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VIVARPEGE notiziario dell’associazione mitico arpEge

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ANNO 9° NUMERO 20 novembre 2012

MICHEL DUFOUR


VIVarpEge notiziario dell’Associazione Mitico Arpege NOVEMBRE 2012 ANNO 9° N°20

In copertina michael dofour, anni ‘60 foto inedita

Editoriale TUTTINVELA JUNIOR tuttinvela le signore del mare IN RICORDO DI ANGELO SETTE VELA E MOTORI... DALL’ARPEGE ALLA COPPA CONVIVIO AD AQUILEIA

Periodico di informazione sportiva e culturale via Mantica 26, 33100 Udine fax. +39.0432. 201595 Direttore responsabile: Nicoletta De Bellis Editore: Ass. Mitico Arpège Finito di stampare nel novembre 2012 Tutti i diritti riservati Autorizzazione Tribunale di Udine N° 03 del 18 / 02 / 2005 Ai sensi della legge n° 675 del 31/12/1996 informiamo che i dati del nostro indirizzario vengono utilizzati per l’invio del Notiziario e per iniziative culturali e sportive. Progetto grafico: Impaginazione: Matteo Molinaro Rivista pubblicata con il sostegno della

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E D I TO RI AL E

ari amici arpègisti, sono arrivato al capolinea e a dicembre passerò la mano. Problemi di salute e di età mi consigliano di non ripropormi. Sarebbe un errore se lo facessi perché l’Associazione credo abbia bisogno di forze giovani. È diverso avere entusiasmo giovanile o essere giovani pieni di entusiasmo. Vero? Se vogliamo il bene dell’Associazione la strada da intraprendere è il rinnovamento. Non so se in questi otto anni, assieme ai miei collaboratori, abbiamo operato bene. Qualcuno forse storcerà il naso. Abbiamo trasformato ciò che era un semplice “gruppo” di amici veneziani in una vera e propria Associazione nazionale. Le abbiamo dato uno Statuto e un numero di CF e l’abbiamo iscritta nel Registro Ufficiale EAS. Abbiamo fatto eleggere un Direttivo composto da ben sette membri e l’abbiamo amministrata per otto anni. Le riviste specializzate, almeno le più note, hanno seguito i nostri passi. Ci hanno dedicato ampio spazio quando, ad esempio, abbiamo fatto intitolare una strada in Carnia, a Sutrio, paese d’origine della famiglia, all’ammiraglio Tino Straulino, il più grande velista italiano di sempre, che amava gli Arpège. Hanno scritto di noi quando abbiamo reso noto di aver istituito una Sezione sarda a Teulada/CA e disputato, in Sardegna, ben sei edizioni della Coppa del Tirreno. I quotidiani locali del FVG hanno informato della nostra manifestazione TUTTINVELA e TUTTINVELA Jr. riservata agli “assistiti” dei Centri di Salute Mentale e dell’Istituto di Neuro Psichiatria Infantile e dell’Adolescenza della Regione F.V.G, ospitati a Tenuta Primero/GO e ai Casoni della laguna. Abbiamo fatto esperienze competitive istituendo un Campionato Arpège che ha avuto buon successo e parecchie edizioni e abbiamo partecipato più volte in gruppo,istituendo il Gran Premio ASDEC per Arpège, al Trofeo dei Miti a Venezia. Abbiamo stipulato un’affiliazione con l’Asdec che ci consentirà di certificare, come era doveroso, le nostre barche “di interesse storico” che è l’equivalente di ”barca d’epoca”, secondo la terminologia usata da altra Istituzione. Abbiamo realizzato un gemellaggio con i cugini francesi dell’ Association Proprietaires d’Arpège in Bretagna, partecipando alle loro regate ben quattro volte, e uno con l’Associazione “Stelle sul mare”. Abbiamo collaborato con la Lega Navale di Grado per creare e far disputare per i primi due anni il Trofeo “Le Signore del Mare” riservato ad imbarcazioni ante 1982. Abbiamo realizzato con l’aiuto dell’amico Gigi de Bellis la rivista VIVARPEGE che spero tutti abbiate apprezzato. Abbiamo organizzato a fine di ogni annata velica il Convivio degli arpègisti in diverse località sempre legate alla Storia della Serenissima quali Venezia, Trieste, Salò, Strassoldo, Palmanova, Aquileia. Abbiamo avuto l’opportunità e il grande piacere di fare due Soci Onorari: Luigi Mostes, padre dei primi Arpège in legno, e Guido Colnaghi, fondatore della Scuola Vela di Caprera e Maestro di Vela con gli Arpège. Abbiamo ricordato con due memorial i soci che ci hanno lasciato: Bendoricchio e Morelli. Lo spirito di tutte le iniziative che abbiamo creato è stato di tenere uniti gli arpègisti di tutta Italia e di far loro sentire che siamo una vera,unica famiglia. Spero che ci siamo riusciti. Lasciamo ad altri, com’ è giusto,il gradito compito di andare avanti perché i nostri Mitici se lo meritano. Rimarrò nella Famiglia solo per dare, se servirà, una mano. Ma non credo sarà necessario! Debbo ringraziare, è doveroso, chi ci ha sostenuto in questi anni: Fondazione Crup, FRiulAdria/ CreditAgricole, Generali, Regione FVG Ass. Sport e in sottordine Fondazione CRTs e CA.RI.GO. A tutti voi che mi avete sopportato per otto anni un abbraccio affettuoso. Sandro Vittorio

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TUTTINVELA JUNIOR

29/30 GIUGNO 2012

La collaborazione tra la SOC di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza e l’Associazione “Mitico Arpege” continua avvalendosi della disponibilità della sez. di Grado della Lega Navale Italiana. In navigazione Grado - TS Grado. Dal diario di bordo. M:… all’inizio non ero entusiasta dell’idea; non sono uno che ama incontrare persone nuove… ero agitato, mia mamma ha detto che partecipavo e io non sapevo nemmeno chi mi sarei trovato. All’incontro per conoscere alcuni dei marinai che mi avrebbero accompagnato in questa esperienza sono stato

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privato delle zavorre dell’angoscia. Conoscevo quasi tutti i partecipanti e i marinai sembravano simpatici… Arrivo a Grado accompagnati dai genitori dopo una notte passata tra preoccupazioni e preparativi: Ore 7.00: sveglia con un’ ora prima del previsto, come se dovessi andare a scuola. Io volevo evitare che mia madre chiedesse indicazioni a passanti, per aiutarla in questa impresa mi trovavo con il cellulare in mano a guidarla con il GPS, il che devo anche dire che ha agevolato un po’ di cose, ma al primo gruppo di spazzini mia madre si è fermata a chiedere indicazio-

ni, anche se eravamo vicini siamo stati molto ad arrivare, abbiamo più o meno chiamato Isabella 3 volte, per poi trovarla in mezzo alle macchine mentre era in una conversazione… con mia madre per l’appunto. E: Sveglia anticipata alle ore 7:00 in punto, mamma non sgarra! Come sempre ero un po’ agitata e arrivata alla Lega le gambe erano ‘felicissime’ tanto che hanno iniziato a tremare; dopo aver mangiato mi sono calmata e comunque… “indietro non si torna”. N: Stamattina mi sono svegliata felicissima per questa bellissima esperienza, alle 9 siamo partiti… io volevo passare a salutare il mio ragazzo ma vabbè… siamo arrivati a Grado alle 10 devo dire solo grazie al mio papà che siamo arrivati cosi veloci che se guidava la mamma saremmo arrivati per le 2; ora prendo un po’ di sole; voglio arrivare sabato a casa abbronzata perché sono bianca come un cadavere o meglio come la sposa cadavere; per adesso mi sto davvero divertendo! Giunti a Grado, accolti dal Presidente e dai soci della Lega Navale ci siamo finalmente imbarcati sull’ “l’Isola d’oro”, un trabaccolo, cioè una grande barca in legno con due alberi e vele quadre. E: Adesso sono seduta vici-

no al timone, che ho appena passato a M., e prendo un po’ d’aria per non pensare al mio possibile mal di mare. Passare il timone mi è un po’ dispiaciuto perché comunque stavo attenta alla cava… se era a destra giravo a sinistra e se era troppo a sinistra andavo a destra… è un bell’incarico, e devo dire che manovrare sembrava semplice ma non lo è!! Mi sto divertendo anche se sono sempre un po’ ‘agitata’! Peccato che domani tutto finisce… ma come iniziativa la rifarei, ansie o meno, non mi tirerei indietro… C: Ero eccitatissima! Poco fa ho timonato. Non lo avevo fatto prima d’ora. Guardando il mare mi sento bene. Mi vengono in mente tutti i libri che ho letto sulle avventure per mare. Come il principe Caspian che fa rotta verso le Isole Solitarie e confini del mondo io mi sono diretta verso… un grande buco nella montagna, ma comunque mi sono sentita coraggiosa, pronta ad un eventuale arrembaggio! Arrivati a Trieste dopo un viaggio splendido, con il timone a turno nelle salde mani dei ragazzi, con gli occhi puntati … sulla cava nella montagna! All’arrivo doccia, preparazione e giro in centro; molti non avevano mai visto Trieste; Piazza Unità è stata ribattezzata per l’occasione…


Dal diario di bordo: B:…siamo arrivati alle 4.30 siamo andati a fare un giro per Trieste soprattutto nella “piazza unione”, poi siamo tornati alla barca per prendere le robe per andare a fare la doccia…. Oh che bene che si stava dopo aver fatto la doccia… finito di mangiare siamo tornati in piazza per fare le foto con le lucette; che bella che non è! Poi abbiamo visto una barca che era la fine del mondo! La sera a cena ospiti della “Triestina della vela”; Sandro ci ha raggiunto via terra, accompagnato da Checco, per l’occasione promosso “autista presidenziale e nostromo di terra”; cena in terrazza con vista sul tramonto, notte a bordo, cullati dal tintinnio delle “crocette” sugli alberi delle barche a vela … La notte è stata una nuova avventura: Dal diario di bordo: C:… la serata come previsto è stata magnifica: mille risate con tutti, il giretto per P.za Unità, i filmini mentali sul proprietario dello yacht … insomma ancora un po’ avevo mal di pancia! Mi sono poi abituata alla barca, a come devo muovermi per salire e scendere perché sono proprio un’imbranata!!.... E: Il sonno proprio non voleva venire, anche perché F. non lo permetteva, e per un

po’ gli abbiamo dato corda andando sul ponte a dormire. Modestamente abbiamo fatto le cose in grande, quindi abbiamo spostato tutti i materassi; il risveglio però è stato TRAUMATICO: dormito solo dalle 3:30 alle 5:50 e adesso non vedo l’ora di chiudere occhio… Il mattino del sabato, dopo la colazione a bordo, una seconda colazione al bar, un giro sulle rive, siamo stati accolti dalla Capitaneria di Porto. Abbiamo avuto l’opportunità di osservare gli strumenti e le attrezzature della Capitaneria; siamo saliti sulla “moto vedetta” e abbiamo sognato un futuro in marina militare; ormai sappiamo tutto sulla sicurezza in mare e sappiamo perfino come individuare eventuali contrabbandieri… Dal diario di bordo: N: Siamo tornati in barca per dormire ma alla fine abbiamo dormito poco e niente!! Ci siamo svegliati alle 6:27 mezzi rimbambiti; la colazione l’abbiamo fatta in un bar con la brioche e il tè, siamo ritornati alla barca per lavarci i denti, e ci siamo incamminati per andare alla capitaneria di Porto!

F: Notte: bella, dormito (si fa per dire) sul ponte; Capitaneria di porto: mi sono molto interessato perché da grande voglio fare il contrabbandiere; adesso ho le informazioni giuste! Il rientro è stato piacevolissimo, Mauro e Mario, capitani coraggiosi, avevano teso il tendalino per proteggerci dal sole, hanno modificato la rotta per fare l’inchino a Miramare, (altro che Schettino!) Ci hanno raccontato di barche e di viaggi… Ma la sorpresa più grande è stata quella del delfino che ci ha adottato, ci ha accompagnato “pilotando” la barca, fisso a prua, pronto a saltare e fare capriole non appena compariva una fotocamera: Dal diario di bordo: M:… devo dire che è stata una bella esperienza! Abbiamo trovato anche un delfino, è stato bellissimo ed emozionante!… Sono in barca, nel lungo viaggio che mi porta al ritorno, da quel che ricordo l’arrivo doveva essere alle 16, ma sono di gran lunga passate e a ore 12 l’orizzonte è ancora vuoto. A prua si possono osserva-

re onde di tutti i tipi, che potremmo genericamente distinguere in piatte, alte e chissà quant’altre. A ogni apice si osserva l’onda, che con il riflesso del sole prende un colore grigio mercurio, fino ad arrivare al bianco, l’unione di tutti i colori, per poi infrangersi, su questa prua che trovo piuttosto insolita: non tenta di dividere le onde come quelle appuntite, ma le fa scontrare fragorosamente sulla sua superficie piatta. Sicuramente il mare non è monotono, essendoci delle principali categorie di onde; non vuol dire che queste siano tutte identiche, ognuna ha una forma che le caratterizza, come per noi i caratteri fisici: volendo anche a loro potremmo dare un nome, ma hanno vita breve, che viene ulteriormente accorciata dalle barche o dallo scoglio, ultima meta dell’onda. Ma l’osservazione che spiega meglio di tante parole i benefici effetti dell’esperienza della navigazione è riassunta nell’ultima frase scritta da E: scoperta nuova cura contro ipotensione e tachicardia, sdraiarsi in barca fa passare tutti i mali!

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TUTTINVELA A PRIMERO

22/23 SETTEMBRE 2012

Nei giorni 22-23 settembre, abbiamo accolto una quarantina di “ragazzi” dei Centri di TS, GO, UD, Codroipo nella splendida Tenuta Primero/Grado che quest’anno ha festeggiato i cinquant’anni di attività. Veleggiate splendide a bordo delle barche dei soci nel Golfo di Trieste dove gli “ospiti” hanno potuto esibirsi nelle manovre a vela e pure al timone, assistiti affettuosamente dagli skipper. Grazie anche all’Associazione gemellata “Stelle sul mare” si è potuto disporre di ben dieci imbarcazioni. Al ritorno in darsena commenti e discussioni amichevoli in attesa della serata allietata dalla Band del Maestro Renzo

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Croatto. Esibizione impeccabile del nostro socio Chef Gianfranco Vignando che ci ha conquistato con una maxi grigliata seguita il giorno successivo da una ottima sardellata. Se la sono goduta anche gli anoressici, ammesso, da come si sono comportati, che lo siano veramente. Anche questo grazie all’amicizia, alla fratellanza, all’affetto che dimostriamo a tutti i nostri “ragazzi” e alle curiose situazioni ed emulazioni che si vengono spontaneamente a creare.Ha partecipato sia alla veleggiata con la propria barca che alla serata lo skipper Antonio Sanson che da maggio inizierà sul suo Moana 34 il Giro del Mondo a vela. Non

dimentichiamo che il Moana è stato costruito da Malingri che per primo ha effettuato una transatlantica sull’Arpège “Nina Boba” e dell’Arpège ha fatto tesoro nel costruire le sue barche. Pensate che alla Barcolana è stata concessa una lunga intervista televisiva a Francesco Onorato (quello di Mascalzone Latino): bravo! È intervenuto con un maxi yacht da milionario portando con sé in regata quattro ragazzi down. Onore al merito, ma a cosa è servito questo? A noi niente interviste ma… Vorrà dire che a Primero la prossima volta ci porteremo… Lapo Elkan. Chissà? Vedremo.


<< Antonio Sanson al timone, in attesa di intraprendere il giro del mondo.

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LE SIGNORE DEL MARE

LIANA LE ITA NAVA LEGA Grado ne di Sezio EGE O ARP MITIC ZIONE SOCIA

20 MAGGIO 2012

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oorree n g n i g i llee SS aarree M M ddeell AS

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zione, nella sala riunioni della Lega Navale, a Grado, si sono tenute le premiazioni. Il responsabile tecnico della Lega dott. Paduano, presente il nostro Presidente, ha auspicato che la manifestazione, con la nostra collaborazione e partecipazione, possa ripetersi anche nei prossimi anni, alla luce del successo che essa ha ottenuto finora. Nel rinnovato ristorante della Lega (ottimo) si è poi tenuta una cena ufficiale con l’intervento degli equipaggi che hanno partecipato alla veleggiata competitiva.

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Si è disputato con buon successo di appassionati e di barche il secondo trofeo “Le Signore del Mare” organizzato assieme alla Lega Navale di Grado il 20 maggio scorso, riservato ad imbarcazioni a vela under ‘82. Fra gli Arpège, partecipanti in apposita Classe, si sono distinti, arrivando nell’ordine, Gloria di Quintavalle, Antares di Bragagnolo - Fracasso, Arabella di Spampinato, Priwall di Moratti. A Gloria di Renzo Quintavalle verrà consegnata la Coppa dell’Adriatico Challenge nel corso del Convivio di fine anno che si terrà come noto ad Aquileia. Al termine della competi-

2. il 198 entro e b t u l a t C t e di e prog giata Veleg alle barch 012 a at o2 r riserv 20 Maggi i skippe g degl / o . Briefin d a r navale G lla Lega de la sede presso

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IN RICORDO DI ANGELO SETTE

Era nostro amico. Ci riceveva sempre con un sorriso quando andavamo a trovarLo nel Suo ufficio alla Presidenza di FriulAdria Crèdit Agricole. È stato il primo a sostenere e a credere nelle nostre iniziative specie quelle riservate agli “assistiti” dei Centri di Salute Mentale. Ci chiedeva quali erano le nostre nuove idee per il prossimo anno e ci assicurava sempre il sostegno della Sua Banca. Quello non ci è mai mancato. Lui sì, ci mancherà moltissimo.

Addio caro Presidente, non Ti dimenticheremo mai, assieme ai nostri “ragazzi” che con il Tuo sostegno abbiamo aiutato a sentirsi circondati da attenzione e affetto. Per ricordarlo in modo adeguato abbiamo pensato di istituire, all’interno della prestigiosa regata “Le Signore del Mare” che si disputerà al largo di Grado nel mese di maggio 2013, il “Memorial Angelo Sette” riservato agli Arpège, facendo intervenire alle premiazioni la famiglia.

Memorial Angelo Sette


VELA E MOTORI... GIOIE E DOLORI!

Quando serve il motore su una barca a vela, anche se viene definito ausiliario, serve eccome. Vi racconto questa: eravamo in flottiglia, sei Mitici Arpège, e stavamo andando a Venezia per il Trofeo dei Miti. Ad un certo punto il vento decide di mollare del tutto e, senza di lui, l’andare a vela diventa problematico. “Prova a mettere il gennaker, prova a lascare tutto”. Barca ferma! “Dai ,accendi il motore”. Eravamo ad un miglio circa dall’ingresso al Canale di Venezia. Ci sono quattro

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o cinque nodi di corrente in uscita quando cambia la marea e, col Mose in costruzione che ha ristretto le bocche in uscita dalla Laguna, la stessa arriva a questi livelli. Navi che entrano ed escono, motoscafi, vaporetti, diportisti: sembrava di essere sulla Manica. E lì se non hai un motore a bordo con i cavalli giusti non entri. Figuriamoci se sei in panne e senza poter usare le vele. A parte il fatto che è vietato, anche se pochi lo rispettano, ma non c’era un alito di vento! Proviamo a girare la chiave

più volte ma il motore non parte. ”Batterie a posto?”. E sì che avevo fatto controllare tutto dal fido meccanico che ha cambiato anche i filtri e la girante.”Gasolio c’è?“.”Più di venti litri”. Motore con 150 ore di moto, nuovo ed efficiente… di solito. Prendo il VHF e chiamo “Archimede Pitagorico” e cioè Mauro Moratti di Priwall che navigava accanto alla mia barca e mi dà un consiglio: prova a fare un bypass… L’uovo di colombo! Solo un genio come un arpègista me lo poteva dire. Ho con me per fortuna, ma bisognerebbe sempre averla, una tanichetta di dieci litri di gasolio piena, stacco il tubicino di alimentazione, elimino quindi il flusso dal serbatoio e lo collego alla tanica. Miracolo! Il motore romba che è una meraviglia. Conclusioni: morchia nel serbatoio che con le vibrazioni, gli ondeggiamenti, quant’altro è andata a tappare il tubicino del flusso per cui il gasolio non arrivava agli iniettori. Mi direte: ”hai il retino nell’imbuto che usi per fare gasolio? ”Risposta:” Ci metto anche una garza sul beccuccio dell’imbuto”. Purtroppo la morchia si forma ed è un vero problema. Usate sempre un additivo. Vi dirò di più: abbiamo riscontrato anche la presenza di alghe. Da dove vengano e come pos-

sano andare nel serbatoio non è dato a sapere. È uno dei misteri... gaudiosi! Esiste uno specifico additivo al riguardo. Dove siamo finiti! Una volta arrivati a casa abbiamo provveduto a fare un lavoro di questo tipo: abbiamo installato una pompetta in gomma all’uscita dal serbatoio aggiungendo un filtro di plastica, di poca spesa,facilmente smontabile e pulibile. Il serbatoio – e chi riesce a smontarlo? – è stato liberato dalle impurità con l’uso di un opportuno additivo mescolato a del carburante poi aspirato. Ora il motore, pur con tutti gli sballottamenti, non ne avrà più a soffrire. È successo a me, non lo auguro a te. Immagina… puoi. (SV)


DALL’ARPEGE ALLA COPPA AMERICA

CRONACHE DI QUARANT'ANNI FA... Rovistando tra le vecchie carte del nostro Arpège mi è capitato tra le mani un breve resoconto del Campionato Internazionale Arpège del 1972, che ha catturato la mia attenzione perché tra i protagonisti troviamo due personaggi che hanno fatto la storia della vela: Bruno Troumblé e Bernard Chéret. Il primo, qualche anno prima, era stato protagonista, con Chéret delle Olimpiadi del 1968 in Messico, alla barra del Flying Dutchman della selezione francese. Timoniere di “France 2” e “France 3” nella Coppa del 1977 e nel 1980, inventò la Louis Vuitton Cup, di cui è ancora il responsabile. Il secondo, celebre velaio e anche lui protagonista della Coppa, ha scritto la pietra miliare della regolazione delle vele “Le vele: comprendere, regolare, ottimizzare” pubblicato nel 2003 da Mursia. Un’altra testimonianza di come i nostri amati Arpège siano stati al centro dello sviluppo dello yachting mondiale. (MM) Una cosa è certa: gli assenti hanno avuto torto. A San Remo c’erano tutti, almeno i migliori. Di aria poca ma di entusiasmo tanto. (…) Prima Prova: Sanremo – Gallinara – Sanremo, di 60 miglia. Vince “Prima Volta” di

Magliocchetti. Si parte alle 16 e si arriva 11 ore dopo, in piena notte. Vento 3-4 m/s [6-8 nodi N.d.R.] Scirocco, girato a Maestro, tempo bello, mare calmo. Regata regolare. Seconda Prova: regata costiera. Vince “Astarte IV” di Burn, su percorso ridotto a 21 miglia. Partenza ore 8 con mare mosso. Vento di Scirocco 7-8 m/s [14-16 nodi N.d.R.] poi calato. Tempo bello, poi si è guastato, piovaschi e colpi di vento alternati a bonaccia. Terza Prova: regata a triangolo di 25 miglia. Vince “Pitheas” di Troumblé (sfido!!!), appena arrivato. Partenza ore 8. Tempo bello poi diventato piovoso con colpi e giri di vento. Libeccio 6-7 m/s [12-14 nodi N.d.R.]. Mare mosso, regata caratterizzata da continui cambi di vento e di classifica. In conclusione ne è risultata una solida affermazione dei francesi, che in queste classi ci sanno veramente fare ed hanno portato a casa i primi tre posti in classifica generale: Astarte IV (Burn): Coppa Challenge Arpège International e Coppa Yacht Club Sanremo; Nereis II (Boyer): Coppa Azienda Autonoma di Sanremo; Elissero IV (Sabourin, Marina Militare Francese). Con queste imbarcazioni la Francia ha vinto anche la Coppa Challenge per la prima equipe nazionale, e la coppa Atkinson. Seguono

altri due francesi, Mamick II (Vennin) ed Ophir (Fine), tallonati da Di Natale su Nisba. Poi uno svizzero, un italiano e un francese: Moser, Vigo e Vrillaud, chiudono i primi dieci posti. Degli altri risultati, per carità di patria, non diciamo nulla. Tanto più che il maledetto segretario, tesoriere di cui sopra, è arrivato all’incirca penultimo, malgrado una barca nuovissima ed un equipaggio addirittura internazionale, e magari poi anche si offende! Ci limitiamo ad applaudire l’entusiasmo, la buona volontà ed il buon umore. (…) Passando alle barche, i nuovi scafi Mark 2 con chiglia più pesante e profonda e piano velico IOR, che hanno corso

con un rating convenzionale di 21,7 piedi, hanno dominato i vecchi Mark 1, cui era stato attribuito un rating convenzionale di 21,1 piedi. Le vele erano di: Cheret, Tasker, Hood, Salata, almeno quelle che ho visto io. Tutti bravi insomma, al di fuori del Guido che, con la scusa di non commercializzare l’avvenimento, ha fatto un bel niente ed ha girato nel campo di regata con il Giancarlo di uomo-Vogue a fare fotografie. Che almeno siano riuscite bene e me ne mandi una copia. (Tratto dall’articolo “ll campionato 1972: siamo contenti dice il Presidente” pubblicato sull’opuscolo “Arpège International Italia n.3 del 1973.)

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CONVIVIO ANNUALE ASSEMBLEA STRAORDINARIA CA' TULLIO, AQUILEIA, 8 DICEMBRE 2012 Per ragioni logistiche il direttivo, anche quest'anno, ha scelto Aquileia per il prossimo Convivio. Alle ore 10:00 il Dottor Guido Colnaghi terrà una relazione con proiezioni sulla prestigiosa scuola vela di Caprera. Seguiranno le premiazioni e la colazione. Lo Chef Marco Boaro ci stupirà un’altra volta con le sue magie. I vini delle campagne aquileiesi di Cà Tullio faranno da idoneo complemento. Vi aspettiamo numerosi!

Ordine del giorno dell’assemblea: h.15:30 — Relazione del Presidente — Situazione finanziaria — Bozza programma 2013 — Varie ed eventuali — Elezione del nuovo Presidente e del Consiglio Direttivo.

Ultim'ora! L'Associazione Mitico Arpège ha una nuova sede: Udine, Vicolo degli orti 4A.

A sostegno delle nostre iniziative sociali

ASSESSORATO ALLO SPORT E ATTIVITÀ RICREATIVE


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