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Torino Milano Festival Internazionale della Musica 04 _ 21 settembre 2013 Settima edizione

Settembre Musica

Milano Basilica di Sant’Ambrogio

Orlando di Lasso Missa super «Dixit Joseph»

Domenica 15.IX.2013 ore 11

Odhecaton Ensemble Paolo da Col direttore

° 25

Celebra Monsignor Luca Bressan


Orlando di Lasso (1530/1532-1594) Missa super «Dixit Joseph» a 6 voci (1564?) Canto ad initium «Jubilate Deo omnis terra», mottetto a 4 voci

2 min. ca

Missa super «Dixit Joseph» a 6 voci «Kyrie» «Gloria»

3 min. ca 4 min. ca

Offertorium «Dixit Joseph», mottetto a 6 voci

4 min. ca

Missa super «Dixit Joseph» a 6 voci «Sanctus»

4 min. ca

In fractione Missa super «Dixit Joseph» a 6 voci «Agnus Dei»

4 min. ca

Ad comunionem «In Monte Oliveti», mottetto a 6 voci

5 min. ca

Cantus finalis «Concupiscendo concupiscit anima mea», mottetto a 6 voci

3 min. ca

Odhecaton Ensemble Paolo da Col, direttore Celebra Monsignor Luca Bressan


Orlando di Lasso e il racconto di Giuseppe Fra le circa sessanta messe polifoniche composte da Orlando di Lasso, la maggior parte appartiene al genere della cosiddetta messa-parodia, costruita sulla base di una preesistente composizione polifonica. La Missa super «Dixit Joseph» a sei voci elabora materiale tratto dall’omonimo mottetto dello stesso Lasso, del quale ripropone alcuni tratti stilistici tipici come la frequente divisione dell’organico in ‘cori’ di tre voci, gli artifici retorici, l’eccezionale padronanza della tecnica contrappuntistica. Il modello è osservato soprattutto nella parte iniziale della Messa (il «Kyrie»), ma anche in altre sezioni non mancano richiami piuttosto puntuali a parti del mottetto. Nell’insieme, pur con i vincoli imposti dal testo tipico dell’Ordinario della messa, si ritrovano l’incisività dei temi melodici, l’energia e la varietà ritmica, il magistero compositivo, che, a un livello più alto di connubio fra testo e musica, conosciamo dai mottetti. Per l’appunto, una scelta di mottetti copre le parti del Proprio della messa secondo una prassi già dell’epoca, quando il testo dei canti ufficiali veniva letto sottovoce dal celebrante mentre i cantori intonavano un mottetto sostitutivo appropriato. Ed è subito capolavoro: «Jubilate Deo» fa volare nei cieli dell’arte e dello spirito in un minuto e una manciata di secondi. Lo stupendo vigoroso motivo iniziale sulle parole dell’incipit, affidato alle voci acute, si collega con naturalezza mirabile alla frase successiva («servite Domino in laetitia»); dopo una terza sezione che fa da preparazione («intrate in conspectu eius in exultatione»), ha inizio l’entusiasmante crescendo di ebbrezza spirituale che conclude la composizione sulle parole «Quia ipse est Deus» ripetendo un inciso melodico ad altezza progressivamente più acuta. All’Offertorio risuona il mottetto «Dixit Joseph» sul quale è stata costruita la Messa. La vicenda biblica a cui si riferisce è quella, narrata nella Genesi, di Giuseppe, figlio prediletto di Giacobbe, venduto dai fratellastri invidiosi con i quali in seguito, dopo essere divenuto viceré d’Egitto, si ritrova e si riconcilia. Il momento colto dal testo è uno dei più commoventi della storia, quando Giuseppe rivela ai fratelli la propria identità e chiede di essere condotto presso il padre, che ha appreso essere ancora in vita. In ciò la scelta di Lasso è diversa da quella di altri autori dell’epoca e in effetti il testo non si trova, così com’è, nella liturgia: le due sezioni che lo compongono (prima e secunda pars, con incipit rispettivamente «Dixit Joseph» e «Nuntiaverunt Jacob») derivano da due responsori diversi. Ciò ha fatto ipotizzare che il brano sia stato scritto non per uso liturgico, ma per essere cantato quale intermezzo in un dramma sacro rappresentato dai Gesuiti, come è documentato per altri pezzi di Lasso. «Dixit Joseph» presenta alcuni artifici compositivi usati abitualmente dall’autore, come la divisione delle sei voci in due gruppi che ripetono in successione la stessa frase (un esempio è proprio all’inizio, sulla frase «Dixit Joseph undecim fratribus eius», che viene enunciata dalla tre voci acute e ripetuta poi dalle tre voci gravi). Talora la sonorità si fa intima, come nella seconda parte con il duetto sulle parole «Quo audito». Il responsorio «In monte Oliveti», qui utilizzato come canto alla comunione (propriamente detto Transitorium nella liturgia milanese), è originariamente il primo responsorio del Mattutino (cioè l’Ufficio notturno) del Giovedì Santo. Il testo liturgico prevede una prima parte (responsum) seguita da un versetto e dalla ripetizione delle ultime parole del responsum. Lasso intona il solo responsum, il cui testo è composto di due sezioni. La prima, narrativa, in discorso indiretto, presenta Gesù in preghiera nell’Orto degli Ulivi: le voci, partendo dalla più grave, entrano progressivamente in un’ampia arcata contrappuntistica. Il passaggio alla seconda sezione, al discorso diretto con cui Cristo eleva la sua invocazione al Padre, è marcato da una semplice quanto penetrante soluzione compositiva: le tre voci gravi si uniscono chiamando «Pater!» e l’invocazione è ripetuta dalle tre acute quasi in eco; di nuovo risuo3


na e di nuovo è riecheggiata dalle voci acute. Ora si procede in omofonia («Si fieri potest», «se è possibile»), poi torna in campo l’ordito contrappuntistico: «allontana da me questo calice». Di qui in poi l’intensità musicale stabilisce un crescendo culminante sulla frase conclusiva «Fiat voluntas tua» («sia fatta la tua volontà»), il cui sviluppo costituisce di fatto quasi un terzo della composizione. La capacità di Lasso di illuminare musicalmente il contenuto espressivo del testo va ben al di là della mera ‘illustrazione sonora’ e si manifesta efficacemente anche con mezzi estremamente lineari. Con forza potente l’arte di Orlando si esprime nel conclusivo mottetto «Concupiscendo concupiscit»: cromatismi, dissonanze, andamenti ritmici diversificati si inseriscono nell’ambito di una tecnica formidabile al servizio dell’espressività. Questo pezzo è una delle più intense manifestazioni della particolare sensibilità dell’autore, sovente dominata da una caratteristica nota di dolente malinconia. Angelo Rusconi*

*Laureato con lode in Musicologia all’Università di Pavia-Cremona. Dottorato di ricerca in Musicologia presso l’Università di Bologna. Vincitore di borse di studio presso la Fondazione Franceschini di Firenze e la Wagner Stiftung. Si occupa principalmente della musica e della trattatistica medievale. Partecipa a convegni internazionali, pubblica articoli e saggi in periodici specializzati, tiene conferenze e seminari in Italia, in Europa e negli Stati Uniti. Fra le pubblicazioni più recenti, si ricorda la prima edizione integrale degli scritti di Guido d’Arezzo con traduzione, introduzione e commento (Firenze 2005, seconda ed. 2008). 4


Jubilate Deo Jubilate Deo omnis terra, servite Domino in laetitia; intrate in conspectu ejus in exsultatione, quia Dominus ipse est Deus.

Acclamate il Signore voi tutti in terra, servite il Signore nella gioia; presentatevi a lui con esultanza, poiché il Signore stesso è Dio.

Dixit Joseph Dixit Joseph undecim fratribus suis: Ego sum Joseph, quem vendidistis in Aegyptum: adhuc vivit pater noster senior, de quo dixeritis mihi? Ite, adducite eum ad me, ut possit vivere. Nuntiaverunt Jacob dicentes: Joseph filius tuus vivit, et ipse dominatur in tota terra Aegypti. Quo audito revixit spiritus ejus, et dixit: sufficit mihi, vadam et videbo eum, antequam moriar.

Disse Giuseppe ai suoi undici fratelli: Io sono Giuseppe, che avete venduto in Egitto: è ancora vivo nostro padre, di cui mi avete riferito? Andate, conducetelo a me, affinché possa vivere. Riferirono a Giacobbe: tuo figlio Giuseppe è vivo e domina in tutta la terra d’Egitto. Udita questa cosa il suo spirito resuscitò e disse: mi è sufficiente, andrò e lo vedrò prima di morire

Concupiscendo concupiscit Concupiscendo concupiscit anima mea laudare te, o Domine, o Deus omnipotens: aperi labia mea, ut annuntiet os meum laudem tuam. Exaltabo te, Deus meus, in tote corde meo: et benedicam nomini tuo in saeculum et in aeternum. In monte Oliveti In monte Oliveti oravit ad patrem: Pater, si fieri potest transeat a me calix iste. Spiritus quidem promptus est caro autem infirma. Fiat voluntas tua.

Desiderando, la mia anima desidera lodarti, o Signore, o Dio onnipotente: apri le mie labbra, affinché la mia bocca possa annunciare la tua lode. Ti loderò, o Signore, in tutto il mio cuore: e benedirò il tuo nome nei secoli e in eterno.

Sul monte degli Ulivi pregava il padre: Padre, se vuoi, allontana da me questo calice. Lo Spirito è pronto ma la carne è debole. Sia fatta la tua volontà.

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Paolo Da Col, direttore Cantante, organista, direttore e musicologo, Paolo Da Col ha compiuto studi musicali al Conservatorio di Bologna e musicologici all’Università di Venezia, rivolgendo sin da giovanissimo i propri interessi al repertorio della musica rinascimentale e barocca. Ha fatto parte per oltre vent’anni di numerose formazioni vocali italiane, tra le quali la Cappella di San Petronio di Bologna e l’Ensemble Istitutioni Harmoniche. Dal 1998, oltre a guidare altre formazioni vocali e strumentali nel repertorio barocco, dirige l’ensemble vocale Odhecaton. È docente presso il Conservatorio di Trieste. Numerose sono le sue attività anche in ambito editoriale: dirige con Luigi Ferdinando Tagliavini la rivista «L’Organo»; collabora in qualità di critico musicale con «il Giornale della Musica» e con altre riviste specializzate; dirige il catalogo di musica dell’editore Arnaldo Forni di Bologna; è curatore di edizioni di musica strumentale e vocale, autore di cataloghi di fondi musicali e di saggi sulla storia della vocalità rinascimentale e preclassica. Collabora all’edizione critica delle opere di Gioachino Rossini.

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Odhecaton Ensemble Un’«entrée fracassante» nel mondo della polifonia rinascimentale, così viene definito Odhecaton Ensemble dalla rivista francese «Diapason». Il gruppo, sin dal suo esordio nel 1998, ha ottenuto alcuni dei più prestigiosi premi discografici e il riconoscimento, da parte della critica, di aver inaugurato nel campo dell’esecuzione polifonica un nuovo atteggiamento interpretativo, che fonda sulla declamazione della parola la sua lettura mobile ed espressiva della polifonia. L’ensemble vocale deriva il suo nome da Harmonice Musices Odhecaton, il primo libro a stampa di musica polifonica, pubblicato a Venezia da Ottaviano Petrucci nel 1501. Il suo repertorio d’elezione è rappresentato dalla produzione musicale di compositori italiani, francesi, fiamminghi e spagnoli attivi tra Quattro e Seicento. Odhecaton riunisce alcune delle più belle voci maschili italiane specializzate nell’esecuzione della musica rinascimentale e preclassica sotto la direzione di Paolo Da Col. L’ensemble ha registrato dieci cd, dedicati a musiche di Gombert, Isaac, Josquin, Peñalosa, Compère, ai maestri della Picardie, ai compositori spagnoli e portoghesi attivi nel Seicento nelle isole Canarie, a Palestrina e a Monteverdi. Con questi programmi Odhecaton è ospite nelle principali rassegne di tutta Europa e ha ottenuto i maggiori riconoscimenti discografici come il Diapason d’or, 5 Diapason, choc (Diapason e Le Monde de la Musique), Disco del mese (Amadeus e Cd Classics), cd of the Year (Goldberg). Odhecaton ha prodotto l’Amfiparnaso di Orazio Vecchi, con la partecipazione dell’attore Enrico Bonavera e le scene disegnate da Lele Luzzati. Dal 2008 Odhecaton ha rivolto gran parte del proprio impegno interpretativo alla musica sacra di Palestrina, Gesualdo da Venosa, Claudio Monteverdi e al repertorio contemporaneo (Sciarrino, Scelsi, Pärt, Rihm). Nel 2010 ha conseguito due Diapason d’or con le registrazioni O gente brunette e Missa Papae Marcelli di Palestrina; quest’ultimo cd – con il quale, secondo Le Monde, «les Italiens d’Odhecaton ont détruit l’icône pour mieux rendre Palestrina à la vie» – ha ottenuto un successo unanime presso la critica. Il nuovo cd di Odhecaton, pubblicato da Ricercar, dedicato alla Missa In illo tempore di Claudio Monteverdi e premiato con i premi Diapason d’or, Choc e Grand prix international de l’Académie du disque lyrique, contiene la prima registrazione mondiale di tre mottetti inediti del compositore cremonese. Controtenori Alessandro Carmignani Andrea Arrivabene Gianluigi Ghiringhelli Renzo Bez Tenori Alberto Allegrezza Fabio Furnari Vincenzo Di Donato Gianluca Ferrarini

Baritoni Mauro Borgioni Marco Scavazza Bassi Giovanni Dagnino Enrico Bava Marcello Vargetto

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Il FAI presenta i luoghi di MITO SettembreMusica Basilica di Sant’Ambrogio Dedicata al santo patrono Ambrogio da Treviri (339 ca-397), la chiesa è considerata uno dei massimi templi romanici e una delle più amate dai milanesi. La sua origine è, in realtà, più antica e si deve ad Ambrogio stesso, che decise di fondare una basilica dedicata ai Martiri (Basilica Martyrum) dopo aver rinvenuto i resti dei santi Gervasio e Protasio nel cimitero paleocristiano ubicato dove oggi sorge la chiesa. Ambrogio predispose di essere sepolto nella basilica stessa accanto ai due martiri. Poche tracce rimangono di questo antico edificio, già rinnovato a partire dal ix secolo nella parte absidale e poi nei due secoli seguenti, così da assumere la veste romanica con cui è ancora oggi universalmente nota. In comunicazione con l’esterno, il grandioso quadriportico sostituisce quello eretto dal vescovo Ansperto nel ix secolo. Si presenta esternamente come un severo volume chiuso, mentre internamente si apre in eleganti archi, con capitelli in parte antichi. Il quarto lato del portico funge da nartece della basilica, sopra cui si eleva la grande loggia ad arcate digradanti che costituisce la facciata, che filtra e distribuisce la luce all’interno. La porta maggiore presenta antichi battenti restaurati nel 1750 e trasformati in bronzo (due pannelli figurati originari sono nel Museo diocesano). I due campanili che si innalzano ai lati opposti della facciata segnalano differenti committenti ed epoche di realizzazione: quello dei Monaci, a destra, risale al ix secolo ed è più tozzo, mentre quello dei Canonici a sinistra, eretto dal 1128 e completato con la cella campanaria solo nel 1889, è più elegante e slanciato. All’interno l’ampio volume, dominato dall’alternanza tra il bianco dell’intonaco e il rosso dei mattoni, è diviso in tre navate da pilastri compositi e in campate quadrate: alle quattro della navata centrale ne corrispondono otto in quelle laterali. La navata centrale si caratterizza anche per gli alti matronei e le volte a crociera costolonata. La basilica è considerata uno scrigno di opere d’arte che testimoniano la sua lunga storia. Tra questi spiccano il sarcofago del IV secolo detto ‘di Stilicone’ perché erroneamente ritenuto tomba del generale e della moglie Serena, utilizzato come base di un ambone in età medievale. Fulcro della basilica sono: il mosaico dell’abside, solo in parte originale; il ciborio di epoca ottoniana con colonne romane, decorato con grandi statue di santi in terracotta policroma; lo splendido Altare d’oro. Voluto dal vescovo Angilberto (824-859), l’altare si presenta interamente dorato e con gemme e pietre preziose sul fronte verso la navata (Storie di Cristo nelle formelle) e argentato sulla parte verso il coro con Storie di Sant’Ambrogio. Esso è firmato da Volvinio (o Vuolvinius), che si definisce magister phaber, e si autoritrae mentre viene incornato dal vescovo Angilberto. L’artista, di identità ignota, potrebbe essere l’ideatore dell’altare, eseguito con il concorso di altre mani. La cripta, aperta in età romanica e poi modificata nel Settecento, custodisce le spoglie di Ambrogio, Gervasio e Protasio.

Si ringrazia

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Che cosa pensi quando pensi a Milano? Milano è moda. Milano è finanza. Milano è design. Ma Milano è anche capoluogo della cultura. Con oltre 370 luoghi di interesse tra chiese, monumenti e architetture di pregio. Grazie ai suoi 90 teatri e più di 80 musei diffusi tra città e provincia. Perché a Milano ogni giorno si accendono le luci su quasi 800 spettacoli e 12 mila nuovi visitatori s’innamorano di lei. Nella cultura come nell’impresa, la Camera di Commercio sostiene da sempre le eccellenze del territorio, per Expo e oltre il 2015. Perché a Milano l’eccellenza è un’abitudine.


MITO si veste di verde Torino Milano Festival Internazionale della Musica 04_ 21 settembre 2012 Settima edizione

Settembre Musica

La tua energia per la musica. L’energia della musica per l’ambiente con Bike’n’Jazz Ogni giovedì alle ore 13 in Piazza San Fedele c’è Bike’n’Jazz: il Festival MITO, assieme a eni partner del progetto green, aspetta il suo pubblico per accendere la musica! L’energia cinetica prodotta dalla pedalata delle biciclette messe a disposizione del pubblico alimenta il palco su cui si esibiscono Enrico Zanisi Trio (5. IX), Black Hole Quartet (12. IX), Fulvio Sigurtà e Claudio Filippini (19. IX) Prenota la tua bicicletta scrivendo a c.mitoinformazioni@comune.milano.it, oppure presentati il giorno stesso sul luogo dell’evento. Tre stazioni di accumulo energia nel centro di Milano sono a disposizione durante tutti i giorni del Festival. Ogni stazione è dotata di due biciclette: pedala in compagnia per ascoltare la playlist di MITO e produci energia per alimentare i concerti del Bike’n’Jazz. Vieni a scoprirle in via Dante angolo via G. Giulini, piazza Santa Maria Beltrade e piazza Sant’Alessandro.

MITO compensa le emissioni di CO2

MITO SettembreMusica, grazie alla collaborazione di EcoWay, misura le emissioni dirette e indirette inerenti l’edizione milanese del Festival e compensa interamente l’anidride carbonica relativa ai consumi energetici, di carta e al trasporto degli artisti e del pubblico ai luoghi del Festival, attraverso l’acquisto di carbon credits certificati. Il Festival partecipa inoltre a un progetto forestale sull’asse del fiume Po, che prevede il mantenimento e la piantumazione di un’area boschiva in provincia di Pavia.

L’impegno quotidiano del Festival Campagna di comunicazione ecosostenibile con GreenGraffiti©. Stampa dei materiali su carta FSC, carta botanica o riciclata. Riduzione dei materiali cartacei ed estensione dei servizi in rete. Mobile ticket a Milano, per ricevere il biglietto sul cellulare. Mobilità sostenibile tramite car sharing, bike sharing e mezzi pubblici

Da 2007 l ha com MITO p le em ensato contrib issioni piantum uendo alla di quas azione e tutela i mq nell 1.000.000 di Sud Ame foreste del er Madagaica e del scar.

eni partner progetto green

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Un progetto di CittĂ  di Milano

CittĂ  di Torino

Giuliano Pisapia Sindaco Presidente del Festival

Piero Fassino Sindaco Presidente del Festival

Filippo Del Corno Assessore alla Cultura

Maurizio Braccialarghe Assessore alla Cultura, Turismo e Promozione della cittĂ 

Giulia Amato Direttore Centrale Cultura

Aldo Garbarini Direttore Centrale Cultura ed Educazione

Comitato di coordinamento Francesco Micheli Presidente Vicepresidente del Festival Maurizio Braccialarghe Vicepresidente Enzo Restagno Direttore artistico

Milano

Torino

Giulia Amato Direttore Centrale Cultura

Aldo Garbarini Direttore Centrale Cultura ed Educazione

Antonio Calbi Direttore Settore Spettacolo

Angela La Rotella Segretario generale Fondazione per la Cultura Torino

Francesca Colombo Segretario generale Coordinatore artistico

Claudio Merlo Direttore organizzativo Coordinatore artistico

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Scegli il braccialetto che fa per te! La musica è uno stato d’animo? Tu come ti senti oggi? A MITO SettembreMusica i concerti ti fanno stare meglio! Partecipando ai concerti del Festival, riceverai in omaggio il braccialetto del tuo genere musicale preferito. Indossalo per tutta la durata del Festival e con MITO avrai tanti benefit. Settembre Musica

Indossa il braccialetto: alla Drogheria Plinio con MITO hai uno sconto particolare! Bar, cucina, enoteca, emporio... prima o dopo il concerto, Drogheria Plinio offre al pubblico di MITO un servizio a tutte le ore. Presentando MITOCard o indossando il braccialetto del Festival, si ottiene uno sconto del 10% sul menù à la carte e sul market. E per tutta la durata del Festival è inoltre possibile gustare lo speciale Menù MITO, a soli 15 Euro. Drogheria Plinio, via Plinio 6, tel. 393.8796508 - drogheriaplinio@libero.it

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#MITO2013


MITO SettembreMusica

Settima edizione

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Il Festival MITO a Milano compensa le emissioni di CO2 con carbon credits verificati e partecipa ad un progetto di tutela boschiva sull’asse del fiume Po.

Si ringrazia per l’accoglienza degli artisti Drogheria Plinio con cucina Nerea S.p.A. Riso Scotti


Il Festival MITO continua fino al 21 settembre... Una selezione dei concerti dei prossimi giorni Per maggiori info www.mitosettembremusica.it

14.IX • La musica antica di Carlo Gesualdo da Venosa con la Venexiana di Claudio Cavina 15.IX • Si fa sol in compagnia, una fiaba musicale con la partecipazione dei bambini 15.IX • Il violino di Repin con l’Orchestra da camera di Monaco in un repertorio classico

Milano Torino unite per il 2015

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