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PaduanoEditore

gennaio

01 anno VIII

2018


www.uniposte.it

EffePi H O L D I N G


EDITORIALE

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e pensiamo ad una realizzazione di un magazine, ci si preoccupa di fare un qualcosa di bello, di gradevole. Ciò è giusto ma non è la prima cosa alla quale pensare. Dobbiamo preoccuparci prima di tutto di due cose: 1. Cosa dobbiamo comunicare (messaggio); 2. A chi dobbiamo comunicare (target). Se chiariamo questi due punti possiamo allora passare alla fase di creazione, trovando delle soluzioni giornalistiche, contenutistiche e grafiche che diano la possibilità di mostrare al meglio il messaggio in oggetto facendo uso di un linguaggio che rispecchi i gusti e le abitudini del target. I modi di comunicare sono cambiati e continuano a cambiare a ritmi vertiginosi; devono adattarsi ad un target sempre più vasto e sempre più eterogeneo, fatto non solo di lettori che sono sempre più “Utenti”. Basta riflettere sull’esperienza di molti di noi: leggiamo in ufficio il giornale di carta e tuttavia, se siamo in viaggio o in campagna, scarichiamo la sua versione digitale sul tablet; cerchiamo le ultime notizie su un canale TV “news” oppure su un sito internet; prenotiamo il treno con il cellulare e durante il

viaggio vediamo un film sul lettore dvd; ascoltiamo la radio in auto; chattiamo con un amico su Facebook sul cellulare ma appena entrati in casa continuiamo la conversazione dal pc. Per chi come Noi ha l’intenzione di comunicare un messaggio, non possiamo non tenere conto di tutti questi cambiamenti, pena l’esclusione e l’emarginazione. Chi ha conosciuto il giornalismo e l’editoria d’informazione sa che nell’ultimo quinquennio la professione e l’industria hanno conosciuto più cambiamenti che nei tre decenni precedenti. Il ritmo d’innovazione non rallenterà perché le tipologie di contenuti e le piattaforme di distribuzione continueranno a moltiplicarsi. La cosa migliore è guardare tutto ciò non come una minaccia al nostro lavoro ma come una grande opportunità: più sono accessibili le informazioni, i saperi, i passatempi e le amicizie, più cresce il numero degli strumenti e di conseguenza il popolo dei social network. Le reti sociali hanno fatto scoprire al grande pubblico che Internet non è solo un mezzo per comunicare, non è solo un telefono sofisticato o una televisione a portata di qualunque adolescente: è un insieme di relazioni, è una delle forme più importanti nell’era digitale con

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PaduanoEditore le sue opportunità ma anche minacce (es. dipendenza da telefonino e i pericoli della per le nuove generazioni). Pertanto il giornalismo dell’era digitale che alla fine produce per il web, per la televisione, per una testata di carta o per la sua versione iPad deve riconoscere il suo nodo collegato ad altri nodi in una rete dove i ruoli si confondono e le funzioni si mescolano. Dovrà navigare in questo oceano privo delle certezze precedenti, pronto a riscoprire la propria funzione e il proprio ruolo di fronte a un pubblico che non si limita più ad ascoltare. Forse rimpiangere il passato? Non lo sappiamo, è certo però che oggi occorre stare al passo dei tempi e non farsi trovare impreparati. Con la speranza che gradirete le nostre scelte non ci resta che augurarvi buona lettura.

Dott. Francesco Paduano Direttore Editoriale info@mistermagazine.it


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Mr.magazine ANNO VIII - n. 1 | gennaio 2018

EDITORE Paduano S.r.l. Via Pio X, 72 84043 Agropoli (SA) Tel. 0974 827010 pbx info@mistermagazine.it DIRETTORE EDITORIALE Francesco Paduano REDAZIONE Ivan Maiorano Annalisa Botti Giorgio Imparato Luigi Romano Ciro Bello Elisa Brangi Roberto Siani Vincenzo Bottone Luciano Dente Nadia Romano Gabriele Paduano PUBBLICITÀ & MARKETING Ivan Maiorano WEB & GRAFICA Danilo Perillo Olimpia Leccese STAMPA Tipografia CGM srl www.tipografiacgm.com

SOMMARIO Certificazione di qualità........................................................ 06 novità e cambiamenti La facoltà di esclusione..........................................................08 dalla gara per grave illecito professionale Assicurarsi?................................................................................. 11 prevenire è meglio che curare Il fenomeno del franchising................................................. 12 ha alleggerito la crisi L'auto? non la compro............................................................ 14 la noleggio senza pensieri Il marketing................................................................................ 16 una battaglia di percezioni Agricoltura................................................................................. 19 nuova scommessa per il futuro Malattie professionali............................................................. 20 l'abilità sta nel difendersi La pressoterapia....................................................................... 22 ripristinare la circolazione I DSA o disturbi specifici dell'apprendimento............... 24 l'importanza di una diagnosi Licenziamento.......................................................................... 27 I termini per impugnarlo e rivolgersi al giudice. Dentro Caravaggio...................................................................28 L'e-commerce continua la sua corsa.................................32 e le aziende riprendono vita Viaggi in moto...........................................................................36 se non lo facciamo ora, quando? Assemblea Soci.........................................................................40 UniPoste S.p.A.

Testata Mr. Magazine Free Press Iscritta al registro della stampa periodica n. 21/2011 - 885/011 R c/o Tribunale di Salerno

UniPoste: un semestre di successo....................................42

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The Hurricane............................................................................56 Basato su una storia vera

Fashion E-Commerce..............................................................46 basta un click Gran Galà di Natale 2017.......................................................54 Grandi emozioni al Grand Hotel di Salerno

È vietata la riproduzione, anche parziale, dei contenuti. Questo periodico è aperto a quanti desiderano collaborarvi ai sensi dell’art.21 della Costituzione della Repubblica italiana che così dispone: “Tutti hanno diritto di manifestare il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni mezzo di diffusione”. La pubblicazione degli scritti, articoli e note sono subordinata all’insidacabile giudizio della Redazione; in ogni caso, non costituisce alcun rapporto di collaborazione commerciale/professionale con la testata e, quindi, deve intendersi prestata a titolo esclusivamente gratuito. Ai sensi della legge 196/2003 e successive modi-fiche l’Editore garantisce la massima riservatezza nell’utilizzo della propria banca dati con finalità redazionali e/o di invio del presente periodico e/o di comunicazioni promozionali anche via web. Ai sensi degli artt. 7 e10 ai suddetti destinatari è data facoltà di esercitare il diritto di cancellazione o rettifica dei dati, mediante comunicazione all’Editore info@mistermagazine. it. Per eventuali rapporti di collaborazione convenuti si conviene il foro competente esclusivo è quello di Vallo della Lucania (SA).

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attualità

certificazione di qualità norma uni en iso 9001 2015 novità e cambiamenti

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l 22 settembre 2015 è stata pubblicata l’ultima revisione della norma ISO 9001:2015, che sostituirà la precedente ISO 9001:2008 dopo un periodo transitorio di 3 anni. Tale revisione rappresenta un’importante opportunità per le Organizzazioni per migliorare il proprio Sistema di Gestione Qualità, dando maggiore enfasi alla responsabilità dei Vertici Aziendali, all’assegnazione degli obiettivi e alle consapevolezze delle Risorse Umane. La norma ISO (International Standard Organization) 9001 è una norma volontaria che consente l’ottenimento della Certificazione di un Sistema di Gestione per la Qualità da parte di un ente terzo, a garanzia del continuo miglioramento nel tempo dei livelli di efficienza ed efficacia organizzativa. Qualsiasi azienda appartenente a qualsiasi settore di attività può certificarsi in conformità della normativa ISO 9001 al fine di migliorare la gestione di tutte le attività ed i processi che impattano sulla qualità aziendale, contribuendo a migliorare nel tempo i livelli prestazionali. Le norme ISO vengono riesaminate ogni 5 anni per assicurare che i requisiti riflettano i cambiamenti nel contesto sempre più complesso, esigente e dinamico in cui l’Organizza-

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zione opera, il cui obiettivo è accrescere l’abilità di soddisfare i propri clienti. Tra i vantaggi che derivano dalla certificazione ISO infatti si evidenziano il miglioramento nel tempo dei livelli di qualità del prodotto/servizio erogato ed il monitoraggio della Customer Satisfaction. La struttura della norma ISO è nata principalmente per essere implementata soprattutto nelle attività manifatturiere e industriali, successivamente tenendo conto dell’evoluzione economica del tessuto aziendale ha mirato a semplificare la sua applicazione in tutti i settori di attività ed in particolare nel mondo dei servizi. Il nuovo scenario normativo comporta senza dubbio un significativo impegno per le imprese, che dovranno necessariamente adeguare la loro struttura documentale rispetto alle novità introdotte, ma ha il vantaggio di rendere più efficace l’applicazione dei requisiti normativi, adattandoli al meglio alle specifiche necessità e priorità aziendali. Tra le principali novità introdotte dalla ISO 9001 edizione 2015, si rileva l’introduzione della nuova struttura normativa, denominata HLS – High Level Structure (Struttura di Alto Livello), basata sulla volontà strategica di facilitare le organizzazioni nel loro percorso di

integrazione ed unificazione dei diversi Sistemi di Gestione aziendali (Qualità, Ambiente, Sicurezza, Energia, ecc.). Un’altra novità rilevante è l’attenzione dedicata all’individuazione dei rischi, alla loro qualificazione, e alla loro gestione attraverso un approccio «risk-based» in cui diventa fondamentale la corretta gestione dei rischi come approccio sistematico alla prevenzione per tutti i processi aziendali. Aumenta inoltre l’impegno per il miglioramento della qualità da parte della Leadership a tutti i livelli: la qualità è responsabilità di tutti, la politica della qualità e gli obiettivi definiti devono essere allineati con gli orientamenti strategici aziendali ed i requisiti del cliente in termini di qualità devono essere calati nei processi operativi. Un altro aspetto nuovo della norma riguarda la maggiore flessibilità nella documentazione del sistema, lasciando spazio ai sistemi informativi di supporto nella gestione dei principali processi aziendali. La norma contiene inoltre anche nuovi punti che si focalizzano sull’analisi del contesto dell’organizzazione. Uno degli obiettivi principali della nuova norma è quello di spingere le imprese certificate a valutare la propria organizzazione, attraverso un’attenta analisi dei fattori esterni (ad esempio l’analisi del mercato e della concor-


attualità

renza) e dei fattori interni (ad esempio valori e cultura) ritenuti rilevanti per le sue finalità ed indirizzi strategici e che influenzano la sua capacità di conseguire i risultati attesi. L’analisi dei punti di forza e di debolezza dell’organizzazione deve essere finalizzata a comprendere le capacità di soddisfare i requisiti dei clienti e delle altre parti interessate (stakeholders) anche nel mediolungo periodo. Tale analisi deve essere estesa anche ai processi in outsourcing che abbiano un’influenza sulle prestazioni del Sistema di Gestione per la Qualità. Altresì importante è la maggiore enfasi inerente alla valutazione e sviluppo delle competenze del personale. Per la nuova norma aumenta l’importanza di individuare le conoscenze e competenze necessarie per svolgere correttamente le attività che hanno un impatto sulla qualità, salvaguardare e diffondere le conoscenze, comprendere le esigenze di sviluppo delle competenze in relazione alle evoluzioni richieste dai clienti ed agli obiettivi da raggiungere.

nare il Sistema di Gestione Qualità alla nuova versione e richiederne la certificazione corrispondente. Ciò significa che, decorso il termine indicato, la certificazione conforme ai requisiti della norma ISO 9001:2008 non avrà più alcun valore.

Dott.ssa Nadia Romano

Consulente di Organizzazione Aziendale, Qualità e Sicurezza Responsabile Qualità & Formazione UniPoste S.p.A. n.romano@uniposte.it

Molteplici sono le novità introdotte dalla nuova ISO 9001 2015, non è possibile, ovviamente, approfondirle tutte in un unico articolo, in cui sono stati accennati solo alcuni dei cambiamenti più rilevanti. Infine si rileva che la scadenza per il rilascio della certificazione conforme ai requisiti della ISO 9001:2015 è fissata entro settembre 2018, termine entro il quale deve essere concluso l’adeguamento alla nuova normativa. Le aziende che sono già in possesso della certificazione ISO e scelgono di mantenerla, dovranno quindi aggior-

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economia & finanza

la facoltà di esclusione dalla gara per grave illecito professionale

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’art. 80, comma 5, lett. c, del Codice appalti prevede che le stazioni appaltanti possano escludere dalla partecipazione ad una procedura di gara le imprese che si siano rese colpevoli di gravi illeciti professionali. Tuttavia, la norma richiede che tali carenze nell’esecuzione di un precedente contratto con la pubblica amministrazione abbiano causato una risoluzione contrattuale che non sia stata a sua volta contestata in giudizio. In altre parole, qualora l’impresa concorrente abbia impugnato la risoluzione del contratto, in assenza di una pronuncia definitiva in merito, non sarebbe concesso alla stazione appaltante compiere una autonoma valutazione di affidabilità della stessa. Il TAR Napoli ha recentemente sollevato questione pregiudiziale alla Corte di giustizia, al fine di appurare se sia in contrasto con il diritto europeo la norma nazionale, ai sensi della quale la mera impugnazione della risoluzione anticipata contrattuale per gravi carenze nell’esecuzione di un precedente appalto può privare di efficacia la norma sull’esclusione facoltativa dalla gara da parte della stazione appaltante. Il Giudice partenopeo ha infatti evidenziato come, sia dalla formulazione dell’art. 57 della Direttiva 2014/24/UE, relativo alle cause di esclusione facoltativa dalla procedura di gara, sia dalla giurisprudenza della Corte di giustizia applicativa della previgente norma contenuta nella Direttiva 2004/18/CE, emerga chiaramente l’intento del legislatore europeo di eliminare qualunque automatismo nella determinazione di esclusione facoltativa nel caso di grave errore professionale.

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Di converso, il TAR Napoli ritiene che il diritto europeo vieti qualunque automatismo anche nei meccanismi di preclusione dell’esercizio di tale facoltà di esclusione. Occorrerà attendere la pronuncia della Corte di giustizia per essere certi della presenza di un contrasto con la direttiva europea della norma interna che impedisce alle stazioni appaltanti di valutare i gravi illeciti professionali, qualora essi stano stati oggetto di contestazione giudiziale. Allo stesso tempo, il TAR Napoli ha avuto modo di valutare, in una sentenza relativa ad un diverso caso di grave illecito professionale, la legittimità della valutazione compiuta dalla stazione appaltante. Tale valutazione non è infatti rimessa al mero arbitrio della pubblica amministrazione, ma deve essere rispettosa del principio europeo di proporzionalità e di quello di motivazione. Non tutti gli inadempimenti contrattuali possono dunque giustificare l’esclusione facoltativa dalla procedura di gara per grave illecito professionale. Solo nel caso si rilevi una analogia tra la prestazione nella quale l’impresa abbia commesso un grave inadempimento e la prestazione oggetto della procedura di gara, l’esercizio della facoltà di esclusione da parte della stazione appaltante può dirsi rispettosa del principio di proporzionalità.

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assicurarsi? prevenire è meglio che curare L

’Italia è tra i paesi meno tendenti all’assicurarsi in Europa. Nel nostro paese è infatti diffuso lo stereotipo dell’assicurazione come una seccatura e non come investimento, una protezione per se stessi e/o per la propria azienda o attività. Per la maggior parte dei non addetti ai lavori tutto ciò che ruota attorno al “mondo assicurazione” è spesso sinonimo di “furto legalizzato”. Spesso è proprio il concetto base di “assicurazione” che viene percepito in maniera distorta. Molti si fanno ancora domande del tipo: “Ma se è da 5 anni che sto pagando 500 euro di quota annuale e ad oggi non mi è mai accaduto nulla, ci ho rimesso 2.500 euro?”; oppure: “Assicurare la casa? Per 300 euro? E se non mi succede nulla butto via quanto ho versato? Ma dai, cosa vuoi che succeda!” Domande e considerazioni che magari ci facciamo il giorno dopo aver comprato l’ultimo modello di IPhone, quando il modello precedente è ancora perfettamente funzionante, oppure un nuovo paio di scarpe, simile a quello comprato un mese prima o dopo aver fatto una lampada pensando di essere più affascinante! È così che i soldi spesi per un capriccio potrebbero coprire benissimo il premio annuale per assicurare/proteggere la propria abitazione, che ora, magari (non sia mai!!!) sta bruciando per via di un cavo elettrico fuori posto! Questi sono tipici ragionamenti ricorrenti in tema di assicurazioni quando non sono obbligatorie come l’RC Auto o come una RC Professionale o una fidejussione nei contratti di appalto (laddove previste). In realtà l’essenza dell’assicurazione è quella di una tutela preventiva, che ci consente di affrontare un danno in maniera preparata, sia pur a fronte di un corrispettivo annuo da versare. Perchè assicurarsi? Perchè la vita è caratterizzata dall’incertezza. Molti eventi futuri possono condizio-

nare il corso della propria esistenza: spese mediche inattese, imprevisti che possono intaccare il patrimonio. Ecco perché non sorprende che fin dall'antichità l'uomo abbia sentito il bisogno di trovare forme di protezione e garanzia. Nell’attività economica, l’assicurazione trovò spazio prima in agricoltura, poi nel trasporto delle merci via mare, per il diffondersi della pirateria. In seguito, soprattutto nei paesi del Nord, cominciarono a prendere forma le assicurazioni sulla vita. Quale che sia l’evento da coprire, la caratteristica principale dell’assicurazione è da sempre la mutualità, ovvero l’operazione di trasferimento di un rischio individuale su una collettività attraverso la ripartizione dello stesso rischio tra più soggetti. È qui che interviene l’impresa di assicurazioni! Le conseguenze dannose degli eventi, infatti, vengono trasferite all'impresa in cambio di un corrispettivo, un premio molto inferiore al costo che, da solo, il singolo dovrebbe sopportare. Le Compagnie di Assicurazioni svolgono un'attività cruciale all’interno del sistema economico; coprono, infatti, una grande varietà di rischi, offrendo sul mercato diversi tipi di contratti d'assicurazione; contribuiscono, quindi, a ridurre l'incertezza connessa all'attività umana, con importanti riflessi sulla vita economica, imputando un rischio individuale sulla collettività. Come ad esempio nelle polizze che coprono il rischio di incendio ove l’evento che colpisce una singola abitazione viene sostanzialmente a ripartirsi su una molteplicità di rischi dello stesso tipo. Per valutare le coperture assicurative più adeguate è necessario valutare diversi aspetti; per esempio nelle coperture personali necessiterà tenere conto: dell’età dell’assicurato e del coniuge, della presenza ed età dei figli, della casa di proprietà o in locazione, della presenza di un mutuo, del tipo di lavoro fatto dall’Assicurato e

in alcuni casi anche dal Contraente, del numero di persone che contribuiscono a determinare il reddito della famiglia. Ad una famiglia, soprattutto se è monoreddito e ha figli minorenni, vengono, ad esempio, suggerite tre diversi tipi di coperture assicurative: la polizza di responsabilità civile del capofamiglia, la polizza infortuni del conducente, la temporanea caso morte. La temporanea caso morte è importante soprattutto se la famiglia si è impegnata con un mutuo e/o altri tipi di finanziamento. La polizza di responsabilità civile del capofamiglia, oltre a tutelare da danni a terzi legati al possesso di animali o dell’abitazione, è anche un ottimo strumento per tutelarsi nel caso di incidenti stradali causati da un minore alla guida di un veicolo per cui non è abilitato o con passeggeri a bordo non consentiti dal codice della strada. Chi ha figli sa benissimo che è praticamente impossibile evitare che vadano in due sul motorino, anche se è vietato e sa, o dovrebbe sapere, che in caso di incidente stradale causato dal minore con a bordo un passeggero, la compagnia paga ma poi si rivale sull’assicurato e solo una polizza di responsabilità civile del capofamiglia può evitarci di sborsare somme anche ingenti. La polizza infortuni per il conducente è l’altra polizza che tutti noi dovremmo avere. La polizza auto, infatti, essendo una polizza di Responsabilità Civile verso terzi, non copre i danni che il conducente causa a se stesso quando è sua la responsabilità dell’incidente, esattamente come non copre i danni alla sua auto. La polizza di Responsabilità Civile del Capofamiglia, la Temporanea Caso Morte (TCM) e la polizza Infortuni del Conducente, oltre ad essere coperture importanti, sono anche coperture poco onerose, di sicuro meno costose di un nuovo iPhone!!!

Luigi Romano

Risk Manager UniPoste S.p.A. l.romano@uniposte.it

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economia & finanza

il fenomeno del franchising ha allegGerito la crisi

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n tempi di crisi molti cittadini italiani si sono ritrovati senza lavoro. Per molti di loro la scelta è stata tra mettersi in proprio, magari mettendo in campo le proprie passioni e competenze, trasformabili in occasioni di business per diventare loro stessi creatori di nuovi posti di lavoro, oppure improvvisare, cimentandosi in una nuova avventura magari coinvolgendo anche qualche conoscente. E questo vale senza distinzione per tutte le categorie di lavoratori dipendenti (dirigenti, quadri, impiegati e operai). Una parte di loro si è “impegnata” nel franchising utilizzando il proprio TFR (Trattamento di fine rapporto) come capitale iniziale per avviare l’attività. L’affiliazione commerciale “franchising” è il contratto che viene stipulato tra franchisor e franchisee. Secondo questo contratto il franchisor mette a disposizione del franchisee il know-how in un determinato settore -industria, commercioservizi-, i diritti di proprietà industriale o intellettuale relativi a marchi, insegne, know-how, brevetti, fornendo inoltre assistenza e formazione.

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I dati relativi all’ affluenza dell’ultima edizione del salone del Franchising di Milano parlano chiaro, si è registrato un gran numero di visitatori, la maggior parte di loro ex dipendenti, e anche imprenditori in cerca di nuove opportunità di business da cogliere al volo per diversificare i loro investimenti. Il No Food e i Servizi sono le due tipologie commerciali più diffuse ed è quindi probabile una crescita futura per il Food negli anni a venire. Per quanto riguarda le risorse finanziarie, utilizzate dai franchisee per l’avvio dell’attività, una rilevazione a campione ha individuato nei prestiti familiari e nel credito bancario le due maggiori fonti (seppure quest’ultima negli ultimi anni sia elencata tra le principali criticità riscontrate in avvio di nuove imprese. Il sesso forte nell’affiliazione commerciale è quello femminile, infatti vince a mani basse le graduatorie stilate per una maggiore propensione al rischio, capacità di automotivazione, capacità di sacrificio e attitudine imprenditoriale in

genere. E il franchising continua a generare occupazione. Gli occupati di questo settore nel 2016 sono quasi 220mila, in ripresa dopo la lieve flessione dell’anno 2014. Rimane stabile la media degli occupati per singolo punto vendita: 3-4 addetti, tra i quali va compreso anche il franchisee. Un altro dato molto interessante riguarda invece il numero di insegne italiane che esportano il proprio format all’estero: si tratta infatti di un numero in crescita sostenuta, +4,5% anno su anno, pari a 184 insegne con almeno 3 punti vendita attivi fuori dall’Italia. Da manager operante in questo settore, concludo evidenziando un aspetto molto importante. Ogni giorno sono sul territorio nazionale per selezionare profili adatti al Franchising con il quale collaboro e sono molto attento nel valutare i nostri franchisee, per diversi motivi. Il primo è costituito dall’attenzione per chi si affaccia a questo mondo per la prima volta, con scarse competenze e requisiti minimi. In questo caso il Manager che


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gestisce la trattativa deve saper dire no, poichĂŠ si rischia di danneggiare sia il Franchisor sia soprattutto il Franchisee, il quale potrebbe trovarsi ad investire e rischiare tutti i risparmi di una vita ed io, quando le condizioni non sono ideali, preferisco dire no!

Dott. Vincenzo Di Biase Franchising Manager v.dibiase@uniposte.it

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l'auto? non la compro la noleggio senza pensieri

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l noleggio dell’auto è una modalità molto diffusa già da tempo ma c’ è ancora confusione su come procedere. Proviamo a dissolvere qualche nuvoletta. Il noleggio a lungo termine è una formula di “acquisto” del veicolo alternativa alla proprietà e al leasing. È una modalità accessibile ai privati, ai possessori di partita iva, ai professionisti, alle aziende di piccole, medie e di grandi dimensioni. I contratti di noleggio a lungo termine in linea di massima hanno una durata compresa tra i 12 e i 60 mesi, ed includono un chilometraggio totale preventivamente definito in base alle esigenze del cliente. La società di noleggio acquista l’auto scelta dal cliente a condizioni vantaggiose, senza limitazione di marca, modello ed equipaggiamento e la consegna a quest’ultimo il quale ne potrà disporre fino alla scadenza del contratto, usufruendo di tutti i servizi inclusi all’interno del canone mensile pattuito. I principali servizi disponibili che concorrono all’ammontare del canone mensile sono riassumibili tra i seguenti: interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, cambio pneumatici, soccorso stradale, vettura sostitutiva in caso di guasto, incidente e furto, complete coperture assicurative. Da quanto appena detto si può facilmente dedurre che con il noleggio dell’auto ci si libera dalle onerose gestioni delle attività legate al pagamento delle tasse di proprietà, manutenzione e perdita del valore della vettura nel tempo. All’ ipotetico cliente del noleggio auto bisogna però far conoscere nel dettaglio quanto può risparmiare con questa scelta. Ciò prevede una risposta abbastanza articolata in quanto il risparmio dipende da molteplici fattori; proviamo ad individuare i costi principali che determinano poi la spesa complessiva. Con la scelta del noleggio auto si ha come unica spesa il canone mensi-

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le pattuito, il quale è determinato dalle preferenze ed esigenze del cliente (durata/chilometraggio annuo più tutti gli eventuali servizi accessori); l’ acquisto di un’ auto, invece, prevede come costo finale la somma del prezzo della vettura nuova, il costo del finanziamento, le numerose spese di gestione, la tassa di proprietà, l’ assicurazione per sé e per i trasportati, i costi di manutenzione, la perdita di valore annuo dell’ autovettura, il realizzo dell’ eventuale vendita dell’auto usata. Un esempio può aiutare a visualizzare immediatamente tali differenze come riportato nella tabella seguente:

A questo punto è doverosa una ulteriore osservazione: le voci che determinano la spesa nel caso dell’acquisto dell’ auto possono variare a seconda degli operatori scelti (marca vettura/banca finanziatrice/assicurazione) ma non possono essere eliminate al contrario, invece, del noleggio dove il pacchetto Premium può essere modificato e modellato sulle esigenze reali del cliente, nello specifico ad esempio un chilometraggio annuo di 10.000 km potrebbe non prevedere la sostituzione dei pneumatici o l’auto sostitutiva, voci che se eliminate, abbatterebbero il canone mensile facendo lievitare sensibilmente il risparmio totale.

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È da precisare, inoltre, che tutti i liberi professionisti o le aziende possono scaricare parte o tutto il canone mensile per auto prese a noleggio che servono all’attività lavorativa; in tal caso il risparmio calcolabile sarebbe tra l’80% e il 100%. Le informazioni fornite possono risultare utili per una scelta più consapevole basata su una visione più chiara delle possibilità offerte dal mercato, a tal riguardo è possibile consultare il sito www.uniposte.it oppure inviare una mail all’indirizzo info@uniposte.it o chiamare il numero verde 800242616 per maggiori dettagli.

La tabella sopra riportata indica nella sezione di acquisto i costi medi nazionali per singola voce mentre l’unica voce relativa alla sezione del noleggio riporta il canone mensile in versione Premium ovvero con tutti i servizi inclusi.

Dott. Roberto Siani

Sales Manager Uniposte Finance r.siani@uniposte.it


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costume & società

il marketing una battaglia di percezioni

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e chiediamo a diverse persone che cosa sia il marketing, probabilmente otterremo un’ampia varietà di definizioni. Ma il marketing abbraccia attività molto più numerose di quelle di cui la maggior parte delle persone è a conoscenza. Inizio da una definizione di marketing tratta dal libro Marketing a cura di Stefano Podestà Professore ordinario di economia e gestione delle imprese Università Bocconi di Milano: “Il processo svolto per creare, distribuire, promuovere e prezzare beni, servizi e idee al fine di facilitare relazioni di scambio soddisfacente con i clienti in un ambiente dinamico”. Il Marketing è più che la semplice pubblicità o vendita di un prodotto: implica lo sviluppo e la gestione di un prodotto ca-

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pace di soddisfare i bisogni dei clienti. Si propone di rendere il prodotto disponibile nel luogo giusto e a un prezzo accettabile per i compratori. Inoltre richiede la comunicazione di informazioni che aiutino i clienti a determinare se il prodotto soddisferà i loro bisogni. Queste attività sono pianificate, organizzate, implementate e controllate per soddisfare i bisogni dei clienti all’interno del mercato target. Queste attività sono note con l’espressione marketing mix, le quattro P del marketing : prodotto/servizio, prezzo, distribuzione (punto vendita) e promozione. Ecco che i clienti sono il punto focale (focus) di tutte le attività di marketing e l’obiettivo primario del management non può non essere quello di creare la giusta combinazione, o mix, di

questi elementi ( influenzati da forze concorrenziali, economiche, politiche, legali e normative, tecnologiche e socioculturali) per soddisfare i bisogni dei clienti di un certo prodotto/ servizio (specifico mercato target, se in possesso di relative informazioni sul mercato). In pratica un cliente insoddisfatto cerca spesso organizzazioni o prodotti alternativi che possano soddisfarlo. Secondo il concetto di marketing (marketing concept), un’organizzazione dovrebbe tentare di fornire prodotti capaci di soddisfare i bisogni dei clienti attraverso un insieme coordinato di attività che permettano anche all’organizzazione di raggiungere i propri obiettivi. La customer satisfaction (soddisfazione del cliente) è il punto focale del concetto di marketing. Per im-


costume & società

plementare il concetto di marketing, un’organizzazione si sforza di determinare che cosa desiderino gli acquirenti e impiega queste informazioni per sviluppare prodotti capaci di soddisfare la domanda. Essa si focalizza sull’analisi dei clienti e dei concorrenti e sull’integrazione delle risorse dell’impresa per fornire customer value (valore per il cliente) e customer satisfaction, oltre che per procurare valore economico di lungo periodo per sé. L’impresa deve anche continuare a modificare, adattare e sviluppare prodotti che tengano il passo con il variare dei desideri e delle preferenze dei clienti. Ecco che si parla di miopia del marketing , citando Theodore Levitt, quando in tutti i casi di rallentamento o arresto dello sviluppo, la causa non è mai la saturazione del mercato ma un errato orientamento imprenditoriale. Infatti un’impresa che adotta il concetto di marketing deve soddisfare non soltanto gli obiettivi dei clienti ma anche i propri, altrimenti non rimarrà a lungo negli affari. Gli obiettivi complessivi di un’impresa potrebbero riguardare l’aumento dei profitti, l’aumento della quota di mercato, l’aumento del fatturato, l’aumento della conoscenza del brand e della percezione della società utile in ambito sociale ed etico, o una combinazione di tutti e cinque. Il concetto di marketing quindi, pone in rilievo che l’organizzazione è in grado di raggiungere meglio questi obiettivi assumendo un orientamento al cliente (customer orientation).

dotti permettono a un’impresa di soddisfare i bisogni mutevoli dei clienti, il che, a sua volta, permette all’impresa di generare più profitti. Le attività di marketing aiutano a generare i profitti che sono essenziali per la sopravvivenza delle singole imprese. In assenza di profitti per le imprese sarebbe difficile, se non impossibile, comprare materie prime addizionali, assumere dipendenti addizionali, attrarre capitale addizionale e creare prodotti addizionali che permettano a loro volta di realizzare profitti addizionali ed investire in formazione per le risorse umane. In assenza di profitti le imprese non possono continuare a offrire posti di lavoro e contribuire alle cause sociali. Ciò non è possibile senza quella citata percezione da parte di tutti di partecipare alla realizzazione di un sogno vincente che diventa finalmente realtà.

Dott. Ivan Maiorano

Dottore Commercialista e Revisore Legale Consulting & Development UniPoste S.p.A. i.maiorano@uniposte.it

Le imprese devono vendere i propri prodotti per sopravvivere e crescere e le attività di marketing le aiutano a farlo. Le risorse finanziarie generate dalle vendite possono essere impiegate per sviluppare prodotti innovativi. I nuovi pro-

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attualità

AGRICOLTURA

NUOVA SCOMMESSA PER IL FUTURO

C

on l’attuazione del programma di sviluppo rurale PSR, si è aperta una nuova fase in Campania per rilanciare gli investimenti in agricoltura, favorire il ricambio generazionale e l’imprenditorialità giovanile. Sono stati lanciati numerosi bandi per l’agroindustria e sono stati avviati numerosi tavoli di concertazione con le varie associazioni di categoria per rendere i bandi sempre più vicini alle reali esigenze degli agricoltori e alle potenzialità dei territori. È bene ricordare che siamo la Patria della Dieta mediterranea Patrimonio Unesco e vantiamo un comparto con produzioni d’eccellenza famose in tutto il mondo e un potenziale di crescita che sicuramente può fare da traino al Pil regionale. Sono sempre più i giovani che si cimentano in agricoltura alla ricerca di nuove motivazioni e nuovi sbocchi occupazionali e le possibilità offerte dai vari bandi hanno visto non pochi giovani aderire alle varie iniziative. Una note dolente per le imprese del comparto, e non solo, è da sempre l’accesso al credito e su questo aspetto molto andrà fatto ad opera delle banche e di tutte le istituzioni in campo per facilitare il sostegno degli investimenti anche con il ricorso agli strumenti di ingegneria finanziaria, in particolare con il ricorso al fondo di garanzia del Fondo Europeo per gli investimenti FEI. La programmazione regionale diventa indispensabile e muovendosi tutti nella stessa direzione si può avere la forza per imporre i nostri prodotti sui mercati gestiti dalla

Grande Distribuzione Organizzata GDO. Bisogna non solo fare prodotti di qualità, e quelli sicuramente non mancano, ma anche mettere in campo organizzazione e quantità. Le aziende agricole devono approfittare di una situazione favorevole per migliorare le loro perfomance agevolando l’innovazione con acquisto di nuovi macchinari e software di gestione, e se da un lato va difesa la tradizione dall’altro va affiancata una gestione della produzione efficiente e al passo con i tempi. Si vedono sempre più giovani laureati che si cimentano in agricoltura e che puntano sempre di più sulla qualità affinché l’agroalimentare possa essere un volano economico allo sviluppo delle aree rurali. Certo molto bisogna fare per intervenire sulla fragilità idrogeologica in una regione dove il 90% dei comuni é a rischio di frane e alluvioni. Ultima considerazione per sostenere l’export campano potrebbe essere utile un maggiore impulso a sostenere l’industria culturale del turismo enogastronomico e/o fiere all’estero.

Giorgio Imparato

Consulente Aziendale giorgio.imparato2@virgilio.it

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cultura & benessere

MALATTIE PROFESSIONALI

malattie professionali L'abilità sta nel difendersi

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e malattie professionali (MP) e gli infortuni sul lavoro spesso vengono confuse anche se si tratta di due eventi completamente differenti. L’infortunio sul lavoro è una causa violenta verificatasi durante l’attività lavorativa che causa la morte del lavoratore oppure un’inabilità permanente assoluta, parziale o temporanea. La MP, invece, è un evento dannoso che agisce in maniera lenta e progressiva sull’organismo del lavoratore a causa della mansione a cui è adibito. Secondo l’Ufficio Internazionale del Lavoro e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il numero di vittime causato da incidenti e malattie del lavoro supera di 2milioni di unità/anno. Di queste morti 1.700.000 sono causate da MP ed il resto da infortuni sul lavoro. Fin dal 1965 vige una legge che prevede l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali. L’INAIL (Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro) è l’ente che si occupa di stilare l’elenco delle malattie coperte dell’assicurazione in modo da tutelarne le vittime. Nonostante il continuo aggiornamento delle tabelle su queste patologie, il fenomeno di esse è fortemente sottostimato con molte malattie non previste nell’elenco. Tuttavia, ci sono patologie che, pur non essendo inserite nelle tabelle INAIL, possono essere riconosciute come professionali, purchè se ne dimostri il nesso di causalità. L’INAIL ha il dovere di indennizzare secondo regole precise i danni provocati alla salute dei lavoratori con prestazioni di carattere economico, sanitario e riabilitativo. I rischi più comuni dei luoghi del lavoro possono essere: rischio biologico dovuto all’esposizione di microrganismi patogeni che possono determinare infezioni, allergie o intossicazioni. I patogeni più pericolosi a cui frequentemente sono esposti gli operatori sanitari sono il virus dell’epatite B, C, HIV causa dell’AIDS ed il Micobacteriumtubercolosis causa della tubercolosi. Il rischio chimico è dovuto a danni, acuti o cronici, determinati da sostanze chimiche quali disinfettanti, detergenti, miscele, solventi, additivi, farmaci come gas anestetici e soprattutto antiblastici. Il rischio fisico è dato da più fattori: Fattore elettrico dovuto ad impianti, apparecchiature, una delle principali cause di incendi spesso in sinergia con mate-

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cultura & benessere

riali infiammabili come gas combustibili o comburenti;

Molto importante è l’educazione, formazione e informazione del lavoratore.

Fattore meccanico si ha in qualsiasi posto di lavoro dove si utilizzano apparecchiature e macchine che abbiano parti rotanti o in movimento; Fattori da radiazioni ionizzanti date da sorgenti, sostanzialmente, di due tipi: radioisotopi (sostanze radioattive usate in medicina nucleare) e da apparecchiature radiogene (usate in radiologia tradizionale); Fattori da radiazioni non ionizzanti come quelle usate in ipertermia, radarterapia e generate da laser; Fattori da radiazioni ultraviolette ad esempio quelle usate nella sterilizzazione con lampade germicide; Fattori da campi magnetici come quelli usati nella risonanza magnetica, in questo caso il rischio maggiore è quello di infortunio legato all’accelerazione che il campo magnetico può imprimere a oggetti di ferro o metallo trasformandoli in proiettili micidiali; Fattori da rumori e da vibrazioni ad esempio quelle dovute alla meccanizzazione delle fasi lavorative.

Inoltre vanno seguite tutte le normative ed i regolamenti in termini minimi di sicurezza sul lavoro adottando soluzioni ingegneristiche e tecnologiche in sinergia con un sorveglianza sanitaria e di monitoraggio degli ambienti di lavoro.

IL rischio ergonomico-posturale è dato da fattori come movimentazione dei carichi cioè situazione in cui si devono spostare carichi pesanti, ingombranti, costringendo il lavoratore a torsione o inclinazione del tronco comportando sforzi fisici con rischio di danni a carico del sistema muscolo-scheletrico. L’ergonomia studia il rapporto uomo-macchina-ambiente di lavoro, molto importante per chi lavora al videoterminale perché tiene conto del punto di vista termico, visivo e posturale. Questi lavoratori sono anche a rischio chimico dovuto alle polveri sottili volatili dei toner delle stampanti e fotocopiatrici. Il rischio psicosociale è causato da stress lavorativo che va da insonnia ad abuso di alcol e psicofarmaci fino a vere e proprie patologie mobbing correlate o il cosidetto burnout. Il burnout è considerato uno dei maggiori fattori di rischio del personale sanitario in particolare di infermieri impegnati con pazienti psichiatrici, tossicodipendenti, dializzati ed oncologici. Gli infortuni sul lavoro e le MP si possono ridurre attraverso la prevenzione e sicurezza sul lavoro.

È necessario, inoltre, promuovere sempre l’uso dei dispositivi di protezione individuale e la manutenzione di attrezzatura e di impianti periodicamente in modo da garantire al lavoratore condizioni di benessere psicofisico in equilibrio bio-ambientale del posto di lavoro.

Francesco De Lorenzo Infermiere Professionale

francescodl1979@gmail.com

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cultura & benessere

la pressoterapia ripristinare la circolazione

L

a Presso Terapia è un efficace trattamento di compressione per ripristinare la funzionalità circolatoria venosa elinfatica, aiutandone la circolazione locale, riducendo il gonfiore, la tensione muscolare, lo stress e il dolore.È un trattamento che diventa una risposta ai principali inestetismi del corpo, in particolare di addome, gambe e fianchi. La Presso Terapia consente di tonificare i tessuti riducendo gli inestetismi dovuti all'adipe, aiuta il processo di dimagrimento ed è anche un ottimo metodo per combattere la cellulite. Oltre a risultati visibili ad occhio nudo, la Presso ha la particolarità di rilassare chi vi si sottopone, generando un senso di benessere generale e leggerezza degli arti coinvolti. Le zone trattabili sono normalmente gli arti e la zona addominale, tramite degli applicatori (divisi normalmente in almeno 4 sezioni) che vengono indossati dal paziente (gambali, bracciali o fascia addominale), e gonfiati in maniera sequenziale (dalla sezione più estrema tipo il piede o la mano verso il tronco). È importante che ogni seduta del trattamento con apparecchiature per presso terapia avvenga solo dopo aver sbloccato manualmente i centri di raccolta del sistema linfatico (svuotamento delle stazioni linfonodali, partendo da quelle

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sopraclaveari, passando poi a quelle inguinali e terminando con quelle poplitee). Questo tipo di trattamento estetico viene praticato a chi soffre di ritenzione idrica, sovrappeso (in quanto tutto il sistema linfatico e circolatorio è stressato), o per migliorare gli inestetismi causati dalla cellulite.

indicativo):

APPLICAZIONI

1) trombosi profonda; 2) infezione della gamba; 3) insufficienza cardiaca; 4) trombo flebiti; 5) insufficienza arteriosa periferica grave; 6) dermatite.

Per ottenere buoni risultati si consiglia di sottoporsi a trattamenti settimanali regolari di circa 20\30 minuti e, può essere accompagnata da impacchi di alghe o di oli essenziali. Si consiglia sempre di consultare il proprio medico curante prima di intraprendere qualsiasi trattamento per verificare il proprio stato di salute. INDICAZIONI E TROINDICAZIONI

1) fasi iniziali di cattiva circolazione; 2) insufficienza venosa; 3) linfodrenaggio; 4) cellulite; 5) rottura dei capillari; 6) scarso tono della pelle; 7) distorsioni; 8) sciatica; 9) vene varicose. CONTROINDICAZIONI

La PRESSO TERAPIA, inoltre, viene consigliata, dicendo che i medici la suggeriscono poiché apporta un contributo notevole allo sgonfiamento dell‘arto.

CON-

Ecco alcune tra le indicazioni terapeutiche dove la Presso Terapia è consigliata (elenco

Giovanna Russo

russogiovanna61@libero.it


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cultura & benessere

i dsa o disturbi specifici dell'apprendimento e l'importanza di una diagnosi

L

a dislessia, come disturbo evolutivo, insieme alla disgrafia, alla disortografia e alla discalculia rientra nei cosiddetti disturbi specifici di apprendimento, denominati "DSA", secondo la LEGGE dell'8 ottobre 2010 n. 170. Si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma possono costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana. La caratteristica fondamentale della dislessia evolutiva è data dal fatto che il livello di capacità di lettura raggiunto dal bambino (la precisione, la velocità e la comprensione) si presenta al di sotto del livello che ci si aspetterebbe in base all'età, alla classe frequentata e al livello intellettivo generale. Come riconoscerla Le prime difficoltà possono essere osservate già al termine della scuola dell'infanzia (difficoltà nel manipolare i suoni nelle rime, nelle filastrocche, ecc..). Tuttavia, per poter svolgere una diagnosi accurata bisogna aspettare che il bambino frequenti la seconda, terza classe della Scuola Primaria dove il problema si conclama, ossia quando i processi di lettura e scrittura dovrebbero diventare

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automatizzati (per velocità, correttezza e precisione) e invece non lo sono e che quindi possono ostacolare il prosieguo delle classi successive. Genitori e insegnanti spesso riferiscono difficoltà sostanziali nello svolgimento di compiti scolastici, un rifiuto categorico nel leggere, scrittura scorretta e grafia confusa. I bambini dislessici appaiono lenti, svogliati, mancano di concentrazione, non sono attenti, ecc..; nella sfera emotiva presentano disturbi di apatia e disturbi di origine psicosomatica (i famosi "mal di testa", "mal di pancia", ecc..) nei confronti della scuola. Come si manifesta La lettura può essere piuttosto veloce, ma presentare numerosi errori oppure può essere nel complesso sufficientemente corretta, ma molto lenta. I bambini dislessici manifestano difficoltà nel comprendere quanto leggono e nelle materie di studio devono rileggere più volte il brano per capirne il contenuto. Spesso alla dislessia sono associate ulteriori difficoltà, quali la disortografia (difficoltà nel rispettare le regole di trasformazione del linguaggio parlato in linguaggio scritto), la disgrafia (la scrittura è irregolare per dimensione e/o pressione, scarsa capacità ad

utilizzare lo spazio sul foglio, ecc..), la discalculia (difficoltà nel calcolo soprattutto mentale, nella memorizzazione delle tabelline, ecc..) e, a volte, lievi difficoltà nel linguaggio orale (fatica a recuperare termini appropriati o nel memorizzare parole nuove, ecc..). Prevalenza e cause In Italia la dislessia interessa il 3-5% della popolazione generale. Questa condizione è in parte determinata da fattori ambientali e in parte genetici, tanto da essere trasmessa all'interno delle famiglie. La presenza di un familiare che ha o ha avuto disturbi di lettura tra i parenti di un bambino portato a consultazione per sospetta dislessia evolutiva costituisce uno tra gli elementi più predittivi di dislessia nel corso della raccolta anamnestica. La letteratura scientifica infatti porta dati a sostegno della familiarità, confermati anche dalle ricerche italiane, che segnalano fino al 59% di co-occorrenza della dislessia in familiari di bambini dislessici (Stella, Milani e Biolcati, 1996). Individuato il coinvolgimento del cromosoma 15 (Studio pubblicato sul numero di gennaio della rivista Journal of Medical Genetics, 41: 4246, 2004).


cultura & benessere

molto importante la precocità nella diagnosi e nel trattamento. perchè ogni bambino è un individuo unico Perché è importante riconoscerla Un bambino con dislessia evolutiva presenta dei disagi psicologici di varia natura, i quali sono la diretta conseguenza del suo disturbo primario. Infatti, egli è il primo ad avvertire le proprie difficoltà con ripercussioni sulla propria fiducia e autostima, pregiudicando la formazione e lo sviluppo della personalità adulta. Il vissuto di tale disagio può tradursi in veri e propri disturbi del comportamento, atteggiamenti di disinteresse e stili negativi di relazione. Da questa prospettiva diviene molto importante la precocità nella diagnosi e nel trattamento. È molto importante la precocità dell'intervento riabilitativo volto a stimolare nel bambino quelle strategie necessarie per rendere la lettura un normale processo di sviluppo, attraverso interventi personalizzati di riabilitazione e con l'aiuto di un team di specialisti (neuropsichiatra infantile, foniatra, logopedista, psicologo), perché ogni bambino è un individuo unico.

Dott.ssa Rosa Gallo

Logopedista/Spec. in Deglutologia gallorosa.log@gmail.com

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costume & società

licenziamento:

i termini per impugnarlo e rivolgersi al giudice a pena di decadenza

L

a Corte di Cassazione sezione Lavoro con la recente sentenza del 17 maggio 2017 n. 12352 è intervenuta per ribadire la tempistica con cui il lavoratore deve impugnare a pena di decadenza il suo licenziamento e poi proporre il ricorso al Tribunale in funzione di Giudice del Lavoro affinchè l'impugnazione non perda di efficacia, la decisione in questione merita di essere divulgata per l’interesse generale che da sempre connota la fattispecie del licenziamento nel rapporto di lavoro. Due sono i termini di decadenza per il lavoratore a seguito della riforma introdotta dal legislatore con la legge 183 del 2010 e successive modifiche. Quest'ultimo punto è di evidente importanza perchè non di rado è capitato a chi scrive che il lavoratore pur avendo impugnato nei termini il licenziamento comminato dal datore di lavoro abbia poi lasciato passare il tempo senza proporre il ricorso e poi presentatosi a studio si sia sentito dire che era decaduto dall'azione, il ricorso ove proposto a seguito di eccezione della controparte sarebbe stato dichiarato inammissibile essendo stato proposto oltre il termine di legge, azione giudiziale che gli avrebbe permesso di ottenere la reintegra o il risarcimento del danno. La Corte, passando al decisum in questione, ha ricordato che l'art. 6, comma 1, L. n. 604/66 e l’art.32, comma 1, L. n. 183/10, prevedono che "il licenziamento deve essere impugnato entro sessanta giorni

dalla ricezione della sua comunicazione (in forma scritta)". L’art. 6, comma 2 stabilisce poi che l’impugnazione non è efficace se non è seguita, entro il successivo termine di 180 giorni, dal deposito del ricorso nella cancelleria del tribunale. Secondo la Corte non si può ritenere che il secondo termine di decadenza diretto ad una maggiore certezza dei rapporti giuridici tra lavoratore e datore di lavoro debba decorrere dalla scadenza del 60° giorno dalla comunicazione del licenziamento anche qualora il lavoratore abbia provveduto, liberamente, ad impugnarlo senza attendere il 60° giorno dalla comunicazione del recesso. In conclusione gli attuali 180 giorni per depositare il ricorso giudiziale decorrono dalla data effettiva dell'impugnazione del licenziamento anche se la stessa è intervenuta prima della scadenza del sessantesimo giorno utile per impugnarlo. La Cassazione lavoro, sentenza n. 20068/2015, aveva precisato anni fa che “il termine di decadenza di cui alla L. n. 604 del 1966, art. 6, comma 2, come da ultimo modificato dalla L. n. 92 del 2012, art. 1, comma 38, decorre dalla trasmissione dell’atto scritto di impugnazione del licenziamento di cui al primo comma e non dalla data di perfezionamento dell’impugnazione per effetto della sua ricezione da parte del datore di lavoro”.

venga proposto il tentativo di conciliazione o la richiesta di arbitrato ove previsto, in caso di rifiuto o di mancato accordo con il datore di lavoro, entro i sessanta giorni dalla data del verbale negativo il lavoratore dovrà depositare il ricorso dinanzi il Tribunale competente, sempre a pena di decadenza. Pertanto dopo aver impugnato il licenziamento sarà cosa buona per il lavoratore attivarsi in tempi brevi per avviare la procedura giudiziale contattando il legale che inizierà ad istruire la causa acquisendo la documentazione probatoria necessaria al buon fine del giudizio.

Avv. Luigi De Valeri

studiolegaledevaleri@gmail.com

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Per completezza deve inoltre ricordarsi che qualora prima dello scadere dei 180 giorni

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arte & dintorni

DENTRO CARAVAGGIO

Riposo durante la fuga in Egitto Galleria Doria Pamphilj, Roma

Ragazzo morso da un ramarro Fondazione Longhi, Firenze

È

stato il dominatore assoluto della pittura del ‘600, ovunque abbia lavorato ha lasciato una traccia profonda con i suoi chiaroscuri e il suo senso del dramma. Nella sua breve e burrascosa vita ha calibrato su di sé un’attenzione sempre più morbosa, fino alla consacrazione a genio dell’arte avvenuta nel ‘900. Michelangelo Merisi torna a casa e la città di

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Milano lo celebra attraverso la mostra "Dentro Caravaggio", in programma fino al 28 gennaio 2018 al Palazzo Reale. Un'esposizione unica non solo perché presenta al pubblico opere provenienti dai maggiori musei italiani e stranieri, ma perché, per la prima volta le tele sono affiancate dalle rispettive immagini radiografiche che consentono al pubblico di seguire e scoprire, attraverso un uso innovativo degli apparati multimediali, la progres-


arte & dintorni

NELLA SUA PITTURA SI VEDE LA LUCE MA ANCHE IL BUIO. sione del lavoro dell’artista, dal suo pensiero iniziale fino alla realizzazione finale dell’opera. Ecco quindi che si scopre come, al di sopra del disegno preparatorio, curato nei dettagli con attenzione quasi morbosa, Caravaggio disegna con la luce, gioca sapientemente con il chiaroscuro, cerca l’equilibrio perfetto e modella il dipinto come se stesse curando uno spettacolo teatrale. La mostra è un percorso che racconta la maturazione artistica del pittore. Si comincia dall’ammirare i

lavori d'esordio e si arriva a quelli dipinti in età adulta. Nell’opera Riposo durante la fuga in Egitto (1597) il personaggio che si nota immediatamente è l’angelo che suona il violino; alle sue spalle c’è San Giuseppe che con estrema umiltà ha in mano uno spartito sul quale straordinariamente è stato riconosciuto il Cantico dei Cantici. Nella penombra si vede l’occhio stu-

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arte & dintorni

pito, quasi stordito, di un asino che ascolta la celestiale musica. Per disegnare le grandi ali dell’angelo, Caravaggio, sempre attento a rappresentare la realtà, riproduce le ali nere di un’aquila. Più avanti la vergine è una giovane popolana dipinta in una posizione che Caravaggio aveva visto in alcuni quadri di Correggio. La tela del San Giovanni Battista di Kansas City (1604) stupisce e incanta per il suo realismo. L’espressione del giovane è pensierosa, scura, quasi tetra. Si percepisce un senso di caducità che probabilmente rispecchiava i pensieri dell’autore in questa fase della vita. Il grado di realismo usato dal Caravaggio venne da molti confuso con un’estrema umanizzazione delle storie del Nuovo Testamento. La Chiesa cattolica all’epoca temeva che una rappresentazione troppo umana del Cristo, di Maria o dei Santi, portasse la gente a considerarli come persone reali, senza quell’infusione divina propria degli archetipi. Per questo molto spesso ci furono delle opposizioni nei confronti dell’arte di Caravaggio. In qualche modo la Chiesa temeva la forza del messaggio che l’artista imponeva con le sue tele. Ad esempio nel dipinto Flagellazione di Cristo (1607) la figura di Gesù è profondamente umanizzata e mostra senza veli l’orrore della sofferenza. Caravaggio non è stato un pittore di simboli, ha mostrato solo il vero davanti ai suoi occhi. Ha portato nella sua arte la sua esistenza, il suo essere profondamente uomo. Ha dipinto come ha vissuto. Ha dipinto se stesso. Un uomo di pennello e di spada. Nella sua pittura si vede la luce, ma anche il buio. Non è stato certamente il primo ad utilizzare il chiaroscuro, ma senza dubbio è stato l’unico ad utilizzarlo in una maniera del tutto radicale. La sua grandezza risiede nel suo essere stato un uomo capace di cambiare il linguaggio della pittura.

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La verità, il Caravaggio, la raggiunge attraverso la luce che colpisce qualsiasi cosa incontri nel suo fascio senza alcuna gerarchia. Si racconta che in una notte, durante il suo soggiorno a Roma, il pittore fosse stato catturato dalla luce delle torce che si rifletteva nei vicoli della città; fu da quel momento che Caravaggio scoprì il grande mistero della luce artificiale che può essere usata come vuole e quando vuole, diventando un cineasta a tuttotondo; egli sceglie i personaggi, li veste con determinati costumi, allestisce la scenografia, determina l’illuminazione e la composizione. Luce, teatralità, realismo, nessun pittore della sua epoca sembra altrettanto attuale, nella libertà delle scelte espressive, nel taglio delle composizioni, nella drammaticità delle rappresentazioni. Oggi più che in passato si ha la percezione della modernità del Caravaggio. Si esce dalla mostra con una consapevolezza molto più forte e molto più profonda di che cosa ha rappresentato il genio creativo di Caravaggio. L’immagine che rimane negli occhi non è tanto quella di una singola opera, ma della complessità e della vastità di questo grande maestro dell’arte italiana.

Arch. Giusy Pomposelli

g.pomposelli83@gmail.com

Flagellazione di Cristo Museo nazionale di Capodimonte, Napoli


arte & dintorni

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LA GRANDE ARTE DEVE ESSERE CONOSCIUTA PER ESSERE AMATA E PER ISPIRARE NUOVI ARTISTI.

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costume & società

L' E-COMMERCE

CONTINUA LA SUA CORSA

E LE AZIENDE RIPRENDONO VITA

L

’e-commerce B2c continua la sua corsa, ampliando di anno in anno il suo perimetro d’azione, tanto che nel 2017 in Italia supera i 23,6 miliardi di euro, con un incremento rispetto al 2016 del 17%. Per la prima volta nella storia dell’ecommerce italiano, i prodotti (+28%) crescono ben più dei servizi (+7%), con un peso dell’e-commerce, sul totale degli acquisti retail degli italiani, che sale al 5,7% (fonti Netcomm). Sono dati certamente incoraggianti anche se ancora non sufficienti a dichiarare maturo e dinamico il settore nel nostro Paese, dove i modelli di business stanno cambiando

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rapidamente. I settori che hanno sviluppato maggiormente il mercato dell’ecommerce sono l’Informatica e l’Elettronica con un più del 28%, non dà meno l’Abbigliamento (capi di vestiario, scarpe e accessori) anch’esso con un più 28%, ma tra i settori più performanti per ritmo di crescita, troviamo il Food (+43%) l’Arredamento (+31%) e l’Editoria (+22%). Hanno saputo gestire al meglio questo fenomeno digitale anche, i semplici cittadini privati, che in virtù della crisi economica, la diffusione della Sharing Economy e spazi ridotti delle abitazioni moderne, hanno adottato modelli di consumo più soste-

Le aziende hanno sviluppato visione, coraggio e perseveranza, andando fino in fondo ai loro progetti digitali.


costume & società

nibili. Un dato su tutti rivelato da uno dei maggiori siti di compravendita tra privati, EBay: nei mesi tradizionali del cambio armadio, il 35% della popolazione ha venduto online oggetti e abiti che non usa più. Con uno stop allo spreco e un piccolo aumento delle entrate familiari. Il mondo dell’e-commerce ha portato una folata di aria nuova dopo la crisi economica mondiale, dai grandi colossi come AMAZON ai piccoli privati ma soprattutto alle piccole medie imprese (PMI), le quali cavalcando l’onda degli acquisti on-line sono riuscite a rinascere e ampliare la loro clientela. Anche l’Export nel 2017, in Italia ha subito un aumento, inteso come vendite su siti italiani a consumatori stranieri. Ho estratto un dato Istat del 2017, solo 44 aziende su 100 hanno almeno un social network che utilizzano principalmente per diffondere l’immagine dell’azienda e dei suoi prodotti o servizi, ma senza essere incisivo sulla conclusione della vendita effettiva, può sembrare un quadro negativo ma in realtà a mio parere molto positivo se l’aziende in questione, sviluppassero “visione, coraggio e perseveranza, andando fino in fondo ai loro progetti digitali” come afferma il Presidente di Netcomm, Roberto Liscia. Questo fa capire come il mondo stia prendendo sempre di più la strada del digitale ma allo stesso tempo ha anche un grande margine di miglioramento soprattutto per la nostra amata Nazione. Il nostro Ministro dello Sviluppo Economico ha firmato poco tempo fa il decreto per l’erogazione di voucher a fondo perduto a favore delle micro e piccole imprese che vogliono aprire un sito di e-commerce. Già dal 15 gennaio si potrà accedere al sito del Ministero e compilare la domanda. Dal 30 Gennaio fino al 09 Febbraio 2018 si potrà inviare la domanda di finanziamento. Il voucher è destinato all'acquisto di hardware, software e servizi specialistici per digitalizzare i processi aziendali e favorire l'ammodernamento tecnologico. Ogni impresa può

beneficiare di un unico voucher fino a 10 mila euro, nella misura massima del 50% del totale delle spese ammissibili. La procedura sarà snella e rifletterà quella dei fondi perduti erogati dalle camere di commercio, con un rimborso celere, entro i 30 giorni. Per chi fosse interessato potrà consultare il sito del Ministero dello Sviluppo Economico: http://www.sviluppoeconomico.gov.it Si prospetta un 2018 all’insegna di grandi numeri, con degli incrementi sempre a doppia cifra.

Tatiana Balistreri Store Manager UniPoste Battipaglia t.balistreri@uniposte.it

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travel

VIAGGI IN MOTO "SE NON LO FACCIAMO ORA, QUANDO?"

a cavallo di una moto si possono coprire grandi distanze

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l mototurismo è in grande crescita, soprattutto negli Usa, dove a cavallo di una moto si possono coprire grandi distanze circondati da spazi infiniti, quasi un invito a pensare, una sfida tra l’uomo e la natura. Ma anche l'Italia si rivela una destinazione sempre più interessante con itinerari naturalistici, eno - gastronomici e ambientazioni ricche di storie. "La differenza tra viaggiare in macchina o su una moto è come la differenza tra osservare il mondo come spettatore o far parte del mondo". Con la crescita esponenziale del segmento mototurismo, si moltiplicano blog, pagine facebook di appassionati che descrivono le indimenticabili esperienze dei viaggiatori. Memorabili, sono le parole di Che Guevara ricordando l’esperienza giovanile del suo viaggio in moto negli anni 50 attraverso l’America Latina, con il compagno di viaggio Alberto Granado, raccontato nei suoi appunti di viaggio che sono stati ispirazione del film I diari della motocicletta (Diarios de motocicleta) del 2014: “Quel vagare senza meta per la nostra Maiuscola America mi ha cambiato più di quanto credessi”. Viaggiare in moto è un


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modo particolare per scoprire territori, regioni, paesaggi . Anche le associazioni e le riviste specializzate di settore svolgono un ruolo importante nella promozione di programmi di viaggio sempre più estremi. In questo panorama si inseriscono gli itinerari di viaggio creati dai tour operator che mirano a catturare questo target di viaggiatori particolarmente dinamico, amante della libertà e dell'avventura e spesso con un budget di spesa superiore a quello dei viaggiatori tradizionali. Una programmazione "on the Road" questo è Bikers, il nuovo prodotto del tour operator “ Idee Per Viaggiare” che propone viaggi in moto attraverso paesaggi unici e affascinanti, con l’assistenza fornita da EagleRider, la più grande azienda turistica del mondo specializzata nel moto noleggio. Le destinazioni proposte: USA, Canada, Messico, Emirati, Sudafrica a bordo di una splendida Harley Davidson o una leggendaria Indian. L’idea è nata dalla passione per le due ruote del CEO di Idee per Viaggiare Danilo Curzi. “Questo prodotto, nasce dall’osservazione della mancanza nel mondo delle agenzie di viaggio di un’offerta che potesse trasformarsi in un’esperienza unica, da unire ad un pacchetto di viaggio. E’, infatti, sempre più richiesta una tipologia di viaggio che renda contenti sia lui che lei: al viaggio in moto, sempre più spesso, si unisce l’estensione mare in Messico, nei Caraibi o in Polinesia, ed è una realtà che il viaggio in moto si integra oggi senza problemi con altre esperienze di viaggio”. Tra le preferenze del cliente italiano una su tutte: la Route 66. “La mitica Route 66, che va da Chicago a Los Angeles, è sempre nel cuore di tutti i motociclisti, e non solo. L’itinerario più richiesto è la parte Ovest degli States (Los Angeles, Las Vegas, Grand Canyon, Monument Valley, Yosemite, San Francisco). Con questi tours si da la possibilità al viaggiatore di vedere alcuni luoghi come "dovrebbero essere effettivamente visti", ovvero a bordo di una moto Harley Davidson, senza doversi preoccupare di nulla. "Soltanto un motociclista riesce a capire perché i cani amano mettere la testa fuori dal finestrino!" Harley Davidson è semplicemente sinonimo di avventura, libertà ed indipendenza, "HD" non è solo un marchio, è uno stile di vita, è un sogno ed è soprattutto una delle vere icone americane. Noleggiare una Harley Davidson è semplicemente meraviglioso. Il noleggio di una "HD" può essere giornaliero o settimanale. Necessario avere 21 anni, una patente valida per la moto (la patente "B" è accettata) ed una carta di credito per la garanzia.

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L'obiettivo principale è quello di ottenere l'iscrizione della società in Banca d'Italia come I.P. ibrido. Da sinistra: Luigi Romano, Vincenzo Di Biase, Gabriele Vigilante, Francesco Paduano Presidente C.d.A. UniPoste, il Notaio Teresa Lomonaco e Ivan Maiorano

ASSEMBLEA SOCI UNIPOSTE S.P.A. D

ottor Paduano sappiamo che il 15 gennaio 2018 si è svolta presso lo studio del notaio Lomonaco in Salerno l’assemblea dei soci della società UniPoste S.p.A. ha come è andata l’assemblea?

È andata bene, infatti, i soci rappresentanti l’85,47% del capitale sociale hanno deliberato all’unanimità tutti gli argomenti posti all’ordine del giorno e tra i più importanti l’aumento del capitale sociale a 5 milioni di euro e la nomina del seguente Consiglio di Amministrazione. Quindi Lei non sarà più amministratore unico della società? E Chi sono i membri? Esatto! Da organo monocratico ad organo collegiale con potenzialità direzionali maggiori perché vede l’ingresso di

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professionisti esperti di alto profilo qualitativo! Il CDA è così composto: Dott. Francesco Paduano Presidente Avv. Giuseppe Murino Consigliere P.A. Gabriele Paduano Consigliere

Presidente Paduano può in sintesi spiegare il motivo principale di tale cambiamento? L’obiettivo principale è quello di ottenere l’iscrizione della società in Banca d’Italia e quindi questi punti come anche la nomina di una società di revisione legale dei conti sono requisiti essenziali. Evidentemente ciò consolida il piano industriale del gruppo, come quello di diventare un istituto di pagamento ibrido, puntan-

do cioè a posizionarci come collocatore diretto di prodotti bancari di pagamento e servizi multi utility, ovvero admin dei propri prodotti attraverso il progetto franchising 2.0. Quindi ci sarà una società esterna per la revisione dei conti? Si. In presenza del Presidente del collegio sindacale - Prof. Luca Sensini e del Dr. Gabriele Vigilante - Sindaco effettivo che hanno dovuto motivare la proposta e nonché alla presenza di alcuni componenti della Direzione Generale, tra i quali l’Avvocato Lea Di Nardo, il Dr. Ciro Bello e il Dr. Ivan Maiorano, l’assemblea ha deliberato la nomina della società di revisione legale dei conti - Analisi S.p.A. di Reggio Emilia, come punto di consolidamento del piano industriale del Gruppo. Il Collegio Sindacale mantiene


attualità

sempre il suo ruolo principale di organo di vigilanza come da codice civile e dovrà valutare l’adeguatezza e la funzionalità dell’assetto contabile, ivi compresi i relativi sistemi informativi, al fine di assicurare una corretta rappresentazione dei fatti aziendali. Presidente quali saranno gli altri eventi importanti in questo primo semestre?

Abbiamo iniziato l’anno con il taglio del nastro dell’agenzia di Frosinone avvenuto il 9 gennaio e continueremo con l’apertura della nostra prima agenzia diretta a Milano, precisamente a Paderno all’interno del centro commerciale Carrefour ed a seguire, Collegno (TO), Siena, Roma, Brescia, Salerno, Torino Catanzaro, Messina, Aversa, Napoli, Lamezia Terme, Galli-

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poli, Crotone, ed altri in trattativa. Le principali kermesse saranno il salone del Franchising – retails & startup in quel di Napoli il 18 e 19 Maggio e l’assemblea dei soci che sarà convocata prima dell’estate per l’approvazione del bilancio aziendale. Redazione

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UniPoste: un anno di successi

UniPoste Store, Battipaglia

UniPoste Store, Brescia

UniPoste Store, Olbia

UniPoste Store, Moncalieri

UniPoste Store, Padova

UniPoste Store, Padova

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UniPoste Store, Sant'Antimo

UniP


UniPoste Store, Battipaglia

Poste Store, Caserta

UniPoste Store, Caserta

S

ono contento di poter raccontare che negli ultimi sei mesi la UniPoste S.p.A. ha aperto i seguenti punti vendita: Olbia, Siracusa, Sant’Antimo, Caserta, Sora, Padova, Brescia, Vercelli, Moncalieri, Trieste.

dove tieni la testa devi tenere il cuore, altrimenti il lavoro non viene bene”. Per le aperture del prossimo anno rimando il tutto al nostro information memorandum e piano industriale in corso e presentati in diverse occasioni istituzionali.

Sul nostro portale www.uniposte.it potrete trovare le immagini d’apertura che raccontano questo percorso fatto di impegno che si può sintetizzare in queste parole” dove tieni la mano devi tenere la testa,

Con l'apertura del primo Store di questo nuovo anno. Alla cerimonia di inaugurazione della nuova Agenzia UniPoste Store Frosinone erano presenti oltre ai diretti interessati, l'Amministratore Unico Dott. France-

sco Paduano, il direttore commerciale Nicola Portacci e il Franchising Manager Vincenzo Di Biase.

Dott. Ivan Maiorano

Dottore Commercialista e Revisore Legale Consulting & Development UniPoste S.p.A. i.maiorano@uniposte.it

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costume & societĂ

UniPoste Store, Siracusa

UniPoste Store, Santa Maria Capua Vetere

UniPoste Store, Vercelli

UniPoste Store, Trieste

On. Debora Serracchiani Presidente dott. Francesco Paduano

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UniPoste Store, Sora


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UniPoste Stand, salone Franchising Milano

UniPoste Store, Frosinone

UniPoste Store, Trieste Airport

UniPoste Store, Frosinone

UniPoste Store, Agropoli

UniPoste Store, Agropoli

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FASHION E-COMMERCE

BASTA UN CLICK di Viviana Imparato

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costume & società

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egli ultimi anni il mondo della moda sta diventando sempre più digital e mobile, e l’e-commerce ne è l’esempio più lampante. Lo schermo piatto ora parla, racconta, descrive, ispira, conduce all’acquisto tramite leve digitali coinvolgenti ed emozionali. Cosa c’è di più comodo, facile e veloce di poter fare acquisti seduti comodamente sul vostro divano? E se non avete il computer, basta aprire l’applicazione del fashion ecommerce in questione sul vostro smartphone ed effettuare subito l’acquisto, in qualsiasi momento e luogo. Potete avere tutto quello che volete, subito. Basta un click. Nonostante un iniziale scetticismo, oggi il fenomeno dell’e-commerce si è stabilizzato come valida alternativa allo shopping nei punti vendita e, anzi, sempre più spesso viene preferito, soprattutto dalla new generation. I paesi in cui questa modalità di vendita on-line ha riscosso più successo sono stati, fin da subito, gli USA, la Germania, la Francia ed il Regno Unito; anche l’Italia, che inizialmente sembrava restìa a questo tipo di approccio, si sta sempre

di più convertendo, tanto che nel nostro paese gli acquirenti del mondo del fashion on-line sono oggi 4,2 milioni, pari al 16% degli utenti Internet. Consultare un ecommerce diventa oggi, oltre che alternativa (più comoda, efficiente e naturale) allo shopping tradizionale, anche un motivo di svago, un momento di divertimento per chi vuole fuggire dalla routine di tutti i giorni, ma non ne ha l’effettivo tempo materiale. E così, milioni e milioni di persone possono compiere questa esperienza d’acquisto del tutto nuova, emozionante e soddisfacente, che permette di trovarsi davanti ad una grande vetrina virtuale e, con un solo click, di trasformare l’esposizione (di prodotti) in acquisto. L’ e-commerce non è altro che un biglietto da visita del negozio per mostrarsi al mondo digitale. Secondo il Fashion Tech Insights 2017, i nuovi consumatori sono persino disposti a pagare quasi il doppio per abiti di qualità su Internet, in particolare se personalizzati. La personalizzazione, avere prodotti unici e diversificati spingono la nuova generazione a veri e propri investimenti. Sulla

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base dei dati raccolti, il fashion è senza dubbio uno dei settori trainanti dell’e-commerce. Il motivo? Facile! Perché ha riconosciuto sin da subito il ruolo chiave di internet e ha saputo adattarsi ai cambiamenti nel modo di acquistare dei consumatori. I dati del 2016 dicono che 18,8 milioni di italiani comprano online, e comprano tanto: più di 19 miliardi di euro spesi in un anno. Secondo le previsioni dell’Osservatorio, l’e-commerce italiano nel 2017 ha chiuso con un fatturato di 31,7 miliardi di euro, in crescita del 16% rispetto al 2016. Perché acquistare online? Perché si può risparmiare. Il prezzo degli articoli disponibili sulle piattaforme on-line, che solitamente è inferiore rispetto a quello degli articoli venduti “off-line”: questo perché il risparmio che l’azienda ottiene nell’allestimento dell’e-commerce si ripercuote direttamente sul prezzo dei prodotti. Perché si può scegliere tra una gamma molto ampia di prodotti. La possibilità di reperire con più facilità articoli che spesso in negozio sono terminati, o ancora il vantaggio di acquistare prodotti introvabili altrove. Perché i siti e-commerce forniscono dei consigli utili e un elenco di prodotti correlati, per facilitare l’acquisto del cliente. La possibilità di poter confrontare le migliori offerte: accade molto spesso, infatti, che un particolare articolo sia presente su diverse piattaforme di shopping on-line e, grazie alla

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comparazione fra i diversi siti, è possibile per l’utente trovare il prezzo più vantaggioso. Alla base di questa scelta c’è anzitutto la possibilità del risparmio grazie a occasioni e promozioni speciali. Attenti però non è tutto oro quello che luccica. Il rischio della truffa è sempre dietro l’angolo e quindi prestare massima attenzione prima di effettuare acquisti. Ecco alcuni Shop online più cliccati: ASOS , Net-a-porter (la moda del lusso ) Zalando, LuisaViaRoma, Amazon…Attenzione, però, a non dimenticare i 21 milioni di italiani non connessi.

Viviana Imparato Collaboratrice Redazione Mr.magazine

/Bisogna stare al passo con i tempi perché le tendenze cambiano velocemente.\ Via Pio X, Agropoli (SA)


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GRAN GALÀ DI NATALE 2017

GRANDI EMOZIONI AL GRAND HOTEL DI SALERNO

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l 20 dicembre 2017 è stato un momento dove si è raccontato in primis un semestre di successi trascorso con l’apertura dei seguenti punti vendita UniPoste sul territorio nazionale: Olbia, Siracusa, Sant’Antimo, Caserta, Sora, Padova, Brescia, Vercelli, Moncalieri e Trieste Airport, nello stesso tempo è stata l’occasione di fare i “conti” di fine anno e il preventivo per il 2018.

Fiasco Luigi: Team work Front office ( per l’impegno profuso nell’operatività dello sportello UniPoste a supporto della clientela).

Non sono mancati i momenti di condivisione di scambi aziendali e sociali. Il Meeting Uniposte Gran Galà di Natale 2017 ha avuto inizio alle 20.30 presso il Grand Hotel Salerno Centro Congressi, Cerimonie - sito in Via Lungomare Clemente Tafuri n° 1. L’evento è stato trasmesso in diretta dalle telecamere della TV Cilento Channel sul canale 636 del digitale terrestre. Dopo l’accoglienza all’ingresso e ai tavoli assegnati, c’è stata la presentazione della serata a cura della conduttrice Raffaella Giaccio giornalista di Cilento Channel. Poi abbiamo avuto la proiezione del video UniPoste. Alla fine del video con applausi di tutti i partecipanti è stata data la parola al Presidente Paduano ed è stato presentato il Direttore Commerciale Dottor Nicola Portacci.

Botti Annalisa: Team work Operations ( per l’impegno profuso nella soluzione delle problematiche operative della segreteria generale).

Poi si è entrato nel vivo delle premiazioni che hanno visto sul palco: PREMIAZIONE DELLA CATEGORIA DIPENDENTI D’ECCELLENZA Curci Pasquale e Palimento Carla: Team work Trasferte (per l’impegno profuso nelle trasferte a supporto della rete affiliata).

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Brangi Elisa: Team work Prossime Aperture ( per l’impegno profuso nello sviluppo della procedura amministrativo - contabile dei Nuovi Punti vendita diretti ed affiliati in franchising).

PREMIAZIONE DELLA CATEGORIA VENDITE E SVILUPPO RETE Andrea Laguzzi: Miglior Store Manager ( per l’impegno profuso nello sviluppo dei servizi postali sul territorio di riferimento) Stanislao Marcantuono: Migliore Agenzia Affiliata in franchising ( per l’impegno profuso nello svipuppo dell’intero progetto uniposte franchisig). Punto Vendita di Vercelli, ritira il premio Giuseppe D’Amato: Miglior Punto Vendita Diretto UniPoste (per l’impegno profuso dal Team Work Vercelli nel dare supporto alla rete diretta). Vincenzo Di Biase: Miglior Franchising Manager (per l’impegno profuso nello sviluppo della rete promuovendo e vendendo il progetto in franchising sull’intero territorio nazionale).


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PREMIAZIONE DELLA CATAGORIA PARTNERS BANCA E FINANZA Massimo Terreni: Miglior Partner Settore Payment (per la disponibilità e collaborazione professionale e personale dimostrata ). Fabrizio Lucatello: Miglior Partner settore finanziario (per la disponibilità e collaborazione dimostrata durante i corsi di Formazione di tutta la rete). PREMIAZIONE CATEGORIA “TOP” Giuseppe Murino: Avvocato dell’Anno ( per l’impegno profuso insieme al suo valido Team work nello sviluppo dell’Ufficio legale interno all’azienda). Sensini Luca: Premio Eccellenza ( per l’impegno profuso nel trasferire conoscenze e saperi accademici collegati al mondo UniPoste). Luigi Romano: Miglior Risk Manager ( per l’impegno profuso come professionista di ordine superiore nell’attività di risk manager nel tutelare l’azienda dai rischi correnti. Ciro Bello: Dott. Commercialista dell’Anno (per la disponibilità e l’impegno profuso nello sviluppo professionale del progetto UniPoste attraverso conoscenze multidisciplinari). Francesco Paduano: Presidente del Consiglio di Amministrazione come riconoscimento e stima personale e professionale. Ecco alcune foto della entusiasmante L'appuntamento è alla prossima kermesse.

serata.

Redazione Mr. magazine

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film

THE HURRICANE BASATO SU UNA STORIA VERA USA 1999 Drammatico 2h 15' Norman Jewison Cast: Denzel Washington Deborah Unger John Hannah

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Il 17 Giugno 1966 in un bar della cittadina di Paterson, nel New Jersey, due uomini armati uccidono due uomini e una donna. Un pugile, campione dei pesi medi, ed un suo giovane fan che si trovavano sul posto, interrogati dalla polizia vengono dichiarati al di fuori di ogni sospetto. Dopo un anno una giuria composta di soli "bianchi", condanna i due uomini a tre ergastoli per gli omicidi di quella notte. Ăˆ il round piĂš difficile e penoso quello che Rubin Carter (Denzel Washington) deve combattere contro la giustizia. Una giustizia che lo ha condannato non per prove valide o motivi evidenti, ma solo per pregiudizio, quello che all'epoca e purtroppo non solo allora, accompagnava sempre, gli uomini di colore. Danilo Perillo daniwara.4@gmail.com


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