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Settembre Musica

Torino Milano Festival Internazionale della Musica 04 _ 21 settembre 2013 Settima edizione

Torino Chiesa di San Filippo

Ghislieri Choir & Consort Giulio Prandi direttore

MercoledĂŹ 18.IX.2013 ore 17

Perez


MITO SettembreMusica Settima edizione Un progetto di

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Davide Perez (1711-1778) Mattutino de’ Morti per soli, coro e orchestra Notturno primo Credo quod Redemptor meus Qui Lazarum resuscitasti Domine quando veneris Notturno secondo Memento mei Deus Heu mihi Domine Ne recorderis peccata mea Notturno terzo Peccatem me quotidie Domine, secundum actum meum Libera me, Domine Ghislieri Choir & Consort Giulio Prandi, direttore Francesca Boncompagni, Karin Selva, Valentina Argentieri, soprani Marta Fumagalli, contralto Luca Cervoni, tenore Marco Bussi, Salvo Vitale, bassi

Produzione del Collegio Ghislieri e della Fondation Royaumont In coproduzione con Festival de la Chaise Dieu Festival George Enescu di Bucarest Il progetto è reso possibile dal Comitato Henry Goüin, associazione di mecenati della Fondation Royaumont Il Programma Voci della Fondation Royaumont è sostenuto da Matmut Ghislieri Choir & Consort è ensemble in residenza permanente al Collegio Ghislieri di Pavia ed è sostenuto dal Comune di Pavia

Videoimpaginazione e stampa: ITALGRAFICA Novara


NOTTURNO PRIMO Responsorio Primo Credo quod Redemptor meus vivit et in novissimo die de terra surrecturus sum et in carne mea videbo Deum Salvatorem meum. Versetto Quem visurus sum ego ipse, et non alius, et oculi mei conspecturi sunt. Responsorio Secondo Qui Lazarum resuscitasti a monumento foetidum tu eis Domine dona requiem, et locum indulgentiae. Versetto Qui venturus es judicare vivos et mortuos, et saeculum per ignem. Responsorio Terzo Domine quando veneris judicare terram, ubi me abscondam a vultu irae tuae? Quia peccavi nimis in vita mea. Versetto Commissa mea pavesco, et ante te erubesco dum veneris judicare, noli me condemnare. Quia peccavi nimis in vita mea. Requiem aeternam dona eis Domine et lux perpetua luceat eis. NOTTURNO SECONDO Responsorio Primo Memento mei Deus, quia ventus est vita mea nec aspiciat me visus hominis. Versetto De profundis clamavi ad te Domine: Domine exaudi vocem meam. Responsorio Secondo Heu mihi Domine, quia peccavi nimis in vita mea: quid faciam miser, ubi fugiam, nisi ad te, Deus meus? Miserere mei, dum veneris in novissimo die. Versetto Anima mea turbata est valde: sed tu Domine succurre ei.


NOTTURNO PRIMO Responsorio Primo Io credo che il mio redentore viva, e alla fine dei tempi risorgerò dalla polvere, nella mia carne vedrò Dio mio salvatore. Versetto Io, proprio io, lo vedrò, e i miei occhi lo contempleranno. Responsorio Secondo Tu che hai resuscitato Lazzaro già maleodorante dalla tomba, tu o Signore dona loro riposo e un luogo di perdono. Versetto Tu che verrai a giudicare i vivi e i morti, e il mondo con il fuoco. Responsorio Terzo Signore, quando verrai a giudicare il mondo, dove mi nasconderò dalla tua ira? Poiché in vita mia troppo ho peccato. Versetto Temo i miei misfatti, e davanti a te arrossisco, quando verrai per giudicare, non mi condannare. Poiché in vita mia troppo ho peccato. L’eterno riposo dona a loro Signore e risplenda ad essi la luce perpetua. NOTTURNO SECONDO Responsorio Primo O Dio ricordati di me, perché vento è la mia vita. E sguardo d’uomo non mi potrà più vedere. Versetto Dal profondo ho gridato a te Signore: Signore esaudisci la mia preghiera. Responsorio Secondo Ohimè Signore, in vita ho troppo peccato: cosa potrei fare misero, dove fuggire, se non a te, Dio mio? Pietà di me, quando verrai nell’ultimo giorno. Versetto L’anima mia è grandemente turbata: ma tu soccorrila Signore.


Responsorio Terzo Ne recorderis peccata mea Domine, dum veneris iudicare saeculum per ignem. Versetto Dirige Domine Deus meus in conspectu tuo viam meam: dum veneris iudicare saeculum per ignem. Requiem aeternam dona eis Domine et lux perpetua luceat eis. NOTTURNO TERZO Responsorio Primo Peccantem me quotidie, et non me poenitentem, timor mortis conturbat me: quia in inferno nulla est redemptio, miserere mei Deus, et salva me. Versetto Deus in nomine tuo salvum me fac, et in virtute tua libera me. Responsorio Secondo Domine, secundum actum meum noli me iudicare: nihil dignum in conspectu tuo egi: ideo deprecor majestatem tuam, ut tu Deus deleas iniquitatem meam. Versetto Amplius lava me Domine ab iniustitia mea: et a delicto meo munda me. Responsorio Terzo Libera me, Domine de morte aeterna, in die illa tremenda, quando coeli movendi sunt, et terra: dum veneris iudicare saeculum per ignem. Versetto Tremens factus sum ego, et timeo: dum discussio venerit atque ventura ira. Quando caeli movendi sunt et terra: dum veneris iudicare saeculum per ignem. Dies illa dies irae, calamitatis, et miseriae, dies magna et amara valde. Dum veneris iudicare saeculum per ignem. Requiem aeternam dona eis Domine: et lux perpetua luceat eis. Libera me Domine de morte aeterna.


Responsorio Terzo Non ricordare i miei peccati o Signore, quando verrai per giudicare il mondo con il fuoco. Versetto Dirigi Signore mio Dio i miei passi verso di te: quando verrai per giudicare il mondo con il fuoco. L’eterno riposo dona a loro Signore e risplenda ad essi la luce perpetua. NOTTURNO TERZO Responsorio Primo La paura della morte mi turba poiché pecco ogni giorno e non mi pento: poiché nell’inferno non c’è redenzione, pietà di me Dio, salvami. Versetto Signore nel tuo nome salvami, e nella tua virtù liberami. Responsorio Secondo Signore, non giudicarmi secondo le mie azioni: non ho fatto nulla di degno al tuo cospetto: dunque prego la tua maestà, affinché tu, Dio, cancelli la mia iniquità. Versetto Lavami da tutte le mie colpe Signore: mondami dal mio peccato. Responsorio Terzo Liberami, o Signore, dalla morte eterna, in quel giorno tremendo quando la terra e il cielo si muoveranno: quando tu verrai a giudicare il mondo con il fuoco. Versetto Sono tremante, pieno di timore: per il giudizio e l’ira che verranno. Quando la terra e il cielo si muoveranno: quando tu verrai a giudicare il mondo con il fuoco. Quel giorno sarà un giorno di ira, di calamità e miseria, un giorno molto amaro. Quando tu verrai a giudicare il mondo con il fuoco. L’eterno riposo dona loro, Signore: e risplenda ad essi la luce perpetua. Liberami Signore dalla morte eterna.


A

ssunto dal Re di Portogallo Giuseppe I nel 1752 grazie al suo alto prestigio nel campo dell’opera seria, Davide Perez iniziò la sua carriera a Lisbona come uno dei principali protagonisti di un’epoca grandiosa del teatro lirico in Portogallo, rappresentata nell’immaginario collettivo dall’effimera Ópera do Tejo, progettata da Galli Bibiena e distrutta dal terremoto del 1755. Fu tuttavia nell’ambito della musica religiosa che la sua azione diventò più durevole, riflettendo il forte investimento della monarchia nello splendore del cerimoniale della Cappella Reale e Patriarcale come rappresentazione simbolica del potere regale e beneficiando della sorprendente longevità interpretativa di composizioni come il Mattutino de’ Morti del 1770, eseguito a Lisbona e altre località del Portogallo e in Brasile fino al XIX secolo. A Lisbona, dove visse fino alla sua morte nel 1778, Davide Perez occupò il ruolo musicale più prestigioso della Casa Reale – quello di “Compositor da Real Câmara e Mestre de Suas Altezas Reais” – e diventò nei decenni seguenti una figura di riferimento per i musicisti portoghesi. Durante i 26 anni di permanenza in Portogallo, il maestro napoletano creò un impressionante corpus di musica sacra che comprende un’immensa varietà di generi liturgici (salmi, antifone, mottetti, messe, responsori, lamentazioni, Requiem, Stabat Mater, Miserere, Magnificat, Te Deum) e di funzioni cerimoniali: dal repertorio destinato all’uso quotidiano nella Cappella Reale e nella Chiesa Patriarcale (in stile pieno e concertato, a quattro, cinque o otto voci e organo o basso continuo) alle opere di imponenti dimensioni per grandi eventi di corte (come la Messa per due soprani solisti, doppio coro e orchestra scritta in occasione della nascita di José, Príncipe da Beira, nel 1761, oppure il Te Deum per l’acclamazione della regina Maria I nel 1777). Scrisse anche musica per la Cappella Reale della Bemposta (proprietà degli Infanti di Portogallo) e per i soggiorni della famiglia reale presso i palazzi di Salvaterra e Queluz. Tra la produzione sacra di Davide Perez, l’opera che raggiunse la maggiore fortuna in Portogallo fu il Mattutino de’ Morti, pubblicato a Londra da Robert Brenner nel 1774, in una bella edizione con il ritratto del compositore inciso da Francesco Bartolozzi (didascalia: David Perez Napolitanus Fidelissimi Lusitaniae Archimusicus). Il libro ebbe sottoscrittori illustri come Johann Christian Bach, Carl Friedrich Abel, Charles Burney, John Hawkins, e una grande diffusione europea. Nonostante la posizione periferica del Portogallo, la fama di Perez prevalse in quest’epoca in diversi circoli culturali internazionali ed è attestata, ancora nel 1774, dall’invito a diventare parte della London Academy of Ancient Music. Il Mattutino de’ Morti fu composto probabilmente nel 1770, anno della prima esecuzione in occasione del pellegrinaggio al Santuario di Nossa Senhora do Cabo (Nostra Signora del Capo), una tradizione di origine medioevale che vive ancora oggi e che ebbe un periodo di splendore nel Settecento grazie al sostegno della monarchia. La leggenda dell’apparizione di un’immagine di Nostra Signora al Cabo Espichel, un luogo bellissimo affacciato sull’immensità dell’oceano Atlantico, ha portato alla costruzione di una Chiesa e un Santuario nel


1701. Nel 1770 il Principe da Beira (primogenito della futura regina Maria I) diventò “primicerio” della Confraternita di Nossa Senhora do Cabo, come si può leggere nel frontespizio del manoscritto del Mattutino de’ Morti conservato presso l’archivio della cattedrale di Lisbona. Da questa fonte, alcuni dei versetti solisti sono attribuiti a cantanti virtuosi della Cappella Reale come i castrati Carlo Reina e Gianbattista Vasquez e il basso Taddeo Puzzi, conosciuto per la sua voce espressiva e la tessitura di basso profondo, che si ritrova in diversi brani dal Mattutino. Ogni volta che la monarchia patrocinava le feste di Nossa Senhora do Cabo, l’Orchestra della Reale Camera, i cantanti della Cappella Reale e della Chiesa Patriarcale e la Banda das Reais Cavalariças (l’equivalente della Grande Écurie presso la corte francese) accompagnavano la famiglia reale al Cabo Espichel nelle funzioni sacre e profane. L’interpretazione del Mattutino de’ Morti (cioè l’inclusione di un Ufficio dei Defunti) in questo tipo di festività costituiva un omaggio annuale ai pellegrini e confratelli deceduti. Destinato a un organico di cinque cantanti solisti, coro e orchestra, il Mattutino de’ Morti fa uso della prassi dello stile concertato, ripartendo il testo liturgico per andamenti contrastanti, dove le sezioni corali con tessiture diverse si alternano a sezioni solistiche di notevole impegno vocale. Nei versetti e nei soli più estesi si trovano influenze del linguaggio operistico con ricorso a eleganti colorature e cadenze improvvisate. Queste non riguardano la mera esibizione vocale, ma hanno spesso un rapporto con la semantica del testo. Il significato del testo liturgico è effettivamente un elemento fondamentale del linguaggio del Mattutino, basato su un uso raffinato della retorica musicale in parole chiave come vivos, mortuos, terra, peccantem, turbata, venti, fugiam, coeli movendi, oppure sulla creazione di atmosfere specifiche attraverso l’uso dell’armonia, dello sviluppo motivico e del colore orchestrale. È ancora degno di nota il livello di precisione dei dettagli della scrittura di Perez in parametri come l’articolazione, la dinamica e il rilievo espressivo attribuito a parti strumentali come le viole (con una presenza particolare sin dall’inizio grazie al caratteristico tremolare) e i fiati. Oboi, traversieri e fagotti sono in contrasto con gli ottoni, protagonisti di impetuosi interventi nell’ultimo Responsorio. Poco tempo dopo la prima rappresentazione alla festa di Nossa Senhora do Cabo, il Mattutino de’ Morti di Perez fu adottato dalla Confraternita di Santa Cecilia come opera fondamentale delle cerimonie annuali in omaggio ai musicisti defunti, restando in repertorio a Lisbona fino alla fine del secolo XIX. Copie manoscritte tardo ottocentesche, alcune con adattamenti sostanziali nel testo musicale e nella strumentazione si trovano nell’archivio della cattedrale di Lisbona. Esistono anche presso la Biblioteca del Paço Ducal de Vila Viçosa versioni per quattro e cinque organi della Basilica di Mafra. Il Mattutino di Perez era di solito eseguito insieme al Requiem di Jommelli ma dopo l’inizio dell’Ottocento fu anche presentato con il Requiem di Mozart come si può leggere nella Gazeta de Lisboa (1808).


Durante il Settecento, l’esecuzione del Mattutino de’ Morti nell’ambito delle feste annuali della Confraternita di Santa Cecilia era spesso argomento dei rapporti di viaggiatori stranieri a Lisbona come Richard Twiss (1773), Francisco Pérez Bayer y Benecassim (1782), l’ambasciatore francese Marquis de Bombelles (1787) e lo scrittore William Beckford (1787). Oltre ai commenti sullo splendore scenografico del rituale e il potere emozionale della musica, le cronache rendono conto anche di elementi collegati alla prassi esecutiva e agli organici. Nel 1770 l’ensemble di musicisti che eseguì il Mattutino alla Chiesa di Nossa Senhora do Cabo includeva soltanto 17 cantanti della Cappella Reale (5 soprani, 4 contralti, 4 tenori e 4 bassi) e un’orchestra di dimensioni medie (8 violini, 2 viole, 2 celli, 2 contrabbassi, 2 oboi, 2 flauti, 2 corni, 2 clarinetti), ma in occasione delle festività della Confraternita di Santa Cecilia erano usati organici più ampi, come sarebbe plausibile in una celebrazione in onore della patrona dei musicisti. Richard Twiss descrisse un gruppo di 16 violini, 4 viole, 6 violoncelli, 3 contrabbassi, 2 oboi, un corno e una tromba da ciascun lato della tribuna dell’organo nella Chiesa di San Rocco, oltre a un coro di più di 60 voci (probabilmente includendo anche i cappellani cantori responsabili dal canto piano), sotto la direzione dello stesso Davide Perez. Molto interessante è anche la descrizione del filologo e giurista spagnolo Pérez Bayer nel 1782. Questa volta i musicisti erano su un palco disposti all’ingresso della chiesa, con due bracci che correvano lungo le navate. Al centro c’erano il maestro di cappella e i cantanti (con almeno 10 castrati italiani) e sui bracci gli strumentisti: da ciascun lato tre contrabbassi, tre viole o violoncelli, più dodici violini. In entrambi i casi risaltava la densità sonora della sezione grave degli archi. Dal punto di vista dell’impatto musicale è William Beckford che, nel 1787, ci dà la testimonianza più appassionata: «Such august, such affecting music I never heard and perhaps may never hear again, for the flame of devout enthusiasm burns dim in almost every part of Europe and threatens total extinction in a very few years. As yet it glows at Lisbon and produced the day the most striking musical expression. (...) It closed with the Libera me, Domine, de morte aeterna which thrilled every nerve in my frame and affected me so deeply that I burst into tears.» (Una musica tanto maestosa, tanto commovente, non l’ho mai sentita e forse non la sentirò mai più, poiché la fiamma del fervore devoto avvampa in quasi ogni parte d’Europa e minaccia di estinguersi completamente in pochissimi anni. Ora arde a Lisbona e la più straordinaria espressione musicale ha gettato la sua luce (...) Si è concluso con il Libera me, Domine, de morte aeterna che ha scosso ogni nervo del mio corpo e mi ha emozionato così profondamente che sono scoppiato in lacrime). Cristina Fernandes


Ghislieri Choir & Consort, fondato nel 2003 da Giulio Prandi, è uno dei più affermati ensemble barocchi italiani della sua generazione. Gruppo residente del Collegio Ghislieri di Pavia, partecipa ai più importanti festival italiani ed europei: Accademia Chigiana di Siena, Settimane Musicali di Stresa, Festival d’Ambronay, Trigonale Festival, Festival de La Chaise-Dieu, Fondation Royaumont, Festival George Enescu di Bucarest, Oude Muziek Utrecht, Festival Baroque de Pontoise, National Philharmonic Society di Vilnius. Oltre a frequentare gli autori consacrati del repertorio tardo barocco e classico, con una speciale predilezione per la produzione sacra mozartiana, il gruppo si dedica alla riscoperta del repertorio sacro del Settecento italiano, riproponendo regolarmente in concerto opere rare o inedite reperite attraverso un costante lavoro di ricerca. A questo repertorio è dedicata la sua attività discografica: dopo l’esordio su «Amadeus» con un cd dedicato a Giacomo Antonio Perti, nel 2010 è iniziato un importante progetto con Sony – Deutsche Harmonia Mundi, che ha portato nel 2011 alla pubblicazione di un disco dedicato all’opera sacra di Galuppi e nel 2013 un nuovo volume dedicato a Niccolò Jommelli. Al Mattutino de’ Morti di Davide Perez sarà dedicato il terzo volume della serie, che sarà pubblicato nel 2014, nell’ambito di un progetto con la Fondation Royaumont che prevede anche concerti in Italia, Francia, Belgio, Olanda e Romania.

Ghislieri Choir & Consort Soprani: Valentina Argentieri, Francesca Boncompagni, Caterina Iora, Emma Popolani, Marta Redaelli, Maria Candela Scalabrini, Karin Selva, Sonia Tedla Alti: Silvia Bertoluzza, Maria Chiara Gallo, Marta Fumagalli, Ester Piazza, Claudia Soffiantini Tenori: Gianfranco Cerreto, Luca Cervoni, Victor Sordo, Paolo Tormene Bassi: Marco Bussi, Renato Cadel, Antonio Masotti, Alessandro Nuccio, Filippo Tuccimei Violini: Marco Bianchi, Alberto Stevanin, Liana Mosca, Marco Piantoni, Renata Spotti, Laura Mirri, Lathika Vithanage, Diego Castelli Viole: Gianni Maraldi, Emanuele Marcante Violoncelli: Jorge Alberto Guerrero, Marcello Scandelli Contrabbassi: Nicola Barbieri, José Andrès Reyes Alonso Fagotti: Valentino Zucchiatti, Anna Maria Barbaglia Oboi: Aviad Gershoni, Shai Kribus Traversieri: Marcello Gatti, Francesca Torri Corni: Gabriele Rocchetti, Francesco Meucci Trombe: Luca Marzana, Jonathan Pia Organo: Maria Cecilia Farina


Nato nel 1977, Giulio Prandi si è diplomato in direzione d’orchestra sotto la guida di Donato Renzetti. Diplomato in canto e laureato in matematica con il massimo dei voti presso l’Università di Pavia, ha inoltre studiato composizione con Bruno Zanolini e direzione di coro con Domenico Zingaro presso il Conservatorio di Milano. È direttore musicale del Collegio Ghislieri di Pavia; ha fondato e dirige il complesso barocco Ghislieri Choir & Consort, con cui svolge un’intensa attività. Ha collaborato inoltre con importanti istituzioni quali Accademia Chigiana di Siena, Teatro Carlo Felice di Genova, As.Li.Co. È direttore del Circuito Lombardo di Musica Antica e si dedica con continuità alla riscoperta di opere rare o inedite del repertorio sacro del Settecento italiano. In ambito contemporaneo si segnala la sua collaborazione con gli Strumentisti del Teatro alla Scala e con il compositore Fabio Vacchi. I prossimi impegni con Ghislieri Choir & Consort lo vedono presente nei maggiori festival internazionali, con concerti in Italia, Francia, Belgio, Olanda e Romania.

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Bruno Genero e allievi del Cons. Giuseppe Verdi di Torino, MITO per la città, Torino 2012, Ph. Michele D’Ottavio - MITO SettembreMusica©

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INTESA SANPAOLO È PARTNER DELL’EDIZIONE 2013 DI MITO SETTEMBREMUSICA. La musica è una ricchezza di tutti. Per questo ci impegniamo a promuovere concerti, spettacoli ed eventi sui territori, come opportunità di sviluppo e crescita culturale, oltre che momenti di incontro da vivere insieme.

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