’opinione pubblica, ci ho pensato a lungo prima di mettermi al computer e scrivere del "caso Stamina". Poi mi son convinto: in questo mare magnum di "sentito dire" e di clamori mediatici, qualche considerazione "ordinata" non può far danno. Anzi. Vannoni, docente di psicologia con in tasca una laurea in lettere, afferma di aver ideato una cura per gravissime malattie neurodegenerative basata sull'impiego di cellule staminali (adulte). Sarebbe bello poter spiegare questo "metodo" e le sue migliorie rispetto ai metodi di cura basati sulle staminali già esistenti in Italia (erogate regolarmente in 12 centri specializzati in tutta la penisola), ma purtroppo non è possibile, perché i suoi ideatori non hanno dato spiegazioni sulla sua efficacia né pubblicato risultati su alcuna rivista scientifica. Complotto delle oligarchie scientifiche e farmaceutiche di mezzo mondo? Improbabile, anche perché l'unico che ha tentato di brevettare il "metodo" (non riuscendoci per mancanza di prove oggettive, ovviamente) è proprio Vannoni. Per motivi legali e

burocratici, legati a irregolarità relative momento non ci sono evidenze scientialla somministrazione, che veniva fatta fiche al riguardo. E il ministero della con l'italica scappatoia di considerare le Salute, in evidente debito d'ossigeno nei confronti della pressione dell'opinione pubblica, ha prima bloccato tutto, poi facendo un mezzo passo indietro, propone di spendere soldi pubblici per una "sperimentazione" del "metodo". Idea discutibile (si potrebbero impiegare quei soldi per finanziare meglio ricerche mediche con ben più solidi fondamenti scientifici), ma almeno siamo di nuovo nell'alveo della razionalità e non più in quello della "medicina da televoto". Solo che, stranamente, la sperimentazione non parte perché da parte di Stamina vengono staminali "alla Vannoni" come "cura continuamente addotti pretesti e lacompassionevole", la magistratura so- mentazioni al momento di "tirar fuori" spende le procedure in corso in un ospe- il protocollo terapeutico da sperimendale pubblico bresciano. Apriti cielo: "le tare. Vedremo l'evoluzione della facIene" e l'imbarazzante Barbara D'Urso cenda. Spero solo che facciano presto: si giocano la carta della spettacolarizza- mi irrita il pensiero che persone fragili zione del dolore e via con testimonianze e sofferenti vengano prese in giro. Uno di disperati genitori di bambini, affetti Stato civile dovrebbe proteggere i suoi da gravi patologie, "curati" da Vannoni. cittadini più deboli. Luigino Capone Complotti, pseudo-dibattiti, appelli, mobilitazioni di "vipperia" in ordine sparso. luigino.capone@mocapress.org Ma alla fine il "metodo", funziona? Al

Inviaci un tuo articolo, lo pubblicheremo! Due banane…e tanti cretini “Il coraggio e l’ottimismo per cambiare le cose deve soprattutto partire dalla base e arrivare alle istituzioni”. È il tweet che il Ministro per l’Integrazione, Cecile Kyenge, ha pubblicato dopo l’increscioso episodio avvenuto alla festa Pd di Cervia dove, durante il suo intervento, le sono state lanciate contro come gesto dispregiativo due banane. Questo è solo l’ultimo di una serie di atti d’intolleranza registrati dalle cronache quotidiane a cui siamo costretti ad assistere. La colpa del ministro Kyenge è di non essere bianca e di rappresentare quella parte della nazione che in tanti, in particolar modo tra l’elettorato leghista, continuano a far finta di non vedere: un Paese di seconde generazioni etniche e multiculturali. L’ex ministro delle infrastrutture Roberto Castelli, uomo forte della Lega, afferma che non ci sia un’emergenza razzismo in Italia e che la Kyenge sfrutti in maniera strumentale per fini politici gli attacchi quotidiani ricevuti. Questo continuo voler nascondere la “polvere sotto il tappeto” di turno o derubricare a scaramuccia parlamentare l’insulto omofobo e violento del deputato leghista Buonanno nei confronti del gruppo parlamentare di SEL (definito “Lobby dei sodomiti”) rei di portare avanti la battaglia civile per il riconoscimento delle coppie omosessuali, deve far riflettere chiunque. Negli ultimi venti anni la politica ha subito uno svilimento pauroso di contenuti e toni. Con un linguaggio da bettola una parte della politica italiana mette in scena la rappresentazione della propria oscenità quotidiana, complice un sistema elettorale che non permette ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti. I vari Calderoli, Borghezio, Buonanno sono divenuti il megafono di un impoverimento socio-culturale che nella crisi odierna mostra il suo aspetto peggiore sfruttando l’illusione populista che la colpa di questa congettura economica sia del “diverso” e che quindi attaccarlo aiuti a risolvere il problema. Non illudiamoci che le cose cambieranno nel breve periodo perché, come affermava il filosofo tedesco Habermas “Le parole sono fatti” e purtroppo i fatti denotano un deficit di memoria e coscienza civile preoccupante. Ministro Keyenge MoCa Press è con lei. Gianluca Capra gianluca.capra@mocapress.org


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MoCa Press(ing) Agosto 2013

La Narrativa… a cura di Luigi Capone Un’altra estate di sopravvivenza– Prima parte Io non ce la faccio ad uscire da questa camera, ad alzarmi da questo letto, ma di continuo mi costringono a farlo. In questo Paese mi hanno messo una croce addosso e hanno intenzione di torturarmi per tutta la vita, non posso più uscire senza reagire. Ricordano tutti i particolari in negativo della mia vita e accostandoli l’uno all’altro formano l’immagine di me da proiettare pubblicamente e nel mentre mi salutano. Continuo a fare questa vita: esco di notte per andare in qualche bar defilato, privo di idioti e ragazzini, dove poter bere in pace. Devo sopravvivere anche a questa estate, devo nascondermi, non farmi vedere, odio anche il mare. Il telefono continua a squillare, so benissimo chi è. È quell’idiota che si è appena laureato alla triennale dopo 11 anni. Ora si sente importante,

pensa di aver esaudito i sogni del padre snob aristocratico cattolico democratico moderato fascista. Andasse a fare in culo non gli risponderò mai. Anche lui è un NEET (“Not in Educa-

tion, Employment or Training”), praticamente quelli che non fanno un cazzo né studiando né lavorando e né cercando lavoro) come tutti in questo dannato

La recensione di un libro…

Paese. C’è un tipo che viene considerato “vecchio compagno” dai moribondi di quel partito pseudodemocratico che cerca di vendere i biglietti della lotteria della festa democratica. Alcuni continuano a chiamarla festa dell’Unità non senza una grossa crisi d’identità nel pronunciare la frase. I miseri premi in palio sono tutti stati regalati dalla segreteria nazionale del Partito. Un viaggio in Bosnia, un abbonamento annuale al quotidiano L’Unità, cinque kg di farina di grano locale. Le altre iniziative culturali oscurano ogni tentativo di proporre, di fare qualcosa e quindi di uscire dalla mia camera e di alzarmi dal letto. Per socializzare devi scendere ai loro livelli. (Continua…) luigi.capone@mocapress.org

Classifica libri

di Francesca Pennucci

Zero Zero Zero di Roberto Saviano Pochi sono gli scrittori contemporanei che vantano la popolarità di Saviano. Magari non tutti avremo letto il suo “Gomorra”, ma di sicuro ne avremo visto la trasposizione in film o ne avremo sentito parlare da qualche amico. In una Italia dove la Camorra fa ancora la voce grossa il suo sorriso sghembo ed i suoi occhi profondi bucano lo schermo: un “giornalista autentico” ed un “intellettuale impegnato” capace di scuotere gli animi ed ammaliare le menti. È vero, il suo fascino penetra chiunque, ma forse le sue doti di scrittore si esprimono meglio quando si tratta di scrivere discorsi brevi e spettacolari. Questo libro colpisce, è sferzante, ma non riesce a coinvolgere del tutto perché sembra come un resoconto dettagliato stilato per qualche superiore. C’è tanto da scoprire e per cui stupirsi, ma lo stile che Saviano usa non riesce a fare presa del tutto. Ti lascia col fiato sospeso ogni volta che inizia una nuova storia, eppure non riesci a vedere il fine di questo interminabile elenco di nomi, eventi, violenze. Forse lo scopo è solo farci sentire saturi, accerchiati, pressati da quel “petrolio bianco” che tanti vedono come soluzione alla limitatezza umana. Un grido che ci nausea e allo stesso tempo ci perfora le orecchie. Non un romanzo, non un inchiesta ma il racconto del disgusto e dell’incredulità di un uomo. francesca.pennucci@mocapress.org

1. E l'eco rispose di Khaled Hosseini € 19.90 2. La verità sul caso Harry Quebert di Dicker Joel € 19.50 3. Ferragosto in giallo di AA.VV. € 14.00 4. Un covo di vipere di Andrea Camilleri € 14.00 5. Resistere non serve a niente di Walter Siti € 17.00 6. Lumen Fidei di Francesco I (Jorge Mario Bergoglio) € 3.50 7. Inferno di Dan Brown € 25.00 8. Amore di Isabel Allende € 12.00 9. I bastardi di Pizzofalcone di Maurizio De Giovanni € 18.00 10. La risposta è nelle stelle di Nicholas Sparks € 19.90

Fonte: http://www.lafeltrinelli.it/fcom/it/ home/pages/classifiche/toplibri.html “La presente pubblicazione non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene pubblicata senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 7-3-2001”


MoCa Press(ing) Agosto 2013

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Pensieri… di Cecilia Esposito

Scegliere soli Ogni volta che prendiamo una decisione, la nostra vita cambia aspetto e carattere per assumere una diversa visione, collocandoci in una nuova dimensione. Decidere è importante e altrimenti necessario, ti spinge a scegliere e fare la differenza, a prendere una posizione con dimessa sofferenza, per tutte le volte che dalle persone ci allontanerà. Ma ad ogni distacco, ci sentiremo liberi, forti, speciali, e profondamente soli, però mai inutili, piccoli o ridicoli.

Ignorando il risultato del referendum popolare del 2006 che bocciò a grande maggioranza la proposta di mettere tutto il potere nelle mani di un “Premier assoluto”, è ripartito un nuovo e ancor più pericoloso tentativo di stravolgere in senso presidenzialista la nostra forma di governo, rinviando di mesi la indilazionabile modifica dell’attuale legge elettorale. In fretta e furia e nel pressoché unanime silenzio dei grandi mezzi d’informazione la Camera dei Deputati ha iniziato a esaminare il disegno di legge governativo, già approvato dal Senato, di revisione dall’articolo 138, che fa saltare la “valvola di sicurezza” pensata dai nostri Padri costituenti per impedire stravolgimenti della Costituzione. Ci appelliamo a voi che avete il potere di decidere, perché il processo di revisione costituzionale in atto sia riportato sui binari della legalità costituzionale. Chiediamo, innanzitutto, che l’iter di discussione segua tempi rispettosi del dettato costituzionale, che garantiscano la necessaria ponderazione delle proposte di revisione, il dovuto approfondimento e anche la possibilità di ripensamento. Non si tratta di un intervento di “manutenzione” ma di una riscrittura radicale della nostra Carta fondamentale non consentita dalla Costituzione, aperta all’arbitrio delle contingenti maggioranze parlamentari. È in gioco il futuro della nostra democrazia. Assumetevi la responsabilità di garantirlo. MoCa Press già ha firmato l’appello “Costituzione, non vogliamo la riforma della P2". Fallo anche tu cliccando su:

http://www.change.org/it/petizioni/costituzione-non-vogliamo-lariforma-della-p2-firma-l-appello


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