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Milano Basilica di Sant’Ambrogio

FestivalJosquin

Domenica 12.IX.10 ore 11

Celebra Monsignor Erminio De Scalzi

° 34

Ensemble Solistes XXI Rachid Safir direttore

Josquin

Torino Milano Festival Internazionale della Musica 03_24 settembre 2010 Quarta edizione

SettembreMusica


Josquin Des Près (ca 1450-1521) Mottetto Iubilate Deo, psalmus 99 (100) Missa L’homme Armé super voces musicales Kyrie Gloria Credo Santus Benedictus Agnus Dei Mottetto Praeter rerum seriem Ensemble Solistes XXI Rachid Safir, direttore


Josquin e l’Homme armé Come le storie della musica non mancano mai di ripetere, l’Homme armé era una sfida: da quando i primi grandi manipolatori quattrocenteschi di polifonia quali Busnois e Dufay avevano dato la luce a una Messa basata su questa chanson, scrivere una Messa L’homme armé era diventato una sorta di banco di prova per i musicisti, che sanzionava la capacità di salire sulle spalle dei giganti che li avevano preceduti, di misurarsi con loro e, perché no, di vedere più lontano. Nel giro di circa 150 anni, oltre 35 sono le intonazioni dell’Ordinario della Messa che si avvalgono della melodia dell’uomo armato, squadrata e orecchiabile, tonalmente piuttosto moderna, caratterizzata da passaggi atti a far da fondamento armonico a una grande struttura polifonica. Due addirittura sono le Messe l’Homme armé composte da Josquin Des Près, il principe della cosiddetta ‘terza generazione’ dei musicisti franco-fiamminghi e simbolo stesso di quella stagione musicale. Immensa fu la sua fama: quando nel 1502 Ottaviano Petrucci, il più grande stampatore di musica del Rinascimento, pubblica per la prima volta una raccolta di Messe polifoniche (e questo è il primo libro musicale dedicato all’opera di un unico compositore), sceglie le Messe di Josquin e apre il volume con l’Homme armé super voces musicales. Tale è il titolo con cui si distingue dall’altra, detta Sexti toni, pure stampata da Petrucci a conclusione della raccolta. Il carattere esemplare e dimostrativo, allora insito in una Messa L’Homme armé, spinge Josquin a sposare la fantasia con le tecniche contrappuntistiche più complesse. L’artificio sommamente singolare – quello da cui la Messa prende il nome – consiste nel presentare il cantus firmus nel tenor a un’intonazione sempre più alta, percorrendo l’intero esacordo. L’esacordo è la struttura musicale di sei suoni sulla quale era fondato l’insegnamento della musica: ut re mi fa sol la erano le sei voces musicales da cui era composto. Questo espediente ha due conseguenze. La prima è che la melodia appare per così dire sempre deformata, dal momento che in ciascun movimento assume nel tenor una struttura modo-tonale differente. L’altra è che viene proiettata sempre più all’acuto, finché nell’ultimo Agnus Dei (il terzo) viene data in carico eccezionalmente alla voce più acuta, che la proclama a valori molto prolungati. Le più raffinate tecniche canoniche si sprecano: canoni regolari (le voci cantano contemporaneamente la stessa melodia, ma cominciando in momenti diversi), canoni enigmatici (viene data una sola voce e le altre devono essere ricavate da questa, risolvendo un enigma espresso da una frase in latino), canoni cancrizzanti (la melodia è presentata in senso retrogrado), canoni proporzionali (le voci eseguono la stessa linea melodica con diversa mensurazione), spesso combinati. Come Dufay, anche Josquin non limita strettamente il cantus firmus al tenor; sezioni della melodia passano nelle altre voci e in futuro egli svilupperà al massimo grado questa concezione compositiva; ad esempio, nell’altra Messa Homme armé l’utilizzo dei frammenti tratti dal cantus firmus sarà incredibilmente fantasioso (praticamente nessuno si ripropone uguale, ma viene sottoposto a cambi di ritmo ed elaborazioni melodiche). Magistralmente costruito, l’edificio sonoro alterna pieni e vuoti grazie alla frequente alternanza dell’organico pieno con brevi momenti a due o tre voci. La Messa è incastonata fra Mottetti sempre di Josquin: due esempi del genere musicale in cui toccò le vette più alte. Iubilate Deo è la gloriosa intonazione del Salmo 99 (100), il celebre inno di lode che nel Salterio conclude la serie dei canti del regno di Jahvé; sussiste oggi fra gli studiosi qualche dubbio sull’autenticità della sua attribuzione a Josquin. Praeter rerum seriem, una delle più famose e sicuramente più originali creazioni dell’autore, per oltre un secolo modello per i musicisti, è un mottetto quale categoria generale, ma specificamente si tratta di una sequenza. Come 2


è noto, le sequenze medievali avevano un testo poetico a strofe; le strofe venivano musicate a coppie, nel senso che la melodia della prima strofa era ripetuta sulla seconda, la melodia della terza risuonava sulla quarta e così via. Josquin ha trattato polifonicamente varie sequenze, sforzandosi da una parte di rispettarne la tradizionale struttura, dall’altra di introdurre variazioni ad ogni ripetizione, dando luogo a quelle che sono state definite ‘sequenze con serie di variazioni’; così avviene in questo mottetto a sei parti, la cui fortunata melodia era già stata trattata a più voci dai musicisti di Notre-Dame. Angelo Rusconi*

*Laureato con lode in Musicologia nell’Università di Pavia-Cremona. Dottorato di ricerca in Musicologia presso l’Università di Bologna. Vincitore di borse di studio presso la Fondazione Franceschini di Firenze e la Wagner Stiftung. Si occupa principalmente della musica e della trattatistica medioevale. Partecipa a convegni internazionali, pubblica articoli e saggi in periodici specializzati, tiene conferenze e seminari in Italia, in Europa e negli Stati Uniti. Fra le pubblicazioni più recenti, si ricorda la prima edizione integrale degli scritti di Guido d’Arezzo con traduzione, introduzione e commento (Firenze 2005, seconda ed. 2008). 3


Iubilate Deo Iubilate Deo omnis terra, servite Domino in laetitia; introite in conspectu eius in exsultatione. Scitote quoniam Dominus ipse est Deus; ipse fecit nos, et non ipsi nos: populus eius et oves pascuae eius. Introite portas eius in confessione, atria eius in hymnis; confitemini illi, laudate nomen eius. Quoniam suavis Dominus, in aeternum misericordia eius, et usque in generationem et generationem veritas eius. Acclamate il Signore, voi tutti della terra, servite il Signore nella gioia, presentatevi a lui con esultanza. Riconoscete che il Signore è Dio; egli ci ha fatti e noi siamo suoi: suo popolo e gregge del suo pascolo. Varcate le sue porte con inni di grazie, i suoi atri con canti di lode, lodatelo, benedite il suo nome. Poiché buono è il Signore, eterna è la sua misericordia, la sua fedeltà per ogni generazione.

Praeter rerum seriem Praeter rerum seriem Parit Deum hominem Virgo mater. Nec vir tangit virginem, Nec prolis originem Novit Pater. Virtus Sancti Spiritus Opus illud coelitus Operatur. Initus et exitus Partus tui penitus Quis scrutatur? Dei providentia, Quæ disponit omnia Tam suave. Tua puerperia Transfer in mysteria, Mater, ave. Al di là di ogni ordine delle cose, una vergine madre ha partorito il Dio fatto uomo. Nessun uomo ha toccato la vergine e il padre non conosce il genitore della sua prole. La virtù dello Spirito Santo ha operato quell’opera celeste. Chi comprende fino in fondo l’origine e il fine del tuo parto? La provvidenza di Dio, che tutto dispone così dolcemente. O Madre, salve, il tuo parto ascrivi al mistero.

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Ensemble Les Solistes XXI Fondato nel 1988 da Rachid Safir con lo scopo di fare delle musica da camera vocale, l’ensemble Les Solistes XXI include nel proprio repertorio la polifonia dell’Alto Medioevo, del Rinascimento e del primo Barocco, ma anche partiture contemporanee ad opera di compositori di tutto il mondo, mettendo epoche e stili diversi a confronto. L’Ensemble ha saputo dare del resto alla musica contemporanea quella naturale musicalità ed espressività di cui troppo spesso è spogliata. «È assolutamente necessario, prima della esibizione in pubblico – sottolinea Rachid Safir – un lungo lavoro di preparazione, analisi, assimilazione, radicamento finché i cantori abbiano fatto propria l’opera per restituirne ‘l’affetto’. Cerchiamo perciò l’interpretazione dentro alla creazione come anche nella musica antica e romantica». Secondo Rachid Safir occorre lavorare sulla voce e sul canto d’insieme come se si trattasse di uno strumento o di una formazione da camera. Ma, contrariamente ai gruppi strumentali, Les Solistes XXI non lavorano senza direttore, indispensabile per i gruppi vocali, essendo la preparazione del canto d’insieme molto complessa. «Un orecchio esterno è fondamentale» constata Rachid Safir. L’Ensemble Solistes XXI adotta un suono/timbro differente a seconda dell’opera che eseguirà e del luogo. La polifonia, in particolare quella a voci sole, necessita di qualità da solista, ma parallelamente di un senso dell’ascolto che riguarda l’insieme. «Negli anni ’70 – ricorda Safir – ho capito l’importanza del repertorio della polifonia, di cui non si sentiva mai parlare e che era effettivamente poco eseguito, poiché esigeva eccellenza». L’Ensemble e il suo direttore si interessano alle più moderne tecniche di composizione, di diffusione e di trasformazione del suono in tempo reale, tanto da collaborare tra gli altri con l’IRCAM (Institut de recherche et de composition acoustique/musique). Sono infatti nate diverse grandi pagine di musica della fine del XX secolo e dell’inizio di questo XXI, sia di vocalità pura, come il cd Angels di Jonathan Harvey o il Miserere Hominibus di Klaus Huber, che di teatro musicale ed opera, come Das Theater der Wiederholungen di Bernhard Lang creato nel 2003 a Graz (Austria), poi eseguito all’Opéra de Paris nell’aprile 2006 o Yvonne, princesse de Bourgogne di Philippe Boesmans, del gennaio 2009 all’Opéra Garnier. L’estate scorsa, l’Ensemble Solistes XXI si è esibito più volte al Festival de Salzburg, unico ensemble vocale francese ad essere stato invitato fino ad oggi in questo contesto di grande prestigio. Questo autunno il gruppo lavorerà con il compositore Philippe Leroux e con l’italiano Matteo Franceschini. L’Ensemble si prepara inoltre ad un ritorno ai Motteti di Bach, ai madrigali di Claudio Monteverdi e alla musica francese dell’inizio del XX secolo, Debussy, Ravel e Poulenc, specialmente. L’ensemble Solistes XXI è sostenuto dal Ministero della Cultura e della Comunicazione – DRAC Ile de France e da Sacem e Spedidam. Mécénat Musical Société Générale è sponsor principale dell’ensemble

Controtenori

Damien Brun Bruno Le Levreur Sébastien Amadieu

Tenori

Vincent Lievre-Picard Edouard Hazebrouck Howard Shelton Stéphane Olry Philippe Froeliger Laurent David

Bassi

Jean-Christophe Jacques David Witczak Sébastien Brohier Jean-Louis Paya Geoffroy Buffiere Laurent Bourdeaux

Organo positivo Gilles Harlé

Chitarrone

Massimo Moscardo

Flauti, dulciane Evolène Kiener Pierre Boragno Elsa Franck Julien Martin

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Rachid Safir, direttore Rachid Safir passa la propria infanzia ad Algeri dove studia il latino e i classici al liceo, sufficientemente, dice, da poter cantare le grandi opere del repertorio in latino. «Non è difficile», precisa, «conformarsi ai costumi cristiani. È così che mi sono reso conto molto presto che la musica antica va al di là del fatto religioso» Il padre, professore di lettere moderne (arabo e francese), direttore artistico di Radio Alger in lingua araba e kabyle e incaricato della raccolta delle musiche e delle orchestre magrebine, porta con sé i figli e Rachid stesso durante le proprie ricerche, cosa che porta quest’ultimo a familiarizzare con le musiche andaluse e popolari e a seguire i musicisti in tournée. Rachid Safir comincia a suonare il violino e a dare i primi concerti con l’Orchestre Symphonique de Radio Alger, assiste a un concerto alla radio a settimana, a quelli del concervatorio e delle Jeunesses Musicales de France. Parallelamente prosegue lo studio del violino al Conservatorio di Algeri. A 14 anni tutto ciò si interrompe bruscamente, poiché segue i genitori che lasciano l’Algeria per la Francia. Prosegue gli studi all’Università di Lille e a 24 anni entra in una corale amatoriale. Studia poi canto e segue uno stage con Alfred Deller. Tenore, poi controtenore, canta con Charles Ravier all’interno de l’Ensemble Polyphonique de Paris.

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Il FAI presenta i luoghi di MITO SettembreMusica Basilica di Sant’Ambrogio Dedicata al Santo patrono di Milano, Ambrogio (339 ca. – 397), la Chiesa è considerata uno dei massimi templi romanici. La sua origine è in realtà più antica e si deve ad Ambrogio stesso, che decise di fondare una basilica dedicata ai Martiri (Basilica Martyrum) dopo aver rinvenuto i resti dei santi Gervasio e Protasio nel cimitero paleocristiano ubicato dove oggi sorge la Chiesa. Poche tracce rimangono di questo antico edificio, già rinnovato a partire dal IX secolo nella parte absidale e poi nei due secoli seguenti, così da assumere la veste romanica con cui è oggi universalmente nota. In comunicazione con l’esterno, il grandioso quadriportico sostituisce quello eretto dal vescovo Ansperto nel IX secolo. Si presenta esternamente come un severo volume chiuso, mentre internamente si apre in eleganti archi, con capitelli in parte antichi. Il quarto lato del portico funge da nartece della basilica, sopra cui si eleva la grande loggia ad arcate digradanti che costituisce la facciata, filtrando e distribuendo la luce all’interno. La porta maggiore presenta antichi battenti restaurati nel 1750 e trasformati in bronzo (due pannelli figurati originari sono nel Museo Diocesano). I due campanili che si innalzano ai lati opposti della facciata segnalano differenti committenti ed epoche di realizzazione: quello dei Monaci, a destra, risale al IX secolo ed è più tozzo, mentre quello dei Canonici a sinistra, eretto dal 1128 e completato con la cella campanaria solo nel 1889, è più elegante e slanciato. All’interno l’ampio volume, dominato dall’alternanza tra il bianco dell’intonaco e il rosso dei mattoni, è diviso da pilastri compositi in tre navate e in campate quadrate: alle quattro della navata centrale ne corrispondono otto in quelle laterali. La navata centrale si caratterizza anche per gli alti matronei e le volte a crociera costolonata. La Basilica è considerata uno scrigno di opere d’arte che testimoniano la sua lunga storia. Tra queste si annovera il sarcofago del IV secolo detto ‘di Stilicone’ - perché erroneamente ritenuto tomba del generale romanizzato e della moglie Serena - utilizzato come base di un ambone in età medievale. Fulcro della Basilica sono: il mosaico dell’abside, solo in parte originale; il ciborio di epoca ottoniana (IX secolo) con colonne romane, decorato con raffinate scene in stucco policromo attinte al cerimoniale bizantino; lo splendido Altare d’oro, capolavoro di oreficeria carolingia. Voluto dal Vescovo Angilberto II (824-859), l’altare si presenta interamente dorato e con gemme e pietre preziose sul fronte verso la navata (Storie di Cristo nelle formelle) e argentato sulla parte verso il coro, con Storie di Sant’Ambrogio. Esso è firmato da Volvinio (o Vuolvinius), che si definisce ‘magister phaber’ e si autoritrae mentre viene incoronato dal Vescovo Angilberto II. L’artista, di identità ignota, fu l’ideatore dell’altare, eseguito con il concorso di altre mani. La cripta, aperta in età romanica e poi modificata nel Settecento, custodisce le spoglie di Ambrogio, Gervasio e Protasio.

Si ringrazia

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MITO SettembreMusica è un Festival a Impatto Zero® Il Festival MITO compensa le emissioni di CO2 con la creazione e tutela di foreste in crescita nel Parco Rio Vallone, in Provincia di Milano, e in Madagascar Una scelta in difesa dell’ambiente contraddistingue il Festival sin dall’inizio. Per la sua quarta edizione, MITO SettembreMusica ha scelto di sostenere due interventi dall’alto valore scientifico e sociale. Contribuire alla creazione e tutela di aree all’interno del Parco Rio Vallone, in Provincia di Milano, un territorio esteso su una superficie di 1181 ettari lungo il torrente Vallone che nel sistema delle aree protette funge da importante corridoio ecologico, significa conservare un polmone verde in un territorio fortemente urbanizzato, a nord-est della cintura metropolitana. In Madagascar, isola che dispone di una delle diversità biologiche più elevate del pianeta, l’intervento forestale è finalizzato a mantenere l’equilibrio ecologico tipico del luogo. Per saperne di più dei due progetti fotografa il quadrato in bianco e nero* e visualizza i contenuti multimediali racchiusi nel codice QR.

Visualizza il filmato sui due progetti sostenuti dal Festival *È necessario disporre di uno smartphone dotato di fotocamera e connessione internet. Una volta scaricato il software gratuito da www.i-nigma.com, basta lanciare l’applicazione e fotografare il quadrato qui sopra. Il costo del collegamento a internet varia a seconda dell’operatore telefonico e del tipo di contratto sottoscritto. In collaborazione con

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MITOFringe, tanti appuntamenti musicali che si aggiungono al programma ufficiale del Festival MITOFringe nel mese di settembre a Milano la trovi... … in metro Tutti i giovedì, venerdì e sabato MITOFringe arriva nella metropolitana milanese con tre concerti al giorno nelle stazioni Cordusio, alle ore 16, Cadorna, alle ore 17, e Duomo, alle ore 18. Fringe in Metro inaugura sabato 4 settembre alle ore 16.30 con tre ore di musica non stop nella stazione Duomo. In collaborazione con ATM. … in stazione Martedì 7 e martedì 21 settembre, alle ore 17.30, la nuova Stazione Garibaldi si presenta ai milanesi con due appuntamenti musicali. I concerti, il primo nel Passante di Porta Garibaldi e il secondo in Porta Garibaldi CentoStazioni, sono dedicati alla musica funky e jazz. In collaborazione con Ferrovie dello Stato e CentoStazioni. … nei parchi Tutte le domeniche del Festival, la festosa atmosfera delle bande musicali anima i parchi cittadini. Il 5 settembre alle 12 nei giardini pubblici Montanelli di Porta Venezia, il 12 settembre alle 12 al Parco Ravizza e il 19 settembre alle 11 al Parco Sempione. … nelle piazze e nelle strade della periferia milanese Nei weekend trovi MITOFringe nelle piazze e nelle strade della periferia milanese con concerti nelle zone Baggio (sabato 5 alle 20.45), San Siro (venerdì 10 alle 21), Casoretto (sabato 11 alle 21), Pratocentenaro (venerdì 17 ore 21) e Isola (domenica 19 ore 21). I cinque appuntamenti, realizzati in collaborazione con Unione del Commercio, sono riservati alla classica, al folk, al jazz e alla musica etnica. … nei chiostri, nelle strade e nelle piazze del centro Concerti nei chiostri e negli angoli più suggestivi di Milano guidano i cittadini alla scoperta di un patrimonio artistico e architettonico a molti sconosciuto. Lunedì 13 alle 17.30 nel chiostro di via Santo Spirito e lunedì 20 alle 18 nel chiostro della sede della Società Umanitaria. Tutti i lunedì inoltre eventi musicali nelle zone del centro: il 6 settembre alle 13 in Corso Vittorio Emanuele (ang. Via Passarella), il 13 alle ore 18.30 in via Fiori Chiari (ang. Via M. Formentini) e il 20 alle ore 13 in via Dante (ang. via Rovello). Il 7, 8 e 22 settembre, alle 18.30, MITOFringe dà appuntamento alle colonne di San Lorenzo per tre concerti dedicati alla musica classica ed etnica. … nelle Università Tre appuntamenti in un percorso musicale che invita i cittadini in tre luoghi storici della città. Martedì 14 alle 16.30 il tango nella sede dell’Università Statale, mercoledì 15 alle ore 17 all’Università Cattolica un appuntamento di musica classica e il 16 alle ore 12.30 al Politecnico di Milano un concerto di musica barocca. … in piazza Mercanti con artisti selezionati dal web Uno spazio ai nuovi talenti: musicisti ed ensemble selezionati tra quelli che hanno riposto all’invito sul sito internet del Festival inviando il loro curriculum e una proposta artistica, si alternano con set di 15-20 minuti sul palco per le libere interpretazioni allestito in Piazza Mercanti. Mercoledì 8 settembre, dalle 13 alle 15, il palco è riservato alle formazioni di musica corale, mercoledì 15 settembre, nello stesso orario, si esibiscono gli ensemble di musica da camera. Domenica 12 settembre, dalle ore 15, un pomeriggio dedicato ai bambini under 12 e alla gioia di suonare in famiglia. Il programma dettagliato è disponibile sul sito www.mitosettembremusica.it /programma/fringe.html 9


MITO SettembreMusica Promosso da Città di Milano Letizia Moratti Sindaco Massimiliano Finazzer Flory Assessore alla Cultura

Fiorenzo Alfieri Assessore alla Cultura e al 150° dell’Unità d’Italia

Comitato di coordinamento Presidente Francesco Micheli Presidente Associazione per il Festival Internazionale della Musica di Milano Massimo Accarisi Direttore Centrale Cultura Antonio Calbi Direttore Settore Spettacolo

Città di Torino Sergio Chiamparino Sindaco

Vicepresidente Angelo Chianale Presidente Fondazione per le Attività Musicali Torino Anna Martina Direttore Divisione Cultura, Comunicazione e promozione della Città Angela La Rotella Dirigente Settore Spettacolo, Manifestazione e Formazione Culturale

Enzo Restagno Direttore artistico Francesca Colombo Segretario generale Coordinatore artistico

Claudio Merlo Direttore generale

Realizzato da Associazione per il Festival Internazionale della Musica di Milano Fondatori Alberto Arbasino / Gae Aulenti / Giovanni Bazoli / Roberto Calasso Gillo Dorfles / Umberto Eco / Bruno Ermolli / Inge Feltrinelli / Stéphane Lissner Piergaetano Marchetti / Francesco Micheli / Ermanno Olmi / Sandro Parenzo Renzo Piano / Arnaldo Pomodoro / Davide Rampello / Massimo Vitta Zelman Comitato di Patronage Louis Andriessen / George Benjamin / Pierre Boulez / Luis Pereira Leal Franz Xaver Ohnesorg / Ilaria Borletti / Gianfranco Ravasi / Daria Rocca Umberto Veronesi Consiglio Direttivo Francesco Micheli Presidente / Marco Bassetti / Pierluigi Cerri Roberta Furcolo / Leo Nahon / Roberto Spada Collegio dei revisori Marco Guerreri / Marco Giulio Luigi Sabatini / Eugenio Romita Organizzazione Francesca Colombo Segretario generale, Coordinatore artistico Stefania Brucini Responsabile biglietteria Marta Carasso Vice-responsabile biglietteria Carlotta Colombo Responsabile produzione Federica Michelini Assistente Segretario generale Luisella Molina Responsabile organizzazione Letizia Monti Responsabile promozione Carmen Ohlmes Responsabile comunicazione 11


I concerti di domani e dopodomani Lunedì 13.IX

Martedì 14.IX

ore 17 classica Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”, Sala delle Colonne Musiche di Beethoven, Schumann Trio Magritte Ingresso gratuito

ore 15 film Piccolo Teatro Strehler Pandora’s Box (Pandora’nin kutusu) di Yesim Ustaoglu Ingresso gratuito

ore 17 Centre culturel français de Milan, Sala Cinema Uzak di Nuri Bilge Ceylan Premio della Giuria Festival di Cannes 2003 Ingresso gratuito

film

ore 17 musica da film Parco Trotter La bella malinconia: alla scoperta della musica di Nino Rota Orchestra Master dei Talenti Fondazione CRT Giuseppe Ratti, direttore Domenico Berardi, voce recitante Ingresso gratuito

classica ore 18 Galleria d’Arte Moderna - Villa Reale, Sala da Ballo Un’ora con Chopin e Schumann Fiorenzo Pascalucci, pianoforte Ingressi € 5

classica ore 18 Galleria d’Arte Moderna - Villa Reale, Sala da Ballo Un’ora con Chopin e Schumann Alessandro Tardino, pianoforte Ingressi € 5

world music Teatro Elfo Puccini African Day Sala Fassbinder, ore 16 Anouar Brahem Quartet (Tunisia) Ingresso gratuito Sala Shakespeare, ore 18 Tony Allen & Band (Nigeria) Ingressi € 5 Sala Shakespeare, ore 21 Idir (Algeria) Ingressi € 10

ore 21 jazz Teatro Manzoni Nicole Mitchell’s Black Earth Ensemble Posto unico numerato € 15

ore 19 classica Settimo Torinese, Stabilimento Pirelli Il ritorno della musica in fabbrica Musiche di Mozart, Rossini, Berio, Beethoven, Gabrieli, Bach, Saglietti, Stravinskij I Fiati di Torino Ingresso gratuito

ore 21 classica Lecco, Auditorium Casa dell’Economia, Camera di Commercio Musiche di Chopin e Schumann Federico Colli, pianoforte Ingresso gratuito ore 22 Alcatraz Istanbul oltre il Bosforo Orient Expressions Ingressi € 10

world music

ore 21 film Cinema Gnomo Wrong Rosary (Uzak ihtimal) di Mahmut Fazil Coskun Vincitore Rotterdam Film Festival 2009 Ingresso gratuito ore 22 antica Basilica di Santa Maria delle Grazie Musiche di Charpentier e Couperin www.mitosettembremusica.it Les Talens Lyriques Christophe Rousset, direttore e organo Responsabile editoriale Livio Aragona Ingresso gratuito

Progetto grafico Studio Cerri & Associati con Francesca Ceccoli, Anne Lheritier, Ciro Toscano

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MITO SettembreMusica

Quarta edizione

È un progetto di

Realizzato da

Con il sostegno di

I Partner del Festival

partner istituzionale

Sponsor

Media partner

Sponsor tecnici

Il Festival MITO a Milano è a Impatto Zero®. Aderendo al progetto di LifeGate, le emissioni di CO2 sono state compensate con la creazione e tutela di foreste in crescita nel Parco Rio Vallone in Provincia di Milano, e in Madagascar

Si ringrazia • per l’accoglienza degli artisti

Fonti Lurisia COM.AL.CO. Sas Guido Gobino Cioccolato

ICAM Cioccolato Galbusera S.p.A.

• per l’abbigliamento dello staff

• per il sostegno logistico allo staff

GF FERRÉ

BikeMi


-5 Milano Torino unite per l’Expo 2015

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