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Milano Teatro Elfo Puccini

mdi ensemble

Sabato 18.IX.10 ore 17

Lachenmann SchĂśnberg

° 57

Torino Milano Festival Internazionale della Musica 03_24 settembre 2010 Quarta edizione

SettembreMusica


Helmut Lachenmann (1935) Trio fluido per clarinetto, viola e percussioni ca. 16 min. Allegro sostenuto per clarinetto, violoncello e pianoforte (1987/88) ca 19 min. Arnold SchĂśnberg (1874-1951) Trio per violino, viola e violoncello op. 45 (1946) ca 32 min. mdi ensemble

In collaborazione con Elfo Puccini Teatro d’Arte Contemporanea


Lachenmann e Schönberg: anatomie sonore Trio fluido è un lavoro di frontiera nello sviluppo artistico di Lachenmann, un lavoro legato alla formazione giovanile che tuttavia guarda già verso importanti sviluppi futuri. Il linguaggio utilizzato è ancora quello rigorosamente strutturalista elaborato nell’appassionato apprendistato presso Luigi Nono, l’interesse compositivo si concentra sulle relazioni sonore e sui loro sviluppi, la ricerca mira a elaborare le leggi interne al materiale. L’intento è molto lontano da qualunque facile ed esteriore espressività, tanto più che in quegli anni, secondo la visione di Lachenmann, «la cosiddetta avanguardia sembrava invischiarsi sempre più in surrealistici compromessi con la comodità borghese». Lachenmann cerca, all’interno delle figurazioni sonore così rigorosamente elaborate, una ricca e mossa gestualità sonora, un movimento continuo e cangiante, una ‘fluidità’ musicale. Questa attenzione alla materia liquida del suono gli apre però una via inesplorata: il flusso può essere rallentato fino a rendere percepibile la nascita del suono, la dinamica fisica della sua produzione. Messo sotto una lente di ingrandimento temporale, il suono mostra sorprendenti varietà timbriche e articolatorie, anche in relazione alla modalità produttiva scelta (soffiata, percossa, sfregata, pizzicata, strappata, smorzata, ecc.). Vengono in evidenza moltissime componenti sonore anche rumoristiche, che attirano l’ascolto e lo invitano ad una attenzione nuova, ad una vera e propria conversione uditiva. La materia musicale mostra una propria espressività interna, il suono viene finalmente strappato alla convenzione produttiva socialmente codificata per esibire il momento e le circostanze del suo nascere come momento poetico, come istanza di libertà del comporre e dell’ascoltare. La via dei successivi, importanti lavori di Lachenmann è così aperta: la composizione come ricerca sonora, ma soprattutto come liberazione del pensiero e dell’ascolto. Schönberg compose il Trio op. 45 tra agosto e settembre del 1946, subito dopo essersi ripreso da un grave attacco cardiaco. La forte vicinanza alla morte ebbe grande influsso sulla composizione del brano, come egli stesso ammise, spingendolo alla contemplazione dell’aldilà e al tentativo di esprimere musicalmente le verità eterne che oltrepassano ogni visione e ogni parola umana. La forte vena mistica dello Schönberg maturo, soprattutto del Mosè e Aronne, riemerge in questo lavoro con prepotenza, dandogli un carattere instabile e visionario che diventa, nella piena padronanza dei mezzi musicali dell’età anziana, il principio generativo della forma e dello sviluppo musicale. Come emerge dall’attenta analisi di Joy E. De Vito, la superficie apparentemente discontinua ed episodica del brano, che ad un primo ascolto pare alternare in continuazione idee e atteggiamenti espressivi molto diversi tra loro, sottende una consapevole gestione di fattori di stabilità e di instabilità che regolano le transizioni tra le diverse sezioni e danno forma complessiva al flusso musicale. I passaggi musicali stabili sono caratterizzati da una costruzione formale equilibrata, da un metro fisso, da coerenza seriale e dall’applicazione dei canonici procedimenti di inversione e retrogradazione. I passaggi instabili, invece, utilizzano molte idee differenti, una metrica particolarmente complessa e strutture di frase ambigue. Le transizioni sono regolate in modo assai vario, evitando per lo più la pura giustapposizione e cercando invece varie modalità di ‘liquidazione’ del materiale. Il trio è in un unico movimento, ma è Schönberg stesso a dividerlo in tre ‘parti’ separate da due ‘episodi’, dove la prima parte e il primo episodio corrispondono ad una esposizione, la seconda parte e il secondo episodio ad uno sviluppo, la terza parte ad una ripresa particolarmente precisa e ad una coda. Si tratta cioè, in fondo, di una forma-sonata abilmente reinterpretata alla luce della tecnica dodecafonica, di procedimenti compositivi originali e di un inatteso ritorno dei climi fortemente espressionistici del primo Schönberg. La forte personalità del brano, insomma, non riesce a nascondere la potente sintesi cercata da chi sente 3


che la propria vita è alla fine ed è giunto il momento di tracciare il proprio testamento spirituale. L’idea che sta alla base di Allegro sostenuto è, come è adombrato nel titolo, quella di coniugare il movimento sonoro con le varietà della risonanza. Questo lavoro ha alle spalle un altro brano capitale di Lachenmann, Ausklang, nel quale si esplorano le ricche possibilità di risonanza del pianoforte, amplificandole con l’aiuto di una grande orchestra. Qui vengono riprese ed ampliate le medesime tecniche pianistiche trascinando nel gioco anche il violoncello e il clarinetto, che a loro volta alternano movimento e risonanza facendo uso della sterminata tavolozza timbrica a cui Lachenmann sa piegare ogni strumento. Il pianoforte, in qualche modo, è lo strumento della risonanza per eccellenza, dato che il suono, una volta prodotto, non può più essere modificato e vive solo più del sostegno fornitogli dalla cassa armonica. Lachenmann, tuttavia, elabora diverse tecniche di intervento sul suono pianistico già prodotto. Riprendendo alcune intuizioni schumanniane chiede, ad esempio, che dopo aver suonato un accordo il pianista alzi i tasti lentamente, uno dopo l’altro, variando così nel tempo il contenuto armonico della risonanza. Una variante consiste nell’abbassare alcuni tasti in modo silenzioso, alzando così gli smorzatori delle corde corrispondenti. Se, così facendo, si suona una nota o un accordo, questi avranno (anche) la risonanza dei tasti abbassati in precedenza. L’uso dei pedali può complicare notevolmente le combinazioni introducendo o sottraendo ad arte risonanze globali o selettive. Ci troviamo al crocevia della tecnica compositiva di Lachenmann: l’anatomia sonora che ingigantisce le componenti e le modalità produttive del suono per stimolare l’anatomia dell’ascolto, dove l’orecchio possa riscoprire il suono in modo nuovo, decontestualizzato, primigenio, libero da tutti i significati socializzati. L’obiettivo non è tanto di far suonare gli strumenti tradizionali in modo inusuale o straniato, bensì quello di costruire per ogni brano un nuovo (super-)strumento sul quale sperimentare il divertimento delle possibilità più fantasiose e correre i più seri rischi dell’invenzione. Questa, almeno, è la descrizione del processo compositivo che ci fornisce Lachenmann: «Il modo in cui nasce un tale ‘strumento’ è sempre più o meno un’avventura dall’esito sconosciuto. Un suono staccato di pianoforte al quale segue, dopo un intervallo di tempo più o meno ampio, un colpo di piatti fortissimo, stoppato: forse all’inizio provo solo un divertimento giocoso a considerare questa combinazione come un ‘tasto’ di uno ‘strumento’ immaginario ancora inesplorato e, partendo da questo primo ‘tasto’, giungere alla composizione dell’intero strumento, scoprirlo e in base ad esso variare quella combinazione iniziale secondo tutte le regole e contro tutte le regole dell’arte ed estendere questa struttura iniziale in tutte le direzioni fino ai suoi contrari e, così facendo, giungere all’inaspettato. Mi diverto perché, in quanto combinazione posta da me, si tratta del mio strumento, sul quale e col quale io suono e che solo così scopro, poiché esso possiede una sorta di natura incontaminata che conserva anche dopo ogni utilizzo, pur cambiando sempre attraverso l’uso che ne faccio; [...] Da questo divertimento proviene una serietà nella misura in cui, dalla riflessione su ciò che è familiare, cresce l’irrequietezza di fronte all’ignoto che nasce e lentamente si precisa. Noi compositori siamo i primi ad esserne sconvolti, poiché esso, in quanto frammento e in quanto messaggio da noi stessi a noi stessi, cambia la nostra esperienza dell’io e del mondo». Pietro Mussino*

*Ha compiuto studi musicali presso i Conservatori di Torino e Bologna e studi filosofici all’Università di Torino. È attivo come direttore di coro, compositore, didatta e musicologo. 4


mdi ensemble Mdi ensemble nasce nel 2002 dall'idea di sei giovani musicisti milanesi di contribuire alla diffusione e alla valorizzazione della musica contemporanea in Italia e all'estero. Fin dagli esordi l’ensemble si è dedicato allo studio di un repertorio comprendente, oltre i lavori dei grandi nomi della musica contemporanea e del secolo appena trascorso, musiche di compositori emergenti nel panorama internazionale, proponendo anche prime esecuzioni italiane e mondiali. Mdi ensemble si è esibito in Italia al Teatro Bibiena di Mantova, al Teatro dal Verme, al Pac e al Teatro Filodrammatici di Milano, alla Sala Piatti di Bergamo, nei Conservatori di Como e Bologna; è stato invitato da Mittelfest, Lingotto Musica, Amici della musica di Palermo e più volte dal Festival Milano Musica. Tra i concerti all’estero è doveroso citare le esibizioni presso la Tonhalle di Dusseldorf, la Konzerthaus di Dortmund, l’Istituto Giapponese di Colonia, il Teatro Forteza di Maiorca, il LACMA di Los Angeles. Nel gennaio 2008 ha debuttato a Tokyo, grazie alla collaborazione con il Cemat, realizzando una serie di concerti dedicati a Sylvano Bussotti. La prima produzione discografica, con musiche di Stefano Gervasoni, è stata pubblicata da Aeon Paris e ha ottenuto il riconoscimento Coup de coeur – musique contemporaine 2009 conferitogli dall'Accademia Charles Cros. Dal 2008 mdi partecipa al progetto Repertorio Zero ideato da Yan Maresz, Nadir Vassena e Giovanni Verrando, collaborando a produzioni musicali con il proprio quartetto d'archi che per l'occasione utilizza esclusivamente strumenti elettrici. Il progetto R0 ha debuttato al Festival MITO SettembreMusica 2008, presente poi nei cartelloni concertistici del Conservatorio di Lugano e della Tonhalle di Zurigo. Dal 2002 mdi collabora con la Japan Foundation di Roma per la diffusione della nuova musica giapponese e nel 2010 mdi è ensemble in residence al Festival Koinè diretto da Ivan Fedele presso il Teatro dal Verme di Milano. Il Canale Sky Classica dedicherà prossimamente una trasmissione a mdi ensemble all'interno della collana I notevoli mentre alcuni concerti di mdi sono stati ripresi e trasmessi da Rai RadioTre e da Rai International. Dalla sua fondazione l'ensemble ha come direttore principale Yoichi Sugiyama. Paolo Casiraghi, clarinetto Lorenzo Gentili Tedeschi, violino Paolo Fumagalli, viola Giorgio Casati, violoncello Simone Beneventi, percussioni Luca Ieracitano, pianoforte

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MITO SettembreMusica è un Festival a Impatto Zero® Il Festival MITO compensa le emissioni di CO2 con la creazione e tutela di foreste in crescita nel Parco Rio Vallone, in Provincia di Milano, e in Madagascar Una scelta in difesa dell’ambiente contraddistingue il Festival sin dall’inizio. Per la sua quarta edizione, MITO SettembreMusica ha scelto di sostenere due interventi dall’alto valore scientifico e sociale. Contribuire alla creazione e tutela di aree all’interno del Parco Rio Vallone, in Provincia di Milano, un territorio esteso su una superficie di 1181 ettari lungo il torrente Vallone che nel sistema delle aree protette funge da importante corridoio ecologico, significa conservare un polmone verde in un territorio fortemente urbanizzato, a nord-est della cintura metropolitana. In Madagascar, isola che dispone di una delle diversità biologiche più elevate del pianeta, l’intervento forestale è finalizzato a mantenere l’equilibrio ecologico tipico del luogo. Per saperne di più dei due progetti fotografa il quadrato in bianco e nero* e visualizza i contenuti multimediali racchiusi nel codice QR.

Visualizza il filmato sui due progetti sostenuti dal Festival *È necessario disporre di uno smartphone dotato di fotocamera e connessione internet. Una volta scaricato il software gratuito da www.i-nigma.com, basta lanciare l’applicazione e fotografare il quadrato qui sopra. Il costo del collegamento a internet varia a seconda dell’operatore telefonico e del tipo di contratto sottoscritto. In collaborazione con

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MITOFringe, tanti appuntamenti musicali che si aggiungono al programma ufficiale del Festival MITOFringe nel mese di settembre a Milano la trovi... … in metro Tutti i giovedì, venerdì e sabato MITOFringe arriva nella metropolitana milanese con tre concerti al giorno nelle stazioni Cordusio, alle ore 16, Cadorna, alle ore 17, e Duomo, alle ore 18. Fringe in Metro inaugura sabato 4 settembre alle ore 16.30 con tre ore di musica non stop nella stazione Duomo. In collaborazione con ATM. … in stazione Martedì 7 e martedì 21 settembre, alle ore 17.30, la nuova Stazione Garibaldi si presenta ai milanesi con due appuntamenti musicali. I concerti, il primo nel Passante di Porta Garibaldi e il secondo in Porta Garibaldi CentoStazioni, sono dedicati alla musica funky e jazz. In collaborazione con Ferrovie dello Stato e CentoStazioni. … nei parchi Tutte le domeniche del Festival, la festosa atmosfera delle bande musicali anima i parchi cittadini. Il 5 settembre alle 12 nei giardini pubblici Montanelli di Porta Venezia, il 12 settembre alle 12 al Parco Ravizza e il 19 settembre alle 11 al Parco Sempione. … nelle piazze e nelle strade della periferia milanese Nei weekend trovi MITOFringe nelle piazze e nelle strade della periferia milanese con concerti nelle zone Baggio (sabato 5 alle 20.45), San Siro (venerdì 10 alle 21), Casoretto (sabato 11 alle 21), Pratocentenaro (venerdì 17 ore 21) e Isola (domenica 19 ore 21). I cinque appuntamenti, realizzati in collaborazione con Unione del Commercio, sono riservati alla classica, al folk, al jazz e alla musica etnica. … nei chiostri, nelle strade e nelle piazze del centro Concerti nei chiostri e negli angoli più suggestivi di Milano guidano i cittadini alla scoperta di un patrimonio artistico e architettonico a molti sconosciuto. Lunedì 13 alle 17.30 nel chiostro di via Santo Spirito e lunedì 20 alle 18 nel chiostro della sede della Società Umanitaria. Tutti i lunedì inoltre eventi musicali nelle zone del centro: il 6 settembre alle 13 in Corso Vittorio Emanuele (ang. Via Passarella), il 13 alle ore 18.30 in via Fiori Chiari (ang. Via M. Formentini) e il 20 alle ore 13 in via Dante (ang. via Rovello). Il 7, 8 e 22 settembre, alle 18.30, MITOFringe dà appuntamento alle colonne di San Lorenzo per tre concerti dedicati alla musica classica ed etnica. … nelle Università Tre appuntamenti in un percorso musicale che invita i cittadini in tre luoghi storici della città. Martedì 14 alle 16.30 il tango nella sede dell’Università Statale, mercoledì 15 alle ore 17 all’Università Cattolica un appuntamento di musica classica e il 16 alle ore 12.30 al Politecnico di Milano un concerto di musica barocca. … in piazza Mercanti con artisti selezionati dal web Uno spazio ai nuovi talenti: musicisti ed ensemble selezionati tra quelli che hanno riposto all’invito sul sito internet del Festival inviando il loro curriculum e una proposta artistica, si alternano con set di 15-20 minuti sul palco per le libere interpretazioni allestito in Piazza Mercanti. Mercoledì 8 settembre, dalle 13 alle 15, il palco è riservato alle formazioni di musica corale, mercoledì 15 settembre, nello stesso orario, si esibiscono gli ensemble di musica da camera. Domenica 12 settembre, dalle ore 15, un pomeriggio dedicato ai bambini under 12 e alla gioia di suonare in famiglia. Il programma dettagliato è disponibile sul sito www.mitosettembremusica.it /programma/fringe.html 7


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MITO SettembreMusica Promosso da Città di Milano Letizia Moratti Sindaco Massimiliano Finazzer Flory Assessore alla Cultura

Fiorenzo Alfieri Assessore alla Cultura e al 150° dell’Unità d’Italia

Comitato di coordinamento Presidente Francesco Micheli Presidente Associazione per il Festival Internazionale della Musica di Milano Massimo Accarisi Direttore Centrale Cultura Antonio Calbi Direttore Settore Spettacolo

Città di Torino Sergio Chiamparino Sindaco

Vicepresidente Angelo Chianale Presidente Fondazione per le Attività Musicali Torino Anna Martina Direttore Divisione Cultura, Comunicazione e promozione della Città Angela La Rotella Dirigente Settore Spettacolo, Manifestazione e Formazione Culturale

Enzo Restagno Direttore artistico Francesca Colombo Segretario generale Coordinatore artistico

Claudio Merlo Direttore generale

Realizzato da Associazione per il Festival Internazionale della Musica di Milano Fondatori Alberto Arbasino / Gae Aulenti / Giovanni Bazoli / Roberto Calasso Gillo Dorfles / Umberto Eco / Bruno Ermolli / Inge Feltrinelli / Stéphane Lissner Piergaetano Marchetti / Francesco Micheli / Ermanno Olmi / Sandro Parenzo Renzo Piano / Arnaldo Pomodoro / Davide Rampello / Massimo Vitta Zelman Comitato di Patronage Louis Andriessen / George Benjamin / Pierre Boulez / Luis Pereira Leal Franz Xaver Ohnesorg / Ilaria Borletti / Gianfranco Ravasi / Daria Rocca Umberto Veronesi Consiglio Direttivo Francesco Micheli Presidente / Marco Bassetti / Pierluigi Cerri Roberta Furcolo / Leo Nahon / Roberto Spada Collegio dei revisori Marco Guerreri / Marco Giulio Luigi Sabatini / Eugenio Romita Organizzazione Francesca Colombo Segretario generale, Coordinatore artistico Stefania Brucini Responsabile biglietteria Marta Carasso Vice-responsabile biglietteria Carlotta Colombo Responsabile produzione Federica Michelini Assistente Segretario generale Luisella Molina Responsabile organizzazione Letizia Monti Responsabile promozione Carmen Ohlmes Responsabile comunicazione 10


Lo Staff del Festival Per la Segreteria generale Chiara Borgini con Eleonora Tallarigo Per la Comunicazione Livio Aragona Responsabile edizioni / Marco Ferullo Ufficio stampa Marta Francavilla Responsabile redazione web / Roberta Punzi Referente partner e sponsor / Uberto Russo Ufficio comunicazione con Elisabetta Villa e Francesca Carcucci / Cristina Castiglioni / Lorenza Giacardi Margherita Maltagliati / Valentina Meotti / Francesco Monti / Maddalena Pais Alberto Raimondo / Daniela Valle Per la Produzione Ludmilla Faccenda Responsabile logistica produzione / Nicola Giuliani, Matteo Milani Andrea Minetto Direttori di produzione con Grazia Bilotta / Francesco Bollani Niccolò Bonazzon / Angelica Buoncore / Stefano Coppelli / Paola Rimoldi e Elisa Abba / Claudio Bardini / Giacomo Carabellese Stefano Chiabrando / Diego Dioguardi / Consuelo Di Pietro / Laura Ginepri Marta Masnaghetti / Bianca Platania Per la Promozione Alice Fantasia / Federica Mulinelli e Lea Carlini Per la Biglietteria Monica Montrone Responsabile gestione del pubblico Andrea Rizzi Responsabile infopoint con Alberto Corielli / Giulia De Brasi / Silvia Masci Marida Muzzalupo / Chiara Sacchi e Arjuna Das Irmici via Dogana, 2 – Scala E, II piano 20123 Milano telefono +39.02.88464725 / fax +39.02.88464749 c.mitoinformazioni@comune.milano.it / www.mitosettembremusica.it

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I concerti di domani e dopodomani Domenica 19.IX

Lunedì 20.IX

ore 12 antica Basilica di San Marco Johann Sebastian Bach Messa in si minore BWV 232 Akademie für Alte Musik Berlin Cappella Amsterdam Daniel Reuss, direttore Joanne Lunn, soprano Maarten Engeltjes, contralto Thomas Walker, tenore Peter Harvey, basso Celebra Don Luigi Garbini Ingresso libero

ore 15 incontri Centro Congressi, Fondazione Cariplo L’impatto economico e sociale di un investimento culturale sulla città: la ricaduta di MITO su Milano, alla luce delle tre edizioni precedenti Ne discutono Giovanni Bazoli Francesca Colombo Francesco Micheli Severino Salvemini Ingresso gratuito

ore 17 Teatro Sala Fontana Nel paese del tramonto Un racconto di Astrid Lindgren con la musica di Edvard Grieg Milena Vukotic, voce recitante Angela Annese, pianoforte Posto unico numerato € 5

ragazzi

classica ore 18 Galleria d’Arte Moderna - Villa Reale, Sala da Ballo Un’ora con Chopin e Schumann Patrizia Salvini, pianoforte Ingressi € 5 ore 21 contemporanea Piccolo Teatro Strehler Sconcerto Teatro di musica per Direttore - Attore Orchestra Musica di Giorgio Battistelli Testo di Franco Marcoaldi con Toni Servillo Orchestra del Teatro di San Carlo di Napoli Marco Lena, direttore regia di Toni Servillo Posti numerati € 15, 25 ore 22

ore 17 contemporanea Piccolo Teatro Studio Musiche di Rihm e Lachenmann Ensemble Modern Helmut Lachenmann, voce recitante Ingresso gratuito classica ore 18 Galleria d’Arte Moderna - Villa Reale, Sala da Ballo Un’ora con Chopin e Schumann Yesol Lee, pianoforte Ingressi € 5 ore 21 antica Piccolo Teatro Strehler Istanbul 1710 Dmitrie Cantemir “Le Livre de la Science de la Musique” e le tradizioni musicali sefardite e armene Hespérion XXI Jordi Savall, direttore con Kudsi Erguner, flauto ney e altri musicisti ospiti Posti numerati € 15, 25 ore 22

Teatro Out Off Cheval Una pièce ludico-musicale e tecnico-sportiva di Antoine Defoort e Julien Fournet Prima esecuzione italiana Posto unico numerato € 10

www.mitosettembremusica.it Responsabile editoriale Livio Aragona Progetto grafico Studio Cerri & Associati con Francesca Ceccoli, Anne Lheritier, Ciro Toscano 12

performance

Teatro Out Off Cheval Una pièce ludico-musicale performance e tecnico-sportiva di Antoine Defoort e Julien Fournet Posto unico numerato V 10


MITO SettembreMusica

Quarta edizione

È un progetto di

Realizzato da

Con il sostegno di

I Partner del Festival

partner istituzionale

Sponsor

Media partner

Sponsor tecnici

Il Festival MITO a Milano è a Impatto Zero®. Aderendo al progetto di LifeGate, le emissioni di CO2 sono state compensate con la creazione e tutela di foreste in crescita nel Parco Rio Vallone in Provincia di Milano, e in Madagascar

Si ringrazia • per l’accoglienza degli artisti

Fonti Lurisia COM.AL.CO. Sas Guido Gobino Cioccolato

ICAM Cioccolato Galbusera S.p.A.

• per l’abbigliamento dello staff

• per il sostegno logistico allo staff

GF FERRÉ

BikeMi


-5 Milano Torino unite per l’Expo 2015


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