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Verso un curriculo verticale per lo sviluppo della competenza linguistica in Italiano POLO FORMATIVO DI ITALIANO Scuola Polo: Scuola Sec. 1° Grado “M. Grecchi” di San Sisto (PG) Docente del corso: Prof.ssa Rosaria Solarino Relatore: Prof. Luca Severi


Le varianti dell’Italiano 

G. B. Pellegrini nel 1960, riconosce nel parlante esperto italiano medio quattro registri espressivi: Dialetto  Koiné dialettale  Italiano regionale  Italiano standard 


Quattro dimensioni di variazioni 

Da un’analisi più approfondita è possibile notare come le variazioni tra italiano standard e il dialetto avvengono lungo i seguenti assi: Distribuzione geografica  asse diatopico  Variazione situazionale  asse diafasico  Variabile sociale  asse diastratico  Variazione di mezzo  asse diamesico 


Il repertorio dell’Italiano


Norma ed errore 

In questo quadro non si può più parlare di norma standard prescrittiva  ma di relativizzazione della norma “Ogni varietà di lingua è corretta in sé: ma non ogni produzione in qualunque varietà è ‘corretta’ e va bene, in qualunque situazione. Le varietà devono essere appropriate alle situazioni e ai fini comunicativi da raggiungere.” Berruto 2005


Norma ed errore ď Ź

Analizzando le produzioni scritte da studenti di scuola elementare, ma anche di media e di biennio, non è difficile osservare alcuni fenomeni linguistici che rivelano una certa distanza dalla lingua standard da diversi punti di vista: grafico, morfologico, sintattico, lessicale, testuale. ďƒ° normalmente definiti errori


Norma ed errore Concentrazione dell’attenzione all’errore nello scritto  necessità di allargarsi al parlato come livello di uso prioritario della lingua  Va considerato più grave l’errore pragmatico e comunicativo rispetto a quello morfologico o sintattico 


Due tipi di errore ERRORI

DI INTERFERENZA ERRORI DI APPRENDIMENTO


Errori di interferenza 

Il quadro di repertorio dell’italiano dovrebbe permettere di riconoscere gli errori di interferenza con varietà substandard, basse-colloquiali e regionalizzate di italiano Es. una persona che l’ho vista entrare  Es. se sarebbero mancate le guide i visitatori avrebbero avuto difficoltà. 


Errori di interferenza 

Presentano difficoltà di intervento dovute al fatto che il bambino che sa che chi lo circonda (in famiglia, nel quartiere) dice in un certo modo, è portato infatti a mettersi sulla difensiva e a resistere all’intervento dell’insegnante


Errori di apprendimento  

sono errori che si commettono quando si riprende a lavorare sulla lingua Questo avviene quando i parlanti di una lingua, che ne possiedono già alcune varietà e che sono in possesso di una competenza linguistica sufficiente a rispondere ai bisogni linguistici dell’ambiente in cui sono finora vissuti, si incontrano con nuove varietà, nuovi bisogni e nuove richieste. Avviene una ricerca, simile a quella che si osserva nel primo apprendimento del linguaggio, di ‘regole provvisorie’ su qualche aspetto della lingua


Errori di apprendimento: interesse educativo essi permettono di osservare che il meccanismo di apprendimento si è rimesso in moto ď Ź un intervento su questo tipo di errori è, da parte del bambino, implicitamente richiesto e previsto, al contrario di quello sugli errori di interferenza ď Ź


Elementi di linguistica del testo ď Ź

negli ultimi decenni la linguistica ha fatto enormi passi avanti nello studio del livello di analisi linguistica che oltrepassa i limiti della frase e nella ricerca delle relazioni che governano organismi linguistici piĂš complessi


Gli sviluppi della linguistica 

Dalla grammatica tradizionale (di tipo frasale) 

Che non era in grado di affrontare fenomeni relativi al collegamento di frasi, periodi e paragrafi tra loro

Alla linguistica testuale che definisce il testo come: 

Un oggetto linguistico caratterizzato da coerenza e da coesione


Coerenza - Esempio 1. «Sul davanzale c’erano piante fiorite. Nell’aprire la finestra ho fatto cadere un vaso di begonie. A Maria dispiace molto.»  E’ un testo  2. «Sul davanzale c’erano piante fiorite. All’improvviso suonò il campanello. A Mario non piace la pittura moderna.» Non è un testo 


Coerenza - Esempio 

1. «Sul davanzale c’erano piante fiorite. Nell’aprire la finestra ho fatto cadere un vaso di begonie. A Maria dispiace molto.»  E’ un testo 2. «Sul davanzale c’erano piante fiorite. All’improvviso suonò il campanello. A Mario non piace la pittura moderna.» Non è un testo

In entrambi i testi la grammatica è perfettamente rispettata Ma solo nel primo sentiamo che ci sono conoscenze di fondo che gli danno un senso unitario:  Conoscenza di come sono fatti i davanzali  Nella nostra cultura avere vasi alle finestre è considerato desiderabile  La loro rottura può creare dispiacere


Coerenza La coerenza di un testo si basa quindi su una condivisione di conoscenze tra emittente e destinatario  La coerenza si misura anche rispetto alla situazione e quindi riguarda le funzioni e gli scopi del testo  “Comprendo un enunciato come testo quando oltre a capirne il significato, capisco le intenzioni con le quali viene prodotto e ho una qualche conoscenza del contesto e della situazione: capisco cioè la funzione comunicativa di ciò che viene detto.” (Mortara 

Garavelli, Tipologie di testi:categorie descrittive e generi testuali)


Coesione La coesione grammaticale si può definire come l’insieme di meccanismi di cui ci serviamo per collegare le varie parti di cui si compone un testo  In particolare uno degli scopi è assicurare la continuità di riferimento agli antecedenti 


Coesione - esempi Meccanismi di ripresa:  Anaforici: rinviano a qualcosa che precede nel testo Ho comprato una macchina nuova. La pagherò a rate.  C’era una volta un re. Il re abitava in un castello 


Coesione - esempi Meccanismi di ripresa:  Cataforici: rinviano a qualche elemento che segue La raccolse dal pavimento e la guardò. Era una vecchia fotografia...  Quello che mi preoccupa e che non te ne rendi conto 


Coesione 

La coesione lessicale governa la continuità del riferimento attraverso la sostituzione del termine con un altro, attraverso l’uso di Sinonimi: es. Albergo - alloggio  Sovraordinati: es. gatto - animale  Sinonimi testuali (valgono solo per quel mondo testuale): es. La vicina non se ne andava mai, [...] quando finalmente l’intrusa se ne andò.... 


Classificazione dei testi ď Ź Nonostante

il problema della classificazione dei tipi di testo non sia ancora risolto, la piÚ diffusa fa riferimento alle funzioni dominanti nei diversi testi, cioè alle intenzioni comunicative


I tipi di testo 

 

il tipo descrittivo, che evidenzia fenomeni (persone, oggetti, stati di cose, relazioni) visti in un contesto spaziale. il tipo narrativo, orientato prevalentemente su azioni (e trasformazioni) di persone, oggetti, relazioni e concetti nel contesto temporale. il tipo espositivo, è orientato verso la scomposizione (nell’analisi) o la composizione (nella sintesi) degli elementi costitutivi dei concetti. il tipo argomentativo, orientato verso le relazioni tra i concetti. Ha una matrice cognitiva legata al giudizio. il tipo regolativo, orientato verso il comportamento futuro del produttore del testo o di altri


I tipi di testo Queste tipologie testuali non sono da considerarsi tanto individuabili concretamente nella realtĂ , quanto tipi generali di atteggiamenti comunicativi ď Ź Tali atteggiamenti comunicativi accomunano testi concreti, che vengono definiti generi testuali (es. lettera, oroscopo, bollettino meteorologico, ecc.) ď Ź


Una domanda...

Ma il mondo del testo è dunque un mondo per adulti, di chi è già linguisticamente maturo e non riguarda la prima acquisizione e la prima alfabetizzazione?


Alcune considerazioni... 

“L’accento dell’educazione tradizionale è stato costantemente sulla lingua , intesa come sistema di regole la cui applicazione permette di generare frasi corrette, anche se non è in grado di dire nulla su ciò a cui le frasi corrette possono servire”. Il linguaggio è invece “la facoltà di trovare un’espressione sensibile a qualsivoglia contenuto o stato dell’esperienza (di per sé non comunicabile) (…) E’ un potenziale semantico.” (...) Che cosa può dirci lo studio del linguaggio in opposizione a quello della lingua? Può dirci perlomeno quali sono le classi di cose che il linguaggio come tale può fare…” (Raffaele Simone), in altri termini quali sono le sue funzioni.


La teoria delle funzioni 1.

2.

3.

4.

strumentale. Si usa il linguaggio per ottenere delle cose, esprime la volontà del soggetto. E' la funzione del voglio regolatrice: collegata alla precedente, ma distinta da essa, controlla il comportamento altrui . E' la funzione del Fa come ti dico. interattiva: serve per iniziate, mantenere o concludere un rapporto sociale: E' la funzione del Ciao, Pronto? Sì? (come risposta a chiamate). personale. Usa il linguaggio per esprimere l'unicità dell'individuo, per costruire l'identità, la coscienza di sé in contrapposizione all'ambiente; comprende espressioni di sentimenti personali, interesse, piacere, disgusto ecc.


La teoria delle funzioni 5.

6.

7.

euristica. Usa il linguaggio per esplorare la realtà. E' la funzione del dimmi perché del bambino. Può essere assolta dal linguaggio della matematica, dal disegno, dalla pittura. La funzione più elementare della funzione euristica nel linguaggio verbale consiste nella richiesta dei nomi delle cose, che costituisce il modo in cui il bambino categorizza gli oggetti. immaginativa: è la funzione mediante cui il linguaggio serve a creare un universo distinto da quello reale, il regno della fantasia, della poesia, dell'immaginario (funzione del facciamo finta). rappresentativa, vede il linguaggio utilizzato per comunicare circa le cose, per descrivere la realtà.


“Spezzone” di Curriculo verticale sul testo espositivo 

Scuola dell’infanzia: Passaggio dal dialogo al monologo espositivo su contenuti di esperienza del bambino

Seconda classe : Capacità di produrre un testo espositivo scritto con struttura ad elenco corrispondente ad un testo orale


“Spezzone” di Curriculo verticale sul testo espositivo 

Quinta classe della Scuola Primaria: 1.

2.

Riscrittura di testi dati: saper riconoscere autonomamente gli elementi fondamentali di un testo di studio disciplinare (perché se ne sono capite le finalità generali) e rielaborarlo senza modificarne lo scopo e il destinatario iniziale Scrittura autonoma: saper scrivere un testo espositivo distinto in paragrafi titolati con varie strutture, controllandone l’articolazione e utilizzando connettivi appropriati


“Spezzone” di Curriculo verticale sul testo espositivo 

Terza Classe Scuola Sec. 1° Grado 1.

2.

Riscrittura in forma espositiva di testi di tipo diverso, con consapevolezza del tipo di testo di partenza Scrittura autonoma: saper scrivere un testo espositivo (distinto in paragrafi titolati) utilizzando consapevolmente le sue varie strutture e reperendo informazioni su testi diversi


Lingua Italiana