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Fogli di cultura

Fogli a cura del Settore Adulti di Azione Cattolica Segreteria: Tel. 06.6631545 Fax 06.6621256 segreteria.adulti@azionecattolica.it

popolare

PER UNA RESPONSABILITÀ FEDERALE

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Le questioni sul tappeto

La legislatura che si è conclusa il 13 maggio 2001 ha portato la prima sostanziale riforma della nostra Carta Costituzionale, rivedendone un nutrito numero di articoli che riguardano soprattutto l’organizzazione delle regioni italiane e i loro compiti. Confermata dal referendum del 7 ottobre del 2001 la riforma degli articoli del titolo quinto della nostra carta fondamentale ha introdotto una piccola rivoluzione copernicana nell’idea di stato della nostra Repubblica: in pratica siamo chiamati a pensare il nostro sistema di governo non più a partire dallo stato centrale, ma dai governi regionali, infatti la riforma non fissa, come nel testo precedente, le competenze delle regioni, ma quelle dello stato, lasciando intendere che tutto il resto è attribuito alla legislazione dei Consigli regionali. I cittadini sono poi chiamati ad eleggere direttamente i Presidenti delle regioni, assicurando loro una maggioranza stabile e legata alla loro figura (in caso di dimissioni del Presi-

dente si torna a votare), con un governo che, quindi, dovrebbe almeno sulla carta risultare più autorevole ed efficiente di quello nazionale, legato alla fiducia del Parlamento. Concretamente questo dovrebbe avvicinare il cittadino alle istituzioni e viceversa, consentendo ad enti di governo più vicini al territorio di intervenire direttamente sui problemi più comuni (dalla difesa dell’ambiente alla sanità pubblica) e lasciando al governo centrale il compito di fissare le regole comuni e di disporre i controlli, oltre alle competenze proprie di ciascun governo centrale (difesa, giustizia, politica estera) Contemporaneamente il processo di formazione dell’Unione europea ci ha condotto (con i diversi trattati di Maastricht, Amsterdam, Nizza) verso un federalismo europeo nel quale alcune politiche fondamentali di norma competenza dello stato


nazionale sono state affidate all’Europa unita (dal caso più clamoroso della moneta unica alla politica agricola, da tempo regolata dalla legislazione europea). Quindi se lo stato si è avvicinato ai cittadini attraverso le regioni, i cittadini si sono avvicinati all’intero continente europeo con un’unica moneta da spendere da Gibilterra ad Atene. Entrambi questi processi sono ancora in una fase iniziale e per il momento hanno coinvolto più gli addetti ai lavori che i singoli cittadini, ma in prospettiva le decisioni prese a Strasburgo, Bruxelles e nei nostri capoluoghi di regione saranno ugualmente centrali ed importanti rispetto a quelle prese a Roma.

bilità di ciascuno dinanzi a questi scenari, senza fughe nel particolarismo delle proprie dimensioni locali e con la consapevolezza della diversa dimensione che i problemi del vivere civile assumeranno in una comunità di oltre 250 milioni di abitanti di lingua e cultura differente, come si configura l’Europa unita. Infine occorre ripercorrere i contenuti della Dottrina Sociale della Chiesa che, soprattutto a partire dal Concilio Vaticano II, ha posto l’attenzione sulla difficile ricerca di un equilibrio tra i poteri e tra le diverse impostazioni culturali del nostro mondo e indica con chiarezza i criteri e i comportamenti dei laici cristiani all’interno dei diversi processi politici e amministrativi.

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Per animare la discussione

Conosciamo la composizione della nostra giunta regionale e le competenze dei singoli assessorati? Quali sono oggi i meccanismi di decisione della Comunità europea? Cosa si intende, nella dottrina sociale della Chiesa, per sussidiarietà? Ci sentiamo di più cittadini italiani, europei, della nostra regione, del nostro comune? Quali sono i nostri doveri nei confronti dei cittadini delle altre regioni italiane e degli altri paesi europei?

Che cosa possiamo fare?

L’Azione Cattolica si è sempre qualificata come una associazione nazionale, che in tempi decisivi per la storia italiana ha dato un grande contributo (anche di sangue) alla creazione di uno stato unitario e coeso. Oggi siamo chiamati a continuare questa importante tradizione servendo il nostro paese con un rinnovato sforzo formativo. Se negli anni passati il coltivare una dimensione nazionale ha significato mettere insieme e far crescere i giovani e gli adulti di tutte le nostre regioni, superando lontananze e diversità culturali, oggi occorre investire in una sempre maggiore consapevolezza di queste due diverse dimensioni (regionale ed europea) aiutandoci reciprocamente ad approfondire le diverse impostazioni culturali che stanno alla base del dibattito sul federalismo. È opportuno ritrovarsi ad approfondire il significato e la storia di termini oggi molto diffusi, ma spesso poco capiti come federalismo, decentramento, sussidiarietà, privato sociale, globalizzazione, devoluzione. Occorre poi far crescere la responsa-

4) Per saperne di più ● ● ●

Centesimus annus Titolo V della Costituzione Italiana Voci Federalismo, Europeismo, Sussidiarietà sul Dizionario delle idee politiche (ed.AVE) Trattati di Maasticht, Amsterdam, Nizza (reperibili nella sezione italiana del sito del parlamento europeo: www.europa.eu.int


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