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(n. 2

febbraio 2014

)

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Mensile su portualità e trasporti, anno III n. 2 , redazione: via Ercolana, 24 - 48121 Ravenna - tel. 335.6194107. E 1,00

Anonymous non sarà ministro, ma suggerisce 5 idee a Lupi Il Giornale del Porto l’altro giorno mi fa: “Ehi, Anonymous, scriviamo un pezzo sul tema: Se Renzi mi chiamasse a fare il Ministro. Che ne pensi?”. Rispondo: “Ottima idea, ma non mi chiamerà”. Fui facile profeta. Ora, siccome ha lasciato nell’incarico di Ministro alle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi, dirò a lui le cose che avrei fatto io. Partirei da un dato: Lupi ha fatto il Ministro dieci mesi. Pochi, forse, ma sufficienti per un primo bilancio. Diciamo, con un consistente eufemismo, che il suo passaggio non ha lasciato segni, se non la confusione creata da una affrettata, confusa, improvvisata, proposta di riforma dei porti, che ha provocato liti, allarmi e polemiche, e basta. Qualcuno ha parlato di “improvvisazione al potere”. Incomincerei da lì. Lasci stare mirabolanti disegni di riforma, specie se così improvvisati. Lasci perdere, mi dia retta. Si concentri su cose fattibili, concrete, non necessariamente costose (anzi, alcune decisamente “risparmiose”). 1) prenda al volo la parola d’ordine di Renzi sulla lotta alla (cattiva e inamovibile) burocrazia: lo faccia! Nella struttura del Ministero, nel rinnovamento generazionale e di mentalità; nella promozione di dirigenti votati al risultato e non alle carte da bollo. Può farlo, se ci mette la testa, la faccia, l’olio di gomito. Stia sul pezzo su questa prima e più che su tutte le altre cose. Non faccia dirigere il Ministero (e, quindi, la politica dei porti e dei trasporti) da altri. La diriga lui: è stato messo lì per quello! segue a p. 11

Viaggio dalla Darsena alla Cittadella della nautica

LE STATISTICHE Frenata per i container pp. 2/3 ATTUALITÀ Sapir e nuovo Terminal Morini, le priorità della CGIL

pp. 4/5

PROGETTI CNA, una proposta per l'ex Sarom p. 6 Bartolotti (Micoperi) una Darsena “viva”

p. 7

LOGISTICA Tramaco a Berlino per Fruitlogistic

p. 8

L'Autorità Portuale entra in UIRNet

p. 9

AUTOTRASPORTO Dall'estero concorrenza sleale

alle pp. 6 e 7

Denegata giustizia

Assiterminal, non servono le guardie giurate

Avv. Simone Bassi Ci avevano già provato con l’art. 80 del cd. “decreto del fare”, poi soppresso in sede di conversione. Il Consiglio dei Ministri oggi uscente aveva tentato di imporre una competenza giurisdizionale inderogabile per le cause civili coinvolgenti società con sede all’estero, prive in Italia di sedi secondarie con rappresentanza stabile, riconoscendo tale competenza solo agli uffici giudiziari di Milano, Roma e Napoli. Gli operatori portuali ravennati ben potranno comprendere come tale provvedimento avrebbe portato a numerose e gravi conseguenze, soprattutto per quanto concerne le cause marittime (sia per la cognizione ordinaria, quali ad esempio le cause per sinistri marittimi per perdita od avaria, sia per i provvedimenti di urgenza o di natura preventiva, come ad esempio i sequestri di nave o le consulenze tecniche d’ufficio). L’entrata in vigore della predetta normativa avrebbe comportato per gli operatori economici portuali ravennati un particolare aggravio, se non la concreta impossibilità, in molti di casi, di vedere tutelati in via giurisdizionale i loro diritti nei rapporti internazionali. segue a p. 12

Assiterminal prende posizione, con una lettera al ministero dei Trasporti, contro un decreto del ministero dell'interno del 2009 che imporrebbe ai terminalisti l'obbligo di affidare a guardie particolari giurate i compiti di sorveglianza delle aree portuali in concessione. Dopo le discussioni dell'estate scorsa a Ravenna, la questione è tornata d’attualità a metà febbraio quando il Voltri Terminal Europa del porto di Genova ha ricevuto un'ispezione mirata a verificare il possesso del decreto di guardia particolare giurata da parte del personale impiegato ai varchi e alla reception del terminal. Secondo Assiterminal, il decreto del 2009 è in contrasto con norme comunitarie del 2004 e nazionali del 2007 che nulla prevedono circa un obbligo di utilizzare guardie, ma solo personale che riceve un determinato addestramento. Nei porti italiani le applicazioni di queste norme sono state eterogenee con alcuni terminal che hanno optato per ingaggiare guardie giurate e altri che hanno preferito 'riconvertire' personale del terminal al ruolo di addetto alla security evitando così il licenziamento di personale in esubero o non più idoneo a certe funzioni operative in banchina.

p. 10

ENERGIA REM il 26 e 27 marzo al Grand Hotel Mattei p. 11 EVENTI PortRavennaprogress incontra l'Università Franco Poggiali al Propeller p. 12

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Numero 2 - Febbraio 2014  
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